Videoclip: Le novità

Una raccolta dei principali videoclip in uscita, selezionata da Blogfoolk

ESCE OGGI IL VIDEO DI “AMOREAMARO”
INEDITO CHE ACCOMPAGNA L'USCITA DELL'OMONIMO ALBUM  DI MARIA MAZZOTTA
"La video art di Balto mi ha aiutato a rappresentare il turbinio dei mali che ognuno di noi ha dentro"

Da oggi, su YouTube, il clip di “Amoreamaro”, title track del nuovo album di Maria Mazzotta pubblicato da Agualoca Records. Brano inedito che porta la firma della stessa Mazzotta e di Bruno Galeone, è un canto al “mondo malato” che si tenta di guarire con questa pizzica, tradizionalmente usata per curare le donne “tarantate”, simbolicamente morse dal ragno, ma in realtà affette da una sorta di depressione. “É quello che cerchiamo di fare con questo brano – spiega Maria - sperimentando le diverse possibilità di vibrazione, del corpo strumento e della terra, per scatenare una reazione, provocare il caos che riporta alla quiete, all’equilibrio”. Il clip, firmato da Balto, è un particolarissimo esempio di video art. “Abbiamo deciso di puntare su immagini astratte ed evocative – spiega la Mazzotta – con il loro turbinio di colori, perché volevamo che venissero rappresentati in qualche modo i mali da cui ognuno di noi è afflitto e credo che questo renda perfettamente l'idea”.

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Il “Va’ Pensiero” di Giuseppe Verdi  in una versione inedita firmata dall’ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO: un inno alla libertà e all’inclusione
regia di Francesco Cabras

La multietnica Orchestra di Piazza Vittorio, l’ensemble di musicisti che racchiude tutto il mondo, torna ad esplorare in chiave ultra-contemporanea i territori della lirica con uno dei più celebri cori del repertorio operistico, il Va’ pensiero del terzo atto del Nabucco di Giuseppe Verdi. Il video diretto da Francesco Cabras e online da oggi, gioca sui piani ravvicinati che inquadrano i vari componenti dell’Orchestra, come a voler ribadire che da qualunque parte del mondo si provenga, siamo tutti esseri umani, individui, ognuno con la propria storia, il proprio vissuto, la propria vita. Alle spalle, una tenda mossa dal vento, un richiamo simbolico al drappo di una bandiera, un'esortazione a prendere coscienza che è arrivato il momento di far cambiare aria a chi la sta infettando. L’OPV si riappropria così di una composizione musicale – nell’opera verdiana riferita agli ebrei prigionieri in Babilonia – che è un inno malinconico alla patria perduta per dargli una nuova sfumatura di senso: in questo caso la patria perduta non è un passato idealizzato di purezza cui guardare con nostalgia, non è quel sentimento di rivalsa contro la modernità e la globalizzazione che sta animando i sovranismi di mezzo mondo. E' al contrario un canto di speranza, un invito a ritrovare quel senso di comunità, quella civiltà fondata – dopo i traumi del nazismo, dell’olocausto e della seconda guerra mondiale – sui valori di rispetto della dignità umana, della solidarietà e della convivenza civile, quei valori della nostra Costituzione che soltanto in questi ultimi anni sono stati messi in discussione da narrazioni che hanno trovato terreno fertile nelle contraddizioni della globalizzazione. L’OPV si riappropria così di un patrimonio culturale storico e musicale per restituirlo a noi tutti. Perché l’Orchestra è sì multietnica ma di fatto è italianissima. Una realtà unica al mondo che è per sua natura stessa realtà politica. Come è un atto politico la scelta, oggi, di reinterpretare il Va’ Pensiero, per strapparlo a chi indebitamente in questi anni voleva farlo diventare un inno secessionista. Questa versione inedita del Va’ pensiero, è inclusa nel repertorio de “L’Orchestra di Piazza Vittorio all’Opera”, concerto che propone le arie tratte dalle opere che negli ultimi dieci anni di attività l’Orchestra ha reinterpretato (Il Flauto Magico e il Don Giovanni di Mozart, la Carmen di Bizet), traendo ispirazione dai musicisti dell’Ottocento che nei vicoli di Napoli rappresentavano le partiture di maggiore ispirazione popolare per coinvolgere le classi meno abbienti. Prossime date dell’OPV all’Opera: 21 febbraio a Pesaro, 6 e 7 marzo a Modena, 8 marzo a Cesena, 9 marzo a Gonzaga (MN) e il 10 marzo a Cremona. Nata nel 2002 sulla spinta di artisti, intellettuali e operatori culturali con la volontà di valorizzare l’omonima Piazza dell’Esquilino di Roma, per antonomasia il rione multietnico della città, l’OPV ideata e creata da Agostino Ferrente e Mario Tronco, ha accolto dalla sua nascita oltre 100 musicisti provenienti da ogni parte del mondo e da ambiti musicali differenti, la maggior parte dei quali ha trovato proprio nell’Orchestra un’occasione di riscatto e ha acquisito la cittadinanza italiana. Il video è stato realizzato grazie al contributo della “Fondazione Cultura e Arte", ente strumentale della "Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale", presieduta dal Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele. 

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Hi-QU Music & CNI - Compagnia Nuove Indye
presentano

DOMENICO SISTO & OMERTHA' MUSIC CLAN
NU JORNU 
il singolo estratto dall'album U tempu rallenta dal 17 gennaio in radio

Il tempo rallenta. E rallenta due volte se vivi in un lembo di terra come la Locride, ingoiata dall'incedere di giorni uguali a sé stessi. C'è però chi la ama, a prescindere da tutto. E se non riesci a farle capire agli altri queste cose allora le canti. Domenico Sisto ha fatto così e il titolo del suo disco è la summa di tutti quei pensieri ingoiati, raccontati con lo sguardo, con gesti che si perdono nel tram tram di una quotidianità che tutti hanno voglia di mantenere immutata. E se ascolti quel che dice, tutto quel che ha da dire, ci ritrovi dentro i suoi cento e passa mondi.  Ti accoglie con il pezzo che ha anticipato tutto, Nu jornu. È da lì che è partita la nuova avventura di Domenico Sisto & Omerthà Music Clan, note e parole che guardano al futuro senza staccare gli occhi dal passato. La ascolti e pensi che sia arrivato il momento di correre davanti allo specchio, per guardarti in faccia con occhi diversi. U tempu rallenta che vede la produzione artistica di Paolo Dossena (Riccardo Cocciante, Francesco De Gregori, Luigi Tenco, Almamegretta) e Matteo Cantaluppi (Thegiornalisti, Ex-Otago) è uno scrigno di undici tracce, canzoni che non vogliono insegnare niente a nessuno ma che raccontano, danno occhi diversi. Le sonorità che lo caratterizzano hanno poco a vedere con la terra che ha dato i natali al suo autore. Ma ogni centimetro di questo disco sputa fuori una cartolina dei giorni vissuti tra monti aspri e mari luccicanti. Se chiudi gli occhi e non ascolti la voce senti un po' di tutto: un intro ti ricorda la poliedricità di Franco Battiato, scavalcato poi da schitarrate grunge ed echi lontani dei Babybird. Poi ci ritrovi i Beatles, citati volutamente in un pezzo che si innesta sulle note di All you need is love. E qualche colpo sulle corde di nylon ti richiama i Marlene Kuntz.  Un rock melodico e nostalgico, cattivo e dolce al tempo stesso. È questa la ricetta di Domenico Sisto.

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ALFIO ANTICO
Esce oggi
PANCALI CUCINA 
IL NUOVO VIDEO E SINGOLO DEL MAESTRO DEL TAMBURO CHE ANTICIPA L’USCITA DEL NUOVO DISCO A MARZO
Alfio Antico non è soltanto l'ultimo aedo di una cultura popolare. Alfio Antico è la cultura popolare. È la "radica" di una cultura ancestrale, le cui origini si perdono nel tempo.
Giuseppe Attardi

Da oggi, mercoledì 27 novembre, è disponibile su YouTube, in digital download e sulle migliori piattaforme streaming “Pancali Cucina” (Al-Kemi/AlaBianca), il nuovo video e singolo del maestro italiano del tamburo Alfio Antico, che anticipa l’uscita del nuovo disco a marzo con la produzione artistica di Cesare Basile in collaborazione con Gino Robair e Mattia Antico. Il video è stato prodotto dall’etichetta Ala Bianca e realizzato da Melgart con la regia di Giuseppe Lanno, la fotografia di Simone Tacconelli e la performance di Francesca Pizzo. Il brano è costruito su una filastrocca breve e incalzante che si sviluppa su un tappeto ritmico sanguigno, popolare ed elettronico insieme, imperniato sullo strumento principe di Alfio Antico: il suo tamburo. Il cantilenare della filastrocca si protrae finché “Pancali Cucina” non si apre in un ritornello liberatorio dove un coro risponde alla voce urlata di Alfio Antico.. Sona tamburu sona,/  li morti vannu a travagghiari,/Sona tamburu sona,/ li vecchi tornanu picciriddi Alfio Antico ha vissuto fino all'età di 18 anni facendo il pastore fra le montagne dell'entroterra siracusano e respirando, in una vita non certo priva di durezze, le favole, le storie, i miti della cultura contadina. I suoni delle 600 campane del suo gregge; la nonna che con il proprio magico tamburello scacciava - lui bambino - i mostri della solitudine e della paura; le prime esperienze musicali nelle strade delle grandi città fino all'incontro con i più famosi musicisti e uomini di teatro della grande tradizione italiana fanno di Alfio Antico un artista che ha raggiunto la piena maturità. Il maestro del tamburo italiano ha oltre settanta tamburi, tutti fabbricati da sé e meravigliosamente intarsiati con immagini di divinità agresti, segni antichi che racchiudono una saggezza eterna. Attraverso il ritmo ed il canto, Alfio Antico scolpisce le mille figure del tempo. "Io sono il tamburo", sussurra in perfetta simbiosi col suo strumento, volendo significare una mistica unità fra la viva pelle della sua mano e quella morta e antica che, fissata ad un setaccio da grano, torna a nuova vita cantandoci storie d'amore e poesia. Alfio Antico ha vissuto fino all'età di 18 anni facendo il pastore fra le montagne dell'entroterra siracusano e respirando, in una vita non certo priva di durezze, le favole, le storie, i miti della cultura contadina. Nel campo musicale Alfio Antico ha intrapreso moltissime collaborazioni, tra cui quelle con Musicanova, Edoardo Bennato, Vincenzo Spampinato, Lucio Dalla, Fabrizio De Andrè, Carmen Consoli, Vinicio Capossela, Peppe Barra, Renzo Arbore, Roy Paci, I Lautari, Gianni Perilli, Piero Ricci e la Nuova Compagnia di Canto Popolare. Nel 2006 Alfio Antico inizia a collaborare con l’etichetta discografica indipendente Due Parole - Narciso Records di Carmen Consoli. Vari sono i progetti intrapresi durante questi anni. Alfio Antico ha infatti suonato il suo tamburo in numerosi progetti discografici quali “Il ballo di San Vito” (1996) di Vinicio Capossela, “Anima Antica” (2004) de I Lautari e “Elettra” (2009) di Carmen Consoli. Nel 2007 è tra i protagonisti del progetto “Musica Antica del nuovo Millennio” che fa tappa a Roma, Milano e Catania, insieme a Carmen Consoli, I Lautari e Rita Botto. L’anno successivo, il 2008, è colmo di importanti esperienze live: prima fra tutte “L’omaggio a Rosa Balistreri”, grande evento di chiusura dell’Etnafest organizzato da Carmen Consoli con la partecipazione di dodici donne della musica italiana (tra cui Vanoni, Turci, Rei, Giorgia, Nada); sul finire dell’anno Alfio Antico porta in scena lo spettacolo “Semu suli semu tuttu” che ha riscosso un grande successo sia in Sicilia che nella data romana presso l’Auditorium Parco della Musica. Il 2009 si apre con la partecipazione di Alfio Antico al X Festival della Canzone Siciliana, in onda su Antenna Sicilia, con il brano “Tutti li cosi vannu a lu pinninu” e prosegue con la presenza sul palco alla data catanese del Solo Show di Vinicio Capossela in cui Alfio Antico interpreta “Il ballo di San Vito”. A novembre nella Cattedrale di Aosta si celebra con un concerto il nono centenario della morte di Anselmo d’Aosta: Alfio Antico è presente con i suoi ritmi pastorali per una suite di cinquanta minuti insieme ai violoncelli di Giovanni Sollima e Monika Leskovar. Il primo maggio Alfio Antico partecipa al Concertone di Piazza San Giovanni a Roma con il calabrese Peppe Voltarelli, Puccio Castrogiovanni de I Lautari e Ramon della Bandabardò. Durante la stagione invernale del 2010 entra in studio di registrazione per incidere le tracce di “Guten Morgen”, il nuovo album uscito per la Narciso Records il 29 Marzo 2011. L’album è stato finalista per la Targa Tenco 2011, per la sezione dialettale. Nel 2012 riceve il Premio Ignazio Buttita. Nel 2013 partecipa come ospite speciale al concerto della "Notte della taranta" insieme all'orchestra diretta da Giovanni Sollima; nello stesso periodo riceve il premio alla carriera al Premio nazionale per la musica tradizionale della città di Loano. Nel 2016 intraprende un nuovo progetto musicale sperimentale denominato semplicemente “Antico” prodotto artisticamente da Lorenzo Urciullo (in arte Colapesce) e da Mario Conte.


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CAPONE & BUNGTBANGT
E' on line il nuovo video-singolo del gruppo eco music partenopeo.
L'inedito brano dal titolo "Le mani nel sole" esce a sostegno delle iniziative di Fridays For Future.
Pubblicato da Sciarap/FullHeads "Le Mani nel Sole” è il nuovo inedito del gruppo Capone&BungtBangt. Il singolo è stato presentato in esclusiva live all'interno del web format VivaRaiplay condotto da Fiorello.

In occasione del quarto sciopero globale per il clima promosso da Friday For Future Napoli il 29 novembre scorso la band ha metaforicamente abbracciato i giovani attivisti per l'ambiente. Come da consuetudine il collettivo di musicisti, che ricicla l'immondizia per produrre i proprio strumenti, ha supportato e promosso una lotta comune che ha come obiettivo la tutela dell'ambiente e contrastare le azioni inquinanti delle multinazionali del petrolio. Così la eco music band ha sostenuto il Global Strike di Napoli diventandone testimonial tanto da produrre appositamente una canzone che, trasmessa dal sound system, ha fatto da colonna sonora della manifestazione degli strikers partenopei. "Il brano nasce - dichiara Maurizio Capone - in modo molto spontaneo. La traccia era già registrata ma mancava il ritornello. Nel mentre è arrivata la proposta del collettivo Fridays di partecipare al global strike e magicamente le parole del ritornello sono arrivate. Le abbiamo fatte ascoltare agli attivisti e subito si è messo in moto un meccanismo virtuoso che ha portato ad una collaborazione intensa e fruttuosa. Il regista del videoclip, Ivano Leone, è un'attivista napoletano e si è proposto di registrare il video durante la manifestazione, mentre la colmata di cemento che ancora oggi soffoca Bagnoli è il teatro dove abbiamo girato altre scene che completano un lavoro straordinario, ricco di significato, realizzato in pochi giorni".


Ascoltalo su Spotify: https://spoti.fi/2PvFeJr

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ALMAR’À, LA PRIMA ORCHESTRA DI DONNE ARABE E DEL MEDITERRANEO
PRESENTA IL NUOVO VIDEO
UNA POLIFONIA AL FEMMINILE CONTRO OGNI PREGIUDIZIO
TREDICI DONNE, NOVE PROVENIENZE GEOGRAFICHE DIVERSE, UN SOUND UNICO TRA OCCIDENTE E ORIENTE. “RIM ALMAR'À” È IL LORO PRIMO SINGOLO.

“È nell’armonia fra le diversità che il mondo si regge, si riproduce, sta in tensione, vive”
Tiziano Terzani

Tredici donne, nove provenienze geografiche diverse, un sound unico. È ALMAR’À, la prima orchestra di donne arabe e del Mediterraneo in Italia. Una parola che significa “donna con dignità” e un progetto che nasce dall’esigenza di sensibilizzare su un presente che superi gli stereotipi legati al mondo arabo. Musiciste di ogni età, professioniste e non, cantanti tradizionali e moderne; suoni che partono dalla musica araba, attraversano quella classica ed entrano nei territori del jazz; strumenti orientali e occidentali insieme. Tutto in ALMAR’À è un inno alla bellezza della diversità. Un arcobaleno musicale nato dall’integrazione sociale, una delicata polifonia femminile che diventa meraviglia culturale. “Rim Almar'à” è il video del loro primo singolo (https://bit.ly/2DIgIOz). L’arrangiamento è firmato da Ziad Trabelsi, Mario Tronco, Pino Pecorelli, Leandro Piccioni, accompagnato dal video realizzato da Francesco Cabras, grazie al contributo della Fondazione Cultura e Arte. Il titolo vuol dire “Giovane donna”, ed è la promessa d’amore a un uomo che sta partendo, forse per sempre. Un pezzo che appartiene alla tradizione araba tunisina e ne mantiene la lingua, ma che viene rielaborato sia nel testo che negli arrangiamenti fino ad acquistare un sound unico, che unisce la forza della linea melodica araba all’armonizzazione occidentale. Superando confini geografici e frontiere musicali, nel singolo il violino classico di Dania Alkabir Alhasani (Siria), già membro dell’Orchestra Nazionale Siriana e della Syrian Philharmonic Orchestra si accosta al kanun della giovane Dima Dawood, nata a Damasco e ora di base a Berlino; il contrabbasso jazz di Derya Davulcu (Turchia) suona con la darbouka di Sana Ben Hamza (Tunisia); il violoncello di Eszter Nagypal (Ungheria) - musicista di grande esperienza per anni al lavoro con Ennio Morricone e Nicola Piovani - accompagna il flauto nay di Valentina Bellanova (Italia), uno strumento della tradizione araba suonato da un’italiana, al momento trapiantata in Germania e docente al Conservatorio di Musica Turca di Berlino (BTMK) e alla Global Music Academy di Berlino. Il piano è nelle sapienti mani di Sade Mangiaracina (Italia/Tunisia), tra i “dieci protagonisti del jazz italiano del futuro” per la nota rivista statunitense GQ, e un fan d’eccezione come Paolo Fresu, che ha prodotto il suo ultimo disco; le percussioni appartengono all’energia di Vera Petra (Italia); il flauto traverso è di Silvia La Rocca (Eritrea/Etiopia), studi al Conservatorio di Musica Santa Cecilia e una carriera decennale in ambito concertistico. Nel coro, l’esperienza di Kavinya Monthe Ndumbu (Kenya) e Yasemin Sannino (Turchia) - voce de “Le Fate Ignoranti” di Ferzan Özpetek e collaborazioni con i maggiori compositori di colonne sonore italiane ed estere - si fonde con la passione di Hana Hachana (Tunisia), 24 anni e una professione di estetista; e Nadia Emam (Italia/Egitto), cresciuta in Toscana ma decisa a non abbandonare le proprie origini. Provenienze diverse, spesso accomunate da una nazionalità italiana, una seconda generazione che guarda al futuro con la voglia di ritrovare le proprie tradizioni. Un’occasione per fotografare l’Italia che esiste ma che rimane ancora nascosta nelle singole esperienze, carente di un racconto collettivo e complesso. Nel video non si vedono mai i volti delle tredici musiciste, ma silhouette stilizzate inondate di volta in volta di cascate, fiori, tempeste di sabbia e paesaggi fluidi. Una scelta che vuole esaltare i diversi profili e allo stesso tempo evidenziare le comuni simmetrie delle artiste. Perché ALMAR’À è sì un insieme eterogeneo, ma soprattutto un coeso progetto artistico. L’orchestra nasce nel 2017 tra Firenze e Roma grazie alla collaborazione tra Fondazione Fabbrica Europa e il Centro socio-culturale tunisino “Dar Tounsi”, e con il coordinamento artistico di Ziad Trabelsi dell’Orchestra di Piazza Vittorio. Ha avuto il supporto del MiBACT attraverso MigrArti e il sostegno della Fondazione Pianoterra. Francesco Cabras, regista del video “Rim Almar'à”, ha realizzato - da solo o in co-regia con Alberto Molinari - videoclip per Vasco Brondi, Sergio Cammariere, Nada, Caparezza, Max Gazzè e molti altri.


“Rim Almar'à” - Traduzione di Luce Lacquaniti

O gazzella del deserto, il mio amore oggi è partito
O triste vita mia, io per lui ho scordato il sonno
A te che cominci il cammino, ti guido e mando un segnale.  Attento, ti fanno del male, la mia è gente gelosa
A te che guidi il calesse, ti mando un'indicazione
che ti faccia adottare prudenza, che ti mostri la via più sicura. A te che guidi il calesse, segui dritto la tua strada
Ti aspetto che torni da sposo, tutto il tempo che resterai via.
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IN TUTTI I DIGITAL STORE “LA TERRA SBATTE” IL NUOVO SINGOLO (E VIDEO) DI 
AGNESE VALLE con LA PICCOLA ORCHESTRA DI TOR PIGNATTARA
I proventi andranno alla “Angeli di Amatrice Onlus”. In primavera l'uscita del terzo album, si chiamerà RISTRUTTURAZIONI 


Una canzone sulla sulla paura e sull’umanità contemporanea, sulle sue atrocità, il suo spavento, la sua capacità violenta, ma anche sulla rivolta della Natura. “LA TERRA SBATTE” (distribuito da Nufaco) è il nuovo singolo della cantautrice e clarinettista romana Agnese Valle, che anticipa l'uscita del suo terzo album dal titolo “RISTRUTTURAZIONI”, che vedrà le stampe nella primavera del 2020. Il brano, si avvale della collaborazione della Piccola Orchestra di Tor Pignattara composta di ragazzi e ragazze, immigrati di seconda generazione, e diretta da Pino Pecorelli. Scritta dopo un concerto nell'Area Tenda Mensa di un'Amatrice devastata dal terremoto, “La terra sbatte” si compone di “scatti” di contemporaneità: così, nel testo, le immagini di chi ha dovuto abbandonare la propria abitazioni tremante, nel cuore della notte, si fondono con quelle devastanti degli spari nel Teatro Bataclan di Parigi e dei festeggiamenti interrotti in piazza a Nizza. Il tema, come anticipato, è la paura in tutte le sue declinazioni: quella verso qualcuno di identificabile e verso qualcosa di imprevedibile. E al centro di tutto c'è l'uomo; un uomo vittima di qualcosa di più grande o vittima di se stesso. “La terra sbatte” esce accompagnato da un video firmato da Giulia Valle, che si è occupata anche delle riprese e del montaggio, e dà il via alla campagna di crowdfunding per il nuovo album. Agnese Valle, un diploma in clarinetto al Conservatorio di Santa Cecilia, tre dischi all'attivo come cantautrice e tanti riconoscimenti nel campo della canzone d'autore- come il premio della critica al premio Bianca d'Aponte e numerose nomination alla Targa Tenco - ha deciso di devolvere i proventi del singolo, oltre ad una parte dei compensi della campagna di crowdfunding per il suo nuovo album, alla "ANGELI di Amatrice Onlus", che si occupa del sostegno alle popolazioni colpite dal sisma. “In questo momento storico in cui siamo tutti un po' soli, anche nella nostra strada individuale emotiva di costruzione di un futuro – ha spiegato la cantautrice - credo ci sia bisogno di stringersi concretamente intorno a qualcosa, sentirsi parte di una comunità. Così, oggi, il mio “sentirmi parte” si concretizza così. Credo che ora, più che mai, l'artista non possa non occuparsi di ciò che accade nel mondo.”. “La terra sbatte” è disponibile su tutti gli store digitali. Per contribuire alla causa “Angeli di Amatrice Onlus” si può anche partecipare al crowdfunding per il nuovo disco di Agnese Valle.

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"VIRGINIA":  ESCE OGGI IL VIDEOCLIP DI GIANMATTEO NASCA 

Esce oggi "Virginia", il videoclip di Gianmatteo Nasca, primo singolo del nuovo album. Disco che sarà in tutti gli store - anche digitali - nei primi mesi del 2020. Il video - pubblicato su You Tube - è il primo passo del cantautore pop toscano che così presenta il primo lavoro discografico solista. “Virginia è un un brano concepito di getto – racconta Gianmatteo Nasca - che cavalca l’onda dei miei vent’anni vissuti con leggerezza, dove coesistono storie d’amore consumate, straziate e ridotte all’osso che si ritrovano in qualche modo ad essere messe in discussione col senno di poi. Una di queste storie si chiama Virginia”. Uno scanzonato ma consapevole beat-pop guida il piglio 'insolente' di Gianmatteo, con una sezione di fiati dal respiro world e un testo giovane con la giusta ironia che contraddistingue la scrittura di Nasca.  

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