Videoclip: Le novità

Una raccolta dei principali videoclip in uscita, selezionata da Blogfoolk

LAPSUS A SCHEMA LIBERO
LAPSUS LUMINE feat. VINCENZO VASI
 
Lapsus a schema libero è tra i progetti vincitori del bando “Vivere all’italiana in musica” organizzato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Il video del progetto Lapsus a Schema Libero è disponibile sul nuovo portale "Italiana - Lingua Cultura Creatività nel Mondo", (https://italiana.esteri.it/italiana/) piattaforma dove verranno promossi e diffusi gli eventi e i progetti culturali realizzati con il sostegno del Ministero.
  
Lapsus a schema libero è un crogiolo di invenzioni musicali che trae ispirazione dai giochi enigmistici e letterari. L’idea progettuale nasce dalla passione per il calembour, il combinatorio, e per i rompicapi enigmistici. Da tempo il gruppo accarezzava l’idea di scrivere un repertorio ispirato alla settimana Enigmistica, la popolare rivista italiana che “vanta innumerevoli tentativi di imitazione”, e il bando Vivere all’italiana in musica, con la sua richiesta di valorizzare il patrimonio culturale italiano, ha offerto uno stimolo concreto per realizzare questo proposito
Dalle Crittografate alle Facilitate, dal Rebus all’ambìto Bartezzaghi, avvolto di timore e desiderio, l’Italia intera ha misurato le proprie giornate estive, i passaggi in tram, le ore in sala d’attesa, il dopo pranzo nel salotto dei nonni, con l’enigmistica. Il progetto porta quel gioco così familiare sul palco, trascinando gli spettatori tra musiche palindrome e lipogrammi, “unendo i puntini” delle Parole Crociate a schema libero a quelli della letteratura italiana, tra Italo Calvino e Giacomo Leopardi. Nel corso della ricerca è stata approfondita la conoscenza delle strutture-gioco proposte dal movimento letterario francese OuLiPo e dal suo corrispondente italiano OpLePo, gli Opifici di Letteratura Potenziale di Queneau, Perec, Calvino, che con l’enigmistica hanno molti punti di contatto. Forte è il fascino del concetto della contrainte, regola, vincolo formale arbitrario applicato alla scrittura e vissuto come uno strumento creativo, che amplifica «potenzialità visionarie», risvegliando «i nostri demoni poetici più inaspettati e più segreti» (Calvino): la «costrizione» a seguire regole compositive più o meno rigide induce infatti uno sforzo di fantasia, stimolando l’invenzione e la creatività. Il palindromo, il lipogramma, l’antinomia, l’anagramma, la sciarada sono tra le contraintes più utilizzate dagli Oulipiani/Oplepiani, procedimenti tipicamente enigmistici che Lapsus Lumine ha applicato alle sue composizioni originali e ad alcuni brani di autori italiani scelti per il progetto. Le tre voci e il contrabbasso di Lapsus Lumine, insieme a Vincenzo Vasi, uno tra i musicisti più versatili ed estrosi della scena italiana, con il suo theremin e il suo surreale teatro d’oggetti, danno vita a un concerto in forma di gioco, che permette al pubblico di entrare nei meandri della musica in maniera ludica, con leggerezza calviniana. Il repertorio è composto dalle composizioni originali di Stefano Risso e da alcuni arrangiamenti di brani di autori italiani:
1. Vapore Pirata – Si ispira al gioco delle Parole crociate pseudo-definite: il testo è costruito con alcune parole intere o loro frammenti tratti dal testo di Povera Patria di Franco Battiato, con l’anagramma del titolo
2. Silvia Lipogrammatica - Segue il procedimento del lipogramma che consiste nel parafrasare un testo senza mai usare una determinata lettera: la prima strofa di “A Silvia” di Leopardi è parafrasata nelle strofe del brano escludendo le 5 vocali una alla volta, e poi tutte insieme
3. Povera Patria (F. Battiato) - Punto di partenza delle Parole crociate pseudo-definite, nel suo testo sono celate le parole di Vapore Pirata
4. Crucinstabile - Vincenzo Vasi si cimenta nella soluzione di un esilarante Cruciverbone a schema libero
5. Amara terra mia - Trova l’intruso! Brano tradizionale popolare abruzzese, reso celebre da Domenico Modugno, è l’unica traccia a cui non viene applicato un procedimento enigmistico
6. Sversomatetico - Canzone palindroma, sia a livello musicale che testuale. Un canone di due melodie in contrappunto, l’una palindroma dell’altra (la seconda è uguale alla prima, letta al contrario). Una sorta di “I topi non avevano nipoti” musicale. La melodia di base registrata e riprodotta in “reverse”, è perfettamente uguale e comprensibile. Ascoltabile nei titoli di coda del video
7. Rebus - Un Paolo Conte enigmistico ed enigmatico
8. Zampedante - Diverse linee melodiche sono combinate in maniera improvvisata. Il testo contiene l’ultimo endecasillabo di Inferno, Purgatorio e Paradiso danteschi, in versione originale e “a specchio”.
9. Checco, c’est l’amour! - Una travagliata storia d’amore emerge da un mash-up di celebri canzoni italiane

Lapsus Lumine: Marta Del Grandi, Sabrina Oggero Viale, Erika Sofia Sollo: testi, voci; Stefano Risso: composizioni, arrangiamenti, testi, contrabbasso; Vincenzo Vasi: theremin, basso elettrico, flauto da naso, oggetti.

Il video Lapsus a Schema Libero è stato girato dal video maker Miha Sagadin, in collaborazione con Luca Pescaglini e Riccardo Maione di Rata Völoira, nella suggestiva cornice dell’Aula del Tempio del Museo Nazionale del Cinema di Torino, con sede nella Mole Antonelliana.
 
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Paolo Bonfanti 
Il nuovo video Where do We Go, tratto da Elastic Blues  

Nel giorno in cui inizia il Festival di Sanremo esce il nuovo video di Paolo Bonfanti, “Where do We Go”, tratto da Elastic Blues.  Una provocazione ma anche un modo per poter raggiungere il proprio pubblico e far “girare” la propria musica, vista la perdurante assenza e astinenza da live. Nel brano scelto, il secondo dopo “Fin de Zugno”, Bonfanti è accompagnato da tutta la Band: Alessandro Pelle alla batteria, Nicola Bruno al basso, Roberto Bongianino alla fisarmonica, Simone Garino al sax alto, Alberto Borio al trombone, Daniele Bergese al sax tenore, Igor Vigna alla tromba e ai cori Valeria Bruzzone, Morena Campus e Matteo Merli. Il video gioca sul contrasto tra la serietà e la staticità dei protagonisti che si sono prestati a “mettere la faccia” chiedendosi dove possiamo andare e la dinamicità del singolare mezzo su cui si muove Bonfanti: un velocipede per un novello Nuvolari in versione ecologica, esploratore ironico di un mondo che non si conosce ed in cui ci si riconosce più. Che sia questa la strada da seguire per noi che abbiamo perso la strada, che non sappiamo più tornare, che pensavamo di avere capito e invece continuiamo a camminare in cerchio? Il video è stato realizzato da Ivano A. Antonazzo e i volti che si aprono e si susseguono diventano i simboli delle categorie più duramente colpite da questo anno difficile; non solo musicisti e addetti ai lavori (fonici, tecnici, promoter, organizzatori), ma anche insegnanti di nuoto, gestori di palestre e di locali di musica dal vivo, ristoratori, cuochi, operatori del turismo,  librai, e poi infermieri, volontari e tanti altri che in questi 365 giorni non ci hanno messo solo la faccia.

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ONLINE IL VIDEOCLIP DI ‘QUANDA SJ 'FFORTE’,
IL BRANO DI SETAK CHE ANTICIPA IL NUOVO ALBUM DI INEDITI
(etichetta: Cazzimma Dischi – Distribuzione: Believe Digital Italia)
E’ online il videoclip di Quanda sj ‘fforte”, il brano del cantautore abruzzese Setak che anticipa il nuovo album di inediti, Alestalé, in uscita in primavera. 

Quanda sj ‘fforte ovvero, l’ottusità delle persone violente e delle violenze in generale. “Questo, così come gli altri brani del nuovo disco sono pronti da mesi, ben prima dell’inizio della pandemia – racconta Setak. In questi tempi strani, in cui ci hanno detto che ‘andrà tutto bene’ e invece la sensazione è un po’ diversa, scegliere di uscire con questo brano significa, per me, sottolineare il concetto che se proprio devo morire vorrei accadesse dopo aver pubblicato questo album”.  “Quanda sj 'fforte, nin n'ti vó manghe la morte | tu sta coccje ha da cagnà | jitte sta raje ca nin n'ti porte ninde | povere a 'cchj ci càpete”.  Il videoclip in animazione, realizzato da Anonima Disegni, ci mostra infatti la violenza in chiave allegorica: il protagonista altro non è che un uomo forzuto che si aggira per le strade di un paese ‘ferito’, raccogliendo seguaci ma suggerendo un epigono alquanto significativo. Setak, in questa canzone, si prende gioco della violenza e di chi ne fa uso. Il brano unisce il dialetto abruzzese a sonorità internazionali, vero e proprio ‘marchio di fabbrica’ del sodalizio creato tra Nicola Pomponi e Fabrizio Cesare, che cura la produzione anche di questo nuovo lavoro come era stato per l’album d’esordio di Setak, Blusanza, uscito nel maggio 2019.

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‘NUN T’AGGIA PERDERE’
ONLINE IL VIDEOCLIP, CON ROBERTO COLELLA E LA PARTECIPAZIONE STRAORDINARIA DI PINO MAURO 
(Full Heads – Believe Digital Italia)

E’ online il videoclip di ‘Nun t’aggia perdere’, il brano di Pino Mauro nell’interpretazione di Roberto Colella: https://youtu.be/IWUkn6DHn0c. Il brano è estratto da ISOLAMENTE, il primo album di Roberto Colella – frontman della band napoletana La Maschera, disponibile da lunedì 21 dicembre sui digital store (https://backl.ink/143767781) e in formato CD (etichetta Full Heads). In scaletta 11 tracce, riproposizioni di canzoni della tradizione (napoletana e sarda) insieme a capisaldi della storia della musica, interamente suonate e cantate da Roberto Colella nei mesi di novembre e dicembre 2020, quando la Campania era nuovamente zona rossa.  Il videoclip, girato in un teatro vuoto e con due soli piani sequenza, vede la partecipazione straordinaria di Pino Mauro. Un cameo, quasi un passaggio di testimone tra il cantante di Villaricca e il compaesano Colella: ‘Roberto, la storia continua’.  «La vita dietro le quinte, i dubbi e le emozioni prima di uno show, le prove infinite da ’superare’ per arrivare su un palco che, oggi, per ovvii motivi, non può avere spettatori – racconta Colella. Tornare in teatro per girare il video di Nun t’aggia perdere è stato un mix di emozione forte e velata malinconia. Emozione per la voglia che ho di rivedere piazze e teatri strapieni di gente, per il desiderio di riabbracciare pubblico, colleghi e addetti ai lavori… e poi, la partecipazione del grande Pino Mauro, mio compaesano, è un po’ la ciliegina ‘biologica’ sulla torta! »

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“ANIMA DE MOUNDO” 
IL VIDEO DI STEFANO SALETTI & BANDA IKONA

Uscita video e singolo Anima de Moundo: 19 febbraio 2021
Uscita disco Mediterraneo Ostinato: 20 marzo 2021

Esce oggi, venerdì 19 febbraio, il video di “Anima de moundo" il brano di Stefano Saletti & Banda Ikona che anticipa l’uscita del disco “Mediterraneo ostinato”. Il video è stato realizzato da Artigiani Digitali. “Io vado madre, se non torno la mia anima sarà parola per tutti i poeti", queste sono le struggenti parole del poeta curdo Abdulla Goran, simbolo della lotta del suo popolo per la conquista della libertà, che hanno inspirato Saletti per la scrittura del brano cantato in Sabir insieme a Barbara Eramo e Yasemin Sannino. Mediterraneo Ostinato, che uscirà per l’etichetta Finisterre il 20 marzo 2021, è una sorta di manifesto di un nuovo possibile Mediterranean Power nel nome di un passato fatto di arte, cultura, porti aperti, incontri, scambi che come una grande rete si sono intrecciati creando nuovi percorsi, storie condivise e una comune anima mediterranea. Tutti i brani del disco sono cantati in Sabir, antica lingua del Mediterraneo che Saletti ha riportato in vita dall'oblio della storia per farla rivivere nelle sue composizioni originali che attingono anche al grande patrimonio della letteratura mediterranea da Goran a Calvino, da Pasolini a Alda Merini, da Matvejevic a Machado e Kavafis, da Cecco Angiolieri a Rilke.
Con Stefano Saletti (multistrumentista che suona bouzouki, oud, saz, chitarre, piano, percussioni e canto), i musicisti che da anni fanno parte della grande famiglia della Banda Ikona: Barbara Eramo (voce), Mario Rivera (basso acustico e contrabbasso), Gabriele Coen (clarinetto, sax), Giovanni Lo Cascio (drums set, percussioni), Carlo Cossu (violino), Arnaldo Vacca (percussioni) e tanti artisti che condividono il progetto: le voci di Lucilla Galeazzi, Nabil Salameh, Yasemin Sannino, Gabriella Aiello, Nando Citarella, Pejman Tadayon (ney dey, voce), Riccardo Tesi e Alessandro D’Alessandro (organetto), Renato Vecchio (duduk e ciaramella), Giovanna Famulari (violoncello).

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ROBERTA GIALLO
Interpreta
"Chuan Qi"
per il capodanno Cinese

Oggi, 26 Febbraio, la cantautrice ROBERTA GIALLO festeggia il Capodanno Cinese omaggiando il popolo Cinese, grande terra di mezzo dell'Asia, interpretando "Chuan Qi" ä¼ å¥‡ la canzone il cui titolo significa Leggenda con una sua versione intima piano e voce. Si conclude proprio oggi, in occasione del giorno del Festival delle Lanterne, il "China-Italy Happy Chinese New Year Music Week", una settimana all'insegna di tanta musica e festeggiamenti in onore al buon anno Cinese. La settimana ha visto ospiti una serie di musicisti e band musicali Cinesi ed Italiani, tra cui Feng Yao e Cello Guys. Organizzato dal China Tourism Office di Roma, l'evento mira a mettere in mostra le risorse culturali e turistiche Cinesi. Nel video fortemente voluto dal mediatore culturale Sean White, sono presenti colori e sfondi suggestivi, diverse immagini della terra Cinese. Dietro alla cantautrice si possono intravedere i quadri dipinti proprio da Roberta Giallo che, con i loro colori, richiamano il mondo asiatico, ad accopagnare l'esibizione inoltre c'è la danza di una ballerina cinese che si muove sulla melodia della canzone Cinese.

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Il desiderio di ritrovare qualcuno che non c'è più nella ballata d’amore di Maria Mazzotta

“Nu me lassare”, il videoclip live estratto dall'album Amoreamaro di Maria Mazzotta. Già finalista per la Targa Tenco, tra i dieci migliori album secondo gli esperti della World Music mondiale. Da venerdì 26 febbraio è disponibile online il videoclip di “Nu me lassare", la ballata d’amore di Maria Mazzotta, una tra le voci più importanti del panorama folk italiano e della world music internazionale. Il desiderio di ritrovare qualcuno che non c'è più, ma soprattutto la capacità di ritrovarlo se si è pronti a cogliere i messaggi; il canto come cura che lenisce le ferite, questo è il messaggio della cantante nell’inedito estratto dall’album “Amoreamaro”. La versione dal vivo del brano “Nu me lassare”, un estratto dal concerto dello scorso 20 dicembre al Centro Civico Delicias di Saragozza (Spagna). Con la cantante salentina sul palco il virtuoso fisarmonicista Vince Abbracciante, perla pregiata nel panorama jazz italiano, musicista dalla rara sensibilità che accompagna in tour Maria Mazzotta in tutta Europa. Nel 2020 Maria Mazzotta è stata tra i cinque finalisti delle Targhe Tenco nella sezione “Interprete di canzoni” (targa assegnata a Tosca), si è classificata al nr. 8 (tra 708 nominati) tra i migliori dischi dell'anno nella World Music Chart Europe e al nr.9 della Transglobal World Music Chart, charts internazionali stilate da esperti giornalisti di settore. É inoltre finalista al Premio Parodi (rimandato al 2021), finalista per il Preis der Deutschen Schallplatten Kritik (Germania) e per il FolkHerbst (Germania, rimandato al 2021). Riceve il Premio Vincenza Magnolo per il ruolo di interprete nella canzone popolare contemporanea, è stata selezionata per lo showcase alla Fira Mediterrania de Manresa in Spagna e per l’International Kulturbörse di Friburgo e in nomination per il premio “Freiburger Leiter” (Germania). Un anno fortunato e ricco di riconoscimenti per Maria Mazzotta, malgrado la pandemia abbia cancellato più di 50 concerti di presentazione in tanti Paesi Europei. Il lavoro della Mazzotta, pubblicato da Agualoca Records e disponibile anche nella versione in vinile, è una intensa e appassionata riflessione, da un punto di vista femminile, sui vari volti dell'amore: da quello grande, disperato e tenerissimo a quello malato, possessivo e abusato. Dieci brani in tutto, di cui due inediti, per un disco che attraversa senza timore tutte le emozioni che l'amore può suscitare, trovando nel canto, come da tradizione popolare, la catarsi, la consolazione, la forza e la "cura". Si va dagli stornelli ai brani di tradizione riarrangiati ed arricchiti con nuove sonorità e parole, sino alle pietre miliari che hanno lastricato la strada della grande canzone Italiana come "Lu pisci spada" di Domenico Modugno, "Tu non mi piaci più" portata al successo da Gabriella Ferri e "Rosa canta e cunta" della grande cantautrice siciliana Rosa Balistreri. Ma il cuore del disco alberga nei due inediti in lingua salentina: "Nu me lassare", una dolorosa ballata d'amore, un'invocazione a chi non c'è più, e la title track "Amoreamaro", una pizzica, tradizionalmente ritmo risanatore per le "tarantolate", che idealmente si prefigge di guarire un mondo malato. A guidare musicalmente il tutto ci sono la fisarmonica ed il pianoforte del malgascio Bruno Galeone, al quale talvolta si uniscono i tamburi etnici e le percussioni dell'iraniano Bijan Chemirani (in "Tore Tore Tore") e il didgeridoo di Andrea Presa (in "Amoreamaro"). "Amoreamaro" è distribuito in Italia da Audioglobe, in UK da Proper Music, in Germania da Indigo e in Francia da Inouie.
Maria Mazzotta, coadiuvata dall'agenzia di booking e management Zero Nove Nove, ha voluto legare a questo suo ultimo lavoro discografico anche l'apertura di una collaborazione con Save the Children per raccogliere fondi da destinare a operazioni umanitarie. 

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CANIO LOGUERCIO
LUNEDÌ 8 MARZO per la GIORNATA INTERNAZIONALE DEI DIRITTI DELLA DONNA
ASSOCIAZIONI, CASE EDITRICI, LIBRERIE, ISTITUTI CULTURALI, REGISTI, PRODUTTORI, SCRITTORI, e tanti altri... 
RICONDIVIDERANNO CONTEMPORANEAMENTE SUI LORO CANALI SOCIAL IL VIDEO DELLA RIVISITAZIONE DEL CANTAUTORE DI “QUANDO VEDRETE IL MIO CARO AMORE”
IN RICORDO DI CECILIA MANGINI
prima documentarista donna in Italia
 
Lunedì 8 marzo, giorno in cui si celebra la Giornata Internazionale Dei Diritti Delle Donne, il video della rivisitazione di Canio Loguercio di “Quando Vedrete Il Mio Caro Amore”, cantata insieme a Monica Demuru, sarà ricondiviso sui canali social di numerose associazioni, case editrici, librerie, istituti culturali, registi, produttori, scrittori e tanti altri… L’iniziativa nasce dalla volontà di onorare, in questa speciale giornata, Cecilia Mangini, prima documentarista donna in Italia che nella sua lunga attività ha raccontato le trasformazioni del nostro Paese dalla fine degli anni ’50 fino alla metà degli anni ’60, con particolare riferimento al mutamento dei costumi sessuali e alle metamorfosi della figura femminile della società italiana. Ad una delle sue opere più importanti, “Essere Donne” (1965), si è ispirato Alessandro Scippa, regista del video della rivisitazione di Canio Loguercio di “Quando vedrete il mio caro amore”, brano portato al successo da Donatella Moretti nel 1963. La canzone è contenuta nell’ultimo album del cantautore “Ci stiamo preparando al meglio” (Squilibri Editore), disponibile in formato cd nei negozi tradizionali e negli store digitali. La versione originale di “Quando vedrete il mio caro amore” è parte del concept album “Diario di una sedicenne” di Daniela Moretti, scritto da Loredana Ognibene, che racconta i pensieri e gli amori di una ragazza adolescente (in copertina era raffigurata l’attrice Valeria Ciangottini). Il brano parla di una storia d’amore fragile e sofferta, affidata ad una melodia semplice, esaltata dall’arrangiamento di Ennio Morricone. Il video della rivisitazione di Loguercio, visibile al seguente link https://youtu.be/Ab8XGUmmjKI, inizia con l’attrice Sonia Bergamasco che legge i versi di “Deposto il nome”, una poesia di Maria Grazia Calandrone, poetessa nata nel 1965 da un amore ritenuto allora adulterino, in un periodo in cui non esisteva ancora il divorzio e il Codice penale contemplava il reato di “abbandono del tetto coniugale”. A seguire, scorrono le immagini dell’Italia degli anni ‘60 e ‘70 fornite dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico: ad emergere è un inequivocabile ritratto delle ansie di emancipazione e liberazione generazionale, sulle note di una canzone apparentemente d’evasione. Temi e motivi fortemente presenti nelle opere di Cacilia Mangini. All’iniziativa in memoria di Cecilia Mangini hanno aderito: l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD), Comune di Mola di Bari, Casa Internazionale delle Donne, Women's Fiction Festival, Unione Donne in Italia (UDI), Giornate degli Autori, 100autori, SalinaDocFestival, Casa delle Donne del Mediterraneo, Apollo11, Parallelo 41 Produzioni, Femministerie, Isola Edipo, Forum Disuguaglianze e Diversità, A Voce Alta, Casa della Paesologia, Art a part of cult(ure), ATCL, Siluna fest, Umbria in voce, Iocisto libreria (Napoli), Libreria Evaluna, Donne di carta, Centro contro la violenza alle donne Roberta Lanzino di Cosenza, APS Giraffa di Bari, Molise Cinema Film Festival, MRF5 Music&Film - IncontriFestival/orizzonte multiplo, Liberi Libri (Napoli), Bandiera Bianca, FeelMare / Eikon, Vicoli Corti, Cie Twain, ETRA ETS, Volontari per la Cultura OdV, Legalitria - Festival Nazionale della Legalità, Radici Future, Pensamentus, Festival Ethnicus, Agorateca Altamura, Rocciamorgia Festival, Teatro Villa Pamphilj, Teatro Verde, JazzMine, Effetto Joule, Mulab, Fondazione Pangea Onlus, REAMA, Bari International Gender Film Festival, Next Generation Short Film Festival, Cooperativa sociale Al.i.c.e, L’arte è un delfino, Exlibris20, MA6 Studio, Cinemaback to the movies, MARIPOSA, FIDAPA, CIF Melfi, Assotuscania, Artemed Ass. per le Arti, Mariangela Barbanente, Paolo Pisanelli, Luca Scivoletto, Gaia Furrer, Agostino Ferrente, Fulvia Caprara, Azzurra D’Agostino, Marthia Carrozzo, Igiaba Scego, Bruno Di Marino, Ida Dominijanni, Serena Nono, Loredana Lipperini, Carola Susani, Marta Ragozzino, Silvia Jop, Titti Marrone, Laura Pugno, Lidia Riviello, Rosa di Jericho, Musicando, Tuttinscena, Aps Università Terza Età, Teatroforma, A.G.I.Mus., Ala di Riserva, Senza Priscio, U Tammorr d'Maul, Arte e Musica, Like a Jazz, Teatramico, La giostra delle idee, Le Antiche Ville,  Sensazioni in movimento, L'atelier delle arti Mole di Bari - Palazzo Pesce, la Cooperativa I Bambini di Truffaut. L’album “Ci stiamo preparando al meglio” si compone di 10 brani, tra cui 5 inediti, 1 nuova versione di “Luntano Ammore” e 4 speciali rivisitazioni di celebri canzoni d’autore e classici della musica napoletana a cui il cantautore è particolarmente legato: “Incontro” di Francesco Guccini”, “Lacreme Napulitane” di Francesco Buongiovanni e Libero Bovio (rielaborata in “Mia cara madre”), “Quando vedrete il mio caro amore”, un successo di Donatella Moretti del 1963 e “Core ‘ngrato” di Riccardo Cordiferro e Salvatore Cardillo. Per l’esecuzione dei diversi brani, Canio Loguercio è accompagnato dalle voci di Sara Jane Ceccarelli, Monica Demuru, Giovanna Famulari, Brunella Selo (con la figlia Carolina Franco), Flo, Barbara Eramo, ‘Mbarka Ben Taleb e Laura Cuomo. Hanno partecipato inoltre alla realizzazione del disco Rocco Petruzzi, che ne ha definito il suono e curato la produzione, e Andrea Satta, Badara Seck, Stefano Saletti, Valerio Corzani, la Banda Basaglia, Malick Fall, Jomahe Solìs, Chitra Aluthwatta, Pierre Preira, Issoufou Conde, Pasquale Innarella e Luca De Carlo. Questa la tracklist dell’album: “Ci stiamo preparando al meglio”, “In un punto lontano”, “Chissà cos’è”, “Quando vedrete il mio caro amore”, “Core ‘ngrato”, “Incontro”, “Tienimi forte le mani”, “Luntano ammore”, “Core ‘e plastica”, “Mia cara madre”. Musicista, poeta e performer, lucano di nascita e napoletano d’adozione, Canio Loguercio è autore di progetti “crossover”, all’incrocio tra canzone d’autore, poesia e teatro. Già finalista a diverse edizioni del Premio Recanati e Targa Tenco per l’album in dialetto nel 2017, ha pubblicato sei album e ideato numerosi progetti musicali e promosso diverse iniziative interculturali.
 

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ANTONIO AIAZZI | GIANNI MAROCCOLO
Online il video della title-track Mephisto Ballad  che anticipa l’uscita del “tardodiscodark”, fuori il 26 febbraio per Contempo Records/Goodfellas

È online da oggi il video di Mephisto Ballad, title-track del “tardodiscodark” di Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo, in uscita il 26 febbraio per Contempo Records/Goodfellas e distribuito in digitale da Ala Bianca. Ideato e diretto da Flavio Ferri – già al loro fianco come musicista nel disco che rende omaggio a uno dei momenti archetipici della new wave italiana – il video è una sorta di introduzione a un racconto visivo più ampio, un piccolo assaggio di un’opera visionaria di là da venire, che traduce in immagini le atmosfere faustiane del disco di Aiazzi e Marok. Ispirato dalle note del brano e dal tema del doppio che percorre tutto l’album, il video è l’esplorazione di un mondo enigmatico, fatto di spazi disabitati e paesaggi alieni. Un gioco di ruolo sulla complessa relazione fra rappresentazione e mondo, che assegna a chi guarda il ruolo di Faust e ai due artisti il ruolo di Mefistofele. Aiazzi e Maroccolo sono le uniche due figure (sovr)umane presenti, forme fantasmatiche evocate e invocate per donarci la capacità di vedere oltre. Per questo, ne vediamo essenzialmente i loro occhi, “trasformati” da un trucco che richiama l’estetica espressionista, uno sguardo sovraccarico di magnetismo che ci insinua il dubbio che ci sia altro, oltre la superfice delle cose. Fra citazioni di Bulgakov, Murnau e Bergman, scorrono le immagini “sempre controllate dalle azioni e dai pensieri dei due demoni che si appropriano con la loro arte delle nostre menti e le liberano nella visione finale di un paesaggio marino tinto di rosso, di un colore innaturale, perché l'arte possa portarci in luoghi diversi dalla vita che viviamo” scrive Ferri, che aggiunge: “L'artista è il diavolo, il Mephisto del ‘Faust’, la morte de ‘Il Settimo Sigillo’, è colui che opera il male portando lo scompiglio nelle anime delle persone per ottenere il bene supremo, la capacità di pensare. Come dice Mefistofele nel capolavoro goethiano ‘sono una parte di quella forza che desidera eternamente il male e opera eternamente il bene’“. A chi acquista l’album in pre-order, inviando una mail a mephisto@contemporecords.it, è riservata l’edizione esclusiva LP+CD, al costo di 20,00€


Info
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TEMPO, IL NUOVO VIDEO DI AMBROGIO SPARAGNA

Esce il 4 dicembre su tutte le piattaforme digitali il nuovo videoclip TEMPO, interpretato e cantato da Ambrogio Sparagna, che anticipa l’album La bella poesia in uscita il 18 dicembre. In questo videoclip realizzato con le immagini tratte dal film documentario Scherza con i fanti di Gianfranco Pannone e Ambrogio Sparagna e prodotto da Istituto Luce Cinecittà, Ambrogio Sparagna interpreta la canzone Tempo, il cui testo è stato scritto da Andrea Camilleri. Si tratta forse di uno dei pochi esempi di canzone composte dal Maestro Camilleri che profuma di commovente dolcezza e malinconia. Ambrogio Sparagna la interpreta con un sentimento che emoziona, lasciando all'ascoltatore il desiderio del riascolto. Il brano, colonna sonora del film documentario Scherza con i Fanti, è inserito nell'album La bella poesia. La tradizione poetica siciliana cantata e musicata da Ambrogio Sparagna e Mario Incudine, prodotto da Finisterre e in uscita il 18 dicembre, ha visto anche l'amichevole partecipazione di Andrea Camilleri e come interpreti i Solisti dell'Orchestra Popolare Italiana.

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Ambrogio Sparagna e i Cantori di Comacchio 
"Aran Buten"
Il videoclip del brano “Aran Buten” racconta sinteticamente l’esperienza delle prove e delle registrazioni e mostra alcune splendide immagini delle valli comacchiesi commentando visivamente una delle filastrocche più note del repertorio tradizionale lagunare che nell’arrangiamento di Sparagna si trasforma in un vero e proprio canto di lavoro da eseguire tra anguille e tarante.

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I TRILLANTI
“Stornelli a pandemia”:  quando la realtà prende voce con l’endecasillabo cantato

Il 16 dicembre 2020 è stato pubblicato, su tutte le piattaforme online, il videoclip ufficiale del nuovo singolo de I Trillanti. L’ormai più che noto ensemble laziale di musica popolare, con il progetto Tradizione 2.0, viaggia nelle trame della tradizione per tesserle, riportarle alla luce e sostenerle con una forza ed un’energia innovativa. “Stornelli a Pandemia”, questo il titolo del brano, nasce, innanzitutto, con l’obiettivo di valorizzare lo stornello come un tipo di poesia che appartiene a tutti noi. Nasce, quindi, per ricondurlo alla sua antica funzione: quella di raccontare, attraverso l’endecasillabo cantato e utilizzando come tramite la musica, le vicende della vita. Così, in questo 2020, agli stornelli l’arduo compito di parlare della pandemia da Covid-19 in cui ci troviamo immersi da circa un anno a questa parte. Nel videoclip ufficiale - con la regia di M.C. Production di Mattia Crolla, e l’interpretazione dei componenti de I Trillanti e altri ospiti chiamati ad abbracciare la causa - ci siamo tutti, ognuno con un modo diverso di vivere questa situazione quasi distopica. C’è chi la sta passando a studiare e chi a guardare film; chi continua ad andare a prendersi un caffè al bar e chi continua a restare in casa; chi sta lavorando con tutte le precauzioni del caso e chi, invece, ha dovuto abbassare la saracinesca.  Poi c'è chi continua a resistere nonostante le mancanze e chi, in questa seconda ondata, è diventato come le particelle molecolari impazzite per l'alta temperatura: insofferente e irrequieto. “Il virus è ancora in mezzo a noi ma.....Sì, c'è un ‘ma’ in questa storia” – dichiara Mattia Dell’Uomo, leader del gruppo e ideatore del brano –  “Nonostante il fango in cui ci troviamo impantanati, in un presente che ci sembra non avere domani, non dobbiamo dimenticare che c'è qualcosa dentro di noi, nelle grotte della parte più intima della nostra persona, che ci muove, che ci spinge verso la via d'uscita. È una danza antica fatta di gioia, di contatto, che non lascia spazio alla rassegnazione. Una danza che ci muove, tutti, verso la speranza. Perché è l’unica cosa che possiamo fare ora: non smettere di sperare.” Il videoclip è disponibili sul canale Youtube de I Trillanti, e sulle pagine Facebook e Instagram del gruppo. È possibile, inoltre, ascoltare il brano su Spotify. Una ventata di ottimismo e positività in cui ciascuno di noi potrà, sicuramente, riconoscersi. Cosa aspettate ad andare a vederlo? 


Per tutti gli aggiornamenti, potete consultare il sito web www.itrillanti.com

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