I comunicati stampa relativi ai concerti della scena jazz & blues...
Söndörgő insieme agli iconici Snarky Puppy in tour
Söndörgő si unisce agli Snarky Puppy per il Somni World Tour 2026, con il nuovo album in arrivo Residence, registrato al Müpa.
La potenza ungherese dei Söndörgő si aggiunge agli Snarky Puppy per la tappa europea del Somni World Tour 2026, un accostamento musicale che appare particolarmente naturale ed entusiasmante. I Söndörgő fanno parte della GroundUP Music, l'etichetta indipendente fondata dal leader degli Snarky Puppy Michael League, dal 2024. Il loro primo disco per l'etichetta, Gyezz, ha visto la partecipazione del meraviglioso saxofonista Chris Potter, seguito da Söndörgő XXX nel 2025, per celebrare il trentesimo anniversario della band. Il rapporto è cresciuto diventando qualcosa che va ben oltre una semplice collaborazione discografica: c'è una vera connessione musicale e una curiosità condivisa nel voler unire tradizione, improvvisazione e sonorità contemporanee. Per i Söndörgő, la cui musica è profondamente radicata nelle tradizioni sud-slave e balcaniche con cui sono cresciuti, questo rappresenta un altro splendido capitolo del loro percorso internazionale. La loro capacità di prendere qualcosa di così profondamente tradizionale e renderlo assolutamente vivo e contemporaneo è ciò che li rende una band così speciale da vedere dal vivo – e il loro legame con la famiglia Snarky Puppy / GroundUP ha aperto la strada a incontri musicali davvero straordinari.
9 settembre 2026 — Vilnius, Lituania
11 settembre 2026 — Varsavia, Polonia
12 settembre 2026 — Katowice, Polonia
13 settembre 2026 — Brno, Repubblica Ceca
14 settembre 2026 — Praga, Repubblica Ceca
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PONDEROSA MUSIC AND ART E JAZZMI
PRESENTANO
SNARKY PUPPY
10 Aprile 2027 - Milano – Fabrique
JAZZMI Off
Biglietti in vendita su ponderosa.it e jazzmi.it:
Artist pre-sale dalle ore 10 di mercoledì 16 settembre
General sale dalle ore 10 di venerdì 18 settembre
Gli Snarky Puppy tornano a Milano il 10 Aprile 2027 al Fabrique per uno speciale appuntamento JAZZMI Off. Cinque volte vincitori del Grammy®, in oltre vent’anni di attività gli Snarky Puppy hanno costruito un linguaggio musicale difficilmente riconducibile a una sola definizione. Jazz, funk, soul, rhythm & blues, rock, gospel e fusion convivono in una musica che ha fatto dell’incontro tra generi, culture e musicisti la propria identità. Guidato dal bassista e compositore Michael League, il collettivo è diventato una delle formazioni più riconoscibili della scena strumentale contemporanea, conquistando un pubblico internazionale ben oltre i confini del jazz. Una musica complessa ma immediata, costruita sull’interazione fra i musicisti, sul groove e soprattutto sull’energia della performance dal vivo. “Maybe you didn’t notice, but this is Snarky Puppy’s world, and the rest of us only live in it.” - New York Times Nel corso degli anni il suono della band ha continuato a trasformarsi. «Il nostro paesaggio sonoro si è ampliato enormemente», racconta League. «All’inizio eravamo più jazz e concentrati sulla musica. Poi siamo diventati più orientati al groove, più emotivi, più profondi in un certo senso. Abbiamo iniziato a concentrarci maggiormente sulla capacità di comunicare un messaggio chiaro, comprensibile a chi ascolta senza semplificare la musica». L’ultima tappa di questa continua evoluzione è Somni, pubblicato nel novembre 2025 da GroundUP Music e nato dalla nuova collaborazione con la Metropole Orkest, la celebre orchestra olandese capace di muoversi tra jazz, musica classica e popular music. Registrato dal vivo nel corso di tre serate a Utrecht nel gennaio 2025, il progetto ha riunito le due formazioni a dieci anni dalla loro prima collaborazione, Sylva, la suite orchestrale pubblicata nel 2015 che l’anno successivo si aggiudicò il Grammy Award come Best Contemporary Instrumental Album. «È di gran lunga il progetto più ambizioso che abbiamo mai realizzato», racconta League. Un’ambizione che convive con una regola che accompagna da sempre il percorso degli Snarky Puppy: «Non può suonare come ciò che abbiamo fatto prima. La musica deve dare la sensazione di andare da qualche parte». Ed è forse proprio questa continua tensione verso qualcosa di nuovo a spiegare la storia degli Snarky Puppy: una band che, disco dopo disco e concerto dopo concerto, continua a spostare i propri confini senza perdere la propria identità.
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STEFANO BOLLANI & ENRICO RAVA
In concerto il 23 dicembre, ore 20.00
Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone – Sala Santa Cecilia
ROMA
Biglietti disponibili su: Ticketone
Più che un semplice concerto, una rappresentazione sonora del profondo e duraturo legame fra due icone della scena musicale internazionale, o meglio: “la coppia più bella del jazz”, com’è stata definita, parafrasando una famosa canzone italiana degli anni ‘60. Il 23 dicembre alle ore 20.00 nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma, saliranno sul palco Stefano Bollani e Enrico Rava. “Enrico l’ho conosciuto nel 1996 e da allora abbiamo inciso insieme 15 dischi. È stato il mio mentore e grazie a lui ho conosciuto i palchi più prestigiosi del mondo tenendo migliaia di concerti con le formazioni più disparate, dal duo all’orchestra sinfonica”, ha ricordato in alcune occasioni Stefano Bollani. Quello tra questi due giganti del jazz è un dialogo che – nonostante la molteplicità e l’eterogeneità di progetti di entrambi – non si è mai interrotto. Un dialogo che trae la propria linfa vitale da fonti diverse: dagli standard del jazz, ovviamente, ma anche dalla musica brasiliana, dalla canzone italiana e da brani originali, in un gioco continuo di suggestioni e rimandi. L’intesa e la creatività del momento fanno il resto come può sperimentare direttamente il pubblico che si troverà davanti a un’intesa magica e palpabile, che nasce dalla combinazione perfetta fra la vena poetica e melodica di Rava e il pianismo estroverso, spesso giocoso, ma sempre elegante e colto, di Bollani.
Biglietti disponibili su Ticketone.
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Fabrizio Bosso e Vince Abbracciante
aprono la nuova stagione dei concerti del Teatro delle Ali di Breno con la musica di Piero Piccioni
venerdì 13 novembre 2026
Anche nella Stagione 2026/2027 il Teatro delle Ali di Breno (BS) ospiterà il ciclo All Music for Hélène, dal 2016 un appuntamento fisso per gli appassionati di jazz del Nord Italia. Dal 2024 la rassegna, composta da tre concerti di altissimo livello, è dedicata alla memoria della mecenate del teatro Mme. Hélène De Prittwitz Zaleski. Se i due concerti in programma nella primavera del 2027 saranno annunciati nel mese di novembre, il primo appuntamento, che apre la nuova stagione, è già stato svelato e i biglietti sono in vendita. Venerdì 13 novembre 2026 alle ore 20.45 il palco del Teatro delle Ali accoglierà Fabrizio Bosso (tromba), Vince Abbracciante (fisarmonica), Nicola Di Camillo (contrabbasso), Giovanni Angelini (batteria) in Luna tu - La musica di Piero Piccioni. Piero Piccioni è stato uno dei più importanti compositori di colonne sonore per il cinema italiano, con una evidente predilezione per il jazz. La sua musica ha accompagnato le immagini di registi come Antonioni, Rosi, Monicelli, Sordi e Bertolucci, creando atmosfere indimenticabili e melodie di grande suggestione. Per celebrare il suo genio musicale, Fabrizio Bosso e tre talentuosi musicisti con la passione per il cinema hanno deciso di reinterpretare alcune delle sue composizioni più significative, arrangiandole in chiave jazzistica/moderna. Vince Abbracciante, stella nascente della fisarmonica in Italia, si unisce alla sezione ritmica formata da Nicola Di Camillo al contrabbasso e Giovanni Angelini alla batteria. Fabrizio Bosso, con la sua tromba, esalta le armonie e le sfumature delle musiche di Piccioni. Il concerto diventa così un viaggio musicale nella cultura pop italiana attraverso opere come Fumo di Londra, Mimì metallurgico, Amore mio aiutami, Bello onesto emigrato in Australia, C'era una volta, Un italiano in America, melodie davvero senza tempo. I biglietti, al prezzo unico di € 30, sono disponibili su Vivaticket.com, digitando "Breno" nella barra di ricerca "eventi, luoghi, artisti", oppure presso la biglietteria del Teatro, che sarà aperta da martedì 22 settembre a venerdì 9 ottobre 2026 ogni martedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 17.30 alle 18.30, e successivamente, da martedì 13 ottobre 2026, ogni martedì e venerdì dalle 17.30 alle 18.30, con l'eccezione dei giorni festivi e dei periodi dal 19 dicembre 2026 al 7 gennaio 2027 compresi e dal 25 marzo al 1° aprile 2027 compresi.
FABRIZIO BOSSO tromba; VINCE ABBRACCIANTE fisarmonica; NICOLA DI CAMILLO contrabbasso: GIOVANNI ANGELINI batteria
ALL MUSIC FOR HÉLÈNE
Gli appuntamenti di All Music for Hélène saranno resi ancora più emozionanti dall'ambiente intimo e raccolto del Teatro delle Ali: un'acustica da teatro e un'atmosfera da club che si prestano alla perfezione per concerti di alto livello e che consacrano, una volta di più, questo palco a meta di riferimento per gli appassionati di jazz e musica colta del Nord Italia. Dal 2016, infatti, sono stati molti i protagonisti di livello internazionale passati dal Teatro delle Ali: Billy Mohler, Francesco Bigoni, Jonathan Pinson, Soft Machine (John Etheridge, Theo Travis, Freddy Baker, Asaf Sirkis), Andy Sheppard, Rita Marcotulli, Michel Benita, Chris Potter, Craig Taborn, Rachel Eckroth, John Hadfield, John Patitucci, Joy Calderazzo, Dave Weckl, Uri Caine, Mike Boone, Jim Black, Barbara Walker, Bill Frisell, Thomas Morgan, Fabrizio Bosso, Julian Oliver Mazzariello, Paolo Fresu, Dino Rubino, Piero Delle Monache, Marco Bardoscia, Daniele di Bonaventura, Laurianne Langevin, Cyrille Doublet, Boris Savoldelli, John Scofield, Robben Ford, Luciano Biondini, Silvio Castiglioni, Arto Lindsay, Saba Anglana, Peppe Servillo, Javier Girotto, Natalio Mangalavite, Sarah Jane Morris, Antonio Forcione, Cyrille Aimée.
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In occasione delle celebrazioni internazionali che onorano la figura di Miles Davis nel suo centenario, con il patrocinio dei suoi eredi:
Fabrizio Bosso
Mario Corvini e la CDJO Casa del Jazz Orchestra
presentano
Sketches of Spain
uno dei capolavori assoluti dell’incrocio tra jazz e musica colta, eseguito nelle partiture originali di Gil Evans
Nel centenario della nascita di Miles Davis (1926–2026), una delle figure più influenti e visionarie della musica del Novecento, Fabrizio Bosso, Mario Corvini e la CDJO Casa del Jazz Orchestra presentano Sketches of Spain, uno dei capolavori assoluti dell’incrocio tra jazz e musica colta, eseguito nelle partiture originali di Gil Evans. Tre i concerti in programma: venerdì 17 luglio alla Casa del Jazz di Roma nell’ambito di Summertime 2026, sabato 18 luglio all’Auditorium Flaiano di Pescara, in chiusura di Pescara Jazz, e mercoledì 4 novembre al Teatro Verdi di Pisa, in occasione di Pisa Jazz 2026. L’opera viene proposta nell’ambito di un programma di celebrazioni internazionali che onorano la figura di Miles Davis nel suo centenario, con il patrocinio dei suoi eredi. La partitura originale di Gil Evans è al centro di questo progetto, non come semplice riferimento storico ma come documento vivo di un linguaggio orchestrale unico nel panorama jazzistico: ricco di soluzioni timbriche, colori orchestrali e dialettica tra scrittura e improvvisazione. L’esecuzione in forma integrale di queste partiture è una delle ragioni stesse per cui la CDJO – Casa del Jazz Orchestra nasce nel 2026, come ensemble orchestrale dedicato all’esplorazione e alla valorizzazione del grande repertorio orchestrale jazzistico. Fabrizio Bosso assume un ruolo artistico centrale non solo per la sua tecnica e musicalità, ma per la sua interpretazione personale e profondamente originale dell’opera. Bosso affronta Sketches of Spain con una prospettiva che va oltre la mera rievocazione: la sua lettura è un dialogo creativo con la partitura orchestrale, in cui l’improvvisazione si integra con la scrittura di Evans attraverso un linguaggio contemporaneo, lirico e incisivo. La tromba, nelle sue mani, diventa voce e guida emotiva di un percorso sonoro che rinnova l’opera senza tradirne l’essenza, facendo emergere nuove sfumature e tensioni narrative. La direzione di Mario Corvini e l’esecuzione dell’ensemble della CDJO garantiscono una lettura attenta, rigorosa e appassionata delle partiture, valorizzandone ogni dettaglio timbrico e strutturale. Il risultato è un’esperienza musicale che unisce fedeltà alle fonti e attitudine creativa, restituendo al pubblico lo spirito rivoluzionario dell’opera e la figura di Davis come faro di innovazione. Sketches of Spain si configura quindi non solo come un tributo al genio di Miles Davis nel suo centenario, ma come un progetto vivo, originale e culturalmente significativo, che guarda al passato con rispetto e al presente con un profondo slancio creativo. Il progetto è una produzione originale del Centro di Produzione della Fondazione Musica per Roma.
Mercoledì 4 novembre Ore 21
“Pisa Jazz 2026”
Pisa, Teatro Verdi, Via Palestro, 40
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FABRIZIO BOSSO
Routes Tour
16/10 Bologna
22/10 Milano
11/11 Ortisei (BZ)
02/01 Roma
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JUDITH HILL
in concerto a Paesaggi Sonori, Musiche dal Mondo in Valle dei Laghi
Teatro Valle dei Laghi, Vezzano, Trento
GIOVEDI’ 15 OTTOBRE 2026 – ORE 21
Cantautrice, polistrumentista e performer straordinaria, Judith Hill arriva a Paesaggi Sonori con un concerto carico di energia, soul e intensità emotiva. Artista di Los Angeles dalle origini giapponesi e afroamericane, Judith Hill ha collaborato con leggende della musica come Michael Jackson, Prince e Stevie Wonder, imponendosi sulla scena internazionale grazie a una voce potente e a uno stile che intreccia soul, funk, gospel, blues e rock. Acclamata dalla critica e vincitrice di un Grammy Award per il documentario 20 Feet From Stardom, porta sul palco uno spettacolo travolgente e profondamente personale, capace di alternare groove esplosivi a momenti più intimi e spirituali. Il suo ultimo progetto, Letters from a Black Widow, racconta con forza e autenticità il suo percorso artistico e umano, trasformando esperienze personali in musica intensa e coinvolgente. Un appuntamento imperdibile per gli amanti della black music contemporanea e per chi desidera vivere dal vivo il talento magnetico di una delle artiste più originali e versatili della scena internazionale. Sul palco con lei Robert “Pee Wee” Hill al basso, Michiko Hill alle tastiere e Shadrack Oppong alla batteria.
Organizzazione: ArteLaghi - info: 370 124 5353 - www.artelaghi.it
TEATRO VALLE DEI LAGHI
Via Stoppani, 38096 Vallelaghi (TN)
INGRESSO UNICO euro 30,00 +ddp
Prevendita qui: https://www.trentinospettacoli.it/eventi/judith-hill/
Informazioni: https://www.artelaghi.it/evento/judith-hill/
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Il 4 ottobre a Santeramo il concerto che inaugura la fase autunnale del Gezziamoci
Jazz di tromboni sotto la grande quercia
Le note del Dunbones Trombone Consort porteranno a scoprire una meraviglia della natura nascosta nei pressi di un'antica masseria
Musica e paesaggio, note, spartiti, suoni, meraviglie della natura, echi della tradizione e della cultura enologica, storia e tecniche di architettura, sono le chiavi di volta del concerto che inaugura la fase autunnale della 39ª edizione del Gezziamoci, il Jazz Festival della Basilicata a cura dell'associazione culturale materana Onyx Jazz Club. Il grande palcoscenico della Murgia ospita il “Concerto per una grande Quercia” in programma domenica 4 ottobre, alle 10.30, in territorio di Santeramo in Colle. Più precisamente la meta è la storica masseria dello Stabilimento vinicolo De Laurentis. Per l'occasione si conterà il secondo sconfinamento del festival in Puglia dopo le cinque serate organizzate in agosto a Martina Franca, comune che ha aderito alla Rete culturale del Gezziamoci. Protagonista della trasferta santeramana sarà il Dunbones Trombone Consort, ensemble di trombonisti provenienti dal Conservatorio di musica “Duni” di Matera e dai due licei musicali della provincia diretto da Antonio Reda, con un repertorio jazz che sarà la colonna sonora di una sorprendente esplorazione e di una piacevole scoperta. L'attrazione è un albero padre, un gigante che proteggeva uno stabilimento vinicolo dall'irradiamento dei raggi solari. Destinataria dell'omaggio musicale una quercia con più di 500 anni di vita, nascosta nei pressi di una masseria dell'Ottocento che a sua volta è un mirabile esempio di archeologia industriale. L'edificio è il cuore dello storico stabilimento vinicolo De Laurentis, in contrada Matine De Laurentis, prossimo alla strada che collega Matera a Santeramo, l'attuale strada provinciale 271. Le Matine sono territori adiacenti al torrente Viglione che una volta si presentavano come una pianura paludosa. Furono bonificati durante il ventennio fascista e trasformati in una delle zone più fertili della Murgia.
La masseria costituisce l'evoluzione delle cantine vinicole. La sua costruzione si deve al cav. Luigi Patroni Griffi-De Laurentiis, nato a Corato nel 1845 da Filippo Patroni Griffi e Isabella De Laurentiis. Come scrive Giulia Quaranta nella tesi di laurea sperimentale in Progettazione tecnologica dell'architettura dal titolo “Architettura e paesaggio tra tradizione e innovazione. Recupero e rigenerazione dello stabilimento vinicolo De Laurentis di Santeramo in Colle”, discussa all'Università di Basilicata nell'anno accademico 2022-2023, relatori il prof. ing. Antonello Pagliuca e la prof.ssa arch. Chiara Rizzi, «emerge sin dal principio quanto lo stabilimento risultasse strettamente legato alla figura del suo proprietario, difatti il periodo di maggiore splendore resta legato agli anni della breve vita del suo fondatore. Il cav. Patroni Griffi-De Laurentiis è stata una figura di notevole rilievo sia per il Comune di Santeramo sia per l’industria manifatturiera pugliese in quanto oltre ad essere stato sindaco di Santeramo per qualche anno, ha anche saputo dare un notevole contributo alla viticoltura pugliese... È interessante l’origine del progetto, in quanto secondo alcune fonti, il cav. Luigi Patroni Griffi-De Laurentiis in uno dei suoi vari viaggi rimase colpito dagli Châteaux bordolesi e dopo averne appurato la funzionalità e la realizzabilità decise costruirne uno proprio seguendo lo stile e la disposizione volumetrica, realizzandolo con le maestranze locali pugliesi. Questo spiega l’atipicità dell’edificio che si differenziava sia dagli altri stabilimenti enologici realizzati nello stesso periodo sia rispetto al contesto murgiano».
Solo nel periodo tra il 1890 ed il 1902, sotto la sapiente guida del suo lungimirante proprietario, fu la culla di un centro di produzione di vini scelti. Ed è curioso scoprire quanto gli insetti ne abbiano condizionato la storia. «Durante il 1886 – scrive Giulia Quaranta nella tesi – De Laurentiis intraprese una serie di viaggi e di ricerche in vista dell’imminente attacco della fillossera che aveva iniziato ad intaccare i vitigni bordolesi, difatti Santeramo fu proprio uno dei primi Comuni pugliesi ad essere colpito da questo insetto nel 1899. Da questi viaggi e dai vari esperimenti effettuati emerse che le viti di tipo “americano” erano quelle più resistenti all’attacco di questo tipo di insetti e per poter superarne l’invasione furono informati tutti i viticoltori pugliesi... Dopo la morte di De Laurentiis, nel 1902, venne segnato il lento tramonto di questo stabilimento poiché passò a suo fratello Filippo De Laurentiis il quale provò a continuare l’attività vinicola senza ricavarne profitto perché non riuscì ad eguagliare i successi del fratello. Inoltre, nel 1914, poco prima della morte di De Laurentiis l’uva contrasse la peronospora, una malattia che arrivò a decimare la maggior parte dei vigneti del Meridione. Nel 1914 terminò definitivamente la storia produttiva della cantina poiché l’attività iniziò a subire un lento declino a cavallo della prima guerra mondiale e nello stesso periodo venne a mancare Filippo De Laurentiis... Il possesso dello stabilimento da parte della famiglia De Laurentiis cessò nel 1939, quando Giuseppe De Laurentiis, unico possessore, decise di vendere la struttura ad un ricco proprietario altamurano, Fabio Indrio, il quale si impegnò con un discreto successo a tenere alta la fama dello stabilimento, continuando a produrre fino agli anni ’60. Purtroppo, agli inizi degli anni ’70, lo stabilimento passò a Teresa Indrio, moglie di Fabio Indrio, subendo un’attacco di termiti che distrussero le capriate lignee del tetto della copertura del primo piano, parte degli infissi e le botti situate al piano terra. Subito dopo questo attacco venne preso il provvedimento di murare la maggior parte delle aperture (di porte e finestre) riuscendo a salvare parte del bottame impregnato di resine nella parte sottostante. Una volta persa quella che è la sua primordiale vocazione alla produzione e alla conservazione del vino, in questo periodo, si decise di estirpare tutti i vigneti presenti, dividendo lo stabilimento in due proprietà». Oggi lo stabilimento, acquistato in due fasi dal geometra altamurano Giovanni Martimucci, offre la possibilità di visitarlo e di curiosare tra le rimanenze di quelle che erano le antiche attrezzature per la produzione che sono rimaste lì, «ad attestare come l’arte della vinificazione abbia segnato profondamente la cultura pugliese».
Domenica 4 ottobre il festival condurrà in questi luoghi all'ascolto del Dunbones Trombone Consort, un gruppo di formazione variabile, composto da 8-14 trombonisti provenienti dal Conservatorio “Duni” e dai due licei musicali della provincia di Matera. L'ensemble si propone l'obiettivo di creare connessioni musicali con il territorio, promuovendo l'educazione musicale nei vari contesti scolastici, sin dall'età dell'infanzia, come attività di crescita e formazione personale e culturale. Sotto la guida del maestro Antonio Reda, docente di trombone del Conservatorio “Duni”, il gruppo ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di “Ensemble stabile in residenza”, all'interno della stessa istituzione musicale, risultando attualmente uno dei gruppi ufficiali promossi dal Conservatorio della provincia materana, sui siti e sulle pagine ufficiali. L'obiettivo è fare musica divertendosi, far conoscere le splendide sonorità e possibilità timbriche del trombone e dell'ensemble allargato, incentivare l'orientamento musicale sin dagli approcci propedeutici, radicarsi sul territorio come riferimento per la crescita delle istituzioni musicali presenti (associazioni, licei, conservatori) esibendosi in vari contesti e con repertorio ampio e variegato, spaziando dal classico alla musica contemporanea e passando anche attraverso gli arrangiamenti dei più famosi brani pop, rock e jazz della storia della musica.
Il concerto è organizzato da OnyxCEAS.Basilicata, perché a luglio l'Associazione di promozione sociale è stata riconosciuta dalla Regione Basilicata Centro di educazione ambientale e sostenibilità, in collaborazione con l'agenzia culturale WeStart e il Conservatorio di musica “E.R. Duni”. A far da cicerone si presterà l'attuale proprietario dello stabilimento, il geometra Martimucci, accompagnando il pubblico del Gezziamoci nella visita alla masseria e agli edifici di pertinenza che raccontano un'antica storia di successo nel campo della vinicultura.
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PS!
L’Imprevisto Diventa Comunità
Al Teatro Comunale di Galatone riprende la Stagione di Prosa 2026/2027 a cura della cooperativa Ventinovenove con un’anteprima sabato 3 ottobre.
Sul palco il Marco Bardoscia Trio con il nuovo progetto sonoro “The future is a sea”
In continuità con l’edizione 2025, riprende la Stagione di prosa 2026/2027 “OPS! L’imprevisto diventa comunità” del Teatro Comunale di Galatone, promossa dalla cooperativa Ventinovenove, vincitrice della manifestazione di interesse promossa dal Comune di Galatone, in collaborazione con Zeronovenove in partnership Puglia Culture e Regione Puglia con la direzione artistica di Mary Negro, Gabriele Polimeno e Giuseppe Bortone. Si apre sabato 3 ottobre con un’anteprima, il progetto “The future is a sea” il nuovo viaggio musicale del Marco Bardoscia Trio. Sul palcoscenico del teatro in via Armando Diaz 48, alle 21, Marco Bardoscia al contrabbasso, Nando Di Modugno alla chitarra e Vito De Lorenzi alle percussioni. Tre musicisti, tre sensibilità, un unico spazio sonoro da attraversare insieme. Una musica che incontra, mescola e racconta, lasciando spazio all'ascolto, all'improvvisazione e alla sorpresa. L'appuntamento è realizzato in collaborazione con Zeronovenove e associazione Good Vibes ed è una produzione originale Insulae Lab che nasce da un'idea di teatro che vuole essere sempre più luogo di incontro, relazione e comunità. ”The future is a sea. Il futuro è un mare. E noi siamo pronti ad attraversarlo insieme”.
La programmazione, in via di definizione, prosegue venerdì 16 ottobre, alle 20.30 (biglietti: 10 euro) con lo spettacolo “Nessunə è normale” di e con la sociolinguista Vera Gheno. Il monologo si concentra su due categorie, normalità e diversità, in cui abbiamo l'abitudine di incasellare le persone. E spesso con “normale” tendiamo a definire cosa, e chi, sia socialmente accettabile, in linea con gli standard e la norma. Questo va a discapito dei corpi non conformi, di chi viene messo ai margini - donne, persone migranti, povere, queer. La sociolinguista Vera Gheno, talvolta con ironia, si pone alcune domande su questo tema: siamo sicuri che una normalità esista davvero? E a cosa serve? Potremmo farne a meno? che una normalità esista davvero? E a cosa serve? Potremmo farne a meno?
Vera Gheno - Sociolinguista e traduttrice dall’ungherese, si occupa prevalentemente di comunicazione digitale, questioni di genere, diversità, equità e inclusione. Ha collaborato per 20 anni con l’Accademia della Crusca. Dal 2021 è ricercatrice a tempo determinato all’Università di Firenze. Tra le sue pubblicazioni, “Femminili singolari. Il femminismo è nelle parole” (2021, effequ) e “Grammamanti. Immaginare futuri con le parole” (2024, Einaudi). "Nessunə è normale" (2025, UTET). Conduce, per Il Post, il podcast “Amare Parole”.
OPS! propone un calendario di appuntamenti, che si arricchirà nei prossimi mesi, frutto della collaborazione con diverse realtà artistiche e culturali del territorio. Non solo teatro di prosa ma anche musica, letteratura, incontri di formazione, dibattiti, laboratori, mostre ed esposizioni per una programmazione che, oltre alle sale del Teatro Comunale, si estende ad altri luoghi appartenenti alla comunità galatonese.
Al centro del progetto un'idea precisa: l'errore e l'imprevisto non sono da intendersi come incidenti di percorso, ma come inneschi creativi, momenti capaci di aprire nuove domande e di generare apprendimento, comunità e nuove possibilità. Con “OPS! L’imprevisto diventa comunità” il Teatro Comunale di Galatone si propone come teatro popolare, "del popolo e per il popolo", configurandosi come presidio culturale di prossimità, incubatore di conoscenza e leva di welfare culturale. L'obiettivo è produrre benessere e coesione sociale e favorire la partecipazione civica attraverso le arti performative, pratiche culturali accessibili a tutti e una programmazione artistica diffusa.
Info: 353/4294041; 339/5745559; 329/3345515; daimon@29nove.com; www.29nove.com
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CUCCAGNA JAZZ CLUB - IL RITO DEL JAZZ
Un posto a Milano, Cascina Cuccagna, via Cuccagna 2/4, Milano.
Ingresso libero.
Prenotazioni: www.unpostoamilano.it
Dal 6 ottobre riecco “Il rito del jazz” alla Cascina Cuccagna di Milano:
si riparte con il quartetto di Raffaele Fiengo, poi spazio al gruppo di Davide Parisi, al trio Hibaku Jumoku e al trio Bramante
Al via la quinta stagione della rassegna organizzata dall’associazione culturale Musicamorfosi: nel mese di ottobre in programma quattro appuntamenti con doppio set (alle ore 19.30 e 21.30). Ingresso libero a tutti gli eventi
Scatterà martedì 6 ottobre la quinta stagione de Il rito del jazz, la rassegna organizzata dall’associazione culturale Musicamorfosi, un posto a Milano e Cascina Cuccagna negli accoglienti locali del ristorante Un posto a Milano, che per l’occasione si trasforma, una volta alla settimana, nel Cuccagna Jazz Club. I concerti sono realizzati con il sostegno di Nuovo Imaie e il patrocinio del Municipio 4 del Comune di Milano (drink partner St. Germain). La formula è quella del doppio set (alle ore 19.30 e 21.30) con ingresso libero (prenotazioni: www.unpostoamilano.it).
Dal 2022 a oggi Il rito del jazz ha ospitato esponenti di primo piano della scena italiana e internazionale (da Giovanni Falzone a Tino Tracanna, da Antonio Zambrini ad Andrea Dulbecco, da Ethan Iverson a Nicole Johänntgen ma non solo) e ha contribuito al lancio di giovani e promettenti musicisti (tra cui Sophia Tomelleri, Francesco Sensi e Thomas Umbaca). Anche nei prossimi mesi si punterà a valorizzare, in particolar modo, le nuove promesse del jazz tricolore, senza però dimenticare i big.
Per il primo concerto della nuova stagione riflettori puntati, martedì 6 ottobre, sul quartetto del sassofonista e compositore Raffaele Fiengo. Vincitore come solista del concorso Palco Aperto JAZZMI (nel 2018) riservato ai talenti emergenti e del Premio Nazionale delle Arti (nel 2021), alla Cascina Cuccagna, insieme a Max Cameroni (pianoforte), Enrico Palmieri (contrabbasso) e Antonio Marmora (batteria) Fiengo presenterà Recall, il suo esordio discografico. L’album nasce dalla volontà del leader di conciliare mondi solo in apparenza lontani: nella sua musica si incontrano, infatti, elementi del jazz newyorkese contemporaneo, il Novecento europeo, con richiami a compositori come Bartók, Honegger e Rautavaara, e ad altre influenze. Il risultato è un viaggio sonoro dinamico e ricco di sfumature, dove tradizione, innovazione, struttura e libertà si incontrano in un progetto originale, di grande compattezza ed energia. Special guest della serata sarà la vocalist Francesca Pocobelli.
La settimana successiva, martedì 13 ottobre, spazio al Davide Parisi Trio feat. Gabriele Boggio Ferraris per un tributo a Django Reinhardt. Sul palco del Cuccagna Jazz Club si esibiranno il chitarrista e compositore Davide Parisi, Yann Marechal alla chitarra ritmica, Vito Zeno al contrabbasso e, nei panni dello special guest, il vibrafonista Gabriele Boggio Ferraris.
Tra i grandi innovatori del Novecento musicale, Django Reinhardt rappresenta una figura cardine: chitarrista di origine sinti dalla parabola umana e artistica straordinaria, costituisce la genesi di quello stile che oggi viene definito jazz manouche. Questo concerto gli rende omaggio attraverso una rilettura contemporanea della sua musica: un viaggio che alterna pagine storiche, brani originali e reinterpretazioni rispettose. Al centro, la chitarra come voce narrante, capace di muoversi tra nostalgia, virtuosismo e ricerca, e il vibrafono, strumento inconsueto nell’universo sonoro di questo stile ma capace di un apporto coloristico unico nel suo genere. I brani di Django Reinhardt dialogano con quelli originali firmati dal leader del trio, costruendo ponti tra passato e presente.
Davide Parisi è un chitarrista milanese che, con diverse formazioni, svolge un’intensa attività concertistica. Con il suo trio propone un repertorio di musica jazz manouche che include composizioni originali, standard della tradizione e riarrangiamenti di brani contemporanei.
Martedì 20 ottobre sarà la volta del trio Hibaku Jumoku, band di recente formazione composta da Paolo Inserra (batteria), Antonio Gallucci (sax tenore) e Francesco Bucci (basso tuba). In questo progetto ipnotico e sperimentale (in uscita a fine settembre l’album omonimo), i tre musicisti propongono un sound crossover che parte da groove graffianti e riff aggressivi ma che lascia spazio anche alla melodia e all’elettronica. Un’esperienza dal colore psycho-jazz ispirata dalle sonorità londinesi contemporanee con le fondamenta ben piantate nel punk (ma non solo). Il trio nasce da un’idea di Paolo Inserra, eclettico batterista piemontese (ha collaborato, tra gli altri, con Baustelle, Uppertones e Giuliano Palma). Una curiosità: il nome della band - Hibaku Jumoku - deriva da quello dell’unico albero sopravvissuto alla bomba atomica di Hiroshima. Il gruppo abbraccia il tema antinucleare raccontando un’apocalisse contemporanea in cui musica e cultura sono elementi imprescindibili di reincanto, gioco e mutamento. Il concerto è realizzato con il sostegno di Nuovo Imaie.
Infine, per l’ultimo appuntamento del mese, martedì 27 ottobre sul palco del Cuccagna Jazz Club si esibirà il trio Bramante, composto Filippo Oggionni (sax), Vittorio Romano (contrabbasso) e Mattia Venturella (batteria). I tre giovani musicisti presenteranno un repertorio a base di standard e di classici rivisitati con arrangiamenti originali, contaminati da altri generi musicali, tra cui pop e samba, ma non solo..
I CONCERTI DI OTTOBRE 2026
Martedì 6 ottobre h. 19.30 e 21.30
RAFFAELE FIENGO QUARTET feat. FRANCESCA POCOBELLI
Raffaele Fiengo, sax; Max Cameroni, pianoforte; Enrico Palmieri, contrabbasso; Antonio Marmora, batteria; Francesca Pocobelli, voce
Martedì 13 ottobre h. 19.30 e 21.30
DAVIDE PARISI TRIO FEAT. GABRIELE BOGGIO FERRARIS
Davide Parisi, chitarra; Yann Marechal, chitarra ritmica; Vito Zeno, contrabbasso; Gabriele Boggio Ferraris, vibrafono
Martedì 20 ottobre h. 19.30 e 21.30
HIBAKU JUMOKU
Paolo Inserra, batteria; Antonio Gallucci, sax tenore; Francesco Bucci, basso tuba
Martedì 27 ottobre h. 19.30 e 21.30
BRAMANTE TRIO
Filippo Oggionni, sax; Vittorio Romano, contrabbasso; Mattia Venturella, batteria
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ATELIER MUSICALE
XXXII EDIZIONE
Dal 26 settembre 2026 al 6 marzo 2027
Primo appuntamento della nuova stagione: sabato 26 settembre 2026, ore 17.30
Monday Orchestra feat. Stefano “Cocco” Cantini
Il mondo di John Coltrane nel centenario della nascita
Stefano “Cocco” Cantini solista ospite (sax tenore e soprano), Gabriel Otoya e Alessandro Bottacchiari (trombe), Andrea Andreoli e Carlo Napolitano (tromboni), Giulio Visibelli (sax contralto), Tullio Ricci e Rudi Manzoli (sax tenore), Ubaldo Busco (sax baritono), Mirko Puglisi (pianoforte), Marco Vaggi (contrabbasso), Tony Arco (batteria), Luca Missiti (direzione e arrangiamenti).
Al via il 26 settembre la XXXII edizione dell’Atelier Musicale a Milano
tra jazz, classica, contemporanea ma non solo: si riparte con l’omaggio a John Coltrane
della Monday Orchestra e di Stefano “Cocco” Cantini
Progetti inediti, prime esecuzioni, tributi e intrecci tra i generi caratterizzano la nuova stagione della rassegna organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio alla Camera del Lavoro di Milano: in programma 16 appuntamenti fino al prossimo mese di marzo con la presenza di giovani talenti e di grandi musicisti tra cui Bruno Canino, Enrico Pieranunzi, Franco Ambrosetti, Enrico Intra, Bebo Ferra e Antonio Faraò
Scatterà sabato 26 settembre alla Camera del Lavoro di Milano la XXXII edizione dell’Atelier Musicale, la rassegna in bilico tra jazz, classica, contemporanea ma non solo organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio. Il primo appuntamento della nuova stagione sarà nel segno di John Coltrane, di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita, celebrato in molti festival ma in maniera meno roboante di quello del suo coetaneo Miles Davis: i musicisti coinvolti in questo progetto originale, che ha visto la luce il 13 agosto scorso a Monterotondo Marittimo nell’ambito del Grey Cat Festival, saranno la Monday Orchestra diretta da Luca Missiti e il sassofonista Stefano “Cocco” Cantini, profondo conoscitore della musica del sassofonista afroamericano. Formata da notevoli solisti della scena nazionale e da giovani talenti, la Monday Orchestra, di cui quest’anno ricorre il ventennale della fondazione, si è distinta per il recupero di pagine storiche del jazz attraverso la visione contemporanea del suo direttore, figura di spicco tra gli arrangiatori della scena attuale del jazz, nonché docente e responsabile della didattica dei Civici Corsi di Jazz di Milano. Direttore artistico e fondatore del Grey Cat Festival, Stefano “Cocco” Cantini è un sassofonista di valore assoluto che ha il dono di un senso melodico mediterraneo unito a una profonda conoscenza del mondo jazzistico, con radici che affondano negli anni Cinquanta e Sessanta e nella musica di Bill Evans e John Coltrane. Insieme, l’orchestra, Missiti e Cantini esploreranno le composizioni di Coltrane (più l’iconica My Favorite Things) in un repertorio che comprende brani scritti dalla seconda metà degli anni Cinquanta al dicembre del 1964 e contenuti in album che sono pietre miliari della storia jazzistica: da Blue Train a Giant Steps, da My Favorite Things a A Love Supreme, suite qui rappresentata dal suo primo movimento, quell’Acknowledgement che in realtà apre le porte all’acceso misticismo degli ultimi due anni e mezzo della vita artistica e umana del sassofonista americano, le cui composizioni non sono però presenti in questo percorso. Non per questo, comunque, si eviteranno le aperture verso la libertà espressiva di quel periodo, peraltro legato (e non staccato, come erroneamente molti ancora oggi credono) da quel mirabolante work in progress che è stato il percorso artistico di questo maestro assoluto del jazz.
Uno sguardo alla nuova stagione
Mantenendo la formula consueta (inizio dei concerti alle ore 17.30, introdotti da coinvolgenti guide all’ascolto con agili programmi di sala), la XXXII edizione dell’Atelier Musicale prosegue nella filosofia programmatica che da oltre trent’anni garantisce alla rassegna (da tempo entrata a far parte della manifestazioni musicali storiche e di prestigio della città di Milano) successo culturale e gradimento da parte del pubblico. Il cartellone della nuova stagione conferma la multiformità di un progetto dove si intrecciano jazz e musica eurocolta, trasversalismi e tributi che compongono un paesaggio sonoro coinvolgente, inedito e in grado di muoversi “attraverso i suoni”, come recita il motto della programmazione di quest’anno. Lo dimostrano i concerti che incrociano il jazz e il tango (Filly Lupo e Max De Aloe quartet il 23 gennaio 2027), l’improvvisazione e la composizione eurocolta (Enrico Intra e Alessandro Melchiorre il 21 novembre), l’Oriente e il jazz (Vanessa Tagliabue Yorke, il 6 febbraio 2027), la musica francese e il duo jazzistico (Enrico Pieranunzi e Simona Severini, il 6 marzo 2027), il mondo classico e il folk ancora con il jazz (Bebo Ferra e Salvatore Maiore, il 28 novembre) e i trasversalismi della scena europea contemporanea (Aphorism Quintet, il 17 ottobre). Ma anche repertori apparentemente omogenei sul piano del “genere” fanno dialogare autori diversi per stile ed epoche come Alfonso Alberti, Anatol Toth, Marco Scilironi, Voxonus Quartet, Antonella Bini e Gabriele Rota.
Poi ci sono i grandi tributi: oltre a quello a John Coltrane nel centenario della nascita, il ricordo di Ornella Vanoni con Anna Maria Castelli (il 14 novembre, il primo programmato a Milano dopo la scomparsa della grande cantante), quindi la classicità del jazz moderno con Claudio Angeleri e Franco Ambrosetti (il 31 ottobre) e la visione contemporanea della musica di derivazione africana americana con il quartetto di Giuseppe Bassi (il 24 ottobre). Infine, due eccezionali pianisti di aree differenti avranno il loro speciale tributo: il grande Bruno Canino (il 30 gennaio 2027 nella Sala degli Affreschi della Società Umanitaria), che eseguirà opere del Novecento e contemporanee, e Antonio Faraò (il 20 febbraio 2027), che presenterà la musica del primo album in solo (Kind of…) da lui registrato dopo quasi mezzo secolo di percorso artistico.
Come si vede, grandi musicisti, ma anche giovani talenti affollano il cartellone, giovani a cui l’Atelier Musicale offre da sempre un ambito espressivo privilegiato in una città dell’importanza di Milano. Nell’insieme, la scelta del programma si rivela ancora una volta al di là delle mode, dei repertori scontati e delle proposte più inflazionate, per presentare in maniera innovativa uno spaccato assolutamente unico del mondo delle musiche contemporanee, spesso proposte in prime esecuzioni assolute o milanesi.
Programma:
J. Coltrane: Moment’s Notice; Naima; Impressiones; Lazy Bird;
R. Rodgers: My Favorite Things;
J. Coltrane: Giant Steps; Central Park West; Acknowledgement.
In collaborazione con il Grey Cat Festival, prima esecuzione milanese.
Introduce: Maurizio Franco.
Auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro, corso di Porta Vittoria 43, 20122 Milano.
Inizio concerto: ore 17.30.
Ingresso: 10 euro con tessera ordinaria (5 euro) o di sostegno (10 euro).
Abbonamento per l’intera stagione: 80 euro.
On line: www.secondomaggio.org
Per informazioni: 3483591215; email: secondomaggio@alice.it; eury@iol.it
Direzione e coordinamento artistico: Giuseppe Garbarino e Maurizio Franco.
Organizzazione: Associazione culturale Secondo Maggio.
Presidente: Gianni Bombaci; vicepresidente: Enrico Intra.
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I tributi a Franco Cerri ed Emilio Soana, lo swing di Ray Gelato, gli Area Open Project, la batteria di Steve Ferrone ma non solo: riecco Eventi in Jazz dal 2 ottobre al 20 novembre
a Busto Arsizio e Castellanza (Va)
Un cartellone ricco, articolato e di assoluto livello, capace di attraversare linguaggi e mondi musicali differenti: la nuova edizione della rassegna organizzata nei due Comuni del Varesotto vedrà la partecipazione di apprezzati jazzisti italiani (a cominciare da Dado Moroni) e grandi nomi della scena internazionale
C’è molta Italia nel cartellone della nuova edizione della rassegna Eventi in Jazz, in programma dal 2 ottobre al 20 novembre nelle città di Busto Arsizio e Castellanza, in provincia di Varese. Come sempre, la direzione artistica della manifestazione, che gode del contributo delle amministrazioni comunali delle due località del Varesotto e del sostegno degli sponsor (studio legale Puce & Partners, Mogon Pharmaceuticals e Gemas), è di Mario Caccia, patron della casa discografica Abeat Records. Quest’anno più che mai, Eventi in Jazz vuole essere un omaggio, e al tempo stesso uno strumento di valorizzazione e di conoscenza, alla grande tradizione jazzistica di casa nostra, alle sue voci e ai suoi talenti. Senza per questo trascurare il contesto internazionale in cui si è alimentato e si alimenta un genere poliedrico e ribelle com’è, per definizione, il jazz.
Come anticipato, la nuova edizione scatterà venerdì 2 ottobre a Busto Arsizio: il Teatro Sociale (inizio live ore 21, ingresso 10-12 euro, prevendite on line su www.vivaticket.com) ospiterà l’evento intitolato “Cento di questi Cerri”, tributo davvero speciale a uno dei più importanti protagonisti della scena jazz italiana. Franco Cerri verrà omaggiato da tre gruppi, due dei quali lo hanno affiancato per anni: il trio composto da Alberto Gurrisi (organo hammond), Alessandro Usai (chitarra) e Roberto Paglieri (batteria) e quello costituito da Dado Moroni (pianoforte), Riccardo Fioravanti (contrabbasso) e Stefano Bagnoli (batteria). Con Gurrisi, Usai e Paglieri si esibirà anche la Civica Jazz Orchestra diretta da Luca Missiti, la formazione nata all’interno dei Civici Corsi di Jazz di Milano, la scuola fondata nel 1987 proprio da Cerri insieme a Enrico Intra. Il programma della serata sarà un viaggio nella musica del grande chitarrista scomparso nel 2021, dai suoi celebri cavalli di battaglia, affidati all’energia e alla classe del gruppo guidato da Dado Moroni, alle nuove riletture del trio di Gurrisi. Afferma Mario Caccia: «La prima data della nuova edizione di Eventi in Jazz si annuncia intensa e sorprendente, capace di intrecciare memoria, storia e musica. Non vogliamo soltanto celebrare un autentico mito del jazz italiano, ma raccontare la sua figura grazie alla testimonianza di chi lo ha accompagnato, trasformando il ricordo in un’esperienza viva, attuale e condivisa».
Elegante, ironico e creativo, Franco Cerri è stato un personaggio centrale nel panorama musicale italiano nonché il caposcuola assoluto nel nostro Paese della moderna chitarra jazz, che ha suonato ai massimi livelli fondendo melodia, swing e raffinatezza armonica. La sua popolarità ha travalicato i confini di genere grazie a innovativi programmi televisivi (fu il primo a portare il jazz nelle case degli italiani, prendendo parte a oltre 750 trasmissioni e conducendo alcuni celebri programmi della Rai tra i quali Fine serata da Franco Cerri, Jazz in Italia, Jazz in Europa, Di Jazz in Jazz e Jazz primo amore), alle collaborazioni con Gorni Kramer, Nicola Arigliano, il Quartetto Cetra e Mina. Innumerevoli le sue esperienze con i grandi del jazz internazionale, da Billie Holiday a Django Reinhardt, da Lee Konitz a Jim Hall, da Chet Baker a Dizzy Gillespie fino a George Benson.
La seconda data della manifestazione è in programma sabato 10 ottobre, sempre a Busto Arsizio: il Teatro Sociale ospiterà gli Area Open Project, la band che fa rivivere una delle testimonianze più visionarie, radicali e innovative della musica italiana. Negli anni Settanta, infatti, gli Area ebbero il coraggio di abbattere i confini tra jazz, rock, improvvisazione, suoni contemporanei, avanguardia e tradizioni mediterranee, all’insegna della libertà, della ricerca e della contaminazione. Quello degli Area Open Project è un sound potente e irregolare che, a più di cinquant’anni dalla nascita dello storico gruppo fondato da Demetrio Stratos e Giulio Capiozzo insieme a Patrizio Fariselli e Paolo Tofani, conserva intatta la sua forza e una sorprendente modernità.
La serata più travolgente della nuova stagione di Eventi in Jazz sarà, molto probabilmente, quella di sabato 17 ottobre: a Busto Arsizio sarà di scena Ray Gelato, cantante e sassofonista che propone da sempre uno swing ironico e coinvolgente. Amatissimo dal pubblico, il musicista inglese sarà affiancato per l’occasione dalla trascinante band Vik & The Doctors of Jive guidata da Vittorio Marzioli. A rendere la serata ancora più spettacolare e divertente si esibiranno, inoltre, Tommaso Maria Parazzoli, ballerino di tip tap (campione mondiale juniores), e le Ladies in Tune, trio vocale swing nato nel 2013 per far rivivere le tipiche armonie e lo stile spensierato degli anni Quaranta. Ispirate a formazioni storiche come il Trio Lescano e le Andrews Sisters, le tre cantanti (Alessia Turcato, Giulia La Torre e Selena Galleri) uniscono un look rigorosamente vintage a un repertorio che spazia dai grandi classici dell’epoca fino a successi pop contemporanei, riarrangiati in chiave retrò.
Martedì 20 ottobre la manifestazione si sposterà a Castellanza per una serata di grande musica internazionale, grazie alla proposta di una formazione all stars capace di attraversare il Soul, il Funk, il Blues e il Jazz con il linguaggio del groove e dell’improvvisazione: il Cinema Teatro Dante accoglierà, infatti, il trio del chitarrista italoamericano Davide Pannozzo, “impreziosito” dalla presenza di due fuoriclasse assoluti quali Steve Ferrone, icona mondale della batteria (che nel corso della sua brillante carriera ha collaborato con artisti come Eric Clapton, George Harrison, Michael Jackson, Paul Simon, Aretha Franklin, Johnny Cash, Chaka Khan e George Benson), ed Etienne Stadwijk, tastierista, pianista e arrangiatore di straordinaria versatilità che ha portato il suo talento nel Jazz, nel Soul e nella World Music, collaborando con protagonisti come Paul Simon, Richard Bona, Kenny Garrett, Marcus Miller e Sadao Watanabe, solo per citarne alcuni.
Si cambierà decisamente registro venerdì 30 ottobre, sempre a Castellanza, per il secondo dei due tributi della nuova edizione di Eventi in Jazz: a essere omaggiato sarà Emilio Soana, straordinario trombettista scomparso all’inizio del 2025. Sul palco del Cinema Teatro Dante si esibiranno, oltre alla Simply Bop Big Band, alcuni dei più noti jazzisti italiani (da Paolo Tomelleri a Rudy Migliardi) e diversi colleghi di strumento di Soana, ovvero i trombettisti Mauro Brunini, Alberto Mandarini, Daniele Moretto e Sergio Orlandi.
Infine, venerdì 20 novembre si tornerà a Busto Arsizio per l’evento di chiusura della manifestazione, concerto spin-off del calendario ufficiale, ovvero l’esibizione del quartetto di Chicco Gussoni, tra i chitarristi più apprezzati e richiesti del panorama pop. Eccellenza musicale del territorio (è nato e vive a Busto Arsizio), Gussoni si è affermato sulla scena italiana e su quella internazionale (ha collaborato, tra gli altri, con Sting, Brian May, Battiato, Baglioni, Ramazzotti e Pausini) e condividerà il palco del Teatro Sociale con Tony Guerrieri (voce), Johnny Pozzi (pianoforte e tastiere) e Dario Tanghetti (percussioni).
Commenta Mario Caccia, infaticabile curatore della manifestazione: «Eventi in Jazz è ormai un appuntamento riconosciuto e autorevole nel panorama jazzistico nazionale, una rassegna che, nel corso degli anni, ha saputo costruire una propria identità, mettendo in dialogo grandi interpreti, ricerca, contaminazione e pubblico. La nuova edizione rilancia questa vocazione con un cartellone ricco, articolato e di assoluto livello, capace di attraversare linguaggi e mondi musicali differenti senza mai rinunciare alla qualità. Dal jazz più autentico alle sue contaminazioni contemporanee sfileranno protagonisti artisti di primo piano della scena nazionale e internazionale, espressioni diverse di una musica in continua evoluzione. Ma la nostra manifestazione non è semplicemente una sequenza di concerti. Ogni serata è pensata come un’esperienza unica, con una propria identità e una precisa idea artistica. Non solo grandi nomi, ma anche progetti originali, incontri musicali e produzioni nate appositamente per la rassegna, alcune delle quali presentate in prima assoluta. È questa la nostra sfida: portare sul palco il jazz nelle sue forme più vitali, sorprendenti e contemporanee, offrendo al pubblico grandi concerti e soprattutto occasioni irripetibili di ascolto, scoperta ed emozione».
EVENTI IN JAZZ - DAL 2 OTTOBRE AL 20 NOVEMBRE 2026
Venerdì 2 ottobre 2026
Busto Arsizio (Va), Teatro Sociale, via Dante 20.
Cento di questi Cerri
Alberto Gurrisi (organo hammond), Alessandro Usai (chitarre) e Roberto Paglieri (batteria);
Civica Jazz Orchestra diretta da Luca Missiti; Dado Moroni (pianoforte), Riccardo Fioravanti (contrabbasso) e Stefano Bagnoli (batteria).
Sabato 10 ottobre 2026
Busto Arsizio (Va), Teatro Sociale, via Dante 20.
Area Open Project
Claudia Tellini (voce), Patrizio Fariselli (tastiere, composizioni e arrangiamenti), Stefano Fariselli (sax, clarinetto basso e flauto), Marco Micheli (contrabbasso), Walter Paoli (batteria).
Sabato 17 ottobre 2026
Busto Arsizio (Va), Teatro Sociale, via Dante 20.
Ray Gelato, Vik & The Doctors of Jive e Ladies in tune
Ray Gelato (voce, sax); Vik alias Vittorio Marzioli (voce, conduttore), Germano Zenga (sax tenore), Paolo De Ceglie (tromba), Carlo Napolitano (trombone), Giulio Stromendo (pianoforte), Marco Gianotti (contrabbasso), Tommy Bradascio (batteria); Alessia Turcato (voce), Giulia La Torre (voce), Selena Galleri (voce); Tommaso Maria Parazzoli (tip tap dancer).
Martedì 20 ottobre 2026
Castellanza (Va), Cinema Teatro Dante, via Dante 5.
Davide Pannozzo Trio feat. Etienne Stadwijk & Steve Ferrone
Davide Pannozzo (chitarra), Etienne Stadwijk (tastiere), Steve Ferrone (batteria).
Venerdì 30 ottobre 2026
Castellanza (Va), Cinema Teatro Dante, via Dante 5.
Il jazz di Emilio Soana
Paolo Tomelleri (clarinetto); Rudy Migliardi (trombone); Mauro Brunini (tromba); Alberto Mandarini (tromba); Daniele Moretto (tromba); Sergio Orlandi (tromba); Simply Bop Big Band; Alice Tosetto & Claudio Borroni (voci).
Venerdì 20 novembre 2026
Busto Arsizio (Va), Teatro Sociale, via Dante 20.
Chicco Gussoni Quartet - Spin-off
(ingresso a libera donazione)
Chicco Gussoni (chitarra), Tony Guerrieri (voce), Johnny Pozzi (pianoforte, tastiere), Dario Tanghetti (percussioni).
Inizio concerti: ore 21.
Biglietti: ingresso 12 euro; ridotto (10 euro) dai 20 ai 26 anni; gratuito per gli Under 20 (da prenotare via mail scrivendo a management@abeatrecords.com).
Abbonamento a cinque concerti: 48 euro.
Prevendite on line su www.vivaticket.com
Informazioni: management@abeatrecords.com; cell: 3478906468.
On line: www.facebook.com/eventiinjazz
Instagram: Eventi in Jazz
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Le nuove produzioni di TPM® sui palchi d’Italia
Dopo il successo del debutto di “Chet Remembered” con Enrico Pieranunzi lo scorso agosto a Serravalle Jazz, nato dal profondo legame artistico e umano tra i due, non si fermano le novità di Toscana Produzione Musica (TPM), il Centro di Produzione Musicale riconosciuto dal Ministero della Cultura, diretto da Maurizio Busia e Francesco Mariotti e presieduto da Paolo Zampini (circa 500 eventi per 300 artisti dal 2022, anno della fondazione).
Sabato 5 settembre per Orbetello Jazz Festival alle ore 21 in piazza Eroe dei due Mondi, il 2 ottobre per Catanzaro Jazz Festival nell’Anfiteatro Parco della Biodiversità e il 5 dicembre a Cascina per la Città del Teatro, in programma la nuova produzione “Guarda che luna!”: la grande canzone italiana incontra lo swing con Bobo Rondelli, cantautore anticonformista, attore, poeta e performer e Nico Gori Swing 10tet, eleganza e swing capitanati da uno dei più apprezzati clarinettisti e sassofonisti jazz italiani. Una reinterpretazione inedita e contemporanea di alcune delle pagine più raffinate della canzone italiana degli anni ‘50 e ‘60: Fred Buscaglione, Fred Bongusto, Sergio Endrigo, Mina, Umberto Bindi, autori e interpreti che hanno raccontato l’amore, l’eleganza e il disincanto con uno stile unico. Il repertorio si arricchisce inoltre di alcuni brani originali di Bobo Rondelli, proposti in nuovi arrangiamenti pensati per questo progetto.
Domenica 6 settembre alle ore 21 per il Florence Jazz Festival a Villa Bardini (Costa San Giorgio) debutta “HeArt Gallery” con Iacopo Teolis (tromba e flicorno), musicista che si sta affermando su scena nazionale, in trio con il pianista Shai Maestro e il contrabbassista Joe Sanders, tra i più creativi nel plasmare il jazz contemporaneo. Teolis ha composto per l’occasione un repertorio dedicato alla serie di dipinti di Mark Rothko intitolata ‘The Seagram Murals’, brani caratterizzati da una forte impronta melodica che si basa su un ricco intreccio armonico e ritmico, e rappresentano a pieno la coesione e l’individualità dei quadri dell’artista. Sensibilità e equilibrio per un sound inconfondibile.
Wayne Horvitz, esploratore implacabile del suono moderno, figura cardinale della “downtown scene” newyorkese, noto per le collaborazioni con John Zorn e i Naked City, guida “Miles in the Sky” con il suo Electric Circus, un grande ensemble a prevalenza elettrica che mescola soul, funk e jazz-rock in una prospettiva contemporanea. Il punto di partenza dichiarato è proprio quel Miles elettrico e visionario, la cui musica viene reinterpretata per il XXI secolo attraverso una formazione orchestrale di ampio respiro. La scelta di un organico prevalentemente amplificato riflette la natura stessa del repertorio di riferimento, radicato nella svolta elettrica che Davis intraprese a partire dalla fine degli anni Sessanta. La nuovissima produzione di TPM debutterà l’8 ottobre al festival Fabbrica Europa al Teatro Florida di Firenze, per poi essere sul palco del Teatro Ariosto di Reggio Emilia (9/10) e a Rimini al Teatro Amintore Galli (10/10).
Nel programma di Fabbrica Europa, il 1 ottobre al Museo Marino Marini di Firenze, anche il progetto di TPM “Human Echoes”, con Maria Cortesi e Simone Graziano, che ha debuttato lo scorso maggio alla Normale di Pisa nella rassegna "Interplay". Incontro tra piano, voce e archi che mette in luce la capacità musicale e poetica del duo, che per l’occasione presenterà un Songbook inedito di brani ispirati all’attualità. Simone Graziano condurrà la musica in una direzione che apre i linguaggi della canzone alla classica e al jazz, senza preconcetti.
Al PARC - Performing Arts Research Centre di Firenze dal 18 ottobre al 6 dicembre si terrà la 5/a edizione della rassegna “Flux - flussi di musica creativa”, dedicata alle esperienze più vitali della musica creativa contemporanea. Nel programma, il chitarrista statunitense - tra i più apprezzati di sempre - Marc Ribot, la flautista di Chicago Nicole Mitchell, terza generazione dei musicisti dell’AACM, associazione che ha promosso la ricerca artistica e l’emancipazione politica degli afroamericani in questa parte d’America dal 1965, e Mary Halvorson, compositrice e chitarrista jazz d'avanguardia americana di Brookline, maestra d'improvvisazione e icona della musica più libera da schemi, ai confini tra avanguardia jazz e rock. Sei appuntamenti metteranno in relazione protagonisti della scena internazionale e italiana, artisti di diverse generazioni e progetti nei quali scrittura e improvvisazione, memoria e ricerca continuano a trasformarsi reciprocamente. Il passato come materia viva, il presente come spazio di invenzione. Il programma guarda alle grandi esperienze dell’avanguardia afroamericana e internazionale come a un patrimonio ancora capace di alimentare nuovi linguaggi, incontri inediti e pratiche musicali radicalmente contemporanee.
Nell’ambito dei finanziamenti europei Horizon, da sottolineare il progetto “Amplify”, di cui TPM è unica realtà italiana, insieme a tredici partner, ricercatori, artisti e operatori culturali di otto paesi che si riunisce per confrontarsi sulla trasformazione digitale delle industrie creative e culturali. Dal 24 al 27 settembre TPM sarà a Colonia alla European Jazz Conference per presentare due prototipi sviluppati, tra cui Next Stage, focalizzato sulle possibilità della realtà virtuale e aumentata per la musica dal vivo e le performance a distanza . Sarà un’occasione per far conoscere le soluzioni immersive del progetto a circa 500 operatori del jazz europeo. L’esperienza permette infatti al pubblico di vivere un concerto da prospettive inedite grazie a visori VR, audio immersivo spazializzato e registrazioni a 360°, offrendo una modalità alternativa di ascolto e visione. La conferenza, intitolata “Who We Are, What We Stand For”, riunirà organizzazioni e professionisti provenienti da 38 Paesi. A seguire gli appuntamenti dal 20 al 22 ottobre con AMPLIFY Artistic Lab a Barcellona alla Nau Bostik, in cui artisti provenienti dai quattro progetti pilota lavoreranno insieme ai partner tecnologici per sperimentare liberamente gli strumenti sviluppati dal progetto e immaginare nuove forme di espressione digitale. Per TPM parteciperanno i musicisti Paolo “Peewee” Durante e Mauro La Mancusa, accompagnati da Francesco Mariotti. Infine dal 7 al 9 dicembre a “UnitedXR Europe a Bruxelles, AMPLIFY tornerà in uno dei principali appuntamenti europei dedicati alle tecnologie immersive, presentando risultati, prototipi e possibili applicazioni delle proprie soluzioni XR. L’evento riunirà oltre 2.500 professionisti, imprese, ricercatori, creativi e rappresentanti delle istituzioni europee.
Il 2026 è il secondo anno del secondo triennio ministeriale di Toscana Produzione Musica, un progetto che parla contemporaneo, che lavora fin dal principio a partire da linee progettuali riconoscibili e identitarie, con l’attenzione a sviluppare tematiche culturali che possano essere dei riferimenti e contesti di senso per immaginare le proprie produzioni sul panorama regionale, nazionale e internazionale. Un percorso condiviso che crea nuove opportunità per il mondo creativo, promuovendo un futuro accessibile, inclusivo e capace di connettere pubblici, artisti, enti e istituzioni. TPM si basa su un assunto semplice: “Le idee hanno bisogno di punti di riferimento, condivisione e tempo per maturare ed essere accompagnate nella crescita”. Pensato fin dalla sua fondazione come un centro di creazione musicale diffuso, qui vengono sviluppati progetti tesi a rispondere a necessità molteplici, attraverso un lavoro costante di progettazione, confronto, creazione, ma anche come cardini di un sistema che lavora su una vasta rete di spazi, territori e relazioni. La visione artistica di Toscana Produzione Musica è aperta verso generi musicali eterogenei e si sviluppa attraverso diversi linguaggi promuovendo il dialogo, la sperimentazione di nuove tecnologie, le esperienze diverse e l’incontro tra identità, culture, visioni, tradizioni, in un costante rapporto tra eccellenza e forma che si unisce all’urgenza e alla profondità delle idee e dei valori contenuti nei progetti.
Per ulteriori informazioni: www.toscanaproduzionemusica.it
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ANGELICA | CENTRO DI RICERCA MUSICALE
LA MUSICA RISPONDE
STAGIONE 2026>27
TREDICESIMO ANNO – PRIMA PARTE
SETTEMBRE > DICEMBRE 2026
In un panorama culturale in costante trasformazione, AngelicA | Centro di Ricerca Musicale inaugura la prima parte della Stagione 2026 > 2027: dal 23 settembre al 16 dicembre 2026 il programma corale, multiespressivo ed eterogeneo di AngelicA si svilupperà attraverso 16 appuntamenti che faranno dialogare la diversità, la pluralità di sguardi e di linguaggi, elementi indispensabili per tracciare altre storie, altre espressioni, altre regole. Fino a toccare gli “estremi”: progetti che mai si ritroverebbero nella stessa programmazione, come di tradizione AngelicA. Come presentato oggi nella conferenza stampa a cui hanno partecipato l'Assessore alla Cultura del Comune di Bologna, Daniele Del Pozzo, il presidente e direttore di AngelicA/Pierrot Lunaire, Massimo Simonini e diversi curatori e protagonisti della rassegna come Franco Bifo Berardi, Marco Bertoni, Mario Chiari, Roberto Fabbi, Walter Rovere, Laura Gramuglia e Dimitri Sillato, sarà una stagione che metterà ancora una volta in massima evidenza i contenuti artistici del festival sviluppati da un gruppo di lavoro che da 36 anni è l’anima di AngelicA | Festival Internazionale di Musica, unendo storiche collaborazioni che coinvolgono importanti realtà regionali e cittadine, connessioni ritrovate e prime volte, avvalendosi dell'apporto di diversi curatori e di realtà eterogenee del panorama contemporaneo. Cuore pulsante dell'attività è il Centro di Ricerca Musicale - Teatro San Leonardo di Bologna: un’ex chiesa dove i muri antichi e la loro storia diventano motivo di bellezza e “musica vivente”, coniugando qualcosa di ancestrale con un presente che parla di futuro. Uno spazio unico in Italia per gestione e concezione, che si conferma come uno tra i luoghi dedicati alla ricerca musicale più attrezzati (tecnicamente e artisticamente) nel nostro Paese, pronto a rispondere al fare musica nel modo più professionale possibile attraverso concerti, residenze artistiche e registrazioni. AngelicA | Centro di Ricerca Musicale con il sostegno del Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna – Assessorato alla Cultura, Comune di Bologna, Fondazione del Monte e Fondazione Carisbo, insieme a tutti i partner, presenta la Stagione 2026 > 2027. Si segnalano, come negli anni passati, i biglietti speciali dedicati agli studenti del Conservatorio “G.B. Martini” di Bologna e del Liceo Musicale “Lucio Dalla” che potranno assistere a tutti i concerti della stagione pagando un biglietto simbolico di 2 euro. Ulteriori sconti sono previsti per gli studenti dell’Università di Bologna e per i possessori della Card Cultura e della Carta Giovani Nazionale sottolineando ancora una volta l’attenzione particolare oltre che per i giovani musicisti, anche verso gli studenti ed i giovani in generale. Pierrot Lunarie APS - l’associazione che amministra AngelicA si articola attraverso una rete di progetti che ne segnano l'identità e la continuità temporale: AngelicA | Festival Internazionale di Musica (dal 1991 – ha compiuto 36 anni nel 2026) i dischi di angelica – etichetta discografica (dal 1991 – 36 anni) con 62 titoli prodotti e 3 nuove uscite entro la fine del 2026 realizzate sia con il sostegno della Regione Emilia-Romagna nell’ambito della Legge Musica L.R. 2/2018 - anno 2026, che nell’ambito del programma “Per Chi Crea” di SIAE; AngelicA | Centro di Ricerca Musicale (dal 2011 – 16 anni nel 2026); Piccolo Coro Angelico (dal 2012 – 16° anno nel 2026>2027); Scuola di Musica Angelica (dal 2019 – 8 anni nel 2026)
Rivedere, e rileggere, quello che abbiamo costruito - fatto - passato - sofferto - nella gioia di una nascita (che) continua, in 36 anni, è come risvegliarsi da un sogno: non poteva essere la realtà che stavamo vivendo perchè non sarebbe stato possibile, ci si immaginava qualcosa e nasceva qualcosa e così via… questo sento di testimoniare: è la nostra esperienza, non è teoria, è diventata realtà. Cercare sempre nella speranza che qualcosa prima o poi prenda forma perchè è frutto di una visione, di qualcosa di cui si sente la mancanza, che è necessario, che manca e mancava. Come scalini, passo dopo passo, in salita, per dare senso. (Massimo Simonini - Presidente e direttore di AngelicA/Pierrot Lunaire)
Su AngelicA | Centro di Ricerca Musicale è intervenuta anche l'Assessora alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, Gessica Allegni, che ha dichiarato: “La Regione Emilia-Romagna sostiene con convinzione il lavoro straordinario che l'associazione Pierrot Lunaire porta avanti da oltre trent'anni con AngelicA - Centro di Ricerca Musicale. Un programma capace di coniugare la ricerca musicale più avanzata e coraggiosa con una reale apertura verso la comunità, un vero e proprio laboratorio vivo in cui la pluralità dei linguaggi dialoga costantemente, trasformando la sperimentazione in un'esperienza arricchente ed emozionante. Da apprezzare l'attenzione nel rendere accessibile questo patrimonio alle nuove generazioni, offrendo spazi, ascolto e opportunità concrete ai giovani studenti e musicisti. Sostenere una realtà di questo spessore significa per noi investire nel futuro stesso della cultura, promuovendo quelle visioni artistiche che sono fondamentali per alimentare e far crescere le nostre comunità”
ANGELICA | CENTRO DI RICERCA MUSICALE
Programma della prima parte della stagione 2026>27
Il programma della prima parte della Stagione 2026>27 si svolgerà prevalentemente presso la sede di AngelicA | Centro di Ricerca Musicale, il Teatro San Leonardo di Bologna dove prenderà il via mercoledì 23 settembre (dalle ore 15.00 alle 19.00) il laboratorio tenuto da Bernard Rouch intitolato “Risvegliare l’energia dei miei talenti”, un pomeriggio per sciogliere blocchi, dubbi e paure attraverso esercizi pratici ed esplorazione interiore: un incontro che apre e che apre anche la stagione. Un’occasione per riallinearsi a sé stessi e dare nuova forma più vera alla propria vita. A cura di Giovanna Giovannini nell’ambito di “Orchestra i tuoi talenti”, un Progetto Arcanto APS e INNObrain studio creativo in collaborazione con AngelicA e parte delle attività della Scuola di Musica AngelicA.
Il secondo appuntamento della Stagione sottolinea il tributo di AngelicA nei confronti dell’opera di Giuseppe Chiari, con il concerto di chiusura della mostra "Giuseppe Chiari 1926-2026 Partitura per un museo" a cura di Lorenzo Balbi e Mario Chiari, progetto sostenuto da PAC2025 – MiC, in collaborazione con Fondazione Bonotto.
Sabato 26 settembre presso il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna (Sala delle Ciminiere), nel centenario della nascita di Giuseppe Chiari, si terrà il doppio concerto che vedrà di scena Agnese Toniutti con la prima assoluta di Fluxus Cardboards for Giuseppe Chiari ed il duo formato da Chiara Saccone e Deborah Walker con Metodi per suonare. Mercoledì 30 settembre torneremo al Teatro San Leonardo dove Marco Bertoni & Franco Bifo Berardi metteranno in scena in prima assoluta Elena a Gaza, tragedia lirica ironica in forma di concerto, con musiche di Bertoni - realizzate con Clara La Licata - dal libretto di F. Bifo Berardi. In scena Clara La Licata, Licia Lanera, Luca Fanteria, un ensemble strumentale e coro.
Il concerto sarà il frutto di una residenza artistica di tre giorni durante la quale verrà registrata l’opera. Il primo appuntamento di ottobre, giovedì 8 al Centro di Ricerca Musicale - Teatro San Leonardo, vedrà il ritorno del musicista australiano Jon Rose che, dopo essere già stato ospite di AngelicA | Festival Internazionale di Musica nel 1995 insieme a Otomo Yoshihide e nel 2015 ospite dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna e in altro progetto con un ensemble diretto da Chris Cutler, presenterà in prima italiana Music from the Desert. In questa sua performance Jon Rose suonerà violino, violino tenore ed elettronica e oltre ad essere il compositore dei brani sarà anche l’autore dei video che verranno proiettati. Riprendono gli incontri del Piccolo Coro Angelico nel suo sedicesimo anno, laboratorio corale per bambini/e e ragazzi/e diretto da Silvia Tarozzi e Roberta Ciancio, martedì 13 ottobre alle ore 17.15 presso il Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo.
Tutti i martedì da ottobre 2026 a maggio 2027, si terranno incontri dedicati ai più piccoli e ai più grandi, per dare ad ogni età lo spazio necessario ad esprimersi. Il laboratorio si concluderà con un momento saggio all’interno del programma di AngelicA | Festival Internazionale di Musica. (Nell'ambito della Scuola di Musica AngelicA. Con il sostegno di Fondazione del Monte e Fondazione Carisbo).
Mercoledì 14 ottobre ancora al Teatro San Leonardo di Bologna nell’ambito de La città delle donne– IV edizione, a cura di Laura Gramuglia, in prima assoluta sarà la volta di Questo corpo, storia di Francesca A., reading dedicato a Francesca Alinovi, una figura legata alla città di Bologna e protagonista della scena culturale nazionale e internazionale. Voce narrante Laura Gramuglia, sonorizzazioni di Angelo Casarrubia e Alessandro Zambon. In collaborazione con AngelicA | Centro di Ricerca Musicale; sostegno di Fondazione del Monte e Comune di Bologna).
Prosegue la collaborazione con il festival Archivio Aperto arrivato alla sua diciannovesima edizione dal titolo Upside Down. Domenica 25 ottobre la rassegna dedicata al cinema amatoriale propone una selezione a cura di Michele Manzolini e Paolo Simoni dedicata al Nordafrica coloniale/postcoloniale con sonorizzazione dal vivo. (Coproduzione Fondazione Home Movies e AngelicA | Centro di Ricerca Musicale; progetto Memoryscores con il sostegno di MiC e SIAE - "Per Chi Crea").
Il mese di ottobre si conclude spostandosi al Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia, dove sabato 31 ottobre ritornerà in Italia Arto Lindsay, icona della No Wave newyorkese, creativo della musica d’avanguardia globale. In prima assoluta “The Ghost of Unity“ è frutto della coproduzione tra Festival Aperto e AngelicA | Centro di Ricerca Musicale e costituisce uno degli appuntamenti più attesi e rivoluzionari della stagione inserendosi nelle programmazioni di due realtà della Regione Emilia-Romagna impegnate nel sostegno e valorizzazione della “musica vivente”.
Sul palco con Arto Lindsay troveremo Melvin Gibbs, Emilio Modeste, Stefan Brunner, Icarus Ensemble e il Coro Interculturale di Reggio Emilia. (Residenza & registrazione: 28-31 ottobre. Coproduzione Festival Aperto / Fondazione I Teatri di Reggio Emilia e AngelicA - OO | Opere Oltre).
Il programma di novembre si aprirà il 12 al Teatro San Leonardo di Bologna, con Luca Cavina che presenterà in quintetto Camera Oscura Deformata, concerto a cura di Gianluca Giusti e Damiano Miceli. Esordio solista in uscita per l’etichetta discografica indipendente Trovarobato e ispirato alla fisica della camera oscura, l’album lavora su una continua distorsione della realtà percettiva, attraverso la fusione di analogico e digitale, natura e artificio, in cui l'austerità e la presentazione elettronica si configurano come un organismo ibrido, fuoriuscendo sia dai canoni tradizionali della musica colta, sia da quelli della pura sperimentazione.
Mercoledì 18 novembre, arrivano i Supermarket di Alfredo Nuti dal Portone, trio romagnolo con Marcello Detti e Carlo Vallicelli, che suonerà composizioni originali e brani tratti dal secondo album Italo Barock(Q) dove la loro ricerca è orientata ad un riprocessamento / vandalizzazione di generi musicali noti, spesso di origine exotica e tropicale passando attraverso alla psichedelia, il free jazz, la tradizione della colonna sonora “all’italiana”, l’elettronica giapponese anni ’80 e il cabaret surrealista.
Mercoledì 25 novembre, sul palco del Teatro San Leonardo, prenderà forma la visione dell’Edipo Re ad opera di Istantanea [8], spazio di incontro tra un collettivo di musicisti, Istantanea Ensemble e la Tower Jazz Composers Orchestra che esplora le intersezioni tra il mondo delle musiche contemporanee di ricerca, l’improvvisazione e la tradizione in movimento di matrice jazzistica.
Il dramma contemporaneo si articola in cinque momenti chiave tratti dell’omonimo film di Pier Paolo Pasolini, traducendoli in una forma scenica fondata su musica, corpo, immagine e proiezione video in tempo reale. Residenza e registrazione: 24-25 novembre.
Giovedì 3 dicembre, a cura di Walter Rovere, un altro ritorno, il musicista e compositore australiano David Shea presenterà in prima italiana Rituals. Già collaboratore di musicisti come John Zorn, Zeena Parkins, Ikue Mori, Shelley Hirsch, Jim Staley, Anthony Coleman, Kato Hideki e Jim Pugliese, questo concerto sarà una raccolta di brani basati sulle forme e le ispirazioni dei rituali taoisti e buddisti. Organizzato come una sorta di suite per pianoforte acustico, elettronica, campane tibetane e strumenti vocali, ogni brano si fonde con il successivo, creando un senso di connessione tra gli antichi e i moderni adattamenti di questi rituali nelle nostre vite globali, virtuali, urbane e tecnologiche.
Giovedì 10 dicembre, al Teatro San Leonardo, Laura Agnusdei & Daniele Fabris con Rifrazioni Ensemble presenteranno in prima assoluta un repertorio inedito. Il progetto nasce dalla riscrittura per sei strumenti, curata da Bernardo Lo Sterzo, di brani electro-acoustic originariamente generati dal duo tramite improvvisazione, post-produzione e processing digitale del sassofono. Residenza e registrazione: 7-8-9-10 dicembre.
Mercoledì 16 dicembre, AngelicA | Centro di Ricerca Musicale chiude la prima parte della Stagione 2026>27 con una serata a doppio concerto. In apertura, il fisarmonicista Carlo Sampaolesi presenta Richiamare (Canti Magnetici), un lavoro che rielabora in forma di improvvisazione il ricordo mnemonico della Suite Francese n.3 di Bach, trasformando la memoria musicale in materia sonora viva. A seguire, il polistrumentista Gianni Gebbia propone Petrichor (objet-a), un percorso immersivo tra sax, flauti bansuri ed elettronica: un flusso di micro-paesaggi sonori e texture rarefatte che si muove al confine tra free improvisation, minimalismo ed echi extra-occidentali.
prevendita:
si raccomanda l’acquisto dei biglietti in prevendita
BIGLIETTI REGGIO EMILIA
Prevendite
Informazioni
Teatro Municipale Valli
t 0522.458811 – biglietteria@iteatri.re.it – www.iteatri.re.it/tipo/aperto/
Il maestro dell’avanguardia
Arto Lindsay
torna in Italia con
“The Ghost of Unity”
una coproduzione tra
Fondazione I Teatri di Reggio Emilia - Festival Aperto e AngelicA | Centro di Ricerca Musicale
"The Ghost of Unity", che verrà presentato al Festival Aperto di Reggio Emilia, è anche il primo evento annunciato a far parte della stagione 2026-2027 di AngelicA | Centro di Ricerca Musicale che prenderà il via dal prossimo settembre e che verrà annunciato nella sua interezza nelle prossime settimane
Sabato 31 ottobre 2026 – ore 20:30
Teatro Municipale Valli, Reggio Emilia
Festival Aperto in coproduzione con AngelicA | Centro di Ricerca Musicale presentano uno degli appuntamenti più attesi e rivoluzionari della stagione: il ritorno in Italia di Arto Lindsay, icona della No Wave newyorkese, creativo della musica d’avanguardia globale. Sabato 31 ottobre alle ore 20:30, il Teatro Municipale Valli ospiterà "The Ghost of Unity", una produzione che si inserisce nelle programmazioni di due realtà della Regione Emilia-Romagna impegnate soprattutto nel sostegno e valorizzazione della “musica vivente”. La presenza di AngelicA insieme al Festival Aperto della Fondazione I Teatri Reggio Emilia sottolinea il rilievo internazionale di questo progetto, che unisce ricerca sonora, esplorazione e sperimentazione transdisciplinare (e sociale) in perfetto accordo con la visione e la storia del Centro di Ricerca Musicale che AngelicA ha fondato a Bologna nel 2011, un unicum in Italia.
AngelicA parla (dal 1991) anche della possibilità che le programmazioni dei “teatri di tradizione” possano, e debbano, offrire produzioni legate alla “musica vivente” (termine che ho inventato qualche tempo fa) e commissioni ai compositori, andando “oltre” e superando il passato, ritrovando un equilibrio diverso tra passato e musica del presente, sostenendo maggiormente la musica d’arte e le sue forme più diverse. A cura di AngelicA, dal 1992 ad oggi, abbiamo realizzato progetti importanti con i teatri di tradizione, l’elenco dei compositori (comprese due commissioni a Karlheinz Stockhausen) e musicisti che sono stati protagonisti di questi progetti è lunghissimo, poi alcune porte si sono chiuse (inaspettatamente). Con OO | Opere Oltre (termine che ho inventato qualche tempo fa) continuiamo questo percorso in cerca di apertura. Viviamo una crisi che richiederebbe rivoluzioni e risposte concrete (al posto della propaganda) ma ancora troppe porte restano chiuse. OO | Opere Oltre è un invito a parlarne e a fare qualcosa di più in questa direzione. Il Festival Aperto è un’eccezione. OO | Opere Oltre presenta compositori (viventi & visionari) e musicisti che si possono esprimere a più livelli e con formazioni che in questo caso coinvolgono la Regione Emilia-Romagna e Stati Uniti, Brasile, Austria, Italia… (Massimo Simonini - presidente e direttore di AngelicA/Pierrot Lunaire). In "The Ghost of Unity", Arto Lindsay aprirà la struttura formale del suo repertorio per ridefinirla attraverso la potenza emotiva di un coro e di un gruppo di fiati. A rendere l’esperienza unica sarà la configurazione acustica: gli altoparlanti saranno dislocati capillarmente nel cuore della platea, sia alle spalle che davanti al pubblico. Una spazializzazione sonora estrema capace di trasformare il concerto in un rito immersivo al contempo intimo e intrusivo. "Di norma improvvisiamo sopra e attorno alle canzoni, ma le canzoni sono sempre là", spiega Arto Lindsay. "Si potrebbe dire che estendiamo le canzoni, che le apriamo per farvi entrar luce, o per farvi soffiare attraverso un vento oscuro". Ad affiancare la chitarra elettrica "rumorista" e la voce inconfondibile di Arto Lindsay, ci sarà una line-up eccezionale che vede il leggendario Melvin Gibbs al basso elettrico ed elettronica, il giovanissimo Emilio Modeste al sax e Stefan Brunner alla regia sonora e spazializzazione. L'orchestrazione live sarà affidata ai fiati dell'Icarus Ensemble e alle voci del Coro interculturale di Reggio Emilia, diretti da Gaetano Nenna, un mix tra musicisti della regione e stranieri per un contesto musicale internazionale: il fantasma dell'unità. Nato in Virginia nel 1953 ma cresciuto in Brasile, Arto Lindsay ha saputo fondere come nessun altro le radici del Tropicalismo (Caetano Veloso, Gilberto Gil) con il free e il rumorismo più radicale. Dalle storiche band come DNA e Ambitious Lovers alle collaborazioni con João Gilberto, Marisa Monte, Ryuichi Sakamoto e Laurie Anderson, fino ai suoi acclamati dischi solisti, Lindsay incarna da oltre quarant'anni la figura del ponte culturale tra l'avanguardia americana e le tradizioni rituali e musicali brasiliane.
FORMAZIONE E CREDITI
The Ghost of Unity
Arto Lindsay: chitarra elettrica, voce; Melvin Gibbs: basso elettrico, elettronica; Emilio Modeste: sax tenore, sax soprano; Stefan Brunner: spazializzazione del suono, elettronica; Icarus Ensemble: Mirco Ghirardini, Sofia Gatti, Pietro Vecchi (sassofoni e clarinetti); Tiziano Bianchi, Christian Rebecchi, Pietro Martino (trombe, flicorni e cornetta). Coro interculturale di Reggio Emilia – Gaetano Nenna (direttore)
Una coproduzione Festival Aperto - Fondazione I Teatri Reggio Emilia e AngelicA | Centro di Ricerca Musicale nell’ambito di OO | Opere Oltre
INFO BIGLIETTERIA & RIDUZIONI
Prezzo: a partire da € 10,50
AngelicA Centro di Ricerca Musicale/Teatro San Leonardo
Associazione Pierrot Lunaire APS
Via San Vitale, 63-67, 40125 Bologna
Tel. 051.240310
info@aaa-angelica.com - dischi@aaa-angelica.com
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AKAMU
concerts
Aruán Ortiz
2026-10-31 Jazz Happening – Tampere Aruán Ortiz’s Tribute to Trio2
2026-11-01 PARC – Firenze
2026-11-07 Teatro Cavallerizza – Reggio Emilia
2026-11-08 Jazz Festival – Madrid
2026-11-09 Jazz Festival – Nevers Aruán Ortiz Trio
Monica Salmaso Trio
2026-10-02 Bflat – Cagliari
2026-10-05 1012 Trnovo - Lubljana
2026-10-07 Philharmonie – Luxembourg
2026-10-09 Ferrara Jazz Club
Wayne Horvitz & Electric Circus
2026-10-08 Teatro Cantiere Florida – Firenze
2026-10-09 Teatro Ariosto – Reggio Emilia
2026-10-10 Teatro Galli – Rimini Wayne Horvitz & Electric Circus
Yamandu Costa
2026-10-01 Forma e Poesia nel Jazz – Cagliari
Karl Evangelista, Alexander Hawkins, John Edwards, Mark Sanders
2026-12-06 PARC – Firenze
Marty Ehrlich - John Edwards - Mark Sanders
2026-11-14 Jazz Festival – Madrid
Trio Correnteza
2026-12-01 Torre Unipol – Bologna
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A Roma nasce la Santa Cecilia Jazz Orchestra:
al via la nuova rassegna di jazz a ingresso gratuito del Conservatorio di Roma
Dal 25 gennaio sei concerti per sei domeniche, a ingresso gratuito, con omaggi a Duke Ellington, Leonard Bernstein, Federico Fellini, Charles Mingus e Modest Petrovič Musorgskij.
Sala Accademica di Via dei Greci, Roma - Ore 11,30
Ingresso gratuito
Nasce la Santa Cecilia Jazz Orchestra (SCJO) del Conservatorio di Roma “Santa Cecilia” e, domenica 25 gennaio, prende il via una nuova rassegna musicale con sei appuntamenti a ingresso gratuito, la domenica mattina alle ore 11.30, presso la bellissima e scenografica Sala Accademica del Conservatorio, nota per la presenza dello storico Organo Walcker-Tamburini, in via dei Greci 18. Curata dal Dipartimento di Jazz con il coordinamento del M° Ettore Fioravanti, la rassegna vede protagonisti docenti e studenti del Conservatorio e omaggia grandi artisti del patrimonio jazz e classico: da Duke Ellington, a Leonard Bernstein, da Charles Mingus a Modest Petrovič Musorgskij fino alle celebri colonne sonore dei film di Federico Fellini scritte da Nino Rota. L’inaugurazione della rassegna e della nuova Orchestra domenica 25 gennaio alle 11.30, è dedicata a uno dei personaggi più importanti della storia del jazz: Duke Ellington.
Il concerto “The Harlem Renaissance", con arrangiamenti e direzione del M° Mario Corvini, la SCJO ripercorre le tappe più importanti della storia di Ellington e della sua celebre orchestra, a partire dal periodo del Cotton Club per passare poi alla collaborazione con l’alter ego di una vita, Billy Strayhorn, arrivando alla produzione delle Suite nella parte conclusiva della sua carriera.
A seguire, domenica 22 febbraio, l’omaggio a Charles Mingus con il concerto “Mingus! A Long Journey from Nogales to Cuernavaca”, arrangiamenti e direzione a cura del M° Roberto Spadoni.
Domenica 22 marzo la dedica alla meravigliosa filmografia di Fellini con “Federico Fellini e la dolce vita. Le Colonne Sonore”. Arrangiamenti e direzione del M° Mario Corvini.
Domenica 19 aprile, omaggio a Leonard Bernstein con “Lenny’s Songbook. Leonard Bernstein e il ‘900”, arrangiamenti e direzione del M° Pietro Leveratto.
Domenica 24 maggio, in scena “Pictures in Jazz. Suite per Jazz Orchestra” ispirata alla celebre Pictures of an Exhibition di Modest Petrovič Musorgskij. Arrangiamenti e direzione del M° Roberto Spadoni
Dopo la pausa estiva, la rassegna si conclude domenica 18 ottobre con “Originali e Autoctoni. Opere a cura della classe di Composizione Jazz.” Coordinamento e direzione del M° Stefano Cantarano e del M° Ettore Fioravanti.
PROGRAMMA CONCERTI
Domenica 18 ottobre:
Originali e Autoctoni
Opere a cura della classe di Composizione Jazz
Coordinamento e direzione del M° Stefano Cantarano o del M° Ettore Fioravanti
Conservatorio di Musica “Santa Cecilia”
Via dei Greci 18, Roma - tel. 06.36096720 - www.conservatoriosantacecilia.it
Ufficio Stampa Festival Jazz Idea
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IL RITORNO SULLE SCENE EUROPEE DE
I CALIBRO 35
con
CALIBRO VS L.A.
LIVE
Pubblicato oggi anche “L.A. Confidential”, il nuovo singolo estratto da “Ellroy vs L.A.” in uscita il prossimo autunno
Biglietti disponibili su ponderosa.it
Si aggiunge un nuovo importante tassello nella lunga carriera dei Calibro 35, da anni punto di riferimento nel panorama internazionale per la loro capacità di coniugare musica per immagini, sperimentazione e groove cinematici in una cifra stilistica unica. Il prossimo 9 ottobre, per Record Kicks, la band pubblicherà la colonna sonora originale di “Ellroy vs L.A.”, documentario di Francesco Zippel per Quoiat Films. L’uscita dell’album sarà accompagnata da un tour europeo che prenderà il via a fine settembre con una serie di appuntamenti in Italia: Torino il 24 settembre, Mestre il 16 ottobre, Roma il 22 ottobre, Cagliari il 24 ottobre, Bergamo il 7 novembre, Milano l’8 novembre e Genova il 10 dicembre. La band si esibirà anche su diversi palchi europei: suoneranno a Londra il 4 novembre, a Madrid il 6 novembre, a Lubiana il 4 dicembre, a Belgrado il 5 dicembre e a Zagabria il 6 dicembre. Ulteriori date saranno annunciate nei prossimi mesi. Per l’occasione lo show dei Calibro 35 si trasformerà in un continuo dialogo tra musica e immagini proiettate. Sullo schermo si alterneranno estratti dell’intervista a James Ellroy, footage storici della città degli angeli e visual realizzati appositamente per il progetto, mentre i quattro musicisti eseguiranno i brani della colonna sonora insieme a una selezione di brani del loro repertorio, dai più celebri ai meno conosciuti. Dopo il primo estratto “Riots”, i Calibro 35 presentano inoltre oggi il nuovo singolo “L.A. Confidential”. Il brano, ispirato al bestseller noir dell’autore americano James Ellroy, è parte integrante della colonna sonora originale. “Come si traspone la Los Angeles di Ellroy in musica? non è per nulla facile” spiegano i Calibro 35. “Noi siamo partiti dal racconto: dal suo ritmo, dai suoi personaggi, dalle sue luci e dalle sue ombre. Dagli eventi reali e di fantasia che si mescolano perfettamente man mano che la storia si sviluppa fino a perdere cognizione di cosa è vero e cosa no”. Riguardo al nuovo singolo aggiungono “L.A. Confidential” aggiungono: “La musica che ne è uscita è onirica e immaginifica ma al contempo cruda e reale. Puzza di sangue ma brilla sotto il cielo stellato che si vede dall’osservatorio di Griffith Park”. Vincitore del Nastro d’Argento 2026 nella categoria Cinema Spettacolo Cultura, “Ellroy vs L.A.” vede i Calibro 35 confrontarsi con l’immaginario dello scrittore James Ellroy e della sua Los Angeles noir. Il risultato è una raccolta di dodici brani identitari che riporta il gruppo nei territori del funk cinematico, arricchendosi di influenze jazz, blaxploitation e ritmi urban contemporanei. Più che un semplice commento alle immagini, la colonna sonora diventa un vero e proprio elemento narrativo, capace di dialogare con l’immaginario noir.
CALIBRO 35
Nati come progetto di ricerca sui suoni della golden age delle colonne sonore italiane in poco più di quindici anni di attività i Calibro 35 sono riusciti a produrre ben otto album, a firmare svariate colonne sonore - tra cui quella per l’acclamata serie “Blanca”, sonorizzare il palinsesto di Radio Uno e IsoRadio, a dedicare progetti speciali a musica nota e meno nota - tra cui il monumentale “Scacco al Maestro” dedicato ad Ennio Morricone, a essere campionati da pesi massimi dell'hip hop come JayZ, Dr Dre e Timbaland e a condividere il palco con artisti come Sharon Jones, Tundercat, Sun Ra Archestra, Muse, JET e moltissimi altri.
24 settembre
Torino (IT), Hiroshima Mon Amour
16 ottobre
Mestre (IT), YouTheater / Teatro del Parco
22 ottobre
Roma (IT), Biennale MArteLive Plus / Fusolab
24 ottobre
Cagliari (IT), TBA
4 novembre
Londra (UK), Jazz Café
6 novembre
Madrid (ES), Babylon Cafè
7 novembre
Bergamo (IT), Druso
8 novembre
Milano (IT), Triennale Milano Teatro
4 dicembre
Ljubljana (SLO), Gala Hala
5 dicembre
Belgrado (SER), Kc Grad
6 dicembre
Zagabria (HR). Vintage Industrial Bar
10 dicembre
Genova (IT), Teatro Verdi
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PONDEROSA MUSIC AND ART
presenta
IBRAHIM MAALOUF & THE TRUMPETS OF MICHEL-ANGE
04 Novembre 2026
Milano – Teatro Arcimboldi Milano - JAZZMI
05 Novembre 2026
Firenze – Teatro Cartiere Carrara – H/EARTHBEAT
Ibrahim Maalouf torna in Italia per due date speciali con un ensemble d’eccezione, impreziosito dal suono di The Trumpets of Michel-Ange, in programma mercoledì 4 novembre al Teatro Arcimboldi di Milano (all’interno della rassegna JAZZMI) e giovedì 5 novembre al Teatro Cartiere Carrara di Firenze (all’interno della rassegna H/EARTHBEAT). Con due prestigiose candidature ai GRAMMY Awards, Ibrahim Maalouf presenta il suo 19° album, un progetto di straordinaria innovazione. Dal punto di vista filosofico, storico e musicale, T.O.M.A. – acronimo di Trumpets of Michel-Ange – è una grande avventura che conduce l’ascoltatore in un universo dove folklore e modernità si fondono in un’unica visione. Come sempre, la musica di Maalouf riesce a trovare il perfetto equilibrio tra raffinatezza e accessibilità, risultando al tempo stesso stimolante e accogliente per un pubblico ampio e trasversale. “T.O.M.A” è prima di tutto un album meticcio, una vera e propria miscela di influenze, in cui l’Oriente festoso e nostalgico si esprime con una libertà rara. Questo progetto è anche il nome del nuovo marchio di trombe di Ibrahim Maalouf. Progettato da Ibrahim insieme al liutaio A. Jaminet, in collaborazione con Antoine Courtois del gruppo francese Buffet Crampon, questo nuovo strumento nasce con l’obiettivo di incoraggiare i trombettisti di tutto il mondo a interessarsi a questa rivoluzione musicale. É una grande celebrazione che riunisce generazioni diverse, amatori e professionisti, insieme a ospiti speciali.
Un virtuoso della tromba, così la stampa internazionale inquadra la prestigiosa figura di Ibrahim Maalouf. La sua musica si contraddistingue per una fusione creativa di generi musicali che, da dieci anni a questa parte, gli ha permesso di conquistare il record di primo jazzista della storia ad aver registrato il tutto esaurito nelle più prestigiose sale da concerto francesi. Nato a Beirut nel 1980, Ibrahim Maalouf è riconosciuto internazionalmente come lo strumentista più popolare della scena musicale francese. Nel corso della sua carriera ha ricevuto due Victoires du Jazz e due Victoires de la Musique, rispettivamente per il miglior album di musica mondiale e per lo spettacolo musicale e il concerto dell'anno. Questi premi lo hanno reso il primo musicista a ricevere questo riconoscimento nei 33 anni di storia dei Victoires de la Musique. Non solo riconoscimenti musicali: Ibrahim ha ricevuto anche onorificenze dal governo francese in qualità di Cavaliere dell'Ordine Nazionale del Merito e Cavaliere dell'Ordine delle Arti e delle Lettere. Nel corso degli anni, Ibrahim Maalouf ha collaborato con alcuni dei più grandi artisti dell'industria musicale francese e mondiale come Sting, Marcus Miller e Melody Gardot.
Biglietti disponibili su
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MUSEO DEL SAXOFONO
via dei Molini snc (angolo via Reggiani), Maccarese, Fiumicino (RM)
Info su biglietti, orari, prentazioni e modalità di partecipazione al sito ufficiale: www.museodelsaxofono.com/
La sala del Museo del Saxofono, dotata di un nuovo impianto audio in quadrifonia, garantisce per entrambi i concerti un’esperienza d’ascolto immersiva e di altissima qualità, capace di valorizzare ogni dettaglio timbrico e dinamico.
Il Museo del Saxofono di Fiumicino rappresenta un’eccellenza assoluta del territorio e non solo, accreditato nell’Organizzazione Museale della Regione Lazio, è l’unico nel panorama internazionale dedicato a questo strumento e ospita la più grande collezione del mondo di saxofoni. Esso custodisce preziosi e rari strumenti musicali: dal minuscolo soprillo di 32cm al gigantesco sub-contrabasso J’Elle Stainer, dal Grafton Plastic agli strumenti dell'inventore Adolphe Sax, dal mitico Conn O-Sax ai saxofoni a coulisse, dai rothfoni agli strumenti appartenuti a grandi artisti come Sonny Rollins, Tex Beneke, Benny Goodman, Ralph James, Ross Gorman, Gil Ventura, Tom Scott... Oggi il museo è una realtà internazionalmente riconosciuta in tutto il mondo. Vincitore del Premio per la Valorizzazione dei Luoghi della Cultura della Regione Lazio 2021, è organizzatore di numerosi festival in Italia e all’estero come l’Italian & Swiss Jazz Festival a Basilea (2021) e a Dornach (2022), il Saxophobia Festival, gli Adolphe Sax Days, la Rassegna Fai Bei Suoni, il Fiumicino Jazz Festival e l’International Saxophone Meeting (2023-2024). Ha collaborato e partecipato ad importanti esposizioni ed eventi musicali europei: SAX200 al MIM di Bruxelles, MUSIKMESSE a Francoforte, MUSICA ANTIQUARIA a Cesena, SAX200SAX a Moncalieri, 18° WORLD SAXOPHONE CONGRESS a Zagabria, EURSAX2024 a Trento, IL JAZZ ITALIANO PER LE TERRE DEL SISMA 2024 a L’Aquila e 360° SAXOPHON a Monaco di Baviera e Ulrichshusen.
Sito web ufficiale:
Infoline costi e prenotazioni:
+39 06 61697862 - +39 320 2514087 - info@museodelsaxofono.com



