Videoclip: Le novità

Una raccolta dei principali videoclip in uscita, selezionata da Blogfoolk

Gnut & Smart Flying Doves - Vola Colomba

Esce oggi, martedì 7 aprile, Vola Colomba, la riedizione del brano con cui Nilla Pizzi vinse il secondo Festival di Sanremo del 1952. Oltre 30 musicisti, invitati a partecipare dal cantautore partenopeo Gnut, hanno deciso di collaborare alla registrazione di questo pezzo, rispondendo alla comune idea di fare qualcosa insieme per sentirsi più vicini. Fabio Rondanini, Carmelo Pipitone, Francesco Forni, Michele Signore, Rodrigo D’Erasmo, Mattia Boschi, Fabrizio Cammarata, Ilaria Graziano, Folco Orselli, Awa Ly, Flo, Dario Sansone, Alessio Bondì, Roberto Colella, Luca Carocci, Andrea Tartaglia, Emanuele Colandrea, oltre ovviamente allo stesso Gnut, sono alcuni dei musicisti che hanno deciso di aderire al progetto e hanno mandato la loro versione di ‘Vola Colomba’. ‘Durante i primi giorni di quarantena ho avvertito una forte voglia di risentire vecchi amici musicisti, conosciuti in giro per l’Italia nel corso degli anni, che immaginavo, così come me, costretti a casa – racconta Gnut. Mi è venuta l’idea di utilizzare la rete per registrare una canzone a distanza. Dopo una brevissima ricerca la scelta è caduta su “Vola Colomba” di Nilla Pizzi. Questa canzone mi ha offerto molteplici spunti di riflessione ma soprattutto è servita a distrarmi dalla situazione drammatica che stiamo vivendo a livello internazionale. Grazie a questo esperimento ho risentito molti amici che stimo e che non potrò riabbracciare nell’immediato futuro ed insieme a loro, inviare un messaggio di speranza a chi ci ascolterà’. Il testo, apparentemente d’amore, in realtà nasconde un altro significato legato alla città di Trieste, che in quel periodo storico era una città-stato indipendente sotto la protezione delle Nazioni Unite e divisa in due aree, una sotto il controllo angloamericano (comprendente anche Trieste), e l’altra gestita dalla Jugoslavia; ciò fino al 1954 quando con il ‘Memorandum di Londra’ la zona angloamericana iniziò ad essere gestita direttamente dall’Italia e infine nel 1963 Trieste divenne capoluogo di una nuova regione dello Stato italiano: il Friuli Venezia Giulia. In quel contesto storico gli Italiani nell’Istria settentrionale avevano dovuto abbandonare le proprie case e separarsi dai propri affetti. Il simbolo della colomba da sempre rappresenta pace e liberazione. La canzone parla proprio della voglia di riabbracciare la persona amata ed è straordinariamente rappresentativa anche di questo periodo storico in cui siamo costretti a restare distanti. “Vola colomba diglielo tu che tornerò e dille che non sarà più sola e che mai più la lascerò”. I proventi derivanti dalla diffusione e vendita del brano saranno destinati alla raccolta fondi per finanziare la ricerca medica contro il Coronavirus messa in campo dal Pascale e dal Cotugno di Napoli. Maggiori info a questo link: https://bit.ly/2QVuIvz.  Ascolta il brano sugli store digitali: https://spoti.fi/34fW9FI

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Musica contro il virus. Suonar Lontano per sentirsi vicini

Musica contro il virus. Suonar Lontano per sentirsi vicini. L’emergenza sanitaria che stravolge le nostre vite si combatte anche a colpi di zampogna, arpa e bouzouki. Con una ricetta semplice: Anima Folk e Spirito di Montelago.  Direttamente dai padri del Festival celtico più amato d’Italia, Maurizio Serafini e Luciano Monceri, ecco l’idea di mettere insieme virtualmente una grande band per scrivere e suonare un brano che riunisca e richiami a distanza il Popolo di Montelago. Un ensemble di amici e musicisti, tutti legatissimi a Montelago, che ancora una volta rispondono al suo richiamo, ognuno dalla propria casa, nella propria città, con il proprio strumento. Nasce così Suonar Lontano, brano originale di ispirazione folk celtica che sembra riecheggiare al tramonto fra gli spazi ariosi e frizzanti ai piedi dell’Appennino umbro-marchigiano. Ad accompagnare il duo ci sono: Adriano Sangineto (Monza), Anchise Bolchi (Mantova), Ariele Cartocci (Roma), Emilio Cozza (Avellino), Giordana Gismano (Udine), Iain Alexander Marr (Imperia), Massimo Giuntini (Arezzo) e dalle Marche Lorenzo Forconi. Città diverse e strumenti della tradizione, come a mappare la vicinanza in una modalità che unisce presente e passato. Uno spaccato di vitalità reale e propiziativa, per infondere movimenti evocativi: quello catartico della riflessione e quello dell’entusiasmo dei balli.  Il Festival da diciotto anni rappresenta un momento d’incontro formidabile, dove l’evento si traduce in esperienza diretta su cosa significa condivisione, amicizia e passione. E il suo campeggio, la sosta prediletta della tappa di un viaggio, quello compiuto dagli spettatori che da ogni angolo d’Europa raggiungono l’Altopiano di Colfiorito tutte le estati e quello simbolico, come passaggio e rinnovamento attraverso il rituale della festa. Ora che la distanza fisica è per forza di cose maggiore e il viaggio si manifesta solo come metafora storica di questo incerto presente, Montelago e la sua musica non vogliono arrendersi. Del resto Maurizio e Luciano non si sono mai fermati: “Suonar Lontano è una delle nostre azioni per mantenere viva la creatività che alcuni dei musicisti legati al Montelago Celtic Festival vogliono profondere al pubblico e quindi a tutti gli amici. Non si tratta solo di un modo di ritrovarsi e di condividere le nostre storie, ma di guardare al futuro”.

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MOVITI FERMA, IL NUOVO VIDEO DI ELEONORA BORDONARO
Dalla metafora al reale: la fotografia dell’attuale condizione di immobilità

Esce oggi su YouTube il video del brano title track del nuovo album della cantautrice catanese Eleonora Bordonaro. Il titolo è MOVITI FERMA. Resta ferma. Ferma il corpo per rinnovare la mente. La produzione è di Cinepila, mentre la regia e il montaggio sono di Giovanni Tomaselli.
Il brano, nato in un tempo in cui la reclusione e la privazione erano solo metafore di una condizione del corpo, è diventato, incredibilmente, la descrizione per immagini del momento collettivo che viviamo. L’Italia e la Sicilia che si fermano, che si devono fermare, nell'attesa di giorni belli che verranno, nel percorso di riappropriazione della vita normale. Nello stupore di riapprezzare le piccole cose, come la musica suonata insieme, una stretta di mano ad una nuova conoscenza, un abbraccio, la luce del sole e il calore dei raggi sulla pelle. Il mondo ci bisbiglia che siamo ospiti, graditi se rispettosi, ma ospiti (“Sciuscia lu vento sciatu di la terra"). “Oggi – spiega Eleonora Bordonaro - MOVITI FERMA è per i Siciliani in Sicilia e li incoraggia a stare fermi, a restare a casa, perché alla prima "luci da mattina è passata la nuttata", ma anche per i Siciliani nel mondo, che hanno deciso di non tornare per amore della propria terra ed è un augurio a tornare presto nella lingua del cuore. Perché, in un ritmo di dondolio avvolgente, in una sola locuzione bizzarra, ossimorica, filosofica e popolare come MOVITI FERMA c'è tutto il sapore di quella casa da cui si vorrebbe fuggire, per essere liberi, o a cui si vorrebbe correre, per essere protetti”.

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Tosca
da oggi online il nuovo video di Ho amato tutto 
Foto di Romolo Eucalitto - Regia di Ferzan Ozpetek

Nato dalla ventennale amicizia tra due grandi artisti come Tosca e Ferzan Ozpetek, da oggi, giovedì 19 marzo, è online su VEVO il video di Ho amato tutto, il brano scritto e arrangiato da Pietro Cantarelli con cui la cantante ha partecipato all’ultima edizione del festival di Sanremo lo scorso febbraio. Ispirato a un quadro di Edward Hopper del 1939, New York Movie, che raffigura una donna in piedi, profondamente assorta in una sala semivuota, il video è prodotto da Leave Music e Officina Teatrale, in associazione con 39films e con il supporto di Roma Lazio Film Commission. Un piccolo gioiello cinematografico scritto e realizzato dal regista italo-turco che ci comunica un’atmosfera surreale e sospesa incredibilmente vicina a quanto sta accadendo nella vita di tutti noi, pur essendo stato ideato molti giorni prima dell’emergenza sanitaria mondiale.  Un teatro vuoto, un microfono. Tosca sola sul palco esegue la sua canzone mentre le raffinate immagini create da Ozpetek sottolineano la forza e l’intensità delle parole di un addio, dei ricordi di chi tira una linea e fa un bilancio di tutte le cose che sono state fatte, nel bene e nel male. Aspettavo un’occasione per collaborare con Ferzan e la magia di questo brano ha fatto tutto, racconta Tosca. Volevamo raccontare la solitudine e la bellezza dell’amare tutto, di quanto sia totalizzante e pericoloso amare senza limiti, tanto che si è soli, di troppo amore. Tutto questo avveniva un mese fa, non eravamo ancora in emergenza Covid19. Una casualità incredibile… Oggi, quel teatro vuoto, simbolo dell’incomunicabilità del donarsi all’amore assume un altro senso. Un senso profondo, ancestrale, pieno di significato. E aggiunge: Il mio ringraziamento più grande va a Ferzan per questo piccolo prezioso capolavoro. Credo sia giusto in questo momento riempire idealmente quella platea vuota con la musica e con tutte le emozioni che l’arte può darci. Siamo sospesi e nella sospensione nutriamoci di tutto quello che ci può far stare bene. Spero che questo video sia un attimo di distrazione, una piccola carezza in un momento cosi complicato. Sono certa che torneremo presto a riempire quelle sale, torneremo ad abbracciarci!

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Cesare Dell'Anna e PianodiBanda, la magia della banda per vivere momenti che abbiamo solo potuto sognare

É "PianodiBanda" il nome del nuovo progetto ideato dal trombettista e produttore salentino Cesare Dell'Anna che il 18 febbraio 2020 pubblica sul suo canale youtube il videoclip di "Ligonziana", marcia sinfonica del Maestro Nino Ippolito, eseguita ed interpretata dal pianista albanese Ekland Hasa. Con PianodiBanda, Cesare Dell'Anna vuole tornare al momento della nascita delle più belle marce sinfoniche, quando i grandi compositori del Sud Italia sedevano al pianoforte e scrivevano la partitura originale che poi avrebbero condiviso, arrangiato e orchestrato con la banda. Come se fossimo in un quadro di Manet, una colazione sull’erba, o ai tavolini dei bar di un Italia che non c’e più, un paese romantico che amava la melodia e non conosceva il rumore. È questo il senso di questo nuovo progetto di Cesare Dell’Anna: riportare la musica, quella che oggi infiamma le piazze di tutta Europa con il suo GirodiBanda, a una dimensione intima, alle sue origini. Cominciare a sottrarre fino ad arrivare all’essenza delle composizioni: un autore e un pianoforte. C’è stato il tempo tra fine ottocento e inizi del novecento in cui nascevano le prime partiture che poi  sarebbero diventate le marce sinfoniche per le bande. Ed è lì che “Pianodibanda”, il progetto ideato da Cesare Dell'Anna e la sua 11-8 Records, vuole tornare. Un viaggio alla riscoperta del genio di questi grandi autori e compositori che hanno tanto dato all’esperienza bandistica della Puglia e del Sud Italia e che , in tanti casi, non hanno ancora ricevuto il giusto riconoscimento per il loro contributo fondamentale che hanno dato alla tradizione musicale più importante della nostra Terra, la Banda. Un omaggio a maestri come Gennaro ed Ernesto Abbate, Nino Ippolito, Nicola Centofanti, Alfredo D’Ascoli, Giuseppe Piantoni. Un rito nuovo, intimo e laico, la matrice di quello che poi sarebbe diventata la colonna sonora dei riti sacri, delle processioni e le feste. “Piano di banda” riduce tutto alla sua essenza è un dialogo tra pochi. Piano di banda è anche un’esperienza collettiva, un esperimento di comunità. Immaginate una cassa armonica al centro di una piazza interdetta al traffico della auto, intorno, come in un film in bianco e nero i tavoli dei caffè vicini a circondarla, all’ombra degli alberi cuscini e stuoie. E in questo clima surreale, immerso nel silenzio delle mattine del sud, all’interno della cassa armonica, non il caos festante della banda, ma solo un pianoforte a coda e un pianista. Sono stati selezionati alcuni dei migliori pianisti pugliesi e non solo, di estrazioni musicali diverse e radicali (classica, jazz, blues, world) che reinterpreterano in questa versione essenziale le più famose composizioni per banda. È la prima volta in assoluto che questo genere viene omaggiato in questo modo, un’operazione inedita che restituisce a un genere popolare il suo grande valore culturale e spessore musicale. Il videoclip è stato realizzato dal regista Giuseppe Pezzulla durante il concerto di PianodiBanda tenuto a Corigliano D'Otranto (Le) nel settembre 2019 in occasione del CTON Fest - Festival del paesaggio.

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CESARE DELL’ANNA :“WUHANTIVIRUS”
Il groove balkan-jazz e il sound prog si fondono con le melodie orientali e le scale pentatoniche.

La continua voglia di sperimentare, osare ed arricchirsi, ha spinto verso Oriente l’istrionico Cesare Dell’Anna già dal 2017 alla ricerca di un confronto culturale nuovo e aggregativo con questo grande popolo. Su youtube dal 4 febbraio “Wuhantivirus”, una nuova scommessa della band Opa Cupa, musicisti che da sempre si nutrono di condivisioni, esperimenti e dinamicità. La formazione guidata dal trombettista e produttore discografico pugliese si era già presentata al pubblico in questa nuova veste con la pubblicazione di “Chinatal”, primo singolo che venne presentato dal vivo nel dicembre 2017 a Lecce con una conferenza stampa con jam session in collaborazione con il più antico ristorante cinese di Lecce che in quella occasione offrì i suoi migliori prodotti per il primo “AperiChina”. Per sottolineare la fratellanza e il rispetto per la grande cultura della Cina, in un momento così difficile e delicato, Cesare Dell’Anna pubblica il nuovo singolo “Wuhantivirus”, un augurio affinché questo incubo finisca presto e il popolo cinese torni libero per il mondo. Cesare Dell’Anna e gli Opa Cupa hanno da sempre utilizzato la musica e la propria arte come strumento a disposizione degli eventi storici contemporanei. Negli anni della caduta dei regimi comunisti, anni in cui gli albanesi sbarcavano in migliaia sulle coste pugliesi generando timore e venendo denigrati da molti, l’Albania Hotel spalancava le porte e accoglieva tutti senza riserve. Questa ospitalità fu riservata anche ai fratelli africani nel periodo, purtroppo ancora troppo attuale, delle tragedie nel Mar Mediterraneo, mentre l’Occidente non accettava e non accetta ancora oggi l’immigrazione dopo aver letteralmente “mangiato” e “stuprato” il continente nero. Anche la Cina è al centro di un dibattito che abbraccia politica, cultura, economia e sociologia sotto gli occhi “disattenti” della maggior parte di noi. La musica non può distogliere lo sguardo dalla realtà e ha il dovere di tendere la mano verso culture diverse dalle nostre, in particolare verso quelle che ormai sono subentrate nel nostro tessuto sociale. E’ sufficiente guardarsi intorno per comprendere l’importanza sociologica ed economica di questo “fenomeno” che vede ormai tantissimi ragazzi e uomini di seconda generazione a confronto con la normale quotidianità e con le sfide del mercato in continuo cambiamento. Cesare Dell’Anna avverte fortemente il bisogno di confrontarsi con questa cultura e in quanto musicista e musicologo studia fino in fondo la Cina e la cultura cinese. Nel profondo, non da turista. Ciò che più attrae è la possibilità di mangiare e vivere con loro, raccontarsi e discutere, confrontarsi sull’attualità e sulla storia. In particolare il trombettista pone l’attenzione sui cinesi che vivono stabilmente in Italia, in Puglia, per comprendere al meglio come loro stanno vivendo questo periodo storico, nella ricerca di punti di incontro, aggregazione e scambio con questa antichissima cultura. Come per i Balcani e per l’Africa, anche questo percorso merita attenzione, ore di lavoro e di studio e sicuramente sarà un bel seme che genererà nuove amicizie, nuovi incontri, nuove ricerche, discussioni e interessanti produzioni discografiche. “Opa China” rappresenta un nuovo capitolo in un percorso coerente e attento, frutto di uno spirito di osservazione critico della storia contemporanea. Correva l’anno 2001 quando Cesare Dell’Anna pubblicò “Tax Free”, album che in copertina raffigura il “suicidio dell’hamburger” con il ketchup che forma una sagoma umana, come a rappresentare un delitto; così come nel 2004 il celebro “baffo” venne rovesciato sulla copertina di “Zina” e diede vita alla collaborazione con Emergency o ancora quando nel 2005 gli Opa Cupa portarono in processione la “Madonna delle Bombe”. Questi espedienti grafici e simbolici vennero catalogati da molti come blasfemi, ma tanti altri ne colsero il significato provocatorio e la forte volontà di affermare a voce alta la totale contrarietà alla guerra. Quella speciale Madonna infatti doveva difendere i bambini dalle bombe giocattolo, e certo non si aspettava di assistere, a distanza di quasi 15 anni, agli attuali deliri di onnipotenza di Trump e altri esponenti politici internazionali. Gli Opa Cupa mischiano da sempre la potenza degli ottoni e delle bande da giro del Sud Italia con la conoscenza della musica jazz e classica, il tutto sorretto da un  forte e acido groove in un mix speciale che rappresenta il sound e la storia personale di Cesare Dell’Anna. “Opa China” è in primis una scommessa, un vero e proprio periodo di studio, svolto in particolare sulle scale pentatoniche, che costringe ad una forzatura mentale e al confronto con una cultura diversa dalla propria. In questo Cesare Dell’Anna è stato precursore, basti pensare al grande lavoro svolto negli anni ’90 per la diffusione dei tempi dispari e dei ritmi irregolari che ora in tanti suonano e tutti ballano. E’ lo stesso trombettista che riconosce tanta importanza al confronto con le altre culture, ricavandone una essenziale fonte di ispirazione; basti pensare ai motivi che portarono un grande della storia come Giacomo Puccini a scrivere l’opera “Turandot”.  La musica è un veicolo essenziale per la diffusione di un messaggio e attraverso essa non si ripugnano gli odori altrui, si accettano i colori differenti,  e ci si innamora anche della musica che viene da lontano. Con “Opa China” Cesare Dell’Anna propone ancora una volta un melting-pot sonoro “audio-pacifista” supportato da “audio-suggestioni” per unire lo stile e il gusto Opa Cupa, il groove dei Balcani e i riff africani con la cultura cinese, le scale pentatoniche, le meravigliose voci e alle melodie struggenti che vengono dall’Oriente.

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ESCE OGGI IL VIDEO DI “AMOREAMARO”
INEDITO CHE ACCOMPAGNA L'USCITA DELL'OMONIMO ALBUM  DI MARIA MAZZOTTA
"La video art di Balto mi ha aiutato a rappresentare il turbinio dei mali che ognuno di noi ha dentro"

Da oggi, su YouTube, il clip di “Amoreamaro”, title track del nuovo album di Maria Mazzotta pubblicato da Agualoca Records. Brano inedito che porta la firma della stessa Mazzotta e di Bruno Galeone, è un canto al “mondo malato” che si tenta di guarire con questa pizzica, tradizionalmente usata per curare le donne “tarantate”, simbolicamente morse dal ragno, ma in realtà affette da una sorta di depressione. “É quello che cerchiamo di fare con questo brano – spiega Maria - sperimentando le diverse possibilità di vibrazione, del corpo strumento e della terra, per scatenare una reazione, provocare il caos che riporta alla quiete, all’equilibrio”. Il clip, firmato da Balto, è un particolarissimo esempio di video art. “Abbiamo deciso di puntare su immagini astratte ed evocative – spiega la Mazzotta – con il loro turbinio di colori, perché volevamo che venissero rappresentati in qualche modo i mali da cui ognuno di noi è afflitto e credo che questo renda perfettamente l'idea”.

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"LA STRADA (feat. Andrea Chimenti)"
IL  NUOVO SINGOLO DEI
CORDE OBLIQUE
ESTRATTO DALL'ALBUM "THE MOON IS A DRY BONE" IN USCITA IL 3 APRILE 2020
PER DARK VINYL RECORDS (distr. AUDIOGLOBE)

Esce oggi, venerdì 20 marzo, "La strada (feat. Andrea Chimenti)", il nuovo singolo dei Corde Oblique, secondo estratto dall'album "The Moon Is a Dry Bone" in uscita il 3 aprile 2020 per Dark Vinyl Records (distr. Audioglobe). Il progetto artistico diretto da Riccardo Prencipe nasce a Napoli nel 2005. Diplomatosi in chitarra classica presso il Conservatorio di Napoli San Pietro a Majella, a partire dal 2000 Riccardo Prencipe ha pubblicato otto album, distribuiti in Europa e nel mondo da case discografiche in diversi paesi (Russia, Cina, Germania, Francia e Portogallo), tutti ottimamente recensiti dalla critica. I brani originali proposti dall’ensemble parlano della storia dell’arte italiana e di un Sud “selvatico e talentuoso”. Negli anni molti sono stati i/le cantanti che hanno partecipato come ospiti negli album dei Corde Oblique, tra cui: Duncan Patterson (Anathema), Denitza Seraphim (Irfan), Peppe Frana (Micrologus), Donatello Pisanello (Officina Zoé), Simone Salvatori (Spiritual Front), Miro Sassolini (Diaframma), Andrea Chimenti, Maddalena Crippa, Floriana Cangiano (Flo), Sergio Panarella e Luigi Rubino (Ashram), Alessandra Santovito (Hexperos), Spyros Giasafakis (Daemonia Nymphe), Corrado Videtta (Argine), Walter Maioli e Luce Maioli (Synaulia), Charles Ferris (Sineterra), Michele Maione, Carmine Ioanna, Quartetto Savinio. La band svolge dal 2000 un’intensa attività live in Italia, Cina (“La prima band italiana del circuito underground ad effettuare una tournée così lunga in un paese che sempre più si apre al mondo occidentale” - Il Corriere del Mezzogiorno), Francia, Olanda e Germania.





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Esce oggi su YouTube il video di
“NARGHILÈ E BABÀ”
il nuovo singolo di Nùma
(MZK Lab)

È online, su YouTube, il video di “NARGHILÈ E BABÀ”, il nuovo singolo di NÙMA, prodotto da MZK Lab. Una riflessione sulla vita e sulla libertà, sull’appartenenza e sugli stereotipi. Il cortometraggio, prodotto da MZK Lab con la regia di Jacopo Mancini, traduce in musica il senso più profondo della canzone: al centro, le migrazioni, che non sono rappresentate da un’immagine di cronaca ma dal viaggio immaginario di un uomo qualunque. In una dimensione onirica, la cui fotografia non ha nulla da invidiare a produzioni più grandi, trova spazio il sogno, la gioia, ma anche l’ispirazione e la consapevolezza. Nùma, all'anagrafe Lorenzo Pompili, nasce a Roma il 21 aprile 1996. Dal 2014 calca i palchi italiani, muovendosi tra rock e folk. È stato semifinalista a Musicultura con il brano "Radio Numa" e "Domenica". Dal 2020 fa parte della label MZK Lab.
IL REGISTA, JACOPO MANCINI, PARLA DEL VIDEO Immaginavamo uno scenario simile a quello che sta succedendo ora in tutto il mondo. Un mondo che si ferma davanti ai nostri occhi, un uomo che non smette di ricercare e di combattere. Un mix di emozioni che portano il protagonista "in un bel sogno", dove la missione consiste nello sconfiggere la solitudine e le nostre debolezze da un sistema pronto ad emarginarci. Il disegno e la danza evidenziano alcuni aspetti dell'arte capace di farci sentire liberi, come una pozione magica che fa sorridere alla vita.
Nùma, all'anagrafe Lorenzo Pompili, nasce a Roma il 21 aprile 1996. Intraprende giovanissimo il suo percorso artistico scrivendo poesie in forma dialettale, attività alla quale unisce l'ascolto dei grandi cantautori italiani. Per soddisfare il suo bisogno di musicare le parole inizia lo studio della chitarra, al quale aggiunge lezioni di canto e tastiera. Sviluppa quindi sonorità che si muovono tra il rock e il folk. Nel 2014 raduna gli amici di sempre, con cui condivide il sogno della musica, e forma la band "The Hand". Continua poi come solista con il nome Nùma, ma sempre supportato dalla band originaria, in un progetto discografico che punta a ritmi allegri, etnici, ipnotici, con temi adatti ad ogni età.

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Eppure L’Italia va avanti
Online il nuovo videoclip dei CRIFIU 

Ideato, girato e montato interamente da casa nel rispetto della normativa vigente, il lavoro della band salentina è il racconto di un’Italia unita che, nonostante tutto, non perde la voglia di andare avanti È online il nuovo videoclip della band salentina Crifiu dal titolo Eppure l’Italia va avanti (https://youtu.be/3XBEFU9wn88) un brano estratto dal loro ultimo lavoro discografico Mondo Dentro. Il lavoro è stato realizzato interamente da casa nel rispetto della normativa vigente sulla quarantena e coinvolgendo centinaia di amici, fans, artisti, lavoratori impegnati in prima linea nella battaglia contro il Covid-19, addetti ai lavori e gente comune che dai loro angoli di mondo, sotto lo stesso cielo, raccontano un’Italia unita che, nonostante le difficoltà e il dramma globale, è ancora capace di tenere vivo il Desiderio e ritrovare il sorriso. “La canzone -raccontano i Crifiu- è nata in tempi precedenti a questa crisi e apre il nostro ultimo album ma proprio in questi giorni trova il suo significato più profondo: l’unione delle nostre singolarità, oggi più che mai, diventa indispensabile per oltrepassare il diluvio e ritrovare l’arcobaleno.  Nella distanza che ci tiene lontani stiamo riscoprendo il senso della Comunità, l’essere parte di un tutto, l’uno prezioso per l’altro perché solo insieme, uniti ma distanti, possiamo venirne fuori rialzandoci e ritrovando la strada. “L’Italia va avanti”: vederlo cantare da tante persone, ognuno dai propri angoli di vita e da tutta Italia e non, rende ancora più corale questa canzone e ci fa sentire tutti uniti. In fondo cantare, suonare e danzare, per noi che veniamo dal Salento, è l’antico modo che conosciamo per superare la crisi e ritornare a splendere. Nella speranza che questa esperienza possa farci ritrovare il Dialogo e l’equilibrio con la Natura di cui, abbiamo compreso in questi giorni, siamo una fragile parte e non i proprietari”. Nel video –ideato dalla band, prodotto da Dilinò e montato da Giuseppe Pezzulla- centinaia di clip casalinghi raccontano i volti, le azioni e i sorrisi di tante persone raccolte attorno alle note di questa canzone. Tra di loro, compaiono numerosi artisti da Cisco a Francesco Moneti dei Modena City Ramblers, da Nandu Popu dei Sud Sound System ai Folkabbestia, musicisti degli Apres la Classe e del Canzoniere Grecanico Salentino, speaker radiofonici e giornalisti, infermieri, dottori e centinaia di volti che raccontano la bellezza di un’Italia unita che, nella distanza, sta tenendo vivo il Desiderio che sarà il fuoco attorno cui ritrovarsi, usciti dal letargo, come nuove Primavere. Dopo il successo di Rock & Raï  -il cui videoclip ha sinora fatto registrare più tre milioni di visualizzazioni- e altre hit come Al di là delle nuvole, Un’estate così, Mondo Dentro la band salentina composta da Andrea Pasca (voce), Luigi De Pauli (chitarre e synth), Sandro De Pauli (fiati e programmazioni), Marco Afrune (basso) ed Enrico Quirino (batteria acustica ed elettronica), più volte presente sul palco del Primo Maggio di Roma, allo Sziget di Budapest e ai maggiori festival nazionali, torna con un nuovo brano dedicato a tutte le persone che nel mondo stanno vivendo questo evento, alle vittime, ai loro famigliari e a chi sta combattendo questa battaglia in prima linea. Uniti ma distanti per ritornare ad abbracciarci.

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