I comunicati stampa relativi ai concerti della scena jazz & blues...
ATELIER MUSICALE
XXXI stagione
Dal 20 settembre 2025 al 7 marzo 2026
Auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro, corso di Porta Vittoria 43, 20122 Milano.
Inizio concerti: ore 17.30
Jazz e classica contemporanea: al via sabato 20 settembre con il quartetto di Claudio Fasoli la XXXI stagione dell’Atelier Musicale alla Camera del Lavoro di Milano
Tornano gli appuntamenti della rassegna organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio. Tra i musicisti coinvolti spiccano i nomi di Mauro Ottolini, Giovanni Falzone, Tino Tracanna, Florian Arbenz, Alessandro Solbiati, Simone Pedroni, Natalia Benedetti e Guido Arbonelli
La XXXI edizione dell’Atelier Musicale, la rassegna di jazz e classica contemporanea organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio, scatterà sabato 20 settembre alla Camera del Lavoro di Milano e presenterà ancora una volta una varietà progettuale di grande interesse, nella quale le proposte non sono in linea con l’abituale programmazione concertistica sia nell’ambito jazzistico sia in quello eurocolto. Molti dei concerti della nuova stagione, poi, sono in prima esecuzione (assoluta o milanese) ed evidenziano il senso di una filosofia propositiva che intende offrire al pubblico del capoluogo lombardo qualcosa che difficilmente potrebbe ascoltare altrove, in linea con l’idea che le vere operazioni culturali sono quelle che realizzano ciò che manca e non ripetono qualcosa di già esistente. Inoltre, la tanto apprezzata quanto rara formula della rassegna, che integra i concerti con dettagliati, ma agili, programmi di sala e brevi guide all’ascolto introduttive, contribuisce non solo all’educazione estetica del pubblico, ma forma una platea attenta, ricettiva e apprezzata enormemente da tutti i musicisti che, nell’arco dei decenni, si sono alternati sul palcoscenico dell’auditorium Di Vittorio. Anche l’orario pomeridiano delle 17.30 si è rivelato, nella sua applicazione più che trentennale, un modo di promuovere i concerti presso un pubblico non abituato alla frequentazione serale dei teatri e degli auditorium, svolgendo un ruolo socialmente utile e, generalmente, poco praticato.
Il programma della XXXI edizione si configura con la consueta e ampia articolazione progettuale, con performance che intrecciano il mondo jazzistico e quello eurocolto, come nel nel caso di Oscar Del Barba e Tino Tracanna, mentre altre evidenziano una concezione jazzistica prettamente europea, come l’apertura, sabato 20 settembre, con Claudio Fasoli, oppure presentano originali mix di mondi musicali, ben evidenti nei concerti di Mauro Ottolini e Giovanni Falzone, portatori di incroci con il rap, il funky e le musiche provenienti da vasti universi sonori. Non mancano poi i consueti e importanti omaggi, a partire da quello per il compianto Emilio Soana, scomparso lo scorso gennaio, che intorno a Enrico Intra riunisce grandi musicisti che hanno tante volte suonato con lui; quello a Miles Davis da parte di Marco Mariani, tra i primi a ricordare il centenario della nascita del grande artista africano americano, e, infine, il trombone summit, tributo a due trombonisti del valore di Jay Jay Johnson e dell’italiano Marcello Rosa.
Il jazz internazionale è rappresentato dal singolare trio svizzero-anglo-brasiliano del batterista Florian Arbenz, mentre la linea verde dal formidabile quartetto del sassofonista Lorenzo Simoni, che fonda le sue radici nel mondo di Ornette Coleman ma anche nel jazz contemporaneo più avanzato. Lo sguardo ai giovani, la loro valorizzazione, è da sempre un elemento centrale della rassegna ed è presente in quasi tutti i concerti, coerentemente a quanto fatto sin dalla prima edizione dell’Atelier.
L’originalità dei programmi investe anche il campo classico, con il progetto Pasolini di Alessandro Solbiati, il singolare recital di una nuova vedette del pianoforte quale Simone Pedroni, oltre alla ricognizione del sempre troppo poco eseguito mondo musicale statunitense da parte dell’Ensemble Garbarino. Completano il quadro lo sguardo ai giovani talenti come la violinista Jingzhi Zhang e il Trio Bedrich e il curioso incontro di due grandi virtuosi del clarinetto odierno quali Natalia Benedetti e Guido Arbonelli. Nel complesso, si tratta di una stagione in grado di far incontrare pubblici diversi, ma ugualmente animati dall’amore per la musica vista in tutte le sue declinazioni.
Superata la boa del trentennale, l’Atelier Musicale inizia la sua nuova stagione sabato 20 settembre (inizio live ore 17.30, ingresso 10 euro con tessera associativa) con l’esibizione di Claudio Fasoli, maestro assoluto di una visione europea e progettuale del jazz, artista dalla precisa linea compositiva e performativa, che è stato presente in diverse edizioni della rassegna, portando sempre un contributo di originalità e alta qualità espressiva. Stavolta torna con il Next Quartet, che dirige da più di quattro anni e con cui è già stato presente nella rassegna tre anni fa: è un gruppo costituito da musicisti che, com’è usuale nel mondo musicale di Fasoli, sono funzionali alla realizzazione dell’odierno pensiero artistico del leader. Si tratta di strumentisti di grande duttilità, a cominciare dal chitarrista Simone Massaron, in grado di sfruttare tutta la gamma timbrica del suo strumento e di utilizzare efficacemente l’elettronica, dimostrando altresì un’ampia padronanza linguistica che spazia lungo la storia del jazz e non solo. La stessa ricchezza di tratto la troviamo in Tito Mangialajo Rantzer che, come tutti i contrabbassisti con cui Fasoli ha suonato, riveste un ruolo centrale nella sua musica, muovendosi in molteplici direzioni. Infine, Stefano Grasso è un batterista capace di lavorare coloristicamente sul ritmo, inserendosi pienamente “dentro” la musica. Con loro Fasoli proporrà le sue composizioni, in cui emergono sia un magistrale uso dello spazio sonoro, sia la sinteticità dei temi, le cui cellule sono cesellate con estrema cura e creano paesaggi sonori originali e ben definiti. I brani scelti sono quasi tutti tratti dall’ultimo album del sassofonista, intitolato Hasard (registrato nel 2024 e pubblicato da Abeat Records). A questi si aggiungono un paio di temi scelti dai due precedenti cd del gruppo: Ambush e Next (quest’ultimo vincitore del referendum della critica italiana nel Top Jazz del 2021).
Personaggio che fa parte della storia e dell’attualità del jazz europeo, Claudio Fasoli vanta una carriera cominciata con la partecipazione al celebre gruppo jazz-rock Perigeo e proseguita come leader di molteplici formazioni e progetti in cui ha avuto al suo fianco grandi personalità del jazz nazionale e internazionale: da Franco D’Andrea a Enrico Rava, da Kenny Wheeler a J.F. Jenny-Clark, da Mick Goodrick ad Antonio Faraò, per citarne solo alcuni. Il concerto che apre, a Milano, la XXXI edizione dell’Atelier Musicale offre quindi la possibilità di ascoltare una formazione tra le più interessanti della scena jazzistica italiana ed europea.
Sabato 24 gennaio 2026, ore 17.30
Giovanni Falzone Trio - Freak Machine
Giovanni Falzone (tromba, voce, elettronica), Giuseppe La Grutta (basso elettrico), Andrea Bruzzone (batteria).
Atelier Musicale: il jazz di Giovanni Falzone e del trio Freak Machine
sabato 24 gennaio alla Camera del Lavoro di Milano
Il trombettista e compositore siciliano, insieme al bassista Giuseppe La Grutta e al batterista Andrea Bruzzone, sarà il protagonista del primo concerto dell’anno nell’auditorium Di Vittorio
Per l’apertura della seconda parte della XXXI edizione, l’Atelier Musicale, la rassegna in bilico tra jazz e classica contemporanea organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio, ha invitato alla Camera del Lavoro di Milano il nuovo, entusiasmante trio del trombettista Giovanni Falzone: sabato 24 gennaio (inizio live ore 17.30; ingresso 10 euro con tessera associativa), il musicista siciliano, alla guida della sua Freak Machine, proporrà infatti un jazz nel quale si utilizzano materiali provenienti da un vasto universo sonoro che comprende il punk, il funky, il rock, la musica eurocolta contemporanea e l’elettronica per realizzare una serie di brani, più o meno strutturati, che favoriscono l’improvvisazione aperta e legata al dialogo collettivo del trio. Il progetto nasconde anche una profonda riflessione sul rapporto dell’uomo odierno con la tecnologia, come del resto ben evidenziano alcuni pezzi in repertorio, a partire dal brano intitolato L’uomo robot. La varietà di colori messi in gioco da Falzone, compreso un utilizzo straniante della voce, le qualità di superbo improvvisatore e di eccellente strumentista del leader, la competenza e la sensibilità dei suoi partner, con i quali lavora in maniera empatica, fanno della Freak Machine un gruppo dall’eccellente interplay e dalle sorprendenti traiettorie sonore. Del resto, Andrea Bruzzone, classe 1988, è musicista di esperienza, che vanta collaborazioni in vari contesti jazzistici, dal piccolo gruppo alla big band (anche con Fabrizio Bosso, Roberto Cecchetto, Alberto Mandarini e Pino Jodice) e la vittoria nella International Percussion Competition del 2015. Giuseppe La Grutta, nato nel 1996, spazia invece dal funk al soul e al rock classico e con la sua band ha aperto, tra il 2022 e il 2025, quattro concerti-evento di Elio e le Storie Tese. Giovanni Falzone è, come noto, uno dei più creativi e completi jazzisti italiani, con una formazione sia classica sia jazz (nel primo ambito ha avuto una carriera orchestrale di altissimo livello, diretto tra gli altri da bacchette quali Riccardo Chailly, Giuseppe Sinopoli e Carlo Maria Giulini). Nel jazz vanta una carriera d leader che lo ha portato a incidere una ventina di dischi e a vincere premi importanti tra cui il Django d’Or e, in varie categorie, diversi Top Jazz della rivista Musica Jazz. Ha collaborato con grandi artisti italiani e internazionali, da Giorgio Gaslini a Kenny Werner, da Enrico Pieranunzi a Jim Black, da Rita Marcotulli a Jeff Ballard, per citarne solo alcuni, suonando nei più prestigiosi festival nazionali e internazionali. Docente molto richiesto, alterna l’attività di insegnamento a quella di solista e compositore e in questo concerto dell’Atelier propone una musica al di fuori dagli schemi abituali e dall’inusuale scenografia sonora.
Programma (musiche di Giovanni Falzone):
The Clown;
Burattini;
Red Light - La goccia e la roccia;
Fast Thought;
Freak Song;
L’uomo robot;
White Light;
Ostinato.
Introduce Maurizio Franco.
Ingresso: 10 euro con tessera ordinaria (5 euro) o di sostegno (10 euro). Abbonamento stagionale: 80 euro.
On line: www.secondomaggio.org
Per informazioni: 3483591215; email: secondomaggio@alice.it; eury@iol.it
Direzione e coordinamento artistico: Giuseppe Garbarino e Maurizio Franco.
Introduzione ai concerti a cura di Maurizio Franco.
Organizzazione: associazione culturale Secondo Maggio.
Presidente: Gianni Bombaci; vicepresidente: Enrico Intra
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CUCCAGNA JAZZ CLUB - IL RITO DEL JAZZ
Riecco “Il rito del jazz” alla Cascina Cuccagna di Milano:
dal 13 al 27 gennaio tre concerti con Mariani, Andreoli e il trio Boggio Ferraris-Daniele-Parisi
Tornano, ogni settimana, gli appuntamenti con la musica dal vivo sul palco del Cuccagna Jazz Club presso il ristorante un posto a Milano
Dopo la pausa per le festività natalizie e per quelle di fine anno tornano gli appuntamenti con la musica dal vivo alla Cascina Cuccagna di Milano nell’ambito della rassegna Il rito del jazz, a cura dell’associazione culturale Musicamorfosi, un posto a Milano e Cascina Cuccagna, in collaborazione con I-Jazz e con il patrocinio del Municipio 4 del Comune di Milano. La formula è quella collaudata del doppio set (alle ore 19.30 e 21.30) con ingresso libero (prenotazioni: tel. 025457785; email: info@unpostoamilano.it).
Il primo concerto del nuovo anno è in programma martedì 13 gennaio: sul palco del Cuccagna Jazz Club, presso il ristorante un posto a Milano, saranno di scena i giovani talenti Matteo Mariani (chitarra) e Didier Yon (trombone) e l’esperto e versatile Alex Orciari (contrabbasso): il trio darà vita a un dialogo fatto di calde melodie e ritmi sincopati. Specializzati nel repertorio swing e bebop, i tre musicisti rievocheranno con suoni e improvvisazioni raffinate le atmosfere degli anni Quaranta e Cinquanta, celebrando le leggende del jazz attraverso eleganti arrangiamenti e composizioni originali.
Martedì 20 gennaio ci sarà un gradito ritorno: sul palco del Cuccagna Jazz Club, infatti, si esibirà di nuovo il quartetto guidato dal trombonista e compositore Andrea Andreoli, jazzista di grande talento che vanta collaborazioni illustri con il gotha del jazz nazionale e internazionale (Billy Cobham, WDR Big Band, Incognito, Maria Schneider, Vince Mendoza, Fred Hersch, Bob Mintzer, Bill Laurence, Randy Brecker, Mike Mainieri, Dave Weckl, Ennio Morricone, Enrico Rava, Gianluigi Trovesi, Fabrizio Bosso ma non solo). Insieme a Dario Spezia (chitarra), Carlo Bavetta (contrabbasso) e Matteo Rebulla (batteria), Andreoli presenterà l’album My Family Things, il suo ultimo lavoro discografico, nel quale esplora la complessità di bilanciare la vita del musicista con il ruolo di padre e marito, spesso trovandosi diviso tra il desiderio di essere a casa, in famiglia, e l’impegno costante di tour ed esibizioni: «La musica del disco riflette questa dualità attraverso brani originali - afferma il trombonista - che sono dedicati o ispirati ai miei familiari. Questi brani sono intrisi di emozioni autentiche e profonde. La melodia è fondamentale nel mio processo compositivo e si riflette chiaramente nella musica del quartetto, capace di fondere armonie sofisticate con motivi coinvolgenti».
Infine, per l’ultimo appuntamento del mese, martedì 27 gennaio i riflettori saranno puntati sul trio formato da Simona Daniele, Gabriele Boggio Ferraris e Davide Parisi, che renderanno omaggio a Duke Ellington e al suo repertorio immortale. La voce di Simona Daniele incontrerà il calore del vibrafono di Gabriele Boggio Ferraris e la chitarra di Davide Parisi per un viaggio nei classici standard di matrice ellingtoniana e nei brani che il grande compositore afroamericano ha scritto per le sue big band.
Cantante jazz con base a New York, Simona Daniele è da tempo attiva sulla scena internazionale. Vincitrice di una borsa di studio Fulbright, ha conseguito il suo secondo Master in musica Jazz al City College di New York e nella Grande Mela si esibisce su palchi prestigiosi come quelli del Jazz at Lincoln Center e del Minton’s Playhouse.
Vincitore del premio Nuova Generazione Jazz (nel 2018), Gabriele Boggio Ferraris è uno dei vibrafonisti più apprezzati della scena nazionale e ha pubblicato cinque album da leader. Diplomatosi con il massimo dei voti e perfezionatosi sotto la guida di Andrea Dulbecco, ha all’attivo collaborazioni con alcuni dei più noti esponenti del jazz italiano ed internazionale, tra cui Dave Douglas, Hindi Zara, Steven Bernstein, Stochelo Rosenberg e molti altri. Classe 2001, Davide Parisi è un chitarrista specializzato nello stile Gypsy Jazz. Si è diplomato con il massimo dei voti al Conservatorio G. Verdi di Milano, milita in diverse formazioni e collabora regolarmente con figure di spicco del panorama italiano tra cui Dario Napoli, Alessandro di Virgilio (Accordi Disaccordi), Paolo Tomelleri, Alfredo Ferrario, Tonino de Sensi ma non solo.
I CONCERTI DI GENNAIO 2026
Martedì 13 gennaio, ore 19.30 e 21.30
SWING MY FRIEND!
Matteo Mariani, chitarra; Didier Yon, trombone; Alex Orciari, contrabbasso
Martedì 20 gennaio, ore 19.30 e 21.30
ANDREA ANDREOLI - MY FAMILY THINGS
Andrea Andreoli, trombone; Dario Spezia, chitarra; Carlo Bavetta, contrabbasso; Matteo Rebulla, batteria
Martedì 27 gennaio, ore 19.30 e 21.30
AL DUCA - OMAGGIO A DUKE ELLINGTON
Simona Daniele, voce; Gabriele Boggio Ferraris, vibrafono; Davide Parisi, chitarra
Un posto a Milano, Cascina Cuccagna, via Cuccagna 2/4, Milano.
Ingresso libero. Informazioni e prenotazioni: tel. 025457785; email: info@unpostoamilano.it
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Camilla Battaglia e Stefano Coppari
in concerto all’Arciliuto Jazz Club
presentano il nuovo album “Floruiscent”
giovedì 15 gennaio ore 21.00
Giovedì 15 gennaio, ore 21.00 all’Arciliuto Jazz Club di Roma, la cantante Camilla Battaglia e il chitarrista Stefano Coppari presentano in concerto Floruiscent, un progetto musicale che racconta il legame profondo tra essere umano e mondo vegetale. Un invito a riscoprire l’equilibrio della natura come chiave di sopravvivenza. Il nome, infatti, unisce fioritura e fluorescenza. In questo loro primo album, Camilla Battaglia e Stefano Coppari mescolano jazz contemporaneo, suggestioni folk, sperimentazione sonora ed elettro-pop, in un equilibrio costante tra ricerca musicale e intensità emotiva. Battaglia firma i testi, Coppari le musiche: un dialogo tra voce e chitarra che si apre ad atmosfere intime, riflessive, ma anche a improvvise tensioni e aperture verso un rock alternativo. Con Floruiscent, i due artisti inaugurano un percorso che mette al centro creatività, ricerca e libertà artistica, lontano dalle logiche di mercato e aperto al dialogo tra le arti. A Roma arriva un concerto che promette di essere intenso, immersivo e carico di visioni. L’album trae ispirazione dal libro “La nazione delle piante” di Stefano Mancuso, e riflette sul legame profondo tra l’essere umano e il mondo vegetale. All’interno dell’opera, pubblicata su vinile e digitale dall’etichetta Componere il 12 maggio 2025, c'è anche l’opera fotografica di Francesca Tilio e materiali multimediali esclusivi accessibili tramite QR code, oltre a un cortometraggio che racconta la nascita del lavoro. FORMAZIONE: Camilla Battaglia, voce - Stefano Coppari, chitarra
Info prenotazioni:
+39 334 3706004
booking@arciliuto.it
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PONDEROSA MUSIC AND ART
presenta
GOGO PENGUIN
13 febbraio 2026
Milano – Alcatraz
Biglietti disponibili su ponderosa.it
Torna in Italia l’acclamato trio di Manchester che ha conquistato i palchi internazionali con una raffinata fusione di jazz, elettronica e musica classica. I GoGo Penguin saranno protagonisti di un’unica data il 13 febbraio all’Alcatraz di Milano. Il concerto sarà l’occasione per presentare dal vivo il loro ultimo progetto discografico, Necessary Fictions: un album in cui il pianista Chris Illingworth, il bassista Nick Blacka e il batterista Jon Scott approfondiscono la propria identità artistica, alla ricerca di quelle che definiscono “le nostre qualità più autentiche in questo momento”. Necessary Fictions si impone come uno dei lavori più audaci della band, che amplia il proprio linguaggio sonoro attraverso l’uso di synth modulari, Moog Grandmother e basso elettrico, muovendosi con naturalezza tra dimensione acustica ed elettronica. La formazione di Manchester descrive Necessary Fictions come un tentativo di liberarsi delle maschere e rivelare la propria essenza più autentica: come persone, musicisti e collettivo. Ne nasce un viaggio sonoro intenso e coinvolgente, che conferma i GoGo Penguin tra i protagonisti della scena musicale jazz contemporanea.
Info e biglietti
ponderosa.it
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PDuRN
Homo Ludens
in concerto
sabato 17 gennaio ore 21.00
Parma - Sounds and Stories
Via Leonardo Sciascia 4a
Homo Ludens è il secondo lavoro discografico di PDuRN, realizzato in collaborazione con il trombettista Ralph Alessi pubblicato il 21 novembre 2025. L’EP, composto da quattro tracce, nasce durante una residenza artistica che si è conclusa con una sessione di registrazione in studio insieme al noto musicista.
Il progetto è stato sostenuto da EncodER, bando promosso dal Centro Musica di Modena. Il titolo del disco si ispira ad un testo dello storico e linguista olandese Johan Huizinga, nel quale tratta del gioco e della ludicità nei vari campi e nelle sue forme. In Homo ludens, Johan Huizinga scrive: “La cultura non nasce dal gioco come frutto vivo che si svincoli dal corpo materno, ma si sviluppa nel gioco e come un gioco”, e così anche i brani presenti di questo EP si presentano come il frutto del momento ludico insito nel processo estemporaneo di creazione musicale. Un gioco quasi rituale, in cui la musica si evolve al di fuori delle regole della realtà quotidiana, andando a creare immagini che trascendono l’idea del visibile e del tangibile. Il repertorio comprende composizioni di tutti i membri del trio, oltre a una composizione estemporanea che porta la firma di tutti i musicisti coinvolti nella residenza, dando vita a un espressivo intreccio di differenti percorsi, vissuti, stili compositivi e gusti musicali. Il brano di apertura del disco è Apollonia (G. Patris), seguito da Biston Betularia (D. Nasi, M. Parenti, G. Patris, R. Alessi), Giovani di Renno (M. Parenti) e Zermula (D. Nasi), che vede anche la partecipazione di Manuel Caliumi al sax contralto. Il trio, composto da Daniele Nasi al sax, Giancarlo Patris al contrabbasso e Margherita Parenti alla batteria, ha deciso di dedicare il lavoro alla memoria dei “Giovani di Renno”, fucilati nel 1944 per aver rifiutato la chiamata alla leva militare della Repubblica Sociale Italiana. L’accostamento della parola Ludens a un evento così tragico non vuole sminuire un accadimento vergognoso della nostra storia, bensì sottolineare il valore del gioco insito nella cultura come mezzo di sovversione, di rovesciamento delle regole, che nel disagio sociale diventa mezzo di sopravvivenza e Resistenza. Tutte le tracce sono state registrate, mixate e masterizzate da Michele Morari presso il Ventottoquarti Recording Studio di Reggio Emilia. La copertina e la foto presente all’interno del booklet sono di Giulio Serafini. Homo Ludens verrà presentato dal vivo con due concerti (senza la partecipazione di Ralph Alessi):
30/11 "Orti - Casa di Quartiere", Reggio Emilia
17/1 "Sounds & Stories" Jazz'on Parma Orchestra, Parma
"Realizzato con il contributo del Progetto Sonda Music Sharing - Centro Musica Modena. Legge Musica 2/2018 Regione Emilia-Romagna"
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IL 4 FEBBRAIO AL BLUE NOTE MILANO
VIVA DE ANDRÉ
Il più importante spettacolo nazionale
che ripropone le canzoni di FABRIZIO DE ANDRÉ in chiave JAZZ
Ideato e diretto da LUIGI VIVA, voce narrante
Arrangiamenti e direzione musicale di LUIGI MASCIARI
con la collaborazione della
FONDAZIONE FABRIZIO DE ANDRÉ ONLUS
Special guest: GIULIO CARMASSI
Il 4 febbraio, a Milano al BLUE NOTE (Via Pietro Borsieri, 37), con un doppio spettacolo alle 20.30 e alle 22.30, andrà in scena “VIVA DE ANDRÉ”, il più importante spettacolo nazionale che da oltre sette anni porta in tour le canzoni di FABRIZIO DE ANDRÉ riarrangiate in chiave JAZZ. “VIVA DE ANDRÉ” è ideato e diretto da LUIGI VIVA, autore dei due libri su Fabrizio De André "Non per un dio ma nemmeno per gioco-Vita di Fabrizio De André" e "Falegname di parole-le canzoni la musica di Fabrizio De André" (entrambi editi da Feltrinelli), con gli arrangiamenti di LUIGI MASCIARI, affermato chitarrista e compositore. Lo spettacolo è un concerto-racconto che unisce musica jazz dal vivo, narrazione, immagini e audio di interviste inedite per restituire al pubblico il ritratto di un artista iconico. La serata, in esclusiva per il Blue Note, sarà impreziosita dalla partecipazione straordinaria del compositore, arrangiatore, cantante e polistrumentista GIULIO CARMASSI (ex Pat Metheny Unity Group), che per l’occasione, si esibirà con la band insieme a Luigi Viva e Lugi Masciari. Nel repertorio, classici intramontabili come "La Guerra di Piero", "La Canzone di Marinella", "Il Pescatore", "Crêuza de mä “Valzer Per Un Amore”, “Mégu Megún”, “Canzone dell'Amore Perduto” e “Il Bombarolo”. La direzione musicale e gli arrangiamenti, firmati da Luigi Masciari, rileggono l’opera di De André attraverso un linguaggio jazz contemporaneo, rispettandone la scrittura melodica e l’identità espressiva. Dopo i sold out di questi anni nei principali teatri e festival jazz italiani (Umbria Jazz Winter, Blue Note Milano, Auditorium Parco della Musica di Roma, Südtirol Jazz Festival, Ascona Jazz, e molti altri), e a seguito del grande successo riscosso quest’estate a Cerveteri (Roma), a Castelbuono (Palermo) e a Torre del Greco (Napoli), il 4 febbraio, “VIVA DE ANDRÉ” farà tappa nello storico jazz club milanese: un raffinato e intenso tributo musicale che rivela dei lati meno conosciuti di Fabrizio De André, a partire dalla sua passione per il jazz. Lo spettacolo è realizzato con la collaborazione della FONDAZIONE FABRIZIO DE ANDRÉ ONLUS, di cui Luigi Viva è socio fondatore. Un’occasione imperdibile per immergersi nella poetica e nell’impegno civile di De André, attraverso le parole di Luigi Viva, voce narrante, autore di riferimento per l’opera di De André, affiancato da un quintetto jazz di altissimo livello diretto da Luigi Masciari. Lineup: Luigi Viva: voce narrante; Luigi Masciari: chitarra, arrangiamenti e direzione musicale; Francesco Bearzatti: sax tenore, clarinetto; Alessandro Gwis: pianoforte, elettronica; Francesco Poeti: basso; Pietro Iodice: batteria; Giulio Carmassi (Special Guest): tromba, voce, tastiere, percussioni. Il CD ufficiale dello spettacolo, è pubblicato da Jando Music/Via Veneto Jazz, con la partecipazione straordinaria di Michael League (Snarky Pupi) e Giulio Carmassi (ex Paf Metheny Unity Group).
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Summer-Fall 2025
U.S.A. Tour Schedule
SFJAZZ in San Francisco
Thursday-Sunday, March 5-9, 2026
Friday, March 6
AGUAS Trio, featuring
Yilian Cañizares, violin, vocals; Gustavo Ovalles, percussion
Saturday, March 7
Quarteto Americanos, featuring
Sheldon Brown, multi-reeds, flute; Josh Jones, drums; Ernesto Mazar Kindelán, baby bass
Sunday, March 8
SUBA Trio, featuring
Seckou Keita, kora, vocals; Gustavo Ovalles, percussion
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GALILEO MUSIC
Concerts
Ed Partyka
20/02/2026 Berlin
21/02/2026 Berlin
Wildes Holz
10/01/2026 Essen, Philharmonie
02/11/2025 Lauffen am Neckar, Klosterhof
28/02/2026 Lübeck, Kolosseum
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Il Kenny "Blues Boss" Wayne Quartet apre con un sold out la nuova edizione del Kabala
Giovedì 15 gennaio 2026, la formazione guidata dal celebre pianista statunitense si esibirà nella Sala Favetta del Museo delle Genti d'Abruzzo di Pescara
Giovedì 15 gennaio, la nuova stagione del Kabala comincia alla grande con un sold out: si registra infatti il "tutto esaurito" per il concerto del Kenny "Blues Boss" Wayne Quartet, formazione blues di livello internazionale composta dal leggendario Kenny Wayne al pianoforte, Heggy Vezzano alla chitarra, Russell Jackson al basso e Joey di Marco alla batteria. Al termine del concerto, la serata proseguirà poi con l’After Kabala, una jam session gratuita al Caffé Letterario. Il concerto, si terrà a Pescara, nella Sala Favetta del Museo delle Genti d’Abruzzo in Via delle Caserme, 58. Il prossimo concerto del Kabala si terrà giovedì 29 gennaio: Flamenco meets Jazz è l'incontro tra jazz e flamenco proposto da Daniele Bonaviri, Giuseppe Continenza e Pierpaolo Bisogno.
Kenny "Blues Boss" Wayne non è soltanto un virtuoso del pianoforte, ma una vera e propria icona vivente del boogie-woogie e del blues internazionale, capace di infondere nuova vita a un genere classico con un approccio fresco e carismatico. Nel corso della sua carriera, il musicista si è rivelato un leader magnetico, in grado di trascinare il pubblico in un viaggio musicale che onora i giganti del passato come Fats Domino e Amos Milburn, pur mantenendo una cifra stilistica assolutamente personale e moderna. Con questo quartetto, Wayne propone una sintesi perfetta della sua visione musicale: un blues elegante e pulsante, dove il rispetto per la tradizione si fonde con la gioia dell'improvvisazione e del groove. Le personalità coinvolte amplificano questa energia: spicca in particolare la presenza di Russell Jackson, storico bassista di B.B. King, che apporta alla sezione ritmica una solidità e un'esperienza impareggiabili, dialogando con la chitarra raffinata di Heggy Vezzano e il drumming preciso di Joey di Marco.
Originario di Spokane ma artisticamente fiorito tra New Orleans e il Canada, Kenny Wayne – con il suo inconfondibile stile "zoot suit" e una carriera costellata di premi (tra cui il Juno Award) – non ha mai smesso di portare il "piano pounding" sui palchi di tutto il mondo. Questa dedizione, unita a una tecnica straordinaria, lo ha condotto a essere riconosciuto come uno dei massimi esponenti contemporanei del genere. Senza mai abbandonare le radici del blues old-school, Wayne riesce a costruire con il suo quartetto atmosfere che spaziano dallo swing frenetico alle ballad più intense, offrendo un percorso sonoro variegato e coinvolgente. Un’occasione imperdibile per ascoltare dal vivo una leggenda che incarna lo spirito più autentico e festoso della musica afroamericana, all’insegna di quel ritmo e di quell'interplay che sono il cuore pulsante della migliore tradizione jazzistica e blues. Le diverse sfaccettature della musica di improvvisazione animano i sei appuntamenti dell'edizione 2026 del Kabala. Dal blues del concerto di apertura con Kenny "Blues Boss" Wayne all'incontro tra jazz e flamenco proposto da Daniele Bonaviri, Giuseppe Continenza e Pierpaolo Bisogno, passando per l'omaggio alla musica di Pino Daniele del duo formato da Rita Marcotulli e Israel Varela, per la sintesi tra mainstream jazz e atmosfere mediorientali del trio del pianista turco Hakan Basar e per le sonorità affascinanti dell'organo Hammond con il concerto del Pat Bianchi Trio. Il concerto finale della rassegna guarda alla musica di due grandissimi della storia del jazz come Duke Ellington e Billy Strayhorn con "Essentially Ellington and Strayhorn" del quartetto del contrabbassista Marco Marzola con la presenza speciale di uno dei protagonisti della scena europea del jazz, vale a dire il sassofonista Tony Kofi.
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MUSEO DEL SAXOFONO
via dei Molini snc (angolo via Reggiani), Maccarese, Fiumicino (RM)
Info su biglietti, orari, prentazioni e modalità di partecipazione al sito ufficiale: www.museodelsaxofono.com/
Domenica 18 gennaio 2026 - Ore 18:00
POLIFONICROMIE
Tra superfici di suono e onde di colore
Concerto di musica contemporanea con strumenti, elettronica e video
Sofia Costantini - violino; Fiorenzo Santoboni - violoncello; Enzo Filippetti - saxofoni; Riccardo Santoboni - live video e live electronics; Giovanni Costantini - regia del suono; Bruno Avramo - tecnico del suono
Domenica 18 gennaio alle ore 18.00, il Museo del Saxofono di Fiumicino apre le sue porte a un’esperienza musicale immersiva e multisensoriale con il concerto Polifonicromie, dedicato alla musica contemporanea e alla sperimentazione tra suono, immagine ed elettronica. L’ingresso è gratuito, previo l’acquisto del biglietto del Museo. In una cornice che unisce perfettamente innovazione e memoria storica, il concerto propone un attraversamento sonoro e visivo in cui strumenti acustici, elettronica dal vivo e video in tempo reale danno vita a un unico paesaggio percettivo. Il titolo Polifonicromie nasce dalla fusione tra polifonia e policromia: la prima intesa non solo come sovrapposizione di linee sonore, ma come coesistenza di piani espressivi – gesto, suono, immagine; la seconda come richiamo al colore del suono e alla sua capacità di trasformarsi nello spazio, quasi fosse luce in movimento. Il programma musicale include opere di Virgilio Volante, Massimo Massimi, Giovanni Costantini, Antonino Caracò, David Mecionis e Riccardo Santoboni, compositori che hanno fatto della ricerca timbrica e percettiva il centro della loro poetica. Volante, compositore italiano, lavora sul gesto strumentale e sulla memoria sonora in trasformazione, mentre Massimi fonde la prassi esecutiva storica con la ricerca elettroacustica, dando vita a una scrittura sonora sperimentale, materica e profondamente sensibile alle potenzialità espressive della tecnologia. Giovanni Costantini, anche autore del progetto e responsabile della regia del suono, indaga da anni la relazione tra strumento ed elettronica, costruendo paesaggi acustici che sfiorano l’immersivo. Antonino Caracò, con il suo stile rarefatto e attento al silenzio e al suono in dissolvenza, propone invece una poetica dell’ascolto liminale, mentre David Mecionis, compositore statunitense di origine greca, costruisce trame materiche e stratificate, in continua metamorfosi. Riccardo Santoboni, compositore e artista multimediale, sarà sul palco anche come performer di live video ed elettronica: la sua ricerca si sviluppa da anni nel punto di incontro tra suono, immagine e spazio. A interpretare le opere, un ensemble d’eccezione: Sofia Costantini al violino, Fiorenzo Santoboni al violoncello e Enzo Filippetti ai saxofoni. Costantini, giovane violinista attiva nella musica contemporanea, lavora a stretto contatto con i compositori, ponendo al centro della propria attività la ricerca timbrica e il gesto performativo. Santoboni, violoncellista da sempre vicino alla sperimentazione, ha sviluppato un percorso che integra la spazializzazione del suono e l’elettronica dal vivo, creando forme d’ascolto profonde e dinamiche. Filippetti, saxofonista specializzato nel repertorio contemporaneo e sperimentale, è noto per l’esplorazione delle tecniche estese del suo strumento e per la capacità di fonderle con l’elaborazione elettronica. Un’occasione unica per vivere il Museo del Saxofono in una dimensione estremamente originale, dove tradizione e sperimentazione si incontrano in uno spazio poetico e trasformativo.
Il Museo del Saxofono di Fiumicino rappresenta un’eccellenza assoluta del territorio e non solo, accreditato nell’Organizzazione Museale della Regione Lazio, è l’unico nel panorama internazionale dedicato a questo strumento e ospita la più grande collezione del mondo di saxofoni. Esso custodisce preziosi e rari strumenti musicali: dal minuscolo soprillo di 32cm al gigantesco sub-contrabasso J’Elle Stainer, dal Grafton Plastic agli strumenti dell'inventore Adolphe Sax, dal mitico Conn O-Sax ai saxofoni a coulisse, dai rothfoni agli strumenti appartenuti a grandi artisti come Sonny Rollins, Tex Beneke, Benny Goodman, Ralph James, Ross Gorman, Gil Ventura, Tom Scott... Oggi il museo è una realtà internazionalmente riconosciuta in tutto il mondo. Vincitore del Premio per la Valorizzazione dei Luoghi della Cultura della Regione Lazio 2021, è organizzatore di numerosi festival in Italia e all’estero come l’Italian & Swiss Jazz Festival a Basilea (2021) e a Dornach (2022), il Saxophobia Festival, gli Adolphe Sax Days, la Rassegna Fai Bei Suoni, il Fiumicino Jazz Festival e l’International Saxophone Meeting (2023-2024). Ha collaborato e partecipato ad importanti esposizioni ed eventi musicali europei: SAX200 al MIM di Bruxelles, MUSIKMESSE a Francoforte, MUSICA ANTIQUARIA a Cesena, SAX200SAX a Moncalieri, 18° WORLD SAXOPHONE CONGRESS a Zagabria, EURSAX2024 a Trento, IL JAZZ ITALIANO PER LE TERRE DEL SISMA 2024 a L’Aquila e 360° SAXOPHON a Monaco di Baviera e Ulrichshusen.
Sito web ufficiale:
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