Festival World e Trad

I principali festival folk, world e trad 


VIA DEL CANTO
FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLE MUSICHE DAL MONDO
31 OTTOBRE  - 3 NOVEMBRE
FANO | PESARO

Due città, quattro giorni di eventi, concerti, spettacoli e workshop alla scoperta dei migliori suoni dal mondo. Via del Canto, il festival internazionale delle musiche dal mondo, torna dopo il successo dello scorso anno firmando la sua seconda edizione, dal 31 ottobre al 3 novembre, nei più bei luoghi di Fano e di Pesaro. Dalla "signora" della musica sefardita Françoise Atlan, alla rumba gitana dalle influenze maghrebine di Labess, per la prima volta in Italia; dal cantante, cantautore e polistrumentista togolese Arsene Duevi, lo “sciamano dell’Africa nera”, alla musica còrsa dei Barbara Furtuna, senza dimenticare le tradizioni popolari italiane con la cantante Gabriella Aiello, Via del canto offre uno sguardo a 360 gradi sullo scenario della world music internazionale. Una scelta di stile che ha reso il festival ideato e diretto da Anissa Gouizi e Frida Neri, un importante presidio di culture e strumento d’integrazione della comunità locale e dei centri di accoglienza dei migranti, direttamente coinvolti nella produzione dell’evento. Ancora una volta particolare attenzione è rivolta alla valorizzazione dei talenti più giovani, attraverso il OneBeat Contest, il cui vincitore vedrà la produzione del suo brano insieme al noto musicista e polistrumentista di origine nigeriana Devon Miles, e alla formazione, grazie alla programmazione di workshop tenuti dagli stessi artisti ospiti del del festival. Il programma dei concerti serali si apre giovedì 31 ottobre alle ore 21.30 al Teatro sperimentale di Pesaro, con Labess, l’ensemble dalla doppia “radice” che affonda nelle due terre di Algeria e Quebec. La band – il cui nome in arabo significa «va tutto bene»- arriva per la prima volta in Italia dopo avere calcato i palcoscenici dei più importanti festival internazionali, imponendosi sulla scena contemporanea per uno stile unico, che fonde sapientemente i ritmi della rumba gitana, con il flamenco e la musica tradizionale del Nord Africa, come il Gnawa e lo Chaabi. Il suo leader e fondatore, il cantante Nedjim Bouizzoul canta in egual modo in arabo, la sua lingua madre, in francese o spagnolo, raccontando storie autentiche (l’esilio, la gioia e le difficoltà dell’integrazione), che oscillano tra realismo e speranza, dolcezza e ira. Venerdì 1 novembre al Teatro di San Costanzo a Fano alle ore 21.30, sarà la volta di Françoise Atlan, la gran signora della musica sefardita. Artista dalle radici ebraiche e berbere, con un curriculum eccellente e una carriera da soprano nel mondo della lirica, ha portato i suoni della tradizione dell’antica “Sefarad”- l’antica Spagna medievale degli ebrei- in giro per il mondo e nei teatri più prestigiosi come il Carnegie Hall a New York, il Teatro La Monnaie di Bruxelles, la Royal Albert Hall di Londra. I suoi brani - in arabo, ebraico spagnolo e in ladino (lingua sefardita) - narrano la diaspora degli ebrei cacciati dall'Andalusia nel XV secolo, raccontano dell’amore terreno e di quello divino, alludendo alla tradizione mistica della Kabbalah ebraica, e sono “cantate con raffinata passione collegando la limpida eleganza del Canto rinascimentale agli elaborati ornamenti della musica mediorentale”. (New York Times). Françoise Atlan sarà protagonista anche di una performance di canti sefarditi insieme agli allievi del suo workshop, nella stessa giornata di sabato, alle ore 18.30 alla Pinacoteca San Domenico di Fano. Tra gli artisti più interessanti in programma, sabato 2 novembre alle ore 21.30 al Teatro sperimentale di Pesaro ci sono senz’altro i Barbara Fortuna, il quartetto còrso che è impossibile catalogare in un unico registro stilistico. Fedeli allo spirito del canto corso che rivisitano grazie alle proprie composizioni originali, i Barbara Fortuna - il cui nome si riferisce al crudele destino di coloro i quali sono stati costretti all'esilio- hanno all’attivo collaborazioni con noti artisti come i tenori Plàcido Domingo e Roberto Alagna, l'ensemble barocco l’Arpeggiata, il Duo Belem. Tutti progetti e collaborazione eterogenee che dimostrano l’eclettismo di un gruppo che vive in scena e parla a un pubblico di ogni generazione e nazionalità. Dall’Africa occidentale, domenica 3 novembre alle ore 21.30 approderà sul palco di Santa Maria del Gonfalone a Fano, lo “sciamano dell’Africa nera” Arsene Duevi, che per l’occasione, dividerà il palcoscenico con la cantante Gabriella Aiello, ricercatrice di tradizioni popolari italiane e voce storica dei Tamburi del Vesuvio di Nando Citarella, in un inedito duetto che mette in dialogo per la prima volta due voci e due mondi: un concerto sperimentale aperto alla contaminazione di generi, stili e tradizioni. Cantante, cantautore e polistrumentista Togolese Duevi è un vero incantatore, capace di ammaliare il pubblico con la sua musica che è un inno alla vita, alla multiculturalità, alla ricchezza dello scambio. L’artista è anche direttore di coro, educatore ed etnomusicologo (in Africa Occidentale ha condotto una minuziosa ricerca sui ritmi e i canti locali). Dopo essere stato direttore del coro della Cattedrale di Lomé (Capitale del Togo), in seguito ad avventurose vicissitudini arriva a Milano nel 2002. Risale al 2010 il suo debutto discografico con La Mia Africa che ottenendo plausi e consensi di pubblico e critica, lo porta ad esibirsi per concerti in tutta la penisola ad un ritmo sempre più incalzante. Nell’ultimo acclamato album Haya, Arsene Duevi si racconta con undici nuove canzoni intrise di proverbi africani, citazioni e omaggi a Fabrizio De Andrè e Bob Marley, in tre lingue, tutte sue in modo uguale, dove ricorrono i suoi temi prediletti: la pace, la giustizia e i diritti umani. Sul versante della formazione, oltre dieci sono i workshop aperti a ogni livello di formazione e tenuti da alcuni degli artisti in programma. Fra questi il workshop Canti sefarditi con Françoise Atlan il workshop di canto con Gabriella Aiello, quello con Arsene Duevi, e infine quello col batterista, percussionista e produttore Gennaro Scarpato. Tutti i workshop si svolgeranno durante le giornate dal 1 al 3 novembre in tre aule dislocate nel centro di Fano. Via del canto, come progetto non soltanto artistico ma anche piattaforma di progettazione culturale e sociale, ancora una volta lancia un messaggio di apertura, inclusione e valorizzazione di tutto ciò che è legato all'incontro con l'altro, in tutte le sue forme. In quest’ottica il festival si completa con la sezione Fuorifestival, che promuove il convegno “indivisibili”, a cura dell’associazione Millevoci, con il sostegno del Cvs e in collaborazione con alcune delle associazioni più attive nel terzo settore come Millemondi, Amici del Quilombo, Emergency Fano, La città della gioia, Apito Marche. Il focus del convegno, in programma sabato 2 e domenica 3 novembre, dalle 9.30 alle 13.00, raccoglie e valorizza il racconto di chi agisce nella società civile cercando di dare voce e presenza all'altro, alle categorie fragili e ai margini. Verranno messe in evidenza buone prassi dal basso che hanno avuto luogo in Italia e nella provincia di Pesaro –Urbino, attraverso le testimonianze dirette di persone comuni e attivisti, arrivati da ogni parte d’Italia. Tra gli ospiti più attesi la giovane attivista italo-marocchina per i diritti umani Nawel Soufi che parteciperà ai lavori di domenica 3 novembre. Attualmente attiva sulla rotta balcanica, "l'angelo dei profughi" Soufi, ha aiutato oltre 20 mila migranti arrivati attraverso il Mediterraneo, ricevendo il premio dal Parlamento Europeo come Cittadino Europeo dell'anno e il Premio Volontariato internazionale Focsiv. La II edizione di Via del Canto è prodotta dall’associazione AnimaFemina in collaborazione con Sprar Pesaro, Comune di Fano, Comune di Pesaro, rete dei teatri delle marche Amat,  Ass. Politiche sociali del Comune di Fano, Ass. Pari opportunità del Comune di Fano, Ass. Politiche sociali del Comune di Pesaro, Ass. Pari opportunità del Comune di Pesaro, Consiglio regionale delle Marche, Regione Marche, Università per la pace, Labirinto, Millevoci, L'africa Chiama, Csv, Migrantes, Apito, Noi mondo tv, Fondazione Wanda di Ferdinando, Millemondi, Bcc Fano.

PROGRAMMA

Giovedì 31 ottobre
h 18.00 Opening Act – Osteriachebici Pesaro
ingresso libero
h 19.00 OneBeat Contest – teatro sperimentale di Pesaro
Sfida dei cinque giovani artisti scelti attraverso il concorso musicale indetto da Via del Canto in collaborazione con la fondazione Wanda di Ferdinando sulle nuove scritture. Il vincitore vedrà la produzione del suo brano insieme al produttore e musicista Devon Miles. 
ingresso libero
21.30 Labess -  Teatro sperimentale Pesaro
L'artista algerino Labess canta l'esilio, ripercorrendolo tra gioie e difficoltà.Il suo repertorio è una fusione di rumba gitana, flamenco e musica tradizionale del nord Africa.
ingresso euro 10 posto unico
23.30 Jam Session Osteriachebici Pesaro
ingresso libero

Venerdì 1 novembre
Workshops 10-13 15-17 - 50 euro per corso
Workshop canti sefarditi con Françoise Atlan - sala della Concordia Fano
Via del canto kids #1 – Fabio Mina e i flauti dal mondo (dedicato alla fascia di età 0-3) a cura di Fano Città dei bambini, con Giorgio Caselli
Museo del Palazzo Malatestiano, Sala Morganti Fano (16-18) 
h 18.30 aperitivo Via del Canto con Jabel Kanuteh - Osteriachebici Pesaro
h 21.30 Concerto serale: Françoise Atlan -  Teatro della Concordia  San Costanzo 
La voce di questa artista famosa per il suo stile espressivo unico nel suo genere, narra di tutte le influenze che attraversano le sue radici: dalla cultura ebraica a quella berbera e araba  ebraica a quella berbera e araba.
ingresso ad offerta

Sabato 2 novembre
h 9.30-13 FuoriFestival_Convegno In(di)visibili
Invisibili sono gli ultimi, gli emarginati, gli alienanti come le piccole azioni che nascono dal basso e con forza esplosiva portano a migliorare condizioni di vite altrimenti al limite. Indivisibili sono tutte le persone che lottano insieme contro i soprusi, la solitudine, la superficialità, dando così una voce ed un volto a chi non ne ha. A cura di ass. Millevoci in collaborazione con il comune di Fano (servizi educativi-Cremi-Servizi Sociali), ass. Apito Marche, Emergency Fano, ass. La città della gioia, aps. Millemondi, ass. Amici del Quilombo, Consulta della Cultura Fano.Finanziato da Csv Marche. Paolo Francesco Capodaglio (medico Hotel House Porto Recanati) – Essere medici all'Hotel House, Musli Alievski (attivista Stay Human) – Il significato di appartenere oggi al popolo rom, Daniele Gramolini (La città della gioia) – Il walzer delle candele: dall'emergenza abitativa all'autonomia, Don Alessandro Messina (ufficio pastorale Migrantes Fano) – A braccia aperte, Claudia Moschini (operatrice Caritas) – Il centro di ascolto, centro di relazioni
Palazzo Gradari Pesaro
ingresso libero
Workshops 10-13 15-17
Workshop canti sefarditi con Françoise Atlan - sala Concordia Fano
Workshop canti di tradizione orale con Gabriella Aiello - sala del coro polifonico Malatestiano Fano
Via del canto kids #2 – Jabel Kanuteh kora e canti dal West Africa (dedicato alla fascia di età 3 -6) a cura di Fano città dei bambini con Giorgio Caselli
Sala Morganti 16-18
h 18.30 Performance degli allievi del workshop di canti sefarditi con Françoise Atlan - Pinacoteca San Domenico Fano
ingresso libero

h 21.30 Concerto Barbara Furtuna. Teatro sperimentale Pesaro
Il quartetto vocale corso Barbara Furtuna – composto da Jean-Philippe Guissani, Maxime Merlandi, André Dominici et Fabrice Andreani vanta grandi collaborazioni internazionali, grazie alla sua fedeltà alla musica tradizionale e al suo contemporaneo spirito di innovazione.
Ingresso 10 euro posto unico
H 23.30 Jam Session Osteriachebici Pesaro
ingresso libero

Domenica 3 novembre
h 9.30-13 FuoriFestival_Convegno in(di)visibili:
Invisibili sono gli ultimi, gli emarginati, i vulnerabili, come invisibili sono le piccole azioni che nascono dal basso e con forza esplosiva portano a migliorare condizioni di vite altrimenti al limite. Indivisibili sono tutte le persone che insieme e unite lottano contro i soprusi, la solitudine, la superficialità, dando così una voce ed un volto a chi non ne ha. A cura di ass. Millevoci in collaborazione con il Comune di Fano (servizi educativi-Cremi, Servizi Sociali). Elena Damiani (volontaria Emergency Fano) – Il “fare semplice”: la persona comune nel volontariato. Nawal Soufi (attivista per i diritti umani) – Nawal, la voce delle persone migranti, Elisa Torre (Bar Hobbit Ventimiglia) – La mia esperienza al confine, Doriano Catalani (insegnante) – A casa di Doro, Mounya Allali (ricercatrice universitaria) – Interazione oltre i confini
Sala della Concordia Fano 
ingresso libero
Workshops h 10-13 e 15-17
Workshop Gabriella Aiello - sala del coro polifonico Malatestiano
Workshop Arsene Duevi e Gennaro Scarpato – Santa Maria del Gonfalone Fano
Via del canto kids #3 – Francesco Savoretti e le percussioni dal mondo (dedicato alla fascia di età 6-99) a cura di Fano città dei bambini con Giorgio Caselli
Museo del Palazzo Malatestiano, Sala Morganti Fano 16-18
h 18.30 aperitivo osteriachebici Pesaro
Loris Ferri - Antonella Gentile - Gemma Salvatori - Maria Forgione “voci di donne”
ingresso libero 
h 21.30 Concerto finale
Arsene Duevi e Gabriella Aiello,  Chiesa di Santa Maria del Gonfalone, Fano
Due tradizioni a confronto: i canti ed i poliritmi di Arsene Duevi, cantante e grande sperimentatore vocale, incontrano i canti di tradizione orale di una delle più belle voci della musica popolare, quella di Gabriella Aiello, interprete e ricercatrice. I due artisti saranno accompagnati dal noto percussionista Gennaro Scarpato. In collaborazione con Musicamorfosi
ingresso 10 euro
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Torna il Festival Umbria in Voce: festa del canto unica nel suo genere, volta alla sperimentazione e all’inclusione con artisti internazionali e una dedica a Demetrio Stratos
Dal 3 al 10 novembre a Gubbio la V edizione del festival che celebra lo strumento musicale per eccellenza, la voce, con concerti, seminari, conferenze e laboratori con artisti internazionali e italiani di altissimo livello e aperti a tutti, all’insegna dell’inclusione, della socialità e della sperimentazione artistica con una dedica a Demetrio Stratos.

Torna a Gubbio dal 3 al 10 novembre il festival Umbria in Voce, “festa della voce” unica nel suo genere che quest’anno giunge alla sua V edizione con un cartellone artistico di altissimo livello, grazie alla presenza di artisti internazionali e molteplici eventi aperti a tutti, tra cui concerti, conferenze, seminari, laboratori e presentazioni. Organizzato dall'Associazione Archè con il sostegno del Comune di Gubbio e in collaborazione con un gruppo di cittadini volontari, il Festival è stato ideato dalla cantante e performer Claudia Fofi che ne cura la direzione artistica, e ha ospitato negli anni grandi artisti della voce e della parola come John De Leo, Franco Arminio, Albert Hera, Mauro Tiberi, Keba Sech e Marta Raviglia. Unica nel suo genere, la manifestazione apre al pubblico e ai suoi partecipanti la possibilità di sperimentare nuovi linguaggi e di creare un luogo di incontro fisico e di gioia genuina tra le persone: funzione che un tempo era svolta dal canto popolare o di tradizione orale e che vuole essere attualizzata creando delle “comunità cantanti” in cui le persone si incontrano per vivere delle occasioni formative di altissimo livello, sempre aperte a tutti e non per specialisti. Un evento che diviene dunque propulsore sociale, attivatore di relazioni, creatore di benessere immateriale. La manifestazione ha ricevuto anche il patrocinio della SIAF, per cui è previsto il rilascio di 50 crediti formativi ECP per coloro che parteciperanno a tutta l’esperienza. Location d’eccezione, le Sale dell’ex Refettorio di una delle biblioteche più antiche d’Italia: la Biblioteca Sperelliana, uno dei tanti patrimoni artistici dell’incantevole città di Gubbio. Il programma della V edizione si conferma denso di appuntamenti d’eccellenza e si pregia anzitutto di due importanti presenze di alto livello internazionale, che incarnano la dedica del festival al grande artista e sperimentatore della voce Demetrio Stratos, di cui quest’anno ricorre il quarantennale dalla scomparsa. Primo tra gli ospiti, il vietnamita Tran Quang Hai, il più grande esperto e maestro al mondo del canto difonico: una tecnica vocale di origine sciamanica diffusa in Mongolia, in Siberia e in Sudafrica che ha introdotto nella musica contemporanea ricevendo molti riconoscimenti internazionali. Raffinato interprete delle tradizioni musicali dell’Estremo Oriente, è stato maestro - tra gli altri - di Demetrio Stratos, e dal 1968 fa parte del gruppo di ricerca del CNRS, dipartimento di musicologia presso il Musée de l’Homme di Parigi. Sabato 9 novembre alle 13.30 sarà protagonista del seminario “Overtune singing e canto difonico”, della durata di 5 ore (info: umbriainvoce@gmail.com). Altro ospite attesissimo è il fenomeno musicale Anna Maria Hefele: cantante, polistrumentista e compositrice tedesca, protagonista del video virale “Polyphonic Overtone Singing”. Il suo è un canto che si muove tra diverse tecniche – dalla musica classica al canto armonico – accompagnandosi con strumenti inusuali come l'arpa e la fascinosa e ipnotica nyckelharpa svedese. Per Umbria in Voce sarà protagonista sabato 9 novembre alle 21.30 del concerto “Longing” per arpa e voce, presentando la sua versatilità vocale in un “solo” che pochi cantanti al mondo possono affrontare con disinvoltura e vera bravura: dal folklore scandinavo e italiano del XVI secolo a Brian Eno, passando per composizioni originali in un unico viaggio che porta il pubblico in un mondo misterioso in cui il virtuosismo è al servizio della partecipazione emotiva e del mondo etereo e sognante di questa magnifica artista. Nel programma, consultabile sul sito del festival www.umbriainvoce.it, sono presenti oltre ai concerti anche molti eventi e laboratori pensati per bambini, adulti, ragazzi, anziani: improvvisazione vocale, Mindfulness, uno “spazio per il corpo della voce e la voce del corpo” con Domenico Castaldo, la bellissima performance del poeta Franco Arminio - inventore della Paesologia amatissimo nel web e non solo, un laboratorio di canti siciliani, e un incontro di voci tra italiani e stranieri dei centri di accoglienza di Gubbio e Perugia condotto da Claudia Fofi. Proprio in questa occasione verrà presentato in prima assoluta il videoclip “La valigia dello straniero” che vede protagonisti, oltre Claudia Fofi e i suoi musicisti, il gruppo di richiedenti asilo e i luoghi della città di Gubbio, che ospita negli anni lo sviluppo di questa importante manifestazione. Dedicata a Demetrio Stratos anche la conferenza di venerdì 8 novembre alle ore 17.30 “Riflessioni intorno alla ricerca vocale con un omaggio a Demetrio Stratos a quarant'anni dalla scomparsa”, a cui interverranno Giancarlo Palombini (etnomusicologo dell’Università di Perugia), il pedagogista Raniero Regni, il Direttore artistico del festival Claudia Fofi, il giornalista Enrico Tribbioli, Moreno Barboni (Docente di Teoria e Metodo dei Mass Media all’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia) e il regista e documentarista Giuseppe Sterparelli. Tra gli altri incontri, la presentazione del libro “Roberto Nicolosi. Un grande maestro del jazz”, frutto di una ricerca del musicista Paolo Ceccarelli, con la partecipazione della cantante Sara Jane Ceccarelli e del giornalista Alfredo Gasponi.


CONTATTI
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Associazione Culturale Tourbilion, in collaborazione con MACRO Asilo,
presenta
Viaggi Musicali
Foyer MACRO Asilo, Via Nizza, 138 – 00198 Roma
INGRESSO GRATUITO

Sarà il musicista italo-togolese ARSENE DUEVI ad aprire la rassegna Viaggi Musicali, a cura dell’Associazione Culturale Tourbilion in collaborazione con MACRO Asilo. La rassegna Viaggi Musicali proporrà da settembre e novembre 5 concerti di world music, jazz e musica improvvisata nel foyer del Museo MACRO. Condividendo in pieno il progetto sperimentale del MACRO Asilo, come un vero e proprio organismo vivente, “ospitale” e relazionale, la rassegna ospiterà artisti provenienti da culture diverse e contemporanee e accompagnerà il pubblico in mondi lontani attraverso sonorità nuove e spesso visionarie, tutte da scoprire. Si inaugura sabato 7 settembre con ARSENE DUEVI solo Shaman Showman (Togo/Italia). Arsene Duevi cantante, direttore di coro, chitarrista e bassista, con 15 anni di vita in Italia seduce con i suoni che mescolano Africa e Europa, jazz e world music, cantautorato e improvvisazione. In solo chitarra e voce con una loop station è capace di aprire orizzonti, stupire e emozionare con i colori caldi della sua voce nera. Si prosegue sabato 14 settembre con DUDÚ KOUATE solo “AFRICATION” (Senegal) special guest HOUCINE ATAA (Tunisia). Griot figlio di griot, custode ed erede di una tradizione millenaria, Dudù Kouate (voce, percussioni, liuto berbero, flauti) ci conduce alla radice dei suoni degli elementi della terra. Si unisce in questo viaggio la voce carismatica di Houcine Ataa, cantante arabo solista dell’Orchestra di Piazza Vittorio. Ampio spazio si darà alla musica jazz e improvvisata con NU DUET composto da Giovanni Di Cosimo – tromba/effetti e Arturo Valiante – tastiere (5 ottobre), un duo che spesso diventa dialogo a tre in cui l’elettronica è voce interiore, contrasto, sovrapposizione. Verrà presentato Filles  (RaiCom) il loro ultimo lavoro discografico, un disco  dedicato alle "ragazze", alle figlie, alle donne. E ancora HOBBY HORSE (26 ottobre), un trio collettivo fra i principali esponenti della nuova scena creativa e sperimentale del jazz in Italia composto da Dan Kinzelman – sax tenore, clarinetti, voce, Joe Rehmer – basso, voce e Stefano Tamborrino – batteria, voce. Chiuderà la rassegna il DUO BOTTASSO e SIMONE SIMS LONGO “Biserta e altre storie”(23 novembre) vincitori del premio Miglior Album Giovani 2018 nell'ambito del "Premio Nazionale Città di Loano per la musica tradizionale italiana". La collaborazione del duo folk dei fratelli Bottasso accanto al musicista elettronico e sound designer Simone Sims Longo, si incontra nell'ambito del documentario “Biserta. Storia a spirale” per il quale hanno curato la composizione delle musiche ed il suono. Il comune intento di uscire dalla propria comfort zone ha permesso ai tre artisti di raggiungere una terra di nessuno a metà tra suoni folk e digitali.


Tutti gli appuntamenti

sabato 7 settembre
ARSENE DUEVI Solo (Togo/Italia)
Shaman Showman
Arsene Duevi – voce, chitarra, loop station, percussioni

Sabato 14 settembre
DUDÚ KOUATE solo “AFRICATION” (Senegal)
special guest HOUCINE ATAA (Tunisia)
Dudù Kouate– voce, percussioni, liuto berbero, flauti; Houcine Ataa – voce, percussioni

Sabato 5 ottobre
NU DUET Giovanni Di Cosimo & Arturo Valiante
Giovanni Di Cosimo – tromba, effetti; Arturo Valiante – tastiere

Sabato 26 ottobre
HOBBY HORSE (USA/IT)
Dan Kinzelman – sax tenore, clarinetti, voce; Joe Rehmer – basso, voce; Stefano Tamborrino – batteria, voce

Sabato 23 novembre
DUO BOTTASSO e SIMONE SIMS LONGO
“Biserta e altre storie live”
Nicolò Bottasso – tromba, violino, live electronics; Simone Bottasso – fisarmonica, live electronics; Simone Sims Longo – live electronics, visual
Realizzato con i fondi dell’articolo 7 L. 93/92 di NUOVOIMAIE
  
Direzione artistica: www.tourbilion.com
Con il sostegno di Montura Store Roma e Musicamorfosi
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FESTA DEL “PORCU MEU”
AREA MERCATALE - MURO LECCESE (LE)
INGRESSO LIBERO

SABATO 19 OTTOBRE
ROBY S - CICCIO DJ - RICCIO GIRLS OSPITI DA CICCIO RICCIO
FOLKABBESTIA IN CONCERTO

DOMENICA 20 OTTOBRE
TRIO DEL SALENTO
CANZONIERE GRECANICO SALENTINO IN CONCERTO

Sabato 19 e Domenica 20 Ottobre torna nell’Area Mercatale di Muro Leccese (Le) la festa del “Porcu Meu” che giunge quest’anno alla trentaseiesima edizione. Una festa ormai diventata tradizione dell’autunno salentino tanto da richiamare migliaia di persone nell’area mercatale di Muro Leccese. L’appuntamento, organizzato dall’Associazione Pastorella, nato per caso dall’incontro di un gruppo di amici, è ormai atteso dal territorio tanto da richiamare in questo periodo numerosi cittadini che vivono all’estero e fuori dalla Puglia e che rientrano per l’occasione de lu Porcu Meu: tutti sanno che il terzo week end di ottobre è dedicato al buon mangiare con la gustosissima festa a una delle carni più succulente, saporite ed amata da sempre: il maiale che oggi, come ieri, è il re della festa, protagonista indiscusso di una due giorni, in cui si incontrano i sapori della gastronomia autunnale, il divertimento, la tradizione e la buona musica. Un cast artistico di primo livello, infatti, animerà le due serate con ospiti alcuni dei nomi più conosciuti della musica attuale. Direzione artistica e Comunicazione affidate a Dilinò che ha realizzato un programma ricco e variegato. Sabato 19 ottobre alle ore 19 apertura degli stand gastronomici. Ad accendere il main stage dell’Area Mercatale di Muro Leccese ci saranno lo Spettacolo e Animazione di Ciccio Riccio con Roby S, Ciccio DJ e le Riccio Girls che riscalderanno l’area live con le maggiori hit internazionali e regaleranno Gadget e T- Shirt evento, per dare spazio al concerto dei Folkabbestia che tornano in Salento per presentare il loro nuovissimo album “Il Fricchettone 2.0” con uno spettacolo live nuovo e coinvolgente. La loro musica, una mescolanza di folk-rock, canzone d’autore e popolare, ska-punk fa ballare da anni le piazze di tutta Italia. Tornano in Salento per presentare il loro nuovo lavoro discografico prodotto da Nrg Coop con il sostegno di Puglia Sounds e con all’interno numerosi ospiti tra cui Erriquez e Finaz della Bandabardò e Dudu e Fry dei Modena City Ramblers. Una festa itinerante che farà ballare il pubblico de lu Porcu Meu. Con loro ospite a sorpresa. Dopo il concerto dei Folkabbestia ritornano sul palco Roby S, Ciccio DJ e le Riccio Girls ospiti da Ciccio Riccio per continuare a ballare e cantare fino a notte fonda. Si prosegue con il ricco programma di appuntamenti Domenica 20 Ottobre: alle ore 8,00 la Fiera Mercato per le vie del paese messapico e alle ore 17,00, come da antica tradizione, appuntamento imperdibile con la storica Cuccagna “Porcu Meu”, un gioco e un rito che si ripete nel tempo e che richiama migliaia di persone ai piedi della Cuccagna dove diverse squadre di partecipanti gareggiano tra gli applausi del numeroso pubblico. Alle 19 apertura degli stand gastronomici. Si accende il palco con la musica popolare, liscio e folk del Trio del Salento per dare poi spazio al progetto headliner della manifestazione. Vincitore quest’anno del Songlines Music Awards, gli Oscar della World Music e protagonista con un concerto nello storico tempio della musica mondiale, la Royal Albert Hall di Londra, approda a Muro Leccese il Canzoniere Grecanico Salentino, con il suo travolgente live di musica popolare salentina e world music, tappa di tour mondiale che sta portando il collettivo salentino nei maggiori festival internazionali. Mauro Durante, Emanuele Licci, Giancarlo Paglialunga, Giulio Bianco, Massimiliano Morabito, Alessia Tondo e Silvia Perrone faranno danzare e cantare con il loro repertorio il numeroso pubblico. Con loro ospiti a sorpresa. Un programma davvero unico che accompagnerà il pubblico mentre tra i vari stand allestiti nell’Area Mercatale sono tante le bontà che si potranno gustare, l’immancabile bollito, la carne alla griglia e altre  prelibatezze a base di carne e diverse specialità tipiche. Anche quest’anno sarà allestito uno stand gluten free. Un appuntamento da non perdere Sabato 19 e Domenica 20 Ottobre a Muro Leccese con il “Porcu Meu”.

Ingresso Libero.
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31 ottobre / 2 novembre 2019
Uvernada 
In collaborazione con Matera Capitale Europea della Cultura 2019

A Saluzzo la festa d’autunno delle genti occitane e l’incontro con la ricerca firmata “Matera 2019”

Se c'è una festa che ha caratterizzato la rinascita musicale delle valli occitane, accompagnandola negli ultimi anni, è proprio questa: l'Uvernada. Nata come gemellaggio con l’Estivada di Rodez, l’Uvernada ha visto, in questi 8 anni, alternarsi i principali gruppi della musica occitana e tutta una serie di formazioni “contigue”, sempre davanti a un pubblico variegato, cresciuto e consolidatosi nel tempo. Talvera e Lou Seriol a Castanha e Vinòvel, passando per Modena City Ramblers, Africa Unite, Dubioza Kolektiv e una miriade di altri gruppi, i suoni più disparati hanno celebrato il rito di un incontro che vede nello spirito più vero e antico della cultura d'òc, fatto di inclusione e scambio, la propria ragione di essere. L'edizione di quest'anno narra l’incontro tra culture e scopre la ricerca musicale. Matera, Capitale Europea della Cultura 2019, arriva a Saluzzo. Da un progetto nato in collaborazione con Fondazione Matera-Basilicata 2019, Onyx Jazz Club di Matera e Scuola Alto Perfezionamento Musicale di Saluzzo, un grande concerto che vede le sue origini nei suoni di un luogo, Matera appunto, mixati, combinati e masterizzati, soprattutto, campionati da un grande artista statunitense. Un concerto innovativo, unico, un’orchestra che attraverso la musica racconta un territorio e una tradizione. Per l’occasione i suoni di Matera saranno mescolati e miscelati a quelli saluzzesi per raccontare davvero l’incontro tra culture e realtà lontane tra loro. Quindi, sabato, sul palco la musica occitana e in sala protagonisti i balarin.  Ore 21.30 – si aprono le danze! Via con Lou Tapage ed il loro nuovo disco – alla cui produzione ha partecipato Occit’amo - BUONE NUOVE: canzone d'autore, musica popolare e rock si mescolano per tornare a parlare della montagna, ma in un nuovo modo.  Ore 23.00 – Salgono sul palco Lou Dalfin, più di 1400 concerti dal 1991, anima e corpo di Uvernada e della musica occitana, alfieri della tradizione. Dopo la grande festa di settembre in Valle, a Demonte, a ottobre ritorna a Saluzzo un incontro delle genti occitane, una festa per salutare una bellissima estate in musica, l’estate di Occit’amo, passata tra rifugi, tramonti, albe, chiese e boschi, fiaccole e stage. Come da tradizione, al mattino, per le vie di Saluzzo, Jean Paul Faruat (fifres) e un manipolo di tamburi porteranno la musica della tradizione per la strada, mentre al pomeriggio Daniela Mandrile sarà protagonista con uno stage di danze negli spazi della Ex Caserma Musso. Il Pala CRS sarà poi anche il luogo dove assaporare sapori del territorio (Vini del Consorzio, birre artigianali e liquori delle vallate) o curiosare il piccolo artigianato di territorio.

SUONI DEL FUTURO REMOTO – Matera si presenta a Saluzzo
Partitura per orchestra e suoni naturali - MATERA - PRODOTTO CON ONYX JAZZ CLUB
Qual è il suono di una città, com’ è la sua melodia? Ogni luogo ha un sound che lo rappresenta e che è composto dai suoni naturali, da quelli prodotti dalle sue comunità, dai luoghi tipici, da quelli che si trasformano nel tempo. Suoni del Futuro Remoto, progetto di Onyx Jazz Club co prodotto da Fondazione Matera-Basilicata 2019 nasce per raccontare in modo diverso, attraverso questa caratteristica, una città unica e millenaria come Matera. Il progetto, iniziato nel 2018, si è sviluppato attraverso una serie di “collaudi sonori” di luoghi acusticamente interessanti della città. Performances dal vivo di musicisti e artisti hanno sperimentato le particolari sonorità per raccontare un inedito itinerario sonoro. Il compito più importante, quello di registrare i suoni, è stato affidato agli studenti della Facoltà di Architettura dell’Università di Basilicata, i ragazzi di UniBanda che hanno lavorato con i loro colleghi dell’Università di Hannover e con gli esperti della Scuola di Alto Perfezionamento musicale di Saluzzo. Dai suoni naturali della Gravina a quelli delle Festa patronale passando attraverso i suoni delle piazze, dei vicoli, delle botteghe artigiane, tutto si è trasformato in note musicali. Il materiale è arrivato nelle mani di un abile musicista statunitense, Joe Johnson che insieme al Collettivo Onyx ha dato vita a una vera e propria partitura orchestrale che verrà eseguita in prima mondiale il 26 settembre a Matera in un concerto al quale parteciperà come ospite d’onore il trombettista Paolo Fresu. A Saluzzo i suoni di Matera si mescoleranno con quelli di Saluzzo per un vero incontro e scambio tra le due realtà.Uvernada è una tre giorni di musica, storia, cultura, danza e socialità nel segno della tradizione occitana e della musica senza confini o barriere


IL PROGRAMMA

Giovedì 31 ottobre
Ore 18 – Cinema Teatro Magda Olivero – Via Palazzo di Città 15, Saluzzo
Presentazione del Progetto Suoni del Futuro Remoto
Interventi di:
Mauro Calderoni, Sindaco di Saluzzo
Paolo Verri, Direttore Fondazione Matera-Basilicata 2019
Mauro Loggia, Scuola APM
Luigi Esposito, Onyx Jazz Club Matera
Chiara Rizzi, Onyx Jazz Club
In collaborazione con Comune di Saluzzo e Scuola Alto Perfezionamento Musicale

Ore 19.30
I tamburi a Frizione
Raccanto: Il CantoRaccontato 
di e con Rino Locantore
ingresso gratuito

Venerdì 1 novembre
Ore 21 - Cinema Teatro Magda Olivero – Via Palazzo di Città 15, Saluzzo
SFR – Suoni del Futuro Remoto, Partitura per Orchestra e Suoni Naturali
Collettivo Onyx
Joe Johnson, Composizione e direzione
Massimo Ottoni, videoArt
Campionamenti Unibanda SFR
In collaborazione con Comune di Saluzzo e Scuola Alto Perfezionamento Musicale
Ingresso libero

Sabato 2 novembre - mattino
Mercato di Saluzzo – centro cittadino
Jean Paul Faraut ritorna a Uvernada e si mette alla guida di un manipolo di tamburi che percorrono le vie dell’antico mercato saluzzese. I prodotti della terra, il “mercà dle fumne”, il mercato grande e la Città di Saluzzo.

Sabato 2 novembre – ore 15.30
Ex Caserma Musso – Piazza Montebello 1 - Saluzzo
Stage di Daneze a cura di Daniela Mandrile
Prenotazione obbligatoria – ingresso gratuito
Rivolgersi al 339 7950104

Sabato 2 novembre – apertura cancelli dalle ore 20.00
Pala CRS - via Don Soleri 16, Saluzzo
Dalle ore 20 – Dj set con Paolo Ferrari
Piccolo artigianato e servizio bar nell’area spettacolo
Lou Dalfin + Lou Tapage
Ore 21.30 – Lou Tapage
Ore 23.00 – Lou Dalfin
ingresso unico € 8

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ROMAEUROPA FESTIVAL 2019 
Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana
LANDSCAPES: paesaggi del contemporaneo tra teatro, danza, musica, digital e Kids.
Dal 17 settembre al 24 novembre
70 giorni – 126 eventi – 22 spazi  
Lia Rodrigues inaugura il festival con Furia, dal 17 al 19 settembre all'Auditorium Parco della Musica

Dal 17 settembre al 24 novembre 377 artisti provenienti da 27 paesi sono protagonisti dei 126 eventi in scena in 22 palcoscenici della capitale tra danza, teatro, musica, arti digitali e kids. Sono i numeri della XXXIV edizione del Romaeuropa Festival, un paesaggio vario e stratificato in cui si ammirano riti ancestrali e cultura urbana, radici spezzate e migrazioni forzose, realismo globale e intelligenza artificiale. “Landscape” è, infatti, il titolo suggerito dalla Presidente della Fondazione Romaeuropa Monique Veaute e dal Direttore Generale e Artistico Fabrizio Grifasi per questa edizione: un invito ad attraversare il festival come se fosse una mappa della geografia del nostro mondo tra virtualità e realtà, oniriche proiezioni di futuri possibili e affondi nell’ambiguità del nostro quotidiano, costruendo un tempo ludico ma senza mai rinunciare alla “complessità”. Per legare questa mappa ideale alla città, Romaeuropa invade vie e quartieri con i colori e le grafiche elaborate da Valeria Crociata: un allestimento urbano di stendardi trasforma l’immagine del festival in segno artistico per abbracciare non solo il cuore di Roma ma anche le sue periferie. La doppia inaugurazione del REf19 vedrà in scena il 17 settembre all’Auditorium Parco della Musica (in replica fino al 19) la prima italiana di Furia, spettacolo (presentato con il patrocinio dell’Ambasciata del Brasile) firmato dalla coreografa Lia Rodrigues, per la prima volta a Roma con la sua pratica coreografica capace di unire alla visionarietà della danza un saldo lavoro all’interno del territorio brasiliano. Segue, in questo doppio opening, la prima italiana di XENOS (dal 18 al 20 settembre al Teatro Argentina) del celebre coreografo anglo-bengalese Akram Khan che firma il suo ultimo solo di lunga durata accompagnato da un ensemble diretto da Vincenzo Lamagna. Lo spettacolo è presentato con il sostegno del British Council, con il patrocinio dell’Ambasciata Britannica e in network con Torinodanza. Furia è «un “tableau vivant”, ricco di energie (…) non attiene solo all’essere “furiosi” (…) è l’energia che si mette nella creazione artistica; è un incontro di significati. Siamo sul palco, possiamo parlare di sogni, di possibilità di fuga» afferma la coreografa brasiliana Lia Rodrigues nell’intervista realizzata per il programma di sala dello spettacolo presentato dal 17 al 19 settembre all’Auditorium Parco della Musica come inaugurazione del REf19. Figura di riferimento del panorama brasiliano, Rodrigues lavora dal 2004 all’interno della favela di Marè, con i suoi circa 130mila abitanti una delle più grandi di Rio de Janeiro. Qui, nel 2009 fonda l’Art Centre of Marè e nel 2011 la Escola livre de Danças da Maré e sviluppa un percorso che coniuga pedagogia e danza, creazione artistica e cittadinanza consapevole radicandosi profondamente nel territorio che lo ospita e costruendo un dialogo con i suoi abitanti. Non a caso Furia nasce dalla stretta collaborazione con i 9 danzatori in scena (Leonardo Nunes, Felipe Vian, Clara Cavalcante, Carolina Repetto, Valentina Fittipaldi, Andrey Silva, Karoll Silva, Larissa Lima e Ricardo Xavier), sei dei quali, poco più che ventenni, provengono dalla favela e hanno studiato proprio alla scuola di danza della coreografa. Energico, visionario, selvaggio, tagliente lo spettacolo coniuga la danza contemporanea con la musica rituale della Nuova Caledonia, per dare vita ad un affondo sulle dinamiche di sottomissione e potere, ad una riflessione «sulla possibilità di essere uguali nella creazione come nella vita» o ad un rituale contemporaneo che, nella vibrazione continua crea immagini magiche e affonda nelle zone più intime e fantastiche dell’immaginazione umana e della pulsione creativa. Al sacrificio dei Sepoy durante la Prima Guerra Mondiale è dedicato invece l’ultimo assolo firmato da una star della coreografia internazionale come Akram Khan. In XENOS, in scena dal 18 al 20 Settembre al Teatro Argentina, è lui stesso ad interpretare le lotte di un soldato coloniale durante la Prima Guerra Mondiale. La condizione umana s’incarna nella figura di un danzatore il cui corpo, tra mitologia e tecnologia, diviene strumento di guerra. «Sono entrato nella pelle di un personaggio rappresentativo di milioni di soldati delle Colonie» afferma il coreografo nel programma di sala «è la loro voce, la voce di milioni di voci (…). Sono cresciuto senza sapere che ci fossero indiani, persone del mio popolo, a combattere in Europa. Quando l’ho scoperto, ho provato rabbia: uomini mandati a morire senza che nessuno lo raccontasse». Per rendere universale questa parte di storia, spesso cancellata o omessa dai resoconti ufficiali, Khan si rifà alla figura di Prometeo trasformando il corpo mitologico in una metafora della colonizzazione. Se la scena potente e materica disegnata da Mirella Weingarten richiama immediatamente la desolazione della guerra e la sua violenza, sono le musiche composte da Vincenzo Lamagna ed eseguite sul palco da un ensemble di cinque elementi, ad accompagnare il segno inconfondibile della danza di Khan in cui la tradizione del Kathak incontra i codici contemporanei della coreografia e del pop elevandoli al celebre e poetico virtuosismo che ha reso celebre l’artista in tutto il mondo. Così questo addio alle scene come performer solista in spettacoli di lunga durata, si celebra anche attraverso una composizione coreografica e musicale che dal Kathak (la pratica con la quale Khan si affacciò per la prima volta alle scene e al REf nel 2000) giunge al Lacrimosa dal Requiem di Mozart, collocando lo spettacolo già tra i grandi classici della nostra era.

LA MUSICA DEL REF19
Per Diasporas, un nuovo ciclo di doppi concerti dal 10 al 12 ottobre, sono protagonisti alcuni degli artisti più interessanti affermatisi in Europa dopo essere stati costretti a lasciare il loro paese d’origine: le sudanesi Alsarah and the Nubatones, icone della musica retropop e la nuova stella del soul J.P Bimeni con i The Black Belts il 10 ottobre; il songwriter camerunense Blick Bassy e la capoverdiana Mayra Andrade considerata l’erede di Cesária Évora l’11 ottobre; infine il 12 ottobre l’egiziano Abdullah Miniawy al fianco del jazzista Erik Truffaz nel progetto Le cri du Caire, fusione tra jazz, rock, elettronica e spoken words e i libanesi Rayess Bek, Mehdi Haddab e Randa Mirza che con il loro Love & Revenge rendono caldissima l’atmosfera dell’Auditorium Parco della Musica (sede di tutte le giornate di Diasporas) costruendo un vero e proprio inno alle icone dell’epoca d’oro del cinema e della musica egiziana. È proprio l’Auditorium Parco della Musica ad ospitare la maggior parte dei concerti di questa edizione del festival: le celebri pianiste Katia e Marielle Labèque insieme a Bryce Dessner dei The National e David Chalmin propongono il 10 novembre, per una corealizzazione con Accademia Nazionale di Santa Cecilia e Fondazione Musica per Roma, una nuova tappa del loro progetto Don’t Fear the light - Minimalist Dream House Quartet, ponte tra minimalismo e rock. Nel programma della serata musiche di Steve Reich, Philip Glass, Timo Andres, la prima composizione classica di Thom Yorke e le prime nazionali e mondiali di brani di Chalmin e di Dessner. Il 28 Settembre un doppio concerto affianca la “continous music” di Lubomyr Melnyk, “il pianista più veloce al mondo”, ai loop immersivi ed ipnotici di Craig Leon, il compositore noto per aver lanciato, tra gli altri, i Ramones e i Blondie. Vanessa Wagner e Murcof reinterpretano con Statea, il 29 settembre, alcune delle pagine musicali più importanti del Novecento. Doppio l’appuntamento con il Parco della Musica Contemporanea Ensemble diretto da Tonino Battista impegnato in due ritratti dedicati a Ivan Fedele e Louis Adriessen rispettivamente il 7 novembre e il 17 novembre. Ancora musica contemporanea con l’Associazione Audior che il 12 e il 13 ottobre dedica un concerto alla compositrice Elzbieta Sikora e alla sua musica acusmatica. Il 19 novembre Giovanni Andreotta e Francesco Mansutti con la collaborazione di Lucia Ronchetti presentano Rivale, film costruito sull’omonima opera presentata dalla compositrice italiana durante la 70° Sagra Musicale Malatestiana. L’Opificio Romaeuropa, infine, ospita il 20 ottobre il concerto di Fabrizio Ottaviucci dedicato alla Treatise di Cornelius Cardew: una partitura grafica di 193 pagine realizzata tra il 1963 e il 1968 che stimola l’interprete a concepire idee e forme musicali nuove. Teatro musicale il 26 e il 27 settembre al Mattatoio con l’artista fiammingo Hans Op de Beeck che insieme al quartetto di sax BL!NDMAN diretto da Eric Sleichim racconta in The Valley la banalità della violenza, Andrea Liberovici con lo Shallfeld Ensemble ed Helga Davis costruisce, invece, un’opera contemporanea dedicata al tema della bellezza mentre il 26 e 27 ottobre, al Teatro Biblioteca Quarticciolo, sarà protagonista la compagnia Bartolini/Baronio con una performance-concerto costruita intorno al tema della casa per una narrazione musicale in grado di indagare in profondità il senso del verbo “abitare”.

IL GRAN FINALE DEL REF19
Ancora musica con il Gran Finale del Romaeuropa Festival 2019 realizzato in collaborazione con la Fondazione Musica per Roma. Il 24 novembre tutte le sale dell’Auditorium Parco della Musica saranno coinvolte in una serata di concerti, una line-up d’eccezione composta dall’atteso ritorno di Ryuichi Sakamoto (al fianco di Alva Noto per presentare Two) coinvolto anche in uno speciale omaggio al grande regista Bernardo Bertolucci; Christian Fennesz impegnato al fianco dei visuals di Lillevan nella presentazione del suo ultimo disco Agorà, il pianista e compositore Chassol con il suo Ludi e l’attrice e cantante, “statuaria, superba, elegante” Fatoumata Diawara.

DIGITALIVE
Alle sculture digitali e alle tribù del virtuale è dedicata la sezione Digitalive curata da Federica Patti: una tre-giorni di programmazione, dal 4 al 6 ottobre negli spazi del Mattatoio, oltre ogni categoria disciplinare o classificazione di genere che vede protagonisti Marco Donnarumma e Margherita Pevere, Jacopo Battaglia, Luca T.Mai, Massimo Pupillo e Lorenzo Stecconi di Zu, Mara Oscar Cassiani, Ultravioletto, Enrico Malatesta che esegue le musiche di Eliane Radigue, Maria Di Stefano, Franz Rosati, Sandra Mason, i progetti in collaborazione con il premio Re:Humanism e l’Accademia RUFA, e infine due guest star come il performer e coreografo giapponese Hiroaki Umeda e la promessa dell’elettronica internazionale Nicolas Jaar impegnato in una “durational performance” al fianco della danzatrice messicana Stephanie Janaina e in un Workshop dedicato ai bambini presso la Scuola di Musica Popolare di Testaccio (ponte ideale con Kids + Family). Opere luminose e digitali sono, infine, quelle pensate dagli artisti Gyula Várnai e Quiet Ensemble sulle linee architettoniche della Sala Santa Rita di Roma. Al Palazzo delle Esposizioni il regista Giulio Boato presenta Shiro Takatani. Between nature and technology, il suo documentario dedicato all’artista giapponese, tra i fondatori di Dumb Type, pioniere e ancora tra gli artisti più all’avanguardia per il rapporto tra arte e nuove tecnologie. A introdurre il film sarà lo stesso regista al fianco di un altro artista d’eccezione come Ryuichi Sakamoto. Digitalive sarà anticipato da un calendario di talk e appuntamenti (Waiting for Digitalive) tra i quali un incontro con Hiroaki Umeda presso NABA – Nuova Accademia di Belle Arti il 2 ottobre e un talk, il 3 ottobre, con i The Pills, comici e youtuber di culto lanciati dalla webserie THEPILLSeries pubblicata proprio su YouTube. Grazie al sodalizio tra l'Accademia Tedesca di Roma e la Fondazione Romaeuropa, Jasss - Silvia Jiménez Alvarez - borsista 2019 di Villa Massimo, sarà, infine, protagonista del dj set di chiusura del sabato notte di Digitalive, il 5 ottobre al Mattatoio.

EXHIBIT - ARTI VISIVE
Con l’opera video Staging Silence (3), dal 26 al 29 settembre, Hans Op de Beeck è presente anche nella sezione del REf19 dedicata alle arti visive grazie alla collaborazione con Galleria Continua e al prezioso sostegno di Flanders State of the Art con i quali Romaeuropa presenta anche tre opere dall’artista africano Pascale Marthine Tayou: Arbre de vie, Open Wall e Big Jumps, un murale realizzato su Piazza Orazio Giustiniani appositamente per il REf19 come regalo alla città di Roma (preview stampa 15 settembre, vernissage il 26). La mostra The Rythm of the brain curata da Achille Bonito Oliva e Melania Rossi e prodotta dalla Fondazione Elena e Claudio Cerasi e CoopCulture per Palazzo Merulana, in collaborazione con la galleria Magazzino ospita opere inedite di Jan Fabre, video di alcune sue celebri performance, e opere realizzate ad hoc.

KIDS+FAMILY
Vero e proprio festival nel festival, Kids + Family a cura di Stefania Lo Giudice, trasforma dall’8 al 24 novembre il Mattatoio in uno spazio interamente dedicato ai bambini e alle loro famiglie costruendo una programmazione parallela di danza, musica, teatro e arti visive, talk, laboratori e attività ludiche gratuite, inaugurate, il 9 novembre, dalla parata per burattini giganti della compagnia Les Grandes Personnes che invaderà gli spazi di Testaccio con le storie di enormi personaggi costruiti con cartapesta e materiali poveri e ispirati all’immaginario messicano. Fanno parte della programmazione di REf Kids + Family Riccardo Nova impegnato con Giacomo Costantini in una rilettura di Atto senza parole di Samuel Beckett tra nuovo circo e musica contemporanea, le acrobazie di Bigup Circo e le missioni spaziali di Giorgio Bertolotti e Petr Forman, il teatro di figura di teatrodelleapparizioni e del Teatro delle marionette di Ljublijana, la favola di OZ riletta da Fanny & Alexander, la danza dedicata ad Alice nel paese delle meraviglie della compagnia olandese de Stilte e ancora gli spettacoli musicali di Zonzo Compagnie e OORKAAM oltre al tappeto multimediale di Officine K. Collaborano alla costruzione del playground di REfKids, spazio ludico e ad accesso gratuito della rassegna: GRAF/Maria Carmela Milano, Associazione K_Alma e Roberto Capone/Associazione Perfareungioco, Valentina Pagliarini__Katrièm e Simone Memè, OrecchioAcerbo/Else edizioni, Ottimomassimo, Camilla Andreani/midorj/reschimica, CineMini a cura di Roma Creative Contest, Internazionale Kids e Rai Porte Aperte. Per avvicinarsi a questa edizione un Waiting for REfKids propone un calendario di attività da settembre a novembre dedicate ai bambini e alle famiglie che coinvolge Roma Creative Contest, Vivi Bistrot a Villa Pamphili, Wave Market Fair, Casina di Raffaello a Villa Borghese per chiudersi al Mercato di Testaccio pochi giorni prima dell’apertura della rassegna.

COMMUNITY
Oltre alla presentazione di Realismo Globale di Milo Rau (23 settembre) la community del REf19 si articola in attività di formazione e talk pubblici. Cartoline da Tripoli è il titolo dell’incontro realizzato in collaborazione con Internazionale che vedrà protagonista il 16 ottobre Khalifa Abo Khraisse, scrittore, giornalista e cineasta libico nato nel 1983 a Tripoli-Libia e corrispondente per il magazine per il quale cura l’omonima rubrica e realizza reportage tra la Libia e l’Italia. Al suo fianco la giornalista Francesca Sibani e la compagnia La Ballata dei Lenna. Post-it, il ciclo di incontri al termine degli spettacoli realizzato in collaborazione con Rai Radio 3 analizza, quest’anno, il rapporto tra scena e “testi” a partire dal confronto con Opening Night di Cassavetes e della messa in scena del regista Cyril Teste che il 28 settembre dialogherà con Chloé Siganos, Addetta culturale dell’Institut Français Italia. Il nuovo allestimento de La rivolta degli oggetti de La Gaia Scienza permetterà di riflettere non solo sul rapporto con l’omonimo poema di Majakovskij e sulla rivoluzione teatrale di cui lo spettacolo fu manifesto ma anche di confrontare periodi storici e generazioni differenti in un dialogo che il 17 ottobre sarà condotto da Massimo Pasquini, ex organizzatore della compagnia. Con Julien Gosselin dialoga il 25 ottobre la scrittrice Chiara Valerio entrando nelle maglie della novella Falce e Martello di DonDelillo e della trasposizione teatrale realizzata dal giovane regista. Ascanio Celestini il 9 novembre approfondirà il suo discorso intorno a Barzellette tra libro (Einaudi) e scena. Infine un momento dedicato alla danza, il 9 ottobre, con la presentazione del volume La danza, organizzare per creare alla presenza degli autori Gerarda Ventura e Alessandro Pontremoli, di Mimma Gallina e Oliviero Ponte di Pino. FamiglieREf(Kids) e SpecialiREf sono i due progetti presentati da Casa dello spettatore per coinvolgere genitori, bambini e adolescenti avvicinandoli alla visione teatrale; Viewers & Players è il titolo del progetti di alternanza scuola-lavoro proposto dalla Fondazione Romaeuropa per offrire agli studenti delle scuole superiori la possibilità di conoscere il festival dall’interno partendo dalla visione e dallo story-telling digitale e di uno dei suoi eventi. MAXXI A[R]T WORK è invece il progetto di alternanza scuola-lavoro realizzato dal museo di arte contemporanea in collaborazione con il REF: 6 incontri da 50 ore tra laboratori, simulazione e workshop per sperimentare le professioni legate ai beni culturali. Altrettanti percorsi sono creati con l’Accademia di Belle Arti, l’Accademia di Danza e la Facoltà di Architettura de La Sapienza, oltre all’Accademia Nazionale d’Arte drammatica Silvio d’Amico i cui allievi del terzo anno di recitazione parteciperanno attivamente alla costruzione della performance site specific Forse c’è abbastanza cielo su questi prati, presentata da Enzo Cosimi in prima assoluta il 30 ottobre al Mattatoio. Alla generazione Under35 sono dedicati i premi DNAappunticoreografici (sostegno ai giovani coreografi italiani), Sound of Silences (concorso internazionale di composizione musicale per le immagini realizzato con Studio Edison, con la Cineteca di Bologna e con il sostegno di SIAE) e gli appuntamenti con Underground Memoirs di Maria Giulia Serantoni, vincitrice del concorso Vivo d’Arte (dedicato agli artisti italiani residenti all’estero e realizzato in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale) e con Can you hearT me? di Lorenzo Ponte, Clio Saccà ed Eleonora Paris, progetto vincitore della seconda edizione del premio Macerata Opera 4.0 (in collaborazione con Macerata Opera Festival). Infine due novità del Festival dedicate alla sua “community”: Passepartout, la formula che permette di attraversare in massima libertà il festival e di costruire il proprio personale abbonamento attraverso pacchetti di “coins” e Young Bigliettino, progetto rivolto agli under 25 con apposite politiche di pricing, biglietti last minutes e iniziative realizzate in collaborazione con i ragazzi e le ragazze della redazione di Scomodo.

Il REf19 è prodotto dalla Fondazione Romaeuropa in corealizzazione con la Fondazione Musica per Roma, il Teatro di Roma, l’Azienda Speciale Palaexpo - Mattatoio, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, con il contributo di Fondazione Elena e Claudio Cerasi, dutch performing arts, la Fondazione Nuovi Mecenati, l’Institut Français e La Francia in Scena, l’Oficina Cultural Embajada De España, AC/E Acción Cultural Española, Istituto Cervantes, l’Istituto Giapponese di Cultura, il Goethe-Institut, il British Council e l’Ambasciata Britannica, l’Istituto Polacco a Roma, l’Istituto Belassi dell’Accademia di Ungheria in Roma oltre alla rete Aerowaves – Dance Across Europe cofinanziata nell’ambito del programma Europa Creativa; in collaborazione con Palazzo Merulana, Coopculture, Galleria Continua e Magazzino. REf19 è patrocinato da numerose ambasciate internazionali: l’Ambasciata del Brasile, l’Ambasciata di Spagna in Italia, l’Ambasciata di Francia, l’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania a Roma, l’Ambasciata del Giappone l’Ambasciata del Messico, l’Ambasciata d’Olanda, l’Ambasciata della Repubblica di Slovenia a Roma, l’Ambasciata di Tunisia a Roma, l’Ambasciata d’Ungheria a Roma ed è realizzato in network con Farnesina – Ministero degli Affari Esteri e della Coperazione Internazionale (per il premio Vivo D’Arte), Cango, Casa della Danza – Bassano del Grappa, L’Arboreto - Teatro dimora di Mondaino, Gender Bender, Triennale Teatro dell’Arte (per il premio DNAppunti coreografici), Macerata Opera Festival (per il premio Opera 4.0), Edison Studio, Cineteca di Bologna e SIAE (per il premio Sound Of Silences), Alan Advantage (per Re:Humanism), Villa Medici - Accademia di Francia a Roma, Nuova Consonanza, Torinodanza, Festival Aperto, Carrozzerie | n.o.t, MAXXI – Museo Nazionale delle arti del XXI secolo, Teatro Biblioteca Quarticciolo e Sala Santa Rita. Sono partner della Community del festival: il Dipartimento di Pianificazione Design e Tecnologia dell’Architettura de La Sapienza, l’Università degli studi Roma Tre, l’Accademia Nazionale di Danza, l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico, l’Accademia di Belle Arti di Roma, RUFA – University of Fine Arts, Casa dello Spettatore, Internazionale, Spotify. Main Media Partner del REF è RAI con i suoi canali: Rai Cultura, Rai Radio 3, Rai Ragazzi e Rai Radio Kids.

ROMAEUROPA FESTIVAL 2019
In collaborazione con la Fondazione Musica per Roma
presenta
DIASPORAS
DAL 10 AL 12 OTTOBRE
IL FOCUS DI ROMAEUROPA FESTIVAL DEDICATO ALLE NUOVE MUSICHE MIGRANTI

GIOVEDÌ 10 OTTOBRE ALSARAH & THE NUBATONES E J .P. BIMENI & THE BLACK BELTS ORE 21
VENERDÌ 11 OTTOBRE BLICK BASSY E MAYRA ANDRADE ORE 21
SABATO 12 OTTOBRE  “LE CRI DU CAIRE” E “LOVE & REVENGE” ORE 21
AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA DI ROMA
Biglietti da 15 a 25 euro

Sperimentatori instancabili, ricercatori per vocazione, perennemente in movimento. Incarnano i linguaggi e i temi della contemporaneità e tracciano nuove traiettorie della musica di oggi. Calcano i palchi dei maggiori festival mondiali con le loro miscele esplosive di rap, pop, new soul, african retro pop, folk e jazz, senza mai dimenticare le loro radici e con esse le musiche tradizionali dei loro paesi: sono i protagonisti della “New wave africana” che sta contagiando l’Occidente. Artisti che rivendicano la loro appartenenza al continente nero ma che intanto studiano, lavorano e vivono in Europa e negli Stati Uniti, musicisti dal segno potente innovativo con una forza artistica originale e visionaria. È a loro che sul palco dell’Auditorium Parco della Musica Romaeuropa dedica il focus Diasporas, con 2 concerti a sera dal 10 al 12 ottobre: si inizia giovedì con Alsarah and The Nubatones, seguiti da J.P. Bimeni the Black Belts; venerdì 11 ottobre è la volta di  Blick Bassy e Mayra Andrade. In chiusura sabato 12 ottobre il progetto “Le Cri du Caire”, in cui la voce ipnotica del poeta e cantante Abdullah Miniawy si confronta con la tromba di Erik Truffaz, il sax di Peter Corser e le corde del violoncello di Karsten Hochapfel; ci si sposta infine in Medio Oriente con “Love & Revenge”, una serata electro-pop omaggio all’epoca d’oro del mondo arabo nata dall’incontro tra l’hip hop di Rayess Bek, le immagini dell’artista Randa Mirza, l’elettronica di Mehdi Haddab e il basso di Julien Perraudeau. Artisti figli della diaspora africana, spesso costretti a lasciare il loro luogo natio a causa di guerre e conflitti. È il caso dei primi due protagonisti del focus, in scena giovedì 10 ottobre: Alsarah, nuova icona della musica retro pop dell’Africa orientale, fuggita dal Sudan in seguito a un colpo di stato militare e dallo Yemen, dopo lo scoppio della guerra civile, per stabilirsi finalmente in Massachusetts. Con la sorella Nahid fonda i Nubatones e si impone come una tra le più interessanti realtà nel panorama della contaminazione musicale africana. Autrice, compositrice ed etnomusicologa laureata alla Wesleyan University, grazie agli studi sul campo in Sudan ritorna alla musica di questo paese, imparando innanzitutto il modo in cui gli occidentali guardano l'Altro. Inserita tra le 100 donne africane più influenti al mondo dalla prestigiosa rivista Ok Africa, carismatica ed indipendente, appartiene a una generazione di artisti capaci di intraprendere con coraggio sentieri non battuti attingendo con rispetto al patrimonio tradizionale e mescolandolo abilmente col suo Nuovo Mondo e i linguaggi del contemporaneo. La sua figura affascinante e originale compare anche in “Beats of the Antonov”, premiato come Miglior Documentario al Toronto International Film Festival del 2014. Sul palco dell’Auditorium Pdm canterà i brani dell’ultimo disco “Manara” con cui ha letteralmente stregato la stampa internazionale. Guarda il video di “Habibi Tahaal” https://www.youtube.com/watch?v=LkVe0cyqHjo. Ha un vissuto difficile e travagliato anche la nuova stella della nuova stella del soul J.P. Bimeni che si esibirà subito dopo Alsarah: discendente di una famiglia reale burundese, ha lasciato il suo paese all’età di 15 anni durante la guerra civile ed è sopravvissuto a ben tre attentati prima di ottenere lo stato di rifugiato nel Regno Unito dov’è rimasto da allora. Con una voce calda che ricorda il primo Otis Redding, ha conquistato Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti che lo ha scelto per aprire quest’estate alcuni dei suoi Jova Beach Party. A Roma insieme ai the Black Belts presenterà il suo disco d’esordio “Free Me”: deep soul all’ennesima potenza. Un concentrato di racconti di amore e di perdita dove alle jam funk si susseguono accorate ballad provenienti dal southern soul. Guarda il video di “Free me”: https://www.youtube.com/watch?v=IaXgOuFvLvA. Figlia di un combattente per l’indipendenza di Capoverde la “regina della Morna” Mayra Andrade, porterà il suo canto delicatamente speziato venerdì 11 ottobre. Nata a l’Avana cresce a Praia, Capo Verde, e a sei anni segue la madre e il patrigno diplomatico in Senegal, Angola e Germania prima di stabilirsi a Lisbona. Definita dalla critica la più credibile erede di Cesària Évora, Mayra canta in creolo capoverdiano, in inglese, in francese, in portoghese, portando l’ascoltatore dentro luoghi avventurosi e inaspettati. Il suo pop tropicale racchiude il mondo intero, tra romanticismo occidentale e sensualità del sud, frammenti reggae e tempi dispari africani. Il suo momento arriva nel 2006, con il pluri-premiato debutto “Navega”. A maggio è uscito “Manga”, quinto lavoro sulla lunga distanza cantato interamente in creolo: un mix perfetto e naturale tra Afrobeat, musica urbana e musica tradizionale di Capo Verde. Guarda il video di “Manga”: https://www.youtube.com/watch?v=U5esCrOdG9o. È dedicato a Ruben Um Nyobé, leader anticoloniale che ha lottato per l'indipendenza del Camerun 1958, il nuovo disco di Blick Bassy, songwriter e compositore nato e cresciuto in Camerun e costretto nel 2005 a lasciare la sua terra e a trasferirsi a Parigi. Il successo nella nuova patria arriva per lui arriva nel 2015 quando la sua canzone “Kiki” tratta dall’album “Ako” viene scelta dalla Apple per la campagna mondiale di lancio dell’Iphone 6.Con una musica che miscela abilmente blues acustico, musica tradizionale, folk contemporaneo e perfino bossa nova brasiliana, Bassy canta la schiavitù del neocolonialismo, la necessità di eroi e la ricerca della vera identità imprigionando l’ascoltatore in un mondo affascinante, intriso di malinconia e sentimento, personale ma allo stesso tempo universale. Guarda il video di “Ngwa”: https://www.youtube.com/watch?v=DJHXlc7Afzk. L’ultima giornata di Diasporas, sabato 12 ottobre si apre con “Le Cri du Caire”, un live a metà strada tra il rock, la poesia Sufi, il jazz, l’elettronica, sonorità orientali e slam poetry in cui la voce ipnotica del poeta e cantante Abdullah Miniawy, icona di una gioventù egiziana in lotta per la libertà e la giustizia, si confronta con la tromba di Erik Truffaz, grande figura del jazz europeo, il sax di Peter Corser e le corde del violoncello di Karsten Hochapfel. Uno spettacolo appassionato e commovente che porta il pubblico a una trance mistica e crea un intenso universo metaforico trascendendo identità e confini. Guarda il video: https://youtu.be/kMY3PszohYU. Chiude il focus “Love & Revenge”, concerto visivo omaggio a un’epoca d’oro del mondo arabo: quella del cinema e delle commedie musicali con le loro storie melodrammatiche e sentimentali e quella delle dive e i divi della musica. Nata dall’incontro tra Rayess Bek, uno dei maggiori esponenti dell’Hip Hop e della “urban music” nel mondo arabo, le immagini dell’artista e fotografa libanese Randa Mirza, l’elettronica di Mehdi Haddab e il basso di Julien Perraudeau, Love & Revenge è un divertente remix di  grandi successi della musica araba  e immagini di film culto dell’età d’oro del cinema egiziano e arabo, dagli anni ’40 a oggi. Un’incredibile performance musicale e visiva, al tempo stesso una riflessione sull’identità e la varietà culturale, che racconta con ironia e un tocco di nostalgia del mondo arabo, della sua dissolutezza, delle tradizioni ma anche delle sue contraddizioni. Guarda il trailer di Love & Revenge: https://youtu.be/uE5HEFZyp-0.

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