Concerti Jazz & Blues

I comunicati stampa relativi ai concerti della scena jazz & blues...

I Concerti del
COLLEGIUM MUSICUM
XXXI Stagione Musicale 2026
Artista in residenza Giuliano Carmignola
in collaborazione con l'Associazione Culturale Terra Gialla

Grido di Passione
Le musiche della Settimana Santa tra tradizione e innovazione
Pino Minafra & La Banda
Direttori: Michele Di Puppo, Livio Minafra e Pino Minafra con la partecipazione del quartetto vocale Faraualla
Prima della musica intervento di Ugo Sbisà
GIOVEDÌ 26 MARZO 2026 ORE 20,30
CATTEDRALE SAN SABINO BARI


Programma

La Banda

Requiescat in pace
(Luigi Cirenei, Castel del Piano 1881-Roma 1947)
Il pianto dell’orfano
(Antonio Amenduni, Ruvo di Puglia 1896-1988)
Tristezza 
(Antonio Amenduni)

Le Faraualla
Inno alla Desolata
(Domenico Iannuzzi, Canosa di Puglia 1862-1929)

La Banda e le Faraualla
Misterium
(Livio Minafra, Bari 1982) 
Commissione del Collegium Musicum - Prima esecuzione assoluta 
Madonna Nera
(Pino Minafra, Ruvo di Puglia 1951) 
Domine de miseria 
(Gabriella Schiavone, Taranto 1969)
 
Il progetto Pino Minafra & La Banda di Ruvo di Puglia nasce nel 1993 con l’obiettivo di documentare su CD la tradizione musicale classica della banda e, allo stesso tempo, proiettarla in una dimensione contemporanea, mettendola in dialogo con linguaggi musicali innovativi. La banda, spesso relegata a ruolo folkloristico, ha in realtà rappresentato per oltre 150 anni un fondamentale laboratorio artistico e sociale: ha formato direttori, compositori e grandi strumentisti, contribuendo alla diffusione della cultura sinfonica e operistica soprattutto tra le classi popolari, in un’epoca priva di mezzi di comunicazione di massa. Tra le sue missioni storiche vi è l’accompagnamento musicale delle Settimane Sante nel Sud Italia,con un repertorio di intense sinfonie funebri scritte da maestri come Antonio Amenduni, Alessandro Amenduni e Luigi Cirenei. Questa tradizione viene valorizzata ma anche rinnovata attraverso nuove sperimentazioni, come nel concerto Grido di Passione, con musiche di Michel Godard, Faraualla, Pino Minafra e Livio Minafra che per l’occasione ha scritto un’invocazione in musica, dal ritmo ostinato, quasi rituale: Misterium. Dal 1993 il progetto ha tenuto concerti in tutta Europa, con importanti partecipazioni a tema sacro: nel 2009 al Festival de Saint-Denis presso la Basilica di Saint-Denis a Parigi, nel 2013 alla Kammermusiksaal della Philharmonie di Berlino e nel 2017 alla Basilica di Santa Croce a Firenze.
Pino Minafra è un trombettista, compositore e direttore d’orchestra tra i protagonisti del jazz italiano e internazionale. Ha fondato e diretto importanti realtà come l’Europa Festival Jazz di Noci (1989-1993), la Italian Instabile Orchestra (1990–1997), tra le formazioni più premiate del jazz italiano, e nel 1993 il Talos Festival. Nel 2007 ha inoltre creato la MinAfric Orchestra insieme al figlio Livio Minafra. Con oltre 70 album pubblicati per etichette prestigiose come ECM, Enja e Soul Note, ha suonato nei principali festival internazionali e collaborato con artisti come Cecil Taylor, Anthony Braxton, Gianluigi Trovesi e Keith Tippett, Michel Godard, Enrico Rava, Franco D’Andrea. Tra i suoi progetti spiccano Italian Instabile Orchestra meets Cecil Taylor e Tradizione e Innovazione (1996), che unisce lirica italiana e improvvisazione. L’album Terronia (2005) ha vinto il Top Jazz come miglior gruppo e miglior disco dell’anno. Attento alla valorizzazione della tradizione bandistica, ha documentato la Settimana Santa di Ruvo di Puglia e promosso una legge regionale (2019–2023) a tutela delle bande musicali, celebrata a Conversano con la partecipazione di Riccardo Muti. È docente di tromba al Conservatorio “N. Piccinni” di Bari ed è stato membro per oltre dieci anni dell’ottetto di Trovesi, del gruppo di Ottoni Orlando di Lasso e dell’ottetto di Gianluigi Trovesi.
Michele Di Puppo nato nel 1943 a Ruvo di Puglia frequenta la Scuola di Musica Comunale dei Maestri Antonio e Alessandro Amenduni. Si diploma successivamente in clarinetto col maestro Antonio Reino al Conservatorio Tito Schipa di Lecce. Ha suonato nelle più importanti bande di Puglia: Corato col maestro Raffaele Miglietta, Conversano, Gioia del Colle, Squinzano e Martina Franca col maestro Reino. Ha insegnato clarinetto presso il Conservatorio di Lecce e poi nelle Scuole Medie. Attualmente dirige la Banda Pietro Mascagni Città di Trani oltre ad essere direttore classico del progetto Pino Minafra & La Banda con la quale ha girato mezza Europa ed ha inciso diversi cd.

Misterium di Livio Minafra
Ispirato ai Carmina Burana di Orff e ai lavori del musicista olandese Willem Breuker, Misterium è un’invocazione in musica, dal ritmo ostinato, quasi rituale, incessante.  In un crescendo di densità strumentale nato da un basso, linee melodiche e controcanti affollano la composizione fino ad un momento centrale ipnotico e reiterato. La composizione poi riprende il suo incedere e va a terminare non prima di aver modulato in nuove tonalità al fine di spiazzare le sensazioni. Il finale è sontuoso, transdimensionale.
Livio Minafra è un compositore, pianista e ricercatore la cui musica unisce jazz, influenze orientali, minimalismo e sonorità etniche, con improvvisazione e istantaneità come elementi centrali del suo linguaggio artistico. Vincitore del Top Jazz nel 2005, 2008 e 2011, ha sviluppato una carriera ricca di collaborazioni e progetti, tra cui la MinAfric Orchestra e i Radiodervish, partecipando a numerosi album e colonne sonore. Ha pubblicato lavori solisti come La dolcezza del Grido, La fiamma e il cristallo e Sole Luna, scritto musiche per film tra cui Ameluk ed Essere Gigione, e prodotto il docufilm Iazz Bann, dedicato al jazz pugliese del dopoguerra. È inoltre impegnato nel recupero della memoria storica musicale con la collana Lost Tapes. Ha collaborato con artisti internazionali come Evan Parker, Bobby McFerrin, Paolo Fresu e Jerry Gonzalez. Nato nel 1982, è docente di Pianoforte Jazz al Conservatorio Piccinni di Bari, autore di testi sul jazz e sull’improvvisazione, e direttore di festival come Musica Totale e Sonoro Sud.
Il quartetto vocale FARAUALLA è nato nel 1995. Dopo aver approfondito singolarmente lo studio e la pratica della vocalità in ambiti musicali differenti, le quattro cantanti hanno trovato un interesse comune nella ricerca sull’uso della voce come “strumento”, attraverso la pratica della polifonia e la conoscenza delle espressioni vocali di diverse etnie e di periodi storici differenti. Gli esiti di questo lavoro si ritrovano nel repertorio FARAUALLA, nelle composizioni originali, che spesso si evolvono a partire da una matrice improvvisativa, come nei brani tradizionali. Le suggestioni di un percorso attraverso culture tanto lontane fra loro si fondono in una sintesi originale in cui emergono con forza le radici culturali del gruppo. La Puglia è presente nel “suono” che connota la formazione barese, negli strumenti che accompagnano l’esecuzione, nello stesso nome del gruppo.

Informazioni e abbonamenti
infocollegiumbari@libero.it
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Mercoledì 1 aprile al Monk il giovane settetto presenta dal vivo il nuovissimo album 'Aphonia', un avvincente lavoro che mette in dialogo rock, jazz, funk, fusion e nuove tecnologie. Tra composizione e improvvisazione, un intrigante concept sulle difficoltà di comunicazione
Jazz Evidence: i Treetops in concerto a Roma!

MONK presenta:

Mercoledì 1 aprile 2026 
JAZZ EVIDENCE 
A Journey In Contemporary Jazz Music

TREETOPS
e
DARIO JACQUE
in concerto 
Monk, Via Giuseppe Mirri 35, Roma

Mercoledì 1 aprile al Monk (Via Mirri 35, Roma) serata speciale per il jazz contemporaneo con Jazz Evidence - A Journey In Contemporary Jazz Music, un doppio concerto con i Treetops in apertura di Dario Jacque. Un'occasione da non perdere per la prima presentazione dal vivo del nuovissimo album dei Treetops, intitolato Aphonia e pubblicato da Ipe Ipe in collaborazione con Maladisco Music e con il contributo di Nuovo IMAIE. Un disco eccellente, da parte del giovane settetto capitolino, che fonde composizione e improvvisazione, tradizione e contemporaneità, a cavallo tra rock, jazz, funk, fusion, avant-rock, R&B e nuove tecnologie.  Dopo un primo album ancora influenzato dalla musica strumentale americana e un secondo legato al rapporto con l'immagine da sonorizzare, Aphonia è al tempo stesso un punto d'arrivo e di ripartenza per i Treetops, i quali hanno chiamato a raccolta tutte le influenze assorbite in anni di ascolto, studio e lavoro, per puntare a un discorso nuovo, personale. Con un risultato effervescente per un album pensato e suonato con libertà, senza schemi né confini, all'insegna di un art-rock-nujazz con doppio sax e doppia chitarra (una delle quali di Anna Bielli, unica figura femminile della band) che incuriosirà i patiti della fusion, i cultori del progressive, gli ascoltatori più aggiornati in fatto di nuove sonorità urbane contemporanee.  Con le radici ben piantate nella conoscenza e nel rispetto della tradizione e le antenne puntate verso la scena contemporanea internazionale, i Treetops si fanno interpreti di una ricerca strumentale che gioca con leggerezza, consapevolezza e divertimento con il funk, il jazz, il rock, la musica scritta e l’improvvisazione. Tanto groove, tecnica precisa, sorprendenti improvvisazioni per un settetto di giovani “leoni” romani, tra i più promettenti talenti della nuova scena musicale della Capitale. Autori di un primo album (Demetra) nel 2021 e dell'EP Metropolis con cui hanno sonorizzato il capolavoro di Fritz Lang nel 2023, i Treetops sono tornati con un disco avvincente, originale, inedito nella commistione di generi e nell'idea portante della parola usata in modo non convenzionale da un gruppo storicamente strumentale. E a proposito ella commistione di influenze e riferimenti, giocando i Treetops hanno «fatto una media tra gli ascolti del gruppo che hanno portato alla composizione di Aphonia, una lista che ci fa sorridere per la diversità estrema degli artisti che presenta: dai Mogwai a Daniela Pes, dai Radiohead agli Snarky Puppy, da Bill Frisell ai Leprous, passando per Mark Guiliana, I Hate My Village e Weather Report».  Band di buoni ascolti e buone pratiche di gruppo, i Treetops vantano una provenienza “accademica“ ma sono tradizionalisti fino a un certo punto, visto l‘occhio attento, "laico", alle nuove tecnologie: «Siamo molto affascinati dalle possibilità sonore che possono offrire alla nostra musica — e che, di fatto, hanno già arricchito il nostro percorso. Ci siamo divertiti a giocare con suoni tipici della musica di ampia fruizione: VST digitali, batterie elettroniche, fino ad arrivare all’autotune. Nonostante tutti e sette proveniamo da un retroterra accademico fortemente legato allo "strumento“, ci siamo resi conto che integrare nuove tecnologie in dialogo con il nostro modo di scrivere e di suonare poteva essere solo un valore aggiunto. In generale, quando nasce una nuova tecnologia musicale non toglie nulla: aggiunge possibilità. Una volta interiorizzato questo concetto, ci siamo sentiti liberi di sperimentare anche con suoni e strumenti che difficilmente si associano a un gruppo come il nostro». Gli undici brani di Aphonia, che attraversano disturbi e condizioni comunicative, dall'ecolalia alla dispnea, sono frutto di un collettivo sorprendente per la giovane età e il bagaglio di conoscenze, esperienze e ambizioni. Per raggiungere il risultato di un album denso e sfaccettato come questo, sottolineano, «alla base di tutto c’è la fiducia reciproca: fiducia nelle competenze, nelle capacità e nel gusto dell’altro. Treetops, anche solo per il numero dei membri, non è un gruppo semplice da gestire. Oggi mettere insieme sette persone in una sala prove, anche solo per un paio d’ore, è tutt’altro che scontato. Proprio per questo uno degli elementi fondamentali è la dedizione che ci mettiamo, insieme alla consapevolezza di avere uno spazio sicuro in cui potersi esprimere liberamente, senza limiti dal punto di vista artistico. Spesso, per forza di cose, dobbiamo affidarci l’uno all’altro: nella composizione di un brano, nella scrittura di una sezione o di un’idea, così come nell’organizzazione più pratica e logistica del gruppo. Senza questa fiducia, costruita nel tempo, tutto questo sarebbe estremamente difficile, se non impossibile». 

Apertura botteghino 19:30
Apertura MONK: 18:00
con servizio cucina e bar

BIGLIETTI
EARLY BIRD: 10€ + DP - PREVENDITA: 12€ + DP - BOTTEGHINO: 13€

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STEFANO BOLLANI ALL STARS
con ENRICO RAVA, PAOLO FRESU, DANIELE SEPE, ANTONELLO SALIS, ARES TAVOLAZZI, ROBERTO GATTO, FRIDA, MATTEO MANCUSO e CHRISTIAN MASCETTA
Dal 6 giugno in tour

Una residenza artistica che ha riunito alcuni fra i migliori musicisti italiani di livello internazionale insieme a giovani talenti emergenti e che è culminata in un concerto memorabile, tutto racchiuso in un film. E adesso il disco: un nuovo tassello per espandere ulteriormente l’esperienza di un progetto articolato, che celebra il jazz, la musica, l’incontro con l’altro, la libertà, la vita stessa. Esce il 20 marzo per Ponderosa Music Records, Tutta Vita Live di Stefano Bollani con la formazione All Stars.
Il disco è stato registrato dal vivo durante il concerto al Teatro Politeama Rossetti di Trieste il 17 febbraio 2025, momento culminante dell’opera filmica coprodotta da una coppia d’arte e di vita, Valentina e Stefano, e di prossima distribuzione per Lucky Red. Il documentario Tutta Vita di Valentina Cenni, presentato all’ultima edizione della Festa del Cinema di Roma, nasce dalla voglia di raccontare l’improvvisazione jazz come atto di vita, come spazio di relazione, di ascolto, di libertà. Per fare questo, Valentina Cenni chiede a Bollani di riunire insieme a lui per una settimana, in una dimora storica di Gorizia, grandi artisti come Enrico Rava, Paolo Fresu, Daniele Sepe, Antonello Salis, Ares Tavolazzi, Roberto Gatto ma anche tre giovani talenti: Matteo Mancuso, Christian Mascetta e Frida Bollani Magoni, in arte Frida. Un tempo sospeso in una terra di confine per vivere e condividere quella musica che per sua stessa natura non ha confini: il jazz. Una condivisione che non è soltanto fra i musicisti ma soprattutto tra i musicisti e gli spettatori, perché lo sguardo curioso ma discreto e rispettoso di Valentina Cenni mette a disposizione del pubblico questa straordinaria quotidianità dell’ensemble – giorni e notti fatti di musica, di dialoghi, battute, giochi, prove e improvvisazioni – facendo cogliere a chi guarda il momento esatto in cui il processo creativo trova forma, la musica nasce e poi approda sul palco.
Nel frattempo, alle date già annunciate con il progetto Tutta Vita Live - Stefano Bollani All Stars che a ogni data riunisce questo strabiliante parterre de rois di mostri sacri del jazz e non solo – il 6 giugno alla Rocca Brancaleone di Ravenna per il Ravenna Festival, il 29 giugno nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone” a Roma, il 6 luglio all’Anfiteatro del Vittoriale di Gardone Riviera (BS), il 9 luglio a Perugia per Umbria Jazz – si aggiungono due nuovi appuntamenti che portano sul palco progetti diversi dell’eclettico musicista milanese: il 29 maggio Bollani ritorna al Teatro Politeama Rossetti di Trieste (dove lo scorso anno ha debuttato il progetto Tutta Vita Live) ma questa volta in piano solo; e il 18 luglio in Piazza del Campo a Siena con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e la direzione di Daniel Harding. Quella del 29 maggio a Trieste, nell’ambito della XIX stagione di Note nuove organizzata da Euritmica, è una nuova tappa del tour Piano Solo, uno spettacolo che rinasce ogni sera con un repertorio sempre inaspettato in cui il flusso musicale è governato dall’estro del momento, saltando fra i generi e le epoche, dalla musica classica al jazz ai ritmi sudamericani, da Poulenc a Lucio Dalla passando per Frank Zappa: un grande gioco musicale dove a condurre sono l’improvvisazione, creatività e una grande chimica con il suo pubblico, ogni volta chiamato a comporre insieme all’artista il programma della serata con le proprie imprevedibili richieste. Il 18 luglio nella cornice unica di Piazza del Campo a Siena Stefano Bollani, in occasione dell’anteprima di Chigiana International Festival & Summer Academy 2026, sarà invece ospite dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta da Daniel Harding per l’ormai celebre Concerto per l’Italia, uno degli appuntamenti più attesi della stagione estiva, nato nel 2021 grazie alla volontà dell’Accademia Chigiana di celebrare il ritorno alla musica dal vivo dopo il periodo della pandemia. Il programma del concerto verrà annunciato nelle prossime settimane.

DATE LIVE

29 maggio nuova data
Stefano Bollani Piano solo
Teatro Politeama Rossetti | Trieste

6 giugno
Stefano Bollani All Stars Tutta Vita live
Rocca Brancaleone | Ravenna

29 giugno
Stefano Bollani All Stars Tutta Vita live
Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone” – Sala Santa Cecilia | Roma

6 luglio
Stefano Bollani All Stars Tutta Vita live
Anfiteatro del Vittoriale | Gardone Riviera (BS),

9 luglio
Stefano Bollani All Stars Tutta Vita live
Arena Santa Giuliana | Perugia per Umbria Jazz

18 luglio nuova data
Stefano Bollani | Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia | Daniel Harding Concerto per l’Italia 2026
Piazza del Campo | Siena
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Frida Bollani Magoni 
in tour

Cantante e pianista, Frida presenta al pubblico un concerto ricco di canzoni e suggestioni, in cui convivono grandi classici della musica italiana e internazionale insieme ai suoi brani originali, scritti e composti da lei.  Ogni brano del repertorio racconta una parte del suo personale percorso musicale: dai primissimi ascolti, alle influenze più recenti. Ne nasce una proposta artistica sfaccettata e contemporanea, che attraversa il pop, il jazz, la musica d’autore, con richiami alla musica classica, arrangiamenti più complessi e suggestioni elettroniche, impreziosite anche da effetti vocali.  Il concerto diventa così un vero e proprio itinerario musicale, da You’ve Got a Friend di Carole King – uno dei primi brani ascoltati da Frida da bambina – a Futura di Lucio Dalla, canzone senza tempo capace di attraversare le generazioni. Le diverse declinazioni dell’amore trovano spazio in Back to Black di Amy Winehouse o in There You’ll Be di Faith Hill, passando per le atmosfere poetiche di Battiato, Paolo Conte e Leonard Cohen, di cui Frida interpreta una intensa e toccante Hallelujah, capace di emozionare profondamente il pubblico. Lo spettacolo di Frida è un caleidoscopio di colori musicali: non c’è un genere unico, ma un intreccio armonioso di linguaggi sonori. E così la sua voce — delicata ma potente, limpida, giovane e sincera — si muove con naturalezza tra diverse atmosfere, capace di salire verso le note più alte e di restituire ogni brano con grande maturità espressiva. Sul palco, Frida è affiancata dal musicista britannico Mark Glentworth. Insieme portano un sound ricco e contemporaneo, grazie all’uso del pianoforte elettrico, del vibrafono e di altri strumenti elettrici ed effetti, che arricchiscono il suono, i colori e l’impatto emotivo di ogni brano proposto. Figlia d’arte di Stefano Bollani e Petra Magoni, Frida è cresciuta immersa nella musica, sviluppando fin da giovanissima una solida formazione e una sensibilità artistica personale. Ne emerge una personalità luminosa, fatta di lirismo e ironia, estro e fantasia, capace di coniugare tecnica, emozione e autenticità. Un concerto che è molto più di una semplice esibizione: è un incontro, un racconto musicale e umano che lascia il segno.
Dopo la data di Roma, il tour proseguirà giovedì 5 marzo al Blue Note di Milano, sabato 7 marzo all’Auditorium Lo Squero di Venezia, domenica 8 marzo alla Sala del Carmine di Massa Lombarda; il tour prosegue sabato 14 marzo al Teatro Fusco di Taranto, sabato 21 al Teatro Rossini di Gioia del Colle, domenica 22 al teatro Curci di Barletta e lunedì 23 marzo al Teatro Virgola di Polignano.
Il tour 2026 di Frida Bollani Magoni è realizzato con il sostegno del MiC e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”
Negli anni Frida ha conquistato un pubblico vasto ed eterogeneo, salendo su numerosi palchi importanti e anche istituzionali, nonostante la sua giovane età. Tra i momenti più significativi figura l’esibizione al Quirinale in apertura della Festa della Repubblica, davanti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dove ha interpretato l’Inno nazionale e altri brani con grande intensità e partecipazione. Inoltre, Frida è stata protagonista agli Internazionali d’Italia di Roma, dove ha cantato l’Inno di Mameli prima delle finali di singolare, in un contesto di sport e spettacolo.

Sabato 21 marzo – Gioia del Colle BA
Ore 21.00 Teatro Comunale Rossini
 
Domenica 22 marzo – Barletta BT
Ore 18.30 Teatro Curci
 
Lunedì 23 marzo – Polignano BA
Ore 21.00 Teatro Vignola
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“Essentially Ellington and Strayhorn”. La stagione del Kabala si chiude con il Marco Marzola Quartet con Tony Kofi come ospite
Giovedì 19 marzo 2026, la rassegna si completa  nella Sala Favetta del Museo delle Genti d'Abruzzo di Pescara con l’omaggio a due grandi della storia del jazz come Duke Ellington e Billy Strayhorn

Giovedì 19 marzo, la stagione 2026 del Kabala si completa  con un concerto di assoluto livello internazionale: "Essentially Ellington and Strayhorn" è l'omaggio ai due grandi maestri del jazz proposto dal Marco Marzola Quartet con la presenza speciale del sassofonista Tony Kofi. "Essentially Ellington and Strayhorn" è un progetto che unisce quattro musicisti di sicuro spessore come il sassofonista Tony Kofi, il contrabbassista Marco Marzola, il pianista Nico Menci e il batterista Alfonso Vitale. L'intenzione del quartetto è condividere la grandezza del repertorio di Duke Ellington e Billy Strayhorn, portando la propria firma e il "tono" delle singole personalità all'interno delle composizioni dei due geni. Una musica fondamentale per l'evoluzione del jazz, un vero e proprio "canone" in grado di stabilire un riferimento prezioso ed essenziale per le generazioni successive. Al termine del concerto, la serata proseguirà poi con l’After Kabala, una jam session gratuita al Caffé Letterario. Il concerto, si terrà a Pescara, nella Sala Favetta del Museo delle Genti d’Abruzzo in Via delle Caserme, 58.
Duke Ellington e Billy Strayhorn sono stati due dei più grandi compositori jazz e la loro collaborazione, serrata e duratura, ha unito due caratteri del tutto complementari. Billy Strayhorn, infatti, è sempre stato una figura preziosa per Duke Ellington e ha realizzato, nel corso degli anni, una notevole quantità di brani e arrangiamenti per la sua orchestra. Per usare le parole del bandleader, Strayhorn "era il mio braccio destro, il mio braccio sinistro, tutti gli occhi nella mia testa, le mie onde cerebrali risuonavano nella sua testa e le sue nella mia". Il suo stile lasciò in modo naturale e intimo un segno significativo sull'identità musicale e sul marchio di Ellington.  Dopo aver mosso i primi passi nei "Jazz Warriors" dei primi anni '90, Tony Kofi si è affermato come autorevole musicista, compositore e insegnante. Oltre ad esibirsi e registrare con la "Nu-Troop" di Gary Crosby e i "Jazz Jamaica", Tony ha suonato con numerose band e con artisti come, tra gli altri, US-3, The World Saxophone Quartet, Courtney Pine, Donald Byrd, Eddie Henderson, David Murray, Sam Rivers, Andrew Hill e Abdullah Ibrahim
Marco Marzola, contrabbassista dal suono originale e potente, ha collaborato con musicisti della scena jazz internazionale in tutta Europa, presso festival jazz e jazz club. Ha condiviso il palco e registrato con i musicisti più rappresentativi della scena jazz internazionale in Europa e negli Stati Uniti, tra cui Betty Carter, Harold Land, George Cables, Steve Turre, Sherman Irby, Stacy Dillard, Willie Jones III, Giulio Capiozzo, Flavio Boltro, Stefano Bollani, Fabrizio Bosso e molti altri.
Nico Menci è un pianista molto stimato, nonostante abbia pubblicato relativamente pochi album come bandleader. La sua carriera è ricca di collaborazioni con importanti musicisti italiani e internazionali. Il suo stile è radicato nella tradizione, ma si distingue per la sua espressione personale. Nutre un forte interesse per la musica brasiliana, in particolare per lo choro, e per i trii jazz classici come quelli di Red Garland e Ahmad Jamal. Ha collaborato con numerosi grandi nomi della scena jazz internazionale, registrando album e tenendo concerti in festival jazz e jazz club in tutta Europa con Elliot Zigmund, Slide Hampton, Eric Alexander, Eddie Henderson, Steve Turre, Ray Mantilla, Buster Williams, Lenny White e molti altri.
Alfonso Vitale è nato a Messina nel 1991 e ha iniziato a suonare la batteria all'età di tre anni. Con il tempo, è diventato un riferimento fisso per lo storico jazz club locale "La Sosta", suonando con star veterane come Bobby Watson, Kenny Barron, Buster Williams, Steve Swallow e altri. Nel 2013 si è diplomato in percussioni classiche al Conservatorio A. Corelli. Poco dopo essersi trasferito nel Regno Unito, è diventato un turnista fisso del sassofonista tenore Renato D'Aiello al Ronnie Scott's Acoustic Jazz Lounge e ha trovato un posto di rilievo nella scena jazz londinese suonando, tra gli altri, con Tony Kofi, Sherman Irby, Jay Phelps, Alan Barnes e Trevor Watkis. Negli anni più recenti ha sempre più affinato e ampliato le sue capacità come interprete della tradizione del jazz senza rinunciare a sviluppare con passione un linguaggio personale e solido nei suoi fondamentali. Le diverse sfaccettature della musica di improvvisazione animano i sei appuntamenti dell'edizione 2026 del Kabala. Dal blues del concerto di apertura con Kenny "Blues Boss" Wayne all'incontro tra jazz e flamenco proposto da Daniele Bonaviri, Giuseppe Continenza e Pierpaolo Bisogno, passando per l'omaggio alla musica di Pino Daniele del duo formato da Rita Marcotulli e Israel Varela, per la sintesi tra mainstream jazz e atmosfere mediorientali del trio del pianista turco Hakan Basar e per le sonorità affascinanti dell'organo Hammond con il concerto del Pat Bianchi Trio. Il concerto finale della rassegna guarda alla musica di due grandissimi della storia del jazz come Duke Ellington e Billy Strayhorn con "Essentially Ellington and Strayhorn" del quartetto del contrabbassista Marco Marzola con la presenza speciale di uno dei protagonisti della scena europea del jazz, vale a dire il sassofonista Tony Kofi. 
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Andrea Sabatino in tour con il suo nuovo disco “Fatata”
Da martedì 24 marzo a sabato 28 marzo, il trombettista salentino presenterà questo album ad Ancona, Marostica, Recoaro Terme, Bari e Avellino
 
Tutto pronto per il tour di Andrea Sabatino, fra i più talentuosi trombettisti jazz e compositori italiani della sua generazione, che presenterà dal vivo il suo nuovo disco intitolato Fatata a partire da martedì 24 marzo presso l’Aion di Moroder (Tenuta Moroder), concerto inserito nel cartellone del prestigioso festival Ancona Jazz 2026 diretto da Giancarlo Di Napoli. Poi si proseguirà il 25 al Panic Jazz Club di Marostica (provincia di Vicenza), il 26 al jazz club La Piazzetta di Recoaro Terme (provincia di Vicenza), venerdì 27 al Duke Jazz Club di Bari e in chiusura, sabato, presso lo Spazio Arena di Avellino. La presentazione di questo album vedrà protagonisti gli eccellenti Claudio Filippini (pianoforte e tastiere), Antonio De Luise (basso) e Dario Congedo (batteria) al fianco del leader Sabatino. Consegnata alle stampe dall’etichetta indipendente Encore Music, disponibile in formato fisico e sulle piattaforme digitali a partire da sabato 17 gennaio, coprodotta da Roberto Passaro, “Fatata” è la nuova opera discografica del jazzista Andrea Sabatino, accompagnato in questo lavoro da una sezione ritmica di assoluto valore: Claudio Filippini (pianoforte e tastiere), Antonio De Luise (basso) e Dario Congedo (batteria). A impreziosire il disco, tre valenti partner artistici che figurano in qualità di ospiti: Badrya Razem (voce in Life), Francesco Mariozzi (violoncello in I Remember Ludwig) e il rapper Done (in Fafa). La tracklist del CD comprende dodici brani, di cui otto sono originali figli dell’ispirata vena compositiva di Sabatino (Hub, 10.10.10, For Avishai, Tatta, I Remember Ludwig, Fafa, South e Road to Nazareth), mentre Starmaker (Lou Marini), Life (Desirée Annette Weeks) e Fatata (Andrea Sabatino – Claudio Filippini) completano la set list. Concepito in solco contemporary jazz, in cui confluiscono varie declinazioni stilistiche che spaziano dal jazz moderno alla musica mediterranea, dal funk a echi di musica colta, dove l’utilizzo dell’elettronica rappresenta un vero e proprio valore aggiunto per caratterizzare il sound di gruppo, “Fatata” è un progetto estremamente interessante che proietta Andrea Sabatino verso l’esplorazione di territori sonori e stilistici molto differenti rispetto all’ambito del jazz più tradizionale che il musicista salentino ha frequentato abitualmente negli ultimi anni della sua carriera. “Fatata” rappresenta un concreto punto di svolta nel percorso artistico del jazzista pugliese, che crea una sapida commistione di groove, travolgente energia comunicativa, innovazione e profonda ricerca melodica, armonica, ritmica e timbrica. L’artista descrive così la gestazione e il mood di questa sua nuova creatura: «Fatata è il disco della mia vita. Per me ha un valore ancora più importante in quanto è dedicato alle mie tre splendide figlie. In questo lavoro ho cercato di uscire dai canoni del jazz più legato alla tradizione per virare verso paesaggi sonori diversi, fra colorazioni mediterranee, contaminazioni con generi come il rap, il funk, il pop internazionale e pennellate di musica classica. Ciò che desidero esprimere è far ascoltare la mia musica attraverso la mia “voce”, con un’identità artistica riconoscibile». A rendere “Fatata” ancor più prezioso ci pensa Paolo Fresu, eccellenza della tromba jazz italiana in ambito internazionale, che nelle note di copertina scrive: «Un ottimo lavoro pieno di bella musica, di idee, di visione e di passione. Vi si percepisce un bisogno di indagine e di cambiamento». Un tour in cui il quartetto alla testa di Andrea Sabatino saprà coinvolgere e travolgere il pubblico a suon di vibrazioni dall’alto tasso emozionale. 
Trombettista, flicornista e compositore ispirato, eccellente conoscitore della grammatica jazzistica propriamente bebop e hard-bop, ma sempre orientato con lo sguardo e con le orecchie tese verso mondi sonori e stilistici anche diversi dalla tradizione legata al jazz, Andrea Sabatino è un autentico talento della tromba. Il calore del suo suono, la fluidità di fraseggio, la creatività delle sue linee melodiche improvvisate, il tutto arricchito da una verace musicalità, generosità comunicativa ed eleganza espressiva, lo rendono un jazzista particolarmente stimato a livello nazionale. Grazie alle sue doti artistiche e umane stringe collaborazioni degne di nota al fianco di musicisti blasonati sulla scena italiana e internazionale come Dee Dee Bridgewater, Mario Biondi, Mario Rosini, Fabrizio Bosso, Rosario Giuliani, Daniele Scannapieco, Marco Tamburini, Paolo Fresu, Javier Girotto, Fabio Zeppetella, Roberto Gatto, Simona Molinari, Raphael Gualazzi, Pietro Lussu, Aldo Vigorito, Enzo Zirilli, Andrea Rea, Alberto Gurrisi, solo per elencarne alcuni. 


PER INFO: 
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Danilo Rea a Savigliano (Cn): l’eccellenza del jazz internazionale nella suggestiva cornice della Croce Nera. 
Venerdì 10 aprile alle ore 21.00

Danilo Rea in concerto a Savigliano: l’eccellenza del jazz approda alla Croce Nera. Il prestigioso scenario della Chiesa della Croce Nera (Sala Crusà Neira "Don Mario Salvagno") di Savigliano (Cn) si prepara a ospitare uno degli appuntamenti musicali più attesi della stagione. Venerdì 10 aprile 2026, alle ore 21:00, il celebre pianista Danilo Rea salirà sul palco per un concerto esclusivo con la sua straordinaria capacità improvvisativa. Danilo Rea, diplomatosi al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma e protagonista della scena jazz internazionale sin dal suo debutto nel 1975, è noto per la sensibilità con cui fonde generi diversi, dalla canzone d'autore alla musica classica, trasformandoli in puro linguaggio jazzistico. La sua esibizione a Savigliano si inserisce in un tour che lo vede protagonista nei più importanti teatri italiani, confermandolo come uno dei pianisti più influenti e carismatici del panorama contemporaneo. L'evento rappresenta un'occasione per vivere la musica di Rea in un'atmosfera intima e suggestiva, valorizzata dall'acustica e dal valore storico della Confraternita della Misericordia, fulcro culturale della città gestito con cura per eventi di alto profilo.

Per ulteriori informazioni e prenotazioni è possibile consultare gli “Amici della Musica “di Savigliano o contattare il numero 3936899470.
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LEONARDO RADICCHI 
HUMANITY
In tour

Sassofonista, compositore e agitatore culturale, Leonardo Radicchi ha costruito un percorso artistico dove la ricerca sonora è indissolubile dall'impegno civile. La sua musica non è solo un esercizio estetico ma si fonde con l'impegno per i diritti umani e civili. Il 18 marzo 2026 segna l'uscita del suo nuovo lavoro discografico, "HUMANITY" (Wow Records). L'album vede la partecipazione di alcune delle voci e degli strumentisti più interessanti della scena jazzistica contemporanea, tra cui Marta Raviglia, Camilla Battaglia, Marco Valeri, Pietro Paris e Lorenzo Cannelli.  Humanity è una suite in 5 movimenti, il nucleo centrale tanto concettuale quanto compositivo è rappresentato dal movimento centrale Dignity. La dignità è infatti la qualità umana fondativa dell’essere umano: il diritto ad avere diritti. La dignità è qualcosa che ci può essere strappata via o che possiamo perdere a causa dei nostri comportamenti. A corollario di questo nucleo ho deciso di comporre un contenitore compositivo per mettere in musica ciò che precede, la conditio: Born free and equal, rappresenta la natura incondizionata della dignità. E la naturale conseguenza: For all or no one, se viene negata a qualcuno allora non è un diritto per nessuno.
Le due inferenze (First Inference e Second Inference) sono due momenti di solo, sia compositivo che concettuale, rappresentano due ragionamenti autonomi che allo stesso tempo interrompono e legano i tre momenti collettivi. La seconda parte del disco è in trio pianoless, la formazione più cara al leader in quanto non permette orpelli o divagazioni ma va dritta alla storia che cerca di narrare. In questo caso si tratta di sette brani, sempre guidati dall’impegno civile di Radicchi, che si soffermano sulla situazione contemporanea.
  
Domenica 22 marzo ore 18.00
biblioteca Sperelliana, via Fonte Avellana 8
Leonardo Radicchi: sax tenore e clarinetto basso; Bernardo Guerra: batteria; Pietro Paris: contrabbasso; Camilla Battaglia: voce; Marta Raviglia: voce; Rocco Panzanelli: voce
 
Sabato 28 marzo ore 21.00
San Giustino (PG) Teatro Astra
Via Citernese Aretina 1/B
Leonardo Radicchi: sax tenore e clarinetto basso; Bernardo Guerra: batteria; Pietro Paris: contrabbasso; Marta Raviglia: voce; Rocco Panzanelli: voce
 
Domenica 29 marzo ore 18.00
Via Fratti 2
Leonardo Radicchi: sax tenore e clarinetto basso; Bernardo Guerra: batteria; Pietro Paris: contrabbasso; Camilla Battaglia: voce; Marta Raviglia: voce; Rocco Panzanelli: voce
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JAZZ AMORE
presenta

Dany Noel
Afrojazz Experience
Giovedì 2 aprile ore 21:00
Teatro Auditorium UniCal - Rende (CS), Via Settimo Severo 73

Il progetto Dany Noel AfroJazz Experience è un viaggio musicale che attraversa i confini del jazz contemporaneo, fondendo la forza delle radici afro- cubane con la liricità e l’eleganza del jazz mediterraneo. L’AfroJazz Experience è un’esplosione di ritmo, interplay e libertà creativa: le poliritmie cubane si intrecciano con armonie raffinate e improvvisazione, dando vita a un linguaggio musicale universale, intenso e profondamente contemporaneo. Ogni concerto diventa un’esperienza sensoriale e culturale, un dialogo tra continenti e tradizioni, dove il suono si trasforma in racconto: dal cuore pulsante dell’Avana alle sponde del Mediterraneo, in un continuo scambio di energia, colore e passione. Con Dany Noel AfroJazz Experience, la tradizione afro-cubana si rinnova e si apre al mondo, diventando pura libertà espressiva. Guidato dal bassista, contrabbassista e compositore Dany Noel, tra i più autorevoli rappresentanti della scena latin-jazz internazionale, l’ensemble riunisce musicisti di altissimo profilo artistico: Dany Noel - basso elettrico - voce Gaetano Partipilo – sax alto Roberto Carcass – pianoforte - voce Alessandro Napolitano – batteria Fabrizio Bosso – tromba (special guest)
 

Apertura botteghino: 19:00 - Apertura porte: 20:30 - Inizio concerto: 21:00
Ticket 20€ dp inc *Ticket Ridotto UniCal 15€ al botteghino
Prevendite disponibili su DICE - Sarà possibile acquistare fisicamente i biglietti dell'evento direttamente presso INPRIMAFILA, in via Guglielmo Marconi 140 a Cosenza e dalle 19:00 del 11 marzo direttamente presso il botteghino del TAU.

Prossimi appuntamenti



Apertura botteghino: 19:00 - Apertura porte: 20:30 - Inizio concerto: 21:00
Ticket 20€ dp inc - Ticket Ridotto UniCal 15€ al botteghino
Prevendite disponibili su DICE
Sarà possibile acquistare fisicamente i biglietti dell'evento direttamente presso INPRIMAFILA,
in via Guglielmo Marconi 140 a Cosenza e dalle 19:00 del 11 marzo direttamente presso il botteghino del TAU. 
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CUCCAGNA JAZZ CLUB - IL RITO DEL JAZZ

Dal 3 al 31 marzo cinque appuntamenti  con “Il rito del jazz” alla Cascina Cuccagna di Milano  
Sul palco del Cuccagna Jazz Club si esibiranno il gruppo di Jaromir Rusnak, il chitarrista Davide Parisi, il Macade Trio, lo Swing Me Trio e il Bramante Quartet
 
Proseguirà per tutto il mese di marzo (e oltre) la rassegna Il rito del jazz, a cura dell’associazione culturale Musicamorfosi, un posto a Milano e Cascina Cuccagna, in collaborazione con I-Jazz e con il patrocinio del Municipio 4 del Comune di Milano: il Cuccagna Jazz Club, presso il ristorante un posto a Milano, in via Cuccagna 2/4, ospiterà cinque appuntamenti dal 3 al 31 marzo. Invariata la formula: doppio set (alle ore 19.30 e 21.30) con ingresso libero (prenotazioni: tel. 025457785; email: info@unpostoamilano.it).
Si comincia martedì 3 marzo quando sarà di scena il quartetto del contrabbassista polacco Jaromir Rusnak, che propone un jazz moderno fatto di composizioni originali che uniscono struttura e improvvisazione, con un linguaggio contemporaneo e aperto alle influenze europee. Insieme al leader si esibiranno il sassofonista Jossy Botte, il pianista Davide Cabiddu e il batterista Andrea Lo Palo. Il suono coeso del gruppo, nato nel 2021 e già con tre album all’attivo (tre anni fa il quartetto si è aggiudicato il Premio del Conservatorio di Milano), è il risultato di una forte intesa musicale. Si respireranno atmosfere manouche martedì 10 marzo con il trio di Davide Parisi, chitarrista specializzato nello stile Gypsy Jazz. Con lui si esibiranno Yann Marechal alla chitarra ritmica e Giosuè Pugnale al contrabbasso. In scaletta brani originali, standard della tradizione jazzistica e riarrangiamenti di brani contemporanei. Diplomatosi con il massimo dei voti al Conservatorio G. Verdi di Milano, Parisi svolge un’intensa attività concertistica con varie formazioni: collabora regolarmente con figure di spicco del panorama italiano tra cui Dario Napoli, Alessandro di Virgilio (Accordi Disaccordi), Paolo Tomelleri, Alfredo Ferrario,Fausto Savatteri (Four on six), Gabriele Boggio Ferraris e molti altri. Nel 2024 è uscito Open Letter, il suo primo lavoro discografico, che include alcune composizioni originali e che è stato lodato dalla critica. Martedì 17 marzo riflettori puntati sullo Swing Me Trio, composto dalla cantante Cecilia Carta, dal chitarrista Luciano Poli e dal contrabbassista Mauro Sereno. Il progetto nasce intorno alla voce di Cecilia Carta, rivelazione del panorama swing/jazz, affiancata da due musicisti di lungo corso quali Luciano Poli, chitarrista jazz e gypsy/manouche, e Mauro Sereno, contrabbassista jazz. Il trio attinge a piene mani nel repertorio jazz/swing dagli anni ‘20 agli anni ‘40 del Novecento, dai brani di Fats Waller, Duke Ellington, George Gershwin e Irving Berlin ai classici di autori come Cole Porter e Jimmy McHugh, senza trascurare le canzoni di alcune celebri colonne sonore (come Puttin’ on the Ritz dal film Frankenstein Junior e One More Kiss, Dear di Vangelis da Blade Runner). Martedì 24 marzo sarà la volta del Macade Trio, formazione che unisce tre giovani musicisti dal retaggio classico che successivamente si sono dedicati allo studio del jazz per esternare al meglio la propria espressività: Matteo Maranzana (pianoforte), Margherita Carbonell (contrabbasso) e Daniele Delfino (batteria). I tre, che si sono conosciuti tra le aule dei Corsi Civici di Jazz di Milano, propongono composizioni originali che rispecchiano l’estetica del jazz moderno, ponendo uno sguardo anche verso sonorità più classicheggianti. Il gruppo ha creato uno spettro di timbri che spazia da delicati sussurri a fragorosi crescendo, tessendo così un arazzo sonoro intricato e coinvolgente allo stesso tempo. Nell’album d’esordio del trio, intitolato Dialoghi e alla cui realizzazione hanno collaborato il sassofonista Claudio Fasoli, il trombettista Marco Mariani e la vocalist Marta Frigo, la tradizione jazzistica si intreccia con la raffinatezza della musica classica. Il concerto è organizzato con il sostegno di Nuovo Imaie. L’ultimo appuntamento del mese è in programma martedì 31 marzo con il live del Bramante Quartet, formazione composta da Matteo Fanni (chitarre), Filippo Oggionni (sax), Vittorio Romano (contrabbasso) e Mattia Venturella (batteria). I quattro musicisti presenteranno un repertorio a base di standard e di classici rivisitati con arrangiamenti originali, contaminati da altri generi musicali (tra cui pop e samba, ma non solo).
 
I CONCERTI DI MARZO 2026 

Martedì 3 marzo, ore 19.30 e 21.30
JAROMIR RUSNAK QUARTET
Jossy Botte sax tenore; Davide Cabiddu pianoforte; Jaromir Rusnak contrabbasso; Andrea Lo Palo batteria
 
Martedì 10 marzo, ore 19.30 e 21.30
DAVIDE PARISI TRIO
Davide  Parisi chitarra solista; Yann Marechal chitarra ritmica; Giosuè Pugnale contrabbasso
 
Martedì 17 marzo, ore 19.30 e 21.30
SWING ME TRIO 
Cecilia Carta voce; Luciano Poli chitarra elettrica; Mauro Sereno contrabbasso
 
Martedì 24 marzo, ore 19.30 e 21.30
MACADE TRIO
Matteo Maranzana pianoforte; Margherita Carbonell contrabbasso; Daniele Delfino batteria
Con il sostegno di Nuovo Imaie.
 
Martedì 31 marzo, ore 19.30 e 21.30
BRAMANTE QUARTET 
Matteo Fanni chitarre; Filippo Oggionni sax; Vittorio Romano contrabbasso; Mattia Venturella batteria

Un posto a Milano, Cascina Cuccagna, via Cuccagna 2/4, Milano.
Ingresso libero. Informazioni e prenotazioni: tel. 025457785; email: info@unpostoamilano.it
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RIMESSA FAB
la programmazione culturale dei mesi di febbraio - marzo 2026
Prosegue la rassegna musicale a cura di Danilo Blaiotta
Domeniche culturali tra libri, letture, eventi teatrali a cura di Lucia Re
Cene d’Autore da un’idea di Armando Ottaiano

Riprende la programmazione nei locali di Rimessa Fab, spin-off di Rimessa Roscioli, in via delle zoccolette 28: la nuova stagione artistica apre i battenti il 1° febbraio per concludersi a ridosso dell’estate tra maggio e giugno. Con la supervisione generale del fondatore Alessandro Pepe, il Fab si propone come uno spazio ibrido e multifunzionale volto a creare una vita comunitaria attiva all’interno della città, un luogo di ristorazione dove attorno alla cucina e al vino si intrecciano diversi mondi artistici e creativi, intellettuali e umani. Insieme alla Rassegna musicale a cura di Danilo Blaiotta e alle le domeniche di libri, letture, teatro, dibattiti a cura di Lucia Re, si aggiunge quest’anno il format ideato da Armando Ottaiano delle Cene d’Autore, con interviste a personaggi provenienti dal mondo del cinema. Giuseppe Vitale cura le rassegne Perle ai Pochi e Duo al buio, in cui musica e cucina si incontrano attraversando linguaggi diversi — dal jazz alla musica brasiliana fino al rap. Il programma letterario e di dibattiti si articola inoltre su più fronti e più orari: ci sarà anche una lectio tenuta da Christian Raimo l'ultima domenica del mese che avrà come tema i classici contemporanei, e poi libri, letture, eventi teatrali site-specific, performance, tavole rotonde.
Anche sul piano gastronomico è centrale la ricerca del confronto e dell’innesto: a partire da una lunga esperienza di ospitalità di chef, musicisti e artisti maturata negli anni tra i locali di Roma e di New York, ogni mercoledì e giovedì il Fab apre le porte a osterie e chef per realizzare contaminazione e stimolare nuove curiosità.
Le danze si aprono il 1° febbraio con un evento dal titolo Incipit, per l'appunto: dalle 18 fino alla sera si potrà festeggiare l’apertura portando un libro da cui leggere una o due pagine per raccontare il proprio sentimento verso l’anno appena iniziato: desideri, propositi, paure, paranoie, distopie, fantasie senza pausa si susseguiranno al microfono con amici, ospiti e chiunque voglia partecipare al rito collettivo d’inizio anno.
La rassegna musicale prende il via il 7 febbraio con il concerto di Fabio Zeppetella All Stars “Quartet” e proseguirà fino ad aprile. Tra i nomi che in seguito si alterneranno in questo nuovo cartellone ci saranno Baraonna, Susanna Stivali, Max Ionata, Danilo Blaiotta, Joy Garrison, Greg Burk, Roberto Gatto, Traindeville, Roberto Tarenzi, Lorenzo Tucci, Luca Bulgarelli, Achille Succi, Alessandro Gwis, Francesco Fratini, Francesco Puglisi.
Tra le osterie e gli chef invitati figurano Roy Caceres del Ristorante Orma, Valeria e Melina Payero della Trattoria Pennestri, protagoniste di una serata romano-argentina con il maestro di tango Pablo Del Duchetto, il celebre bistrot di Brooklyn Four Horsemen, e molti altri.
Gli appuntamenti letterari prevedono diversi ospiti tra cui Silvia Bencivelli che insieme al disegnatore Sergio D’Innocenzo parlerà del suo libro ‘Eroica, folle e visionaria. Storie di medicina spericolata’. E poi ancora un ciclo sull'amore articolato in tre incontri, il primo dei quali, l'8 marzo, vedrà come protagonisti Matteo Marchesini, Lavinia Bianca e Giuseppe Quaranta. La domenica in fondo al mese, invece, alle 12, Christian Raimo terrà Canone Mensile: incontri/lezioni sui classici contemporanei in compagnia via via di diversi ospiti e con al centro autori importanti quali Littell, Ernaux, Wallace, Bolaño, Ferrante, DeLillo, Ishiguro, Sebald, Aleksievic, Coetzee; si parte il 22 febbraio insieme a Guido Mazzoni.
Le Cene d’Autore avranno come primo ospite Daniele Ciprì il 2 febbraio, e a seguire Valerio Aprea. Un incontro dedicato alla storia della gastronomia italiana sarà con Alberto Grandi e Tommaso Melilli. Per quanto riguarda il teatro e gli autori comici ci saranno Claudio Morici, Emanuela Cappello e Fabio Cicchiello. Stefano Liberti porterà in scena il suo spettacolo Penuria Padana, che racconta la crisi agricola della Pianura Padana. A proposito di paesaggio inoltre partirà un corso dedicato alla scrittura di luoghi e territori, a cura di Laura Marzi e Alessandra Di Pietro, con l’obiettivo finale di una pubblicazione: un libro-atlante per mappare territori e umanità del nostro Paese.
Tra gli ospiti già coinvolti nella scorsa stagione figurano Franco La Cecla, Paolo Pecere, Christian Raimo, Guido Mazzoni, Guido Vitiello, Vanni Santoni, Veronica Raimo, Laura Marzi, Tommaso Ragno, Antonio Rezza e la poetessa americana Jane LeCroy.
Una programmazione trasversale, dunque, sempre in divenire ma con un obiettivo chiaro: restituire al ristorante un ruolo attivo come luogo di incontro umano. Osservando infatti la progressiva riduzione del tessuto urbano centrale, Rimessa Fab vuole assumersi la responsabilità di creare uno spazio in cui possa esistere una vita comunitaria e culturale attiva. Elemento centrale del progetto è la libreria dove è possibile sfogliare e acquistare libri, con una selezione costruita attorno al concetto di paesaggio, inteso in senso ampio e metaforico — musicale, urbano, narrativo, letterario. L’obiettivo non è isolarsi dal paesaggio ma aggiungervi qualcosa per poter riformularne la percezione e continuare a farne parte, opponendo una forma minima ma concreta di resistenza.
La visione finale è favorire l’impollinazione incrociata tra pubblici diversi — chi arriva
per il vino può incontrare il jazz, la letteratura o il teatro, e viceversa — e ricreare luoghi di ascolto oltre che di consumo, stimolando nuove curiosità e strumenti interpretativi per leggere il presente.
 
 PROGRAMMAZIONE FEBBRAIO-MARZO
 
VENERDÌ 20 MARZO – ore 18:30
In-Compresi
A partire dalle 20:30 - Perle ai Pochi
  
SABATO 21 MARZO – ore 16:30
MARCO LODOLI E UBC sulla città di Roma
 
SABATO 21 MARZO – ore 22:30
Joy Garrison Quartet
Joy Garrison, voce; Claudio Colasazza, pianoforte; Francesco Puglisi, contrabbasso; Andrea Nunzi, batteria
 
DOMENICA 22 MARZO – ore 18:30
Emanuela Cappello
Pillole di teatro
 
VENERDÌ 27 MARZO – ore 20:30
Perle ai Pochi con Jalal
Musica e Cucina Palestinesi
 
SABATO 28 MARZO – ore 22:30
Greg Burk
Piano solo
  
DOMENICA 29 MARZO – ore 12:00
CANONE MENSILE,
a cura di Christian Raimo
  
DOMENICA 29 MARZO – ore 19:30
OMAGGIO A CALIFANO
Con Alberto Laurenti e la sua band
E la partecipazione speciale di Maurizio Mattioli

Rimessa Fab, Via delle Zoccolette 28, 00186 Roma
Inizio concerti ore 22.30
Ingresso libero con consumazione obbligatoria - Consigliata prenotazione
06 9555 0234 - Whatsapp +39 349 352 5981
booking@rimessaroscioli.com
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A Roma nasce la Santa Cecilia Jazz Orchestra:
al via la nuova rassegna di jazz a ingresso gratuito del Conservatorio di Roma
Dal 25 gennaio sei concerti per sei domeniche, a ingresso gratuito, con omaggi a Duke Ellington, Leonard Bernstein, Federico Fellini, Charles Mingus e Modest Petrovič Musorgskij.
Sala Accademica di Via dei Greci, Roma - Ore 11,30
Ingresso gratuito
 
Nasce la Santa Cecilia Jazz Orchestra (SCJO) del Conservatorio di Roma “Santa Cecilia” e, domenica 25 gennaio, prende il via una nuova rassegna musicale con sei appuntamenti a ingresso gratuito, la domenica mattina alle ore 11.30, presso la bellissima e scenografica Sala Accademica del Conservatorio, nota per la presenza dello storico Organo Walcker-Tamburini, in via dei Greci 18. Curata dal Dipartimento di Jazz con il coordinamento del M° Ettore Fioravanti, la rassegna vede protagonisti docenti e studenti del Conservatorio e omaggia grandi artisti del patrimonio jazz e classico: da Duke Ellington, a Leonard Bernstein, da Charles Mingus a Modest Petrovič Musorgskij fino alle celebri colonne sonore dei film di Federico Fellini scritte da Nino Rota. L’inaugurazione della rassegna e della nuova Orchestra domenica 25 gennaio alle 11.30, è dedicata a uno dei personaggi più importanti della storia del jazz: Duke Ellington.
Il concerto “The Harlem Renaissance", con arrangiamenti e direzione del M° Mario Corvini, la SCJO ripercorre le tappe più importanti della storia di Ellington e della sua celebre orchestra, a partire dal periodo del Cotton Club per passare poi alla collaborazione con l’alter ego di una vita, Billy Strayhorn, arrivando alla produzione delle Suite nella parte conclusiva della sua carriera.
A seguire, domenica 22 febbraio, l’omaggio a Charles Mingus con il concerto “Mingus! A Long Journey from Nogales to Cuernavaca”, arrangiamenti e direzione a cura del M° Roberto Spadoni.
Domenica 22 marzo la dedica alla meravigliosa filmografia di Fellini con “Federico Fellini e la dolce vita. Le Colonne Sonore”. Arrangiamenti e direzione del M° Mario Corvini.
Domenica 19 aprile, omaggio a Leonard Bernstein con “Lenny’s Songbook. Leonard Bernstein e il ‘900”, arrangiamenti e direzione del M° Pietro Leveratto.
Domenica 24 maggio, in scena “Pictures in Jazz. Suite per Jazz Orchestra” ispirata alla celebre Pictures of an Exhibition di Modest Petrovič Musorgskij. Arrangiamenti e direzione del M° Roberto Spadoni
Dopo la pausa estiva, la rassegna si conclude domenica 18 ottobre con “Originali e Autoctoni.  Opere a cura della classe di Composizione Jazz.” Coordinamento e direzione del M° Stefano Cantarano e del M° Ettore Fioravanti.
 
PROGRAMMA CONCERTI

Domenica 25 gennaio
Duke Ellington
The Harlem Renaissance
Arrangiamenti e direzione del M° Mario Corvini
 
Domenica 22 febbraio
Mingus!
A Long Journey from Nogales to Cuernavaca
Arrangiamenti e direzione del M° Roberto Spadoni
 
Domenica 22 marzo
Federico Fellini e la dolce vita
Le Colonne Sonore
Arrangiamenti e direzione del M° Mario Corvini
 
Domenica 19 aprile
Lenny’s Songbook
Leonard Bernstein e il ‘900
Arrangiamenti e direzione del M° Pietro Leveratto
 
Domenica 24 maggio
Pictures in Jazz
Suite per Jazz Orchestra ispirata a Pictures of an Exhibition di Modest Petrovič Musorgskij
Arrangiamenti e direzione del M° Roberto Spadoni
 
Domenica 18 ottobre:
Originali e Autoctoni
Opere a cura della classe di Composizione Jazz
Coordinamento e direzione del M° Stefano Cantarano o del M° Ettore Fioravanti

Conservatorio di Musica “Santa Cecilia”
Via dei Greci 18, Roma - tel. 06.36096720 - www.conservatoriosantacecilia.it
Ufficio Stampa Festival Jazz Idea 
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PONDEROSA MUSIC AND ART
presenta

IBRAHIM MAALOUF & THE TRUMPETS OF MICHEL-ANGE

04 Novembre 2026
Milano – Teatro Arcimboldi Milano - JAZZMI 

05 Novembre 2026
Firenze – Teatro Cartiere Carrara – H/EARTHBEAT

Ibrahim Maalouf torna in Italia per due date speciali con un ensemble d’eccezione, impreziosito dal suono di The Trumpets of Michel-Ange, in programma mercoledì 4 novembre al Teatro Arcimboldi di Milano (all’interno della rassegna JAZZMI) e giovedì 5 novembre al Teatro Cartiere Carrara di Firenze (all’interno della rassegna H/EARTHBEAT). Con due prestigiose candidature ai GRAMMY Awards, Ibrahim Maalouf presenta il suo 19° album, un progetto di straordinaria innovazione. Dal punto di vista filosofico, storico e musicale, T.O.M.A. – acronimo di Trumpets of Michel-Ange – è una grande avventura che conduce l’ascoltatore in un universo dove folklore e modernità si fondono in un’unica visione. Come sempre, la musica di Maalouf riesce a trovare il perfetto equilibrio tra raffinatezza e accessibilità, risultando al tempo stesso stimolante e accogliente per un pubblico ampio e trasversale. “T.O.M.A” è prima di tutto un album meticcio, una vera e propria miscela di influenze, in cui l’Oriente festoso e nostalgico si esprime con una libertà rara. Questo progetto è anche il nome del nuovo marchio di trombe di Ibrahim Maalouf. Progettato da Ibrahim insieme al liutaio A. Jaminet, in collaborazione con Antoine Courtois del gruppo francese Buffet Crampon, questo nuovo strumento nasce con l’obiettivo di incoraggiare i trombettisti di tutto il mondo a interessarsi a questa rivoluzione musicale. É una grande celebrazione che riunisce generazioni diverse, amatori e professionisti, insieme a ospiti speciali.
Un virtuoso della tromba, così la stampa internazionale inquadra la prestigiosa figura di Ibrahim Maalouf.  La sua musica si contraddistingue per una fusione creativa di generi musicali che, da dieci anni a questa parte, gli ha permesso di conquistare il record di primo jazzista della storia ad aver registrato il tutto esaurito nelle più prestigiose sale da concerto francesi. Nato a Beirut nel 1980, Ibrahim Maalouf è riconosciuto internazionalmente come lo strumentista più popolare della scena musicale francese. Nel corso della sua carriera ha ricevuto due Victoires du Jazz e due Victoires de la Musique, rispettivamente per il miglior album di musica mondiale e per lo spettacolo musicale e il concerto dell'anno. Questi premi lo hanno reso il primo musicista a ricevere questo riconoscimento nei 33 anni di storia dei Victoires de la Musique. Non solo riconoscimenti musicali: Ibrahim ha ricevuto anche onorificenze dal governo francese in qualità di Cavaliere dell'Ordine Nazionale del Merito e Cavaliere dell'Ordine delle Arti e delle Lettere. Nel corso degli anni, Ibrahim Maalouf ha collaborato con alcuni dei più grandi artisti dell'industria musicale francese e mondiale come Sting, Marcus Miller e Melody Gardot.

 Biglietti disponibili su
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PONDEROSA MUSIC AND ART
presenta

ALFA MIST

 3 MARZO - BOLOGNA – LOCOMOTIV CLUB
4 MARZO - ROMA – MONK
5 MARZO - MILANO – SANTERIA TOSCANA 31

biglietti su ponderosa.it

Il produttore, rapper e pianista Alfa Mist torna in Italia per tre appuntamenti speciali: il 3 marzo al Locomotiv Club di Bologna, il 4 marzo al Monk di Roma e il 5 marzo a Milano, sul palco di Santeria Toscana 31. Tre date che offriranno al pubblico italiano l’occasione di ascoltare dal vivo Roulette, il nuovo album uscito a ottobre 2025 per Sekito Records. Dalla pubblicazione del suo primo progetto completo Nocturne nel 2015, Alfa Mist si è affermato come una delle figure più influenti e ricercate della scena musicale britannica contemporanea. Ha collaborato con artisti del calibro di Jordan Rakei e Tom Misch, attirando l’attenzione per un linguaggio sonoro inconfondibile. Il suo stile fonde una produzione intima e raccolta con ampie orchestrazioni jazz, sfuggendo costantemente a qualsiasi definizione di genere. La sua musica attraversa territori che vanno dall’hip-hop – con collaborazioni con rapper come Loyle Carner – alla composizione di opere neoclassiche per la London Contemporary Orchestra, fino ai remix di brani del compositore Ólafur Arnalds e della storica etichetta jazz Blue Note. Con Roulette, Alfa Mist continua a espandere la propria visione creativa. Il disco è un concept album di matrice sci-fi ambientato in un futuro distopico in cui la reincarnazione è scientificamente dimostrata. Concepito, scritto e prodotto interamente da Alfa Mist, l’album vede la partecipazione del rapper newyorkese Homeboy Sandman, della soul singer britannica Tawiah e della cantante e polistrumentista Kaya Thomas-Dyke.

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AKAMU
presents

Luke Stewart

2026-02-22 
Centro Pecci – Prato

2026-02-24 
Stadtgarten – Köln 
with SILT 4tet special guest Aquiles Navarro

2026-02-25 
OPEN 
with SILT Trio feat. Brian Settles and Paal Nilssen-Love

2026-02-26
Domicil – Dortmund 
with SILT Trio feat. Brian Settles and Paal Nilssen-Love

2026-02-27
OPEN 
with SILT Trio feat. Brian Settles and Paal Nilssen-Love

2026-02-28 
Torrione Jazz Club – Ferrara 
with SILT Trio feat. Brian Settles and Paal Nilssen-Love

Wayne Horvitz

2026-03-19 
Sala Picta, Museo Vescovile – Bergamo

Jazz Passengers
2026-03-20 
Auditorium dell’Istituto Palazzolo – Bergamo

Maria Grand

2026-03-20 
Bergen Jazzforum 
with 4tet

2026-03-22 AMR-Sud des Alpes - Genève 
with 4tet

2026-03-24 Besední dům, Komenského 
Duo with Maya Keren

Irreversible Entanglements

2026-05-01
Torino Jazz Festival - Torino

Nicole Mitchell & Craig Taborn

2026-05-09 Torrione Jazz Club – Ferrara 

Akamu will be present as “Kemuzike"

2026-05-15/17
Eufonica Fair 2026

Elliott Sharp

2026-05-19 
Casa della musica - Trieste

Further info at www.akamu.net
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OMAR SOSA
WINTER TOUR
U.S. & Canada
February 28 to March 15, 2026

March 10 & 11
Seattle, WA, Jazz Alley
Omar Sosa & Seckou Keita
SUBA Trio, featuring
Gustavo Ovalles, percussion

March 12
Portland, OR, The Old Church
Omar Sosa & Seckou Keita
SUBA Trio, featuring
Gustavo Ovalles, percussion

March 13
Vancouver, British Columbia, The Chan Centre
Omar Sosa & Seckou Keita
SUBA Trio, featuring
Gustavo Ovalles, percussion

March 15
Calgary, Alberta, National Music Centre / Studio Bell
Omar Sosa & Seckou Keita
SUBA Trio, featuring
Gustavo Ovalles, percussion

For tour details,
please visit www.omarsosa.com
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GALILEO MUSIC
Concerts

Ed Partyka
20/02/2026 Berlin
21/02/2026 Berlin

Wildes Holz
10/01/2026 Essen, Philharmonie
02/11/2025 Lauffen am Neckar, Klosterhof
28/02/2026 Lübeck, Kolosseum
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MUSEO DEL SAXOFONO
via dei Molini snc (angolo via Reggiani), Maccarese, Fiumicino (RM)
Info su biglietti, orari, prentazioni e modalità di partecipazione al sito ufficiale: www.museodelsaxofono.com/

Sabato 21 marzo 2026 - Ore 21:00 
GIPSY JAZZ TRIO
Swing Manouche, Jazz e Musica Gitana  
Moreno Viglione – chitarra manouche; Augusto Creni – chitarra manouche; Renato Gattone – contrabbasso

Il Museo del Saxofono apre le sue porte a una serata che profuma di swing e atmosfere d’altri tempi. Sabato 21 marzo 2026 alle ore 21:00 è di scena il Gipsy Jazz Trio con un concerto che invita il pubblico a immergersi nel mondo elegante e irrequieto del jazz manouche, tra virtuosismo, improvvisazione e suggestioni che arrivano direttamente dalla Parigi degli anni Trenta. Sul palco saliranno tre musicisti tra i più apprezzati della scena manouche italiana: Moreno Viglione e Augusto Creni alle chitarre manouche e Renato Gattone al contrabbasso. Il loro dialogo musicale restituisce tutta la vitalità di uno stile che vive di ritmo, complicità e invenzione. Il repertorio prescelto attraversa alcune delle pagine più affascinanti della tradizione gipsy jazz, alternando standard americani reinterpretati con spirito manouche, composizioni rese celebri da Django Reinhardt e brani della tradizione francese, fino ai suggestivi valzer musette che evocano le sale da ballo e i caffè della Parigi bohémien. Un programma che mira a riaccendere un'epoca con energia contemporanea, trasformando ogni brano in una piccola storia fatta di ritmo, malinconia e improvvisa euforia. Il trio porta con sé anche un bagaglio di esperienze maturate accanto ad alcuni dei protagonisti internazionali del genere. Nel percorso artistico di ognuno dei musicisti figurano infatti collaborazioni con artisti del calibro di Angelo Debarre, Dorado & Samson Schmitt, Noe Reinhardt e Stochelo Rosenberg, interpreti che rappresentano il cuore pulsante della scena gypsy jazz mondiale. Questo dialogo continuo con i grandi del genere ha contribuito a plasmare uno stile personale che coniuga rispetto della tradizione e libertà espressiva. Il jazz manouche, nato nella Parigi cosmopolita degli anni Trenta grazie all’inconfondibile talento di Django Reinhardt, è una musica che porta dentro di sé lo spirito del viaggio. È jazz senza batteria, costruito sul battito delle chitarre e sul respiro del contrabbasso; una musica capace di essere festosa e malinconica nello stesso istante, fatta di melodie appassionate e improvvisazioni scintillanti. che regna nelle strade e nei club dei balli improvvisati e delle notti parigine, con un linguaggio che, nel corso del tempo, ha continuati a rinnovarsi mantenendo intatta la sua anima nomade.
 
L’ingresso al concerto è di €18,00 + €1,00 di prevendita. Per chi desidera vivere la serata in modo ancora più conviviale è disponibile, su prenotazione, l’apericena facoltativa al costo di €17,00.

La sala del Museo del Saxofono, dotata di un nuovo impianto audio in quadrifonia, garantisce per entrambi i concerti un’esperienza d’ascolto immersiva e di altissima qualità, capace di valorizzare ogni dettaglio timbrico e dinamico.
Il Museo del Saxofono di Fiumicino rappresenta un’eccellenza assoluta del territorio e non solo, accreditato nell’Organizzazione Museale della Regione Lazio, è l’unico nel panorama internazionale dedicato a questo strumento e ospita la più grande collezione del mondo di saxofoni. Esso custodisce preziosi e rari strumenti musicali: dal minuscolo soprillo di 32cm al gigantesco sub-contrabasso J’Elle Stainer, dal Grafton Plastic agli strumenti dell'inventore Adolphe Sax, dal mitico Conn O-Sax ai saxofoni a coulisse, dai rothfoni agli strumenti appartenuti a grandi artisti come Sonny Rollins, Tex Beneke, Benny Goodman, Ralph James, Ross Gorman, Gil Ventura, Tom Scott... Oggi il museo è una realtà internazionalmente riconosciuta in tutto il mondo. Vincitore del Premio per la Valorizzazione dei Luoghi della Cultura della Regione Lazio 2021, è organizzatore di numerosi festival in Italia e all’estero come l’Italian & Swiss Jazz Festival a Basilea (2021) e a Dornach (2022), il Saxophobia Festival, gli Adolphe Sax Days, la Rassegna Fai Bei Suoni, il Fiumicino Jazz Festival e l’International Saxophone Meeting (2023-2024). Ha collaborato e partecipato ad importanti esposizioni ed eventi musicali europei: SAX200 al MIM di Bruxelles, MUSIKMESSE a Francoforte, MUSICA ANTIQUARIA a Cesena, SAX200SAX a Moncalieri, 18° WORLD SAXOPHONE CONGRESS a Zagabria, EURSAX2024 a Trento, IL JAZZ ITALIANO PER LE TERRE DEL SISMA 2024 a L’Aquila e 360° SAXOPHON a Monaco di Baviera e Ulrichshusen.
Sito web ufficiale:
 
Infoline costi e prenotazioni:
+39 06 61697862 - +39 320 2514087 - info@museodelsaxofono.com