Eventi

Rassegne, Mostre, Eventi Culturali, Presentazioni, Fiere, Appuntamenti Televisivi e Radiofonici....


Cagliari ricorda Andreas Fridolin Weis Bentzon a novant'anni dalla nascita.
Sabato 17 ottobre alla Casa del Quartiere di Is Mirrionis
una giornata di studi sul lascito dell'antropologo ed etnomusicologo danese, dal suo lavoro sulle launeddas alle nuove prospettive di ricerca. In programma anche una mostra con le sue fotografie
e in serata musica e balli tradizionali sardi.

Nuova iniziativa di Iscandula, l'associazione culturale diretta da Dante Olianas, da anni impegnata nella ricerca, nella divulgazione e nella valorizzazione della cultura e della storia della Sardegna: sabato (17 ottobre), a Cagliari, è in programma il convegno "Ricordando Andreas Fridolin Weis Bentzon nel 90° anniversario dalla sua nascita"; un'intensa giornata di studio e confronto, alla Casa del Quartiere di Is Mirrionis, in via Nebida al civico 36, per riflettere sul contributo dell'antropologo danese alla conservazione e alla conoscenza del patrimonio demo-etno-antropologico della Sardegna. E sarà anche un'occasione per interrogarsi sul destino e la valorizzazione del suo lascito documentale e per esplorare nuove prospettive di ricerca in continuità con la sua opera. Ingresso libero e gratuito. Diretta streaming  sulla pagina Facebook di Iscandula a partire dalle 9 (www.facebook.com/Iscandula).
Nato a Gentofte, vicino a Copenaghen, il 23 maggio 1936, Andreas Fridolin Weis Bentzon sbarcò per la prima volta in Sardegna a soli sedici anni, trovando nell'Isola «lo scopo della mia vita», come annunciò alla famiglia una volta tornato a casa. Formatosi poi come antropologo ed etnomusicologo, fece della Sardegna il centro della sua attività di ricerca, conducendo numerose campagne di studio che gli permisero di realizzare il primo, e ancora insuperato, studio sistematico sulle launeddas e di raccogliere un vastissimo corpus di materiali etnografici e antropologici di inestimabile valore storico e socioculturale.
Il convegno si aprirà alle 9 con i saluti istituzionali di Andrea Dettori, Capo di Gabinetto dell'Assessorato Regionale alla Cultura, di Nina Bentzon-Ehlers in rappresentanza degli eredi Bentzon, e di Dante Olianas, presidente di Iscandula. Alle 10, moderati da Eva Garau, via agli interventi scientifici introdotti proprio da Olianas che ripercorrerà la storia dell'associazione e il lavoro svolto per mantenere viva l'eredità di Bentzon. La parola passerà quindi ad Anne-Mette Marchen Andersen, curatrice del Museo Nazionale di Danimarca, che si soffermerà sul valore degli oggetti conservati nel museo e sulla loro capacità di continuare a raccontare storie. A seguire, il giornalista e fotografo Uliano Lucas rifletterà invece sul racconto visivo della Sardegna e sull'attualità della lezione di Bentzon.
Dopo la pausa pranzo, il convegno riprenderà alle 15 con Peter Ian Crawford, professore emerito di Antropologia visiva all'Università Artica della Norvegia, che inquadrerà l'eredità di Bentzon nel contesto dell'etnografia multimodale contemporanea. "Oltre la langue bentzoniana: decodificazione analitica, dialettica poietica e nuove prospettive nel linguaggio delle launeddas" si intitola il contributo di Antonio Lai, del Dipartimento di Musicologia dell'Università Paris 8, mentre l'etnomusicologo Marco Lutzu, dell'Università di Cagliari, si concentrerà sui metodi e sulle prospettive della ricerca di Bentzon come etnografo musicale. Chiuderà la sessione degli interventi l'antropologo Umberto Cao, dell'Università di Aix-Marseille, con una riflessione sull'attualità dell'approccio antropologico di Andreas Fridolin Weis Bentzon.
Alle 17.30, dopo una pausa caffè, spazio a una tavola rotonda che coinvolgerà i relatori e il pubblico, offrendo un ulteriore spazio di confronto sul lascito scientifico e documentale di Bentzon .
Infine, alle 20, a chiudere la giornata nella sala grande della Casa del Quartiere, ritorna Bell'arrosa, sa primu discoteca de ballu sardu in su mundu, l'iniziativa ideata da Iscandula nel 1997 e successivamente riproposta con successo in diverse occasioni. A guidare le danze, Bruno Camedda alla fisarmonica e Leonardo Palmas alle launeddas.
Per tutta la giornata, negli stessi spazi, si potrà visitare una mostra fotografica curata da Pietro Frau, con immagini scattate da Bentzon tra il 1955 e il 1962. L'esposizione comprende diciassette gigantografie in bianco e nero (150 per 150 centimetri), accompagnate da dieci pannelli (70 per 100) in cinque lingue, che ripercorrono la vita e l'opera dell'antropologo danese.
Andreas Fridolin Weis Bentzon (1936-1971) nasce a Gentofte da una famiglia di compositori e giuristi di lunga tradizione. A sedici anni è già musicista professionista nella Jazz Band del fratello Adrian. Sempre alla stessa età, nel 1952, da solo, a piedi, gira la Sardegna. Ha pochi soldi, si nutre di pane e pomodori e dorme in campagna o vicino ai cimiteri. Per sopravvivere lavora come garzone nel mitico Circo Zanfretta. Rimane affascinato dallo stile di vita dei sardi e dalla loro musica e, rientrato a casa, dirà alla famiglia: "Ho trovato lo scopo della mia vita". Si iscrive in antropologia e, tra il 1957 e il 1958, con una borsa di studio, a cavallo di una moto Nimbus con side-car, attraversa l'Europa per intraprendere una lunga spedizione di ricerca in Sardegna, dove rimane per circa otto mesi, visita Cabras e Villaputzu e si ferma a lungo a Ortacesus. Lavora poi a Cagliari e a Oristano. Incontra tutti i suonatori più noti del tempo e li documenta con registrazioni, filmati e fotografie. Tra loro ci sono Dionigi Burranca, Pasqualino Erriu, Aurelio Porcu, Giovanni Lai e Giovanni Casu. Un posto di rilievo ebbero Efisio Melis e Antonio Lara. La ricerca sulle launeddas confluirà nella sua tesi di dottorato: The Launeddas. A Sardinian folk music instrument, due volumi in inglese usciti a Copenaghen nel 1969 (Acta Musicologica Danica n. 1, Akademisk Forlag). In quest'opera Bentzon offre una fonte sicura sugli aspetti tecnici, musicali e sociali dello strumento. Il suo approccio etnomusicologico inserisce lo studio della musica nell'antropologia culturale. Raccoglie anche una quantità enorme di attrezzi etnografici e, nel 1959, nel Museo Nazionale di Danimarca, organizza un'esposizione dedicata alla vita e alla cultura sarda. A partire dal 1965, sceglie come campo di ricerca la comunità pastorale di Nule e inizia quello che doveva essere lo studio più importante della sua vita che aveva come scopo la creazione di una metodologia per la ricerca antropologica. Purtroppo, il 20 dicembre 1971, a soli 35 anni, un male incurabile gli impedì di portare a termine il suo lavoro. Restano però centinaia di registrazioni sonore, taccuini di appunti e analisi sugli aspetti della vita tradizionale sarda in trasformazione. Il direttore del Museo di Danimarca, Per Kristian Madsen ha scritto: "Il contributo di A. F. W. Bentzon alla raccolta e divulgazione della cultura musicale della Sardegna, difficilmente può essere sovrastimato." Nel novantesimo anniversario della sua nascita, l'associazione culturale Iscandula, titolare dei diritti sulle opere di Bentzon e fiduciaria degli eredi, con la giornata del 17 ottobre a Cagliari vuole rendere omaggio a uno dei personaggi più importanti della cultura sarda che ha speso la sua, sfortunatamente troppo breve esistenza, per celebrare, esaltare e divulgare la musica e la cultura sarda in generale. La manifestazione è organizzata con il contributo del Ministero della Cultura – Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali, della Regione Autonoma della Sardegna, della Presidenza del Consiglio Regionale della Sardegna e della Fondazione di Sardegna.

Organizzazione e info:
Associazione culturale Iscandula • via Sigismondo Arquer, 55 • 09124 Cagliari
cell. 348 22 56 594 • iscandula@gmail.com www.launeddas.it
Facebook: Iscandula • Instagram: iscandulasardegna
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PROGETTO PATRANIA – ATTIVITA' 2026
“PORTA IL TUO CANTO”

Il 17 ottobre nell’ambito delle attività del Progetto Patrania sarà presentato il libro “Porta il tuo canto” Ed Vallescrivia alla presenza delle autrici Laura Parodi ed Emma Borriello.  Una  raccolta di canti, fra i più eseguiti,  un patrimonio della cultura popolare che, proprio per questo, non è da considerarsi “definito e definitivo”, ma in continua e possibile trasformazione e che nelle intenzioni delle autrici vuole essere uno strumento che permette a chi vuole, di  approcciarsi o unirsi al canto di tradizione orale delle 4 Province.  “ L’idea del  libro nasce in seno ad Appennino Futuro Remoto - dice Laura Parodi, cantante, ricercatrice e organizzatrice -  il progetto nato nel 2021 quando l’Amministrazione comunale di Carrega Ligure mi chiese di realizzare un festival come Le Vie dei Canti di Genova,  in alta Val Borbera; così è stato ed è nato  il Festival  Appennino Futuro Remoto con cui, visti gli ottimi risultati  abbiamo partecipato nel  2022 al bando Borghi Storici del PNRR/UE e Ministero della Cultura dedicato ai borghi a rischio di spopolamento. Ci piazzammo 6’ su 1800 domande per un contributo di 1.698.000,00  facendo diventare AFRemoto anche un progetto di rigenerazione sociale e culturale da realizzare in 4 anni. Per me una grandissima soddisfazione e un’esperienza unica e molto impegnativa che ha dato esiti gratificanti. Le Quattro Province sono un territorio dove la musica non è mai rimasta ferma su uno spartito. È passata di bocca in bocca, di valle in valle, di generazione in generazione - e ancora oggi risuona nei cerchi di canto, nelle feste, lungo i sentieri dell’Appennino e questo libro ne è una prova vista la differenza di età fra me ed Emma… ben 45 anni!!! E’ dedicato inoltre a chi vuole entrare in quei cerchi dei canti: chi arriva per la prima volta e non conosce le parole, chi le ricorda a metà, chi vuole semplicemente cantare senza sentirsi fuori posto. Raccoglie 107 canti - trallaleri, canti da sposalizio, buiasche, stranot, canti di risaia, canti narrativi - tra i più eseguiti oggi in questo territorio, con le indicazioni essenziali per orientarsi tra le voci e la possibilità inoltre, grazie a un QR Code,  di  riascoltare gli esempi dei canti online.”  L’incontro  con  Emma Borriello ha fatto scattare quella scintilla che solo chi condivide le stesse passioni può far brillare. Quella passione che fa scrivere a Emma: ……saranno quei suoni e quelle voci che, senza neanche accorgerti, ti hanno accompagnato tutta la vita; saranno quei canti in cerchio e quel momento di silenzio che li precede, l’attesa e l’intesa e le voci che creano qualcosa da farti rimanere immobile lì ad ascoltarle, uno stupore che rimane nonostante gli anni passati; e poi i sorrisi finali di chi canta per aver condiviso qualcosa di bello insieme, e i nostri che ascoltiamo per aver fatto parte di questa condivisione. Sarà quel suono tanto allegro quanto malinconico, che sembra rispecchiarti un po’ l’anima; saranno quei due strumenti che, grazie a chi li suona, creano una musica che sorprende, ti emoziona, t’incanta, ti accompagna in mondi passati, ma ti lascia sognare mondi futuri; ….Saranno quelle persone con le quali condividi tutto ciò... alcune non le conosci nemmeno, non ti ricordi il nome, non sai cosa fanno nella vita, ma sai che sono lì, come te, innamorate. E in quel momento, in una minuscola parte del mondo, si vive la pace, l’armonia, la festa”. Il canto e la musica tradizionali favoriscono da sempre  un continuo dialogo culturale e questo libro concretizzatosi anche grazie a un Vicesindaco innamoratissimo del suo territorio, Fausto Crosetti, che nel 2024 ha contattato la casa editrice Vallescrivia,  ne è un esempio,  così come tutti coloro che hanno contribuito, ognuno a vario titolo a scriverlo. Un bellissimo viaggio alla scoperta non solo di paesaggi sonori e delle persone che li abitano e li cantano, ma anche di noi stessi.


Possibilità pranzo o cena presso Osteria Cà di Gianchi 
Prenotazione:  cadigianchi@gmail.com tel 3792603493 / watsapp 3406194392
Info: coopcompentemina@gmail.com  
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«Ancora in Assemblea»: il documentario sull’Assemblea Musicale Teatrale, 
band prodotta da Francesco Guccini, arriva al Tenco Off
Proiezione martedì 20 ottobre 2026, ore 21:00, Teatro Ariston di Sanremo, Sala Roof 3. Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Il docufilm Ancora in Assemblea (1976–2026), dedicato all’esperienza artistica dello storico gruppo genovese Assemblea Musicale Teatrale (AMT), prodotto da Francesco Guccini e Renzo Fantini, sarà proiettato martedì 20 ottobre 2026 alle ore 21:00 nella Sala Roof 3 del Teatro Ariston di Sanremo, nell’ambito del Tenco Off, l’anteprima della 49ª edizione del Premio Tenco. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. Il progetto dell’Università di Genova, diretto dal prorettore Fabrizio Benente, si è creato attorno alla reunion dell’AMT, il 31 gennaio del 2026 alla Sala Trionfo del Teatro della Tosse di Genova. Dedicato ad Alberto Canepa, cofondatore della Band recentemente scomparso, il concerto ha proposto alcuni dei brani più rappresentativi della loro storia, tra cui Marilyn, Venezia, America, Ribellarsi è giusto, Carlo Marx. Nei primi anni Settanta, il partigiano umorista Sergio “Cencio” Alloisio fondò il Gruppo Teatro Quartiere di Oregina, per cui il figlio Gian Piero, allora quindicenne, scrisse le prime canzoni. Dalla fusione del Gruppo Teatro Quartiere di Oregina con alcuni musicisti della Famiglia degli Ortega (Alberto Canepa e Gianni Martini, reduci dal successo sanremese di Jesahel con i Delirium di Ivano Fossati, insieme a Bruno Biggi) nacque l’Assemblea Musicale Teatrale, che ha al suo attivo quattro album a cavallo tra rock progressivo e canzone d'autore. Per diversi anni la band aprì i concerti di Francesco Guccini, che ne divenne anche produttore discografico, insieme a Renzo Fantini, e partecipò a eventi entrati nella storia della musica d'autore italiana, come diverse edizioni della Rassegna del Club Tenco di Amilcare Rambaldi (1977, 1978 e 1979) o il celebre concerto bolognese di Guccini Fra la Via Emilia e il West (1984). Dopo lo scioglimento, i componenti del gruppo intrapresero collaborazioni con protagonisti della scena culturale nazionale, come Francesco Guccini, Giorgio Gaber, Claudio Lolli ed Eugenio Finardi, e al contempo fondarono diverse realtà artistiche come la scuola di musica genovese MusicLine, il bolognese Teatro di Camelot Attori e disabili professionisti, o l’associazione ovadese Teatro Italiano del Disagio ATID.
Il documentario è a cura di Fabrizio Benente, con la regia di Dario Di Viesto, e vede la partecipazione dell’Assemblea Musicale Teatrale : Gian Piero Alloisio, Gianni Martini, Bruno Biggi, Claudio Andolfi, Claudio De Mattei, Lorenzo Marmorato, oltre che di Carlo Cialdo Capelli, Liliana Iadeluca, Piero Spinelli, Gaia Martini e Chiara Orsetti. È una produzione del Servizio E-Learning, Multimedia e Strumenti Web dell’Università di Genova, in collaborazione con il Teatro Italiano del Disagio (ATID) e l’Assemblea Musicale Teatrale.
Si ringraziano: Famiglia Alloisio, Roberto Bozzi, Elisa Caldironi (Archivio Alberto Canepa), Club Tenco, Enrico De Angelis, Fabrizio Milano, Vincenzo Moneta, Sergio Righetti.
Così Fabrizio Benente, curatore del progetto: «Ancora in assemblea è un progetto nel quale l’Università di Genova ha scelto di mettere le proprie competenze e professionalità al servizio della memoria culturale, attraverso un lavoro di recupero, documentazione e racconto. È anche un esempio concreto di come l’Ateneo possa contribuire a restituire alla collettività storie, esperienze e patrimoni di straordinario valore. Io e Dario Di Viesto, rispettivamente curatore e regista, ci siamo avvicinati alla storia dell’Assemblea Musicale Teatrale con grande rispetto. Entrare in un mondo così ricco di memorie, relazioni, esperienze artistiche e pensiero, per molti aspetti sorprendentemente contemporaneo, significava innanzitutto imparare ad ascoltare. Il nostro compito principale non era raccontare al posto dei protagonisti, ma creare le condizioni perché fossero loro a raccontarsi. Lasciare parlare gli artisti, le loro voci, i ricordi, le immagini, senza sovrapporre interpretazioni o cedere alla tentazione di inutili forme di nostalgia. A cinquant’anni di distanza, abbiamo scoperto che molte delle domande, delle inquietudini e delle intuizioni di quella stagione sono ancora profondamente attuali. Non volevamo celebrare un passato concluso, ma restituire la voce a una storia che ha ancora molto da dire al nostro presente.

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"Murolo incontra Vincenzo Russo"
Casa Museo Murolo ospita una mostra dedicata ai due grandi poeti partenopei
inaugurazione mercoledì 7 ottobre
 
Mercoledì 7 ottobre, alle ore 11:30, Casa Museo Murolo, sita in via Cimarosa 25 a Napoli, ospita l’inaugurazione della mostra documentaria ed espositiva "Murolo incontra Vincenzo Russo". Il progetto, organizzato da Fondazione Roberto Murolo, è ideato per celebrare il 150esimo anniversario della nascita dei due grandi poeti partenopei, Vincenzino Russo ed Ernesto Murolo, entrambi nati nel 1876. La mostra ripercorre la loro eredità artistica attraverso un approccio filologico che mette a confronto l’anima popolare di Russo con quella colta e intellettuale di Murolo, superando gli stereotipi folkloristici, al fine di valorizzare la Canzone Napoletana Classica come patrimonio musicale, letterario e archivistico.
In esposizione, il pubblico può trovare oggetti inediti e rari materiali d’epoca della Fondazione, tra cui spiccano i quattro storici giornali della Piedigrotta 1904 della rivista La Tavola Rotonda. È possibile visionare lo spartito de "L’urdema canzona mia", l’ultimo struggente componimento scritto da Vincenzo Russo sul letto di morte, altri spartiti rari, inclusi quelli firmati da Ernesto Murolo con lo pseudonimo Ruber, e incisioni discografiche storiche di Roberto Murolo.
Oltre alla mostra documentaria a Casa Museo Murolo, il progetto prevede un laboratorio didattico con un percorso di studio, metrica e scrittura creativa in lingua napoletana rivolto agli studenti del Liceo Statale "G. Mazzini" di Napoli. Infine, si aggiunge una giornata conclusiva e di approfondimento scientifico in collaborazione con la Cattedra di Musicologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.
L’iniziativa, nata grazie al contributo di Regione Campania, nell’ambito del Piano per la promozione culturale L.R. 7/2003, vede come partner l’Università degli Studi di Napoli Federico II, nello specifico la Cattedra di Musicologia, e il Liceo Statale "G. Mazzini" di Napoli con il patrocinio morale del Conservatorio "San Pietro a Majella" di Napoli e della V Municipalità del Comune di Napoli.
 
La mostra è visitabile fino a mercoledì 30 dicembre durante gli orari di apertura di Casa Museo Muro.
Info info@casamuseomurolo.it
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FRANCESCO GUCCINI
CANTERÒ SOLTANTO IL TEMPO
Una mostra dedicata al Cantautore modenese tra parole, musica e memoria
DAL 18 APRILE AL 18 OTTOBRE 
ALLO SPAZIO GERRA DI REGGIO EMILIA

DAL 12 AL 18 OTTOBRE APERTURA STRAORDINARIA
una settimana speciale dedicata al Maestrone di Pavana

“E dirò di pietre consumate, di città finite, morte sensazioni
Racconterò le mie visioni spente di fantasmi e gente lungo le stagioni
E canterò soltanto il tempo”
Francesco Guccini
 
Dal 12 al 18 ottobre ci sarà l’apertura straordinaria allo Spazio Gerra di Reggio Emilia per la mostra “Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo”, una settimana speciale dedicata al Maestrone di Pavana. In occasione della chiusura della mostra, prevista per sabato 18 ottobre, l’esposizione sarà eccezionalmente aperta tutti i giorni, con ingresso gratuito, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00. La settimana conclusiva sarà inoltre accompagnata da incontri e momenti di condivisione dedicati a Francesco Guccini, alla sua poetica e al suo straordinario lascito artistico e culturale. Le prenotazioni sono disponibili sul sito di Spazio Gerra: spaziogerra.it/biglietti-guccini.
 
Programma:
 
Lunedì 12 ottobre, ore 21.00
Teatro Cavallerizza, Via A. Allegri, 8/a
Andrea Scanzi racconta Francesco Guccini
Andrea Scanzi e Francesco Guccini hanno condiviso un profondo rapporto di amicizia stima professionale frequenti collaborazioni pubbliche. Il giornalista scrittore e autore teatrale ne parla con Lorenzo Immovilli.
 
Venerdì 16 ottobre, ore 17.30
Aula Magna “P. Manodori”, Via Allegri, 9
Francesco Guccini: poeta, letterato e scrittore
L’etica della parola detta, cantata e scritta, interventi di Alberto Bertoni e Gabriella Fenocchio
Guccini in classe, Odo Semellini e Brunetto Salvarani
Ai docenti che lo richiedono verrà rilasciato un attestato di partecipazione.
 
Domenica 18 ottobre, ore 21.00
Teatro San Prospero, Via Guidelli, 5
Tra la via Emilia e Pavana
Proiezione del documentario di Paolo Rumiz e Alessandro Scillitanti. Interpreti: Francesco Guccini, Paolo Rumiz, Alessandro Giust, Maurizio Benvenuti e Grazino Romani (2013). Durata: 50 min.
In chiusura conversazione con il regista Alessandro Scillitani
A seguire intervento musicale di Gianluca Magnani
 
Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito
 
«Ciò che sta accadendo in seguito alla scomparsa di Francesco Guccini non ha precedenti nel nostro paese; mai in passato sono spontaneamente nate tante piccole e grandi manifestazioni di affetto, vicinanza e commozione per un cantautore. Reggio Emilia, che da metà Aprile ospita a Spazio Gerra la mostra “Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo”, è la città che più di ogni altra sta ora assistendo a questa sorta di libero tributo: un flusso continuo di pubblico partecipe e commosso proveniente da ogni angolo di Italia, persone che, come testimonia il libro firme posto all’ingresso dell’esposizione, lasciano testimonianza di un legame profondo e fondamentale con le parole e le canzoni del grande cantautore emiliano – dichiarano Stefania Carretti, Lorenzo Immovilli ed Erika Profumieri, curatori della Mostra – L’iter di costruzione e svolgimento della mostra è andato di pari passo con un triennio particolarmente delicato e complesso nel quale, nonostante le difficoltà fisiche, Francesco Guccini non ha però mai smesso di collaborare, sorprendendo inoltre tutti il 2 maggio, momento in cui decise di raggiungere Reggio per visitare la mostra e regalare la sua ultima apparizione pubblica suscitando commozione, riconoscenza e anche immancabile divertimento. Ora, in chiusura dell’esposizione, la città ha deciso di tributare una settimana di appuntamenti al Maestrone di Pavana». La mostra, a ingresso gratuito, nasce da una serie di incontri durati due anni con Francesco Guccini, dai quali prende forma un percorso dedicato al tema del tempo, centrale nella sua produzione, e al valore della parola come strumento per raccontare vita, memoria ed esperienza. Promossa dal Comune di Reggio Emilia – Assessorato Cultura e Giovani e realizzata da ICS – Innovazione Cultura Società ETS, l’esposizione è curata da Stefania Carretti, Lorenzo Immovilli ed Erika Profumieri, in collaborazione con Guccini. Il percorso si sviluppa sui quattro piani di Spazio Gerra, per circa 350 metri quadrati, attraverso nove sezioni tematiche ispirate ad altrettante canzoni, combinando materiali d’archivio, fotografie e oggetti originali con nuove opere di illustratori e fotografi. Le diverse produzioni artistiche restituiscono l’universo di Guccini attraverso alcuni dei suoi temi più ricorrenti: illustrazione, paesaggio, storia, memoria e radici. Tra le opere in mostra figurano le illustrazioni di Maurizio Mantovi, Silvano Scolari, Veronica Ruffato, Gianmario Taurisano, Arianna Lerussi e Simona Costanzo, ciascuno chiamato a interpretare una diversa canzone e a confrontarsi con il mondo poetico e narrativo del cantautore. Completano il percorso le due nuove produzioni fotografiche: “Pavana e ricordi” di Paolo Simonazzi, dedicata ai luoghi simbolo dell’universo gucciniano tra Bologna e Appennino, e “Zeitraum” di Kai-Uwe Schulte-Bunert, che riflette sul tempo e sulla memoria attraverso immagini di componenti di vecchi orologi. “Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo” è anche il catalogo in edizione limitata dedicato alla mostra. Edito da ICS - Innovazione Cultura Società, il volume si presenta come un oggetto curato e prezioso: 84 pagine, con copertina rigida, dorso telato e finitura in lamina argento. Il catalogo sarà disponibile al prezzo di 35 euro. Realizzato in una tiratura limitata, sarà acquistabile esclusivamente per il periodo della mostra, fino al 18 ottobre 2026. Elemento di particolare rilievo è la presenza del racconto inedito “Gatti”, firmato dallo stesso Guccini: uno dei suoi ultimi testi che offre uno sguardo intimo e personale sulla sua nota passione per i felini, già più volte raccontata nel corso della sua carriera artistica e letteraria. Il catalogo può essere ordinato online scrivendo all’indirizzo spaziogerra@comune.re.it oppure acquistato direttamente presso Spazio Gerra, sede della mostra.
Spazio Gerra è un centro espositivo e di produzione culturale del Comune di Reggio Emilia. Aperto nel 2008 lo spazio è dedicato alla cultura popolare contemporanea. Dal 2014 le sue attività sono gestite da ICS - Innovazione Cultura Società ETS in convenzione con il Comune di Reggio Emilia. In passato ICS ha realizzato qui diverse mostre su tematiche legate alla musica, ai movimenti culturali e giovanili che hanno attraversato gli ultimi decenni del Novecento. Solo per citarne alcune: Augusto Daolio. Uno sguardo libero (2022-23), Confessioni. Canzoni vissute (2019) Community Era. Echoes of the Summer of Love (2017), Disco Emilia. Viaggio nella terra delle discoteche (2016), E lo chiamano jazz… (2015). Si è conclusa lo scorso marzo la mostra di Paolo Simonazzi, Tra la via Emilia e il West. Featuring…, un progetto espositivo che si propone di rileggere e reinterpretare l’immaginario evocato dalla celebre espressione coniata da Francesco Guccini. Attraverso le immagini e i rimandi culturali presenti nel percorso, la mostra esplora l’universo simbolico racchiuso in quella frase, divenuta nel tempo emblematica dello spirito di un territorio e della sua gente.

 
 
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Comune di Bologna | Settore Musei Civici | Museo internazionale e biblioteca della musica

#novecento musiche da un altro millennio
XIII edizione
3 ottobre - 5 dicembre 2026
Museo internazionale e biblioteca della musica, Strada Maggiore 34, Bologna

Nel ventennale del riconoscimento di Bologna Città Creativa della Musica UNESCO, dal 3 ottobre al 5 dicembre 2026 il Museo internazionale e biblioteca della musica del Settore Musei Civici del Comune di Bologna presenta la tredicesima edizione di #novecento musiche da un altro millennio, la rassegna di narrazioni musicali, incontri e concerti in cui scrittori, storici, esperti ma soprattutto musicisti raccontano in parole e musica i personaggi, gli stili, gli anniversari, i capolavori della loro arte durante il lungo secolo breve. Il programma dei 18 appuntamenti si apre sabato 3 ottobre con Good Vibrations, le buone vibrazioni tra musica e letteratura in cui quattro scrittori contemporanei raccontano la popular music attraverso le proprie interconnessioni e ossessioni con un artista da loro amato. Il tutto come sempre in dialogo con i brani entrati nell’immaginario collettivo riletti e reinterpretati dai musicisti più interessanti della scena musicale odierna. Quest’anno si parte da Bob Dylan e da quel decisivo 1965, in cui il passaggio all’elettrico cambia la musica di un’intera epoca, per proseguire con il ritratto in bianco e nero di Nick Cave del premio Strega 2021 Emanuele Trevi. Sarà poi Lorenza Ghinelli a raccontare la voce ribelle di Rosa Balistreri per finire con la Romagna musicale vista, ascoltata e vissuta “da dentro” da Cristiano Cavina. Sabato 17 ottobre torna ultimamusica, l’indagine del collettivo In.Nova Fert sui linguaggi, le idee e i protagonisti della contemporanea di un altro millennio: musica troppo spesso avvolta in luoghi comuni, che sfateremo attraversando gli anniversari del 2026. I 90 anni di Steve Reich saranno l’occasione per esplorare l’”arte della ripetizione”, mentre nel successivo omaggio ad Agatha Christie il mondo della musica contemporanea diventerà poi una vera scena del crimine in un curioso “concerto con delitto”. Si palrerà poi della ricerca di un dialogo (im)possibile tra Oriente e Occidente che attraversa tutta l’opera di Toru Takemitsu, per finire con gli universi fiabeschi del Pinocchio di Carlo Collodi e del Pollicino di Hans Werner Henze. Infine, con il preludio dell’audace incontro tra la poesia di Jacques Prévert e il jazz di Thelonious Monk e la lectio magistralis di Stefano Zenni sulla genesi di A Love Supreme, ad ottobre tornano le narrazioni musicali di Jazz Insight condotte dal pianista Emiliano Pintori assieme ai suoi speciali ospiti musicali e legate ai più importanti anniversari dell’anno. A ripercorrere i protagonisti, le vicende e la storia della musica africano-americana, il ciclo prenderà il via con il doppio imperdibile omaggio a Miles Davis e John Coltrane, per proseguire con Ma Rainey e le indomite regine del blues, la vita difficile e il talento straordinario della “ragazza che canta“ Anita O’Day, la riscoperta della tradizione del pianoforte jazz africano di Randy Weston e Abdullah Ibrahim, e il “gigante del sassofono” Sonny Rollins. L’edizione 2026 di #novecento musiche da un altro millennio è realizzata con la partnership di produzione di In.Nova Fert APS e in collaborazione con A Piece of His Own, Rapsodia Associazione Culturale e Bologna Jazz Festival. Audio partner: dB Technologies.


Programma

Sabato 3 ottobre 2026 ore 17.30
Good Vibrations: Dylan 65
Narrazione di Emiliano Visconti
Live The False Prophet

Domenica 11 ottobre 2026 ore 11.00 / 15.00 / 17.00
QUEEN The Last Tour - Artist talk
L'ultimo scatto: i protagonisti della mostra raccontano QUEEN The Last Tour
Visite guidate con Torleif Svensson, Pascal Casadei Van Ramsdonk, Enrico Tabellini

Mercoledì 14 ottobre 2026 ore 18.00
Jazz Insight preview - BJF special: Black and Tan Fantasy Jacques Prévert - Thelonious Monk
Con Massimo Russino (voce recitante, adattamento e regia) e Andrea Pozza (pianoforte)

Sabato 17 ottobre 2026 ore 17.30
ultimamusica: Listen and repeat
Viaggio nel minimalismo americano per i 90 anni di Steve Reich (1936)
Narrazione musicale di In.Nova Fert
Con Marco Bonato (clarinetto) e Marco Pedrazzi (narrazione e pianoforte)

Mercoledì 21 ottobre 2026 ore 18.00
Jazz Insight preview - BJF special: Nascita di un capolavoro
Come John Coltrane ha creato A Love Supreme
Incontro con Stefano Zenni

Sabato 24 ottobre 2026 ore 17.30
Good Vibrations: Nick Cave, Re inchiostro
Narrazione di Emanuele Trevi
Live Earthset

Mercoledì 28 ottobre 2026 ore 18.00
Jazz Insight: Miles&Trane
Dedicato a Miles Davis (1926-1991) e John Coltrane (1926-1967)
Con Emiliano Pintori (narrazione e pianoforte)
Special guests: Marco Ferri (sax tenore), Cesare Mecca (tromba), Paolo Benedettini (contrabbasso), Adam Pache (batteria)

Sabato 31 ottobre ore 17.30
ultimamusica: Concerto con delitto
Quando la musica contemporanea si tinge di giallo... dedicato ad Agatha Christie (1890-1976)
Narrazione musicale di In.Nova Fert
Con Giacomo Tamburini (sceneggiatore e attore), Alice Lombardi (soprano), Marco Pedrazzi e Diego Tripodi (pianoforte)

Mercoledì 4 novembre 2026 ore 18.00
Jazz Insight: Mother Of The Blues
Dedicato a Ma Rainey (1886/1939) e alle regine del Blues
Con Emiliano Pintori (narrazione e pianoforte)
Special guest: Gloria Turrini (voce)

Sabato 7 novembre 2026 ore 17.30
Good Vibrations: Rosa Balistreri, una voce in rivolta
Narrazione di Lorenza Ghinelli
Live: Cenere

Mercoledì 11 novembre 2026 ore 18.00
Jazz Insight: High Times, Hard Times
Dedicato ad Anita O’Day (1919-2006)
Con Emiliano Pintori (narrazione e pianoforte)
Special guest: Ada Flocco (voce)

Sabato 14 novembre 2026 ore 17.30
ultimamusica: Japanese Garden
Tra luce, silenzio e materia sonora, il viaggio fra due mondi musicali di Toru Takemitsu (1930-1996)
Narrazione musicale di Ensemble In.Nova Fert
Manuel Chiappin (flauto), Marco Bonato (clarinetto), Michela Marchiana (viola), Cristina Centa (arpa), Tommaso Sassatelli (vibrafono), Marco Pedrazzi e Diego Tripodi (narrazione e pianoforte)

Mercoledì 18 novembre 2026 ore 18.00
Jazz Insight: African Piano
Dedicato a Randy Weston (1926-2018) e Abdullah Ibrahim (1934-2026)
Con Emiliano Pintori (narrazione e pianoforte)
Special guests: Filippo Cassanelli (contrabbasso), Marco Frattini (batteria)

Sabato 21 novembre 2026 ore 17.30
Good Vibrations: Romagna in musica
Narrazione di Cristiano Cavina
Live Nicolò Quercia e Carlotta Marchesini

Mercoledì 25 novembre 2026 ore 18.00
Jazz Insight: Saxophone Colossus
Dedicato a Sonny Rollins (1930-2026)
Con Emiliano Pintori (narrazione e pianoforte)
special guests: Carlo Atti (sax tenore), Stefano Senni (contrabbasso), Andrea Grillini (batteria)

Sabato 5 dicembre 2026 ore 17.30
ultimamusica: C'era una volta un quartetto di legno
Le fiabe nella musica contemporanea da Carlo Collodi (1826-1890) ad Hans Werner Henze (1926-2012)
Narrazione musicale di In.Nova Fert
Con Giacomo Tamburini (sceneggiatura e narrazione), Rebecca Roda (oboe), Marco Bonato (clarinetto), Maria Chiara Bignozzi (fagotto), Diego Tripodi (pianoforte)


Biglietti
Intero € 6 | ridotto € 5 (possessori Card Cultura, minori di 18 anni, studentesse e studenti con tesserino)
Visite guidate mostra QUEEN The Last Tour. Le foto di Torleif Svensson dal Magic Tour del 1986 € 13 | € 12 | € 10 (possessori Card Cultura, under 18, studentesse e studenti) - Max 60 partecipanti a turno
Incontri Bologna Jazz Festival special 14 e 21 ottobre 2026 ingresso gratuito con prenotazione su eventbrite.it

È possibile acquistare i biglietti in prevendita presso il bookshop del Museo della Musica nei giorni e orari di apertura e e nelle serate di concerto a partire dalle ore 20.00 o online (con una maggiorazione di € 1) su www.museibologna.it/musica o https://ticket.midaticket.it/museodellamusica-novecento/Events
I biglietti non sono rimborsabili.