Notizie

Le principali novità dall'Italia e dal mondo della musica trad e world...

IL MEA! PRODUZIONE DEL CD: ALESSIO LEGA CANTA IVAN DELLA MEA.

Un CD dedicato a IVAN DELLA MEA, realizzato da Alessio Lega e dal Canzoniere della Rivolta (Francesca Baccolini, Rocco Marchi, Sasà Sorace, Guido Baldoni, Massimo Furia), con altri ospiti speciali (come Riccardo Tesi, Michelangelo Ricci, Davide Giromini, De Soda Sister). Un progetto di Archivi della Resistenza, Istituto Ernesto de Martino e Materiali Sonori che si può sostenere sulla piattaforma “Produzioni dal basso”… Ivan Della Mea è stato un poeta, cantore, intellettuale e scrittore, tra i più originali della scena culturale italiana. Ivan ha influenzato il suo tempo e con generosità ha sacrificato all’impegno politico anche il riconoscimento del suo talento. Nel decennale della sua morte, maggio 2019, Alessio Lega (due targhe Tenco, tra i cantautori che hanno ereditato quella stagione della canzone italiana d’impegno politico) gli ha dedicato una corposa biografia. Uno degli scopi che si proponeva la biografia era quello di sottolineare come Ivan Della Mea sia stato un grande artista e come accade per ogni autore la sua opera merita costanti interventi critici e riletture musicali. La convinzione - anche di molti ammiratori - che la forza di Ivan stia tutta nel contenuto, e in ogni caso solo nel testo è il primo mito da sfatare: ci sono melodie bellissime che aspettano solo di essere rispolverate da esecuzioni meno legate ai limiti tecnici del periodo in cui sono stati registrati gli storici Dischi del sole. Insieme agli Archivi della Resistenza di Fosdinovo (straordinaria strutura di memoria e attualità dei valori della Liberazione), l'altro produttore del cd è l’Istituto Ernesto de Martino, che ha ereditato la storia del Nuovo Canzoniere Italiano e di cui Ivan Della Mea è stato uno dei principali promotori. Infatti l’operazione del cd ha preso l’avvio dal grande concerto omaggio del 16 giugno 2019, presso l'Istituto de Martino di Sesto Fiorentino e poi da una serie di concerti-presentazioni di Alessio Lega della biografia, interrottasi a causa del Covid. Il terzo partner è l'etichetta Materiali Sonori, che unisce un catalogo di grande raffinatezza culturale a un impegno sui temi sociali e politici, un laboratorio musicale e teatrale molto legato, anche da fraterna amicizia, a Ivan Della Mea e alla sua storia.


video:

___________________________________________________________________________________

DJELEM DO MAR 
IL CROWDFUNDING

"DJELEM DO MAR" è un progetto che nasce da un'idea di Fabia Salvucci e Sara Marini. L’incrocio di parole di etnie diverse: la prima romani' che significa "camminare/andare/viaggiare" la seconda portoghese che significa "del mare". Un viaggio contaminato da linguaggi musicali che si fondono tra sonorità rom yiddish, ritmi latini, melodie greche, basche, arabo flamenche e musica tradizionale del centro sud. Un omaggio al Mediterraneo e non solo, con le sue contraddizioni il suo fascino e le sue molteplici culture. Un percorso che si caratterizza come lavoro di rilettura della musica Etno-popolare a due voci che in contrappunto raccontano storie di popoli. L’apporto di strumenti moderni e percussioni elettroniche intersecati a strumenti antichi, danno vita ad un sound moderno e fruibile in ogni contesto e ad una contaminazione di suoni inaspettata. Una nuova world music vestita di storia, tecnologia, cultura e modernità. Sara e Fabia si incontrano all'Accademia PercentoMusica di Roma nel corso di alta formazione professionale multi stilistico per cantanti. Grazie al loro background musicale comune, alla passione per le sonorità etniche e all’amore per la riscoperta delle musiche tradizionali e dei canti antichi, condividono lo stesso percorso e cominciano da subito a cantare insieme. Studiano e collaborano infatti tutt’ora con artisti ed etnomusicologi tra i più importanti del panorama musicale popolare italiano tra i quali: Giovanna Marini, Elena Ledda, Nando Citarella, Ambrogio Sparagna, Tosca Donati, Nicola Piovani. Nel 2016 danno vita al loro progetto musicale, “Djelem Do Mar”, che fonde il lavoro di ricerca personale di entrambe sulle sonorità del mediterraneo e non solo. Affrontano le tradizioni musicali dai popoli dell’Est Europa, a quelli dell'Europa centrale, fino all’Africa. Per partecipare al crowdfunding clicca al link

IL PROGETTO
I Djelem Do Mar stanno sviluppando un progetto musicale, un disco di brani inediti che attingono alla musica popolare e alla musica world, che abbiamo già presentato in molti club e festival italiani. L'apprezzamento ottenuto da ogni genere di pubblico ha enormemente rafforzato il nostro spirito e desiderio di portare avanti questo progetto musicale a due voci  femminili. Vorremmo quindi portare a maturazione il nostro primo album di brani originali che rappresenterebbe una "fotografia" del nostro percorso musicale ed esistenziale  raccontando il nostro vissuto, le musiche che abbiamo amato, i ritmi che ci hanno percorsi sinora. Ma se v

 
I MUSICISTI
Il disco è curato interamente da musicisti professionisti che lavorano costantemente al nostro fianco: Lorenzo Cannelli, Paolo Ceccarelli, Franz Piombino e Michele Fondacci . Per mantenere l'essenza del nostro voler incontrare e conoscere nuove persone e nuovi popoli attraverso suoni, lingue e dieletti, ci siamo affiancati ad artisti eccellenti come Pietro Cernuto, Pejman Tadayon, Theodoro Melissinopoulos per testi in lingua o di autori della letteratura locale dell'etnia in questione, mentre per i brani in italiano all'attore, regista e drammaturgo Riccardo Tordoni . Le musiche e gli arrangiangiamenti sono curate in parte da noi due (per lo più quelli vocali), ma soprattutto dal nostro braccio destro Lorenzo Cannelli, polistrumentista e musicista eclettico che oramai ci affianca da anni, e da Paolo Ceccarelli, eccellente chitarrista ed arrangiatore di ritorno dall’ultimo tour di Alessandro Mannarino.

___________________________________________________________________________________

DAL 24 NOVEMBRE LA PIANISTA, CANTANTE E COMPOSITRICE ELGA PAOLI TORNA CON “SETTEMBRE”. 
IN ATTESA DEL NUOVO PROGETTO DISCOGRAFICO, PRODOTTO DA KOINÈ BY DODICILUNE, IL BRANO ESCE SU TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI E CON UN VIDEOCLIP SU YOUTUBE 

La pianista, cantante e compositrice Elga Paoli torna con "Settembre". Il nuovo singolo, che da martedì 24 novembre sarà distribuito su store e piattaforme on line da Believe Digital e accompagnato da un videoclip disponibile su Youtube, anticipa l'uscita prevista per il 2021 del terzo progetto discografico firmato dall'artista per Koinè by Dodicilune. Nel brano - registrato all'Arcipelago Studio di Roma dal sound engineer Stefano Isola – Elga Paoli (voce, pianoforte, composizione e arrangiamenti) è affiancata da Andrea Colella (contrabbasso), Alessandro Marzi (batteria), Silvia Lanciotti (violino), Francesco Marquez (violoncello). La foto di copertina è di Lorelle Vanfossen (lorelle.wordpress.com). Settembre è il tempo della riflessione e del ritorno, del ritorno a stessi, ma è anche una metafora. «Nel brano ho paragonato le foglie di settembre - che fino alla fine imprigionano tutta la bellezza, anzi mai come alla fine  i loro colori sembrano celebrarla - alla nostra vita, come monito e come invito», racconta Elga Paoli. «Noi uomini dovremmo seguire il loro esempio valorizzando tutti i giorni fino all’ultimo e conservando tutta la bellezza che ci ha  attraversato, pur essendo in balia di un colpo di vento. Il poeta scrittore Fernando Pessoa - fonte di ispirazione per questo brano - dedica alcune pagine al tema dell’autunno, a quel momento particolare che lo precede in cui tutto sembra sospeso, in cui. "Niente era ancora morto, ma ogni cosa, come in un sorriso assente si trasformava in nostalgia verso la vita", scrive nel volume "Il Libro dell'Inquietudine")». Elga Paoli è una cantautrice "anomala", un’artista dal percorso variegato e curioso. Inizia giovanissima ottenendo un contratto con la storica etichetta Rca. Si esibisce a teatro con Pandemonium e Gigi Proietti e, a soli vent’anni, approda al festival di Sanremo. Incide un disco mai uscito in cui si avvale della collaborazione di Roberto Gatto, Maurizio Gianmarco, Danilo Rea. Nel 1994 esce “Colpi di gonna” (Ala Bianca/CGD) dal quale Vincenzo Mollica seleziona “Ultimo ballo” come sigla della trasmissione Prisma in onda su Rai1. Nel corso della sua carriera si è esibita due volte al Premio Tenco, al Festival di Recanati, al Montreux Jazz Festival (come tastierista e vocalist nel gruppo di Tony Esposito), Controcanto e in numerosi locali italiani e internazionali incrociando la propria strada, tra gli altri, con Enrico Pierannunzi, John Taylor, Kenny Werner (in occasione dello stage a Siena Jazz), Stefano Battaglia. Figlia d'arte, il padre pianista e la madre cantante, diplomata in Piano jazz alla “Saint Louis College of music” e al Conservatorio Santa Cecilia di Roma, ha nel cuore la musica di Coltrane, Baker, Evans, Jarrett. Dal 2010 avvia una collaborazione con l’etichetta pugliese Dodicilune con la quale produce due cd di inediti "Profumo di jazz" (2010) e “Il Lato Vulnerabile” (2016) e propone “You don’t know what love is”, brano eseguito in duetto con il sassof onista Gian Piero Lo Piccolo, inserito in “Hunger and love”, doppio cd tributo per i cento anni dalla nascita di Billie Holiday (2015). 
___________________________________________________________________________________

ROBERTO KUNSTLER - DAVANTI ALLA FINE DEL MONDO
È IL SINGOLO CHE ANTICIPA L'EP OMONIMO IN USCITA NEL 2021
 
In streaming e download su tutte le principali piattaforme digitali

Ha scelto la filosofia, questa volta, Roberto Kunstler, come volano di ispirazione per scrivere una canzone. La filosofia mescolata alla storia. Cantautore e poeta, uno degli ultimi “veggenti” della musica italiana, anche disegnatore, come ha recentemente dimostrato per tramite della sua esperienza con il progetto multidisciplinare Vita d’artista, che è diventato anche un libro/pamphlet sull’arte (Arsenio Edizioni, 2020).
Una canzone, Davanti alla fine del mondo, che nasce per Kunstler dall’incontro, veicolato dall’amico giornalista e politologo Massimo Ricciuti, con il filosofo Mauro Cascio; autore di più di venti saggi (alcuni dei quali con prefazioni di Emanuele Severino e Massimo Cacciari, del quale è stato allievo) e fondatore dell’Antologia di Studi tradizionali Luz e del trimestrale di orientamento liberale Diritto e Libertà. Un libro scritto da Cascio che contiene una serie di appunti filosofici sotto forma di storie per non morire, colpisce profondamente la fantasia e la sensibilità del grande cantautore che decide cosi di utilizzare questi testi del filosofo come traccia narrativa per una manciata di canzoni che escono dalla sua penna in un lampo, come d’incanto. In poche ore. Una canzone tra queste, quella che andiamo a presentarvi, anticipa l’uscita di un EP di inediti, prevista a gennaio 2021, che prenderà lo stesso titolo: Davanti alla fine del mondo. Un lavoro decisamente concept, come si diceva una volta, dove la poesia va a braccetto con la storia e con profonde riflessioni sul nostro essere uomini contemporanei figli di un tempo promiscuo e complesso. Una canzone sull’autocoscienza e sul nostro destino di esseri umani che dal mare lontano ritrovano alla fine la pace. La canzone è brevissima, fulminante, come una freccia. Possiede un andamento elettroacustico incisivo, abrasivo, modernissimo. Un arrangiamento pop che non tradisce l’originale e unica, inconfondibile cifra stilista e autoriale di Kunstler. Che tanto ha dato e continua a dare alla musica d’autore italiana. Una canzone, potremmo dire, che gira intorno a noi. Al nostro sentire questo tempo che sempre più ci appare giunto ad un capolinea inaggirabile. E di fronte al quale dobbiamo fare i conti e fermarci a riflettere. Magari aiutati da una musica come questa che vi andiamo a presentare. Nata in tempo reale, dopo la lettura dei testi del filosofo che usa un linguaggio degradato in cui i personaggi si chiamano semplicemente A e B. Una provocazione in musica sotto il segno di un pensiero di Raymond Carver che sostiene una verità semplice e profonda: “Le parole sono tutto quello che abbiamo, perciò è meglio che siano quelle giuste.” Prodotta artisticamente insieme al fido amico Francesco Musacco con cui Roberto Kunstler ha realizzato gli ultimi lavori, compreso l’ultimo album del 2019 che porta il titolo di Senza dire niente. Il brano che vi anticipiamo si inserisce in un innovativo progetto di sostegno alla canzone d’autore, grazie al quale l’artista girerà in forma elettro/acustica l’Italia tramite una nuova rete di associazioni culturali e politiche: quando le norme vigenti lo permetteranno e la situazione della musica dal vivo tornerà normalizzata, cosa che ci auspichiamo accada molto presto per tutto il comparto culturale e musicale italiano e non.

___________________________________________________________________________________

Esce il nuovo brano della Pandemiorkestra

"Quarantine colours" è una composizione per orchestra a plettro (mandolini, mandole, chitarre, mandoloncelli, contrabbasso) scritta da Leonardo Lospalluti, nel marzo del 2020, in piena pandemia causata dal Covid-19. La composizione nasce all’interno del progetto di Digressione Music denominato Pandemiorkestra, e del suo ideatore Giovanni Chiapparino, il primo compositore a dedicare una suite a questo progetto. Come si evince dallo stesso titolo della composizione, Quarantine colours è ispirata ai colori che definiscono in maniera più o meno restrittiva la chiusura di attività e servizi finalizzata al contenimento del contagio, colori di estrema attualità ancora oggi, dopo otto mesi di pandemia, che si riferiscono a una precisa zonizzazione del territorio nazionale. Il giallo, il verde e il rosso, sono altresì i colori che si riferiscono a tre differenti fasi nella comune percezione sociale del rischio di contagio. L’idea che dopo un periodo di contagio galoppante (Yellow – Giallo), ci si possa rilassare, ignorando completamente il rischio, come se il male fosse passato del tutto (Green – Verde), è seguita dalla fase finale (Red – Rosso) nella quale la malattia riesplode con tuta la sua virulenza. I tre colori corrispondono ad altrettanti movimenti in cui è suddivisa la composizione di circa otto minuti. Hanno collaborato alla registrazione, musicisti straordinari, provenienti da parti diverse del globo, tra cui Italia, Germania, Regno Unito, Olanda, Brasile: (in ordine alfabetico) Gaio Ariani (IT), Ferdinand Binnendijk (NL)*, Fulvio D'Abramo (IT), Gaetano Depalma (IT), Ofelia Elia (IT), Valerio Fusillo (IT), Roberto Guarnieri (IT), Fabian Hinsche (DE)*, Thomas Kolarczyk (DE)*, Annika Luckebergfeld (DE)*,Vito Mannarini (IT), Eugenio Palumbo (IT), Roberto Palumbo (IT), Paulo Sa (BRA)*, Mauro Squillante (IT)*, Sergio Vacca (UK) * i nomi riportati  in grassetto sono solisti o prime parti.

____________________________________________________________________________________

O.P.A.: la musica che non si ferma al Rione Sanità 
Nasce l’Oficina Pegaonda Afro Brasileria, uno spazio aperto in cui musica e sociale si incontrano in uno dei quartieri più vivaci di Napoli

Al via alla campagna di crowdfunding per la nascita di O.P.A. - Oficina Pegaonda Afro Brasileira - uno spazio aperto che prende vita nel cuore di Napoli, con l’obiettivo di ospitare un progetto musicale e sociale in cui il samba diventa occasione di riscatto, alternativa alla strada, veicolo di aggregazione e inclusione per l'intero quartiere e per la città. Lo spazio si trova all’interno dell'Istituto La Palma, ed è stato concesso in gestione alla Bateria PegaOnda dalla Cooperativa Sociale La Locomotiva, che lo gestisce. La campagna (qui il link: https://www.gofundme.com/f/opa-la-prima-scuola-di-samba-a-napoli) nasce con l’intento di rendere agibile lo spazio, insonorizzarlo e attrezzarlo per le attività associative, acquistare la strumentazione necessaria all’organizzazione di laboratori e attività aperte al quartiere e alla città. Un omaggio alla cultura e alla musica afro brasiliana, che i PegaOnda coltivano e diffondono da 11 anni sul territorio napoletano, ma anche un progetto sociale, basato sulla convinzione che per i bambini e gli adolescenti, ma non solo, la musica, l’arte, il gioco possano essere un veicolo fortissimo in tema di inclusione, lotta alle diseguaglianze, sviluppo della persona e dello spirito di comunità, proprio come avviene nelle escolas de samba in Brasile e in linea con un filone sempre più battuto in tema di educazione non formale e di arteducazione. “Investire il nostro tempo, le nostre risorse per guardare a un futuro migliore, ed esserne in piccola parte artefici, è l’unico modo che riusciamo a immaginare per affrontare un anno così complicato come si è rivelato il 2020, in cui suonare, portare la nostra musica ed energia in giro in Italia e in Europa non è possibile - dice Davide D’angelo, Direttore musicale del gruppo Pegaonda -  Siamo emozionati di poter finalmente realizzare il nostro sogno più grande, quello di avere uno spazio in cui la nostra passione possa mettere radici, crescere e aprirsi alla nostra città, dando vita alla prima Scuola di Samba a Napoli”.
La Bateria PegaOnda nasce a Napoli nel 2009 come gruppo di percussionisti specializzati in ritmi brasiliani e afro-brasiliani, focalizzata sui ritmi del nord-est del Brasile (samba reggae, afoxè, timbalada, maracatù). Si tratta di un progetto musicale e sociale, basato sul modello dei blocos di percussioni tipici di Bahia (tra cui gli Olodum, gli Yle Aiye): un gruppo composto dai 15 ai 35 elementi, sempre aperto e accogliente, in cui, con cadenza settimanale, vengono organizzati laboratori di introduzione ai ritmi e alla cultura afro brasiliana per le nuove leve. Dalle piazze alle strade di Napoli, fino ai festival di musica brasiliana, italiani ed europei, i Pegaonda vantano una decennale esperienza dovuta sia alla partecipazione a numerosi workshop tenuti da ritmisti provenienti dalle principali escolas de samba, che alla partecipazione ai principali festival che si tengono annualmente in Europa. In particolare, nel 2016 e nel 2017 la bateria  partecipa, come unico gruppo proveniente dall'Italia, al festival Cultura do Brasil Samba Musik Festival im Park a Rietberg, Germania, vincendo entrambi gli anni il 3° posto come miglior gruppo scelto dal pubblico. Nel 2019 i PegaOnda prendono parte al Internationales Samba-Festival Coburg, (Germania), i un festival che conta circa 200.000 visitatori ed è considerato il più grande evento europeo dedicato al samba.

Per informazioni:
Paola Varricchio 3391840661 | info.pegaonda@gmail.com
___________________________________________________________________________________

ROMANÒ SIMCHÀ il progetto artistico di festa ebraica-rom diventa disco
 
Romanò Simchà, ovvero mondi musicali che si incontrano con tradizioni a confronto come quella rom e quella ebraica in Italia,  diventa un disco. Lo spettacolo che vede protagonisti l'Orchestra Multietnica di Arezzo, Enrico Fink e Alexian Santino Spinelli con l'Alexian Group avrà anche una divulgazione discografica. Il progetto è nato grazie allo storico Luca Bravi che ha organizzato l'incontro tra i musicisti di musica rom ed ebraica nel prestigioso Mandela Forum di Firenze davanti a 5.000 studenti in occasione della celebrazione della Giornata della Memoria il 27 gennaio scorso. Le registrazioni sono state effettuate al Teatro Verdi di Monte San Savino in provincia di Arezzo sotto la magistrale direzione del fonico Gabriele Berioli. Un incontro storico sul piano musicale tra due importanti tradizioni culturali come quella romani e quella ebraica presenti in Italia da secoli. Sono proposti brani delle rispettive tradizioni musicali e composizioni originali di Enrico Fink e Alexian Santino Spinelli eseguite assieme con la partecipazione di straordinari musicisti come il violinista rom Gennaro Spinelli, il percussionista Massimiliano Dragoni, il clarinettista Gianni Micheli, il chitarrista Massimo Ferri, il bassista Luca Roccia Baldini, il trombettista Marco Vignali, il batterista Fausto Della Torre, la cantante argentina Paola Scoppa e il trombonista Andrea Zacchei. I melismi orientali sono stati affidati al cantante libanese  Emad Shumann. Il disco uscirà a gennaio prossimo in occasione della Giornata della Memoria e sarà presentato in anteprima internazionale in Toscana. I partecipanti al progetto si esibiranno in un concerto intenso, originale e suggestivo a ricordare che quando i rom e gli ebrei non si sono incontrati nei campi  di sterminio nazi-fascisti o nelle segrete della Santa Inquisizione hanno donato al mondo arte sublime di cui di sono avvalsi i più grandi compositori europei. Due grandi tradizioni artistiche produrranno una grande festa di note ebraiche-rom, il Romanò Simchà appunto. È un incontro di culture con il mondo musicale rom rappresentato da Alexian Santino Spinelli e Gennaro Spinelli con la loro tradizione familiare che si intreccia con il mondo musicale ebraico italiano rappresentato da Enrico Fink, con la sua voce, il suo magico flauto e il suo eclettismo artistico. Mondi che si arricchiscono degli spunti e dell'impegno civile e sociale dell'Orchestra Multietnica di Arezzo, impegnata a raccontare l'Italia delle mille culture e delle minoranze etniche. Il Romanò Simchà è un progetto che mancava in Italia e in Europa.  Assolutamente da non perdere!!!
___________________________________________________________________________________

Gli ACUSTIMANTICO festeggiano i vent’anni
I cinque album introvabili della band romana ora sui digital store e a fine novembre nuovo singolo e video

La critica li ha definiti “uno dei segreti meglio custoditi della canzone d’autore italiana”. Sono gli Acustimantico, sofisticata band romana di culto che quest’anno festeggia i vent’anni dall’uscita del primo omonimo album. Numerosi riconoscimenti, una fitta attività live che li ha portati in giro per il mondo e sei dischi pubblicati, cinque dei quali introvabili fino a ieri, ma che da qualche giorno sono disponibili su tutte le piattaforme digitali grazie alla Mbc Musica e alla Pirames International. Anche il sesto album, il lavoro di teatro canzone intitolato Em, tra breve sarà nei digital store. Ma non solo. Per festeggiare il ventennale, gli Acustimantico torneranno a fine novembre anche con un brano inedito (e un video) e a dicembre – qualora rientrassero i provvedimenti governativi per il contrasto della diffusione del COVID-19 - con un concerto a Roma in data da definirsi. Nati intorno a un nucleo fondante composto da Stefano Scatozza (chitarra e musiche), Raffaella Misiti (voce), Marcello Duranti (fiati) e Danilo Selvaggi (testi), il gruppo – che attualmente conta anche Stefano Napoli (contrabbasso) e Salvatore De Seta (batteria) - sviluppa da subito una personalissima proposta che unisce l’interesse per le musiche del mondo al jazz, all’avanguardia, al folk, al pop più ricercato, con grande attenzione alla parola e alla narrazione. Il risultato è una forma originale di canzone d’autore. Il lavoro di debutto, un mini album informalmente chiamato “Disco nero” (per via del particolare packaging della copertina, nera con il disegno di una luna), arriva nel 2000, dopo una tournée a Berlino in occasione della Festa europea della Musica e dopo la vittoria, con “Fiori di loto”, nel “Festiva Sonica 1999” della Emi. Le sei canzoni che formano il Disco nero sono tra le più note della band e a distanza di vent’anni continuano a infiammare i concerti. Dalla leggendaria “Fiori di loto” (tra citazioni letterarie e cambi di ritmo) al vortice balcanico della strumentale “Raganitza”, da “Cose da fare” alla travolgente ironia di “Questo è quanto”, passando per l’ipnotica “Canto del telaio del cielo” ed “F”, ballata omaggio a Fabrizio De André. Il gruppo suona in giro per l’Italia e l’Europa (Francia, Germania) e due volte in Giappone, vince il Mantova Music Festival per poi realizzare la seconda opera, nel 2002. “La bella stagione”, detto anche “Disco blu”, è un album a tutti gli effetti, che racconta gli eventi di Genova del luglio precedente (“Radio”), la necessità di essere politici (“Lotta di classe d’amore”), la dolcezza di un amore fugace e infinito (“Gli amanti di un giorno”) e poi il surrealismo elettronico di “Mikimaus”, la calma al di qua della tempesta di “Colazione d’inverno” e altro ancora. Il disco raccoglie riconoscimenti importanti e vale al gruppo, con “Lotta di classe d’amore”, il premio per la miglior musica e il secondo posto assoluto al Festival Musicultura di Recanati. Intanto, il gruppo sperimenta una nuova forma espressiva in quelli che verranno chiamati “Concerti del silenzio”: esibizioni completamenti acustiche, in posti “silenziosi” quali parchi e luoghi d’arte, in cui il pubblico è chiamato al pieno silenzio e ad un ascolto “totale”, fatto di respiri e piccoli suoni. La delicata proposta dei concerti del silenzio ispira particolarmente il terzo album della band, “Santa Isabel” (2004), il “Disco bianco”, il più silenzioso di tutti. Scritto e provato in buona parte sull’isola di Ventotene, “Santa Isabel”, premiato come miglior disco del 2004 al MEI - Festival delle etichette indipendenti, è un’opera in cui non mancano gli eventi trascinanti (tra cui “Musica immaginaria”, altra hit della band) ma sono le ballate e il lato riflessivo a rappresentare il cuore del disco. Da “La strada verso casa”, a “Conseguenze di un nome”, da “Metà canzone” a “Coda di topo”, fino alla conclusiva, sognante “Distanza” e senza dimenticare “Emanuel Carnevali va in America”, jazz notturno ispirato dall’omonimo poeta italo-americano. E’ da quest’ultima traccia che parte una nuova avventura del gruppo: un’opera di musica-teatro. Scritta da Danilo Selvaggi e musicata da Stefano Scatozza, “Em ovvero Emanuel Carnevali va in America” racconta la vita e le opere di Carnevali, la cui incredibile storia lo porta dall’essere un ragazzino emigrato a diventare uno dei poeti più affascinanti della generazione americana dei Carlos Williams, degli Sherwood Anderson. L’opera rappresentata in anteprima all’Auditorium di Roma con due sold out, nel corso del tempo unisce ad Acustimantico vari artisti (Andrea Satta e Luca De Carlo dei Tetes dei Bois, Mauro Macario, Alessio Caruso, Arianna Gaudio, Andrea Avena, Silvye Genovese, Raffaella Siniscalchi) fino a diventare un disco nel 2008, intitolato come l’opera: “Em ovvero Emanuel Carnevali va in America”
Nel frattempo, l’inclinazione concertistica di Acustimantico, uno dei punti di forza del gruppo, è catturata dal “Disco numero 4”, un live per le edizioni de Il Manifesto. Registrato nel 2005 tra La Palma e il Piccolo Eliseo di Roma, l’album ripropone buona parte del repertorio più amato della band: l’intero “Disco nero”, un’accattivante versione de “La canzone dell’equilibrio” (da “La bella stagione”) con Piero Brega, le cover di “Les Anarchistes” di Leo Ferrè e la struggente “Alfonsina y el mar” di Ricardo Luna e altro ancora. 50 minuti in cui la dimensione live del gruppo viene fuori in tutta la sua forza e poesia. Tra concerti del silenzio, esibizioni tradizionali ed altri eventi, il gruppo giunge al 2012, quando pubblica il sesto album. Si chiama “Tempo di passaggio” e contiene 13 canzoni scritte dalla band nel corso degli ultimi anni, oltre ad una elettrizzante versione di “Punk islam” dei Cccp. Tra primavere arabe e riflessioni sui nuovi tempi, il disco presenta un gruppo evolutosi nell’identità ma con le virtù e i caratteri classici di Acustimantico: ritmo e sogno, partecipazione e rapimento. E un caleidoscopio di musiche e parole. I nuovi brani impiegano pochissimo a conquistare i cuori dei fan. Tra questi, “Canzone di giugno”, “Il buona insegnamento”, “Il cane infedele”, “Assoluto” così come “Libano” e “Canzone del fiore di pietra” che già da tempo il gruppo propone in concerto. Coprodotto con Helikonia, “Tempo di passaggio” è presentato all’Auditorium di Roma e impreziosito dalle splendide fotografie di Mario Giacomelli, i cui contrasti tra bianchi e neri rappresentano uno specchio, per quanto possibile, dei due volti del gruppo romano: la luce e la notte, il ritmo frenetico e la poesia. Una duplicità che è però solo la sintesi dell’esperienza più vasta, molteplice, che Acustimantico ha saputo sviluppare, arricchendo la canzone d’autore italiana di un capitolo coloratissimo e tutt’altro che finito.
____________________________________________________________________________________

MUSICA, ZINGARETTI: AL VIA BANDO 
LAZIOSOUND RECORDING E LAZIOSOUND DIGITAL TOURING
2 AVVISI PUBBLICI RIVOLTI A PRODUTTORI, DISTRIBUTORI MUSICALI E ORGANIZZATORI DI EVENTI PER VALORIZZARE GIOVANI TALENTI


“Sono on line da questa mattina LAZIOSound Recording e LAZIOSound Digital Touring, due nuovissimi bandi rivolti a produttori, distributori musicali e organizzatori di eventi per valorizzare i giovani talenti. Una novità assoluta nel panorama della musica che inoltre va a completare LAZIOSound, il programma della Regione Lazio per sostenere produzione, promozione, distribuzione e internazionalizzazione dei giovani musicisti under 35. Queste iniziative sono un modo concreto per sostenere il settore dello spettacolo dal vivo fortemente colpito dall’emergenza economica e sanitaria di questi ultimi mesi”.  Con queste parole il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti annuncia la pubblicazione di nuovi bandi rivolti alle realtà musicali del territorio regionale attive nel campo del management/booking, nello spettacolo dal vivo, nella produzione e/o distribuzione discografica, Recording e Digital Touring. Gli avvisi fanno seguito al bando pubblico destinato ai musicisti, LAZIOSound Scouting, che si è chiuso ieri mercoledì 25 novembre e che ha registrato un numero importante di partecipazioni: 822 iscritti e 1400 artisti coinvolti”. “I due nuovi bandi, insieme a LAZIOSound Scouting e LAZIOSound Campus, confermano l’impegno da parte della Regione Lazio – conclude Zingaretti - nel valorizzare i giovani talenti del territorio regionale e nel creare una rete tra gli operatori del settore musicale con l’obiettivo di promuovere diverse forme di espressioni culturali e sostenere in particolare un settore molto provato come quello dello spettacolo dal vivo”. I due nuovi bandi, consultabili sul sito www.regione.lazio.it/laziosound, prevedono finanziamenti a fondo perduto fino a 10.000 euro, da destinare a progetti di produzione discografica e programmazione digitale di singoli artisti o band musicali di età compresa tra i 14 e i 35 anni residenti o domiciliati nella Regione Lazio. L’obiettivo di LAZIOSound Recording è sostenere almeno 5 produzioni musicali dei giovani artisti under 35, puntando sul valore dell’identità culturale della Regione e sul fermento del mondo artistico giovanile. Ogni proposta progettuale deve garantire la produzione di un videoclip, la stampa di cd o vinili e la distribuzione sulle piattaforme digitali, la promozione attraverso i canali di comunicazione, un “tour” promozionale di almeno 3 presenze digitali. LAZIOSound Digital Touring, rivolto per lo più a booking e distributori e organizzatori di eventi, intende selezionare almeno 10 proposte progettuali in grado di promuovere, anche in questo difficile periodo emergenziale da Covid 19, il ricco patrimonio musicale giovanile, dandone visibilità sul mercato attraverso la produzione di contenuti, fruibili dal pubblico tramite strumenti digitali, come festival, rassegne, concerti, format innovativi. Inoltre, ogni progetto deve garantire anche la partecipazione di artisti o band di fama nazionale o internazionale. LAZIOSound, alla sua seconda edizione, è realizzato da Regione Lazio nell’ambito del programma regionale delle Politiche Giovanili “GenerAzioni: la Regione per i Giovani”, con il sostegno del Dipartimento per le Politiche Giovanili ed è coordinato da Lorenzo Sciarretta, delegato del Presidente alle Politiche Giovanili.