Videoclip: Le novità

Una raccolta dei principali videoclip in uscita, selezionata da Blogfoolk

Nasce il filone “voce e pelle”: l’esperimento di Ciccio Merolla e la sua “Malatia” feat Amandha Fox
regia Max Bellocchio

Schiocchi di dita aprono le danze del rituale pagano di un Merolla recidivo, che con sorriso sornione, proprio non puo’ farne a meno e sembra dire, (ma non lo dirà mai in inglese) “Ops I did it again”. E si sa che con Ciccio Merolla non è tutto fumo, anche se del fumo c’è… ma non è incenso, bensì l’amarcord del sigaro, omaggio al genio di Tinto Bras, a dare il via alle danze, o meglio, ai canti. Voci a cappella, le tre vestali, intonano il mantra tormentone “ malatia malatia tu sì comme ‘na malatia” che svela poi quale essere il potere della dea, sinuosa, provocante, carnale, che ha il dono di rendere reale anche una bugia, come insegnano pagine e pagine di letteratura in cui la donna ammaliatrice puo’ tutto, in un gioco eterno di seduzione che inganna l’uomo con il sorriso, come il canto antico della sirena Partenope/Amandha, fino alle malefemmene del nuovo millennio.  Atmosfere pompeiane si svelano nel cuore di Napoli e le pareti dello storico Palazzo Venezia diventano avamposto del piacere sensuale da risvegliare dal sonno eterno del politicamente corretto ad ogni costo. Ecco che si risveglia al ritmo delle mani, la vita, in tutta la sua essenza dell’ hic e nunc. E’ un gioco, quello del percussionista che, con le mani , diventa illusionista e prestigiatore . E’ un gioco di ritmo e suoni, è un gioco, metafora della vita che deve sopravvivere a se stessa e per farlo non esiste unica via di fuga che la vita stessa.  Una goliardia e provocazione, coinvolgere il mondo dell’hard in questa operazione video-musicale in cui le immagini griffate Max Bellocchio e i suoni di Merolla si fondono in un risultato mai forzato, mai volgare, mai ostentato. E’ un gioco senza vincitori, un tormentone di un’estate ormai finita, una malattia, appunto ‘na malatia. La malattia del musicista Ciccio Merolla è ormai chiara, ricercare suoni, sperimentare superfici da suonare, creare atmosfere musicali, spingersi oltre, fino a dove il ritmo gli concede di andare. E la sua ricerca sonora lo ha portato a scoprire e a praticare ormai da anni la body percussion e a fare della pelle, non solo l’organo più esteso del corpo umano, ma quello, che suona meglio, dopo il cuore, che va da se’. Questa pelle diventa la protagonista di un quadro interattivo. Questa pelle, così esposta al sole e al vento della vita, si offre e si rende strumento musicale universale, come per dimostrare che si fanno guerre in nome di sfumature diverse, di territori e ideologie, di interessi, di religioni. Perchè invece non fermarsi a suonare? Perchè non fermarsi ad ascoltare?  Come in una villa dei misteri post-moderna, Ciccio Merolla svela il segreto dell’elisir di lunga vita o, come si dice a Napoli “del saper campare”: è’l’ironia la chiave di lettura di questo affresco contemporaneo, svelato attraverso la magia delle mani, unico strumento possibile per compiere il rito della musica sulla pelle. 

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Esce Mi MANCHI di Paolo Marrone e Massimo Germini
Il singolo anticipa l’album “E INVECE NON FINISCE MAI…”.
E’ il primo lavoro discografico italiano omaggio a Roberto Vecchioni MI MANCHI è accompagnato da un video che porta la firma di Paolo Boriani

E’ il primo singolo di un progetto, unico in Italia, che vuole omaggiare un grande cantautore italiano, Roberto Vecchioni: “MI MANCHI” (copertina in allegato) è disponibile su tutte le piattaforme di streaming e nei digital store. A proporlo sono Paolo Marrone, cantante e frontman dei Favonio e Massimo Germini, chitarrista, da anni al fianco dello stesso Vecchioni. Il brano, che esce accompagnato da un video che porta la firma di Paolo Boriani, anticipa l’uscita dell’album “E INVECE NON FINISCE MAI…” (Logo/Self Distribuzione) prevista per il 30 settembre. A comporre il lavoro discografico tredici ballad del cantautore milanese, pubblicate tra il 1971 e il 2004, che parlano d’amore nel senso universale del termine; sonorità minimali, corde e voce, di grande intensità che si arricchiscono anche di un cammeo di Mauro Pagani. Le immagini di copertina del singolo e dell’album sono del maestro della fotografia Renzo Chiesa.

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 LA MASCHERA
ONLINE IL VIDEOCLIP DI ‘MIRELLA È FELICE’, NUOVO BRANO ESTRATTO DA
‘SOTTO CHI TENE CORE’
 
È online il videoclip di ‘Mirella è Felice’, brano estratto da Sotto chi tene core, il terzo album della band partenopea La Maschera uscito a maggio 2022 per Full Heads. “Sotto chi tene core” è un invito a farsi avanti, un grido di battaglia per chi non ha voce. Un concept album di 9 canzoni che parlano di riscatto sociale e sentimentale, un invito ad alzare lo sguardo e farsi avanti. Storie vere, dove l’urlo di chi non ha voce diventa grido di battaglia. «Una delle storie più interessanti ed utili a testimoniare l'incontro tra sentimenti ed impegno sociale è sicuramente quella di Felice Pignataro e Mirella La Magna – racconta Colella, frontman de La Maschera. Incontro da cui nasce una rivoluzione dei colori: il GRIDAS (Gruppo di Risveglio Dal Sonno), la Controscuola, il Carnevale di Scampia. 'Mirella è Felice' è perciò sì, una canzone d'amore ma, al contempo, il suo sottotesto affonda totalmente le radici nella loro ideologia. Felice, pur non essendo mai nominato, attraverso il gioco di parole del titolo, è sia stato d'animo che narratore. Utilizzando un linguaggio confortante tipico del gospel, dà forza alla sua metà, tranquillizzandola su tutto. Da lontano, prende in mano la situazione, fino alla sua confessione più intima: “posso cambiare il mondo che mi circonda, ma senza te non saprei cosa fare”». Felice Pignataro, scomparso nel 2004, si è caratterizzato come “il più prolifico muralista del mondo” (definizione data da E. H. Gombrich, del Warburg Institut di Londra) realizzando oltre 200 murales nell'hinterland napoletano e nel resto d'Italia.

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«Marinaresca», il nuovo videoclip live in studio di Maria Mazzotta per omaggiare il Maestro Roberto De Simone
Le sonorità elettriche del post rock incontrano l'interpretazione viscerale di Maria Mazzotta, un connubio originale e profondo per una delle più apprezzate voci del panorama della world music europea

Maria Mazzotta, che con l'album "Amoreamaro" si è affermata come una delle voci più apprezzate del panorama della world music europea, pubblica un nuovo videoclip e si appresta a presentare dal vivo la nuova formazione. Sul palco con Maria Mazzotta, oltre al fisarmonicista Antonino De Luca già in tour con il duo, ci saranno anche Ernesto Nobili alle chitarre e Cristiano Della Monica alle percussioni, straordinari musicisti e producer con i quali la Mazzotta sta lavorando ad un nuovo album in studio. Con questa nuova line up Maria Mazzotta sarà protagonista a settembre di tre concerti d'anteprima dello spettacolo: il 2 a Capua (Caserta) per la rassegna "La città sotto la città", il 3 ad Ancona per il "Festival Adriatico - Mediterraneo" e il 23 a Portici (Napoli). Il lavoro viene anticipato martedì 30 agosto dalla pubblicazione su youtube del nuovo videoclip del singolo "Marinaresca", un live studio che omaggia il Maestro Roberto De Simone. Le sonorità elettriche del post rock incontrano l'interpretazione viscerale di Maria Mazzotta, un connubio originale e profondo. La penna del Maestro Roberto De Simone, che dava una rilettura ottocentesca intrisa di incursioni nelle sonorità della tradizione popolare di Carpino, viene riletta ed elaborata in questa versione live in studio con un arrangiamento originale pensato e realizzato dalla Mazzotta con Ernesto Nobili e Cristiano Della Monica. In "Marinaresca", il sonetto "Di primë ammorë ti venë a salutajë" registrato per la prima volta da Roberto Leydi nel dicembre del 1965 a Carpino viene rielaborato da Roberto de Simone per "Quanto è bello lu murire acciso", un film storico del 1975 diretto dal regista Ennio Lorenzini. Il videoclip, diretto da Gabriele Vitale, è prodotto da Zero Nove Nove ed è stato girato in Salento presso gli studi della Funkeria; di Cristiano Della Monica sono le registrazioni e il missaggio audio. I live con la nuova formazione si inseriscono in un lungo e prestigioso tour con cui la cantante pugliese presenta l'album d'esordio solista "Amoreamaro". Pubblicato nel marzo 2020 conta più di 100 concerti in più di 20 Paesi Europei, esibendosi in prestigiose sale e festival: dal Theatre de Ville di Parigi alla National Opera and Ballet di Skopje per l'OFFest, dal Womex 2021 di Porto al Kulturhaus ORF di Vienna, dal Müpa di Budapest a La Citè de la Musique di Marsiglia, Viljandi Folk Festival in Estonia, Radio France Festival di Montpellier, Folk Holidays in Repubblica Ceca, FITS in Romania, Todo Mundo in Serbia, ecc. Una tournée intensa che continuerà nei prossimi mesi alternando alle date con la nuova formazione in quartetto altri concerti con la formazione in duo voce e fisarmonica. E così Maria Mazzotta, accompagnata da Antonino De Luca, sarà il 7 settembre all'Import-Export di Monaco di Baviera (Germania), l'8 settembre a Esch Sur Alzette (Lussemburgo) per la Nuits de la Culture, il 9 settembre a Varsavia (Polonia) per il concerto di apertura del Cross Culture Festival, il 10 settembre in a Saint-Emilion (Francia) per il Festival Vino Voce, il 17 settembre a Lich (Germania) per la Sommermusik Welten, il 24 settembre a Barcellona (Spagna) per la rassegna La Mercè. Ma non finisce qui, il duo si esibirà ancora il 6 ottobre ad Avignone (Francia) presso il Théatre du Chêne Noir, il 7 ottobre a Rennes (Francia) per il festival Le Grand Soufflet, il 12 ottobre al G Livelab di Tampere (Finlandia), il 14 ottobre al Vrelo Zvuka di Zagabria (Croazia).

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SU YOUTUBE LA "FESTA MERIDIANA" DEL CANZONIERE GRECANICO SALENTINO

Su Youtube è disponibile Festa meridiana, nuovo progetto visivo del Canzoniere Grecanico Salentino diretto dal regista Gabriele Surdo e prodotto nella programmazione Puglia Sounds Producers 2022 (POC Puglia 2007/2013 - Azione "Sviluppo di attività culturali e dello spettacolo"). Se il tempo non è che un’illusione, cos’è che ne determina il valore?  Festa meridiana è il ritorno alla condivisione; è il riconoscere le relazioni e il contatto come elementi fondamentali della società; è il bisogno impellente ed il desiderio esaudito di stare vicini, di guardarsi negli occhi, raccontarsi i sogni “per dare un senso al tempo, alle corse e alla pazienza”. Gli artisti del Canzoniere Grecanico Salentino, insieme alle famiglie dei componenti del gruppo, amiche e amici, si ritrovano nella “Festa meridiana” a mangiare, suonare, danzare. Condividendo. Insieme. La festa è stata filmata dagli smartphone degli stessi invitati e poi montata in un’opera unica e innovativa dal regista visionario Gabriele Surdo. Il risultato è un visual composto da momenti spontanei della festa e da “videoclip” tratti da cinque brani dell’album "Meridiana" (Ponderosa / Puglia Sounds Record), disco dell'anno nel 2021 per la World Music Charts Europe,  eseguiti durante la festa. Il progetto “Meridiana” (disco, spettacolo, piattaforma multimediale e interdisciplinare su www.meridiana-cgs.it) ha come fulcro l’indagine del nostro rapporto col tempo. Per esprimere la complessità dell’argomento trattato, il Canzoniere Grecanico Salentino ha cercato di abbracciare linguaggi originali e innovativi, che potessero essere fedeli al percorso creativo e fungere da fonte d’ispirazione e riflessione. Questo progetto, dunque, mette insieme videoclip, visual, performance, musica registrata, musica dal vivo, per farli confluire in un’unica opera visiva. Artisti contemporanei come Luca Coclite e la curatrice Laura Perrone hanno coordinato la scelta e l’allestimento della location. Gli artisti del Canzoniere Grecanico Salentino sono musicisti, commensali, maestri di cerimonia, e guidano gli ospiti, la famiglia allargata. Un visual unico, il racconto di una festa popolare simbolicamente imbastita attorno ad una tavola, topos del nostro sud, scandito dal ritmo pulsante della musica del Canzoniere Grecanico Salentino, la Puglia che abbraccia il mondo. Fondato nel 1975 dalla scrittrice Rina Durante, il Canzoniere Grecanico Salentino è il primo e più importante gruppo di musica popolare pugliese. La band è composta da Mauro Durante (voce, tamburi a cornice, violino), che ha ereditato la leadership nel 2007 dal padre Daniele, Alessia Tondo (voce, percussioni), Giulio Bianco (zampogna, armonica, flauti e fiati popolari, basso), Silvia Perrone (danza), Massimiliano Morabito (organetto), Emanuele Licci (voce, chitarra, bouzouki), Giancarlo Paglialunga (voce, tamburrieddhu), Francesco Aiello (fonico). Il CGS continua a innovare e a rappresentare la musica italiana nel mondo, collaborando con artisti del calibro di Ludovico Einaudi, Ballake Sissoko, Ibrahim Maalouf, Stewart Copeland, Erri De Luca. Acclamata da pubblico e critica con 20 album e innumerevoli tour internazionali, la band ha fatto la storia della world music italiana, venendo riconosciuto nel 2018 come Miglior Gruppo di world music al mondo ai Songlines Music Awards 2018. L’ultimo album "Meridiana" (Ponderosa - Puglia Sounds Record), uscito a maggio 2021, è stato votato come il migliore dell’anno dalla prestigiosa World Music Charts Europe ed è entrato in numerose classifiche ottenendo recensioni importanti da prestigiose testate internazionali (Songlines Magazine, BBC Radio, Rootsworld, The Times, The Guardian solo per citarne alcune) e nazionali. Il tour di presentazione è approdato in tanti festival in Italia, Spagna, Albania, Croazia, Germania e Austria. Nell'agosto 2021 il gruppo si è esibito, in una masseria salentina, per la festa di compleanno di Madonna mentre nel 2019 e nel 2022 è stato tra gli ospiti del Jova Beach Party, per suggellare la collaborazione con Jovanotti che si è consolidata con la partecipazione di Mauro Durante e del Canzoniere Grecanico Salentino in alcuni brani di Mediterraneo, ultimo progetto discografico del cantautore.


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I bambini di laggiù
Il nuovo videoclip del Parto delle Nuvole Pesanti
feat. Lisa Maroni
 
Il Parto delle Nuvole Pesanti presenta il nuovo videoclip I bambini di laggiù, diretto dal regista Francesco Cordio e tratto dall’ultimo album Sottomondi. Il brano, impreziosito dalla voce morbida e delicata della cantante Lisa Maroni, simboleggia il luogo dell’innocenza e racconta il sottomondo dell’infanzia tra abusi sessuali e bambini soldato, sfruttamento minorile e condizioni di vita degradanti che si possono trovare persino sotto casa senza andare tanto lontano. Ma la canzone è anche una preghiera, una richiesta di perdono degli adulti per le violenze fatte sui bambini. Nel videoclip si scorge controluce il testo del brano e si coglie con maestria l’essenza del conflitto tra adulti e bambini, nella metaforica sfida tra una coppia di anziani ballerini pronti al sopruso e una di tremolanti ragazzini alla ricerca di un equilibrio della danza e del senso della vita, mentre la musica continua come sul Titanic prima di inabissarsi. Un tema importante, quello dei diritti negati dei bambini, che ha convinto lo stesso regista a girare il videoclip tra i suggestivi vicoli medievali del piccolo comune umbro di Baschi, sede del Festival Diritti a Baschi – Human Rights International Film Festival, che si svolgerà̀ in questo paese alle porte di Orvieto dal 4 al 7 agosto prossimi e che ospiterà la presentazione ufficiale del video nel giorno di apertura del festival, prevista per giovedì 4 agosto. L’evento sarà anche l’occasione per ascoltare la band dal vivo, per un live in quartetto elettro-acustico in cui verranno presentati gli altri brani del nuovo album Sottomondi e una carrellata di brani storici. Il video è dedicato ad Enzo Maroni, costruttore dell'Arca. Il videoclip sarà presentato il 4 agosto a Baschi al Diritti a Baschi- Human rights international film festival, un importante appuntamento con il grande tema dei diritti letto attraverso il cinema, in occasione del quale il Parto delle Nuvole Pesanti porterà una tappa del suo Sottomondi Tour.

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SU YOUTUBE IL VIDEO DI NINA BALLA, PROGETTO TEATRALE E MUSICALE DI CLAUDIO PRIMA E SEME PRODOTTO DA IPE IPE NELLA PROGRAMMAZIONE PUGLIA SOUNDS PRODUCERS 2022

Prodotto da Ipe Ipe nella programmazione Puglia Sounds Producers 2022 (POC Puglia 2007/2013 - Azione "Sviluppo di attività culturali e dello spettacolo"), dopo il lancio in contemporanea in Italia (Claudio Prima) e in Brasile (Centro Culturale Scar), su YouTube è disponibile il video dello spettacolo "Nina Balla". L’organettista, cantante, compositore e autore Claudio Prima (qui anche in veste di voce recitante), accompagnato dal progetto Seme - Vera Longo (voce e violino), Marco Schiavone (violoncello) e Vito De Lorenzi (percussioni), racconta con musiche e testi inediti, le avventure di Nina, ragazza di origine albanese cresciuta in Italia, con una storia personale che la lega ancestralmente con la sua terra d’origine e con la danza, una storia che è impressa nel suo nome e la spingerà a cambiare il suo destino. Una storia moderna, eppure senza tempo, che intreccia le sue pieghe più intime con le musiche originali che la sostengono e le fanno da cornice, in uno spettacolo appassionante che trascina e commuove. Una storia che appartiene archetipicamente a tutte le donne del Sud, fiere e sinuose, come il mare che le accomuna. Nina è una ragazza albanese trapiantata in Italia, concepita in un contesto del tutto inaspettato. Questo suo stesso concepimento traccia, in nuce, tutta la sua vita, che in questa storia dispiega le sue più inaspettate direzioni. Geografiche innanzitutto, perché dall’Isola di Saseno, luogo di partenza del racconto, si approda in seguito, insieme a Nina e a sua madre, in Puglia, a San Giovanni Rotondo, tracciando così la rotta che è stata di tantissimi albanesi dagli anni 90 ad oggi e che ha segnato profondamente la storia della Puglia.  Il video (durata 49 minuti) è stato realizzato nel Salento con la regia teatrale di Marcelo Bulgarelli, attore e regista brasiliano già vincitore di importanti riconoscimenti (Premio Funarte 2007, Premio Açorianos 2010) e grande esperto di biomeccanica teatrale, con riprese video e montaggio di Angelo Cascione e audio a cura di Emanuele Flandoli. A fare da sfondo a Nina Balla, alcune location che raccontano le meraviglie paesaggistiche del Salento e della Puglia, regione nella quale si svolge parte della storia. Le riprese sono state fatte in particolare nella Masseria Sant’Angelo di Corigliano d’Otranto, esempio della bellezza delle architetture rurali tipiche del paesaggio salentino e delle masserie che costellano tutta la regione. Le musiche sono inserite in "Enjoy", disco d’esordio di Claudio Prima e Seme (con la partecipazione anche di Paola Barone al violino e Cristian Musìo alla viola), prodotto da Domenico Coduto per Ipe Ipe Music nella programmazione “Puglia Sounds Record 2020/2021”, distribuito nei negozi da Goodfellas e negli store digitali da Artist First.
Claudio Prima è leader e ideatore di numerosi progetti di indagine sulle “musiche di confine” (BandAdriatica, Adria, La Repetitiòn - Orchestra senza confini, Tukrè, Manigold). Si esibisce in festival e rassegne internazionali in Europa, USA, Brasile Tunisia, Libano, Giordania, Kuwait. È organettista, cantante, compositore e autore di colonne sonore. È solista dell’opera contemporanea Oceanic Verses di Paola Prestini con cui si esibisce a New York, Washington e al Barbican Center di Londra con la BBC Symphony Orchestra. Dirige la “Giovane Orchestra del Salento” un ensemble di giovani musicisti salentini. È stato assistente di Goran Bregovic e Giovanni Sollima per la Notte della Taranta. Ha un'intensa attività discografica e ad oggi conta più di 80 presenze in pubblicazioni discografiche italiane ed internazionali. Scrive musiche per teatro (Verso Terra di Mario Perrotta 2016, Oltremundo, Arrivi e partenze di Marcelo Bulgarelli 2014, La grande cena di Camilla Cuparo 2009). 
Il progetto è stato realizzato in collaborazione con il Centro Culturale Scar di Jaragua do Sul che, da oltre sessant’anni, ha come missione la promozione delle attività culturali in tutta la regione di Santa Catarina nel Sud del Brasile, oltre ad essere un riferimento per lo sviluppo artistico locale e per la promozione del suo territorio in tutto il Sud America. Negli ultimi 4 anni SCAR ha ospitato 340 eventi, con circa 140mila spettatori. Ha organizzato attività di formazione per più di 1.000 studenti. Ha in forza 49 insegnanti, 12 dipendenti e 13 fornitori di servizi. La maggior parte dei progetti di Scar mira all’inclusione sociale nella cultura e nella formazione del pubblico. Un lavoro che influenza giovani e adulti, che al suo interno possono avviare attività artistiche nel campo delle arti visive, della danza della musica e del teatro. In tal modo scopre e sostiene nuovi talenti all’interno della comunità.


Info e contatti
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IL CAMMINO CELESTE
SU YOUTUBE IL DOCUMENTARIO, PRODOTTO DA ZERO NOVE NOVE CON IL SOSTEGNO DI PUGLIA SOUNDS PRODUCERS, CHE RACCONTA LA STORIA DEL FESTIVAL DIRETTO DALLA FLAUTISTA E COMPOSITRICE GIORGIA SANTORO.

Da venerdì 15 luglio su YouTube è disponibile "Il Cammino Celeste", breve documentario diretto dal regista e videomaker Giuseppe Rutigliano che racconta la storia del Festival che dal 2016 propone concerti e cammini lungo le vie dei pellegrini nella Puglia meridionale.  Prodotto da Zero Nove Nove nella programmazione Puglia Sounds Producer 2022 (POC PUGLIA 2007-2013 – Azione Sviluppo di attività culturali e dello spettacolo), il video ospita immagini di repertorio e interviste accompagnate da due brani (uno inedito e l'altro dell'ensemble La Cantiga de la Serena), eseguiti dalla flautista, ricercatrice e direttrice artistica Giorgia Santoro in alcuni dei luoghi situati lungo gli itinerari storici (Chiesa della Madonna d’Aurio a Surbo, Chiesa della Madonna di Costantinopoli - Chiesa dei Diavoli a Tricase e il cammino verso Torre del Sasso a Tricase). Protagonisti del video sono anche Luigi Del Prete, ideatore e fondatore del Festival con Giorgia Santoro, e Giovannangelo De Gennaro, figura fondamentale nel binomio musica - cammino.  Il Cammino Celeste è un percorso multiculturale che fonde tre obiettivi: la valorizzazione dei repertori musicali legati ai canti di pellegrinaggio e al tema del cammino, la conoscenza e la divulgazione degli antichi itinerari storici di pellegrinaggio nella Puglia meridionale e la riscoperta di alcuni luoghi di particolare interesse storico – artistico - architettonico situati lungo i tre itinerari: via Francigena, via Leucadense, via Sallentina. Questi tre obiettivi confluiscono nella mission più importante: la valorizzazione del territorio attraverso la scoperta della lentezza, della natura, delle tradizioni musicali, storiche e della bellezza. Il materiale di repertorio (anche inedito) delle prime sei edizioni è stato montato da Giuseppe Rutigliano con l’intento di esaltare ancor di più la mission del festival: promuovere il territorio attraverso la conoscenza dei cammini e dei luoghi e divulgare il repertorio musicale legato al tema del pellegrinaggio attraverso il contributo degli artisti coinvolti, creando in tal modo un vero e proprio video racconto del festival. Dopo l'anteprima del 13 luglio nell'orto botanico La Cutura di Giuggianello con la cantante francese Françoise Atlan e la suonatrice di setar Shadi Fathi, la settima edizione del Festival entrerà nel vivo dal 25 al 30 luglio nelle province di Lecce e Brindisi. I concerti ospiteranno il liutista Luca Tarantino (25 luglio a Sannicola), il fisarmonicista Vince Abbracciante e il sassofonista Javier Girotto (26 luglio a Tricase), Il viaggio di Helmut con L’Escargot e La Cantiga de la Serena (27 luglio a Caprarica di Lecce), il trio Ars Vulgaris (28 luglio a Ceglie Messapica) e il musicista Pejman Tadayon (la mattina di sabato 30 luglio a Surbo). Ogni concerto sarà preceduto da un cammino o da una visita guidata lungo alcuni tratti delle Vie Francigene. Tutti i concerti e i cammini sono a ingresso gratuito. 
Giorgia Santoro si è diplomata in Flauto Traverso al Conservatorio di Musica “Tito Schipa” di Lecce e in Musica Jazz al Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli. Si è inoltre specializzata in Ottavino al Conservatorio "Francesco Morlacchi" di Perugia e, sempre a Monopoli, in Didattica dello strumento. Ha frequentato numerosi corsi di perfezionamento di strumento e composizione jazz in Italia e all'estero con, tra gli altri, Angelo Persichilli, Monica Berni, Antonio Amenduni, Gabriele Gallotta, Nicola Mazzanti, Giuseppe Contaldo, Giorgio Gaslini, Nicola Stilo, Sante Palumbo, Stefano Battaglia, Paolo Damiani, Maurizio Giammarco, Butch Morris, Joelle Leandre, Marcus Stockhausen, Eugenio Colombo, William Parker, Kent Carter, Steve Potts, Greg Burk. Ha vinto numerosi prestigiosi concorsi nazionali e internazionali. Ha ricevuto le borse di studio per il Berklee College of Music, il Master Jazz tenuto dal M° Giorgio Gaslini e per il corso di Improvvisazione guidato dal M° Butch Morris al Roccella Jonica Jazz Festival. Ha lavorato con molti compositori italiani e internazionali come Giorgio Gaslini, Alessandro Solbiati,  Marco Betta, Michele Dall’ongaro, Raffaele Bellafronte, Salvatore Sciarrino, Luis De Pablo, Kaija Saariaho, Emanuele Casale, Francesco Filidei, Sylvano Bussotti, Karola Oberműller, Curt Cacioppo, Ivan Fedele, David Lang, Gianni Francia, Geoffroy Drouin, Giovanni Tamborrino (che le ha dedicato due sue composizioni). È stata scelta dal regista Ferzan Ozpetek per girare alcune scene del film “Mine vaganti”; ha registrato la colonna sonora del film “Nuovo mondo” di Emanuele Crialese e del film “Balkan Bazar” di Edmond Budina. Si esibisce spesso in concerti in Italia e all'estero come solista, in orchestre e in vari gruppi da camera. È promotrice dei progetti “Tran(ce)formation Quartet”, “Déjà vu”, “Flatus Vocis”, “Dream Notes” (con Pat Battstone e Daniela Chionna) e “Come together” (con Stefano Luigi Mangia e Pierpaolo Martino), “La Cantiga de la Serena” (tre dischi all’attivo con Dodicilune). Nell'estate 2022, prodotto da Dodicilune, è uscito “The Black Shoes”, progetto discografico firmato con il batterista siciliano Francesco Cusa. Attualmente è docente di flauto presso il Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli e direttrice artistica dei festival “Il Cammino Celeste” e “Strade di sabbia” e della rassegna “Tutti solo”. www.giorgiasantoro.com
Il Cammino Celeste  è un festival ideato e promosso dalla direttrice artistica Giorgia Santoro e da Luigi Del Prete con la produzione di Zero Nove Nove in collaborazione con le amministrazioni comunali di Caprarica di Lecce, Ceglie Messapica, Giuggianello, Sannicola, Surbo, Tricase con il patrocinio dell'Associazione europea delle vie Francigene e dell'Associazione Le Comunità ospitanti degli itinerari Francigeni della Puglia meridionale in partenariato con Arci Lecce, Il Giunco, Associazione Meditinere, Asd Mollare mai, Centro di cultura sociale e ricerche archeologiche storiche ambientali di Giuggianello con il sostegno di City Moda e Sara Assicurazioni. 


Info e programma
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“Bombimbò”: venerdì 8 luglio fuori il videoclip del nuovo singolo dei salentini Kalàscima
Un viaggio accelerato in cui live session e richiami onirici si mescolano senza soluzione di continuità

Fuori oggi, venerdì 8 luglio il videoclip di “Bombimbò”, il nuovo singolo dei salentini Kalàscima. Il video è prodotto e mixato da Michele D’Elia presso Interstellar Studios (Tricase Porto, Le), realizzato da Michele D’Elia, Federico Laganà, testi Federico Laganá, Luca Buccarella, video editor Sandro Rizzo. Una vertiginosa sequenza di immagini che danza inseguendo e giocando con l’esplosione sonora della musica, in un viaggio accelerato in cui la live session del gruppo si mescola a richiami onirici. Lo spazio della natura accoglie e propizia il rito della vita che si muove e si agita, mentre forme simboliche e giochi specchianti rimandano alle infinite potenzialità del reale. Un incontro scomposto e gioioso di codici, musica fatta per ballare, godere del tempo e dello spazio ritrovati per stare insieme dopo la distanza imposta dalla pandemia, musica che parla la lingua comune dello stare al mondo, nata dal profondo Sud ma con un’anima internazionale, fatta per superare inutili steccati, abbattere muri, azzittire le bombe, innescare buone vibrazioni. Tutto questo è “Bombimbò”. “Bombimbò” è il brano sognato per l’estate, scritto nei mesi più difficili della pandemia, che ha il sapore di mare e liberazione. È il pezzo che inaugura un nuovo corso per i Kalàscima, la band salentina che si è fatta apprezzare in tutta Europa e oltre per l’inconfondibile mix di ritmi di ispirazione popolare, psichedelia ed elettronica all’insegna della sperimentazione. Bombimbò nasce dall’esigenza di presentare un concetto contemporaneo di pizzica, libera dai canoni classici della tarantella, che si apre all'incontro con altri stili musicali. Il brano racconta di ritmi e andamenti antichi e tipici del basso Salento che si mescolano con il funk e sostengono melodie di matrice neobalcanica. Il canto protende verso un approccio attuale, moderno, aprendo le porte al rap e lasciando intravedere le infinite possibilità e la grande potenza che questo linguaggio contiene. Bombimbò sviluppa con consapevolezza il codice della musica popolare, attualizza il linguaggio e reinventa il rituale conservando l'antico obiettivo di curare lo spirito di chi danza. «Di Bombimbò avevamo proprio bisogno ed è arrivato – spiegano i Kalàscima - lo abbiamo registrato nel nostro piccolo studio che affaccia sul Mediterraneo, nel profondo sud Salento. Da lì, quando il cielo è limpido, riusciamo a vedere le montagne dell’Albania. E quei suoni e sapori li abbiamo condensati in una potente groove machine che sa di festa balcanica e dialoga con il rap, il funk e naturalmente con la pizzica pizzica. L’orizzonte poi si allarga, la ciaramella apre le porte al Medio Oriente mentre il bouzouki cambia pelle e diventa sintetizzatore. Nel testo la voglia di fare musica, di farla vibrare e di restituirla alle gambe di chi ha bisogno di ballare. Di chi ha bisogno di toccarsi, di sudare insieme e fare festa. E chi è pigro può sempre muovere la testa, bevendo il suo gin tonic al tramonto sul mare».

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Nastya: la rinascita degli Yarákä è un rituale
Ritualità e credenze popolari nel reportage tutto tarantino

È online da mercoledì 6 luglio il reportage che racconta Nastya, il nuovo progetto degli Yarákä, band tarantina dedita alla ricerca e riproposta musicale di tradizioni rivisitate in chiave world. I suoni popolari del Sud del mondo incontrano la riscoperta del dialetto tarantino, un connubio che si fa cifra stilistica di questo percorso. Nastya dal greco anastasis (rinascita) è un progetto che trova nella ritualità il suo fulcro centrale: l’obiettivo è quello di sublimare in musica l’ancestrale rapporto uomo-natura giocato tra primitiva spiritualità e credenze popolari. Il viaggio di Nastya si snoda in tutto il sud-italia, dalla Puglia alla Sicilia, a partire dalla città vecchia di Taranto, cornice del reportage nato per raccontare la genesi dell'ensemble e il lavoro di ricerca svolto con l'intento di riscoprire ed esaltare le tradizioni del passato.  Per questo i brani inediti attingono da testi antichi, tra questi: Maletìmbe, invocazione a San Giovanni recitato in un antico rituale che consisteva nel lancio ai 4 venti del pane per scongiurare il cattivo tempo; Tuppe tuppe, canto in dialetto tarantino della Settimana Santa nato tra le vie della città vecchia, basato sulla musica dell'Inno a Cristo Morto di Cacace; Affascène, frasi e scongiuri usate durante la sfacinazione, rituale segreto per guarire dai mali fisici o mentali un tempo sconosciuti. L’esecuzione in anteprima di alcuni brani dal vivo si alterna al racconto del nuovo repertorio. Questo racconto avviene nelle vie della Città vecchia di Taranto, il cuore pulsante della tarantinità: dalla Chiesa di San Domenico alla Chiesa di Sant’Andrea degli Armeni passando per l’ipogeo paleocristiano “Antro della sirena”. La musica degli Yarakä, tarantini doc, si fa strumento per diffondere in modo autentico attraverso l’uso del dialetto cittadino gli ideali e la storia millenaria della città dei due mari. Il reportage, diretto dal regista Gabriele Vitale, è prodotto da Zero Nove Nove con il contributo di Puglia Sounds Producer 2022 - operazione finanziata a valere sul POC PUGLIA 2007-2013 – Azione “Sviluppo di attività culturali e dello spettacolo”.
Chi sono gli Yarákä? Yarákä è un progetto attento ad esaltare la componente multietnica, in particolare quella comune matrice ritmica proveniente dall'Africa, che funge da catalizzatore e permette di spingersi oltre sperimentando contaminazioni audaci con le sonorità Mediterranee e del Sud Italia. Pilastro portante dell'ensemble è la riscoperta del dialetto tarantino, carattere che rende unica la ricerca musicale della band formata da Gianni Sciambarruto (chitarra, berimbau), Virginia Pavone (voce e percussioni) e Simone Carrino (percussioni etniche). Nel 2018 pubblicano il disco d’esordio Invocação, nel 2021 il singolo Maletímbe. Nel 2018-21 si sono esibiti in alcuni festival tra cui Ethnos (finalisti Generazioni), Premio Parodi (finalisti), Raizes (Catania), Bari in Jazz, Il Cammino Celeste, Due Mari Wine Fest, Bari Brasil Film Fest, etc. Nel 2019 inoltre sono protagonisti di una mini tournée in Austria (Vienna e Linz) e Germania (Monaco di Baviera e Regen).


Zero Nove Nove
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Chiarablue con Paula Morelenbaum e Ferruccio Spinetti, insieme per “Dinossauros”
DA OGGI, 6 LUGLIO,  SINGOLO E VIDEO

Esce oggi, 6 luglio, “Dinossauros”, il brano di Chiarablue inciso insieme a Paula Morelenbaum, una delle cantanti brasiliane più affermate a livello internazionale, e prodotto da Ferruccio Spinetti. “Dinosaurus” è un progetto di condivisione, di unione artistica e di intenti. Nasce nel 2019 al Premio Bianca d’Aponte; Chiarablue era tra le finaliste e Dinosauri fu la canzone che, nelle serate del premio, attirò l’attenzione di Ferruccio Spinetti e Max de Tomassi “con i quali – racconta Chiarablue – è nato da subito un bellissimo dialogo legato al comune amore profondo verso la musica brasiliana, la cultura e le sonorità latine del Sud America. Dinossauros segna la realizzazione di un grande sogno legato profondamente al Brasile, terra magica e misteriosa nella mia fantasia di bambina, incantata dai racconti di mio nonno emigrato lì nel 1955 e impiegato nella costruzione della capitale Brasilia”. La sfida era quella di cercare una nuova versione di Dinosauri, canzone già pubblicata nell’album Indifesi che, nel 2021, era entrato tra i finalisti delle Targhe Tenco nella sezione opera prima. “Con Ferruccio Spinetti e Alessandro Guasconi del Virus Studio – spiega la cantautrice - avevamo il desiderio di esplorare un mondo in cui la dimensione acustica che caratterizzava la precedente versione riuscisse a mescolarsi con l’elettronica, per creare un nuovo equilibrio di forme e spazi, in cui le parole del testo potessero risuonare e cogliere sfumature inedite”. C’è stato poi l’incontro con Paula Morelenbaum per il quale l’intervento di Max de Tomassi, infaticabile tessitore di rapporti musicali tra Italia e Brasile e autore d’incredibile sensibilità, è stato fondamentale. Il riadattamento in lingua portoghese è stato curato dagli stessi Max e Paula, che sono riusciti a cogliere il significato profondo del testo, aggiungendo suggestioni poetiche che hanno dato nuova linfa al racconto originale. Il brano esce accompagnato da un docu-video firmato dal regista Paolo Boriani. Un viaggio fisico e metaforico nell'intimità dello studio di registrazione, dove tutto è ancora embrione, dove niente è stabile, dove tutto può mutare e al contempo dove ogni cosa è già materia, fatta di gesti, suoni e parole. Il montaggio alterna riprese a colori e in 8mm, sfondi di paesaggi in movimento con inserti grafici e testuali, sequenze di foto e immagini di backstage, dando vita a un vero e proprio cortometraggio più che a un video musicale. Un progetto così complesso e corale non poteva che essere arricchito da una parte grafica di grande interesse. La copertina del singolo, infatti, è un'opera originale creata appositamente dall'artista visuale Alessandra Guttagliere, già espositrice alla Triennale di Milano e al Maxxi: due donne sognanti, unite da un'idea condivisa, graficamente simboleggiata da un papavero rosso che risplende al centro della scena e unisce le loro teste. Sui loro volti si muovono ombre di un'estate calda e ventosa che danno tridimensionalità al dipinto. “Dinossauros”, quindi, non è semplicemente una nuova versione di un brano edito, ma è “un viaggio tra culture differenti, una sinergia di diverse ispirazioni che, partendo da un denominatore comune, hanno saputo dar vita a una creatura indipendente dalla prima; è un vaso dentro il quale nuotano leggeri linguaggi diversi e complementari: poetico, musicale, grafico e cinematografico”.

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FABIO MACAGNINO
Oggi esce il videoclip di “Fortuna”
Brano estratto dal nuovo album del cantautore e performer teatrale italo-tedesco.
 
Oggi esce il videoclip di “Fortuna” (Sveva edizioni), brano estratto dal nuovo album “Sangu” del cantautore e performer teatrale italo-tedesco Fabio Macagnino - nato a Hilden in Germania e trasferito in Calabria a 15 anni -, uscito il 29 giugno in digitale e disponibile in versione fisica a partire da settembre. “Fortuna” è un brano ispirato alla tradizione orale calabrese, da cui sono stati estratti parti di testo e assemblati e trasformati in una ballata dal sapore moderno: “Sintetizza il lavoro di ricerca, adattamento e rielaborazione delle atmosfere popolari regionaliste, alla ricerca di quei passe partout che rendono il significato universale – racconta Macagnino – Qui il ballo si trasforma in malinconico per rappresentare il dialogo tra la fortuna e l’innamorato che ne invoca l’intervento, per condizionare le sorti della sua sventurata storia d’amore.”  Fabio Macagnino (voce, chitarra classica) è stato affiancato da Sonia Totaro (voce, cori), Mujura (basso, chitarra acustica mandola, chitarra elettrica, cori), Federico Placanica (batteria), Francesco Loccisano (chitarra classica), Andrea Simonetta (chitarra battente) e Gino Giovannelli (organo). Questo brano rappresenta alcuni dei temi portanti del disco da cui è estratto, “Sangu”, “un album cosmopolita fatto di suoni che, abbandonata la retorica folclorica, si insinuano prepotentemente in quella cultura del riscatto di una terra, la Locride, che vuole affrancare dall’isolamento settoriale la musica popolare per proiettarla su una scena d’ampiezza internazionale, raccontando la Locride in Europa e l'Europa nella Locride. Il progetto discografico dell’artista porta, quindi, alle estreme conseguenze un percorso musicale che ruota intorno alla musica popolare della Locride, ma attinge a sonorità e ritmiche che, indicando il passato, suggeriscono il futuro, facendosi ispirare dai dialetti. Un album sanguigno, a tratti animalesco e punk, in cui sono presenti strumenti musicali tradizionali - come lira calabrese, mandola, pipita - accostati a strumenti elettrici danno consistenza materica al suono. L’album apre con i suoni aggressivi di EU NON PERDUNU e CANI LORDU. Si passa a FORTUNA e ad un altro dialogo in TARANTELLA LOCCA, all’ironia di FIGURATI TU e al suono scuro e primitivo di NDRI NDRA. JANESTRA MI FICI è una ballata che rivisita la classica serenata, mentre CATARINÈ è una storia d’amore tra due giovani fidanzati della Locride. Il disco si accinge alla conclusione con un gioco: GNIGNARU, nonché l’antico astragalo. Si tratta di un gioco e questa canzone non ha un significato: si gode della lingua in sé.  Infine, SI FUSSI AMURI esprime l’amarezza del non riuscire ad innamorarsi.  La canzone chiude con una poesia del poeta DANIEL CUNDARI, da lui stesso declamata. Testi e Musica del disco sono di Fabio Macagnino. Produzione artistica, arrangiamenti a cura di Mujura. A questo nuovo disco di Fabio Macagnino (Chitarra classica, percussioni, voce, cori) hanno collaborato Gabriele Albanese: Lira, Pipita, Marranzano, Zampogna, cori; Gino Giovannelli: Organo, Salvatore Gullace: mandola mandolino bouzuki; Francesco Loccisano: Chitarra classica, chitarra battente; Giuseppe Lucà: Organetto; Mujura: Basso elettrico, chitarre acustiche, chitarra elettrica, mandola, mandoloncello, cori; Federico Placanica: Batteria; Andrea Simonetta: Chitarra battente; Sonia Totaro Voce, cori; Daniel Cundari (voce recitante). SANGU è prodotto da Sveva Edizioni, registrato da Mujura all’Arango Sonic Studio e missato da MUJURA al The Vessel Recording. Il mastering è a cura di Giovanni Versari.
 
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“MANCARSI” È IL NUOVO SINGOLO DI LUIGI ESPOSITO: FUORI SU YOUTUBE IL VIDEOCLIP
Il brano anticipa l’uscita del primo disco del pianista e compositore per Apogeo Records prevista per il 15 luglio

S’intitola “Mancarsi” il nuovo singolo del pianista, compositore e arrangiatore partenopeo Luigi Esposito ed è fuori su YouTube accompagnato dal videoclip. Il brano anticipa il suo primo album da solista “Portami a vedere il mare” che uscirà venerdì 15 luglio con l’etichetta discografica indipendente Apogeo Records, e sarà presentato ufficialmente nell’incantevole Parco Archeologico del Pausilypon sabato 16 luglio. Dopo le numerose collaborazioni con alcuni tra i più importanti artisti della scena musicale campana e nazionale (Daniele Sepe, Marco Zurzolo, Gianni Lamagna, Quartieri Jazz, Quartetto Ajar…) Luigi Esposito approda a questo lavoro con l’abile batterista e percussionista Emiliano Barrella che lo ha affiancato anche negli arrangiamenti non solo di questo brano ma di tutto il disco, aggiungendo significato al viaggio. “Mancarsi”, sintesi perfetta del progetto, a dispetto del titolo, parla di presenza e racconta la storia di due innamorati che spinti dalla mancanza si cercano e quindi si ritrovano. «Se una vela scompare all'orizzonte, ci si chiede per tutta la vita dove navighi e si tracciano rotte, si va verso mete lontane – spiega Luigi Esposito, senza tradire il suo animo in simbiosi con la poesia oltre che con la musica - Poi, a un'alba, il profilo di quella prua si staglia sulla linea del cielo che porta a casa».  Nostalgia e speranza s’incontrano come tornerà ad accadere nel resto dell’album. Nel video il mare, fonte d’ispirazione costante ed infinita per il musicista e compositore, è ovviamente protagonista insieme alla danzatrice Valeria Nappi che racconta con il corpo le emozioni della musica. Una chicca: l’audio del videoclip è quello originale.
Regia e montaggio: 56K Production

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Walking Wild FiloQ Remix è il nuovo video degli Interiors
(Valerio Corzani ed Erica Scherl)
 
Gli Interiors, il duo formato da Valerio Corzani ed Erica Scherl, pubblicano oggi il video del brano Walking Wild FiloQ Remix, contenuto nel doppio album Overtones, uscito il 29 aprile. Dopo il sogno sciamanico di “Little Lullaby” il primo singolo estratto da “Overtones”, quarto album degli Interiors, ora arriva il nuovo video una danza dal profilo ibizenco, una danza solitaria sul Tirreno (il video è stato girato al Circeo) sul flow sonoro di un remix confezionato da FiloQ. “Overtones” è il nuovo album di Interiors (Erica Scherl e Valerio Corzani), un ricco doppio album che vede da una parte quattordici brani confezionati dal duo e dall’altra nove remix affidati da Interiors a un pool di amici/musicisti/producers/dj’s. Il pezzo affidato alla rivisitazione di FiloQ è ”Walking Wild”, un brano che gli Interiors hanno dedicato allo spleen nomadico e che nel “trattamento” del producer genovese mantiene questo accento e lo enfatizza in una nenia ludica e danzereccia. A confezionare il video la fotografa, videomaker e performer Karen Nastasja Wikstrand che con il supporto di PTdT all’editing ha messo in scena un piccolo rave solitario, movimentato da piccoli “shining” psichedelici e da movenze che parafrasano i video delle ragazzine su Tik Tok, enfatizzandone la verve iterativa e il soliloquio un po’ autistico. Le date in un calendario ancora in divenire: dopo aver già suonato alle Serre di Bologna e al Torino Jazz Festival, gli Interiors tornano dal vivo il 12 Agosto al Parco Nazionale del Circeo, l’1 settembre nuovamente a Bologna per la sonorizzazione dal vivo del film “Fata Morgana” di Werner Herzog e il 20 settembre a Conversano (BA). FILOQ, producer, dj ed esploratore sonoro, perennemente in viaggio dal porto di Genova al mondo, sviluppando la propria ricerca sonora tra la global beats, il jazz e la musica elettronica, mettendo a sistema musica tradizionale presa da ogni parte del mondo e beat digitali in un taglia e cuci vorticoso; dubmaster dell'Istituto Italiano di Cumbia (producer di Malagiunta e Sonora Maddalena), mente sonora del progetto Magellano con cui sonorizza Walk the line la grande opera di street art lungo la strada sopraelevata di Genova, produttore artistico per realtà come Almamegretta, Escobar, Mudimbi, Mimosa , Luvanor FC e molti altri, talent scout, remixer e sound designer per immagini, installazioni e brands. FiloQ è anche perno essenziale dei progetti Uhuru Republic e Stellare.
 
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"Occhi de monachella", il nuovo singolo di Fabrizio Piepoli
Si intitola "Occhi de monachella" il nuovo singolo di Fabrizio Piepoli, primo estratto dal nuovo lavoro solista che simboleggia l’inizio di un nuovo capitolo nella carriera del cantante e polistrumentista pugliese. Online su Youtube il video live

Si intitola Occhi de monachella il nuovo singolo di Fabrizio Piepoli in uscita venerdì 24 giugno, primo estratto dal nuovo lavoro solista che simboleggia l’inizio di un nuovo capitolo nella carriera del cantante e polistrumentista pugliese. “Quando iniziai ad accostarmi alla musica popolare, uno dei primi brani che mi folgorò fu questo brano tradizionale calabrese che ascoltai nella versione di Danilo Montenegro, straordinario “incantastorie”, poeta e pittore calabrese che insieme a figure come Enzo Del Re, Matteo Salvatore, Rosa Balistreri appartiene a quella preziosa schiera di cantautori indissolubilmente legati alle radici musicali popolari”. La voce di Fabrizio Piepoli è un universo fluido. Circondata da molteplici strumenti che fanno da controcanto al suo stile fortemente melismatico, è una voce di tenore leggero capace però di toccare i suoni gravi del registro baritonale e di estendersi a quelli acuti di controtenore. Una vocalità sofisticata che gioca continuamente con la propria identità, col maschile e il femminile, l’Oriente e l’Occidente. Occhi de monachella diventa così un manifesto della ricerca e dell’estetica di Fabrizio Piepoli, un omaggio molto personale alla musica popolare. Come per Danilo Montenegro, maestro della chitarra battente (strumento tutto italiano di origine seicentesca e di area centro-meridionale), così anche per Piepoli questo strumento è uno dei pilastri sonori del nuovo lavoro discografico. Ancora una volta Piepoli si ritaglia il suo spazio di libertà e scrive qualcosa di originale da innestare su canti popolari, siano essi tradizionali o d’autore, come accade nella coda del brano, una tarantella corale e festosa dove la chitarra battente, il saz turco e l’oud arabo intrecciano le loro corde dando vita a una originale “Tarantella”. Mercoledì 22 giugno la release del nuovo singolo sarà accompagnata dalla pubblicazione su Youtube del videoclip ufficiale con la regia di Gabriele Vitale. Il videoclip, girato nella cornice unica del Palazzo Pesce a Mola di Bari, evidenzia l’attitudine live del cantante, anima creativa versatile che in questo progetto emerge nella sua veste di polistrumentista e compositore, autore e studioso delle tradizioni musicali del Mediterraneo, e di ammaliante interprete. “Quel passato che ha il potere dell’incanto e mi canta addosso; sono canti di una storia fluida che ogni volta racconta qualcosa di nuovo. Ho raccolto tra le mie mani suoni, parole, gesti e memorie, le ho lanciate in aria e mi sono ricadute addosso, mischiate. Il mio passato, quello che ancora continua a parlarmi, lo inseguo e si disintegra, si mescola ad altri elementi come voci nelle stradine di un mercato e poi di nuovo riappare, a dirmi cose che ancora non so”. “Occhi de monachella”, il primo singolo estratto dall’album in uscita a settembre 2022, è prodotto dalla label Zero Nove Nove e distribuito sulle migliori piattaforme digitali da Believe.
Cantante, polistrumentista, autore, docente e studioso delle tradizioni musicali del Mediterraneo, Fabrizio Piepoli è tra le voci più apprezzate del panorama pugliese e non solo. Nella sua voce si fondono con naturalezza i melismi delle tradizioni mediterranee, le eteree incursioni nel registro di controtenore, la ricercatezza sonora della musica leggera d’avanguardia. L’estensione vocale, le nuances timbriche, il frequente ricorso alla tecnica del looping sono completamente al servizio di un’espressività pulsante ed estatica. Autumn Session e Il Cedro e la Rosa sono i primi 2 album da solista di Piepoli, un artista e ricercatore in continua evoluzione con alle spalle una carriera ultra ventennale fatta di illustri collaborazioni: Raiz, Almamegretta, Planet Funk, Teresa De Sio, Eugenio Bennato, Mauro Pagani, Dario Fò, Bobby Mc Ferrin, ecc. Suona stabilmente con La Cantiga de la Serena e nel progetto Ghibli, in duo con Nabil Bey (voce dei Radiodervish).

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