I concerti della scena world, e trad ...
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“50 ANNI SUONATI”: IL VIAGGIO TRANSOCEANICO DEI CORDIGLIERA FA TAPPA A CREMONA PER LE NOZZE D'ORO CON LA NUEVA CANCION CHILENA
Il 24 e 25 ottobre 2026, lo storico ensemble lombardo celebra mezzo secolo di attività al Teatro Filodrammatici. Dalle prime intuizioni giovanili sui banchi di scuola all'amicizia storica e i palchi condivisi con i maestri cileni Quilapayún.
Ci sono traiettorie artistiche capaci di accorciare le distanze geografiche e culturali, costruendo ponti sonori inaspettati. È il caso del gruppo Cordigliera, che dal 1976 rappresenta a Cremona e in Italia una delle realtà più coerenti e longeve legate alla riproposta delle musiche della regione andina e della Nueva Canción Chilena. La storica formazione festeggia questo importante traguardo con il doppio appuntamento "50 ANNI SUONATI", in scena sabato 24 ottobre (ore 21.00, già sold out) e domenica 25 ottobre 2026 (ore 17.00) nella cornice acustica del Cinema Teatro Filo (Teatro Filodrammatici).
Dalla scintilla giovanile alle storiche sponde con l'esilio cileno
La parabola dei Cordigliera inizia cinquant'anni fa sui banchi di scuola, quando i polistrumentisti Massimo Fervari e Achille Meazzi decidono di esplorare il patrimonio strumentale e il profondo fermento etico-musicale proveniente dall'America Latina. In un'epoca segnata dai drammatici eventi politici del Cono Sud, il gruppo adotta i codici espressivi delle grandi formazioni del folk revival cileno, unendo lo studio filologico di aerofoni e cordofoni tradizionali come siku, quena e charango all'impegno civile.
Questo percorso di costante ricerca ha portato l'ensemble cremonese a incrociare le strade dei massimi esponenti di quella stagione artistica. Su tutte spicca la storica collaborazione con i Quilapayún, pietra miliare della musica d'impegno latinoamericana. Un legame artistico e umano profondo, culminato in momenti epici come l'apertura del tour italiano dei Quilapayún e l'indimenticabile esibizione condivisa a Milano, sul palco del Monte Stella l'11 settembre 1987, dove le due formazioni suonarono insieme il classico "La batea".
Una discografia coerente e il ritorno sul palco.
Nel corso di cinquant'anni di attività rigorosa ma lontana dalle logiche commerciali, i Cordigliera hanno saputo declinare la lezione andina anche in chiave autoriale. Ne è una prova l'LP “Meteore” (1985), fra i primi lavori in Italia a consegnare al vinile composizioni originali fortemente influenzate dalle suite dei Quilapayún degli anni Ottanta, fino ad arrivare al più recente capitolo discografico autoprodotto, “Icónicas” (2024), salutato con favore dalla critica specializzata come un tributo solido a un ideale sonoro, estetico ed etico indissolubile. Nelle due serate al Teatro Filodrammatici, la formazione si presenterà sul palco al completo. Accanto ai fondatori Fervari e Meazzi, si avvicenderanno i musicisti che hanno arricchito i tasselli di questo mosaico transoceanico: Paolo Bertelé, Eliana Piazzi, Antonio Arcari (curatore anche della produzione audio), Fabio Monciardini, Angelo Palma ed Eduardo Meazzi. La risposta entusiasta del pubblico, che ha polverizzato i biglietti della prima data in prevendita, testimonia quanto il soffio del siku e il graffio del charango siano diventati parte integrante del tessuto culturale della città della liuteria.
INFORMAZIONI E PREVENDITE AL PUBBLICO:
Sede: Teatro Filodrammatici (Teatro Filo), Piazza Filodrammatici 4, Cremona.
Date e orari: Sabato 24 ottobre ore 21.00 (SOLD OUT) | Domenica 25 ottobre ore 17.00 (Replica straordinaria).
Modalità d'ingresso: Biglietto unico € 15,00.
Contatti e Prenotazioni (per la data del 25 ottobre): Telefono/WhatsApp al numero 335-7646332 | E-mail: cordigliera76@gmail.com.
DUO BOTTASSO
I PROSSIMI APPUNTAMENTI
Prosegue l’intensa attività del Duo Bottasso, impegnato nelle prossime settimane tra nuove produzioni musicali, spettacoli audiovisivi e attività didattiche internazionali. Un calendario che conferma la vocazione del duo a muoversi tra tradizione e sperimentazione, intrecciando repertori popolari, scrittura contemporanea, improvvisazione ed elettronica.
“Hans Clemer. Biografia non autorizzata”: 24 – 25 ottobre a Saluzzo
Tra gli appuntamenti più attesi c’è la presentazione di Hans Clemer. Biografia non autorizzata, il nuovo film di Fredo Valla dedicato al misterioso pittore fiammingo che tra Quattrocento e Cinquecento lasciò alcune delle sue opere più importanti nelle valli del Saluzzese. Per il film, il Duo Bottasso ha composto e registrato le musiche originali insieme al pianista Julian Schneemann, realizzando una colonna sonora pensata come un vero e proprio viaggio attraverso l’Europa sulle tracce di Clemer. Il percorso musicale si sviluppa attraverso brani che mettono in dialogo materiali tradizionali, composizione e improvvisazione. In Cammini un valzer accompagna l’attraversamento di fiumi e confini europei; Gridi prende le mosse dal canto spontaneo e dalla melodia tradizionale Tre Fratelin; Per Fredo nasce invece da un’improvvisazione di organetto, mentre Spazi rielabora liberamente il Trio op. 100 di Schubert, intrecciandolo con improvvisazioni e sonorità elettroacustiche. La première di sabato 24 ottobre è già sold-out. È possibile però assistere alla replica di domenica 25 ottobre alle ore 21, al Cinema Teatro Magda Olivero di Saluzzo (CN).
Postcards from Italy: 28 novembre a Bellinzona
Il 28 novembre, il Duo Bottasso porterà a Bellinzona, in Svizzera, il progetto audiovisuale Postcards from Italy, ospitato nello storico Teatro Sociale. Lo spettacolo nasce dall'incontro fra filmati d’archivio italiani del primo Novecento, musica originale eseguita dal vivo ed elettronica, in un percorso nel quale immagini e suoni dialogano per restituire una rappresentazione dell’Italia attraverso la memoria cinematografica e la sensibilità musicale contemporanea del duo.
Workshop Mydriase: dal 25 al 31 ottobre a Bourgoin-Jallieu
Dal 25 al 31 ottobre, a Bourgoin-Jallieu, in Francia, il Duo Bottasso sarà protagonista dello Stage d’automne di Mydriase, dedicato alla musica d’insieme. Sono ancora disponibili due posti per il workshop, concepito come un laboratorio aperto alla contaminazione e alla creazione collettiva. Nell’edizione dello scorso anno, il lavoro con gli allievi aveva portato alla costruzione di una breve sinfonia crossover capace di attraversare musica indiana, barocco, canzoni contro la guerra e tradizione turca, con incursioni nella drone music e nelle sonorità tradizionali. La nuova edizione partirà ancora una volta dall'improvvisazione e dall'incontro fra linguaggi diversi, lasciando spazio all'elemento imprevedibile della creazione collettiva.
CALENDARIO 2027
L’attività del Duo Bottasso proseguirà anche nel 2027 con un calendario internazionale che prevede nuove tappe dello spettacolo Postcards from Italy e attività formative.
13 marzo – Wien (Austria) / Postcards from Italy
14 marzo – Graz (Austria) / Postcards from Italy
16 – 30 marzo – Taiwan tour (TBC)
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LE DUE ICONE DELLA MUSICA AFRICANA
ANGÉLIQUE KIDJO & YOUSSOU N’DOUR
INSIEME PER LA PRIMA VOLTA IN TOUR CON
CHIMES OF FREEDOM TOUR
DUE IMPERDIBILI APPUNTAMENTI IN ITALIA
4 APRILE – AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA (Sala Santa Cecilia) – ROMA
5 APRILE – Fabrique – MILANO
Biglietti in prevendita dalle ore 14.00 di domani
Le due icone della musica africana ANGÉLIQUE KIDJO e YOUSSOU N’DOUR saranno per la prima volta in tour insieme con CHIMES OF FREEDOM TOUR, un progetto che vedrà i due artisti condividere una serie di concerti in giro per l’Europa. Il tour farà tappa in Italia con due imperdibili appuntamenti prodotti e organizzati da Intersuoni/BMU: il 4 aprile alla Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di ROMA e il 5 aprile al Fabrique di MILANO. I biglietti saranno disponibili su Ticketone.it e nelle prevendite abituali dalle ore 14.00 di domani, venerdì 2 ottobre. Ad accompagnare gli artisti sul palco ci sarà una band composta da Mustapha Gaye (chitarra), Babacar Faye e David Donatien (percussioni), Therry Vaton (tastiere), Rody Cereyon (basso) e Grégory Louis (batteria). «La voce e la musica di Youssou sono sempre state per me fonte di ispirazione – racconta Angélique Kidjo – Ci capitava spesso di cantare insieme una o due canzoni sul palco ed era sempre un momento magico. Poter creare insieme un intero programma è per me un’opportunità straordinaria». Dopo aver collaborato in diverse occasioni nel corso degli anni, Kidjo e N’Dour hanno deciso di lavorare fianco a fianco per uno spettacolo basato sui maggiori successi delle loro carriere. «Sono davvero felice di poter partire in tour con mia sorella Angélique Kidjo – dichiara Youssou N’Dour – Abbiamo spesso sognato di farlo, ma i nostri impegni rispettivi non ce lo hanno permesso fino ad ora. Ora sta per diventare realtà. Lavoreremo insieme sulle nostre canzoni più suggestive per il nostro pubblico. Non vedo l’ora di iniziare».
Angélique Kidjo, artista originaria del Benin, è da oltre trent’anni una delle figure di spicco della scena musicale mondiale. La sua musica, nota per la sua energia travolgente e il suo spirito gioioso, le è valsa numerosi riconoscimenti, tra cui il Polar Music Prize 2023, diversi Grammy Awards e un posto nella lista delle 100 persone più influenti stilata dalla rivista Time. Il suo album HOPE!!, il ventesimo della sua carriera, prosegue il suo approccio collaborativo con artisti di diverse generazioni e stili musicali, come Nile Rodgers, Diane Warren, PJ Morton, The Cavemen e il Soweto Gospel Choir. Ispirato da valori quali la resilienza, la compassione e la determinazione, l’album trasmette un messaggio di speranza e solidarietà in un mondo travagliato. Accanto alla sua carriera musicale, Angélique Kidjo è fortemente impegnata nell’ambito umanitario. Ha fondato la Fondazione Batonga per sostenere l’istruzione delle ragazze in Africa e ricopre il ruolo di ambasciatrice di buona volontà per l’UNICEF e Oxfam. Tra i progetti recenti legati all’album figurano nuove collaborazioni con Pharrell Williams, Quavo, Diamond Platnumz, Ayra Starr, Davido, Dadju e Fally Ipupa, oltre a una versione sinfonica di Jerusalema eseguita in occasione della riapertura di Notre-Dame de Paris nel 2024 e candidata al premio come Miglior Esibizione Globale ai Grammy Awards del 2026.
Youssou N’Dour nasce nel 1959 in Senegal da una famiglia di griot, una casta senegalese di poeti e musicisti. Nel 1977 forma gli Étoile de Dakar, pionieri del mbalax, genere che intreccia il Wolof sabar con la musica latina, il rock e l’Afro-pop. Negli anni Ottanta si afferma sulla scena internazionale anche grazie alla collaborazione con Peter Gabriel, partecipando al brano In Your Eyes e al suo tour internazionale. Nel 1988 partecipa all’Amnesty International Human Rights Now! Tour insieme a Peter Gabriel, Bruce Springsteen, Sting e Tracy Chapman. Nel 1991 pubblica Eyes Open, ottenendo una nomination ai Grammy Awards, mentre nel 2004 Egypt vince il Grammy Award per Best Contemporary World Music Album. Con una carriera internazionale di 45 anni, Youssou N’Dour si è esibito sui palchi più importanti del mondo, mantenendo sempre un forte legame con il Senegal, parte fondamentale della sua identità. «Ho sempre usato le mie canzoni per trasmettere messaggi», racconta l’artista, da sempre impegnato in cause umanitarie, fin dal suo primo album, Immigrés del 1984. Senegal, musica, calcio, pace nel mondo e giustizia per tutti sono i valori che continuano a guidare il suo percorso artistico e personale.
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MADASKI
DISTORTA DIAGNOSTICA
30TH ANNIVERSARY
giovedì 26 novembre 2026, ore 21
Hiroshima Mon Amour, Via Bossoli 83, Torino
Madaski celebra i trent’anni di Distorta Diagnostica
All’Hiroshima Mon Amour un live speciale dedicato a uno degli album più radicali e visionari della musica elettronica italiana. Il 26 novembre 2026, sul palco di Hiroshima Mon Amour a Torino, Madaski celebra i trent’anni di Distorta Diagnostica, il suo secondo album solista, pubblicato nel 1996 da Mercury Blackout / PolyGram Italia. L’anniversario è l’occasione per riportare al centro della scena un’opera che, a distanza di tre decenni, conserva intatta la propria forza d’urto: un album capace di unire ricerca sonora estrema, sperimentazione elettronica e un racconto profondamente personale, nato dall’esperienza di una condizione fisica e psicologica difficile e trasformato in materia artistica. La celebrazione di Distorta Diagnostica non riguarda soltanto un disco, ma la traiettoria di un artista che ha attraversato e contribuito a definire alcuni dei passaggi più significativi della musica italiana degli ultimi decenni. Frank Thomas Madaski è infatti co-leader storico e fondatore, insieme a Bunna, degli Africa Unite, formazione nata a Pinerolo nel 1981 e diventata una delle realtà più importanti e longeve della musica italiana, protagonista negli anni della scena musicale nazionale: una presenza capace di portare il reggae e la cultura dub al centro del dibattito musicale italiano, intrecciandoli con sensibilità rock, attitudine indipendente e una costante tensione verso la sperimentazione. Parallelamente al percorso con gli Africa Unite, Madaski ha costruito una riconoscibile identità solista, firmando album nei quali elettronica, dub, industrial, techno e drum’n’bass entrano in dialogo con una scrittura sonora personale e in continua trasformazione. Dopo Mönsù Dub del 1994, Distorta Diagnostica rappresenta il punto di massima radicalità della sua prima ricerca individuale; seguiranno Da Shit Is Serious e soprattutto Dance or Die nel 2002, insieme a remix, colonne sonore, produzioni artistiche e collaborazioni con numerosi artisti italiani e internazionali. Pubblicato nel 1996, Distorta Diagnostica è stato un lavoro di rottura, un concept album costruito attorno alla distorsione digitale, capace di fondere dub, industrial, techno, ed elettronica sperimentale in un linguaggio sonoro duro, stratificato e radicale. Ritmi spezzati, campionamenti, sintetizzatori e manipolazioni digitali diventano materia compositiva. La distorsione non è un semplice effetto, ma il centro stesso dell’opera: una grammatica sonora attraverso cui osservare e restituire un mondo alterato. All’epoca, il disco colpì per il suo impatto sonoro ed emotivo, non era solo la musica a smuovere ma anche la storia della vita. A trent’anni di distanza, la sua forza non appare attenuata: Distorta Diagnostica continua a essere un album fisico, inquieto e non accomodante, ancora capace di mettere alla prova l’ascoltatore e di suggerire nuove possibilità per la musica elettronica. Questo anniversario non è soltanto la celebrazione di un disco storico. È anche l’occasione per sottolineare la continuità di una ricerca artistica che, dopo tre decenni, è ancora attiva e centrale nella vita artistica di Madaski e nel panorama della sperimentazione musicale italiana. La sua attività si sviluppa oggi tra musica elettronica, reggae, dub, cultura occitana, ricerca interdisciplinare e spettacolo dal vivo. Tra i progetti più recenti figurano le attività con Africa Unite, The Dub Sync, Gran Bal Dub e The Originals, oltre alla produzione di colonne sonore e a un nuovo lavoro in duo pianoforte e violino con Marco “Benz” Gentile, previsto tra il 2026 e il 2027. Un ritorno nel luogo delle origini: la scelta di Hiroshima Mon Amour non è casuale. Il club torinese rappresenta uno dei luoghi che hanno accompagnato la crescita della scena musicale indipendente italiana e che hanno dato spazio, nel tempo, alle diverse espressioni artistiche di Madaski. Il 26 novembre sarà una serata dedicata a un disco che non appartiene soltanto al passato: un lavoro ancora vivo, potente e ancora capace di parlare al presente. Ma non solo: una performance in due atti che raccontano il presente dell’artista e del suo progetto creativo: un primo atto con suoni e brani da Distorta Diagnostica e Dance Or Die suonati insieme ai musicisti e agli amici di allora. Nel secondo atto, 3 kleine Stücke für Klavier und Violine, le ultime composizioni per pianoforte e violino in duo con Marco “Benz” Gentile, parte di un nuovo lavoro previsto tra il 2026 e il 2027.
Da oggi è possibile acquistare i biglietti al link
costo: 25€ + ddp
informazioni:
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Traindeville
Nuovi Racconti Romani all'Ottobrata Monticiana 2026
Venerdì 9 ottobre 2026 dalle 20
Scalinata di Via degli Ibernesi – Rione Monti
Un graditissimo ritorno quello dei Traindeville all'Ottobrata Monticiana: appuntamento venerdì 9 ottobre dalle 20:30 nella splendida scenografia della scalinata degli Ibernesi: un angolo romantico e suggestivo del Rione Monti che si riempirà nuovamente di musica, parole e romanità con il trio della monticiana “doc” Ludovica Valori (voce, fisarmonica, trombone), Paolo Camerini (contrabbasso) e Fabio Gammone (chitarra, armonica, clarinetto, kazoo) e una nuova carrellata di brani per raccontare la magia della città eterna di ieri e oggi, con tutte le peculiarità e contraddizioni che la rendono unica. Nuovi “Racconti romani” tratti dall'omonimo album del gruppo, uscito nel 2024, che raccoglie classici come “Cento campane” - tra i brani più famosi del repertorio di Lando Fiorini – ma anche brani originali come “Bolero alla Romana” composto da Ludovica Valori e due omaggi a Ettore Petrolini, leggendario artista monticiano, con “Fiore de gioventù”, eseguita nell'arrangiamento blues creato nel 2005 da Ardecore – band protagonista del recupero del folk capitolino – e “Tanto pe' cantà” oltre a una ironica rivisitazione in chiave romana del brano del cantautore americano Woody Guthrie “This Land Is Your Land” trasformata in “E' la mia Roma”. Non mancheranno brani nuovi composti dalla band, che fotografano la realtà di oggi tra memoria e modernità, dal “Saltarello senza casa” - attualissima invettiva contro la speculazione e la crisi degli alloggi - a “Sogni di Cinecittà”, sguardo nostalgico di una ex comparsa sull'epoca d'oro del cinema italiano. E naturalmente ci sarà spazio per omaggi alle figure di Gabriella Ferri e Pier Paolo Pasolini, protagonisti indimenticabili della romanità più autentica e irriverente.
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Nuove Tribù Zulu
in concerto
Sabato 10 ottobre 2026 dalle 21:30
ACME STUDIO
Via Aldo Moro 53 - Ladispoli (Roma)
Ingresso a offerta libera - Info e prenotazioni: 3385467992
Una serata di grande musica, energia e condivisione. Sabato 10 Ottobre 2026, a partire dalle 21:30, l'Acme Studio di Ladispoli ospiterà il concerto delle Nuove Tribù Zulu. Non si tratterà di un semplice live ma di un vero e proprio evento speciale: la band ha infatti scelto la cornice del club a due passi da Roma per realizzare il video ufficiale del concerto, catturando la magia e la forza del proprio sound dal vivo. Nate all'inizio degli anni '90, le Nuove Tribù Zulu sono da sempre sinonimo di contaminazione musicale, impegno sociale e nomadismo culturale. Nelle loro canzoni la musica diventa strumento di dialogo e incontro, affrontando temi che attraversano il nostro tempo: la pace, i diritti umani e la solidarietà tra i popoli. Con una carriera che spazia dal folk al rock, passando per sonorità mediterranee, ritmi gitani, ska, polke e tarante, la band trasformerà l'Acme Studio in una piazza in festa, dove il pubblico diventerà partecipe di un capitolo importante della storia del gruppo. Il concerto all'Acme Studio sarà un viaggio musicale coinvolgente con i brani che hanno fatto la storia della band, come "Zingara", "Da domani cambio vita", "Mi sto librando nell'aria", fino al più recente "C'è solo amore".
La formazione: Andrea Camerini - voce, percussioni; Paolo Camerini - contrabbasso, basso elettrico; Ludovica Valori - fisarmonica, pianoforte, tastiere, trombone; Ersilia Prosperi - tromba; Marco Massino - chitarra; Valerio Michetti - batteria
email: nuovetribuzulu@gmail.com
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SABATO 3 OTTOBRE AL PARCO CENTER DI MILANO
LA PRIMA EDIZIONE DI
MILANO AFRICAN GROOVIN'
Il festival milanese che ascolta e racconta l’Africa
Sabato 3 ottobre il festival MILANO AFRICAN GROOVIN’ debutta a Milano negli spazi del PARCO CENTER (Via Ambrogio Binda, 30) con una formula esclusiva che intreccia proiezioni, talk e musica dal vivo, celebrando la ricchezza culturale millenaria dell’Africa attraverso una giornata pensata per esplorare e raccontare le sue molteplici espressioni. «L’idea di MILANO AFRICAN GROOVIN’ nasce da una convinzione molto semplice: la musica è una delle poche cose che non hanno frontiere – dichiara Moussa Ka, direttore artistico del festival – Quando una musica ti colpisce veramente, non hai difese. Non importa da dove vieni, quale lingua parli o a quale cultura appartenga: c’è un momento in cui la musica riesce a creare un contatto diretto tra le persone». La prima edizione del MILANO AFRICAN GROOVIN’, con ingresso libero prende il via alle 14.30 con la proiezione del film “Saint Louis Blues” di Dyana Gaye, una commedia musicale ambientata tra Dakar e Saint-Louis. Il film ha vinto il Muhr Asia/Africa Award al Dubai International Film Festival 2009 e il premio per il miglior cortometraggio al Festival del Cinema Africano di Milano 2010. È stato inoltre candidato al César 2011 come miglior cortometraggio e selezionato in festival internazionali come Locarno, Sundance e Toronto.
A seguire, alle 16.30, il festival vede un panel interamente dedicato alla musica, alla migrazione e alla cooperazione Italia – Africa con gli interventi di Pape Khouma (scrittore, autore del best seller “Io, venditore di elefanti” e direttore della rivista "El Ghibli"), Emanuele Sanfelici (Founder & CEO di HAT Music), Winston Osei Adom (graphic designer, direttore d'arte e musicista, tra i fondatori del progetto Afromartian) e Tommy Kuti (rapper e pioniere dell'afrobeats italiano). A moderare il panel Giuseppe Ceccato, direttore responsabile del progetto Musicabile.it.
Dalle 18.30 spazio alla musica live con l’esibizione di Souleyman Diabate, in arte Petit Solo, polistrumentista nato a Bobo Dioulasso (Burkina Faso), specializzato in balafon (xilofono tipico dell’Africa sub-sahariana) e percussioni. Sul palco sarà accompagnato dai musicisti di E-Wired Empathy: Giovanni Amighetti (synth), Roberto Gualdi (batteria), Peter Tickell (violino, collaboratore di Sting), Luca Nobis (chitarre), Valerio Bruno (basso), Moreno Il Biondo (clarinetto e sax), e Jasmin Meiri (voce).
Chiude la giornata, alle 20.30, Sun Sooley, cantante e autore reggae originario di Dakar, tra le voci più rappresentative del reggae africano contemporaneo, con uno stile che unisce inglese, francese e wolof. Con lui sul palco saranno presenti Marco Rota (batteria), Louis Vancy (basso), Alessio Torta e Minela Niang (chitarre), Andrea Fumagalli (tastiere). Il festival si svolge con il patrocinio e il sostegno istituzionale del Municipio 6 del Comune di Milano.
Ingresso libero
Partecipazione riservata agli invitati e ai possessori della PARCO Card.
Posti limitati - Conferma obbligatoria al seguente link
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Paolo Angeli e il Tenore Murales de Orgosolo
VINTI 'E MAJU
Il 6 agosto, all’Archivio Mario Cervo di Olbia, si terrà il concerto di presentazione dell’Album VINTI ‘E MAJU, che vede insieme Paolo Angeli e il Tenore Murales de Orgosolo. È il primo appuntamento, sold out, che verrà seguito, il 19 agosto, dalla presentazione all’Arena Fenicia di Sant’Antioco, 19 Settembre a Palau e il 20 settembre a Orgosolo (Festival Isole che Parlano), con un importantissimo appuntamento il 17 Ottobre alla Fira Mediterranea di Manresasa (Catalunya). Vinti ‘e Maju sta ottenendo importanti riconoscimenti dalla critica nazionale e internazionale. In Luglio ha raggiunto la quarta posizione della World Music Chart Europe e in Agosto è stato selezionato tra i Top of the World dalla rivista inglese Songlines. I protagonisti di questo disco abbracciano la complessità, la diversità e la forza innovatrice di una tradizione musicale che, in questo caso, cerca il dialogo con altri linguaggi, aprendosi al confronto con la musica innovativa. Da un lato troviamo la chitarra sarda preparata, strumento alieno che ha affascinato i critici musicali di Europa e oltre oceano, dall’altro il canto gutturale del Tenore Murales, espressione di una delle polivocalità più antiche del Mediterraneo, che trova similitudini a Tuva e nella Mongolia. In VINTI ‘E MAJU l’incontro musicale avviene su piani diversi. La collaborazione tra il Tenore Murales de Orgosolo e Paolo Angeli ha il suo incipit nell’assimilazione della grammatica dei linguaggi tradizionali del Tenore e si estende alle pratiche chitarristiche e ai repertori della Gallura e del Logudoro. Il punto di vista è quello di un’isola nel cuore del Mediterraneo ma, ancor di più, quello di un’isola nell’Isola, Orgosolo, che genera un confronto testuale e dialettico con altre culture musicali, senza rinunciare in nessun momento alla sua specificità. Il titolo VINTI ‘E MAJU, richiama al rientro in primavera dei pastori nelle terre comunitarie che, a Orgosolo, nel Maggio del 1969, incontrerà l’onda lunga del Maggio sessantottino. L’esito è un viaggio festoso, meditativo, dirompente nella sua solennità e imprevedibile, che si affida a un flusso in cui affiorano Isterridas, ritmi e girate ‘a Ballu Hantau, Amutos, a sa Seria, Lestra, Vardeina, danze vertiginose scandite dal suono di Sa trunfa (lo scacciapensieri) e da su Sunetu a bucca (armonica a bocca). L’album ci trascina su terre inabitate, in cui il suono deflagra in pulsazioni frastagliate e acide, alla soglia del punk, per poi riposare su aree algide sperimentali, in cui le voci abbandonano la coralità e vivono nella forza evocativa individuale. VINTI ‘E MAJU può essere compreso solo se si analizza la forza politica del messaggio espresso nei testi cantati: nei versi di Remundu Piras, Peppino Marotto, Peppe Sotgiu, Peppinu Mereu, Franco Fresi, Gigi Angeli, Maurizio Bassu, emerge un vero e proprio percorso a ritroso nella storia della Sardegna, ora tracciata, ora subita, tra il secolo scorso e oggi. Diversi i temi affrontati: identità, autodeterminazione, speculazione edilizia e energetica, anticolonialismo, antimilitarismo, emigrazione, religione, amore, educazione, rivendicando l’importanza che ha avuto a Orgosolo il Tenore come veicolo di idee di protesta, lotta e rivendicazione sociale e politica. Il dialogo tra Paolo Angeli e il Tenore Murales, avviene ora sul terreno dell’improvvisazione, ora nella scrittura di partiture immaginarie, arricchite da interventi delicati di field recording e da registrazioni storiche delle prioresse di Orgosolo intente a recitare il Rosario (registrazioni dell’archivio Santa Cecilia). Tra i paesaggi sonori, che evocano un viaggio nel cuore della Sardegna, emergono pagine di memoria e bellezza come Sa Lota ‘e Pratobello (Peppino Marotto), componimento che ripercorre la lotta pacifica della comunità orgolese avvenuta nel giugno 1969 contro il poligono militare. Accade raramente che avvenga un confronto dialettico così intenso tra espressioni delle avanguardie, controculture urbane e la tradizione musicale barbaricina. Sono stati diversi i musicisti dell’area sperimentale internazionale che hanno subito il fascino di quest’arte popolare – da Frank Zappa a Ornette Coleman, da Tom Zé al violoncellista Ernst Reijseger – e non mancano episodi visionari, come l’album registrato, nel 1977, da Marcello Melis con il Tenore Rubano di Orgosolo, tra i principali gruppi vocali a cercare un incontro con altre musiche. Nell’album VINTI ‘E MAJU, dove non bastano le parole, si vive un viaggio inedito sospeso tra Sardegna, post rock e jazz d’avanguardia, che mostra ancora una volta la vitalità e la voglia di confronto tra i massimi esponenti della tradizione di Orgosolo e uno dei fari della musica sperimentale internazionale. Al disco verrà dedicato un documentario a cura del regista Alberto Diana, che ripercorre lo straordinario incontro tra Paolo Angeli e il Tenore Murales.
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PIZZICA PIZZICA
Un’esperienza autentica nella cultura e nelle tradizioni del Salento
A Lecce, nello spazio culturale Mediterranea, all’interno di Palazzo dei Celestini, ogni lunedì e mercoledì, uno spettacolo di musica popolare salentina e danze della tradizione. "Pizzica Pizzica" è il format ideato dall'associazione culturale Jata, impegnata nella valorizzazione e promozione della musica tradizionale salentina quale patrimonio culturale immateriale. Ogni lunedì e mercoledì (fino al 30 settembre), dalle 19.30 alle 20.15, nello spazio culturale Mediterranea, all'interno di Palazzo dei Celestini, a pochi passi dalla Basilica di Santa Croce, turisti, residenti e appassionati possono vivere un'esperienza autentica che unisce musica dal vivo, danza e convivialità. Insieme a musicisti e danzatori professionisti, in un'atmosfera raccolta e conviviale ispirata alle antiche osterie, il pubblico può assistere a piccoli spettacoli, ascoltare i suoni della pizzica, assistere alle danze tradizionali con momenti di coinvolgimento diretto nel ballo e degustare un calice di vino. La formazione artistica è composta da: Demis Lofari (chitarra e voce), Marco Ghezzo (violino), Tommaso Massarelli (organetto diatonico, voce e percussioni), Giuseppe Delle Donne (tamburello) e Sara Colonna (danza e nacchere).
Mediterranea si trova a Palazzo dei Celestini in via Umberto I, a Lecce.
Costo: 18 euro a persona (gratuito per i bambini fino a 12 anni)
Info e prenotazioni: (WhatsApp) 328/0099739, sul sito mediterranea-lecce.it oppure presentarsi circa 10 minuti prima dell'inizio dello spettacolo, fino a esaurimento dei posti disponibili.
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DUÒ LAVOÀ LAPÒ
PROSSIMI CONCERTI
La voce e la pelle, le corde dell’anima e i tamburi della gioia!
Composto da Damien Toumi e Manu Théron — entrambi cantanti e percussionisti — il Duò Lavoà Lapò è animato da un’energia comune e dalla passione per la musica e la canzone occitana. Per celebrare e rivitalizzare la rinascita della musica e della canzone occitana, riprendono standard noti e dimenticati dei paesi d’Oc e propongono un’invenzione giocosa, potente e rinfrescante, combinando giochi vocali e ritmici, polifonia entusiasta e trance selvagge.
02 novembre 2026 - Colonia (DE): Inanna Music Academy
04 novembre 2026 - Düsseldorf (DE): Jazz-Schmiede
05 novembre 2026 - Remscheid (DE): Teo Otto Theater
07 novembre 2026 - Bruxelles (BE): Théatre Molière
09 novembre 2026 - Bergkamen (DE): Trauzimmer Marina Rünthe
10 novembre 2026 - Hamm (DE): Kulturbahnhof Hamm
12 novembre 2026 - Wuppertal (DE): Insel
13 novembre 2026 - Detmold (DE): Hangar 21
16 novembre 2026 - Siegen (DE): Lesecafé im KrönchenCenter
WORKSHOP
CON MANU THERON E DAMIEN TOUMI
12 novembre 2026 - Wuppertal (DE) Insel
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VINCENZO ZITELLO
CONCERTI 2026
OTTOBRE ALLA FABBRICA NEL BOSCO
ALLA FABBRICA NEL BOSCO UN OTTOBRE DI MUSICA: DAL JAZZ AL ROCK, DAL RAP ALLA WORLD MUSIC, TRA DANZA E VIAGGI SONORI
Otto appuntamenti e altrettanti modi diversi di incontrare la musica. La Fabbrica nel Bosco di Cerrina Monferrato presenta il programma di Fabbrica Music Night – Autunno 2026, una rassegna che per tutto il mese di ottobre attraverserà generi, linguaggi ed esperienze molto differenti: concerti rock e jazz, rap, world music, danze occitane, karaoke e appuntamenti dedicati all’ascolto e alla dimensione sonora.
Il programma si apre giovedì 1 ottobre con Elsa Chiesa e il suo Viaggio sonoro e meditazione con arpa celtica: un incontro dedicato all’ascolto, nel quale il suono dell’arpa nasce anche dalla relazione con le persone presenti e si sviluppa attraverso l’improvvisazione.
Il giorno successivo, venerdì 2 ottobre, spazio invece alla musica originale con una doppia serata rock. I Velvet Mountain presenteranno dal vivo Cornea, il loro EP d’esordio, insieme a nuovi brani che anticipano il percorso futuro della band. Ad aprire il concerto saranno Le Lune di Idra, formazione tra grunge, stoner e psichedelia, che presenterà per la prima volta dal vivo il nuovo assetto del gruppo.
Il 9 ottobre la Fabbrica ospiterà Max Gallo & Yazan Greselin Jazz Quartet, per una serata tra jazz, groove e improvvisazione, mentre il 10 ottobre torneranno Efisio e Franco con una serata Bal Folk dedicata alle danze occitane: non soltanto un concerto, ma un appuntamento aperto anche a chi vuole avvicinarsi per la prima volta al ballo tradizionale.
Il 16 ottobre sarà la volta della Karaoke Night, mentre il 17 ottobre tornerà Orosonoro, esperienza immersiva di ascolto che unisce strumenti armonici, suoni, colori e profumi in un percorso sensoriale e personale.
Il 23 ottobre la programmazione si sposterà sulla scena rap con Roma + Mosi, mentre a chiudere il mese, venerdì 30 ottobre, saranno i Bailenga, formazione di world music recentemente vincitrice del Monferrato Music Contest 2026. Il gruppo porta sul palco un repertorio che intreccia folk, tradizioni mediterranee, canto, danza e contaminazioni provenienti da culture differenti.
Con la rassegna autunnale La Fabbrica nel Bosco continua a costruire una programmazione volutamente trasversale, alternando artisti del territorio, progetti emergenti e musicisti con percorsi consolidati, e facendo convivere concerti, ascolto, danza e partecipazione.
ARPA CELTICA E ROCK INDIPENDENTE APRONO L’OTTOBRE DELLA FABBRICA NEL BOSCO
Giovedì 1 ottobre Elsa Chiesa con un viaggio sonoro e meditativo. Venerdì 2 ottobre Velvet Mountain e Le Lune di Idra per una doppia serata dedicata alla musica originale. Due serate molto diverse tra loro apriranno il programma di ottobre della Fabbrica nel Bosco di Cerrina Monferrato, mostrando fin dall’inizio lo spirito della nuova rassegna autunnale: mettere nello stesso calendario linguaggi musicali differenti e modi diversi di vivere l’ascolto.
Giovedì 1 ottobre alle 20:15 sarà protagonista l’arpista Elsa Chiesa con Viaggio sonoro e meditazione con arpa celtica. L’incontro nasce come uno spazio dedicato all’ascolto e al rallentamento, lasciandosi accompagnare dalle vibrazioni dell’arpa. La particolarità dell’esperienza sta nel carattere “dedicato” della musica: il suono prende forma anche dall’ascolto delle persone presenti e si sviluppa attraverso una componente improvvisativa. Più che un concerto tradizionale, sarà quindi un’esperienza nella quale musica, silenzio e ascolto entrano in relazione, creando ogni volta un percorso differente. Il giorno successivo la Fabbrica cambierà completamente atmosfera.
Venerdì 2 ottobre saliranno sul palco i Velvet Mountain, che presenteranno dal vivo “Cornea”, il loro EP di debutto. Nati nel 2022, i Velvet Mountain sviluppano un alternative rock costruito attorno a chitarre distorte, atmosfere scure e influenze grunge, accompagnate da elementi di simbolismo e impressionismo. Durante la serata, oltre ai brani di Cornea, la band presenterà anche materiale inedito che anticipa la nuova direzione del progetto. Ad aprire il concerto saranno Le Lune di Idra, formazione che attraversa sonorità grunge, stoner e psichedeliche e che alla Fabbrica presenterà ufficialmente dal vivo la propria nuova formazione. Una doppia presentazione che mette al centro la musica originale e la scena indipendente locale, aprendo il mese di concerti della Fabbrica nel segno della ricerca e dei nuovi progetti. I due appuntamenti fanno parte di Fabbrica Music Night – Autunno 2026, la rassegna che proseguirà per tutto ottobre con jazz, danze occitane, karaoke, esperienze sonore, rap e world music.
Gli appuntamenti si terranno presso La Fabbrica nel Bosco, Via Lazzarino 17, Cerrina Monferrato (AL).
Info e prenotazioni: 350 0304101
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FERMENTO ETNICO
presenta
31 Ottobre
ore 16:00–19:00 · Stage di danze con Gérard Godon.
ore 21:00 PARASOL (Godon-Grimault)
Rimini – Sala polivalente delle Celle in Viale XXIII settembre 1845, n. 124/ Scala C.
Festa conviviale per il ventennale con l'atteso ritorno del duo parasol, formazione composta da Gérard Godon e Catherine Grimault. Per l'occasione, Gerard Godon (l'anima del gruppo) terrà uno stage nel pomeriggio (dalle h 16,00 alle 19,00), in cui ci insegnerà nuove varianti di Bourrée, Rondeau e Mazurka, che poi si ballerà per tutta la serata.
Iscrizioni: info@fermentoetnico.org info@fermentoetnico.org tel. +39 331 264 5324 - whatsapp 331 264 5324
Quote di partecipazione: stage di sabato pomeriggio (h16,00-19,00) con Gerard Godon € 25,00 - da diritto anche alla partecipazione alla festa conviviale della sera della sera con il concerto del duo PARASOL (+ € 5,00 tessera associativa, per chi non è già iscritto all'associazione).
28 Novembre
SARO CALANDI
30 Gennaio
KISSENE FOLK
27 Febbraio
FOLKMASCIN
27 Marzo
DI DOUX
più stage di Anna Paganini (danze francesi)
I concerti si terranno presso a Rimini presso la sala Polivalente delle Celle in Via XXIII Settembre 1845 al civico 124 "scala C".
Gli appuntamenti sono aperti ai soci di FERMENTO ETNICO. Per chi non fosse ancora tesserato, può associarsi in uno dei tanti eventi in programma.
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NAISSAM JALAL
nuovo album Landscapes of Eternity
in tour stagione 2026/2027
In questo suo ultimo lavoro, Naïssam esplora il legame tra musica, natura e spiritualità nel cuore della tradizione indostana. Viaggiando da sola per diversi mesi nell'India settentrionale, ha attraversato paesaggi e luoghi sacri, incontrato maestri e musicisti e assorbito questo viaggio unico, invitandoci a un nuovo modo di ascoltare il mondo. Da questa immersione è emerso un repertorio intimo, contemplativo e profondo, in cui il flauto diventa il veicolo per un viaggio interiore radicato nel respiro della vita.
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Barry Kerr
Scozia e Inghilterra, gennaio-aprile 2027
Dopo il successo di Curlew’s Cry, vincitore della prima edizione del premio Folk Album of the Year per la Gran Bretagna e l’Irlanda, Barry Kerr inaugura il calendario britannico del 2027 a Celtic Connections. Seguiranno otto esibizioni in Inghilterra nel mese di marzo e un concerto londinese ad aprile, presso Kings Place. Originario della contea di Armagh e oggi residente nel Connemara, Kerr è cresciuto sulle rive del Lough Neagh. Le persone, i paesaggi e la fauna di questa terra continuano a ispirare la sua attività di cantautore, musicista e artista visivo. Prodotto da Gerry O’Beirne, Curlew’s Cry accosta composizioni originali e brani della tradizione, esplorando il folklore, la memoria familiare, il senso di appartenenza e il rapporto dell’umanità con il mondo naturale. Per l’appuntamento di Celtic Connections del 29 gennaio, Kerr sarà affiancato da Pauline Scanlon e Gerry O’Beirne nella Mackintosh Church di Glasgow. La voce inconfondibile di Scanlon e la chitarra di O’Beirne faranno da cornice alle canzoni di Kerr, in un programma che valorizza armonie vocali, narrazione e tradizione musicale irlandese. I successivi concerti in solitaria offriranno un incontro più ravvicinato con le sue composizioni, con voce, chitarra e bouzouki al centro di esibizioni che intrecciano materiale originale, repertorio tradizionale e racconti. Il calendario di marzo comprende un appuntamento pomeridiano al Manchester Folk Festival, presso Halle St Michael’s, e un concerto serale a Chester nella stessa giornata. Il 29 aprile, Kerr approderà alla rassegna Irish Folk Nights di Kings Place, nella Hall Two.
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Iarla Ó Lionáird, Caoimhín Ó Raghallaigh e Cormac McCarthy
Inghilterra, giugno e settembre 2027
Il cantante di sean-nós Iarla Ó Lionáird, candidato due volte ai Grammy, si unirà a Caoimhín Ó Raghallaigh, suo compagno nel gruppo The Gloaming, e al pianista e compositore di Cork Cormac McCarthy per quattro concerti in Inghilterra. Radicato nella tradizione del canto in lingua irlandese di Cúil Aodha, nella contea di Cork occidentale, Ó Lionáird ha portato la propria voce in contesti musicali molto diversi, dagli Afro Celt Sound System alla musica classica contemporanea e orchestrale. In questo trio, la sua voce dialoga con l’hardanger d’amore a dieci corde di Ó Raghallaigh, caratterizzato da risonanti bordoni e corde simpatiche, e con il pianoforte di McCarthy, musicista che ha sviluppato il proprio linguaggio attraverso il jazz, la composizione e la musica tradizionale irlandese. Il repertorio attinge alle canzoni e alla poesia in lingua irlandese, al lavoro solistico di Ó Lionáird e alle musiche legate all’esperienza di The Gloaming. Questa combinazione lascia spazio tanto all’intimità del canto quanto a un’ampia esplorazione strumentale, mettendo le melodie tradizionali in dialogo con le idee musicali contemporanee. Agli appuntamenti di giugno presso Hallé St Peter’s, a Manchester, e Kings Place, a Londra, seguiranno, a settembre, i concerti al Brewery Arts Centre di Kendal e al Durham Folk Festival. Il concerto di Manchester è organizzato in collaborazione con Sound Roots/Manchester Folk e Hey! Manchester. L’appuntamento londinese si terrà nella Hall One, nell’ambito della rassegna Irish Folk Nights.
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PONDEROSA MUSIC AND ART
LUDOVICO EINAUDI
Dopo il tutto esaurito per i quattro concerti romani, il tour di The Summer Portraits proseguirà il 24 giugno a Lucca, per il Lucca Summer Festival, ultimo appuntamento italiano del tour estivo in full band. Sold out i concerti in solo a Dogliani il 17 luglio (Borgata del Nocello) e a Tarvisio il 19 luglio (Laghi di Fusine). “The Summer Portraits Live”, il nuovo album dal vivo di Ludovico Einaudi per Decca, è uscito la scorsa settimana ed è disponibile su tutte le piattaforme digitali. Registrato durante la sua residenza di sei concerti sold out alla Royal Albert Hall di Londra nell’estate del 2025, il nuovo album include brani tratti da The Summer Portraits insieme a classici come I Giorni, Nuvole Bianche ed Experience. Anticipato dai singoli Pathos e I Giorni, The Summer Portraits Live accompagna il tour che vede Ludovico Einaudi impegnato in tutta Europa per portare dal vivo le musiche di The Summer Portraits. Dopo il successo della prima parte del Piano Solo Tour 2026, che ha registrato il tutto esaurito in alcuni dei teatri più prestigiosi d’Europa – tra cui il Wiener Konzerthaus di Vienna, il Teatro Real di Madrid, la Salle Pleyel di Parigi (cinque date), la Royal Albert Hall di Londra (due date), il Teatro del Maggio Fiorentino di Firenze (due date) e la Philharmonie di Berlino – l’artista è ora protagonista del tour estivo in full band. Con l’album The Summer Portraits, Ludovico Einaudi ha voluto raccontare in musica le estati come stagioni di un tempo sospeso, infinito e meraviglioso, traducendo al pianoforte suggestioni, pensieri e riflessioni. Il disco nasce da esperienze personali legate all’estate, alla luce e alle vacanze in famiglia ed è ispirato da una casa sul Mediterraneo dove erano presenti piccoli quadri a olio raffiguranti scorci di natura, fiori e mare. Le composizioni che ne sono nate sono quindi dei veri e propri “dipinti in musica”. The Summer Portraits Live segna la terza tappa discografica di questo percorso, dopo l’uscita dell’inedito progetto Einaudi vs Einaudi, nato dal confronto creativo tra Ludovico Einaudi e il figlio Leo. Un dialogo tra due visioni artistiche complementari che ha dato vita a una rilettura originale del repertorio, capace di preservarne l’identità e, al tempo stesso, di ampliarne l’orizzonte sonoro. Sul palco Einaudi è accompagnato da Federico Mecozzi (violino e chitarra), Redi Hasa (violoncello), Rocco Nigro (fisarmonica), Klest Kripa (violino), Veronica Conti (violoncello), Sharipa Tussupbekova (viola), Gianluca Mancini (elettronica), Francesco Arcuri (percussioni), Alberto Fabris (basso) e Leo Einaudi (pianoforte ed elettronica). Il tour estivo sta portando la musica di The Summer Portraits nelle più importanti arene e venue europee, da Barcellona ad Amsterdam, da Londra a Parigi. Le quattro date all’Auditorium Parco della Musica di Roma hanno registrato il tutto esaurito e il tour prosegue ora con gli appuntamenti italiani, tra cui il Lucca Summer Festival, prima di due speciali concerti in solo a Dogliani e a Tarvisio entrambi sold out, che chiuderanno la stagione estiva. Il 2026 di Einaudi si concluderà con la ripresa del Piano Solo Tour per una serie di concerti in Canada e Stati Uniti (dove suonerà due concerti alla storica Carnegie Hall di New York) oltre all’ormai tradizionale residence pre-natalizia al Teatro Dal Verme di Milano tra la fine di novembre e dicembre.
25 settembre 2026 - Roy Thompson Hall - Toronto
27 settembre 2026 - Maison Symphonique - Montréal
29 settembre 2026 - Boston Symphony Hall - Boston
1 ottobre 2026 - Carnegie Hall - New York
2 ottobre 2026 - Carnegie Hall - New York
4 ottobre 2026 - Symphony Center - Chicago
5 ottobre 2026 - Symphony Center - Chicago
7 ottobre 2026 - Encore Theater - Las Vegas
9 ottobre 2026 - Walt Disney Concert Hall - Los Angeles
12 ottobre 2026 - Davies Symphony Hall - San Francisco
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PONDEROSA MUSIC AND ART
ÓLAFUR ARNALDS
FALLING APART TOGETHER
4 Maggio 2027
Milano – Teatro Nazionale
Biglietti in vendita su ponderosa.it da venerdì 10 luglio alle ore 12.00
Il pluripremiato compositore e produttore islandese Ólafur Arnalds torna in Italia con Falling Apart Together, il progetto più ambizioso e innovativo della sua carriera. Il prossimo 4 maggio 2027 sarà protagonista di una speciale serata al Teatro Nazionale di Milano. Più che un concerto, Falling Apart Together si configura come un’esperienza immersiva che esplora la distanza che spesso ci separa gli uni dagli altri. Uno spettacolo sospeso tra musica e performance, concepito per mettere in discussione le barriere che costruiamo per proteggerci e indagare quei momenti di vulnerabilità in cui tali difese vacillano, lasciando emergere la nostra umanità più autentica e condivisa. Affiancato dal suo team di musicisti e collaboratori, Arnalds intreccia composizioni tratte dal suo repertorio più amato con brani inediti, dando vita a un racconto sonoro e visivo che ridefinisce i confini stessi della performance dal vivo. Dopo il successo internazionale dei tour che hanno portato in scena album come Re:member e Some kind of peace, registrando il tutto esaurito in sale prestigiose come la Royal Albert Hall, la Elbphilharmonie, la Sydney Opera House e la Walt Disney Concert Hall, conquistando centinaia di migliaia di spettatori in tutto il mondo, Ólafur Arnalds torna oggi con l’opera più intima, audace e innovativa del suo percorso artistico. Falling Apart Together invita il pubblico a interrogarsi su ciò che può nascere quando troviamo il coraggio di abbassare le difese, lasciandoci andare quel tanto che basta per entrare in relazione con gli altri e condividere un’esperienza partecipata e autentica.
Info e biglietti
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THE YAMMA TIEMAN
The Yamma TEIMAN project celebrates the music of Yemenite Jews, who lived in Yemen for over 2,000 years. The group brings powerful female vocals, traditional instruments, and hypnotic rhythms to the stage.
2026
Netanya - September 08
Geneva, October 11
2027
Booking is currently under process
USA - May - June - TBA
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A FILETTA
07/10/26 CORSIC'AMEN - Corfu (Greece)
10 to 19/10/26 : South Korea Tour - TBA
18/12/26 A' LUCE SI TÙ with Sandrine Luigi - TBA
DA CALVI A SEOUL
A FILETTA E LIQUID SOUND PORTANO DUE TRADIZIONI VOCALI IN DIALOGO
Le Rencontres de Chants Polyphoniques de Calvi, festival co-organizzato dall’ensemble, hanno fatto da cornice a un incontro unico tra A Filetta e il collettivo coreano Liquid Sound. Intitolata "Gosarisori 고사리소리", questa nuova creazione esplora il dialogo tra le voci corse e le tradizioni musicali coreane. Lo spettacolo sarà presentato a Seoul nel mese di ottobre. La felce dispiega le sue fronde al di sopra della superficie della terra, quasi portando con sé la memoria di tutti gli esseri viventi. Eppure è sotto il suolo, nascosta nel segreto delle sue radici, che la vita scorre e si ramifica. "GOSARISORI" dà voce a questa rete invisibile. Come le radici di una felce, discrete e profonde, le voci si cercano, si rispondono e si ramificano, portando in superficie ciò che inizialmente rimane nascosto. L'opera invita ad ascoltare l'invisibile, a percepire ciò che mette in relazione persone e luoghi al di là di ciò che può essere visto e nominato. Il canto tradizionale coreano e la polifonia corsa si sono sviluppati a migliaia di chilometri di distanza. Eppure entrambi custodiscono la stessa memoria: "la memoria della vita". I canti popolari raccontano gioie e dolori, il lavoro e la terra, le stagioni, le nascite e le partenze. Sono testimonianza di un rapporto con il mondo plasmato dalla trasmissione, dalla memoria e dalla voce. Due tradizioni nate in terre diverse, in lingue diverse, ma attraversate dalla stessa umanità. "GOSARISORI" non cerca di fonderle né di cancellare ciò che le rende differenti. Al contrario, cerca di rivelare le risonanze che già esistono tra loro, quelle connessioni sotterranee che possono emergere quando le voci si incontrano. In terre lontane, donne e uomini hanno cantato per secoli le stesse gioie, gli stessi dolori, le stesse storie della vita, senza mai conoscersi. Oggi, le loro voci si incontrano.
Lee Inbo – Direzione artistica e regia
SEAYOOL – Direzione musicale e composizione
A Filetta, Kwon Songhee, Kim Youri – Interpreti
Jyuri Kim, Kollab Culture – Ideazione e coordinamento del progetto
SPETTACOLI – GOSARISORI 고사리소리
15/09: Rencontres de Chants Polyphoniques de Calvi (Francia)
18/10: Seoul Namsan Traditional Theater (Corea del Sud)
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Mehmet Polat Quartet
Upcoming concerts
Mehmet Polat Quartet — concerts
Sunday 18 October, 15:00 (doors 14:30) — Greene Room (Klezmokum), Amsterdam
Sunday 1 November, 15:00 — Matinee Mondiaal, Circus Hakim, Haarlem
Sunday 8 November, 18:30 — Centro Culturale Candiani, Venice
Friday 20 November, 20:30 — CAT Tradicionàrius, Barcelona
Wednesday 25 November, 19:00 — Cultural Centre of Novi Sad, Serbia
Thursday 26 November — PIN Showcase, Skopje, North Macedonia
Saturday 30 January 2027, 20:30 — Paradox, Tilburg
Saturday 20 February 2027, 20:00 — Willem Twee Toonzaal, ’s-Hertogenbosch
Sunday 28 February 2027, 15:00 — De Mess, Naarden
Sunday 15 November, 20:15. On the International Day of the Imprisoned Writer, PEN Nederland and De Balie bring together writers who have been persecuted for their work, among them Prix Goncourt winner Kamel Daoud and Abdelrahman ElGendy. I play a musical intermezzo with Maryana Golovchenko. You are very welcome.
Rumi the Outsider — on tour in Belgium
Osama Abdulrasol’s music-theatre production on Rumi, seen from the outsider’s perspective, with six musicians and two dancers, directed by Thomas Bellinck and produced by Cluster in Ghent. I play ud and sing. The tour runs from October to March:
9 and 10 October — De Centrale, Ghent
22 October — Cultuurcentrum Berchem, Antwerp
23 October — Schouwburg Rex, Mol
31 October — CC Het Bolwerk, Vilvoorde
6 November — Cultuurcentrum Leopoldsburg
24 November — 30CC Schouwburg, Leuven
16 January 2027 — Stadsschouwburg Sint-Niklaas
22 January 2027 — Westrand, Dilbeek
27 February 2027 — De Warande, Turnhout
18 March 2027 — Stadsschouwburg Brugge
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PUTAN CLUB
FeministElectronicIndustrialAvantRockTechnoEthnoWorldSauvagerie
“Putan Club say they are a test bench, the avant rock band are far more than just that. Album reviews and comventions and the rest are not what Putan Club are really about, they are, thankfully, gloriously, not your average band... An avant-rock band dealing in ETHNOMUSICOLOGY research, theatre, film and from what we can work out, a hell of a lot more more. They sound tribal, like a ritual, they sound wired, they sound threatening, gloriously so.... It does sound WONDERFULLY RITUALISTIC, it does sound intense, deliciously so... The Putan Club strike me as something that’s about far more than just being something to listen to, something that’s much more than just another band making more records. ...A work of DESTRUCTION OF SOUND STEREOTYPES, in all their forms… energy of adorcistic rituals… storm of INDUSTRIAL, ETHNIC, TECHNO, TRIBAL, and NOISE, all in a wall of dissonances… The Putan Club stands for feminism, electricity, electronics and savagery… Sean Worrall, THE ORGAN THING (UK)
Bass, vox, computer: Gianna Greco
Guitar, vox, computer: François R. Cambuzat










