I comunicati stampa relativi ai principali festival folk, world e trad
TRENNTASEIESIMO INCONTRO REGIONALE DELLO
SCACCIAMARZO
CANTO RITUALE DI QUESTUA INFANTILE
MONSANO
Sabato 28 Marzo 2026 ore 10 - 12
PIU’ DI DUECENTO BAMBINI ALLA TRENTASEISEMA EDIZIONE DELLO “SCACCIAMARZO” DI MONSANO SABATO 28 MARZO
A cura del Centro Tradizioni Popolari, il Comune di Monsano, in collaborazione con La Macina, la locale Sezione dell’Avis, il Gruppo Protezione Civile e con il patrocinio della Regione Marche e della Provincia di Ancona, organizza, sabato 28 Marzo, la trentaseiesima edizione dello “Scacciamarzo, invitando tutti i bambini a riportare, casa per casa, alla maniera di una volta, questo nostro arcaico, festoso e rumoroso rito infantile di questua. Lo Scacciamarzo, è un antichissimo canto rituale di questua infantile, di cui nell’anconetano se ne è persa letteralmente la traccia e la memoria. Nel 1979 a Corridonia, nel maceratese, dove è stato raccolto, il rito del “caccià marzu” (stando al racconto dell’anziano informatore, Nazzareno Pesallaccia, detto Mengrè, contadino), veniva effettuato, sino ai primi anni del secolo scorso, da gruppi di bambini, l’ultimo giorno di marzo, con accompagnamento assordante di barattoli, campanacci e della sgràciola (rudimentale raganella dal suono simile appunto allo strumento usato nella liturgia quaresimale in sostituzione delle campane “legate”) costruita con delle semplici canne. Cortei di bambini, percorrevano le vie del paese e bussando di casa in casa portavano ad ognuno il canto augurale dello Scacciamarzo, per ricevere in cambio doni, ma soprattutto “l’ovo pe’ la ciambella” (tipico dolce marchigiano a base di uova, farina e zucchero). Se però il dono non veniva o tardava a venire, i bambini intonavano verso i padroni di casa (la vergara ed il vergaro) una sequela di maledizioni (in perfetta sintonia, del resto, con gli immancabili saltarelli finali e rafforzativi di richiesta doni dei canti rituali di questua dei grandi. Un esempio per tutti: e dopo aver cantado / non ci avede dado niente / guarda che bbella gente / che Cristo fa campà’). Il testo di questo raro e prezioso documento, ci è stato tramandato in una versione assai complicata e contaminata con la più nota e diffusa Pasquella dell’Epifania dei grandi. Il canto ha un’origine magico-pagana ed una inequivocabile funzione esorcizzante: quella di scacciare il “male” (l’inverno) e salutare e propiziare il “bene” (la nuova stagione, il sole, la primavera risorgente). Praticamente più di duecento bambini in festa di Monsano, per lo ”Scacciamarzo” 2026 (questo nostro arcaico, gioioso e rumoroso rito infantile di questua) arrivato quest’anno al notevole traguardo dei ventiquattro anni. Nella mattinata di sabato 29 marzo, dalle ore 10,30, il centro storico di Monsano sarà “travolto” da gruppi di bambini festosi, che chiederanno, in cambio dell’esecuzione dello “Scacciamarzo” piccole offerte di denaro, di dolciumi e soprattutto di uova, con le quali verranno fatte delle enormi frittate, che poi saranno offerte a tutti i bambini e i presenti, in una merenda comunitaria.
Gastone Pictrucci
Direttore del CENTRO TRADIZIONI POPOLARI
PROGRAMMA
Ore 10.30
Riunione di tutti i bambini di Monsano insieme a quelli provenienti da vari punti della Regione, in Piazza Mazzini
Ore 11,00
Il canto rituale di questua dello Scacciamarzo, viene portato, casa per casa. da cortei di hambini
Ore 11,30
Nella Piazzetta Matteotti, a conclusione dello Scacciamarzo, con le uova raccolte nella questua, verrà offerta dall'Avis di Monsano, una merenda, a base di frittata, a tutti i bambini presenti e ni loro accompagnatori.
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DOMENICA 29 MARZO A POLVERIGI LA
CINQUANTUNESIMA EDIZIONE DELLA “PASSIONE”,
LA PIU’’ PRESTIGIOSA, ANTICA ED UNICA RASSEGNA SUL CANTO RITUALE DI QUESTUA ORALE MARCHIGIANO
Ancora una volta, torna a Polverigi (An), a cura del Centro Tradizioni Popolari, con la collaborazione del Comune di Polverigi, de La Macina, della locale Pro-Loco, della Mediateca Comunale “G. Giamagli” e l’alto patrocinio della Provincia di Ancon, e della Regione Marche, la Rassegna Internazionale del canto rituale di questua della “Passione”, giunta quest’anno, al ragguardevole traguardo della cinquantunesima edizione. Quindi, Domenica 29 Marzo, per tutto l’arco della giornata si svolgerà a Polverigi, la grande Rassegna internazionale del canto rituale di questua della La Passione (la prima ed unica nel genere in tutte le Marche): diffondendo così, anno dopo anno, una delle nostre tradizioni più valide e più prestigiose. Nell’arco di una intera giornata, più di duecento cantori e suonatori popolari, provenienti principalmente da tutte le Marche, e dalle regioni limitrofe,“invaderanno” l’intero Comune di Polverigi ed i comuni vicini, riproponendo il canto rituale di questua della Passione, come si faceva una volta, casa per casa, come augurio di benessere e di abbondanza, in cambio di cibo, vino ed offerte di denaro, destinati al pranzo che concludeva la festa. I canti di questua, sono eventi rituali strettamente legati al ciclo della natura che nasce, muore e risorge e sintetizzano lo stesso ciclo vitale dell’uomo. Tra i canti rituali di questua, grande diffusione nell’Italia centrale, ha avuto il canto della Passiò (come è semplicemente chiamato nell’area anconetana la Passione), generalmente pubblicato con il titolo di Orologio della Passione, perché il testo ripercorre ora per ora, il processo, la crocefissione, il martirio e la resurrezione di Cristo. Lauda, questa della Passione, di eccezionale valore storico, contemporanea alle Sacre Rappresentazioni del XII secolo. La Passione viene eseguita regolarmente da un suonatore di organetto o fisarmonica e da due cantori che eseguono, alternandosi al canto, una stanza per uno, accompagnandosi con il cembalo ed il triangolo. La Rassegna di Polverigi, essendo stata la prima del genere (poi sono venute quelle della Pasquella di Montecarotto, del Cantamaggio di Morro D’Alba e dello Scacciamarzo di Monsano, tutte nell’anconetano e tutte iniziate grazie all’interessamento ed alla cura del Centro Tradizioni Popolari e del Gruppo La Macina) ha avuto il grande merito, di aver recuperato e rivitalizzato una tradizione, un rito, che andavano inesorabilmente scomparendo. Nel pomeriggio, dalle 15,30 in poi, al Teatro della Luna, La Passione cantata, grande raduno finale, dove su un apposito palco, si esibiranno tutti i Gruppi presenti alla Rassegna, coordinati da Giorgio Cellinese e presentati da Gastone Pietrucci. La Passione di quest’anno è dedicato alla memoria di Gabriele Esposto. giovane musicista polverigiano, recentemente scomparso.
PROGRAMMA ANALITICO
Ore 8,00
Riunione dei Gruppi partecipanti alla Rassegna, presso il Teatro della Luna
Ore 8,30-12,30
Il canto rituale di questua viene portato casa per casa, in tutte le contrade di Polverigi
Ore 13,00
Pranzo comunitario di ringraziamento offerto dall’Amministrazione comunale a tutti i cantori e suonatori popolari ed ai collaboratori
Ore 15,30
Teatro della Luna
LA PASSIONE CANTATA
Rassegna di tutti i Gruppi presenti
Coordinamento: Giorgio Cellinese
Cura e presentazione. Gastone Pietrucci
LA PASSIONE
Tra i canti rituali di questua, grande diffusione nell’Italia Centrale, ha avuto, il canto della Passione (Passiò, come è semplicemente chiamato nell’area anconetana), generalmente pubblicato con il titolo di Orologio della Passione, perché il testo ripercorre ora per ora, il processo, la crocefissione, il martirio e la resurrezione di Cristo. La versione di questa lauda, di eccezionale valore storico, contemporanea alle sacre rappresentazioni del XII secolo, è rimasta ovunque molto fedele, e nel testo e nella musica. Le parole dicono della morte di Cristo, ma nel ritmo c’è già la resurrezione. Per il tono devozionale della narrazione le Passioni sono sicuramente opera della Chiesa o di qualcuno vicino all’ufficialità cattolica. Per quel fenomeno di sincretismo (in questo caso riuscito in modo perfetto) la Chiesa si è inserita nella tradizione, riuscendo a divulgare e rendere popolare, tra i riti pagani e pre-cristiani di fertilità già esistenti, il messaggio cristiano (anche se il cantore ormai lo ritrasmette meccanicamente, senza rendersene conto). Infatti l’animo popolare, anche in questo canto di mestizia non lascia sfuggire l’occasione di inserirvi (fenomeno esclusivamente marchigiano) il saltarello finale di richiesta, in una esplosione quasi “pagana” e liberatoria di gioia e di speranza. La Passione viene eseguita regolarmente da un suonatore di organetto o fisarmonica e da due “cantori” che eseguono alternandosi al canto, una stanza per uno, accompagnandosi con il cembalo ed i “timpani” (triangolo). Unica eccezione, nel fabrianese, dove gli strumenti fondamentali di accompagnamento soni i violini, il violone (basso a tre corde, portato in spalla dal suonatore) e la fisarmonica e dove il gruppo può raggiungere un numero di otto/dieci elementi. Il canto viene portato da squadre di cantori, casa per casa, come augurio di salute, benessere ed abbondanza, in cambio di cibo e vino destinati al pranzo che conclude la festa. L’esecuzione di questo brano popolare segue un rituale immutato da secoli: deve essere cantato nella settimana precedente a quella di Pasqua; nelle case colpite da lutto recente, dopo regolare richiesta dei cantori, ottenuto il permesso dal capofamiglia, viene eseguito senza il saltarello finale di richiesta doni. I canti di questua coincidono con alcune date precise del calendario agricolo. Nelle Marche, per il ciclo del solstizio d’inverno, troviamo: la Pasquella (Capodanno-Epifania), il Sant’Antonio (sedici gennaio), la Passione di San Giuseppe (diciotto marzo) per la sola zona del Piceno. Per quelle primaverili : lo Scacciamarzo (l’ultimo giorno di marzo), nelle sue settimane precedenti la Settimana Santa, rispettivamente: Alle anime sante del Purgatorio e la Passione di Cristo. Il Cantamaggio, nella notte tra il trenta aprile ed il primo maggio. Infine per quelle estive del mese di agosto: Alle anime sante (riguardante la sola zona di Fabriano). Questi nostri antichi riti andavano inesorabilmente scomparendo, a causa delle trasformazioni profonde della società ed in particolare della polverizzazione della civiltà contadina, ed ormai defunzionalizzati sopravvivevano, per la maggior parte, solo in forma memorizzata. Con la Rassegna della Passione, eseguita dagli autentici portatori della tradizione, si è contribuito tra l’altro ad una nuova “rinascenza” ed alla completa rivitalizzazione e diffusione di una delle nostre più valide e prestigiose tradizioni.
Gastone Pietrucci
Direttore del CENTRO TRADIZIONI POPOLARI
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TEATRO AGRICANTUS – PALERMO
“Musiche Mediterranee”
da martedì 10 marzo a martedì 21 aprile h 21
Teatro Agricantus, via XX Settembre 82a – Palermo
Stefano Saletti & Banda Ikona
aprono “Musiche Mediterranee” al Teatro Agricantus di Palermo
Sarà il progetto “Mediterranima” del polistrumentista, compositore e studioso delle culture musicali del Mare Nostrum ad inaugurare martedì 10 marzo la rassegna musicale organizzata in sinergia con l’Associazione culturale Formedonda di Palermo grazie al contributo del Nuovo Imaie, che fino al 21 aprile porta nel teatro diretto da Vito Meccio quattro formazioni che disegnano una mappa emotiva e sonora: quattro attraversamenti,
quattro modi diversi di abitare lo stesso mare che conserva memorie millenarie
e continua a generare nuovi suoni e nuove possibilità di incontro
Raccontare il Mediterraneo come spazio vivo di relazione, in un tra dialogo tradizione e contemporaneità, scrittura e improvvisazione, identità locali e visioni transnazionali. Al Teatro Agricantus di Palermo dal 10 marzo al 21 aprile tornano gli appuntamenti di “Musiche Mediterranee”, la rassegna musicale organizzata dal teatro diretto da Vito Meccio in sinergia con l’Associazione culturale Formedonda di Palermo grazie al contributo del Nuovo Imaie, che restituisce alla musica mediterranea la sua natura di spazio comune, di incontro e di dialogo tra popoli, portando sul palco artisti che intrecciano linguaggi e identità differenti. Curata dal musicista Mario Crispi, la rassegna mette insieme quattro progetti artistici che quest'anno non seguono una linea stilistica univoca, ma disegnano una mappa emotiva e sonora: quattro attraversamenti, quattro modi diversi di abitare lo stesso mare.
Il via martedì 10 marzo alle ore 21 è affidato a Stefano Saletti & Banda Ikona. Polistrumentista, compositore e studioso delle culture musicali del Mare Nostrum, Stefano Saletti è da oltre vent’anni una delle voci più originali e riconoscibili della world music italiana. Fondatore di Banda Ikona, direttore di orchestre internazionali e collaboratore di numerosi progetti interculturali, ha costruito un linguaggio musicale in cui si intrecciano tradizione e contemporaneità, strumenti antichi e sonorità moderne. Sul palco di via XX Settembre presenteranno Mediterranima (Materiali Sonori, 2025), un viaggio sonoro nelle culture del Mediterraneo: nove brani originali nei quali Saletti alterna oud, bouzuki, saz, tzouras e chitarre, intrecciando timbri e ritmi che spaziano dalla sponda araba a quella greca, dal Sud Italia fino al Medio Oriente, accogliendo il pubblico in uno spazio sonoro sospeso tra radici e utopia. Il progetto di Stefano Saletti (voce, bouzouki, oud e chitarra) – sul palco con Gabriella Aiello voce, Yasemin Sannino voce, Gabriele Coen clarinetto e sax soprano, Eugenio Saletti voce, chitarra, bouzouki e saltzouki, Mario Rivera contrabbasso e basso acustico, Arnaldo Vacca percussioni - attraversa le sponde del Mare Nostrum come un viaggio sonoro e umano, costruito attraverso strumenti, lingue e memorie condivise. Il canto in Sabir, lingua dei porti e dei marinai, diventa metafora di una comunicazione che precede i confini e li supera. Durante il concerto le musiche diventano racconto corale: miti, leggende, ballate popolari e composizioni originali si intrecciano in una trama sonora densa e stratificata. Mediterranima afferma che esiste ancora un’anima mediterranea comune, riconoscibile. In un’epoca segnata da divisioni e conflitti, la proposta di Saletti si configura come un canto di fratellanza e appartenenza capace di restituire al pubblico la percezione di un’identità condivisa che unisce popoli e tradizioni. Mediterranima è dunque più di un concerto, ma un’esperienza di ascolto che trasforma la musica in luogo di incontro, dialogo e speranza.
Martedì 24 marzo saliranno sul palco di via XX Settembre I Brancaleone (Giuseppe Spedicato basso tuba e basso acustico, Giorgio Distante tromba e Rocco Nigro fisarmonica) con Gradisca Tour: un sogno a occhi aperti, un cinema senza immagini, dove la musica diventa racconto. La formazione pugliese omaggia i grandi maestri del cinema italiano creando un mondo sonoro poetico, visionario e a tratti onirico ispirato alle pellicole di Federico Fellini e alla musica da cinema di Nino Rota. Le composizioni, tutte originali, sono ispirate da scene di film immaginarie e anche il nome del trio è un riferimento esplicito alla rocambolesca “armata Brancaleone” di monicelliana memoria.
Martedì 7 aprile sarà la volta dell'Alkantara MediOrkestra, formazione nata ai piedi dell'Etna e in continuo movimento che riunisce musicisti provenienti da diverse aree del Mediterraneo in un progetto che fonde tradizioni musicali antiche e linguaggi contemporanei, guidato dallo spirito dell'improvvisazione. La scrittura orchestrale e l’improvvisazione danno vita a un paesaggio sonoro fluido e meticcio. Strumenti, timbri e pratiche musicali differenti si incontrano senza gerarchie, costruendo una musica che riflette il Mediterraneo come spazio di transito, migrazione e trasformazione continua. Un’esperienza di ascolto immersiva, in cui la diversità diventa metodo creativo. Sul palco, diretti da Giuseppe Privitera, suoneranno Enzo Rao (violino, saz e oud), Josè Mobilia (percussioni), Mario Gulisano (percussioni e marranzano), Roberto Fiore (contrabbasso), Fabio Sodano (duduk, sax e flauti), Bronagh Slevin (violoncello), Alexandra Dimitrova (violino), Denise Di Maria (percussioni e charango) e Mahmoud Hamad (oud e darbouka).
Martedì 21 aprile conclude la rassegna La Banda del Sud con Tracce Mediterranee, un rito laico e contemporaneo, una festa collettiva che restituisce alla musica la sua funzione originaria: creare comunità. La Banda del Sud è un corpo sonoro plurale che riunisce musicisti, cantori e danzatori provenienti da diverse regioni del Sud Italia, affiancati da ospiti dell’area mediterranea. Progetto di Gigi Di Luca con la direzione musicale di Mario Crispi, unisce tradizione orale e scrittura contemporanea in una musica fisica, pulsante, profondamente partecipata. Sul palco Giulia Campana (voce, tamburi a cornice e percussioni), Antonio Smiriglia (voce, tamburi a cornice e percussioni), Raffaele Califano (voce, tammorra e castagnette), Mario Crispi (direzione musicale, fiati etnici e voce), Stefano Saletti (bouzouki, oud e voce), Gabbrio Bevilacqua (contrabbasso epercussioni) ed Emy Vaccari (danza, lira calabrese, percussioni e voce) intoneranno canti di lavoro, invocazioni rituali, danze arcaiche e nuove composizioni. Ne verrà fuori un’esperienza immersiva che coinvolge il pubblico e lo rende parte attiva di un rito collettivo che afferma la vitalità delle culture mediterranee nel tempo contemporaneo.
Perché il Mediterraneo è una dimensione dello spirito, un mare che conserva memorie millenarie e allo stesso tempo continua a generare nuove forme, nuovi suoni, nuove possibilità di incontro. Un luogo instabile, attraversato da lingue, riti, conflitti, migrazioni, scambi. Un mare che non separa ma connette, che non definisce confini ma li mette costantemente in discussione.
INFORMAZIONI
Teatro Agricantus. Biglietteria via XX Settembre, 80, Palermo, tel. 091309636, da martedì a sabato ore 11-13.30 e 17-20; domenica ore 17–20. Biglietti: intero € 10; ridotto ingresso coppia € 15
Biglietteria on line: www.agricantus.cloud
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1996–2026: 30 ANNI DI MUSICHE DEL MONDO
Vo’ on the Folks
La XXX edizione a Brendola e Vicenza
Dal 7 febbraio al 21 marzo 2026
Vo’ on the Folks compie 30 anni! Lo storico festival veneto dedicato alla world music e al folk festeggia il suo trentennale con un’edizione speciale. Dal 7 febbraio al 21 marzo 2026 il festival diretto da Paolo Sgevano presenta 6 concerti in 4 serate a cadenza quindicinale, che oltre alla classica location della Sala della Comunità di Brendola avranno luogo anche al Teatro Olimpico di Vicenza, per la serata finale promossa dall'assessorato alla cultura, al turismo e all'attrattività della città di Vicenza. Quattro appuntamenti con artisti internazionali e alcune delle più interessanti realtà della musica etnica e popolare, che daranno vita al consueto viaggio musicale tra suoni, colori, tradizioni e culture, con un cartellone che coniuga tradizione e ricerca. Dalle sonorità magiche di TengerTon – quartetto di grandi solisti di musica tradizionale mongola – a due voci raffinate come quelle della songwriter di origini indiane Namritha Nori e dell'italo-argentina Sarita Schena. E ancora, le suggestioni dell’arpa celtica di Vincenzo Zitello in scena con Fulvio Renzi e dello storico gruppo vicentino Folk Studio A, per finire con il grande ritorno a Vicenza di Mairtin O’ Connor, vera e propria leggenda della musica tradizionale irlandese. Organizzato e promosso dalla Sala della Comunità di Vo’ di Brendola e Frame Evolution, con il sostegno dell’assessorato alla Cultura del Comune di Brendola e della Banca delle Terre Venete e il patrocinio della Provincia di Vicenza, “Vo’ on the Folks” rappresenta uno spazio privilegiato per la riscoperta e la tutela di preziose tradizioni da conservare e tramandare, rilette in chiave contemporanea. Come testimoniano gli artisti che si sono esibiti in questi trent’anni: Enzo Avitabile, Hevia, Joana Amendoeira, Kocani Orkestar, Dervisci Rotanti, Antonella Ruggiero, Jim Hurst, Carmen Souza, Mick O’Brien, Riccardo Tesi & Banditaliana, Mercedes Peon, Hamid Ajbar, Tannahill Weavers, John McSherry, Pierre Bensusan, Söndörgő, Goitse, Green Clouds, solo per citarne alcuni.
Ad inaugurare la XXX edizione di Vo’ on the Folks, sabato 7 febbraio alle ore 21 alla Sala della Comunità di Brendola, sarà l’ensemble TengerTon. Un quartetto di suonatori di violini, flauti, corde e archi dell’antichissima tradizione mongola, che condurranno gli spettatori nelle valli del deserto del Gobi, dove solo il vento canta tra le dune. I loro canti khoomii e le evocative sonorità trasportano il pubblico in un’atmosfera piena di fascino e mistero. Dal vivo presentano un repertorio di brani originali e composizioni tradizionali della Mongolia usando strumenti tipici come il Morin Khuur (violino a cavallo) e altri che hanno modificato e costruito loro stessi.
Sabato 21 febbraio alle ore 21, invece, va in scena alla Sala della Comunità di Brendola un doppio concerto. Ad aprire la seconda serata dell’edizione 2026 sarà la cantante e songwriter italo-indiana, Namritha Nori. La sua musica è il frutto della ricerca delle sue molteplici radici, dall’India all’Italia attraverso il Medio Oriente, e della contaminazione di culture e influenze musicali che le appartengono: dal mondo ebraico-sefardita, arabo, all’Anatolia, mescolando questi linguaggi alla musica classica occidentale e all’ethno-jazz. Dal vivo, accompagnata dal musicista greco Evaggelos Merkouris (all’oud) e da Alvise Seggi (al violoncello) presenta il suo recente progetto discografico, “Traces and Roots”(Moonlight Records, 2024), in cui alterna composizioni originali a brani della tradizione greco-sefardita.
Il secondo live della serata vedrà protagonista la cantante e attrice italo-argentina Sarita Schena, accompagnata sul palco da Giuseppe De Trizio (chitarra classica) e Claudio Carboni (sax soprano). Il trio proporrà un viaggio tra musica e parole che racconta i “Sud del mondo” e in particolar modo la tradizione del Tango e del Sud America. In scaletta composizioni di autori latini di origine italiana come Piazzolla, Magaldi e D’Arienzo al fianco di autori sudamericani come Bola de Nieve e Chavela Vargas.
La terza e ultima serata a Brendola, sabato 7 marzo alle ore 21, prevede un double bill. Un doppio spettacolo che celebra la storia del festival con artisti che hanno più volte calcato il palco della Sala della Comunità in questi anni. Si inizia con il live del Folk Studio A, storica formazione vicentina nata nel 1978 che ha tenuto a battesimo il festival, nella prima edizione del 1996. Dal vivo propongono un repertorio di brani originali e composizioni che si ispirano alla musica celtica, alle ballate irlandesi, bretoni e scozzesi. Dopo di loro, spazio a Vincenzo Zitello, virtuoso dell’arpa e musicista acclamato in tutta Europa. Considerato il primo divulgatore dell'arpa celtica nel nostro Paese, già al fianco di Fabrizio De André, Alice e Tosca, Zitello presenta il suo quattordicesimo e ultimo lavoro discografico, “Graal”. Con lui, Fulvio Renzi, violinista, compositore e produttore, autore di sei album solisti e presente in oltre cinquanta progetti discografici, che vanta prestigiose collaborazioni con star del calibro di Roger Waters, Bruce Springsteen, Ryūichi Sakamoto e Ornella Vanoni.
Sabato 21 marzo, per l’atto conclusivo della XXX edizione, il festival si trasferisce al Teatro Olimpico di Vicenza. Nel magnifico scenario del più antico teatro stabile dell'epoca moderna, ideato nel 1580 da Andrea Palladio, si esibirà una leggenda del folk anglosassone e dell'Irish music: Mairtin O’ Connor. Il fisarmonicista e compositore originario della Contea di Galway, musicista che ha lasciato un segno tangibile nella storia musicale dell’Isola di smeraldo, vanta collaborazioni eccellenti: da Rod Stewart a Elvis Costello, da Mark Knopfler ai Chieftains, Tanita Tikaram, Waterboys, Riverdance e De Dannan. Quest’anno torna sul palco del Vo’ on the Folks accompagnato da Cathal Hayden al violino e al banjo e da Kevin Doherty alla chitarra e voce. Un trio dall'incredibile maestria musicale capace di creare un'alchimia unica tra la tradizione più pura e uno stile fortemente innovativo.
Info e prenotazioni:
Sala della Comunità – via Carbonara, 28 - Brendola (Vicenza) – tel. 0444 401132.
www.saladellacomunita.com - info@saladellacomunita.com.
Ingresso singolo spettacolo: INTERO 15 euro - RIDOTTO (soci Sala e ragazzi fino a 14 anni) 14 euro.
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LUSOFONIE
Festival delle culture di lingua portoghese
18–20 marzo 2026
Teatro Palladium
Piazza Bartolomeo Romano 8, Roma
Al Teatro Palladium dell’Università Roma Tre, dal 18 al 20 marzo, un viaggio tra Brasile, Portogallo e Africa lusofona, dalle note di Chico Buarque alla Rivoluzione dei Garofani
Dal 18 al 20 marzo 2026 al Teatro Palladium arriva Lusofonie – Festival delle culture di lingua portoghese, un attraversamento di suoni, parole, immagini e memorie che mette in dialogo Brasile, Portogallo, Africa lusofona e Mediterraneo. Tre giorni per immergersi nelle molte anime della lingua portoghese, nei suoi ritmi e nelle sue storie, tra poesia, cinema, teatro e musica. Curato da Giorgio de Marchis e Maddalena Pennacchia, docenti del Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Straniere dell’Università Roma Tre, il festival nasce con l’intento di mostrare al pubblico italiano la varietà e la ricchezza delle culture che, in quattro continenti, si esprimono in lingua portoghese. Lusofonie non è solo un’area linguistica, ma uno spazio culturale plurale, attraversato da memorie coloniali, diaspore, scambi e trasformazioni. Un viaggio sulle traiettorie poetiche di Tatiana Faia con le note di Chrysanthi Gkika e Alessandro Luccioli, attraverso le canzoni di Chico Buarque interpretate da Susanna Stivali, in quartetto con Alessandro Gwis, Marco Siniscalco e Alessandro Marzi negli adattamenti di Max De Tomassi, seguendo i percorsi della chitarra di Julio Lemos, e accompagnati dalle immagini cinematografiche di Lusomovies e dalle fotografie di Paola Agosti che prendono vita nell’interpretazione teatrale delle studentesse e degli studenti del Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Straniere di Roma Tre.
Completano il percorso la presentazione del volume di Maristella Petti dedicato a Fabrizio de André e Chico Buarque (18 marzo) e l’incontro con la scrittrice brasiliana Aline Bei, che il 20 marzo dialogherà con il pubblico a partire dal suo recente romanzo Una delicata collezione di assenze (La Nuova Frontiera, 2026).
Si parte il 18 marzo con una carrellata che è già viaggio: alle 20.00 il concerto “Brasil Acústico” del chitarrista brasiliano Julio Lemos, virtuoso della chitarra a sette corde, che attraversa samba, bossa nova, choro-jazz, valsa-choro e frevo in un equilibrio raffinato tra tradizione e innovazione.
Il 19 marzo la parola poetica incontra la musica. Alle 17.00 l’incontro con la poetessa portoghese Tatiana Faia introduce il pubblico alla sua scrittura, tra dialogo con il mondo classico e inquietudini contemporanee. A seguire il reading “Parole atlantiche, note mediterranee”, in cui la voce poetica si intreccia alla lira di Istanbul di Chrysanthi Gkika e al daf di Alessandro Luccioli.
Alle 19.00 spazio al cinema con la V edizione di “Lusomovies”, festival del cortometraggio in lingua portoghese diretto da Gian Luigi De Rosa, che porta sullo schermo opere provenienti da Brasile, Portogallo, Angola, Mozambico e Capo Verde, in versione originale con sottotitoli in italiano.
Il 20 marzo il festival entra nel cuore della memoria europea. Alle 17.00 la lettura drammatizzata “Lisbona, la notte è finita!”, prima assoluta, racconta la Rivoluzione dei Garofani attraverso le fotografie di Paola Agosti. Il testo di Giorgio de Marchis, la messa in scena e regia di Sara Altoni e Ilaria Diotallevi, e l’interpretazione degli studenti del Dipartimento costruiscono un dialogo tra immagini, parole e musica con la partecipazione del coro “Inni e canti di lotta – Giovanna Marini”, diretto da Sandra Alos Cotronei.
Alle 20.30 il festival si chiude sulle note di “Caro Chico”, il progetto discografico di Susanna Stivali dedicato a Chico Buarque.
Il patrocinio del Museo Nazionale degli Strumenti Musicali e delle Ambasciate di Brasile e Portogallo conferma l’importanza di un appuntamento culturale che l’Università Roma Tre propone alla città nel suo teatro d’ateneo.
Biglietti: 10 euro (giornaliero) – 20 euro (abbonamento)
Riduzioni studenti Università Roma Tre disponibili
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DAL LOCALE AL GLOBALE
La musica dei popoli torna a Cremona: al via la XII edizione di "Dal locale al globale"
di Fulvia Caruso
Grazie alla generosità della Fondazione Walter Stauffer anche quest’anno avrà luogo la rassegna di lezioni-concerto Dal locale al globale presso il Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell’Università di Pavia, con sede a Cremona. Siamo ormai giunti alla XII edizione! Con un piccolo slittamento di un mese rispetto agli anni scorsi, anche quest’anno la rassegna vedrà cinque lezioni-concerto che alterneranno musicisti della tradizione popolare italiana a musicisti delle tradizioni orali straniere.
Si inizia il 27 novembre con Harris Lambrakis, che ci introdurrà alle musiche del nord della Grecia. Proseguiremo il 4 dicembre con Nicola Scaldaferri, etnomusicologo esperto – tra le altre cose – di zampogne del sud Italia, e concluderemo la serie di concerti del 2025 il 18 dicembre con il duo Valla-Scurati, magistrale esecutore di musiche delle Quattro Provincie. Nel 2026 riprenderemo a marzo con due incontri imperdibili: le Nuove quattro colonne, che ci presenteranno un particolarissimo repertorio multivocale di Rovigno d’Istria; e chiuderemo con Tarq Abu Salam, fine suonatore di oud, che ci introdurrà alla musica tradizionale della Palestina.
Se l’anno scorso la rassegna ha dato precedenza alle scuole con le lezioni concerto solo al mattino, questa dodicesima rassegna torna ad alternare lezioni-concerto alle 10.30 (Scaldaferri e Nuove quattro colonne) e alle 17.00, per consentire anche alla popolazione adulta di usufruire di queste occasioni uniche di incontro musicale.
Obiettivo di questa rassegna è di accentuare il potere della musica di viaggiare e abbattere confini geografici e culturali. Tradizioni che nascono e si radicano in un luogo, ma che viaggiano con le persone, e dialogano con altre musiche. Segni di appartenenza e allo stesso tempo di dialogo. Musiche diverse che sicuramente ci racconteranno storie simili e in alcuni casi anche sonorità simili, frutto di storie comuni, di confini variabili, confini politici ma non culturali. Come sempre, saranno non solo incontri musicali, ma anche incontri umani, in cui i musicisti oltre a condividere con il pubblico la loro musica, daranno un particolare accento alla loro esperienza personale di vita come musicisti. Cosa li ha spinti a scegliere un repertorio e/o uno strumento anziché un altro? Cosa li spinge a praticare una musica? Come hanno appreso quella specifica tradizione musicale? Queste sono solo alcune delle domande che si sentiranno fare da Fulvia Caruso, docente di Etnomusicologia e ideatrice della rassegna, da Alessio Giuricin, co-organizzatore di questa rassegna, e da chiunque del pubblico voglia fare domande.
Le lezioni-concerto sono ad ingresso libero e gratuito e per chi non potesse raggiungerci in presenza, sarà disponibile la diretta sul canale YouTube del dipartimento. La diretta rimarrà a disposizione per la visione anche dopo l’evento.
La musica della Grecia settentrionale apre la XII edizione a Cremona
Prenderà il via giovedì 27 novembre, alle ore 17:00, la dodicesima edizione della rassegna di lezioni-concerto di musiche di tradizione orale "Dal locale al globale" presso il Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell'Università di Pavia (Corso Garibaldi 178, Cremona). L’evento di apertura, intitolato "Musica e identità nelle Nuove Terre: uno sguardo sulla Grecia settentrionale", vedrà protagonista il musicista e ricercatore Harris Lambrakis e sarà incentrato sulle musiche del Nord della Grecia. Le "Nuove Terre" (Epiro, Macedonia e Tracia), annesse alla Grecia tra il 1913 e il 1920, rappresentano un crocevia storico e culturale di enorme complessità. L'integrazione di queste regioni ha portato nell'insieme della "musica greca" una moltitudine di nuove tradizioni, acuite dallo scambio di popolazioni del 1923, poiché molti nuovi abitanti giungono nella regione dall'Asia Minore, dal Ponto, dalla Tracia orientale e dai Balcani. Harris Lambrakis guiderà il pubblico attraverso questo vasto e variegato mosaico di tradizioni, dove musica, lingua e religione sono spesso diventate strumenti di rifugio e simboli di comunità. Ma allo stesso tempo anche luoghi di incontro tra diverse tradizioni. L'analisi si concentrerà in particolare sul suono degli strumenti a fiato tradizionali (zampogne, zurnas, kavali, tzamara, clarinetto, sassofono, tromba), strumenti potenti di espressione sonora, che testimoniano sia il passato pre-bellico sia il presente in costante mutamento di queste musiche. Il focus sarà sulla capacità delle musiche, nella loro costante mutazione, di mantenere una caratteristica fondamentale: unire le persone e creare legami, creare comunità, trasferire e realizzare il rapporto con il vecchio e creare il nuovo.
Come di consueto, l’ingresso è libero e gratuito. Per chi non potesse unirsi a noi, l'evento sarà trasmesso in diretta streaming e rimarrà disponibile sul canale YouTube del Dipartimento. La rassegna è ideata e coordinata da Fulvia Caruso, docente di Etnomusicologia del Dipartimento, e Alessio Giuricin, tutor dei corsi. Dal locale al globale è un’iniziativa resa possibile grazie al sostegno della Fondazione Walter Stauffer ed è patrocinata dal Comune di Cremona.
Per qualsiasi domanda scrivete all’indirizzo dallocalealgolbale@gmail.com.
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Festival Sete Sóis Sete Luas
Il Festival Sete Sóis Sete Luas presenta la stagione inverno–primavera 2025/2026, pronta a illuminare nuovamente il Centrum di Pontedera con un programma ricco di incontri, esposizioni e concerti dedicati alla cultura e alla musica del Mediterraneo. La stagione si inaugura venerdì 12 dicembre con la mostra dedicata ai 250 anni del Trattato di Pace Luso-Marocchino, accompagnata dall’apericena curata dalla chef Maria Menegato, che proporrà assaggi ispirati ai sapori mediterranei. In questa occasione, il pittore portoghese Gonçalo Condeixa realizzerà laboratori d’arte aperti al pubblico, offrendo a grandi e piccoli l’opportunità di creare insieme a un artista internazionale. A seguire, il concerto 100 Paredes rende omaggio al grande maestro portoghese Carlos Paredes, icona della chitarra portoghese e della musica d’autore. A febbraio, il pubblico potrà ammirare le opere della romena Cristina Savin, accompagnate dalle sonorità mediterranee del gruppo Quartetto Areasud. A marzo, il Centrum propone una serata tutta al femminile, dedicata a artiste, chef e musiciste: saranno protagoniste le opere di Chantal & Séverine, artiste europee che uniscono colori e sensibilità contemporanee, e la voce intensa della siciliana Luisa Briguglio, per un evento all’insegna della creatività e della partecipazione femminile. In aprile, l’apericena anticiperà l’energia travolgente de La Banda del Sud, formazione musicale pronta a far ballare il pubblico con i ritmi e gli strumenti della tradizione del Meridione. La stagione si concluderà sabato 16 maggio con l’arte vivace e ironica della croata Ana Kolega, accompagnata dalla musica del duo Sansano–Decarolis, che porterà sul palco la vitalità della tradizione musicale campana. Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito e si svolgeranno al Centrum Sete Sóis Sete Luas, in Viale Rinaldo Piaggio 82, Pontedera.
Prenotazione obbligatoria per le degustazioni al 3887583081 (Tel e whatsapp).
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MONTELAGO CELTIC FESTIVAL
Taverne di Serravalle di Chienti (MC)
XXIII edizione - dal 5 all’ 8 AGOSTO 2026
MCF 2026: Early Bird già esauriti, ora la line-up della XXIII edizione
Si apre ufficialmente la strada verso Montelago Celtic Festival, in programma dal 5 all’8 agosto 2026 a Taverne di Serravalle di Chienti (MC). A inaugurare il conto alla rovescia è stata l’Early Bird, prima tranche di prevendita dei biglietti, andata sold out in appena due ore. Il 6 aprile sarà la volta della Spring Offer, con altri 4.000 ingressi pronti sia per chi torna, sia per chi partecipa per la prima volta a uno dei pochi festival italiani in stile anglosassone: campeggio libero, musica senza sosta e un’atmosfera unica immersa tra i Monti Sibillini. Capace di attraversare mondi sonori diversi restando saldamente ancorata allo spirito folk, la XXIII edizione si presenta con una line-up di respiro internazionale. A partire dagli Eluveitie, autentico punto di riferimento del folk metal europeo: la band svizzera fonde strumenti tradizionali celtici, chitarre, melodie ancestrali e una potenza che ha conquistato i grandi palchi internazionali. A Montelago presentano l’ultimo album Ànv, compendio di oltre 20 anni di intenso coinvolgimento nel mondo celtico-pagano, sapientemente raccontato alle generazioni moderne. Accanto a loro l’energia visionaria dei Rhapsody of Fire, che, con 14 album in studio, sono i pionieri del symphonic power metal italiano, l’incrocio perfetto fra riff e hook metal grintosi e ossessivi ed elementi sinfonico-orchestrali. Da Berlino invece arrivano gli In Extremo, veri e propri maestri nel mescolare rock duro, strumenti medievali e lingue antiche, il loro Middle Age Metal, completo di inni da cantare in coro, ha fatto guadagnare alla band le prime posizioni nelle classifiche nazionali, trasformando le centinaia di performance nei festival più noti, compresi quelli leggendari come il Wacken Open Air, in eventi di culto. Dall’Irlanda si affaccia, poi, il fenomeno The Scratch, quartetto che ha inventato un genere con influenze metal, prog, folk perfino psychobilly, ma sfugge a qualsiasi etichetta, unendo tradizione e underground. Il loro Mind Yourself è stato nominato per il Choice Music Prize, la band è stata recentemente inserita da The Independent tra le Top 10 Bands to Watch in 2026, prima di Montelago saranno headliner negli USA, Regno Unito e Australia. Tornano i Folkstone, alfieri del folk metal tricolore che accostano strumenti antichi quali cornamuse, arpa, flauti, bouzouki e ghironda con una granitica base rock metal e testi in italiano; e poi il trio francese dei Ciac Boum, band di riferimento del balfolk europeo, capaci di trasformare ogni concerto in una festa collettiva fatta di divertimento, danza e tradizione reinventata. Il cuore più profondo della musica tradizionale pulsa invece grazie a formazioni leggendarie come le finlandesi Värttinä fondata dalle sorelle Sari e Mari Kaasinen, custodi di una tradizione vocale antichissima, autentica e ipnotica. E poi gli anglo-irlandesi Lúnasa, tra le band più influenti e raffinate della scena folk mondiale, si sono esibiti alla Carnegie Hall di New York, al Glastonbury Festival e alla Bercy Arena di Parigi: la rivista MOJO li ha nominati “i nuovi dei della musica irlandese”, mentre Billboard ha scritto che “chiunque li ascolti non può fare a meno di trovarli contagiosi”. Fedeli allo spirito montelaghista, arrivano gli inimitabili Steve ’n’ Seagulls, pronti a stupire e far sorridere con le loro travolgenti versioni bluegrass e folk dei capolavori rock e metal.
Il direttore artistico Michele Serafini: “Montelago, alla sua ventitreesima edizione, è ormai una strana bestia nel panorama italiano dei festival: poco tradizionale dal punto di vista dei festival folk, molto radicato e poco convenzionale dal punto di vista dei festival mainstream. Lavoriamo con le più grandi agenzie di booking europee per portare nell'Appennino gruppi che, se toccano l’Italia, raramente lo fanno fuori dai grandi centri urbani del Nord. Ma al contempo si fa scouting continuo tra le strade e i pub per portare il meglio delle nuove proposte ancora non intaccate dallo show business. Ecco allora che accanto a nomi storici della tradizione come Lúnasa e Värttinä, abbiamo voluto band come Mec Lir, Talisk e The Scratch che rappresentano il new trad più estremo di Irlanda e Scozia. E ancora, senza headliner e nello stesso bill, ci piace mettere a braccetto le nuove note del californiano Elias Alexander con lo storico folk metal degli Eluveitie, le gighe dei Gadan e l’esperienza ultradecennale degli In Extremo, dei Folkstone, degli Steve ‘n’ Seagulls e dei Rhapsody of Fire.” E ancora: Trinaluna, Dj Gandalf, Elias Alexander, Lou Tapage, Gadan, Tralala Lovers, Mortimer Mc Grave, Half Man Half Not, Mec Lir, Folkamiseria, Malembà, Resonance, TRAM, Tersycore, Talisk, City of Rome Pipe Band, The Cloverhearts, Uncle Bard & the Dirty Bastards, una costellazione variegata di artisti per un totale di 36 concerti distribuiti in 5 palchi. Come sempre la musica è solo una parte dell’esperienza nei 54 ettari di Montelago: area camping e villaggio resort, workshop e attività outdoor, danze, giochi, cammini, accampamenti storici, cerimonie celtiche, spazi culturali, conferenze, cinema, mercato artigianale, area gastronomia e una costante attenzione alla sostenibilità ambientale rendono Montelago un evento unico nel suo genere, riconosciuto e amato da una comunità che ogni anno si rinnova. Montelago Celtic Festival è un evento firmato La Catasta e organizzato in collaborazione con Regione Marche, Provincia di Macerata, Comune di Serravalle di Chienti (MC), Cosmari, Contram, Università di Camerino, Università di Macerata, Protezione Civile e Croce Rossa.
Info e prevendita: www.montelagocelticfestival.it
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I Nomadi e Angelo Branduardi al Castello di Udine per Folkest
Aperte le prevendite
Sono aperte le prevendite per due degli appuntamenti più attesi di Folkest 2026: i concerti de I Nomadi e di Angelo Branduardi, entrambi in programma l’estate prossima al Castello di Udine (Piazzale della Patria del Friuli 1), rispettivamente il 27 giugno e il 21 luglio prossimi. Le prevendite sono già attive per entrambi gli eventi. I biglietti sono disponibili online sul sito del Festival, su TicketOne e presso la biglietteria fisica di Carpacco, frazione di Dignano, al Centro Commerciale “Le Torri”, aperta dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 17 (tel. +39 0432 1723158 – cell. +39 335 1202124 – email: biglietteria@folkest.com).
Più nel dettaglio: I Nomadi, una delle realtà più longeve della musica italiana, sono in programma sabato 27 giugno 2026 alle ore 21:15. Attivi dal 1963 a livello internazionale, per anzianità di servizio, sono preceduti soltanto dai Rolling Stones. In oltre sessant’anni di carriera la band emiliana ha pubblicato 52 lavori discografici tra album in studio, live e raccolte, raggiungendo oltre 15 milioni di copie vendute. Nel corso degli anni si è sviluppata attorno alla loro musica una comunità di pubblico ampia e fedele: oltre cento fan club sparsi in tutta Italia e numerose cover band riconosciute testimoniano un seguito che attraversa generazioni diverse. I concerti dei Nomadi continuano infatti a riunire fan storici e nuovi ascoltatori, mantenendo vivo un legame che dura da decenni. La storia della band è stata accompagnata fin dagli inizi anche da un forte impegno sociale e umanitario, con numerose iniziative solidali promosse nel tempo e sostenute attraverso la musica. Dopo dieci anni dall’ultimo album dal vivo, i Nomadi sono tornati recentemente con un nuovo progetto live pubblicato in doppio vinile, CD e formato digitale. Un lavoro che riporta al centro la dimensione del concerto, da sempre l’anima della band: il luogo in cui le canzoni prendono forma davanti al pubblico e dove l’energia del live diventa parte integrante del racconto musicale. La formazione attuale dei Nomadi è composta da Beppe Carletti (tastiere, fisarmonica e cori), Cico Falzone (chitarre e cori), Sergio Reggioli (violino e voce), Massimo Vecchi (basso e voce), Yuri Cilloni (voce) e Domenico Inguaggiato (batteria).
Storico amico del festival, Angelo Branduardi sarà in concerto martedì 21 luglio 2026 alle ore 21:15 nella stessa suggestiva cornice del Castello di Udine con Il Cantico, il suo progetto musicale dedicato a San Francesco negli 800 anni dalla morte: un viaggio musicale e spirituale attraverso la vita e le parole di San Francesco d'Assisi, figura iconica di luce, povertà, letizia e poesia. “La vita di San Francesco d’Assisi - come racconta lo stesso Branduardi - é quella di un uomo che diventa Santo... un uomo (e quindi un Santo) che sceglie la gioia di vivere, la raccomanda ai suoi discepoli, ama la povertà 'mai disgiunta dalla letizia'... Francesco é oggi più che mai Santo, ma è anche grande poeta; amava cantare e lo faceva spesso, anche da solo... io ho provato a ridare voce alle sue parole perché si possa di nuovo cantarle.” Il Cantico sarà un'occasione per rivivere la profondità del messaggio francescano e lasciarsi ispirare dai temi contemporanei che San Francesco, già nel suo tempo, sapeva incarnare con straordinaria modernità: povertà, ecologia, amore per la vita e accoglienza. Cantautore, violinista e compositore, Branduardi ha costruito nel corso della sua carriera uno stile unico e riconoscibile, capace di unire la tradizione folk e la sensibilità della canzone d’autore italiana. Sul palco insieme a lui ci saranno Fabio Valdemarin alle tastiere, Nicola Oliva alle chitarre, Stefano Olivato al basso e Davide Ragazzoni alla batteria. Le prevendite sono già attive per entrambi gli eventi. I biglietti sono disponibili online su TicketOne e presso la biglietteria fisica di Carpacco, frazione di Dignano, al Centro Commerciale “Le Torri”, aperta dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 17 (tel. +39 0432 1723158 – cell. +39 335 1202124 – email: biglietteria@folkest.com).
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ACOUSTIC GUITAR VILLAGE
L’Acoustic Guitar Village a Cremona Musica 2026 presenta il programma delle masterclass di liuteria, il concorso per emergenti "New Sounds of Acoustic Music", "Cremona Acoustic Blues Meeting" e tanti altri eventi sempre in aggiornamento!
Dal 2 al 4 ottobre 2026, l’Acoustic Guitar Village torna all’interno di Cremona Musica con un programma di formazione sulla liuteria dedicato a liutai, costruttori professionisti e amatoriali e appassionati in genere. La masterclass di quest'anno, seguendo molte richieste pervenute, sarà particolarmente incentrata sulla riparazione e restauro di chitarre acustiche e altri strumenti a plettro e pizzico. Docenti saranno i Maestri Liutai DOUG & SHARON PROPER (Usa), proprietari e gestori di The Guitar Specialist, Inc., un rinomato laboratorio di riparazione e restauro nella contea di Westchester, New York, e IAN DAVLIN (Usa), fondatore di The Looth Group, una community online e piattaforma educativa per liutai, riparatori professionisti e costruttori di utensili. Tre giorni di formazione intensiva per due percorsi: ritastatura professionale, dalla preparazione della tastiera alla ricoronatura finale, e stampa 3D applicata alla liuteria, dalla modellazione alla stampa dei prototipi. Entrambi combinano teoria, dimostrazioni pratiche e momenti di confronto diretto, per strumenti concreti da usare subito nel lavoro quotidiano. Per maggiori informazioni, i programmi dettagliati e i moduli di iscrizione consultate il nostro sito web: https://acousticguitarvillage.net/cremona-2026/corsi-di-formazione-workshops-masterclasses-2026/
iscrizioni: info@armadilloclub.org
MASTERCLASS DI PERFEZIONAMENTO PER MANDOLINO
Domenica 4 ottobre all'AGV masterclass didattica di perfezionamento per mandolino tenuta dal Maestro Carlo Aonzo!
Per maggiori informazioni e programma consultate il nostro sito web: https://acousticguitarvillage.net/cremona-2026/corsi-di-formazione-workshops-masterclasses-2026/
Per iscrizioni scrivere a giulia.alliri@gmail.com
info@accademiamandolino.com
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