Eventi

Rassegne, Mostre, Eventi Culturali, Presentazioni, Fiere, Appuntamenti Televisivi e Radiofonici....

“Germogli d’Appennino”
Un docufilm per raccontare una rinascita

Sabato 23 maggio 2026 alle 15,30 a Genova, presso il CAP&S – Circolo Autorità Portuale e Società del Porto di Genova (via Albertazzi 3), sarà presentato il docufilm “Germogli d’Appennino” che racconta il progetto di rigenerazione sociale e culturale Appennino Futuro Remoto , nato nel 2021 dalla collaborazione con il festival genovese Le Vie dei Canti e realizzato a Carrega Ligure, nell’alta Val Borbera. Il docufilm raccoglie quattro anni di lavoro sul campo attraverso le testimonianze degli abitanti, le immagini di un territorio bellissimo e fragile, e il racconto del legame profondo tra l’Appennino ligure-piemontese e Genova. Partner principale del progetto è il Gruppo Spontaneo Trallalero di Genova, che affianca all’attività musicale quella di associazione culturale per la valorizzazione e la preservazione delle tradizioni locali. Nel 2022 il progetto ha partecipato al bando PNRR/Unione Europea dedicato ai borghi storici a rischio di spopolamento, classificandosi 6° su 1.800 domande a livello nazionale, ottenendo un contributo di 1.698.000 euro da realizzare in quattro anni. Tra i risultati raggiunti: la ristrutturazione di quattro case rurali per un albergo diffuso, l’apertura di cinque nuove imprese, la creazione di postazioni di coworking, un nuovo percorso escursionistico e la collaborazione con l’Università di Genova (DAFIST) per la realizzazione di un museo diffuso nelle frazioni del Comune. Il docufilm “Germogli d’Appennino” è diretto dal regista genovese Luca D’Alessandro di Squeasy Film, uno dei giovani professionisti under 35 coinvolti nel progetto. Il film è in gara per la menzione d’onore al Bracciano Film Festival, è stato selezionato al Prisma Award Rome Festival ed è semifinalista al Veneto International Film Festival.
“Il legame fra Genova e la zona delle 4 Province è profondo -  dice Laura Parodi, cantante, ideatrice e progettista di Appennino Futuro Remoto -  Quando nel 2020 l’amministrazione di Carrega Ligure mi ha chiesto di organizzare  là un festival come Le Vie dei Canti che realizziamo con a Genova con il contributo del  Comune, Regione Liguria  e i principali enti locali  ho risposto con entusiasmo. Ne è risultato un lavoro complesso, molto impegnativo che grazie al supporto degli abitanti mi ha aiutato a prendere diverse consapevolezze fra cui una fondamentale: restare in questi luoghi bellissimi significa averne cura e difenderli dal dissesto idrogeologico perchè con un’economia sana le persone possono scegliere di viverci senza essere costrette ad andarsene.” Dopo la proiezione si condivideranno momenti di musica con Fabrizio Ferrari: piffero e Daniele Barbieri: fisarmonica; TrallAppennino con Canterini di Trallalero  e  un buffet.


Per l’elenco completo di collaborazioni, partner e patrocini: www.appenninofuturoremoto.it
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“CartaCanta”, a Napoli i segreti dei cantautori: 
i manoscritti originali di Eugenio Bennato, Luca “Zulù” Persico (99 Posse), Francesco Di Bella (24 Grana) e Dada’. Una mostra/rassegna alla Biblioteca Fra Landolfo Caracciolo con incontri, talk e musica live.
La prima edizione è già un successo con posti tutti esauriti.
Per la prima volta i manoscritti dei musicisti potranno essere visti e letti dai fans.  In esclusiva anche il manoscritto originale della canzone Maruzzella di Carosone/Bonagura.


Dal 21 al 22 maggio, alla Biblioteca Fra Landolfo Caracciolo (Via dei Tribunali, 316), quattro grandi artisti dell’attuale scena musicale partenopea raccontano la nascita dei loro testi mostrando manoscritti e appunti originali. Un viaggio, tra parole, fogli e musica curato da Dario Sansone e Daniele Ferraiuolo, promosso dalla Fondazione San Bonaventura nell'ambito del progetto permanente Scriptvra. Come nasce il testo di una canzone? Spesso su un supporto occasionale: un taccuino, un foglio di giornale, il retro di un biglietto. Prima di diventare musica, il testo di una canzone è un groviglio di segni, cancellature, ripensamenti, emozioni impresse sulla carta. Da questa domanda prende vita “CartaCanta”, la mostra-rassegna ideata e diretta dal cantautore, regista e disegnatore Dario Sansone (Foja) e da Daniele Ferraiuolo, ricercatore presso l'Università di Napoli "L'Orientale" e responsabile del progetto Scriptvra. La prima edizione, che è già un successo con posti tutti esauriti, si svolgerà il 21 e 22 maggio 2026, alle ore 17, presso la suggestiva Biblioteca Fra Landolfo Caracciolo nel Complesso Monumentale di San Lorenzo Maggiore, nel cuore del centro storico di Napoli. Due giornate in cui il pubblico potrà assistere a un format inedito: l’esplorazione dal vivo dei manoscritti originali dei cantautori, proiettati su schermo grazie a una webcam posizionata sul tavolo di lavoro, per osservare da vicino la materialità del processo creativo.
Protagonisti della due giorni saranno Eugenio Bennato, Zulù, Dada’ e Francesco Di Bella. A condurre gli incontri, il giornalista e critico musicale Federico Vacalebre, che dialogherà con gli artisti ricostruendo la genesi dei loro brani più noti.  Ad arricchire la narrazione saranno le letture sceniche di Francesca Cercola, che interpreterà testi iconici della canzone italiana e internazionale, creando interludi emotivi tra un artista e l’altro. In programma “Maruzzella” (di Enzo Bonagura e Renato Carosone), “Caruso” di Lucio Dalla, “Keep On Moving” di Bob Marley e “Dark Eyes” di Bob Dylan. A chiudere, un testo originale in forma narrativa, ispirato all’universo poetico di Pino Daniele, con riferimenti a brani come “Terra mia” e “Libertà”.
21 maggio: Eugenio Bennato e Luca “Zulù” Persico
Bennato è un rinomato cantautore, musicista e polistrumentista italiano, figura chiave nel panorama musicale italiano per la valorizzazione della musica etnica e popolare. Co-fondatore della Nuova Compagnia di Canto Popolare, poi dei Musicanova e fondatore del movimento "Taranta Power", ha dedicato la sua carriera a coniugare tradizione popolare del Sud Italia e World Music.
Zulù è il frontman e membro fondatore dei 99 Posse, storico gruppo simbolo del rap-reggae militante italiano e autore di testi che hanno segnato un'intera generazione di attivisti sociali.
22 maggio: Dada’ e Francesco Di Bella
Dada’, pseudonimo di Gaia Eleonora Cipollaro, è una cantautrice, producer e art director che si sta distinguendo per una proposta musicale definita "retrofuturista"
Di Bella è un cantautore italiano, noto principalmente per essere il leader e frontman dei 24 Grana, una delle band più influenti della scena alternative rock e dub italiana dagli anni '90. E’ anche un raffinato cantautore, i suoi testi hanno una forma di neorealismo in musica: un racconto crudo, ma profondamente poetico, della realtà urbana e interiore.
Ogni incontro prevede il racconto di tre canzoni per artista, la proiezione dei testi autografi e l’esecuzione dal vivo (voce e chitarra) degli stessi brani, offrendo al pubblico il passaggio diretto dalla carta alla musica. A corredo dell'evento, una mostra temporanea di manoscritti originali degli artisti coinvolti.

L’Ingresso gratuito ha posti già tutti esauriti. Ma è possibile mettersi in lista d’attesa al link
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Il liuto e gli strumenti a pizzico tra XVI e XVII secolo

Prende avvio domani, venerdì 22 maggio 2026, presso l’Auditorium dell’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi, il ciclo di seminari “Il liuto e gli strumenti a pizzico tra XVI e XVII secolo”, un percorso di formazione del pubblico musicale dedicato alla storia, ai repertori e alle pratiche esecutive degli strumenti a pizzico nell’età rinascimentale e barocca. L’iniziativa, promossa da ADUIM in collaborazione con l’ICBSA, sarà curata da Lorenzo Sabene e alternerà momenti di introduzione critica ed esemplificazioni musicali. Il primo incontro, “Il liuto: intavolature e repertori”, si terrà venerdì 22 maggio 2026 alle ore 16.00. Il secondo appuntamento, “Tra danze e toccate: tiorba e chitarra nel Seicento”, è in programma venerdì 29 maggio 2026 alle ore 16.00. Gli incontri si svolgeranno presso l’Auditorium dell’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi, in via Michelangelo Caetani 32, Roma.

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FRANCESCO GUCCINI
CANTERÒ SOLTANTO IL TEMPO
Una mostra dedicata al Cantautore modenese tra parole, musica e memoria
DAL 18 APRILE AL 18 OTTOBRE 
ALLO SPAZIO GERRA DI REGGIO EMILIA

“E dirò di pietre consumate, di città finite, morte sensazioni
Racconterò le mie visioni spente di fantasmi e gente lungo le stagioni
E canterò soltanto il tempo”
Francesco Guccini

Dal 18 aprile al 18 ottobre 2026, Spazio Gerra a Reggio Emilia ospita la mostra “Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo”, un progetto espositivo dedicato a uno dei più importanti protagonisti della canzone d’autore italiana. Il progetto, che prende il titolo dal verso “Canterò soltanto il tempo” del brano “Il tema” (1970), riassume uno dei nuclei della poetica di Francesco Guccini: il rapporto tra parola, memoria e lo scorrere del tempo. La mostra nasce da una serie di incontri realizzati nell’arco di due anni con Francesco Guccini, durante i quali l’artista ha condiviso ricordi, riflessioni e aneddoti legati alla propria produzione musicale e letteraria. Da questi dialoghi prende forma un percorso che mette al centro il tema del tempo, filo conduttore dell’opera gucciniana e il ruolo fondamentale della parola come strumento per raccontare la vita, la memoria e l’esperienza. Promossa dall’Assessorato alla Cultura e Giovani del Comune di Reggio Emilia, patrocinata dalla Regione Emilia-Romagna e realizzata da ICS – Innovazione Cultura Società ETS, la mostra è curata da Stefania Carretti, Lorenzo Immovilli ed Erika Profumieri nell’ambito del percorso culturale di Spazio Gerra, centro espositivo dedicato alla cultura popolare contemporanea. L’esposizione, il cui ingresso sarà gratuito, propone un ritratto intimo e insieme pubblico di Francesco Guccini: cantautore, scrittore, narratore e figura di riferimento culturale per diverse generazioni. Il percorso espositivo si sviluppa lungo i quattro piani di Spazio Gerra, per circa 350 metri quadrati ed esplora nove gruppi tematici attraverso nove canzoni, unendo materiali d’archivio (fotografie, oggetti originali, riproduzioni) a nuove opere di illustratori e fotografi. Queste creazioni si collegano ai temi e ai testi delle canzoni, creando un percorso che richiama le principali fonti di ispirazione di Guccini, illustrazione, cultura popolare, letteratura, storia e radici. La mostra include le illustrazioni di Simona Costanzo, Arianna Lerussi, Maurizio Mantovi, Veronica Ruffato, Silvano Scolari e Gianmario Taurisano e due nuove produzioni fotografiche: “E Pavana un ricordo” di Paolo Simonazzi, che esplora i luoghi simbolo dell’universo gucciniano tra Bologna e l’Appennino, creando una mappa visiva fatta di paesaggi, oggetti e dettagli legati alla cultura popolare e alla memoria e “Zeitraum” di Kai‑Uwe Schulte‑Bunert, che rappresenta il tempo e il ricordo attraverso immagini di componenti di vecchi orologi in caduta, evocando la natura frammentaria della memoria. L’intero progetto ha l’obiettivo di restituire la complessità della figura di Guccini e del suo universo creativo, andando oltre la dimensione musicale per esplorare la ricchezza culturale e intellettuale della sua opera. Il progetto proseguirà anche in forma editoriale con la pubblicazione di un volume dedicato, pensato come opera autonoma capace di approfondire i legami tra parole, oggetti e biografia dell’autore. Spazio Gerra è un centro espositivo e di produzione culturale del Comune di Reggio Emilia, aperto nel 2008 e dedicato alla cultura popolare contemporanea. Dal 2014 le sue attività sono gestite da ICS - Innovazione Cultura Società ETS in convenzione con il Comune di Reggio Emilia. In passato ICS ha realizzato qui diverse mostre su tematiche legate alla musica, ai movimenti culturali e giovanili che hanno attraversato gli ultimi decenni del Novecento. Solo per citarne alcune: Augusto Daolio. Uno sguardo libero (2022-23), Confessioni. Canzoni vissute (2019) Community Era. Echoes of the Summer of Love (2017), Disco Emilia. Viaggio nella terra delle discoteche (2016), E lo chiamano jazz… (2015). Attualmente ospita la mostra di Paolo Simonazzi, Tra la via Emilia e il West. Featuring…, un progetto espositivo che si propone di rileggere e reinterpretare l’immaginario evocato dalla celebre espressione coniata da Francesco Guccini. Attraverso le immagini e i rimandi culturali presenti nel percorso, la mostra esplora l’universo simbolico racchiuso in quella frase, divenuta nel tempo emblematica dello spirito di un territorio e della sua gente.