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Le principali novità dall'Italia e dal mondo della musica trad e world...

Lockdown_il nuovo singolo di Eileen Rose feat. Raffaele Kohler & Slide Pistons

Esce proprio oggi, 13 marzo, il nuovo singolo di Eileen Rose, Lockdown, dall’album Insanitia. Una data scelta non a caso: per ricordare quel 13 marzo 2020 quando in un’Italia intera ginocchio, stordita dal primo lockdown totale ci fu il primo "Flash Mob Sonoro" dai balconi. In quei giorni drammatici, un uomo non si è mai fermato: Raffaele Kohler. Ogni sera, puntuale alle 18:00 per tutta la durata del lockdown, ha suonato la sua tromba dietro le sbarre della sua finestra a Milano. Quelle immagini fecero il giro del mondo, arrivando fino a Nashville, dove Eileen Rose rimase folgorata dalla sua resilienza: Raffaele divenne l’icona musicale di un pianeta sospeso, il soffio d'ottone che ha dato speranza a milioni di persone. Oggi, quella che era un’immagine televisiva è diventata un’amicizia profonda e una collaborazione artistica. In Lockdown, Eileen celebra il talento di Kohler, affiancato dal trombonista Luciano Macchia. Il brano è un omaggio viscerale al soul di Tina Turner, un’esplosione di energia che culmina in un duello mozzafiato tra tromba e trombone. Un "blowout" tecnico e travolgente che si trasforma in una festa collettiva groove soul-dance anni '60. Preparatevi a ballare! Insanitia è un gioco di parole, un cammino in equilibrio sul filo della follia dei nostri tempi che si trasforma in un ponte tra l’America e l’Italia.
Eileen ha dato vita a un intrigante album transoceanico che vanta un cast incredibile di musicisti straordinari. Tra questi figurano il suo compagno di vita, The Legendary Rich Gilbert alle chitarre e pedal steel (Uncle Tupelo, Steve Wynn, Wanda Jackson), gli eroi texani Joel Guzman e Carrie Rodriguez, storici collaboratori di Bob Dylan come Charlie McCoy e Scarlet Rivera, e persino un duetto con l'amato cantautore e attore toscano Bobo Rondelli. 
L’album sarà presentato in Italia domenica 22 marzo sarà in anteprima mondiale con un concerto full band al Teatro Sacro Cuore di Figino Serenza alle ore 17.30 (bigletti in vendita su LiveTicket e presso il negozio Grazia Abbigliamento di Figino Serenza in Via San Materno 13 - Tel  031.780037). È anche possibile prenotare la cena con i musicisti dopo il concerto (prenotazione con whatsapp +39 339 618 0453 o tramite mail: associazionechiarabib@gmail.com). Seguirà un tour in duo con The Ledendary Rich Gilbert per promuovere il nuovo disco in tutta Italia.
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RAIZ
 ESCE VENERDÌ 20 MARZO
 IL VIDEO INEDITO DI “ROSA
 
CONTEMPORANEAMENTE DISPONIBILE SU TUTTE LE PIATTAFORME STREAMING
UNA NUOVA VERSIONE UNPLUGGED DELLA CANZONE
 
Esce venerdì 20 marzo su tutte le piattaforme streaming la nuova versione di “ROSA”, brano scritto da RAIZ nel 2024 per la quarta stagione di Mare Fuori, la fortunata serie tv nel quale ha interpretato il ruolo di Don Salvatore Ricci. L’uscita è accompagnata da un videoclip inedito, nel quale il cantante asseconda i passi di sua figlia Lea, muovendosi fra saloni di grande bellezza. Girato completamente all’interno del Museo e Real Bosco di Capodimonte, la regia e la coreografia sono di Alessandra Sorrentino. Il testo della canzone ha sempre avuto, per Raiz, una duplice chiave di lettura; partendo da un elemento di fantasia, una dedica a sua figlia Rosa Ricci (interpretata nella fiction da Maria Esposito), in cui sogna per lei un futuro diverso e più sereno, arriva a collimare con un momento privato, concreto, dove Lea Della Volpe, sua figlia nella realtà, è stata musa ispiratrice nella verità e nella profondità di significato della canzone. È lo stesso Raiz a spiegarne il senso: “Ho scritto Rosa per la quarta stagione della fiction Rai “Mare Fuori”, in cui interpreto anche uno dei protagonisti. È una canzone sulla genitorialità, sul rapporto esclusivo che lega un padre e sua figlia in un momento di estrema difficoltà. Il testo descrive un sogno, lui che immagina lei da adulta, in abito da sposa, ma che ancora cammina con la mano nella sua; una laurea, una famiglia, dei figli, la forza di saper cambiare il proprio futuro lasciandosi alle spalle l’oscurità. In un primo momento pensata per i personaggi della serie - Salvatore e Rosa Ricci – il brano si adatta perfettamente anche a mie vicissitudini private, sebbene si parli di difficoltà e oscurità diverse, a testimonianza del fatto che qualunque manifestazione di un artista non si allontana mai dalla sua introspezione”. “Nel momento in cui Raiz mi ha affidato la regia del suo video” spiega Alessandra Sorrentino “ho avuto un’immagine precisa: lui in posizione fetale, al centro del Salone delle Feste. Un corpo adulto raccolto in uno spazio immenso, come se fosse caduto dall’alto per finire all’origine, su pavimenti carichi di storia. Un’immagine vulnerabile, che incontra un altro corpo, quello di sua figlia Lea. Da lì si sviluppa la coreografia come un viaggio danzato e fantastico, raccontando il cammino verso una forma condivisa, quasi un organismo unico in cui la tenerezza e il conflitto si fondono senza più confini. La paternità qui non è solo relazione biologica, ma metafora di un viaggio verso il Bello inesplorato: un territorio dove il gesto diventa voce, dove ciò che non può essere espresso con le parole trova finalmente corpo e casa”. La suggestione degli ambienti scelti per il video è quella del Museo e Real Bosco di Capodimonte.  “Quando Raiz ci ha proposto di ambientare nel salone da ballo di Capodimonte le riprese del nuovo video per il bellissimo brano 'Rosa' siamo stati subito coinvolti dalla sua passione e dal suo desiderio di riscattare la negatività del popolare personaggio interpretato nella serie Mare Fuori e al cinema - dichiara Eike Schmidt, Direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte - Con sensibilità e consapevolezza dei luoghi, ha fatto danzare un padre e una figlia nella bellezza della Reggia, immaginando per loro la possibilità di un’altra storia, fatta di amore e rispetto. Il Museo di Capodimonte vuole aprirsi sempre più a momenti performativi con collaborazioni di qualità per ampliare il proprio pubblico e promuovere il suo patrimonio attraverso tutte le arti.”
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CLAUDIO VIGNALI rompe i confini
Nasce il nuovo suono di FLOW BARK
Nu jazz, rap e visione: il nuovo manifesto sonoro di CLAUDIO VIGNALI. 

Dal 13 marzo, fuori per Alman Music FLOW BARK, un progetto che scorre oltre i confini. Il singolo, accompagnato dal videoclip ufficiale, è disponibile su tutte le piattaforme digitali e anticipa l’uscita dell’attesissimo album che vedrà la luce nel corso del 2026. Un nuovo capitolo artistico per CLAUDIO VIGNALI, pianista e compositore bolognese tra i più brillanti della scena jazz contemporanea. Dopo collaborazioni e tournée in tutto il mondo, presenta FLOW BARK, il suo nuovo entusiasmante viaggio sonoro in compagnia di Frank Martino (chitarra 8 corde), Marco Frattini (batteria) e il rapper Devon Miles “Messenger of Light”, la cui presenza conferisce al sound una dimensione contemporanea, incisiva e poetica. Il risultato è un prodotto autenticamente “urban”, in cui la contaminazione jazz si manifesta con forza, eleganza e virtuosismo. Con FLOW BARK, CLAUDIO VIGNALI firma un lavoro maturo, visionario e sorprendente, capace di parlare tanto agli amanti del jazz quanto alle nuove generazioni cresciute nell’universo hip-hop. Il brano farà parte dell’album “Flow”, che uscirà per Alman Music. All’interno del disco spicca la partecipazione della straordinaria vocalist americana Gretchen Parlato, artista pluripremiata e considerata tra le voci più influenti del panorama jazz mondiale contemporaneo. La sua presenza impreziosisce la raccolta con una dimensione internazionale e sofisticata, confermando l’ambizione e la caratura artistica del progetto di CLAUDIO VIGNALI. Il viaggio è iniziato. Il flusso è inarrestabile.

FLOW BARK dal 13 marzo 2026 (link: https://bfan.link/flow-bark).
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La Taranta e l’universo femminile, bando per nuovi progetti artistici

​La Fondazione La Notte della Taranta pubblica un avviso per la selezione di progetti artistici originali destinati alla ventinovesima edizione del Festival Itinerante La Notte della Taranta, in programma nel mese di agosto. L’avviso, configurato come concorso di idee di carattere artistico e culturale, è promosso dal Comitato Scientifico della Fondazione ed è rivolto ad artisti e gruppi che intendono proporre progetti inediti di natura musicale o multimediale – narrativi, teatrali, coreografici o visivi, con una consistente componente musicale – appositamente concepiti per il contesto del Festival.
L’intento è esplorare il legame profondo tra tarantismo e universo femminile, assumendo come riferimento ideale il volume Lettere da una tarantata dell’antropologa Annabella Rossi. Pubblicato nel 1970, il libro nasce dalla corrispondenza pluriennale dell’autrice con la tarantata Anna, “contadina nata in un paese della provincia di Lecce” che l’autrice incontra nella cappella di San Paolo a Galatina mentre lavora al seguito di Ernesto De Martino nella celebre ricerca sul tarantismo pugliese.
I progetti selezionati saranno eseguiti dal vivo e all’aperto nell’ambito del Festival Itinerante e possono prevedere, in forma non esclusiva, anche l’utilizzo di materiali registrati. Il concorso si articola in due categorie: una riservata ai candidati under 35 e una aperta a partecipanti di tutte le età. Per i progetti under 35, la Fondazione garantisce un percorso di accompagnamento e monitoraggio durante la fase di realizzazione. La selezione può individuare fino a due progetti per la categoria under 35 e un progetto per la categoria senza limiti di età.
I progetti devono avere una durata compresa tra 45 e 60 minuti e presentare una chiara coerenza artistica con l’identità culturale del Festival, dimostrando capacità di rilettura contemporanea dei linguaggi della tradizione, solidità espressiva e sostenibilità produttiva, anche in relazione al contesto specifico del Festival.
La partecipazione è gratuita. Le candidature devono essere inviate esclusivamente tramite PEC all’indirizzo fondazionelanottedellataranta@pec.it entro e non oltre il 31 marzo 2026, secondo le modalità e con la documentazione indicate nell’avviso pubblico disponibile sul sito ufficiale della Fondazione nella sezione Notizie. La valutazione delle proposte è affidata alla Commissione selezionatrice costituita dal Comitato Scientifico della Fondazione. L’esito della selezione verrà comunicato ai partecipanti entro il 15 maggio 2026.
I progetti selezionati saranno presentati in apertura di una delle tappe del Festival Itinerante 2026. I costi di produzione dello spettacolo sono sostenuti dalla Fondazione, che garantisce anche l’assistenza tecnica necessaria.

Ermal Meta è il Maestro Concertatore della ventinovesima edizione della Notte della Taranta
Le culture del Mediterraneo protagoniste dell’edizione 2026 del grande festival della musica popolare

Il cantautore Ermal Meta è stato scelto dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione La Notte della Taranta come Maestro Concertatore dell’edizione 2026 del Concertone, in programma a Melpignano (Lecce) sabato 22 agosto. La decisione è in linea con il tema che quest’anno caratterizza uno dei Festival di musica popolare più importanti in Europa: il Mediterraneo con le sue culture e le sue storie, spazio di relazioni, mare che unisce, “non una civiltà, ma mille civiltà sovrapposte”, nelle parole di Fernand Braudel. Nato a Fier, in Albania, e cresciuto a Bari, dove arriva all’età di tredici anni nel corso del “grande esodo” dopo la caduta del regime comunista, Ermal Meta è testimone della capacità della Puglia di farsi terra di accoglienza, “arca di pace”, portatrice di una cultura che è frutto di millenni di incontri, relazioni, migrazioni. Cantautore e autore tra i più apprezzati della sua generazione, nel corso degli anni Ermal Meta si è affermato come una delle voci più importanti del panorama musicale italiano, distinguendosi per una scrittura intensa e impegnata, capace di unire dimensione personale e collettiva. Vincitore del Festival di Sanremo e protagonista di un percorso artistico costellato di riconoscimenti, collaborazioni prestigiose e progetti di ampio respiro, ha saputo costruire una carriera solida e coerente, fondata sull’ascolto, sul dialogo tra culture e sulla centralità della parola. La sua scelta come Maestro Concertatore continua il percorso della Notte della Taranta, che da sempre affida la tradizione musicale salentina a sguardi capaci di rileggerla, rispettarla e metterla in dialogo con il presente. Ermal Meta è stato protagonista di uno dei momenti più intensi dell’edizione 2025 del Concertone, proponendo sul palcoscenico di Melpignano il brano Lule Lule, antico canto d’amore in lingua arbëreshe, e Mediterraneo, tratto dal suo ultimo album Buona fortuna. «È una grande emozione sapere di far parte di una tradizione così profonda – dichiara Ermal Meta – È anche una grande responsabilità. Ho avuto modo di vedere da vicino la passione e la fede che La Notte della Taranta genera nelle persone che la amano e che la seguono. Mi onora che abbiano scelto me come maestro concertatore di quest’anno. Evviva La Notte della Taranta, evviva la Puglia!». «Tra la Notte della Taranta ed Ermal Meta è nata fin da subito una consonanza profonda, legata al suo percorso umano e artistico e ai valori che ispirano la sua musica – dichiara Massimo Bray, presidente della Fondazione La Notte della Taranta. – La sua storia personale segnata dall’esperienza della migrazione e dall’approdo in Puglia negli anni Novanta parla di accoglienza, di dialogo tra i popoli, di una cultura che non si chiude ma si apre all’altro. E proprio in quegli anni, infatti, la Puglia era stata indicata a livello internazionale come esempio di solidarietà e di umanità, al punto da essere proposta per il conferimento del Premio Nobel per la Pace. È una pagina della nostra storia recente di cui essere fieri e da non dimenticare, soprattutto oggi, in un tempo segnato da conflitti e da una rinnovata centralità della forza nella geopolitica globale. A questa logica, la cultura e la musica possono e devono opporre un’altra idea di forza: quella della cooperazione, del rispetto reciproco, del riconoscimento di una comune umanità e di valori condivisi che uniscono le persone oltre ogni confine. Con Ermal Meta affidiamo la direzione del Concertone a un musicista capace di tenere insieme memoria e presente, tradizione e contemporaneità, e di interpretare il Mediterraneo non come confine, ma come spazio di incontro, di scambio e di convivenza. Dopo Sotto lo stesso cielo, titolo della passata edizione, il Festival prosegue idealmente il suo cammino attraverso lo stesso mare, riaffermando la vocazione della La Notte della Taranta: fare della musica un linguaggio universale di pace, di relazione e di futuro condiviso».
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L’ANTIDOTE
“DANS UN RÊVE”
 DISPONIBILE DA OGGI 6 MARZO

Il singolo anticipa la colonna sonora, in uscita nel 2026, della mostra Giorgio Armani Privé 2005-2025 – Twenty years of Haute Couture presso Armani/Silos

Esce oggi, venerdì 6 marzo, su tutte le piattaforme digitali “Dans un Rêve”(Ponderosa Music Records), il nuovo singolo de L’Antidote. Una composizione dal respiro cinematografico che immagina un mondo in cui la pace è ancora possibile, sospeso tra memoria, identità e visione. Il brano nasce dall’incontro di tre musicisti provenienti da Iran, Libano e Albania — Rami Khalifé, Redi Hasa e Bijan Chemirani — le cui storie personali e radici culturali si intrecciano in una narrazione musicale densa di suggestioni. Terre segnate da stratificazioni storiche e da una profonda resilienza culturale diventano qui materia sonora, trasformandosi in un paesaggio onirico attraversato da una tensione luminosa e carica di speranza. Il pianoforte di Khalifé disegna una trama melodica sospesa e contemplativa, accompagnato dal violoncello di Hasa e dalle percussioni di Chemirani, che danno vita ad un’atmosfera avvolgente ed evocativa. Il risultato è un ambiente capace di trasportare l’ascoltatore in una dimensione intima e visionaria, dove tradizione e contemporaneità dialogano con naturalezza. “Dans un Rêve” anticipa la pubblicazione della colonna sonora prevista per il 2026, della mostra Giorgio Armani Privé 2005–2025 – Twenty Years of Haute Couture, ospitata presso Armani/Silos. A metà strada tra musica da camera, suggestioni mediorientali e scrittura contemporanea, L’Antidote si configura come uno spazio di incontro tra sensibilità artistiche e tradizioni musicali differenti. Un progetto che attraversa confini geografici e culturali, trasformando la diversità delle origini dei tre musicisti in una materia creativa comune, capace di restituire un racconto musicale intenso, cinematografico e universale.
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ZOE PIA EIC - Eden Inverted Collective
 
E’ in uscita venerdì 6 febbraio “Hispania”, il primo singolo tratto da Atlantidei, album d’esordio del collettivo EIC – Eden Inverted Collective capitanato da Zoe Pia, che sarà pubblicato il 24 febbraio su tutte le piattaforme digitali da Caligola Records. Hispania apre un viaggio sonoro che intreccia memoria storica, mito e visione, ispirandosi alla leggenda di Atlantide e al suo legame con le civiltà del Mediterraneo. La Sardegna, terra arcaica e culla di antichi popoli come gli Shardana, diventa il punto di partenza. Il brano si muove come una corrente sotterranea che non cerca un'esplosione, ma il trascinamento emotivo, l’ascolto intimo, l’attivazione lenta che non sapevamo di avere. Qui il clarinetto della musicista e compositrice Zoe Pia si tesse alle percussioni a tastiera (glockenspiel, marimba, vibrafono) dei quattro percussionisti del collettivo Mattia Pia, Paolo Nocentini (Professori titolari della Fondazione Arena di Verona), Nicola Ciccarelli e Carlo Alberto Chittolina (Professori ospiti della Fondazione Arena di Verona) e la musica si muove come le carovane sulla rotta di civiltà perdute.  È un lavoro timbrico sottile che preferisce il profondo al brillante. Con Hispania, EIC – Eden Inverted Collective inaugura un percorso di ricerca tra l’archeologia immaginifica, la geografia del mito e la tensione spirituale dell’ascolto. Lo spazio sonoro diventa metafora di un’antica mappa dell’anima, un luogo dove le linee di confine tra Storia e Natura, tra memoria e desiderio, vengono disegnate in un unico gesto. Il brano è un invito al rispetto reciproco tra i popoli, alla valorizzazione della diversità e alla riscoperta di un linguaggio universale che unisca invece di separare, come pratica di coesistenza. La musica diventa così luogo di incontro, ponte tra storie lontane e visioni future che chiede riconoscimento: delle civiltà sommerse, delle culture rese invisibili, delle storie non lineari.  Evoca la possibilità di un tempo altro, in cui i popoli non si fronteggiano ma si ascoltano, in cui le differenze non generano gerarchie ma risonanze comuni.  In questo senso, Hispania diventa non solo un brano musicale, ma un atto politico in forma poetica.
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DARIO SANSONE
ESCE IL 22 GENNAIO “RESTIAMO IN PIEDI”
IL NUOVO SINGOLO
(Santo Sud / distr. Distrokids)

Esce giovedì 22 gennaio Restiamo in piedi, il nuovo singolo di Dario Sansone: un canto di resistenza che dà voce a un’umanità ferita ma non sconfitta. Un invito a salvare i propri sogni e tenere accesa la scintilla della speranza, l’unico sentimento capace di renderci ancora umani mentre tutto intorno a noi sembra crollare. Restiamo in piedi è un brano completamente autoprodotto da parte di Santo Sud, l'etichetta di Dario Sansone: una canzone ostinata, un gesto di fiducia nel futuro nonostante il dolore, la perdita e la fragilità del presente. Una presa di posizione emotiva e poetica che si muove su un andamento incalzante, sostenuto da un groove che affonda le radici nel blues; il testo, prevalentemente in italiano, si lascia attraversare anche dal dialetto napoletano, che emerge come eco profonda, identitaria, capace di amplificare il senso di appartenenza. Dario Sansone introduce così il brano: “Questa canzone mi ha dato la possibilità di confrontarmi con la mia necessità di non potermi sottrarre al dolore del mondo che abito. La mia vocazione non può semplicemente essere intrattenimento: oggi più che mai deve trasformarsi in grido e spunto di riflessione che possa mettere in connessione il pensiero delle persone. Questa è una canzone per chi si sente smarrito dal momento storico che stiamo vivendo, per chi come me è cresciuto con la possibilità e la consapevolezza di intendere che la pace tra gli uomini non sia solo un’utopia ma una necessità. Nella scrittura sono partito dal blues, musica dell’anima e della materia, adatta per tirare fuori con semplicità e intensità quello che avevo da dire. Seb Martel, il produttore artistico con il quale ho realizzato il brano, ha avuto la sensibilità di dipingere con le giuste tinte le atmosfere della canzone, impreziosite dal lavoro di Nicolas Quere già a lavoro con Nick Cave and the Bad seeds, The Arctic Monkeys, Timber Timber, ai missaggi. Inoltre, sono felice di poter sostenere EMERGENCY che da sempre si occupa di portare sostegno medico nelle zone di guerra.” Restiamo in piedi, infatti, sostiene EMERGENCY, organizzazione umanitaria internazionale impegnata nell’offerta di cure medico-chirurgiche alle vittime dei conflitti armati, che in questo momento sta promuovendo il disarmo e la cultura di pace con la campagna R1PUD1A sull’articolo 11 della Costituzione Italiana. I banchetti dell’associazione saranno presenti in tutte le tappe del nuovo tour di Dario Sansone, di cui sono state annunciate le prime date. Un viaggio emotivo che intreccia amore e resistenza, alternando i brani di Santo Sud, il suo album d’esordio solista pubblicato ad aprile 2025, alle canzoni storiche dei Foja, rivisitate in una formazione in trio con voce, chitarra, violino e contrabbasso. Uno show intimo e potente, che celebra radici, racconti e sentimenti. Ad aprire i concerti ci saranno i Guappecarto, con il loro sound tzigano e mediterraneo. Dario Sansone è musicista, disegnatore, regista e direttore artistico oltre che leader, autore e voce dei Foja, con cui ha pubblicato dal 2006 un EP e quattro album, contribuendo al rinnovamento della scena folk-rock partenopea. Artista instancabile e trasversale, collabora a numerosi progetti, tra cui quelli con Gnut (Tarall&Wine), Daniele Sepe (Capitan Capitone), oltre che con Ivan Granatino e D-Ross per la colonna sonora della serie Gomorra. La sua musica appare anche in Mare Fuori e in molte altre produzioni cinematografiche e televisive. Firma videoclip, cortometraggi e progetti narrativi dal forte impatto visivo e nel 2017 co-dirige insieme a Alessandro Rak, Ivan Cappiello e Marino Guarnieri il film d’animazione Gatta Cenerentola, presentato alla 74ª Mostra del Cinema di Venezia. La pellicola ottiene sette nomination ai David di Donatello 2018, tra cui quella per la miglior canzone, “A chi appartieni”, da lui scritta e interpretata; conquista due premi: Migliori Effetti Speciali e Miglior Produttore. Nel corso degli anni lavora con un ampio ventaglio di artisti italiani e internazionali, tra cui La Pegatina, Elaquent, Shaun Ferguson, Wesli, Black Noyze, Pauline Croze, Omar Sosa, Enzo Gragnaniello, Clementino, e Francesco Di Bella.
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LUIGI LO CASCIO | MONI OVADIA
CANTO E CANTERO’ ANCORA
di Canio Loguercio
Giovanna Famulari - Cello and Voice

Canto e canterò ancora è una ballata civile contemporanea scritta da Canio Loguercio per le voci di Moni Ovadia e Luigi Lo Cascio. Il testo attraversa luoghi-simbolo della Palestina – il mare, Hebron, il Negev – e dà voce alle madri, ai figli, alle donne e agli uomini schiacciati dall’occupazione e dalla guerra. È un viaggio nella memoria e nella resistenza: tra case distrutte, confini che si sciolgono “come sale nell’acqua” e voci che continuano a cantare nonostante l’assedio del tempo e della storia. Il brano intreccia parola recitata e canto, unendo poesia e musica popolare. Moni Ovadia, attore, musicista, regista, tra le figure centrali del teatro di impegno civile in Italia, e Luigi Lo Cascio, attore pluripremiato di cinema e teatro, prestano le loro voci a un coro di testimoni: la madre di Ahmed, i fratelli di Amin, le donne che “impastano pane e memoria nella sabbia bollente”. Il canto diventa così una forma di lutto e insieme di resistenza: “io canto e canterò ancora, canterò sempre la luce del giorno”. 
COVER - Foto di Antonio Biasiucci – tra i più autorevoli fotografi italiani - da ‘The Dream’ (2016), ritratto realizzato nel campo profughi di Souda a Chios. Serie su volti di rifugiati con occhi chiusi, simbolo di sogno e resistenza umana.
TEASER - Il teaser annuncia l'uscita del brano sulle piattaforme digitali e di un successivo video collettivo della Piccola Scuola di Cinema di Torpignattara, diretta da Alessandro Scippa, in collaborazione con l'Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico. Le immagini d’archivio, provenienti dal Fondo Monica Maurer conservato presso AAMOD, sono tratte dal documentario "Giornata della Terra – Um el Fahem, Sakhnin e Nazareth" , 1981.