Videoclip: Le novità

I comunicati stampa di presentazione dei nuovi videoclip selezionati da Blogfoolk

Mammasantissima: Il lato oscuro di un sorprendente Sud
Un nuovo videoclip musicale di Giuliano Gabriele
 
Esce su Youtube un nuovo videoclip per regalare immagini alla musica di BASTA! l’ultimo album di Giuliano Gabriele: dopo Basta!, Reveillez-Vous (Svegliatevi) e Muoviti è la volta di Mammasantissima realizzato, come i tre precedenti, dal filmmaker francese Jules Lahana con la supervisione del produttore Martin Meissonnier. Gli stereotipi oscuri del linguaggio mafioso esorcizzati da una tarantella che ad ogni passo di danza esplicita dolore e consapevolezza. In perfetta continuità con lo stile ed il concept grafico dell'intero album, torna la figura specchiata: lo schermo diviso in due con l'immagine ripetuta a specchio. In questo caso però l'amalgama tra grafica e contenuti è ancora più stringente: il brano, infatti, dipinge il bipolarismo dell'essere umano che si lascia sedurre dalla danza dei percorsi all'apparenza semplici. La Maschera chiamata anch'essa "Mammasantissima" come il brano, rappresenta una sorta di diavolo con la lingua ricoperta di pietre preziose, a simboleggiare la tentazione dei "soldi facili", e le antenne sulla fronte ad indicare l’attitudine a captare ovunque le occasioni del malaffare. Il ritmo della tarantella scandisce musicalmente contenuti e testo che nel video vengono sottolineati dai passi di danza affidati ad un eccellente danzatore della tradizione Eduardo Vessella che interpreta le movenze tipiche della tarantella calabrese. Non a caso la Calabria è stata scelta come martire principale, tristemente famosa per essere una delle regioni più povere della ricca Europa, perché presa in ostaggio e denutrita dalla malavita. La Calabria è ovviamente il pretesto per parlare ancora una volta del lato oscura di tutto il nostro meridione: corruzione endemica, omertà, rassegnazione, normalizzazione, banalizzazione sono solo alcuni dei punti chiave di questo complesso problema, parlarne è faticoso, ma necessario, visto che si tratta di una delle poche vie d’uscita che le nuove generazioni hanno per far si che la rabbia e la vergogna spingano tutti a curare questo meridione dalle proprie profonde, dolorose ed antiche piaghe. Ricordiamo che al fianco di Giuliano Gabriele, voce e organetto, in questo album troviamo: Lucia Cremonesi viola e lira calabrese, Eduardo Vessella tamburi a cornice, Gianfranco De Lisi basso, Riccardo Bianchi batteria, Carmine Scialla bouzouki e chitarra battente, Giovanni Aquino chitarra elettrica e synth, Gianmarco Gabriele programmazioni. E Martin Meissonnier programmazioni.

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SANDRO JOYEUX
JUMUA

Jumua è il singolo che anticipa il nuovo EP di Sandro Joyeux in uscita nei prossimi mesi per l’etichetta Musicastrada Records e distribuito dai francesi Absilone. Quattro brani inediti su cui l’artista francese si è avvalso della collaborazione di Adriano Viterbini e Fabio Rondanini per la produzione artistica.
Il risultato è un nuovo sound molto accattivante capace di fondere suoni distorti ed elettronici con le radici folk della musica di Sandro in pieno stile World Beat. 

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SUREALISTAS
LATIN KALEIDOSCOPE DIASPORA
SACALO AFUERA

“Sácalo Afuera” con i SuRealistas!“ ¡Ay mi negra ponte a bailar!” è la chiamata rituale del nuovo brano dei SuRealistas. Una canzone per far danzare la propria ombra... Uno scossone per superare l’inerzia e scatenare l’energia latente! Nelle loro vene scorrono Argentina e Inghilterra, Sicilia, Calabria, Pisa e Livorno... E persino un pizzico di Bosnia. I loro cuori pulsano al ritmo delle clavi afroamericane, tra cumbia e son, MPB e bossanova… E i loro sogni d’adolescenza, pronti a tornare alla riscossa, sono pieni di rock e psichedelia, cantautorato e letteratura. I SuRealistas sono una vera band, come quelle dei tempi che furono. Nessun leader. Il loro simbolo non è una piramide ma un cerchio, capace di racchiudere più idee, più voci e più colori.

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FEDERICA OTTOMBRINO
Esce il 15 maggio Piramidi, nuovo singolo della cantautrice napoletana
 
Il 15 maggio esce Piramidi, il nuovo singolo della cantautrice napoletana Federica Ottombrino, del duo Fede 'n' Marlen. Il brano da questa data è in rotazione radiofonica e disponibile su tutte le piattaforme digitali, in distribuzione con Audioglobe. Lo stesso giorno uscirà anche il video. Un assaggio dell’album Canzoni dal baule, che uscirà con l’etichetta fiorentina La Chute Dischi, a settembre e i cui brani sono legati ai protagonisti del romanzo di Federica Il Baule, in uscita in libreria il 15 maggio per Rossini Editore. “Piramidi” riguarda Bianca, la protagonista del romanzo, ed è una canzone scritta come sull’uscio della porta della vita. Tutti noi sperimentiamo nella vita quel momento in cui una metamorfosi si impone, e non la si può arrestare: alle spalle le macerie, visibili con estrema chiarezza e davanti la voglia di lanciarsi per uscire da quella “stanza” ormai distrutta. Questo primo passo può essere fatto partendo da un’unica cosa: il battito del proprio cuore, l’unica possibilità a cui aggrapparsi. Nella canzone vengono elencate le esigenze di questo momento, quella di poter ascoltare sé stessa senza il “rumore” degli altri, di potersi esprimere liberamente anche nel proprio disordine, di essere amata senza vincoli. E vengono elencati i fallimenti, tra cui aver impedito ad una vita di nascere. Il brano non si risolve, non ha una soluzione, perché a volte dichiarare il problema porta dentro il seme della trasformazione. Nel video Federica avvolta in un nastro rappresenta un baco da seta. La sensazione che sente ed esprime è quella di essere imprigionata, senza aria, senza possibilità di vedere. Pian piano da sola (perché solo da soli si può fare veramente) inizia a sciogliersi, a trasformarsi. Da baco diventa falena che danza, che riprende contatto con la vita. Ma a volte la luce, la libertà non dura che un attimo… e il filo si riavvolge e si torna baco. 
Federica Ottombrino, 1987, è una cantautrice e musicista napoletana. Laureata con 110 e lode alla magistrale di “Relazioni Internazionali / Sviluppo e Cooperazione Internazionale” presso L’Orientale di Napoli. Impegnata nel duo Fede 'n' Marlen, che fonda, insieme a Marilena Vitale, dalla fine del 2014. Nel progetto oltre allo scrivere testi e musiche, canta e suona fisarmonica e chitarra. Il duo partenopeo pubblica il primo ep "Stalattiti", prodotto da Casa Lavica, che arriva alla terza ristampa. Nel 2017 esce l'album "Mandorle" prodotto da Europhone Records. Si esibiranno in oltre 500 live in tutta Italia e condivideranno il palco con artisti tra i quali Nada, Levante, Cristina Donà e Craig David. Nel 2017 sono protagoniste della giornata di apertura del Festival di Sanremo sul palco di "Casa Sanremo" dove si esibiscono, aprendo lo showcase serale di Paola Turci. Parallelamente iniziano, insieme all’attrice Claudia Balsamo, una tournée teatrale campana con lo spettacolo "Frida", tratto dal romanzo di Pino Cacucci. A ottobre dello stesso anno vincono il Premio della Critica, intitolato a Fausto Mesolella, al Premio Bianca D'Aponte, con il suo brano “Le cose restano lì”. Sono ospiti del Barone Rosso, trasmissione di Red Ronnie e invitate da lui più volte ad esibirsi nello storico Roxy Bar. Nel 2019 pubblicano il loro ultimo Album "Terra di Madonne" prodotto da AreaLive e FullHeads. Lo portano in tour in band in luoghi importanti tra cui il Palazzo Reale di Napoli e Piazza del Plebiscito, all'interno della rassegna curata da Lello Arena "Restate a Napoli". Come solista debutta con spettacolo "La Cattedrale dell'acqua", da lei concepito, all'interno della storica cisterna romana Piscina Mirabilis di Bacoli, con dieci repliche tutte sold-out. Da luglio 2022 è impegnata con l’attrice Rosalba di Girolamo nello spettacolo "Errori", con testi di Cortázar e Márquez, suonando fisarmonica, chitarra e cantando. “Ciò in cui credo” - dichiara - “è che l’unico mezzo che abbiamo per conoscere veramente il mondo sia il sentimento. L’emozione, non passando per una comprensione razionale delle cose, ci fa percepire la realtà per ciò che è. La musica è il mezzo attraverso cui questa trasmissione diventa massima.”

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Esce il videoclip di Se Tu Lo Vuoi, tratto dall’ultima fatica discografica di Gerardo Tango.

Il nuovo singolo intitolato “Se tu lo vuoi” è accompagnato dal videoclip ufficiale é l’ultimo singolo estratto dalla fatica discografica di Gerardo Tango pubblicato lo scorso anno. “Tempio Instabile” una raccolta di canzoni cantautorali di alta cifra stilistica ha ricevuto tanti consensi di pubblico e critica attestando la grande stima verso uno dei più importanti cantautori pugliesi contemporanei. Il videoclip nato da un'idea di Nadia Gelsomina rappresenta stilisticamente la caratura poetica del testo scritto da Tango.

Il videoclip raccontato da Nadia Gelsomina
Il videoclip è un viaggio nelle emozioni che parte da un profondo ascolto. Le parole della canzone mi hanno avvolta, esplodendo in una sinfonia di colori e dando vita a immagini vivide. Il ritmo è diventato il battito del mio cuore e ha guidato e districato i miei grovigli. Non è solo l'ispirazione ad avermi guidata, ma anche una meticolosa selezione. Tra le mille immagini nate dalla musica, ho scelto quelle che meglio rappresentavano la mia visione- Ogni illustrazione è un tassello di un mosaico emotivo, un passo in un viaggio di scoperta. Prima di immergermi nel processo creativo, sono stata assalita da dubbi e paure. L'agitazione è diventata il sintomo di un'esplosione imminente, un'esplosione di idee che scalpitava per prendere vita. L'Amore, Simbolo di un Viaggio Condiviso. Al centro del video c'è l'amore, rappresentato da un'immagine evocativa: una scimmia e un gatto che si rincorrono. Come in una vecchia televisione, il loro inseguimento infinito simboleggia la natura ciclica dell'amore, fatto di alti e bassi, di momenti di sincronia e di sfasamento. Ma nonostante le difficoltà, l'amore ci spinge a camminare insieme, mano nella mano, verso un futuro incerto ma pieno di promesse. Una rincorsa di colori vibranti, che si sfidano alla luce della luna e del sole. È un invito a lasciarsi andare all'emozione, a vivere l'amore in tutte le sue sfumature, con la consapevolezza che il cammino condiviso è la destinazione stessa.
Uno dei primi appuntamenti in cui sarà possibile ascoltare dal vivo le canzoni di Gerardo Tango sarà alla Festa della Musica di Recanati il 21 Giugno 2024.

Gerardo Tango presenta l'ultimo singolo estratto dal suo ultimo album.

“Se tu lo vuoi” è nata in un periodo bello della mia vita, dedicata ad una donna che ho molto amato.
Scritta prima del Covid, quando si poteva uscire, a piedi e in bici.
E’ una canzone d’amore.
Il testo è pieno di cose da fare, da fare con l’amata.
Ma il ritornello ripete “solo se tu lo vuoi, si farà”.
L’amore è anche assecondare quello che l’amato o l’amata vuole fare.
L’ultima strofa chiude la canzone con una dichiarazione d’amore:
“Non importa dove saremo, con quale clima, o se avremo soldi o no. La strada fatta insieme porta alla Felicità”.

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GIUSEPPE GAZERRO E LA RESISTENZA ACUSTICA
DAL 24 MAGGIO 2024
 IN RADIO E SUI DIGITAL STORE
“HOW CAN YOU SEE THE SUN”
IL NUOVO SINGOLO

Da venerdì 24 maggio 2024 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “How can you see the sun”, il nuovo singolo di Giuseppe Gazerro e la Resistenza Acustica. “How can you see the sun” è un brano che nasce in seguito a una serie di riflessioni fatte dall'autore sulla sua adolescenza e sulla caducità dei ricordi che ad essa si accompagnano. Il pezzo fa parte del repertorio più strettamente cantautorale dell’artista; oltre al testo autobiografico e personale è stato costruito su un riff deciso e incalzante ma senza spigoli, con le caratteristiche melodiche tipiche delle ballate d’autore. L’arrangiamento perfezionato in sede di Studio – specie nell’uso della chitarra solista – ha aggiunto alla generale atmosfera vintage anche un tocco rock che aggiunge una certa compattezza sonora. Spiega l’artista a proposito del brano: “Il brano fa parte di un progetto ampio che avevo denominato 'Biblica' facendo riferimento al mio tentativo di universalizzare i sentimenti guardando verso un possibile assoluto. Questa forma digitale assume i contorni rock della voglia di far uscire i sentimenti che ciascuno di noi ha dentro sotto forma delle esperienze. La realizzazione ha reso in modo ottimale il paradosso delle difficoltà quotidiane viste da un occhio esterno che le percepisce più ironiche che drammatiche, quasi comiche nella loro spesso inutile frenesia.” Il videoclip di “How can you see the sun” è stato girato in un parco urbano nel quale, tra il verde della natura e gli alberi – fanno capolino le case e la sensazione della vita intorno. Nel background si alternano scene di personaggi anonimi che vivono situazioni riferibili alle parole del testo ed a ordinarie memorie di vita vissuta..

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EL BES GALILI
Live 1980

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Onde d’urto – Il nuovo brano di Francesco Loccisano

«Le onde d’urto quando arrivano provocano uno scuotimento generale. Irruente come le onde del mare, si addentrano negli interstizi della vita di ognuno, sconvolgendo sentimenti e abitudini calcificati dal tempo. Se ne avvertono da lontano le piccole scosse che le provocano, eppure non paiono annunciate. Con questo brano ho voluto riprodurne le sonorità». Così Francesco Loccisano parla del suo nuovo lavoro, ora disponibile sulle piattaforme musicali e in video sul suo canale Youtube. «Il brano è nato in un momento di forte cambiamento. Una rinnovata energia era dietro l’angolo e oggi questa mia composizione, lasciata da parte per qualche anno, ne diventa simbolo» aggiunge.  La chitarra battente di Loccisano dialoga con l’elettronica di Teo De Bonis, musicista e producer lucano, in un innovativo mix di armonie, tra antico e moderno, nel segno della sperimentazione. Il mix è di Marcello De Carolis, mastering di Alessandro Luvarà. Il video, in qualche modo “frenetico” ma energico, riporta una coinvolgente sequenza ritmica di immagini ed è stato prodotto da Aldo Albanese. Loccisano ha rivoluzionato l’impiego della chitarra battente, strumento di antica tradizione, rendendola moderna e attuale, espressione di suoni originali e contemporanei. Grazie al suo lavoro di ricerca tecnica e artistica, la chitarra battente è entrata al Conservatorio P.I. Tchaikovsky di Nocera Terinese (Cz), dove Loccisano è docente del primo corso dedicato a questo strumento in Italia. Suo anche il primo metodo per chitarra battente, edito da fingerpicking.net, di cui è stato pubblicato di recente un nuovo approfondimento con Marcello De Carolis.
«Con Marcello De Carolis e il nostro produttore Giuseppe Marasco di Italysona e Calabriasona, l’anno scorso, siamo stati al WOMEX, uno dei più importanti music expo al mondo, a “La Coruna” in Spagna, e poi al Napoli World e in tanti altri festival, ricevendo sempre una calorosa accoglienza da parte del pubblico. Ci aspettano tappe altrettanto importanti per questo 2024, come Soave Guitar Festival, a Malta, Appennino Festival in Toscana, Dolomiti festival in Trentino» dice ancora Loccisano. E conclude: «“Onde d’urto” è il primo di una serie di brani che compongono l’album omonimo in uscita nei prossimi mesi. Un nuovo progetto musicale in cui credo molto, caratterizzato da una nuova energia artistica di cui il nostro sud detiene il primato. Dedico questa composizione al mio amico fisiatra, il dottore Giuseppe Curinga, che di onde d’urto ovviamente se ne intende!». 


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CANIO LOGUERCIO
A n’ammore sperduto


Il nuovo video su YouTube
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Classica Orchestra Afrobeat
È online il video ufficiale di “Ka Munu Munu” feat. Rokia Traore
La regina della musica maliana Rokia Traore firma insieme a Marco Zanotti il brano estratto da “Circles”, il quarto album dell’ensemble.

La regina della musica maliana Rokia Traore è una delle più importanti artiste africane contemporanee e firma insieme a Marco Zanotti il brano “Ka munu munu”, il nuovo singolo estratto da “Circles”, il quarto album della Classica Orchestra Afrobeat, ensemble di 14 elementi (ideato e diretto dallo stesso Zanotti) che torna oggi con un lavoro  del “post-pandemia” che muove verso il concetto di circolarità, proiettati in un futuro distopico nel quale tuttavia l’essere umano distoglie lo sguardo dalla dimensione materiale e consumistica per volgersi verso l’alto, verso una dimensione più organica e circolare e verso un modello di vita più cooperativo e sostenibile.  «Ka munu munu significa “tutto gira” e il testo che Rokia Traore ha scritto recita: “Gira, gira all’infinito / la vita è un cerchio, ciò che finisce è un nuovo inizio / quando il tuo tempo è finito, un nuovo tempo comincia, è il cerchio della vita”». Classica Orchestra Afrobeat. Dopo quelle con Seun Kuti, Sekouba Bambino e Baba Sissoko, arriva dunque questa nuova collaborazione tra l’ensemble emiliano-romagnolo e la cantautrice maliana che con il suo impegno sociale ha marcato gli ultimi due decenni di world-music internazionale. Una collaborazione all’insegna del nuovo concept-album CIRCLES uscito il 13 ottobre 2023 per Brutture Moderne. Il video ufficiale del brano vede la collaborazione con la Mutoids Waste Company, il collettivo nato in Inghilterra negli anni ’80 e residente da molti anni a Santarcangelo di Romagna, in quello spazio comunitario chiamato Mutonia che ha ospitato le riprese per la regia di Francesco Gardini, realizzato attorno ad una scultura gigante chiamata “La macchina del tempo”.
La Classica Orchestra Afrobeat è un ensemble composto da 14 musicisti di estrazione mista classica, barocca e popolare. Diretta da Marco Zanotti, crea nei suoi lavori di composizione o arrangiamento un territorio di confine che mescola le sonorità e le peculiarità espressive degli strumenti della tradizione colta europea come archi, legni e clavicembalo con le percussioni, i canti e le poliritmie africane. Il disco d'esordio Shrine on you, Fela goes classical, risale al 2011, pubblicato dalla neonata etichetta indipendente Brutture Moderne. È un sentito omaggio a Fela Kuti, il più grande genio musicale nonché ribelle politico africano della storia recente (Zanotti nello stesso anno traduce e cura l'edizione italiana della sua biografia, pubblicata da Arcana). L'album e l'idea della Classica Orchestra Afrobeat riscuotono sin da subito critiche entusiastiche, grazie ad una rilettura originale che diventa ponte di dialogo tra culture apparentemente distanti. All'album partecipano Seun Kuti e Oghene Kologbo e numerose sono le rassegne e i teatri che ospitano questo repertorio, scelto nel 2014 come evento di punta del Festival di Radio3 “RadioEuropa” e invitato nel 2013 (prima band italiana di sempre) allo storico Glastonbury Festival in Inghilterra. Regard sur le passe, il secondo album uscito nel 2014, è una suite musicale in tre movimenti dal carattere spiccatamente barocco, che racconta l'epica dell'ultimo imperatore d'Africa, Samori Touré. Ospiti in scena in veste di cantante solista e narratore sono rispettivamente Sekouba Bambino e Baba Sissoko, due griot di fama internazionale, il primo considerato la “voce d'oro” dell'Africa Occidentale, il secondo ambasciatore della musica del Mali in tutto il mondo. Il terzo lavoro risale al 2017 e si intitola Polyphonie: un concept-album di brani originali dedicato e ispirato alla foresta e al canto dei pigmei. Uno spettacolo dalla forte valenza ecologica, concepito e realizzato insieme al cantante camerunense Njamy Sitson. Tra le esibizioni più recenti della band quelle all’Auditorium Parco della Musica di Roma, al Teatro Verdi di Sassari, all’Orto Botanico di Padova, all’Auditorium Manzoni di Bologna, alla Rocca di Fano e un concerto-trekking per Ravenna Festival nel Parco del Casentino. Dopo l’anticipazione a maggio con l’uscita del nuovo singolo L’origine del mondo, l’autunno 2023 si apre con l’uscita del quarto disco di inediti dal titolo Circles per la label Brutture Moderne seguito dalla pubblicazione del secondo singolo estratto dal titolo Ka munu munu con la splendida partecipazione della regina della musica maliana Rokia Traore.

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PAOLO SAPORITI
“L’autobomba” il nuovo estratto da “la mia falsa identità”

“L’autobomba” è il quarto estratto di Paolo Saporiti con il feautiring di GnuQuartet, contenuto nell’ultimo album del cantautore milanese ‘La mia falsa identità’ pubblicato dall’etichetta OrangeHomeRecords. “L’autobomba” è una metafora multiforme, testuale e sonora, con gli arpeggi cadenzanti della chitarra e gli archi dello GnuQuartet malinconici ed inquieti a tracciare un cammino di amore e odio, di sacrificio umano, di fatica per compiere un lavoro come quello del cantautore; a spezzare questa tormentata esplosione interiore, l’apertura sognante del bridge che risveglia il suo protagonista dal torpore musicale di oggi, perchè l’arte non muore mai.  Il brano, prodotto da Raffaele Abbate e distribuito da Believe Music Italia, è accompagnato da un videoclip realizzato con il montaggio di Daniele Canavese e il foley di Raffaele Abbate, destrutturando i precedenti videoclip del disco, realizzati da Marta Reina, Davide Saporiti, Sans Film (Gabriele Ottino, Paolo Bertino e Sharon Ritossa) e Federico Iris Osmo Tinelli. “L’autobomba parla di amore, di odio, a fronte di tutta la fatica fatta per portare avanti una vita, un amore, un lavoro come il mio. Portare avanti la musica, o un affetto importante oggigiorno, è oltremodo complicato: vincono i soldi e gli interessi, su tutto. L’arte invece nasce dalla solitudine e va condivisa, non nasce dai soldi ma da un bisogno, da un fuoco interiore”, afferma Paolo Saporiti. E’ così che l’autore-protagonista si riduce a dare alle fiamme le sue opere e a pensare di mettere fine a se stesso. Ma è proprio qui che l’artista risorge sempre e più forte di prima, appoggiandosi al passato in una sorta di reversione, guardando ai maestri che hanno lasciato un segno ed indicato la via per rigenerare nuova arte, nuova musica e non mero citazionismo sterile.

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The VOODOO DRUMMER Duo
Weirdofon

Adding this unique “Weirdofon”, an one octave - needs to be tuned! – metal Balafon as the third instrument, the experimental duo has enriched their sound and presents this trailer of their upcoming first album! The video opens with “Bacchae”, a piece written by Christos Koutsogiannis, about the female followers of Dionysus, during his sojourn in Hades, the Underworld! Reminisces of ancient rituals and ceremonies through the ephemeral beauty that emerges from the depths of the unheard! The influence of the spirits and ancestors of ancient Greek Drama can be heard here, too. It is followed by the “Elf Dance,” a lovely waltz by Moondog (Louis Thomas Hardin). "The Viking of Sixth Avenue" was a true original, whose compositions and drum pieces in odd times are a huge influence! The video closes with a bold cover of “Giftopoula sto Hamam” and “Boufetzis,” by Rebetiko legend Giorgos Batis, who formed the first Rebetiko group in 1934 with the great Markos Vamvakaris and recorded only a few of his songs in the 30s! “Greek music is always an inspiration for us”!

The VOODOO DRUMMER Duo:
Christos Koutsogiannis: DRUMS, WEIRDOFON, Claps & Oddities!
Stavros Parginos: CELLO & Claps

 


Video created by Jean Paul Harter and recorded by Kostas Tsiolis.
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GABRIELLA LUCIA GRASSO
CANTA ‘A STORIA DI ROSA, DEDICATA ALL’IMMENSA ROSA BALISTRERI
Esce oggi ‘A storia di Rosa, il singolo (e il video) che anticipa la pubblicazione dell’album Sognatrici 

Esce oggi 3 aprile, per Musica Lavica Records in collaborazione con l’Associazione Culturale CRAM, il singolo ‘A Storia di Rosa di Gabriella Lucia Grasso, che anticipa la pubblicazione dell’album Sognatrici prevista a settembre 2024. ‘A storia di Rosa, dedicata a Rosa Balistreri, è il primo singolo estratto dall’atteso album Sognatrici. Quella di Rosa è una storia di dolori e tormenti e, malgrado la sua vita sia stata piena di amare sfide personali, la cantastorie isolana è riuscita con tenacia e passione a portare la tradizione cantautorale siciliana all’attenzione e alla considerazione di tutta Italia, osannata da intellettuali e artisti come Guttuso, Sciascia, Dario Fo e Giovanna Marini. La forza della voce di Rosa, come canta Gabriella, è “assai miraculosa” e con coraggio ha stregato l’Italia dell’epoca. Il video, che accompagna l’uscita del singolo, è girato citando stilisticamente le pellicole degli inizi del Novecento del film muto, intervallato da cartelli esplicativi, secondo l’uso dell’epoca. L’album è immaginato come un unico racconto diviso in capitoli, di cui il video ‘A storia di Rosa è appunto il “Capitolo 1”. Esso invita alla riflessione, passando da scene in bianco e nero che raccontano il passato ad altre a colori che raccontano il presente; nulla pare cambiato ed è ancora tanta la strada da percorrere in favore dei diritti delle donne. Sognatrici, un progetto interamente patrocinato da Amnesty International Italia, nasce da un docu-show ideato e portato in scena insieme a Valeria Benatti, nota scrittrice e conduttrice radiofonica. È una raccolta di storie di donne valorose e coraggiose che, cambiando il proprio destino, hanno cambiato anche la storia di tante donne. Gabriella Lucia Grasso cantautrice, compositrice e attrice catanese, ha un’anima latina, la cui voce ha un timbro inconfondibile, profondo, dolce e carnale. Si è formata tra il Conservatorio Santa Cecilia di Roma e l’Accademia del Teatro Stabile di Catania e ha studiato canto con Elizabeth Sabine (U.S.A). Il suo percorso artistico è caratterizzato da collaborazioni d’eccezione, come quelle con Bob Mcferrin, Giorgio Albertazzi e Carmen Consoli. Sognatrici sarà il suo sesto album.

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MIRCO MARIANI
È DISPONIBILE IL NUOVO PROGETTO SOLISTA IL PARCHEGGIATORE DI SOMMERGIBILI
Da oggi online il videoclip del singolo
“PERMETTE UN BALLO LENTO”
 
Da oggi, giovedì 18 aprile, è disponibile il filmino del singolo di Mirco Mariani “PERMETTE UN BALLO LENTO” a cura di Betty Wrong. Siamo a Selvapiana, piccola frazione del comune di Bagno di Romagna, precisamente alla storica discoteca “Poker Club”. Il video in bianco e nero è perfetto per far risaltare i giochi di luce presenti all’interno del locale. A conquistare la scena è però Mirco Mariani, che muovendosi sulle dolci note del singolo mima un intimo ballo in compagnia. L’artista è sia sul palco che in pista da ballo, dove cerca spaesato la sua compagna dietro uno specchio o affianco a un quadro, arrivando addirittura a chiedere a una statua se fosse per caso lei ad avergli rubato eternamente il cuore.  «Io amo il Poker Club di Selvapiana e la sua storia. Una discoteca, un dancing e oggi un Night in mezzo alla campagna. Un posto romantico ed estremo. Ho immaginato per una sera di essere il DJ calato in uno spazio senza tempo per un ballo lento controtempo» Spiega Mirco Mariani“Permette un ballo lento”, è una dolce e nostalgica dedica d’amore che dura una vita. L’artista rievoca ricordi ed emozioni passate all’interno di una balera durante un intimo ballo. Mariani descrive ciò che è stato, dalla pista e le sue luci stroboscopiche, alla fredda brezza serale fino all’avvolgente vestito in seta blu della misteriosa donna che definisce “la sua sposa”.  Il brano, insieme a “I LOVE VITA”, inaugura il nuovo progetto solista di Mirco Mariani “IL PARCHEGGIATORE DI SOMMERGIBILI”, che prevede la pubblicazione di più brani durante l’anno, sempre a due a due in formato digitale, riproponendo così l'idea dei vecchi singoli in vinile che offrivano un lato A e un lato B in qualche modo indissolubili. È un viaggio verso nuove esplorazioni musicali che segue un’eterna passione che diviene esigenza.


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A SAN FRATELLO LE TROMBE DEI GIUDEI FESTEGGIANO IN ANTICIPO LA RESURREZIONE
Esce il video di “Giurei”, brano di ELEONORA BORDONARO, che racconta
i chiassosi riti pasquali in un borgo tra i Nebrodi e le Eolie
IL BRANO E’ CONTENUTO NELL’ALBUM RODA

Tra fede e leggenda, tra sacro a profano. A San Fratello, piccolo borgo in provincia di Messina tra i Nebrodi e le Eolie, la settimana di passione si trasforma in una grande festa animata dai Giudei: musicisti, figuranti, acrobati, disturbatori dei riti sacri in giubba rossa, un po’ guerrieri, un po’ fauni, un po’ flagellanti, che intonano con le loro trombe melodie militari, ballabili e marce. Un rito pasquale, una rappresentazione di fede, di cui non si conosce bene l’origine. Le leggende sono tante ma è una quella che Eleonora Bordonaro ha scelto di raccontare - attraverso il testo del sanfratellano Antonino Versaci - nel brano “Giurei”, terzo estratto dall’album Roda, che esce accompagnato da un videoclip di Luca Bordonaro che racconta quello che accade a San Fratello nei giorni che precedono la Pasqua.
Gesù fu messo in croce il Venerdì e nessuno al mondo poteva immaginare che il terzo giorno sarebbe resuscitato. Ma, si narra, che qualcuno confidò ai Sanfratellani questa bella notizia due giorni prima, così loro non sapendo contenere la gioia, il Mercoledì riempirono le strade di Giudei che, non avendo avuto la pazienza di aspettare, anticiparono la Pasqua mettendosi a saltellare e strombettare per la felicità della resurrezione del Padreterno. Quindi, le sonate dei Giudei non sono fatte per oltraggiare Morte e Passione ma nel cuore e nella mente dei Sanfratellani sono manifestazioni di giubilo per la Resurrezione.

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EUSEBIO MARTINELLI
L'ABC
 
Eusebio Martinelli pubblica il suo nuovo singolo intitolato L'abc venerdì 22 marzo 2024, per l'etichetta Maninalto! Records. L'eclettico cantautore e trombettista scrive un brano dedicato alla bicicletta e alle emozioni che ci regala; il titolo è infatti un gioco di parole: leggendolo come scritto ci porta all’idea di sana semplicità, all’abc appunto; togliendo invece l'apostrofo e separando le lettere in due parti uguali, otteniamo proprio la bici. In un'epoca in cui la frenesia della vita quotidiana sembra soffocare la nostra capacità di apprezzare la bellezza del mondo che ci circonda, L’abc ci invita a rallentare il passo e a immergerci nella semplicità e nella gioia che solo una bicicletta può offrire. Il brano cattura l'essenza dell'avventura su due ruote, esplorando temi di libertà, scoperta e connessione con il nostro ambiente.

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LUIGI ESPOSITO
È ONLINE IL VIDEO DI “LINEA 140”

Il nuovo brano del compositore e pianista sarà presentato per la prima volta in concerto giovedì 21 marzo nell'ambito del Maggio della Musica 2024 alla Stazione Zoologica Anton Dhorn del Museo Darwin Dohrn di Napoli. A pochi giorni dall’uscita del singolo “Linea 140”, il nuovo singolo del compositore e pianista Luigi Esposito, è fuori anche il video diretto da Alessandro Freschi. Pubblicato dall’etichetta indipendente Apogeo Records, “Linea 140”, con Luigi Esposito al piano, Emiliano Barrella alla batteria, Umberto Lepore al contrabbasso e la voce di Fabiana Martone, verrà presentato giovedì 21 marzo, alle ore 20.00, nel live del musicista che apre i “Concerti dell’Acquario” per il Maggio della Musica 2024, alla Stazione Zoologica Anton Dhorn del Museo Darwin Dohrn a Napoli. Il brano è un viaggio allegorico sulla linea di autobus destinata a una famosa e panoramica zona di Napoli: Posillipo. «L’intenzione – racconta il regista Alessandro Freschi - è stata quella di ripercorrere l’esperienza del “140” non solo nel tragitto sull’autobus ma anche nel percorso a piedi, nell’attesa e in quello che si vede nel corso dell’attesa. Ci siamo esposti volutamente all’imprevisto in quanto il mood con cui abbiamo deciso di girare il video è molto documentaristico – continua Freschi – e, dunque i frammenti, gli squarci, le soste, gli oggetti sono ciò che abbiamo visto passando e che abbiamo raccolto improvvisando. A questo proposito, una nota curiosa è che sulla strada del ritorno, proprio per prendere il 140 al volo e riprendere la scena contemporaneamente il conducente non ci ha visto e abbiamo perso il pullman.

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CARIBE
Il brano che dà il titolo al nuovo album di
ANA CARLA MAZA
ora online su tutte le piattaforme digitali
Un anticipo di primavera in vista del suo tour italiano 2024
 
È uscito il video ufficiale di CARIBE, il brano che dà il titolo al nuovo album della violoncellista e cantante cubana Ana Carla Maza. Disponibile nelle principali piattaforme digitali, dopo i precedenti La Flor e Bahia, Caribe rappresenta la terza produzione in studio dell'artista, la prima da solista, che mescola in forma gioiosa suoni, ritmi e melodie attinenti alle sue radici latino-americane. "Per me è stato un grande passo in avanti poter comporre per una band musicale completa e vedere man mano realizzarsi questo sogno in studio - afferma Ana Carla - Mentre componevo questi brani - nella camera di un albergo, su un aereo o in un backstage - avevo in mente l'allegria che volevo sprigionare dal vivo, facendo rivivere la colonna sonora della mia infanzia con le sonorità moderne e un pizzico di innovazione tecnica. Mi auguro che l'espressione di questa positività, che coltiva da sempre la musica che compongo e anche quella a cui mi ispiro - possa essere condivisa con il pubblico italiano durante tutto il tour". Concepito, scritto e registrato ‘on the road’, su un volo per il Messico, sulle sponde del lago Annecy, da un castello in Portogallo - un metodo creativo perfetto e prevedibile che si combina molto bene con l’energia fulminea e l’irrequieta filosofia per la vita e per la musica - Caribe rappresenta un ritorno alle descargas (jam) cubane degli anni Cinquanta con abbondanti e gioiose deviazioni verso le rumbas dei Caraibi, il tango dell’Argentina e flirt con la samba e il jazz bossa nova del Brasile. L'album è una produzione ACM, l'etichetta discografica che la stessa artista ha fondato, a soli 28 anni, diventando anche una giovane imprenditrice musicale: un messaggio di rinnovamento che vuole svecchiare i cliché che vedono il mercato discografico, nei dietro le quinte, ancora prevalentemente in mano agli uomini. 
Di formazione classica, Ana Carla Maza compie i primi passi musicali nel distretto ‘rumbero’ e perennemente riecheggiante di Guanabacaoa, all’Avana. L'artista ricorda in modo vivido quando guardava fuori dalla finestra della sala della sua amata nonna e ascoltava e osservava i rituali e la musica cerimoniale afro-cubana (Santería), che si svolgevano nell’edificio di fronte. A cinque anni sua madre (Mirza Sierra, direttrice di un coro di bambini) e suo padre (Carlos Maza, compositore e musicista jazz) la introducono allo studio del pianoforte sotto l’ala di Miriam Valdés, sorella della leggenda vivente Chucho Valdés. Pizzica le prime corde del violoncello all’età di otto anni, quando lo strumento è ancora più grande di lei. A 12 anni la ragazza lascia Cuba per trasferirsi in Spagna con la famiglia e neanche quattro anni dopo, armata di una ferrea determinazione, va a vivere a Parigi, la destinazione musicale dei suoi sogni, dove continua a studiare e sostenere gli esami per poi entrare al Conservatorio di Musica. È in questo periodo - tra studio e prime performance dal vivo - che si definisce il suo percorso creativo: un tragitto in continuo fermento ed evoluzione che l'ha portata, a meno di 30 anni, ad avere un intenso calendario di concerti e una prolifica storia discografica. In tre anni l'artista ha infatti realizzato ben tre album: La Flor (2020), Bahia (2022) e Caribe (2023), che hanno avuto molteplici plausi dal pubblico e dalla critica internazionale. Di lei hanno infatti scritto le riviste più prestigiose definendola come "la cantante-violoncellista diva del momento", "un'artista dal temperamento di fuoco e dagli orizzonti sconfinati", una musicista dal multilinguismo sonoro che riesce a combinare i ritmi latini con gli spiriti raffinati della chanson francese" e che promette grandi cose in avvenire grazie alla sua profonda sensibilità artistica. Ana Carla Maza è rappresentata in Italia da Kino Music Srl
 
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Muoviti: un invito a muoversi, sempre, ma a farlo con lentezza
L’ultimo videoclip musicale di Giuliano Gabriele
 
È online Muoviti, il videoclip di una delle tracce di BASTA! l’ultimo album di Giuliano Gabriele, un videoclip che si discosta radicalmente dal concept dei video finora pubblicati: non più protagoniste assolute le maschere, ma la persona stessa di Giuliano nella cui immagine si riflettono i messaggi contenutistici e musicali che il brano vuole trasmettere: un invito a muoversi, a combattere l’immobilismo, ma a farlo con lentezza. Cresce la visibilità di questo album e inizia a formarsi un interessante calendario di iniziative: a cominciare dai live di Parigi del 21 marzo. Top World Music Album sul prestigioso inglese Songlines di marzo/aprile, il parigino Le Monde ha definito questo album “selvaggio” , impressionante nel suo virtuosismo, vissuto anche attraverso un dramma interiore servito di volta in volta con fervore, delicatezza e sobrietà – che non esclude né passione né potere”. Giuliano Gabriele e la sua band sono stati selezionati dall’Atlantic Music Expo di Capo Verde il 3 Aprile prossimo e dal Crossroads Czech Music di Ostrava in Repubblica Ceca del 22 giugno. Oltre ad essere stati inseriti nell’importante Festival di Dranouter in Belgio il 3 agosto prossimo. Il concetto basilare di Muoviti è racchiuso in una frase: "vivere è un istante et c'est fini", da qui l'invito al movimento. Muoviti lentamente, ma senza fermarti mai, per cogliere le dinamiche di un mondo che corre senza fiato. Ascolta il ritmo della terra e muoviti con essa, per non rischiare di diventare solo un piccolo ed insignificante numero, muoviti per guardare il mondo da prospettive differenti. Muoviti lentamente perché è l’unico modo per restare a galla. Questo messaggio è il perno dell'intera struttura, sia concettuale che pratica, del videoclip ideato e realizzato dallo stesso Giuliano Gabriele con il regista e videomaker francese Jules Lahana. Le riprese sono state effettuate al centro di Napoli, una delle città più movimentate d'Italia, non nei suoi luoghi simbolo ma in strade anonime, tra la gente, nei vicoli più sconosciuti, proprio per dare risalto alla frenesia della quotidianità. Il traffico caotico e le persone che camminano a passo frettoloso, quasi esasperato, si contrappongono al movimento leggero, sollecitato dal vento, del bucato steso alle finestre degli antichi palazzi rionali alti quasi a sfiorare il cielo, e soprattutto all'incedere lento, ma pur sempre in movimento, del protagonista del video che si ferma solo per guardare da un'altra prospettiva la frenesia generale che lo circonda. Nel montaggio sono state utilizzate solo alcune delle scene girate, piccoli frame che si ripetono sempre nella stessa consequenzialità, utilizzando la tecnica delle immagini a specchio, che si avvicendano, si incrociano e si susseguono in perfetto sincrono con la musica, quasi a creare un effetto psichedelico di intenso impatto visivo. Una nota anche al videoclip di Reveillez-Vous (Svegliatevi) che vede protagoniste le maschere, tanto amate dalla poetica di Giuliano Gabriele e che denuncia una presa di coscienza tardiva ed incoscientemente ancora non unanime sugli argomenti fondamentali del nostro tempo come l'inquinamento e i conseguenti cambiamenti climatici repentini. Un canto duro per un problema urgente.
Al fianco di Giuliano Gabriele, voce e organetto, in questo album troviamo: Lucia Cremonesi viola e lira calabrese, Eduardo Vessella tamburi a cornice, Gianfranco De Lisi basso, Riccardo Bianchi batteria, Carmine Scialla bouzouki e chitarra battente, Giovanni Aquino chitarra elettrica e synth, Gianmarco Gabriele programmazioni. E Martin Meissonnier programmazioni.

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ANDREA SATTA
Il nuovo video 
HOBO SAPIENS 

HOBO SAPIENS" è il nuovo video di ANDREA SATTA, pubblicato il 2 marzo: un brano e un video-clip, diretto da Mohamed Keita e Fabrizio Barraco, dedicati alle persone senza fissa dimora, alle loro difficoltà e alla crudeltà che spesso devono affrontare lungo le strade delle nostre città. Alla regia e alla fotografia, Mohamed Keita: oggi un apprezzato fotografo, il suo percorso è iniziato, ancora minorenne, con un difficile viaggio in solitaria attraverso il Mali, la Libia e Malta. Dopo un periodo come clochard, Mohamed ha trovato l’accoglienza di CivicoZero di Roma, un centro a bassa soglia aperto da Save the Children. Hobo Sapiens è un brano prodotto e scritto da Andrea Satta, per la parte musicale e l’arrangiamento in collaborazione con Giorgio Maria Condemi, registrato e masterizzato al 100celle Studio da Gianni Istroni.  “Hobo Sapiens” è il secondo video estratto da “Niente di nuovo tranne te”, l’album d’esordio solista di ANDREA SATTA, il cantante dei Têtes De Bois: dodici tracce profonde e coinvolgenti nelle quali è condensata una lunga vita artistica e professionale, pubblicato il 1° dicembre da Santeria. In alcune di queste l’artista ha coinvolto ospiti importanti come PAOLO BENVEGNÙ, DANIELE SILVESTRI, GIOVANNI TRUPPI.  Fra i brani presenti nel disco anche “Coupon”, da cui è stato realizzato un cortometraggio cinematografico con il titolo “Coupon – il film della felicità” per la regia di AGOSTINO FERRENTE e presentato fuori concorso in anteprima al 41mo Torino Film Festival lo scorso 29 novembre. Fra i protagonisti di questo “mini musicarello” semi-muto l’ex segretario del PD PIER LUIGI BERSANI (alla sua prima esperienza cinematografica) accanto a MILENA VUKOTIC, PAOLO LOMBARDI, la poetessa MARIA GRAZIA CALANDRONE.  Andrea Satta, oltre ad essere un cantante, scrittore e autore, pratica quotidianamente la professione di pediatra nella periferia romana. Queste esperienze concrete e a volte difficili gli hanno permesso di mantenere un legame stretto con la realtà, che caratterizza sia la sua opera che la sua fantasia. Con i Têtes ha vinto tre Targhe Tenco Interpreti (nel 2002, 2007 e 2015), ha pubblicato nove album in studio e ha tenuto migliaia di performance, dalle esibizioni nei festival di strada fino al palco di Sanremo (nel 2007, insieme all'attore Paolo Rossi). Ha collaborato con nomi prestigiosi come Francesco Di Giacomo, Daniele Silvestri e Joan Baez, e ha realizzato progetti artistici tra i più innovativi e visionari, tra cui il Palco a Pedali.  Come autore, ha scritto diversi libri, tra cui "I riciclisti" (Ediciclo, 2009), "Ci sarà una volta" (Infinito, 2011), "Officina Millegiri" (Sinnos, 2016) e "Mamma quante storie!" (Treccani, 2016), quest'ultimo ispirato alla Giornata delle Favole che organizza da anni nel suo ambulatorio. Tra le sue opere anche "Pise e Pata - dialoghi tra bambini sulle cose del mondo" (Rrose Sélavy) e "La fisarmonica verde" (Mondadori Ragazzi).  “Niente di nuovo tranne te” è il suo disco d’esordio solista, un lavoro pieno di bellezza e di passione, come tutto quello che ha realizzato nel corso della sua carriera artistica e professionale.  Dal disco sono stati estratti il singolo e video di “Bellissima”, pubblicato lo scorso 9 novembre, e il video di “Hobo Sapiens”, del 2 marzo. 

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TARTAGLIA ANEURO
Esce il nuovo singolo dal titolo Pazzià

S'intitola "Pazzià" il ritorno discografico del gruppo Tartaglia Aneuro. Il singolo, prodotto artisticamente da Lucky Salvadori, chitarrista di Manu Chao; è disponibile da oggi 5 marzo su tutte le piattaforme digitali e anticipa l'album in uscita il 22 marzo per la rinomata label Full Heads records, che vanta nel suo catalogo artisti del calibro di Foja, La Maschera, Tommaso Primo e ‘A67. Il lavoro esce con il sostegno del MiC e di SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea”. Pazzià feat. Lucky Salvadori anticipa la pubblicazione del terzo album del gruppo folk/crossover/patchanka napoletana e offre al pubblico un assaggio musicale dopo sette anni dall'uscita dell'album "Oltre" (iCompany) e otto da "Per Errore" pubblicato dalla Full Heads Records. Proprio con quest'ultima il gruppo torna nuovamente ad affacciarsi nel panorama musicale dopo l’enorme successo della canzone Le Range Fellon’ (con Daniele Sepe nel progetto Capitan Capitone) che, con oltre due milioni di streaming totali, ha proiettato Tartaglia nel circuito nazionale posizionandolo al primo posto della classifica “Viral 50 Italia” – quella dei brani più condivisi – di Spotify Italia. Tartaglia Aneuro, originari della terra Flegrea, nascono nel 2012 per affermarsi poi rapidamente nella scena musicale napoletana. Il cantante e frontman Andrea Tartaglia riunisce attorno a sé il chitarrista e compositore Paolo Cotrone, il bassista Mattia Cusano, il percussionista Salvio La Rocca e il batterista Federico Palomba, dando vita a una band estremamente eclettica che ha saputo distinguersi nella fervida scena partenopea e ha saputo conquistare il pubblico grazie all'intensa attività live in ambito nazionale e internazionale nonché collaborazioni artistiche e open act di 99 Posse, Manu Chao, Vinicio Capossela, Daniele Silvestri, Le Luci della centrale elettrica, Calcutta, Iosonouncane, Salmo, Clementino...Il genere musicale di riferimento di Tartaglia Aneuro è la world music nella quale mescola stili e generi musicali, linguaggi e tematiche impegnate. Questo melting pot culturale, e artistico rende il gruppo il più aperto e inclusivo dell'intera scena cittadina con testi che spaziano dal napoletano all’italiano. "Pazzià" è stato registrato, insieme all'intero album, presso il Soul Fingers Studio di Vincenzo Rizzo, storico tecnico del suono e produttore che ha collaborato con artisti e gruppi di fama internazionale come Mano Negra, Manu Chao, Massive Attack, Edoardo Bennato, James Senese, Enzo Gragnaniello, Tullio De Piscopo, NCCP, 'E Zezi, Bisca, 99 Posse, Raiz, Teresa De Sio, Eduardo De Crescenzo e Daniele Sepe.


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EGIN 
ORA ET LABORA

Il 2024 sarà il 25° anno dell’attività del gruppo Egin, collettivo musicale patchanka torinese. Era il 1999 quando in un fumoso circolo arci della periferia torinese si incrociavano le idee musicali dei componenti originari. Nacque così il tratto distintivo degli Egin; dal valzer al rock, dallo ska al popolare, dal reggae al combat, con un occhio sempre attento alla musica ed alla cultura basca. Come risultato una patchanka riflessiva, poetica e trascinante. La scelta delle liriche è sempre stata fonte di ampio respiro multiculturale: italiano, basco, francese, inglese, spagnolo e piemontese si incontrano e si scontrano, in un gioco in cui suoni e parole portano messaggi sociali ed interculturali. Gli Egin (“fare” in euskara, la lingua di Euskal Herria) hanno sempre creduto che la loro musica possa essere un tramite di comunicazione sincera e non filtrata, scegliendo l’autoproduzione e rimanendo lontani dalle logiche commerciali. Con più di 1000 concerti e palchi all’attivo, condivisi con artisti come Tonino Carotone, Daniele Sepe, Status Quo, Cantovivo, Banda Bassotti, Perturbazione, Meganoidi, Gang, Parto delle Nuvole Pesanti, Statuto, Sud Sound System, Roy Paci, Bisca, Joxe Ripiau e molti altri, gli Egin hanno girovagato in Italia e in Europa con il loro furgone… Belgio, Svizzera, Slovenia, Paesi Baschi, Francia, Ungheria. Gli Egin sono nati sostenendo di suonare e cantare affinché l’ 80% delle risorse mondiali non appartenga solo al 20% della popolazione. Ci vorranno altri 25 anni di attività per raggiungere questo intento? Loro sperano di no! Per i 25 anni di attività, l’anteprima del nuovo brano “Ora et Labora”, una riflessione musicale sul mondo del lavoro e le derive esistenziali che ne derivano, fatte di precariato, insicurezza e morti.

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MASSIMILIANO LAROCCA
il video di “Nessun perduto amore”

Massimiliano Larocca torna oggi con un nuovo singolo e il bellissimo video del brano “Nessun perduto amore” estratto dal nuovo album “DÀIMŌN” appena uscito su SANTERIA RECORDS / LA CHUTE DISCHI distribuzione Audioglobe. Queste le parole di Larocca sul video: “Nessun perduto amore” è certamente uno dei brani più atipici di questo mio nuovo album, un ritmo da samba su un’accordatura aperta alla chitarra acustica, nello stile di Nick Drake o Tim Buckley. Un brano che scherzosamente dal vivo presentiamo come “ballabile filosofico”. Immagini da flusso di coscienza, amori perduti e ritrovati, il linguaggio della natura e dell’inconscio, una malinconia lontana che si affaccia sul mare. La regia del video è stata affidata a Francesco Corsi, regista e documentarista toscano di grande profilo e incorreggibile amante del cinema di Kaurismaki. Continua così Massimiliano Larocca sul video: “Scorrono intanto le prime immagini del video, il nostro occhio ne diventa giudice e complice. L’improbabile orchestrina sul palcoscenico swinga in modo totalmente asincrono, con strumenti e abiti rubati a qualche romanzo noir. Il cantante fiorentino vestito di rosso che scruta in sala con sguardo assente, i due chitarristi zingari, il pianista cieco con la coda di cavallo. Un ballo idiota del cantante, ma l’attenzione si sposta sui pochi spettatori della festa: una coppia lacerata e il misterioso uomo brizzolato che consuma l’ennesima sigaretta della notte. Ritratti, volti scavati, piccole esistenze che osservano il mondo (e gli anziani ballerini) girare attorno a loro. Con un colore, una luce e una fotografia che è il richiamo più evidente alla poetica del regista finlandese. “Nessun perduto amore” diventa per me con queste immagini una cartolina mai spedita, una fotografia vecchia ma ancora cangiante di un mondo sopravvissuto o piuttosto di un mondo sognato, popolato da un’umanità dolente, assente eppur vitalissima. Dàimōn è una collezione di canzoni che racconta – ricollegandosi al mito di Er raccontato da Platone ne “La Repubblica” - la ricerca di un destino individuale e del disegno/immagine che a esso soggiace. Ma è anche il racconto della lotta e del contrasto che può nascere con questo dèmone/angelo, il "compagno segreto" che accompagna il nostro cammino. La produzione artistica e gli arrangiamenti dell’album sono stati curati da Hugo Race, quest’ultimi in collaborazione con Nicola Baronti. Max Larocca racconta in 10 canzoni intime che attingono al dark blues, alla musica da film e alla canzone d'autore un viaggio al termine della "notte dell'anima", per dirla con Giovanni della Croce. Un cammino personale che diventa cammino collettivo.

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GORIZIA
Traindeville e Max Manfredi, 2024
Videoclip realizzato da Todomodo
Prodotto da Traindeville e Todomodo

“Le canzoni si nutrono del sangue della Storia. La Storia si nutre del sangue degli uomini. Gli uomini si nutrono del sangue delle canzoni. Questa canzone, si dice che i fanti che erano sorpresi a cantarla durante la prima guerra mondiale venivano passati per le armi. Questa canzone causò una rissa al Festival di Spoleto negli anni sessanta. Questa canzone continua ad essere cantata, a piacere e a piacerci. E continua a dispiacere a qualcuno”, così il cantautore genovese Max Manfredi a proposito di “Gorizia”, celebre canzone della tradizione anarchica e antimilitarista che la band romana Traindeville ha reinterpretato con lui in un intenso videoclip, girato in un bianco e nero spettrale dalle sapienti cineprese del collettivo Todomodo, documentaristi da sempre impegnati nel campo della Memoria. In un momento storico in cui parlare di pace o anche solo di cessate il fuoco sembra un'eresia rispetto alla narrazione dominante, il duo di Ludovica Valori e Paolo Camerini, già in sintonia con Manfredi dopo vari incontri artistici – tra cui quello dell'estate 2023 a Frosolone (Isernia) per l'apprezzata rassegna musicale e culturale Rocciamorgia – ha deciso di cimentarsi con un brano che rimane ancora spiazzante nella sua potenza, nella sua disperazione, nella pretesa utopica di dire no alla violenza e alla guerra, che sia essa per uno straccio di bandiera o per la conquista di un fazzoletto di terra. I musicisti – Ludovica Valori al pianoforte, fisarmonica, voce e trombone, Paolo Camerini al contrabbasso e all'elettronica, assieme a Fabio Gammone alla chitarra – camminano così con Max Manfredi in un Mausoleo dedicato ai caduti della Prima Guerra Mondiale e sulle assi del palco di un piccolo teatro indipendente. Artisti dallo sguardo vero, sempre in viaggio sul sentiero della consapevolezza, ci esortano a credere ancora in un mondo libero dalla violenza e dagli autoritarismi. Scrive “Canzoni contro la guerra”: La versione originale venne raccolta da Cesare Bermani, a Novara, da un testimone che affermò di averla ascoltata dai fanti che conquistarono Gorizia il 10 agosto 1916. “Le strofe di questo canto sono spesso inestricabilmente connesse con quelle di Addio padre e madre addio, che a volte ricorrono del resto già in fogli volanti del tempo della guerra italo-turca. […] Secondo Oreste Ronfani la canzone – che si diceva fosse stata scritta da un sardo – venne cantata clandestinamente, sebbene un ordine del giorno del comando supremo la proibisse pena la fucilazione”. Da C. Bermani, “Guerra guerra ai palazzi e alle chiese”, ed.Odradek, p.311. 1964: scandalo nazionale al "Festival dei due mondi" di Spoleto. Nel 1964 venne presentata al Festival dei Due Mondi di Spoleto dal Nuovo Canzoniere Italiano nello spettacolo "Bella ciao", suscitando l'ira dei benpensanti. Quando Michele L. Straniero e Fausto Amodei iniziarono a cantare "Gorizia" avvennero incidenti in sala; la destra cercò di impedire le rappresentazioni; Straniero, Leydi, Crivelli e Bosio furono denunciati per vilipendio delle forze armate.

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COANDA, arriva il nuovo singolo “IMMAGINARE UN AMORE”
TARANTO come metafora di un amore sofferto e del bisogno di trasformazione per non lasciarsi vincere dal disincanto e dalla rassegnazione
IL BRANO ANTICIPA L’USCITA DEL PRIMO ALBUM “LE VITE ALTROVE”
Esce accompagnato da una graphic novel realizzata dal fumettista Leocifero, scritta e diretta dal giornalista Stefano Maria Bianchi

È una dichiarazione d’amore a Taranto e ai suoi abitanti. È la fine delle illusioni, il conflitto con una terra che tradisce i sogni. Si intitola IMMAGINARE UN AMORE ed è il nuovo brano di COANDA (Marcello Colaninno, chitarra e voce, Toni Dedda, arrangiamenti e tastiere, coi i testi di Cosimo Lamanna) formazione che ha scelto il suo nome rifacendosi ad un noto effetto della fisica, in base al quale i fluidi a contatto con una superficie curva tendono a seguirne il profilo; “così la musica aderisce alla superficie della parola scritta, dando vita a una sintesi originale e interessante”. Il nuovo brano di COANDA prende vita da una poesia di Mara Venuto e annuncia l’uscita del primo album della formazione, LE VITE ALTROVE, che vedrà la luce a metà marzo. IMMAGINARE UN AMORE più che un singolo è un vero e proprio manifesto di intenti del gruppo, che si avvale di numerose collaborazioni per definire, anche in altri ambiti artistici, il proprio universo poetico. Il brano esce, infatti, accompagnato da una graphic novel realizzata dal fumettista Leocifero (che firma anche la copertina), membro del collettivo Tarazine, che negli anni ha utilizzando il medium dell’editoria indipendente per raccogliere il fermento del sottobosco artistico controculturale tarantino, su sceneggiatura del giornalista Stefano Maria Bianchi, due riconoscimenti nell’ambito del Premio Ilaria Alpi (Menzione Speciale nel 2002, Premio per servizi e inchieste no tg nel 2004) e autore, tra le altre cose, del documentario d’inchiesta “Ilva. A denti stretti”.

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È online il video di “Adio Querida” de La Cantiga de la Serena, brano la cui melodia riprende il tema della Traviata di Giuseppe Verdi per un omaggio a Maria Callas

È “Adio querida” il nuovo singolo de La Cantiga de la Serena estratto dall’album La Novia: una struggente romanza la cui melodia riprende il tema della Traviata di Giuseppe Verdi per un omaggio a Maria Callas. Prodotto dall'etichetta discografica Zero Nove Nove e diretto da Giuseppe Rutigliano, il video dell’ensemble formato da Giorgia Santoro, Fabrizio Piepoli e Adolfo La Volpe, è stato girato a Monteruga, villaggio disabitato nel cuore del Salento. "Adio Querida" è il nuovo singolo estratto da “La Novia”, quarto album del trio pugliese La Cantiga de la Serena che dal 2008 si dedica al recupero e alla rielaborazione della musica antica e tradizionale del bacino del Mediterraneo. Dopo “La Serena” (2016), “La Fortuna” (2019) e “La Mar” (2021), il nuovo progetto rappresenta l’ennesimo frutto di questo continuo lavoro di ricerca ed esplorazione portato avanti dal trio per riproporre, in una chiave nuova e personale, un repertorio che promuove il dialogo musicale e culturale tra Occidente e Oriente. La sempre presente tradizione sefardita – espressione della cultura e delle tradizioni degli ebrei spagnoli – dialoga con canti, romanze e tarantelle appartenenti a culture ed epoche differenti, proponendo un equilibrio inedito tra innovazione e tradizione. Le radici pugliesi rappresentano il braccio di un compasso fisso al centro, che consente all’altro di tracciare una circonferenza immaginaria che idealmente racchiude tutto il bacino del Mediterraneo. Con queste premesse, il titolo scelto (La Novia, La Sposa) richiama un’immagine dal forte valore archetipico, in modo speciale nelle culture tradizionali del Mediterraneo, un simbolo dalle molte implicazioni mistiche, esoteriche e filosofiche, ma che al tempo stesso conserva nella modernità il forte impatto evocativo della promessa d’amore. Unire in matrimoni simbolici canti, lingue, storie e tradizioni diverse, dando vita a creature nuove, differenti dalle matrici che le hanno generate, è il fulcro concettuale sul quale si innesta la ricerca musicale dell’ensemble. Negli undici brani – cantati in ladino, arabo, italiano e in vari dialetti del Sud Italia - il trio è affiancato da Nabil Bey Salameh, voce dei Radiodervish, dalle Faraualla, quartetto femminile pugliese che esegue un repertorio di polifonie vocali a cappella, dal trio L’Escargot, dal violinista Francesco D’Orazio e dal percussionista e tamburellista Roberto Chiga. Il cd, come detto, ospita alcuni brani della tradizione sefardita: “A la una yo naci”, che apre il lavoro, “La Novia”, pezzo dall’incedere incalzante e ipnotico che include strofe di un canto salentino, “Arvolicos d'almendra”, composizione dal carattere gioioso nella quale il testo in ladino si sposa perfettamente con quello in griko, antico dialetto di origine greca che ancora si tramanda nella Grecìa Salentina. “La Tarantella”, scritta nel 1693 da Cristofaro Caresana con un testo in italiano, è un chiaro esempio di incontro tra musica scritta e musica tradizionale. Dalla Puglia arrivano la “Tarantella di San Michele” e "Vorrei Volare", un omaggio a Uccio Aloisi, storico cantore della musica popolare salentina. Completano la tracklist “Almaya” e “Ya Mariam el bikr”, due brani provenienti dal repertorio siriano e libanese, “Longa farahfaza” di Riad Al Sunbati, una delle icone della musica egiziana del ventesimo secolo, per concludere con “Si dolce è 'l tormento”, madrigale seicentesco di Claudio Monteverdi. Nelle prossime settimane ripartirà la tournée internazionale dell'ensemble che nei mesi scorsi ha fatto tappa a Izmir e Istanbul in Turchia, Lettonia e Corsica, Evergreen Festival di Torino e Cantieri Teatrali Koreja di Lecce, festival Ad Libitum di Polignano a Mare e Il Cammino Celeste in Salento, e molti altri.

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Il nuovo videoclip di Peppe Voltarelli “Au cinema”
  
“Au cinema” è il 2° singolo estratto dal disco “La grande corsa verso Lupionópolis” (Visage Music) dell’artista calabrese Peppe Voltarelli che giunge al suo 7° album da solista. Classificatosi 2° al Premio Tenco 2023 come miglior album in dialetto, “Lupionópolis” è stato registrato negli Stati Uniti a New York con una band di incredibili musicisti newyorkesi, prodotto da Simone Giuliani, pianista e arrangiatore italiano basato a Los Angeles già con Bocelli ed Elisa e registrato nel EastSide Sound Studio da Marc Urselli, tre volte Grammy come miglior ingegnere del suono. “Au cinema” è un brano che racconta con poesia e ironia il cinema come bisogno collettivo e spirituale. Da qui l’idea di ricostruire sul set del videoclip una vera e propria scena cinematografica con tante citazioni storiche nei costumi e nelle atmosfere. Nel video musicale, il cantautore, inizialmente spettatore in una vecchia sala cinematografica, sale sul palcoscenico ed entra nella scena con in mano una cinepresa Super 8 per partecipare direttamente al film. Il sogno del cinema torna realtà per la durata del brano che ripete quasi ossessivamente il mantra “e ire mo au cinema” (devo andare adesso al cinema). Il videoclip, diretto da Lele Nucera, realizzato con gli attori e le maestranze della Scuola Cinematografica della Calabria di Siderno e patrocinato dalla Calabria Film Commission, è un ulteriore tassello che unisce gli artisti calabresi nel nome del cinema e dell’arte da vivere, da produrre, da inventare e da esportare.
Il videoclip di “Au cinema” è ora disponibile su YouTube.

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C’MON TIGRE
ESCE OGGI IL NUOVO VIDEOCLIP DEL BRANO
“SENTO UN MORSO DOLCE” FEAT. GIOVANNI TRUPPI
CONTENUTO NELL’ALBUM “HABITAT”
(Etichetta: Intersuoni / Distribuzione digitale: Believe)
Esce oggi martedì 30 gennaio il nuovo videoclip di “Sento un morso dolce” dei C’MON TIGRE, brano impreziosito dalla presenza di Giovanni Truppi e contenuto nell’ultimo album “Habitat”, uscito lo scorso 24 novembre.

Considerati come uno dei progetti più interessanti del panorama alternativo italiano, negli anni i C’mon Tigre hanno saputo ampliare il proprio immaginario anche nell’ambito dell’arte visuale lavorando insieme ad autori e artisti come Paolo Pellegrin, Gianluigi Toccafondo, Harri Peccinotti, Boogie, Jules Guerin, Ericailcane, Maurizio Anzeri, Danijel Žeželj, Marco Molinelli e altri. Con “Sento un morso dolce” la band rinnova la collaborazione con il regista Donato Sansone, già autore del video del brano “Twist into any shape” (vincitore del Best Music Video al LIAF London International Animation Festival 2022), trascinando lo spettatore in un flusso di coscienza dove la ripetizione è l’unica chiave di lettura, un viaggio nell’inconscio guidato solo dall’elettronica rumorosa degli arrangiamenti e dalla voce di Giovanni Truppi.
A proposito del videoclip Donato Sansone dichiara:  È stato un lavoro che mi ha divertito molto e che mi ha portato a risentire delle cose che non sentivo da un po’. il pezzo, straordinariamente bello e visivo, mi ha accompagnato durante questo piccolo viaggio immaginifico dove sull'onda dei versi recitati schizzavo e disegnavo molto rapidamente le immagini evocate. È stato un approccio giocoso quello della realizzazione del video, che mi ha fatto ritornare bambino e ha rinnovato in me il gusto della creatività libera. Il video traduce visivamente il panorama musicale complesso e colorato del nuovo album “Habitat”, un pellegrinaggio alla scoperta di un ecosistema in cui tutte le forme di vita animali e vegetali prosperano e convivono: dall’afrobeat di “The Botanist” feat. Seun Kuti, erede di Fela Kuti, alla voce di Xênia França sul brano “Teen Age Kingdom”, passando per una figura di spicco della musica sperimentale internazionale come Arto Lindsay. Apprezzato dalla critica specializzata per la capacità di sfidare l’appartenenza a un genere specifico attraverso un sound sperimentale e dal respiro internazionale, l’album è stato inserito nelle classifiche dei migliori dischi del 2023 dei principali magazine come Rolling Stone, Panorama, Sentireascoltare, Wired, Rockit, GDM, Rock Nation, Le Rane, Exibart, Indie for bunnies e molti altri.

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"La Furtuna" è il singolo che anticipa ONDE, il nuovo album di Maria Mazzotta: un messaggio di accoglienza, condivisione e umanità

Si intitola “La Furtuna” il nuovo singolo di Maria Mazzotta disponibile da venerdì 26 gennaio sui digital stores, brano che apre l’album “Onde” e con il quale, in trio con Cristiano Della Monica e Ernesto Nobili, la cantante si dichiara nel sound e nel messaggio. Un arrangiamento intriso di rock psichedelico per un canto della tradizione salentina che in questa esecuzione ricorda l’avanzata dell’onda, che cresce fino a divenire tempesta. Primo estratto dal nuovo album “Onde” in uscita il prossimo 23 febbraio per l’etichetta discografica Zero Nove Nove (distribuzione fisica Self e digitale Believe), Maria Mazzotta per la prima volta nel suo percorso di carriera ventennale sceglie di esprimere la forza vitale e schietta della tradizione contadina attraverso strumenti contemporanei e dal sapore suburbano. Il singolo è completato dalla pubblicazione del videoclip scritto e diretto da Balto e disponibile sul canale Youtube della cantante. Il racconto dell’incontro con “la fortuna”, figura lucente e disperata che in mare aperto piange così forte da far piangere tutti i pesci, versa le sue lacrime per i torti e le ingiustizie subite da chi lo attraversa ed affronta le onde in cerca di fortuna e trova invece la sua tomba. Il mare diventa un cimitero, con barconi che affondano ed altre navi che non posso attraccare nei porti. Ormai abituati e quasi assuefatti da queste macabre notizie di attualità, questo brano grida ad alta voce un messaggio di accoglienza, condivisione e soprattutto umanità. Sentimenti forti e profondi che hanno portato Maria Mazzotta e la Zero Nove Nove a realizzare una collaborazione con Arci Solidarietà Lecce Soc. Coop. per la produzione del merchandising ufficiale della tournée internazionale che partirà l’8 febbraio da Malmö in Svezia per poi proseguire in Danimarca, Germania, Austria, Portogallo e molti altri Paesi europei. La ricerca di fortuna affrontando il mare si traduce in luminarie a forma di barche e onde prodotte dai giovani partecipanti al progetto SAI della sede Arci di Patù. Dal 2020, anno che ha segnato il suo esordio solista con la pubblicazione dell’album “Amoreamaro", non si è mai fermata e ha macinato migliaia di chilometri esibendosi in oltre 200 concerti in più di 25 Paesi tra Europa, America Latina e Asia. Da questo viaggiare deriva la consapevolezza di potersi spingere verso l’espressione vera del proprio vivere la musica popolare, con coraggio e libertà, quelli di una donna che viaggia tra le grandi capitali europee come Parigi e Barcellona fino alle grandi metropoli mondiali come Jakarta e Bogotà portando sempre se stessa sul palco, accompagnata tanto dalle sue fragilità quanto dalla propria forza. “Onde” è un racconto sul continuo mutamento, in cui il mare risuona ovunque, come un dolce movimento che può cullare prima di trasformarsi in onda anomala e distruggere, facendo tabula rasa. Custodisce al proprio interno numerose metafore e molteplici stati d’animo che come le onde marine possono assumere mille forme. Mentre tutta l’acqua si muove cambiando forma e potenza, ogni canto si lascia attraversare dai suoni dentro un mare di frequenze in cui le percussioni di Cristiano della Monica e le chitarre di Ernesto Nobili garantiscono la navigazione al canto di Maria Mazzotta. La voce prende il largo, si lascia scagliare lontano e poi affondare, prima di tornare in superficie e, finalmente, riposare. Per i tre musicisti che, da Lecce e Napoli, hanno da sempre il mare nella mente e negli occhi, questo disco racconta il movimento del mare, dal tormento che comporta navigarlo al sollievo che regala, alla fine, ogni approdo. Le onde elettromagnetiche, che rappresentano l’elettricità del trio, propagano il suono e l’energia emotiva. In fisica l’onda trasmette energia senza spostare materia, immagine che rispecchia quanto accade dal vivo tra Maria e il suo pubblico, quando la sua voce può graffiare la pelle o donare una delicata carezza al cuore. Il nuovo sound, intriso della potenza espressiva della chitarra elettrica di Ernesto Nobili con la sua personale ricerca effettistica, e delle percussioni customizzate di Cristiano Della Monica, contiene e porta con sé le tracce delle metropoli urbane pur conservando le radici profonde e ben salde della tradizione del Sud Italia. La sua interpretazione profonda e penetrante è per lo spettatore un’esperienza rara e preziosa e ha reso Maria Mazzotta una delle voci più intense del panorama della world music europea: “Onde” è uno spettacolo da vivere in pieno lasciandosi accompagnare e guidare da un’interprete unica.

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Online da oggi il video di Ritals di Gianmaria Testa nella rivisitazione per organetto preparato di Alessandro D’Alessandro con Sonia Bergamasco e Neri Marcoré
Una versione “recitata e teatralizzata” della canzone per ricordare a tutti che emigranti siamo stati anche noi
Online, da oggi, il video di Ritals di Gianmaria Testa nella rivisitazione per organetto realizzata da Alessandro D’Alessandro con la partecipazione straordinaria di Sonia Bergamasco e Neri Marcoré. 

Una versione “recitata e teatralizzata” che accentua il pathos poetico e malinconico del brano, mentre le ombre disegnate da Silvio Gioia nel video realizzato da Roberto Mazzarelli ne pone in risalto la grande attualità intrecciando viaggi e storie di italiani a analoghe traversie di altri emigranti, allo stesso modo, sia pure in tempi diversi, obbligati a cercare una possibilità di futuro lontani dalla propria terra. 
Ritals è un termine dell'argot francese con il quale si indicavano, con una connotazione negativa, gli italiani immigrati in Francia e Belgio a partire dagli Anni Trenta. Gianmaria Testa, originario di Cuneo e quindi molto vicino al confine francese, ha così voluto intitolare una delle sue canzoni più struggenti per ricordare a una nazione attraversata periodicamente da impulsi razzistici e xenofobi quale era stato il destino degli italiani, anche loro un tempo alle prese con “l'odore delle stive/ l'amaro del partire” e “una lingua da disimparare/ e un'altra da imparare in fretta”. La canzone è stata poi ripresa da Alessandro D’Alessandro nel suo disco d’esordio come solista, Canzoni per organetto & elettronica, concepito come una sorta di omaggio alla grande canzone d’autore nazionale e internazionale, con un’accorta selezione di brani che si configurano come autentici tributi ad autori ai quali si è legati da affinità elettive: “un omaggio anche alle canzoni della mia infanzia” ha dichiarato il musicista laziale “a quelle magie impastate di parole e suoni che ascoltavo alla radio e che sognavo per l'appunto di rifare con l'organetto, che già suonavo da piccolo”. Musicista unanimemente apprezzato per quanto riesce ad esprimere con il suo “organetto preparato”, per il suo esordio da solista D’Alessandro ha deciso così di misurarsi, in solo¸ con classici della canzone nazionale e internazionale, volgendo il soffio del suo mantice verso una pluralità di mondi artistici, con esiti di grande fascinazione accentuata dalle voci di altri interpreti come Elio, Sergio Cammariere, David Riondino e Joan Manuel Serrat. Pubblicato nel 2021 da Squilibri, il CD ha avuto grandi riscontri di pubblico e di critica, vincendo il Premio Loano come  miglior disco dell’anno e, con il brano d’apertura, arrivando secondo nelle Targhe Tenco come migliore canzone. Il video di Ritals si aggiunge agli altri già pubblicati al fine di evidenziare anche la connotazione multimediale dell'album, pubblicato con i disegni del compianto Sergio Staino. Oltre che con i concerti, il musicista di Coreno Ausonio è ora impegnato in diversi progetti, tra i quali, in solo, Visionaria, tra i rapporti tra cinema, immagini oniriche e musica, presentato in anteprima al Festival Internazionale del Cinema Laceno d’oro, e il suo nuovo progetto discografico in cui proseguirà lo scavo nel corpo della canzone d'autore assieme a un'interprete d’eccezione come Petra Magoni: il disco uscirà in primavera per l'editore Squilibri. 


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NDOX ELECTRIQUE
Adorcist & Post-Industrial Ritual
Devils, Possession & Transe
Senegal
 
First video extract from the ritual at Trans-Musicales festival in Rennes (F) last month: Ngor Diouf Ya Demon (Just two minutes for the impatients is here).
The Ndox Electrique (electric water, in wolof) will be back touring the World from May to December 2024.

The NDOX ELECTRIQUE is a possession ritual from the Senegalese n'döep ceremonies. Wild, dark and solar, feminine and powerful, calling the spirits to challenge the modern world with incantations, dances and ancestral percussions, electric guitars and computers. On stage, healing mistresses & musicians make a pact with the demons: it will take much more than good intentions but sweat and enormous volume to achieve emancipation & deliverance. It’s extremely strong, the women dominate and people will only have respite when all their demons will be satisfied. It’s coming from the deep, obscure & primordial Senegal and the album « Tëdd ak Mame Coumba Lamba ak Mame Coumba Mbang » (lying between Mame Coumba Lamba and Mame Coumba Mbang, the female geniuses of a tiny part of a huge continent) by Bongo Joe Records (BJR 089).

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Manu Napolitano & Ana Costa
Escono oggi il nuovo video e il singolo Nesse Farol
 
Chiudi gli occhi e immagina il mare. Il rumore delle onde. Il ricordo di una passione che ancora vibra, e illumina i sensi come il soffio dei forti venti marini, e sul molo, il battito del cuore è all'unisono con la luce intermittente del faro. In bocca, il sapore del miele e nell'aria l’odore salmastro delle onde, ingredienti della passione. Ecco il miracolo di due persone che si amano. Questo è Nesse Farol. Esce oggi Nesse Farol, il nuovo video della compositrice italo venezuelana residente a Bologna Manu Napolitano, con la cantante brasiliana Ana Costa. È fuori su tutte le piattaforme digitali e in rotazione radiofonica anche il singolo. Nesse Farol sarà incluso nel nuovo EP di Manu e dimostra che la musica è un linguaggio universale. La cantante e chitarrista Manu Napolitano colma il divario tra Paesi unendosi al talento della brasiliana Ana Costa nelle nuove uscite musicali, registrate a Rio de Janeiro. Dopo l’uscita del singolo precedente Perdida no Tempo, appare la poetica e coinvolgente Nesse Farol, una canzone sul potere dell’amore e della sua luce. La canzone è stata presentata in anteprima dal vivo durante il recente tour in Italia di Ana Costa, dove ha cantato la canzone accompagnata da Manu Napolitano alla chitarra e alla voce. La collaborazione è nata nella registrazione all’Estúdio Lontra Music, a Rio de Janeiro, con la produzione di Ana. Alla registrazione hanno partecipato nomi di spicco come Maíra Freitas, Marfa Kurakina, Geiza Carvalho e la stessa Manu Napolitano alla chitarra classica. La canzone evidenzia una melodia quasi lirica, con la chitarra che evoca l’oscillazione delle onde di un faro. Alla fine, la canzone si trasforma in una samba travolgente, esprimendo l’esplosione di gioia e felicità. La versione spagnola, Farol, ha commosso le Madres argentine di Plaza de Mayo ed è stata rappresentata in occasione di eventi importanti, come la presentazione del Premio Internazionale per i Diritti Umani nel 2006 in Italia. Queste questioni umanitarie fanno parte della vita e del lavoro di Manu, etnomusicologa ed esperta chitarrista, il cui viaggio musicale l’ha portata a esplorare una varietà di generi e culture in tutto il mondo. Dalle sue esperienze con gli indigeni Shuar dell'Amazzonia alle sue collaborazioni musicali in Europa e Cina, Manu è un’artista la cui passione per la musica trascende i confini e connette persone provenienti da contesti diversi.

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RENANERA
PULCINELLA BELLA
le maschere e il carnevale calabrese di Alessandria del Carretto raccontati dai Renanera con Mimmo Epifani

Il nuovo singolo dei Renanera si intitola “Pulcinella bella” ed è un brano che si ispira alla maschera carnevalesca di Alessandria del Carretto, un paesino di 355 abitanti in provincia di Cosenza. È una canzone molto coinvolgente, infatti è una sorta di pizzica upbeat in salsa Renanera, ma la grande sorpresa è l’artista con cui hanno scelto di collaborare Unaderosa e Antonio Deodati. Si tratta del maestro Mimmo Epifani, pugliese di San Vito Dei Normanni, che è considerato dalla critica uno dei migliori musicisti e conoscitori di musica etnica a livello internazionale per le innovazioni tecniche di improvvisazione applicate al suo strumento, il mandolino, oltre che per la tecnica della “mandola del barbiere”. L’incontro tra i Renanera e Mimmo Epifani è avvenuto a settembre 2023, quando hanno condiviso il palco di un concerto esibendosi nei rispettivi spettacoli dal vivo. Si sono piaciuti! “Pulcinella bella” era stata già scritta dai Renanera e il maestro Epifani l’ha apprezzata molto, così ha impreziosito il brano con il suo mandolino e le sue inconfondibili filastrocche mantriche. Completa il progetto un divertente videoclip sul canale ufficiale YouTube dei Renanera con i burattini dei personaggi raccontati nella canzone. Gli stessi sono stati realizzati da Unaderosa: “Pulcinella bella” e i suoi antagonisti (Pulcinella laida, l’Orso della caverna) interagiscono e ballano con Mimmo Epifani e Unaderosa stessa in un ecosostenibile teatrino interamente realizzato con carta riciclata dagli stessi Renanera. Oltre a Mimmo Epifani, Unaderosa e Antonio Deodati (Renanera), hanno partecipato alle registrazioni Alberto Oriolo (violino) e Marilena Gragnaniello (cori). La lunga carriera musicale di Mimmo Epifani comprende collaborazioni con grandi artisti come Roberto de Simone, Massimo Ranieri, Eugenio Bennato, con il quale fonda il movimento Taranta Power e poi Antonio Infantino, Caterina Bueno, Matteo Salvatore, Ambrogino Sparagna, Avion Travel, Peppe Servillo, Pietra Montecorvino, José Barros, Danilo Rea, Rita Marcotulli, Fabrizio Bosso, Roberto Gatto, Furio Di Castri, Xavier Girotto e Fausto Mesolella, con i quali ha curato gli arrangiamenti di alcune sue numerose registrazioni. È stato uno dei protagonisti della Notte della Taranta, ha musicato molti lungometraggi e partecipato a produzioni cinematografiche come attore. I Renanera, nella loro discografia, hanno collaborato con Vittorio De Scalzi (New Trolls), Lino Vairetti (Osanna), Michele Placido, Pietra Montecorvino, Eugenio Bennato, Andrea Satta (Tête de Bois), Ciccio Merolla, Savino Zaba, Antonio Maggio, Marcello Coleman, Pasquale Laino, Alessandro D'Alessandro e tanti altri noti musicisti; tra i riconoscimenti da menzionare, i Renanera hanno vinto la quinta edizione del Premio Musica Contro Le Mafie e il Premio della Critica del Premio Mia Martini per la sezione Etno Song e un riconoscimento di Eccellenze Italiane dell’associazione Ager Mea consegnato alla Camera del Senato. Molte le partecipazioni in trasmissioni e spettacoli su tutti i canali RAI. Le loro musiche sono state inserite in lungometraggi e documentari di produzione italiana ed internazionale. “Pulcinella bella” è su tutte le piattaforme di streaming, su etichetta T.S.A. Total Sounding Area.


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SUONNO D'AJERE
La riproposizione di un brano minore della canzone macchiettistica napoletana 
La canzone macchiettistica, corpus fondamentale nella produzione canora partenopea, fa parte del Dna musicale del gruppo.
Il nuovo singolo dei Suonno D’Ajere è disponibile sulle piattaforme digitali in Pre-Save
Il trio presenterà il brano in un release concert il 21 gennaio presso l’Auditorium Novecento di Napoli.

Dopo la pubblicazione del singolo “Fotografia” (guarda il video) e un tour mondiale di oltre 20 tappe i Suonno D’Ajere tornano con il nuovo singolo dal titolo " ‘E ggioche ‘e prestiggio “ disponibile dal 22 gennaio sulle piattaforme digitali.  Il brano anticipa il secondo studio album in uscita per Italian World Beat e verrà presentato in anteprima il 21 gennaio presso lo storico Auditorium Novecento di Napoli.  Inizio concerto ore 19:00, ingresso al botteghino euro 8. Prevendite qui. .Il secondo album dei Suonno D’ajere, il trio formato da Irene Scarpato (voce), Marcello Smigliante Gentile (mandolino, mandola, mandoloncello, cori) e Gian Marco Libeccio (chitarra classica, chitarra elettrica, chitarra acustica, cori), verra’ pubblicato il 5 aprile in Italia e su tutte le piattaforme digitali, e successivamente in Francia , Germania, Benelux, Regno Unito e Giappone ‘E ggioche ‘e prestiggio è rivisitato dal trio che ha ripreso un brano minore della canzone macchiettistica napoletana scritto nel 1955 dal duo Pisano-Cioffi e interpretato originariamente da Nino Taranto per poi essere ripreso da grandi interpreti del genere come Aldo Tarantino e Vittorio Marsiglia. I tre giovani autori e musicisti hanno un amore smisurato per la forma canzone napoletana classica e da anni compiono un’accurata ricerca di brani degli ultimi tre secoli ripescando dall’immenso repertorio a disposizione le armonie, le melodie il pathos e l’ironia. I Suonno d’Ajere già in passato hanno attinto dall’ampio repertorio napoletano incidendo perle rare della canzone umoristica, come “’A casciaforte” e “’O guappo nnammurato”.  Il connubio di autori Pisano - Cioffi è quello più famoso ed importante per questo repertorio : si tratta degli autori delle famosissime “Ciccio formaggio” o “E non sta bene”; I Suonno d’Ajere scelgono di interpretare un brano minore della loro produzione come “‘E ggioche ‘e prestiggio” .  L’incisione presa a riferimento è quella di Nino Taranto ed il testo riporta diverse dizioni e storpiature usate dal celebre attore cantante, massimo interprete del repertorio comico canoro partenopeo. L’arrangiamento si arricchisce di elementi rumoristici (putipu’, fischietto, campanellino) volti ad esaltare la comicità del brano. I Suonno d’ Ajere si sono consacrati come i nuovi  ambasciatori della canzone naploletana all’estero. Dopo il fortunato tour dell’ estate del 2022 con tappe al Lincoln Center di New York, il SunFest di London (Ontario - Canada) e l’ Eargail Festival di Letterkenny in Irlanda, ricevono ulteriori attestati di stima da parte degli addetti ai lavori dopo l’esibizione al WOMEX di Lisbona (ottobre 2022). Il trio ha proseguito il suo cammino esibendosi in festival quali Bardentreffen (Norimberga), Kulturborse (Friburgo), MUM - Jornadas Internacionales de la Musica de Extremadura - Merida/Spagna).  Nel dicembre del 2022 si sono esibiti in occasione di Napoli World, il primo showcase festival italiano interamente dedicato alla world music, e grazie a questa performance hanno suscitato l’interesse degli oltre trenta delegati di festival internazionali: Nell’estate 2023 i Suonno D’ ajere si sono infatti esibiti in Slovenia, Germania (Festival Stimmen aprendo a Vieux Farka Toure), Belgio (Festival Sfinx Mixed), Giordania, Corea del Sud (Seoul Music Week0, Tunisia (Journees Musicales de Carthage), Capo Verde (Atlantic Music Expo), Spagna, Austria (Jazz & the city Festival di Salisburgo), India (Jodhpur Riff Festival – prima volta per degli artisti italiani al celebre festival patrocinato da Sir Mick Jagger) e al prestigioso Mercat de Musica Viva De Vic con un progetto co-prodotto dal centro Fabra i Coats di Barcellona in collaborazione con lo scrittore e cantautore Alessio Arena. Non sono mancate le esibizioni in Italia con appuntamenti presso il Premio Carosone di Napoli, l'Empoli Jazz Festival (aprendo il concerto di Noa), al Marateatro (Maratea) e al Museo Emblema a Terzigno (Na). Nel marzo del 2024 i Suonno D’ Ajere si esibiranno anche al Babel Music XP di Marsiglia, lo showcase festival di world music più importante di tutta la Francia.

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L’ignoranza é figa: Il Parto delle Nuvole Pesanti torna all’attacco con un nuovo videoclip
Un viaggio nel fantomatico mondo di Sdràgana. Con la partecipazione della cantante lirica Francesca Rini

Il Parto delle Nuvole Pesanti apre il 2024 con l’uscita del videoclip de L’ignoranza è figa, una delle tracce più provocatorie dal loro album Sottomondi. Con la regia di Francesco Cordio, Il Parto spalanca la porta sul peggiore dei mali di questo mondo, anzi un sottomondo pieno di ignoranza. Albert Camus diceva che il male viene quasi sempre dall'ignoranza. E qui è il paradosso di una cultura ricca di informazioni ma povera di conoscenza. Di chi è la colpa? E’ dei libri o del somarello? Vai a capirlo… Dietro la camera da presa ritroviamo i nostri amici del Parto: Salvatore De Siena, Amerigo Sirianni, Mimmo Crudo, Antonio Rimedio ed Enzo Ziparo. A cui si aggiunge la voce lirica di Francesca Rini e Giulio Accettella alle marionette. E poi ci sono le volontarie e i volontari delle Cucine Popolari e i bambini, sempre cari al Parto: le alunne e gli alunni della terza media dell’Istituto Comprensivo di Bazzano Monteveglio in Valsamoggia (BO). Senza dimenticare il cameo di Roberto Morgantini, il fondatore delle Cucine Popolari di Bologna, e del cantautore Mirco Menna, già in passato collaboratore del Parto. Lo scenario del videoclip è quello del paese immaginario di Sdràgana animato da un popolo - un vero e proprio (sotto)mondo - di marionette, persone e animali: un luogo in cui i libri si buttano ma anche si mangiano, perché la cultura non solo dà i soldi per mangiare ma è essa stessa nutrimento per l’uomo. Gli abitanti di Sdràgana si chiamano sdraganini (marionette) e sdraganelli (persone): una specie di paese dei Balocchi in cui ruoli e identità dei personaggi si confondono e non si sa più se le persone siano marionette o le marionette persone… per non parlare degli animali chiamati FrisFras tra cui naturalmente primeggia l’asinello.Tutti uniti a ballare la tarantella dell’ignoranza come in una sorta di realismo magico in cui i confini tra realtà e fantasia si perdono. A differenza di quanto succedeva in Fahrenheit 451, a Sdràgana non è vietato leggere ma sono gli stessi abitanti che rifiutano i libri: “Butta questi libri e facciamoci un bel vocalizzo che i libri fanno male alla salute”. Gli Sdraganini liberandosi dal peso dei libri sono felici, ballano e festeggiano finalmente convinti di avere capito il mondo. Gli abitanti di Sdràgana sono inebriati dal tintinnìo dei calici della facile conoscenza, alimentata dalle superficiali e a volte ingannevoli informazioni di internet che si manifesta con atteggiamenti da profondi conoscitori di ogni cosa, senza aver letto, approfondito, verificato, capito … Il “coro degli ignoranti”, come un moderno coro di baccanti, accompagnato da un vorticoso e mantrico ritmo di tamburi e grancasse, suoni di fisarmoniche, fiati e versi animali, continua a ripetere “aeiou ciuccio bestia che sei tu” come nelle filastrocche del gioco che si faceva a scuola da bambini quando si voleva prendere in giro il ciucciarello della classe…

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Dopo aver vinto i Premi della Critica e Miglior Testo all’Edizione 2023 del Premio Andrea Parodi
Andrea Andrillo già in radio con “Canto per te che vai”
il nuovo singolo inedito tratto dall’album “Bella Cantendi”
già disponibile in digitale e in CD

Già arriva in radio “Canto per te che vai”, il nuovo singolo inedito di Andrea Andrillo tratto dall’album “Bella Cantendi” (Radici Music Records), già disponibile in digitale e CD. Fuori anche il video. “Canto per te che vai” è il canto ostinato di un amore che non intende finire al finire del tempo. Chiude l’album senza chiuderlo, aggirando, anzi, l’ostacolo, il confine che pure ha dovuto accettare: “ecco il limite, la canzone che non puoi cantare...”  Ritroveremo l’eco di questo ultimo canto in quella preghiera che nasce nel buio proprio quando tutto sembrava finire. Per accorgersi di questo, basterà far ricominciare il disco, in loop.  Perché  la morte scompaia, perché “morti non siat”, nella luce delle lanterne, “canto per te, canto per te che vai”. Il brano è contenuto in “Bella Cantendi”, questa la tracklist dell’album: "Sa noti de is Animas" (brano con cui ha vinto il Premio della Critica e il Premio per il miglior testo all’edizione 2023 del Premio Andrea Parodi) "Bella Cantendi", "Parlami d'amore" (presente solo nel formato CD), "My Body is a Cage", "Forse sognare", "Morning", “Tutto tramonta" e "Canto per te che vai". « Il tema trattato nel brano “Canto per te che vai” è molto delicato: trovarsi sul filo di un limite che divide irrimediabilmente due persone che si amano, ma decidere comunque di non arrendersi e di mandare un potente messaggio d’amore al di là di quello stesso limite. Per cercare di rendere questo tema visivamente - racconta il regista del video Federico Branca -  abbiamo chiesto alla pittrice e modella Viola Vistosu di aiutarci con il suo talento e le sue indubbie capacità attoriali. L’idea era di evocare ed infine esorcizzare un’assenza dolorosa tramite la pittura, fino a restituire alla luce del quotidiano il ricordo che poco alla volta prende forma sulla tela, alleviato, privo di amarezza. Noi speriamo di esserci riusciti.»
Andrea Andrillo, musicista e cantautore, ritiene che il suo percorso artistico abbia avuto inizio nel Natale del 2015 con un concerto acustico nel Nuraghe Santa Barbara di Villanova Truschedu, in Sardegna. Tuttavia, le radici della sua carriera risalgono a prima del 2015, quando faceva parte del gruppo di poesia "mobile" Matitate, portando poesia e musica in luoghi insoliti. Il suo primo album, "Atlantide prima della pioggia" (2015), è autoprodotto e segna l'inizio di una serie di concerti. La svolta arriva grazie a Gianni Maroccolo, che lo mette in contatto con l'etichetta Radici Music Records con cui pubblica due album, "Uomini, bestie ed eroi" (2018) e "Elusive - A Soundtrack to Mark's Diary" (2019), entrando con quest'ultimo nelle classifiche iTunes dei cantautori in Canada. Oltre alla sua carriera musicale, per il teatro, compone musiche per commedie di successo. Ha anche lavorato con il regista Giovanni Coda per colonne sonore di cortometraggi e lungometraggi, come "Mark's Diary" e "La sposa nel vento" che di recente ha vinto il Premio Best Soundtrack al New York Film Festival 2023. Nel novembre 2020, pubblica il libro-disco "Pròlagus, canzoni per resistere, per non morire", in collaborazione con esperti e studiosi sardi. Nel 2021, l'opera vince il Premio Cervo come uno dei migliori album del 2020. Il suo album "Bella Cantendi", rilasciato il 30 maggio 2023, con il singolo "My Body is a Cage" che vede il featuring di Carmelo Pipitone, contiene anche il  brano "Sa noti de is Animas" che gli vale il Premio della Critica e il Premio per il miglior testo all’edizione 2023 del Premio Andrea Parodi.
 
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Arthuan Rebis, musica da sogno di mezz’inverno
Eterea Edizioni è lieta di presentare il nuovo doppio singolo di Arthuan Rebis
Engalos Yule

In occasione del Solstizio d’inverno 2023, sono in uscita 2 nuovi brani del compositore e polistrumentista Arthuan Rebis, i cui strumenti più rappresentativi sono l’arpa celtica, la nyckelharpa e la gaita. “Engalos” è una canzone che lo stesso Arthuan ha scritto in Sindarin, una delle lingue elfiche create da J.R.R. Tolkien, e chiude idealmente l’anno delle celebrazioni per il 50esimo anniversario della morte dello scrittore inglese. Non è la prima volta che la creatività del musicista incontra quella del professore di Oxford. Nel 2021 aveva musicato e cantato “Elbereth” (album Sacred Woods) una delle più note poesie degli Elfi, un inno alla Regina delle Stelle che compare nella Compagnia degli Anelli. “Engalos”, che signifca “Di nuovo luce”, è un canto meditativo che celebra il lento ritorno della luce proprio nel cuore dell’inverno, quando il solstizio segna il giorno più buio e allo stesso tempo la soglia verso una nuova luminosa stagione. Il Tempo è un tema ricorrente in tutta l’opera di Arthuan Rebis, musicale e narrativa, così come l’Altrove e la capacità di percepirlo. E le sue doti di sensibilità e creatività aprono una porta anche al suo pubblico. “Engalos” era stato eseguito già dal vivo ma questa è la prima registrazione e divulgazione sulle piattaforme musicali.


Arthuan Rebis è stato ospite a Sarzana, Tolkien Studies Day, 2022 e 2023 “Yule” prende il nome proprio dalla festa del solstizio d’inverno presso le popolazioni dell’Europa settentrionale. Il brano inizia con un ritmo incantatorio e un canto quasi ipnotico. Poi la musica continua sprigionando energia, potenza e vigore, sempre attraverso gli strumenti tipici di Arthuan Rebis, compresa la sua voce, ai quali si aggiungono le percussioni di Nicola Caleo. Arthuan Rebis ha posto sempre molta attenzione al passaggio delle stagioni, alla loro celebrazione quindi al loro significato culturale e simbolico, ad esempio nel brano “Samonios” (dall’album “Canti di Helughèa”, 2023) o all’intero album “La Primavera del Piccolo Popolo” (2020). 

“Runes in the Snow”
Lo scorso 5 dicembre è uscito “Runes in the Snow”, un canto altamente evocativo, una musica limpida e cristallina che emerge dall’atmosfera ovattata di un bosco innevato, dove i suoni sono essenziali, intagliati nell’aria tersa. Il brano è stato composto da Warg (Edoardo Alessio) e Arthuan Rebis, che lo ha arrangiato e che suona l’arpa celtica, la nyckelharpa e canta. 

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