I comunicati stampa relativi ai principali festival folk, world e trad
Dissonanzen – Le vie della musica alla Reggia di Portici
Tre appuntamenti tra culture musicali, contaminazione e sperimentazione
17 ottobre – 7 novembre – 21 novembre, ore 20:30
Tre concerti, tre spazi della Reggia di Portici, tre diversi modi di intendere il rapporto tra tradizione e contemporaneità. È Le vie della Musica, il progetto promosso da Dissonanzen in collaborazione con MUSA – Musei delle Scienze Agrarie di Portici e con il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, che porta negli ambienti storici della Reggia un percorso musicale all’insegna della ricerca, dell’improvvisazione e della contaminazione tra linguaggi. La Reggia di Portici è luogo storico di studio, osservazione e conoscenza della natura e con questa iniziativa diventa uno spazio nel quale differenti culture, strumenti e forme artistiche possono incontrarsi. Le vie della Musica costruisce così un dialogo tra mondi apparentemente lontani, accomunati dalla curiosità per ciò che ancora non è stato esplorato.
Si inizia sabato 17 ottobre, alle ore 20:30, in Sala Monumentini con Songs from distant Shores, progetto del Pentakte formato da Marco Sannini (tromba e flicorno), Fabio Rambelli (sho), Salvatore Morra (oud) ed Edward Feldman (tablas). La musica delle “sponde” di diversi mari si incontra in un’esperienza sonora nella quale gli strumenti di tradizioni lontane si fondono attraverso l’improvvisazione. Lo sho giapponese, l’oud arabo, il flicorno europeo e le tablas della tradizione indiana danno vita a un tessuto musicale in continua trasformazione, dove melodie ancestrali e linguaggi contemporanei trovano un comune terreno di scambio.
Sabato 7 novembre, alle ore 20:30, in Sala Cinese, è la volta di Grass ’n Wood, il duo formato dal trombettista e flicornista Ciro Riccardi e dall’arpista Gianluca Rovinello. Un incontro tra due strumenti solo apparentemente lontani, che diventa occasione per esplorarne i confini e ricercare un suono nuovo. Elettronica, jazz, folk e repertorio colto si incontrano in un programma prevalentemente inedito, nel quale le esperienze dei due musicisti confluiscono in una personale ricerca sul suono. Riccardi, protagonista di numerosi progetti della scena musicale napoletana, dagli Slivovitz alla Uanema Orchestra, ha collaborato con artisti come Adam Rudolph, Daniele Sepe, Paul Gaspar e Peppe Servillo. Rovinello ha attraversato negli anni la musica da camera, la tradizione napoletana, il folk e la musica contemporanea, collaborando con la Nuova Orchestra Scarlatti, Lucariello, Pino Ciccarelli e Gatos do Mar. In Grass ’n Wood questi percorsi si incontrano dando nuova forma anche a melodie classiche e meno conosciute della tradizione napoletana.
Si conclude sabato 21 novembre, sempre alle ore 20:30, nella Sala della Tavola Pubblica, SYSTEMA NATURAE – per Elizabeth Christina von Linné, opera/spettacolo per voce di soprano cantante e recitante, flauti, percussioni ed elettronica. Alessandra Bellino, autrice delle musiche, regista ed esecutrice dell’elettronica, Elisa Biagini, autrice dei testi e voce registrata, Monica Benvenuti, voce dal vivo, Mariasole De Pascali, flauti, e Lucio Miele, percussioni ed esecuzione all’elettronica, costruiscono un lavoro nel quale musica, parola e ricerca scientifica si intrecciano.
Al centro dell’opera è la figura di Elizabeth Christina von Linné, figlia del naturalista svedese Carlo Linneo, la cui vicenda rappresenta anche una testimonianza delle difficoltà incontrate dalle donne nel vedere riconosciute le proprie capacità e aspirazioni nel secolo dei Lumi. La sua osservazione del fenomeno dei “fiori che lampeggiano” al tramonto, in particolare del nasturzio, diventa il punto di partenza di un viaggio tra natura, conoscenza e immaginazione. Il “sistema” del titolo è quello della ricerca scientifica, un percorso fatto di osservazione, ipotesi e scoperta che si traduce sulla scena in un intreccio di suoni, parole, elettronica e gesto.
Tre appuntamenti differenti ma attraversati da una stessa idea: fare della musica un luogo di incontro, capace di mettere in relazione culture lontane, linguaggi diversi e discipline solo apparentemente separate. Dalle antiche tradizioni musicali dell’Asia e del Mediterraneo alla sperimentazione elettronica, dalla reinvenzione della tradizione napoletana al rapporto tra musica e scienza, Le vie della Musica invita il pubblico a percorrere nuove strade dell’ascolto, dentro uno dei luoghi più significativi della storia culturale e scientifica del territorio campano.
Dissonanzen - Le vie della Musica alla Reggia di Portici
Sabato 7 novembre, ore 20:30, Sala Cinese
Grass ‘n Wood
Ciro Riccardi, tromba e flicorno; Gianluca Rovinello, arpa
Dissonanzen – Le vie della musica alla Reggia di Portici
il concerto Grass’n Wood tra elettronica, jazz e folk
Sabato 7 novembre, alle ore 20:30, alla Reggia di Portici, si tiene un nuovo appuntamento per Le vie della Musica, il progetto promosso da Dissonanzen in collaborazione con MUSA – Musei delle Scienze Agrarie di Portici e con il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, che porta negli ambienti storici della Reggia un percorso musicale all’insegna della ricerca, dell’improvvisazione e della contaminazione tra linguaggi. Sabato 7 novembre, alle ore 20:30, la Sala Cinese ospita il concerto Grass’n Wood, il duo formato dal trombettista e flicornista Ciro Riccardi e dall’arpista Gianluca Rovinello. Grass’n Wood è un progetto nato a Napoli nel 2020. Un organico inusuale - arpa e tromba - con l’utilizzo di processori di effetti analogici e altri strumenti elettronici. Gianluca Rovinello, arpista eclettico e originale, con trascorsi nella canzone d'autore, nella musica folk e nel jazz. Ciro Riccardi, trombettista e compositore, attivo in numerose formazioni tra jazz, musica improvvisata e canzone d'autore con il progetto Cerone. Il disco omonimo per Da Vinci Publishing documenta questo lavoro di ricerca compositiva e di sperimentazione che il duo porta avanti negli anni. Il programma musicale, composto da dodici brani, non propone un’antologia della musica napoletana, ma un’ipotesi di lavoro per sviscerarne la natura e risalirne la forma. Il principio che regge il duo è di sottrazione. Ogni composizione, che appartenga alla grande tradizione colta o popolare - dalla villanella Sto core mio di Orlando di Lasso, maestro franco-fiammingo che nel Cinquecento elegge il volgare napoletano a lingua poetica, a Na sera 'e maggio di Giuseppe Cioffi, a Celeste e Comm' 'a fronna di Raffaele Viviani - viene spogliata del suo abito armonico e ricondotta alla sola linea melodica nella sua nudità. È su quella nudità che interviene il secondo gesto. Attraverso l’uso esteso di delay e altri processori, la melodia è restituita in una forma dilatata, sospesa, psichedelica. Non un effetto aggiunto, ma la sua condizione stessa di ascolto: semplice e alterata al tempo stesso, arcaica e attuale. In questa prospettiva si collocano le composizioni originali del duo e la rielaborazione di Wein a Ramallah, melodia tradizionale palestinese, trattata come improvvisazione strutturata.
Sabato 21 novembre, ore 20:30 Sala della Tavola Pubblica
SYSTEMA NATURAE, per Elizabeth Christina von Limné
opera/spettacolo per voce di soprano cantante e recitante, flauti, percussioni ed elettronica
Alessandra Bellino, musica, regia ed elettronica; Elisa Biagini, testi e voce registrata
Monica Benvenuti, voce dal vivo; Mariasole De Pascali, flauti; Lucio Miele, percussioni ed esecuzione all’elettronica
biglietto unico € 10
info e prenotazioni info@dissonanzen.it – 3202166484
www.dissonanzen.it – fb e ig @ensembledissonanzen
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VIULETA 2026
Trasmettere, incontrare, creare: la tradizione orale come pratica viva
Nove appuntamenti da agosto a novembre per la settima edizione della rassegna dedicata al canto spontaneo e alla musica di tradizione orale
Viù (TO), 22 agosto - 22 novembre 2026
Con nove appuntamenti distribuiti da agosto a novembre, Viuleta giunge alla sua settima edizione e consolida la propria presenza nel panorama delle iniziative dedicate al canto spontaneo e alla musica di tradizione orale. Il programma 2026 amplia le forme e gli ambiti della rassegna, mettendo in relazione trasmissione, continuità e creazione: dal laboratorio dei bambini alle pratiche musicali delle comunità, dall'incontro tra differenti tradizioni italiane al dialogo tra Alpi e Pirenei, fino a una nuova produzione originale.
Promossa dal Comune di Viù con la direzione artistica dell'etnomusicologo e musicista Flavio Giacchero, Viuleta considera il canto e la musica di tradizione orale non soltanto come repertori da conservare, ma come pratiche culturali vive, legate alla socialità, alla condivisione e ai territori. Viù, Comune di minoranza linguistica storica francoprovenzale, è parte attiva del progetto: abitanti, bambini, cantori, musicisti e locali pubblici partecipano alla costruzione degli eventi.
La settima edizione segna anche un nuovo riconoscimento per la rassegna, che ha ottenuto il patrocinio scientifico del Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università degli Studi di Torino.
"Il canto spontaneo e la musica di tradizione orale non si portano semplicemente su un palco: si invita il pubblico a entrare nei luoghi e nelle relazioni in cui possono accadere. È in questa dimensione condivisa che la tradizione continua a vivere, a trasmettersi e a generare nuove forme", dichiara il direttore artistico Flavio Giacchero.
Dalla voce dei bambini all'incontro tra Alpi e Pirenei
La rassegna si apre il 22 agosto con Canti alla rotonda: la voce dei bambini, concerto del gruppo di canto spontaneo dei Bambini di Viù. L'appuntamento restituisce al pubblico il lavoro del laboratorio annuale guidato da Marzia Rey e voluto da Viuleta per favorire la trasmissione del canto e della lingua francoprovenzale autoctona tra le nuove generazioni.
Il 23 agosto, al Teatro di Bertesseno, il Duo Giacchero-Rey con Luca Percivalle presenta Un saluto ai viaggiatori, un percorso sonoro nel quale musica, canto e immagini mettono in relazione tradizione e creatività, lingue, voci e memorie. In collaborazione con Chambra d'Oc.
Il cuore della rassegna si svolge dall'11 al 13 settembre. L'apertura dell'11 settembre mette in dialogo le culture montane delle Alpi e dei Pirenei attraverso la presenza di Jean-Mixel Bedaxagar e Mixel Arotze, rappresentanti della tradizione musicale orale dell'Iparralde, nei Paesi Baschi, insieme a cantori e musicisti dell'arco alpino.
Sabato 12 settembre torna La Via dei Canti, l'evento centrale e più caratteristico di Viuleta. Per una notte i gruppi cantano nei locali pubblici del paese, senza palco né amplificazione, raccolti intorno ai tavoli. È il pubblico a spostarsi da una postazione all'altra, guidato da una mappa, costruendo il proprio itinerario tra voci e forme musicali differenti. Alcuni spazi sono riservati al canto libero, aperto a chi desidera partecipare.
Saranno presenti il coro toscano I Cardellini del Fontanino di Castel del Piano, portatore del canto del Bei, antica forma polifonica del Monte Amiata legata alle comunità di boscaioli e minatori; I Giovani Canterini di Sant'Olcese, interpreti del trallalero genovese; il Coro di Farini, le voci della regione storica e culturale denominata Quattro Province; Jean-Mixel Bedaxagar e Mixel Arotze dai Paesi Bachi; i Cantori bergamaschi; i Cantori di Rore dalla Val Varaita di minoranza linguistica occitana; i Cantori di Mezzenile; le Corde Locali di Viù e altri cantori spontanei, formazioni che veicolano la propria tradizione del canto spontaneo e che vivono questa particolare dimensione sociale.
La mattina del 13 settembre, con Aperitivo IN...CANTO, alcuni dei gruppi presenti la sera precedente continueranno a cantare a Viù.
Il Premio Viuleta 2026
Durante La Via dei Canti, nel pomeriggio, sarà consegnato il Premio Viuleta 2026. Per la prima volta il riconoscimento verrà attribuito congiuntamente a due studiosi: Mauro Balma, etnomusicologo e Giuliano d'Angiolini, compositore ed etnomusicologo.
Il Premio è conferito per il contributo scientifico offerto, insieme e individualmente, alla conoscenza del canto e della musica di tradizione orale; per la restituzione e la condivisione degli esiti delle loro ricerche attraverso pubblicazioni, documentazione ed eventi; e per la sensibilità con cui hanno saputo avvicinarsi a una cultura nella quale la musica è inseparabile dalla società e dalle comunità che la mantengono viva, riconoscendone e valorizzandone le forme estetiche tramandate nel tempo.
Tra i risultati del loro lavoro congiunto figurano i volumi "Alle origini del trallalero genovese" e "La monachella e le altre. Dagli Appennini alle Alpi. Incontri di voci tra le Quattro Province, la Liguria e la Valle d'Aosta"", pubblicati da Nota (Udine).
AIRÀL, una nuova produzione di Viuleta
Il 24 ottobre debutta in prima assoluta AIRÀL - innesti sonori, nuova produzione originale della rassegna. Lo spettacolo mette in relazione linguaggi musicali differenti ed è concepito come la prima tappa pubblica di un progetto destinato a svilupparsi nella prossima edizione.
Il nucleo artistico è formato da Paolo Cipriano, musicista di riconoscimento internazionale, componente dei Supershock e recentemente residente a Viù, Flavio Giacchero e Marzia Rey. Saranno inoltre coinvolti il gruppo di canto spontaneo dei Bambini di Viù, le Corde Locali e alcuni musicisti tradizionali del paese. AIRÀL riunisce così creazione contemporanea, trasmissione, partecipazione locale e pratiche musicali di tradizione orale.
Musica, danza e formazione
Il programma prosegue il 7 novembre con Festa a ballo, concerto dedicato a ottoni, polifonie arcaiche e danze popolari, con la Bandella di Schignano (CO) La Fugheta e musicisti locali.
L'8 novembre, in occasione della festa patronale di San Martino, Viuleta-Soun porta a Viù la musica strumentale e le danze tradizionali dell'arco alpino attraverso un concerto diffuso. Partecipano Lou Tintamaro de Cogne, la Bandella di Schignano, Savenca Folk dal Canavese, i Suonatori della Val di Susa e gruppi delle Valli di Lanzo provenienti da Ceres, Mezzenile, Cantoira, Ala di Stura, Lanzo e Viù.
Dal 20 al 22 novembre la rassegna si conclude con la residenza artistica guidata da Patrizia Rotonda, insegnante e artista professionista. Il percorso è rivolto sia a chi pratica il canto di tradizione orale sia a chi desidera avvicinarsi a questo mondo. I partecipanti studieranno alcuni canti locali proposti dalla rassegna e brani della tradizione popolare italiana scelti da Rotonda. La residenza terminerà con un breve concerto pubblico dei partecipanti.
Attraverso repertori francoprovenzali e la presenza di espressioni culturali francoprovenzali, occitane e basche, Viuleta contribuisce inoltre alla conoscenza e alla valorizzazione delle lingue minoritarie. La tradizione orale viene così proposta non come folklore immobile, ma come cultura in movimento: una forma musicale, estetica e sociale che continua a vivere nell'incontro tra persone, comunità e generazioni.
Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito.
Viuleta è promossa dal Comune di Viù.
Direzione artistica: Flavio Giacchero.
Con il contributo di: Regione Piemonte.
Con il patrocinio di: Città Metropolitana di Torino, Chambra d'Oc, Società Storica delle Valli di Lanzo, C.R.E.O. Torino.
Con il patrocinio scientifico di: Dipartimento di Studi Umanistici - Università degli Studi di Torino. Con il supporto di: Pro Loco Viù, Unione Montana Alpi Graie, Tsambra francoprovensal, Turismo Torino e Provincia, Consorzio Operatori Turistici Valli di Lanzo, Axima - Distretto Diffuso del Commercio.
Per maggiori informazioni:
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Staimi Atenz - Folkest d’unviâr
quattro appuntamenti tra tradizioni, contaminazioni e culture in dialogo
Parte da San Daniele del Friuli Staimi Atenz – Folkest d'unviâr, la versione invernale di Folkest che si propone come laboratorio permanente dedicato alla rilettura dei riti e dei miti e che fa da ponte alla prossima edizione del festival. Un laboratorio aperto, pensato per creare occasioni di incontro e di contaminazione tra linguaggi, generazioni e tradizioni diverse. Quattro appuntamenti, dal 6 al 29 novembre, per un viaggio musicale che attraversa tradizioni popolari, sonorità mediterranee e contaminazioni tra generi e culture. Il programma si apre il 6 novembre (alle ore 20.45 presso la Chiesa di Sant’Antonio Abate a San Daniele del Friuli ) con Camerock, il progetto che unisce l’organettista Riccardo Tesi e Paolo Zampini il flautista storico di Ennio Morricone; per proseguire il 10 novembre (alle ore 20.45 presso la Chiesa di San Antonio Abate a San Daniele del Friuli) con la voce di Maria Mazzotta, tra le interpreti più autorevoli della world music europea che salirà sul palco con Antonino De Luca. Il terzo appuntamento, il 18 (alle ore 20.30 presso l’hospitale di San Giovanni a San Tomaso di Majano), è affidato agli Yarákä, già vincitori del Premio Cesa 2023, che esplorano le radici africane della musica popolare e il legame ancestrale tra uomo e natura. A chiudere questa sezione invernale di Folkest sarà, il 29 novembre (alle ore 18.00 presso il Castello nella Sala Convegni Giovanni Melchior a Colloredo di Monte Albano), Mediterranima di Stefano Saletti con la Banda Ikona, un percorso tra le sponde del Mediterraneo e le sonorità del sabir, antica lingua franca del mare.
Staimi atenz – Folkest d’unviâr proporrà anche una serie di appuntamenti di riflessione sulle tematiche linguistiche, sul turismo, sulla circolazione dei progetti culturali, non rinunciando a momenti di festa nelle osterie storiche friulane.
L'iniziativa nasce grazie alla sensibilità della Regione Friuli Venezia Giulia, della Comunità Collinare del Friuli e dei Comuni di San Daniele del Friuli e di Colloredo di Monte Albano, che hanno saputo cogliere e sostenere questa opportunità in una stagione tradizionalmente più quieta. Il festival ha il suo baricentro proprio nell'area della Comunità Collinare e propone, per questa edizione, una selezione musicale di altissimo livello, con quattro appuntamenti che attraversano il Mediterraneo, il Salento e il Friuli.
Programma
Si inizia il 6 novembre alle 20.45 con il primo appuntamento alla Chiesa di San Antonio Abate a San Daniele del Friuli con Camerock, il progetto che riunisce Riccardo Tesi e Paolo Zampini: l'organettista prediletto da Fabrizio De André e Ivano Fossati incontra il flautista storico di Ennio Morricone.
Un inedito viaggio musicale tra colonne sonore immaginarie, world music, un tocco di classica, una spruzzata di jazz e un amore mai sopito per il progressive rock. Tesi, uno tra i musicisti che più hanno contribuito a inserire l’organetto in una geografia musicale vasta e articolata. Zampini ha attraversato per decenni la musica colta e quella cinematografica, soprattutto accanto a Morricone. Due carriere che sembrano lontane, ma che in realtà si incontrano da lontano: entrambi pistoiesi e accomunati dall'amore per i Jethro Tull. Il risultato è un progetto in cui ciascuno resta se stesso lasciando spazio all'altro.
Secondo appuntamento il 10 novembre, alle 20.45 ancora nella Chiesa di San Antonio a San Daniele del Friuli, con Maria Mazzotta e Antonino De Luca, tornata quest'anno al ruolo di voce solista dell'Orchestra della Notte della Taranta. La cantante, tra le voci più autorevoli della world music europea, propone un recital per voce e fisarmonica. Nella sua ventennale carriera ha contribuito a portare il patrimonio culturale immateriale del Salento in contesti internazionali, attraverso un percorso di ricerca che mette in relazione le pratiche musicali del Mediterraneo con nuove forme espressive.
Il terzo incontro il 18 novembre alle 20.30 all’Hospitale di San Giovanni di San Tomaso di Majano vede protagonisti i salentini Yarákä, progetto nato nel 2015 che esalta la componente multietnica della musica popolare, in particolare la comune matrice ritmica di origine africana che contamina le sonorità del Mediterraneo e del Sud Italia. L'ensemble è formato da Gianni Sciambarruto, Virginia Pavone e Simone Carrino, tre musicisti tarantini già vincitori del Premio Alberto Cesa di Folkest nel 2023. La loro ricerca punta all’esaltazione del concetto di ritualità proprio delle tradizioni popolari, esplorando l'ancestrale rapporto tra uomo e natura. Lo suggerisce lo stesso nome del gruppo: Yarákä è una parola composta dai quattro elementi – acqua, aria, fuoco e terra – in lingua tupi-guaraní, tra le più importanti tribù amazzoniche, che per la band rappresenta un esempio perfetto di coesistenza tra uomo e natura.
Il 29 novembre, alle 18.00, il gran finale del festival al castello di Colloredo di Monte Albano, luogo carico di ricordi letterari e di lingue diverse, da Ermes di Colloredo, gigante della poesia friulana, a Ippolito Nievo fino a Stanislao Nievo.
Qui andrà in scena Mediterranima di Stefano Saletti, un assaggio di Mediterraneo occidentale fino a scoprire le rotte del sabir, la lingua dissolta nelle onde del Mare Nostrum che per molti anni ha messo in comunicazione flotte, pescherecci e genti, da Marsiglia a Tangeri, da Algeri a Genova, da Siviglia a Palermo. Il progetto discografico è entrato nella cinquina delle Targhe Tenco come miglior disco in dialetto e lingua minoritaria e ha trascorso tre mesi ai vertici delle classifiche internazionali della world music, raggiungendo il quarto posto nella World Music Charts Europe e il tredicesimo nella Transglobal World Music Charts. Dal vivo le sponde del Mediterraneo si specchiano negli strumenti suonati da Saletti, dal bouzouki greco all'oud arabo, dal saz baglama turco alla chitarra battente del Sud Italia. Con lui sul palco la Banda Ikona, con cui ha celebrato vent'anni di attività: le cantanti Gabriella Aiello e Yasemin Sannino, Gabriele Coen al clarinetto e al sax, Eugenio Saletti alla chitarra, al bouzouki e al saltzouki, Mario Rivera al contrabbasso e basso acustico e il percussionista Giovanni Lo Cascio.
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La musica delle tradizioni torna a Cremona: al via la XIII edizione di "Dal locale al globale"
Al via la XIII edizione della rassegna di lezioni-concerto "Dal locale al globale", organizzata presso l’Aula Conferenze del Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell’Università di Pavia (con sede a Cremona, in Corso Garibaldi n. 178). Nata da un’idea dell'etnomusicologa Fulvia Caruso e curata con la collaborazione degli studenti (quest’anno Alessio Giuricin ed Ester Melchiorre), la rassegna offre un'occasione unica per esplorare la ricchezza e la bellezza della diversità culturale attraverso il linguaggio musicale. L'iniziativa si propone di superare i confini geografici e politici permettendo al pubblico di confrontarsi direttamente con i musicisti e con le loro storie, le prassi esecutive e le dinamiche di trasmissione orale. Il programma di quest'anno prevede cinque appuntamenti a ingresso libero che vedranno alternarsi interpreti della tradizione popolare italiana e testimoni di tradizioni orali internazionali:
30 settembre 2026 (ore 10:30)
I suoni del Val Demone – con Rosario Altadonna, polistrumentista e costruttore.
14 ottobre 2026 (ore 18:00)
Le musiche di tradizione orale del Brasile – con Vinicius Surian.
18 novembre 2026 (ore 18:00)
Canti e storie di donne nel mondo – con il Coro multiculturale "E noi che siamo donne".
2 dicembre 2026 (ore 10:30)
Le voci della memoria: canti della tradizione popolare emiliana – con le voci della famiglia Fantuzzi.
16 dicembre 2026 (ore 18:00)
Musiche da ballo dalla pianura padana all'Appennino –con i Musicanti dla bàsa.
Per consentire la massima partecipazione, la rassegna adotta una programmazione oraria alternata tra le 10:30 e le 18:00. Oltre alla presenza in aula, gli eventi saranno fruibili sul canale YouTube ufficiale del Dipartimento nei giorni successivi agli incontri.
L'evento è realizzato con i contributi del Ministero della Cultura (MiC - Direzione Generale Spettacolo), della Fondazione Stauffer e dell'ADUIM (Associazione Docenti Universitari Italiani di Musica).
Informazioni e contatti:
E-mail: dallocalealglobale@gmail.com
Facebook: facebook.com/localealglobale
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Incroci in musica
Incroci in musica, con la direzione artistica di Giovanni De Zorzi, musicologo e musicista, e la collaborazione di Alvise Seggi e Giuseppe Mormile, è una rassegna realizzata da Università Ca’ Foscari Venezia, Fondazione di Venezia, Fondazione Università Ca’ Foscari con la collaborazione di Veneto Jazz, che propone un viaggio attraverso culture e sonorità dal mondo in luoghi di cultura prestigiosi come Auditorium “Cesare De Michelis” M9 - Museo del ’900, Mestre; Auditorium Santa Margherita - Emanuele Severino, Campo Santa Margherita; La Casa di The Human Safety Net, Piazza San Marco; il Teatro Carlo Goldoni, Venezia. La prima stagione della rassegna, composta da sette appuntamenti tra ottobre 2025 e febbraio 2026, ha accompagnato il pubblico cittadino fino all’inizio della nuova edizione di "Incroci di civiltà - Festival Internazionale di Letteratura" in un’ideale connessione tra musica e parole. "Incroci in musica "è una rassegna realizzata da Università Ca’ Foscari Venezia, Fondazione di Venezia e Fondazione Università Ca’ Foscari con la collaborazione di Veneto Jazz.

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LA MUSICA DEI CIELI
Dal 4 al 19 dicembre 2026
Un’edizione ancora più speciale in cui verranno celebrati i 30 anni dalla nascita del festival
GIOVANNI LINDO FERRETTI - MONI OVADIA
DAVIDE “BOOSTA” DILEO – ENZO AVITABILE E PEPPE SERVILLO - MARCEL KHALIFE & RAMI KHALIFE - MARIANGELA GUALTIERI - NAPOLI DEI CIELI - DUO DRAGONFLY - ELENA LEDDA - CYBÈLE LE BUIS KAYAN KHALOR - PANKISI ENSEMBLE - SULAF - PIPO ROMERO - MICHAEL GUTTMAN & JING ZHAO CAROLINA DESLANDES - THE LOWCOUNTRY GOSPEL SINGERS - GIULIO CONSOLI & LEONARDO MORETTI
Dal 4 al 19 dicembre torna La Musica dei Cieli, la rassegna che porta concerti nelle chiese di Milano e provincia. Il 2026 segna un anniversario significativo: la manifestazione celebra infatti la sua trentesima edizione. Dal 1996 La Musica dei Cieli ospita alcuni dei più importanti artisti italiani e internazionali che, nel loro percorso artistico, hanno sperimentato il rapporto tra musica e spiritualità. Il festival promuove la conoscenza e il dialogo tra le culture attraverso una serie coordinata di concerti nei luoghi di culto della Lombardia, in particolare a Milano. Fin dalla sua nascita, il festival ha offerto l’occasione di ascoltare musiche provenienti da tradizioni antiche o lontane e di riflettere sui nessi antropologici, come il sacro e la spiritualità, che i nostri tempi tendono a semplificare e ad omologare ai processi di comunicazione. Il linguaggio universale della musica può essere un ponte tra civiltà diverse e un’occasione d’incontro vero, non mediato da alcun dispositivo: in definitiva restituzione all’umano della competenza sull’umano. Anche quest’anno il programma sarà costellato da artisti internazionali e nazionali che si esibiranno in progetti presentati dal festival in prima assoluta. La rassegna si apre con due concerti presso la Chiesa di San Vincenzo in Prato. Venerdì 4 dicembre, protagonista sarà Davide “Boosta” Dileo, cofondatore dei Subsonica, che presenterà al pubblico Pianorama, il suo nuovo progetto discografico, in cui la ricerca elettronica incontra nuove suggestioni sonore. Sabato 5 dicembre, spazio all’incontro tra tradizione e contemporaneità con una prima in esclusiva nazionale del duo libanese formato da padre e figlio, Marcel Khalife & Rami Khalife, nel solco della grande spiritualità musicale mediorientale. Lunedì 7 dicembre, a Tempio Valdese, saranno protagoniste le atmosfere evocative del duo femminile Duo Dragonfly composto dalla violoncellista Naomi Berrill e dalla violista Danusha Waskiewicz. Martedì 8 dicembre, nell’hinterland milanese, a Cologno Monzese, il dialogo musicale proseguirà con due giovanissimi interpreti: Leonardo Moretti al pianoforte e Giulio Libero Consoli al violino. Giovedì 10 dicembre doppio concerto nella Chiesa Cristiana Protestante: la voce di Elena Ledda, protagonista di Cantendi a Deus, un progetto dedicato interamente al canto sacro. In apertura la contrabbassista Cybèle Le Buis con un omaggio alle canzoni di Georges Brassens attraverso una rilettura intima ed essenziale. Sempre Giovedì 10 alla Chiesa di San Gervaso e Protaso, con The Art of Improvisation in Iranian Music, incontro tra improvvisazione e tradizione musicale iraniana che vedrà protagonisti il maestro del kamancheh Kayan Khalor e Kiya Tabassian, virtuoso del setar persiano, per una prima assoluta nazionale. Venerdì 11 dicembre, la Chiesa Cristiana Potestante ospiterà DUET , progetto che riunisce Enzo Avitabile e Peppe Servillo: un percorso musicale dedicato alla memoria e identità di un Sud che diventa stato dell’animo e della condizione umana. Sabato 12 dicembre, nella Chiesa di Sant’ Antonio Abate il Pankisi Ensemble, gruppo interamente femminile, porterà in scena la tradizione musicale Georgiana, dai canti epici alle invocazioni sufi fino alle canzoni d’amore. La serata sarà aperta dal progetto Napoli dei Cieli nel quale Peppe Servillo propone un incontro con la musica e la parola napoletana e la rappresentazione che questa cultura ha fatto da sempre dell’aldilà: un universo in cui ironia, senso tragico e spiritualità si intrecciano in un racconto radicato nell’immaginario partenopeo. Lunedì 14 dicembre, sempre nella Chiesa di Sant’Antonio Abate, la poesia tornerà protagonista con Mariangela Gualtieri, che, accompagnata da Lemmo metterà in scena Ruvido Umano in un incontro tra parola, voce e musica. Martedì 15 dicembre, doppio appuntamento. Alla Chiesa di Sant’Antonio Abate, si esibirà Sulaf, cantante, oudista e compositrice sudanese, che intreccia ritmi di radice nubiana, tradizioni devozionali e influenze folk in un universo sonoro ricco di sfumature. Al Tempio Valdese, il chitarrista e compositore spagnolo Pipo Romero, esplorerà le potenzialità del fingersyle, fondendo flamenco, ritmi latinoamericani e influenze folk in un linguaggio musicale originale e coinvolgente. Mercoledì 16 dicembre, il programma si arricchirà delle contaminazioni artistiche di Guttmann, violinista e direttore d’orchestra belga, atteso al Tempio Civico di San Sebastiano. Nella stessa giornata, alla Chiesa San Martino a Bollate i Gospel Voices Family, non un semplice coro, ma un ensemble in cui le voci si intrecciano in armonie ricche e vivaci, generando un sound potente e trascinante. Giovedì 17 dicembre, il Tempio Civico di San Sebastiano ospiterà la violoncellista portoghese Carolina Deslandes che porterà per la prima volta in Italia il suo nuovo progetto “Chorar no Club” in trio. Alla Basilica di San Vittore al Corpo sarà invece protagonista Moni Ovada, cantastorie e interprete dalla cultura yiddish, con Laudato si’, spettacolo ispirato all’enciclica di Papa Francesco e accompagnato dalle musiche dal vivo di Stefano Albarello. Il festival si conclude sabato 19 dicembre nella Basilica di San Vittore al Corpo con Giovanni Lindo Ferretti, figura chiave della musica alternativa italiana e leader di colossi quali CCCP e C.S.I., che con Percuotendo, in cadenza, intreccia parola, canto e suono attorno a testi poetici e autobiografici. Dopo un nuovo viaggio in Mongolia, tra fede, appartenenza e ritorno alle origini, Ferretti ripercorre giorni, mesi e anni trascorsi tra lo spazio pubblico dei palchi e la dimensione intima della vita sui monti. Avvenire è media partner della rassegna e Radio Popolare è la radio ufficiale.
CALENDARIO CONCERTI
DAVIDE “BOOSTA” DILEO
Venerdì 04 dicembre 2026, ore 20.00
Basilica di San Vincenzo in Prato - Via Daniele Crespi 6, Milano
Biglietti disponibili su Ticketone
MARCEL KHALIFE & RAMI KHALIFE “LEGACY”
Sabato 05 dicembre 2026, ore 20:00
Basilica di San Vincenzo in Prato - Via Daniele Crespi 6, Milano
Biglietti disponibili su Ticketone
DUO DRAGONFLY
Lunedì 07 dicembre 2026, ore 20:00
Tempio Valdese - Via Francesco Sforza 12a, Milano
Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti
GIULIO CONSOLI & LEONARDO MORETTI
"PIANOFORTE E VIOLINO. CONCERTO DI MUSICA ROMANTICA E OMAGGIO A
Martedì 08 Dicembre 2026, ore 20:00
Parrocchia di San Giuseppe - Via Milano 99, Cologno Monzese (MI)
Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti
ELENA LEDDA "CANTENDI A DEUS"
OPENING ACT: CIBÉLE LE BUIS
Giovedì 10 Dicembre 2026, ore 20:00
Chiesa Cristiana Protestante – Via Marco de Marchi, 9
Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti
KAYAN KHALOR DUO "THE ART OF IMPROVISATION IN IRANIAN MUSIC"
Giovedì 10 Dicembre 2026, ore 20:00
Chiesa Cristiana Protestante – Via Marco de Marchi, 9
Biglietti disponibili su Ticketone
ENZO AVITABILE E PEPPE SERVILLO “DUET”
Venerdì 11 Dicembre 2026, ore 20:00
Chiesa Cristiana Protestante – Via Marco de Marchi, 9
Biglietti disponibili su Ticketone
PANKISI ENSEMBLE
Sabato 12 Dicembre 2026, ore 18.00
Chiesa Sant’Antonio Abate – Via Sant’Antonio 5, Milano
Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti
NAPOLI DEI CIELI
Sabato 12 Dicembre 2026, ore 20.30
Chiesa Sant’Antonio Abate – Via Sant’Antonio 5, Milano
Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti
MARIANGELA GUALTIERI
“RUVIDO UMANO. CONCERTO PER VOCE E MUSICA ELETTRONICA”
Lunedì 14 Dicembre 2026, ore 20.00
Chiesa Sant’Antonio Abate – Via Sant’Antonio 5, Milano
Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti
SULAF
Martedì 15 Dicembre 2026, ore 20.00
Chiesa Sant’Antonio Abate – Via Sant’Antonio 5, Milano
Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti
PIPO ROMERO DUO
Martedì 15 Dicembre 2026, ore 20.00
Tempio Civico di San Sebastiano – Via Torino 28, Milano
Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti
MICHAEL GUTTMAN & JING ZHAO "BACH"
Mercoledì 16 Dicembre 2026, ore 20.00
Tempio Civico di San Sebastiano – Via Torino 28, Milano
Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti
THE LOWCOUNTRY GOSPEL SINGERS
Mercoledì 16 dicembre, ore 21.00
Chiesa di San Martino - Piazza della Chiesa 3, Bollate (MI)
Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti
CAROLINA DESLANDES
Giovedì 17 Dicembre 2026, ore 20.00
Tempio Civico di San Sebastiano – Via Torino 28, Milano
Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti
MONI OVADIA CON LE MUSICHE DAL VIVO DI STEFANO ALBARELLO
Venerdì 18 Dicembre 2026, ore 20.30
Basilica di San Vittore al Corpo – Via San Vittore 25, Milano
Biglietti disponibili su Ticketone
GIOVANNI LINDO FERRETTI “PERCUOTENDO, IN CADENZA”
Sabato 19 Dicembre 2026, ore 14.30
Basilica di San Vittore al Corpo – Via San Vittore 25, Milano
Biglietti disponibili su Ticketone
**Info e biglietti su Lamusicadeicieli.it
INFORMAZIONI MUSICA DEI CIELI: www.lamusicadeicieli.it
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Nasce a Lecce SuperLocri∅ Festival
Sei appuntamenti per fare musica in un altro modo
Dall’8 ottobre al 27 novembre 2026 tra Teatro Apollo e Museo Castromediano. La rassegna diretta da Scipione Sangiovanni porta nello stesso cartellone classica, jazz, pop e world music. Apertura con Umberto Galimberti.
La parola incontra il pianoforte, la musica classica condivide il cartellone con il jazz, il pop e le sonorità della world music. Nasce a Lecce SuperLocri∅ Festival – La musica in un altro modo, sei appuntamenti dall’8 ottobre al 27 novembre 2026 tra il Teatro Apollo e il Museo Sigismondo Castromediano. Ad aprire la rassegna, giovedì 8 ottobre, sarà l’incontro tra Umberto Galimberti e il pianista Scipione Sangiovanni, direttore artistico del festival. Biglietti disponibili su Liveticket.
Il progetto prende forma dalla collaborazione tra Sangiovanni e la Fondazione Gioventù Musicale d’Italia, che ha affidato al pianista leccese la presidenza e la direzione artistica della propria sezione leccese. L’idea è riunire esperienze musicali che raramente trovano spazio nella stessa stagione, valorizzando i giovani interpreti e riservando particolare attenzione ai talenti del territorio salentino. Un invito rivolto anche agli ascoltatori: seguire la propria curiosità, avvicinarsi a repertori meno frequentati e scoprire i punti di contatto tra sensibilità artistiche diverse.
Il nome del festival ne racconta l’intenzione. Il superlocrio è il settimo modo della scala minore melodica, caratterizzato da tensioni armoniche che offrono possibilità espressive particolarmente fertili. Da qui il sottotitolo “La musica in un altro modo”, che lega il significato musicale del termine alla proposta di una diversa esperienza d’ascolto. Nel progetto, suono e racconto possono incontrarsi e la parola entrare a far parte dell’esperienza del concerto.
«Se nasce una parola, è perché qualcosa dev’essere detto. Se nasce una musica, è perché qualcosa dev’essere espresso – dichiara Scipione Sangiovanni, direttore artistico del festival - Da questo principio prende vita il SuperLocri∅ Festival: uno spazio aperto, pronto ad accogliere ogni linguaggio sonoro, perché ogni linguaggio è unico ed essenziale. Dalla classica al pop, dal jazz alle sonorità etniche, con un unico grande obiettivo: creare bellezza e generare emozioni».
Il primo appuntamento del festival è in programma giovedì 8 ottobre alle 20.30 al Teatro Apollo con “Sono quel che suono: le emozioni tra parola e musica”. Protagonisti Umberto Galimberti e Scipione Sangiovanni al pianoforte, per un dialogo che sul palcoscenico si alterna tra filosofia e musica, in una serata che porta in scena il rapporto tra emozioni, parole ed espressione musicale.
I cinque appuntamenti successivi si svolgono al Museo Sigismondo Castromediano. Venerdì 16 ottobre alle 20 il festival ospita Rachele Andrioli alla voce e Rocco Nigro alla fisarmonica. Venerdì 30 ottobre, sempre alle 20, è la volta di Yifan Wu. Domenica 8 novembre alle 18.30 il programma prosegue con Gaia Rollo. Venerdì 20 novembre alle 20 sono di scena Leonora Armellini e Mattia Ometto, in duo pianistico. La chiusura, venerdì 27 novembre alle 20, è affidata alla cantautrice campana Valeria Graziani con “Sottobosco”.
La nascita della rassegna si inserisce nell’attività della Gioventù Musicale d’Italia, fondata a Milano nel 1952 e parte della rete Jeunesses Musicales International, nata a Bruxelles nel 1945. La Fondazione sostiene i giovani musicisti nel passaggio dalla formazione alla professione e promuove l’accesso alla cultura musicale attraverso concerti, festival e progetti educativi. La sezione leccese raccoglie questa missione con una proposta che mette in relazione la scena locale e un circuito di scambi artistici nazionale e internazionale.
SuperLocri∅ Festival ha come main sponsor la Fondazione Banca Popolare Pugliese e si realizza con la collaborazione del Comune di Lecce e del Museo Sigismondo Castromediano. Commed IA è sponsor tecnico.
Tra indie, folk ed elettronica: Gaia Rollo al SuperLocri∅ Festival
Quarto appuntamento della rassegna promossa da Scipione Sangiovanni e dalla sezione leccese della Gioventù musicale italiana
Domenica 8 novembre alle 18.30, al Museo Sigismondo Castromediano di Lecce, il SuperLocri∅ Festival – La musica in un altro modo ospita Gaia Rollo. La cantante, musicista e compositrice salentina è protagonista del quarto appuntamento della rassegna promossa dalla sezione leccese della Gioventù Musicale d’Italia. Il concerto propone musiche tratte dalle sue più recenti pubblicazioni discografiche e invita a conoscere un universo nel quale la scrittura cantautorale in inglese incontra il folk, il pop alternativo e l’elettronica. Al centro del percorso solista di Rollo c’è Something is changing at home, l’EP d’esordio pubblicato nel dicembre 2025 per Bellezza Records/Universal Music Italia, in collaborazione con Dischi Uappissimi. Sette canzoni che nascono da relazioni, fragilità e cambiamenti quotidiani: pagine di un diario personale trasformate in racconti nei quali riconoscersi. A dare forma al progetto è il lavoro con Matilde Davoli, che ne firma produzione e arrangiamenti. Nei brani la voce si muove fra trame elettroniche e sonorità acustiche. È una ricerca che Rollo ha scelto di intraprendere per ampliare il proprio linguaggio oltre la formazione jazz, seguendo ascolti che comprendono Bon Iver, St. Vincent, Björk e James Blake. Sul versante della scrittura, l’incontro con il folk anglofono e con Elliott Smith accompagna la scelta dell’inglese come lingua nella quale esprimere la propria esperienza emotiva. I singoli Mountains, Olivia e A hanno introdotto questo percorso nel corso del 2025. In A, in particolare, il confronto con gli altri diventa occasione per interrogarsi sul bisogno di trovare il proprio posto e sul rischio di trasformare quello sguardo in autocritica. Sono temi che attraversano il disco e offrono una chiave per avvicinarsi al concerto: canzoni raccolte e personali, nelle quali il racconto di sé si intreccia alla ricerca sul suono. Laureata in canto jazz al Conservatorio “Nino Rota” nel 2023, Gaia Rollo ha collaborato con Giorgio Tuma e Giancarlo Del Vitto. Dal 2024 è cantante e tastierista de La Municipàl, con cui ha partecipato al Concerto del Primo Maggio e a una tournée nazionale. Il progetto solista è stato presentato alla Milano Music Week 2025, con un’anteprima all’Arci Bellezza, ed è approdato nel 2026 all’Eurosonic Festival di Groningen, manifestazione dedicata alla nuova musica europea. La sua attività dal vivo comprende inoltre aperture per The Murder Capital e Martha Da’Ro. Con Gaia Rollo, SuperLocri∅ prosegue nell’esplorazione di linguaggi differenti e porta al Museo Castromediano un percorso nato nel territorio salentino e aperto alla scena contemporanea internazionale. Dopo il dialogo tra filosofia e pianoforte dell’apertura, le tradizioni popolari e il recital classico, il festival invita il pubblico a incontrare una nuova voce della canzone d’autore, tra intimità del racconto e sperimentazione sonora. Il festival, presieduto e diretto dal pianista Scipione Sangiovanni, si avvale del sostegno della Fondazione Banca Popolare Pugliese “Giorgio Primiceri” – ETS, main sponsor, della collaborazione del Comune di Lecce e del Polo Biblio-Museale di Lecce e del supporto di Commed IA, sponsor tecnico.
Biglietti e informazioni sui singoli appuntamenti: www.liveticket.it/superlocriofestival






