RiGenerazioni
Tradizioni Aumentate
Premio Loano 2026
LOANO, BALESTRINO, BOISSANO E TOIRANO
dal 4 al 13 settembre
Il Premio Nazionale Città di Loano per la Musica Tradizionale Italiana, giunto alla 22° edizione, prosegue il suo percorso di rinnovamento e, dopo il felice debutto nel 2025, torna a incontrare il pubblico con RiGenerazioni – Tradizioni aumentate, il festival diffuso che fa della musica di tradizione un laboratorio creativo sul presente e sul futuro. Nato nel 2005 come osservatorio sulle nuove musiche folk italiane, oggi il Premio Loano si rinnova come piattaforma immersiva che salda ascolto, territorio e comunità, mettendo in dialogo radici popolari, linguaggi contemporanei ed esperienze di civismo attivo.
Anche nel 2026 Rigenerazioni si articola in due fine settimana - dal 4 al 6 e dall’11 al 13 settembre - seguendo un filo che parte dal lungomare di Loano, dove si concentrano i concerti principali e i talk sul “come” si rigenera la tradizione, e si estende poi nei borghi dell’entroterra, dove musica e parola si intrecciano con paesaggi naturali, camminate, degustazioni e atelier di comunità.
Nel primo fine settimana, venerdì 4 e sabato 5 settembre, Loano diventa il cuore pulsante del festival: le giornate si aprono con un incontro pomeridiano nei Giardini Caduti di Nassiriya, momenti di dialogo tra artiste, artisti, studiosi e giornalisti sui linguaggi aumentati della tradizione, e si chiudono con i live serali nello spazio culturale Orto Maccagli sul lungomare.
Venerdì 4 settembre ai Giardini Caduti di Nassiriya sul lungomare di Loano la nuova edizione di RiGenerazioni Tradizioni aumentate si apre alle 18.00 con “Di ferro, legno e pelli: strumenti ‘minori’ nella tradizione alpina”, conversazione con Alessandro Zolt, musicista e ricercatore legato alle pratiche musicali delle valli alpine, e Flavio Giacchero, suonatore e studioso di strumenti popolari tra Piemonte e Occitania, che raccontano come percussioni, oggetti sonori e strumenti apparentemente marginali costruiscono il paesaggio acustico delle comunità di montagna. A seguire, “Ricantare le voci del sud” con Laura Cuomo, cantante e ricercatrice vocale, ideatrice del progetto Ra di Spina, che riflette sul canto corale, sui dialetti del Mezzogiorno e sulla possibilità di trasformare registrazioni sul campo e memorie subalterne in un rito collettivo contemporaneo.
La sera, Orto Maccagli, diventa palcoscenico della nuova scena folk. Alle 21.30 il concerto di ARBEBOOST, formazione che lavora sulle musiche di tradizione alpina con attenzione ai timbri e ai ritmi degli strumenti “minori”, mette in pratica il confronto pomeridiano, portando sul palco tamburi, legni e metallofoni. Alle 22.30 RA DI SPINA presenta Vocazioni: un live immersivo in cui due voci, chitarre ed elettronica costruiscono una trama che attraversa canti di lavoro, riti femminili e antiche melodie del Sud Italia, trasformandole in un paesaggio sonoro denso, sospeso tra sacro e profano.
Sabato 5 settembre, sempre nei Giardini Caduti di Nassiriya, alle 18.00 il focus si sposta sulla Sicilia: “Dagli archivi al palco: la Sicilia ibrida dei Nuhara” mette a confronto Michele Piccione, etnomusicologo e polistrumentista, Federico Pipia, musicista elettronico e producer, e Gabriele Bazza, cantante e chitarrista specializzato in tecniche vocali tradizionali. Il trio racconta come le registrazioni d’archivio raccolte dagli anni Cinquanta e il lavoro con docenti di etnomusicologia possano essere trasformati in brani nuovi, che coniugano ricerca filologica, elettronica e strumenti tradizionali siculo-mediterranei.
In serata, in Orto Maccagli, alle 21.30 i NUHARA portano sul palco canti di lavoro e repertori orali che rivivono in un concerto in cui tamburi a cornice, zampogne, marranzani e elettronica dialogano, creando un ponte tra il mondo contadino del Novecento e i club contemporanei. Alle 22.30 il testimone passa a DAVIDE AMBROGIO con Mater Nullius, secondo album del polistrumentista calabrese e vincitore del Premio Loano Miglior Album e Premio Loano Giovani 2025 - Fondazione De Mari: un live intenso in cui la voce, il tamburo, le troccole e le catene della tradizione pasquale del Sud Italia si intrecciano a suoni elettronici e testi in dialetto, narrando un viaggio di crisi e rinascita tra uomo e natura.
Cresciuto a Cataforio sull’Aspromonte, Ambrogio è uno dei protagonisti più originali della nuova scena folk e world italiana: dopo esperienze in diversi gruppi, tra cui Linguamadre con cui aveva già vinto il Premio Loano Giovani, nel 2021 pubblica il suo primo album solista Evocazioni e Invocazioni, inserito nelle classifiche internazionali Transglobal Music Chart e World Music Chart Europe e premiato da Songlines come Top of the World Album. Con il secondo album pubblicato dall’etichetta francese Viavox, Ambrogio porta avanti una ricerca che intreccia voce, tamburi rituali, codici della Settimana Santa nel Sud Italia e elettronica, raccontando in 14 brani, quasi tutti in dialetto, un viaggio di disconnessione e rinascita tra uomo e natura.
Domenica 6 settembre RiGenerazioni si sposta, alle 17.30, nella suggestiva grotta di Santa Lucia a Toirano per “Riscrivere la tradizione”, talk-concerto acustico di DAVIDE AMBROGIO pensato per l’ambiente naturale del Tanone: qui l’acustica della roccia e la prossimità col pubblico diventano parte del racconto, mentre Ambrogio riflette sulle sue pratiche di ricerca tra i boschi e le grotte della Gurfa in Sicilia dove è stato registrato il disco, alternando parole e brani in forma essenziale.
Nel secondo weekend dell’edizione 2026, venerdì 11 settembre alle 21.30, Piazza G. Govi a Boissano accoglie VESEVO, trio campano guidato dal violinista e arrangiatore Antonio Fraioli, con il percussionista e autore Francesco Paolo Manna e il chitarrista-cantore Antonio Di Ponte: il concerto, costruito sulle tracce del recente Tien a ment, porta sul palco tamburi a cornice, violino, chitarre e voce radicata nell’entroterra vesuviano, fondendo repertori popolari e scritture originali in un magma sonoro che guarda alla world music internazionale.
Sabato 12 settembre alle 18,30, nell’ex Scuderie del Marchese di Balestrino, “La Carnia re-immaginata e cantata” mette al centro MASSIMO SILVERIO, cantante, autore e studioso del canto tradizionale friulano, finalista alla Targa Tenco per il miglior album in dialetto e autore degli album Hrudja e Surtùm: l’incontro indaga il rapporto tra lingua carnica, paesaggio alpino e nuove scritture. Alle 21.30, il suo concerto nello stesso spazio porta sul palco questo immaginario fatto di luoghi, piante, volti e riti antichi, in un idioma sonoro che mescola popolare e colto, classico e contemporaneo, tangibile e occulto.
Domenica 13 settembre, a Santa Libera nella frazione Verzi di Loano, il festival si chiude con una mattinata dedicata alle corde del Mediterraneo: alle ore 11.30 Mauro Palmas presenta il libro Tra le mie corde (Isolapalma, 2025) curato da Maria Gabriela Ledda. Volume che ripercorre la storia del mandolista e compositore sardo, dai progetti storici alle nuove esplorazioni. Alle 12.00, il concerto di MAURO PALMAS E GIACOMO VARDEU liuto cantabile, mandola e organetto, disegnando un paesaggio sonoro che dialoga con il mare e l’altura, perfetto epilogo di Rigenerazioni 2026
Come già nella prima edizione, RiGenerazioni – Tradizioni Aumentate non è solo un Premio e un festival musicale ma un laboratorio culturale diffuso: tra il 4 e il 13 settembre 2026, ai concerti sul lungomare di Loano e nei borghi di Toirano, Boissano e Balestrino si intrecciano incontri e conversazioni con artisti, ricercatori e giornalisti sui nuovi linguaggi della tradizione, show cooking e degustazioni di prodotti della cucina tradizionale curate dalle Pro Loco, una visita guidata alla chiesetta di Santa Libera tra storia e arte e un laboratorio creativo per bambini che trasforma il paesaggio in gioco e racconto. Un programma che fa del festival uno spazio aperto e conviviale, in dialogo costante con i suoi luoghi, le sue comunità e chi le frequenta.
“Con la seconda edizione di RiGenerazioni Tradizioni Aumentate sentivamo l’esigenza di consolidare quello che avevamo solo iniziato a tracciare lo scorso anno: un festival che non sia soltanto una vetrina per la nuova musica tradizionale italiana, ma un vero laboratorio creativo in cui strumenti antichi, archivi sonori, elettronica e scrittura contemporanea convivono nello stesso spazio,” dichiarano i direttori artistici Jacopo Tomatis e Ciro De Rosa. “L’idea è quella di mettere in dialogo geografie diverse, dall’Aspromonte alla Carnia, dalla Sicilia dell'entroterra vesuviano, e far vedere come la tradizione, quando è praticata con libertà e rigore, possa diventare una forma d’arte d’avanguardia, capace di parlare al presente e alle nuove generazioni.”
Rigenerazioni / Premio Loano 2026 è organizzato dall’Associazione Compagnia dei Curiosi, in collaborazione con l’Assessorato al Turismo e alla Cultura del Comune di Loano, con il contributo della Fondazione A. De Mari e il patrocinio di ANCI, oltre al sostegno dei Comuni di Balestrino, Boissano e Toirano.
La direzione artistica è affidata a Jacopo Tomatis e Ciro De Rosa, con la collaborazione di Enrico de Angelis, Lucia Campana, Annalisa Scarsellini e il produttore esecutivo Davide Valfrè; partner del Premio Loano sono, tra gli altri, il Premio Andrea Parodi e Folkest.
Il programma di venerdì 4 settembre
Al via sul lungomare di Loano il primo appuntamento di RiGenerazioni – Tradizioni Aumentate / Premio Loano 2026: due talk e due concerti per esplorare, tra parole e musica, come la tradizione si trasforma in linguaggio contemporaneo. Prende il via venerdì 4 settembre 2026 la seconda edizione di RiGenerazioni – Tradizioni Aumentate, il festival diffuso del Premio Nazionale Città di Loano per la Musica Tradizionale Italiana, giunto alla sua 22ma edizione. Dopo il felice debutto del 2025, il Premio Loano conferma la sua trasformazione in piattaforma immersiva che salda ascolto, territorio e comunità, mettendo in dialogo radici popolari, linguaggi contemporanei ed esperienze di civismo attivo.
Anche nel 2026 RiGenerazioni si articola in due fine settimana, dal 4 al 6 e dall’11 al 13 settembre con tanti appuntamenti di comunità e territorio a fare da ponte ai weekend, seguendo un filo che parte dal lungomare di Loano, dove si concentrano i concerti principali e i talk su “come si rigenera la tradizione”, e si estende poi nei borghi dell’entroterra, dove musica e parola si intrecciano con paesaggi naturali, camminate, e degustazioni.
Nel primo fine settimana, venerdì 4 e sabato 5 settembre, Loano diventa il cuore pulsante del festival: le giornate si aprono con un incontro pomeridiano nei Giardini Caduti di Nassiriya, momenti di dialogo tra artiste, artisti, studiosi e giornalisti sui linguaggi aumentati della tradizione, e si chiudono con i live serali in Orto Maccagli sul lungomare.
Venerdì 4 settembre, nei Giardini Caduti di Nassiriya sul lungomare di Loano, la nuova edizione di RiGenerazioni – Tradizioni Aumentate si apre alle 18.00 con Di ferro, legno e pelli: strumenti minori nella tradizione alpina, conversazione con Alessandro Zolt, musicista e ricercatore legato alle pratiche musicali delle valli alpine, e Flavio Giacchero, suonatore e studioso di strumenti popolari tra Piemonte e Occitania, che raccontano come percussioni, oggetti sonori e strumenti apparentemente marginali costruiscano il paesaggio acustico delle comunità di montagna. A seguire il secondo talk intitolato Ricantare le voci del sud con Laura Cuomo, cantante e ricercatrice vocale, ideatrice del progetto Ra di Spina, che riflette sul canto corale, sui dialetti del Mezzogiorno e sulla possibilità di trasformare registrazioni sul campo e memorie subalterne in un rito collettivo contemporaneo.
La sera, Orto Maccagli, diventa palcoscenico della nuova scena folk italiana. Alle 21.30 il concerto degli ARBEBOOST mette in pratica il confronto avviato nel pomeriggio attorno agli strumenti “minori” della tradizione alpina, lavorando su scacciapensieri, tamburi, legni e metallofoni per costruire un suono in cui memoria e groove si incontrano. La formazione porta sul palco una rilettura delle musiche delle valli alpine attenta ai timbri, ai ritmi e alla forza evocativa di strumenti spesso considerati marginali, ma capaci di definire il paesaggio acustico delle comunità di montagna.
Alle 22.30 il testimone passa a RA DI SPINA, progetto ideato dalla cantante e ricercatrice vocale Laura Cuomo, che presenta Vocazioni, il primo album ufficiale della formazione, pubblicato nel 2025. Nella formazione attuale, accanto a Laura Cuomo, ci sono la voce di Alexsandra Ida Mauro, la chitarra di Ernesto Nobili, anche produttore artistico, e le percussioni di Francesco Paolo Manna. Il concerto nasce da una ricerca sulle possibilità polifoniche della voce, reale, sognata e moltiplicata attraverso i loop, e si sviluppa nell’intreccio tra elettronica, chitarre e percussioni, in un linguaggio sonoro sospeso tra l’arcaico, il popolare e il contemporaneo. Con Vocazioni, Ra di Spina attraversa la memoria sonora del Sud Italia senza trattarla come una reliquia, ma come materia viva da interrogare e rigenerare. Le melodie che un tempo scandivano il lavoro, il dolore, la nascita e la preghiera incontrano sintetizzatori, chitarre e intrecci vocali, mentre canti di lavoro, riti femminili, filastrocche, ninne nanne, suoni di miniere e saline riemergono in una forma nuova, elettrica e vibrante. Dalla Basilicata alla Sicilia, passando per Puglia, Calabria e Campania, il repertorio di Vocazioni compone una mappa affettiva e politica del Mezzogiorno: un insieme di voci che si rincorrono, si sovrappongono e si sostengono, restituendo al canto la sua dimensione corale e condivisa.
Il programma di sabato 5 settembre
alle 21.30 i Nuhara rileggono la tradizione siciliana tra canti di lavoro, zampogne, marranzani ed elettronica
alle 22.30 Davide Ambrogio, vincitore del Premio Loano Miglior Album e Premio Loano Giovani 2025, presenta “Mater Nullius”
Sabato 5 settembre 2026 il lungomare di Loano è il centro della scena di RiGenerazioni – Tradizioni Aumentate, la rassegna che ha trasformato il Premio Loano in un laboratorio diffuso di nuove musiche di tradizione, articolato in due fine settimana tra mare ed entroterra. Alle 18.00, nei Giardini Caduti di Nassiriya va in scena il talk “Dagli archivi al palco: la Sicilia ibrida dei Nuhara”, che mette a confronto tre figure complementari del progetto: Michele Piccione, etnomusicologo e polistrumentista, Federico Pipia, musicista elettronico e producer, e Gabriele Bazza, cantante e chitarrista specializzato in tecniche vocali tradizionali. Il racconto che emerge è quello di un lavoro che parte dalle registrazioni di campo raccolte a partire dagli anni Cinquanta, dalle voci di cantori e comunità rurali, e le attraversa con gli strumenti della ricerca accademica e della produzione contemporanea. Il risultato non è una semplice riproposizione di materiali d’archivio, ma una riscrittura che coniuga filologia e invenzione: i canti di lavoro, i repertori orali e le melodie tradizionali siciliane diventano materia per composizioni nuove, in cui strumenti come tamburi a cornice, zampogne e marranzani dialogano con sintetizzatori, campionamenti e texture elettroniche. In questa prospettiva la tradizione non è museo, ma cantiere: un insieme di pratiche che si trasmettono, si studiano e si rimettono in gioco per parlare al presente, anche attraverso la dimensione collettiva del palco e del concerto.
Quella stessa sera, a partire dalle 21.30, l’Orto Maccagli sul lungomare di Loano accoglie i due concerti che chiudono la giornata. Apre la serata il progetto NUHARA, che porta sul palco “La Sicilia dai canti di lavoro ai club”: un live costruito come un ponte tra il mondo contadino del Novecento e gli spazi della musica elettronica e da ballo contemporanea. Il concerto traduce in suono, dal vivo, il lavoro raccontato nel pomeriggio, trasformando canti di mietitura, filastrocche, invocazioni e repertori orali in un flusso ritmico e timbrico che richiama tanto la dimensione rituale quanto quella del club. Tamburi a cornice, zampogne e marranzani non sono qui semplici citazioni folkloriche, ma elementi di un linguaggio ibrido che si intreccia con l’elettronica, creando paesaggi sonori densi, a tratti ipnotici, in cui la memoria orale del Sud Italia incontra le grammatiche della musica contemporanea.
Il testimone passa poi a DAVIDE AMBROGIO, che alle 22.30 presenta dal vivo Mater Nullius, il suo secondo album e lavoro premiato dal Premio Loano come miglior album 2025 e come Premio Loano Giovani 2025 - Fondazione De Mari. Polistrumentista calabrese cresciuto a Cataforio sull’Aspromonte, Ambrogio è oggi uno dei nomi più originali della nuova scena folk e world italiana: dopo aver già vinto il Premio Loano Giovani con il progetto Linguamadre e aver pubblicato nel 2021 il suo primo disco solista, Evocazioni e Invocazioni, - inserito nelle classifiche internazionali Transglobal Music Chart e World Music Chart Europe, premiato da Songlines come Top of the World Album - con Mater Nullius - premiato anche come BF-choice dell'anno, dal periodico Blogfoolk Magazine - porta avanti una ricerca che intreccia voce, tamburi rituali, codici della Settimana Santa nel Sud Italia ed elettronica. Il live diventa così un racconto per suoni e parole di un viaggio di disconnessione e rinascita tra uomo e natura: la voce, il tamburo, le troccole e le catene della tradizione pasquale si fondono con tessiture elettroniche e testi in dialetto, restituendo una dimensione insieme intima e collettiva, sacra e terrena. Mater Nullius, pubblicato dall’etichetta francese Viavox, si configura come un’opera in quattordici brani, quasi tutti in dialetto, in cui la tradizione non è sfondo ma materia viva, rielaborata attraverso una scrittura contemporanea che non teme di misurarsi con la complessità del reale.
Il programma di domenica 6 settembre
nelle Grotte di Toirano con Davide Ambrogio
A Toirano, nel suggestivo Tanone della Grotta Santa Lucia, il vincitore del Premio Loano presenta “Riscrivere la tradizione”, un appuntamento tra racconto, ricerca e concerto acustico
Dopo essersi esibito sabato sera a Loano, in occasione della seconda serata di RiGenerazioni Tradizioni Aumentate / Premio Nazionale Città di Loano per la musica tradizionale italiana, Davide Ambrogio, vincitore del Premio Loano, sarà protagonista di un appuntamento unico e imperdibile. Domenica 6 settembre alle ore 17.30 il Tanone della Grotta Santa Lucia di Toirano accoglierà Riscrivere la tradizione, un incontro tra parole, musica e ascolto dell’ambiente naturale. Musicista e ricercatore, Ambrogio dialogherà con il pubblico e tesserà una relazione profonda con i suoni, le risonanze e i riverberi della grotta, trasformando lo spazio in parte integrante della performance. Sarà un’occasione speciale per incontrare da vicino l’artista appena premiato e approfondire il suo percorso di ricerca, in equilibrio tra memoria e contemporaneità, repertori tradizionali e sperimentazione. Attraverso il racconto e un concerto acustico pensato per questo luogo, Davide Ambrogio metterà in dialogo la propria voce e i propri strumenti con l’acustica naturale della Grotta Santa Lucia. Dopo il concerto di sabato sera, il vincitore del Premio Loano torna dunque a incontrare il pubblico in una dimensione raccolta e irripetibile: un appuntamento in cui la tradizione non viene soltanto raccontata o eseguita, ma ascoltata, riscritta e restituita attraverso il rapporto con lo spazio.
BOISSANO
Mercoledì 9 settembre 2026
Sala Polivalente, ore 21.00
SHOW COOKING
LOANO
Giovedì 10 settembre 2026
Lungomare, Giardini Caduti di Nassiriya, ore 17.00
L'ACCHIAPPA PAESAGGIO
Laboratorio per bambini in collaborazione con APS #Cosavuoichetilegga?
Prosegue il 9 e 10 settembre RiGenerazioni – Tradizioni Aumentate, il festival del Premio Nazionale Città di Loano per la Musica Tradizionale Italiana che, insieme alla musica che contamina la tradizione di contemporaneità, invita a riscoprire il patrimonio culturale del territorio attraverso le parole, la cucina e la partecipazione. In questi tre giorni gli appuntamenti si spostano tra Boissano e Loano, dando vita a un percorso che intreccia storia, cultura, gastronomia e attenzione al paesaggio.
Mercoledì 9 settembre, sempre alle ore 21.00 nella Sala Polivalente del Comune e in collaborazione con la Proloco di Boissano, la cucina tradizionale ligure sarà protagonista di uno show cooking a cura della cuoca Marilena Marinelli. La preparazione dal vivo sarà seguita da una degustazione dei ravioli della tradizione, per un appuntamento che mette al centro il valore dei saperi tramandati, della convivialità e della cucina come forma concreta di memoria collettiva. Dalle ricette ai gesti, dagli ingredienti alle tecniche, la tradizione gastronomica sarà raccontata e condivisa in una dimensione partecipata, capace di unire generazioni e comunità.
Il 10 settembre il programma si sposterà a Loano, dove alle ore 17.00, sul Lungomare, ai Giardini Caduti di Nassiriya, l’Atelier di comunità proporrà L’acchiappa paesaggio, un laboratorio per bambini realizzato in collaborazione con l’APS #Cosavuoichetilegga?. Attraverso il gioco e l’esplorazione, i partecipanti saranno invitati a osservare il paesaggio, riconoscerne gli elementi e raccogliere suggestioni per restituire il proprio modo di viverlo e immaginarlo. Un’esperienza pensata per avvicinare le nuove generazioni ai luoghi in cui abitano e trasformare il territorio in uno spazio di ascolto, scoperta e creatività (partecipazione gratuita, si consiglia la prenotazione al numero 347 503 1329)
Con questi due appuntamenti, RiGenerazioni conferma una concezione della tradizione come patrimonio vivo, capace di rinnovarsi ogni volta che viene raccontato, praticato e condiviso. Dalle vicende che collegano monti e mare alla preparazione dei ravioli, fino allo sguardo dei bambini sul paesaggio, il festival costruisce un percorso fatto di memorie, saperi e relazioni, mettendo in dialogo passato e presente.
Venerdì 11 settembre a Boissano
alle 19.00 degustazione di prodotti della cucina tradizionale a sostegno di AFMA Ponente Savonese Odv
alle 21.30 il concerto dei Vesevo
Si apre a Boissano, venerdì 11 settembre, il secondo fine settimana di RiGenerazioni – Tradizioni Aumentate, il progetto del Premio Nazionale Città di Loano per la Musica Tradizionale Italiana che porta musica, saperi e pratiche della tradizione nei borghi e nei paesaggi del territorio. A pochi chilometri dal mare, alle pendici del monte Ravinet, Boissano è un borgo collinare affascinante, circondato da uliveti, fasce coltivate, vigneti e alberi da frutto. Un luogo in cui la vicinanza alla costa convive con la dimensione dell’entroterra e con una storia profondamente legata all’agricoltura, alle comunità locali e ai percorsi che collegano le valli al mare. Per chi lo conosce una conferma di bellezza e accoglienza, per chi non è mai stato nel paese di circa 2600 abitanti l’occasione per passeggiare fra le sue borgate storiche. La giornata di RiGenerazioni si svolgerà in Piazza G. Govi, nel cuore del paese, e unirà convivialità, solidarietà e musica, con due appuntamenti realizzati in collaborazione con la Pro Loco di Boissano.
A partire dalle ore 19.00 sarà possibile partecipare a una degustazione di prodotti della cucina tradizionale, con offerta libera a sostegno di AFMA Ponente Savonese Odv, l’associazione impegnata nel supporto alle famiglie e alle persone che convivono con l’Alzheimer e altre forme di demenza. La proposta gastronomica diventa così un momento di incontro e condivisione, ma anche un gesto concreto di solidarietà, nel segno di una tradizione intesa non soltanto come patrimonio da conservare, ma come pratica capace di generare relazioni e attenzione verso la comunità. Alle 21.30, sempre in Piazza G. Govi, il programma musicale di RiGenerazioni presenterà i Vesevo, trio campano guidato dal violinista e arrangiatore Antonio Fraioli, insieme al percussionista e autore Francesco Paolo Manna e al chitarrista e cantore Antonio Di Ponte. La formazione, con il suo sguardo rivolto all’entroterra vesuviano, costruisce un originale dialogo tra repertori popolari, scritture contemporanee e world music. Il concerto nasce dalle tracce di Tien ’a ment, il recente lavoro dei Vesevo, e porta sul palco un impasto sonoro intenso e materico, nel quale tamburi a cornice, violino, chitarre e voce si incontrano e si trasformano. La musica del gruppo affonda le radici nella tradizione campana, ma si apre a una dimensione contemporanea e internazionale, dando vita a quello che il programma definisce un vero e proprio “world and roll da Napoli”: un suono energico, fisico e visionario, capace di attraversare le forme della musica popolare senza rinunciare alla ricerca. La serata di Boissano mette così in relazione due dimensioni centrali di RiGenerazioni: da una parte la cucina, con i suoi gesti quotidiani e la sua capacità di riunire le persone; dall’altra la musica, che rielabora materiali e memorie per restituirli al presente in forme nuove. In un paese sospeso tra montagna e mare, la festa di comunità diventa un’occasione per incontrarsi, ascoltare e condividere, facendo emergere il legame tra patrimonio culturale, territorio e partecipazione.
Sabato 12 settembre a Balestrino
alle 18.30 il talk “La Carnia re-immaginata e cantata” alle 19.00 degustazione di prodotti della cucina tradizionale
alle 21.30 Massimo Silverio in concerto
Il secondo fine settimana di RiGenerazioni – Tradizioni Aumentate prosegue sabato 12 settembre a Balestrino con una giornata dedicata alla musica, alla cultura e alla convivialità. Dalle parole alla tavola, fino al concerto serale, il programma costruisce un percorso intorno al rapporto tra tradizione e contemporaneità, mettendo al centro la ricerca di Massimo Silverio cantante, autore e studioso del canto tradizionale friulano. Silverio, finalista alla Targa Tenco nella categoria dedicata ai dialetti e autore degli album Hrudja e Surtùm, indagherà il rapporto tra la lingua carnica, il paesaggio alpino e le nuove scritture musicali. La sua ricerca parte dalla memoria e dall’identità di una terra di confine per restituirle una voce contemporanea, capace di attraversare il tempo e di dialogare con sensibilità e linguaggi diversi. Gli appuntamenti si svolgeranno nelle ex Scuderie del Marchese, spazio che per l’intera giornata diventerà luogo di incontro, ascolto e condivisione. Balestrino, borgo dell’entroterra savonese, con il suo paesaggio collinare e la sua storia, rappresenta una delle tappe più significative del festival diffuso: qui la musica di tradizione entra in relazione con i luoghi, con le persone e con le forme della socialità locale. Alle ore 18.30 è in programma il talk La Carnia re-immaginata e cantata, incontro che esplora la Carnia raccontata da Silverio, un territorio fatto di montagne, boschi, piante, volti e riti antichi, ma anche di ferite, trasformazioni e nuove possibilità espressive. Il lavoro del musicista friulano non si limita a riproporre il repertorio tradizionale: lo re-immagina, lo porta in una dimensione personale e lo trasforma in un idioma sonoro in cui convivono elementi popolari e colti, suggestioni classiche e tensioni contemporanee, dimensione tangibile e componente più misteriosa e visionaria. Alle ore 19.00 la giornata proseguirà con una degustazione di prodotti della cucina tradizionale, realizzata in collaborazione con la Pro Loco di Balestrino. Anche la tavola diventa parte del racconto di RiGenerazioni, attraverso ricette, ingredienti e gesti che custodiscono la memoria delle comunità e continuano a creare occasioni di incontro. La degustazione accompagnerà il pubblico verso l’appuntamento serale, in una dimensione conviviale che unisce il patrimonio gastronomico locale all’esperienza del festival. Alle ore 21.30 Massimo Silverio tornerà protagonista con il concerto Il post-rock arriva in Friuli, un live che porterà sul palco l’universo sonoro costruito intorno alla lingua e all’immaginario della Carnia. La sua voce e le sue composizioni si muovono tra canto tradizionale, scrittura d’autore e paesaggi sonori contemporanei, dando forma a una musica intensa e stratificata, capace di evocare la dimensione fisica della montagna e, insieme, quella più intima della memoria.
Domenica 13 settembre a Santa Libera (Loano)
alle 10.30 visita alla chiesetta
alle 11.30 presentazione del libro “Tra le mie corde”
alle 12.00 concerto di Mauro Palmas e Giacomo Vardeu
alle 13.00 degustazione della cucina tradizionale
Domenica 13 settembre RiGenerazioni – Tradizioni Aumentate conclude il suo programma con una mattinata nell’entroterra ligure, tra sentieri, memoria, musica e convivialità. Dopo aver attraversato per dieci giorni Loano, Balestrino, Boissano e Toirano, il progetto del Premio Nazionale Città di Loano per la Musica Tradizionale Italiana si congeda dal pubblico a Santa Libera, sopra Loano, invitando a raggiungere questo luogo appartato, tra gli ulivi, attraverso una camminata e a vivere il festival in una dimensione raccolta, immersa nel paesaggio. Santa Libera, nella zona di Verzi, è una destinazione da raggiungere lentamente: a piedi, lungo, con un percorso facile di circa 30-40 minuti dalla frazione Verzi, oppure in automobile passando da località Morteo, al confine tra Loano e Boissano. Il cammino verso la chiesetta diventa così parte dell’esperienza, un passaggio dalla quotidianità alla dimensione del borgo e della natura, in sintonia con l’idea di un festival capace di intrecciare ascolto, territorio e comunità. La mattinata si aprirà alle ore 10.30 alla scoperta della chiesetta di Santa Libera, un appuntamento dedicato alla storia, alla devozione e all’arte del piccolo edificio religioso. L’incontro offrirà l’occasione per conoscere più da vicino un luogo significativo della memoria locale, inserito in un paesaggio che conserva il carattere dell’antico entroterra ligure. Alle ore 11.30, nell’area della sagra di Santa Libera, Mauro Palmas presenterà il volume Tra le mie corde,, pubblicato da Isolapalma nel 2025 e curato da Maria Gabriela Ledda. Il libro ripercorre la storia del mandolista e compositore sardo, dagli esordi e dai progetti storici alle più recenti esplorazioni musicali, restituendo il ritratto di un artista che ha contribuito in modo significativo al rinnovamento della musica di tradizione. Nato a Cagliari nel 1956, Palmas è compositore, polistrumentista, ricercatore e uno dei protagonisti della scena musicale sarda e mediterranea. La sua ricerca è iniziata da giovanissimo con lo studio e il recupero critico della musica popolare e ha trovato un passaggio fondamentale nel 1977, con la fondazione di Suonofficina, laboratorio dedicato all’incontro tra musica sarda, culture mediterranee e sperimentazione. Nel corso della sua attività ha sviluppato una tecnica personale sulla mandola, trasferendo allo strumento il linguaggio delle antiche nodas delle launeddas e i ritmi delle danze tradizionali. La sua traiettoria attraversa musica popolare, jazz, cinema e teatro, con collaborazioni che comprendono, tra gli altri, Maria Carta, Elena Ledda, Paolo Fresu, Enrico Rava, Don Cherry e Lester Bowie. La presentazione del libro preparerà il terreno al concerto in programma alle ore 12.00, quando Mauro Palmas e Giacomo Vardeu porteranno a Santa Libera un repertorio costruito intorno alle corde e al dialogo tra generazioni. Mandola, liuto cantabile e organetto diatonico disegneranno un paesaggio sonoro capace di unire la tradizione sarda alla sensibilità contemporanea, mettendo in relazione l’esperienza di Palmas con l’energia e la ricerca del giovane organettista Vardeu. Il loro incontro musicale, documentato anche nell’album Sighida, nasce dall’intreccio generazionale, tra memoria e nuove forme espressive, tra la profondità della ricerca e la vitalità della trasmissione. A completare la giornata, alle ore 13.00, è prevista una degustazione di prodotti della cucina tradizionale, pensata come momento conclusivo di festa e convivialità. La tavola, insieme alla musica e al racconto dei luoghi, diventa parte integrante dell’esperienza: un’occasione per stare insieme e riscoprire ricette e sapori legati alla cultura delle comunità locali. È necessaria la prenotazione attraverso un messaggio whatsApp al numero di cell. 329 595 4800
Tutti gli eventi del festival sono a ingresso gratuito; il programma completo e gli orari dettagliati saranno disponibili sul sito www.premioloano.it.

