Concerti Jazz & Blues

I comunicati stampa relativi ai concerti della scena jazz & blues...


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Frida in tour
dal 7 febbraio: Cassino, Napoli, Roma, Milano, Venezia, Massa Lombarda, Taranto, Gioia del Colle, Barletta e Polignano.
 
Frida porta la sua musica in tour nelle principali città italiane con uno spettacolo ricco di canzoni e suggestioni, in cui convivono grandi classici della musica italiana e internazionale, insieme a brani originali, scritti e composti da lei. Prima data sabato 7 febbraio all’Abbazia di Montecassino, poi sabato 28 febbraio al Trianon Viviani di Napoli, mercoledì 4 marzo all’Auditorium Parco della Musica di Roma, giovedì 5 marzo al Blue Note di Milano, sabato 7 marzo all’Auditorium Lo Squero di Venezia, domenica 8 marzo alla Sala del Carmine di Massa Lombarda; il tour prosegue sabato 14 marzo al Teatro Fusco di Taranto, sabato 21 al Teatro Rossini di Gioia del Colle, domenica 22 al teatro Curci di Barletta e lunedì 23 marzo al Teatro Virgola di Polignano.
Cantante e pianista, figlia d’arte di Stefano Bollani e Petra Magoni, Frida è cresciuta immersa nella musica, sviluppando fin da giovanissima una solida formazione e una sensibilità artistica personale. Ne emerge una personalità luminosa, fatta di lirismo e ironia, estro e fantasia, capace di coniugare tecnica, emozione e autenticità. Ogni brano del repertorio di questo tour racconta una parte del suo personale percorso musicale: dai primissimi ascolti, alle influenze più recenti. Ne nasce una proposta artistica sfaccettata e contemporanea, che attraversa il pop, il jazz, la musica d’autore, con richiami alla musica classica, arrangiamenti più complessi e suggestioni elettroniche, impreziosite anche da effetti vocali. Il concerto diventa così un vero e proprio itinerario musicale, da You’ve Got a Friend di Carole King – uno dei primi brani ascoltati da Frida da bambina – a Futura di Lucio Dalla, canzone senza tempo capace di attraversare le generazioni. Le diverse declinazioni dell’amore trovano spazio in Back to Black di Amy Winehouse o in There You’ll Be di Faith Hill, passando per le atmosfere poetiche di Battiato, Paolo Conte e Leonard Cohen, di cui Frida interpreta una intensa e toccante Hallelujah, capace di emozionare profondamente il pubblico. Un concerto che è molto più di una semplice esibizione: è un incontro, un racconto musicale e umano che lascia il segno. Lo spettacolo di Frida, infatti, è un caleidoscopio di colori musicali: non c’è un genere unico, ma un intreccio armonioso di linguaggi sonori. E così la sua voce — delicata ma potente, limpida, giovane e sincera — si muove con naturalezza tra diverse atmosfere, capace di salire verso le note più alte e di restituire ogni brano con grande maturità espressiva. Sul palco, Frida è affiancata dal musicista britannico Mark Glentworth. Insieme portano un sound ricco e contemporaneo, grazie all’uso del pianoforte elettrico, del vibrafono e di altri strumenti elettrici ed effetti, che arricchiscono il suono, i colori e l’impatto emotivo di ogni brano proposto. Negli anni Frida ha conquistato un pubblico vasto ed eterogeneo, salendo su numerosi palchi importanti e anche istituzionali, nonostante la sua giovane età. Tra i momenti più significativi figura l’esibizione al Quirinale in apertura della Festa della Repubblica, davanti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dove ha interpretato l’Inno nazionale e altri brani con grande intensità e partecipazione. Inoltre, Frida è stata protagonista agli Internazionali d’Italia di Roma, dove ha cantato l’Inno di Mameli prima delle finali di singolare, in un contesto di sport e spettacolo.
 
TOUR
 
Sabato 7 febbraio – Cassino FR
Ore 18.00 Abbazia Montecassino
Ingresso con prenotazione
 
Sabato 28 febbraio – Napoli
Ore 21.00 Teatro Trianon Viviani
 
Mercoledì 4 marzo – Roma
Ore 20.00 Auditorium Parco della Musica
 
Giovedì 5 marzo – Milano
Ore 20.30 Blue Note
 
Sabato 7 marzo – Venezia
Ore 18.00 Auditorium Lo Squero
 
Domenica 8 marzo – Massa Lombarda RA
ore 21.00 Sala del Carmine
 
Sabato 14 marzo – Taranto
Ore 21.30 Teatro Fusco
 
Sabato 21 marzo – Gioia del Colle BA
Ore 21.00 Teatro Comunale Rossini
 
Domenica 22 marzo – Barletta BT
Ore 18.30 Teatro Curci
 
Lunedì 23 marzo – Polignano BA
Ore 21.00 Teatro Vignola
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MATTEO BORTONE NO LAND’S 
A Tree in the Mist 
In tour
  
Il bassista, contrabbassista e compositore pugliese Matteo Bortone (Miglior Nuovo Talento Italiano 2015 al TOP JAZZ) ha sempre dimostrato un’instancabile curiosità artistica, musicale e umana, qualità che lo ha portato a collaborare con artisti dalla natura eterogenea come Roberto Gatto, Maria Pia De Vito, Maurizio Giammarco, Alessandro Lanzoni, Dayna Stephens e le danzatrici Lucia Guarino e Elisa D’Amico. Da diversi anni suona stabilmente nei tour europei della cantante franco-dominicana nominata ai Grammy Awards Cyrille Aimée. “A Tree in the Mist” è la sua quinta produzione da leader, la seconda con la stessa formazione franco/italiana (il primo disco tra i migliori dischi dell’anno 2020 secondo Musica Jazz e iI Giornale della Musica). E’ senza ombra di dubbio un disco collettivo, si farebbe fatica a distinguere il solista dall’accompagnatore. Il nome della band è un vero e proprio statement : No Land’s, nessuna terra, nessun luogo fisso. Il paesaggio si evolve, il viaggiatore con lui. Matteo Bortone trae la sua ispirazione dai miti antichi, dalle cosmologie che hanno in comune la celebrazione non dell’essenza dell’essere, dell’ideale, ma del divenire. Un’esplorazione della trasformazione interiore quando viaggiamo, sogniamo o ricordiamo. Ogni brano è governato da un principio di morphing, trasmutazione, entropia che si articola sciogliendo o rimodellando gli elementi ritmico/armonici. Un cambio ritmico, un disgregarsi di accordi o una costruzione di una linea melodica sono dei pannelli segnaletici creati apposta per perdersi. Questo paesaggio incerto, offuscato dalla nebbia, è disegnato dalla chitarra di  Benjamin Garson, da Yannick Lestra alle tastiere, Julien Pontvianne al sassofono e Ariel Tessier alla batteria.
A Tree in the Mist ha la potenza evocativa di un panorama visto attraverso le nuvole, di un sovrapporsi di memorie, di un cammino tra le rovine sepolte nella selva e, in questo contesto enigmatico e misterioso, ogni brano ha un elemento che si distingue e si pianta nell’immaginario dell'ascoltatore, come un albero nella nebbia.

20 Febbraio
Appiano Gentile (Co) – Tilt Cafe Music Club, Via Salvo D’Acquisto
Ore 21.00
Info 389 182 6928
 
21 Febbraio
Mantova – Ex Chiesa Santa Maria della Vittoria, "you must believe in spring”, Via Claudio Monteverdi 1
Ore 21.00
 
22 Febbraio
Urbino - Ca Lucente, Via Rancitella 15
Ore 21
Tel 3913405198
 
23 Febbraio
Vicenza - Bar Borsa, Piazza dei Signori 26
Ore 21.15
Tel 0444 544583
 
24 Febbraio
Verona - Cantine de L'arena, Piazzetta Scalette Rubiani 1
Ore 21.00
Tel 045 803 2849
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ATELIER MUSICALE
XXXI stagione 
Dal 20 settembre 2025 al 7 marzo 2026
Auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro, corso di Porta Vittoria 43, 20122 Milano.
Inizio concerti: ore 17.30

Jazz e classica contemporanea: al via sabato 20 settembre con il quartetto di Claudio Fasoli la XXXI stagione dell’Atelier Musicale  alla Camera del Lavoro di Milano

Tornano gli appuntamenti della rassegna organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio. Tra i musicisti coinvolti spiccano i nomi di Mauro Ottolini, Giovanni Falzone, Tino Tracanna, Florian Arbenz, Alessandro Solbiati, Simone Pedroni, Natalia Benedetti e Guido Arbonelli

La XXXI edizione dell’Atelier Musicale, la rassegna di jazz e classica contemporanea organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio, scatterà sabato 20 settembre alla Camera del Lavoro di Milano e presenterà ancora una volta una varietà progettuale di grande interesse, nella quale le proposte non sono in linea con l’abituale programmazione concertistica sia nell’ambito jazzistico sia in quello eurocolto.  Molti dei concerti della nuova stagione, poi, sono in prima esecuzione (assoluta o milanese) ed evidenziano il senso di una filosofia propositiva che intende offrire al pubblico del capoluogo lombardo qualcosa che difficilmente potrebbe ascoltare altrove, in linea con l’idea che le vere operazioni culturali sono quelle che realizzano ciò che manca e non ripetono qualcosa di già esistente. Inoltre, la tanto apprezzata quanto rara formula della rassegna, che integra i concerti con dettagliati, ma agili, programmi di sala e brevi guide all’ascolto introduttive, contribuisce non solo all’educazione estetica del pubblico, ma forma una platea attenta, ricettiva e apprezzata enormemente da tutti i musicisti che, nell’arco dei decenni, si sono alternati sul palcoscenico dell’auditorium Di Vittorio. Anche l’orario pomeridiano delle 17.30 si è rivelato, nella sua applicazione più che trentennale, un modo di promuovere i concerti presso un pubblico non abituato alla frequentazione serale dei teatri e degli auditorium, svolgendo un ruolo socialmente utile e, generalmente, poco praticato. 
Il programma della XXXI edizione si configura con la consueta e ampia articolazione progettuale, con performance che intrecciano il mondo jazzistico e quello eurocolto, come nel nel caso di Oscar Del Barba e Tino Tracanna, mentre altre evidenziano una concezione jazzistica prettamente europea, come l’apertura, sabato 20 settembre, con Claudio Fasoli, oppure presentano originali mix di mondi musicali, ben evidenti nei concerti di Mauro Ottolini e Giovanni Falzone, portatori di incroci con il rap, il funky e le musiche provenienti da vasti universi sonori. Non mancano poi i consueti e importanti omaggi, a partire da quello per il compianto Emilio Soana, scomparso lo scorso gennaio, che intorno a Enrico Intra riunisce grandi musicisti che hanno tante volte suonato con lui; quello a Miles Davis da parte di Marco Mariani, tra i primi a ricordare il centenario della nascita del grande artista africano americano, e, infine, il trombone summit, tributo a due trombonisti del valore di Jay Jay Johnson e dell’italiano Marcello Rosa. 
Il jazz internazionale è rappresentato dal singolare trio svizzero-anglo-brasiliano del batterista Florian Arbenz, mentre la linea verde dal formidabile quartetto del sassofonista Lorenzo Simoni, che fonda le sue radici nel mondo di Ornette Coleman ma anche nel jazz contemporaneo più avanzato. Lo sguardo ai giovani, la loro valorizzazione, è da sempre un elemento centrale della rassegna ed è presente in quasi tutti i concerti, coerentemente a quanto fatto sin dalla prima edizione dell’Atelier. 
L’originalità dei programmi investe anche il campo classico, con il progetto Pasolini di Alessandro Solbiati, il singolare recital di una nuova vedette del pianoforte quale Simone Pedroni, oltre alla ricognizione del sempre troppo poco eseguito mondo musicale statunitense da parte dell’Ensemble Garbarino. Completano il quadro lo sguardo ai giovani talenti come la violinista Jingzhi Zhang e il Trio Bedrich e il curioso incontro di due grandi virtuosi del clarinetto odierno quali Natalia Benedetti e Guido Arbonelli. Nel complesso, si tratta di una stagione in grado di far incontrare pubblici diversi, ma ugualmente animati dall’amore per la musica vista in tutte le sue declinazioni.
Superata la boa del trentennale, l’Atelier Musicale inizia la sua nuova stagione sabato 20 settembre (inizio live ore 17.30, ingresso 10 euro con tessera associativa) con l’esibizione di Claudio Fasoli, maestro assoluto di una visione europea e progettuale del jazz, artista dalla precisa linea compositiva e performativa, che è stato presente in diverse edizioni della rassegna, portando sempre un contributo di originalità e alta qualità espressiva. Stavolta torna con il Next Quartet, che dirige da più di quattro anni e con cui è già stato presente nella rassegna tre anni fa: è un gruppo costituito da musicisti che, com’è usuale nel mondo musicale di Fasoli, sono funzionali alla realizzazione dell’odierno pensiero artistico del leader. Si tratta di strumentisti di grande duttilità, a cominciare dal chitarrista Simone Massaron, in grado di sfruttare tutta la gamma timbrica del suo strumento e di utilizzare efficacemente l’elettronica, dimostrando altresì un’ampia padronanza linguistica che spazia lungo la storia del jazz e non solo. La stessa ricchezza di tratto la troviamo in Tito Mangialajo Rantzer che, come tutti i contrabbassisti con cui Fasoli ha suonato, riveste un ruolo centrale nella sua musica, muovendosi in molteplici direzioni. Infine, Stefano Grasso è un batterista capace di lavorare coloristicamente sul ritmo, inserendosi pienamente “dentro” la musica. Con loro Fasoli proporrà le sue composizioni, in cui emergono sia un magistrale uso dello spazio sonoro, sia la sinteticità dei temi, le cui cellule sono cesellate con estrema cura e creano paesaggi sonori originali e ben definiti. I brani scelti sono quasi tutti tratti dall’ultimo album del sassofonista, intitolato Hasard (registrato nel 2024 e pubblicato da Abeat Records). A questi si aggiungono un paio di temi scelti dai due precedenti cd del gruppo: Ambush e Next (quest’ultimo vincitore del referendum della critica italiana nel Top Jazz del 2021).
Personaggio che fa parte della storia e dell’attualità del jazz europeo, Claudio Fasoli vanta una carriera cominciata con la partecipazione al celebre gruppo jazz-rock Perigeo e proseguita come leader di molteplici formazioni e progetti in cui ha avuto al suo fianco grandi personalità del jazz nazionale e internazionale: da Franco D’Andrea a Enrico Rava, da Kenny Wheeler a J.F. Jenny-Clark, da Mick Goodrick ad Antonio Faraò, per citarne solo alcuni. Il concerto che apre, a Milano, la XXXI edizione dell’Atelier Musicale offre quindi la possibilità di ascoltare una formazione tra le più interessanti della scena jazzistica italiana ed europea.

Sabato 21 febbraio 2026, ore 17.30
Tracanna-Zambrini-Mangialajo-D’Auria
Quattro tempi - La musica del Novecento
Tino Tracanna (sassofoni), Antonio Zambrini (pianoforte), Tito Mangialajo Rantzer (contrabbasso), Francesco D’Auria (batteria).
 
Pagine di Copland, Berio, Schoenberg e Puccini con i jazzisti Tracanna, Zambrini, 
Mangialajo e D’Auria sabato 21 febbraio alla Camera del Lavoro di Milano
 
In prima esecuzione assoluta, l’Atelier Musicale ospita la performance di quattro protagonisti del jazz italiano che si confrontano con la musica di matrice eurocolta del Novecento 
  
La trasversalità del nuovo appuntamento dell’Atelier Musicale, ovvero il concerto del quartetto composto da Tino Tracanna (sassofoni), Antonio Zambrini (pianoforte), Tito Mangialajo Rantzer (contrabbasso) e Francesco D’Auria (batteria) in programma sabato 21 febbraio alla Camera del Lavoro di Milano, riflette in pieno la filosofia della rassegna organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio: quattro noti jazzisti dalle vaste competenze guardano, dal loro punto di osservazione, ad altrettante personalità della storia musicale del secolo scorso (Copland, Berio, Schoenberg e Puccini), affrontandone la musica attraverso melodie o spunti tematici provenienti da alcune loro opere in un processo in cui intervengono l’improvvisazione e il classico interplay jazzistico. È, sostanzialmente, un incontro con il mondo musicale di matrice eurocolta che si propone di trovare spunti originali per la realizzazione della performance di tipo jazzistico. Del resto, il jazz ha sempre guardato al mondo europeo colto, molto di più di quanto, sporadicamente, abbiano fatto gli autori del Vecchio Continente nei suoi confronti e nell’ultimo trentennio questo processo è enormemente cresciuto, soprattutto in ambito europeo, ma anche in quello statunitense.
Di Puccini, antesignano di linee armoniche influenti nel primo Novecento, Schoenberg, maestro dell’atonalità e della dodecafonia, Copland, che per nascita si trovava in contatto anche con il mondo musicale afroamericano, e di un maestro del secondo Novecento come Berio (curiosissimo del mondo musicale che lo circondava) vengono affrontate con leggerezza e piacevolezza d’ascolto pagine importanti e funzionali al progetto. Dei quattro protagonisti del concerto, Antonio Zambrini, pianista raffinato che non solo ha collaborato con grandi personalità della scena nazionale e internazionale del jazz ma che si è distinto anche come leader e compositore (alcuni suoi brani sono nel repertorio di molti jazzisti di fama, tra cui Stefano Bollani), è l’autore di tutti gli arrangiamenti. C’è poi Tino Tracanna, solista di assoluto rilievo, artista progettuale e figura di riferimento del panorama jazzistico nazionale, anch’egli compositore e band leader, oltre che membro del quartetto storico di Franco D'Andrea e del quintetto di Paolo Fresu. Tito Mangialajo Rantzer è un contrabbassista molto richiesto in diversi ambiti stilistici del jazz, da quelli più tradizionali alla scena radicale. Infine, Francesco D’Auria, batterista e percussionista, è un musicista eclettico, con una lunga carriera internazionale al fianco di importanti esponenti della scena del jazz europeo. La prima milanese di questo quartetto rappresenta, dunque, una proposta di ascolto assolutamente originale e fuori dagli schemi abituali di ascolto.
 
Programma
A. Copland: Fanfara per l'uomo comune;
A. Schoenberg: Valzer da un frammento strumentale dal Pierrot Lunaire;
L. Berio: Folk Song n. 8;
A. Copland: Tema da  Appalachian  Spring;
G. Puccini: Un bel dì vedremo;
L. Berio: Sequenza per clarinetto;
G. Puccini: Coro a bocca chiusa dalla Madama Butterfly;
A. Schoenberg: Marcia su un frammento strumentale dal Pierrot Lunaire;
G. Puccini: E lucean le stelle.
 
Arrangiamenti di Antonio Zambrini.
Prima esecuzione a Milano.
Introduce  Maurizio Franco.
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CUCCAGNA JAZZ CLUB - IL RITO DEL JAZZ

Riecco “Il rito del jazz” alla Cascina Cuccagna di Milano: 
dal 13 al 27 gennaio tre concerti con Mariani, Andreoli e il trio Boggio Ferraris-Daniele-Parisi 
Tornano, ogni settimana, gli appuntamenti con la musica dal vivo sul palco del Cuccagna Jazz Club presso il ristorante un posto a Milano
 
Dopo la pausa per le festività natalizie e per quelle di fine anno tornano gli appuntamenti con la musica dal vivo alla Cascina Cuccagna di Milano nell’ambito della rassegna Il rito del jazz, a cura dell’associazione culturale Musicamorfosi, un posto a Milano e Cascina Cuccagna, in collaborazione con I-Jazz e con il patrocinio del Municipio 4 del Comune di Milano. La formula è quella collaudata del doppio set (alle ore 19.30 e 21.30) con ingresso libero (prenotazioni: tel. 025457785; email: info@unpostoamilano.it).
Il primo concerto del nuovo anno è in programma martedì 13 gennaio: sul palco del Cuccagna Jazz Club, presso il ristorante un posto a Milano, saranno di scena i giovani talenti Matteo Mariani (chitarra) e Didier Yon (trombone) e l’esperto e versatile Alex Orciari (contrabbasso): il trio darà vita a un dialogo fatto di calde melodie e ritmi sincopati. Specializzati nel repertorio swing e bebop, i tre musicisti rievocheranno con suoni e improvvisazioni raffinate le atmosfere degli anni Quaranta e Cinquanta, celebrando le leggende del jazz attraverso eleganti arrangiamenti e composizioni originali.
Martedì 20 gennaio ci sarà un gradito ritorno: sul palco del Cuccagna Jazz Club, infatti, si esibirà di nuovo il quartetto guidato dal trombonista e compositore Andrea Andreoli, jazzista di grande talento che vanta collaborazioni illustri con il gotha del jazz nazionale e internazionale (Billy Cobham, WDR Big Band, Incognito, Maria Schneider, Vince Mendoza, Fred Hersch, Bob Mintzer, Bill Laurence, Randy Brecker, Mike Mainieri, Dave Weckl, Ennio Morricone, Enrico Rava, Gianluigi Trovesi, Fabrizio Bosso ma non solo). Insieme a Dario Spezia (chitarra), Carlo Bavetta (contrabbasso) e Matteo Rebulla (batteria), Andreoli presenterà l’album My Family Things, il suo ultimo lavoro discografico, nel quale esplora la complessità di bilanciare la vita del musicista con il ruolo di padre e marito, spesso trovandosi diviso tra il desiderio di essere a casa, in famiglia, e l’impegno costante di tour ed esibizioni: «La musica del disco riflette questa dualità attraverso brani originali - afferma il trombonista - che sono dedicati o ispirati ai miei familiari. Questi brani sono intrisi di emozioni autentiche e profonde. La melodia è fondamentale nel mio processo compositivo e si riflette chiaramente nella musica del quartetto, capace di fondere armonie sofisticate con motivi coinvolgenti».
Infine, per l’ultimo appuntamento del mese, martedì 27 gennaio i riflettori saranno puntati sul trio formato da Simona Daniele, Gabriele Boggio Ferraris e Davide Parisi, che renderanno omaggio a Duke Ellington e al suo repertorio immortale. La voce di Simona Daniele incontrerà il calore del vibrafono di Gabriele Boggio Ferraris e la chitarra di Davide Parisi per un viaggio nei classici standard di matrice ellingtoniana e nei brani che il grande compositore afroamericano ha scritto per le sue big band. 
Cantante jazz con base a New York, Simona Daniele è da tempo attiva sulla scena internazionale. Vincitrice di una borsa di studio Fulbright, ha conseguito il suo secondo Master in musica Jazz al City College di New York e nella Grande Mela si esibisce su palchi prestigiosi come quelli del Jazz at Lincoln Center e del Minton’s Playhouse. 
Vincitore del premio Nuova Generazione Jazz (nel 2018), Gabriele Boggio Ferraris è uno dei vibrafonisti più apprezzati della scena nazionale e ha pubblicato cinque album da leader. Diplomatosi con il massimo dei voti e perfezionatosi sotto la guida di Andrea Dulbecco, ha all’attivo collaborazioni con alcuni dei più noti esponenti del jazz italiano ed internazionale, tra cui Dave Douglas, Hindi Zara, Steven Bernstein, Stochelo Rosenberg e molti altri. Classe 2001, Davide Parisi è un chitarrista specializzato nello stile Gypsy Jazz. Si è diplomato con il massimo dei voti al Conservatorio G. Verdi di Milano, milita in diverse formazioni e collabora regolarmente con figure di spicco del panorama italiano tra cui Dario Napoli, Alessandro di Virgilio (Accordi Disaccordi), Paolo Tomelleri, Alfredo Ferrario, Tonino de Sensi ma non solo.
  
I CONCERTI DI GENNAIO 2026

Martedì 27 gennaio, ore 19.30 e 21.30
AL DUCA - OMAGGIO A DUKE ELLINGTON
Simona Daniele, voce; Gabriele Boggio Ferraris, vibrafono; Davide Parisi, chitarra

Dal 3 al 24 febbraio “Il rito del jazz” alla Cascina Cuccagna di Milano 
con Boggio Ferraris, Parisi, Straniero, Rusnak,  il trio Aeronauts e la Panorchestra di Tino Tracanna 
Tornano, ogni settimana, gli appuntamenti con la musica dal vivo sul palco del Cuccagna Jazz Club presso il ristorante un posto a Milano
 
Saranno quattro, nel mese di febbraio, gli appuntamenti con la musica dal vivo alla Cascina Cuccagna di Milano nell’ambito della rassegna Il rito del jazz, a cura dell’associazione culturale Musicamorfosi, un posto a Milano e Cascina Cuccagna, in collaborazione con I-Jazz e con il patrocinio del Municipio 4 del Comune di Milano. La formula è sempre quella del doppio set (alle ore 19.30 e 21.30) con ingresso libero (prenotazioni: tel. 025457785; email: info@unpostoamilano.it).
Il primo concerto del mese è in programma martedì 3 febbraio e sarà all’insegna del jazz manouche, protagonisti il vibrafonista Gabriele Boggio Ferarris, il chitarrista Davide Parisi e il contrabbassista Jimmy Straniero. Il repertorio di questo trio nasce dalla passione comune per Django Reinhardt, di cui verranno proposti alcuni grandi classici come Minor Swing ma anche brani meno conosciuti del celebre chitarrista gitano. Boggio Ferraris, Parisi e Straniero esploreranno anche altri mondi sonori, sempre di matrice jazzistica, attingendo dagli standard americani di autori come Thelonious Monk e Charlie Parker. Non mancheranno, infine, alcune composizioni originali. Gabriele Boggio Ferraris è uno dei vibrafonisti più apprezzati della scena nazionale e ha pubblicato cinque album da leader. Diplomatosi con il massimo dei voti e perfezionatosi sotto la guida di Andrea Dulbecco, ha all’attivo collaborazioni con alcuni dei più noti esponenti del jazz italiano ed internazionale, tra cui Dave Douglas, Hindi Zara, Steven Bernstein, Stochelo Rosenberg e molti altri. Classe 2001, Davide Parisi è un chitarrista specializzato nello stile Gypsy Jazz. Si è diplomato con il massimo dei voti al Conservatorio G. Verdi di Milano, milita in diverse formazioni e collabora regolarmente con figure di spicco del panorama italiano tra cui Dario Napoli, Alessandro di Virgilio (Accordi Disaccordi), Paolo Tomelleri, Alfredo Ferrario, Tonino de Sensi ma non solo.
Martedì 10 febbraio spazio al quartetto del contrabbassista polacco Jaromir Rusnak, che propone un jazz moderno fatto di composizioni originali che uniscono struttura e improvvisazione, con un linguaggio contemporaneo e aperto alle influenze europee. Il leader sarà affiancato dal sassofonista Jossy Botte, dal pianista Giuseppe Blanco e dal batterista Andrea Lo Palo. Il suono coeso del gruppo, nato nel 2021 e già con tre album all’attivo (due anni fa il quartetto si è aggiudicato il Premio del Conservatorio di Milano), è il risultato di una forte intesa musicale.
La settimana successiva, martedì 17 febbraio, si esibirà il trio Aeronauts composto da Francesco Sensi (chitarra), Frank Masetti (basso elettrico) e Riccardo Marchese (batteria): alla Cascina Cuccagna i tre giovani musicisti presenteranno Automata, il loro album d’esordio, uscito lo scorso anno per l’etichetta Filibusta Records. Il jazz moderno del gruppo è aperto alle contaminazioni con altri generi musicali, a cominciare dal pop e dal rock. Il risultato è un suono coinvolgente, ricco e robusto. Le composizioni originali di Automata sono state lodate dalla critica specializzata: «Gli Aeronauts suonano una musica fisica e malinconica nello stesso tempo, animata da una nervosa elettricità che tuttavia non soverchia il tratto gentile dell’emozione con cui riescono a far partecipe l’ascoltatore».
Infine, per l’ultimo concerto del mese, martedì 24 febbraio riflettori puntati sulla Panorchestra diretta dal sassofonista e compositore Tino Tracanna, nome di primo piano della scena jazz italiana. Formazione che fa della trasversalità, dell’improvvisazione e della ricerca la sua cifra stilistica, la Panorchestra è un’estensione del collaudato quartetto Double Cut di Tracanna con il sassofonista Massimiliano Milesi, il contrabbassista Giulio Corini e il batterista Filippo Sala. A questi quattro musicisti si aggiungono Paolo Malacarne alla tromba, Andrea Andreoli al trombone, Gianluca Zanello al sax contralto e Federico Calcagno ai clarinetti, che completano il gruppo condividendone pienamente l’estetica. L’aspetto che più di altri colpisce nel sound della Panorchestra è la marcata tensione che caratterizza i brani, costruiti su solide e propulsive basi ritmiche con arrangiamenti e assoli che si fondono con coerenza. Qua e là si notano assonanze con le avanguardie storiche afroamericane e le sue diramazioni, che fanno di questo ensemble una formazione felicemente in bilico tra contemporary mainstream e free jazz.
  
I CONCERTO DI FEBBRAIO 2026 

Martedì 3 febbraio h. 19.30 e 21.30  
JAZZ MANOUCHE
Gabriele Boggio Ferraris, vibrafono; Davide Parisi, chitarra; Jimmy Straniero, contrabbasso
 
Martedì 10 febbraio h. 19.30 e 21.30
JAROMIR RUSNAK QUARTET 
Jossy Botte, sax tenore; Giuseppe Blanco, pianoforte; Jaromir Rusnak, contrabbasso; Andrea Lo Palo, batteria
 
Martedì 17 febbraio h. 19.30 e 21.30
AERONAUTS 
Francesco Sensi, chitarra; Frank Masetti, basso elettrico; Riccardo Marchese, batteria
 
Martedì 24 febbraio h. 19.30 e 21.30
PANORCHESTRA
Tino Tracanna, sax soprano e tenore, composizioni e arrangiamenti; Massimiliano Milesi, sax tenore, composizioni e arrangiamenti; Andrea Andreoli, trombone; Gianluca Zanello, sax alto; Paolo Malacarne, tromba; Federico Calcagno, clarinetto e clarinetto basso; Giulio Corini, contrabbasso; Filippo Sala, batteria

Un posto a Milano, Cascina Cuccagna, via Cuccagna 2/4, Milano.
Ingresso libero. Informazioni e prenotazioni: tel. 025457785; email: info@unpostoamilano.it
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RIMESSA FAB
la programmazione culturale dei mesi di febbraio - marzo 2026
Prosegue la rassegna musicale a cura di Danilo Blaiotta
Domeniche culturali tra libri, letture, eventi teatrali a cura di Lucia Re
Cene d’Autore da un’idea di Armando Ottaiano

Riprende la programmazione nei locali di Rimessa Fab, spin-off di Rimessa Roscioli, in via delle zoccolette 28: la nuova stagione artistica apre i battenti il 1° febbraio per concludersi a ridosso dell’estate tra maggio e giugno. Con la supervisione generale del fondatore Alessandro Pepe, il Fab si propone come uno spazio ibrido e multifunzionale volto a creare una vita comunitaria attiva all’interno della città, un luogo di ristorazione dove attorno alla cucina e al vino si intrecciano diversi mondi artistici e creativi, intellettuali e umani. Insieme alla Rassegna musicale a cura di Danilo Blaiotta e alle le domeniche di libri, letture, teatro, dibattiti a cura di Lucia Re, si aggiunge quest’anno il format ideato da Armando Ottaiano delle Cene d’Autore, con interviste a personaggi provenienti dal mondo del cinema. Giuseppe Vitale cura le rassegne Perle ai Pochi e Duo al buio, in cui musica e cucina si incontrano attraversando linguaggi diversi — dal jazz alla musica brasiliana fino al rap. Il programma letterario e di dibattiti si articola inoltre su più fronti e più orari: ci sarà anche una lectio tenuta da Christian Raimo l'ultima domenica del mese che avrà come tema i classici contemporanei, e poi libri, letture, eventi teatrali site-specific, performance, tavole rotonde.
Anche sul piano gastronomico è centrale la ricerca del confronto e dell’innesto: a partire da una lunga esperienza di ospitalità di chef, musicisti e artisti maturata negli anni tra i locali di Roma e di New York, ogni mercoledì e giovedì il Fab apre le porte a osterie e chef per realizzare contaminazione e stimolare nuove curiosità.
Le danze si aprono il 1° febbraio con un evento dal titolo Incipit, per l'appunto: dalle 18 fino alla sera si potrà festeggiare l’apertura portando un libro da cui leggere una o due pagine per raccontare il proprio sentimento verso l’anno appena iniziato: desideri, propositi, paure, paranoie, distopie, fantasie senza pausa si susseguiranno al microfono con amici, ospiti e chiunque voglia partecipare al rito collettivo d’inizio anno.
La rassegna musicale prende il via il 7 febbraio con il concerto di Fabio Zeppetella All Stars “Quartet” e proseguirà fino ad aprile. Tra i nomi che in seguito si alterneranno in questo nuovo cartellone ci saranno Baraonna, Susanna Stivali, Max Ionata, Danilo Blaiotta, Joy Garrison, Greg Burk, Roberto Gatto, Traindeville, Roberto Tarenzi, Lorenzo Tucci, Luca Bulgarelli, Achille Succi, Alessandro Gwis, Francesco Fratini, Francesco Puglisi.
Tra le osterie e gli chef invitati figurano Roy Caceres del Ristorante Orma, Valeria e Melina Payero della Trattoria Pennestri, protagoniste di una serata romano-argentina con il maestro di tango Pablo Del Duchetto, il celebre bistrot di Brooklyn Four Horsemen, e molti altri.
Gli appuntamenti letterari prevedono diversi ospiti tra cui Silvia Bencivelli che insieme al disegnatore Sergio D’Innocenzo parlerà del suo libro ‘Eroica, folle e visionaria. Storie di medicina spericolata’. E poi ancora un ciclo sull'amore articolato in tre incontri, il primo dei quali, l'8 marzo, vedrà come protagonisti Matteo Marchesini, Lavinia Bianca e Giuseppe Quaranta. La domenica in fondo al mese, invece, alle 12, Christian Raimo terrà Canone Mensile: incontri/lezioni sui classici contemporanei in compagnia via via di diversi ospiti e con al centro autori importanti quali Littell, Ernaux, Wallace, Bolaño, Ferrante, DeLillo, Ishiguro, Sebald, Aleksievic, Coetzee; si parte il 22 febbraio insieme a Guido Mazzoni.
Le Cene d’Autore avranno come primo ospite Daniele Ciprì il 2 febbraio, e a seguire Valerio Aprea. Un incontro dedicato alla storia della gastronomia italiana sarà con Alberto Grandi e Tommaso Melilli. Per quanto riguarda il teatro e gli autori comici ci saranno Claudio Morici, Emanuela Cappello e Fabio Cicchiello. Stefano Liberti porterà in scena il suo spettacolo Penuria Padana, che racconta la crisi agricola della Pianura Padana. A proposito di paesaggio inoltre partirà un corso dedicato alla scrittura di luoghi e territori, a cura di Laura Marzi e Alessandra Di Pietro, con l’obiettivo finale di una pubblicazione: un libro-atlante per mappare territori e umanità del nostro Paese.
Tra gli ospiti già coinvolti nella scorsa stagione figurano Franco La Cecla, Paolo Pecere, Christian Raimo, Guido Mazzoni, Guido Vitiello, Vanni Santoni, Veronica Raimo, Laura Marzi, Tommaso Ragno, Antonio Rezza e la poetessa americana Jane LeCroy.
Una programmazione trasversale, dunque, sempre in divenire ma con un obiettivo chiaro: restituire al ristorante un ruolo attivo come luogo di incontro umano. Osservando infatti la progressiva riduzione del tessuto urbano centrale, Rimessa Fab vuole assumersi la responsabilità di creare uno spazio in cui possa esistere una vita comunitaria e culturale attiva. Elemento centrale del progetto è la libreria dove è possibile sfogliare e acquistare libri, con una selezione costruita attorno al concetto di paesaggio, inteso in senso ampio e metaforico — musicale, urbano, narrativo, letterario. L’obiettivo non è isolarsi dal paesaggio ma aggiungervi qualcosa per poter riformularne la percezione e continuare a farne parte, opponendo una forma minima ma concreta di resistenza.
La visione finale è favorire l’impollinazione incrociata tra pubblici diversi — chi arriva
per il vino può incontrare il jazz, la letteratura o il teatro, e viceversa — e ricreare luoghi di ascolto oltre che di consumo, stimolando nuove curiosità e strumenti interpretativi per leggere il presente.
 
 PROGRAMMAZIONE FEBBRAIO-MARZO
 
VENERDÌ 30 GENNAIO – ORE 20:30
Perle ai pochi
Lost IQ Quintet
feat. Otto Hirte on Saxophone - Francesco Fratini on Trumpet
Menù dedicato alla cucina bavarese
 
DOMENICA 1° FEBBRAIO – ore 18:00
INCIPIT
Letture condivise
 
LUNEDÌ 2 FEBBRAIO – ore 19:30
Daniele Ciprì live podcast
La distopia del Paesaggio.
 
SABATO 7 FEBBRAIO – ore 22:30
FABIO ZEPPETELLA ALL STARS “QUARTET”
Fabio Zeppetella, chitarra; Roberto Tarenzi, pianoforte; Luca Bulgarelli, contrabbasso; Lorenzo Tucci, batteria
 
VENERDÌ 13 FEBBRAIO – ore 18:30
In-Compresi
A partire dalle 20:30 - Perle ai Pochi
 
SABATO 14 FEBBRAIO – ore 22:30
BARAONNA
Vito Caporale, voce e pianoforte; Eleonora Tosto, voce; Piera D’Isanto, voce; Lorenzo De Angelis, voce e chitarra
 
DOMENICA 15 FEBBRAIO – ore 18:30
Silvia Bencivelli
Storie di medicina spericolata
Con la partecipazione del disegnatore Sergio D'Innocenzo
  
SABATO 21 FEBBRAIO – ore 22:30
Susanna Stivali e Alessandro Gwis
"Piani Diversi"
Susanna Stivali, voce ed elettronica; Alessandro Gwis, pianoforte, tastiere ed elettronica
 
DOMENICA 22 FEBBRAIO – ore 12:00
Canone Mensile
con Christian Raimo
Ospite Guido Mazzoni
 
27 FEBBRAIO – ore 20:30
Perle ai Pochi
Con Sofia Zavaglia
Musica e Cucina latinoamericane
 
SABATO 28 FEBBRAIO – ore 18:00
Danilo Blaiotta, "Musical Thrillers"
“Race Records” Le blues women degli anni ‘20
 
SABATO 28 FEBBRAIO – ore 22:30
Mattia Niniano trio
feat. Max lonata "The Terry Pollard Legacy"
Mattia Niniano, pianoforte; Alessandro Bintzios, contrabbasso; Cesare Mangiocavallo, batteria; Special guest: Max Ionata, sax tenore
 
DOMENICA 1° MARZO – ore 18:30
Stefano Liberti
Penuria Padana
 
VENERDÌ 6 MARZO – ore 20:30
Perle ai Pochi
Duo al Buio
 
SABATO 7 MARZO – ore 22:30
LeePuma
Federica Lipuma, voce e sintetizzatori
  
DOMENICA 8 MARZO – ore 18:30
AMORE IN SENSO STRETTO
Con Matteo Marchesini, Lavinia Bianca, Giuseppe Quaranta
 
VENERDÌ 13 MARZO – ore 19:00
Alberto Grandi, Daniele Soffiati e Tommaso Melilli
  
SABATO 14 MARZO - ore 18.00
Danilo Blaiotta, "Musical Thrillers"
“A Love Supreme” - La suite spirituale di John Coltrane

SABATO 14 MARZO – ore 22:30
Ava Alami e Vittorio Esposito
"Candy Cane Snail"
Ava Alami, voce; Vittorio Esposito, pianoforte e sintetizzatore
  
DOMENICA 15 MARZO – ore 19:00
Claudio Morici
Suicidi editoriali
 
VENERDÌ 20 MARZO – ore 18:30
In-Compresi
A partire dalle 20:30 - Perle ai Pochi
  
SABATO 21 MARZO – ore 16:30
MARCO LODOLI E UBC sulla città di Roma
 
SABATO 21 MARZO – ore 22:30
Joy Garrison Quartet
Joy Garrison, voce; Claudio Colasazza, pianoforte; Francesco Puglisi, contrabbasso; Andrea Nunzi, batteria
 
DOMENICA 22 MARZO – ore 18:30
Emanuela Cappello
Pillole di teatro
 
VENERDÌ 27 MARZO – ore 20:30
Perle ai Pochi con Jalal
Musica e Cucina Palestinesi
 
SABATO 28 MARZO – ore 22:30
Greg Burk
Piano solo
  
DOMENICA 29 MARZO – ore 12:00
CANONE MENSILE,
a cura di Christian Raimo
  
DOMENICA 29 MARZO – ore 19:30
OMAGGIO A CALIFANO
Con Alberto Laurenti e la sua band
E la partecipazione speciale di Maurizio Mattioli

Rimessa Fab, Via delle Zoccolette 28, 00186 Roma
Inizio concerti ore 22.30
Ingresso libero con consumazione obbligatoria - Consigliata prenotazione
06 9555 0234 - Whatsapp +39 349 352 5981
booking@rimessaroscioli.com
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Concerto-tributo in memoria di Lelio Luttazzi con la Big Band Jazz Company,  Caterina Comeglio e i giovani finalisti del premio a lui dedicato 
domenica 22 febbraio al Blue Note di Milano

Sul palco del jazz club milanese, i musicisti diretti da Gabriele Comeglio daranno una nuova veste ai brani più noti di Lelio Luttazzi, ma eseguiranno anche vere chicche tratte dal suo repertorio meno frequentato e alcuni inediti del grande artista triestino

Un concerto-tributo in memoria di Lelio Luttazzi, uno dei grandi maestri della musica leggera e del jazz nel nostro Paese, ma anche presentatore, showman, attore e scrittore: è quanto accadrà domenica 22 febbraio al Blue Note di Milano, protagonisti la Big Band Jazz Company diretta dal sassofonista e compositore Gabriele Comeglio, la vocalist Caterina Comeglio e i finalisti dell’ultima edizione del Premio Lelio Luttazzi (tra cui il vincitore Giuseppe Blanco). Organizzato dalla Fondazione Lelio Luttazzi con il sostegno di SIAE - Società Italiana degli Autori ed Editori, il concerto inizierà alle ore 20.30 (ingresso 25-30 euro; prevendita on line su www.bluenotemilano.com/evento/concerto-tributo-a-lelio-luttazzi-22-febbraio-2026-milano/). Spiega Gabriele Comeglio: «Il repertorio che eseguiremo al Blue Note includerà una manciata di chicche tratte dal repertorio meno frequentato di Lelio, che è stato un musicista e un direttore d’orchestra raffinato, comprese alcune musiche che la moglie Rossana Luttazzi ha recuperato dall’archivio Rai di Torino, rivisitate per l’occasione. Ci sarà anche qualche inedito come “La curiosità” (sulla partitura per pianoforte, coerente con il suo stile ironico, Lelio lo indicava come "fox-trottino” o “swingaccio") ed anche “One more blues”, un brano che, pur avendo lo stesso titolo, è diverso dalla versione in trio del 1968 così come dalla versione in quartetto (con clarinetto) del recente album intitolato “30 anni di swing”». Da segnalare, inoltre, che ci sarà una collaborazione alle orchestrazioni da parte degli studenti dei corsi di arrangiamento del CPM di Milano. Gli spettatori assisteranno, quindi, a un concerto di vere e proprie prime esecuzioni: «Il merito è sempre di Rossana Luttazzi - continua Comeglio - che ha pazientemente cercato, sia nell’archivio di Lelio sia attraverso altre fonti, pagine musicali di grande valore ma sfuggite all’attenzione generale e anche un po’ oscurate dalla grande quantità di brani celebri che popolano il repertorio luttazziano». Gli fa eco Rossana Luttazzi: «Si tratta di composizioni che meritano di essere conosciute dal pubblico e che ora trovano nuova vita grazie alla penna di Gabriele Comeglio, uno dei più apprezzati arrangiatori della scena italiana, che ha studiato approfonditamente i manoscritti di Lelio. E sapere che questa musica verrà eseguita da una big band come la Jazz Company non può che farmi enorme piacere». Com’è noto, Lelio Luttazzi ha contribuito a fare la storia del cinema, della radio e della televisione in Italia. È stato uno dei grandi maestri della musica leggera e del jazz nel nostro Paese, regalando alle big band partiture raffinate ed eleganti, spesso  ispirate alla tradizione americana, con un linguaggio sofisticato e irresistibile. Sua moglie Rossana è presidente della Fondazione Lelio Luttazzi, istituita nel 2010 con l’obiettivo di promuovere la cultura, l’educazione e la formazione musicale: «Grazie al Premio che porta il nome di mio marito ci proponiamo di scoprire e sostenere i nuovi talenti della musica italiana, in particolare i giovani autori pianisti jazz. I vincitori delle passate edizioni, da Manuel Magrini a Danilo Tarso, da Seby Burgio a Thomas Umbaca, da Vittorio Esposito a Giovanni Blanco, sono oggi tra i protagonisti della scena jazz nazionale». La Jazz Company diretta da Gabriele Comeglio è una delle più longeve formazioni italiane, con all’attivo oltre 500 concerti in Italia e all’estero e collaborazioni prestigiose con artisti di livello internazionale (Bob Mintzer, Dee Dee Bridgewater, Lee Konitz e moltissimi altri). Cantante e compositrice, Caterina Comeglio si è formata in ambito jazz prima al Trinity College di Londra e poi al Leeds College of Music. Fin da giovanissima ha condiviso il palco con artisti quali Bob Mintzer, Pee Wee Ellis, Franco Ambrosetti, Sarah Jane Morris, Massimo Lopez e Mika. Si è esibita in prestigiosi festival e rassegne (Bergamo Jazz Festival, Trieste Loves Jazz, Jazz Ascona, Notte di Note e Bucharest International Jazz Competition). Nel 2019 si è aggiudicata il Premio Lelio Luttazzi, nella categoria Cantautori, con il suo primo brano inedito intitolato Scheletri a ballare.
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 Il piano trio di Hakan Basar in concerto a Pescara per il secondo appuntamento di febbraio al Kabala
Giovedì 19 febbraio 2026, la rassegna prosegue nella Sala Favetta del Museo delle Genti d'Abruzzo di Pescara con tre musicisti tra i più interessanti e talentuosi della nuova generazione

Giovedì 19 febbraio, la stagione 2026 del Kabala prosegue con il concerto del trio guidato dal pianista turco Hakan Basar e completato da Michelangelo Scandroglio al contrabbasso e Bernardo Guerra alla batteria. I tre musicisti presentano i brani di “Maiden Voyage”, lavoro pubblicato nel 2025 dal pianista per Red Records. Al termine del concerto, la serata proseguirà poi con l’After Kabala, una jam session gratuita al Caffé Letterario. Il concerto, si terrà a Pescara, nella Sala Favetta del Museo delle Genti d’Abruzzo in Via delle Caserme, 58. Il prossimo concerto del Kabala si terrà giovedì 5 marzo 2026 con il concerto del trio guidato dall'organista statunitense Pat Bianchi e completato da Daniele Cordisco alla chitarra e Giovanni Campanella alla batteria.
Hakan Başar è uno dei talenti più promettenti della scena jazz internazionale. Nato in Turchia nel 2004, ha iniziato a suonare il pianoforte all’età di 8 anni con il padre e ha poi approfondito il suo percorso musicale prendendo spunto e ispirazione stilistica dai grandi pianisti della storia del jazz. Fin da piccolo, ha partecipato a importanti festival e concerti, come il Pera Music Festival a 10 anni e l’Istanbul Jazz Festival a 12 anni, ricevendo l’elogio di Chick Corea. Nel 2015 ha registrato le sue prime tracce in studio, e nel 2019 ha pubblicato l’album “On Top Of The Roof” con Ubuntu Music, che gli ha aperto le porte a piattaforme internazionali e a eventi come il London Jazz Festival. Recentemente, ha anche pubblicato New Hub Art con musicisti leggendari come Jimmy Haslip e Will Kennedy degli Yellow Jackets, questo disco ha ricevuto ottimi commenti dalla critica internazionale. Il suo ultimo album, Maiden Voyage (pubblicato nel 2025 per Red Records, insieme al contrabbassista Michelangelo Scandroglio e al batterista Bernardo Guerra), rappresenta un viaggio musicale attraverso le diverse correnti del jazz, dalle tradizioni dell'Hard Bop e del Post Bop, passando per le reminiscenze del Blues e Gospel, senza dimenticare le derive più attuali e gli accenti mediorientali, connaturati in modo intrinseco nel suo modo di suonare. Un’opera che esprime con fresca e semplice profondità e l’anima vibrante di un talento giovane e brillante. Nello stile di Hakan Başar si ritrovano infatti riferimenti e influenze diverse per provenienza. Un approccio «caldo, melodico, dai riferimenti post bop» nota Flavio Caprera nella recensione al recente Maiden Voyage su Jazz Convention, «con una presenza incessante del ritmo e caratterizzato dal suo background culturale a metà strada tra l’Europa e l’Oriente. Un carattere solare, levantino, che manca alla grana afroamericana». il pianista affronta così un repertorio di classici del jazz con energia e inventiva, intrecciando ritmo e melodia in una sintesi personale che guarda al futuro senza dimenticare la tradizione. Il trio si completa con due musicisti italiani di grande interesse e spessore espressivo. Michelangelo Scandroglio, contrabbassista sensibile e creativo, leader di interessanti formazioni a proprio nome con diverse pubblicazioni discografiche all'attivo e vincitore di prestigiosi premi internazionali (fra i quali il premio Tomorrow’s Jazz di Veneto Jazz, ma anche Umbria Jazz, Getxo, Riga Jazz), riconosciuto per una scrittura intensa e per un linguaggio originale. Bernardo Guerra, raffinato batterista attivo da tempo sulla scena jazz italiana ed europea, da anni collaboratore stabile di Stefano Bollani, con cui ha suonato in festival, teatri e trasmissioni televisive di grande rilievo. Le diverse sfaccettature della musica di improvvisazione animano i sei appuntamenti dell'edizione 2026 del Kabala. Dal blues del concerto di apertura con Kenny "Blues Boss" Wayne all'incontro tra jazz e flamenco proposto da Daniele Bonaviri, Giuseppe Continenza e Pierpaolo Bisogno, passando per l'omaggio alla musica di Pino Daniele del duo formato da Rita Marcotulli e Israel Varela, per la sintesi tra mainstream jazz e atmosfere mediorientali del trio del pianista turco Hakan Basar e per le sonorità affascinanti dell'organo Hammond con il concerto del Pat Bianchi Trio. Il concerto finale della rassegna guarda alla musica di due grandissimi della storia del jazz come Duke Ellington e Billy Strayhorn con "Essentially Ellington and Strayhorn" del quartetto del contrabbassista Marco Marzola con la presenza speciale di uno dei protagonisti della scena europea del jazz, vale a dire il sassofonista Tony Kofi. 
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A Roma nasce la Santa Cecilia Jazz Orchestra:
al via la nuova rassegna di jazz a ingresso gratuito del Conservatorio di Roma
Dal 25 gennaio sei concerti per sei domeniche, a ingresso gratuito, con omaggi a Duke Ellington, Leonard Bernstein, Federico Fellini, Charles Mingus e Modest Petrovič Musorgskij.
Sala Accademica di Via dei Greci, Roma - Ore 11,30
Ingresso gratuito
 
Nasce la Santa Cecilia Jazz Orchestra (SCJO) del Conservatorio di Roma “Santa Cecilia” e, domenica 25 gennaio, prende il via una nuova rassegna musicale con sei appuntamenti a ingresso gratuito, la domenica mattina alle ore 11.30, presso la bellissima e scenografica Sala Accademica del Conservatorio, nota per la presenza dello storico Organo Walcker-Tamburini, in via dei Greci 18. Curata dal Dipartimento di Jazz con il coordinamento del M° Ettore Fioravanti, la rassegna vede protagonisti docenti e studenti del Conservatorio e omaggia grandi artisti del patrimonio jazz e classico: da Duke Ellington, a Leonard Bernstein, da Charles Mingus a Modest Petrovič Musorgskij fino alle celebri colonne sonore dei film di Federico Fellini scritte da Nino Rota. L’inaugurazione della rassegna e della nuova Orchestra domenica 25 gennaio alle 11.30, è dedicata a uno dei personaggi più importanti della storia del jazz: Duke Ellington.
Il concerto “The Harlem Renaissance", con arrangiamenti e direzione del M° Mario Corvini, la SCJO ripercorre le tappe più importanti della storia di Ellington e della sua celebre orchestra, a partire dal periodo del Cotton Club per passare poi alla collaborazione con l’alter ego di una vita, Billy Strayhorn, arrivando alla produzione delle Suite nella parte conclusiva della sua carriera.
A seguire, domenica 22 febbraio, l’omaggio a Charles Mingus con il concerto “Mingus! A Long Journey from Nogales to Cuernavaca”, arrangiamenti e direzione a cura del M° Roberto Spadoni.
Domenica 22 marzo la dedica alla meravigliosa filmografia di Fellini con “Federico Fellini e la dolce vita. Le Colonne Sonore”. Arrangiamenti e direzione del M° Mario Corvini.
Domenica 19 aprile, omaggio a Leonard Bernstein con “Lenny’s Songbook. Leonard Bernstein e il ‘900”, arrangiamenti e direzione del M° Pietro Leveratto.
Domenica 24 maggio, in scena “Pictures in Jazz. Suite per Jazz Orchestra” ispirata alla celebre Pictures of an Exhibition di Modest Petrovič Musorgskij. Arrangiamenti e direzione del M° Roberto Spadoni
Dopo la pausa estiva, la rassegna si conclude domenica 18 ottobre con “Originali e Autoctoni.  Opere a cura della classe di Composizione Jazz.” Coordinamento e direzione del M° Stefano Cantarano e del M° Ettore Fioravanti.
 
PROGRAMMA CONCERTI

Domenica 25 gennaio
Duke Ellington
The Harlem Renaissance
Arrangiamenti e direzione del M° Mario Corvini
 
Domenica 22 febbraio
Mingus!
A Long Journey from Nogales to Cuernavaca
Arrangiamenti e direzione del M° Roberto Spadoni
 
Domenica 22 marzo
Federico Fellini e la dolce vita
Le Colonne Sonore
Arrangiamenti e direzione del M° Mario Corvini
 
Domenica 19 aprile
Lenny’s Songbook
Leonard Bernstein e il ‘900
Arrangiamenti e direzione del M° Pietro Leveratto
 
Domenica 24 maggio
Pictures in Jazz
Suite per Jazz Orchestra ispirata a Pictures of an Exhibition di Modest Petrovič Musorgskij
Arrangiamenti e direzione del M° Roberto Spadoni
 
Domenica 18 ottobre:
Originali e Autoctoni
Opere a cura della classe di Composizione Jazz
Coordinamento e direzione del M° Stefano Cantarano o del M° Ettore Fioravanti

Conservatorio di Musica “Santa Cecilia”
Via dei Greci 18, Roma - tel. 06.36096720 - www.conservatoriosantacecilia.it
Ufficio Stampa Festival Jazz Idea 
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PONDEROSA MUSIC AND ART
presenta

IBRAHIM MAALOUF & THE TRUMPETS OF MICHEL-ANGE

04 Novembre 2026
Milano – Teatro Arcimboldi Milano - JAZZMI 

05 Novembre 2026
Firenze – Teatro Cartiere Carrara – H/EARTHBEAT

Ibrahim Maalouf torna in Italia per due date speciali con un ensemble d’eccezione, impreziosito dal suono di The Trumpets of Michel-Ange, in programma mercoledì 4 novembre al Teatro Arcimboldi di Milano (all’interno della rassegna JAZZMI) e giovedì 5 novembre al Teatro Cartiere Carrara di Firenze (all’interno della rassegna H/EARTHBEAT). Con due prestigiose candidature ai GRAMMY Awards, Ibrahim Maalouf presenta il suo 19° album, un progetto di straordinaria innovazione. Dal punto di vista filosofico, storico e musicale, T.O.M.A. – acronimo di Trumpets of Michel-Ange – è una grande avventura che conduce l’ascoltatore in un universo dove folklore e modernità si fondono in un’unica visione. Come sempre, la musica di Maalouf riesce a trovare il perfetto equilibrio tra raffinatezza e accessibilità, risultando al tempo stesso stimolante e accogliente per un pubblico ampio e trasversale. “T.O.M.A” è prima di tutto un album meticcio, una vera e propria miscela di influenze, in cui l’Oriente festoso e nostalgico si esprime con una libertà rara. Questo progetto è anche il nome del nuovo marchio di trombe di Ibrahim Maalouf. Progettato da Ibrahim insieme al liutaio A. Jaminet, in collaborazione con Antoine Courtois del gruppo francese Buffet Crampon, questo nuovo strumento nasce con l’obiettivo di incoraggiare i trombettisti di tutto il mondo a interessarsi a questa rivoluzione musicale. É una grande celebrazione che riunisce generazioni diverse, amatori e professionisti, insieme a ospiti speciali.
Un virtuoso della tromba, così la stampa internazionale inquadra la prestigiosa figura di Ibrahim Maalouf.  La sua musica si contraddistingue per una fusione creativa di generi musicali che, da dieci anni a questa parte, gli ha permesso di conquistare il record di primo jazzista della storia ad aver registrato il tutto esaurito nelle più prestigiose sale da concerto francesi. Nato a Beirut nel 1980, Ibrahim Maalouf è riconosciuto internazionalmente come lo strumentista più popolare della scena musicale francese. Nel corso della sua carriera ha ricevuto due Victoires du Jazz e due Victoires de la Musique, rispettivamente per il miglior album di musica mondiale e per lo spettacolo musicale e il concerto dell'anno. Questi premi lo hanno reso il primo musicista a ricevere questo riconoscimento nei 33 anni di storia dei Victoires de la Musique. Non solo riconoscimenti musicali: Ibrahim ha ricevuto anche onorificenze dal governo francese in qualità di Cavaliere dell'Ordine Nazionale del Merito e Cavaliere dell'Ordine delle Arti e delle Lettere. Nel corso degli anni, Ibrahim Maalouf ha collaborato con alcuni dei più grandi artisti dell'industria musicale francese e mondiale come Sting, Marcus Miller e Melody Gardot.

 Biglietti disponibili su
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PONDEROSA MUSIC AND ART
presenta

GOGO PENGUIN
13 febbraio 2026
Milano – Alcatraz
 Biglietti disponibili su ponderosa.it

Torna in Italia l’acclamato trio di Manchester che ha conquistato i palchi internazionali con una raffinata fusione di jazz, elettronica e musica classica. I GoGo Penguin saranno protagonisti di un’unica data il 13 febbraio  all’Alcatraz di Milano. Il concerto sarà l’occasione per presentare dal vivo il loro ultimo progetto discografico, Necessary Fictions: un album in cui il pianista Chris Illingworth, il bassista Nick Blacka e il batterista Jon Scott approfondiscono la propria identità artistica, alla ricerca di quelle che definiscono “le nostre qualità più autentiche in questo momento”. Necessary Fictions si impone come uno dei lavori più audaci della band, che amplia il proprio linguaggio sonoro attraverso l’uso di synth modulari, Moog Grandmother e basso elettrico, muovendosi con naturalezza tra dimensione acustica ed elettronica. La formazione di Manchester descrive Necessary Fictions come un tentativo di liberarsi delle maschere e rivelare la propria essenza più autentica: come persone, musicisti e collettivo. Ne nasce un viaggio sonoro intenso e coinvolgente, che conferma i GoGo Penguin tra i protagonisti della scena musicale jazz contemporanea. 


Info e biglietti
ponderosa.it
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PONDEROSA MUSIC AND ART
presenta

ALFA MIST

 3 MARZO - BOLOGNA – LOCOMOTIV CLUB
4 MARZO - ROMA – MONK
5 MARZO - MILANO – SANTERIA TOSCANA 31

biglietti su ponderosa.it

Il produttore, rapper e pianista Alfa Mist torna in Italia per tre appuntamenti speciali: il 3 marzo al Locomotiv Club di Bologna, il 4 marzo al Monk di Roma e il 5 marzo a Milano, sul palco di Santeria Toscana 31. Tre date che offriranno al pubblico italiano l’occasione di ascoltare dal vivo Roulette, il nuovo album uscito a ottobre 2025 per Sekito Records. Dalla pubblicazione del suo primo progetto completo Nocturne nel 2015, Alfa Mist si è affermato come una delle figure più influenti e ricercate della scena musicale britannica contemporanea. Ha collaborato con artisti del calibro di Jordan Rakei e Tom Misch, attirando l’attenzione per un linguaggio sonoro inconfondibile. Il suo stile fonde una produzione intima e raccolta con ampie orchestrazioni jazz, sfuggendo costantemente a qualsiasi definizione di genere. La sua musica attraversa territori che vanno dall’hip-hop – con collaborazioni con rapper come Loyle Carner – alla composizione di opere neoclassiche per la London Contemporary Orchestra, fino ai remix di brani del compositore Ólafur Arnalds e della storica etichetta jazz Blue Note. Con Roulette, Alfa Mist continua a espandere la propria visione creativa. Il disco è un concept album di matrice sci-fi ambientato in un futuro distopico in cui la reincarnazione è scientificamente dimostrata. Concepito, scritto e prodotto interamente da Alfa Mist, l’album vede la partecipazione del rapper newyorkese Homeboy Sandman, della soul singer britannica Tawiah e della cantante e polistrumentista Kaya Thomas-Dyke.

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AKAMU
presents

Luke Stewart

2026-02-22 
Centro Pecci – Prato

2026-02-24 
Stadtgarten – Köln 
with SILT 4tet special guest Aquiles Navarro

2026-02-25 
OPEN 
with SILT Trio feat. Brian Settles and Paal Nilssen-Love

2026-02-26
Domicil – Dortmund 
with SILT Trio feat. Brian Settles and Paal Nilssen-Love

2026-02-27
OPEN 
with SILT Trio feat. Brian Settles and Paal Nilssen-Love

2026-02-28 
Torrione Jazz Club – Ferrara 
with SILT Trio feat. Brian Settles and Paal Nilssen-Love

Wayne Horvitz

2026-03-19 
Sala Picta, Museo Vescovile – Bergamo

Jazz Passengers
2026-03-20 
Auditorium dell’Istituto Palazzolo – Bergamo

Maria Grand

2026-03-20 
Bergen Jazzforum 
with 4tet

2026-03-22 AMR-Sud des Alpes - Genève 
with 4tet

2026-03-24 Besední dům, Komenského 
Duo with Maya Keren

Irreversible Entanglements

2026-05-01
Torino Jazz Festival - Torino

Nicole Mitchell & Craig Taborn

2026-05-09 Torrione Jazz Club – Ferrara 

Akamu will be present as “Kemuzike"

2026-05-15/17
Eufonica Fair 2026

Elliott Sharp

2026-05-19 
Casa della musica - Trieste

Further info at www.akamu.net
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OMAR SOSA
WINTER TOUR
U.S. & Canada
February 28 to March 15, 2026

February 28
Montréal, Quebec, Place des Arts / Cinqième Salle
Omar Sosa & Yilian Cañizares
AGUAS Trio, featuring
Gustavo Ovalles, percussion
www.placedesarts.com

March 2
Santa Cruz, CA, Kuumbwa Jazz Center
Omar Sosa & Yilian Cañizares
AGUAS Trio, featuring
Gustavo Ovalles, percussion

4 Nights at SFJAZZ • San Francisco • March 5-8

Thursday, March 5
Stanford Jazz Orchestra
plays the Omar Sosa album 'Es:sensual'

Friday, March 6
AGUAS Trio, featuring
Omar Sosa, piano
Yilian Cañizares, violin, vocals
Gustavo Ovalles, percussion

Saturday, March 7
Quarteto Americanos, featuring
Sheldon Brown, multi-reeds, flute
Josh Jones, drums
Ernesto Mazar Kindelán, baby bass

Sunday, March 8
SUBA Trio, featuring
Omar Sosa, piano
Seckou Keita, kora, vocals
Gustavo Ovalles, percussion


March 10 & 11
Seattle, WA, Jazz Alley
Omar Sosa & Seckou Keita
SUBA Trio, featuring
Gustavo Ovalles, percussion

March 12
Portland, OR, The Old Church
Omar Sosa & Seckou Keita
SUBA Trio, featuring
Gustavo Ovalles, percussion

March 13
Vancouver, British Columbia, The Chan Centre
Omar Sosa & Seckou Keita
SUBA Trio, featuring
Gustavo Ovalles, percussion

March 15
Calgary, Alberta, National Music Centre / Studio Bell
Omar Sosa & Seckou Keita
SUBA Trio, featuring
Gustavo Ovalles, percussion

For tour details,
please visit www.omarsosa.com
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GALILEO MUSIC
Concerts

Ed Partyka
20/02/2026 Berlin
21/02/2026 Berlin

Wildes Holz
10/01/2026 Essen, Philharmonie
02/11/2025 Lauffen am Neckar, Klosterhof
28/02/2026 Lübeck, Kolosseum
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MUSEO DEL SAXOFONO
via dei Molini snc (angolo via Reggiani), Maccarese, Fiumicino (RM)
Info su biglietti, orari, prentazioni e modalità di partecipazione al sito ufficiale: www.museodelsaxofono.com/

Sabato 21 febbraio 2026 ore 21:00
BRASSENSE
New Breath in Town
Irina Arozarena - voce solista; Francesco Marsigliese - tromba; Giuseppe Panico - tromba; Gabriele Gregori - corno; Palmiro Del Brocco - trombone; Maurizio Capuano - tuba; Alfredo Bochicchio - chitarra; Alberto Botta - batteria
Biglietto concerto € 18,00 + prevendita sul circuito Liveticket.it
Ore 20:00 apericena facoltativa €17,00 Si consiglia la prenotazione.

 Domenica 22 febbraio 2026 ore 18:00
KA
Colonna – Spera Duo
Concerto di composizione istantanea 
Marco Colonna - clarinetto basso, saxofoni; Fabrizio Spera - batteria, percussioni
Concerto gratuito previo pagamento del biglietto di ingresso al museo
Intero: € 10,00 - ridotto € 7,00
 
Nel fine settimana del 21 e 22 febbraio 2026 il Museo del Saxofono di Fiumicino propone due appuntamenti consecutivi che raccontano, da prospettive diverse ma complementari, la vitalità della musica dal vivo contemporanea. Due concerti uniti da un comune filo conduttore fatto di ricerca sonora, qualità artistica e forte impatto emotivo, capaci di valorizzare appieno lo spazio museale come luogo di ascolto, sperimentazione e incontro tra pubblico e musicisti. Sabato 21 febbraio, alle ore 21:00, il museo ospita BRASSENSE con New Breath in Town, un progetto musicale che porta sul palco un’energia nuova e coinvolgente. Un ensemble di cinque ottoni affiancati da chitarra, batteria e percussioni dà vita a una performance potente e raffinata, in cui classico, swing, jazz, soul e funk si intrecciano in un linguaggio contemporaneo, dinamico e accessibile. Al centro del concerto la voce intensa e carismatica di Irina Arozarena, artista cubana dalla forte presenza scenica, capace di trasformare ogni brano in un racconto emozionale ricco di sfumature e pathos. CRAZBRASSENSE nasce come riflessione sull’evoluzione del mondo degli ottoni, sul loro “nuovo senso” espressivo, e rilegge grandi pagine della musica internazionale con arrangiamenti originali e grande cura timbrica. Da Carole King a Burt Bacharach, dai Canadian Brass al soul di Stevie Wonder, il programma attraversa epoche e stili mantenendo sempre un equilibrio elegante tra tradizione e modernità, tra scrittura colta e groove pop. Sul palco, insieme a Irina Arozarena, si esibiscono Francesco Marsigliese e Giuseppe Panico alle trombe, Gabriele Gregori al corno, Palmiro Del Brocco al trombone, Maurizio Capuano alla tuba, Alfredo Bochicchio alla chitarra e Alberto Botta alla batteria, in un dialogo musicale continuo e coinvolgente.
Il concerto avrà inizio alle 21:00, con biglietto di ingresso di €18,00 (+ prevendita) sul circuito LiveTicket. Alle ore 20:00 è prevista un’apericena facoltativa al costo di €17,00; si consiglia la prenotazione. 
Domenica 22 febbraio, alle ore 18:00, avrà luogo un evento di segno diverso ma altrettanto intenso: KA – Colonna & Spera Duo, concerto di composizione istantanea che trasforma il museo in un vero e proprio laboratorio sonoro. Protagonisti sono Marco Colonna e Fabrizio Spera, due figure di riferimento della scena internazionale dell’improvvisazione, che costruiscono la musica nel momento stesso dell’esecuzione, attraverso ascolto reciproco, interazione e libertà espressiva assoluta. Marco Colonna, clarinettista e saxofonista romano, è da oltre vent’anni attivo tra jazz, musica contemporanea e improvvisazione radicale, con particolare attenzione al clarinetto basso e contrabbasso. La sua ricerca lo ha portato a collaborazioni prestigiose e a una costante esplorazione dei confini tra scrittura ed estemporaneità. Fabrizio Spera, batterista e percussionista di grande esperienza, è una delle personalità più autorevoli della musica improvvisata europea, noto per la sua capacità di dialogare con contesti sonori aperti e sperimentali. Insieme, Colonna e Spera danno vita a un progetto in cui ogni concerto è irripetibile, un evento unico in cui composizione e interpretazione coincidono nell’istante creativo.
Il concerto di domenica è a ingresso gratuito previo pagamento del biglietto di accesso al museo, pari a €10,00 (ridotto €7,00).
 
La sala del Museo del Saxofono, dotata di un nuovo impianto audio in quadrifonia, garantisce per entrambi i concerti un’esperienza d’ascolto immersiva e di altissima qualità, capace di valorizzare ogni dettaglio timbrico e dinamico.
Il Museo del Saxofono di Fiumicino rappresenta un’eccellenza assoluta del territorio e non solo, accreditato nell’Organizzazione Museale della Regione Lazio, è l’unico nel panorama internazionale dedicato a questo strumento e ospita la più grande collezione del mondo di saxofoni. Esso custodisce preziosi e rari strumenti musicali: dal minuscolo soprillo di 32cm al gigantesco sub-contrabasso J’Elle Stainer, dal Grafton Plastic agli strumenti dell'inventore Adolphe Sax, dal mitico Conn O-Sax ai saxofoni a coulisse, dai rothfoni agli strumenti appartenuti a grandi artisti come Sonny Rollins, Tex Beneke, Benny Goodman, Ralph James, Ross Gorman, Gil Ventura, Tom Scott... Oggi il museo è una realtà internazionalmente riconosciuta in tutto il mondo. Vincitore del Premio per la Valorizzazione dei Luoghi della Cultura della Regione Lazio 2021, è organizzatore di numerosi festival in Italia e all’estero come l’Italian & Swiss Jazz Festival a Basilea (2021) e a Dornach (2022), il Saxophobia Festival, gli Adolphe Sax Days, la Rassegna Fai Bei Suoni, il Fiumicino Jazz Festival e l’International Saxophone Meeting (2023-2024). Ha collaborato e partecipato ad importanti esposizioni ed eventi musicali europei: SAX200 al MIM di Bruxelles, MUSIKMESSE a Francoforte, MUSICA ANTIQUARIA a Cesena, SAX200SAX a Moncalieri, 18° WORLD SAXOPHONE CONGRESS a Zagabria, EURSAX2024 a Trento, IL JAZZ ITALIANO PER LE TERRE DEL SISMA 2024 a L’Aquila e 360° SAXOPHON a Monaco di Baviera e Ulrichshusen.
Sito web ufficiale:
 
Infoline costi e prenotazioni:
+39 06 61697862 - +39 320 2514087 - info@museodelsaxofono.com