Videoclip: Le novità

Una raccolta dei principali videoclip in uscita, selezionata da Blogfoolk

CAPISUTTA: NUOVO SINGOLO PER LA BANDADRIATICA
L'INEDITO BRANO DELL’ENSEMBLE SALENTINO CONCLUDE IL VIDEO "SEA YOU TOMORROW", LANCIATO IN ITALIA E IN BRASILE, GRAZIE ALLA COPRODUZIONE TRA FINISTERRE E SCAR, NELLA PROGRAMMAZIONE PUGLIA SOUNDS PRODUCERS.

Girato sull’Isola di Sant’Andrea a Gallipoli con la regia di Gabriele Surdo e la fotografia di Stefano Tramacere,  su Youtube è disponibile il videoclip di “Capisutta”, nuovo singolo della Bandadriatica. L'inedito brano anticipa l'uscita del nuovo progetto discografico dell'ensemble salentino guidato da Claudio Prima previsto per il 2022. «Capisutta è un racconto per immagini di ciò che tutti abbiamo condiviso negli ultimi due anni e uno sprone a leggere negli eventi la necessità di prendere concretamente iniziativa, nell’idea che il futuro esiste come conseguenza del momento presente e di ciò che siamo in grado di fare ed essere qui e ora», sottolinea l’organettista, compositore e cantante.  La musica della Bandadriatica guarda sempre più al futuro. Capisutta è stato scelto, infatti, per concludere “Sea you Tomorrow”, un video, prodotto da Finisterre nella Programmazione Puglia Sounds Producers 2020/2021 della Regione Puglia (FSC 2014/2020 Patto per la Puglia – Investiamo nel vostro futuro), lanciato su Facebook e sul canale Youtube del centro culturale brasiliano SCAR, coproduttore del progetto. In Sea you Tomorrow la Bandadriatica propone sei brani eseguiti live nelle campagne salentine - cinque già pubblicati (“L’abbraccio di Cariddi”, “Migrante”, “Terra”, “La capu” e “Focu”) e l'altro inedito “Acquafrisca” - e come detto si conclude con il videoclip di Capisutta. «Questi due brani, che entreranno a far parte del nuovo album, parlano del futuro in modi molto diversi. Acquafrisca è una riflessione su ciò che vorremmo lasciare ai nostri figli o a chi verrà dopo di noi. Da un lato la riflessione su come vorremmo lasciare il mondo nel quale viviamo, le condizioni del pianeta, dall’altro la consapevolezza che in fondo non c’è nulla di più importante da lasciare in eredità per il futuro dei nostri successori, se non l’opportunità di potersi muovere liberamente in un pianeta sano, “senza né guerra né fame a patire”». Tutto il sesto lavoro discografico, previsto per l'estate 2022, sarà incentrato sul tema del futuro. In un momento di passaggio epocale come quello che il mondo sta vivendo, si fa ancora più evidente la necessità di un orientamento condiviso, che porti ad un passaggio verso il nuovo, verso il futuro che verrà, incerto ma gravido di una nuova possibilità evolutiva per il pianeta. La musica quindi si fa veicolo di una nuova visione, si propone come elemento unificatore. Da sempre nella Bandadriatica le musiche di geografie lontane si ritrovano insieme. Il mare ancora una volta ne accompagnerà e favorirà il viaggio. Ecco approdare un nuovo linguaggio meticcio, universalmente comprensibile, in grado di raccontare, attraverso musiche e testi originali, il Futuro. Trasportata dai venti vorticosi che illuminano le coste dell’Adriatico, la BandAdriatica voga sul mare agitato della musica salentina con elementi balcanici e nordafricani. Parte dalla banda tradizionale che in Puglia anima le feste, le processioni e i funerali, e che viaggia, di notte, di paese in paese. Il viaggio si espande e pone il Mediterraneo come una complessa “babilonia”, dove i linguaggi iniziano ad armonizzarsi sulle melodie popolari nel fervore meticcio delle città portuali. Ancora più raggianti di là dal mare d’origine, le tradizioni pugliesi assumono una nuova risonanza e portano lontano gli echi frenetici della musica del Salento. Quindici anni di ricerca sulle matrici musicali comuni delle sponde del Mare Adriatico, confrontandosi con le musiche di Albania, Macedonia, Croazia, con le fanfare Serbe e il Nord Africa e spingendosi fino al Mediterraneo più orientale (Turchia, Libano e Armenia). Con all’attivo cinque album - Contagio (2007), Maremoto (2009), Arriva la banda (2012), Babilonia (2015) e Odissea (2018) - la band si è esibita nei maggiori festival europei arrivando anche in Brasile con uno showcase al SIM 2019 di San Paolo, affascinando il pubblico con un live travolgente, definito dalla critica e dal pubblico fra le migliori performance dell’edizione. L'esibizione della band ha affascinato anche la critica del Babel Med 2017 di Marsiglia che l'ha definito "uno delle migliori proposte di tutta la rassegna" e "uno dei migliori live-act italiani". Ha realizzato due documentari per i progetti speciali “Rotta per Otranto” e “Floating Art”. Ha collaborato con Rony Barrak, Savina Yannatou, Burhan Ochal, Raiz, Saba Anglana, Kocani Orkestar, Boban e Marco Markovic, Eva Quartet, Michel Godard, Bombino e tanti altri. La Bandadriatica è composta da Claudio Prima (organetto e voce), Emanuele Coluccia (sax Contralto), Andrea Perrone (tromba), Gaetano Carrozzo (trombone), Vincenzo Grasso (clarinetto), Maurizio Pellizzari (chitarra elettrica, saz, kamalè ngonì), Giuseppe Spedicato (basso elettrico, tuba) e Ovidio Venturoso (batteria).


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KALASCIMA CONNECTIONS
Il gruppo salentino presenta il nuovo videoclip con ospiti il taiwanese Leaf Yeh e il duo italo-portoghese Still Life
 
E’ on line su youtube (https://youtu.be/e_5d4rAJDaY) "Kalàscima connections", live session inedita registrata nelle campagne del Salento dai Kalàscima in cui il gruppo pugliese presenta un nuovo sound e una line up rinnovata. Un live set che si muove nel solco già tracciato dalla band nella sua carriera: partire dalla tradizione per rinnovarla e renderla attuale in un dialogo costante tra musica antica e suoni moderni. E così accanto alle sonorità tradizionali troviamo i linguaggi urbani del rap e dell’elettronica: tamburelli, organetto, bouzouki, zampogna si affiancano a laptop, loop machine e batteria.  Nella live session trovano spazio alcuni brani del repertorio che hanno decretato il successo della band in ambito internazionale e brani inediti arricchiti da importanti collaborazioni come quella con Leaf Yeh, artista taiwanese che compare in una originale versione rinnovata del brano Korasài. L‘incontro con Leaf Yeh è nato durante la pandemia grazie al programma Global Music Match, promosso da una rete di soggetti internazionali tra i quali  Puglia Sounds, in cui gruppi internazionali si sono incontrati virtualmente e hanno presentato la loro musica ai rispettivi pubblici. Da questo incontro è nata l’dea di una collaborazione con l’artista taiwanese che si è concretizzata in questo progetto.  Altra collaborazione importante è quella con gli Still Life, duo italo-portoghese vincitore dell’ultima edizione del premio Parodi formato da Margherita Abita e Joao Silva, con il quale i Kalàscima eseguono il brano inedito Vento vadio. La collaborazione con gli Still life è nata proprio sul palco del premio Parodi.
Nella live session trovano inoltre spazio Bombimbò, ulteriore brano inedito dal suono dirompente, Meridionale, vera e propria hit dei Kalàscima che hanno suonato su i palchi di tutto il mondo facendo ballare il pubblico ad ogni latitudine e Moi!, tratta dall’album Psychedelic Trance Tarantella. Kalàscima connections è prodotto da Kalàscima e Ipe Ipe music in collaborazione con Music Experience nell’ambito della “Programmazione Puglia Sounds Producers 2020/2021 REGIONE PUGLIA – FSC 2014/2020 – Patto per la Puglia – Investiamo nel vostro futuro”.

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"La Maga e lo Straniero"
Da oggi su YouTube il nuovo video di MICHELE GAZICH
Annuncia l’uscita dell’album ARGON, attesa per il 26 novembre

Esce oggi, su YouTube, il video del brano di Michele Gazich (feat Giovanna Famulari) “La Maga e lo Straniero” che annuncia l’uscita del nuovo album, Argon (FonoBisanzio/Ird), il suo decimo, atteso per il 26 novembre 2021. Il videoclip porta la firma del regista Enrico Fappani che da sempre collabora con Gazich, creando prodotti cinematografici strettamente legati alla canzone, ma al contempo ricercando un'autonoma e specifica idea di bellezza.
IL VIDEO L’incontro tra una inquietante Maga, una Circe insieme incantatrice e severa interpretata dalla violoncellista e cantante Giovanna Famulari, e uno Straniero, un Ulisse esule di mille viaggi interpretato da Michele Gazich, avviene davanti a una scacchiera posata su di un tavolino in riva al mare. Il video ha una sfacciata e paradossale autonomia stilistica pur essendo denso di esplicite allusioni cinematografiche. Impossibile, infatti, non pensare alla partita a scacchi presso la riva del mare del Settimo Sigillo di Ingmar Bergman; impossibile non cogliere nella Maga interpretata dalla Famulari una forte allusione alla Medea di Pasolini. Il videoclip è girato nella riserva naturale della Brussa, all’estremo confine orientale della laguna di Venezia: un contesto naturale ancora intatto.
IL BRANO “La Maga e lo Straniero” è una canzone-filastrocca ingannevolmente semplice, misteriosa e odissiaca. Racconta Gazich: “L'occasione per la scrittura de La Maga e lo Straniero è stata la partecipazione a una processione cerimoniale diffusa in buona parte della Sardegna ma soprattutto nel Campidano, denominata s'incontru: "l'incontro". La mattina di Pasqua, le statue di Gesù risorto e della Madonna portate sulle spalle dai fedeli, s'incontrano, provenendo da direzioni diverse, nella piazza centrale del paese; s'inchinano uno di fronte all'altro e poi procedono insieme verso la chiesa dove sarà celebrata la messa pasquale. La processione è accompagnata da suggestivi canti tradizionali e il momento dell'incontro è gioiosamente celebrato anche dal suono della banda. Non sono un antropologo o uno storico dei riti, ma, a parer mio, quest'incontro, totalmente assente dai vangeli canonici e apocrifi, potrebbe forse essere la cristianizzazione di un rito preesistente: un incontro uomo-donna allo sbocciare della primavera. Comunque sia, nella sua declinazione cristiana e nel suo probabile sostrato antico, quest’incontro mi ha incredibilmente suggestionato e immediatamente ho dovuto scrivere la mia canzone”.
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I Tarantula Garganica pubblicano “La notte è bella”, nuovo videoclip  del brano di Matteo Salvatore
A pochi mesi dall’uscita di “Come Staje”, sesto album della formazione musicale garganica, anticipato dal filmato “Musica e colore” che ha ottenuto oltre 100.000 visualizzazioni sui canali social, i Tarantula Garganica pubblicano il videoclip de “La notte è bella”. Il brano, ripreso dal repertorio del cantautore Matteo Salvatore, vuole essere un omaggio alla notte e alla gente che in lei trova conforto, descrivendo l'animo umano che si confronta con la propria solitudine nel silenzio di un paese, quasi inabitato, dove solo lo scorrere dell'acqua delle fontane e la presenza di un cane e una gatta riporta il pensiero al fluire della vita. Il senso celato della canzone vuole, anche, offrire riflessioni su coloro che vengono “esclusi” e messi ai margini dalla nostra società, che teniamo distanti dalle nostre vite patinate, non sapendo che spesso è proprio negli emarginati che si trova l’umanità più pura e semplice. Il video, ispirato dal senso generale di solitudine vissuto nel periodo del lockdown, è stato girato tra le vie del suggestivo centro storico di Monte Sant’Angelo ed è caratterizzato da un’atmosfera di silenziosa quiete, con la nebbia che avvolge le case del paese in un abbraccio materno, quello della dea Nyx, la dea Notte per gli antichi greci. L’invito del brano è, quindi, quello di “rivalutare le notti della nostra vita”, non aver paura quando non riusciamo in qualcosa, perché possiamo accendere una luce ed illuminare il nostro cammino. La notte non fa paura, la notte non è oscura, la notte è bella. Il nuovo videoclip può essere visto sul canale ufficiale Youtube dei Tarantula Garganica. Il video è stato prodotto da Studio Uno, che ha anche prodotto il lavoro discografico “Come Staje”, risultato vincitore del bando “Programmazione Puglia Sounds Record 2020/2021 - REGIONE PUGLIA – FSC 2014/2020 – Patto per la Puglia - Investiamo nel vostro futuro”.

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JUSTIN ADAMS & MAURO DURANTE
“STILL MOVING” 
Venerdì 1 Ottobre esce “Volos”, primo singolo e videoclip  del disco “Still Moving” in uscita il 29 Ottobre
 
Blues, pizzica, punk, taranta, canzone d’autore, ritmi nordafricani, chitarra, violino e tamburi sono gli elementi di Still Moving, disco di Justin Adams e Mauro Durante in uscita il 29 Ottobre per Ponderosa Music Records nell’ambito della Programmazione Puglia Sounds Record 2020/2021 - REGIONE PUGLIA - FSC 2014/2020 - Patto per la Puglia - Investiamo nel vostro futuro. Un viaggio intimo e sorprendente che racconta del desiderio di muoversi e di entrare in contatto col mondo, oggi più che mai. Due musicisti viaggiatori, che devono partire anche solo per incontrarsi, trovano il modo di continuare a sognare e a condividere, nonostante le difficoltà della pandemia. Ad anticipare l’uscita di Still Moving da Venerdì 1 ottobre è disponibile Volos, Instant Gratification Track accompagnata dal videoclip https://youtu.be/zd-NvaKG4nE e il Pre-Order del disco. Pre-Orded_Save https://orcd.co/25x0bp2Justin Adams, chitarrista e produttore, è da anni il braccio destro di Robert Plant nel suo gruppo, i Sensational Space Shifters. La sua produzione di album che sono diventati pietre miliari (Tinariwen, Rachid Taha) mette in risalto la sua sintonia con i groove Nordafricani, mentre la sua pluripremiata collaborazione col maestro Gambiano Juldeh Camara connette la tradizione al puro spirito blues. Il suo  album solista Ribbons è stato citato tra i migliori 50 dell’ultimo decennio dalla rivista Songlines. Questa nuova collaborazione col violinista e percussionista Mauro Durante nasce dalla Notte della Taranta del 2011, diretta da Ludovico Einaudi, dove Mauro era l’assistente e braccio destro del celebre compositore. Lì Mauro e Justin hanno suonato insieme per la prima volta, scoprendosi anime affini nell’affrontare i ritmi da trance della Taranta. Mauro ha suonato per anni con Ludovico Einaudi, ed è il leader del pluripremiato Canzoniere Grecanico Salentino, Miglior Gruppo ai Songlines Music Awards 2018, con cui gira il mondo. Insieme, Justin e Mauro creano un suono puro, intenso, ridotto all’essenziale, che trascina e fa emozionare.

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GIULIO BIANCO
DA OGGI DISPONIBILE IN DIGITALE  “HAMBURG”
IL NUOVO BRANO DEL POLISTRUMENTISTA DEL CANZONIERE GRECANICO SALENTINO
Online anche il videoclip
 
Da oggi, venerdì 1 ottobre, è disponibile sulle piattaforme streaming e in digital download “HAMBURG” (https://bit.ly/3B0ItOv), il nuovo brano del polistrumentista GIULIO BIANCO.  Il brano è accompagnato da un videoclip, che vanta la regia di Nuanda Sheridan ("Satyagraha” e “Forse è solo mal di mare"), visibile su YouTube. “HAMBURG” è un brano strumentale che anticipa il disco di prossima uscita “DELAYED”, che si propone di raccontare la solitudine forzata a cui siamo stati costretti, con un focus particolare sulla difficile condizione attuale degli artisti. Nel brano, accanto a Giulio Bianco, spiccano i synth profondi e l'addictional production di Giacomo Greco (Inude) e le oniriche chitarre di Luca Tarantino. Il brano è edito da OYEZ!. L’album “DELAYED” vanta la produzione esecutiva del Canzoniere Grecanico Salentino ed è stato realizzato grazie al sostegno di Puglia Sounds (Programmazione P.S.Record 2020/2021, regione Puglia – FSC 2014/2020 – Patto per la Puglia - Investiamo nel vostro futuro). “HAMBURG” è un brano figlio del momento storico più buio, nato dalla solitudine e intriso dello spirito dell’inverno. Venuto dal mare, “HAMBURG” racconta la passionale e disperata ricerca dell’Io. Il videoclip di “HAMBURG”, nasce dall’esigenza di svelare quei luoghi interiori in cui gli esseri umani si ricongiungono alla propria essenza, in particolar modo nei momenti di maggiore difficoltà. Il video celebra la bellezza che si cela nella paura dello smarrimento, nella folle e tormentata corsa verso sé stessi. «“HAMBURG” è un viaggio iniziato in una serata di pioggia alla fine dell'inverno – racconta il polistrumentista Giulio Bianco –  È un brano strumentale che sa di anima e sale, musica liberatoria che non conosce parole, distanze e confini» Il video, interpretato da Tanita Spang e ripreso e montato da Sofia Quercetti, rappresenta un racconto visivo e musicale, minimalista e a tratti psichedelico, che conduce lo spettatore tra gli scenari di una natura alterata, offrendo la possibilità di “immergersi” nell’interpretazione istintiva e personale di ogni singola immagine. I vfx sono stati curati da Blanket Studio. Giulio Bianco è polistrumentista eclettico e compositore con oltre 20 pubblicazioni all’attivo, virtuoso di flauti dolci, armonica a bocca e zampogne. Da giovanissimo è stato Fiato Solista dell'Orchestra de “La Notte della Taranta” per ben 8 edizioni, partecipando a tutti i tour internazionali ed in particolare alle edizioni dirette da Ambrogio Sparagna, Mauro Pagani, Ludovico Einaudi e Goran Bregovic. Dal 2008 è polistrumentista del Canzoniere Grecanico Salentino, il più conosciuto ed importante gruppo musicale di world music al mondo, nel genere riconosciuto come “pizzica” o “taranta”. Nel 2011 è fiato solista di “Taranta Project” di Ludovico Einaudi, disco live registrato in occasione dell’omonimo tour. Nel 2018 esce il suo primo disco solista: “Di zampogne, partenze e poesia” che presenta con un tour tra Italia e USA. L’1 ottobre 2021 pubblica “Hamburg”, brano che anticipa il disco di prossima uscita “Delayed”.


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SIMPATICHINA: L'ALBERO CHE CANTA
Su YouTube, grazie a Puglia Sounds Producers, lo spettacolo di Enza Pagliara, dedicato alla cantrice salentina Niceta Petrachi (detta La “Simpatichina”), con testi e drammaturgia di Fabio Chiriatti e arrangiamenti originali di Marco Bardoscia. 

Prodotto da Zero Nove Nove e Nauna Cantieri Musicali nella Programmazione Puglia Sounds Producers 2020/2021 della Regione Puglia (FSC 2014/2020 Patto per la Puglia – Investiamo nel vostro futuro), su YouTube (canale Zero Nove Nove) è disponibile “Simpatichina: L’albero che canta”. A partire dalla fine degli anni '90, Enza Pagliara ha frequentato e intervistato Niceta Petrachi, la "Simpatichina", raccogliendo documenti sonori che testimoniano attraverso i canti e le storie, il passaggio dal canto contadino rurale al canto cittadino. La “Simpatichina”, così come era soprannominata e conosciuta, è stata una delle informatrici più significative e apprezzate della tradizione orale salentina, un “albero di canto" che con la sua voce ha tracciato con determinazione e fatica, in anticipo sui tempi, un sentiero di libertà e di coraggio per le donne del sud. Dopo aver trascorso tutta la giovinezza e parte della sua vita adulta nelle campagne della sua Melendugno, all'inizio degli anni Settanta si trasferì a Lecce, dove venne a contatto con ricercatrici e musiciste, tra cui anche la stessa Giovanna Marini, che la intervistò e ne studiò i modi di canto. Nell’inedito video diretto da Francesco De Giorgi, i canti si intrecciano con le storie: la storia di Niceta, della donna e della cantrice. Lo spettacolo nasce da un’idea di Luigi Chiriatti e debutta la prima volta nell’agosto del 2018. Enza Pagliara, ne cura la direzione e l’allestimento, traendo ispirazione dalla lunga frequentazione con la Simpatichina. Enza affida gli arrangiamenti per quartetto d’archi, tromba e percussioni al Maestro Marco Bardoscia, mentre la drammaturgia viene affidata a Fabio Chiriatti. L’ensemble è composto da Giorgio Distante (tromba), Francesco Pellizzari (percussioni), Roberta Mazzotta (I violino), Paola Barone (violino), Laura Pellè e Paolo D’Armento (viola) e Marco Schiavone (violoncello). Il repertorio include “La cerva”, “T’aggiu amata”, “Donne de coppe”, “Malachianta”, “Ieri sira” e “Pizzicarella”. L’allestimento scenografico è stato curato da Maurizio Buttazzo e Elisabetta Selleri. Assitente di produzione per Nauna Cantieri Musicali: Claudia De Ventura. Post produzione audio a cura di Nanni Surace. Il video è stato registrato nel Comune di Melendugno, nel centro urbano rinascimentale di “Roca Nuova”, grazie alla gentile collaborazione del Comune di Melendugno, di Mimmo Lorusso e Vivarch aps. 
Enza Pagliara cura la produzione con Dario Muci, della casa editrice Nauna Cantieri Musicali, impegnata nella diffusione e valorizzazione delle culture e musiche orali del Sud Italia. Con oltre 20 anni di carriera, Enza Pagliara, è una delle voci più importanti della penisola salentina, esponente chiave a livello internazionale della musica tradizionale del Sud Italia. Enza è una protagonista di prim’ordine nel movimento di riproposta, vissuto negli ultimi decenni, da questo repertorio musicale: la sua voce, così forte, affascinante e accattivante per qualsiasi pubblico, rinnova, rinvigorisce e attualizza antiche canzoni popolari. Nata a Torchiarolo, paese al confine tra le province di Brindisi e Lecce, la cantante tramanda e innova la cultura musicale della propria terra oltre il naturale contesto sociale e familiare dove, per trasmissione diretta, l'ha spontaneamente appresa. Infatti, le tradizioni musicali, sopravvivono nel tempo solo se i testi e gli strumenti si rinnovano, nel rispetto delle peculiarità che le contraddistinguono. Il suo background e la sua lunga esperienza come ricercatrice musicale e attrice fanno di lei l’artista ideale per scavare in profondità nella grande ricchezza culturale che affonda le sue radici nei tempi antichi, rendendola una fonte preziosa di sapere e di promulgazione. Canta da due decenni, con passione e autenticità sui palchi del mondo intero, le arie della cultura popolare del Salento, fatta di canti epico-lirici, leggende, serenate, dialoghi improvvisati in forma di stornelli, invocazioni di santi per le guarigioni. La sua voce e la sua grinta sono giunte in venue e festival prestigiosi come il Barbican Centre di Londra, il più grande centro teatrale d’Europa; lo storico Teatro Bolshoj di Mosca, il Teatro Esplanade di Singapore, il Gran Teatre del Liceu, il più antico e prestigioso di Barcellona; il Festival di Bregens in Austria, Biennial of Zagreb in Croazia, il campano Sponz Fest di Vinicio Capossela o il Taranta Festival di Melbourne in Australia per citarne alcuni. Poi ancora Giordania, Canada, Cina, Nuova Zelanda, Argentina, Brasile, Uruguay, Stati Uniti, Egitto, Israele, Grecia, Albania, Serbia, Bosnia, Slovenia, Polonia, Germania, Svizzera, Lussemburgo, Belgio, Olanda, Francia, Portogallo. Voce simbolo della “Notte Della Taranta” (dove si esibisce dal 2001), nel 2013 vince il premio CuboMusica. Ha cantato per Stewart Copeland, Ludovico Einaudi, Goran Bregovic, Phil Manzanera, Carmen Consoli, Raphael Gualazzi, Giovanni Sollima, Vittorio Cosma, Mauro Pagani, Piero Milesi e collaborato con Vinicio Capossela, Giovanna Marini, Lucilla Galeazzi, Luigi Morleo, l’Orchestra Sinfonica Oles, l’Orchestra Sinfonica del Petruzzelli, Orchestra dei Cento Celli. Per il coreografo Mauro Bigonzetti ha realizzato con il gruppo Assurd colonne sonore per le più grandi compagnie di danza contemporanea del mondo. Ha inoltre partecipato come attrice a diversi film documentari. Tra le sue produzioni discografiche ricordiamo: come solista “Donna De Coppe” (2002, Anima Mundi - Unda Maris), "Frunte de Luna” (2007, Anima Mundi), “Bona Criaza” (2012, Anima Mundi) nelle quali la troviamo affiancata da musicisti di spessore come Redi Hasa, Giorgio Distante, Gianluca Longo, Antogiulio Galeandro, Vito De Lorenzo e altri; con il gruppo Assurd pubblica “Intrasatta” (2002, Suonitineranti), “Fate" (2003, Suonitineranti), “Musiche per Cantata” (2010, Suonitineranti), “Alice” (2014, Suonitineranti); con Dario Muci produce “Marea” (2018, Nauna) e “Suddismo" (2020, Nauna), un omaggio a Matteo Salvatore e Adriana Doriani. Ha preso inoltre parte a numerosi film documentari diffusi sulle reti televisive nazionali e internazionali e in festival del cinema, come: “In the Ear of the Tyrant”, presentato alla XIX Biennale di Sydney (regia di Angelica Mesiti, 2014); “Le Tabacchine, Salento 1944-54” (regia di L. Del Prete); “Il Sibilo Lungo della Taranta” (regia di Paolo Pisanelli, 2005); "Fine Pena Mai” (regia di Davide Barletti, 2007). Con il regista Piero Cannizzaro: “Ritorno a Kurumuny” (2003), “Notte della Taranta e D’Intorni” (2001), “Storie di Pietre” (2004), “Storie di tabacco” (2004).
 
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CANZONE PER CARLA
Esce il video del brano di Mirco Menna ad un anno dalla scomparsa di Carla Nespolo
Passionaria e militante, prima donna presidente dell’Anpi

Si intitola “Canzone per Carla” ed è dedicata a Carla Nespolo, prima donna presidente dell’Anpi, scomparsa un anno fa. A lei, passionaria e “di parte” (come è scritto nel brano), senatrice del Partito comunista prima e del Pds poi, il cantautore Mirco Menna ha voluto dedicare una canzone contenuta nel suo ultimo album, dal titolo “SeStoQui (è perché vi voglio bene)”. Per ricordare l'amica e la militante, esce oggi su YouTube il video di “Canzone per Carla”, le cui immagini sono tratte dal documentario “Compagna di Resistenza” realizzato dal regista Stefano Moretti e coordinato da Andrea Liparoto, responsabile comunicazione Anpi. "Da quando fortunatamente l’ho conosciuta – racconta Mirco Menna - Carla è stata tra le persone a cui ho voluto più bene. Molto bene. Enorme affetto e stima sconfinata. Se capitava che non fossi d'accordo con lei, o che lei non fosse d'accordo con me, stavo lì a chiedermi dove sbagliassi io. Questa canzone è stata scritta per il documentario dell'Anpi. Non avrei voluto scrivere una cosa del genere, se non tra vent’anni almeno. È una canzone su cui ho patito. Che sia bella o brutta non saprei dire, di certo la ho patita." L’ALBUM. “SeStoQui (è perché vi voglio bene)”, il – come da titolo - sesto album di Mirco Menna, conserva fortemente l’intenzione live: “è registrato senza metronomi insopportabili in cuffia, in presa diretta e con poche sovraincisioni”. In tutto nove brani originali e una cover, “Canzone per te” di Sergio Endrigo, dedicata al ricordo di Gianni Mura. Bolognese, di origini siculo-campane, Mirco Menna è cantautore dalla penna delicata, ironica e pungente. In questo album mette insieme un bouquet di canzoni di alto artigianato. Melodia, innanzitutto. Poi parola, che vuol farsi prendere sul serio. Armonie suggestive, a volte dirette, a volte oblique, mai scontate. Ritmi geograficamente distanti, resi con la spontaneità di chi sta alla larga dalla purezza del linguaggio ma conosce bene la pronuncia. E infine il suono: acustico, eterno, impassibile. “Se non desse l'impressione di essere poco elegante – precisa Mirco Menna - diremmo che è un suono da balera. Balera antica, molto elegante”. Del classicismo Menna ha fatto la sua bandiera e, per quanto racconti l'oggi, ama definirsi un tipo musicale all’antica. E aggiunge: “non è detto che di questi tempi non sia una novità”.

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"CENTUCRUCI": SU YOUTUBE IL VIDEOCLIP DEL SINGOLO CHE ANTICIPA L'USCITA DI "SCERCULE" ALBUM D'ESORDIO DEL PROGETTO MUNDIAL, TRIO SALENTINO DI CARMINE TUNDO, ROBERTO MANGIALARDO E ALBERTO MANCO

Realizzato da Balto, con la partecipazione di Lucia Greco, su Youtube è disponibile il videoclip di Centucruci. Il brano anticipa l'uscita di Scercule (termine salentino che indica le cianfrusaglie) primo album di Mundial, nuovo progetto del cantautore Carmine Tundo, del chitarrista Roberto Mangialardo e del batterista Alberto Manco. Prodotto e registrato da Carmine Tundo presso Discographia Clandestina, missato da Guglielmo Dimidri e masterizzato da Roberto Rosu nel Bobulate Studio, dal 7 ottobre il disco - prodotto per l’etichetta luovo nella Programmazione Puglia Sounds Producers 2020/2021 della Regione Puglia (FSC 2014/2020 Patto per la Puglia – Investiamo nel vostro futuro) - sarà distribuito da Artist First in tutti gli store digitali. I tre musicisti salentini sono da sempre attivi nel circuito indipendente musicale italiano, collaborano in diversi progetti, tra i quali La Municipàl e Diego Rivera. Nel 2020 decidono di dar vita ad un nuovo progetto, nato dalla necessità di sperimentare un percorso sonoro che parta dalle radici della musica pugliese fino ad arrivare alle nuove frontiere dell’elettronica moderna. Da qui l’idea di Mundial, un laboratorio sonoro e visivo, un ponte tra passato e futuro, che recupera le storie e le filastrocche recitate dai nostri nonni e le inserisce in un contesto sperimentale, fondato su un sound creato partendo dai campionamenti dei suoni del paesaggio pugliese, editati e trasformati in pattern ritmici. Il canto delle cicale che diventa percussione, il suono di un tronco d’ulivo che diventa tamburo, rumori e suoni riproposti ritmicamente che diventano arrangiamento e poi canzone. Sono stati utilizzati strumenti provenienti dalla cultura popolare italiana e internazionale (mandolino, lira, kalimba, darabuka, djambe e vari strumenti percussivi), fusi con antiche filastrocche pugliesi, affinché passato e presente si sposino musicalmente con un occhio alle tecnologie compositive moderne.

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Con oltre 50 anni di carriera, 13 Latin GRAMMY e 2 GRAMMY Award l’artista brasiliano tra i più influenti dagli Anni '60
CAETANO VELOSO
STA TORNANDO CON UN NUOVO ALBUM!
Anticipato dal singolo “Anjos Tronchos” già disponibile in digitale

Il cantante e compositore brasiliano CAETANO VELOSO, vincitore di tredici Latin Grammy e due Grammy Awards nella categoria “Best World Music Album”, è pronto a tornare nei prossimi mesi con un nuovo album, il primo con Sony Music, che si preannuncia come un viaggio nella testa dell'artista che mostra il processo di creazione delle sue canzoni. L’album è stato anticipato in questi giorni dal singolo “Anjos Tronchos”, già disponibile in digitale (https://anjostronchos.lnk.to/CaetanoVeloso), che riflette sull’attuale utilizzo della tecnologia e di internet. Considerato uno dei musicisti più importanti della musica popolare brasiliana, Caetano Veloso racconta così “Anjos Tronchos”: «È una canzone che pensavo non sarei riuscito a finire, a causa della mia poca familiarità con l'argomento. Mi sono ripromesso che se avessi voluto fare una cosa del genere, avrei avuto bisogno di saperne molto di più. Per saperne di più, avrei avuto bisogno di usare di più internet, di saperne di più su ciò che accade sui social media». E conclude: «Anche se non ho molta familiarità con la tecnologia e le sue conseguenze, ho scritto una canzone che sembra toccare temi molto più vasti di quelli che il suo autore è in grado di padroneggiare. Ci sono state molte canzoni che hanno avuto risultati politici, hanno plasmato le menti di generazioni, di settori della società, e che non sono state scritte da una persona che padroneggiava la complessità della questione. Alla fine ho pensato: 'Sono riuscito a scrivere una canzone che potrebbe essere una di quelle'».   Il video del singolo, diretto da Fernando Young e Del, trasmette la densità della canzone con immagini che vedono Caetano tra ombre e specchi. «Abbiamo cercato di riprodurre effetti reali in modo artigianale, senza post produzione, o effetti che avrebbero distolto l'attenzione dalla performance di Caetano. Così è nata l'idea di costruire scenari super minimalisti che contrastano con la moltiplicazione dei riflessi e degli algoritmi, una metafora per indicare il vuoto digitale», spiegano Fernando e Del. Caetano Veloso è l'artista brasiliano che ha vinto più premi ai Latin Grammy – un totale di tredici trofei – oltre ad essere stato premiato dall'Accademia come “Person of the Year” nel 2012. Con più di cinquanta album attivi e collaborazioni nelle colonne sonore di film come “Hable con Ella” di Pedro Almodovar e “Frida” di Julie Taymor, Caetano Veloso si prepara ora all'uscita del suo prossimo album!
 
Biografia Cateano Veloso
Il cantautore bahiano Caetano Veloso è uno dei musicisti più importanti della musica popolare brasiliana. Alcuni lo considerano addirittura uno dei migliori cantautori del XX secolo, paragonato a nomi come Bob Dylan, Bob Marley, John Lennon e Paul McCartney, o ai suoi connazionali Milton Nascimento, Gilberto Gil o Djavan, tra gli altri. Caetano ha iniziato la sua carriera interpretando canzoni bossa nova, sotto l'influenza di João Gilberto, una delle icone e dei fondatori del movimento bossa nova e che ha anche collaborato alla crescita dello stile musicale che divenne noto come MPB. Il nome di Caetano si affermò saldamente nel movimento Tropicália, che era associato alla controcultura. Produttore, arrangiatore e scrittore brasiliano, il giovane Caetano ha partecipato a spettacoli semi-amatoriali insieme a Tom Zé, sua sorella Maria Bethânia, Gal Costa e il suo compagno Gilberto Gil. La sua prima opera musicale è stata una colonna sonora per lo spettacolo teatrale "A exceção e a regra" (L'eccezione e la regola), diretto da Álvaro Guimarães a Salvador. La sua carriera ha già attraversato cinque decenni. Nel 1965, Caetano Veloso ha cominciato a fare della musica una professione, accompagnando la sorella minore Maria Bethânia nelle sue esibizioni nazionali nello spettacolo Opinião. Poco dopo, ha partecipato a festival di musica popolare e composto colonne sonore per film. Ha pubblicato il suo primo LP nel 1967, Domingo, con Gal Costa, lo stesso anno in cui ha guidato il movimento Tropicalismo. Caetano è considerato uno degli artisti brasiliani più influenti dagli anni '60 ed è stato definito un aedo postmoderno. Nel 2004 è stato considerato come uno dei musicisti latinoamericani più rispettati e produttivi al mondo, con più di cinquanta album disponibili e collaborazioni nelle colonne sonore di film come “Hable con Ella” di Pedro Almodovar e “Frida” di Julie Taymor – il cui il brano "Burn It Blue", in collaborazione con Lili Downs, ha gareggiato per la "Migliore canzone originale" agli Oscar nel 2003. La cerimonia di premiazione di quell'anno includeva anche una performance di Caetano al fianco di Lili Downs. Nel corso della sua carriera, Veloso è diventato anche una delle personalità più importanti a livello nazionale, grazie alle sue forti opinioni politiche e sociali. Ha vinto diversi premi, tra cui 13 Latin Grammy e 2 American Grammy, oltre a due titoli alla 24a edizione dei Brazilian Music Awards – uno come Best Singer con il CD Abraçaço, nella categoria Pop/Rock/Reggae/Hiphop/Funk, e uno nella categoria Best Visual Project per lo stesso album.

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Il primo videoclip dell'artista salentina anticipa l'imminente disco d'esordio, in uscita il 24 settembre con Ipe Ipe Music. Un percorso di mutazione tra luoghi magici, elementi naturali e ricerca vocale
Aria: il rito di guarigione di Alessia Tondo!

ARIA
Alessia Tondo
Shot and cut by Ilenia Tesoro & Fulliraw label

«Aria è una “buona pratica”. È l’esigenza di ritrovare un proprio posto. È la consapevolezza. È ritrovare dentro la forza di cambiare prospettiva, osservare con occhi nuovi. Servirsi del vento per cambiare pensiero e aria. Le location scelte sono luoghi magici che danno l’idea possano curare o luoghi che hanno bisogno di cure». Magia, cura, luoghi da custodire, consapevolezza e natura. Parole molto care ad Alessia Tondo, simboli che diventano carne e buona pratica, per citare il termine usato dall'artista salentina. È il senso profondo di Aria, il videoclip d’esordio di Alessia Tondo, la prima esperienza video dell’artista che anticipa il singolo Aria (in uscita giovedì 16 settembre) e soprattutto l'imminente album Sita, che sarà pubblicato da Ipe Ipe Music venerdì 24 settembre.  Aria racchiude in pieno lo spirito di questa operazione che si chiamerà Sita. Il primo lavoro da solista di Alessia Tondo sarà un'opera in otto tracce scritte interamente da lei – con la partecipazione del violino di Mauro Durante del Canzoniere Grecanico Salentino e del violoncello di Redi Hasa – e caratterizzate da un'ampiezza di elementi, dall'acustico all'elettronico, tra ballate arcane, intrecci vocali antichi che grazie a loop e pattern diventano contemporanei. Concepito e sviluppato come la sua personale narrazione di un rito di guarigione, Sita personalizza e trasfigura in chiave visionaria la cultura popolare, nello specifico quella del Salento da cui Alessia proviene. Anche il video di Aria lo rivela: «L’idea era quella di raccontare un piccolo rito, “divento consapevole della mia forza, richiamo a me nuova aria e grazie al vento butto via il superfluo”. Un piccolo viaggio verso una rinascita possibile solo se si reinseriti nel proprio contesto naturale accogliendo le trasformazioni, ciò che di nuovo nasce, ciò che di vecchio dev’essere lasciato andare. È essere cielo e terra, sempre due, una da guarire e l’altra che guarisce. È, poi, abbandonare quel due, ritornare "uno" semplicemente rinascendo, sempre in questo corpo, sempre uguale e sempre nuovo».  Dall'infanzia nel gruppo Mera Menhir alla popolarità internazionale con il Canzoniere Grecanico Salentino, Alessia Tondo è una delle voci più significative del panorama pugliese. È stata lanciata dai Sud Sound System, a soli tredici anni è diventata voce solista dell'Orchestra della Notte della Taranta (ha duettato con tutti gli ospiti e con i maestri come Mauro Pagani, Goran Bregovic, Giovanni Sollima, Phil Manzanera, Carmen Consoli, Raphael Gualazzi), ha collaborato con l'Orchestra Popolare Italiana di Ambrogio Sparagna, i Radiodervish, Michele Lobaccaro, Ludovico Einaudi (per il quale ha scritto il testo della fortunata Nuvole bianche) e Admir Shkurtaj. Il videoclip di Aria è stato realizzato da Ilenia Tesoro & Fulliraw label su concept di Alessia Tondo, produzione esecutiva di Domenico Coduto e Sandro Rizzo per Ipe Ipe music. Sita uscirà venerdì 24 settembre, è prodotto da Domenico Coduto per Ipe Ipe music nell’ambito della Programmazione Puglia Sounds Record 2020/2021.


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DA OGGI È ONLINE IL VIDEO DI  “BREATHING ISTANBUL” BRANO DI APERTURA DI “TRAVEL” 
il nuovo album del duo jazz
MARCO VEZZOSO e ALESSANDRO COLLINA
interpretato insieme ai musicisti di fama internazionale
TRILOK GURTU e DOMINIQUE DI PIAZZA
in uscita il 15 ottobre
 
Da oggi, giovedì 7 ottobre, è online su YouTube il video di “Breathing Istanbul”, brano di apertura di “Travel”, il nuovo album del duo jazz MARCO VEZZOSO e ALESSANDRO COLLINA, interpretato insieme ai musicisti internazionali TRILOK GURTU e DOMINIQUE DI PIAZZA, in uscita il 15 ottobre in tutti i negozi e negli store digitali (Incipit/ Egea Music). Il videoclip, visibile al seguente link https://youtu.be/u0eBHd_VK00, è stato realizzato con riprese tratte dal backstage dell’album. Immagini per rivivere i momenti più belli dell’incontro artistico in studio di registrazione dei quattro musicisti. “Breathing Istanbul” è una ballata che prepara e guida l’ascoltatore lungo un viaggio tra i brani dell’intero album. Una composizione che ricrea il vento che soffia quasi incessantemente su una porzione di mare con le sembianze di un fiume che divide la città e lega l’Europa all’Asia. Un miscuglio cosmopolita che coinvolge e affascina da secoli. La città di Istanbul riflette bene la mescolanza di generi e di esperienze che i quattro artisti hanno condiviso in questo progetto, nel quale la musica lascia ampio spazio allo spettro sonoro di ognuno e permette loro di esprimersi al meglio. “Travel” raccoglie brani originali scritti a quattro mani dal trombettista Marco Vezzoso e dal pianista Alessandro Collina. Le composizioni sono state poi eseguite dal duo insieme al celebre percussionista Trilok Gurtu, padre della world music, e Dominique Di Piazza, uno dei migliori bassisti al mondo, che si sono ritrovati in studio di registrazione a distanza di 30 anni dalla loro storica tournée mondiale con il chitarrista John McLaughlin. Questa la tracklist di “Travel”: “Breathing Istanbul”, “A Tuk Tuk for Phomn Pehn”, “Oslo No Light”, “Wake Up in Manila”, “Jakarta’s Skyline”, “Moonlight in Prague”, “Canton’s Mood”, “A Foggy Tokyo”. Dominique Di Piazza: «Sono molto felice di aver ritrovato il mio amico Trilok in studio dopo 30 anni dalla nostra ultima esperienza e sembra che il tempo non sia passato. Mi ha fatto molto piacere risuonare con lui in un progetto di musica originale come questo, nel quale la musica lascia spazio allo spettro sonoro di ognuno e permette a noi tutti di esprimersi al meglio. Un grazie speciale a Marco e Alessandro che hanno costruito la musica in modo interessante con un forte potere melodico e armonico. È un piacere aver fatto parte di questo progetto con Marco Vezzoso, che trovo avere un suono di tromba fantastico, e con Alessandro Collina per il suo modo cosi armonioso di suonare il piano». Trilok Gurtu: «Sono felice di far parte di questo progetto con Marco, Alessandro e Dominique. Tra noi c’è stato subito un ottimo feeling in studio di registrazione. In un periodo difficile, come quello che abbiamo trascorso, è stata una vera boccata di ossigeno poter suonare di nuovo live con altri musicisti. “Travel” è un progetto discografico che racchiude musica originale genuina, onesta e innovatrice. Grazie a Marco e Alessandro per essersi presi cura di me con amore e rispetto». Dal loro primo incontro musicale nel 2014, il duo formato dal trombettista piemontese Marco Vezzoso (che dal 2012 vive e insegna oltralpe presso il Conservatorio Nazionale di Nizza) e il pianista jazz ligure Alessandro Collina ha percorso molta strada conquistando fin da subito il Sol Levante.   Hanno all’attivo 5 album, numerosi concerti tra Francia e Italia e diversi tour internazionali. Nel 2015 il primo tour in Giappone, il cui live ad Osaka è stato registrato e pubblicato dall’etichetta giapponese DaVinci. Nel 2017, un lungo tour estivo li porta ad esibirsi in Cambogia, Indonesia e nuovamente in Giappone, con un concerto di chiusura a Tokyo. Negli anni a seguire girano live Indonesia, Malesia, Repubblica Ceca (2018), Norvegia e Cina, dove hanno rappresentato l’Italia al primo Festival Europeo del Jazz a Canton (2019) e Turchia (2020). Nel 2020 pubblicano “Italian Spirit”, un disco che celebra il loro sodalizio artistico cominciato in Giappone e arrivato fino in Cina passando per Cambogia, Indonesia e Malesia. L’album racchiude 11 tra le più belle canzoni degli ultimi 30 anni del secolo scorso, rivisitate in chiave acustica. Da Vasco Rossi a Samuele Bersani passando per Lucio Dalla e i Tiromancino, con arrangiamenti sofisticati e delicati gli artisti offrono una rilettura inaspettata di brani che hanno segnato la musica leggera italiana, creando un ponte generazionale che unisce la musica leggera al jazz. Recentemente il duo, insieme al percussionista Andrea Marchesini, ha presentato il disco dal vivo in collegamento streaming per il pubblico di Tokyo. Sulla scia del successo ottenuto dal live, il 9 luglio la ITI Records (casa discografica di Tampa – USA) ha pubblicato per il mercato degli Stati Uniti e Giappone “Italian Spirit Live in Japan”, attualmente in rotazione su oltre 50 radio statunitensi. L’album è stato recensito dalla prestigiosa rivista jazz DownBeat, aggiudicandosi 3 stelle e mezzo su 5, ed è entrato a far parte delle Charts Americane.
 

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Enzo Favata The Crossing - Salt Way 
Il video e le nuove date estive

Enzo Favata The Crossing, una delle formazioni più attive sulla scena italiana ed internazionale, con Pasquale Mirra al vibrafono e marimba midi, Rosa Brunello al basso, Marco Frattini alla batteria, oltre ad Enzo Favata, fiati, elettronica, tastiere ed arrangiamenti. L’album sarà disponibile a breve in CD ed è un viaggio tra le varie anime del jazz contemporaneo, con uno sguardo sulla tradizione ed uno sulle molte contaminazioni esistenti e possibili. Una raccolta di brani originali, arrangiati a partire da registrazioni live, con inserti di ospiti e nuovi arrangiamenti, che mantengono inalterata l’energia delle registrazioni originali. Nel disco brani come “Roots”, di Ian Carr’s Nucelus, classico della scuola di Canterbury e del jazz rock, e poi ancora “All Names” del compositore giapponese Jun Miyake o “For Turiya”, brano scritto da Charlie Haden e dedicato ad Alice Coltrane. “Salt Way”, il brano dei video, è invece una traccia originale scritta da Enzo Favata e che porta con se ricordi di esperienze e viaggi in Etiopia, lungo la via del sale della Dancalia, esperienze toccanti di incontro e confronto anche con musicisti locali, e con il loro modo unico di approcciarsi a scale e ritmi. Un material approcciato conia passione e il rispetto del musicista che ama viaggiare tra le culture e dialogare con queste. Il video è stato realizzato da Massimo Dasara ed è figlio di una collaborazione che dura da diversi anni tra i due artisti sardi, alla ricerca della perfetta simbiosi tra sensoriale tra musica e video, questi ultimi elaborati in live, “suonati” nel senso letterale del termine. "Il filo comune tra i due universi è la visione psichedelica della performance live, intesa naturalmente come viaggi della Psiche attraverso i sensi”, come ama ricordare il video maker. In questo video, attraverso tecniche di compositing, chroma Key, animazione e naturalmente sulle suggestioni carovanesche delle immagini della via del sale, si ricreano le atmosfere e le suggestioni dei concerti.

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GIOVANNI AMIGHETTI e LUCA NOBIS
ONLINE I VIDEO DI
“Il primo respiro del giorno”,  “Li Darà”, “Semiramide”

I TRE BRANI CHE ANTICIPANO IL DISCO DI PROSSIMA USCITA “PLAY@ESAGONO VOL.1”

Da oggi, mercoledì 8 settembre, sono online i video di “IL PRIMO RESPIRO DEL GIORNO”, “LI DARÀ” e “SEMIRAMIDE”, i tre brani che anticipano il disco di prossima uscita “PLAY@ESAGONO vol.1”  del produttore e compositore world music Giovanni Amighetti e di Luca Nobis, chitarrista, compositore, Direttore didattico e Responsabile del Dipartimento di Chitarra del CPM Music Institute. I video, realizzati dal regista Luca Fabbri, sono visibili presso il canale Youtube di Esagono Dischi: https://bit.ly/3BPCFHF. “PLAY@ESAGONO vol.1”, disco di musica strumentale contemporanea ad opera di Giovanni Amighetti e Luca Nobis, nasce sull’onda degli “Incontri sul palco” che hanno scandito l’Ahymè Festival e prosegue sulla scia di composizioni nate a partire dall’interazione spontanea e naturale tra i musicisti. Mediante la realizzazione dei video ad opera di Luca Fabbri, si è scelto di voler catturare e fissare nel tempo l’atto attraverso il quale i musicisti coinvolti danno vita a composizioni inedite senza spartiture o prove pregresse. A proposito dei video, che presentano alcuni dei principali ospiti del disco, il poliedrico musicista e produttore Giovanni Amighetti ha dichiarato:
“Il primo respiro del giorno” (Amighetti - Nobis): «Questo brano dimostra quanto creare il brano direttamente in studio in pochi minuti portasse ad una tensione emotiva maggiore e quindi ad un risultato espressivo che troviamo poco nella musica registrata e pochissimo in quella composta precedentemente e quindi 'messa in bella'.  È un sorta di manifesto per l’album stesso e dei possibili risultati di questo approccio compositivo del quale andiamo molto fieri»
"Li Darà" (Amighetti, Petit Solo Djabate, Valerio Combass): «Li Darà nasce da un’improvvisazione di Petit Solo sul balafon, dal mio intervento e dal basso vitale aggiunto da Valerio Combass. Petit è eccezionale sul balafon, io ho tenuto un approccio ambient volutamente occidentale e Valerio aggiunge quella tessitura energetica che completa il brano».
Riguardo il brano “Semiramide" (Amighetti, Tassinari): «Ok ammetto che qui una prima idea era di dimostrare quanto un musicista di liscio in realtà spaccasse in qualsiasi ambito. Si tratta di un brano quasi di avanguardia contemporanea, con il pianoforte che passa attraverso un valvolare da chitarra ed una sessione finale da lasciare letteralmente senza fiato».
“PLAY@ESAGONO vol.1” è un disco che nasce con lo scopo di rendere in maniera visiva, oltre che sonora, la sinergia che si crea in studio di registrazione una volta che i musicisti, a partire da un’improvvisazione, fanno scaturire composizioni inedite. “PLAY@ESAGONO vol.1” è un prodotto fruibile anche visivamente in quanto i video rappresentano uno strumento propedeutico alla comprensione di quel clima di interazione sociale che dà vita a composizioni figlie delle influenze portate da ciascun musicista. Il disco “PLAY@ESAGONO vol.1” vanta la partecipazione di: Jeff Coffin (Dave Matthews Band), Petit Solo Djabate, Fiorenzo Tassinari (Extraliscio), Moreno “il biondo” Conficconi (Extraliscio), Giulia Chiapponi, Valerio “Combass” Bruno e Angela Benelli.
Giovanni Amighetti è un musicista e produttore emiliano. Inizia la sua carriera all’inizio degli anni ’90 con l’etichetta Realworld. Realizza produzioni live e in studio soprattutto con artisti internazionali come Mari Boine, Ayub Ogada, Terem Quartet, Fred Frith, Jeff Coffin della Dave Matthews Band, Wu Fei, David Rhodes. Nel 1998 suona con Ayub Ogada a Roma davanti a 500.000 persone per la FAO. Compone con Guo Yue e Shan Qi il brano “Avalon” che diviene sigla per la BBC4.
 Luca Nobis è chitarrista, compositore, Direttore didattico e Responsabile del Dipartimento di Chitarra del CPM Music Institute di Milano. La sua attività concertistica si svolge in Italia e all’estero, come solista, in duo ed in formazioni più ampie. Partecipa anche a trasmissioni televisive in RAI e a svariati eventi di carattere culturale. Ha collaborato alla realizzazione di diversi album di musica classica contemporanea e ha suonato con artisti appartenenti alla sfera pop come Antonella Ruggiero.

 
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IL MURO DEL CANTO
CONTROVENTO

Controvento è il primo singolo del quinto disco in studio, in uscita nel 2022, de Il Muro del Canto. La band presenta un'innovazione stilistica musicale che mostra comunque di aver radici forti nelle sonorità tipiche dei quattro dischi precedenti. Il brano è una rivendicazione della libertà quanto mai viva oggi e un'accusa al mutismo della cultura e dei media rispetto alle lotte degli ultimi. Il Muro del Canto sono Daniele Coccia Paifelman (voce), Alessandro Pieravanti (voce narrante e batteria), Eric Caldironi (chitarra acustica), Ludovico Lamarra (basso elettrico), Franco Pietropaoli (chitarra elettrica) e Alessandro Marinelli (fisarmonica). Dal suono ruvido ed intenso, il gruppo unisce modernità e tradizione in un’autentica voce popolare senza tempo. Il loro ultimo album “L’Amore mio non more”, ottimamente recensito dalla critica, è stato portato a lungo in tour in tutta la penisola, ampliando il nutrito pubblico che da anni segue le performance della band. 

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H.E.R. 
Il mondo non cambia mai (club remix) 
Il videoclip del nuovo singolo della cantautrice violinista H.E.R.
 
E’ disponibile da oggi il videoclip del nuovo singolo della cantautrice violinista Erma Pia Castriota in arte H.E.R.Vero e proprio inno contro il razzismo che si oppone agli slogan del respingimento: " io con quelli come me, tu con quelli come te, loro con quelli come voi e il mondo non cambia mai" recita infatti il brano.  Fotografia spietata del coraggio di tutte quelle vite estreme che, fuori dal coro, lottano doppiamente per avere un risultato rischiando tutti i giorni: " ...perché le cose che più combattiamo sono poi quelle che vanno lontano... ".  La versione "Club remix " del 2021, curata dai producers Giovanni La Tosa & Manuel Cascone per Joseba Publishing con la direzione artistica di Gianni Testa impreziosisce il brano mettendo in  evidenza la musicalità e il ritmo del testo ridandone una nuova chiave di lettura più "Extended" tra suoni "Deep" e "Tribal". Il videoclip per la regia e produzione di Mauro Fiorin è invece un documentario vero e proprio sulla campagna antirazzista iniziata il 17 maggio del 2020 (giornata mondiale contro l’omotransfobia) alla quale aderirono vari personaggi dello spettacolo come  Alda D'eusanio, Eva Robin’s, Imma Battaglia, Eva Grimaldi, Andy (Bluvertigo), Vittorio De Scalzi, Savino Zaba, Ivan Cattaneo, Amalia Gre', Pietra Montecorvino Vladimir Luxuria e tanti altri....che declamarono il famoso slogan " io con quelli come me, tu con quelli come te.... "  Nel video sono incluse anche tantissime foto di amici raccolte grazie ad un’iniziativa nata quest'anno sui social per testimoniare il personale modo di intendere "la libertà di essere" di ciascuno, sempre all’insegna dell’inclusività e del dialogo tra il mondo LGBTQA+ e  "gli altri"    Dice H.E.R.:  «Nel giro di pochi anni il mondo è cambiato: è bello ed emozionante oggi vedere foto di unioni omosessuali con quelle di coppie etero con bambini...fino a pochi anni fa sarebbe stato impensabile !... »  

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AMOREAMARO
Da mercoledì 21 luglio su youtube il documentario di Maria Mazzotta - prodotto da Zero Nove Nove nella programmazione Puglia Sounds Producers - che racconta il suo album d'esordio solista "Amoreamaro" e svela in anteprima il nuovo progetto per il 2022

Prodotto da Zero Nove Nove nella Programmazione Puglia Sounds Producers 2020/2021 della Regione Puglia (FSC 2014/2020 Patto per la Puglia - Investiamo nel vostro futuro), mercoledì 21 luglio alle 12:30 su YouTube sarà disponibile "Amoreamaro", documentario con cui Maria Mazzotta racconta il suo album d'esordio solista e svela in anteprima il nuovo progetto live che la vedrà protagonista nel 2022. Diretto da Gabriele Vitali con il direttore della fotografia Giorgio Gabe e il cameraman Teseo Quarta, la performance rappresenta il punto di unione tra l'album "Amoreamaro" pubblicato nel gennaio 2020, e la direzione artistica intrapresa da Maria Mazzotta per la scrittura del nuovo lavoro discografico che vedrà la luce il prossimo anno. Una performance di congiunzione tra la ricerca della semplicità di "Amoreamaro" con arrangiamenti pensati e scritti per duo voce e fisarmonica, e la ricerca di un suono più completo e avvolgente grazie all'utilizzo di percussioni etniche, chitarra elettrica e suoni elettronici. Oltre al virtuoso fisarmonicista Vince Abbracciante, che accompagna Maria Mazzotta in un tour europeo che da luglio li vedrà esibirsi in più di 50 concerti in più di 15 Paesi d'Europa, la performance vede la partecipazione di Cristiano Della Monica ed Ernesto Nobili, rispettivamente percussionista e chitarrista, entrambe coinvolti nel nuovo progetto in veste anche di producers.  Maria Mazzotta racconta di come la scelta dei brani sia avvenuta in maniera naturale: "sono loro a scegliere me e non io a scegliere loro; quando cantando un brano riesco ad emozionarmi in maniera tale da riuscire a raccontare la mia storia e non quella di qualcun altro, quando quindi sento questo brano cucitomi addosso allora sì, quello è il brano giusto". Così nel documentario si può assistere al live di "Nu me lassare" e "Amoreamaro", i due brani inediti contenuti nell'album, due brani che rappresentano la sintesi di questa riflessione sull'amore. Oltre a questi poi "La fortuna","Matonna te lu mare" ed un inedito scioglilingua, sono il risultato di una residenza artistica creativa,  brani mai suonati in pubblico che rappresentano un'anticipazione del nuovo lavoro. "Questo viaggio è cominciato con Amoreamaro e ci sta portando in altre direzioni alla ricerca di nuovi spazi e di nuovi suoni. Questo avviene non solo grazie ai musicisti che sono con me sul palco ma anche grazie a un team di lavoro, tutti coloro che operano dietro le quinte, che sin primi passi, dai primi momenti mi hanno supportato, continuano a farlo e con i quali sento che stiamo creando qualcosa di magico, una grandissima e bellissima squadra". Così durante il documentario Maria Mazzotta ha voluto dare voce, oltre ai musicisti con cui condivide il palcoscenico, anche ad alcuni dei protagonisti del dietro le quinte: Giulio Rugge, fotografo e grafico che da anni segue i lavori della cantante; Simone Lomartire, autore dell'illustrazione in copertina; Guglielmo Dimidri, ingegnere del suono che ha curato registrazione, mix e mastering dell'album e anche dello stesso documentario. In collaborazione con il Comune di Lecce e su concessione del MIC - Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi e Lecce - il documentario è stato girato presso le Mura Urbiche di Lecce, la città che ha visto nascere e crescere Maria Mazzotta, mentre parte delle interviste sono state riprese al Palazzo Filomarini in Cutrofiano. "Amoreamaro" è un'intensa e appassionata riflessione, da un punto di vista femminile, sui vari volti dell'amore: da quello grande, disperato e tenerissimo a quello malato, possessivo e abusato. Maria Mazzotta è una delle personalità musicali tra le più emblematiche del Sud Italia; già nel Canzoniere Grecanico Salentino, dopo autrice di 2 album in duo con Redi Hasa, la Mazzotta è arrivata ad essere una delle voci più apprezzate del panorama della world music europea. Dieci brani in tutto, di cui due inediti, che attraversano senza timore tutte le emozioni che questo sentimento può suscitare, trovando nel canto, come da tradizione popolare, la catarsi, la consolazione, la forza e la "cura".  Si va dagli stornelli ai brani di tradizione riarrangiati ed arricchiti con nuove sonorità e parole, sino alle pietre miliari che hanno lastricato la strada della grande canzone Italiana come "Lu pisci Spada" di Domenico Modugno, "Tu non mi piaci più" portata al successo da Gabriella Ferri e "Rosa canta e cunta" della grande cantautrice siciliana Rosa Balistreri. Ma il cuore del disco alberga nei due inediti in lingua salentina: "Nu me lassare", una dolorosa ballata d'amore, un'invocazione a chi non c'è più, e la title track "Amoreamaro", una pizzica, tradizionalmente ritmo risanatore per le "tarantolate", che idealmente si prefigge di guarire un mondo malato. L'album pubblicato il 10 gennaio 2020 da Agualoca Records, ha ottenuto un grande riscontro dal pubblico e dalla critica musicale. Il 2020 ha visto Maria Mazzotta tra i cinque finalisti delle Targhe Tenco nella sezione "Interprete di canzoni"; si classifica al nr.8 (tra 708 nominati) tra i migliori dischi dell'anno nella World Music Chart Europe e al nr.9 della Transglobal World Music Chart, charts internazionali stilate da esperti giornalisti di settore; finalista al Premio Parodi dove riceve la sezione della giuria internazionale; si classifica al terzo posto al Premio Nazionale Città di Loano, il più prestigioso riconoscimento per la musica di tradizione in Italia, assegnato ogni anno alla migliore produzione musicale di ambito folk da una giuria composta da oltre cinquanta giornalisti specializzati e studiosi; selezionata per lo showcase all'International Kulturbörse di Friburgo (Germania) e alla Fira Mediterrania de Manresa (Spagna); finalista per il Preis der Deutschen Schallplatten Kritik (Germania) e per il FolkHerbst (Germania, novembre 2021); riceve il Premio Vincenza Magnolo.

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MASCARIMIRI'
 PIZZICA DI SAN MAROCCO 
 ESCE IL NUOVO VIDEOCLIP 
Una festa di suoni, la festa che ci manca da anni, la gente, le luminarie, lu scapece, i mustazzoli, le nuceddhe... Una comunità nella comunità, gli occhi di un ragazzo di 10 anni che guarda tutto questo, ma da grande pensa e ripensa la sua appartenenza: Il Salento e il Marocco - la sua casa. Video ideato e realizzato da Kasia Kurdziel | by_kashu https://www.instagram.com/by_kashu/ Pizzica di San MaRocco, secondo singolo di Elettro Mascarimirì, album prodotto da Claudio “Cavallo“ Giagnotti, ARRA Produzioni Mediterranee per ItalySona https://www.italysona.com/ con il sostegno di Puglia Sounds Records programmazione 2020\2021 REGIONE PUGLIA - FCS 2014\2020 - Patto per la Puglia - Investiamo nel vostro futuro. 

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MARTIX Ft. NANDU POPU (Sud Sound System)
Il nuovo video è L’isola dei soldi

L’isola dei soldi è il nuovo video del cantautore ticinese Martix, con Nandu Popu dei Sud Sound System.  Il brano è già in rotazione radiofonica e disponibile su tutte le piattaforme digitali. Edito dalla label bolognese Fuzz Records. Il brano esprime tutta la voglia di ripartenza dopo il duro periodo che abbiamo vissuto, con una critica al sistema capitalista. «Ho bisogno di raccontare la mia visione post covid» racconta Martix, «ma non solo. La mia insofferenza nei confronti del sistema guidato dal dio denaro si è acuita e l’ho riversata tutta nella canzone. Credo che nonostante tutto sia un dovere alzare la voce contro questo immenso silenzio assordante. In Occidente ci sono troppi personaggi affamati di soldi e di visibilità, disposti a calpestare qualsiasi diritto in nome della ricchezza». È anche entusiasta della collaborazione con Nandu Popu. « Con l’eleganza del suo dialetto salentino ha omaggiato questa canzone, le ha donato un velo di speranza e leggerezza, sono proprio contento di questo risultato». Martix, all’anagrafe Martin Avena, nasce a Winterthur, Svizzera. Il suo approccio alla musica comincia a metà degli anni ‘80 dilettandosi come dj e a partire dagli anni ‘90 comincia a scrivere canzoni. Ha un’esperienza radiofonica in una radio privata ticinese; in quel periodo incontra i producer Riccardo Rinaldi e Gaetano Pellino: da questa amicizia nascono le fondamenta del suo primo album Tutte le strade portano al mare (2016). Sono seguiti i singoli Love of the common peolple (2018), Palma (2019), Bienvenido a Palma e Le rose (2020).

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Arbitri Elegantiae, il video dell’ultimo singolo

Gli Arbitri Elegantae sono una band pop-folk di Senigallia (AN) e hanno all’attivo due album autoprodotti: …prese le lettere e partì… (2012) e Canto da un pezzo di storia (2015), uno spettacolo di teatro-canzone, La storia del postino che cercò Babbo Natale (2013), una colonna sonora (2016),  ed alcuni videoclip. La band ha partecipato a Folkest, Montesole music contest e Ferrara Buskers Festival e attualmente sta registrando un nuovo album, che uscirà nel 2022. Il primo singolo di questo disco si intitola Terragobba, è uscito su tutte le piattaforme streaming il 15 agosto e ora ha un video, girato da Lorenzo Cicconi Massi. Terragobba è il soprannome di Giovanni Mancinelli, un anarchico di Monte Porzio, in provincia di Ancona, vissuto a cavallo tra Otto e Novecento, che era solito bighellonare nelle campagne marchigiane. Quest’uomo aveva la strana abitudine di gettare manciate di sale per strada. A chi gli chiedeva perché lo facesse, Terragobba rispondeva: "perché la gente è sciapa!".

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EDOARDO DE ANGELIS
LELLA
Il videoclip da oggi online
 Nun lo di’ a nessuno … Tiettelo pe’ te!

A cinquant’anni dalla sua prima pubblicazione, si contano a centinaia le versioni dal vivo dello storico brano che vinse la censura. Decine di artisti, cantanti, attori, in tanti l'hanno cantata. Finanche De Rossi e la nazionale italiana di calcio festante negli spogliatoi di un post partita. Per la prima volta in 50 anni arriva adesso, per questa ballata popolare nella sua versione 2021, anche il videoclip grazie alla nuova versione contenuta nell’album Io volevo sognare più forte (Il Cantautore Necessario-Egea Music, CD, 2021). L’atmosfera pasoliniana viene accentuata dal tono scuro e vibrante di arrangiamento e interpretazione di questa nuova versione. La storia cruda, la confessione in prima persona di quello che oggi si chiamerebbe un femminicidio, deve far riflettere su quanti tragici danni abbia compiuto nel tempo la violenza di ogni tipo, fisica o psicologica, usata alle donne: un “male” per il quale dobbiamo tutti, senza distinzione, sentirci colpevoli e metterci in discussione. Premiere alle ore 17 del 15 luglio 2021 sul canale youtube ufficiale di Edoardo De Angelis.
Edoardo De Angelis
 
Le immagini sono tratte dal pluripremiato cortometraggio "Lella" del regista Michele Capuano, che ha come protagonisti Barbara Chichiarelli, Giacomo Bottoni e Alessandro Bernardini. In concomitanza con la pubblicazione del videoclip il regista e la produzione hanno scelto di rendere pubblico anche il cortometraggio, visibile al link: https://vimeo.com/334122093/8dfc0816f6. Le riprese del videoclip di Edoardo De Angelis in sala di registrazione sono di Claudia Nanni. La studio è il Millenium Audio Recording, dove è stato registrato l’album durante vari mesi del 2020. Il montaggio è stato curato da Michele Capuano insieme a Gianluca Conca, montatore anche del cortometraggio.

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“REDENZIONE”
IL NUOVO SINGOLO E VIDEO DI MASSIMO PRIVIERO
(Etichetta: Alabianca – Distribuzione: Warner Music Italia)
 
Oggi venerdì 10 settembre esce “Redenzione” il nuovo singolo e video del cantante e autore MASSIMO PRIVIERO. Si tratta del primo estratto che anticipa “Essenziale”, il suo quindicesimo album, in uscita il prossimo 1 ottobre.
MASSIMO PRIVIERO PARLA DI “REDENZIONE”: “Nella primavera 2020 mi ritrovai (come gran parte del mondo) forzatamente chiuso in casa. Scrivere e comporre era quanto di più naturale potesse accadere. Allo stesso modo, chiaro che hai tanto tempo per riflettere e per guardare dentro di te. Così te ne vai a cercare quasi in modo naturale anche i tuoi inizi. Ti rivedi. Facilmente ritrovai il ragazzo che ero tanti anni fa. La mia stanza in una casa in faccia al mare, i suoni che giravano in testa. Vero che da ragazzino ho tanto amato il primo Dylan e “Redenzione” è felicemente nella mia testa debitrice di questo. Il portamento, la struttura, le visioni contenute sono segnate da quel che  viviamo, ma anche da tanti suoi versi che oggi hanno 60 anni e più. La rabbia, la paura, la denuncia, il bisogno di amore e di purificazione.” Con oltre trent’anni di carriera e migliaia di concerti in Italia ed Europa, “Redenzione” è il primo tassello di un disco intimista e profondo che segna, dopo quattro anni dal precedente lavoro “All’Italia”, il ritorno sulle scene dell’artista veneto di nascita ma milanese di adozione.
 
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LA PIANISTA, CANTANTE E COMPOSITRICE ELGA PAOLI TORNA CON “IN SOGNO (DORMIAMO LA VITA)”
IN ATTESA DEL NUOVO PROGETTO DISCOGRAFICO "SETTEMBRE", PRODOTTO DA KOINÈ BY DODICILUNE, IL BRANO ESCE SU TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI E CON UN VIDEOCLIP SU YOUTUBE

In attesa di "Settembre", terzo progetto discografico in uscita per Koinè by Dodicilune, la pianista, cantante e compositrice Elga Paoli torna con "In sogno (Dormiamo la vita)". Il nuovo singolo, distribuito da martedì 10 agosto su store e piattaforme on line da Believe Digital, è accompagnato da un videoclip disponibile su Youtube realizzato da Ernesto D'Amico. Nel brano, liberamente ispirato e adattato da “Il libro dell'inquietudine" del poeta e scrittore portoghese Fernando Pessoa, Elga Paoli (voce, pianoforte, composizione e arrangiamento) è affiancata da Francesco Puglisi (contrabbasso), Massimo Lamarra (oboe), Umberto Vitiello (voce e pe rcussioni) e Giovanna Famulari (violoncello). L'art work di copertina è di Cesare Maraboschi. «"Tutte le creature che dormono sono nuovamente bambini", scrive Fernando Pessoa (anzi fa scrivere al suo eteronimo Bernardo Soares) attribuendo allo stato del sonno una sacralità che ci rende tutti innocenti, in quanto viviamo in sogno quindi, inconsapevoli. In questo gioco di specchi tra vita e sogno si snodano meravigliose immagini oniriche, paesaggi tra il biancore del sole nascente di albe di notti insonni, di Lisbona», spiega Elga Paoli. «Ed è  appunto dal tema della relazione tra Vita e Sogno, tanto  caro a Pessoa, che prende forma l'idea di questo brano. Alcune frasi de "Il Libro dell'inquietudine", riecheggiavano già in me "fatte canzone", non ho dovuto far altro che appoggiare l e mani sul pianoforte ed iniziare a cantare. Poi ho coinvolto Umberto Vitiello che con la sua interpretazione e i suoi suoni ha apportato una magia speciale intrise di quella particolare saudade portoghese di cui Pessoa fu forse il maggior testimone letterario», prosegue. «Riagganciandomi anche al mio singolo precedente "Settembre" (che come questo sarà inserito nel prossimo album), direi che forse che la nostalgia verso la vita, nelle sue varie sfaccettature  in fondo è il Tema principale di tutto il Progetto tuttavia, io sento nella scrittura di Pessoa, nonostante tratti spesso del dolore del disadattamento dell anima e di una irrisolvibile inquietudine, qualcosa di solare, come una incontenibile spinta verso il vivere. "Non oso guardare le cose. Come continua questo sogno?", si chiede il poeta ne "Il Marinaio". E ce lo chiediamo anche noi. Nel brano ho voluto mantenere un'esposizione piuttosto rarefatta degli strumenti per rendere meglio il senso  di "sospensione ", usandol i un po come colori, come sprazzi di suono, cercando di seguire  anche  il senso del testo, inserendo oltre oltre al piano, al contrabbasso e alle percussioni anche violoncello ed oboe che si alternano e si fondono con delle linee, intorno al tema». Elga Paoli è una cantautrice "anomala", un’artista dal percorso variegato e curioso. Inizia giovanissima ottenendo un contratto con la storica etichetta Rca. Si esibisce a teatro con Pandemonium e Gigi Proietti e, a soli vent’anni, approda al festival di Sanremo. Incide un disco mai uscito in cui si avvale della collaborazione di Roberto Gatto, Maurizio Gianmarco, Danilo Rea. Nel 1994 esce “Colpi di gonna” (Ala Bianca/CGD) dal quale Vincenzo Mollica seleziona “Ultimo ballo” come sigla della trasmissione Prisma in onda su Rai1. Nel corso della su a carriera si è esibita due volte al Premio Tenco, al Festival di Recanati, al Montreux Jazz Festival (come tastierista e vocalist nel gruppo di Tony Esposito), Controcanto e in numerosi locali italiani e internazionali incrociando la propria strada, tra gli altri, con Enrico Pierannunzi, John Taylor, Kenny Werner (in occasione dello stage a Siena Jazz), Stefano Battaglia. Figlia d'arte, il padre pianista e la madre cantante, diplomata in Piano jazz alla “Saint Louis College of music” e al Conservatorio Santa Cecilia di Roma, ha nel cuore la musica di Coltrane, Baker, Evans, Jarrett. Dal 2010 avvia una collaborazione con l’etichetta pugliese Dodicilune con la quale produce due cd di inediti "Profumo di jazz" (2010) e “Il Lato Vulnerabile” (2016) e propone “You don’t know what love is”, brano eseguito in duetto con il sassof onista Gian Piero Lo Piccolo, inserito in “Hunger and love”, doppio cd tributo per i cento anni dalla nascita di Billie Holiday (2015). Nel novembre 2020 è uscito il singolo "Settembre", tempo della riflessione e del ritorno, del ritorno a stessi, ma anche una metafora.

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RUMBA DE BODAS
Esce oggi il nuovo video Rimini Minivan
 
Esce oggi il nuovo video di Rumba de Bodas Rimini Minivan, fuori per la label italotedesca Rubik Media. Il singolo è disponibile su tutte le piattaforme digitali e in rotazione radiofonica. È il secondo brano in italiano della band emiliano-romagnola e si presenta come un tormentone estivo contemporary funk, fedele al sound internazionale che caratterizza i Rumba de Bodas dagli esordi. Pescano elementi dal passato, tra synth anni ’80 e ritmiche anni ’90, con uno sguardo alle più moderne influenze della trap, tra fraseggi ed effetti sulla voce graffiante di Rachel Doe. Rimini Minivan ci mostra due facce della stessa medaglia: da una parte abbiamo sonorità che subito ci fanno pensare alla festa, all’estate, alle luci neon di una gigante disco all’aperto, mentre il testo è autobiografico e mostra l’apatia individuale che accomuna la generazione dei millennials, la paura di restare soli, e al contempo di non sentirsi veramente compresi degli altri, soprattutto in termini di mental health. La testa sembra girare in tondo come un tagadà e quando scendi senti che ti manca la terra sotto i piedi. È la depressione post concerto, la disillusione che ha colpito duramente il mondo del music business, e più in generale la categoria dei lavoratori dello spettacolo, mentre una quotidianità alienante si prende tutte le energie che le servono per alimentarsi in un ciclo che si ripete sempre uguale. È nel ritornello che vediamo uno spiraglio di soluzione a questa condizione depressiva. A volte basta uscire, magari solo per comprare le cartine e ti ritrovi a fare il giro di tutta la città per riempire occhi e testa di immagini e rumori, per sentirsi partecipi della comunità e del luogo che abitiamo. Un grido che sembra dire “io voglio esistere, nonostante tutto”. 

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OBEHI
Online il doppio videoclip dei brani “Mr. Oga” e “Non siamo pesci”: i diritti umani, la Nigeria, il Mediterraneo.
 
È online il doppio videoclip dei brani “Mr. Oga” e “Non siamo pesci” di Chris Obehi - contenuti nell’album d’esordio “Obehi” pubblicato a marzo 2020 (ASCOLTA su SPOTIFY) - diretto da Vincenzo Guerrieri e prodotto da 800A Records e Pank Agency). I diritti umani, la Nigeria e il Mediterraneo sono i temi centrali del doppio videoclip: la prima parte del video, sulle note di “Mr. Oga” (in italiano “Capo”), è dedicata ai soprusi di chi detiene il potere politico o economico, con riferimento all’attuale instabilità in Nigeria e alle proteste dei mesi scorsi contro le violenze dei reparti SARS. La seconda parte del video è dedicata a tutto quello che continua ad accadere ai migranti nel Mediterraneo, vicende che Obehi ha vissuto in prima persona col suo viaggio per arrivare in Italia e che ha raccontato proprio nella canzone “Non siamo pesci”. Questo annuncio anticipa l’arrivo di una serie di nuovi singoli che usciranno a breve per 800A e che saranno contenuti, insieme ad alcune tracce dal primo disco “Obehi”, su un vinile speciale che vedrà la luce a settembre. 


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Khaossia e “Mosaic 3D of life” a Otranto
La nuova opera multimediale disponibile su Youtube

I Khaossia sono tornati nel Salento per registrare, in occasione del Solstizio d'Estate 2021, la loro sesta opera originale, Mosaico, nella versione multimediale Mosaic 3D of life. Location d'eccezione è stata la piazza e la facciata della Cattedrale di Otranto in una magica notte. Le riprese hanno accolto, durante le fasi della registrazione, decine di inconsapevoli spettatori, attratti dalle immagini visionarie e dalla musica live.  Il video integrale dell'opera è visibile gratuitamente su youtube all'indrizzo https://youtu.be/WLbo2nvJSjY. o sul canale youtube dei Khaossia. Mosaic 3D of life è la naturale derivazione visual di Mosaico, un’opera composta dall’ensemble liberamente ispirandosi al capolavoro del monaco Pantaleone realizzato per la Cattedrale di Otranto nel XII secolo. Il progetto multimediale è stato realizzato dall'artista visual 3D Hermes Mangialardo con i Khaossia. Mosaic 3D of life è un'esperienza che unisce musica, teatro, digital art e fruizione immersiva. Il mosaico di Otranto, protagonista di questa performance, prenderà vita attraverso la tecnica del Videomapping 3D. La musica, i testi e le immagini racconteranno alcune storie tratte dall’Albero della Vita, scelte e liberamente interpretate dai Khaossia. Mosaico e Mosaic 3D of Life è patrocinato dall’Università del Salento e in collaborazione con il Comune di Otranto, il Network Alumni Unisalento e su concessione dell’Ufficio Beni Culturali dell'Arcidiocesi di Otranto. Il progetto, inoltre, è stato inserito nella Programmazione Puglia Sounds Producers 2020/2021 REGIONE PUGLIA FSC 2014/2020 Patto per la Puglia – Investiamo nel vostro futuro.

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CANZONIERE GRECANICO SALENTINO
BALLA NINA È IL PRIMO VIDEO DI MERIDIANA: IL POTENTE OMAGGIO ALLA FORZA DELLA VITA
Il nuovo disco in uscita in cd e vinile dal 29 giugno per Ponderosa con il sostegno di Puglia Sounds.

In uno dei paradisi del Salento - nella splendida scenografia del Parco Naturale di Porto Selvaggio - passato, presente e futuro si incontrano, esistono allo stesso tempo. Tre persone, tre piani temporali diversi, legati da un filo indissolubile. Chi non c'è più incontra chi non c'è ancora. Il dolore dell'assenza sfocia nell'esplosione vitale della presenza. Balla Nina, vivi! Balla Nina è il primo video di Meridiana (qui su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=6TOqRBFaiqc), il potente inno a vivere con cui si presenta il nuovo album del Canzoniere Grecanico Salentino. Coprodotto da Mauro Durante e Justin Adams per Ponderosa Music&Art con il sostegno di Puglia Sounds Record, il disco esce in cd e vinile da martedì 29 giugno non a caso nel giorno di San Paolo, il Santo protettore delle tarantate. La clip è un vero e proprio corto cinematografico, realizzato con la produzione di Scirocco Films grazie alla geniale regia di Gabriele Surdo, che ha già firmato per il CGG i video di Taranta e We're All In The Same Dance. Film maker che vanta al suo attivo riconoscimenti dalle maggiori manifestazioni internazionali, Surdo è stato premiato ai David di Donatello, Miami Fashion Film Festival, London Fashion Film Festival, Berlin Music Video Awards, Pivi, MTV New Generation. Primo singolo estratto e prima traccia dell’album, Balla Nina apre la strada al nuovo progetto con un beat potente e deciso e affronta il tema del tempo - chiave di lettura del disco - mettendoci subito di fronte all’orologio della vita: quella che finisce e quella che nasce, unite nella stessa danza. L’intreccio è scuro, il suono contemporaneo. Tamburo, daf, castagnette, tamburelli di ogni forma e dimensione si uniscono in un ritmo potente. Un synth bass profondo e il violino psichedelico di Mauro Durante fanno da contraltare al canto graffiante e inarrestabile di Giancarlo Paglialunga che si ferma solo per lasciare spazio alla voce luminosa di Alessia Tondo. Il ritornello acquista colore: entrano organetto, tamburelli e battiti di mani per accompagnare la melodia del canto. Sono le luci e le ombre della vita che convivono in Balla Nina: un dialogo intergenerazionale tra chi è alla fine del percorso, stanco ma felice della sua eredità, e i suoi figli e nipoti, che ricevono il suo insegnamento di vita e d’amore tramandandolo a loro volta. Balla Nina è un’affermazione e un imperativo. Nina, balla è il simbolico ed eterno inno a vivere. La canzone è composta da Mauro Durante e Alessia Tondo, che scrive la melodia della strofa da lei cantata. il testo è firmato per la prima volta dalla danzatrice Silvia Perrone. Acclamato “Top of the world” dalla rivista inglese Songlines Magazine, la testata più prestigiosa per la world music, Meridiana è stato salutato come “Un ritorno incontenibile e prorompente” da BBC Radio; "Una lezione su come trasformare una musica locale in un brand globale" da The Guardian mentre per RootsWorld il disco “non è una reinvenzione della tradizione, ma un suo nuovo strato". Un nuovo progetto musicale che ha l’ambizione di condensare le varie anime del CGS in un sound originale, moderno e inconfondibile. Dodici tracce, come sono 12 le ore segnate dalla Meridiana, in cui passato e presente si sovrappongono. Gli ingranaggi del CGS sono: Mauro Durante, Giulio Bianco, Alessia Tondo, Emanuele Licci, Silvia Perrone, Giancarlo Paglialunga, Massimiliano Morabito e il fonico Francesco Aiello. Per Balla Nina synth e sound design sono a cura di Giacomo Greco, il basso è di Valerio Combass degli Apres La Classe Il disco Meridiana e la clip Balla Nina sono realizzate con il sostegno di Puglia Sounds “Programmazione Puglia Sounds Record 2020/2021” - “REGIONE PUGLIA – FSC 2014/2020 – Patto per la Puglia - Investiamo nel vostro futuro”.

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ANTONIO CASTRIGNANO’
“Masseria Boncuri”
feat. Enzo Avitabile
 
Il salentino Antonio Castrignanò torna con un nuovo singolo insieme ad Enzo Avitabile e affronta il tema della mancanza di diritti umani nei luoghi di lavoro
 
Dal 25 giugno è disponibile, su tutte le piattaforme digitali, Masseria Boncuri di Antonio Castrignanò feat Enzo Avitabile, accompagnato da un video clip https://youtu.be/C8hXbZH5T4Q. Masseria Boncuri, in Salento, è uno dei luoghi simbolo della lotta al caporalato e allo sfruttamento nei campi. Nel 2011  è stato teatro di una rivolta organizzata da Yvan Sagnet che ha cambiato un po' le cose ma, purtroppo, le condizioni di lavoro restano le stesse.  In un gioco di sovrapposizioni i volti degli esseri umani sfruttati nelle campagne salentine diventano quelli delle persone sfruttate in tutto il mondo. Il brano, che anticipa l’uscita del disco Babilonia prevista il 24 settembre per Ponderosa Music Records, denuncia la mancanza di dignità nei luoghi di lavoro a prescindere dal colore della pelle o dal luogo di provenienza. A condividere il brano, tra groove e dialetti, Enzo Avitabile, maestro indiscusso della world music mondiale, da sempre impegnato in una ricerca artistica che mescola potenti sonorità a temi forti. “La suggestione del brano è un episodio realmente accaduto che volontariamente non racconto. Diventa però un pretesto per parlare in prima persona come se  fossi un qualsiasi lavoratore che vive quella condizione emotiva e sociale. Molti uomini e donne salentini, a me molto molto vicini, hanno lavorato per anni, decenni e secoli negli stessi campi e nelle stesse condizioni in cui ancora oggi lavorano tante povere anime – il commento di Antonio Castrignanò – Con un groove che attinge alle sonorità del Mediterraneo, tra percussioni e strumenti a corda, che Enzo Avitabile ha impreziosito con la sua poetica e la sua potenza a fiato, ho cercato di raccontare la rabbia, ma anche la forza. L'inerzia quotidiana, l'umiliazione, il ritmo ripetitivo e pesante del lavoro ma anche la voglia di cambiare. Cambiare è possibile, anzi necessario, usando nuove armonie e rallentando il ritmo.  ho immaginato una musica che potesse  intrecciare volti ed esperienze del presente e del passato, raccontare quello che ancora oggi accade nei campi salentini e pugliesi, del mondo intero”. Il video, per la regia di Gianni De Blasi, analizza il fenomeno dello sfruttamento allargando lo sguardo e riflettendo su come, nella società moderna del profitto ad ogni costo, l’individuo sia quotidianamente legato ad una condizione, spesso scomoda, che rappresenta però l’unica alternativa possibile. Una denuncia che punta il dito su come ognuno di noi sia parte di una catena complessa. In un luogo di lavoro indefinito nelle viscere della terra, senza riferimenti geografici o temporali, faticoso, polveroso e asfissiante, i protagonisti lottano per la sopravvivenza “tirando la corda” nella propria direzione ad ogni costo, incuranti di chi dall’altra parte rischia di soffocare, ma anche della possibilità di soffocarsi. Allentare la corda sembra essere una buona soluzione per ridare vita e dignità all’uomo e al lavoro.

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JAMES SENESE NAPOLI CENTRALE
“JAMES IS BACK”
(Etichetta ALA BIANCA – Distribuzione WARNER MUSIC ITALIA)
 
Esce oggi il video di “James is Back”, brano che dà il titolo al ventunesimo disco di JAMES SENESE NAPOLI CENTRALE, appena uscito. Il sassofonista partenopeo, classe 1945, è da oltre cinquant’anni sulla scena divenendo un’icona artistica che, dall’alto dei suoi 76 anni, è ancora un punto di riferimento per le nuove generazioni musicali che vogliono urgenza espressiva e zero compromessi.  In mezzo secolo di carriera Senese ha attraversato generi, epoche, mode, senza lasciarsi mai corrompere in nome del mercato. I suoi numi tutelari sono Miles Davis e John Coltrane. La sua granitica coerenza artistica e intellettuale sono famose come il suono del suo sax.  Passando per i seminali Showmen con Mario Musella, i Napoli Centrale (tuttora la formazione che lo identifica), le collaborazioni con l’indimenticabile l’amico Pino Daniele ma anche il sodalizio artistico e fraterno che lo ha legato a Franco Del Prete, James Senese ha suonato e cantato i vinti, quelli che non hanno mai avuto voce. Lui gliel’ha data, con l’energia e la rabbia del suo sax e della sua voce, che hanno contraddistinto la sua produzione, fatta di coraggio e determinazione: quella di un “Nero a metà. Sul nuovo disco James Senese afferma: "Nella società attuale è diventato molto difficile far prevalere il bene sul male e ancora più complesso è parlare alle persone per cercare di far capire loro quella che per me è la strada giusta, quella dei sentimenti. Ogni persona ha un proprio Credo, non siamo tutti uguali e ognuno costruisce il proprio mondo in modo differente ma uno dei problemi principali è che vi sono persone che hanno velleità dominanti.  Per realizzare questo lavoro discografico ho guardato un pò dappertutto, per trovare una voce comune che potesse entrare nel cuore della gente. E’ un disco molto sofferto ma pieno d’amore. Ed è proprio l’Amore quello che io cerco in ogni momento della mia vita e della mia arte. Il lavoro che ho fatto è stato di cercare un unico suono: quello della verità, il mio essere nero e bianco… per potermi ritrovare, e rintracciare la mia identità. Ci sono alcuni dei nuovi brani che amo particolarmente, come Je Sone, scelto come primo singolo, la title-track James is back, L’America, O meglio amico mio, Jesce fore. Queste canzoni mi danno una carica  emozionale notevole, per me rappresentano il presente ma anche il futuro. Sembrano canzoni ma vanno oltre; sono lo specchio della mia vita.  In questi brani si sente il soffio del mio cuore".

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FEDERICO SIRIANNI
La ballata dell'acqua
"La ballata dell'acqua" è il primo singolo estratto dal viaggio in mare di “Maqroll”, un concept album, un libro e uno spettacolo pubblicato il 21 giugnocon la produzione artistica di Raffaele Rebaudengo e FiloQ

Il capitano Achab era accecato dal pensiero di Moby Dick. Non esisteva altra ragione di vita al mondo e, proprio da questa ossessione, prende spunto “La ballata dell’acqua”, una canzone intrisa di pensieri persistenti che assillano l’animo umano.  L’acqua, parola che viene reiterata in continuazione, appunto quasi ossessivamente, si carica di una connotazione ostile e crudele che complotta contro la possibilità stessa di fermare l’ossessione. «Per realizzare il video desideravo qualcosa che trasportasse tutto questo al mio mondo, ai miei luoghi di riferimento. Sono  cresciuto in un luogo in cui il mare è parte fondamentale del paesaggio e dell’uomo e a quel mare volevo rendere omaggio: perciò mi sono recato alla Cineteca dell'Archivio Storico della Fondazione Ansaldo di Genova e ho chiesto loro di aiutarmi. Ho passato una giornata intera a scoprire racconti del mare che non potevo immaginare, documenti e diari di bordo di straordinaria bellezza, immagini inedite nella ricchissima cineteca e così abbiamo scelto di accompagnare la canzone con la cronaca di una vacanza sul Piroscafo Roma datata ai primi anni Trenta del Novecento. Nelle immagini in bianco e nero montate da Andrea T, mi intrigava la possibilità di creare un netto contrasto fra l’allegria e la spensieratezza degli ospiti che si godono la crociera e il racconto del brano, decisamente più teso e sospeso. Proprio questo, credo, dà la misura di quanto pesano le ossessioni. Quando ne sei vittima ogni momento non è più libero di essere vissuto, ma costretto al ruolo di un’attesa. Qualcosa di terribile sta per accadere, ma se accadrà o meno non è dato saperlo». Federico Sirianni

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D E S / A R I A
Un violino che danza tra il Sud Africa e l'Australia

Il violinista e compositore Luca Ciarla e la Violipiano Music sono lieti di presentare una nuova collaborazione internazionale con la Darkroom Contemporary, straordinaria compagnia di danza contemporanea d Capt Town fondata dalla coreografa sudafricana Louise Coetzer. Insieme hanno ideato e realizzato Des/Aria, un affascinante video di danza contemporanea girato da Oscar O’Ryan in Sudafrica, protagonista la danzatrice Tania Mteto. Il brano musicale, dal titolo omonimo, sarà disponibile in tutti gli store digitali dal 18 giugno, distribuito da The Orchard / Sony Music. L’ideazione e la registrazione del brano hanno avuto una gestazione inusuale che raggiunge virtualmente anche l’Australia. Lo scorso anno Luca Ciarla è stato nuovamente invitato dal Melbourne Jazz Festival, questa volta per un concerto online vista l’impossibilità di viaggiare. Con il supporto dell’Istituto Italiano di Cultura di Melbourne, Luca ha presentato la sua solOrkestra, un originale progetto in solo nel quale l’alchimista del violino crea musica con un pedale loop, la sua voce, un pianoforte a coda e un uso sapiente dell’elettronica. Des/Aria fu uno dei brani in scaletta, frutto di un’improvvisazione totale, una creazione estemporanea dalla prima all’ultima nota, anche nella forma musicale. “Sono stato catturato da un semplice ostinato suonato al pianoforte e poi ho seguito solo l’istinto”. Luca Ciarla aggiunge: “ho subito immaginato un futuro per quel brano, un’evoluzione in movimento, e ho pensato di farlo ascoltare a Louise. A lei è piaciuto molto e così è nato Des/Aria”. Nel 2018 entrambi gli artisti si esibirono a Johannesburg al The Center for the Less Good Idea, straordinario spazio creativo fondato dal'icona mondiale dell’arti visive William Kentridge.

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All I haven’t said”, i sogni segreti della musica al tempo della pandemia 
nel singolo di Antonio Alemanno Ensemble
Il videoclip, online da martedì 15 giugno, anticipa l’album “Sea stories”, AnimaMundi in uscita il prossimo 15 luglio
 
E' online da martedì 15 giugno 2021 “All I haven’t said”, il videoclip del singolo che anticipa l’uscita dell’album “Sea stories” di Antonio Alemanno Ensemble, prodotto da AnimaMundi e sostenuto da Puglia Sounds nell’ambito della programmazione Puglia Sounds Records 2020/2021. Un viaggio onirico attraverso un “Mediterraneo interiore”, quello per il quale salpa la formazione pugliese guidata dal musicista polistrumentista Antonio Alemanno (contrabbasso, oud, violoncello, charango) e composta da Emanuele Coluccia (clarinetto, sax soprano), Giovanni Chirico (sax baritono, alto e soprano), Rocco Nigro (accordion), Vito De Lorenzi (percussioni), Gianpaolo Saracino (violino e viola), Claudia Fiore (violoncello) con la partecipazione di diversi ospiti speciali. In questa prima tappa, il viaggio conduce a ritroso verso le profondità del sogno, nel porto nascosto dove attraccano domande e desideri. Seguendo il fil rouge sperimentale e ibrido del disco, “All I haven’t said” (che vede la partecipazione speciale di Valerio Daniele alla chitarra) unisce tecniche e ritmi presi in prestito ai tamburi a cornice, melodie e suoni dell’oud, le suggestioni delle sonorità orientali innestate in quelle occidentali in un lavoro di esplorazione che sonda, e sfida, le potenzialità del contrabbasso. Un immaginario di musiche lontane, ritmi di danza che si muovono tra il Perù e il Medio Oriente, intriganti melodie che si intrecciano libere e imprevedibili.  Il videoclip, visibile online sul canale Youtube di AnimaMundi, è scritto e diretto da Marco Rossi, prodotto da AnimaMundi e Mad Dog Studio e realizzato in collaborazione con Arts Promotion Centre Finland. Vede la formazione esibirsi su un insolito palcoscenico, sospeso tra realtà e sogno, apparizioni e sparizioni, attraversato dai gesti della danzatrice Celine Werkhoven che con la tecnica del “freeze” restano impressi nello spazio come segni, solchi o pennellate tracciati dal movimento dell’arte, parte necessaria ed essenziale di ogni cultura. «La cosa buffa di questo brano è che parte delle melodie mi sono state rivelate durante un sogno – spiega Antonio Alemanno - e riflette emozioni, passioni e pensieri di un periodo particolarmente nomade, nel quale alle mie personali esplorazioni e sperimentazioni si è aggiunto il tempo inatteso e inedito della pandemia. Il videoclip racconta proprio la situazione che molti artisti hanno dovuto affrontare durante il lockdown: la solitudine, le inevitabili difficoltà economiche, la voglia irrefrenabile di tornare sul palco e di condividere le note con chi ama e segue la musica: il sogno più grande. Il palco, quindi, come luogo elettivo in cui potersi esprimere, percorrere quel ponte che lega musicista e pubblico: senza un pubblico che ascolta e partecipa all’emozione, la musica resta solo un “tutto ciò che non detto”, come recita il titolo del brano». 

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