Videoclip: Le novità

Una raccolta dei principali videoclip in uscita, selezionata da Blogfoolk

“MANCARSI” È IL NUOVO SINGOLO DI LUIGI ESPOSITO: FUORI SU YOUTUBE IL VIDEOCLIP
Il brano anticipa l’uscita del primo disco del pianista e compositore per Apogeo Records prevista per il 15 luglio

S’intitola “Mancarsi” il nuovo singolo del pianista, compositore e arrangiatore partenopeo Luigi Esposito ed è fuori su YouTube accompagnato dal videoclip. Il brano anticipa il suo primo album da solista “Portami a vedere il mare” che uscirà venerdì 15 luglio con l’etichetta discografica indipendente Apogeo Records, e sarà presentato ufficialmente nell’incantevole Parco Archeologico del Pausilypon sabato 16 luglio. Dopo le numerose collaborazioni con alcuni tra i più importanti artisti della scena musicale campana e nazionale (Daniele Sepe, Marco Zurzolo, Gianni Lamagna, Quartieri Jazz, Quartetto Ajar…) Luigi Esposito approda a questo lavoro con l’abile batterista e percussionista Emiliano Barrella che lo ha affiancato anche negli arrangiamenti non solo di questo brano ma di tutto il disco, aggiungendo significato al viaggio. “Mancarsi”, sintesi perfetta del progetto, a dispetto del titolo, parla di presenza e racconta la storia di due innamorati che spinti dalla mancanza si cercano e quindi si ritrovano. «Se una vela scompare all'orizzonte, ci si chiede per tutta la vita dove navighi e si tracciano rotte, si va verso mete lontane – spiega Luigi Esposito, senza tradire il suo animo in simbiosi con la poesia oltre che con la musica - Poi, a un'alba, il profilo di quella prua si staglia sulla linea del cielo che porta a casa».  Nostalgia e speranza s’incontrano come tornerà ad accadere nel resto dell’album. Nel video il mare, fonte d’ispirazione costante ed infinita per il musicista e compositore, è ovviamente protagonista insieme alla danzatrice Valeria Nappi che racconta con il corpo le emozioni della musica. Una chicca: l’audio del videoclip è quello originale.
Regia e montaggio: 56K Production

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Walking Wild FiloQ Remix è il nuovo video degli Interiors
(Valerio Corzani ed Erica Scherl)
 
Gli Interiors, il duo formato da Valerio Corzani ed Erica Scherl, pubblicano oggi il video del brano Walking Wild FiloQ Remix, contenuto nel doppio album Overtones, uscito il 29 aprile. Dopo il sogno sciamanico di “Little Lullaby” il primo singolo estratto da “Overtones”, quarto album degli Interiors, ora arriva il nuovo video una danza dal profilo ibizenco, una danza solitaria sul Tirreno (il video è stato girato al Circeo) sul flow sonoro di un remix confezionato da FiloQ. “Overtones” è il nuovo album di Interiors (Erica Scherl e Valerio Corzani), un ricco doppio album che vede da una parte quattordici brani confezionati dal duo e dall’altra nove remix affidati da Interiors a un pool di amici/musicisti/producers/dj’s. Il pezzo affidato alla rivisitazione di FiloQ è ”Walking Wild”, un brano che gli Interiors hanno dedicato allo spleen nomadico e che nel “trattamento” del producer genovese mantiene questo accento e lo enfatizza in una nenia ludica e danzereccia. A confezionare il video la fotografa, videomaker e performer Karen Nastasja Wikstrand che con il supporto di PTdT all’editing ha messo in scena un piccolo rave solitario, movimentato da piccoli “shining” psichedelici e da movenze che parafrasano i video delle ragazzine su Tik Tok, enfatizzandone la verve iterativa e il soliloquio un po’ autistico. Le date in un calendario ancora in divenire: dopo aver già suonato alle Serre di Bologna e al Torino Jazz Festival, gli Interiors tornano dal vivo il 12 Agosto al Parco Nazionale del Circeo, l’1 settembre nuovamente a Bologna per la sonorizzazione dal vivo del film “Fata Morgana” di Werner Herzog e il 20 settembre a Conversano (BA). FILOQ, producer, dj ed esploratore sonoro, perennemente in viaggio dal porto di Genova al mondo, sviluppando la propria ricerca sonora tra la global beats, il jazz e la musica elettronica, mettendo a sistema musica tradizionale presa da ogni parte del mondo e beat digitali in un taglia e cuci vorticoso; dubmaster dell'Istituto Italiano di Cumbia (producer di Malagiunta e Sonora Maddalena), mente sonora del progetto Magellano con cui sonorizza Walk the line la grande opera di street art lungo la strada sopraelevata di Genova, produttore artistico per realtà come Almamegretta, Escobar, Mudimbi, Mimosa , Luvanor FC e molti altri, talent scout, remixer e sound designer per immagini, installazioni e brands. FiloQ è anche perno essenziale dei progetti Uhuru Republic e Stellare.
 
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"Occhi de monachella", il nuovo singolo di Fabrizio Piepoli
Si intitola "Occhi de monachella" il nuovo singolo di Fabrizio Piepoli, primo estratto dal nuovo lavoro solista che simboleggia l’inizio di un nuovo capitolo nella carriera del cantante e polistrumentista pugliese. Online su Youtube il video live

Si intitola Occhi de monachella il nuovo singolo di Fabrizio Piepoli in uscita venerdì 24 giugno, primo estratto dal nuovo lavoro solista che simboleggia l’inizio di un nuovo capitolo nella carriera del cantante e polistrumentista pugliese. “Quando iniziai ad accostarmi alla musica popolare, uno dei primi brani che mi folgorò fu questo brano tradizionale calabrese che ascoltai nella versione di Danilo Montenegro, straordinario “incantastorie”, poeta e pittore calabrese che insieme a figure come Enzo Del Re, Matteo Salvatore, Rosa Balistreri appartiene a quella preziosa schiera di cantautori indissolubilmente legati alle radici musicali popolari”. La voce di Fabrizio Piepoli è un universo fluido. Circondata da molteplici strumenti che fanno da controcanto al suo stile fortemente melismatico, è una voce di tenore leggero capace però di toccare i suoni gravi del registro baritonale e di estendersi a quelli acuti di controtenore. Una vocalità sofisticata che gioca continuamente con la propria identità, col maschile e il femminile, l’Oriente e l’Occidente. Occhi de monachella diventa così un manifesto della ricerca e dell’estetica di Fabrizio Piepoli, un omaggio molto personale alla musica popolare. Come per Danilo Montenegro, maestro della chitarra battente (strumento tutto italiano di origine seicentesca e di area centro-meridionale), così anche per Piepoli questo strumento è uno dei pilastri sonori del nuovo lavoro discografico. Ancora una volta Piepoli si ritaglia il suo spazio di libertà e scrive qualcosa di originale da innestare su canti popolari, siano essi tradizionali o d’autore, come accade nella coda del brano, una tarantella corale e festosa dove la chitarra battente, il saz turco e l’oud arabo intrecciano le loro corde dando vita a una originale “Tarantella”. Mercoledì 22 giugno la release del nuovo singolo sarà accompagnata dalla pubblicazione su Youtube del videoclip ufficiale con la regia di Gabriele Vitale. Il videoclip, girato nella cornice unica del Palazzo Pesce a Mola di Bari, evidenzia l’attitudine live del cantante, anima creativa versatile che in questo progetto emerge nella sua veste di polistrumentista e compositore, autore e studioso delle tradizioni musicali del Mediterraneo, e di ammaliante interprete. “Quel passato che ha il potere dell’incanto e mi canta addosso; sono canti di una storia fluida che ogni volta racconta qualcosa di nuovo. Ho raccolto tra le mie mani suoni, parole, gesti e memorie, le ho lanciate in aria e mi sono ricadute addosso, mischiate. Il mio passato, quello che ancora continua a parlarmi, lo inseguo e si disintegra, si mescola ad altri elementi come voci nelle stradine di un mercato e poi di nuovo riappare, a dirmi cose che ancora non so”. “Occhi de monachella”, il primo singolo estratto dall’album in uscita a settembre 2022, è prodotto dalla label Zero Nove Nove e distribuito sulle migliori piattaforme digitali da Believe.
Cantante, polistrumentista, autore, docente e studioso delle tradizioni musicali del Mediterraneo, Fabrizio Piepoli è tra le voci più apprezzate del panorama pugliese e non solo. Nella sua voce si fondono con naturalezza i melismi delle tradizioni mediterranee, le eteree incursioni nel registro di controtenore, la ricercatezza sonora della musica leggera d’avanguardia. L’estensione vocale, le nuances timbriche, il frequente ricorso alla tecnica del looping sono completamente al servizio di un’espressività pulsante ed estatica. Autumn Session e Il Cedro e la Rosa sono i primi 2 album da solista di Piepoli, un artista e ricercatore in continua evoluzione con alle spalle una carriera ultra ventennale fatta di illustri collaborazioni: Raiz, Almamegretta, Planet Funk, Teresa De Sio, Eugenio Bennato, Mauro Pagani, Dario Fò, Bobby Mc Ferrin, ecc. Suona stabilmente con La Cantiga de la Serena e nel progetto Ghibli, in duo con Nabil Bey (voce dei Radiodervish).

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“Bombimbò”: pizzica, funk, neobalkan e rap, un’esplosione di suoni e linguaggi che ha il sapore di liberazione
nel nuovo singolo dei Kalàscima
in uscita giovedì 23 giugno

Un’esplosione di suoni, un incontro scomposto e gioioso di codici, musica fatta per ballare, godere del tempo e dello spazio ritrovati per stare insieme dopo la distanza imposta dalla pandemia, musica che parla la lingua comune dello stare al mondo, nata dal profondo Sud ma con un’anima internazionale, fatta per superare inutili steccati, abbattere muri, azzittire le bombe, innescare buone vibrazioni. Tutto questo è “Bombimbò”, il nuovo singolo dei Kalàscima. Il brano è disponibile a partire da giovedì 23 giugno su tutte le piattaforme online. “Bombimbò” è il brano sognato per l’estate, scritto nei mesi più difficili della pandemia, che ha il sapore di mare e liberazione. È il pezzo che inaugura un nuovo corso per i Kalàscima, la band salentina che si è fatta apprezzare in tutta Europa e oltre per l’inconfondibile mix di ritmi di ispirazione popolare, psichedelia ed elettronica all’insegna della sperimentazione. Bombimbò nasce dall’esigenza di presentare un concetto contemporaneo di pizzica, libera dai canoni classici della tarantella, che si apre all'incontro con altri stili musicali. Il brano racconta di ritmi e andamenti antichi e tipici del basso Salento che si mescolano con il funk e sostengono melodie di matrice neobalcanica. Il canto protende verso un approccio attuale, moderno, aprendo le porte al rap e lasciando intravedere le infinite possibilità e la grande potenza che questo linguaggio contiene. Bombimbò sviluppa con consapevolezza il codice della musica popolare, attualizza il linguaggio e reinventa il rituale conservando l'antico obiettivo di curare lo spirito di chi danza. «Di Bombimbò avevamo proprio bisogno ed è arrivato – spiegano i Kalàscima - lo abbiamo registrato nel nostro piccolo studio che affaccia sul Mediterraneo, nel profondo sud Salento. Da lì, quando il cielo è limpido, riusciamo a vedere le montagne dell’Albania. E quei suoni e sapori li abbiamo condensati in una potente groove machine che sa di festa balcanica e dialoga con il rap, il funk e naturalmente con la pizzica pizzica. L’orizzonte poi si allarga, la ciaramella apre le porte al Medio Oriente mentre il bouzouki cambia pelle e diventa sintetizzatore. Nel testo la voglia di fare musica, di farla vibrare e di restituirla alle gambe di chi ha bisogno di ballare. Di chi ha bisogno di toccarsi, di sudare insieme e fare festa. E chi è pigro può sempre muovere la testa, bevendo il suo gin tonic al tramonto sul mare».

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SALE
Esce oggi il video di “UNA CANZONE”
secondo singolo dell'album"Un eterno inutile presente" 
E il 24 giugno Sale live a Roma per l'opening del Festival Dominio Pubblico 2022
Venerdì 17 GIUGNO 2022 esce il video di “Una Canzone”, il nuovo singolo di SALE. Il brano è contenuto in “Un eterno inutile presente”, candidato alle Targhe Tenco 2022, secondo lavoro discografico del giovane cantautore romano vincitore di LAZIOsound. Il disco segue l'ottimo esordio dell'album “L’innocenza dentro me” finalista alle Targhe Tenco 2019, al Premio Bindi e al Premio De André. Come spiega SALE (nella vita Eugenio Saletti) “"Una Canzone", brano scritto insieme alla mia amica Alice Caronna, parla di quanto può essere importante una canzone con tutte le sue potenzialità, anche emozionali. Ci siamo immaginati una storia d’amore agli sgoccioli che per essere salvata ha bisogno di una canzone, scritta da uno dei due partner, magari cantata sotto una finestra. Così, per scrivere la sceneggiatura del video, siamo partiti da questa idea e abbiamo pensato a una serenata sotto a un balcone. Con un finale inaspettato…"  Realizzato dal videomaker Gianluca Petruzzi, il video è girato a Roma nel quartiere Monteverde e ha come protagonisti i due giovani attori Agnese Desideri e Valerio Bucci. Nel brano, cantato in coppia con la cantautrice Alice Caronna giovane talento della nuova scena romana, troviamo cinque grandi professionisti della musica che da anni affiancano SALE in studio e nei concerti: la coppia ritmica formata dal basso di Martina Bertini e la batteria di Filippo Schininà, Sergio Vitale alla tromba e flicorno, Seby Burgio al piano e tastiere e Stefano Saletti (produttore artistico del disco) alla chitarra.  Una Canzone sarà eseguita dal vivo, insieme ad altri brani del disco Un eterno inutile presente, venerdì 24 giugno alle ore 19 al Teatro India a Roma, in occasione dell'apertura di Dominio Pubblico 2022 - La Città agli Under 25 di cui SALE quest'anno è stato testimonial per il bando #NOPRESENT che ha selezionato i migliori progetti da portare in scena al festival. Con “Un eterno inutile presente” SALE continua il suo percorso artistico che attinge alla tradizione della canzone d'autore italiana, unita alla passione per il rock inglese e a sonorità elettroniche, evolvendo un'impostazione ricca di originalità. I testi raccontano le sensazioni, le incertezze, la voglia di cambiamento: "Viviamo un eterno presente perché non abbiamo quasi più memoria del passato e non riusciamo a immaginare un futuro”. “Un eterno inutile presente”  è una produzione di Ikona Concerti e dell’etichetta discografica indipendente Materiali Sonori (che ne cura anche la distribuzione digitale e fisica), realizzata nell'ambito del programma LAZIOSound di GenerAzioni Giovani e finanziata dalle Politiche Giovanili della Regione Lazio e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per la Gioventù. 
BIO. Multistrumentista, 24 anni, SALE (nella vita Eugenio Saletti) suona chitarre, basso, piano, tastiere. 
Il suo precedente disco “L’innocenza dentro me” (pubblicato nel 2019 da Materiali Sonori) era entrato nella cinquina dei finalisti delle Targhe Tenco 2019 come miglior esordio discografico. Nello stesso anno, SALE è stato anche finalista al Premio Bindi e al Premio De André. Giovanissimo, prende parte come attore e cantante al film tv per Rai Uno “Un matrimonio” diretto da Pupi Avati (2013), eseguendo diversi brani in scena e nella colonna sonora. Canta i brani della colonna sonora della miniserie tv “Mister Ignis. L'operaio che fondò un impero” andata in onda sempre su Rai Uno nel 2014. Dal 2015 partecipa attivamente al progetto internazionale della comunità di San Patrignano WeFree, effettuando dei laboratori di musica d'insieme realizzati nella sede della comunità.  Dal 2015 è chitarrista e cantante della formazione Caracas, gruppo fondato da Valerio Corzani e Stefano Saletti. Nel 2016 ha collaborato con la Banda Ikona, il gruppo di musica mediterranea diretto da Stefano Saletti, partecipando al tour di presentazione del nuovo disco “Soundcity”. Nel 2017 partecipa alla realizzazione del CD “Ghost Tracks” di Caracas (Materiali sonori), nei quali canta due brani, esibendosi in diversi festival nazionali e internazionali. E’ ideatore e conduttore radiofonico del programma “Music On” per la Web Radio - "Radio Rossellini”.  Nel 2020 si è diplomato nella sezione "canzone" dell'Officina Pasolini, il laboratorio di Alta Formazione artistica, diretto da Tosca.

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VENERDÌ 17 GIUGNO ESCE IL VIDEO
FIMMANA DE MARE
Il nuovo singolo di Rachele Andrioli che anticipa l’uscita del cd LEUCA

Venerdì 17 giugno 2022 esce Fimmana de mare, il video del singolo che anticipa l’uscita di LEUCA il primo lavoro discografico in veste da solista di Rachele Andrioli. Fimmana de mare racconta una parte di mondo da cui scaturiscono le musiche della cantante multistrumentista salentina.  E’ un brano che dal titolo mette in evidenza il concetto di genere e la relazione con il mare, un mare che simboleggia lo scambio, le culture che si veicolano attraverso la musica, in questo caso con sole voci, quella di Rachele e delle quattro componenti del laboratorio polivocale femminile “Coro a Coro” e percussioni. Le immagini del videoclip, come nel brano, mostrano facce corrispondenti alle tante realtà, alla nostra responsabilità e a quella dei modelli da cui prendiamo ispirazione, in cui ci identifichiamo a volte, le nostre piccole e grandi azioni che si compiono nel quotidiano, nella vita, nella Storia. Azioni che ci hanno toccato e da cui prendiamo riferimenti, maschere di noi stessi che lasciano spazio a riflessione. Fimmana de mare è anche una necessità di leggerezza, di lasciar fluire, di lasciare il giusto spazio all’espressione senza imposizioni o forzature. La parola “Jeu”, ovvero “Io” nel dialetto del capo di Leuca, risuona nel brano quasi a sottolineare il senso di appartenenza al proprio luogo di nascita, e la continua trasformazione di noi, di questa nostra terra. Il videoclip è stato realizzato da Giuseppe Rutigliano, con la regia di Rachele Andrioli e Marcelo Bulgarelli, prodotto da Finisterre con la partecipazione di Puglia Sounds.
Il cd LEUCA, sostenuto da Puglia Sounds, e prodotto da Finisterre nella sua linea di produzione dedicata alle nuove proposte della world music internazionale, verrà presentato dal vivo alla stampa il 23 giugno alle ore 18.30 al Teatro Villa Pamphilj di Roma, nell’ambito del Festival Popolare Italiano e il 14 luglio alle ore 17 al Medimex di Bari.

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Alessandro D’Alessandro con David Riondino e la partecipazione straordinaria di Elio
Tiritera delle canzoni che volano 
Online il video di Gianluca Abbate  

Una filastrocca in musica sulla forza delle canzoni, che volano di bocca in bocca e parlano al cuore di tutti, nell’ambizioso disegno di un virtuoso dell'organetto con due maestri della canzone non convenzionale 

Da oggi online il video che Gianluca Abbate ha realizzato della Tiritera delle canzoni che volano scritta a quattro mani da Alessandro D'Alessandro e David Riondino e interpretata  dallo stesso Riondino con Elio. Interpretata da due maestri della canzone non convenzionale, La tiritera è una filastrocca in musica in cui classici della canzone diventano personaggi che raccontano di sé e della propria storia, da Volare alla Carmen di Bizet, dagli amori perduti di De André alla pappa con il pomodoro di Rita Pavone, da  Pensiero stupendo ad Emozioni. Di suggestione in suggestione, si evoca così quel panorama sonoro in cui siamo tutti quotidianamente immersi e dove le canzoni diventano veicoli di sentimenti diffusi, esprimendo una condizione o uno stato d’animo che accomuna milioni di persone. “La tiritera delle canzoni che volano -ha dichiarato Riondino- è un omaggio a questo stormo di rondini che ci svolazza intorno da sempre, e sono tutte simili e tutte diverse, come le onde. Lasciano parole sui muri, nelle segreterie telefoniche, nelle lettere d’amore, a volte nei sogni. E se ci pensate a quante ne abbiamo sentite dal primo giorno che siamo venuti al mondo, vengono i brividi (eccone un’altra)” La musica -volutamente ripetitiva, come si addice a una filastrocca- e l’organetto di Alessandro D'Alessandro sono la struttura portante che regge la ricca tessitura verbale della canzone, scritta e pensata come prologo del suo primo disco da solista, Canzoni - per organetto preparato & elettronica (Squilibri editore), fresco vincitore del Premio Loano, il più importante riconoscimento della musica world italiana, in cui ha voluto misurarsi, in solo, con classici della canzone nazionale e internazionale, spaziando tra Fabrizio De André e Paolo Conte, Pino Daniele e Lucio Battisti, Bob Marley e Gianmaria Testa, Piero Ciampi e Fausto Mesolella, in trasposizioni di grande fascino. "In realtà tutto l'album -ha dichiarato Alessandro D'Alessandro- e non solo la Tiritera, si configura come un omaggio alle canzoni della mia infanzia, a quelle magie impastate di parole e suoni che ascoltavo alla radio e che sognavo per l'appunto di rifare con l'organetto, che già suonavo da piccolo: anche per questo mi ha fatto molto piacere leggere che, nel mio album, si avverte l'allegria spudorata di un desiderio infantile finalmente realizzato". Nella realizzazione di quel desiderio, e in questo spaziare tra canzoni diverse, in realtà si realizzava anche l’ambizioso disegno di uno straordinario musicista, intenzionato a portare uno strumento tipico della tradizione popolare a dialogare con altri stili, ritmi ed armonie per ampliarne le capacità espressive. Di grande fascino è anche il video realizzato da Gianluca Abbate, regista di film sperimentali, già Nastro d'Argento, autore del miglior cortometraggio al Torino Film Festival e, più di recente, Efebo d'Oro per i nuovi linguaggi e vincitore del Goethe Film Award al Zebra Poetry Film di Berlino. Con la mescolanza di tecniche diverse, dal cut-out al collage animato, servendosi in parte anche dei disegni realizzati da Sergio Staino per il booklet di Canzoni, Abbate è riuscito nell'intento di dare anche una forma visiva a questa personificazione canora di canzoni e interpreti, passando da un’aria scanzonata, trasognata e surreale, al tono e alle atmosfere tragicomiche dell’opera buffa: immagini e note, con ironia e affetto, richiamano così alla memoria le canzoni che hanno scandito la vita e le emozioni di intere generazioni, quelle stesse canzoni che volano di bocca in bocca e parlano al cuore di tutti.
La tiritera delle canzoni che volano di Alessandro D'Alessandro & David Riondino, con la partecipazione straordinaria di Elio, è candidata alle Targhe Tenco come miglior canzone.


info@squilibri.it; www.squilibri.it
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LEAVE: SU YOUTUBE UN NUOVO PROGETTO MULTIMEDIALE CON LA COLONNA SONORA ORIGINALE DEL PIANISTA, COMPOSITORE E PRODUTTORE BARESE KEKKO FORNARELLI.

Su youtube è disponibile Leave - The Future is Ours, nuovo progetto multimediale scritto e diretto da Marina Damato con la colonna sonora originale di Kekko Fornarelli prodotto da Eskape Music nella programmazione Puglia Sounds Producers 2022 della Regione Puglia (Poc Puglia 2007/2013 - Azione "Sviluppo di attività culturali e dello spettacolo). Leave è un cortometraggio musicale distopico con uno sguardo sulla crisi socio-culturale e politica che l’umanità sta vivendo, drammaticamente attuale in un presente devastato da pandemie, guerre e diseguaglianze ormai fuori controllo. "Siamo tutti punti di sospensione in un mondo infinito. Punti che vagano senza meta in un universo fatto di emozioni, frenesia, senso di onnipotenza, ma anche di paure, solitudine e angoscia. Avete mai pensato che potremmo essere noi, con le nostre azioni, a portare il mondo, così come lo conosciamo, ad un punto di non ritorno? E se, invece, quel punto divenisse l’inizio di un nuovo capitolo?", si chiedono gli autori. Costruito su una potente colonna sonora originale del pianista, compositore e produttore barese Kekko Fornarelli (affiancato nel brano finale dalla voce di Serena Spedicato e dalle corde di Leo Gadaleta), Leave narra un mondo sull'orlo del tracollo sentimentale, culturale e sociale, in cui l’unico modo per fuggire è la proiezione del sé in una sorta di auto-isolamento. La grande voglia di contatto umano, dopo anni di pandemia, lascia spazio alla rassegnazione della guerra: la protagonista decide, così, di alleviare le proprie sofferenze prefigurando un mondo alternativo, un proprio metaverso, in cui tornare in contatto con una civiltà senza guerre, con una natura incontaminata, con una nuova realtà, rasserenante per l’anima e rigenerante per corpo e mente. Dalla classica alla techno, dagli organici orchestrali acustici alla pura elettronica sintetizzata, Kekko Fornarelli si muove con assoluta naturalezza tra stili ed epoche, con l’innato talento di donare potenza espressiva ed emozionale alle immagini che si vestono della sua musica. Molto attivo anche in ambito live, con otto album pubblicati e oltre 400 concerti in più di 60 Paesi nel mondo negli ultimi dieci anni, Kekko Fornarelli è attualmente uno degli artisti italiani maggiormente apprezzati nel mondo. Ha sviluppato uno stile unico caratterizzato dal tentativo di creare musica da osservare, più che da ascoltare. Un modo particolare e tutto personale per raccontare storie, esprimere emozioni e dipingere situazioni. La sua musica è una morbida combinazione tra le più moderne idee nordeuropee e il lirismo neoclassico, filtrata dal suo caldo background mediterraneo e resa unica dalla sua innata curiosità per la musica in ogni sua declinazione.

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IL MURO DEL CANTO
“LA LUCE DELLA LUNA”
È IL NUOVO SINGOLO E VIDEO
(FioriRari / Believe) 
DISPONIBILE DA OGGI GIOVEDÌ 9 GIUGNO

Esce oggi, giovedì 9 giugno, “LA LUCE DELLA LUNA” il nuovo singolo e videoclip de IL MURO DEL CANTO, terzo estratto che anticipa il prossimo album di inediti “Maestrale” in uscita il 16 giugno. A quattro anni dal precedente lavoro discografico “L’amore mio non more”, che ha consacrato Il Muro del Canto come band di culto nel panorama della musica indipendente nazionale, il gruppo sta per tornare con il quinto album in studio.
 
“LA LUCE DELLA LUNA” - IL BRANO
Una canzone che pone al centro dell'attenzione lo spirito umano in relazione alla natura e sottolinea il profondo legame che l'uomo ha con gli elementi naturali: "io credo nella luce della luna, nei fulmini che smorzano città". In questo brano il Muro del Canto sintetizza in pochi minuti il proprio senso della vita, della morte, della follia dell'arte e della felicità. “La luce della Luna” è una preghiera atea dedicata alla natura e all'autodeterminazione del proprio destino. Si parla senza mezzi termini della fine della vita e dell'arte come alleata nel viaggio verso la propria liberazione. “La luce della luna” è un brano rock arricchito dalla presenza al violino di Valentina del Re. Il videoclip che accompagna il brano, firmato da Daniele Martinis, prosegue la vicenda umana del protagonista di "Cometa". Il nuovo disco, in uscita il 16 giugno, è già stato anticipato dai brani “Controvento” e “Cometa” che hanno dato un assaggio dell’evoluzione stilistica e comunicativa de Il Muro del Canto, frutto di un lavoro di ricerca volto a mantenere evidenti i propri tratti distintivi, introducendo al contempo diversi elementi di rinnovamento sia nel linguaggio che nell’approccio musicale.

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PIERO SIDOTI
ONLINE IL VIDEOCLIP DI “NINNA NANNA”
BRANO CONTENUTO NELL’ALBUM
“AMORE [fino a prova contraria]”
 
Da oggi, venerdì 10 giugno, è disponibile su YouTube il videoclip di “NINNA NANNA” (https://www.youtube.com/watch?v=fFsvmrrvbQU), brano del cantautore friulano PIERO SIDOTI, contenuto nell’album “AMORE [FINO A PROVA CONTRARIA]” (https://ampl.ink/83R9p). Il video, diretto da Rebecca Serafini, è un montaggio di immagini preesistenti, immagini di una Parigi contemporanea ma con uno stile retrò anni venti, a commentare e accompagnare l’atmosfera magica di una ninna nanna in grado di addormentare anche la paura.  «A vedere queste immagini ora – racconta Piero Sidoti – mi sembra che fossero state girate appositamente per questa canzone!» «Il video di Ninna Nanna – spiega Rebecca Serafini – è intriso di una componente affettiva particolare. Gli spezzoni video e fotografici sono la testimonianza di un viaggio fatto anni fa in una deserta, afosa ed onirica estate a Parigi. A pochi giorni dal montaggio, volutamente lasciato così selvatico e manuale, il telefono con cui avevo effettuato le riprese ed immortalato gli scatti, è andato in mille pezzi, cadendo rovinosamente dallo sportello della mia macchina. Tutto irrecuperabile. È così che Ninna Nanna ha per me un significato sentimentale unico ed autentico. È custode di attimi di vita vera».
 
Scritto dallo stesso Piero Sidoti, “Amore [fino a prova contraria] è un album che ha come comune denominatore i sentimenti e le emozioni, dove si cantano storie d'amore imperfette, sbagliate e splendide, ma soprattutto storie d'amore umane. L'autore decide di mettersi a nudo parlando ed entrando in risonanza con le zone più intime e segrete dell'animo. L'ironia viene utilizzata per creare quella leggerezza che contemporaneamente sa penetrare le profondità dell'io e volare sopra la seriosità e la pesantezza delle banalità e dei luoghi comuni.
Piero Sidoti, nato a Udine nel 1968, è un cantautore e attore di cinema e teatro. Laureato in Scienze Biologiche, intraprende la carriera di insegnante di matematica e scienze, si avvicina alla musica negli anni ’90 e nel 1998 è tra i vincitori del premio “Canta l’autore” e di tre edizioni del “Premio Pavanello”.  Nel 2004 si classifica fra i quattro concorrenti vincitori del “Premio Recanati”, è finalista al premio “L’artista che non c’era” e vince il “Premio Fabrizio De André” come miglior poesia in musica e miglior cantautore. Nel 2005 viene premiato come miglior artista non prodotto al “Festival Domenico Modugno” e nel settembre 2008 si esibisce al “Tenco che ascolta” a Provvidenti. Nel 2010 esce il primo album a distribuzione nazionale “Genteinattesa” prodotto da Produzioni Fuorivia, distribuito da Egea e con la prefazione di Lucio Dalla (editore di diversi brani) che segue direttamente Sidoti durante la registrazione del disco e con cui l’artista ha avuto la fortuna di collaborare a partire dal 2004. L’album si aggiudica, nell’autunno del 2010, la “Targa Tenco” come migliore opera prima. Il secondo disco “Lalala” viene pubblicato, sempre con Produzioni Fuorivia, a cinque anni dal primo lavoro. Al disco partecipa Giuseppe Battiston che firma con Sidoti anche la canzone “Sei meno meno”. Nel 2020 il cantautore partecipa al film “Il grande passo” di Antonio Padovan con Giuseppe Battiston, Stefano Fresi e Vitaliano Trevisan.
  

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JOE BASTIANICH & LA TERZA CLASSE
“FALL IN BETWEEN” IL NUOVO SINGOLO
ESCE OGGI VENERDÌ 3 GIUGNO

Esce oggi venerdì 3 giugno  “Fall in between” il nuovo singolo di JOE BASTIANICH & LA TERZA CLASSE che anticipa l’uscita del loro esordio discografico il prossimo 24 giugno con l’album “Good Morning Italia”. Fall in between è un brano dalle sonorità folk pop contemporanee che parla del concetto di amore in senso universale, visto come salvifico e come una grande possibilità di elevarsi per raggiungere la serenità. La festa e la voglia di ballare che si percepisce nell’arrangiamento richiamano il forte senso di allegria che solo un sentimento sano può regalare. Il progetto nasce dall’incontro tra il “Restaurant Man” Joe Bastianich e l’ensemble de La Terza Classe, conosciuta durante il programma “On the road” realizzato per Sky Arte nel 2013 e condotto dallo stesso Bastianich. La grande passione di Joe per la musica rock, blues, soul e folk americana e l’empatia immediata che si è creata hanno fatto nascere una collaborazione tra lui e la band napoletana, una delle poche realtà musicali italiane che sin dalla sua nascita si occupa di ricercare e di comporre musica ispirandosi al folk americano.
Il sodalizio artistico tra i due progetti si concretizza nel 2021 con un tour estivo ed uno invernale in giro per lo stivale in alcune delle più importanti venue italiane e alla realizzazione, a dicembre 2021, di un singolo, “This Good Man”, scritto da Joe ed arrangiato in versione bluegrass da La Terza Classe.
 
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ONLINE IL VIDEOCLIP DI ‘TUTTE LE FUNTANELLE’
 IL BRANO DI MARLO’ feat. SETAK
Musica di Seta | iMusician

E’ online il videoclip di ‘Tutte le funtanelle’, il brano che segna il ritorno della cantautrice abruzzese Marlò feat. Setak per l’etichetta Musica di Seta. Tutte le funtanelle, brano popolare abruzzese di autore sconosciuto, negli anni venne persino attribuito a D’Annunzio, ma di questo non vi è conferma. D'Annunzio in realtà cita questo canto nel suo romanzo "Il trionfo della morte", come dedica alla sua terra.  «La dimensione ancestrale della musica popolare mi ha sempre affascinata; c’è una forza emotiva e melodica, nella musica tramandata, che fa si che questa sia comprensibile anche a chi non parla quel dialetto – racconta Marlò. L’atmosfera dei canti popolari è comune a tutte le regioni, è qualcosa che tutti sappiamo riconoscere e di cui abbiamo memoria. Tutte le funtanelle è la canzone che ho nelle orecchie da che ho iniziato ad accumulare ricordi.  La cantava mia nonna, la cantavo io da piccola, la cantava mia zia a mio cugino. Per ricominciare è necessario tornare alle radici, alla memoria e da qui nasce l’idea di riarrangiarla e portarla in una dimensione fuori dal tempo, togliendo la polvere che il vernacolo porta con sé, mantenendo però la forza espressiva e identitaria della mia terra. Non è la canzone più conosciuta d’Abruzzo, ma è certamente quella che più di tutte mi riporta a casa. Sempre».«Questa estate ho avuto l'occasione di ascoltare Setak dal vivo ed è stata un'esperienza artisticamente folgorante – continua Marlò. Da abruzzese sono rimasta sconvolta da come si potesse cantare il mio dialetto donandogli spessore e qualità, allontanandolo da quella dimensione esclusivamente goliardica a cui solitamente viene associato. Quando ho avuto l'occasione di concretizzare il desiderio di riarrangiare Tutte le funtanelle, ho subito pensato che la presenza di Setak sarebbe stata il valore aggiunto. Lui incarna quello che vorrei racchiudesse questa nostra versione: togliere la "polvere" e riportare tutto ad una dimensione attuale che preservi però l'essenza e la forza espressiva delle radici». «Quando ci siamo trovati a decidere quale taglio dare al video che avrebbe accompagnato questo brano, non volevamo proporre una sceneggiatura didascalica del testo – racconta Marlò a proposito del videoclip. Abbiamo allora cercato di tradurre in immagine il concetto di "riportare alla luce", ambientando il tutto nella casa del poeta abruzzese Benito Sablone. Tutte le funtanelle sarebbe diventata così una lettera tra due innamorati, lettera che viene ritrovata nella casa del poeta. Questo ci ha dato la possibilità di riaprire una casa che sembra un museo, ricca di libri antichi, macchine da scrivere d'epoca e manoscritti di Sablone, mantenendo così il filo conduttore di "riportare alla luce" alcune perle della storia abruzzese».  Il video è stato girato da Diego Mercadante (regia) e Pierpaolo Potenza (direttore della fotografia), montaggio e foto di backstage sono di Mattia Astolfi.

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KamAak
E' on line il secondo video-singolo "Auànno".
Il brano fa parte della trilogia "Imperfect Disconnect” pubblicata da INRI Classic.

Auànno  (che in napoletano arcaico significa “quest’anno”) è il secondo video-singolo di KamAak estratto dall’Ep "Imperfect Disconnect” edito dalla label INRI Classic. Il brano è disponibile su tutti gli store digitali e viene pubblicato anche con un videoclip della regista Anna Castiello. Il secondo tassello della trilogia dedicata agli elementi, tradizioni e culture millenarie dell’area vesuviana si aggiunge a “Onne”, il primo brano che celebrava la forza creativa/distruttiva del Creator Vesevo. Il duo, composto dalla violinista e performer Stella Manfredi e dal bassista e producer Luigi Castiello, con “Auànno” continua il suo personale viaggio introspettivo tra tradizione e innovazione. Per questa composizione la ricerca etnomusicologica riguarda il culto della Madonna, espressione religiosa che ha un fortissimo legame con la società partenopea. KamAak ha così avviato studi approfonditi su alcune dei riti mariani più importanti della Campania: la Festa della Madonna delle Galline di Pagani e quella della Madonna dell’Arco, tra le più popolari e antiche nate a metà del XV secolo; catturando e registrando in presa diretta i soundscapes tipici di questi riti. Le feste e le tradizioni popolari rappresentano la storia e l’identità di un territorio e di una comunità. Le rievocazioni storiche e il mantenimento delle feste e delle tradizioni che vengono ripetute di anno in anno costituiscono un bagaglio culturale da preservare e tramandare e rappresentano risorse eccellenti capaci inoltre di mettere in atto processi di sviluppo locale. Dopo due anni di stop di questi riti, dovuti dal Covid-19, i KamAak, con una squadra di videomaker e fotografi, hanno colto il fervore di un popolo nel valorizzare gesti tradizionali di cui erano stati privati. Per il video che accompagna Auànno ri-appare Deva, la bambina dai capelli color lava già protagonista in “Onne”, che in un continuum spazio-temporale smette di esplorare il mare ed è pronta a rievocare il passato che l’aiuterà, ancora una volta, nella ricerca della sua identità.


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GIACOMO LARICCIA
E' disponibile su tutte le piattaforme digitali "Tremenda voglia di vivere" il nuovo singolo di Giacomo Lariccia pubblicato dalle label Avventura in musica/Salty Music.
Il cantautore italo-belga ha scritto e prodotto il brano per la comunità Exodus di Don Mazzi.
La canzone farà parte del nuovo album in uscita a settembre.

S'intitola "Tremenda voglia di vivere" il nuovo video-singolo di Giacomo Lariccia che sarà inserito nel quarto album della sua carriera e pubblicato a settembre dalle label Avventura in Musica/Salty music.
Il brano è stato registrato in collaborazione con il producer Marco Locurcio nei Lanewood studios di Bruxelles. La canzone è pubblicata in collaborazione con la comunità Exodus e rappresenta l’ultima fase dello slancio che porterà al nuovo disco del cantautore italo-belga. Infatti nel quarto full-lenght di Lariccia, oltre a questa canzone, troverete le migliori produzioni degli ultimi dieci anni scritte e registrate in giro per il mondo insieme a tanti ospiti nazionali e internazionali. Tra questi ci sono: Petra Mangoni, Giulio Carmassi (USA), Peppe Voltarelli, Marco Calliari (Canada), Erica Boschero  e tanti altri.
"Tremenda voglia di vivere" è un’espressione che nasconde energia, voglia di mordere la vita e di non mollare nonostante gli inciampi. Il testo di "Tremenda voglia di vivere" esprime e trasmette valori universali e racchiude anche le convinzioni della comunità Exodus di Don Mazzi che dagli anni 80 aiuta persone con problemi di dipendenze. Il brano sarà la colonna sonora ufficiale dell'evento nazionale "Ragazzi Fuoriserie" organizzato dalla Exodus a conclusione dell'omonimo progetto di prevenzione della dispersione scolastica.  “Sono entrato in contatto con la comunità Exodus di Cassino andando a visitare un mio caro amico che è stato ospite per alcuni mesi - racconta Giacomo Lariccia. "Il contatto è diventato conoscenza e poi amicizia e mi sono ripromesso di trasformare il motto della comunità, Tremenda voglia di vivere, in una canzone per allargare ancora di più il suo impatto: Tremenda voglia di vivere significa che la vita va vissuta da protagonista e non da spettatore.”
 
BREVE BIO
Giacomo Lariccia è un artista italiano sui generis. Vive a Bruxelles da circa 20 anni ed è attivo con il suo progetto da cantautore sulle scene di tutta Europa. Ha suonato in diversi paesi del mondo, al di là dell’Oceano e del Mediterraneo, è stato tre volte finalista alle Targhe del Premio Tenco (2012, 2014, 2020) insieme ad altri premi dedicati alla canzone d’autore. Ha recentemente concluso una tournée Europea con diversi sold-out in Francia, Svizzera e Belgio e sta terminando le registrazioni del nuovo lavoro discografico, il 4° disco della sua carriera di cantautore italiano in giro per il mondo. Ha collaborato con musicisti congolesi, belgi, francesi, canadesi e statunitensi e ha proposto nei teatri europei uno spettacolo che unisce influenze di pop europeo, folk e della world-music al linguaggio della canzone d’autore italiana. La pubblicazione del nuovo disco di Giacomo Lariccia è prevista per  settembre 2022. Giacomo è un cantautore che lascia l’Italia e trova l’America in Europa. Dopo aver percorso in autostop le autostrade d’Europa, chitarra in spalla, Giacomo Lariccia si innamora di Bruxelles. Pianta le tende, si diploma in chitarra jazz e pubblica il suo primo disco da chitarrista (Spellbound/Label Travers). Un giorno, dopo anni passati a suonare in festival in giro per il mondo, scopre la potenza della parola, inizia a scrivere canzoni e in sette anni pubblica tre dischi come cantautore: Colpo di Sole 2012, Sempre Avanti 2014 e Ricostruire 2017 che affronta il tema della fragilità in 12 canzoni. Tutte per l'etichetta Avventura in Musica.
 



Link ufficiali
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Esce oggi "UNNI SINI", l’inno alla solitudine di ORIANA CIVILE
Anticipa l’album "STORII", il primo di inediti dell’artista siciliana

Un inno alla solitudine, compagna inseparabile e fondamentale nella vita e soprattutto nel momento della creazione. Uno stato di grazia che si evolve in un atto di autoerotismo femminile, in cui lui (o lei) diventa una immaginaria presenza che lascia spazio alla fantasia erotica più di quanto farebbe in un reale contatto. E’ “Unni sini” (Dove sei), il nuovo brano di Oriana Civile, artista, studiosa delle tradizioni musicali siciliane e interprete del repertorio di tradizione orale della sua terra. Il brano, cantato in lingua siciliana, è il primo estratto da “Storii”, che segna il suo esordio da cantautrice dopo due album di riproposta di brani tradizionali. Il disco vedrà la luce il 17 giugno. “Unni sini” esce accompagnato da un video firmato da Storie dipinte, con le illustrazioni di Giorgio Rizzo. “Storii” è un album di racconti dalle sonorità minimaliste e di grande impatto grazie anche al carisma interpretativo della Civile. E’ stato registrato in presa diretta come un live in studio. A comporlo, come indica il titolo, una manciata di storie. Storie personali e storie collettive. Storie individuali e storie universali. Tredici brani in tutto che si aprono con una canzone il cui testo è una poesia dell’avvocato Pippo Mancuso, tratta dal libro Malu Tempu – strofe strofacce aneddoti. Tra i “solchi” incontriamo paesaggi, leggende, denunce, provocazioni e strambi interrogativi ai quali dare finalmente una risposta definitiva, come il sesso dell’arancin*. Ma anche personaggi come Attilio Manca (la cui morte è uno dei misteri italiani legati a Cosa Nostra), Claudio (agente di scorta di Paolo Borsellino) e Luciano Traina e addirittura Lady Gaga, la pop-star americana originaria di Naso, il paese in provincia di Messina da cui viene anche Oriana Civile. “Storii”, che è stato preceduto da una fortunata campagna di crowdfunding, esce per l’etichetta Suoni Indelebili ed è distribuito da Ird.
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Da oggi è online il videoclip ufficiale del singolo “Ti vuije dice” di Lara Molino

Il 13 maggio è uscito su tutte le piattaforme digitali il nuovo singolo della cantautrice sansalvese Lara Molino dal titolo “Ti vuije dice”. Il brano composto da Lara e arrangiato e prodotto da Carla Magnoni sta piacendo molto al pubblico che mostra di aver capito il messaggio e la bellezza della canzone in lingua  abruzzese. Una canzone che celebra il valore fondamentale della vita, l’amore nelle sue varie forme e ci ricorda quanto sia importante condividere ed esprimere questo sentimento. In un clima come quello che ci ritroviamo a vivere, questo messaggio è la vera rivoluzione. Il videoclip del singolo, disponibile su You Tube da oggi, 18 maggio, ideato e realizzato da Antonella Giuliano, è stato girato in Abruzzo, presso la Riserva Naturale di Punta Aderci. Un luogo incantevole quasi magico che va ad incorniciare i volti ed i gesti degli attori che hanno contribuito alla realizzazione del video: Marika Del Greco e Ivan Nozzi, Flaviana Ciafardini ed Alessia Alfieri, Michele Molino e la stessa Lara.  “E’ stato molto emozionante per me vedere il mio testo e la mia musica trasformati in immagini. Non dimenticherò mai le mattine in cui abbiamo girato le scene, noi “attori” non fingevamo per niente, le coppie presenti nel video infatti sono coppie reali, di persone che davvero si vogliono bene, si amano.” – afferma Molino. Il video per una settimana, a partire dal 13 maggio, data di uscita del singolo, è stato pubblicato in anteprima sul sito della Rai a seguito dell’intervista della cantautrice andata in onda su Tgr Abruzzo. Lara Molino dopo vari dischi e anni di concerti in giro per l’Italia e non solo, dal 2016 si è avvicinata al Folk, alla World Music, ha iniziato a comporre e cantare in dialetto abruzzese, nel 2017  ha pubblicato il suo bellissimo album “Fòrte e gendìle”. Nonostante il periodo non facile sta continuando la sua attività di ricerca e composizione. Un lavoro che svolge con estrema professionalità e passione e che la porterà, nella prossima estate, a pubblicare un nuovo CD.

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TAMMURRIANTI
World Project
presentano "Sole a luntano" il singolo che anticipa il debut album "Mani Sicure" in uscita il 27 maggio per la label  SoundFly.

“Mani Sicure” è il primo lavoro discografico di “TAMMURRIANTI World Project”, progetto musicale ideato e diretto da Michele Maione e Emidio Ausiello, musicisti molto attivi e versatili nel panorama della musica partenopea. Il disco, in uscita su tutte le piattaforme e negli store più importanti in Italia, è pubblicato dall’etichetta discografica SoundFly. Questo lavoro prende vita dopo anni di collaborazione e ricerca dei due percussionisti, che nel 2008, pubblicarono l’opera didattica in dvd “TAMMURRIANTI”, ed in seguito hanno cominciato a lavorare ad una musica ispirata all’universo dei tamburi a cornice.  Tali strumenti vengono intesi non soltanto come oggetti sonori, ma come espressione di un legame culturale e musicale tracciato in maniera metastorica attraverso lo spazio e il tempo. Infatti il tamburo a cornice, nelle sue molteplici forme, è presente in ogni cultura del mondo, dal Sud Italia al Sud America attraversando il Mediterraneo e l’India, persistendo da oltre 6000 anni. “Mani Sicure” si compone in gran parte di brani originali, fra cui tre strumentali, e in piccola parte di brani tradizionali reinterpretati. L'album è un invito a ritrovare una dimensione umana e condivisa della musica, un invito all’accoglienza, al non diffidare del prossimo. Valori tramandati dai maestri della tradizione con cui i due percussionisti sono stati a contatto per anni. Difatti Il grande patrimonio della tradizione popolare del Sud Italia è senza dubbio alla base del percorso musicale di T.W.P., che si sviluppa oltre che su un binario musicale, su quello concettuale. Come ad esempio il concetto tradizionale della festa, intesa non come effimero divertimento, ma come momento in cui una comunità si guarda negli occhi e si accetta nonostante le contraddizioni dell’animo umano. “Mani Sicure” inoltre, ribadisce il modus operandi di Maione e Ausiello diviso fra gioco, un pizzico di follia e estrema ricerca, che strumenti come i tamburi a cornice necessitano affinché riescano a dialogare con linguaggi e strumenti più moderni come sintetizzatori e drum machines, creando così una musica nuova e a fuoco nell’epoca attuale.  Per quanto riguarda i testi, è stata fatta una scelta precisa di utilizzare dialetti principalmente campani o comunque del Sud Italia, nonostante le musica abbia influenze da tanti Paesi del pianeta. Tale scelta è stata fatta per affermare l’identità e l’attaccamento al proprio territorio del gruppo, ma senza campanilisti e folklorismi, semplicemente il Sud Italia come punto di osservazione del mondo. La formazione attualmente è composta da: Michele Maione: frame drums, percussions, marimba, balafon, vibraphone, electric mandola, synthesizers; Emidio Ausiello: frame drums and percussions; Enzo “Tammurriello”: vocal and “tammurro”; Andrea Esposito: Electric violin – mandobird. Il progetto è però da sempre stato aperto a tante collaborazioni artistiche, non solo di musicisti ma anche di artisti figurativi, danzatori, attori e performer di vario genere.
Tra i gli ospiti che hanno impreziosito il lavoro figurano il compositore Savio Riccardi al pianoforte , l'ensemble di archi Ondanueve string quartet, il bassista Roberto d'Aquino, il chitarrista Marcello Giannini, la vocalist performer Sonia Totaro, la zampogna di Tommaso Sollazzo, Il gruppo di tamburi a cornice “Tammurianti Ensemble” .
Per la scrittura di alcuni brani T.W.P. sei è avvalsa della collaborazione della cantautrice Flo e dell’autore Franco Maione.

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ESCE OGGI 16 MAGGIO IL VIDEOCLIP DI
“OK BOOMER”
IL NUOVO SINGOLO DI
THE ZEN CIRCUS feat. BRUNORI SAS
(Capitol / Universal)
Esce oggi, lunedì 16 maggio, il videoclip di “OK BOOMER”, il nuovo singolo di The Zen Circus feat. Brunori Sas.
 
Si tratta del terzo estratto dal disco “Cari fottutissimi amici”, la nuova avventura discografica degli Zen Circus in uscita il prossimo 27 maggio. Un album interamente composto di featuring, su canzoni inedite realizzate per l’occasione, frutto di molteplici collaborazioni con colleghi stimati e amici di vecchia data: Motta, Claudio Santamaria, Brunori Sas, Luca Carboni, Ditonellapiaga, Speranza, Management, Fast Animals and Slow Kids, Emma Nolde e Musica da Cucina sono gli ospiti speciali che affiancano gli Zen Circus in questo lavoro. Già anticipato dai brani “118” feat. Claudio Santamaria e “Caro fottutissimo amico” feat. Motta, il nuovo album si arricchisce di una nuova anticipazione, il singolo “Ok Boomer”: un brano in cui Zen Circus e Brunori Sas si incontrano nella scrittura condivisa lavorando sinergicamente a testo e produzione musicale, proprio nello spirito di massima libertà e collaborazione che ha guidato il lavoro sul nuovo album.
 
THE ZEN CIRCUS PARLANO DEL SINGOLO “OK BOOMER”
L’estate scorsa, mentre ammazzavamo il tempo durante l’ennesimo viaggio in autostrada, Dario ci manda un messaggio vocale. Era la bozza di una canzone per chitarra e voce intitolata ironicamente “I Ragazzi di Joggi” (il suo paese natio, arroccato nella Valle dell’Esaro in Calabria). Una volta ascoltata ci siamo detti immediatamente che era quella giusta da lavorare per il nostro album di collaborazioni “Cari Fottutissimi Amici”, diventando di fatto l’unica del lotto non proposta direttamente da noi. Così a settembre ci siamo trovati tutti insieme a Cosenza, l’abbiamo provata e riprovata, manipolata, stravolta, arrangiata ed infine registrata. Musicalmente il brano è l’incontro fra il mondo Brunoriano e quello Zen, dove una canzone d’autore Italiana a tutto tondo si veste della ritmica e delle chitarre di quel rock d’oltreoceano trasversale a noi tanto caro. Testualmente invece Appino e Dario hanno lavorato a lungo e minuziosamente sulle proprie differenze, utilizzando le rispettive adolescenze per raccontare a modo loro cosa succede quando la tua generazione diventa quella de i “Ragazzi di ieri”.

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ESCE OGGI 4 MAGGIO
IL VIDEOCLIP DE
“ER CIMITERIO DE LA MORTE” feat. Davide Toffolo
IL SECONDO ESTRATTO CHE ANTICIPA IL NUOVO ALBUM DEGLI ARDECORE
(La Tempesta Dischi / distr. Believe)
 
Esce oggi, mercoledì 4 maggio, il videoclip ufficiale de “Er cimiterio de la Morte” feat. Davide Toffolo, il secondo estratto dal nuovo lavoro degli ARDECORE, interamente incentrato sull’opera letteraria di Giuseppe Gioachino Belli, il più importante scrittore e poeta della letteratura romana. Ne “Er cimiterio de la Morte” la voce di GIAMPAOLO FELICI è affiancata da quella di DAVIDE TOFFOLO (Tre Allegri Ragazzi Morti), mentre le musiche e gli arrangiamenti hanno la firma, oltre che di Felici, anche di ADRIANO VITERBINI (I Hate My Village, Bud Spencer Blues Explosion). La canzone nasce intorno al sonetto del Belli; una taranta percussiva che accompagna il significato del testo in cui la ciclicità della vita, della morte e della rinascita, vengono messe in evidenza in maniera allegorica. Una danza per una festa macabra intorno alla morte. Ed è sull’allegoria che gioca anche il videoclip, diretto da Carlo Roberti che nelle note di regia racconta: “Per realizzare il videoclip de “Er cimiterio de la morte” abbiamo giocato a interpretare la città di Roma attraverso gli occhi di tre personaggi che vengono dal passato. Uscendo dalla loro cripta si ritrovano catapultati in una situazione frenetica e anche allegra, scherzosa, parlando e giocando con i passanti, i ragazzi. Questo porta i protagonisti ad avere molto stupore, molto divertimento ma, sul finale, anche a vedere una certa amarezza nei loro sguardi, consci del fatto che non appartengono a questo mondo e che possono solo affacciarvisi; tornando infine, in silenzio, nella loro cripta.”

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Fuori il video del live unplugged che anticipa l’album in uscita “Nanti li 90’s”
“Se tuerni”, vent’anni di musica contro la guerra nel nuovo singolo dei Nidi d’Arac

È fuori il 29 aprile “Se tuerni”, il primo singolo che anticipa “Nanti li 90’s”, il nuovo lavoro discografico dei Nidi d’Arac. La band di origine salentina fondata a Roma nel 1998 da Alessandro Coppola, tra le pioniere della world music italiana, celebra l’esperienza dei suoi quasi 25 anni di attività tornando alle origini, agli anni Novanta, con una rosa di brani scritti intorno a fine millennio, riarrangiati e suonati live unplugged. L’album è prodotto dall’etichetta francese Emme Records con il sostegno di Puglia Sounds Record. A quattro anni di distanza dall’ultimo lavoro, il postmoderno ed eclettico “Face B”, il nuovo album dei Nidi d’Arac cambia decisamente rotta con la scelta di un sound acustico che racconta la maturità della band. «Se tuerni sulla terra damme luce»: così comincia “Se tuerni”, il singolo scelto per anticipare l’uscita del disco, cantato in dialetto salentino (Alessandro Coppola voce, Lucia Cremonesi viola, Julian Bellisario batteria, Edoardo Targa basso, ft. Alberto Bassani chitarra). Nel tempo storico di un ennesimo conflitto, che arriva oggi a lacerare il cuore stesso dell’Europa, i Nidi d‘Arac scelgono di inaugurare il nuovo capitolo del loro percorso artistico con un brano che si fa portavoce di una posizione radicalmente pacifista, celebrando il principio di umanità come valore superiore a ogni logica politica, ideologica, religiosa. Scritta dopo l’attentato alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001, “Se tuerni” (dall’ambum “Jentu”, 2003) a quasi vent’anni di distanza continua a parlare al cuore delle persone raccontando la storia di una figlia che si rivolge al padre, morto per aver scelto la guerra. «Quella di questo brano è una visione estrema, radicale della pace – commenta Alessandro Coppola - che si sforza di considerare ogni essere umano in quanto tale, e di abbracciare l’empatia che vive, nonostante tutto, nel legame di qualunque figlia con il proprio genitore. È una prospettiva differente della guerra, che allora come ora vuole discostarsi dalla logica “buoni o cattivi”. Questa storia porta con sé un messaggio universale, che considera ogni conflitto come il più tragico degli eventi, una sconfitta dell’umanità in cui, in ogni caso, a perdere è la “parte umana”». Il video live unplugged (QUI il link: https://youtu.be/wpwwHmFAfXU) prodotto da Emme e realizzato da Valentina Pascarella, conduce nel vivo delle registrazioni in presa diretta: un momento importante per il lavoro sull’album, una modalità che è anche un “manifesto”, un ritorno ai valori della vicinanza e della condivisione dopo la distanza forzata imposta dalla pandemia. Una risposta “fisiologica” che recupera un modo “artigianale” di fare musica richiamando il tempo dell’analogico, dei suoni acustici, dello stare insieme e in presenza. Un ritorno concepito, naturalmente, nell’alveo del laboratorio di “sperimentazione permanente” dei Nidi d’Arac, attraverso un lavoro sul suono che dialoga in una forma inedita con il sound della club culture sperimentale degli anni Novanta, quel suono metropolitano, espressione di una mezcla culturale ibrida che attingeva le sue suggestioni dal mondo tradizionale modificandole e risignificandole con gli strumenti del suo tempo. “Nanti li 90’s”, «intorno agli anni Novanta» in dialetto salentino, nell’incontro tra tradizione rurale e musica elettronica i Nidi d’Arac trovarono il loro inconfondibile stile e la cifra del loro successo, affermandosi come una delle band più amate della nuova world music in Italia. Un mondo che viene ora rievocato e ancora una volta trasformato, con un lavoro di sperimentazione che affida agli strumenti acustici il compito di richiamare e “sfidare” le sonorità elettroniche.


“Nanti li 90’s” è prodotto con il sostegno di Puglia Sounds Plus, Programmazione Puglia Sounds Record 2022.
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ELISABETTA GUIDO
“ARABESQUE”
(Alfa Music)
 
è uscito il video di That's the Matter che anticipa il nuovo album 
presentazioni live a Roma (20 maggio) e Milano (29 maggio)
In trio trio con Mirko Fait e Martino Vercesi
 
Il 20 maggio sarà pubblicato dall’etichetta discografica romana Alfa Music il nuovo album del trio della cantante, pianista ed autrice di jazz salentina Elisabetta Guido, con i musicisti milanesi Mirko Fait (sax) e Martino Vercesi (chitarra), con i quali costituisce un’affiatata band da almeno 3 anni. Martino Vercesi è anche autore degli arrangiamenti del disco. Special guest è il celebre trombettista Fabrizio Bosso. Lo stesso giorno ci sarà la prima delle due presentazioni live del disco, a Roma all’Alexanderplatz, mentre il 29 maggio sarà la volta del Teatro dell’Elfo a Milano
Il 6 maggio l’album sarà anticipato dal videoclip di “That’s the matter”. Nel 2021 l’album è stato presentato in anteprima dal vivo a JazzMi. Il lavoro si intitola “Arabesque” e contiene 9 tracce, quasi tutte composizioni della Guido, che spaziano fra swing, ballad, samba, tango, giocando con il ritmo, come è nel suo tipico stile di autrice. Spiega la Guido: “Arabesque porta avanti la linea compositiva tracciata con il mio precedente album da autrice, “The Good Storyteller” (Dodicilune), cioè il mio voler suscitare immagini nella mente di chi ascolta ed il mio amore per il ritmo, che mi portò nel precedente lavoro a cimentarmi anche con 5/4, 7/8 e poliritmia. Ma, a differenza di quello, qui impera la “semplicità”, perché questo mio ultimo lavoro è “figlio” dei miei stati d’animo durante i lockdown causati dalla pandemia di Covid 19, periodi in cui ho sentito di voler utilizzare la scrittura musicale, come sempre avviene per me, come mezzo per ritrovare serenità ed un pizzico d’allegria. Sempre salvaguardando, certo, le mie origini jazzistiche, come si nota dalle armonie dei brani, ricche di modulazioni e di accordi contenenti particolari tensioni, descrittive dei vari stati d’animo, e dall’uso di passaggi melodici un po’ “virtuosi” tipici del jazz. Da questo sono nati brani come il samba “That’s the matter”, brano di punta dell’album, da cui è stato tratto anche un videoclip per la regia di Fabien Frigerio, in cui parte dell’effetto di cui dicevo sopra e’ stato dato anche dalla condivisione del pezzo con altre due cantanti, con un effetto anche di coralita’. Così come è nata anche la sambinha  “A casa di Cristina”, con un testo dedicato all’estate, che è stata l’ unica stagione che ci ha dato un po’ di tregua dal virus” Nel disco sono presenti anche alcuni brani di tutt’altra atmosfera, basati su racconti reali, con i quali l’autrice dimostra ancora una volta il suo impegno sociale a favore delle donne vittime di abusi e violenze (ricordiamo “Funkattivo” del precedente album). Infatti le tracce “Non ritornerò mai più” e “Risveglio” sono dedicate all’Associazione Salentina “La Girandola”, diretta da Monica Antonia Agrosì, che si occupa proprio della tutela di queste donne e dei loro figli. Un’altra novità di “Arabesque” è la presenza di un blues moderno, “Your crazy love”, che la vocalist interpreta con una vocalità più vicina a quella popolare afroamericana, in continuità con 3 singoli che ha pubblicato con il suo Trio negli ultimi 2 anni, che contenevano arrangiamenti di Martino Vercesi fra soul e jazz. Un discorso a parte va fatto per la traccia “La chitarra di fiammiferi”, composta dal noto direttore d’orchestra e compositore di musica contemporanea Angelo Inglese, con il testo di Angelo Punturi, ispirato da una vicenda particolare.  Elisabetta raccontò sui social di suo padre Umberto, giovanissima promessa del blues italiano negli anni ’60, a cui fu impedito dalla famiglia di continuare la già promettente carriera nella musica. L’opposizione dei genitori fu tale che arrivarono a tentare di distruggere una chitarra da lui costruita interamente con dei fiammiferi, un piccolo capolavoro, che ora è stato restaurato. Ed infine l’omaggio ai grandi del jazz, con l’arrangiamento di Martino Vercesi di “A wish” di Fred Hersch e Norma Winstone.  Il video di “That’s the matter”, girato dal regista Fabien Frigerio,  è una divertente descrizione di una tipica giornata di prove di alcuni dei musicisti che hanno suonato nel disco. Interpreti del videoclip sono Elisabetta Guido, Alessandra Zuccaro, Mirko Fait e Martino Vercesi. Il lavoro è stato girato nella bellissima location dell’Apres Coup, elegante bistrot milanese, che ospita anche la Galleria d’arte “Arteutopia Milano”. Nelle immagini del videoclip infatti si possono ammirare i dipinti dell’artista Holly Heuser, che li ha gentilmente messi a disposizione come parte della scenografia. Curatori della mostra di Holly Heuser sono stati Luigi Pedrazzi e Biancanives Togliani. Venerdì 20 maggio 2022 ci sarà la prima presentazione presso il celeberrimo “Alexanderplatz Jazz Club” di Roma, con un quintetto composto da Elisabetta Guido alla voce, Mirko Fait al sax, Martino Vercesi alla chitarra, Luca Garlaschelli al contrabbasso e Giorgio Vogli alla batteria. Fotografo ufficiale della serata sarà il grande Roberto Cifarelli. L’evento è organizzato da Pina Stabile in collaborazione con Alexanderplatz Jazz Club. Successivamente, il 29 maggio 2022 il progetto sarà presentato a Milano, presso il Teatro Elfo Puccini, Sala Bausch. In quell’occasione il quintetto sarà arricchito dalla presenza delle due vocalists Azzurra Buccoliero ed Alessadra Zuccaro. Regista dello spettacolo sarà Fabien Frigerio mentre  fotografo ufficiale sarà Antonio Occhiuto.

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ESCE OGGI “IN MEZZO AL MARE”
IL NUOVO SINGOLO E VIDEO DI
NADA

Esce oggi giovedì 5 maggio “In mezzo al mare” il nuovo singolo e video di NADA, primo passo verso la pubblicazione del prossimo disco di inediti dell’artista, atteso in autunno. Su questa nuova canzone Nada afferma che “Non possiamo evitare di stare in mezzo al mare, un po' ci piace, un po’ ci fa paura”. Per il nuovo brano Nada si è affidata ancora alle mani esperte di John Parish, (c’è lui dietro ad alcuni dei migliori lavori di PJ Harvey, Eels, Giant Sand, Tracy Chapman). Il produttore inglese è artefice di un suono che è in perfetta sintonia con l’arte di Nada, un gioco di luci e ombre in continuo alternarsi, di forte impatto emotivo. Parish prosegue il suo lavoro con Nada dai precedenti “È un momento difficile tesoro” (2019) e “Tutto l’amore che mi manca” (2004).

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MALIZIUSELLA
(UN TOURMENT D’AMOUR)
Una rivisitazione di CANIO LOGUERCIO di “Maliziusella”, canzone scritta da Edilio Capotosti e da Francesco Specchia nel 1956 (ed. Peermusic)
Il videoclip del nuovo singolo di Canio Loguercio con Dalal Suleiman e Moni Ovadia

Finivamo sempre con “Maliziusella” le serate che io e mio padre passavamo a cantare sfogliando quei bellissimi libricini in cui c’erano i testi delle canzoni. E’ un pezzo del ’56, non certo dei più famosi del repertorio classico napoletano e, fin da quando ero ragazzino, “Maliziusella” mi frulla in testa come una specie di tormentone, così che per questa nuova rielaborazione l’ho intitolata, per l’appunto, “Un tourment d’amour”. Un vortice che ci proietta nelle atmosfere dei vecchi festival della canzone napoletana, deforma la cosiddetta tradizione e prova a rimodellare una lingua e una melodia, ovviamente con un bel po’ di ironia e naturalmente con la passione dei numerosi protagonisti coinvolti, per un puzzle video-musicale che è una sorta di “installazione canora” raffazzonata nel ristorante arabo del mio vecchio amico Omar Suleiman, a due passi dalla Basilica di Santa Chiara. Un vortice che ruota intorno a una straordinaria Maliziusella / Dalal Suleiman, figlia di Omar, napoletana di origine palestinese che gioca con la seduzione di una lingua franco-araba e di una danza che fa girare molte teste. Innanzitutto quella di Moni Ovadia, nel video padrone del ristorante, che la insegue con gli occhi sussurrando parole d’amore fra il napoletano e l’yddish, nonché del sottoscritto che farfuglia a fil’e voce parte del testo originario della canzone. Con questo “tormento d’amore” ci troviamo in uno spazio intimo e sospeso, in un non luogo simbolico di una napoletanità ibrida in cui convivono le foto di Maradona e le Madonne pop di Roxy in the Box, come fossimo, tra l’altro, nel bel mezzo di un allestimento per uno spot di un improbabile “parfum Maliziusella”. Sta di fatto che intorno a questo brand, immersi in questa atmosfera sensuale di pizze margherite e desiderio carnale, spunta un coro di un gruppo di avventori costituito da esponenti di spicco della rivoluzione musicale napoletana degli anni ’80 e partecipano, come clienti nel videoclip, la stessa Roxy in the Box, Alessandra D’Elia, Cristina Donadio e Nando Paone, icone di una Napoli che ha saputo reinventarsi e che attraverso l’arte, il teatro, il cinema e la TV ormai rappresentano un nuovo modo di raccontare questa città e la sua cultura. Ma Maliziusella è soprattutto un gioco e, in un qualche modo, un omaggio a mio padre che amava tanto giocare, e a quella infanzia di serate passate a cantare insieme. L’ho riarrangiata con Rocco Petruzzi e lo zampino di Ermanno Dodaro, il cuoco del video, ed è stata l’occasione per mettere insieme Marco Zurzolo col suo sax, Maurizio Capone e le sue diavolerie, Giovanna Famulari col violoncello e alcuni vecchi amici della “Vesuwave”, rintracciati e coordinati da Paolo Varriale, come Sandro Dionisio, Michele Montefusco, Marco Francini, Ciro Mattei, Umberto Sirigatti, Marco Gesualdi. Nel clip, inoltre, si intravedono per pochi istanti anche Pierre Preira, Malick Fall e Jomahe Solis, compagni di viaggio di “Mia cara madre” (Lacrime Napulitane), altro mini-film girato da Alessandro Scippa e la sua meravigliosa troupe, che ancora una volta, con grande generosità hanno aderito a questa nuova avventura e realizzato lo splendido video di “Maliziusella”.

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“FIGLIO”
IL NUOVO SINGOLO DEGLI
ALMAMEGRETTA
(The Saifam Group)
 
Esce oggi mercoledì 27 aprile il videoclip ufficiale di “Figlio”, il primo singolo estratto da “Senghe”, il nuovo album di inediti degli ALMAMEGRETTA, che sarà pubblicato il prossimo 10 giugno da The Saifam Group. Il video ha la regia di Danilo Turco, collaboratore da lungo tempo della band, che è anche autore del testo e compositore delle musiche di “Figlio”. Nelle sue parole la descrizione del senso di questo brano: Per i figli siamo super eroi, modelli, esempi, e questa è la responsabilità più grande che ci viene data. Scegliere per loro. “Figlio” è un mini film che racconta il senso di colpa di un padre, che ha scelto se stesso. Ne vediamo a migliaia di casi del genere, e la morte non è quasi mai fisica. Il dramma che raccontiamo infatti è un altro. “Figlio” parla di chi sceglie di fare il funerale al futuro dei propri figli. Perché malgrado i contesti o le dinamiche, si può sempre scegliere. Per la band, la scelta di pubblicare adesso questo brano non è casuale: Abbiamo scelto una ballad mediterranea ed elettronica che forse nel testo, curato da Danilo Turco, ha tutto il senso del progetto: “Non ti è figlio solo chi ti è figlio, è figlio pure chi non ti assomiglia, un figlio è di chi se lo prende, di chi lo sente”. Nostro malgrado, le parole perfette per il tempo che stiamo vivendo. La produzione artistica di “Figlio”, così come dell’intero album, è di Paolo Baldini, uno dei produttori più richiesti della scena reggae / dub europea, entrato ufficialmente a far parte degli Almamegretta. Gli Almamegretta sono una delle più influenti espressioni musicali degli ultimi trent’anni in Italia, con tre Targhe Tenco all’attivo, undici album e migliaia di concerti in Italia ed Europa. Con album come “Animamigrante”, “Sanacore”, Lingo” hanno segnato la scena musicale italiana diventandone al tempo stesso tra i rappresentanti più internazionali. Il loro stile è fondato su un ampio numero di generi, dal beat al Rhythm‘n’Blues, dal reggae al funk, fino all’elettronica, alla world music e al pop senza ovviamente dimenticare la matrice dub, con un frontman, Raiz, capace di emozionare e scuotere con la sua voce potente e originale. Mai fermi due volte nello stesso posto, il sound che li ha resi famosi in Italia e in Europa si è continuamente evoluto e spostato in direzione delle esigenze artistiche della band e dei testi, da sempre uno dei punti cardine della loro creatività.
 
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Little Lullaby è il nuovo singolo degli Interiors
(Valerio Corzani ed Erica Scherl) in uscita venerdì 22 aprile
 
Si chiama Little Lullaby il nuovo singolo degli Interiors, il duo formato da Valerio Corzani ed Erica Scherl, in uscita venerdì 22 aprile 2022 per la Sisma Records e distribuito da Audioglobe. Insieme al brano, che anticipa l’imminente uscita dell’album “Overtones” (29 aprile), gli Interiors hanno pubblicato anche un videoclip, interamente girato nel Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa (BO), diretto da Fabio Fiandrini e in collaborazione con la compagnia di danza contemporanea D.R.OP. L’atmosfera onirica, il paesaggio boschivo e il cielo plumbeo sono la cornice intorno alla quale si muovono delle danzatrici vestite di bianco, mentre sostengono una loro compagna in trance, in quello che fin dall’inizio si rivela essere il “sogno” di una sciamana. Nei costumi e nell’ambientazione del video, ma non nella trama e nel finale, c’è anche un richiamo al film “Picnic ad Hanging Rock” di Peter Weir.

 
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NINA BALLA | RACCONTO PER VOCE E QUARTETTO
ONLINE IL TEASER
Disponibile su Youtube il teaser con le immagini di Nina balla, il racconto per voce e quartetto portato in scena da Claudio Prima e dal Progetto Seme.

La musica e la voce di Claudio Prima, accompagnato Vera Longo, Marco Schiavone e Vito De Lorenzi, raccontano con musiche e testi inediti, le avventure di Nina, ragazza di origine albanese cresciuta in Italia, con una storia personale che la lega ancestralmente con la sua terra d’origine e con la danza, una storia che è impressa nel suo nome e la spingerà a cambiare il suo destino.
Una storia moderna, eppure senza tempo, che intreccia le sue pieghe più intime con le musiche originali che la sostengono e le fanno da cornice, in uno spettacolo appassionante che trascina e commuove. Una storia che appartiene archetipicamente a tutte le donne del Sud, fiere e sinuose, come il mare che le accomuna. Nina è una ragazza albanese trapiantata in Italia, concepita in un contesto del tutto inaspettato. Questo suo stesso concepimento traccia, in nuce, tutta la sua vita, che in questa storia dispiega le sue più inaspettate direzioni. Geografiche innanzitutto, perché dall’Isola di Saseno, luogo di partenza del racconto, si approda in seguito, insieme a Nina e a sua madre, in Puglia, a San Giovanni Rotondo, tracciando così la rotta che è stata di tantissimi albanesi dagli anni Novanta ad oggi.
 Claudio Prima scrive le musiche di questo spettacolo e si sperimenta nella scrittura e nella messa in scena di un racconto inedito, elaborando una forma di concerto nel quale il racconto penetra le trame musicali, plasmandone la forma per sostenere la parola detta, che a tratti si trasforma in canto. La regia è affidata a Marcelo Bulgarelli, noto attore e regista brasiliano già vincitore di importanti riconoscimenti e massimo esperto di biomeccanica teatrale in Brasile. 

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VOODOO DRUMMER
Set The Controls For The Heart Of The Sun


It’s an experimental, instrumental version of “Set The Controls For The Heart Of The Sun” (by Roger Waters), where Tubular Bells, Cello and Musical Saw prevail! In this 7/8 rhythm the melody mixes with the theme of John Coltrane’s “A Love Supreme” while the Greek traditional tune “Milo mou kokkino” closes the recording.

Voodoo Drummer: Drums, Bells & Percussion
Stavros Parginos: Cello, Tasos Papapanos: Bass
feat.  Adrian Stout of The Tiger Lillies on Musical Saw
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BEPPE GAMBETTA
UN PANINO

Il singolo "Un Panino” oarla di quanto la figura di Fabrizio De Andrè manchi ai giorni nostri e immagina Fabrizio che si sporge dal cielo a osservare la terra e ritrova guerra, violenza (sulle donne in particolare), ingiustizia (nei confronti del mondo LGBT in particolare ) e povertà. Vede Piero che continua a partire per il fronte, Marinella che continua ad essere uccisa, Andrea privato dei suoi diritti con un'esplosione di gioia del Parlamento e chiede a chi ama la sua musica azioni concrete per il cambiamento, partendo dal semplice gesto di comprare un panino a un poveraccio incontrato nella città vecchia. La canzone è stata registrata da Beppe Gambetta (chitarre, voce e percussioni) con F.J. Ventre al contrabbasso e il grande virtuoso armonicista Howard Levy all’armonica e piano. 
E’ disponibile su https://beppegambetta.bandcamp.com/track/un-panino e su tutti gli stores digitali (non su Spotify!).

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