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“Murolo e…” continua la rassegna al MU “Casa Museo Murolo”
Venerdì 20 marzo Marco Zurzolo e Pasquale Cirillo protagonisti del secondo appuntamento dedicata alla canzone napoletana, ai volti più rappresentativi e alle sue contaminazioni
La rassegna “Murolo e…” torna a Casa Museo Murolo con il suo secondo appuntamento venerdì 20 marzo alle ore 18:30, con Marco Zurzolo e Pasquale Cirillo. Il format, nato per aprire il salotto di Casa Murolo a musica, dialoghi e contaminazioni artistiche, prevede una visita guidata agli spazi della Casa Museo, seguita dalla presentazione del libro di Zurzolo “Forcella”, un racconto dalle tinte gialle ambientato nel cuore del quartiere più antico di Napoli. La serata si conclude con un momento performativo che vede il sassofonista Zurzolo esibirsi insieme al pianista Pasquale Cirillo, cofondatore di Napulitanata, in un dialogo musicale che unisce tradizione e sensibilità contemporanea. Il primo appuntamento, lo scorso 5 marzo, ha inaugurato con grande successo il ciclo della rassegna. Il progetto Fanali, nato dall’incontro artistico tra Caterina Bianco, Jonathan Maurano e Michele De Finis, ha proposto una rilettura originale della tradizione musicale napoletana, muovendosi tra folk, elettronica, post-rock e art-rock. Con l’album “Nun me scetà”, il trio ha reinterpretato alcuni classici legati a Sergio Bruni e allo stesso Roberto Murolo, offrendo al pubblico una prospettiva innovativa sulla canzone napoletana. Il pubblico ha mostrato forte apprezzamento per questa nuova iniziativa della Casa Museo, che si propone come uno spazio aperto agli artisti e ai musicisti del territorio, anche con stili e approcci musicali diversi, ma sempre uniti da un filo conduttore comune: l’amore per Roberto Murolo, per il suo modo di fare musica e cantare, considerato lo chansonnier napoletano per antonomasia. Questa missione, profondamente legata alla cultura e alla canzone napoletana, guida l’intero progetto della rassegna, creando un dialogo vivo tra tradizione e modernità. L’iniziativa nasce da un’idea di Mario Coppeto, presidente della Fondazione Roberto Murolo, ed è affidata alla direzione artistica di Mimmo Matania, manager culturale e musicista. Attraverso sei appuntamenti, la rassegna intende far rivivere lo spirito della canzone napoletana, aprendo le porte del salotto di Casa Museo a nuovi artisti e progetti che interpretano la tradizione con sensibilità originale e contemporanea.
Prenotazione obbligatoria a info@casamuseomurolo.it - www.casamuseomurolo.it
Costo biglietto 10€
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Sabato 21 marzo 2026 - ore 10.30
Hotel Bellevue del Golfo Hotel & Spa, via Plauto, 40 Sferracavallo (Palermo)
In occasione del 99° anniversario dalla nascita di Rosa Balistreri, la più citata ed amata cantastorie siciliana, nel suo 99° compleanno
la Fondazione Made in Sicily e la Fondazione Rosa Balistreri e Navarra Editore presentano il libro
'LA MIA ROSA' di Felice Liotti
Il volume è un racconto appassionante e inedito a più voci di una storia del tutto romantica, intrisa di dolore e passione: l’autore che fu amico della Balistreri fino all’ultimo giorno, Giovanni Callea, presidente della Fondazione, e il musicista Francesco Giunta, appassionato da sempre di Rosa Balestreri, sua musa ispiratrice. In una intervista inedita racconta Rosa anche il pittore fiorentino Manfredi Lombardi (scomparso nel 2021) che con lei ebbe una intensa relazione, introducendola nel contesto culturale nazionale e di fatto avviandola alla carriera musicale come interprete originale della sua terra.
Oltre ai soggetti promotori ed all’autore sono presenti
Angelo Balsamo - Fondazione Rosa Balistreri
Giovanni Callea, Davide Morici - Fondazione Made in Sicily
Francesco Giunta, Ottavio Navarra
Al termine, alcune delle voci siciliane che cantando Rosa ne custodiscono il ricordo, la memoria, la lezione, Margherita Avvento, Valeria Graziani, Laura Mollica, Alessandra Ponente, interpreteranno le canzoni più iconiche della Balistreri
Introduce Gigi Razete
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FRANCESCO GUCCINI
CANTERÒ SOLTANTO IL TEMPO
Una mostra dedicata al Cantautore modenese tra parole, musica e memoria
DAL 18 APRILE AL 18 OTTOBRE
ALLO SPAZIO GERRA DI REGGIO EMILIA
“E dirò di pietre consumate, di città finite, morte sensazioni
Racconterò le mie visioni spente di fantasmi e gente lungo le stagioni
E canterò soltanto il tempo”
Francesco Guccini
Dal 18 aprile al 18 ottobre 2026, Spazio Gerra a Reggio Emilia ospita la mostra “Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo”, un progetto espositivo dedicato a uno dei più importanti protagonisti della canzone d’autore italiana. Il progetto, che prende il titolo dal verso “Canterò soltanto il tempo” del brano “Il tema” (1970), riassume uno dei nuclei della poetica di Francesco Guccini: il rapporto tra parola, memoria e lo scorrere del tempo. La mostra nasce da una serie di incontri realizzati nell’arco di due anni con Francesco Guccini, durante i quali l’artista ha condiviso ricordi, riflessioni e aneddoti legati alla propria produzione musicale e letteraria. Da questi dialoghi prende forma un percorso che mette al centro il tema del tempo, filo conduttore dell’opera gucciniana e il ruolo fondamentale della parola come strumento per raccontare la vita, la memoria e l’esperienza. Promossa dall’Assessorato alla Cultura e Giovani del Comune di Reggio Emilia, patrocinata dalla Regione Emilia-Romagna e realizzata da ICS – Innovazione Cultura Società ETS, la mostra è curata da Stefania Carretti, Lorenzo Immovilli ed Erika Profumieri nell’ambito del percorso culturale di Spazio Gerra, centro espositivo dedicato alla cultura popolare contemporanea. L’esposizione, il cui ingresso sarà gratuito, propone un ritratto intimo e insieme pubblico di Francesco Guccini: cantautore, scrittore, narratore e figura di riferimento culturale per diverse generazioni. Il percorso espositivo si sviluppa lungo i quattro piani di Spazio Gerra, per circa 350 metri quadrati ed esplora nove gruppi tematici attraverso nove canzoni, unendo materiali d’archivio (fotografie, oggetti originali, riproduzioni) a nuove opere di illustratori e fotografi. Queste creazioni si collegano ai temi e ai testi delle canzoni, creando un percorso che richiama le principali fonti di ispirazione di Guccini, illustrazione, cultura popolare, letteratura, storia e radici. La mostra include le illustrazioni di Simona Costanzo, Arianna Lerussi, Maurizio Mantovi, Veronica Ruffato, Silvano Scolari e Gianmario Taurisano e due nuove produzioni fotografiche: “E Pavana un ricordo” di Paolo Simonazzi, che esplora i luoghi simbolo dell’universo gucciniano tra Bologna e l’Appennino, creando una mappa visiva fatta di paesaggi, oggetti e dettagli legati alla cultura popolare e alla memoria e “Zeitraum” di Kai‑Uwe Schulte‑Bunert, che rappresenta il tempo e il ricordo attraverso immagini di componenti di vecchi orologi in caduta, evocando la natura frammentaria della memoria. L’intero progetto ha l’obiettivo di restituire la complessità della figura di Guccini e del suo universo creativo, andando oltre la dimensione musicale per esplorare la ricchezza culturale e intellettuale della sua opera. Il progetto proseguirà anche in forma editoriale con la pubblicazione di un volume dedicato, pensato come opera autonoma capace di approfondire i legami tra parole, oggetti e biografia dell’autore. Spazio Gerra è un centro espositivo e di produzione culturale del Comune di Reggio Emilia, aperto nel 2008 e dedicato alla cultura popolare contemporanea. Dal 2014 le sue attività sono gestite da ICS - Innovazione Cultura Società ETS in convenzione con il Comune di Reggio Emilia. In passato ICS ha realizzato qui diverse mostre su tematiche legate alla musica, ai movimenti culturali e giovanili che hanno attraversato gli ultimi decenni del Novecento. Solo per citarne alcune: Augusto Daolio. Uno sguardo libero (2022-23), Confessioni. Canzoni vissute (2019) Community Era. Echoes of the Summer of Love (2017), Disco Emilia. Viaggio nella terra delle discoteche (2016), E lo chiamano jazz… (2015). Attualmente ospita la mostra di Paolo Simonazzi, Tra la via Emilia e il West. Featuring…, un progetto espositivo che si propone di rileggere e reinterpretare l’immaginario evocato dalla celebre espressione coniata da Francesco Guccini. Attraverso le immagini e i rimandi culturali presenti nel percorso, la mostra esplora l’universo simbolico racchiuso in quella frase, divenuta nel tempo emblematica dello spirito di un territorio e della sua gente.
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