Numero 456 del 26 maggio 2020

In copertina c’è “Il teatro della taranta. Tra finzione scenica e simulazione”, il volume da Brizio Montinaro. Attore di professione e antropologo per passione, il ricercatore salentino, nell'arco di cinque anni, ha compiuto un approfondito studio sulla diffusione del tarantismo in Europa, facendo emergere tratti del tutto inediti del fenomeno. La sua ricerca ha analizzato alcuni testi teatrali nei quali in qualche modo è presente il tarantismo. In particolare, nella seconda parte del libro, è raccolta una selezione di opere farsesche che coprono un arco temporale di tre secoli, dal Seicento di Pedro Calderon de la Barca all’Ottocento si Francesco Albergati Capacelli. Ne abbiamo parlato con l’autore. La pagina world music è aperta dal crossover micidiale di “Brasses for the Masses” della fanfara macedone Džambo Aguševi Orchestra. Dalla Danimarca arriva il folk contemporaneo di Phønix (“Hvad Intet Øre Hørte End”) e Tailcoat (“Tall Tales Tiny Pieces”). In tempi di conflitti economici tra Stati Uniti e Cina, la musica risponde con il disco eponimo nato dalla meravigliosa collaborazione tra Wu Fei (ghuzeng) e Abigail Washburn (banjo). Viaggiamo, quindi, con “El camino de los vientos” del violoncellista Matthieu Saglio. L’ultimo sguardo sui suoni del mondo lo diamo con gli incroci sonori di “Live in Sete Sois” della Med.Arab.Jewish 7Sóis Orkestra, diretta da Stefano Saletti. Torniamo in Italia per raccontare “Stato di grazia”, il come-back dei Bisca, storica formazione no-wave napoletana. Sul versante della canzone d’autore, Alessio Lega interpreta “Le canzoni di Fabrizio De André per voce e fisarmonica”, disco inciso con lo storico collaboratore Guido Baldoni. Segue il focus sul disco “Bragato/Piazzolla” del Lucus Trio. Infine, c’è Pilar nello scatto di Valerio Corzani.
Salutiamo Mory Kanté, il musicista guineano, scomparso all’età di 70 a Conakry, a causa una malattia cronica. Conosciuto per il suo hit “Yéké YéKé”, soprannominato il griot elettrico per la sua fusione di musica per kora dell'Africa occidentale e pop africano, Kanté è stato uno dei protagonisti di quella superlativa stagione di rinnovamento della musica urbana in Africa. Infatti la sua carriera era iniziata come cantante della Rail Band di Bamako negli anni 70, in cui militava anche il top vocalist Salif Keita. «È stato un fratello maggiore», ha detto di lui Youssou N’Dour. Kanté aveva poi imbracciato la kora da autodidatta fino a diventare, come detto, l’emblema del coté mainstream della world music. Nel 2001 era stato nominato ambasciatore FAO. Consigliamo di ascoltatarvi il suo album acustico “Sabou” (2004).

Editor's Note
Our new issue opens with  Brizio Montinaro’s “Il Teatro della taranta. Tra finzione scenica e simulazione”. We have spoken to the author, a professional actor and anthropologist of passion, In his latest volume, the Salento researcher has carried out an extensive study on the diffusion of the tarantism in Europe, revealing entirely new features of the phenomenon. His research has analysed some theatrical texts in which tarantism is somehow present. In particular, in the second section of the book an assortment of farcical works is collected, covering a three century time span, from the seventeenth century Pedro Calderon de la Barca’s plays to nineteenth century’s works created by Francesco Albergati Capacelli. The world music page opens with the firing Balkan crossover of Macedonian Džambo Aguševi Orchestra’s “Brasses for the Masses. From Denmark here you have the folk contemporary of Phønix and Tailcoat. While the economic conflict between the US and China continues, the music responds with the eponymous record originated from the gorgeous teaming up of Wu Fei (ghuzeng) and Abigail Washburn (banjo). We then take a journey with cellist Matthieu Saglio’s luxurious “El camino de los vientos”. Another sound crossings album is “Live in Sete Sois”, the latest release from Med Arab Jewish 7Sóis Orkestra, conducted by Stefano Saletti. We return to Italy to review Bisca’s “Stato di Grazia”, the comeback of the seminal Neapolitan no-wave band. Our singer-songwriting column offers Alessio Lega’s version of “Le Canzoni di Fabrizio De André per voce e fisarmonica”, recorded with the long-standing collaborator Guido Baldoni. It follows a focus on the Lucus Trio’s “Bragato / Piazzolla”. Finally, Pilar is Valerio Corzani’s pic.
Our final salute to Mory Kanté, the Guinean musician, who has passed away aged 70 in Conakry, due to a chronic illness. Celebrated for his hit single “Yéké YéKé” (1988), known as the electric griot for his fusion of West-African kora music and African pop, Kanté was one of the protagonists of that superlative season of renewal of urban music in  Africa, as his career began as a singer of Bamako’s Rail Band in the 70s alongside  Malian top vocalist Salif Keita. «He was an elder brother», said Youssou N’Dour. Kanté had then self-taught kora to become an emblem of the mainstream coté of world music. In 2001 he was appointed FAO ambassador. We recommend listening to his acoustic album “Sabou” (2004).

Ciro De Rosa
Direttore Responsabile di www.blogfoolk.com


COVER STORY
WORLD MUSIC
VIAGGIO IN ITALIA
STORIE DI CANTAUTORI
CONTEMPORANEA
CORZANI AIRLINES

L'immagine di copertina è un'opera di Donatello Pisanello (per gentile concessione)

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