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CANTO POPOLARE DI TRICARICO

Il 12 aprile è stato presentato a Tricarico il progetto di ricerca antropologica “Canto Popolare di Tricarico”, riconosciuto dalla Regione Basilicata come Patrimonio Culturale immateriale, promosso dall’associazione Planar e realizzato dallo studio Namias con la partecipazione della professoressa Antonietta Vizzuso (antropologa) e del Maestro Antonio Guastamacchia (musicista cantante), che si traduce nella produzione di cofanetto (DVD + CD) che contiene il documentario e le tracce audio. Questo lavoro è finalizzato ad evitare che questa ricca tradizione orale scompaia, infatti Il lavoro di De Martino e degli altri antropologi ha generato la consapevolezza dell'importanza della musica per una ricostruzione della cultura popolare, ed a preservare sopratutto le melodie, poichè uno stesso testo poteva essere cantato con melodie diverse a seconda della situazione in cui ci si trovava e degli strumenti che si avevano a disposizione. Tale progetto si è basato sulla ricerca dei canti popolari di Tricarico che accompagnavano il ciclo di vita dell’uomo dalla culla alla morte, vi sono infatti ninne nanne, canti del lavoro, canti narrativi, quelli a rampogna, le varie “arie” d'amore, i capitoli (canti religiosi che raccontano la vita di un santo, di Gesù, della Madonna) e i lamenti funebri. A Tricarico si siano conservati soprattutto quelli legati al Carnevale, forse per via delle serenate, connesse a loro volta al tradizionale allevamento del maiale e alla sua 'uccisione', pratica antichissima e tuttora in uso (anche se in minor misura) in questo centro lucano dall'economia agro-pastorale. Fondamentale per la riuscita di questo progetto è stato il contributo dell’artista Antonio Guastamacchia che ha partecipato alla ricerca delle canzoni individuando anche gli informatori presenti a Tricarico che intervistati hanno contribuito a individuare i brani e le melodie, nonché interprete del documentario e di alcune tracce registrate. Egli stesso può essere considerato un informatore in quanto riesce a trasmettere le emozioni dei canti popolari Tricaricesi, essendo cresciuto con la terra, assaporando i suoi colori, i suoi odori, i suoi cambiamenti al ritmo delle stagioni; canti che ha appreso ascoltando il padre cantore e portatore di serenate. Egli Ha affermato più volte che canta perché sin da piccolo ha sentito cantare. Ha partecipato a questo progetto perché ama cantare e per evitare che le canzoni e le melodie della tradizione popolare Tricaricese vengano perse. Il suo obiettivo finale è quello di trasmettere le canzoni della tradizione, che una volta erano nude e crude e poi successivamente sono stare arricchite inserendo i vari strumenti musicali della tradizione popolare “tamburello-cubba cubba, zampogna, fisarmonica, ecc.”, alle nuove generazioni.  Considerato tra le più belle voci della musica popolare italiana ha collaborato con il maestro Antonio Infantino partecipando all’incisione del suo capolavoro “la morte bianca” di A. Infantino e il Gruppo di Tricarico uscito nel 1976 e a suoi numerosi concerti. 
E’ stato dal 2000 al 2012 la voce dei Tarantolati di Tricarico, partecipando attivamente alla produzione discografica di quegli anni. Due brani composti da lui (Munakcll’ e Kat’-katrsce) utilizzati come parte della colonna sonora dell’ultimo capolavoro del regista Monicelli dal titolo ”le Rose del deserto”. Nel 2017 ha partecipato alla realizzazione di un CD “Vurria diventan’ na verde spina” canti di amore della tradizione popolare, con l’incisione di quattro suoi brani.  Nel 2018 ha eseguito con la Banda di Tolve, diretta dal maestro Rocco Mentissi, con musiche composte dallo stesso maestro “U’ Capet’l” (canto in onore di San Rocco).  E’ intervenuto in varie trasmissioni televisive sulla musica e le tradizioni popolari tra le quali: “l’Italia che risuona” di Ambrogio Sparagna su Rai 3 nel 2014. Costruttore di strumenti arcaici della tradizione popolare “cubba cubba” (tamburi a frizione) e “tamburelli” (tamburi a cornice), ha partecipato alla realizzazione di un video sulla costruzione del tamburello.  Svolge attività di divulgazione, presso le Scuole di vario ordine e grado, su “Recupero di Materia e delle Tradizioni popolari”.


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“VERO DAL VIVO. FRANCESCO DE GREGORI”
Il film documentario di Daniele Barraco sul tour invernale 2017 del cantautore girato
tra i club d’Europa, degli Stati Uniti e i Real World Studios di Bath in Inghilterra



QUESTA SERA IN ANTEPRIMA ALLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA
Auditorium parco della musica – Sala Petrassi

“Vero dal Vivo. Francesco De Gregori”. È questo il titolo del film documentario, prodotto da Caravan in collaborazione con Rai Cinema, girato da Daniele Barraco durante il tour invernale del 2017 di Francesco De Gregori, tra i club d’Europa, Stati Uniti e i Real World Studios di Bath in Inghilterra, che questa sera, mercoledì 24 ottobre, sarà proiettato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma (Auditorium Parco della Musica - Sala Petrassi – ore 22.30). Attraverso gli occhi dell’amico film-maker e fotografo Daniele Barraco, Francesco De Gregori si mostra in totale libertà, senza schemi, ironico e inconsueto. Avvolto da nuvole di fumo, muove passi sulle note delle sue canzoni tra palchi, backstage, viaggi, accompagnato dalla sua band che si presenta in formazione inedita: Guido Guglielminetti al basso e contrabbasso, Carlo Gaudiello al piano, Paolo Giovenchi alle chitarre e Alessandro Valle alla pedal steel guitar e mandolino. «Ho avuto l’occasione d’incontrare Francesco De Gregori otto anni fa – racconta Daniele Barraco – Durante questi anni ho seguito Francesco in giro per l’Europa nei concerti, in studio di registrazione, nei camerini, sui sedili posteriori di van. Ne è nato un film, Vero dal Vivo, un viaggio raccontato attraverso le parole e le canzoni dello stesso De Gregori, quelle dei suoi musicisti e le emozioni del suo pubblico. Un racconto sporco, vissuto, realistico di un uomo e del suo bisogno incessante di fare musica». Questo film, aggiunge De Gregori, «È una scheggia di verità, un pezzo di vita senza sceneggiatura». “Vero dal Vivo” andrà in onda in prima serata su Rai3 sabato 1 dicembre alle ore 21.40.
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FROM THE ALVIN CURRAN FAKEBOOK - THE OUT OFF SESSION
CURRAN - SCHIAFFINI - CARVALHO NETO – ARMAROLI
DODICILUNE / IRD

Martedì 27 novembre, prodotto dall’etichetta Dodicilune e distribuito da Ird, esce “From The Alvin Curran Fakebook - The Out off session”. Si tratta del dvd contenente il video integrale del concerto di presentazione dell'omonimo disco del quartetto formato dal compositore Alvin Curran (piano, shofar, computer), dal trombonista Giancarlo Schiaffini, dal sassofonista Alipio Carvalho Neto e dal percussionista e vibrafonista Sergio Armaroli affiancati, in alcuni brani, dal contrabbassista Marcello Testa e dal batterista Nicola Stranieri. A un anno esatto di distanza dal concerto al Teatro Out Off di Milano, da quarant’anni al centro della scena sperimentale e di ricerca all’interno dell’innovazione dei linguaggi di espressione artistica, il quartetto propone questo video. Il Fakebook rappresenta Alvin Curran nel suo modo peculiare di approcciare la musica; quello che il compositore conosce e può prevedere è la forma, non il contenuto. Nella musica di Curran coesistono la scrittura convenzionale, l’improvvisazione, la creazione estemporanea, e la sua principale caratteristica non è armonica, melodica o ritmica, bensì timbrica; è un personalissimo paesaggio sonoro di suoni strumentali e ambientali catturati in quasi sessanta anni di caccia m usicale. Democratico, irriverente e tradizionalmente sperimentale, Alvin Curran compone musica per qualsiasi occasione, con qualsiasi fenomeno sonoro – un volatile mix di lirismo e caos, struttura e indeterminazione. Come autore, ha dedicato la sua attività alla valorizzazione e alla dignità professionale del comporre musica non-commerciale come parte di una personale ricerca di future forme sociali, politiche e spirituali. Il processo compositivo di Curran abbraccia tutte le contraddizioni musicali (composta/improvvisata, tonale/atonale, massimale/minimale…) in una serena dialettica tesa all’incontro. Nei suoi più di 200 lavori troviamo registrati e campionati suoni naturali, pianoforti, sintetizzatori, computers, violini, percussioni, shofar, navi musicali, fisarmoniche e cori. Nell’intima forma delle sue più conosciute solo performance, musica da camera, radio works sperimentali o lavori su larga scala site specific (fino alle installazioni sonore), tutto forgia un li nguaggio decisamente personale quale sintesi mediata dalla ricerca e dalla combinazione. L’esperienza musicale di Alvin Curran da un lato ha saputo integrare il mezzo elettroacustico (inteso sia come medium che come utensile) nella prassi compositiva, dall’altro ha elaborato un singolare rapporto con il suono esistente così di incorporarlo nel senso complessivo delle sue operazioni come costituente poetico irrinunciabile. Compositore, trombonista e tubista, Giancarlo Schiaffini è nato a Roma nel 1942. Laureato in fisica, studia musica da autodidatta e partecipa alle prime esperienze di free jazz in Italia negli anni ’60. In quel periodo comincia la sua attività di compositore ed esecutore nel campo della musica contemporanea e del jazz. Ha studiato a Darmstadt con Stockhausen, Ligeti e Globokar e ha fondato il gruppo strumentale da camera Nuove Forme Sonore. Fa parte della Italian Instabile Orchestra. Ha tenuto corsi e seminari in Italia e all’estero e insegnato presso i conservatori “G. Rossini” di Pesaro, “A. Casella” dell’Aquila e nei corsi estivi di Siena Jazz (strumento, improvvisazione, composizione). Ha collaborato con John Cage, Karole Armitage, Luigi Nono e Giacinto Scelsi. Ha partecipato, come compositore ed esecutore, a stagioni concertistiche e festival tra i più importanti del mondo. Sono state a lui dedicate composizioni da numerosi autori come Scelsi, Nono, Alandia, Amman, Castagnoli, Dashow, Guaccero, Laneri, Mencherini, Renosto, Ricci, Villa-Rojo. Ha inciso dischi per BMG, Curci, Cramps, Edipan, Horo, Hat Records, Pentaflowers, Pentaphon, Red Records, Ricordi, Vedette. Gli è stata dedicata una voce dalla Biographical Encyclopedia of Jazz (Oxford University Press) e dall’Enciclopedia della Musica (Utet/Garzanti). Alípio Carvalho Neto è un sassofonista b rasiliano, compositore, poeta, docente e ricercatore in studi musicali interdisciplinari. Residente Rapolano Terme (Siena), il suo lavoro copre un ampio spettro di idiomi musicali. Ha conseguito il dottorato di ricerca in “Storia, Scienze e Tecniche della Musica”con il massimo dei voti presso l’Università di Roma 2 “Tor Vergata”. Ha realizzato numerosi album, nel ruolo di leader di varie formazioni o come sideman, elogiati dalla critica e dal pubblico internazionale. Raccolte delle sue poesie sono pubblicate dalle edizioni Jean-Fabien G. Phinera (Parigi) e da riviste e giornali letterari. La poetica di Sergio Armaroli abbraccia molteplici ambiti espressivi alla costante ricerca di un’unità dell'esperienza. Si dichiara pittore, percussionista concreto, poeta frammentario e artista sonoro oltre a fondare il proprio operare all'interno del "linguaggio del jazz" e dell'improvvisazione come "estensione del concetto di arte". Concentrato su una scrittura diffusa, consapevole di essere produttore "di-segni", dove l'invenzione verbale è "gesto poetico", nella vita è costretto ad uno sforzo pedagogico costante (www.sergioarmaroli.com). Svolge un’intensa attività artistica caratterizzata da un eclettismo stilistico accentuato con una tendenza alla dispersione linguistica come alla rinuncia e ad una forte predilizione per il "silenzio". Si è esibito in qualità di "attore musicale" e percussionista concreto in prestigiosi teatri e sale da concerto internazionali esponendo come artista in ambito off e sperimentale. Ha al proprio attivo numerose pubblicazioni in campo teorico musicale e poetico.