Festival World e Trad

I principali festival folk, world e trad 

FANOJA DI SAN GIUSEPPE 2020
21 Marzo 2020
Vieste (Fg) 

La tradizionale manifestazione in onore di S.Giuseppe si terrà a Vieste il 21 marzo prossimo nel consueto e sempre meraviglioso scenario di piazza Marina Piccola. Il gruppo folcloristico “Pizzeche e Muzzeche” - in collaborazione con il Comune di Vieste e con il patrocinio della Regione Puglia - presenta la decima edizione della “Fanoja di S.Giuseppe” che quest'anno si svolgerà il 21 marzo. La manifestazione verrà presentata ufficialmente il 10 febbraio alla Bit di Milano con una conferenza stampa dedicata, presso gli spazi della Regione Puglia. Ospiti dell’evento come di consueto gruppi folkloristici provenienti da tutto lo stivale che sfileranno per il paese tra canti e danze tradizionali per poi ricongiungersi a Marina Piccola, cuore pulsante della cittadina e della manifestazione dove gli stand enogastronomici assieme a quelli artigianali faranno da cornice al grande falò “la fanoja”, ufficialmente iscritta nel Registro Regionale delle festività legate ai riti del Fuoco, che al tramonto comincerà a bruciare sotto al palco sulla quale quest’anno, in occasione del decimo anniversario dell'evento, si esibiranno: la Grande Orchestra Popolare "OPM e Capitanata", che unisce i musicisti più rappresentativi della musica popolare del nostro territorio e di tutta la provincia ; il cantautore partenopeo Federico Salvatore che, come nel suo stile, non mancherà di farci riflettere e ridere; i Sud Sound System torneranno a far ballare i più giovani e infine il padre della musica popolare del Sud per antonomasia: Eugenio Bennato. Orgoglioso ed emozionato Angelantonio Maggiore,presidente dell’associazione organizzatrice: " Sono passati ben 10 anni e tante cose sono cambiate: dalla semplice volontà di portare avanti anche a Vieste una tradizione che unisce tutti i paesi del Gargano, quella di accendere un Fuoco per celebrare San Giuseppe, ci ritroviamo oggi davanti all'organizzazione di una manifestazione ben più articolata ed ambiziosa. Grazie alla collaborazione di cittadini ed istituzioni, la Fanoja di S.Giuseppe è diventata negli anni un simbolo della trasformazione della nostra città. Una città che sta cercando di dare valore alle proprie radici, per troppo tempo dimenticate, e renderle veicolo di promozione del territorio anche fuori dalla stagione estiva, diventando contemporaneamente elemento di coesione sociale ed identitaria."


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Per ogni info o comunicazione si potrà contattare l’indirizzo mail: ​fanojavieste@gmail.com
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SABATO 4  APRILE 2020 ORE 10,30 - 12,00                                                                              
MONSANO (AN) 
TRENTATREESIMO INCONTRO REGIONALE DELLO SCACCIAMARZO
CANTO RITUALE DI QUESTUA INFANTILE

TRENTATREESIMO INCONTRO CON L’ANTICO RITO FESTOSO DELLO “SCACCIAMARZO” DI MONSANO, SABATO 4 APRILE

A cura del Centro Tradizioni Popolari, il Comune di Monsano, in collaborazione con La Macina, la locale Sezione dell’Avis, il Gruppo Protezione Civile e con il patrocinio della Regione Marche e della Provincia di Ancona, organizza, la trentaduesima edizione dello “Scacciamarzo, Sabato 4 Aprile, dalle ore 10,30 alle ore 12,00, invitando tutti i bambini a riportare, casa per casa, alla maniera di una volta, questo nostro arcaico, festoso e rumoroso rito infantile di questua. Lo Scacciamarzo, è un antichissimo canto rituale di questua infantile, di cui nell’anconetano se ne è persa letteralmente la traccia e la memoria. Nel 1979 a Corridonia, nel maceratese, dove è stato raccolto, il rito del “caccià marzu” (stando al racconto dell’anziano informatore, Nazzareno Pesallaccia, detto Mengrè, contadino), veniva effettuato, sino ai primi anni del secolo scorso, da gruppi di bambini, l’ultimo giorno di marzo, con accompagnamento assordante di barattoli, campanacci e della sgràciola (rudimentale raganella dal suono simile appunto allo strumento usato nella liturgia quaresimale in sostituzione delle campane “legate”) costruita con delle semplici canne. Cortei di bambini, percorrevano le vie del paese e bussando di casa in casa portavano ad ognuno il canto augurale dello Scacciamarzo, per ricevere in cambio doni, ma soprattutto “l’ovo pe’ la ciambella” (tipico dolce marchigiano a base di uova, farina e zucchero).   Se però il dono non veniva o tardava a venire, i bambini intonavano verso i padroni di casa (la vergara ed il vergaro) una sequela di maledizioni (in perfetta sintonia, del resto, con gli immancabili saltarelli finali e rafforzativi di richiesta doni dei canti rituali di questua dei grandi. Un esempio per tutti: e dopo aver cantado / non ci avede dado niente / guarda che bbella gente / che Cristo fa campà’). Il testo di questo raro e prezioso documento, ci è stato tramandato in una versione assai complicata e contaminata con la più nota e diffusa Pasquella dell’Epifania dei grandi. Il canto ha un’origine magico-pagana ed una inequivocabile funzione esorcizzante: quella di scacciare il “male” (l’inverno) e salutare e propiziare il “bene” (la nuova stagione, il sole, la primavera risorgente). Come è ormai tradizione, ogni anno, sono invitati tutti i bambini della Scuola Primaria di  Monsano,  due sezioni della Scuola Primaria “Collodi” di Jesi ed una piccola rappresentanza giovanile del Gruppo Pistacoppi di Macerata, ospiti graditi. Praticamente più di duecento bambini in festa per lo ”Scacciamarzo” 2020  (questo nostro arcaico, gioioso e rumoroso rito infantile di questua) arrivato quest’anno al notevole traguardo dei trentatreesimo anno. Nella mattinata di sabato a aprile, il centro storico di Monsano sarà “travolto” da gruppi di bambini festosi, che chiederanno, in cambio dell’esecuzione dello “Scacciamarzo” piccole offerte di denaro, di dolciumi e soprattutto di uova, con le quali verranno fatte delle enormi frittate, che poi saranno offerte a tutti i bambini e i presenti, in una merenda comunitaria. La foto del manifesto ufficiale dello “Scacciamarzo” 2019 è opera di Giorgio Cellinese, Monsano 2016.


PROGRAMMA

Ore 10,30   -  Riunione di tutti i bambini in Piazza Mazzini                  
Ore 11,00   -  Il canto rituale di questua dello Scacciamarzo, viene portato, casa per casa, da cortei di bambini
Ore 11,30   -  Nella Piazzetta Matteotti, a conclusione dello
Scacciamarzo, con le uova raccolte nella questua, verrà offerta dall’ Avis di Monsano, una merenda, a base di frittata, a tutti i bambini presenti e ai loro accompagnatori. 


DOMENICA 5 APRILE 2020 A POLVERIGI, A CURA DE LA MACINA
LA 47^ EDIZIONE DELLA “PASSIONE”
LA PIU’ PRESTIGIOSA, ANTICA ED UNICA RASSEGNA SUL CANTO RITUALE DI QUESTUA ORALE MARCHIGIANO
DEDICATA QUEST’ANNO ALLA MEMORIA DI MARIO GIACOMELLI  A VENTI ANNI DALLA MORTE.

Ancora una volta, torna a Polverigi (An), a cura del Centro Tradizioni Popolari, con la collaborazione  del  Comune di Polverigi, de La Macina, della locale Pro-Loco, della Croce Gialla di Santa Maria Nuova e l’alto patrocinio della Provincia di Ancona, e della Regione Marche, la Rassegna Internazionale del canto rituale di questua della “Passione”, giunta quest’anno, al ragguardevole traguardo della quarantasettesima edizione e dedicata a vent’anni della morte a Mario Giacomelli (1925-2000) uno dei massimi testimoni contemporanei dell’arte fotografica. Quindi, Domenica 5 Aprile,  per tutto l’arco della giornata si svolgerà a Polverigi (An), la grande Rassegna internazionale del canto rituale di questua della Passione (la prima ed unica nel genere in tutte le Marche): diffondendo così, anno dopo anno, una delle nostre tradizioni più valide e più prestigiose. Nell’arco di una intera giornata, più di duecento cantori e suonatori popolari, provenienti principalmente da tutte le Marche, e dalle regioni limitrofe,“invaderanno” l’intero Comune di Polverigi ed i comuni vicini, riproponendo il canto rituale di questua della Passione, come si faceva una volta, casa per casa, come augurio di benessere e di abbondanza, in cambio di cibo, vino ed offerte di denaro, destinati al pranzo che concludeva la festa. I canti di questua, sono eventi rituali strettamente legati al ciclo della natura che nasce, muore e risorge e sintetizzano lo stesso ciclo vitale dell’uomo. Tra i canti rituali di questua, grande diffusione nell’Italia centrale, ha avuto il canto della Passiò (come è semplicemente chiamato nell’area anconetana la Passione), generalmente pubblicato con il titolo di Orologio della Passione, perché il testo ripercorre ora per ora, il processo, la crocefissione, il martirio e la resurrezione di Cristo. Lauda, questa della Passione, di eccezionale valore storico, contemporanea alle Sacre Rappresentazioni del XII secolo.La Passione viene eseguita regolarmente da un suonatore di organetto o fisarmonica e da due cantori che eseguono, alternandosi al canto, una stanza per uno, accompagnandosi con il cembalo ed il triangolo. La Rassegna di Polverigi, essendo stata la prima del genere (poi sono venute quelle della  Pasquella di Montecarotto, del Cantamaggio di Morro D’Alba e dello Scacciamarzo di Monsano, tutte nell’anconetano e tutte iniziate grazie all’interessamento ed alla cura del Centro Tradizioni Popolari e del Gruppo La Macina) ha avuto il grande merito, di aver recuperato e rivitalizzato una tradizione, un rito, che andavano inesorabilmente scomparendo. Nel pomeriggio, dalle 15,30, al Teatro della Luna, grande raduno finale, dove su un apposito palco, si esibiranno nella Passione cantata, tutti i Gruppi presenti alla Rassegna, coordinati da Giorgio Cellinese e Simona Stronati a cura e presentazione di Gastone Pietrucci. La foto del Manifesto ufficiale della Passione di quest’anno è opera del fotografo montecarottese, Iorio Sebastinaelli e ritrae Andrea Vincenzetti, suonatore popolare del pesarese.

PROGRAMMA SINTETICO

Ore 8,00 
Riunione dei Gruppi partecipanti alla Rassegna, presso il Teatro della Luna                                           

Ore 8,30-12,30
Il canto rituale di questua viene portato casa per casa, in tutte le contrade di Polverigi e di Santa Maria Nuova

Ore 13,00
Pranzo comunitario di ringraziamento offerto dall’Amministrazione comunale a tutti i cantori e suonatori popolari ed ai collaboratori

Ore 15,30-19,00
Teatro della Luna
LA PASSIONE CANTATA
Esibizione di tutti i Gruppi presenti alla Rassegna  
Coordinamento: Giorgio Cellinese e Simona Stronati.
Cura e presentazione: Gastone Pietrucci                                         

(Ingresso simbolico ad offerta: € 1,00)

LA PASSIONE
Tra i canti rituali di questua, grande diffusione nell’Italia Centrale, ha avuto, il canto della Passione (Passiò, come è semplicemente chiamato nell’area anconetana), generalmente pubblicato con il titolo di Orologio della Passione, perché il testo ripercorre ora per ora, il processo, la crocefissione, il martirio e la resurrezione di Cristo. La versione di questa lauda, di eccezionale valore storico, contemporanea alle sacre rappresentazioni del XII secolo, è rimasta ovunque molto fedele, e nel testo e nella musica. Le parole dicono della morte di Cristo, ma nel ritmo c’è già la resurrezione. Per il tono devozionale della narrazione le Passioni sono sicuramente opera della Chiesa o di qualcuno vicino all’ufficialità cattolica. Per quel fenomeno di sincretismo (in questo caso riuscito in modo perfetto) la Chiesa si è inserita nella tradizione, riuscendo a divulgare e rendere popolare, tra i riti pagani e pre-cristiani di fertilità già esistenti, il messaggio cristiano (anche se il cantore ormai lo ritrasmette meccanicamente, senza rendersene conto).Infatti l’animo popolare, anche in questo canto di mestizia non lascia sfuggire l’occasione di inserirvi (fenomeno esclusivamente marchigiano) il saltarello finale di richiesta, in una esplosione quasi “pagana” e liberatoria di gioia e di speranza. La Passione viene eseguita regolarmente da un suonatore di organetto o fisarmonica e da due “cantori” che eseguono alternandosi al canto, una stanza per uno, accompagnandosi con il cembalo ed i “timpani” (triangolo). Unica eccezione, nel fabrianese, dove gli strumenti fondamentali di accompagnamento soni i violini, il violone (basso a tre corde, portato in spalla dal suonatore) e la fisarmonica e dove il gruppo può raggiungere un numero di otto/dieci elementi. Il canto viene portato da squadre di cantori, casa per casa, come augurio di salute, benessere ed abbondanza, in cambio di cibo e vino destinati al pranzo che conclude la festa. L’esecuzione di questo brano popolare segue un rituale immutato da secoli: deve essere cantato nella settimana precedente a quella di Pasqua; nelle case colpite da lutto recente, dopo regolare richiesta dei cantori, ottenuto il permesso dal capofamiglia, viene eseguito senza il saltarello finale di richiesta doni. I canti di questua coincidono con alcune date precise del calendario agricolo. Nelle Marche, per il ciclo del solstizio d’inverno, troviamo: la Pasquella (Capodanno-Epifania), il Sant’Antonio (sedici gennaio), la Passione di San Giuseppe (diciotto marzo) per la sola zona del Piceno. Per quelle primaverili: lo Scacciamarzo (l’ultimo giorno di marzo), nelle sue settimane precedenti la Settimana Santa, rispettivamente: Alle anime sante del Purgatorio e la Passione di Cristo.  Il Cantamaggio, nella notte tra il trenta aprile ed il primo maggio. Infine per quelle estive del mese di agosto: Alle anime sante (riguardante la sola zona di Fabriano). Questi nostri antichi riti andavano inesorabilmente scomparendo, a causa delle trasformazioni profonde della società ed in particolare della polverizzazione della civiltà contadina, ed ormai defunzionalizzati sopravvivevano, per la maggior parte, solo in forma memorizzata. Con la Rassegna della Passione, eseguita dagli autentici portatori della tradizione, si è contribuito tra l’altro ad una nuova “rinascenza” ed alla completa rivitalizzazione e diffusione di una delle nostre  più valide e  prestigiose tradizioni.  

Gastone Pietrucci
Direttore del CENTRO TRADIZIONI POPOLARI

Per informazione: LA MACINA  Telef. e Fax.:0731-4263  
lamacina@libero.it/www.macina.net
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ARTE E MUSICA NELLA TERRA DEL MITO 
nell’ultimo weekend di gennaio a Monte di Procida

Entra nel vivo  "Arte e Musica nella terra del mito", il festival ideato e diretto dalla cantante e attrice Fiorenza Calogero, che si sta svolgendo a Monte di Procida  e che, iniziato a  dicembre, si concluderà ad aprile. La sezione invernale, denominata “Nomoi Solstizio d’Inverno”, prevede una serie di appuntamenti gratuiti di arte, musica e cultura e  per l’ultimo weekend di gennaio ha in serbo un’agenda ricchissima. Sabato 25 gennaio  alle ore 20 Fiorenza Calogero, nella chiesa della chiesa di Santa Maria dell'Assunta,  darà vita a “DonnaMadonna – Canto Mediterraneo” che vedrà la cantante dall’inconfondibile voce mediterranea impegnata in giro in Italia e all’estero. E già nel titolo è ben sintetizzato il desiderio di raccontare, abbandonando la tentazione della retorica e dei cliché e proponendo brani che spaziano dal repertorio folk contemporaneo, che l’ha resa celebre, alla musica leggera d’autore, le più disparate ambasciatrici del cosiddetto gentil sesso: sante e prostitute, vedove e madri, ma anche donne manager e personalità coraggiose, in grado di mettersi in gioco con appassionato coraggio e grande determinazione. Prendendo spunto dai canti devozionali, Fiorenza ripercorre così alcuni motivi popolari e nuovi testi cantautoriali, attualizzandoli nei contesti sociali odierni. Il suo repertorio abbraccia musiche provenienti dalla tradizione orale del Sud Italia insieme ad opere di autori classici e contemporanei come Eugenio Bennato, Enzo Avitabile, Fabrizio De Andrè, Carlo D’Angio', Carlo Faiello di questo  ultimo Fiorenza è una delicata interprete del brano   "Devota a te" di cui ha appena pubblicato un videoclip (https://www.youtube.com/watch?v=cF3eds2E_Do) girato tra Lucera e  Torre Gaveta e Bacoli.  Domenica 26 gennaio alle ore 11   la Paranza d’’o Tramuntano darà vita ad uno spettacolo itinerante che toccherà: P.zza XXVII Gennaio; San’Antonio e San Giuseppe. Dopo la musica, spazio alle arti visive come la fotografia e cinema. Sempre domenica, nel pomeriggio, nella sala consiliare del Comune di Monte di Procida ci sarà un doppio appuntamento. Alle ore 18 si terrà la premiazione di Monte in Contest, il concorso di idee per un cortometraggio che ha lo scopo di promuovere il territorio ed il patrimonio culturale e delle tradizioni di Monte di Procida attraverso le immagini del suo paesaggio, del suo popolo, delle associazioni e di quanti, in particolare dall’estero, giungono sul posto per l’estate.  La giuria  qualificata  sarà presieduta da Alessandro D'Alatri che valuterà insindacabilmente le opere e decreterà a maggioranza di voti il vincitore che si aggiudicherà un premio di 500 euro. I tre corti giudicati migliori saranno proiettati in occasione delle celebrazioni dell’anniversario dell’autonomia comunale, con un collegamento in streaming/web TV con la comunità montese d’America. La manifestazione di proiezione e premiazione si svolgerà presso la Casa Comunale di Monte di Procida. Sempre nella sala consiliare del Comune si potrà ammirare la  Mostra Fotografica “ I Volti delle donne” a cura di Mina Fiore. Le fotografie sono state scattate durante la processione del 15 Agosto. Si tratta di 20 copie in bianco e nero su forex, accompagnate da uno slide fotografico che verrà proiettato il sala. “È un lavoro di reportage- afferma Mina Fiore -  in cui ho tentato di cogliere sguardo ed emozioni delle donne al passaggio della Madonna”. "Nella ricorrenza dell'autonomia comunale- dichiara il Sindaco di Monte di Procida Peppe Pugliese -  con questa mostra fotografica celebriamo i nostri valori comuni: le tradizioni, il patrimonio culturale e religioso, l’identità ed i legami con la comunità degli Stati Uniti. Rivivremo attraverso le immagini le emozioni della processione dello scorso Ferragosto. Tengo in particolar modo all'occasione di incontro che ci offre l'anniversario della nascita del nostro comune, ormai una tappa importante del nostro cammino civico e sociale.  Invito  tutta la cittadinanza a partecipare agli appuntamenti programmati per sabato 25 e domenica 26."Il festival, ideato dall’amministrazione comunale di Monte di Procida con la direzione artistica di Fiorenza Calogero,è realizzato grazie ai fondi POC Campania 2014-2020.


 Sabato 25 gennaio
DonnaMadonna recital di Fiorenza Calogero

domenica 26 gennaio
musica itinerante de 'A Paranza d''o Tramuntano;
Premiazione e proiezione del miglior corto di MONTE IN CONTEST 
interviene il presidente di giuria Alessandro D’Alatri
I volti delle donne mostra fotografica di Mina Fiore
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FLOWERS FESTIVAL
ECCO IL PREQUEL IN COLLABORAZIONE CON CREATIVAFRICA
LES NÉGRESSES VERTES
IL 15 MAGGIO LA BAND EMBLEMA DELL'EUROPA DELLE BANLIEUE E DEL PUNK FOLK DI MATRICE MEDITERRANEA E ARABA DAL VIVO ALL’HIROSHIMA MON AMOUR 
IN PREVENDITA SU TICKETONE.IT E MAILTICKET.IT

Venerdì 15 maggio, alle ore 22, Les Négresses Vertes arrivano all’Hiroshima Mon Amour di Torino (ingresso 23 € più prevendita), per il tour che li ha resi protagonisti nei principali palchi europei in occasione del trentennale di quello che fu il loro album di debutto: “Mlah”. Il concerto, prequel della VI edizione del Flowers Festival e realizzato in collaborazione con CreativAfrica, sarà un’irresistibile miscela di suoni gitani, reggae, ska, chanson français e ritmi nordafricani, incontro perfetto di tradizione mediterranea e rock anglosassone. Era la fine degli anni Ottanta, primi anni Novanta, la musica transalpina ci ha regalato i due gruppi che hanno fatto la differenza in un decennio votato al grunge e ai nuovi suoni che arrivavano da Bristol: Mano Negra e Les Négresses Vertes. La loro patchanka, anche se con le dovute differenze stilistiche, ha invaso il vecchio continente e poi il mondo con un melting-pot musicale che è diventato anche un messaggio culturale. Nei Les Négresses Vertes c’era tutta la Parigi multirazziale. Erano figli di immigrati, cresciuti nei quartieri operai della città, si incontravano frequentando i bar fuori mano e le discoteche underground del nord-est di Parigi. Andavano in giro con i capelli impomatati, il gilet e la cravatta, un po’ zingari, un po’ punk. Nel 1988 pubblicano il primo disco “Mlah” (in arabo vuol dire “tutto bene”) e raggiungono il successo planetario con “Zobi La Mouche” anche grazie ad una tournée trionfale che toccò l’Europa e, nel 1990, Stati Uniti e il Giappone. Vengono consacrati nell’olimpo della musica con “Famille nombreuse” (1991) con i brani “Hou Mamma mia”, “Sous le soleil de Bodega” e dalla title track “Famille Hereuse” che invadono da subito le charts. Il 1993 segna un punto di svolta nella storia del gruppo, la tragica scomparsa del cantante Helno, personaggio di assoluto carisma, oltre che autore di indubbio talento e capacità di scrittura fuori dal comune. Nonostante il triste avvenimento l'ensemble ha continuato a produrre nuovi album, esplorando diversi mondi musicali e collaborando con artisti e dj più cool del momento, dai Massive Attack per il remix di “Face à la mer” a Howie B per il celebre album “Trabendo”; continuando a esibirsi in giro per il mondo fino al loro provvisorio scioglimento nel 2001. Passati 30 anni dalla pubblicazione di “Mlah”, Les Négresses Vertes sono tornati, in formazione praticamente originale e più in forma che mai, per celebrare questo speciale anniversario con un tour che si è svolto dapprima in Francia per poi continuare in giro per il mondo con il loro tipico spirito da gitani, sull’onda di un’accoglienza entusiasta del pubblico. creativAfrica è un festival – dal 5 al 16 giugno a Torino - che propone la scoperta dell'Africa attraverso l'approccio culturale e la conoscenza reciproca. Si snoda tra musica, incontri e laboratori, facilitando l'inclusione e la partecipazione attiva della comunità africana alla vita artistica e sociale della realtà in cui vive, valorizzando le risorse e identificando opportunità, collaborazioni e possibili nuovi percorsi progettuali. creativAfrica è un progetto di Associazione Renken, in collaborazione con Università degli Studi di Torino, 66th and 2nd, Itinerari Paralleli, Seeyousound, Spazio Rubedo, TUM. FLOWERS FESTIVAL è un festival musicale, giunto alla VI edizione, che si tiene a Collegno (To) nel Parco della Certosa, parco urbano di 400.000 mq, in un'area attrezzata per 5000 spettatori. L'area spettacolo, allestita nello spazio insonorizzato noto come Cortile della Lavanderia, è racchiusa da due delle grandi esperienze di riprogettazione urbana messe in atto dalla Città di Collegno: la Lavanderia a Vapore, eccellenza della danza contemporanea internazionale e il Padiglione 14, centro culturale giovanile. In quello che fu il Cortile della Lavanderia del Manicomio di Collegno, si svolge FLOWERS FESTIVAL, che prosegue la tradizione dei grandi spettacoli di teatro e musica cha a partire dal momento dell’abbattimento delle mura manicomiali fino ai primi duemila, hanno contribuito al rinnovamento di questi luoghi meravigliosi, sull’impulso della amministrazione pubblica. L’edizione del 2019 ha chiuso i battenti registrando in totale 35.000 paganti dopo tre settimane di grandi successi di pubblico e terminando con l’unica data in Italia di Joan Baez.
ingresso 23 euro + prevendita

Info www.flowersfestival.itFacebook -  Twitter - info@flowersfestival.it - Tel 011 3176636
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MAMA AFRICA MEETING 2020
Dalla Lunigiana alle Terme di Chianciano - Torna il festival dedicato allo scambio interculturale tra Africa ed Europa 
Dal 29 luglio al 2 agosto 2020
CHIANCIANO TERME (SI)

Nuova location per il Mama Africa Meeting (MAM) che, dopo un anno di stop e undici anni trascorsi in Lunigiana, approderà dal 29 luglio al 2 agosto 2020, al parco Fucoli di Chianciano Terme (SI). La nuova edizione rinasce su iniziativa dell’omonima associazione “Mama Africa Meeting - Incontro e Cultura”, grazie ai patrocini della Regione Toscana e del Comune di Chianciano Terme. Indispensabili inoltre le collaborazioni strette con le Terme di Chianciano S.p.A., con l’agenzia “Musicastrada Booking & Management” e con La Festa della Musica di Chianciano Terme con cui MAM condivide gli obiettivi di aggregazione sociale oltre che di promozione e valorizzazione della cultura e del turismo. Tra i principali festival internazionali dedicati alla musica e alle danze dell’Africa Occidentale, MAM propone un ricco programma di corsi con protagonisti gli strumenti musicali (tra cui djembe, n’gonì, balafon etc.), i canti e le danze tradizionali che coinvolgeranno un migliaio di allievi tra professionisti, debuttanti e semplici curiosi, provenienti da tutta Europa. Elemento distintivo del MAM è il ricorso al linguaggio universale dell’arte come collante interculturale in grado di favorire lo sviluppo di una società basata sull’accoglienza, l’antirazzismo e la pace. Il tema della dodicesima edizione, ha come titolo “I linguaggi artistici come mediazione culturale”. La mission della nuova tematica tende a favorire l’incontro tra importanti artisti africani ed europei in grado di stimolare interessanti riflessioni, sull’evolversi della produzione artistica nata attraverso il dialogo e la condivisione.  È infatti uno dei principali obiettivo del festival la creazione di presupposti ideali per il confronto e la predisposizione allo scambio culturale valorizzando le diverse specificità culturali. Un centinaio i volontari locali e non, che durante i 5 giorni della manifestazione coordineranno gli oltre 60 artisti provenienti da Burkina Faso, Camerun, Costa d’Avorio, Francia, Italia, Mali, Guinea e Senegal, chiamati a condurre ben 35 workshop fra percussioni, strumenti melodici, canto e danza. Tra gli artisti/insegnanti, che nelle prossime settimane verrano annunciati dall’organizzazione, numerose sono le figure di spicco che nel corso della loro carriera hanno fatto parte di importanti balletti nazionali e orchestre strumentali africane. Oltre all’aspetto prettamente didattico il programma della manifestazione prevede una serie di appuntamenti ad ingresso gratuito dedicati ad alcune delle più popolari feste e balli tradizionali dell’Africa sub-sahariana , concerti, dibattiti, stand di cucina locale ed etnica e un mercatino dell’artigianato. Ampio spazio sarà dedicato ai bambini che nel villaggio di Benteremà potranno vivere un’esperienza formativa attraverso laboratori e ad una serie di attività basate sulla parola, l’ascolto, l’immaginazione e i colori. In uno dei più bei parchi termali della Toscana a pochi chilometri dalla splendida Val d’Orcia, patrimonio mondiale UNESCO, MAM rappresenta un’ottima occasione per godere del connubio festival-vacanza grazie alle strutture ricettive locali e alla vicinanza con alcuni dei borghi e delle città più belle d’Italia tra cui Arezzo, Firenze, Perugia e Siena.

Maggiori informazioni saranno presto disponibili attraverso il sito internet della manifestazione www.mamaafricameeting.it e i canali Facebook e Instagram
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Fairport’s Cropredy Convention
Line-up announced for 2020 festival
Tickets on sale for Christmas

Fairport's Cropredy Convention three-day open-air music festival announces the line-up for the 2020 event

Now in its forty-first year, the festival will take place on Thursday 13, Friday 14 and Saturday 15 August 2020 on its usual farmland site in north Oxfordshire. "We're really pleased with this year's line-up," says Fairport bassist Dave Pegg. "It consolidates Cropredy’s core appeal, celebrates Fairport’s rich heritage and also introduces a wide and diverse range of music. It'll be a particular pleasure to have Richard Thompson playing with us again during our three-hour headline set on the Saturday evening." Cropredy will feature two sets by host band Fairport Convention. On Thursday 13 August they will open the festival with a short acoustic set. On Saturday they will close the event with their customary extended headline performance. Fairport’s Saturday set will include a fiftieth anniversary celebration of Full House, the band’s acclaimed 1970 LP. The Full House line-up of Simon Nicol, Richard Thompson, Dave Mattacks, and Dave Pegg will be joined by Chris Leslie (standing in for the late Dave Swarbrick) to play the whole album.

Thursday 13 August

Fairport Convention
Host band Fairport will open the festival on Thursday with a short acoustic set

Thumping Tommys
This London-based bluegrass outfit plays barn-storming blues-infused Irish, American, and English folk music.

Edward II
Cropredy favourites Edward II play a fusion of world music, folk and reggae blending the rhythms of the Caribbean with traditional British songs.

Clannad
Multi-award winning band Clannad has arguably done more than any other band to bring Irish music to a worldwide audience.

Trevor Horn Band
One of the most influential producers in popular music, Trevor has worked with Frankie Goes To Hollywood, Grace Jones, Pet Shop Boys, Seal and Robbie Williams among many others.

Friday 14 August

Maddie Morris
Cropredy will present a set by singer-songwriter Maddie, winner of the 2019 BBC Radio 2 Young Folk Award.

Emily Barker
A Cropredy debut for this acclaimed Australian singer-songwriter and multi-instrumentalist whose repertoire encompasses Americana, country and folk.

Home Service
Co-fronted by John Tams and John Kirkpatrick, Home Service is one of the UK’s best-loved folkrock groups and is characterised by a distinctive brass sound and great repertoire.

Martyn Joseph
Legendary singer/songwriter Martin returns to Cropredy with his rich voice and spellbinding songs.

The Slambovian Circus of Dreams
Hillbilly meets Pink Floyd in this surreal New York band. Rootsy psychedelia from the cool end of Americana.

The Sharon Shannon Quartet
Irish musician Sharon is known for button accordion, fiddle and whistle. Springing from Irish folk, her music reveals wide-ranging influences.

Turin Brakes
Indie folk rockers Turin Brakes are making their first appearance at Cropredy. They have seven studio albums and a million record sales to their credit.

Steve Hackett – Genesis Revisited
One of the most Britain’s most accomplished and celebrated guitarists returns to Cropredy. Steve's extraordinary musical versatility draws on influences as diverse as jazz, world and blues to recreate the unique sound of prog-rock legends Genesis.

Saturday 15 August

Richard Digance
BAFTA nominee Richard returns to his traditional Saturday slot to get the day off to a flying start.

Holy Moly & The Crackers
Fronted by vocalist Ruth Patterson, this Newcastle sextet mixes British folk with dollops of rock’n'soul, indie, balladeering and a touch of psychedelia. They describe their sound as “riotous party music for the masses.”

The Bar-Steward Sons of Val Doonican
This comedy folk and parody band from Barnsley completely stole the show when they played Cropredy in 2018 and are back by popular demand.

Rosalie Cunningham
Rosalie Cunningham is an English singer/songwriter with a distinct style who has appeared on Later with Jools Holland and supported Jack White's UK tour.

Matthews Southern Comfort
Fronted by ex-Fairport singer Iain Matthews, Matthews Southern Comfort plays melodic laid-back Americana.

Richard Thompson
Virtuoso guitarist and renowned songwriter Richard will take the Cropredy stage twice in 2020; in his own solo set and as part of the fiftieth anniversary of the Full House album.

Fairport Convention
Saturday’s traditional extended headline set from Fairport will include the band’s 1970 line-up playing the whole of Full House in album order plus the current line-up performing a wealth of material old and new.

Cropredy tickets on sale
Cropredy three-day tickets are on sale from Monday 2 December 2019. The first 1,000 orders will receive a Christmas card signed by all five members of Fairport Convention the first 2,000 will get a souvenir Cropredy car window sticker.
Tickets are available via Fairport Convention's website www.fairportconvention.com