Eventi

Rassegne, Mostre, Eventi Culturali, Presentazioni, Fiere, Appuntamenti Televisivi e Radiofonici....

VINICIO CAPOSSELA
L’infanzia del mondo. Dentro il bosco di latte con Dylan Thomas
Ospiti Nada e Paolo Rossi

È l’evento della serata inaugurale di Radio3 del Salone Internazionale del Libro di Torino
mercoledì 13 maggio alle ore 20.30 in diretta su Radio3 e in streaming su Raiplay dall’Auditorium Rai di Torino
Un appuntamento per presentare in anteprima Sotto il Bosco di Latte. Il radiodramma di Vinicio Capossela liberamente ispirato a Under Milk Wood di Dylan Thomas che sarà trasmesso su Radio3 dal 25 al 29 maggio alle ore 17 e integralmente il 3 giugno alle ore 20.05
Nel cast del radiodramma Alessandro Bergonzoni, Stefano Bollani, Geppi Cucciari, Luciana Littizzetto, Nada, Patty Pravo, Ornella Vanoni.
Vinicio Capossela e Paolo Rossi nel ruolo di voci narranti

Sotto il Bosco di Latte è il radiodramma ideato da Vinicio Capossela e liberamente ispirato all’opera “Under Milk Wood” di Dylan Thomas, scelto da Radio3 per inaugurare il Salone del Libro di Torino il 13 maggio con lo speciale evento L’infanzia del mondo. Dentro il bosco di latte con Dylan Thomas. Il radiodramma sarà poi trasmesso in esclusiva in cinque episodi da lunedì 25 a venerdì 29 maggio alle ore 17 all’interno del programma Ad Alta Voce e integralmente mercoledì 3 giugno alle ore 20.05 nel programma Radio 3 Suite e a seguire sarà disponibile su Raiplay. Sotto il Bosco di Latte è un poema radiofonico per voci che riprende e porta a compimento il progetto dell’amico e dj radiofonico torinese Renato Striglia, che sognava di realizzare la sua versione in italiano di “Under Milk Wood”, il lavoro del 1953 scritto e concepito per la radio dal poeta gallese Dylan Thomas. Dopo la morte di Striglia, avvenuta il 23 novembre 2020, Capossela ha deciso di ultimarlo, seguendone le indicazioni e le suggestioni. Frutto di un lavoro lungo, intenso e partecipativo, ha coinvolto una polifonia di 56 voci, raccolte tra amici della comunità torinese di Striglia e artisti e compagni di viaggio del cantautore. Al fianco dei due narratori principali, Vinicio Capossela stesso e Paolo Rossi, si muove infatti un cast straordinario, formato tra gli altri dall’indimenticabile Ornella Vanoni e da Alessandro Bergonzoni, Enzo Bianchi, Stefano Bollani, Ermanno Cavazzoni, Geppi Cucciari, Mauro Ermanno Giovanardi, Marisa Laurito, Luciana Littizzetto, Ermanna Montanari, Nada, Roy Paci, Daniela Pes, Patty Pravo e Johnson Righeira. Il lavoro sulle voci è accompagnato poi da un’opera di sonorizzazione che comprende interludi musicali e canzoni inedite composte da Vinicio Capossela e ispirate al testo di Thomas: Canzone di Polly in duetto con Nada, Ricordati di Rosie, Lilly allo specchio e Spazza il mio camino. Tra echi di ballate, di canti di ubriachi, d’amore e di languore, la vitalità pulsante di una giornata di primavera è espressa anche nei suoni e nei rimandi alle musiche. Il radiodramma sarà presentato in anteprima nella serata di vigilia del Salone Internazionale del Libro di Torino, organizzata da Rai Radio3, in programma mercoledì 13 maggio alle ore 20.30 nell’Auditorium Rai Arturo Toscanini e trasmessa in diretta su Radio3 e in streaming video su RaiPlay. Un evento speciale, dal titolo L’infanzia del mondo. Dentro il bosco di latte con Dylan Thomas: uno spettacolo in cui Capossela dialogherà in scena insieme al giornalista Pietro Del Soldà ripercorrendo il lungo viaggio creativo dell’opera, la cui anima è fortemente legata a Torino e alla memoria dell’illustre cittadino a cui il lavoro è dedicato, e ne presenterà alcuni estratti dal vivo, accompagnato da due degli artisti che hanno prestato la loro voce al progetto, Nada e Paolo Rossi, e dai musicisti Raffaele Tiseo e Vincenzo Vasi. Vinicio Capossela sarà inoltre protagonista al Salone Internazionale del Libro di Torino anche giovedì 14 maggio in diretta su Fahrenheit Rai Radio 3 per parlare di Thomas in occasione del Dylan Thomas Day. Quest’anno per inaugurare il Salone Radio3 ha scelto e prodotto uno spettacolo davvero fuori dagli schemi, sintesi originale e sorprendente di musica, poesia, parole, teatro, divertimento e riflessione. Dichiara la direttrice di Rai Radio3 Simona Sala. Quando Vinicio Capossela è venuto a Radio 3 e ci ha raccontato quest’opera a cui lavora da anni non abbiamo avuto dubbi: le note di Capossela ispirate ai versi di Dylan Thomas e la coincidenza con il Dylan Thomas Day. Era perfetto per Radio3 e per il Salone del libro. È stato emozionante ascoltare le voci del radiodramma - sono oltre 50; mettere in scena questo piccolo paese del Galles che parla a noi ancora oggi. Alcune sono voci sorprendenti. Ornella Vanoni era appena scomparsa, sentirla interpretare la signora Ciliegia è un regalo per tutti. E le sorprese sono continue. Under Milk Wood descrive ventiquattro ore di vita nell’immaginario villaggio gallese di pescatori di Llaregub. Una comunità che è un organismo corale, e infatti il racconto è concepito per voci, una sorta di concertato in cui i personaggi vengono definiti in poche, fulminanti battute. Una moltitudine di nomi che raramente sono propri, ma sono piuttosto aggettivazioni di caratteri, come sempre succede nelle piccole comunità (Polly Giarrettiera, Sir Spaccalancetta, signori Ciliegia) e che esprimono la vita in tutta la sua brulicante fermentazione. Desideri, incubi, ironia, carnalità, imbevuti in una atmosfera biblica che dà la dimensione epica e irrimediabile dell’errore. Un poema sull’umano, sull’innocenza perduta, sulla compassione per il comune destino. La versione caposseliana di Sotto il Bosco di Latte (con la quale si sono cimentati, tra gli altri, Richard Burton, Anthony Hopkins e Re Carlo d’Inghilterra) presenta un’ossatura più asciutta rispetto all’originale di Thomas e contiene variazioni sui nomi dei personaggi e dei luoghi, nel solco del lavoro impostato da Renato Striglia, con l’obiettivo di portare a una dimensione familiare quella commedia umana che ogni piccola comunità rappresenta ogni giorno. Il bosco di latte è il canto alla vita dell’umanità. Conclude Capossela. Copre tutte le generazioni e le classi sociali. L’arco ciclico di una giornata rimanda alla ciclicità del tempo naturale e universale. Non c’è trama. C’è solo il brulicare della vita che non porta alla felicità, ma alla vita stessa, alla sua generazione e alla sua decomposizione. I morti si confondono con i vivi. I sogni con il reale. È per questo che “Sotto il Bosco di Latte” è doppiamente dedicato a Renato: per la sua intima relazione con l’umanità e perché i morti in questo racconto, come gli annegati di Capitan Gatto, tornano alla memoria dei vivi reclamando la memoria. Affinché, come nel passo più toccante del poema, come Rosie, non ci si dimentichi anche di essere nati. Sotto il Bosco di Latte è il primo, fondamentale tassello di un nuovo percorso creativo dell’artista, che culminerà nei prossimi mesi in una trasposizione teatrale del radiodramma, che debutterà a Romaeuropa Festival il 3 e 4 ottobre, e in un nuovo progetto discografico.

_____________________________________________________________________________________

A Casa Museo Murolo un nuovo appuntamento di “ViniLi - Note di Degustazione” che unisce canzone napoletana e cultura enologica 
Venerdì 15 maggio la musica di Roberto Murolo incontra i vini irpini della Cantina La Molara
 
Venerdì 15 maggio, alle ore 18.30 al MU – Casa Museo Murolo, in via Cimarosa 25, va in scena “ViniLi – Note di degustazione”, la rassegna che coniuga due grandi espressioni edonistiche della nostra terra: la canzone napoletana e la cultura enologica. Per la serata, tre vinili del maestro Roberto Murolo, chansonnier acclamato in tutto il mondo, entrano in relazione con tre vini della Cantina La Molara. L’azienda irpina è nata nel 2002 dalla passione dell’avvocato e imprenditore Riccardo Morelli, che ha scelto di cambiare vita per diventare Sommelier e dedicarsi alla enologia e alla tradizione del Sud. Allo stesso modo, Murolo iniziò la sua carriera con Mida Quartet con un repertorio di canzonette ritmate, tra avanspettacolo e cabaret, imitando con la voce il suono del trombone, per scegliere nell’immediato dopoguerra di dedicarsi da solista alla canzone napoletana, incontrando subito il favore del pubblico. La serata, a cui partecipa lo stesso Morelli, è quindi un racconto di passione e grande forza di volontà. A ciò si aggiunge il genio di E.A. Mario, autore delle tre canzoni scelte, e il pubblico le può ascoltare nella versione cantata da Roberto Murolo e incisa su vinile. La degustazione tra canzone napoletana e vini irpini è accompagnata da un fresco aperitivo. Si inizia con Irpinia Spumante Fiano Brut 2023, un vino fruttato, complesso ed elegante, con un perlage fine e persistente. “Dduje Paravise” è la canzone associata al primo vino che celebra la bellezza di Napoli attraverso la storia di due maestri di concertino che si trovano a suonare davanti ai Santi in Paradiso ma nulla può eguagliare la loro città natia. Si passa ad assaporare Irpinia Doc Campi Taurasi 2020 “Valeria”, intenso e avvolgente grazie agli aromi di frutti rossi e maturi e con l’ascolto di “Canzone appassiunata”, un brano ricco di allusioni e allegorie, con una melodia struggente e intensa come il vino che accompagna. Si narra che in rotta con E.A. Mario per motivi professionali, il celebre cantante Giuseppe Pasquariello aveva giurato che non avrebbe mai più cantato un suo brano. Eppure, la bellezza di “Canzona appassiunata” lo colpì profondamente. Il percorso tra vino e musica si conclude con il Greco di Tufo Docg 2022, un vino deciso e intenso, con note vegetali e sentori minerali, che presenta ottima acidità, grande morbidezza e sapidità. Durante l’ultima degustazione, il pubblico può ascoltare “Tammurriata nera”, una canzone nota in tutto il mondo, interpretata da tanti artisti e che è stata composta prendendo ispirazione da un fatto vero. Nicolardi, dirigente amministrativo all’ospedale Loreto Mare, assistette alla nascita di un bimbo nero dato alla luce da una giovane bianca. In quel periodo molte furono le donne rimaste incinte a seguito di violenze dei soldati afro-americani e Nicolardi compose il brano, con il suo amico e consuocero E.A. Mario, proprio per raccontare questo fenomeno.

_____________________________________________________________________________________


SICILY MUSIC CONFERENCE
Meeting & Festival for Sustainability
Torna per il quinto anno la conferenza internazionale sulla musica
13 - 16 maggio 2026
 
la rivoluzione sostenibile della musica  tra Palermo e Catania
Sarafine e i segreti della produzione musicale, Rob protagonista tra X Factor e Milano-Cortina, showcase con Madame Gandhi e 18 band da tre continenti, panel su AI, salute mentale e diritti, workshop su set design, grandi eventi e festival sostenibili.

Dal 13 al 16 maggio Palermo e Catania vibreranno con la quinta edizione della Sicily Music Conference (SMC) meeting e festival for sustainability che unisce professionisti, talenti emergenti e pubblico curioso di scoprire i backstage del settore musicale. Per quattro giorni la conferenza abbraccia le due capitali dell’isola: Palermo il 13 e 14 maggio, Catania il 15 e 16, in un formato diffuso che intreccia musica, turismo e sviluppo territoriale, confermando la Sicilia come crocevia del Mediterraneo. Giunta al quinto anno, la SMC si è affermata come spazio autentico di confronto e crescita per tutta la filiera, mappando oltre 60 festival locali e portando l’isola in vetrina a fiere internazionali come WOMEX, Eurosonic, Athens Music Week, Babel XP e Tallinn Music Week. Al centro di questa edizione ci sono due grandi assi tematici: da un lato la sostenibilità economica, sociale e finanziaria, con i due workshop finali del progetto “Rete dei Festival Sostenibili” supportato da Regione Sicilia, che si tradurrà in veri e propri green corner nei festival aderenti; dall’altro la musica come urgenza espressiva e catartica, un “back to the riot” che restituisce spazio a chi non ha voce e reagisce alla logica schiacciante dei numeri.
Gli highlight del programma mettono al centro figure di forte impatto artistico e simbolico. Tra i momenti più attesi c’è l’incontro esclusivo “Catania-Milano un legame indissolubile” tra la co direttrice di Billboard Silvia Danielli e Rob, vincitrice di X Factor 2026 e performer della Cerimonia Milano Cortina, originaria di Trecastagni: una storia che unisce radici siciliane e consacrazione nazionale, diventando manifesto delle potenzialità dell’isola. Accanto a lei, nella parte educational dedicata alla produzione, spicca Sarafine, protagonista del workshop “Beat & Trauma” insieme a Damir Ivic e Pisk: un laboratorio pratico che entra nel cuore del processo creativo, esplorando il rapporto tra suono, corpo ed emozioni. Sul versante live, la presenza di Madame Gandhi, artista statunitense simbolo di empowerment, femminismo e ritmi percussivi travolgenti, dà all’edizione 2026 una forte impronta internazionale, intrecciando musica e attivismo sul palco dello showcase festival.
Il programma dei quattro giorni mantiene un focus deciso sull’educational. Si va dal set design immersivo con “Quando la fantasia diventa realtà”, guidato da Matteo Oioli e Dario Bruno, ai laboratori di produzione musicale come “Beat & Trauma”. Non manca uno sguardo sul racconto della musica, con il giornalismo musicale affidato a Silvia Danielli di Billboard Italia e Marta Blumi collaboratrice delle principali testate musicali italiane, e uno sulla regia organizzativa con “Grandi Eventi, Grandi Donne”, che vede protagoniste Francesca Robbiati e Valentina Dalla Piazza, reduci dall’esperienza delle Olimpiadi Milano Cortina. I panel attraversano temi cruciali per l’industria contemporanea: l’intelligenza artificiale dal backstage al live, le migrazioni culturali con “Mediterranean Frequencies”, il ritorno della musica come espressione creativa e sociale con “Back to the riot”, i diritti del comparto con “Stand Up for Your Rights” e la salute mentale con “Per chi lo fai? Creatività vs Numeri”, in collaborazione con Restart – a safe space for music minds.
Torna anche lo showcase festival, cuore live della SMC, con una line up definita nelle scorse settimane: 18 band dal vivo e 3 artisti Ready To Export selezionati da una giuria mista composta dal team SMC e da professionisti internazionali come Paola Cacciarelli (Amazon Italy), Katia Giampaolo (Estragon Bologna), Claudio Ongaro, Mark Bona (Sziget Festival), Lisa Nasta e Ingrid Kohtla (Tallinn Music Week). Sul palco saliranno Rossana De Pace (Puglia), Scaramuzza e Frego dalla Sicilia, Lucy Dreams dall’Austria, Shkodra Elektronike dall’Albania, Aura e Roberta Gulisano dalla Sicilia, Celeste Caramanna (Italia/UK), Emilya Ndme (Liguria), Edy powered by One Day (Sicilia), Luisiana (Sicilia), Gold Mass (Toscana), Te Quiero Euridice (Emilia-Romagna), Claudio Covato (Sicilia), Diniche (Campania), Nuhara (Sicilia) e, tra gli highlight, Madame Gandhi dagli Stati Uniti. A questi si aggiungono i dj set: a Palermo il vinyl set di Marwan Hawash feat Rabea Sliman dalla Palestina, a Catania Jehan Bullfrog aka Jupitero dall’India e Pisk, che chiudono idealmente il cerchio internazionale della programmazione.
La rete di collaborazioni si arricchisce e consolida: alle presenze storiche di Assomusica, KeepOn, Billboard Italia, RockIt e Soundwall si aggiungono quattro nuove realtà chiave. Yellowschool, che da anni lavora sul tema dell’accessibilità; l’Accademia delle Belle Arti di Palermo, con cui SMC propone un workshop sul set design; DICE, partner per gli speed meeting di Catania e la gestione del ticketing; e Assoconcerti, che porterà in conference un tema fortemente identitario: la musica popolare contemporanea nei grandi teatri antichi e nelle location simbolo della cultura.
Anche le venue raccontano la filosofia della Sicily Music Conference: diffondere musica e contenuti sul territorio, integrandosi con il tessuto urbano. A Palermo SMC abiterà CreziPlus Cantieri della Zisa, Spazio Franco e Punkfunk; a Catania farà tappa a Cortile Murgo, CUT, Frequenza, DiscoMercato per il brunch ufficiale della manifestazione e Gammazita. Luoghi diversi, accomunati dall’idea di vivere la Sicilia come crocevia mediterraneo, in cui musica, turismo e sostenibilità si sostengono a vicenda.
“In questi 5 anni abbiamo capito che in Sicilia c’è una grande voglia di crescere professionalmente, con workshop affollati e una mappatura che ha rivelato oltre 60 festival pop contemporanei, portando l’isola in fiere globali. Questa edizione centra sostenibilità e musica come urgenza espressiva. La SMC è una rete aperta: uniamo operatori, artisti e istituzioni per opportunità concrete, dalla destagionalizzazione indoor alla rete mediterranea” (Federica Ceppa, co-founder e curatrice della SMC)
Sicily Music Conference è ideata da Federica Ceppa, Giulio Castronovo, Dario Caretto, Enrico Cantaro e organizzata dall’Associazione Sicily Music Conference, con produzione Gomad Concerti e collaborazioni di PalermoSuona, Las Chicas e LazyTime/Meraaki.

È aperta la registrazione gratuita per accedere a workshop, panel e masterclass: https://www.sicilymusicconference.com
_____________________________________________________________________________________

Il saxofono in Italia
Ingegno, produzione e immaginario culturale
Al Salone del Libro di Torino la presentazione del volume di Attilio Berni, prima opera dedicata interamente al ruolo del saxofono nella storia culturale italiana
 

Salone Internazionale del Libro di Torino
sabato 16 maggio 12:30-13:30
Lingotto Pad. Oval Spazio Lazio - X102
con Attilio Berni, Direttore Museo del Saxofono, e Marco Basso, Giornalista e critico musicale de La Stampa. 
Durante la presentazione sono previsti degli interventi musicali dell’autore Attilio Berni che, accompagnato alla chitarra da Fabrizio Spadea, si esibirà con alcuni saxofoni storici della fabbrica Rampone & Cazzani.
Ingresso libero, senza prenotazione
(previo acquisto del biglietto al Salone)
 
In occasione del Salone Internazionale del Libro di Torino, sabato 16 maggio 2026 alle ore 12:30, verrà presentato il volume Il saxofono in Italia. Ingegno, produzione e immaginario culturale di Attilio Berni, pubblicato dal Museo del Saxofono di Fiumicino con il contributo del Ministero della Cultura – Direzione Generale Educazione, Ricerca e Istituti culturali e il supporto delle Direzioni delle Organizzazioni Museale e Bibliotecaria della Regione Lazio. L'ingresso all'evento è libero previo acquisto del biglietto di accesso al Salone. Si tratta della prima opera interamente dedicata al ruolo del saxofono nella storia culturale italiana. Frutto di anni di ricerca, il volume propone una lettura originale e interdisciplinare dello strumento, analizzato non solo dal punto di vista musicale, ma anche come fenomeno produttivo, creativo, tecnico e simbolico. Attraverso un ricco apparato iconografico e documentario, il libro ricostruisce il percorso del saxofono in Italia tra Ottocento e Novecento, mettendo in luce il contributo, spesso poco riconosciuto, di fabbriche, artigiani e inventori italiani allo sviluppo dello strumento. Accanto alla dimensione produttiva, emerge il ruolo centrale dei musicisti, veri e propri agenti culturali capaci di influenzarne diffusione, percezione e significati. Dalle bande ai conservatori, dal jazz al cinema e alla musica leggera, il saxofono in Italia occupa una posizione singolare, al crocevia tra pratica colta e popolare, industria e artigianato, innovazione tecnica e immaginario collettivo. Nel corso del Novecento diventa un’icona della modernità e dell’espressività individuale, fino a incarnare una vera e propria “seduzione sonora”. Ne emerge una storia complessa e affascinante, in cui tecnica, pratica musicale e rappresentazione culturale si intrecciano restituendo un’immagine viva e sfaccettata della cultura musicale italiana. La presentazione del volume sarà arricchita da momenti musicali dal vivo nei quali l’autore stesso eseguirà dei brani con alcuni degli strumenti protagonisti del libro, offrendo al pubblico un’esperienza che unisce racconto, ascolto ed edutainment. «Il saxofono non è solo uno strumento musicale, ma un segno culturale, capace di raccontare la modernità», sottolinea l’autore. Attilio Berni, musicista, storico e collezionista, è tra i massimi esperti internazionali di saxofono. Direttore del Museo del Saxofono di Fiumicino, da oltre trent’anni conduce ricerche in ambito storico e organologico, affiancando all’attività scientifica quella concertistica e curatoriale. Ha collaborato con istituzioni, produzioni cinematografiche e realtà musicali internazionali, contribuendo alla diffusione della cultura del saxofono in Italia e all’estero.
Il volume, bilingue italiano-inglese, consta di 288 pagine ed è corredato da fotografie, schede tecniche e approfondimenti che ne fanno uno strumento di riferimento per studiosi, musicisti e appassionati.
____________________________________________________________________________________

FRANCESCO GUCCINI
CANTERÒ SOLTANTO IL TEMPO
Una mostra dedicata al Cantautore modenese tra parole, musica e memoria
DAL 18 APRILE AL 18 OTTOBRE 
ALLO SPAZIO GERRA DI REGGIO EMILIA

“E dirò di pietre consumate, di città finite, morte sensazioni
Racconterò le mie visioni spente di fantasmi e gente lungo le stagioni
E canterò soltanto il tempo”
Francesco Guccini

Dal 18 aprile al 18 ottobre 2026, Spazio Gerra a Reggio Emilia ospita la mostra “Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo”, un progetto espositivo dedicato a uno dei più importanti protagonisti della canzone d’autore italiana. Il progetto, che prende il titolo dal verso “Canterò soltanto il tempo” del brano “Il tema” (1970), riassume uno dei nuclei della poetica di Francesco Guccini: il rapporto tra parola, memoria e lo scorrere del tempo. La mostra nasce da una serie di incontri realizzati nell’arco di due anni con Francesco Guccini, durante i quali l’artista ha condiviso ricordi, riflessioni e aneddoti legati alla propria produzione musicale e letteraria. Da questi dialoghi prende forma un percorso che mette al centro il tema del tempo, filo conduttore dell’opera gucciniana e il ruolo fondamentale della parola come strumento per raccontare la vita, la memoria e l’esperienza. Promossa dall’Assessorato alla Cultura e Giovani del Comune di Reggio Emilia, patrocinata dalla Regione Emilia-Romagna e realizzata da ICS – Innovazione Cultura Società ETS, la mostra è curata da Stefania Carretti, Lorenzo Immovilli ed Erika Profumieri nell’ambito del percorso culturale di Spazio Gerra, centro espositivo dedicato alla cultura popolare contemporanea. L’esposizione, il cui ingresso sarà gratuito, propone un ritratto intimo e insieme pubblico di Francesco Guccini: cantautore, scrittore, narratore e figura di riferimento culturale per diverse generazioni. Il percorso espositivo si sviluppa lungo i quattro piani di Spazio Gerra, per circa 350 metri quadrati ed esplora nove gruppi tematici attraverso nove canzoni, unendo materiali d’archivio (fotografie, oggetti originali, riproduzioni) a nuove opere di illustratori e fotografi. Queste creazioni si collegano ai temi e ai testi delle canzoni, creando un percorso che richiama le principali fonti di ispirazione di Guccini, illustrazione, cultura popolare, letteratura, storia e radici. La mostra include le illustrazioni di Simona Costanzo, Arianna Lerussi, Maurizio Mantovi, Veronica Ruffato, Silvano Scolari e Gianmario Taurisano e due nuove produzioni fotografiche: “E Pavana un ricordo” di Paolo Simonazzi, che esplora i luoghi simbolo dell’universo gucciniano tra Bologna e l’Appennino, creando una mappa visiva fatta di paesaggi, oggetti e dettagli legati alla cultura popolare e alla memoria e “Zeitraum” di Kai‑Uwe Schulte‑Bunert, che rappresenta il tempo e il ricordo attraverso immagini di componenti di vecchi orologi in caduta, evocando la natura frammentaria della memoria. L’intero progetto ha l’obiettivo di restituire la complessità della figura di Guccini e del suo universo creativo, andando oltre la dimensione musicale per esplorare la ricchezza culturale e intellettuale della sua opera. Il progetto proseguirà anche in forma editoriale con la pubblicazione di un volume dedicato, pensato come opera autonoma capace di approfondire i legami tra parole, oggetti e biografia dell’autore. Spazio Gerra è un centro espositivo e di produzione culturale del Comune di Reggio Emilia, aperto nel 2008 e dedicato alla cultura popolare contemporanea. Dal 2014 le sue attività sono gestite da ICS - Innovazione Cultura Società ETS in convenzione con il Comune di Reggio Emilia. In passato ICS ha realizzato qui diverse mostre su tematiche legate alla musica, ai movimenti culturali e giovanili che hanno attraversato gli ultimi decenni del Novecento. Solo per citarne alcune: Augusto Daolio. Uno sguardo libero (2022-23), Confessioni. Canzoni vissute (2019) Community Era. Echoes of the Summer of Love (2017), Disco Emilia. Viaggio nella terra delle discoteche (2016), E lo chiamano jazz… (2015). Attualmente ospita la mostra di Paolo Simonazzi, Tra la via Emilia e il West. Featuring…, un progetto espositivo che si propone di rileggere e reinterpretare l’immaginario evocato dalla celebre espressione coniata da Francesco Guccini. Attraverso le immagini e i rimandi culturali presenti nel percorso, la mostra esplora l’universo simbolico racchiuso in quella frase, divenuta nel tempo emblematica dello spirito di un territorio e della sua gente.