Videoclip: Le novità

Una raccolta dei principali videoclip in uscita, selezionata da Blogfoolk

“CANTERRANTE”
il nuovo video di Stefano Saletti & Banda Ikona
Feat. Lucilla Galeazzi e Riccardo Tesi

Esce oggi, venerdì 7 maggio, “Canterrante”, il nuovo video di Stefano Saletti & Banda Ikona, tratto dall’omonimo brano contenuto nel nuovo disco “Mediterraneo Ostinato” pubblicato lo scorso 20 marzo.
Il video, girato al Teatro Villa Pamphilj a Roma, è stato realizzato dagli Artigiani Digitali (Paolo Damiani e Laura Di Pietro), e vede, insieme a Saletti, due protagonisti assoluti della musica popolare italiana e internazionale come Lucilla Galeazzi e Riccardo Tesi. Stefano Saletti ci racconta le suggestioni, emerse dalla lettura di alcuni versi di Pasolini, che l'hanno ispirato per la composizione del brano: “Sono partito da alcuni versi di Pier Paolo Pasolini per scrivere "Canterrante". Perché Pasolini, con la sua preveggenza, già negli anni ‘60 aveva raccontato il fenomeno della migrazione e della spaccatura profonda tra le due sponde del Mediterraneo: "Alì dagli Occhi Azzurri uno dei tanti figli di figli, scenderà da Algeri, su navi a vela e a remi. Saranno con lui migliaia di uomini coi corpicini e gli occhi di poveri cani dei padri sulle barche varate nei Regni della Fame". E ho immaginato Alì o i tanti Alì impauriti nella notte nera, mentre attraversano il mare, circondati dal rumore maestoso delle onde, aggrappati alla luce della luna come una piccola fiaccola di speranza. Il brano è cantato da Lucilla Galeazzi, una delle voci più intense della musica popolare italiana, la considero la nostra Amalia Rodrigues, e vede la partecipazione di musicisti di rara sensibilità come Riccardo Tesi all'organetto, Gabriele Coen al sax soprano, Giovanna Famulari al violoncello, il basso acustico di Mario Rivera e le percussioni di Arnaldo Vacca oltre, naturalmente, alla mia chitarra e al cavaquinho. E' un brano che ho scritto in italiano per far arrivare il significato in maniera diretta. Il resto di "Mediterraneo Ostinato" è invece cantato in Sabir, la lingua dei marinai, dei pescatori e dei porti del Mediterraneo che da quindici anni usiamo nelle nostre canzoni. Il sabir era una sorta di esperanto marinaro che univa insieme parole dallo spagnolo, dal francese, dall'italiano e dall'arabo e per secoli è stata la lingua franca che ha fatto dialogare i popoli del Mediterraneo. Popoli ostinati, forti, antichi e resistenti. "Mediterraneo Ostinato" diventa così una sorta di manifesto di un nuovo possibile "Mediterranean Power" nel nome di un passato fatto di arte, cultura, porti aperti, incontri, scambi che come una grande rete si sono intrecciati creando nuovi percorsi, storie condivise e una comune anima mediterranea.  
Anche questo video, come il precedente “Anima do Moundo” sarà visibile sulle pagine social e nel canale Youtube dell'etichetta discografica Finisterre.

_____________________________________________________________________________________

I FOJA pubblicano online i videoclip dei nuovi singoli “Addo’ se va” e “Tu”

Guidati da Dario Sansone, sono fra i principali esponenti di un nuovo sound che, partendo da un forte legame con la tradizione folk napoletana, si arricchisce di contenuti e suoni contemporanei. Hanno realizzato tre album in studio e partecipato con le loro canzoni a diverse colonne sonore , tra cui "’A malia”, contenuta nel film “L’Arte della felicità”, e “A chi appartieni”, dal film “Gatta Cenerentola”, entrambe nominate al David di Donatello come migliore canzone originale.

 
_________________________________________________________________________________

RACHELE BASTREGHI
È ONLINE IL VIDEOCLIP DI “PENELOPE”, IL NUOVO SINGOLO FEAT. SILVIA CALDERONI 
PSYCHODONNA
il nuovo album in uscita il 30 aprile. 
Nove tracce impreziosite dalle collaborazioni con Meg, Silvia Calderoni e Chiara Mastroianni.

È online da oggi il videoclip di “PENELOPE”, il nuovo singolo di Rachele Bastreghi, primo estratto dell’album da solista “PSYCHODONNA” in uscita il prossimo 30 aprile. Il brano e il video vedono la partecipazione di Silvia Calderoni, attrice di cinema e teatro, performer e danzatrice che da anni lavora sul corpo come elemento di riflessione pubblica sull’arte e sull'identità. Per la regia di Giulia Achenza e prodotto da Basement Headquarter, il video racconta un viaggio nelle molteplici sfaccettature della natura femminile. Luci e ombre si alternano sul set di un concerto onirico che diviene danza frenetica e celebrazione tra volti di donne in cui l'artista ritrova la Psychodonna che abita in sé e in ognuna di loro. “PSYCHODONNA”, in uscita il 30 aprile e in pre-order in formato fisico e su tutte le piattaforme digitali al link: https://wmi.lnk.to/Psychodonna, è il vero primo album di Rachele dopo l’EP a tema Seventies “Marie” del 2015. Composto da 9 tracce il nuovo album è impreziosito dalle voci di importanti amiche e collaboratrici: oltre a Silvia Calderoni su “Penelope”, nel brano “Due ragazze a Roma” al fianco di Rachele troviamo Meg (che firma anche una parte del testo) e l’attrice e chanteuse Chiara Mastroianni.  “PSYCHODONNA” è il racconto di un viaggio interiore, “un rifugio buio che cerca il sole”. Il titolo esprime la personalità sfaccettata e apparentemente contrastante della cantautrice che con queste canzoni compie una vera e propria presa di coscienza, una sorta di autoanalisi attraverso quello che lei stessa definisce “un volo intimo e faticosamente libero” nella dimensione femminile. "È il mio viaggio fatto di fuori orario, di luna e isolamento, di poesia e distorsione, di albe illuminate e risvegli caotici. È un canto necessariamente libero, fatto di controsensi, di amore e sgomento, di dolcezza e nervi. È un ballo consapevole nel fango.” Scritto e lavorato nel corso degli ultimi due anni e coprodotto dalla stessa Rachele insieme a Mario Conte, l’album uscirà in digitale, in formato cd ed LP in una prima tiratura ad edizione limitata, con vinile trasparente e il manifesto THE PSYCHODONNA FAMILY disegnato dalla stessa Rachele.
 
____________________________________________________________________________________

MASSIMILIANO LAROCCA
Da oggi è on line il Video Ufficiale di (ERAVAMO) ORFANI
Il nuovo singolo è in promozione radiofonica dal 30 Aprile ed è disponibile su tutte le piattaforme streaming e download dal 16 Aprile 2021 su etichetta Santeria distribuito da Audioglobe.

(Eravamo) Orfani è il terzo singolo estratto dal fortunato album di Max Larocca EXIT | ENFER, con la produzione artistica dell'ex- Bad Seeds Hugo Race. I registi Pantani/Ribechini (già autori del videoclip animato "Cose che non cambiano", primo singolo dell'album) stavolta spostano l'immaginario nella piccola provincia toscana, incentrando il microfilm sulla figura di un personaggio spostato, un "orfano" dei nostri tempi. Le illustrazioni di Pantani scorrono come sottotesto "psicologico" all'inquieto andare del protagonista tra i paesaggi collinari toscani e le linee autostradali, in cerca di una identità possibile e di una pace duratura con il proprio passato ed il proprio vissuto. Queste le parole dell’artista sul brano: "(Eravamo) Orfani" è il nervo scoperto del disco, il brano più dolorosamente autobiografico. Una canzone sui comuni destini invisibili, che spesso riguardano anche padri e figli. Dedicata al mio amico, compagno, maestro di vita Andrea Larocca”. Massimiliano Larocca è musicista e compositore fiorentino, autore di 6 album, due volte premio Lunezia, due volte finalista al premio Tenco. Attivo nel campo del teatro e in molti progetti di promozione e solidarietà sociale, tra le sue collaborazioni figurano quelle con Nada, Massimo Bubola, Riccardo Tesi, Enrico Gabrielli, Howe Gelb, Hugo Race. Il nuovo singolo è in promozione radiofonica dal 30 Aprile ed è disponibile su tutte le piattaforme streaming e download dal 16 Aprile 2021.

____________________________________________________________________________________

VOCI E CANTI DELL'ARDITISMO

Un video dell'Istituto Ernesto de Martino, a cura di Stefano Arrighetti e Antonio Fanelli, regia di Antonio e Tommaso Chiavacci (Hastavideo, 2021). Realizzato in occasione della ricorrenza del 25 aprile, per il convegno online: «Cento anni dopo. La prima organizzazione antifascista: gli Arditi del popolo» (martedì 20 aprile 2021, ore 17), organizzato dall’Istituto sardo per la storia dell’antifascismo e della società contemporanea - Issasco, l’Istituto Della Resistenza Lucca - Isrec, e l’Istituto Ernesto de Martino. Il video presenta una fonte sonora inedita: la voce di Giuseppe Raffaelli, anarchico di Montignoso, ardito del popolo, esule in Francia e combattente della guerra civile spagnola, artefice e creatore con Giuseppe Del Freo del canto "Figli dell'Officina", un brano fondamentale del patrimonio musicale antifascista, ancora oggi. Raffaelli intervistato da Gianni Bosio il 7 maggio del 1970 racconta la genesi del canto e intona "Figli dell'Officina", mai incisa finora su disco. Il documento sonoro è conservato nella nastroteca dell'Istituto Ernesto de Martino, nel Fondo Ida Pellegrini. Vedi il breve resoconto: Gli autori di Figli dell'Officina, in "Il Nuovo Canzoniere Italiano", nov-dic. 1970, pp.78-80.

___________________________________________________________________________________

Online il suggestivo videoclip di “Di sole e d’azzurro” per la regia di Giuseppe Rosato, tratto dall'album "Dolcissime Radici" di Giovanna Carone
Intanto “Dolcissime Radici” è in testa alle classifiche dei network internazionali
MerginArts e Global Village
 
E’ uscito il videoclip di “Di sole e d’azzurro”, secondo brano estratto dall’album “Dolcissime Radici” della cantante barese Giovanna Carone, pubblicato per Digressione Music. Il video, per la regia di Giuseppe Rosato, propone un intrigante gioco di rimandi con le sequenze delle sessions di registrazione del disco intercalate da immagini dense di poesia. L’elegante timbro vocale della cantante pugliese, incorniciato dal raffinato arrangiamento, esalta il lirismo del testo firmato da Zucchero e le complesse strutture musicali del brano, portato al successo da Giorgia, che gioca su un continuo cambio di registri vocali.  “Dolcissime Radici” ha raccolto ampi consensi di pubblico e critica, giungendo ai vertici delle chart internazionali dei network MerginArts negli Stati Uniti d’America e Global Village in Australia, oltre a raccogliere passaggi e presentazioni radiofoniche di prestigio, tra cui quello nel corso della nota trasmissione radiofonica Mundofonías. Il disco raccoglie undici brani che compendiano l’articolato background artistico e formativo di Giovanna Carone e spazia attraverso sette secoli di storia della musica, dal Trecento alla musica barocca per toccare la moderna canzone d’autore. Filo conduttore del disco è il personale percorso di ricerca dell’artista pugliese intorno alla lingua italiana e alla sua evoluzione in relazione alla musica e alla poesia. 

____________________________________________________________________________________

E’ ONLINE IL VIDEOCLIP DI ‘CORAMARE’
IL NUOVO BRANO DI SETAK CON FRANCESCO DI BELLA E FABRIZIO BOSSO
(etichetta: Cazzimma Dischi – Distribuzione: Believe Digital Italia)

E’ online il videoclip di "Coramare”, il nuovo brano del cantautore abruzzese Setak che anticipa l’album di inediti, Alestalé, in arrivo il prossimo 13 maggio. Link al videoclip ufficiale su YouTube: https://youtu.be/HH9S304jVvk. Link alla canzone sui digital store: https://backl.ink/145844703. Cantato a due voci insieme a Francesco Di Bella, e con l’inconfondibile tromba di Fabrizio Bosso, il brano parla della condizione interiore di chi sopravvive ad un’esperienza drammatica. Saccie sole chi sso vive | Ma nin saccie chi mi sta ‘rriva’ | Quandi cose aja lassa’ | Chi nin vuje cchiu’ vide’ | Jurn amare da scurda’ | Nu mbo lla vot la ja fa cala’ | Arrete arrete appresse a me | Strigneme nin me fa parla’. “In questa canzone sentivo Napoli, e ho subito pensato a Francesco Di Bella. Lui dopo aver ascoltato il provino è stato felicissimo di cantarla e io altrettanto emozionato del risultato. Come se non bastasse poi è arrivata la meravigliosa tromba di Fabrizio Bosso, e io non potrei essere più contento”.  Il brano, metà in abruzzese metà in napoletano, unisce il dialetto a sonorità internazionali, vero e proprio ‘marchio di fabbrica’ del sodalizio creato tra Nicola Pomponi e Fabrizio Cesare, che cura la produzione anche di questo nuovo lavoro come era stato per l’album d’esordio di Setak, Blusanza, uscito nel maggio 2019.

____________________________________________________________________________________

"FORBIDDEN COLOURS": NUOVO SINGOLO E VIDEOCLIP PER IL PROGETTO DISCOGRAFICO "THE SHINING OF THINGS. DEDICATED TO DAVID SYLVIAN" DELLA CANTANTE SERENA SPEDICATO E DEL PIANISTA NICOLA ANDRIOLI
Accompagnato da un video diretto dal regista inglese Marc Hamill, "Forbidden Colours" è il nuovo singolo estratto da “The Shining of Things. Dedicated to David Sylvian". Firmato dall'etichetta salentina Dodicilune, il progetto discografico della cantante Serena Spedicato e del pianista, compositore e arrangiatore Nicola Andrioli, affiancati dal trombettista scandinavo Kalevi Louhivuori e dal percussionista Michele Rabbia, è nato nell'estate 2019 dal desiderio di rileggere e sviluppare un songbook sui camei più significativi dell'immensa produzione artistica di David Sylvian. Distribuito da Ird e Believe Digital, prodotto da Dodicilune con il sostegno di Puglia Sounds Record, esattamente un anno fa, The Shining of Things è uscito anche in una preziosa edizione in vinile con tiratura limitata e numerata. Strumentista, compositore e autore di musica sperimentale, intima e sofisticata, mista al jazz, all'ambient più colto e minimale e al rock d'avanguardia, David Sylvian è uno straordinario vocalist dal timbro originale e pulito, caldo e profondo, a volte quasi indefinibile e fluttuante a mezz’aria. In particolare, Forbidden Colours, brano scritto dall'artista britannico insieme al compositore giapponese Ryūichi Sakamoto e registrato per la prima volta nel 1983, è la versione cantata del tema musicale del film "Furyo" del regista Nagisa Ōshima, tratto dal romanzo "The Seed and the Sower" di Laurens van der Post (1963). Attraverso la libera espressione del linguaggio dei quattro musicisti, The Shining of Things fruga e ricerca quel fil-rouge che avvicina l'opera di Sylvian alle atmosfere aperte, intime e rarefatte del jazz europeo, esalta le caratteristiche “nascoste” nei suoi viaggi sonori e le tramuta in una rilettura musicale con un sigillo personale che esalta il significato stretto e spirituale dei suoi testi, delle sue melodie e delle sue armonie.  Il disco - che ospita le note di copertina del sassofonista Roberto Ottaviano e le foto di Giacomo Rosato - è stato accolto con grande entusiasmo da riviste e media italiani e internazionali. “Una musica poetica, che suoni cool e fantastici” (Jazz life magazine, Giappone), “L'album riscuote un successo perfetto, facendo risorgere i testi di Sylvian in un contesto totalmente jazz.” (Jazzhalo, Belgio), “Scommessa vinta! In modo fantastico!” (Jazz Magazine, Francia), solo per citare qualche esempio.

___________________________________________________________________________________

 MIRCO MENNA NEL POLLAIO DELL’OPINIONISMO
Esce su YouTube il video di “E parla”, da “SeStoQui (è perché vi voglio bene)”
Una impietosa fotografia dell’Italia in un quasi reggae della bassa emiliana

“È da lì che parla
non sa di cosa parla e parla
parla ma non saprebbe neanche cosa dire
senza uno straccio di suggeritore
che gli racconta quello che ci pare
che conta quello che ci pare a noi”

“Siamo noi, sempre noi e come assomigliamo a noi stessi, eletti ed elettori, attori e spettatori, televedenti e radioascoltatori. O frequentatori di social. Molto parlanti, molti a vanvera. A patto che, per continuare a stare in ballo, si dica ciò che si vuol sentirsi dire”. Esce oggi su YouTube il video di “E parla”, brano di Mirco Menna tratto dal suo ultimo album “SeStoQui (è perché vi voglio bene)”. È un quasi reggae della bassa emiliana che fotografa in maniera impietosa un’Italia affetta da opinionismo: dai talk show ai social tutto si trasforma in un chiassoso pollaio.

L’ALBUM
L’intenzione era quella di suonarlo e registrarlo dal vivo in teatro, doveva essere “un disco-concerto di canzoni inedite, in tempi gremiti di cover. Invece no, è andata con lo sconcerto ai tempi del covid”. La pandemia ha sconvolto i programmi, ma “SeStoQui (è perché vi voglio bene)”, il sesto – come da titolo - album del cantautore MIRCO MENNA, conserva fortemente l’intenzione live: “è registrato senza metronomi insopportabili in cuffia, in presa diretta e con poche sovraincisioni”. Il disco esce per l’etichetta Platonica Music (distribuzione Believe). In tutto nove brani originali e una cover, “Canzone per te” di Sergio Endrigo, dedicata al ricordo di Gianni Mura. Ma nell’album c’è anche un’altra dedica: un brano per l’amica Carla Nespolo, presidente dell'ANPI nazionale, recentemente scomparsa. Bolognese di origini siculo-campane, Mirco Menna è cantautore dalla penna delicata, ironica e pungente. In questo album mette insieme un bouquet di canzoni di alto artigianato. Melodia, innanzitutto. Poi parola, che vuol farsi prendere sul serio. Armonie suggestive, a volte dirette, a volte oblique, mai scontate. Ritmi geograficamente distanti, resi con la spontaneità di chi sta alla larga dalla purezza del linguaggio ma conosce bene la pronuncia. E infine il suono: acustico, eterno, impassibile. “Se non desse l'impressione di essere poco elegante – precisa lui - diremmo che è un suono da balera. Balera antica, molto elegante”. Gli arrangiamenti sono “collettivi” - cioè costruiti insieme ai suo musicisti di sempre (Massimo Tagliata, Maurizio Piancastelli, Roberto Rossi, Max Turone) – seguendo una vecchia formula, ad esempio gucciniana. Un gruppo navigato, quindi, con una bussola decisamente acustica e i punti cardinali bene in evidenza. Da est a ovest, da mezzogiorno a settentrione, il tutto risuona schiettamente, tipicamente italiano (con la partecipazione straordinaria dell’ocarina di Budrio di Fabio Galliani, in due brani). “E’ un suono che abbiamo cercato e nello stesso tempo si è mostrato via via da sé. - continua il cantautore - Come un fiore che sboccia e si rivela nei suoi colori, nelle sfumature eccetera... ma non volevo essere così stucchevole, scusate. Del resto con i ragazzi (ragazzi, sì) ci conosciamo e suoniamo insieme da quando eravamo ancor più ragazzi: se si guardano i miei album precedenti li si ritrova. Ci siamo approfonditi negli anni, avevamo un carattere, una fisionomia e l’abbiamo sviluppata. Per esempio la tromba e la fisa (che sono strumenti ad aria) in sezione, insieme, fanno una bellissima voce: ma quella tromba e quella fisa, in più, si capiscono a meraviglia e sanno suonare bei discorsi”. Lo cantava anche Paolo Conte ne “La vera musica”: “ci va carattere e fisarmonica”, e questo album non difetta di nessuno dei due elementi. Lo stesso Conte che del primo lavoro di Mirco scrisse “...finalmente un disco saporito ed elegante”. Del classicismo Menna ha fatto la sua bandiera e, per quanto racconti l’oggi, ama definirsi un tipo musicale all’antica. E aggiunge: “non è detto che di questi tempi non sia una novità”.

_____________________________________________________________________________________

RADIO LAUSBERG
feat. Erriquez
Il nuovo singolo "Ci hanno rotto il karma" feat. Erriquez (Bandabardò) è disponibile sulle piattaforme digitali https://vrec.fanlink.to/cihannorotto

Da oggi è disponibile su tutte le piattaforme digitali il nuovo singolo dei Radio Lausberg, la band lucana che da anni collaborava con Erriquez della Bandabardò. Poco prima della sua triste scomparsa il frontman della band toscana aveva magistralmente ultimato la produzione del prossimo album del gruppo capitanato da Giuseppe Oliveto. Il loro è un sodalizio artistico durava da anni ma interrotto bruscamente ha trascinato anche i Radio Lausberg in un oblio doloroso congelando il nuovo progetto discografico che oggi, in sua memoria, è pronto a ripartire. A due mesi dalla scomparsa di Enrico "Erriquez" Greppi esce Ci hanno rotto il Karma da oggi disponibile su tutte le piattaforme digitali. Il brano rientra nel secondo album del gruppo “Maschere Umane” di prossima pubblicazione per Vrec/Salty Music (distribuzione Audioglobe).  Come per il precedente anche questo album è un percorso musicale che ha come scopo rivalutare il patrimonio linguistico-sonoro dell'intera area del massiccio del Pollino (Basilicata), definita "Terra di Mezzo”.  L'approccio e il recupero sistematico delle tradizioni porta verso una reinterpretazione del repertorio stesso operando arrangiamenti sobri, senza snaturare l'essenza della vocalità  e dello strumentario impiegato nella produzione dei brani. L'essenza e il corpus dell'ensamble è la sua poliedricità passando dall'acustico popolare e all'acustico colto, non disdegnando sonorità elettriche e sperimentali.  In questo solco artistico Erriquez si era perfettamente integrato sposando in pieno il progetto e cullando, con tutta la sua gentilezza e profonda anima artistica, la visione musicale dei Radio Lausberg. Di seguito il pensiero di Giuseppe Oliveto circa il rapporto con Erriquez: "Cos'è stato Erriquez per me? Si potrebbe scrivere e raccontare dei tanti fatti accaduti e vissuti insieme, ma è difficilissimo sintetizzare in pochi pensieri l'affetto vero, quello sincero che non si chiede ma si ottiene e si dà, senza troppi perché come tutto fosse già detto e così spontaneamente deciso dal primissimo incontro.  Ci provo: Enrico è stato un vero Maestro, un amico sincero, un riferimento straordinario. Colui che ha saputo tirar fuori da me forze che sentivo di avere ma che non riuscivo ad esprimere.  Erriquez è stato la chiave di lettura dei miei sogni di musica, il seguito delle mie buone intenzioni, il modellatore delle mille idee, il moderatore dei miei incalzanti desideri di note. Dei suoi insegnamenti porterò con me la sua voglia di libertà, l'umiltà, il suo costante “ce la puoi fare”, il rispetto per il lavoro tenace che porta sempre ad un risultato sudato e meritato, la passione di migliorarsi, la gioia di sorridere, sempre.  Aver lavorato con lui è stato il più bel master di vita che potessi desiderare di frequentare.  Oggi e per sempre Grazie Maestro, Giùggiù".  Ps. Per quella rivincita al calcio balilla ne riparleremo, intanto allenati. Io cercherò di fare del mio meglio per continuare a colorare il mondo che volevi abitare.

_____________________________________________________________________________________

    Francesco Fry Moneti - Lorenzo The Magnificent - il video live, dall'album "Cosmic Rambler”
pubblicato da New Model Label - dist Audiolgobe

Un live in studio è la prima uscita ufficiale per “Cosmic Rambler”, l’album di Francesco Fry Moneti, violinista e polistrumentista di Modena City Ramblers e Casa Del Vento, accompagnato da Gino Generoso Pierascenzi di Gasparazzo Bandabastarda, che ha coprodotto l’album. Il live è stato registrato a Cento presso il Tulpa Studio di Cento ed è parte di una serie di produzioni video con la regia di Michelangelo Ingrosso, le interviste di Mary Noise e l’audio a cura di Federico Viola. Il brano è un omaggio al figlio, nato da poco, ed è una ballad che guarda ad Irlanda ed America, uno dei tanti mondi esplorati in “Cosmic Rambler”. Il video sarà in anteprima sul sito di Oxfam e disponibile in seguito su tutti i canali social.


____________________________________________________________________________________

Dal Salento le mille sfumature “Blue” del pianista Marco Rollo: è il nuovo singolo dall'album “Pinwheel”
Immobili distese d’acqua, natura incontaminata e paesaggi del Salento: è il video che accompagna il nuovo singolo “Blue” dal nuovo disco “Pinwheel” del pianista Marco Rollo, filmato dal documentarista Roberto Leone.
Il primo singolo "Light Blue" aveva già conquistato le playlist di Deezer (100 Top Italy) e Apple Music.

È uscito il nuovo singolo “Blue” dal disco Pinwheel del compositore e pianista Marco Rollo, accompagnato dal videoclip (https://youtu.be/SOgHcFss3Ew) con le immagini girate dal documentarista Roberto Leone: mille sfumature di “blue”, dai paesaggi del Salento a lande incontaminate e immobili distese d'acqua. Preceduto da un altro singolo, Light Blue, che ha conquistato le playlist di Deezer (100 Top Italy) e Apple Music (Classical Motivation https://apple.co/3rXlsHGe e Classical Edge https://apple.co/3eO3LXv), Il nuovo album segna una nuova tappa nella carriera multiforme di Marco Rollo, alla ricerca costante di nuovi suoni e sperimentazioni. Tra le sue collaborazioni importanti, quelle con il sassofonista Raffaele Casarano e Paolo Fresu nel disco Argento, e con Roy Paci per Emergency. Dopo molteplici esperienze tra balkan e funk, Marco Rollo si avvicina al mondo della musica elettronica con un sound neo-classical tra jazz e modernità dove il punto di forza sono le sonorità del pianoforte acustico con elettronica, synth analogici e pedaliere. È qui che trova la sua connotazione, la sua comfort zone. La sua ricerca ha tracciato percorsi nel jazz con incursioni nel dub step, per poi passare alle sonorità progressive, fino ad arrivare ai suoni elettronici del nord Europa uniti alle melodie morbide di pianisti come Esbjorn Svensson e Tord Gustavsen. Morcuf, Erik Truffaz, Cinematic Orchestra e Zero 7 sono alcuni degli artisti che hanno ispirato il suo modo di comporre, proponendo un nuovo stile cui perno assoluto è il pianoforte. “Il pianoforte nelle mie composizioni è sempre stato punto centrale. E durante il lockdown è stato la mia salvezza. In una notte di quel marzo 2020 ho iniziato a comporre. Solo. Anzi, accompagnato dal pianoforte. Io e Lui. Una danza in due, appassionata. I ricordi dell’infanzia, gli studi di Chopin, Rachmaninoff, Schumann sono riecheggiati nella mia mente, come se volessero ritornare più forte che mai. Un brano dopo l’altro, one take. Questa volta niente melodie a loop, vere e proprie songs, un tema melodico che si sviluppa e ritorna. Un brano legato all’altro in una forma di continuità, sinuoso, avvolgente, quasi infinito. Tutto questo è Pinwheel e tutto quello che ci vorrà trovare l’ascoltatore.” Uscito con l'etichetta Rainbow Score Recordings (distr. digit. Believe) e disponibile in streaming e order al link https://backl.ink/145528164, Pinwheel è stato scritto di getto, una “one take” dal cuore direttamente ai tasti di uno Steinway & Sons gran coda del 1918. Il suo sound minimalista esprime le emozioni più intime e sincere: la solitudine di questo tempo accanto alla voglia sfrenata di condividere e abbracciare l'ascoltatore attraverso atmosfere dolci e accattivanti, melodie intense e struggenti appoggiate su tappeti sonori caldi e avvolgenti. In ognuno dei brani di Pinwheel ha preso forma un colore, come nel singolo Light Blue “il suono del colore del cielo di una nuova primavera che non vediamo l’ora arrivi”. Ad ogni colore corrisponde un’emozione diversa: il disco è una girandola, Pinwheel, la stessa girandola di stati d’animo che l’umanità affronta in questo momento di difficoltà globale, dove voglia di riscatto e speranza si alternano a spaesamento e timore. La girandola, è un simbolo ricorrente nella vita e nella musica di Marco Rollo: “Quando ero alle prime armi con lo studio del pianoforte, da bambino, sulla finestra di fronte a me ce ne era una, variopinta, sembrava ballasse sulle mie note. Ogni colore rappresentava una diversa emozione.” Nel disco sono 10 i brani e i “colori” - tra cui una ninna nanna, presente in ogni album di Marco Rollo: 1.Violet  2.Yellow  3.Light Blue  4.Blue  5.Orange  6.Red  7.Lulluby 8.Green  9.White  10.Black. Classe 1977, Marco Rollo è originario di Lecce. Fluid (2017 – Three Hands Records) è il suo disco d'esordio in solo (più di 250 mila play). Il secondo EP “Drops” (Irma Records) ha registrato oltre 160mila ascolti, mentre il suo brano Enchantment è stato inserito nella compilation "Côte D'Azur" - Exclusive Party by PAPA DJ di Radio Monte Carlo. Tra le altre collaborazioni: Neffa nel disco “Balkan Trip” (Irma Records) dei Vudz, il progetto “Triace” (terzo nel 2010 al Premio Andrea Parodi) prodotto da Elena Ledda e da Michele Palmas, e “Opa Cupa” di Cesare Dell’Anna.

___________________________________________________________________________________

DANCE FREELY 
Elettro Mascarimiri

Dance Freely è primo singolo e videoclip di Elettro Mascarimirì, nuovo progetto di Claudio “Cavallo” Giagnotti con l’album in uscita prossimamente, prodotto da Claudio “Cavallo“ Giagnotti, ARRA Produzioni Mediterranee per Italy Sona con il sostegno di Puglia Sounds Records programmazione 2020\2021 REGIONE PUGLIA - FCS 2014\2020 - Patto per la Puglia - Investiamo nel vostro futuro. DANCE FREELY racconta un vorticoso mondo sonoro, un viaggio tra colori, luoghi e corpo in movimento. Il videoclip prodotto da Arra Produzioni Mediterranee e realizzato dall’artista polacca Kashu, racconta un vorticoso mondo sonoro, un viaggio tra colori, luoghi e corpo in movimento. La frenesia del ballare liberamente, volare, liberarsi in un ritmo antico e tribale, tutto questo sul ritmo di un elettro Pizzica Pizzica by Mascarimiri. Un nuovo progetto targato Mascarimirì dove la musica Salentina cambia il suo cammino.  Da musica per feste tradizionali si sposta in club ed eventi molto più innovativi, usando il Sound System come linguaggio per ballare, all’insegna della circolarità che lega “lu Tamburreddhu Salentino” (tamburo a cornice Salentino), il Vinile e oggi il digitale.  
Chiudi gli occhi e pensa di essere ad un #party in un posto caldo, in un club #mediterraneo.  Senti il fruscio della sala, percepisci le persone intorno a te, l’aria calda sulla pelle, il profumo della notte e la #musica, che abbraccia tutto questo. Inizia a muoverti, seguendo il #beat, fatti rapire. E #balla, sciogliti e ondeggia fino a svuotare la testa e liberare il corpo! Ecco a cosa pensavano mentre nasceva il nostro nuovo #progetto ELETTRO MASCARIMIRI - MUSIC FOR DANCING  nei lunghi mesi di tutti #lockdown e distanziamenti, che abbiamo vissuto nell’ultimo anno. Senza poter suonare nè ballare, ma nonostante tutto Claudio Cavallo ha voluto creare la musica per farvi #ballare, per quando lo si potrà fare di nuovo. #ElettroMascarimirì è un progetto nato dalla nostalgia della normalità e della libertà, che speriamo di poter assaggiare di nuovo al più presto! Da anni vi diciamo #BALLATI, adesso vi diciamo DANCE FREELY!

Descrizione del percorso creativo 
Il lavoro ha avuto inizio grazie all’incontro con il cantante e percussionista marocchino Amine Halin. Con una serie di incontri presso lo casa-laboratorio dei Mascarimiri, si vanno a scegliere pezzi di storia musicale del Mediterraneo, segmenti che faranno da parte principale e sonora del progetto musicale. Il tutto si sposterà presso lo studio Essenza di Spongano (Le) dove, segmenti di Casba, Nay, Bendir e altri strumenti della musica mediorientale diventano loop elettronici, tappeti sonori, dove programmazioni elettroniche si intrecceranno con i tamburi salentini di Claudio Cavallo e le idee musicali dei Mascarimirì. Poesie, voci antiche, canzoni tradizionali del repertorio mediterraneo saranno i testi che si uniranno alle creazioni elettro mediterranee che man mano nascono, con l’emozioni che ogni incontro e prova regala. Musica con la radice ancestrali, ma con una coscienza moderna è l’obbiettivo di questa nuova sfida dei Mascarimirì, continuando l’ormai ultra ventennale progetto musicale che negli anni ha dato una visione diversa della Pizzica Pizzica Salentina. 

Claudio “Cavallo” Giagnotti, musicista-produttore salentino di origini Rom e co-fondatore di Dilinò” centro di Musica Alternative e del Mediterraneo dal 2002 al 2019 ed oggi direttore artistico di Arra Produzioni Mediterranee, artista che dai primi anni 90 ha cambiato il sound della Pizzica Pizzica Salentina remixandola ed innovandola creando groove da ballare. Sono di fine anni 90 i primi remix e lavori che poi finiranno nel primo album Taranta Trance prodotto con il collettivo Alpha Bass, le collaborazioni ai progetti Tecno Pizzica, diretti da Piero Fumarola e George Lapassad, Taranta Virus e Giro di Banda diretti da Cesare Dell’Anna, fino alla pubblicazione con i Mascarimiri di Triciu Remix e Pizzica in Dance Hall Party omaggio ai grandi ricercatori venuti in Salento, da Alan Lomax a Diego Carpitella e le collaborazioni con Dj Click dj producer Parigino e Papet J dei Massilia Sound System. Un mondo sonoro che si incontra questo è Elettro Mascarimiri, infatti oltre alle musiche del sud Italia non mancano gli scambi con altre culture del mondo: dal Balkan al sud America (Cumbia, Forro, Calypso), dal Medioriente (Siria, Libano, Giordania) ai sud di Francia e Spagna finendo in Gitanistan “i mondi della musica Rom Internazionale” tutto questo pensato Elettro-live, per far ballare e far continuare una ritualità ancestrale che solo i ritmi della musica tradizionale conservano. 

_____________________________________________________________________________________

Anna Sabato, esce "Otràntu"
Il videoclip del primo singolo estratto dall'album "Cantu de Lunedì"

Online il videoclip "Otràntu" estratto dall'album "Cantu de Lunedì" di Anna Sabato, brano con testo del paroliere salentino Giovanni Epifani (più volte finalista al premio Tenco) e musiche del compositore Leone Marco Bartolo. Il video è firmato dal regista Lucio Toma, ed è visibile in esclusiva per l'intera settimana su Youtube. Da lunedì 12 aprile sarà presente in tutti gli store digitali. È una storia reale, dipinta, smussata, focheggiata, sbiadita e poi nuovamente colorata come una statua in cartapesta, dove le parole e le note si sovrappongono come infiniti strati di carta.  È una storia tramandata da secoli a passaparola, di bocca in bocca, giunta a noi, non con i caratteri cubitali della cronaca, ma oralmente senza srotolare dalle tasche nessun metro di pre-giudizio. Un avvenimento attualizzato, non perché si avverte la necessità di metterlo al passo coi tempi, ma perché abbiamo coscienza che la musica è geografia nel bacino del Mar Mediterraneo, ed è il collante tra tutti i popoli bagnati da queste acque. Il testo è costruito come un mosaico, tassello dopo tassello, parola dopo parola, cercando di coprire con il poco materiale reperibile, gli spazi vuoti della memoria. Ad essere musicata è una storia realmente accaduta, dove i fatti sono noti e i protagonisti restano malcelati. Otràntu è un brano estratto dall'album "Cantu de Lunedì" dove sono presenti nove tracce di musica nuova, scritta sui canoni della tradizione folk, in uscita a giugno 2021.

_____________________________________________________________________________________

MASSIMO ZAMBONI
è online il video di
CANTO DEGLI SCIAGURATI
che anticipa il nuovo disco LA MIA PATRIA ATTUALE

“Uniti come spinti da un richiamo, fuoriusciti da un canneto di palude si incamminano lungo sentieri di argilla in uno scenario di strutture dismesse, avanzi di un tempo già terminato. Sono gli sciagurati: un manipolo eterno incessantemente costretto a prendere tra le mani il coraggio di insorgere.”

Canto degli sciagurati è il video del singolo che anticipa La mia Patria attuale, il nuovo album di Massimo Zamboni in uscita nell’autunno 2021. Affiancato nella produzione da “Asso” Stefana (storico chitarrista di Vinicio Capossela), il musicista e scrittore emiliano si circonda di alcune vecchie conoscenze come Gigi Cavalli Cocchi alla batteria e Simone Beneventi alle percussioni. Diretto da Piergiorgio Casotti, il video di Canto degli sciagurati è un racconto cinematografico in bianco e nero che mette in scena un atto di repressione, come fosse una soglia da oltrepassare: “Gli sciagurati devono insorgere, perché la disperazione impone di continuare. Si stagliano su una cresta fangosa e guardano la piana sottostante, con aria di sfida. Uno sbuffo di fumo da pipe di gesso segnala che là sotto, proprio in faccia a loro, alcuni soldati li aspettano. Senza fretta, senza concitazione, ognuno sa come andrà a finire. Una rullata di tamburi, il tempo di caricare il moschetto. Lo sparo. Gli spari. È finita. Per i soldati, un’altra giornata lavorativa si avvia alla conclusione, e tutto sembra terminare”.  Scrive Zamboni: “Canto degli sciagurati racconta una storia eterna. Una storia che percorre i secoli, che sempre si ripresenta e sempre pare concludersi in chiave tragica: quelle delle mille rivolte del passato e del futuro, eternamente stroncate sul nascere. Chiama alla necessità di prendere su di sé la responsabilità degli accadimenti, di non rinchiudersi in un guscio confortevole, ma di accettare che la memoria ci penetri e ci conduca. Sta a noi la scelta – ancora una volta: la responsabilità – sul come farlo”. Già dietro la macchina da presa de La Macchia Mongolica (il precedente progetto di Zamboni articolato in un libro, un film e una colonna sonora) –, lo sguardo di Casotti ci trasporta in un paesaggio rurale ma disseminato di tracce di archeologia industriale, immagine di un mondo sopravvissuto a se stesso. E mentre sul fronte video Casotti gioca con il linguaggio cinematografico, realizzando scene “western” e omaggi a Pasolini (Uccellacci e uccellini), tenendo in equilibrio atmosfere distopiche e un senso del Tempo e della Storia che ricordano il cinema di Straub-Huillet, il cantato di Zamboni (e del “Coro degli sciagurati”) e le percussioni strutturano la ritmica del brano, trasformandolo in una galoppata sonora che è invocazione agli Dei e chiamata all’insurrezione. Zamboni inaugura così un nuovo percorso della propria carriera artistica, focalizzandosi su una dimensione più cantautorale, stabilendo un ponte ideale con la poetica degli ultimi e degli sfruttati della grande tradizione del cantautorato italiano ma mantenendo al tempo stesso il legame identitario con le sonorità di quelle band che con il nome di CCCP e CSI hanno segnato la storia del punk e del rock nel nostro Paese.

_____________________________________________________________________________________

RACHELE BASTREGHI
PENELOPE
(feat. Silvia Calderoni)
disponibile da oggi su tutte le piattaforme digitali al link  https://bit.ly/psychodonna
 il brano che anticipa la pubblicazione di
PSYCHODONNA
il nuovo album in uscita il 30 aprile. 
Nove tracce impreziosite dalle collaborazioni con Meg, Silvia Calderoni e Chiara Mastroianni.
 
È “PENELOPE” il titolo del nuovo singolo di Rachele Bastreghi, primo estratto dell’album “PSYCHODONNA”, che  vede la partecipazione di Silvia Calderoni, attrice di cinema e teatro, performer e danzatrice che da anni lavora sul corpo come elemento di riflessione pubblica sull’arte e sull'identità. “Penelope agisce alla luce del sole, tesse di giorno, io lo faccio di notte, nel caos, nel buio” racconta Rachele nello spiegare il parallelismo che ha dato titolo al brano. Per la sua Penelope la notte diventa così il momento creativo in cui liberarsi da ansie e armature, evocate dai respiri tesi e dai sospiri che aprono il brano. “PSYCHODONNA”, in uscita il 30 aprile e in pre-order in formato fisico e su tutte le piattaforme digitali al link: https://wmi.lnk.to/Psychodonna, è il vero primo album di Rachele dopo l’EP a tema Seventies “Marie” del 2015. Composto da 9 tracce il nuovo album è impreziosito dalle voci di importanti amiche e collaboratrici: oltre a Silvia Calderoni su “Penelope”, nel brano “Due ragazze a Roma” al  fianco di Rachele troviamo Meg (che firma anche una parte del testo) e l’attrice e chanteuse Chiara Mastroianni. “PSYCHODONNA” è il racconto di un viaggio interiore, “un rifugio buio che cerca il sole”. Il titolo esprime la personalità sfaccettata e apparentemente contrastante della cantautrice che con queste canzoni compie una vera e propria presa di coscienza, una sorta di autoanalisi attraverso quello che lei stessa definisce “un volo intimo e faticosamente libero” nella dimensione femminile. "È il mio viaggio fatto di fuori orario, di luna e isolamento, di poesia e distorsione, di albe illuminate e risvegli caotici. È un canto necessariamente libero, fatto di controsensi, di amore e sgomento, di dolcezza e nervi. È un ballo consapevole nel fango.” Scritto e lavorato nel corso degli ultimi due anni e coprodotto dalla stessa Rachele insieme a Mario Conte, l’album uscirà in digitale, in formato cd ed LP in una prima tiratura ad edizione limitata, con vinile trasparente e il manifesto THE PSYCHODONNA FAMILY disegnato dalla stessa Rachele.
 
_____________________________________________________________________________________

Rossella Seno
PRINCIPESSA
Il brano, scritto per l’interprete veneta dal paroliere di Piero Ciampi e dal chitarrista di Roberto Vecchioni, trova una sua narrazione visiva in un videoclip di animazione. Un racconto surreale sul tempo, orologio esistenziale che segna e insegna...
 
L’età che passa e ci trasforma in esseri diversi mentre, senza neanche accorgercene, ci troviamo catapultati in nuove dimensioni e vediamo la gioventù come un sogno lontano. È un appello alla consapevolezza della vita che scorre veloce ma che va accettata nelle sue trasformazioni biologiche, sotto ogni punto di vista, il brano “Principessa” scritto da Pino Pavone, storico paroliere di Piero Ciampi, e musicato da Massimo Germini, chitarrista di Roberto Vecchioni e arrangiatore del pezzo.  Il lavoro, che fa parte dell’album “Pura come una bestemmia” edito da azzurramusic,  ha ora trovato una sua interpretazione visiva grazie a un nuovo video che ne rispecchia l’autenticità. “Principessa” – come afferma Pavoni è una forma magnificante che vuole non solo esaltare la bellezza femminile che matura e risplende maggiormente proprio grazie al tempo veloce che ci ruba anche il minimo istante di riflessione sul presente, ma un invito alla calma di fronte alla preoccupazione della modificazione del proprio essere. Non deve esserci rammarico nell’aver vissuto ma solo la serenità della comprensione della Natura dalla quale siamo modellati.” Il video vuole ricalcare proprio il concetto da cui parte il primo verso – “La gioventù è solo un’invenzione” - per farsi racconto surreale che sottolinea gradualmente i topic delle parole e i ritmi scanditi dalla musica, grazie ai disegni realizzati da Stefano Ripamonti, attento percorritore del comics realistico americano degli anni 80/90, e alle fantastiche animazioni create da Giuseppe Giannattasio che ha curato anche l’editing. Un lavoro che nasce da uno script di Davide Iannuzzi, e si evolve in racconto visivo di costante ricerca, fortemente permeato dal concetto di ‘illusione’ in cui convergono i temi della nostalgia e l’abbandono della giovinezza, lasciando dietro di sé una scia di positività che fa guardare in avanti, verso un passato da riscrivere per diventare futuro. Protagonista della storia è l’affascinante donna dai capelli rossi – che riproduce impeccabilmente la fisionomia della stessa Seno – nel cammino progressivo della sua immagine dalla gioventù alla terza età. Un punto di arrivo che coincide con quello di una nuova ripartenza per un viaggio condiviso con alcuni compagni inseparabili: un chitarrista della street art che racconta il palcoscenico della vita fatto di confini brevi e orizzonti lontani, un inseparabile gatto nero, mentore del personaggio protagonista (il suo colore è un emblema del pregiudizio sociale in molte questioni) e un orologio che segna l’inesorabile e impietosa avanzata del tempo, tema cinematograficamente ispirato alla scena dell’incubo de “Il posto delle fragole” di Ingmar Bergman. Come in un gioco di pura dissimulazione la storia nasce, si evolve e muore sul palcoscenico di un teatro vuoto: il teatro del nostro quotidiano che cade sotto i colpi inferti dalla pandemia ma che trova più di una ragione per potersi rialzare, sospinto da insopprimibili storie di altre principesse che gridano il loro stesso racconto.

_____________________________________________________________________________________

ESCE VENERDÌ 2 APRILE
“COMANDA LA GANG” IL NUOVO SINGOLO E VIDEO DEI 99 POSSE
(Novenove)
 
Esce oggi, venerdì 2 aprile, “Comanda la gang” il nuovo singolo dei 99 POSSE. Un nuovo brano che arriva a trent’anni dalla loro fondazione, quando, direttamente dal cuore di Napoli, davano il via a una svolta epocale nella musica popolare italiana. Contemporaneamente all’uscita del singolo, viene rilasciato anche il videoclip ufficiale, scritto e diretto da Mauro Ronga. Una carriera lunga tre decadi, con album pluripremiati come “Curre curre guagliò”, “Cerco tiempo” e “Corto circuito” che hanno segnato la storia di un genere, e migliaia di concerti che hanno cambiato il modo di fare e vivere la musica in Italia e non solo: un’urgenza di scrittura e di espressione che riemerge oggi, con la stessa forza e necessità di allora. A cinque anni di distanza dall’ultimo album “Il Tempo. Le Parole. Il Suono”, infatti, i 99 Posse accolgono il proprio trentesimo anniversario come una rinascita e consegnano un nuovo brano figlio della nostra attualità, che raccontano così: “‘Comanda la gang’ apre le danze. Si festeggiano 30 anni dall’inizio di questo viaggio e si festeggiano, citando Stefano Benni, semplicemente svegliandoci. Riteniamo infatti che questo sia il segreto alla base della vita: addormentarsi e svegliarsi un numero esattamente uguale di volte. Niente celebrazioni del passato quindi per questo anniversario che per noi ha più il sapore di una rinascita. Apriamo le danze con un pezzo di attualità dal sapore d’altri tempi, provando a descrivere le miserie della politica italiana con immagini ironiche forti, immediate, semplici, taglienti, provocatorie, dissacranti, proprio come nei primissimi brani, da ‘Salario garantito’ a ‘O’ Documento’ e ‘Ripetutamente’ per intenderci, ma questa volta con un sound e un arrangiamento potenti e rabbiosi, a completare il range di emozioni che abbiamo provato nel realizzarlo e che quindi ci piacerebbe comunicare. Il pezzo non era previsto, stavamo lavorando ad altro quando è iniziata questa crisi di governo che ci ha immediatamente fatto infuriare, ma anche morire dal ridere, e quasi contemporaneamente ha iniziato a stimolare la fantasia. Alla fine hanno fatto davvero ciò che temevamo, e lo hanno fatto esattamente come lo avevamo immaginato. Adesso tocca a noi.

_____________________________________________________________________________________

Lastanzadigreta e BTT Balletto Teatro di Torino  
insieme nel video del nuovo brano
PESCE COMUNE
IN USCITA OGGI 1° APRILE
Un lungo piano sequenza dove danza e canzone si incontrano per inventare un nuovo modo di interazione tra i diversi linguaggi e raccontare l’epoca attuale

Balletto Teatro di Torino e Lastanzadigreta collaborano per un progetto audiovisivo originale, il video di Pesce comune, nuovo brano estratto da Macchine inutili, in uscita oggi 1° aprile. (Guarda il video qui: https://youtu.be/Ko8YxZyHU4E). Un incontro tra le canzoni pop «in metallo e legno massello» del gruppo torinese e i danzatori del BTT per inventare un nuovo modo di interazione tra i diversi linguaggi, una collaborazione che unisce «sotto lo  stesso mare» intuizioni, passioni , ricerca e desideri. Il lavoro segna l’inizio della collaborazione tra due affermate realtà torinesi, dopo un primo spettacolo condiviso sul palco della rassegna SCENE di RivoliMusica, nell’estate del 2020. Diretto dal collettivo torinese Ratavoloira – il video mette in scena un atto performativo originale dei sette danzatori del BTT: sette corpi per raccontare «la molteplicità dell’unico» attraverso stratagemmi visivi, ombre, dettagli estrapolati e scenografie, con l’obiettivo di portare lo spettatore in un ambiente surreale ma ben cucito sul testo e le atmosfere della canzone. Il video è stato girato in un lungo piano sequenza presso gli splendidi spazi post-industriali di Cumiana 15, «bene comune restituito alla città» di Torino, in uno dei giorni più freddi di gennaio (con i danzatori eroicamente scalzi sul cemento). I cinque musicisti di Lastanzadigreta vi compaiono intenti a suonare «sotto il mare», in quell’universo nascosto dove – metaforicamente e meno metaforicamente – si vanno a nascondere le verità più scomode, il rimosso del mondo in cui viviamo. Pesce comune, registrata con la collaborazione degli archi e dei fiati della Filarmonica del Teatro Regio di Torino, è una canzone dedicata alla società contemporanea, un delicato apologo su una civiltà distrutta da se stessa, dalla propria ingordigia e dalla propria arroganza, alle soglie di un «mondo nuovo» che ancora tarda ad arrivare. La canzone perfetta per raccontare l’attuale epoca di incertezza e instabilità, divisa tra vecchie e nuove paure e la speranza di saper ancora – almeno – immaginare un futuro migliore Macchine inutili, secondo album di Lastanzadigreta è uscito il 5 febbraio in cd, vinile e digitale per La Contorsionista / Sciopero Records, distribuzione Self, con il sostegno del MiBACT e di SIAE nell’ambito del programma “Per chi Crea”. Anticipato dal lyric video della title track e dal singolo ”Attenzione Attenzione“  riprende lo spirito del suo predecessore, nel segno della “musica bambina”, una personale filosofia creativa  diffusa dalla band nel 2017 con tanto di Manifesto (www.lastanzadigreta.com/manifesto-della-musica-bambina).

____________________________________________________________________________________

In anteprima su Sound36, il nuovo singolo del sound artist, compositore e field recordist romagnolo con un video in time-lapse che vede tra i protagonisti la celebre Torre di Castelnuovo. Ispirato a Saggi sul Paesaggio di Simmel, il brano è il secondo tassello che anticipa l'uscita del nuovo album. Suono, ambient-music, paesaggio, solitudine e rinascita  
I paesaggi di Böcklin: il nuovo singolo di Chris Yan!

CHRIS YAN
I paesaggi di Böcklin

"Appartiene alla loro interna perfezione, alla completa rinuncia del sentimento ad ogni ulteriore rinvio a qualcosa sopra di sé, che i suoi paesaggi, più di tutti gli altri che io conosco, siano delle solitudini." È con le parole del filosofo George Simmel, tratte da Saggi sul Paesaggio, che Chris Yan presenta il suo nuovo singolo: I paesaggi di Böcklin. Il sound artist, compositore e field recordist romagnolo presenta con un video - dopo il lancio del fortunato singolo Sehnsucht - il secondo brano che andrà a comporre Blasè, il nuovo disco in uscita a maggio.  "Il mio intento - afferma Chris Yan - era solo quello di trovare un luogo e un inquadratura che si avvicinasse il più possibile ai quadri di Böcklin. C'è staticità e immobilità, ma in realtà il tempo intorno scorre con furia e ce lo facciamo scorrere addosso". I paesaggi di Böcklin sono un importante tassello del nuovo album composto da "tracce che sono "paesaggi cinematografici”: dove sembra non accadere nulla, ma invece sono dei micro-movimenti a smuovere lentamente queste texture". Con riferimenti a Bernard Parmegiani, Luc Ferrari, Pierre Shaeffer, Èliane Radigue, SteveReich e Terry Riley I paesaggi di Böcklin presentano il ritorno alla discografia dell'artista con rinnovata maturazione e consapevolezza. Il video in time-lapse è ambientato presso la celebre Torre di Castelnuovo, nell'Appennino Romagnolo e presunto luogo degli amanti Paolo e Francesca, resi eterni nel Canto V de La Divina Commedia di Dante Alighieri. Chris Yan, ovvero Christian Mastroianni: sound artist, compositore, field recordist, 
bassista e poli-strumentista all’origine. Dal 2009 si interessa alla musica elettronica. Dieci anni e più di attività in cui è stato coinvolto in molteplici progetti e collaborazioni.  Spaziando dalla raccolta di paesaggi sonori tramite registrazioni su campo, a musica per immagini, narrazioni sonore per radiodrammi ed installazioni site specific e performance dal vivo; con particolare interesse e dedizione alla musica elettroacustica e alla propria ricerca sonora. Attualmente il suo studio è concentrato nel rapporto tra suono-oggetto-rumore.
 Sia dal vivo che in studio si serve di microfoni a contatto, microfoni idrofoni e sensori, nastri magnetici; manipolando il suono diretto e pre registrato tramite un sintetizzatore modulare. 

_____________________________________________________________________________________

“Un Fiore Nuovo”, l’Endometriosi nella vita di un uomo.

Ieri, 20 Marzo 2021, in occasione della Seconda Convention Nazionale della Fondazione Italiana Endometriosi, è stato presentato il brano “Un Fiore Nuovo” del cantautore  Giovanni Block, a sostegno della ricerca scientifica sull’endometriosi. Una svolta epocale su un argomento così delicato e così intimamente femminile, per la prima volta affrontato con sensibilità e delicatezza da un uomo, che ha provato a raccontare in forma canzone la sua convivenza, nel quotidiano, con questa patologia (descritta nel brano come un “mostro nero e silenzioso”) da cui è affetta la sua compagna. Una patologia di cui si sa ancora troppo poco, nonostante ne soffra una donna su 10, e per cui non esiste ancora una cura.  Il brano mette a nudo le enormi difficoltà vissute dalle donne affette da endometriosi, e ha riscosso enorme commozione da parte del pubblico. “La mia speranza è che questo brano arrivi ovunque” dice l’autore “e che si trovi presto una cura definitiva per la mia compagna e per tutte le donne che come lei, ogni giorno, combattono questa battaglia”. Link a bio Giovanni Block

____________________________________________________________________________________

DAL 25 MARZO ONLINE “DALLE PORTE DEL FUTURO” IL NUOVO SINGOLO DI PIETRO VERNA: UN VIDEOCLIP GIRATO FRA LE BELLEZZE DI PUGLIA

Un astronauta, proveniente dalle porte del futuro, approda sulla terra. Dalle prime ore del mattino si guarda attorno, scova i luoghi, la natura che non si risparmia, gli spazi aperti, le bellezze circostanti, il mare, le colline, le cave, le foreste. È lui il protagonista del videoclip del nuovo singolo “Dalle porte del futuro”, del cantautore pugliese Pietro Verna, visibile su Youtube e in uscita giovedì 25 marzo su tutte le piattaforme digitali (produzione Digressione Music). Un brano scritto tra marzo e aprile 2020, nel periodo di pieno lockdown, momento storico che ha lasciato un segno nella produzione artistica di Verna. <<Mi piaceva pensare alla situazione di clausura e distanza che - un po’ tutti o quasi - eravamo costretti ad abitare>>, dichiara a riguardo, << non tanto come condizione di resa, sconfitta o fallimento, quanto come opportunità di cambiamento. Una sorta di fermata obbligata per ripensare al proprio vissuto, per spostare un punto di vista, guardarci dal di fuori, reinventarsi, ricominciare. Il messaggio intrinseco della canzone è senz’altro un messaggio di speranza: credere fortemente nell’idea che tutto ciò che è stato accantonato in questo tempo complicato, prima o poi, tornerà a farci visita. I luoghi, i gesti, le relazioni - mi auguro - si riveleranno in una veste nuova e diversa, semplicemente perché avremo imparato a guardare con occhi vergini, addomesticando approcci nuovi, entusiasmi spolverati, piccole ingenuità, esplorazioni quotidiane>>. L’astronauta che appare nel videoclip diviene, dunque, metafora dell’attuale condizione umana. Col passare delle ore, restringe lo sguardo e approfondisce i dettagli della sua geografia, posando gli occhi sulla città e sulle architetture. Cerca riparo e scopre gli angoli impolverati con gli occhi bambini dello stupore e della suggestione. Porta sempre con sé una campana di vetro nella quale custodisce, caramente, un rametto secco che, con lo scorrere delle stagioni, dei passi e dei posti, si farà sempre più rigoglioso, ricco di foglie e fiori, fino a diventare una piantina pronta per essere piantata: emblema di un mondo che oggi attende la sua rinascita. <<È passato esattamente un anno e ci ritroviamo quasi nella medesima condizione>>, sottolinea Pietro Verna, <<viviamo un tempo sbandato fatto di solitudini forzate, che mette in castigo le mani e rivela distanze e debolezze. Ogni situazione, però, resta teorica e poco chiara fino a quando non la si vive in prima persona, dalla pancia: io e la mia famiglia abbiamo avuto - nel bene o nel male - questa possibilità. Ne siamo venuti fuori, più consapevoli e tenaci. L’uscita di questo singolo con il rispettivo videoclip anticipa la pubblicazione del mio terzo disco. È, quindi, un modo per tornare a maneggiare una qualche forma di speranza, una luce nuova. È un primo passo per ricominciare il viaggio, sempre e comunque>>. Questa la testimonianza del cantautore che, dopo aver vissuto da vicino ciò che nell’ultimo anno ha cambiato la vita dell’intera umanità, ha riportato nel singolo “Dalle porte del Futuro”emozioni, stati d’animo ed atmosfere che accomunano l’astronauta appena sbarcato su un nuovo pianeta e l’uomo di quest’epoca, in attesa di tornare a vivere in un mondo migliore.  Infatti, sul finale del videoclip, appare l’astronauta togliersi le vesti, in una stanza modesta, e farsi uomo, in carne ed ossa. Lo stesso uomo, nell’ultima scena, pianterà, in un prato largo e verde, la piantina ormai fiorita e felice. L’astronauta, quindi, giunge a noi con un messaggio di speranza, rappresentato, oggettivamente, dalla piantina: vuole confidare all’uomo reale, al se stesso che vive tempi complicati, che, prima o poi, si tornerà ad abitare con occhi diversi tutta quella bellezza messa forzatamente in disparte e in esilio. Torneremo cambiati, appunto, dalle porte del futuro, con un’inedita consapevolezza, una rivelazione ed una nuova primavera a portata di sguardo.  Ad accompagnare le note di questa emblematica canzone con testo e musica di Pietro Verna e arrangiamento di Giovanni Chiapparino, sono le immagini suggestive di un videoclip interamente girato in Puglia, con regia e sceneggiatura di Roberto Mazzarago (produzione U-Pulp Visual & Motion), e costumi a cura di Aurelia Leone. Omaggio del cantautore alla sua terra che diviene straordinaria scenografia del viaggio dell’astronauta giunto dal futuro. Il Parco dell’alta Murgia, la Rocca del Garagnone, il Belvedere di Poggiorsini, la Cava di bauxite di Spinazzola, le Saline di Margherita di Savoia, la spiaggia di Margherita di Savoia sono alcune delle pittoresche location in cui è stato girato il videoclip.  Quasi come colonna sonora del racconto di un viaggio verso terre inesplorate e ricche di bellezza, il nuovo singolo di Verna affianca, alla sua voce e alla sua chitarra, la professionalità di validi musicisti quali: Mimmo Campanale (batteria), Giovanni Chiapparino (percussioni), Alessio Campanozzi (basso), Leonardo Torres (piano), Francesco Galizia (fisarmonica).

____________________________________________________________________________________

“Rosa canta e cunta”, l'omaggio di Maria Mazzotta alla grande Rosa Balistreri

Nuovo videoclip per Maria Mazzotta, già finalista per la Targa Tenco, tra i dieci migliori album secondo gli esperti della World Music mondiale.  Da domenica 21 marzo è disponibile online il videoclip di “Rosa canta e cunta”, l'omaggio di Maria Mazzotta all'indimenticabile Rosa Balistreri. Il brano interpretato da Maria Mazzotta, estratto dall'album "Amoreamaro", racconta la sofferenza, la fame, la sopraffazione dei padroni, la rabbia per le ingiustizie della sua terra. Ma anche la non rassegnazione, il desiderio di restare quel che si è, di mantenere la propria dignità. La versione dal vivo del brano “Rosa canta e cunta”, un estratto dal concerto dello scorso 20 dicembre al Centro Civico Delicias di Saragozza (Spagna). Con la cantante salentina sul palco il virtuoso fisarmonicista Vince Abbracciante, perla pregiata nel panorama jazz italiano, musicista dalla rara sensibilità che accompagna in tour Maria Mazzotta in tutta Europa. Nel 2020 Maria Mazzotta è stata tra i cinque finalisti delle Targhe Tenco nella sezione “Interprete di canzoni” (targa assegnata a Tosca), si è classificata al nr. 8 (tra 708 nominati) tra i migliori dischi dell’anno nella World Music Chart Europe e al nr.9 della Transglobal World Music Chart, charts internazionali stilate da esperti giornalisti di settore. É inoltre finalista al Premio Parodi (rimandato al 2021), finalista per il Preis der Deutschen Schallplatten Kritik (Germania) e per il FolkHerbst (Germania, rimandato al 2021). Riceve il Premio Vincenza Magnolo per il ruolo di interprete nella canzone popolare contemporanea, è stata selezionata per lo showcase alla Fira Mediterrania de Manresa in Spagna e per l’International Kulturbörse di Friburgo e in nomination per il premio “Freiburger Leiter” (Germania). Un anno fortunato e ricco di riconoscimenti per Maria Mazzotta, malgrado la pandemia abbia cancellato più di 50 concerti di presentazione in tanti Paesi Europei. Il lavoro della Mazzotta, pubblicato da Agualoca Records e disponibile anche nella versione in vinile, è una intensa e appassionata riflessione, da un punto di vista femminile, sui vari volti dell'amore: da quello grande, disperato e tenerissimo a quello malato, possessivo e abusato. Dieci brani in tutto, di cui due inediti, per un disco che attraversa senza timore tutte le emozioni che l'amore può suscitare, trovando nel canto, come da tradizione popolare, la catarsi, la consolazione, la forza e la “cura“. Si va dagli stornelli ai brani di tradizione riarrangiati ed arricchiti con nuove sonorità e parole, sino alle pietre miliari che hanno lastricato la strada della grande canzone Italiana come “Lu pisci spada” di Domenico Modugno, “Tu non mi piaci più” portata al successo da Gabriella Ferri e “Rosa canta e cunta” della grande cantautrice siciliana Rosa Balistreri. Ma il cuore del disco alberga nei due inediti in lingua salentina: “Nu me lassare”, una dolorosa ballata d'amore, un'invocazione a chi non c'è più, e la title track “Amoreamaro“, una pizzica, tradizionalmente ritmo risanatore per le “tarantolate”, che idealmente si prefigge di guarire un mondo malato. A guidare musicalmente il tutto ci sono la fisarmonica ed il pianoforte del malgascio Bruno Galeone, al quale talvolta si uniscono i tamburi etnici e le percussioni dell’iraniano Bijan Chemirani (in “Tore Tore Tore”) e il didgeridoo di Andrea Presa (in “Amoreamaro”). “Amoreamaro” è distribuito in Italia da Audioglobe, in UK da Proper Music, in Germania da Indigo e in Francia da Inouie. Maria Mazzotta, coadiuvata dall’agenzia di booking e management Zero Nove Nove, ha voluto legare a questo suo ultimo lavoro discografico anche l'apertura di una collaborazione con Save the Children per raccogliere fondi da destinare a operazioni umanitarie. 

_____________________________________________________________________________________

Esce oggi “'O Sud è fesso” il videoclip di Patrizio Trampetti che anticipa di un mese l’uscita del disco.

Oggi, In esclusiva sul Canale Youtube di Finisterre, è disponibile il nuovo  Videoclip di Patrizio Trampetti: O’ Sud è Fesso. Il video è stato girato da ADC Produzioni per la regia di Lorenzo Cammisa (premiato a Cannes per I Fratelli Balakov) che scardina la solita tipologia del clip musicale per affondare tutto il gusto dell'immagina nella ricerca cinematografica. Tra gli attori lo stesso Trampetti e due attrici icone della cinematografia napoletana: Rosalia Porcaro e Gina Amarante. In questo singolo (che darà il titolo all'intero album) Trampetti traccia la mappa emotiva e morale del nostro Sud! Trampetti, inserendo nel titolo il termine “Fesso”, vuole scardinare la classica scelta dei titoli della tradizione musicale napoletana che dipingono sempre in maniera positiva il Sud e il suo modo di rispondere agli eventi della vita.  La decisione dell’artista di inserire questo aggettivo, ha diverse sfaccettature: si tratta infatti sia di affermare a malincuore un modus vivendi del meridione, sia di un esplicito invito di Trampetti a non prendersi troppo sul serio e nel dichiarare con franca comicità l’innegabile “essere fessi” del Sud. Nel disco, che vede la produzione artistica di Jennà Romano, un compendio di cinquant'anni di esperienze musicali raccolte in dieci brani inediti che mettono insieme il background di un artista che ha sempre spaziato dalla musica popolare a quella squisitamente d'autore senza mai tralasciare la sua passione per il teatro. Non vi resta che rimanere sintonizzati per saperne di più.

____________________________________________________________________________________

Maredifollia, il nuovo singolo e video del violinista Luca Ciarla

Maredifollia, il nuovo singolo del violinista Luca Ciarla, è da oggi disponibile su tutti gli store digitali. Prodotto dalla Violipiano Records e distribuito da The Orchard, filiale della Sony Music Entertainment, il singolo è stato registrato in occasione del concerto in streaming per l’Istituto Italiano di Cultura di New York, tenutosi alle Isole Tremiti nello scorso settembre (Foto di Fabio Silvestri). Un'esperienza unica e affascinante per il musicista, originario della vicina Termoli (Molise), che nello scorso settembre sarebbe dovuto partire per uno dei suoi frequenti tour in Nord America con tappe a New York, Cleveland, San Francisco, Las Vegas, Chicago, Vancouver, Vermont, Connecticut e per la prima volta in Alaska. Un brano dirompente nel quale con la sua originale solOrkestra l’artista suona il violino, canta, improvvisa, realizza loops affascinanti dal forte sapore mediterraneo; un ulteriore passo di avvicinamento al suo prossimo album in uscita in tarda primavera. Il video ufficiale, trasmesso su YouTube sempre oggi alle 19:00 ora italiana, è stato estrapolato dal concerto-documentario dal titolo Sunset concert at the Tremiti Islands, girato dallo stesso artista che ha voluto vivere un’esperienza in solitaria, girando e suonando in ogni angolo delle isole per tre giorni consecutivi.
Marefollia si presta a diverse interpretazioni, come suggerisce lo stesso artista. “Il Mediterraneo è un mare straordinariamente ricco di storia, di luoghi meravigliosi ma anche di contrasti come forse nessun altro mare al mondo. In un momento così difficile delle nostra esistenza, ho voluto dedicare un pensiero a chi deve abbandonare la propria vita imbarcandosi in una esperienza folle ma necessaria per la sopravvivenza. Del resto in questo periodo martoriato dalla pandemia, ci siamo tutti imbarcati in una esperienza al limite delle nostra possibilità. La fragilità del nostro vivere insieme dovrebbe farci riflettere ulteriormente su quanto sia importante tendere sempre la mano verso chi ne ha bisogno". l brano è però anche un tributo alla bellezza irresistibile delle Isole Tremiti. "Un luogo magico al quale sono particolarmente legato, con un mare meraviglioso che lascia senza fiato. Un luogo dove si respira un'aria insolita, una sana follia isolana che nasconde un potenziale enorme non ancora completamente espresso".

____________________________________________________________________________________

Il videoclip che anticipa il nuovo album dei Terraròss

I Terraròss, suonatori e menestrelli della bassa Murgia, che dal 2006 portano in giro per il mondo le tradizioni e quella musica d’un tempo che profuma di Sud, da martedì 16 marzo sono online, sui social network, con il videoclip del loro ultimo singolo “La terra”. Disponibile da maggio scorso, ma scritto e concepito prima della comparsa del nuovo Coronavirus in Italia, questo brano è un inno a Madre natura in chiave folk, una ballata popolare che invita ad ascoltatore e a rispettare l’ambiente. Proprio per l’importanza del suo messaggio è una canzone differente rispetto alla discografia della band. Non è il brano divertente, scanzonato e ironico come le principali hit che hanno reso “popolari” i Terraròss. È invece caratterizzata da una frequenza di 432 hz, quella naturale della sfera terrestre. “Questo lavoro è una carezza alla nostra terra – ha affermato il frontman del gruppo Dominique Antonacci. – L’abbiamo scritto dopo la nostra performance in Africa. È una pizzica dal sapore pop con sonorità afro e melodie tipiche della tradizione orientale”. In linea con la musica, nel videoclip si alternano varie sequenze di immagini, tutte esplicitamente riferite al messaggio stesso della canzone. Centrale è l’esperienza vissuta in Africa dai Terraròss, ambasciatori della nostra storia, della nostra cultura e delle nostre tradizioni. Di questa parentesi si avvicendano sia video che documentano la vita modesta di quel continente, che spezzoni della performance all’Hotel Palm Camayenne di Conakry in Guinea, all’interno della manifestazione “Musique et Spectacle”, promosso dall’Ambasciata Italia. In contrapposizione a questa terra spoglia, a tratti arida, si alternano immagini dei componenti del gruppo impegnati a suonare o danzare in scenari della terra rossa, la Puglia, una regione caratterizzata dal limpido mare, dalla suggestiva gravina, dalla verde macchia mediterranea e muretti a secco. “In Guinea abbiamo capito il valore vero della terra e della vita, attenzioni che si sono perse nel mondo occidentale, in quello ricco. In quella occasione abbiamo avuto la possibilità di conoscere talentuosi artisti africani, Ba Cissoko, Manaba Kante, i performer della Scuola s’arte africana di Konacry e Soul Bang’s. Con l’abbraccio a quest’ultimo si chiude il videoclip, un gesto che rivogliamo tutti noi”. Il videoclip “La terra” anticipa la pubblicazione sui digital store del nuovo album dei Terraròss, edito da Stranamente Music di Rosario Sportelli, una raccolta di inediti implementata da lavori già editi tra cui proprio il brano di questo videoclip, realizzata grazie alla Programmazione Puglia Sounds Record 2020/2021” REGIONE PUGLIA – FSC 2014/2020 – Patto per la Puglia - Investiamo nel vostro futuro”, che sarà pubblicata sabato 27 marzo.


Nessun commento