XXII ALKANTARA FEST
International folk and world music festival
10 luglio-8 agosto 2026
Attivi gli Early Bird per il Full Festival Pass di Alkantara Fest, c'è tempo fino al 30 aprile
L’abbonamento completo a prezzo scontato darà accesso a tutti gli spettacoli, ai laboratori, alle attività collaterali e al camping, per i quattro giorni centrali (23-26 luglio) del XXII festival internazionale di folk e world music organizzato dall'associazione Darshan e diretto da Mario Gulisano che si terrà - fra anteprime, festival ed eventi Off - in varie località siciliane dal 10 luglio all'8 agosto. Alkantara Fest è il terzo miglior festival di world music al mondo nella classifica di Transglobal World Music Chart, la rete di critici musicali che lavora per diffondere la musica tradizionale. Il direttore artistico: «Nel tempo complesso che stiamo vivendo, crediamo che la cultura possa ancora creare connessioni reali tra persone, luoghi e visioni»
E' il ramarro dell'Etna - specie che contribuisce alla biodiversità nell'ecosistema del Vulcano attivo più alto d'Europa, indicandone la salute dell'ambiente -, l'immagine simbolo, realizzata da Giuseppe Lombardo, che identifica la XXII edizione di Alkantara Fest, il festival internazionale di folk e world music organizzato dall’associazione culturale Darshan, con la direzione artistica di Mario Gulisano, che si terrà dal 10 luglio all'8 agosto in più località prevalentemente etnee (con un evento, la Festa greca, sui monti Iblei netini) con eventi di anteprima e post festival nella sezione Off, e che avrà il suo fulcro dal 23 al 26 luglio a “Il Pigno” azienda agricola di Pisano, la frazione di Zafferana Etnea eletta a quartier generale del festival.
La “biodiversità” che identifica un territorio, in maniera estesa è anche musicale grazie ad un festival come Alkantara Fest che attraverso il folk e la world music promuove una cultura musicale “altra”, con l’obiettivo di creare un legame forte tra la Sicilia e le tradizioni popolari del mondo. Grazie al suo fitto programma di concerti, workshop, spettacoli per famiglie ed eventi itineranti tra natura, cultura e tradizioni musicali da tutto il mondo, il festival siciliano è salito al terzo posto nella classifica di Transglobal World Music Chart, la rete di critici musicali che lavora per diffondere la musica tradizionale, dei migliori festival di world music al mondo. E poi, anno dopo anno, il festival ha consolidato la sua vocazione Green, sviluppando una consapevolezza ambientale che ha indotto l'intero festival a promuovere il riciclo.
Fino al 30 aprile sono attivi gli Early Bird sul Full Festival Pass, un numero limitato (35 in tutto) di abbonamenti completi che danno accesso a tutti gli spettacoli, ai laboratori, alle attività collaterali e danno accesso al camping con tenda propria, per i quattro giorni centrali del festival (dal 23 al 26 luglio), al prezzo scontato di € 100 per gli adulti e di € 80 per i ragazzi dai 12 ai 17 anni, gli associati del gruppo Balfolk Catania e i soci di Fera Bio. Prenotazioni su www.eventbrite.it.
Alkantara Fest 2026, folk e world music creano la “biodiversità” siciliana della musica
Il concerto “Terraemaris” dell'Alkantara MediOrkestra, in calendario il 10 luglio a Catania, sarà l'anteprima della XXII edizione del festival internazionale di folk e world music organizzato dall'associazione Darshan e diretto da Mario Gulisano che si terrà fino all'8 agosto - fra eventi speciali, festival e la sezione Off - in varie località etnee con un fuori provincia, la Festa greca a Testa dell'Acqua di Noto. Alkantara Fest è il terzo miglior festival di world music al mondo nella classifica della rete di critici musicali Transglobal World Music Chart. Il direttore artistico: «Alkantara Fest nasce nel cuore del Mediterraneo e ne riflette l’identità: uno spazio di incontro, attraversamento e dialogo tra tradizioni e contemporaneità»
Dal 10 luglio all'8 agosto 2026 a Pisano di Zafferana Etnea, Zafferana Etnea, Catania, Aci Bonaccorsi, Noto
Venerdì 10 luglio il Teatro romano di Catania ospiterà il concerto “Terraemaris” della Alkantara Mediorkestra, anteprima assoluta della XXII edizione di Alkantara Fest, il festival internazionale di folk e world music organizzato dall’associazione culturale Darshan, con la direzione artistica di Mario Gulisano. L'Alkantara Mediorkestra è formata da 11 musicisti (Fabio Sodano, Fabio Tiralongo, Alexandra Dimitrova, Bronagh Slevin, Mario Gulisano, Mahmoud Hamad, Denise Di Maria, Roberto Fiore, Enzo Rao, Josè Mobilia, Riccardo Gerbino) e un direttore d'orchestra (Giuseppe Privitera) che mettono insieme Sicilia, Nord Europa e Medio Oriente. Un concerto, “Terraemaris”, che attraversa il Mediterraneo come spazio di incontro, memoria e trasformazione intreccia strumenti, linguaggi e sensibilità provenienti da diverse sponde del mare comune, tra tradizioni orientali, suoni popolari, jazz contemporaneo e improvvisazione.
Alkantara Fest 2026 si svolgerà fino all'8 agosto in più località prevalentemente etnee (con un evento, la Festa greca, sui monti Iblei netini) con eventi di anteprima e post festival nella sezione Off, e che avrà il suo fulcro dal 23 al 26 luglio a “Il Pigno” azienda agricola di Pisano, la frazione di Zafferana Etnea eletta a quartier generale del festival. La “biodiversità” che identifica un territorio – identificata quest'anno dal ramarro dell’Etna (specie che contribuisce alla biodiversità nell’ecosistema del Vulcano attivo più alto d’Europa) l’immagine simbolo realizzata da Giuseppe Lombardo – si estende alla musica grazie ad un festival come Alkantara Fest che attraverso il folk e la world music promuove una cultura musicale “altra”, con l’obiettivo di creare un legame forte tra la Sicilia e le tradizioni popolari del mondo. Grazie al suo fitto programma di concerti, workshop, spettacoli per famiglie ed eventi itineranti tra natura, cultura e tradizioni musicali da tutto il mondo, il festival siciliano è salito al terzo posto nella classifica di Transglobal World Music Chart, la rete di critici musicali che lavora per diffondere la musica tradizionale, dei migliori festival di world music al mondo. E poi, anno dopo anno, il festival ha consolidato la sua vocazione Green, sviluppando una consapevolezza ambientale che ha indotto l'intero festival a promuovere il riciclo.
Il direttore artistico Mario Gulisano: «Nel tempo complesso che stiamo vivendo, crediamo che la cultura possa ancora creare connessioni reali tra persone, luoghi e visioni. Alkantara Fest nasce nel cuore del Mediterraneo e ne riflette l’identità: uno spazio di incontro, attraversamento e dialogo tra tradizioni e contemporaneità. Il programma 2026 riunisce artisti che, partendo dalle proprie radici, costruiscono linguaggi nuovi e condivisi. Allo stesso tempo, il festival continua a impegnarsi per un modello sostenibile, attento al territorio e alle comunità che lo abitano. Alkantara è, prima di tutto, un’esperienza collettiva: un luogo in cui la musica diventa occasione per pensare, insieme, nuove possibilità di relazione e futuro».
Dopo l'anteprima Alkantara Fest proseguirà martedì 21 luglio all'Azienda agricola Il Pigno di Pisano (Zafferana Etnea) con l'evento speciale del festival, il concerto della cantautrice franco-greca Melina Vlachos che porta ad Alkantara Fest una delle proposte più fresche della nuova scena mediterranea europea. La sua musica nasce dall’incontro tra radici greche, sensibilità urbana e visione contemporanea: melodie cantate e suonate all’oud, pulsazioni elettroniche, richiami balcanici e orientali, ed energia pop. La serata si arricchisce dei dj set di Kairos (Valerio Cairone).
Il 22 luglio, preview del festival, in piazza San Giuseppe a Pisano, ci sarà il concerto di Boccadoro, progetto di quattro giovani musicisti italiani, nato all'interno del progetto Nufolk, che intrecciano formazione classica, pratica d’insieme e passione per la danza popolare.
Da giovedì 23 a domenica 26 luglio Alkantara Fest vivrà il festival vero e proprio all'interno dell'azienda agricola “Il Pigno”. Si inizia con i live del trio cipriota Monsieur Doumani, della cantante, violoncellista e pianista irlandese Bronagh Slevin e del cantautore e polistrumentista ibleo Vincent Migliorisi. Venerdì 24 luglio cominciano le attività diurne e i workshop - Yoga & bliss con Caterina Allegra e Riccardo Gerbino, “Dance the land” con Stefania Milazzo e Bronagh Slevin, l'open mic free session, le percussioni d'insieme con Piegiorgio Pappalardo, canti e danza dei Balcani con Balkanshee, e il balfolk con Lyr trio – per poi passare ai concerti serali dei francesi Lyr Trio, del combo anglo-franco-iracheno-indiano Hawa e del combo serbo-macedone Balkanshee.
Sabato 25 luglio le attività diurne prevedono il Kirtan con Naomi Winnie, il Contact Impro con Daniele Sardella, la open mic free session, la pizzica e tammurriata con Fabiana Mercadante e lo Swap party organizzato da Manuela Cristaldi. Nel pomeriggio, alle 18, Alkantara Fest ospiterà “Felicia, una strega brutta e cattiva” spettacolo per famiglie, con attori e marionette, della compagnia Quintoequilibrio. Dalle 21 suoneranno la salentina Maria Mazzotta (evento realizzato in collaborazione con Puglia Culture - Strategia e Sviluppo e Puglia Sounds), il salernitano Antonio Saporito e il duo siciliano di percussionisti Battiti e Respiri formato dall'ennese Davide Campisi e dal palermitano Salvo Compagno. La giornata si chiuderà con il Meditation concert di Brightest in the dark.
Domenica 26 luglio si inizia la mattina con i workshop di dermocromia con Salvo Spina e Lua, l'open mic free session, il workshop di marranzano siciliano con Luca Recupero. Nel pomeriggio si susseguiranno i concerti di Ethno Kids e di Etnno Sicily. La sera si chiude con i live dell'indiana Namritha Nori, della spagnola Carola Ortiz e con la Tarantella Night, appuntamento diventato negli anni un must del festival.
Ampia quest'anno la rassegna di eventi Off, concerti che diffondono il verbo musicale di Alkantara Fest in varie località siciliane. Si inizia il 25 luglio, in Piazza della Regione ad Aci Bonaccorsi, con il concerto di Ethno Sicily uno dei progetti più significativi del festival - parte del programma globale Ethno di Jeunesses Musicales International, nato nel 1990 e oggi attivo in oltre 40 paesi - un’orchestra interculturale e internazionale composta da giovani musicisti che condividono i rispettivi patrimoni musicali.
Il 28 luglio, in piazza Cardinale Pappa a Zafferana Etnea, torna un appuntamento ormai consolidato negli anni per Alkantara Fest, quello con il Corpo bandistico Città di Zafferana. Un appuntamento che mette al centro il valore della banda come forma popolare e civile della musica, capace di tenere insieme memoria del territorio, repertorio e condivisione pubblica. La presenza della cantante Noemi Carpinato amplia il respiro dell’ensemble e ne rinnova l’impatto scenico.
Il 29 luglio, da Gammazita a Catania, suoneranno Ettore Castagna e Senduki che rileggono la tradizione calabrese come materia viva, pronta a incontrare elettronica, dub, strumenti antichi e visioni contemporanee.
Il 30 luglio, da Zō Centro culture contemporanee di Catania, suoneranno i Seffarine, gruppo creato dalla cantante marocchina Lamiae Naki e dal chitarrista flamenco americano Nat Hulskamp, supportati da musicisti di varie culture. Lo spettacolo “De Fez a Jerez” prende il nome dal sentiero battuto da Nat e Lamiae tra Fez, antica capitale culturale del Marocco e città natale di Lamiae, e Jerez, città dell’Andalusia che ha dato i natali a grandi artisti del flamenco e dove Nat ha svolto la sua formazione musicale.
Il 31 luglio, in piazza Duomo ad Acireale, suonerà la Banda del Sud, ensemble che porta sul palco il Mediterraneo come corpo vivo, plurale, meticcio. Sotto la direzione artistica di Gigi Di Luca e quella musicale di Mario Crispi, il progetto riunisce musicisti, voci e danze del Sud Italia in dialogo con altre sponde e altre tradizioni del mare comune.
L'1 agosto, Rita Botto e la Banda di Avola portano sul palco dell'all'Anfiteatro Parco Princessa di Santa Venerina “Terra ca nun senti”. Da una parte una delle voci più autorevoli e intense della Sicilia, dall’altra una formazione che ha saputo reinventare in modo originale il ruolo della banda, tenendo insieme tradizione, arrangiamento e forza popolare.
Il 5 agosto la tradizionale Festa greca, uno degli appuntamenti di culto di Alkantara Fest, viene accolta per la prima volta da Meraki di Testa dell'Acqua, frazione montana di Noto. Si inizia alle 18 con il workshop di danze greche con musica dal vivo a cura di Alessia Trovato e Nico Marabello. Dalle 20.30 la cena greca e dalle 21.30 la festa greca con il violinista Nektarios Galanis, il clarinettista Apostolos Kirgidis e i Nakaira che eseguiranno musiche tradizionali da ballo in un repertorio ricco di energia, emozione e allegria.
Il 6 agosto, nel Chiostro di Santa Maria di Gesù a Catania, suoneranno i Nakaira, formazione che da 3 decenni lavora sul dialogo fra Sicilia e Mediterraneo. Con “Di terra e di mare” sviluppano un percorso sonoro che intreccia matrici greche e siciliane, strumenti popolari, ricerca timbrica e slancio narrativo.
Il 7 agosto, a Palazzo Cutore di Aci Bonaccorsi, arrivano i rinnovati Agricantus, ensemble palermitano tra le formazioni fondamentali della world music italiana che, fin dagli anni Novanta, ha saputo fondere tradizione del Sud Italia, elettronica, ambient e visione internazionale. Il nuovo progetto “E.A.R. – Elektro-Akoustikòs Roots” rilancia questa vocazione ibrida, riportando al centro il rapporto tra radice acustica e trattamento elettronico.
Sabato 8 agosto, nella chiostro di Santa Maria di Gesù di, Catania Alkantara fest 2026 si chiude con il concerto dell'ensemble turco-olandese Afro Anatolian Tales. Guidato dal percussionista turco-olandese Sjahin During, Afro Anatolian Tales è un progetto che attraversa Anatolia, Iran, India e altre culture della Via della Seta, intrecciando strumenti tradizionali, elettronica dal vivo, improvvisazione e sound design. Tarab Dance, terza produzione del gruppo, apre una nuova fase del loro percorso ed è accompagnata da un tour internazionale di lancio nel 2026.
Alkantara Fest 2026 al via con l'Alkantara MediOrkestra, il Mediterraneo come spazio d'incontro
Tradizioni orientali, suoni popolari, e jazz nel concerto dell’ensemble internazionale diretto da Giuseppe Privitera, in calendario il 10 luglio al Teatro Antico di Catania, che sarà l’anteprima della XXII edizione del festival internazionale di folk e world music organizzato dall’associazione Darshan e diretto da Mario Gulisano. L’evento in coproduzione con Algos-Monk Jazz Club e in collaborazione con la direzione del Parco archeologico e paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci. Alkantara Fest si svilupperà fino all’8 agosto – fra eventi speciali, festival e la sezione Off – in varie località etnee e un fuori provincia sugli Iblei netini
Catania, Teatro Antico, 10 luglio 2026, h 21, € 15
Venerdì 10 luglio, alle 21, il Teatro antico di Catania ospiterà il concerto della Alkantara Mediorkestra, anteprima assoluta della XXII edizione di Alkantara Fest, il festival internazionale di folk e world music organizzato dall’associazione culturale Darshan, con la direzione artistica di Mario Gulisano. L'Alkantara Mediorkestra è formata da 11 musicisti e un direttore d'orchestra che mettono insieme Sicilia, Nord Europa e Medio Oriente. Con la direzione orchestrale di Giuseppe Privitera, della Mediorkestra fanno parte: Fabio Tiralongo sassofono; Fabio Sodano duduk, ney, sax e flauti; Bronagh Slevin violoncello; Alexandra Dimitrova violino; Enzo Rao violino e oud; Mahmoud Hamad voce, oud e darbouka; Roberto Fiore contrabbasso; Josè Mobilia percussioni; Riccardo Gerbino tabla; Mario Gulisano percussioni e marranzano; Denise Di Maria percussioni e charango. Un concerto che attraversa il Mediterraneo come spazio di incontro, memoria e trasformazione, intreccia strumenti, linguaggi e sensibilità provenienti da diverse sponde del mare comune, tra tradizioni orientali, suoni popolari, jazz contemporaneo e improvvisazione. Il concerto è realizzato in collaborazione con la direzione del Parco archeologico e paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci. Il progetto Alkantara MediOrkestra – che vede la co-produzione fra Darshan e l'Associazione Algos-Monk Jazz Club -, nasce nel 2023 all'interno dell'Alkantara Fest per presentare una miscela armoniosa di mondi musicali e di strumenti provenienti da diverse tradizioni culturali. Gli strumenti spaziano dal marranzano siciliano all’oud arabo, e comprendono strumenti a fiato come il duduk armeno, e il ney arabo, arricchiti dal charango cileno. L’ensemble comprende anche una piccola sezione d’archi di contrabbasso, violoncello e violino, oltre al bodhràn irlandese. Il suono distintivo dell’Alkantara MediOrkestra è il prodotto di arrangiamenti meticolosi che fondono abilmente una confluenza di forti tradizioni folcloristiche e jazzistiche. L’impegno dell’ensemble per ricreare una evidente diversità musicale si evidenzia nella fusione di questi elementi tradizionali con espressioni contemporanee, influenzate dalla world music e dalla natura improvvisativa del jazz che infonde spontaneità e creatività. Questo approccio ispirato al jazz non solo aggiunge un senso di imprevedibilità alla musica, ma favorisce anche una sinergia unica tra i membri dell’ensemble, creando un’esperienza di ascolto coinvolgente e immersiva. Tre i progetti orchestrali finora realizzati dall'Alkantara MediOrkestra - “Eastbound” del 2023, “Jazzbound” del 2024 e “Terraemaris” del 2025” -, un album all'attivo “Jazzbound” del 2025 pubblicato da Mhodì Music Company, grazie al sostegno di Nuovo Imaie, ed un altro album in “gestazione” che dovrebbe vedere la luce il prossimo anno: «Siamo in piena fase creativa – racconta il direttore dell'ensemble Giuseppe Privitera -, che terminerà a fine anno per poter uscire con il nuovo album nel 2027. E così ci potremo dedicare a nuove sonorità».
Ingresso € 15, in prevendita su www.ctbox.it € 12, per gli abbonati al Monk Jazz Club di Catania l'ingresso al botteghino è ridotto a € 8.
Radici musicali greche e turche e sensibilità urbana, nell'etnea Pisano arriva Melina per l'evento speciale di Alkantara Fest 2026
Nata e cresciuta a Parigi da famiglia franco-greca, Melina Vlachos è una delle proposte più fresche della scena mediterranea europea: melodie cantate e suonate all’oud, pulsazioni elettroniche, richiami balcanici e orientali, la sua musica nasce dall’incontro tra radici tradizionali ed energia pop. Il 21 luglio sarà al Pigno di Pisano (Zafferana Etnea) per la XXII edizione del festival internazionale di folk e world music organizzato dall’associazione Darshan e diretto da Mario Gulisano. Dopo Melina, dj set di Kairos, alter ego del musicista etneo Valerio Cairone. L'evento fa parte di “Etna in scena”, la rassegna estiva di eventi del Comune di Zafferana Etnea
Pisano di Zafferana Etnea, Azienda agricola “Il Pigno”, 21 luglio 2026, h 21, € 10
Dopo l'anteprima con l'Alkantara MediOrkestra, la XXII edizione di Alkantara Fest, il festival internazionale di folk e world music organizzato dall’associazione culturale Darshan, con la direzione artistica di Mario Gulisano. proseguirà martedì 21 luglio, alle 21, all'Azienda agricola “Il Pigno” di Pisano, frazione di Zafferana Etnea, con l'evento speciale del festival, il concerto di Melina, nome d'arte della cantautrice franco-greca Melina Vlachos, una delle proposte più fresche della scena mediterranea europea: melodie cantate e suonate all’oud, pulsazioni elettroniche, richiami balcanici e orientali, la sua musica nasce dall’incontro tra radici greche, sensibilità urbana ed energia pop. La formazione: Melina voce e oud; Nils Peschanski tastiere; Miloš Kunc Radun tastiere; Dogan Poyraz batteria, darbouka e riq.
La serata sarà chiusa dal dj set di Kairos alter ego del musicista e compositore etneo Valerio Cairone, sempre alla ricerca di nuove frontiere musicali. L'evento fa parte del cartellone 2026 di “Etna in scena”, la rassegna estiva di eventi del Comune di Zafferana Etnea. Nata e cresciuta a Parigi in una famiglia franco-greca, dove la trasmissione della musica e della danza era una tradizione, Melina Vlachos chiama la sua musica “neo traditional pop” perché ama integrare le sue radici greche con influenze balcaniche, orientali e pop. Nel corso della sua carriera, Melina si è formata con artisti di spicco della scena greco-turca e ha collaborato con grandi nomi della world music. Cresciuta ascoltando il rebetiko, la musica degli esuli greci, unisce questo stile con tutto il pop mediorientale lungo un unico filo. Crocevia tra musica tradizionale e contemporanea, Melina infonde al suo lavoro una modernità istintiva e una sensibilità unica per la sua età. Cantante, sounatrice di oud, danzatrice e compositrice, Melina Vlahos è un’artista poliedrica che fa della mescolanza fra popoli e culture un segno distintivo. Sebbene abbia iniziato con il violino classico (a 10 anni vinse il prestigioso premio per nuovi talenti della Fondaziones Longs Thibaud), è nella musica tradizionale che ha trovato le sue radici più autentiche. La musica greca era onnipresente in casa sua; figlia di genitori musicisti, da subito ha cominciato ad ascoltare e poi a studiare le sottigliezze delle tradizioni orali. Ha proseguito gli studi di violino orientale in Grecia sotto la guida di Kyriakos Gouventas, formandosi contemporaneamente con maestri del canto tradizionale come Katerina Papadopoulou e Gülseren. Ha perfezionato le sue abilità vocali con Rachid Brahim-Djelloul e ha studiato l'oud con Yousef Zayed al Conservatorio di Musica Orientale di Gennevilliers, diplomandosi con lode sia in canto che in oud. Per Melina l'oud è uno strumento fondamentale nel suo processo creativo, che simboleggia le molteplici influenze che uniscono le culture del Mediterraneo orientale. Ispirandosi alle sue origini greche. Il suo primo ep, “Melina” (2025), pubblicato da Musique en voyage, racchiude tutte le sue influenze e le è valso una candidatura ai Music Moves Europe Awards 2026, premio centrato sui nuovi talenti della scena europea. Sul palco, Melina vive un mix unico di entusiasmo e tensione prima di ogni esibizione. Per lei, la danza rappresenta un mezzo complementare per esprimere ciò che le parole e la musica, da sole, non sempre riescono a trasmettere. La sua musica fonde influenze tipiche dei matrimoni balcanici, sonorità orientali e pop, creando un universo mistico, urbano e festoso. Con lei suonano alcuni musicisti eccezionali: Doğan Poyraz, esperto di percussioni orientali e batterista virtuoso; Miloš Kunç Radun, giovane tastierista non vedente dallo stile espressivo; e Nils Peschanski, esploratore sonoro e raffinato architetto di tessiture elettroniche. Insieme, danno vita a un'estetica sensibile, potente e profondamente originale. Forte la passione di Melina Vlachos anche per la scrittura. Amante della letteratura, si era iscritta alla Facoltà di Lettere della Sorbona, per poi rendersi conto che la musica doveva occupare il posto centrale nella sua vita. Questa passione per le parole alimenta oggi i brani di cui cura sia i testi che la musica. Mantiene inoltre un forte legame con la danza, esplorandola parallelamente al canto e all'oud nell'ambito di un approccio performativo che coinvolge l'intero corpo. Dopo la performance di Melina, la serata prosegue con il dj set di Kairos, alter ego artistico del musicista etneo Valerio Cairone. Dopo il successo con il trio Oi Dipnoi, con cui ha pubblicato gli album “Bastrika” (2015) e “Pontos” (2018), Cairone ha dato vita a Kairos, progetto nato dai suoi viaggi tra Europa, Australia e India. Una fusione vibrante di elettronica, strumenti acustici e tradizioni sonore, che supera i confini di genere. Kairos richiama il tempo dell’intuizione e della trasformazione, un universo sonoro ricco e suggestivo, un viaggio musicale intenso, capace di coinvolgere profondamente l’ascoltatore. Alkantara Fest prosegue il 22 luglio, alle 21, in piazza San Giuseppe a Pisano, cuore della frazione di Zafferana Etnea, con il collettivo Boccadoro, progetto che mette in relazione scrittura e polifonia classica con la ricerca timbrica con il ritmo, la libertà e l’energia fisica della musica folk.
Dopo gli eventi speciali, al via Alkantara Fest a Pisano con il folk ballabile dei Boccadoro
Dopo i due eventi speciali di anteprima, la XXII edizione del festival internazionale di folk e world music organizzato dall’associazione culturale Darshan, con la direzione artistica di Mario Gulisano, ha il suo debutto ufficiale il 22 luglio in piazza San Giuseppe nella frazione zafferanese di Pisano con il live dell'ensemble di nuovo folk che unisce polifonia e complessità armonica con ritmo, libertà e ballabilità. L'evento fa parte di “Etna in scena”, la rassegna estiva di eventi del Comune di Zafferana Etnea
Pisano di Zafferana Etnea, piazza San Giuseppe, 22 luglio 2026, h 21, ingresso libero
Ogni anno, a luglio, il borgo di Pisano, frazione di Zafferana Etnea, ha il privilegio di diventare il centro della migliore word music internazionale grazie ad Alkantara Fest, il festival internazionale di folk e world music organizzato dall’associazione culturale Darshan, con la direzione artistica di Mario Gulisano, giunto quest'anno alla XXII edizione. E come ogni anno, è sempre piazza San Giuseppe di Pisano, fulcro sociale della frazione zafferanese, a dar il “la” al festival vero e proprio, che si svilupperà poi da giovedì 23 a domenica 26 luglio all'interno dell'azienda agricola “Il Pigno” sempre di Pisano, festival già anticipato dall'anteprima della Alkantara MediOrkestra a Catania e dall'evento speciale di Melina all'azienda agricola “Il Pigno”. Mercoledì 22 luglio, alle 21, piazza San Giuseppe sarà il palcoscenico di Boccadoro, gruppo di nuovo folk i cui membri sono uniti da un grande amore per la danza e la musica popolare. La formazione: Anna Gioria alla voce e al violino; Gabriele Putzulu alla chitarra acustica, ai loop e allo stompbox; Viola Innocenti voce e viola; Yarince Vicenzo al clarinetto e alle percussioni. L'evento è a ingresso libero. Nato nel 2020 a Firenze, Boccadoro è un progetto musicale che vede protagonisti quattro giovani musicisti provenienti dalla musica classica, ma accomunati da un grande amore per la musica folk e da ballo. «Il desiderio di non separare generi musicali diversi ci ha spinti a creare questo ensemble – spiegano i quattro musicisti -, con l'obiettivo di coniugare il nostro background con il “balfolk”: da un lato polifonia, limpidezza del suono e complessità armonica; dall'altro ritmo, libertà e ballabilità». Il nome del gruppo si ispira all'omonimo personaggio del romanzo di Hermann Hesse “Narciso e Boccadoro”: Narciso rappresenta la stabilità, la ragione, lo studio, l'ascetismo e l'elevazione spirituale della musica classica, mentre Boccadoro è il suo contraltare dionisiaco, aperto al cambiamento, alla vita e a nuove esperienze; egli sceglie di partire e avventurarsi nel mondo per scoprirlo attraverso l'arte dell'incontro, una splendida metafora della danza e della musica popolare. Il progetto propone adattamenti di brani classici per la danza, composizioni originali e rielaborazioni di melodie tradizionali, mettendo in luce i diversi background musicali dei musicisti e l'amore comune per il ritmo e l'armonia. Nel corso del tempo hanno ampliato il repertorio nelle direzioni più disparate: la bourrée d'Auvergne, la slängpolska e la musica klezmer convivono armoniosamente nei loro concerti. «Creiamo composizioni originali uniche che integrano diversi stili musicali – ribadiscono i quattro musicisti -, riflettendo la nostra passione per la danza e la musica folk, pur rendendo omaggio alle nostre radici classiche e alla bellezza della polifonia».
Alkantara Fest 2026, Cipro, Irlanda e Sicilia al Pigno, oasi di natura e musica
La XXII edizione del festival internazionale di folk e world music organizzato dall’associazione Darshan e diretto da Mario Gulisano entra nel vivo con i quattro giorni (dal 23 al 26 luglio) di festival vero e proprio all'interno dell'azienda agricola “Il Pigno” di Pisano (Zafferna Etnea). Giovedì 23 luglio suoneranno i trio cipriota Monsieur Doumani, la cantante, violoncellista e pianista irlandese Bronagh Slevin e il cantautore ibleo Vincent Migliorisi
Pisano, Zafferana Etnea, Azienda agricola “Il Pigno”, 23 luglio 2026, h 21, € 15
Da giovedì 23 a domenica 26 luglio sarà ancora una volta l'azienda agricola “Il Pigno” di Pisano, frazione di Zafferana Etnea, il cuore di Alkantara Fest, il festival internazionale di folk e world music organizzato dall’associazione culturale Darshan, con la direzione artistica di Mario Gulisano. “Il Pigno” è un'oasi di natura, adibito anche ad agri-campeggio, dominata dai suoi alberi di ulivo, di avocado, di kaki, di castagni. Grazie al suo fitto programma di concerti, workshop, spettacoli per famiglie ed eventi itineranti tra natura, cultura e tradizioni musicali da tutto il mondo, il festival siciliano è salito al terzo posto nella classifica di Transglobal World Music Chart, la rete di critici musicali che lavora per diffondere la musica tradizionale, dei migliori festival di world music al mondo. Il festival ha consolidato la sua vocazione Green, sviluppando una consapevolezza ambientale che ha indotto l'intero festival a promuovere il riciclo. Giovedì 23 luglio si inizia con i live del trio cipriota Monsieur Doumani (World stage, ore 21), della cantante, violoncellista e pianista irlandese Bronagh Slevin (Nufolk Stage, ore 22) e del cantautore ibleo Vincent Migliorisi (Kaki stage, ore 23). Monsieur Domani: Antonis Antoniou (tzouras, voce, elettronica); Demetris Yiasemides (trombone, flauto); Andys Skordis (chitarra, loop, cori). Provenienti da diversi background musicali, ma influenzati a vari livelli dalla tradizione cipriota, i Monsieur Doumani compongono musica che trae ispirazione dalla società cipriota contemporanea e dalle precarie condizioni della nostra epoca. L'identità del progetto è stata determinata dall'adattamento di brani tradizionali ciprioti, con una speciale tonalità contemporanea nel suono e nell'atmosfera. Con il loro quarto album, “Pissourin” (Glitterbeat, 2021) hanno spinto le loro sonorità mediterranee distintive verso una direzione profondamente psichedelica e avant-folk. Le loro apparizioni dal vivo in festival e locali in tutto il mondo sono state molto apprezzate da un pubblico eterogeneo e la loro musica è stata ampiamente trasmessa su radio e stazioni televisive in tutto il mondo. Nel corso della loro carriera ormai decennale i Monsieur Doumani hanno ricevuto numerosi premi, tra cui il premio "Miglior Gruppo" ai Songlines Music Awards 2019 e il "Premio della Critica" agli Andrea Parodi World Music Awards. Bronagh Slevin (voce e violoncello), Riccardo Gerbino (tabla e percussioni), Josè Marano (sax e flauto); Maurizio Curcio (stick bass ed elettronica). Bronagh Slevin è una cantautrice, musicista e compositrice irlandese che vive tra l'Irlanda e la Sicilia. Cantante, violoncellista e pianista, Slevin a fine giugno ha pubblicato il suo secondo abum “Rewilding”. Cosa succede quando l'oceano Atlantico incontra il mare Mediterraneo? Dalla sua fascinazione per ciò che significa vivere su un'isola - l'Irlanda e la Sicilia - nasce l'album, un'esplorazione di radici e sradicamento, di brama e rinascita colorata da una passione infinita per due culture, quella irlandese e quella siciliana, che hanno nutrito con poesia, melodia e mitologia il suo cammino. “Rewilding” parte da una connessione profonda con la terra e con l'acqua, passa dal bivio metaforico nella foresta, richiama l'aria pura della montagna e giunge intrepidamente ai confini del desiderio femminile. Racconta storie di amore e disincanto, che vengono dal grembo, dal vulcano e dalla luna piena. Sul palco, l’intreccio tra sonorità mediterranee, melodie irlandesi e sapiente storytelling ci porta oltre la soglia dell’immaginazione per ricordarci della verità che siamo tutti e tutte inevitabilmente interconnessi. Vincent Migliorisi (chitarra, banjo, elettronica); Francesco Emanuele (chitarra, bouzouki); Riccardo Gerbino (percussioni). La serata sarà chiusa dal cantautore ragusano Vincent Migliorisi che presenterà l'ultimo album “In deep and dance” pubblicato ad aprile. Elettronica e strumenti mediterranei in un viaggio sonoro tra tradizione e club culture. Più che un semplice album, “In Deep and Dance” è un laboratorio sonoro dove linguaggi musicali lontani dialogano tra loro. Le sonorità della tradizione mediterranea si intrecciano con strutture elettroniche contemporanee, creando un equilibrio tra atmosfera, ritmo e ricerca timbrica. Dopo diversi anni dedicati alla produzione, alla composizione e a collaborazioni artistiche tra musica e teatro, Migliorisi torna con un lavoro che mette al centro il concetto di incontro tra culture musicali. Le melodie degli strumenti acustici si muovono su paesaggi elettronici profondi, generando tracce che possono essere ascoltate sia come viaggio immersivo sia come esperienza ritmica. Il progetto nasce da una ricerca personale sul rapporto tra musica tradizionale e linguaggi elettronici contemporanei: non una semplice fusione stilistica, ma un dialogo tra epoche e geografie sonore. Migliorisi: «Sono partito dal ritmo, ma volevo che fosse la melodia a guidare tutto. La danza per me è un punto di incontro: tra culture diverse, tra strumenti acustici ed elettronica, tra ascolto e movimento».
Alkantara Fest 2026, Lyr Trio, Hawa e BalkanShe per il secondo giorno al Pigno
Il 24 luglio la seconda giornata nell'azienda agricola “Il Pigno” della frazione zafferanese di Pisano della XXII edizione del festival internazionale di folk e world music organizzato dall’associazione Darshan e diretto da Mario Gulisano. Di mattina iniziano le attività diurne e i workshop. Di sera i concerti: il balfolk dei francesi Lyr Trio, il set intimo e poetico che guarda a Oriente del trio Hawa e i canti femminili dei Balcani del trio BalkanShe
Pisano, Zafferana Etnea, Azienda agricola “Il Pigno”, 24 luglio 2026, h 21, € 15
«Nel tempo complesso che stiamo vivendo, la cultura può ancora creare connessioni reali tra persone, luoghi e visioni. Alkantara Fest nasce nel cuore del Mediterraneo e ne riflette l’identità: uno spazio di incontro, attraversamento e dialogo tra tradizioni e contemporaneità». Parola di Mario Gulisano, ideatore, direttore e organizzatore, di Alkantara Fest, il festival di folk e world music giunto alla XXII edizione, ormai un grande classico dell'estate siciliana, e punto di riferimento per la comunità internazionale che ama associare tre concetti di bellezza: Sicilia, musica di radice popolare da varie parti del mondo e contatto con la natura. Fino a domenica 26 luglio l'azienda agricola “Il Pigno” di Pisano, frazione di Zafferana Etnea, è un villaggio green e multiculturale in cui la musica e le attività all'aria aperta la faranno da padrona. Venerdì 24 luglio, sull'Avocado stage, cominciano le attività diurne e i workshop: ore 9 Yoga & bliss: con Caterina Allegra e Riccardo Gerbino al tabla; ore 10 “Dance the land”, workshop con Bronagh Slevin e Stefania Milazzo; ore 13 Open mic: free session; ore 15 workshop di percussioni africane con Piegiorgio Dugukolò; ore 17 workshop di canto balcanico con BalkanShe; ore 18 workshop di balfolk con Lyr Trio. I concerti serali iniziano alle 21, sul World Stage, con i francesi Lyr Trio. La formazione: Sylvain Rabourdin violino e voce; Lina Belaïd violoncello e voce; Fabien Bucher chitarra, mandolino e voce. I Lyr Trio con lo spettacolo “Trad Nomade” celebrano attraverso la loro musica le costellazioni umane, ciò che unisce e fa ballare. Ornamenti sottili, arrangiamenti cesellati, tempeste di archi e giochi vivaci che trasporteranno dai Balcani al Mediterraneo, da una pista da ballo all'immensità di un cielo stellato. Un trio d'archi selvaggio e lirico. Alle 22, sul Nufolk Stage, seguirà il trio Hawa. Il trio è stato fondato da Mohamed Alnuma, musicista e poeta nato nel 1963 in Kuwait da famiglia irachena e francese d'adozione. Il suo interesse si rivolge fin da piccolo non solo ai colori musicali della sua regione natale, ma anche alla musica occidentale contemporanea. Arriva a Parigi nel 1980 e studia teoria musicale all'Ecole Nationale de Musique e improvvisazione all'American School of Modern Music. Tiene i suoi primi concerti in duo e trio come chitarrista jazz. Qualche anno dopo riscopre l'oud e il canto orientale, tornando alle sue radici e formando diversi gruppi, in vari Paesi: in Francia i Pêcheurs de perles, in Grecia i Roubayyat, in India e Turchia gli Hawa, in Spagna gli Andalusian wind, in Israele-Palestina i Jalajil, tutti con musicisti locali e internazionali. La musica profonda e colorata di Hawa affonda le sue radici nelle culture e nelle tradizioni artistiche del Medio Oriente, ma i rami di questo albero musicale si estendono fino a diverse parti del mondo. Hawa intreccia concetti ritmici indiani con musica araba contemporanea e tradizionale e jazz, presenta poesie di ispirazione sufi scritte da Mohamed Alnuma, oltre a poesie dei poeti sufi Al Hallaj e Ibn Arabi. La musica è composta principalmente da Alnuma che ha anche riarrangiato parte della musica tradizionale nel suo stile insieme al clarinetto dell'inglese Oliver Dover e al tabla del musicista indo-tedesco Raul Sengupta. Un set acustico, intimo e delicato nella varietà delle intensità, senza filtri né amplificazione. Una musica che danza, un Kama Sutra musicale, dove il desiderio resta desiderabile e il piacere inesauribile, La serata musicale si chiuderà dalle 23 sul Kaki Stage con il trio serbo-macedone BalkanShe formato da Andriana Takić (chitarra e voce), Nataša Popović (voce) e Maja Jovanovska (violoncello e voce). Nato dall’incontro di tre musiciste provenienti dai Balcani e unite a Milano da amicizia, ricerca e passione per le radici comuni. Canti femminili dai Balcani è un progetto che intreccia musica, memoria e identità femminile in un dialogo vivo tra tradizione e contemporaneità. Le protagoniste provengono da Serbia e Macedonia del Nord, e insieme danno voce a un repertorio che attraversa confini geografici e linguistici: Serbia, Bosnia, Croazia, Bulgaria, Macedonia del Nord, Grecia e oltre. Un repertorio delicato, intimo e narrativo, ogni brano è preceduto da un racconto che ne svela l’origine, il significato e il contesto culturale, creando così un ponte tra lingue e sensibilità diverse.
Alkantara Fest 2026, il lungo sabato de “Il Pigno” cittadella etnea della world music.
Il 25 luglio la terza giornata nell'azienda agricola “Il Pigno” della frazione zafferanese di Pisano della XXII edizione del festival internazionale di folk e world music organizzato dall’associazione Darshan e diretto da Mario Gulisano. Di mattina in programma i workshop. Di pomeriggio lo spettacolo per bambini “Felicia, una strega brutta e cattiva”, di sera i concerti della salentina Maria Mazzotta, del cantautore nomade Antonio Saporito e del duo di percussionisti siciliani Battiti & respiri. A mezzanotte meditation concert con Brightest in the dark. Ad Aci Bonaccorsi il concerto di Ethno Sicily, primo evento della sezione Off
Alkantara Fest: Pisano, Zafferana Etnea, Azienda agricola “Il Pigno”, 25 luglio 2026, dalle ore 9, € 15
Alkantara Off: Aci Bonaccorsi, piazza della Regione, 25 luglio 2026, h 21, ingresso libero
Sabato 25 luglio dentro l'azienda agricola “Il Pigno” di Pisano, frazione di Zafferana Etnea, si vivrà un'intensa giornata grazie alle numerose attività organizzate da Alkantara Fest, il festival internazionale di folk e world music organizzato dall’associazione culturale Darshan, con la direzione artistica di Mario Gulisano. Un festival che ha fatto della “biodiversità” della musica di radice territoriale e popolare la propria missione tanto da essere riconosciuto il terzo miglior festival di world music al mondo dalla Transglobal World Music Chart, la rete di critici musicali che lavora per diffondere la musica tradizionale. “Biodiversità” raccontata dal logo di quest'anno del festival, realizzato da Giuseppe Lombardo, un ramarro dell'Etna, specie che indica la salute dell'ambiente. La mattina dell'Alkantara Fest è dedicata ai workshop e sull'Avocado Stage si comincia alle 9 con il Kirtan yoga di Naomi Winnie, seguito alle 11 dal Contact Impro con Daniele Sardella, alle 13 dall'Open mic: free session, e alle 15 workshop di pizzica salentina con Fabiana Mercadante. E dalle 10, a cura di SwaparaoundCT, parte lo Swap party, l'evento antispreco dedicato allo scambio di capi d'abbigliamento, accessori e oggetti che non si utilizzano più. Alle 18 spazio al teatro per bambini con “Felicia, una strega brutta e cattiva” di e con Stefania Ventura e la regia di Quinzio Quiescenti, una produzione Compagnia Quintoequilibrio e Teatro Evento. Ispirato all’albo illustrato “Felicità ne avete?” di Lisa Biggi e Monica Barengo lo spettacolo affronta il tema del “diverso/straniero” che arriva in una comunità con tutto il bagaglio di paure, diffidenza e pregiudizi. La musica dal vivo comincia alle 21, sullo World Stage, con il live della salentina Maria Mazzotta, evento realizzato in collaborazione con Puglia Culture - Strategia e Sviluppo e Puglia Sounds. La formazione: Maria Mazzotta voce e tamburo; Ernesto Nobili chitarra elettrica e chitarra baritono; Cristiano Della Monica batteria, percussioni, elettronica. La sua particolare versatilità fa di Maria Mazzotta una tra le voci più importanti del panorama pugliese e, più in generale, della world music alla quale si accosta con estremo rispetto e meticolosa ricerca con riguardo alle caratteristiche vocali, e non solo, che contraddistinguono le varie culture. Spaziando con naturalezza dalle sonorità del Sud Italia alle cadenze balcaniche, la sua sentita interpretazione coinvolge lo spettatore trascinandolo ed immergendolo nella cultura dei brani interpretati. Dal 2000 al 2015 ha fatto parte del Canzoniere Grecanico Salentino, formazione con la quale ha inciso 6 album e partecipato ai più importanti festival internazionali di world music. Ha frequentato workshop e masterclass approfondendo le varie tecniche vocali; con Sayeeduddin Dagar, tra i più noti cantanti Dhrupad Indiani, e con Bobby McFerrin che l'ha scelta per duettare nell’edizione 2008 del “Bari in Jazz”. Volgendo lo sguardo ad Est si è appassionata alla musica balcanica iniziando una ricerca musicale presso vari musicisti di diverse nazionalità dell’Est europeo. Nel 2006 ha fatto parte dell’Orchestra Notte della Taranta diretta da Ambrogio Sparagna. Dal 2011 al 2014 è stata voce solista della stessa con le direzioni di Ludovico Einaudi, Goran Bregovic e di Giovanni Sollima. Nel 2015 ha partecipato come cantante nel film di Carlos Saura “La jota”. Nel 2020 ha pubblicato “Amoreamaro”, album di debutto solista che ha ottenuto un grande riscontro. Nel 2024 è uscito “Onde” album con cui la cantante esprime la forza della tradizione attraverso strumenti dal sapore suburbano, un racconto sul continuo mutamento che custodisce al proprio interno numerose metafore e molteplici stati d’animo che come le onde marine possono assumere mille forme. Alle 22, sul Nufolk Stage, seguirà il concerto del cantautore salernitano Antonio Saporito. La formazione: Antonio Saporito voce e tamburo; Flavio Abate chitarra; Arcangelo Siano batteria; Diego Angelo D’Alessio basso; Juan Luiz Blasquez Roman chitarra. I concerti di Saporito, cantautore e nomade, offrono un viaggio intimo tra atmosfere mediterranee, narrazione folk e tradizione, spesso in contesti naturalistici suggestivi. Le sue esibizioni fondono musica, storie e vibrazioni mediterranee, celebrando la cultura del Sud Italia. A maggio è uscito il singolo “Terra arida” in attesa del suo primo lavoro discografico. Alle 23, sul Kaki Stage, seguirà il live di Battiti & respiri, progetto di due percussionisti siciliani, l'ennese Davide Campisi e il palermitano Salvo Compagno. Un racconto dalle emozioni profonde e dalle atmosfere ancestrali che culla con suoni mai gridati e con voci mai troppo percosse. L'idea di questo progetto nasce dal desiderio di incontrarsi come percussionisti e di fare incontrare i suoni dei tamburi a cornice e della voce della musica popolare del meridione d'Italia, con i suoni del sud del mondo passando da Africa, India e Sudamerica. La lunga giornata musicale di sabato 25 luglio di Alkantara Fest si chiuderà dalla mezzanotte in poi con il concerto meditativo “Alchemy of Sound” di Brightest in the dark, alter ego del musicista palermitano Salvo Spina. Un rituale sonoro mistico in cui vibrazioni elettroniche e strumenti acustici si fondono. Un viaggio che attraversa culture e tempi, intrecciando antiche tradizioni e visioni contemporanee in un’alchimia di ascolto profondo e trasformazione interiore. Un concerto meditativo per ascoltatori “audaci”, non solo per chi ama l’ambient music. Ci saranno droni, melodie, ritmi percussivi, elementi cinematografici, glitch e rumori... il tutto preparato con cura e filtrato dal suo approccio creativo narrativo. E sempre nella giornata di sabato 25 luglio, Alkantara Fest inaugura la sezione Off che prevede eventi in varie località. Alle 21, in piazza della Regione ad Aci Bonaccorsi, suonerà l'ensemble internazionale Ethno Sicily, progetto musicale residenziale e interculturale che aggrega giovani musicisti selezionati con lo scopo comune di condividere la passione e la ricerca nella musica tradizionale dei rispettivi background culturali di provenienza. I programmi e i progetti Ethno Sicily offrono opportunità musicali ai giovani di oltrepassare i confini e interagire con il mondo. Ethno Sicily fa parte di Jeunesses Musicales International, programma fondato nel 1990 e presente oggi in oltre 30 paesi, è rivolto a giovani musicisti di età compresa tra 13 e 30 anni con la missione di rilanciare e mantenere vivo il patrimonio culturale globale tra i giovani.
Alkantara Fest, ultimo giorno a Pisano con l'italo-indiana Namritha Nori, la catalana Carola Ortiz e la Tarantella Night
Il 26 luglio la quarta e ultima giornata nell'azienda agricola “Il Pigno” della frazione zafferanese di Pisano per la XXII edizione del festival internazionale di folk e world music organizzato dall’associazione Darshan e diretto da Mario Gulisano. Di mattina in programma i workshop. Di pomeriggio il concerto dell'orchestra internazionale Ethno Sicily, di sera i concerti della italo-indiana Namritha Nori e della catalana Carola Ortiz. Gran finale con la Tarantella Night
Pisano, Zafferana Etnea, Azienda agricola “Il Pigno”, 26 luglio 2026, dalle ore 10, € 40 full pass, € 15 solo live
Domenica 26 luglio la XXII edizione di Alkantara Fest - il festival internazionale di folk e world music organizzato dall’associazione culturale Darshan, con la direzione artistica di Mario Gulisano –, con la consueta formula dalla mattina a notte fonda, svolge la sua quarta e ultima giornata di attività e concerti all'interno dell'azienda agricola “Il Pigno” di Pisano, la frazione di Zafferana Etnea da anni eletta a quartier generale del festival. Per chi ama il trekking alle 9 è prevista l'escursione sull'Etna con Anima Munti. La prima parte della giornata dell'Alkantara Fest è come di consueto dedicata ai workshop all'ombra dell'Avocado Stage. Si inzia alle 10 con il laboratorio di Dermocromia, la pittura rituale del corpo, a cura di Salvo Spina e Lua, che rivela le geometrie invisibili dell’energia sulla pelle, mentre il suono dal vivo ne accompagna il respiro. Alle 13 open Mic Free Session, mentre alle 15 seguirà “Anima vibrante”, viaggio sonoro di Luca Recupero nel cuore della tradizione siciliana attraverso il marranzano, strumento arcaico e universale. Alle 17 segue “La bollosa”, laboratorio di bolle di sapone a cura di Nora Milazzo. Prima dei concerti serali, alle 19 ci sarà il concerto di Ethno Sicily, l'orchestra interculturale e internazionale composta da giovani musicisti che condividono i rispettivi patrimoni musicali attraverso trasmissione orale e apprendimento diretto. La musica dal vivo comincia alle 21, sullo World Stage, con il live della cantante italo-indiana Namritha Nori. La formazione: Namritha Nori voce; Alvise Seggi violoncello; Evaggelos Merkouris oud; Pietro Valente batteria. La musica di Namritha Nori incarna gli strati intricati di un patrimonio eterogeneo, fondendo le melodie del Mediterraneo, i ritmi del Medio Oriente e lo spirito dell'India. Ogni canzone creata da Namritha è come una bambola dentro una bambola, che rivela connessioni più profonde ed emozioni più intense man mano che ci si addentra nella sua opera. Dalla formazione classica come cantante lirica al Conservatorio “Pollini” di Padova alle esplorazioni della musica sefardita, il percorso di Namritha Nori è una testimonianza delle sue molteplici radici. Italiana di origine indiana, ha viaggiato a Beirut per studiare musica classica araba, a Istanbul per la musica popolare anatolica e nella terra natale per la musica Dhrupad e Hindustani. Queste esperienze hanno solo arricchito il ricco arazzo del suo suono. Nel 2015, Namritha Nori e il chitarrista Giulio Gavardi hanno formato i Mi Linda Dama per dare nuova vita alla musica della diaspora sefardita. Gli album “Matesha” del 2017 e “Skalerica” del 2019 mostrano il loro talento nel fondere stili diversi in una fusione accattivante e unica. L'album “Traces & Roots” del 2024 segna una nuova pietra miliare nella carriera di Namritha Nori ed esprime la sua visione artistica, fondendo temi tradizionali mediorientali e moderni occidentali con arrangiamenti che spaziano dagli stili anatolici all'etno jazz. L'album presenta brani originali, con musica e testi scritti dall'artista italo-indiana in varie lingue (spagnolo, francese, dialetto veneziano, greco e arabo). Attraverso una cantillazione arabo-mediterranea unica, Namritha crea un dialogo tra le sue diverse eredità culturali. Alle 22, sul Nufolk Stage, sarà la volta della clarinettista, cantante e compositrice catalana Carola Ortiz, un'artista versatile che passa con disinvoltura dalla musica tradizionale al jazz e alla creazione contemporanea. Con una voce profonda ed espressiva e una grande padronanza strumentale, Ortiz costruisce ponti tra culture, estetica e linguaggi musicali, dando forma a un'identità unica radicata nel Mediterraneo ma aperta al mondo. La formazione: Carola Ortiz voce, clarinetto e percussioni; Sandrine Robilliard violoncello e cori; Bartolomeo Barenghi chitarra a sette corde e cori. Il concerto è stato reso posssibile grazie al contributo dell'Institut Ramon Llull, istituzione pubblica che promuove all'estero lo sviluppo della lingua e della cultura catalana. Con il suo trio, la cantante e clarinettista presenta “Enllà” (Microscopi, 2025), il suo quinto album solista come compositrice e interprete, realizzato in collaborazione con il poeta Dario Olaortua. Dopo il successo di “Pecata Beata” (Premio Núvol 2021), Ortiz unisce ancora una volta musica e poesia catalana, questa volta attraverso otto testi che riflettono sull'amore, la memoria e il ciclo della vita. “Enllà” è un viaggio poetico e sonoro che abbraccia stili come l'habanera, il tango, il choro, il cabaret swing e il fado, offrendo una visione spirituale e senza tempo dell'amore e dell'esistenza. La serata musicale sarà chiusa dalla Tarantella night, a partire dalle ore 23, una notte per danzare con il gruppo di tarantella calabrese proveniente dal paese cosentino di San Lucido.
Alkantara Off, il 28 luglio c'è il Corpo bandistico Città di Zafferana Etnea
Terminato il corpo centrale del festival all'interno dell'azienda agricola “Il Pigno” di Pisano, la XXII edizione di Alkantara Fest, il festival internazionale di folk e world music organizzato dall'associazione Darshan e diretto da Mario Gulisano prosegue con gli eventi Off che ne portano il verbo musicale in varie località siciliane. Il 28 luglio in piazza Cardinale Pappalardo a Zafferana Etnea spazio al Corpo bandistico Città di Zafferana Etnea diretto dal M° Ignazio Coco, guest la cantante Noemi Carpinato. L'evento in collaborazione con “Etna in scena”, la rassegna estiva del Comune di Zafferana Etnea
Zafferana Etnea, piazza Cardinale Pappalardo, 28 luglio 2026, h 21, ingresso libero
Terminato il nucleo centrale del festival all'interno della azienda agricola “Il Pigno” di Pisano, frazione di Zafferana Etnea, martedi 28 luglio prosegue la sezione Off di Alkantara Fest, il festival internazionale di folk e world music organizzato dall’associazione culturale Darshan, con la direzione artistica di Mario Gulisano. In piazza Cardinale Pappalardo a Zafferana Etnea, alle 21, torna un appuntamento ormai consolidato negli anni per Alkantara Fest, quello con il Corpo bandistico Città di Zafferana Etnea diretto dal M° Ignazio Coco. Da 130 anni il Corpo Bandistico di Zafferana offre un vasto repertorio che spazia dalla musica sinfonica alla più ricercata musica moderna. Un appuntamento che mette al centro il valore della banda come forma popolare e civile della musica, capace di tenere insieme memoria del territorio, repertorio e condivisione pubblica. La presenza della cantante Noemi Carpinato amplia il respiro dell’ensemble e ne rinnova l’impatto scenico. L'evento, a ingresso libero, è realizzato in collaborazione con “Etna in scena”, la rassegna estiva del Comune di Zafferana Etnea. La presenza di eventi come questo della Banda musicale zafferanese, al fianco di nomi noti del panorama internazionale del folk e della world music, sintetizza la cifra artistica di Alkantara Fest: un buon festival di world music deve unire una direzione artistica di ricerca e di qualità a un forte spirito di inclusione culturale, equilibrio tra tradizione e innovazione dando spazio a suoni radicati nelle culture locali ma anche a contaminazioni contemporanee e fusioni con elettronica, rock o jazz. Deve garantire autenticità e diversità geografica chiamando a suonare musicisti che evitano i cliché commerciali e pescano da scene musicali meno note ma di altissimo livello qualitativo. E poi deve trovare “casa” in luoghi evocativi che valorizzano il territorio ospitante creando un'atmosfera immersiva. Tutto questo è da 22 anni Alkantara Fest e non a caso il festival etneo oggi è salito al terzo posto nella classifica dei migliori festival di world music curata da Transglobal World Music Chart, la rete di critici musicali che lavora per diffondere la musica tradizionale. Dallo scorso 10 luglio fino al prossimo 8 agosto – tra anteprime, eventi speciali, il festival vero e proprio, e la lunga sezione Off che porta il verbo musicale di Alkantara Fest in vari luoghi prevalentemente etnei (tranne la prossima festa greca, il 5 agosto, sui monti iblei netini) -, attraverso il folk e la world music la Sicilia promuove una cultura musicale “altra”, con l’obiettivo di creare un legame forte tra l'Isola e le radici musicali e le tradizioni popolari del mondo. E dopo il concerto di anteprima andato in scena lo scorso 10 luglio al Teatro antico di Catania con il progetto interno del festival, l'internazionale Alkantara Mediorkestra, e dopo l'evento speciale lo scorso 21 luglio con la cantante franco-greca Melina, una delle proposte più fresche della nuova scena mediterranea europea, i quattro giorni del festival a “Il Pigno” hanno dato spazio al trio cipriota Monsieur Doumani, alla cantante e violoncellista irlandese Bronagh Slevin, al cantautore e polistrumentista ibleo Vincent Migliorisi, al balfok dei francesi Lyr Trio, alle suggestioni orientali del combo anglo-iracheno-indiano Hawa, ai canti balcanici delle BalkanShe, al Salento contaminato di rock di Maria Mazzotta, al cantautorato “meridionalista” del cilentano Antonio Saporito, al duo siciliano di percussionisti Battiti e Respiri, al meditation concert del palermitano Brightest in the dark, alle contaminazioni della italo-indiana Namritha Nori e della catalana Carola Ortiz fino alla liberatoria Tarantella Night, con i musici calabresi di San Lucido. E nei quattro giorni, dal 23 al 26 luglio, in cui Alkantara Fest ha concentrato tutte le sue attività, dai workshop diurni ai concerti serali, all'interno dell'azienda agricola “Il Pigno” di Pisano la soddisfazione di aver fatto le cose per bene si è colta negli sguardi del team organizzativo durante le lunghissime giornate dove la musica è stato il pretesto ma il vero fine è stata la voglia di creare una comunità. Sotto lo sguardo vigile di “madre” Etna al Pigno ha preso vita un villaggio green e multiculturale in cui la musica e le attività all'aria aperta l'hanno fatta da padrona.
Alkantara Off, il 29 luglio da Gammazita la Calabria fra futuro e passato di Senduki
La sezione Off della XXII edizione di Alkantara Fest, il festival internazionale di folk e world music organizzato dall'associazione Darshan e diretto da Mario Gulisano, prosegue il 29 luglio da Gammazita a Catania con la formazione calabrese che presenta l'ultimo abum “Stranìa”. Strumenti primordiali incontrano elettronica e digitale tra dub, elettroacustica e world music
Catania, Gammazita, 29 luglio 2026, h 22, ingresso libero
Mercoledì 29 luglio prosegue la sezione Off di Alkantara Fest, il festival internazionale di folk e world music organizzato dall’associazione culturale Darshan, con la direzione artistica di Mario Gulisano. A Catania, da Gammazita (piazza del Castello Ursino), alle 22, suonano i Senduki formazione calabrese tra dub, elettroacustica e world music, un progetto radicato e viscerale che unisce mondi lontani verso uno stesso suono. Strumenti primordiali incontrano elettronica e digitale: la lira, la zampogna, i doppi flauti, i malarruni, i tamburelli, dialogano con basso elettrico, chitarre, batterie acustiche ed elettroniche e loop. Su tutto, un modo di cantare arcaico ed evocativo. La formazione: Ettore Castagna lira, chitarra elettrica, malarruni (scacciapensieri), voce; Peppe Costa (YoSonu) batteria ed elettronica, voce; Elisa Surace voce, tamburello; Carmine Torchia basso elettrico, voce. L'evento è a ingresso libero. Presentano l'ultimo album “Stranìa” uscito lo scorso anno. L'hanno chiamata musica transitoria da una realtà residuale, concetto che racconta bene l’essenza del disco: una raccolta di brani che fluiscono come una corrente instabile tra passato e futuro, tra ciò che resta e ciò che non c’è ancora. L’idea che il suono e il dialetto calabrese provengano da luoghi marginali per proiettarsi e transitare, trascinando con sé le identità culturali che attraversano, mutando costantemente. L'album conferma la vocazione del progetto a tenere insieme radice popolare e spinta in avanti, festa di paese e immaginario quasi rave. Dal vivo Senduki costruisce un suono denso e pulsante, dove lira, scacciapensieri, basso elettrico, voce e percussioni si muovono come un organismo unico. Un concerto fisico, notturno, elettrico, profondamente meridiano. Con un’immagine un po’ estrema si potrebbe ipotizzare che il gruppo abbia voluto traslare il suono delle danze del meridione per elaborare la colonna sonora di un ipotetico rave-folk party. Ettore Castagna canta e suona diversi strumenti, fra cui la chitarra battente contribuendo alla creazione di un sound antico e ultra-moderno allo stesso tempo, facendo incontrare/scontrare strumenti elettrici del presente con quelli dei padri o dei nonni, dalla zampogna allo scacciapensieri. Elisa Surace sfoggia una voce penetrante e selvatica, espressiva più che mai, accompagnandosi con l’immancabile tamburello. Peppe Costa assicura, da parte sua, una scansione ritmica cadenzata e ossessiva, anche aiutandosi con l’elettronica”. Carmine Torchia garantisce un sostegno continuo e regolare.
Alkantara Off, il 30 luglio da Zō il flamenco, dal Marocco all'Andalusia, di Seffarine
La sezione Off della XXII edizione di Alkantara Fest, il festival internazionale di folk e world music organizzato dall'associazione Darshan e diretto da Mario Gulisano, prosegue giovedì 30 luglio da Zō Centro culture contemporanee a Catania con i Seffarine, gruppo creato dalla cantante marocchina Lamiae Naki e dal chitarrista flamenco americano Nat Hulskamp che presenteranno il concerto “De Fez a Jerez”, dall'omonimo album nato grazie ad una conoscenza approfondita della tradizionale musica andalusa su entrambe le sponde dello Stretto di Gibilterra. L'evento fa parte anche della rassegna di world music “Raizes” di Zō
Catania, Zō Centro culture contemporanee, 30 luglio 2026, h 21, € 10
Giovedì 30 luglio prosegue la sezione Off di Alkantara Fest, il festival internazionale di folk e world music organizzato dall’associazione culturale Darshan, con la direzione artistica di Mario Gulisano. Il 30 luglio, da Zō Centro culture contemporanee di Catania, suoneranno i Seffarine, gruppo creato dalla cantante marocchina Lamiae Naki e dal chitarrista flamenco americano Nat Hulskamp i quali presenteranno il concerto “De Fez a Jerez”. La formazione: Lamiae Naki voce, bendir e qaraqwab; Nat Hulskamp chitarra flamenca e oud; Yosmel Montejo basso; Manuel Gutierrez cajón e danza. L'evento fa parte anche della rassegna di world music “Raizes” di Zō. “De Fez a Jerez” prende il nome dal sentiero battuto da Nat e Lamiae tra le due città. Fez è l'antica capitale culturale del Marocco e città natale di Lamiae. Jerez è una città dell'Andalusia, appena oltre lo Stretto di Gibilterra, nota per aver dato i natali a molti dei grandi artisti del flamenco. Nat ha svolto gran parte della sua formazione a Jerez con i maestri di chitarra flamenca del quartiere Barrio Santiago a maggioranza gitana. Nel 2015, Seffarine ha ricevuto una borsa di studio dal Consiglio regionale delle arti e della cultura per recarsi in Spagna e registrare la propria musica originale in collaborazione con leggende viventi della musica flamenco, tra cui Diego del Morao e Tomasa La Macanita. Dopo che il quotidiano spagnolo “La Voz del Sur” pubblicò un articolo sul progetto discografico di Seffarine, la notizia si diffuse nel barrio e alcune delle leggende viventi del flamenco si recarono in studio per dare un'occhiata al progetto. Riconoscendo la solida base e il profondo rispetto per le tradizioni del flamenco, insieme a un approccio fresco e a esplorazioni creative della storia comune e delle radici musicali del Marocco e dell'Andalusia, si offrirono con entusiasmo di collaborare con Seffarine. L'album “De Fez a Jerez”, pubblicato nel 2015, si è piazzato nelle classifiche di world music di tutto il mondo. Il critico musicale spagnolo Javier Mantecón ha scritto: “Fatto di una conoscenza approfondita della musica su entrambe le sponde dello Stretto di Gibilterra, dobbiamo risalire agli esperimenti di El Lebrijano con l'Orchestra Andalusa di Tangeri per trovare un lavoro così solido”. “De Fez a Jerez” continua a ricevere consensi a livello internazionale, il che ha portato a diverse altre collaborazioni discografiche in Spagna, tra i quali con la star del flamenco-pop Sarayma e con La Bejazz, un gruppo di virtuosi del flamenco jazz fusion, e la registrazione di un brano originale di Seffarine con il maestro chitarrista flamenco Antonio Rey, che molti considerano l'erede di Paco de Lucia, vincitore del Grammy 2020 per il miglior disco di flamenco.
Biglietto: € 10 acquistabile al botteghino dietro prenotazione su www.eventbrite.it. Biglietto ridotto € 8 per chi cena (prenotazioni tavolo al n. 392.5448183). Informazioni: www.alkantarafest.it Infoline/WhatsApp: + 39 345.5206150.
Alkantara Off, il 31 luglio ad Acireale il Mediterraneo musicale della Banda del Sud
La sezione Off della XXII edizione di Alkantara Fest, il festival internazionale di folk e world music organizzato dall'associazione Darshan e diretto da Mario Gulisano, prosegue venerdì 31 luglio in piazza Duomo ad Acireale con il concerto della Banda del Sud, ensemble formato da musicisti di varie regioni del Sud Italia i quali portano sul palco il Mediterraneo come corpo vivo, plurale, meticcio
Acireale, piazza Duomo, 31 luglio 2026, h 21, ingresso libero
Venerdì 31 luglio, alle 21, la sezione Off di Alkantara Fest, il festival internazionale di folk e world music organizzato dall’associazione culturale Darshan, con la direzione artistica di Mario Gulisano, ospita in piazza Duomo ad Acireale il concerto della Banda del Sud, ensemble che porta sul palco il Mediterraneo come corpo vivo, plurale, meticcio. La formazione: Giulia Campana voce, tamburi a cornice, percussioni; Antonio Smiriglia voce, tamburi a cornice, percussioni; Raffaele Califano voce, tammorra, castagnette; Mario Crispi direzione musicale, fiati etnici, voce; Stefano Saletti bouzouki, oud, voce; Gabrio Bevilacqua contrabbasso, percussioni. L'ingresso è libero. La Banda del Sud è un progetto musicale corale e di forte impatto scenico che porta sul palco l’anima più profonda e contemporanea del Mare Nostrum. Un’esperienza sonora travolgente, in cui tradizione orale, energia popolare e ricerca artistica si fondono in uno spettacolo vivo, fisico, partecipato. Sotto la direzione artistica di Gigi Di Luca e la direzione musicale di Mario Crispi, La Banda del Sud riunisce musicisti, cantori e danzatori provenienti da diverse regioni del Sud Italia, portatori di tradizioni, dialetti e pratiche musicali differenti, affiancati da ospiti di altre nazionalità provenienti dall’area mediterranea. Ne nasce un organismo sonoro plurale, meticcio, in continuo movimento, dove le identità non si sommano ma dialogano, trasformandosi reciprocamente.
Il progetto si muove tra canti di lavoro, invocazioni rituali, danze arcaiche e nuove composizioni, attraversando il Sud Italia, il mondo arabo, i Balcani e le rotte della diaspora mediterranea. Oud, bouzouki, fiati etnici, contrabbasso, percussioni a cornice e voci costruiscono una trama potente e pulsante, capace di alternare momenti ipnotici a esplosioni ritmiche irresistibili. Sul palco la musica diventa corpo, danza, relazione: un rito laico e contemporaneo che coinvolge il pubblico e lo rende parte attiva dell’esperienza.
La Banda del Sud nasce come progetto speciale promosso e finanziato dal Ministero della Cultura negli anni 2022 e 2023, riconoscimento che ne ha sostenuto lo sviluppo artistico e ne ha certificato il valore culturale e progettuale a livello nazionale. Un sostegno che ha permesso al progetto di strutturarsi come esperienza stabile, capace di coniugare produzione artistica, circuitazione e dialogo interculturale.
Alkantara Off, il 5 agosto a Testa dell'Acqua (Noto) la Festa Greca con Apostolos Kirgidis, Nektarios Galanis e i Nakaira
La sezione Off della XXII edizione di Alkantara Fest, il festival internazionale di folk e world music organizzato dall'associazione Darshan e diretto da Mario Gulisano, prosegue mercoledì 5 agosto con la Festa greca da Meraki a Testa dell'Acqua, frazione montana di Noto. Alle 18 workshop di danze con Alessia Trovato e Nico Marabello. Di sera musiche greche da ballo con il clarinettista Apostolos Kirgidis, il violinista Nektarios Galanis e i siciliani Nakaira
Testa dell'Acqua, frazione di Noto (Siracusa), Meraki, 5 agosto 2026, dalle 18, € 12
Mercoledì 5 agosto, la sezione Off di Alkantara Fest, il festival internazionale di folk e world music organizzato dall’associazione culturale Darshan, con la direzione artistica di Mario Gulisano, ospita l'unico evento che esce dall'ambito etneo che accoglie la quasi interezza del festival. La tradizionale Festa greca, infatti, uno degli appuntamenti di culto di Alkantara Fest, viene accolta per la prima volta da Meraki di Testa dell'Acqua, frazione montana di Noto. La Festa Greca nasce dall’incontro di musicisti greci di diversa provenienza capitanati dal clarinettista Apostolos Kirgidis e dal violinista Nektarios Galanis. Si inizia alle 18 con il workshop di danze greche con musica dal vivo a cura di Alessia Trovato e Nico Marabello. Dalle 20.30 la cena greca e dalle 21.30 la festa greca con Galanis, e i siciliani Nakaira - Franco Barbanera (ney, kaval, whistle, gaita, cornamuse, clarinetto e friscalettu); Angelo Liotta (bouzouki irlandese, bodhràn, tamburello e voce); Francesco Emanuele (bouzouki greco, chitarra); Salverico Cutuli (fisarmonica); Mario Gulisano (darbouka, cajon, rullante, tamburi a cornice e voce); Marco Carnemolla (basso). La musica prevede l’esecuzione di un repertorio ricco di emozione, ritmo, passione e gioia, ispirato alle tradizioni musicali delle isole greche.
Biglietti al botteghino: solo workshop di danze € 10 euro, Festa greca + workshop € 20, solo Festa greca € 15. Prenotazione on line su www.eventbrite.it ingresso € 10 + ddp, workshop € 10 + ddp.
Alkantara Off, il 5 agosto a Testa dell'Acqua (Noto) la Festa Greca con Apostolos Kirgidis, Nektarios Galanis e i Nakaira
La sezione Off della XXII edizione di Alkantara Fest, il festival internazionale di folk e world music organizzato dall'associazione Darshan e diretto da Mario Gulisano, prosegue mercoledì 5 agosto con la Festa greca da Meraki a Testa dell'Acqua, frazione montana di Noto. Alle 18 workshop di danze con Alessia Trovato e Nico Marabello. Di sera musiche greche da ballo con il clarinettista Apostolos Kirgidis, il violinista Nektarios Galanis e i siciliani Nakaira
Testa dell'Acqua, frazione di Noto (Siracusa), Meraki, 5 agosto 2026, dalle 18, € 12
Mercoledì 5 agosto, la sezione Off di Alkantara Fest, il festival internazionale di folk e world music organizzato dall’associazione culturale Darshan, con la direzione artistica di Mario Gulisano, ospita l'unico evento che esce dall'ambito etneo che accoglie la quasi interezza del festival. La tradizionale Festa greca, infatti, uno degli appuntamenti di culto di Alkantara Fest, viene accolta per la prima volta da Meraki di Testa dell'Acqua, frazione montana di Noto. La Festa Greca nasce dall’incontro di musicisti greci di diversa provenienza capitanati dal clarinettista Apostolos Kirgidis e dal violinista Nektarios Galanis. Si inizia alle 18 con il workshop di danze greche con musica dal vivo a cura di Alessia Trovato e Nico Marabello. Dalle 20.30 la cena greca e dalle 21.30 la festa greca con Galanis, e i siciliani Nakaira - Franco Barbanera (ney, kaval, whistle, gaita, cornamuse, clarinetto e friscalettu); Angelo Liotta (bouzouki irlandese, bodhràn, tamburello e voce); Francesco Emanuele (bouzouki greco, chitarra); Salverico Cutuli (fisarmonica); Mario Gulisano (darbouka, cajon, rullante, tamburi a cornice e voce); Marco Carnemolla (basso). La musica prevede l’esecuzione di un repertorio ricco di emozione, ritmo, passione e gioia, ispirato alle tradizioni musicali delle isole greche. Biglietti al botteghino: solo workshop di danze € 10 euro, Festa greca + workshop € 20, solo Festa greca € 15. Prenotazione on line su www.eventbrite.it ingresso € 10 + ddp, workshop € 10 + ddp.
Alkantara Off, il 6 agosto a Catania il ritorno dei Nakaira, viaggio musicale tra approdi, rotte e contaminazioni
La sezione Off della XXII edizione di Alkantara Fest, il festival internazionale di folk e world music organizzato dall'associazione Darshan e diretto da Mario Gulisano, prosegue giovedì 6 agosto con il ritorno dal vivo, dopo anni di inattività, dell'ensemble siculo-greco - Nektarios Galanis, Franco Barbanera, Angelo Liotta, Francesco Emanuele, Salverico Cutuli, Mario Gulisano e Marco Carnemolla, guest Apostolos Kirgidis - che tra la fine degli anni '90 e il primo decennio del 2000 - ha scritto pagine felici di contaminazioni musicali che hanno unito le sponde del Mediterraneo
Catania, Chiostro di Santa Maria di Gesù, 6 agosto 2026, h 21, € 10
Giovedì 6 agosto, alle 21, al chiostro di Santa Maria di Gesù a Catania, la sezione Off di Alkantara Fest, il festival internazionale di folk e world music organizzato dall’associazione culturale Darshan, con la direzione artistica di Mario Gulisano, vede il ritorno dal vivo, dopo anni di inattività, dei Nakaira, l'ensemble siculo-greco che tra la fine degli anni '90 e il primo decennio del 2000, ha scritto pagine felici di contaminazioni musicali che hanno unito le sponde del Mediterraneo, dal Maghreb alle isole greche fino al Medio Oriente passando ovviamente per la Sicilia fino alle nordiche sonorità celtiche. Una world music a tutto tondo che aveva la sua base a Catania. Grazie ad Alkantara Fest i Nakaira - Nektarios Galanis (violino, bouzouki greco, oud e voce); Franco Barbanera (ney, kaval, whistle, gaita, cornamuse, clarinetto e friscalettu); Angelo Liotta (bouzouki irlandese, bodhràn, tamburello e voce); Francesco Emanuele (bouzouki greco, chitarra); Salverico Cutuli (fisarmonica); Mario Gulisano (darbouka, cajon, rullante, tamburi a cornice e voce); Marco Carnemolla (basso), guest il clarinettista greco Apostolos Kirgidis – si ritrovano sullo stesso palco ancora una volta per un viaggio musicale suggestivo tra approdi, rotte e contaminazioni, con una forte vocazione melodica e un suono capace di tenere insieme intimità e festa. Il loro spettacolo è un percorso tra le musiche e le danze del Mediterraneo, con ampie influenze del mondo greco e siciliano da cui il gruppo proviene, per un concerto suggestivo e ricco di numerose emozioni che scaturiscono dalle diverse culture che si combinano fra loro in una sorta di costante contaminazione. I Nakaira erano nati nel 1999 con l’intenzione di riproporre il folk e la world music in Sicilia, generi per i quali i musicisti nutrono una particolare devozione. Dopo le prime apparizioni in rassegne e festival a carattere locale, nel gennaio del 2000 pubblicarono un primo album dal titolo “Musiche a danzare tra oriente e occidente” su etichetta Ethnoworld di Milano, registrato dal vivo al Teatro Metropolitan di Catania. Il disco venne accolto con successo in campo internazionale. Successivamente il gruppo, rinnovato nella formazione e nella ricerca stilistica che si sposta nell’ambito delle tradizioni del Mediterraneo, partecipò a numerose rassegne e festival nazionali ed internazionali. Nel 2002 i Nakaira cominciarono la collaborazione col regista Guglielmo Ferro, curando le musiche di scena della commedia “Molto rumore per nulla” di Shakespeare che nel gennaio 2003 venne rappresentata nella stagione del Teatro Stabile di Catania e poi in un lungo tour teatrale che toccò le principali città italiane impegnando i Nakaira dal vivo in scena. Nel 2005 venne pubblicato da Alfamusic/Raitrade il secondo album in studio dal titolo “Onde sonore dal Mediterraneo”, album fortunato, ristampato più volte per il mercato estero, da cui sono stati tratti brani per numerose compilation pubblicate in tutto il mondo. Nel 2007 produssero la commedia teatrale “Odysseus” con musiche originali e testi in lingua inglese. Tra il 2004 e il 2008 i tour dei Nakaira hanno toccato più volte Portogallo, Spagna, Francia, Germania, Austria, Danimarca, Ungheria, Inghilterra, Lettonia, Tunisia, Yemen e Capo Verde. Nel 2009 il gruppo siciliano ha pubblicato il terzo album in studio “Di terra e di mare” prodotto ancora dall’etichetta romana Alfa Music. Un disco e uno spettacolo itinerante – cantati in siciliano, arabo, greco e turco - incentrati sulle culture marinare dei Paesi che si affacciano nel Mediterraneo. Alle consuete sonorità di bouzouki e percussioni si aggiungono l'oud arabo, il saz turco e friscalettu siciliano, mentre il repertorio affronta la ricerca nelle tradizioni delle danze e dei canti di mare dei pescatori, dei mercanti, dei marinai e dei naviganti di ogni tempo. Da Ulisse al giorno d'oggi, in cui vediamo le barche degli emigranti dal sud del Mediterraneo attraversare il canale di Sicilia in cerca di fortuna, rischiando la vita per un futuro migliore.
Biglietti al botteghino: € 10 euro. Prenotazione on line su www.eventbrite.it Ridotto € 8 under 16, studenti e over 65. Prevendita on line su boxoffice.yeventi.com
Alkantara Off, il 7 agosto ad Aci Bonaccorsi “Elektro-Akoustikòs Roots”, la rinnovata vocazione ibrida degli Agricantus
La sezione Off della XXII edizione di Alkantara Fest, il festival internazionale di folk e world music organizzato dall'associazione Darshan e diretto da Mario Gulisano, prosegue venerdì 7 agosto a Palazzo Cutore di Aci Bonaccorsi con “E.A.R. – Elektro-Akoustikòs Roots” il nuovo progetto musicale dei palermitani Agricantus, fra paesaggi arcaici e pulsazioni contemporanee, evocazione e groove, in quella zona di confine dove il gruppo ha costruito da sempre la propria identità
Aci Bonaccorsi (Catania), Palazzo Cutore, 7 agosto 2026, h 21, € 10
Venerdì 7 agosto, alle 21, a Palazzo Cutore di Aci Bonaccorsi, la sezione Off di Alkantara Fest, il festival internazionale di folk e world music organizzato dall’associazione culturale Darshan, con la direzione artistica di Mario Gulisano, ospita il concerto dei rinnovati Agricantus, ensemble palermitano tra i primi in Italia a suonare world music, attivo dal 1979 nella scena del folk revival e che, fin dagli anni Novanta, ha fuso tradizione del Sud Italia, elettronica, ambient e visione internazionale. Oggi gli Agricantus sono Mario Crispi (unico rimasto del gruppo fondatore) strumenti a fiato arcaici e voce; Chiara Minaldi voce, Fender Rhodes, pianoforte; Mario Tarsilla basso elettrico, voce; Alfredo Giammanco sintetizzatori; Fabrizio Francoforte batteria e percussioni. Il nuovo progetto “E.A.R. – Elektro-Akoustikòs Roots” rilancia questa vocazione ibrida, riportando al centro il rapporto tra radice acustica e trattamento elettronico. Il concerto si muove fra paesaggi arcaici e pulsazioni contemporanee, evocazione e groove, in quella zona di confine dove Agricantus ha costruito da sempre la propria identità. Gli Agricantus nascono nel 1979 a Palermo grazie ad un gruppo di giovanissimi (tra loro Mario Crispi, Mario Rivera, Toni Acquaviva, Pippo Pollina, Massimo Laguardia) i quali, innamorati sia della musica e della poesia della propria terra sia di musiche e culture di altri Paesi e continenti, intraprendono un percorso artistico e di ricerca fatto di numerosi viaggi verso luoghi, popoli ed epoche remote. Nella fase iniziale gli Agricantus propongono repertori ispirati alla musica andina e alla tradizione popolare sudamericana, con particolare riferimento all'esperienza della Nueva Canción cilena. Nei primi anni Ottanta aprono al folk revival siciliano. Parallelamente all'attività concertistica, tra il 1984 e il 1990 il collettivo svolge in Sicilia iniziative culturali e didattiche rivolte alle scuole e alla promozione della musica popolare. Il debutto discografico arriva nel 1993: “Gnanzù!” e l'ep successivo “Viaggiari” (1995), concretizzano il loro cammino artistico che porta il gruppo a rivisitare melodie e testi della tradizione orale del Sud Italia mescolandole con musica ambient ed influenze elettroniche. Nel 1996 esce “Tuareg”, uno degli album più rappresentativi, con la svizzera Rosie Wiederkehr alla voce, che permette alla band di raggiungere il successo in Italia e in Europa, che vince la “Targa Tenco 1996″ per il miglior album in dialetto e raggiunge il 6° posto nella World Music Charts europea. Nel 1997 vincono il Premio Italiano della Musica, e interpretano la colonna sonora del film “Hamam – Il bagno turco” di Ferzan Ozpetek, vincitore del Globo D’Oro. Nello stesso anno viene pubblicato “Hale Bopp Souvenir”, un mini-cd con la partecipazione di Fadimata Wallet Oumar, portavoce della più autentica cultura Tuareg. Nel 1998 pubblicano “Kaleidos”, album in cui la band compie un viaggio ideale alla ricerca delle radici popolari della musica classica, mescolando la composizione classica ispirata alla musica popolare con strumenti arcaici e tecnologia moderna. Sempre nel 1998, la band partecipa come interprete alla colonna sonora del film “I Giardini dell’Eden” di Alessandro D'Alatri. Nel 1999 la band pubblica “Faiddi”, raccolta dal vivo, mentre, nel 2000 firmano la colonna sonora del film “Placido Rizzotto” di Pasquale Scimeca. Nel febbraio 2001 pubblicano “Ethnosphere”, un viaggio musicale fra Tibet e Mediterraneo. Dal 2001 iniziano una collaborazione con l’etichetta francese “George V Records” che porta alla loro inclusione in alcune compilation del genere lounge, chill out e world music. Questa collaborazione porta successivamente al concerto live di Agricantus e Dj Ravin con la partecipazione a prestigiosi festival internazionali. Nel 2008 la band ebbe uno stop che durò fino al 2012 quando Mario Crispi e Mario Rivera entrambi fondatori del gruppo, si ritrovarono d’accordo nelle motivazioni iniziali e ripresero il progetto artistico Agricantus secondo le iniziali modalità di impegno, ricerca artistica e musicale, collegialità e coinvolgimento emozionale. Il 2013 segna quindi la ripresa del cammino artistico con la pubblicazione del singolo “Omini”, prodotto da CNI, Blob, Lega Ambiente. Dopo l’uscita del singolo “Nsunnai” del 2014 e la partecipazione al concerto del 1° maggio a Piazza San Giovanni a Roma, la band pubblica il nuovo album “Turnari”, con Federica Zammarchi alla voce, che riscuote un buon successo di pubblico e di critica, sia nazionale che internazionale. Dalla fine del 2016 al 2021 avviene la collaborazione con Anita Vitale, cantante e musicista siciliana di vocalità raffinata che da vita al progetto discografico “Akoustikos”, basato su un’interpretazione più acustica del repertorio della band. Nel 2022 inizia invece la collaborazione con Chiara Minaldi, cantante agrigentina ma palermitana d’adozione, che diviene la lead vocal della band. Nel 2024, con la conclusione dell’esperienza “reunion” tra Crispi e Rivera, il viaggio di Agricantus continua ad essere proseguito da Mario Crispi e Chiara Minaldi, che insieme a Mario Tarsilla, Alfredo Giammanco e Fabrizio Francoforte, danno nuova linfa esperienziale con un ritorno alla miscela mix acustico ed elettronico “in tempo reale” che caratterizza la band nella sua ricerca da sempre, modificando così il progetto da “Akoustikos” ad “Electro Akoustikòs”. Sabato 8 agosto, nel chiostro di Santa Maria di Gesù di Catania, Alkantara fest 2026 si chiuderà con il concerto dell'ensemble turco-olandese Afro Anatolian Tales, un progetto che attraversa Anatolia, Iran, India e altre culture della Via della Seta, intrecciando strumenti tradizionali, elettronica e sound design. Biglietti Agricantus: € 12 euro. Prevendita on line su www.ctbox.it
Alkantara Fest 2026 si chiude l'8 agosto con gli Afro Anatolian Tales, ponte musicale tra Oriente e Occidente
Con l'ultimo evento della sezione Off, sabato 8 agosto al Chiostro di Santa Maria di Gesù di Catania arriva a conclusione, dopo un mese di programmazione, la XXII edizione di Alkantara Fest, il festival internazionale di folk e world music organizzato dall'associazione Darshan e diretto da Mario Gulisano. Sul palco la formazione turco-olandese che, traendo ispirazione dalle tradizioni musicali di Anatolia, Iran, India e altre culture della Via della Seta, fonde antichi elementi ritmici e melodici con l'elettronica contemporanea e l'improvvisazione
Catania, Chiostro di Santa Maria di Gesù, 8 agosto 2026, h 21, € 10
Sabato 8 agosto, alle 21, al Chiostro di Santa Maria di Gesù di Catania, con il concerto della formazione turco-olandese Afro Anatolian Tales, ultimo evento della sezione Off, si chiude la XXII edizione di Alkantara Fest 2026, il festival internazionale di folk e world music organizzato dall’associazione culturale Darshan, con la direzione artistica di Mario Gulisano. La formazione: il turco Burak Savaş voce, tanbur e violino; il russo-iberico Antonio Moreno Glazkov tromba e sintetizzatore; l'ungherese Bence Huszar violoncello e elettronica; e il turco-olandese Sjahin During percussioni. E proprio During ha fondato questo progetto musicale che attraversa i confini. Il primo album, “Afro Anatolian Tales”, è stato pubblicato nel 2008 dalla rinomata etichetta turca Double Moon; “un viaggio musicale affascinante e contemplativo” come lo ha descritto il britannico Songlines Magazine, un album che ha ottenuto tanti riconoscimenti internazionali. Da allora, il progetto si è evoluto attraverso collaborazioni con un'ampia gamma di artisti, ognuno dei quali ha contribuito al suo suono distintivo e in continua evoluzione. Traendo ispirazione dalle tradizioni musicali di Anatolia, Iran, India e altre culture della Via della Seta, Afro Anatolian Tales fonde antichi elementi ritmici e melodici con l'elettronica contemporanea e l'improvvisazione. Con sede ad Amsterdam, l'ensemble crea “un ponte musicale di suoni tra Oriente e Occidente”, esplorando formazioni mutevoli e paesaggi sonori immersivi. La loro musica trascende i confini di genere, intrecciando influenze orientali e occidentali in un'esperienza vibrante e cinematografica. “Tarab Dance” segna la terza produzione di Afro Anatolian Tales e sarà accompagnata da un tour internazionale di lancio dell'album. Dal vivo la band crea un paesaggio sonoro immersivo e cinematico, in cui groove, trance e ricchezza timbrica convivono in modo organico. Un finale perfetto per un festival come Alkantara Fest che fa dell’attraversamento dei confini la propria vocazione. Un buon festival di world music deve unire una direzione artistica di ricerca e di qualità a un forte spirito di inclusione culturale, equilibrio tra tradizione e innovazione dando spazio a suoni radicati nelle culture locali ma anche a contaminazioni contemporanee e fusioni con elettronica, rock o jazz. Deve garantire autenticità e diversità geografica chiamando a suonare musicisti che evitano i cliché commerciali e pescano da scene musicali meno note ma di altissimo livello qualitativo. E poi deve trovare “casa” in luoghi evocativi che valorizzano il territorio ospitante creando un'atmosfera immersiva. Tutto questo è da 22 anni Alkantara Fest e non a caso il festival etneo oggi è salito al terzo posto nella classifica dei migliori festival di world music curata da Transglobal World Music Chart, la rete di critici musicali che lavora per diffondere la musica tradizionale. Biglietti: € 10 al botteghino, prenotabile on line su www.eventbrite.it Ridotto € 8 per under 16, studenti, over 65.
Informazioni: www.alkantarafest.it Infoline/WhatsApp: + 39 345.5206150. Azienda agricola "Il Pigno": via Pennisi Petrone 15 Pisano, Zafferana Etnea (Ct).
Media partner
Blogfoolk Magazine (www.blogfoolk.com) nell’ambito di un accordo programmatico per il triennio 2025-2027;
SicilyMag (www.sicilymag.it) il magazine on line che parla di tutto quanto “fa” Sicilia.
