Videoclip: Le novità

Una raccolta dei principali videoclip in uscita, selezionata da Blogfoolk

MARTEDÌ 30 GIUGNO 
NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA ITALIAN AUSTRALIAN CULTURE SERIES ON LINE
DEL CO.AS.IT DI MELBOURNE (AUSTRALIA) LA PRESENTAZIONE DEL DOCUMENTARIO "L'EMIGRANTE - I VIAGGI DEL MANDOLINO"
IL  NUOVO LAVORO REALIZZATO DAL MANDOLINISTA CARLO AONZO
DALL'ITALIA DEI 1000 MANDOLINI ALL'AUSTRALIA DEL CO.AS.IT. MUSEO ITALIANO DI MELBOURNE
CARLO AONZO, IL SUO MANDOLINO E LE BELLE STORIE DAL MONDO

L'incontro fra Carlo Aonzo e l'Australia ha inizio nel 2019 con la direzione del prestigioso FAME Festival di Canberra e più recentemente lo scorso mese di febbraio appena prima che il mondo si fermasse a causa del covid-19. Durante il fruttuoso tour in terra australiana per la presentazione del suo recente lavoro discografico dal titolo "Mandolitaly" realizzato insieme ai fedeli Lorenzo Piccone alla chitarra acustica e Luciano Puppo al contrabbasso, Carlo Aonzo ha lasciato un segno importante del suo passaggio tanto che il Dipartimento Culturale del CO.AS.IT. di Melbourne gli ha commissionato un "excursus" della cultura mandolinistica legata ai movimenti migratori degli italiani e della sua diffusione nel mondo. Tutto prende il via durante il forzato blocco dell'attività live del Maestro Aonzo, che insieme a Giulia Alliri hanno la felice idea di realizzare una serie di documentari dal titolo "L'Italia dei 1000 Mandolini", nove puntate ognuna dedicata ad una città italiana che ha lasciato il segno nella storia dell'iconico strumento a plettro. "L'Emigrante" è il titolo di questo nuovo lavoro realizzato da Carlo Aonzo che ha come sottotitolo "I Viaggi del Mandolino" proprio a rimarcare la grande diffusione di questo strumento e la sua "propensione" al viaggio che ha contribuito enormemente all'affermazione in ogni angolo del globo dell'identità italiana di cui è simbolo indiscusso. Il documentario si snoda con grande scorrevolezza raccontando il mandolino durante tutto il suo sviluppo stilistico che negli anni cambia forme e caratteristiche attraverso i suoi viaggi umani e culturali nel mondo. Un meraviglioso e popolare strumento musicale che vanta il maggior numero di varianti e fa della "diversità" la sua ricchezza. Un racconto che parla delle migrazioni del mandolino in Europa, Sud America, Stati Uniti per approdare all'Australia e ai suoi personaggi ed orchestre che animano lo scenario della musica a plettro dalla fine dell'800 fino ad arrivare ai giorni nostri.
Carlo Aonzo, mandolinista italiano di fama internazionale, diplomatosi in mandolino col massimo dei voti e lode al Conservatorio di Padova, ha collaborato con prestigiose istituzioni come l'Orchestra Filarmonica del Teatro alla Scala di Milano e si è esibito in tutto il mondo nelle maggiori sale da concerto come la Carnegie Hall di New York e la Filarmonica di San Pietroburgo (Russia).
Concertista, ricercatore, docente e, dal 2006 fondatore e direttore dell’Accademia Internazionale Italiana di Mandolino; vanta un'ampia discografia sia in ambito classico che in diversi altri generi musicali. Biografia completa: www.carloaonzo.com

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Tosca e Sílvia Pérez Cruz
‘Piazza Grande’
da oggi, venerdì 19 giugno
il SINGOLO in radio e su tutte le piattaforme digitali
il VIDEO ufficiale su VEVO
 
Tosca e Sílvia Pérez Cruz si ritrovano dopo l’acclamata e unica esibizione al Festival di Sanremo 2020, dove hanno incantato in duetto pubblico e giuria aggiudicandosi il primo posto nella classifica della serata Cover. Da oggi, venerdì 19 giugno, la loro Piazza Grande è disponibile su tutte le piattaforme digitali, accompagnata da un video ideato e dipinto a mano dal ‘live painter’ Andrea Spinelli. Il singolo - Forse tra i brani più famosi del repertorio di Lucio Dalla, di sicuro una delle canzoni più belle di sempre, Piazza Grande, brano del 1972 scritto dal cantautore bolognese con Ron, Gianfranco Baldazzi e Sergio Bardotti, esce nella nuova versione arrangiata da Joe Barbieri che si tinge di inediti colori latini e degli ammalianti intrecci vocali delle due straordinarie interpreti. La voce essenziale e intensa di Tosca e quella melodiosa della catalana Pérez Cruz si uniscono in un abbraccio accogliente in grado di far emergere con ancora più forza l’animo di questa canzone e la storia che racconta. Melodia e canto, impreziositi da un’avvolgente esplosione di pizzicati di chitarra e violoncello, riescono a trascinare chi ascolta verso luoghi intrisi di tradizioni, odori e sonorità del Mediterraneo. Per pochi minuti, ricordi e piccole luci di un antico passato tornano a echeggiare vividi nella memoria e Piazza Grande diventa un poetico omaggio all’inno alla libertà del testo, una ballata in stile fado sorprendente per misura, grazia e eleganza. Quando ho dovuto scegliere il brano da presentare alla serata delle cover del Festival di Sanremo – spiega Tosca – non avevo pensato subito a ‘Piazza Grande’. Poi mi sono ricordata che, quando nel ’94 ero in tournée con lui, Lucio si divertiva a stupirmi facendomi ascoltare alcune cose introvabili a cui aveva lavorato. E così mi è venuta in mente questa sua ‘Plaza Grande’. Il desiderio poi di portare un’artista, donna e straniera, con me su quel palco, come faccio spesso nei miei spettacoli in giro per il mondo, è stato determinante. E aggiunge: Sílvia l’ho vista per la prima volta durante un concerto a Roma e ne sono rimasta affascinata. Per me la sua è una delle più belle voci che abbia mai avuto il piacere di ascoltare, una voce talmente magnetica da toccare nel profondo dell’anima chiunque stia lì ad ascoltarla, una voce che racchiude tutto il pathos della tradizione spagnola. Di lei si dice che sia la cantante che canta ogni volta come se fosse l’ultima. Ho deciso così di farmi un regalo e di invitarla a cantare con me in questo omaggio a Lucio, Rosalino, Gianfranco e Sergio. Un mix tra Spagna, Portogallo e Italia.
Il video – Il videoclip di Piazza Grande è interamente dipinto a mano e consiste in 1124 acquerelli su carta. Il delicato e lirico racconto animato descrive il viaggio (o sogno) di una ragazza che viene trasportata in un mondo naif fatto di colori e emozioni, dove scoprirà la bellezza del viaggiare, il potere unificante della musica e la magia dell’innamorarsi. La realizzazione del video comincia a inizio lockdown. Tosca capisce che, sebbene la canzone sia già pronta, a causa del diffondersi della pandemia in Europa non potrà più incontrarsi con la sua partner Sílvia Pérez Cruz per iniziare le riprese del video che aveva immaginato. Affida così la creazione di un nuovo progetto al giovane artista Andrea Spinelli, al suo primo lavoro a disegni animati ma già noto in ambito musicale per aver ritratto più di quattrocento artisti mentre si esibiscono sul palco. Il risultato finale è inevitabilmente pieno di immagini evocative degli ultimi mesi: strade deserte, musicisti che suonano in una piazza vuota, volti solitari che si affacciano dalle finestre a guardare. Di fatto, il video è un tributo alla vita, al suo fiorire. Il messaggio che porta è di speranza come lo sbocciare della Primavera accolta con una festa finale in una grande piazza dove presto ci ritroveremo tutti a danzare. E la scelta di pubblicarlo a fine quarantena non è casuale. Tra le curiosità: il cammeo di Lucio Dalla, ritratto mentre suona il sax, e le figure di Tosca, Silvia Pérez Cruz e del chitarrista Joe Barbieri che compaiono nella piazza, che ricorda quella Piazza Maggiore di Bologna alla quale si dice che Dalla si sia ispirato per scrivere il brano. Tosca - Quello tra Tosca e Sílvia Pérez Cruz è un duetto tra due artiste uniche ed è soltanto uno dei tanti incontri che compongono il lungo itinerario del viaggio culturale e musicale di Tosca, la cui genesi, partita dieci anni fa, è ben rappresentata dall’album Morabeza, uscito nell’ottobre 2019 e ripubblicato a febbraio 2020 con l’aggiunta nella tracklist del brano dell’ultimo Sanremo Ho amato tutto, e dal documentario Il suono della voce, nato alla chiusura di un tour di tre anni che ha toccato il Sudamerica come le coste africane del Mediterraneo oltre all’Europa. Da anni ormai l’ampio respiro musicale e internazionale con cui la cantante mette in relazione la nostra canzone con culture e sonorità altre coinvolge numerosi artisti da tutto il mondo. Dopo Luísa Sobral, Marisa Monte, Cyrille Aimée, Awa Ly, Sílvia Pérez Cruz è la quinta musicista internazionale che incontra in questo suo lavoro di ricerca. Trovo che la musica femminile – sono le sue parole – stia facendo un salto importante di consapevolezza e di qualità. Molte di queste artiste sono donne importanti non solo per la musica che creano, ma anche per la vita culturale dei loro paesi. Per la musica non esistono confini e barriere tra i popoli. Ed è un potere straordinario! Sílvia Pérez Cruz - Figlia d’arte, è un autentico talento della musica spagnola e una delle più apprezzate interpreti degli ultimi tempi. Sin dal suo esordio ha sempre camminato fuori dai sentieri battuti. Il debutto come cantautrice con l’album 11 de novembre le è valso un disco d’oro, così come il suo secondo lavoro in studio, Granada. Durante la sua carriera, ha partecipato a varie produzioni teatrali e composto musiche per film, ottenendo anche numerosi riconoscimenti, tra cui due Goya Awards per la migliore canzone originale con No te puedo encontrar nel film di Pablo Berger Blancanieves e con Ai, ai, ai nel film, in cui ha anche recitato, Cerca de tu casa di Eduard Cortés. Ha collaborato con artisti come Gino Paoli, Stefano Bollani, Toquinho, Natalia Lafourcade, Hamilton de Holanda, Joan Manel Serrat, Lluís Llach, Jorge Drexler, Rocío Molina, tra molti altri. La sua voce e la sua presenza scenica sono ammalianti. È quasi impossibile incasellarla in un solo genere. Versatile e unica, è fedele a ogni stile che affronta senza mai smettere di essere se stessa. Parlando in spagnolo, catalano, gallicano o portoghese, passa dal folk alle reminiscenze habanera, flamenco, jazz o fado. Tra i suoi nuovi progetti, l’uscita in autunno di Josep, il film d’animazione sull’esilio spagnolo nel ‘39 sotto Franco dell’illustratore e regista francese Aurel, di cui firma e interpreta la colonna sonora, e la pubblicazione dell’album, Farsa (género imposible), nato da un dialogo con altre discipline artistiche come teatro, cinema, danza, poesia. L’album include anche la sua versione della canzone Intemperie di Javier Ruibal, che recita durante i titoli di coda del film omonimo, diretto da Benito Zambrano e vincitore del Premio Goya per la migliore canzone originale nel 2020. Andrea Spinelli - Milanese, classe 1990 è noto come il live painter del rock italiano per aver ritratto più di 400 artisti sotto palco durante i loro concerti, tra cui Eugenio Finardi, Daniele Silvestri, Samuele Bersani, Afterhours, Verdena, Diodato, Brunori Sas, Levante, Roy Paci, Planet Funk, The Editors, Branford Marsalis & Kurt Elling, Tosca, Antonella Ruggiero, Marina Rei, Fabrizio Moro, Ermal Meta, Lo Stato Sociale, Rocco Hunt, Ex Otago, Motta, La Rua, Iosonouncane, Danilo Rea, Marta sui Tubi, Paolo Benvegnu e tanti altri. Nel 2016 riceve il Premio MEI “Matite Indipendenti” sul palco di Lucca Comics & Games; nel 2018 partecipa al 68esimo Festival di Sanremo vivendo l’esperienza di Casa Sanremo. Tra dicembre 2019 e febbraio 2020 collabora con Officina Pasolini, Laboratorio creativo di alta formazione e HUB culturale della Regione Lazio, ritraendo dal vivo gli incontri con personaggi del panorama musicale e televisivo italiano tra cui Virginia Raffaele, Diodato, Renzo Rubino e Giovanni Truppi. Ha realizzato artworks per Levante, Ray Wilson (Genesis), Soltanto (The Voice Belgique) e ha partecipato come live painter al Concerto del Primo Maggio di Roma, MEI di Faenza, Uno Maggio Taranto Libero e Pensante e Ferrara Buskers Festival. I suoi ritratti sono stati pubblicati su Wall Street Journal, Rockit, Rumore, XL Repubblica e tanti altri.
 
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GUAPPECARTO’ 
È USCITO IL NUOVO SINGOLO “BALKANIKA” 
ONLINE IL VIDEO
 
È uscito “BALKANIKA”, il nuovo singolo del quintetto strumentale GUAPPECARTO’ estratto dall’album di inediti “Sambol – Amore Migrante”. Il video del brano è disponibile al seguente link: https://youtu.be/W96BFWd1lLs. Il video di “BALKANIKA”, prodotto da 22 S Production e Trukitrek e sceneggiato dal violinista della band O’ Malamente, racconta l’esodo di Vladimir Sambol – musicista croato realmente esistito a cui è ispirato il disco – che negli anni ’30 dovette scappare da Fiume, devastata dalla guerra.  «Una propulsione che trasfigura l’esperienza del viaggio di Sambol, che diventa nostro – racconta O' Malamente – Sicuramente il brano che più s’allontana dalla scrittura di Vlado e anche rispetto all’universo sonoro dei Guappecarto’. Ne fui letteralmente rapito, ma non dalla particolare scelta ritmica, vivace dal carattere tipicamente balcanico, quanto da quello che forse si nascondeva nella sua melodia. Suonandola lentamente al piano, mi innamorai del colore delle sue note: addolorate e migranti, come un cuore caldo nel gelo della notte». Registrato alle “Officine Meccaniche” di Milano e missato da Laurent Dupuy (vincitore di due Grammy Awards), l’album “Sambol – Amore Migrante” è composto da 9 rivisitazioni delle opere di Vladimir Sambol, compositore degli anni ’30 nato a Fiume ed emigrato in Svezia dopo la Seconda Guerra Mondiale. La scrittura del musicista è stata in alcuni casi fedelmente rispettata, in altri invece è servita a sviluppare brani profondamente diversi dall’originale a favore di una ricerca sonora inedita e atipica per il quintetto. Il disco, prodotto da Stefano Piro, che vede la partecipazione di Vincent Segal (violoncello), Daniele Sepe (sassofono), Marzouk Mejri (daf e tar) e di tanti altri musicisti di fama internazionale, nasce dall’incontro con la figlia di Sambol, Mirjam Sambol Aicardi, che rimane impressionata dai live dei Guappecarto’, invitandoli a ripercorrere il repertorio del padre. «Abbiamo riconosciuto subito nella richiesta di Mirjam un dolcissimo desiderio: far rivivere il padre attraverso le note da lui lasciate e da lei preziosamente custodite per tanti anni – affermano i componenti del gruppo – Questo disco è dedicato a quell'"amore migrante", che non teme barriere, viaggia, va al di là dello spazio e del tempo e si tramanda di padre in figlia. La storia di Mirjam e Vlado ci ha portato ad abbandonare le nostre zone di conforto, a trovarne altre adatte al confronto ed è stata la fonte di ispirazione per dare nuova forma al nostro suono». Questa la tracklist dell’album: “Vlado”, “Tango (Invocazione)”, “Amore Migrante”, “Chance”, “Balkanika”, “Sorgen”, “Anonimus Fiumanus”, “Cvijetak”, “Vagabondo Pensiero”. I GUAPPECARTO’ nascono a Perugia come musicisti di strada nel 2004. Vengono notati dalla celebre attrice Madeleine Fischer durante una loro performance, che se ne innamora artisticamente e chiede loro di comporre una colonna sonora per il film “Uroboro”, pubblicato lo stesso anno. Grazie a questo incontro, i giovani musicisti intraprendono il loro percorso artistico che li porterà a Parigi, spinti dal desiderio di poter suonare i loro strumenti e condividere la loro musica oltre i confini italiani. Dai margini dei sobborghi parigini, i Guappecarto’ cominciano a farsi notare dal pubblico e dalla critica. Nel 2009 viene pubblicato l’album di debutto “L’amour c’est pas grave”, registrato tra Milano e Parigi. Il quintetto pubblica l’omonimo album “Guappecarto’” nel 2012, al quale segue nel 2015 “Amay”, insieme alla cantautrice Neripè. In quest’album è inoltre presente una collaborazione con Mauro Pagani (al violino nel brano “Un Fiore Nascosto”). Lo stesso anno esce “Rockamboles”, album prodotto da Stefano Piro e ad oggi alla quinta ristampa. Il disco è colonna sonora del film “Gatta Cenerentola” (vincitore di 2 David di Donatello e Ciak d’Oro), di “Soyalism”, dello spettacolo teatrale “Ensemble” di Fabio Marra e dell’opera contemporanea “Occitane” di Emanuele Filipo. Dal loro esordio, i Guappecarto’ si sono esibiti in più di 1500 concerti in tutta Europa (tra i quali la 74a Mostra del Cinema di Venezia e l’Avignone Festival), comprese importanti location francesi e italiane come il Palais de Tokio, il Palazzo Grenoble di Napoli (sede del Consolato Francese) e la Philarmonie de Paris.



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Nuovo videoclip per Maria Mazzotta, "Amoreamaro" in vinile e il tour che riprende da Napoli

«Amoreamaro», il nuovo album di Maria Mazzotta, si conferma uno dei migliori dischi di world music dell’anno. A confermarlo la presenza, per il quarto mese consecutivo, nelle classifiche internazionali di genere: attualmente il lavoro è al nono posto nella World Music Charts Europe e al diciannovesimo nella Transglobal World Music Chart. Un successo raro per un album italiano. Il disco, venerdì 12 giugno, esce anche nella versione in vinile. Ad accompagnare la pubblicazione un nuovo video live: quello di "Vorrei volare/Ballata della presa di coscienza", brano d'apertura dell'album, registrato nel dicembre scorso durante il concerto della Mazzotta, con Bruno Galeone alla fisarmonica, ai Cantieri Teatrali Koreja di Lecce. Maria Mazzotta ha dovuto interrompere il suo tour internazionale a causa dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19, ma ora iniziano ad arrivare le prime nuove date. Il 7 luglio sarà a Napoli per il concerto di apertura della rassegna "7 gradi" nell'ambito del “Napoli Teatro Festival”. Il concerto sI terrà alle 19,30 nel Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale. Pubblicato da Agualoca Records, etichetta indipendente partenopea con lo sguardo rivolto verso latitudini distanti, "Amoreamaro" è un'intensa e appassionata riflessione, da un punto di vista femminile, sui vari volti dell'amore: da quello grande, disperato e tenerissimo a quello malato, possessivo e abusato. L’album è distribuito in Italia da Audioglobe, in UK da Proper Music, in Germania da Indigo e in Francia da Inouie. "Vorrei volare/Ballata della presa di coscienza". Si tratta di due stornelli, una forma musicale utilizzata tradizionalmente per comunicare qualcosa che solitamente in pubblico non si può comunicare, come una dichiarazione d’amore o, al contrario, delle offese. “Vorrei volare” è uno stornello d’amore tradizionale, tra i più conosciuti in Salento. La “Ballata della presa di coscienza” invece è firmato da Rina Durante, giornalista e scrittrice salentina, considerata una delle maggiori intellettuali che si sono interessate alla cultura pugliese nel Novecento. Negli anni 70 descriveva, tra le altre cose, la condizione sociale della donna in Salento. Le riprese del videoclip sono state effettuate da Giuseppe Pezzulla, il montaggio da Federico Durante.

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Tammurriata Nera in una interpretazione in chiave etnica-worldmusic e un videoclip 100% homemade del Progetto Parthenias, duo nella musica e partner nella vita

Esce oggi su YouTube e tutti gli store digitali Tammurriata Nera, un singolo e un videoclip completamente “fatti in casa” durante il periodo di lockdown. Il duo indipendente napoletano “Progetto Parthenias” in questo singolo interpreta il brano classico napoletano in chiave acustica ed etnica i cui ritmi e suoni sono ispirati alla tradizione delle tammurriate campane, ma anche alla mediorientale musica sufi, le cui origini si perdono nella notte dei tempi, con qualche  accenno ad una armonia ed una coralità più moderna.  Durante questo periodo, che potremmo definire storico, ha deciso di portare in scena un brano della tradizione napoletana a cui tiene principalmente per due motivi: il primo è che il brano è ambientato nel periodo storico della guerra e del dopo guerra, che ha forgiato una generazione fortissima come quella dei nostri nonni, e due: il brano racconta delle differenze razziali che, purtroppo, è ancora un tema attualissimo e importantissimo.  Il Progetto Parthenias nasce dalla volontà di Maria Gerarda Cavezza e Alessandro Arcella di divulgare, tramite concerti e workshop, la musica e la danza popolare tipica della provincia di Napoli: la Tammurriata, oltre che alla canzone classica napoletana. Alessandro e Maria Gerarda si conoscono da sempre, e fanno musica da una vita ma, solo da qualche anno si innamorano e si addentrano nella musica popolare e nella world music. Insieme riscoprono le tradizioni delle loro terre e il Progetto Parthenias nasce dalla naturale evoluzione degli eventi. Il loro scopo è quello di divulgare, far conoscere e comprendere le varie sfaccettature della tammurriata e delle tarantelle sia per quanto riguarda il canto e la musica, sia per la danza. Le tradizioni sono molto importanti per il duo partenopeo e, come d’altronde dice Marcus Garvey, “Un popolo senza la conoscenza della propria storia, origine e cultura è come un albero senza radici.”

Video diretto, filmato e montato da Alessandro Arcella
Registrato e mixato da Alessandro Arcella
Arrangiamenti: Maria Gerarda Cavezza, Alessandro Arcella

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FRANCO MORONE - RUNNNING HOME


RAFFAELLA LUNA - FOGGY DEW

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E’ dedicato al Gatto e al nostro egoismo il nuovo videoclip di Serena Finatti

Serena Finatti restituisce immaginazione ad uno dei suoi brani più sentiti, Nove vite. Scritto nel 2018 è una delle tracce di Fragile e fiera e parla degli amici più cari a Serena, gli animali. Con la regia di Giuliano Michelini Nove vite diventa videoclip per raccontare, attraverso la storia di un gatto, anzi del Gatto, la complessa realtà  - fra muri alzati ed una vita innaturale - degli animali che ci circondano. In uscita il 18 giugno, prosegue l’attività del canale YouTube dell’artista friulana, che si sta impegnando a pubblicare un nuovo video ogni giovedì. Lockdown. Un fermo immagine: piazze, strade, cortili deserti. Noi esseri umani chiusi dentro e la Natura finalmente libera fuori, per settimane. Una libertà che ha regalato agli animali, in pochissimo tempo, sicurezza e coraggio di riprendersi gli spazi che per troppo tempo hanno dovuto evitare (gli animali selvatici) o condividere con l’umano padrone. Girato immediatamente prima dell’arrivo della Pandemia il videoclip denuncia l’egoismo dell’uomo che ha rubato alla natura il suo spazio, soffocandone l’esistenza. I gatti, animali tra i più simbolicamente legati all’idea di libertà, è confinato nelle case, o nei gattili, perché l’uomo non li vuole vedere in giro. L’uomo sfreccia sull’asfalto perché è la SUA strada, l’uomo non si ferma perché NON ha tempo. E il gatto si ritrova a lottare, resistere, doversi sottomettere, soffrire, morire, per poter avere ciò che resta di un bosco, un albero sotto il quale riposare, aria, terra, acqua, cibo. La lotta più pericolosa non è con il lupo, con il cinghiale o con la iena, ma con l’uomo egoista e ingannatore, che con una mano accarezza e con l’altra soffoca.

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PIERLUIGI VIRELLI - SONG TO GEORGE FLOYD (I CAN'T BREATHE)

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