Notizie

Le principali novità dall'Italia e dal mondo della musica trad e world...

BELLA CIAO - A PARTISAN’S FAREWELL di RIK PALIERI & FABRIZIO POGGI (USA/ITALY)

E' stata pubblicata il 1° agosto 2026 su tutte le piattaforme digitali e sarà sottoposto alla candidatura per i Grammy Awards, portando ancora una volta all'attenzione internazionale i valori universali di libertà, coraggio e memoria che il progetto intende celebrare. RIK PALIERI, originario del Vermont (USA), è cantautore, scrittore, produttore, regista e conduttore televisivo. Le sue interviste video sono conservate presso la prestigiosa Biblioteca del Congresso di Washington D.C. Nel corso della sua carriera ha condiviso il palco con autentiche leggende del folk americano, tra cui Pete Seeger di cui era molto amico, Bruce Springsteen, Tom Paxton, Utah Phillips e Ramblin' Jack Elliott, affermandosi come una delle voci più appassionate nella tutela della tradizione musicale popolare. Queste le parole di Rik Palieri, anima del progetto: "Bella Ciao" è un'antica canzone della Resistenza italiana. L'ho sempre amata profondamente, ma non sono mai riuscito a cantarla in italiano e le traduzioni inglesi esistenti non mi sembravano capaci di restituirne fino in fondo l'anima. Ho deciso quindi di scrivere un testo personale, cercando di raccontare questa storia da una prospettiva diversa, più intima e vicina al cuore del partigiano. La canzone dà voce a quell'ultimo, struggente saluto che tanti combattenti della Resistenza rivolsero alle proprie famiglie prima di partire per la guerra, senza sapere se sarebbero mai tornati. Ho chiesto al mio amico italiano Fabrizio Poggi, straordinario armonicista milanese, di partecipare al progetto, sapendo quanto anche lui fosse legato a questa canzone. Solo in seguito ho scoperto che suo nonno era stato un partigiano, morto durante la Resistenza. Di fronte al suo entusiasmo e al coinvolgimento emotivo con cui ha accolto questa registrazione, ho iniziato a pensare che questa canzone avesse una vita propria. Insieme al musicista e produttore Phil Henry abbiamo lavorato per creare quello che amo definire un vero e proprio dipinto sonoro, capace di raccontare questa storia attraverso la musica e le emozioni. Fedeli allo spirito del progetto, abbiamo scelto per la copertina un'opera di Elizabeth Fuchs, zia di mia moglie Marianna. La famiglia di Marianna si oppose al regime nazista ed Elizabeth, illustratrice e disegnatrice politica, perse la vita per mano di quello stesso regime. In suo omaggio abbiamo utilizzato una delle sue prime opere, realizzata nel 1934. Questa registrazione è dedicata alla memoria di tutti coloro che, in ogni tempo e in ogni luogo, hanno avuto il coraggio di resistere.

_____________________________________________________________________________________

FOLKABBESTIA
ESCE “MAESTÀ”, BRANO CHE UNISCE REGGAE, FOLK E IMPEGNO

“Maestà”, il nuovo singolo dei Folkabbestia, è disponibile da oggi, venerdì 10 luglio 2026, su tutte le piattaforme digitali. Il brano esce per Maninalto! Records ed è distribuito da Believe. La canzone, cantata in dialetto barese, si evolve su un tappeto sonoro in movimento tra reggae, dub e folk mediterraneo, mescolando sonorità popolari e vibrazioni urbane. Con questo nuovo brano, i Folkabbestia ribadiscono che la loro musica affonda le radici nella tradizione linguistica e musicale del Sud Italia, e ha la capacità di mantenere sempre uno sguardo ampio sul presente. In “Maestà” il groove reggae è contaminato da ritmiche dub ma ha anche dei richiami all'hip hop italiano dei primi anni ’90, quello consapevole che flirtava con il raggamuffin. Il frutto di questo mix è un suono pulsante che trasmette calore, solcato da un testo che fa convivere la denuncia sociale e la vena ironica allo spirito popolare. La cifra stilistica dei Folkabbestia emerge dall’incontro tra mondi musicali diversi, e questo brano lo conferma appieno. Non a caso, gli strumenti acustici della tradizione - violino, fisarmonica e flauto – si intrecciano con sonorità elettroniche, beat profondi e bassi dub, dando vita a un impasto sonoro che li contraddistingue. Nel testo, la parola “Maestà” viene usata in modo ironico e provocatorio. Non indica un vero sovrano, ma diventa il simbolo del potere - politico, economico o mediatico - osservato dal basso, con lo sguardo disincantato della gente comune. Attraverso immagini e frasi in dialetto barese, la canzone racconta contraddizioni quotidiane, ingiustizie e paradossi del presente, mantenendo però il tono diretto e popolare tipico della band barese. Il dialetto diventa così uno strumento narrativo che porta con sé immediatezza, autenticità e capacità di restituire la voce della strada. “Maestà” trasmette una buona dose di leggerezza e, allo stesso tempo, fa emergere un punto di vista critico sulla società, invitando il pubblico, in un colpo solo, ad ascoltare, ballare e riflettere. Insomma, con questo nuovo brano i Folkabbestia confermano la loro capacità di unire folk, reggae e impegno civile, mantenendo viva la loro identità mediterranea e portandola verso nuove contaminazioni sonore.
I FOLKABBESTIA si sono formati a Bari alla fine del 1995 e, in trent’anni di carriera, hanno pubblicato 8 album in studio, 1 album live, 1 EP e vari singoli. Dai primi anni di vita a oggi hanno suonato in giro per tutta Italia (calcando palchi importanti come, ad esempio, l’Arena Campovolo e il Firenze Social Forum) e sono stati invitati a esibirsi dal vivo anche in vari paesi esteri grazie alla loro abilità di trasformare ogni concerto in una festa collettiva, a prescindere dalla lingua usata nei testi. Nel 2003, inoltre, il gruppo barese è entrato nel “Guinness dei primati” come detentore del record per l’esibizione musicale più lunga del mondo, suonando la stessa canzone per 30 ore di seguito. La formazione attuale dei Folkabbestia è composta da Lorenzo Mannarini (voce e chitarra), Francesco Fiore (basso), Nicola De Liso (batteria), Pino Porsia (flauti), Michele Sansone (fisarmonica) e Isabella Benone (violino).

_____________________________________________________________________________________

“BAGARIA” DI CAPONE & BUNGT-BANGT
LA LINGUA CLANDESTINA TORNA A SFIDARE IL POTERE.
Dopo 30 anni di junk music e strumenti riciclati, Maurizio Capone apre un nuovo capitolo con un brano in ‘parlesia’ – lingua segreta dei musicisti napoletani – senza traduzioni né concessioni al folklore. Da oggi su tutte le piattaforme digitali.

C’è un’altra Napoli che non si vede nei cliché. È fatta di codici orali, rottami sonori e ritorni al futuro. Maurizio Capone, pioniere riconosciuto della junk music – strumenti musicali costruiti interamente con materiali riciclati – lo dimostra da oltre trent’anni, conquistando premi (Premio Musica e Cultura Peppino Impastato, Premio Troisi, Premio Focus per l’intelligenza musicale, Premio Lunezia) e attenzione anche in ambito ambientalista come eco-pioneer italiano (Campione di Economia Circolare per Legambiente, Socio onorario Musica contro le mafie di Libera). Oggi, il progetto Capone & BungtBangt, rilancia la sfida su due fronti: quello ecologico e quello linguistico. Il nuovo singolo “BAGARIA” (in uscita oggi su tutte le piattaforme digitali) è molto più di una canzone. È un atto clandestino scritto in parlesia, l’antica lingua criptica dei musicisti napoletani, nata per comunicare senza essere capiti da chi stava fuori dal loro mondo. Una lingua orale, mai ufficializzata, oggi quasi scomparsa o usata dai musicisti storici della scena partenopea. Capone non la trasforma in folklore o citazione da museo. La riattiva. Nel testo – duro, provocatorio, legato al presente e al potere – nessuna parola viene tradotta, spiegata né lo sarà.
L’autore non confermerà mai il bersaglio del brano: spetta all’ascoltatore cercare il significato, entrando in una tradizione che va da Pulcinella alle canzoni sovversive come Palummella Zompa e Vola.
Dal punto di vista sonoro, “BAGARIA” è un ipnotico e fisico motore ritmico costruito con strumenti originali autocostruiti da Capone: scatolophon, tubolophon, scopa elettrica, buatteria e altri oggetti riciclati le cui origini restano deliberatamente non identificabili. L’ascoltatore sente ma non possiede del tutto ciò che ascolta – esattamente come accade con la parlesia. «Quanto di ciò che ascoltiamo siamo davvero in grado di capire?» è la domanda che il brano lascia sospesa. In questa nuova fase artistica, Capone & BungtBangt si presenta come formazione modulare con un nucleo centrale composto da Maurizio Capone e Horus (Vincenzo Falco), mantenendo intatta l’identità junk ma aprendosi a una dimensione narrativa più radicale e contemporanea. BAGARIA non è una canzone “in parlesia”. È un brano clandestino scritto in una lingua clandestina. E dietro ogni suono riciclato, ci sono trent’anni di ricerca e di coerenza eco-ambientalista che pochi possono rivendicare. In occasione del lancio di “Bagaria” Maurizio Capone il 28 maggio sarà impegnato a Napoli in un trittico di iniziative socio-culturali durante le quali presenterà dal vivo il nuovo brano, promuovendo, specie ai giovanissimi, il linguaggio della ‘parlesia’. Alle ore 11 sarà all’evento finale del progetto “Contesti Sonori” presso la Scuola I.P.S.E.O. A. Cavalcanti, alle ore 17 parteciperà alla riapertura del Vicolo della Cultura (Via Montesilvano 4) invece alle ore 20:45 sarà al Polo delle Arti Caselli-Palizzi presso l’istituto scolastico Palizzi di Piazzetta Salazar 6 per un incontro con il giornalista Lino Volpe in una serata dedicata a Pino Daniele dal titolo “Il Giovane Pino”.


Official web
_____________________________________________________________________________________

EDOARDO DE ANGELIS
“ERANO SOLO UOMINI (IO SOGNO)” :
disponibile da oggi il nuovo singolo prodotto dalla A.C. CulturArti
per Il Cantautore Necessario / Azzurra Music

È disponibile da oggi su tutte le piattaforme digitali, al link “Erano solo uomini (Io sogno)”, il nuovo singolo di Edoardo De Angelis, pubblicato da Il Cantautore Necessario / Azzurra Music. Link: https://linktr.ee/Edoardo_De_Angelis . Il brano segna il rinnovato incontro artistico tra il cantautore romano e la storica etichetta veronese. La produzione esecutiva è interamente curata dalla A.C.CulturArti di Udine, realtà che da anni sostiene e sviluppa progetti culturali e musicali di qualità. Il brano è un intenso grido di dolore e nasce come risposta emotiva e civile alla visione del film documentario “Cutro, 94 … and more” del regista calabrese Angelo Resta, che racconta con rigore la tragedia del naufragio avvenuto a poche centinaia di metri dalla spiaggia di Steccato di Cutro nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023: un evento che costò la vita a oltre 94 migranti, tra cui molte donne e bambini. “Erano solo uomini (Io sogno)” si fa così testimonianza, memoria e monito: una canzone che diventa voce collettiva. Da sempre attento ai temi legati alle migrazioni e alle fragilità umane, De Angelis ha dedicato a queste vicende spazio e riflessione nella sua intera produzione artistica, confermando una sensibilità coerente e profondamente radicata nella realtà del nostro tempo. A dare ulteriore forza interpretativa al brano è la partecipazione della giovane artista ospite Nicole Coceancig, che ne condivide pienamente la sensibilità sociale e la visione etica. “Erano solo uomini (Io sogno)” anticipa di pochi giorni pubblicazione e distribuzione del nuovo album di inediti “Ulisse al confine del tempo”, che conferma il percorso artistico di Edoardo De Angelis come voce attenta e partecipe delle grandi questioni del nostro tempo. L’album fa parte del progetto “Frattempi/5: Il Confine del Tempo”,finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e dalla Fondazione Friuli.
   
____________________________________________________________________________________

FATOUMATA DIAWARA
“SIGUI”
TERZO SINGOLO CHE ANTICIPA IL NUOVO ALBUM “MASSA”
DISPONIBILE DAL 5 GIUGNO 2026

Esce oggi “Sigui” (ascolta qui: https://sl1nk.com/sigui-massa) il terzo singolo con cui Fatoumata Diawara, cantautrice del Mali nominata due volte ai Grammy, anticipa l’universo sonoro di “MASSA”, il nuovo album in arrivo il 5 giugno 2026 (preorder al link: https://idol-io.ffm.to/massa.OYD). Un nuovo capitolo del suo viaggio artistico che la porterà poi in Italia, dove la sua voce e la sua presenza magnetica risuoneranno dal vivo il 30 giugno all’Estate Fiesolana, il 2 luglio a Bergamo Jazz Estate, il 18 luglio nell’ambito di Fano Jazz By The Sea e il 15 settembre al Romaeuropa Festival. Il brano, il cui titolo significa “La vita in una grande famiglia”, segue i precedenti singoli “Djanne” (ascolta qui: https://idol-io.ffm.to/djanne) e “Fala” (ascolta qui: https://idol-io.ffm.to/fala), e richiama ancora una volta l’attenzione sulla grave crisi delle relazioni interpersonali all’interno delle famiglie poligame. Una situazione che, spiega Fatoumata Diawara, è «divenuta ormai allarmante: dinamiche segnate da ipocrisia, menzogne, gelosia, egoismo e tradimento, che oggi assumono tratti quasi distorti. È necessario intervenire per eliminare questi elementi dannosi dalle nostre grandi famiglie, così da poter ristabilire rapporti fondati su amore, comprensione, fiducia e sostegno reciproco, con sincerità». Fatoumata Diawara - Voce potente e visionaria della scena musicale africana, ha costruito un percorso artistico esemplare. Dopo una serie di collaborazioni e un intenso viaggio tra cinema e musica, l’artista maliana riafferma il proprio impegno e la propria apertura culturale nel suo ultimo lavoro discografico. Artista poliedrica, si fa notare inizialmente come ballerina nella compagnia del padre, dove interpreta la straordinaria danza didadi. È però il cinema a rivelarla al grande pubblico con il film Sia, le rêve du python di Dani Kouyaté, in cui ricopre il ruolo principale. Fuggita da un matrimonio forzato, trascorre sei anni in tournée internazionale con la compagnia teatrale Royal de Luxe. Inizialmente canta dietro le quinte, finché il regista Jean-Luc Courcoult la invita a farlo anche sul palco. Nel 2007 la sua voce la conduce al ruolo della strega Karaba nel musical tratto dal film d’animazione Kirikou et la Sorcière di Michel Ocelot. Successivamente, incoraggiata da Rokia Traoré, impara a suonare la chitarra e inizia a esibirsi nei bar parigini con le proprie composizioni. Rivelata al grande pubblico con il suo primo album Fatou nel 2011, conquista critica e pubblico grazie alla capacità di esprimere l’intimo attraverso la chitarra folk, fondendo la tradizione wassoulou con influenze funk occidentali. Si distingue anche per il suo impegno costante. Nel 2013 riunisce quaranta artisti maliani per il progetto Mali Ko, in risposta alla crisi che attraversava il suo Paese. Nel 2018 pubblica Fenfo - titolo traducibile come “qualcosa da dire” - inviando un messaggio vibrante e necessario. L’anno successivo, le nomination ai Grammy Awards e alle Victoires de la Musique consacrano questa ascesa. La sua musica attraversa i generi con rara naturalezza: afrobeat, jazz, electro, pop e rock si intrecciano rimanendo ancorati ai ritmi mandinka. Il 2023 segna un importante ritorno discografico con London Ko, album ambizioso impreziosito da collaborazioni di rilievo, in particolare con Damon Albarn. Questo legame creativo, nato sul palco di Africa Express nel 2012 e proseguito con il brano Désolé dei Gorillaz nel 2020, trova qui piena espressione, testimoniando la sua dedizione alla condivisione musicale e alla diversità culturale. L’album riflette anche il suo gusto per contaminazioni audaci, come nella collaborazione con Disclosure nel brano Douha (Mali Mali). Nel 2025 torna a far parte dell’avventura del collettivo Lamomali, progetto emblematico di dialogo tra Mali e musica contemporanea avviato da -M-. Figura centrale del collettivo sin dalla sua nascita, ne incarna l’anima mandinka e contribuisce a un nuovo capitolo artistico fatto di concerti e creazioni inedite, nel segno della trasmissione, della fusione e della forza del gruppo. Nel gennaio 2026 entra nella storia diventando la prima donna nera a firmare una chitarra signature con Gibson Epiphone. Un riconoscimento iconico che celebra il suo legame profondo con lo strumento, la sua influenza artistica e il suo ruolo di figura ispiratrice per le nuove generazioni di musiciste.