Letture: Le Novità

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Meravigliosi ragni danzanti, un focus sulle interpretazioni del tarantismo nel Seicento
Il primo libro della collana Piccola biblioteca sul tarantismo di Kurumuny Edizioni

Meravigliosi ragni danzanti. Interpretazioni del tarantismo nel Seicento è il primo libro della nuova collana di Kurumuny Edizioni, “Piccola biblioteca sul tarantismo”. La collana, diretta da un comitato scientifico coordinato da Manuel De Carli, rappresenta un nuovo progetto di studi, un’avventura intellettuale e umana che conferma la passione e il rigore di approccio della casa editrice salentina nella ricerca sulle tradizioni popolari. Meravigliosi ragni danzanti. Interpretazioni del tarantismo nel Seicento a cura di Manuel De Carli, pubblicato da Kurumuny con il patrocinio e il sostegno dell’Istituto Diego Carpitella, raccoglie sette saggi di accademici e studiosi (Donato Verardi, Maurizio Cambi, Adele Spedicati, Silvia Parigi, Manuel De Carli, Marco Leone, Gabriella Sava) che approfondiscono altrettante ricerche concepite nel diciassettesimo secolo da medici, filosofi, eruditi per dare una spiegazione al fenomeno “meraviglioso” che ha segnato la storia della penisola salentina e di altre regioni del Sud Europa. Unendo la serietà degli studi accademici a un taglio divulgativo, pensato per una vasta platea di lettori interessati all’affascinante tema del tarantismo, il libro è un avventuroso viaggio attraverso i testi di grandi pensatori italiani e stranieri, da Tommaso Campanella a Athanasius Kircher, da Giovan Battista Della Porta a Giorgio Baglivi, Epifanio Ferdinando, Wolferd Senguerd, Antonio Muscettola.

Dalla prefazione di Manuel De Carli:
«I saggi che compongono la presente raccolta sono dedicati alla riflessione di sette autori che, nel Seicento, hanno scritto sui “meravigliosi ragni danzanti”: le tarantole. Per secoli, questi animaletti sono stati ritenuti responsabili di un fenomeno patologico, denominato nel tempo “tarantismo”. Dapprima, il tarantismo fu concepito come una patologia specifica della Puglia meridionale, successivamente, però, casi di tale fenomeno sono stati registrati anche nel Sud dell’Europa e, soprattutto, in Spagna (…). Ernesto de Martino, con la nota indagine interdisciplinare sul tarantismo, ne mostrerà la dimensione di “istituto culturale” (…). I saggi qui raccolti offrono al lettore la chiave per accedere ad alcune interpretazioni del tarantismo nel Seicento, allorquando tale fenomeno viene ricompreso, grazie anche agli strumenti offerti dalla riflessione filosofica, in una dimensione per lo più medicale. Nel corso del secolo, i fenomeni di tarantismo si presentano come fatti meravigliosi innegabili: i tarantati esistono e sono osservabili in natura. Tali fatti, tuttavia, hanno caratteristiche “singolari” e “straordinarie” che richiedono una giustificazione razionale specifica rispetto ai fatti “regolari” della natura. Non è un caso che il discorso sul tarantismo – nei diversi aspetti che lo compongono – sia spesso percepito, come si evince dai contributi qui raccolti, quale problema intrinsecamente legato al tema delle qualità occulte, strumento concettuale a cui medici e filosofi potevano ricorrere per giustificare razionalmente i fatti straordinari (…). Fenomeni che, una volta incontrati, destano meraviglia e offrono una sfida alle convinzioni del sapere ordina rio6. Da qui, anche il fiorire dei diversi modelli esplicativi messi in campo da intellettuali di tutta Europa per offrire una spiegazione razionale ai molteplici aspetti straordinari del tarantismo, spesso per strapparli a letture superstizione».

La collana Piccola biblioteca sul tarantismo
Nel corso dei secoli, il tarantismo, fenomeno meraviglioso che ha segnato la storia della penisola salentina e di altre regioni del Sud Europa, ha suscitato l’interesse di medici, indagatori della natura, eruditi e viaggiatori provenienti ogni parte del mondo. Da alcuni decenni, questo fenomeno è al centro di un rinnovato interesse scientifico e intellettuale che ha registrato una serie di studi ed eventi culturali dalla portata internazionale. La collana Piccola biblioteca sul tarantismo promuove ricerche di natura storica sulle interpretazioni del tarantismo offerte, nel corso dei secoli, dalle tradizioni filosofica, medica, antropologica e letteraria. Essa accoglie lavori monografici, ricerche di gruppo e riedizioni di testi inediti o rari.vLa collana è diretta da un comitato scientifico coordinato da Manuel De Carli (Tours), composto da: Joaquín Àlvarez Barrientos (Madrid), Maurizio Cambi (Salerno), Camilla Cavicchi (Tours), Luigi Chiriatti (Lecce), Pilar Leòn Sanz (Pamplona), Anna Marie Roos (Lincoln), Donato Verardi (London).

Il curatore
Manuel De Carli è Chercheur associé presso il Centre d’Études Supérieures de la Renaissancevdell’Université de Tours (France). Nel 2019, ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia, presso l’Università degli Studi Roma Tre, e in Musique, presso l’Université de Tours. È membro dell’International Society for Eighteenth-Century Studies e dell’European Society for thevStudy of Western Esotericism. Fa parte del comitato di redazione di Arcana Naturae. Revue d’histoire des sciences secrètes. Si interessa al dibattito sulle qualità occulte in età moderna, con particolare riferimento allo studio della tradizione aristotelica, e alle discussioni sul tarantismovmediterraneo tra Seicento e Settecento.
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MISERERE
I canti penitenziali dell'Arciconfraternita del SS. Crocifisso di Sessa Aurunca
a cura di Ambrogio Sparagna ed Erasmo Treglia
 
Finalmente disponibile il prossimo 27 marzo il Libro & CD “Miserere. I canti penitenziali dell’Arciconfraternita del SS. Crocifisso di Sessa Aurunca”. Il lavoro, a cura di Ambrogio Sparagna ed Erasmo Treglia, inaugura la nuova collana editoriale di Finisterre dal titolo “Nubes” e include le riflessioni, i testi dei canti, le illustrazioni dei “Misteri”, il percorso di storia dell’affascinante Settimana Santa sessana con i suoi rituali antichi e le sue processioni penitenziali di grande intensità emotiva. Il racconto si anima con le testimonianze di Ambrogio Sparagna, Davide Rondoni e Mons. Orazio Francesco Piazza, gli spartiti musicali e le illustrazioni inedite di Luigi Cappelli per un originale viaggio nel tempo e nello spazio dell’umano sentire, dove volti e voci, odori e sapori, situazioni e condizioni esistenziali, generano a Sessa Aurunca continuità di storia e di vita. Un libro di riflessione e preghiera e una documentazione unica di cultura tradizionale italiana. All’interno del libro un disco contenente 16 brani con le voci soliste e corali dell’Arciconfraternita del SS. Crocifisso e del Monte dei Morti e gli echi della Banda musicale dell’Arciconfraternita del SS. Crocifisso. Un repertorio unico nel suo genere che racconta le varie fasi rituali della Quaresima a Sessa Aurunca e la grande tradizione di voci e musiche che da almeno 6 secoli la caratterizza. Suoni e voci un tempo sospeso che ha il suo culmine emozionale nelle musiche eseguite nei vari giorni della Settimana Santa e soprattutto nelle voci “strascinate” durante la processione del Venerdì Santo, con la banda e le sue marce funebri, gli strumenti musicali minori a segnare il tempo, i cori dei Confratelli. In evidenza il Trio del Miserere, nella sua formazione più antica e in quelle più recenti, ma anche il repertorio delle cene confraternali e dei momenti musicali più intimi dei rituali sessani. Il Libro & CD è disponibile presso www.finisterre.it e sarà distribuito in libreria nelle settimane successive.
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Storie e amori d’anarchie 
Un volume con CD allegato  di Sergio Secondiano Sacchi
Disegni di Sergio Staino

Le canzoni e gli avvenimenti che raccontano un’idea di libertà e di rivolta per il quarto volume della collana “I libri del Club Tenco”

A conferma che “a canzoni non si fan rivoluzioni” ma di certo si possono raccontare con grande efficacia le trasformazioni che investono una società e i sentimenti che ad esse si accompagnano, il quarto volume della collana “I libri del Club Tenco”, pubblicato da Squilibri, ha l’ambizione di ripercorrere, in 21 canzoni, gli avvenimenti che hanno alimentato quell’idea di libertà e rivolta passata alla storia come anarchia. A firma di Sergio Secondiano Sacchi e con i disegni di Sergio Staino, rispettivamente direttore artistico e presidente del Club Tenco, Storie e amori d’anarchie affronta le continue metamorfosi di un ideale di cui nei secoli si sono avute diverse incarnazioni a seconda dei contesti e dei protagonisti. Dall’ideale catartico dell’Inno della rivolta, con le speranze messianiche di rinascita a nuova vita nella Lunigiana di fine Ottocento, si passa così a più concrete prese di posizione all’interno del mondo sindacale dell’’Industrial Workers of The World, dall’illegalismo di Buenaventura Durruti e dei Solidarios all’agire sanguinario della banda Bonnot, dalla tensione verso un progetto politico di respiro collettivo al gesto solitario di un “treno lanciato contro l’ingiustizia”: ventuno storie d’amore, insomma, per tanti possibili tipi di anarchia. Ripercorrendo le vicende evocate nelle canzoni, il libro ricostruisce così una vivacissima temperie culturale e politica che, dalla Comune di Parigi, arriva fin quasi ai giorni nostri, soffermandosi sulle gesta di autori entrati di prepotenza nella mitologia rivoluzionaria, da Joe Hill a Pietro Gori fino a Giuseppe Pinelli, senza trascurare gli “anonimi compagni”, che hanno contribuito ad alimentare quell’ideale. Estendendosi anche a realtà non molto conosciute, come quella dell’anarchismo argentino, il racconto si dilunga sugli intrecciati lasciti della Grande guerra che, con la nascita in Europa dei regimi totalitari, porteranno alla sconfitta, in Spagna, di eserciti composti da combattenti di diverse nazionalità, sostenuti però da speranze mai dome.  All'origine c'è uno spettacolo Cançons d’amor i d’anarquia, presentato per la prima volta al Teatre Joventut di Barcellona e poi ripreso anche in Italia: e la vivacità e la forza di un live si avverte nel CD allegato al volume, realizzato per intero con registrazioni dal vivo nei diversi contesti che hanno ospitato lo spettacolo di cui il regista Carlos Benpar ha tratto anche un film-documentario (qui il trailer del film-documentario: https://www.youtube.com/watch?v=mj3pBSNxrgw). Compatto e ben assortito il cast che annovera interpreti italiani, spagnoli e inglesi a evidenziare il respiro internazionale di un movimento che non conosceva confini, avendo come patria il mondo intero: Juan Carlos Biondini, Silvia Comes, Vittorio De Scalzi, Dani Flaco, Julyen Hamilton, Joan Isaac, Alessio Lega, Olden, Anna Roig, Wayne Scott, Scraps Orchestra e Peppe Voltarelli. Interpretazioni appassionate e coinvolgenti, le loro, con un’ottima ripresa dei suoni e non poche novità tra le quali una versione in catalano della Locomotiva di Francesco Guccini, una versione trilingue (italiano, catalano e francese) della Canzone del maggio di Fabrizio de André, una ripresa corale di Here’s to you di Joan Baez ed Ennio Morricone e alcuni brani spagnoli poco conosciuti in Italia.
Sergio Secondiano Sacchi Direttore artistico del Club Tenco, ha scritto numerosi libri sulla canzone d’autore e curato l’edizione di diversi dischi, introducendo in Italia autori come Vladimir Vysotskij, Pablo Milanés, Lluís Llach, Pi de La Serra e Joaquín Sabina. Per Squilibri ha pubblicato Multifilter. Mito e memoria del padre nella canzone e Vent’anni di Sessantotto. Le canzoni e gli avvenimenti che raccontano un’epoca, entrambi con due CD allegati.

Info:  info@squilibri.it; www.squilibri.it
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In occasione dei 30 anni dalla morte, presentazione del libro: Gainsbourg. SCANDALE! di Jennifer Radulovic
L’unica biografia italiana del genio ribelle francese Serge Gainsbourg
Edizioni Paginauno

Martedì 2 marzo ricorrono i 30 anni dalla morte di Serge Gainsbourg (Parigi, 2 aprile 1928 – 2 marzo 1991), il genio ribelle francese. Per l’occasione viene presentato il libro Gainsbourg. Scandale! di Jennifer Radulovic, edito da Paginauno, l’unica biografia italiana che racconta la vita, i lavori, gli amori e la genialità dell’artista ribelle francese. Spregiudicato, provocatore, anticonformista, Serge Gainsbourg è un mito senza tempo, "l’ultimo Poeta maledetto", come l’ha definito alla sua morte il Presidente francese François Mitterrand. Il libro di Radulovic viene presentato alle ore 21 in diretta sulla pagina facebook della casa editrice Paginauno, con l’autrice dialogherà Mario De Santis, critico letterario, giornalista e poeta. Ammaliatore di professione e intellettuale raffinatissimo, Gainsbourg è ritenuto il compositore più prolifico del XX secolo con oltre 1.400 canzoni, da singoli a Concept Album, colonne sonore per film e musical fino a jingle per spot televisivi e radiofonici, spaziando dalla musica classica al jazz, dal rock al reggae. Musicista, paroliere, cantante, divo, attore, personaggio televisivo, regista, pittore e romanziere, nella sua strabiliante carriera ha scritto anche per Juliette Gréco, Françoise Hardy, Brigitte Bardot, Isabelle Adjani, Catherine Deneuve, e naturalmente per la sua amata musa Jane Birkin. Insieme a lei, nel 1969, ha raggiunto il successo planetario con la scandalosa Je t’aime... moi non plus, la prima canzone erotica della storia che gli è valsa la scomunica vaticana e la condanna censoria in numerosi paesi. Gainsbourg è padre della celebre cantante e attrice Charlotte Gainsbourg, nata dalla sua intensa relazione con Jane Birkin.
Dice l'autrice Jennifer Radulovic: «Questa è la storia di un uomo alluvionato nell’anima. Serge Gainsbourg è l’uomo che ha fatto dell’Amore la sua musa, la sua condanna, la sua vocazione. Amore per la bellezza, amore per l’arte, amore per la tragicità, per la provocazione, per lo sberleffo, per l’ironia, per le donne. Per una in assoluto, Jane Birkin. Questo libro, quindi, è anche e soprattutto una struggente e appassionante storia d’amore, oltre che la storia di un artista sconosciuto, figlio di immigrati russi ebrei, che da Pigalle è giunto alle vette più importanti».

ESTRATTO
Serge va a prendere Jane in hotel con un taxi. Jane scende le scale dell’Esmeralda con una minigonna, mozzafiato, tant’è che Serge realizza per la prima volta quanto sia bella e pensa: “Ma che fa, mi vuole provocare? Però mi intriga...” È tutto calcolato: Grimblat si presenta all’appuntamento, ma con una scusa va via subito dopo di proposito per lasciarli soli. Aver combinato per un venerdì sera, tra l’altro, non è un caso, perché sabato e domenica non si gira. Ed è a questo punto, quando si fa buio – siamo in giugno – che questa notte diventa la notte di Serge e Jane, la notte in cui le loro vite cambiano per sempre il proprio corso. Mentre la storia umana e personale di due individui si sta avviando, fuori, nelle strade, tra la gente, impazza la Storia dei grandi eventi. Siamo nel 1968, l’anno delle contestazioni giovanili, politiche, sociali. I manifestanti sfilano in corteo nel cuore di Parigi. La tensione è alle stelle e addirittura la Porsche rossa di Grimblat, a maggio, viene incendiata per strada durante una marcia di studenti.

L'AUTRICE
Jennifer Radulovic (Milano, 1978) è Dottore di Ricerca in Studi Storici. Ama l'atto di narrare in tutte le sue forme e lo fa come storica, saggista e Storyteller. Appassionata di tutto ciò che muove grandi emozioni nell'essere umano, è irrimediabilmente attratta dai provocatori intellettuali. Si occupa di Storia della Provocazione e ha tenuto su Radio Popolare il programma Scandale, storie di uomini e donne andati contro il comune senso del pudore nel '900, e Cinq Femmes Maudites. Collabora con quotidiani e riviste. Ha pubblicato i saggi storici Federico Barbarossa e la Battaglia di Monte Porzio Catone e La grande invasione. Il Regno d’Ungheria nel Duecento tra congiure e intrighi. L’arrivo dei Mongoli, la traduzione dal latino del Carmen miserabile e la raccolta di racconti Le Novelle dei Morti. Fuma il sigaro, vive di notte e “conversa” spesso con Serge Gainsbourg.
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In libreria da giovedì 18 febbraio
Il nemico non è
I cantautori, la guerra e il conflitto sociale
di Mario Bonanno
L’impegno contro la guerra e la lotta contro il Sistema nelle canzoni dei cantautori italiani negli anni Sessanta e Settanta. Titolo tratto da un verso di Enzo Jannacci
Edizioni Paginauno – Collana Saggistica

È nelle librerie da giovedì 18 febbraio il nuovo saggio musicale di Mario Bonanno, già autore del doppio volume 33 giri. Guida ai cantautori italiani per le edizioni Paginauno: Il nemico non è. I cantautori, la guerra e il conflitto sociale è il racconto del conflitto sociale e della critica alla guerra nelle canzoni dei cantautori della storia italiana dal ‘68 in poi. Durante il lungo Sessantotto l’onda della protesta ha riempito la canzone di poetiche di caratura dirompente: le parole sono diventate cronaca e poesia. Per la gioventù movimentista degli anni Settanta le prove tecniche di rivoluzione sono passate anche anche dalle ballate dei cantautori che risuonano dagli stereo, dalle piazze, come nelle aule delle università occupate. La loro attenzione ai temi della guerra e del conflitto sociale è l’argomento specifico di questo libro, che approfondisce sia la critica alla lotta combattuta tra nazioni sia l’impegno contro il Sistema di individui e collettivi. Il nemico non è (titolo tratto dal verso di una canzone di Enzo Jannacci) ha intenti scopertamente politici, a sostegno di due tesi: la prima riguarda lo statuto sociale assunto dalla canzone d’autore negli anni Settanta; la seconda si riferisce al conflitto Stato-individuo. Un conflitto oggi taciuto e a quel tempo persino rappresentato e cantato. Del tacere e tacitare quel conflitto, da un certo momento in poi, ha sempre fatto le spese il cittadino comune.

L’AUTORE
Mario Bonanno firma articoli e saggi sulla canzone d’autore. Nel 2007 ha fondato il periodico “Musica e Parole” di cui è stato anche il direttore. Fra i suoi ultimi libri, pubblicati con Stampa Alternativa, Che mi dici di Stefano Rosso? Fenomenologia di un cantautore rimosso; Rosso è il colore dell’amore. Intorno alle canzoni di Pierangelo Bertoli; Io se fossi Dio. L’apocalisse secondo Gaber; La musica è finita. Quello che resta della canzone d’autore italiana; È vero che il giorno sapeva di sporco. Riascoltando Disoccupate le strade dai sogni di Claudio Lolli; Ho sognato di vivere. Variazioni sul tema del tempo in Roberto Vecchioni. Con Paginauno ha pubblicato i due volumi 33 giri - Guida ai cantautori italiani. Gli anni Settanta e 33 Giri – Guida ai cantautori italiani. Gli anni Ottanta.

ESTRATTO
Nel corso del lungo Sessantotto (1968/1978) l’onda della protesta irrora la canzone di nuovi contenuti e nuove poetiche, portatrici di una vis e di una caratura dirompenti. Sono i tempi in cui Venditti canta ancora da Venditti, esibendo barbone tupamaro e aforistica filocinese. Guccini disserta di ontologie ispirate da eskimo innocenti, e Bertoli si erge a portavoce delle istanze di un nuovo Quarto stato (…) Prerogativa fondante della canzone d’autore è lo sguardo aperto alla realtà circostante e la rottura definitiva con gli schemi consolidati della canzonetta. Attraverso i suoi migliori esponenti, la canzone d’autore ha veicolato messaggi significativi con linguaggi non pedissequi. La contiguità con il tema del conflitto sociale (…) rappresenta solo uno dei fili rossi argomentativi rintracciabili all’interno della corrente cantautorale. Un rapporto intrinseco e molto esteso, in quanto intrinseco ed esteso era percepito – ed era – all’epoca, lo scontro sociale. Mediante il racconto che ne fanno i cantautori, questo libro si misura dunque con la lotta. La osserva da vicino e da lontano, nel suo palesarsi subdolo o eclatante, in accezione estesa di guerra combattuta tra stati nazionali, e in accezione più ristretta, la lotta instaurata di fatto tra il Sistema e l’individuo.
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Ivan Della Mea, E chi può affermare che un sampietrino non fa arte? Scritti sulla musica (1965-2009) a cura di Jacopo Tomatis, "Il de Martino", n.30/2020

Ivan Della Mea ha scritto di musica per tutta la sua vita. Negli anni sessanta e settanta i suoi contributi compaiono perlopiù a margine della sua attività di militante, operatore culturale e musicista, per raccontare il suo lavoro (e la sua vita) o per rispondere a polemiche, a critiche, a dibattiti. Dagli anni ottanta, chiusa l’esperienza dei Dischi del Sole e del Nuovo Canzoniere Italiano, si è trovato invece a farlo quotidianamente come critico per testate ad ampia diffusione come «Amica», «Epoca» e «Linus», o per giornali come «l’Unità» e – più avanti – «il manifesto». A partire da questi anni, ai contributi dedicati alla canzone di protesta e al canto sociale (ormai narrati al passato) si affiancano interviste con i grandi nomi del pop e della canzone d’autore (Fabrizio De Andrè, i Pooh, Raoul Casadei, Francesco De Gregori, Domenico Modugno, Gianna Nannini), recensioni di dischi, di concerti e riflessioni sui nuovi fenomeni internazionali e nazionali, dalla dance al rap delle posse alla world music. In questa fase relativamente poco nota della sua vita professionale Della Mea sa essere spesso spiazzante. Se pure condivide, talvolta, quei riflessi automatici che i critici di sinistra hanno nei confronti della popular culture e dei fenomeni “di massa”, l’immagine dell’autore che ne viene fuori è molto distante dal prototipo del “militante severo” di gucciniana memoria: Della Mea mostra non di rado entusiasmo genuino nei confronti di musicisti “leggeri”, riflette sui propri giudizi del passato e spesso li rivede, senza mai mostrare rimpianto per la grande stagione politica di cui pure fu tra i protagonisti e che sovente è chiamato a raccontare e testimoniare. Il volume, curato da Jacopo Tomatis, completa il lavoro di antologizzazione degli scritti di Della Mea avviato nel precedente numero 29 da Antonio Fanelli e Mariamargherita Scotti. Dipanare la matassa di questi articoli, significa calarsi in mezzo secolo di dibattito sulla musica, sul “popolare” e sul “popular”, sulla cultura “alta” e la cultura “bassa”, sull’eredità della militanza e sul comunismo nell’Italia tra la prima e la seconda repubblica.
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Ad un anno dal fortunato "L'altra taranta - Annabella Rossi e il tarantismo nel Cilento" l'autrice, regista e performer campana di casa a Parigi, dona alle stampe la storia completa del fenomeno del tarantismo con una luce inedita verso la comunità scientifica al femminile. Un viaggio emozionale nel profondo grazie alle immagini di Francesca Grispello
Diacronia minima del tarantismo: il nuovo libro di Tullia Conte

Diacronia minima del tarantismo 
di Tullia Conte 
con immagini di Francesca Grispello
pp. 128 - € 24,00
SUDANZARE, 2020
Collana "Materiali per la Conoscenza"

La taranta diventa femmina in Diacronia minima del tarantismo, il nuovo libro di Tullia Conte, regista, performer e insegnante di casa a Parigi. Il libro presenta una rilettura storica dei rituali collegati al fenomeno del tarantismo, abbracciando la questione di genere: l'estromissione praticamente totale delle donne dalla comunità scientifica che per secoli si è occupata di questi accadimenti, oltre che l'attribuzione del fenomeno al genere femminile come prerogativa congenita e negativa. Caterina Naselli, Clara Gallini, Amalia Signorelli, sono alcune delle studiose che hanno contribuito in maniera fondamentale agli studi di settore, che il testo ripercorre dalla prima testimonianza storica nel 1064, arrivando ai giorni nostri. “La taranta dice (…) noi siamo tutte sorelle”. Altra necessità è quella di ottenere una narrazione, agile e scevra da pregiudizi e campanilismi, che sia capace di comprendere tutti i territori dove queste pratiche sono state messe in atto, per distruggere lo stigma della donna salentina morsa dalla taranta. Attraverso le testimonianze fornite, si configura un orizzonte simbolico vasto e vitale, difficilmente inquadrabile in stereotipi.  Ad un anno esatto dal fortunato "L'altra taranta - Annabella Rossi e il tarantismo nel Cilento l'autrice propone un testo scientifico che ha una visione più ampia: poetica, politica e di speranza di rinnovamento sugli studi di genere. Il percorso è impreziosito dalle immagini realizzate da Francesca Grispello, che contribuiscono ad accompagnare chi legge in un viaggio nel profondo significato del tarantismo. L'esposizione del corpo, lo strumento principale dei rituali, nella ricerca della Grispello non cerca compromessi con la sessualizzazione forzata imposta dalla società. Questa prospettiva anticipa il prossimo futuro, dove nuovi concetti e diritti concreti saranno la testimonianza di quanto sia stato negato in base alle discriminazioni di genere, ma ricorda anche il passato in cui il rito si affidava alle potenzialità del corpo. L'incontro tra ricerche, così diverse fra loro eppure con evidenti punti di contatto, ha generato un formato inedito - per il tema in questione - che si propone di accompagnare chi legge attraverso un'esperienza razionale, ma al tempo stesso emozionale. “Le immagini selezionate in questo volume – scrive Francesca Grispello - nascono da stati d'animo diversi, tutte hanno in comune il bisogno di realizzare una visione e la danza- e la danza vuole dire nudità, carne, diaframma, un tempo dissestato, spazio, assenza di giudizio. Questi Esercizi di Carne e Esercizi di Primavera sono appunto “esercizi”, tentativi di cogliere in visione qualcosa che non posso comprendere, ma danzare, probabilmente sono qualcosa che vedrò domani, che abiterò un giorno a venire. L'autrice nella sua introduzione accenna a un futuro, testimoniando e agendo la danza come pratica per un domani in cui il senso del corpo sia espresso nella sua totalità e libertà.”
Tullia Conte, regista teatrale, attrice e performer, è impegnata da anni nello studio delle danze popolari secondo una prospettiva di antropologia teatrale. Nata nel Cilento ma trasferitasi in tenera età a Napoli, e legata alla sua terra; internazionale perché vive a Parigi, passionale e “scientifica” in nome dei suoi studi antropologici, si occupa di tarantelle tradizionali ma con un sguardo teso al presente, al contemporaneo. Tra i suoi spettacoli Tarantella Cruda, Storia di Maria, Antidotum, san Tarantella, SUDD. Nel 2010 fonda con Mattia Doto “SUDANZARE”, associazione basata a Parigi che si occupa di cultura e promozione della danze e delle culture dell'Italia del Sud. Nel 2019 ha pubblicato “L'altra taranta – Annabella Rossi e il tarantismo nel Cilento”. Francesca Grispello, lavora come giornalista e come ufficio stampa (Synpress) per artisti ed eventi, si occupa di cultura e spettacoli, di fotografia e letteratura, di editoria e di tutto ciò che si muove in ambiente espressivo.

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Vololibero 
presenta

ROCK POSTER 1940-2010 Il manifesto diventa arte di MARTINA ESPOSITO
in appendice un saggio di MATTEO GUARNACCIA

Quello che diventerà il “rock poster” nasce nel Tennessee nel 1940, in una ditta a gestione familiare che aveva sempre pubblicizzato incontri di pugilato ed eventi fieristici. Inizialmente la grafica è priva di qualsiasi guizzo artistico ma, con l’affermarsi del rock’n roll, gradualmente, l’estetica del manifesto diventa più eloquente ed il processo creativo passa nelle mani di artisti oggi diventati iconici. Dallo stile psichedelico dei manifesti per i concerti organizzati dalla Family Dog, a quello immaginifico dello studio Ames Bros degli anni Duemila, arte e musica hanno dato vita a sempre più frequenti miracoli grafici. Nel tempo sodalizi storici come quello tra l’onirico studio Hipgnosis e i Pink Floyd o quello tra il situazionista Jamie Reid ed i Sex Pistols hanno letteralmente plasmato i manifesti del “live” rock, contribuendo in buona sostanza al successo dei musicisti stessi e creando una vera contaminazione fra arte e musica. Questo libro racconta il manifesto rock e la sua evoluzione, da semplice veicolo promozionale di concerti e festival ad autentico oggetto d’arte. Arricchiscono il libro 36 preziose immagini a colori a tutta pagina e in appendice “Quando la musica rimbalza sul muro”, un saggio breve di Matteo Guarnaccia.