Eventi

Rassegne, Mostre, Eventi Culturali, Presentazioni, Fiere, Appuntamenti Televisivi e Radiofonici....

Torna la Scuola di Storia delle Tradizioni Popolari di Liquilab
Le narrazioni dei microcosmi dei paesi, dei quartieri, delle periferie e dei vicinati
 
Dal 21 al 26 luglio e il 3 agosto in forma diffusa tra Tricase, Castro, Andrano
In programma incontri, panel, talk, presentazioni, momenti musicali e performativi
 
All’11esima edizione, la Scuola di Storia delle tradizioni popolari organizzata da Liquilab Ong Unesco indaga il tessuto quotidiano del territorio e riporta, in forma diffusa nel Sud Salento, un sentimento di comunità democratico e inclusivo. Da martedì 21 a domenica 26 con una data off il 3 agosto, il tema di quest’anno è “Raccontarsi: storie di vita, storie di paese (e di cucina)”, e si tiene tra Tricase, Castro, Andrano. La geografia delle aree interne è segnata oggi dallo spopolamento, dalla perdita di servizi e di attività economiche e ad acuirsi sono le disuguaglianze con le città. La Scuola riporta alla luce le narrazioni dei microcosmi di paesi, quartieri, periferie e vicinati, dove si incardina un sistema di valori che si rischia di perdere. Tanti gli ospiti e gli studiosi che intervengono con linguaggi espressivi differenti, mettendo in relazione dimensioni locali e orizzonti globali da diversi ambiti disciplinari e professionali: antropologia culturale, storia delle tradizioni popolari, archeologia, storia dell’arte, etnomusicologia, linguistica, sociologia, archivistica, musei, enogastronomia, cucina, digital storytelling, fotografia, cinematografia, recitazione, teatro, danza, canto e musica di tradizione popolare. Il progetto ha la direzione scientifica di Eugenio Imbriani, docente di Antropologia culturale dell’Università del Salento, Ornella Ricchiuto, dottoranda di ricerca in Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università del Salento, Monica Genesin, presidente Cesmil dell’Università del Salento, Giuseppe Ricchiuto, docente di discipline pedagogiche e sociali e ricercatore, Donato Martucci, docente di Antropologia culturale all’Accademia di Belle Arti di Lecce, ed è coordinato da Alessandro Ricchiuto. La scuola comprende anche la residenza “Storie di bottega e burattini”, ispirata alle storie degli abitanti del rione Puzzu di Tricase, custodite nell’archivio di Liquilab “Memorie e identità giovanili”, con un percorso creativo e teatrale di educazione al patrimonio culturale a cura di Marina Pizzolante, regista, attrice e burattinaia, e Ornella Ricchiuto, antropologa e responsabile della ricerca. La residenza intreccia materiali d’archivio, ricerca etnografica, manualità, narrazione e gioco scenico. Il percorso si conclude con una performance finale sabato 25 luglio al rione Puzzu aperta alle famiglie e alla cittadinanza.
 
Programma data per data
Tutti i giorni in programma panel e momenti di arti performative. Di seguito il dettaglio giorno per giorno. (Info e prenotazioni: 348/3467609, ingresso libero. Prenotazione consigliata per il posto a sedere, fino a esaurimento disponibilità).
 
Mar 21 luglio/TRICASE, atrio di palazzo Gallone, dalle 20.30.
Inaugurazione della Scuola e concerto Sinfonia di terra e di mare. Viaggio nel cuore della musica tradizionale salentina
Ad aprire la Scuola la prolusione “Museo, persone, paese” di Ferdinando Mirizzi, docente di Discipline Demoetnoantropologiche all’Università degli Studi della Basilicata, dedicata al ruolo dei musei locali come presidi della memoria e luoghi di affezione comunitaria. A seguire un concerto che attraversa le radici sonore del Salento, tra canti di lavoro, lingua grica, melodie popolari e poesia musicale. “Sinfonia di terra e di mare” porta in scena tre interpreti d’eccezione: Ninfa Giannuzzi, voce, Emanuele Licci, chitarra e voce, Gianluca Milanese, al flauto. Il viaggio sonoro è accompagnato dalla danza di pizzica pizzica con Rosa Valiani e Rocco Sabella, con la partecipazione della Scuola di pizzica pizzica Liquilab.
 
Mer 22 luglio/CASTRO, atrio del Castello Aragonese di Castro, 20.30.
Femmine di mare e di terra. Storie di vita dalle Eolie e da Castro
Una serata dedicata alle storie femminili legate al mare, alla memoria orale e ai paesaggi del Mediterraneo con un workshop “Femmine di mare. Storie di pescatrici, di madre in figlia, di padre in figlia” a cura di Macrina Marilena Maffei, antropologa e fiabologa, dedicato alla storia delle pescatrici delle isole Eolie, protagoniste di una consuetudine antica tramandata fino alla metà del Novecento. Introduce Rosa Parisi, docente di Discipline Demoetnoantropologiche all’Università del Salento.
Secondo momento della serata vede in scena Donato Chiarello, attore, Gianluca Milanese ai flauti ed Emanuela Gabrieli, voce, per un viaggio poetico tra vite, mestieri, eredità familiari e comunità costiere, che intreccia le testimonianze raccolte nelle isole Eolie da Marilena Maffei, con le storie provenienti da Castro e custodite nell’Archivio Liquilab.
 
Gio 23 luglio/TRICASE, atrio di palazzo Gallone, 20.30.
Il respiro della zampogna. Il Circolo della Zampogna di Scapoli - ONG UNESCO
La serata è dedicata alla zampogna, ai suoi suoni antichi e alla sua capacità di attraversare territori, storie e generazioni. Nel corso della serata si tiene il workshop “Storie di zampognari: una storia collettiva” con Antonietta Caccia, presidente del Circolo della Zampogna di Scapoli - ONG UNESCO, dedicato alle storie degli zampognari molisani, alle migrazioni musicali e al superamento degli stereotipi legati all’antico strumento. In programma anche la performance “I suoni del Tratturo”, con Ivana Rufo, cantante e polistrumentista, voce del gruppo molisano Il Tratturo, alla chitarra battente, organetto e zampogna, e Lino Miniscalco, polistrumentista, costruttore e suonatore di strumenti a fiato tradizionali, tra ciaramella e zampogna. Il duo propone canti narrativi, religiosi, zampognate e pastorali, in un percorso sonoro che unisce tradizione popolare, ricerca musicale e nuove rielaborazioni.
 
Ven 24 luglio/TRICASE, atrio di palazzo Gallone, 20.30.
Carnevale di Satriano di Lucania. Patrimonio culturale immateriale riconosciuto dal Ministero della Cultura
Il Carnevale di Satriano di Lucania, patrimonio culturale immateriale riconosciuto dal Ministero della Cultura, viene raccontato tra suoni, maschere, memoria rituale e nuove forme di comunità. La serata si apre con il workshop “In cerca di antenati a Satriano di Lucania” con Sandra Ferracuti, docente di Antropologia Culturale all’Università degli Studi della Basilicata, dedicato alla riscoperta della maschera storica del Carnevale paesano e alle sue nuove interpretazioni simboliche e ambientaliste. In seconda battuta “Canti del Carnevale di Satriano di Lucania”, performance artistica con Mario Meliande all’organetto e Antonio Pascale, voce e organetto. Un focus sonoro e performativo su una delle esperienze più suggestive del patrimonio carnevalesco lucano, dove il canto, il ritmo e la maschera vegetale diventano racconto vivo di appartenenza e trasformazione. La performance sarà impreziosita dalla partecipazione di Gianluigi Elia e della Scuola Liquilab di Tamburo a cornice.
 
Sab 25 luglio/TRICASE, via Catalano, rione Puzzu, 20.30.
Ecomusei e comunità: il patrimonio che prende voce
L’appuntamento si snoda con il workshop “Gli ecomusei come spazi di partecipazione attiva e di dialogo interculturale. Riflessioni su un progetto nazionale” a cura di Alessandra Broccolini, docente di Discipline Demoetnoantropologiche all’Università “La Sapienza” di Roma e presidente di Simbdea Ong Unesco, unitamente alla restituzione del percorso della residenza “Storie di bottega e burattini”, a cura di Marina Pizzolante, regista, attrice e burattinaia, e Ornella Ricchiuto, antropologa e responsabile della ricerca, ispirata alle memorie del rione Puzzu di Tricase conservate nell’Archivio Liquilab.
Conclude “Vite e memorie del borgo Puzzu”, con Angelo Litti, voce e percussioni, e Lenz Sog alla fisarmonica che porta in forma teatrale e musicale frammenti di vita, racconti di bottega e memorie del rione tricasino.
 
Dom 26 luglio/ANDRANO, atrio del Castello Spinola-Caracciolo, 20.30.
Malta e danze dal mondo
In programma l’intervento di Melanie Ciantar Harrington, funzionaria del Ministry for the National Heritage, the Arts and Local Government di Malta, e il workshop “Il cibo maltese come patrimonio culturale immateriale: il caso dei pastizzi e altro ancora” con Clifford Galea, ricercatore di Malta.
Anticipando la tematica della dodicesima edizione della Scuola (2027), seguono le “Danze delle culture”: performance artistiche con Masha Tsyvareva, coreografa e danzatrice mediorientale e sufi, Ahmed Omran all’oud e Angelo Urso al contrabbasso, con la partecipazione di Adela Stavelova, danzatrice della Repubblica Ceca e i maestri di tango argentino Angela Ruth Manonellas e Andreas Erbse, direttamente da Buenos Aires.
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Dopo il grande successo delle precedenti edizioni,
gli “Incontri ravvicinati con i cantautori” diventano “Incontri ravvicinati con la musica”
  
Dal 26 giugno al 9 settembre a DIANO MARINA (Imperia)
 
“INCONTRI RAVVICINATI CON LA MUSICA”
la rassegna ideata da Stefano Senardi che promuove la cultura musicale
creando opportunità di dialogo e confronto nel contesto della canzone d’autore italiana

Dopo il grande successo delle precedenti edizioni, la rassegna “Incontri ravvicinati con i cantautori” diventa “INCONTRI RAVVICINATI CON LA MUSICA” e torna a Diano Marina (Imperia) per la sua terza edizione, in programma dal 26 giugno al 9 settembre, promuovendo la cultura musicale attraverso occasioni di dialogo e confronto dedicate al mondo della canzone d’autore. L’edizione 2026 ospiterà sul palco del Molo delle Tartarughe (Lungomare E. Carcheri), alle ore 21.00, 6 appuntamenti imperdibili con alcuni dei più amati protagonisti della scena musicale italiana: Rita Pavone (26 giugno), Tosca (5 luglio), Alberto Fortis (31 luglio), la proiezione del biopic “Franco Battiato. Il lungo viaggio” (14 agosto), Luca Barbarossa (23 agosto) e Fabio Concato (9 settembre).
Il programma di questa terza edizione si apre il 26 giugno con Rita Pavone, artista simbolo della musica italiana. Interprete capace di attraversare generazioni, con oltre cinquant’anni di carriera, milioni di dischi venduti e successi intramontabili come “Cuore” e “La partita di pallone”, Rita Pavone racconterà, in dialogo con Gaia Ammirati, il suo percorso artistico, tra televisione, teatro e musica internazionale.
Il 5 luglio sarà protagonista Tosca, una delle voci più raffinate, intense e versatili della musica italiana. Cantautrice, interprete e instancabile ricercatrice musicale, è stata insignita del Premio Tenco 2025 per il suo significativo contributo alla canzone d’autore. Da sempre apprezzata per la capacità di intrecciare sonorità provenienti da culture diverse, teatro musicale e ricerca artistica, Tosca accompagnerà il pubblico in un viaggio fatto di parole, emozioni e contaminazioni culturali. L’incontro sarà anche l’occasione per parlare di “Feminae”, il suo nuovo album che rimette al centro il femminile come spazio di creazione, identità e libertà.
Il 31 luglio salirà sul palco Alberto Fortis, cantautore dalla scrittura intensa e profondamente personale, autore di brani che hanno segnato la storia della musica italiana, come “Milano e Vincenzo”, “La sedia di Lillà” e “Settembre”. L’incontro sarà l’occasione per ripercorrere le tappe più significative della sua carriera, esplorare la sua poetica e il suo rapporto con la composizione, e conoscere i progetti che lo vedono oggi protagonista. Tra questi, “Sentimental City”, il nuovo album di prossima uscita, e il libro in arrivo, che sarà pubblicato da La Nave di Teseo.
Il 14 agosto la rassegna proporrà la proiezione di “Franco Battiato. Il lungo viaggio”, il biopic diretto da Renato De Maria, scritto da Monica Rametta e distribuito da Nexo Studios, dedicato a uno dei più grandi artisti della musica italiana. Il film racconta il percorso umano e spirituale di Franco Battiato, da artista sperimentale a icona musicale, guidato da una costante ricerca interiore. Attraverso incontri e relazioni decisive – con Fleur, la madre, Juri Camisasca, Giuni Russo e il collaboratore Giusto Pio – emerge un ritratto intimo e visionario, in cui la musica diventa espressione di una tensione continua verso il trascendente, oltre il successo e la celebrità.
Il 23 agosto sarà la volta di Luca Barbarossa, cantautore romano tra i più amati della scena italiana, che ha scritto brani iconici come “Roma spogliata”, “Via Margutta” e “Portami a ballare”, canzone con cui ha conquistato il Festival di Sanremo. Musicista, autore ed elegante narratore, Barbarossa incontrerà il pubblico tra musica, racconti personali e riflessioni sul mestiere del cantautore.
Il 9 settembre la rassegna si concluderà con Fabio Concato, cantautore raffinato e tra i più apprezzati del panorama italiano, che porterà sul palco la sua inconfondibile sensibilità interpretativa e una scrittura poetica capace di unire intimità e immediatezza. In questa occasione interpreterà alcuni dei suoi brani più celebri e amati, offrendo al pubblico un viaggio musicale ricco di emozioni, racconti e melodie che hanno segnato la storia della canzone italiana.
Ad accompagnare gli artisti nel dialogo saranno Stefano Senardi e Maurilio Giordana di Radio Onda Ligure, che modererà gli incontri guidando il pubblico alla scoperta delle storie, delle esperienze creative e dei momenti più significativi delle loro carriere.
Ideata e curata da Stefano Senardi e organizzata in collaborazione con Intersuoni BMU Music di Ettore Caretta, la rassegna prevede degli incontri, che offrono sia esibizioni dal vivo sia momenti di dialogo, con un rinomato e sempre diverso protagonista della musica italiana. In ciascuno di questi appuntamenti ogni artista eseguirà alcuni dei suoi brani più celebri e parteciperà a coinvolgenti incontri con il pubblico ripercorrendo alcuni momenti fondamentali della propria carriera e della propria esperienza creativa insieme a Stefano Senardi e a Maurilio Giordana di Radio Onda Ligure, che modererà gli incontri. La manifestazione, promossa dal Comune di Diano Marina e dal Sindaco Cristiano Za Garibaldi, è organizzata da Intersuoni BMU e gode del patrocinio di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, del Club Tenco e di Rockol. «Questa rassegna rappresenta un'occasione preziosa per la nostra comunità e per i numerosi visitatori che ogni anno scelgono le nostre coste, di immergersi in un'esperienza culturale di alto livello, arricchita dalla presenza di artisti che hanno segnato la storia della musica italiana – afferma il Sindaco di Diano Marina, Cristiano Za Garibaldi – Gli Incontri Ravvicinati sono pensati per offrire a tutti l'opportunità di partecipare, stimolando la riflessione e l'emozione attraverso la potenza della musica e delle parole. Sono convinto che questa iniziativa contribuirà a rafforzare il legame tra arte, comunità e territorio, lasciando un segno indelebile nei cuori di chi vi prenderà parte. Vi aspettiamo a Diano Marina per vivere insieme queste serate indimenticabili». «Sono contento di proseguire con questa rassegna, che da quest’anno ha cambiato nome in “Incontri ravvicinati con la musica”, ma che resta fedele alla sua identità e al suo spirito originario – afferma Stefano Senardi – Continua, infatti, il dialogo confidenziale tra canzoni e parole con alcuni dei principali protagonisti della musica d’autore italiana, mantenendo quel rapporto unico tra artisti e pubblico che ne ha sempre caratterizzato il successo. È un progetto a cui tengo molto, anche per il legame personale con i luoghi in cui è nato e si è sviluppato. L’obiettivo resta quello di offrire incontri vicini, informali e ricchi di contenuti, capaci di valorizzare al tempo stesso il territorio dianese come spazio vivo di cultura e condivisione». L'ingresso è libero e gratuito fino a esaurimento dei posti, offrendo l'opportunità a tutti i cittadini e ai visitatori interessati di partecipare. La rassegna "INCONTRI RAVVICINATI CON LA MUSICA" mira a promuovere e valorizzare la cultura musicale e il patrimonio artistico italiano stimolando il dialogo e il confronto tra pubblico e artisti nell’ambito della canzone d’autore, far conoscere Diano Marina e il suo territorio non solo come meta turistica per le spiagge e il mare ma anche per la sua vivace scena culturale.


26 giugno RITA PAVONE
5 luglio TOSCA
31 luglio ALBERTO FORTIS
14 agosto “FRANCO BATTIATO. IL LUNGO VIAGGIO”
23 agosto LUCA BARBAROSSA
9 settembre FABIO CONCATO
 
Ingresso libero
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FRANCESCO GUCCINI
CANTERÒ SOLTANTO IL TEMPO
Una mostra dedicata al Cantautore modenese tra parole, musica e memoria
DAL 18 APRILE AL 18 OTTOBRE 
ALLO SPAZIO GERRA DI REGGIO EMILIA

“E dirò di pietre consumate, di città finite, morte sensazioni
Racconterò le mie visioni spente di fantasmi e gente lungo le stagioni
E canterò soltanto il tempo”
Francesco Guccini

Dal 18 aprile al 18 ottobre 2026, Spazio Gerra a Reggio Emilia ospita la mostra “Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo”, un progetto espositivo dedicato a uno dei più importanti protagonisti della canzone d’autore italiana. Il progetto, che prende il titolo dal verso “Canterò soltanto il tempo” del brano “Il tema” (1970), riassume uno dei nuclei della poetica di Francesco Guccini: il rapporto tra parola, memoria e lo scorrere del tempo. La mostra nasce da una serie di incontri realizzati nell’arco di due anni con Francesco Guccini, durante i quali l’artista ha condiviso ricordi, riflessioni e aneddoti legati alla propria produzione musicale e letteraria. Da questi dialoghi prende forma un percorso che mette al centro il tema del tempo, filo conduttore dell’opera gucciniana e il ruolo fondamentale della parola come strumento per raccontare la vita, la memoria e l’esperienza. Promossa dall’Assessorato alla Cultura e Giovani del Comune di Reggio Emilia, patrocinata dalla Regione Emilia-Romagna e realizzata da ICS – Innovazione Cultura Società ETS, la mostra è curata da Stefania Carretti, Lorenzo Immovilli ed Erika Profumieri nell’ambito del percorso culturale di Spazio Gerra, centro espositivo dedicato alla cultura popolare contemporanea. L’esposizione, il cui ingresso sarà gratuito, propone un ritratto intimo e insieme pubblico di Francesco Guccini: cantautore, scrittore, narratore e figura di riferimento culturale per diverse generazioni. Il percorso espositivo si sviluppa lungo i quattro piani di Spazio Gerra, per circa 350 metri quadrati ed esplora nove gruppi tematici attraverso nove canzoni, unendo materiali d’archivio (fotografie, oggetti originali, riproduzioni) a nuove opere di illustratori e fotografi. Queste creazioni si collegano ai temi e ai testi delle canzoni, creando un percorso che richiama le principali fonti di ispirazione di Guccini, illustrazione, cultura popolare, letteratura, storia e radici. La mostra include le illustrazioni di Simona Costanzo, Arianna Lerussi, Maurizio Mantovi, Veronica Ruffato, Silvano Scolari e Gianmario Taurisano e due nuove produzioni fotografiche: “E Pavana un ricordo” di Paolo Simonazzi, che esplora i luoghi simbolo dell’universo gucciniano tra Bologna e l’Appennino, creando una mappa visiva fatta di paesaggi, oggetti e dettagli legati alla cultura popolare e alla memoria e “Zeitraum” di Kai‑Uwe Schulte‑Bunert, che rappresenta il tempo e il ricordo attraverso immagini di componenti di vecchi orologi in caduta, evocando la natura frammentaria della memoria. L’intero progetto ha l’obiettivo di restituire la complessità della figura di Guccini e del suo universo creativo, andando oltre la dimensione musicale per esplorare la ricchezza culturale e intellettuale della sua opera. Il progetto proseguirà anche in forma editoriale con la pubblicazione di un volume dedicato, pensato come opera autonoma capace di approfondire i legami tra parole, oggetti e biografia dell’autore. Spazio Gerra è un centro espositivo e di produzione culturale del Comune di Reggio Emilia, aperto nel 2008 e dedicato alla cultura popolare contemporanea. Dal 2014 le sue attività sono gestite da ICS - Innovazione Cultura Società ETS in convenzione con il Comune di Reggio Emilia. In passato ICS ha realizzato qui diverse mostre su tematiche legate alla musica, ai movimenti culturali e giovanili che hanno attraversato gli ultimi decenni del Novecento. Solo per citarne alcune: Augusto Daolio. Uno sguardo libero (2022-23), Confessioni. Canzoni vissute (2019) Community Era. Echoes of the Summer of Love (2017), Disco Emilia. Viaggio nella terra delle discoteche (2016), E lo chiamano jazz… (2015). Attualmente ospita la mostra di Paolo Simonazzi, Tra la via Emilia e il West. Featuring…, un progetto espositivo che si propone di rileggere e reinterpretare l’immaginario evocato dalla celebre espressione coniata da Francesco Guccini. Attraverso le immagini e i rimandi culturali presenti nel percorso, la mostra esplora l’universo simbolico racchiuso in quella frase, divenuta nel tempo emblematica dello spirito di un territorio e della sua gente.