I comunicati stampa relativi ai concerti della scena jazz & blues...
Giovanni Di Cosimo
Faleria rende omaggio al trombettista con una serata di musica nel centro storico
Sabato 12 settembre, dalle 19.30 nel centro storico a Faleria (VT)
Sabato 12 settembre, dalle ore 19.30, il centro storico di Faleria (VT), paese d’origine di Giovanni Di Cosimo, si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto per una serata dedicata alla sua memoria, a un anno dalla sua scomparsa. A rendergli omaggio sono numerosi musicisti che nel corso degli anni hanno condiviso con lui progetti, esperienze, riuniti per ricordarne la figura attraverso il linguaggio che più gli apparteneva. L’evento, che trasforma il centro del paese in un palcoscenico a cielo aperto, propone una serata in cui la musica crea un momento di condivisione e di ricordo. Le diverse formazioni e i musicisti coinvolti riportano così in vita parte di quel percorso artistico costruito da Di Cosimo nel corso degli anni. Diplomato al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, Giovanni Di Cosimo ha sviluppato un percorso artistico caratterizzato da una forte attenzione alla sperimentazione e alla contaminazione. Dal 2001 è stato ideatore, compositore e produttore del progetto Etruria Criminale Banda, con cui ha pubblicato l’omonimo album nel 2005. Ha successivamente dato vita al progetto Giovanni Di Cosimo NU, da cui è nato Giovanni Di Cosimo NU5TET nel 2011. Dal 2013 fa parte del cast di Gazebo, curandone le musiche e contribuendo alla costruzione del progetto musicale della trasmissione. Dal 2017 prosegue la collaborazione con Diego Bianchi entrando nella formazione stabile della band live di Propaganda Live, insieme a Roberto Angelini, Fabio Rondanini, Gabriele Lazzarotti, Daniele Rossi, Daniele Tittarelli, Ramon José Caraballo Armas, Valentina Del Re e Kyung-Mi Lee. Artista raffinato, musicista sperimentale e interprete generoso, Di Cosimo ha lasciato un segno nella scena jazz italiana attraverso un linguaggio personale, capace di accogliere e mettere in dialogo suoni e influenze differenti. La serata di Faleria diventa così un modo per ricordarlo attraverso la musica: non soltanto celebrandone la memoria, ma lasciando che siano i musicisti che ne hanno condiviso il percorso a raccontarne, ancora una volta, la presenza.
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Söndörgő insieme agli iconici Snarky Puppy in tour
Söndörgő si unisce agli Snarky Puppy per il Somni World Tour 2026, con il nuovo album in arrivo Residence, registrato al Müpa.
La potenza ungherese dei Söndörgő si aggiunge agli Snarky Puppy per la tappa europea del Somni World Tour 2026, un accostamento musicale che appare particolarmente naturale ed entusiasmante. I Söndörgő fanno parte della GroundUP Music, l'etichetta indipendente fondata dal leader degli Snarky Puppy Michael League, dal 2024. Il loro primo disco per l'etichetta, Gyezz, ha visto la partecipazione del meraviglioso saxofonista Chris Potter, seguito da Söndörgő XXX nel 2025, per celebrare il trentesimo anniversario della band. Il rapporto è cresciuto diventando qualcosa che va ben oltre una semplice collaborazione discografica: c'è una vera connessione musicale e una curiosità condivisa nel voler unire tradizione, improvvisazione e sonorità contemporanee. Per i Söndörgő, la cui musica è profondamente radicata nelle tradizioni sud-slave e balcaniche con cui sono cresciuti, questo rappresenta un altro splendido capitolo del loro percorso internazionale. La loro capacità di prendere qualcosa di così profondamente tradizionale e renderlo assolutamente vivo e contemporaneo è ciò che li rende una band così speciale da vedere dal vivo – e il loro legame con la famiglia Snarky Puppy / GroundUP ha aperto la strada a incontri musicali davvero straordinari.
9 settembre 2026 — Vilnius, Lituania
11 settembre 2026 — Varsavia, Polonia
12 settembre 2026 — Katowice, Polonia
13 settembre 2026 — Brno, Repubblica Ceca
14 settembre 2026 — Praga, Repubblica Ceca
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Molisound porta il suono del Molise in Sud America, tra Bogotá, Cali e Santos
A Cali, un momento speciale nel segno della memoria e della speranza, con il messaggio e la vicinanza di San Giuliano di Puglia
Dall’11 al 15 settembre 2026, Molisound – Il suono del Molise incontra il mondo, il progetto ideato e diretto dal violinista e compositore Luca Ciarla, arriva in Colombia e Brasile per una nuova importante tappa del suo percorso internazionale. Nato in Molise con l’obiettivo di reinterpretare in chiave contemporanea il patrimonio musicale e culturale del territorio, Molisound porta in Sud America un repertorio originale nel quale tradizione, jazz, improvvisazione, musica popolare e sperimentazione si incontrano, trasformando il suono del Molise in un linguaggio aperto al dialogo con altre culture. La tournée toccherà Bogotá, Cali e Santos, attraverso concerti, workshop e incontri con musicisti, studenti e pubblico locale. La prima tappa sarà Bogotá, dove Molisound sarà protagonista di una giornata dedicata alla formazione e alla performance.
L’11 settembre il gruppo incontrerà gli studenti della Universidad Sergio Arboleda per un workshop dedicato alla musica contemporanea, all’improvvisazione e alla contaminazione tra linguaggi, per poi esibirsi in serata al Centro Nacional de las Artes Delia Zapata Olivella, uno dei principali spazi culturali della capitale colombiana.
Il tour proseguirà a Cali, il 12 e 13 settembre, nell’ambito di AJAZZGO, uno dei più importanti festival jazz della Colombia. La presenza di Molisound comprenderà concerti e attività formative, creando occasioni di incontro e scambio con musicisti, studenti e pubblico. Il viaggio si concluderà in Brasile, a Santos, il 15 settembre, con un concerto e un workshop presso Arte no Dique, importante realtà culturale e sociale della città. L’incontro con il Coletivo Querô offrirà un’ulteriore occasione di dialogo tra musica, formazione e comunità, portando Molisound in un contesto caratterizzato da una forte attenzione all’inclusione e alla partecipazione culturale. Tre città, tre realtà profondamente diverse, unite da un unico percorso: portare il suono del Molise nel mondo attraverso la musica, la formazione e l’incontro diretto con le comunità locali.
Sarà soprattutto Cali a rappresentare un momento particolarmente significativo del viaggio, grazie al legame che Molisound vuole costruire tra la città colombiana e San Giuliano di Puglia, piccolo centro del Molise profondamente segnato dal terremoto del 31 ottobre 2002, che colpì il Molise e provocò a San Giuliano di Puglia il crollo della scuola Francesco Jovine e la morte di 27 bambini e di una maestra. Una tragedia che ha segnato per sempre la comunità molisana e che ha reso la memoria dei più piccoli e la tutela delle nuove generazioni parte fondamentale della storia del paese.
Oggi, a quasi ventiquattro anni di distanza, Molisound porta questa memoria in Colombia, a Cali, una città che proprio nelle settimane precedenti all’arrivo del gruppo è stata duramente colpita da un violentissimo terremoto, che ha provocato gravi danni e lasciato profonde ferite nella comunità.
Il 10 agosto 2026 il terremoto ha colpito anche l’Hospital Universitario del Valle, uno dei principali ospedali della città, con conseguenze particolarmente drammatiche nelle aree dedicate alla pediatria e alla neonatologia. La rete sanitaria cittadina è stata fortemente messa alla prova e centinaia di pazienti sono stati evacuati. È proprio davanti a questa drammatica contemporaneità che il viaggio di Molisound assume un significato particolare. La tappa di Cali, inizialmente prevista nell’ambito di AJAZZGO, era stata naturalmente cancellata subito dopo il terremoto che ha colpito la città e provocato gravi danni anche alla struttura che avrebbe dovuto ospitare il festival. Poi, a pochi giorni dall’evento, gli organizzatori hanno scelto di non rinunciare alla manifestazione e di presentare comunque il festival, individuando uno spazio alternativo proprio a causa dell’inagibilità del teatro. Di fronte a questa decisione, anche i musicisti di Molisound hanno scelto di esserci. Nonostante tutto, hanno deciso di partire e di raggiungere Cali, sentendo che, in un momento così delicato, la loro presenza poteva assumere un valore che andava oltre quello di un semplice concerto. La musica diventa così un gesto concreto di vicinanza, un modo per condividere un momento difficile e, attraverso il linguaggio universale dell’arte, portare un messaggio di speranza. «Quando abbiamo saputo quello che era accaduto a Cali, abbiamo sentito che questo viaggio assumeva un significato diverso. Noi veniamo dal Molise, una terra che conosce bene il dolore lasciato da un terremoto e che porta ancora con sé il ricordo di una tragedia che ha coinvolto tanti bambini. Per questo, di fronte a ciò che è successo a Cali, non potevamo semplicemente pensare al nostro concerto. La musica non può cancellare il dolore né cambiare ciò che è accaduto, ma può essere una forma di vicinanza, di ascolto e di condivisione. Quando abbiamo saputo che il festival sarebbe stato comunque realizzato, in uno spazio diverso da quello previsto, abbiamo deciso che volevamo esserci. Vogliamo arrivare a Cali con la nostra musica, ma soprattutto con la nostra presenza, per condividere questo momento con una comunità che sta cercando di rialzarsi. Siamo quattro musicisti che partono dal Molise, portando con sé una storia e una memoria che, in modo inatteso, oggi entrano in dialogo con quella di Cali. Il nostro concerto vuole essere un piccolo gesto di solidarietà e di speranza, nella convinzione che la musica possa, almeno per un momento, aiutare le persone a sentirsi meno sole e a guardare insieme verso il futuro.» — Luca Ciarla, violinista, compositore e direttore artistico di Molisound. L’organizzazione ha voluto inoltre coinvolgere idealmente San Giuliano di Puglia, creando un legame simbolico tra la comunità molisana e quella di Cali, accomunate oggi dalla memoria di una tragedia e dalla volontà di trasformare il dolore in un messaggio di vicinanza, solidarietà e speranza. «Per San Giuliano di Puglia questo incontro rappresenta qualcosa di molto importante. La nostra comunità conosce il significato della perdita, della paura e della ricostruzione. Sapere che oggi, dopo il terremoto che ha colpito Cali e che ha coinvolto così duramente anche una struttura dedicata alla cura dei bambini, dei musicisti molisani scelgono di essere lì e di portare un messaggio di speranza è motivo di grande emozione. La musica non può cambiare ciò che è accaduto, ma può aiutare a non sentirsi soli e può ricordarci che, anche dopo una tragedia, è possibile tornare a costruire futuro.» — Antonello Nardelli, Sindaco di San Giuliano di Puglia. Molisound è un ensemble nato in Molise e fondato su un nucleo stabile di quattro musicisti – Luca Ciarla, Manuel Petti, Lorenzo Mastrogiuseppe e Marco Molino – al quale, a seconda dei progetti e dei diversi contesti internazionali, si affiancano musicisti e ospiti speciali.
Luca Ciarla, violinista e compositore, guida il progetto al violino, alla voce, al pianoforte e all’elettronica, portando nella formazione la sua lunga esperienza internazionale e una particolare capacità di muoversi tra scrittura, improvvisazione e sperimentazione. Al suo fianco Manuel Petti, fisarmonicista e compositore, introduce il colore e la forza espressiva di uno strumento profondamente legato alla tradizione popolare italiana, reinterpretato attraverso una sensibilità contemporanea. Lorenzo Mastrogiuseppe, al contrabbasso, costruisce il tessuto armonico e ritmico della formazione, mentre Marco Molino, alle percussioni e alla batteria, ne amplifica la dimensione ritmica, dialogando con gli altri strumenti attraverso un approccio aperto al jazz, alla musica mediterranea e alla sperimentazione. È proprio dall’interazione tra questi quattro musicisti che nasce il suono di Molisound: un repertorio nel quale le radici musicali del Molise non vengono semplicemente riproposte, ma trasformate, reinventate e proiettate verso nuovi linguaggi. Melodie e strumenti della tradizione diventano così materia per nuove composizioni, improvvisazioni e paesaggi sonori, in un continuo equilibrio tra memoria e contemporaneità.
La tournée in Colombia e Brasile rappresenta una nuova tappa del percorso internazionale di Molisound, progetto ideato e promosso dall’Associazione Culturale Adri|Art di Termoli. Vincitore a novembre 2025 del prestigioso bando Boarding Pass 2025/2027 del Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo, il progetto è realizzato con i seguenti partner internazionali: Istituto Italiano di Cultura di Bogotà, Universidad Sergio Arboleda, Centro Nacional de las Artes Delia Zapata Olivella, Ajazzgo Festival e Arte no Dique.
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JUDITH HILL
in concerto a Paesaggi Sonori, Musiche dal Mondo in Valle dei Laghi
Teatro Valle dei Laghi, Vezzano, Trento
GIOVEDI’ 15 OTTOBRE 2026 – ORE 21
Cantautrice, polistrumentista e performer straordinaria, Judith Hill arriva a Paesaggi Sonori con un concerto carico di energia, soul e intensità emotiva. Artista di Los Angeles dalle origini giapponesi e afroamericane, Judith Hill ha collaborato con leggende della musica come Michael Jackson, Prince e Stevie Wonder, imponendosi sulla scena internazionale grazie a una voce potente e a uno stile che intreccia soul, funk, gospel, blues e rock. Acclamata dalla critica e vincitrice di un Grammy Award per il documentario 20 Feet From Stardom, porta sul palco uno spettacolo travolgente e profondamente personale, capace di alternare groove esplosivi a momenti più intimi e spirituali. Il suo ultimo progetto, Letters from a Black Widow, racconta con forza e autenticità il suo percorso artistico e umano, trasformando esperienze personali in musica intensa e coinvolgente. Un appuntamento imperdibile per gli amanti della black music contemporanea e per chi desidera vivere dal vivo il talento magnetico di una delle artiste più originali e versatili della scena internazionale. Sul palco con lei Robert “Pee Wee” Hill al basso, Michiko Hill alle tastiere e Shadrack Oppong alla batteria.
Organizzazione: ArteLaghi - info: 370 124 5353 - www.artelaghi.it
TEATRO VALLE DEI LAGHI
Via Stoppani, 38096 Vallelaghi (TN)
INGRESSO UNICO euro 30,00 +ddp
Prevendita qui: https://www.trentinospettacoli.it/eventi/judith-hill/
Informazioni: https://www.artelaghi.it/evento/judith-hill/
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In occasione delle celebrazioni internazionali che onorano la figura di Miles Davis nel suo centenario, con il patrocinio dei suoi eredi:
Fabrizio Bosso
Mario Corvini e la CDJO Casa del Jazz Orchestra
presentano
Sketches of Spain
uno dei capolavori assoluti dell’incrocio tra jazz e musica colta, eseguito nelle partiture originali di Gil Evans
Nel centenario della nascita di Miles Davis (1926–2026), una delle figure più influenti e visionarie della musica del Novecento, Fabrizio Bosso, Mario Corvini e la CDJO Casa del Jazz Orchestra presentano Sketches of Spain, uno dei capolavori assoluti dell’incrocio tra jazz e musica colta, eseguito nelle partiture originali di Gil Evans. Tre i concerti in programma: venerdì 17 luglio alla Casa del Jazz di Roma nell’ambito di Summertime 2026, sabato 18 luglio all’Auditorium Flaiano di Pescara, in chiusura di Pescara Jazz, e mercoledì 4 novembre al Teatro Verdi di Pisa, in occasione di Pisa Jazz 2026. L’opera viene proposta nell’ambito di un programma di celebrazioni internazionali che onorano la figura di Miles Davis nel suo centenario, con il patrocinio dei suoi eredi. La partitura originale di Gil Evans è al centro di questo progetto, non come semplice riferimento storico ma come documento vivo di un linguaggio orchestrale unico nel panorama jazzistico: ricco di soluzioni timbriche, colori orchestrali e dialettica tra scrittura e improvvisazione. L’esecuzione in forma integrale di queste partiture è una delle ragioni stesse per cui la CDJO – Casa del Jazz Orchestra nasce nel 2026, come ensemble orchestrale dedicato all’esplorazione e alla valorizzazione del grande repertorio orchestrale jazzistico. Fabrizio Bosso assume un ruolo artistico centrale non solo per la sua tecnica e musicalità, ma per la sua interpretazione personale e profondamente originale dell’opera. Bosso affronta Sketches of Spain con una prospettiva che va oltre la mera rievocazione: la sua lettura è un dialogo creativo con la partitura orchestrale, in cui l’improvvisazione si integra con la scrittura di Evans attraverso un linguaggio contemporaneo, lirico e incisivo. La tromba, nelle sue mani, diventa voce e guida emotiva di un percorso sonoro che rinnova l’opera senza tradirne l’essenza, facendo emergere nuove sfumature e tensioni narrative. La direzione di Mario Corvini e l’esecuzione dell’ensemble della CDJO garantiscono una lettura attenta, rigorosa e appassionata delle partiture, valorizzandone ogni dettaglio timbrico e strutturale. Il risultato è un’esperienza musicale che unisce fedeltà alle fonti e attitudine creativa, restituendo al pubblico lo spirito rivoluzionario dell’opera e la figura di Davis come faro di innovazione. Sketches of Spain si configura quindi non solo come un tributo al genio di Miles Davis nel suo centenario, ma come un progetto vivo, originale e culturalmente significativo, che guarda al passato con rispetto e al presente con un profondo slancio creativo. Il progetto è una produzione originale del Centro di Produzione della Fondazione Musica per Roma.
Mercoledì 4 novembre Ore 21
“Pisa Jazz 2026”
Pisa, Teatro Verdi, Via Palestro, 40
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SA(N)REMO IN JAZZ TORNA A BRUXELLES: LA CANZONE ITALIANA INCONTRA IL JAZZ
8 settembre 2026 | ore 20:30
Teatro dell’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles
L’8 settembre il Teatro dell’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles ospita la seconda edizione di “Sa(n)remo in Jazz”, progetto nato da un’idea del Direttore dell’IIC Pierre di Toro e diretto artisticamente dal sassofonista, compositore e arrangiatore Angelo Gregorio, nato per rileggere la canzone italiana attraverso il linguaggio del jazz e dell’arrangiamento orchestrale. Protagoniste saranno Laura Vassallo, Silvia Anglani, Mariafrancesca Fimiani e Rossana Rusco, le quattro cantanti selezionate per l’edizione 2026, accompagnate dalla Belgian Italian Jazz Orchestra, formazione di sette musicisti diretta dallo stesso maestro Angelo Gregorio. Il progetto attraversa oltre sessant’anni di musica italiana partendo soprattutto da canzoni legate alla storia del Festival di Sanremo, senza però proporne semplicemente una versione in chiave jazz. L’obiettivo è lasciare riconoscibile l’identità delle composizioni e, nello stesso tempo, verificare quanto possano cambiare intervenendo su armonie, ritmi, colori orchestrali e spazi di improvvisazione. La seconda edizione rafforza inoltre il dialogo musicale tra Italia e Belgio. Accanto ai sei arrangiamenti firmati da Angelo Gregorio, due sono stati affidati a Geoffrey Fiorese, docente di arrangiamento al Conservatorio Reale di Bruxelles, e due al pianista e violinista Julien Gillain, componente della Belgian Italian Jazz Orchestra. Entrambi hanno potuto scegliere liberamente i brani sui quali lavorare e rileggerli secondo la propria sensibilità. Ne nasce un percorso nel quale una melodia molto conosciuta può cambiare completamente ambiente musicale senza perdere la propria memoria. È il caso, per esempio, de “La solitudine” di Laura Pausini, condotta verso samba e swing, o di “Centro di gravità permanente” di Franco Battiato, unica canzone del programma non proveniente da Sanremo, ripensata da Julien Gillain attraverso una rilettura samba e una nuova scrittura per i fiati. Per Angelo Gregorio, direttore artistico, presidente della giuria di selezione, arrangiatore e direttore dell’orchestra, “Sa(n)remo in Jazz” rappresenta anche la prosecuzione di un lavoro sviluppato negli anni in Belgio attraverso progetti musicali e collaborazioni con le istituzioni culturali italiane, mettendo in relazione musicisti, esperienze e linguaggi dei due Paesi. “Sa(n)remo in Jazz” si terrà martedì 8 settembre 2026 presso il Teatro dell’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles.
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Le nuove produzioni di TPM® sui palchi d’Italia
Dopo il successo del debutto di “Chet Remembered” con Enrico Pieranunzi lo scorso agosto a Serravalle Jazz, nato dal profondo legame artistico e umano tra i due, non si fermano le novità di Toscana Produzione Musica (TPM), il Centro di Produzione Musicale riconosciuto dal Ministero della Cultura, diretto da Maurizio Busia e Francesco Mariotti e presieduto da Paolo Zampini (circa 500 eventi per 300 artisti dal 2022, anno della fondazione).
Sabato 5 settembre per Orbetello Jazz Festival alle ore 21 in piazza Eroe dei due Mondi, il 2 ottobre per Catanzaro Jazz Festival nell’Anfiteatro Parco della Biodiversità e il 5 dicembre a Cascina per la Città del Teatro, in programma la nuova produzione “Guarda che luna!”: la grande canzone italiana incontra lo swing con Bobo Rondelli, cantautore anticonformista, attore, poeta e performer e Nico Gori Swing 10tet, eleganza e swing capitanati da uno dei più apprezzati clarinettisti e sassofonisti jazz italiani. Una reinterpretazione inedita e contemporanea di alcune delle pagine più raffinate della canzone italiana degli anni ‘50 e ‘60: Fred Buscaglione, Fred Bongusto, Sergio Endrigo, Mina, Umberto Bindi, autori e interpreti che hanno raccontato l’amore, l’eleganza e il disincanto con uno stile unico. Il repertorio si arricchisce inoltre di alcuni brani originali di Bobo Rondelli, proposti in nuovi arrangiamenti pensati per questo progetto.
Domenica 6 settembre alle ore 21 per il Florence Jazz Festival a Villa Bardini (Costa San Giorgio) debutta “HeArt Gallery” con Iacopo Teolis (tromba e flicorno), musicista che si sta affermando su scena nazionale, in trio con il pianista Shai Maestro e il contrabbassista Joe Sanders, tra i più creativi nel plasmare il jazz contemporaneo. Teolis ha composto per l’occasione un repertorio dedicato alla serie di dipinti di Mark Rothko intitolata ‘The Seagram Murals’, brani caratterizzati da una forte impronta melodica che si basa su un ricco intreccio armonico e ritmico, e rappresentano a pieno la coesione e l’individualità dei quadri dell’artista. Sensibilità e equilibrio per un sound inconfondibile.
Wayne Horvitz, esploratore implacabile del suono moderno, figura cardinale della “downtown scene” newyorkese, noto per le collaborazioni con John Zorn e i Naked City, guida “Miles in the Sky” con il suo Electric Circus, un grande ensemble a prevalenza elettrica che mescola soul, funk e jazz-rock in una prospettiva contemporanea. Il punto di partenza dichiarato è proprio quel Miles elettrico e visionario, la cui musica viene reinterpretata per il XXI secolo attraverso una formazione orchestrale di ampio respiro. La scelta di un organico prevalentemente amplificato riflette la natura stessa del repertorio di riferimento, radicato nella svolta elettrica che Davis intraprese a partire dalla fine degli anni Sessanta. La nuovissima produzione di TPM debutterà l’8 ottobre al festival Fabbrica Europa al Teatro Florida di Firenze, per poi essere sul palco del Teatro Ariosto di Reggio Emilia (9/10) e a Rimini al Teatro Amintore Galli (10/10).
Nel programma di Fabbrica Europa, il 1 ottobre al Museo Marino Marini di Firenze, anche il progetto di TPM “Human Echoes”, con Maria Cortesi e Simone Graziano, che ha debuttato lo scorso maggio alla Normale di Pisa nella rassegna "Interplay". Incontro tra piano, voce e archi che mette in luce la capacità musicale e poetica del duo, che per l’occasione presenterà un Songbook inedito di brani ispirati all’attualità. Simone Graziano condurrà la musica in una direzione che apre i linguaggi della canzone alla classica e al jazz, senza preconcetti.
Al PARC - Performing Arts Research Centre di Firenze dal 18 ottobre al 6 dicembre si terrà la 5/a edizione della rassegna “Flux - flussi di musica creativa”, dedicata alle esperienze più vitali della musica creativa contemporanea. Nel programma, il chitarrista statunitense - tra i più apprezzati di sempre - Marc Ribot, la flautista di Chicago Nicole Mitchell, terza generazione dei musicisti dell’AACM, associazione che ha promosso la ricerca artistica e l’emancipazione politica degli afroamericani in questa parte d’America dal 1965, e Mary Halvorson, compositrice e chitarrista jazz d'avanguardia americana di Brookline, maestra d'improvvisazione e icona della musica più libera da schemi, ai confini tra avanguardia jazz e rock. Sei appuntamenti metteranno in relazione protagonisti della scena internazionale e italiana, artisti di diverse generazioni e progetti nei quali scrittura e improvvisazione, memoria e ricerca continuano a trasformarsi reciprocamente. Il passato come materia viva, il presente come spazio di invenzione. Il programma guarda alle grandi esperienze dell’avanguardia afroamericana e internazionale come a un patrimonio ancora capace di alimentare nuovi linguaggi, incontri inediti e pratiche musicali radicalmente contemporanee.
Nell’ambito dei finanziamenti europei Horizon, da sottolineare il progetto “Amplify”, di cui TPM è unica realtà italiana, insieme a tredici partner, ricercatori, artisti e operatori culturali di otto paesi che si riunisce per confrontarsi sulla trasformazione digitale delle industrie creative e culturali. Dal 24 al 27 settembre TPM sarà a Colonia alla European Jazz Conference per presentare due prototipi sviluppati, tra cui Next Stage, focalizzato sulle possibilità della realtà virtuale e aumentata per la musica dal vivo e le performance a distanza . Sarà un’occasione per far conoscere le soluzioni immersive del progetto a circa 500 operatori del jazz europeo. L’esperienza permette infatti al pubblico di vivere un concerto da prospettive inedite grazie a visori VR, audio immersivo spazializzato e registrazioni a 360°, offrendo una modalità alternativa di ascolto e visione. La conferenza, intitolata “Who We Are, What We Stand For”, riunirà organizzazioni e professionisti provenienti da 38 Paesi. A seguire gli appuntamenti dal 20 al 22 ottobre con AMPLIFY Artistic Lab a Barcellona alla Nau Bostik, in cui artisti provenienti dai quattro progetti pilota lavoreranno insieme ai partner tecnologici per sperimentare liberamente gli strumenti sviluppati dal progetto e immaginare nuove forme di espressione digitale. Per TPM parteciperanno i musicisti Paolo “Peewee” Durante e Mauro La Mancusa, accompagnati da Francesco Mariotti. Infine dal 7 al 9 dicembre a “UnitedXR Europe a Bruxelles, AMPLIFY tornerà in uno dei principali appuntamenti europei dedicati alle tecnologie immersive, presentando risultati, prototipi e possibili applicazioni delle proprie soluzioni XR. L’evento riunirà oltre 2.500 professionisti, imprese, ricercatori, creativi e rappresentanti delle istituzioni europee.
Il 2026 è il secondo anno del secondo triennio ministeriale di Toscana Produzione Musica, un progetto che parla contemporaneo, che lavora fin dal principio a partire da linee progettuali riconoscibili e identitarie, con l’attenzione a sviluppare tematiche culturali che possano essere dei riferimenti e contesti di senso per immaginare le proprie produzioni sul panorama regionale, nazionale e internazionale. Un percorso condiviso che crea nuove opportunità per il mondo creativo, promuovendo un futuro accessibile, inclusivo e capace di connettere pubblici, artisti, enti e istituzioni. TPM si basa su un assunto semplice: “Le idee hanno bisogno di punti di riferimento, condivisione e tempo per maturare ed essere accompagnate nella crescita”. Pensato fin dalla sua fondazione come un centro di creazione musicale diffuso, qui vengono sviluppati progetti tesi a rispondere a necessità molteplici, attraverso un lavoro costante di progettazione, confronto, creazione, ma anche come cardini di un sistema che lavora su una vasta rete di spazi, territori e relazioni. La visione artistica di Toscana Produzione Musica è aperta verso generi musicali eterogenei e si sviluppa attraverso diversi linguaggi promuovendo il dialogo, la sperimentazione di nuove tecnologie, le esperienze diverse e l’incontro tra identità, culture, visioni, tradizioni, in un costante rapporto tra eccellenza e forma che si unisce all’urgenza e alla profondità delle idee e dei valori contenuti nei progetti.
Per ulteriori informazioni: www.toscanaproduzionemusica.it
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Il maestro dell’avanguardia
Arto Lindsay
torna in Italia con
“The Ghost of Unity”
una coproduzione tra
Fondazione I Teatri di Reggio Emilia - Festival Aperto e AngelicA | Centro di Ricerca Musicale
"The Ghost of Unity", che verrà presentato al Festival Aperto di Reggio Emilia, è anche il primo evento annunciato a far parte della stagione 2026-2027 di AngelicA | Centro di Ricerca Musicale che prenderà il via dal prossimo settembre e che verrà annunciato nella sua interezza nelle prossime settimane
Sabato 31 ottobre 2026 – ore 20:30
Teatro Municipale Valli, Reggio Emilia
Festival Aperto in coproduzione con AngelicA | Centro di Ricerca Musicale presentano uno degli appuntamenti più attesi e rivoluzionari della stagione: il ritorno in Italia di Arto Lindsay, icona della No Wave newyorkese, creativo della musica d’avanguardia globale. Sabato 31 ottobre alle ore 20:30, il Teatro Municipale Valli ospiterà "The Ghost of Unity", una produzione che si inserisce nelle programmazioni di due realtà della Regione Emilia-Romagna impegnate soprattutto nel sostegno e valorizzazione della “musica vivente”. La presenza di AngelicA insieme al Festival Aperto della Fondazione I Teatri Reggio Emilia sottolinea il rilievo internazionale di questo progetto, che unisce ricerca sonora, esplorazione e sperimentazione transdisciplinare (e sociale) in perfetto accordo con la visione e la storia del Centro di Ricerca Musicale che AngelicA ha fondato a Bologna nel 2011, un unicum in Italia.
AngelicA parla (dal 1991) anche della possibilità che le programmazioni dei “teatri di tradizione” possano, e debbano, offrire produzioni legate alla “musica vivente” (termine che ho inventato qualche tempo fa) e commissioni ai compositori, andando “oltre” e superando il passato, ritrovando un equilibrio diverso tra passato e musica del presente, sostenendo maggiormente la musica d’arte e le sue forme più diverse. A cura di AngelicA, dal 1992 ad oggi, abbiamo realizzato progetti importanti con i teatri di tradizione, l’elenco dei compositori (comprese due commissioni a Karlheinz Stockhausen) e musicisti che sono stati protagonisti di questi progetti è lunghissimo, poi alcune porte si sono chiuse (inaspettatamente). Con OO | Opere Oltre (termine che ho inventato qualche tempo fa) continuiamo questo percorso in cerca di apertura. Viviamo una crisi che richiederebbe rivoluzioni e risposte concrete (al posto della propaganda) ma ancora troppe porte restano chiuse. OO | Opere Oltre è un invito a parlarne e a fare qualcosa di più in questa direzione. Il Festival Aperto è un’eccezione. OO | Opere Oltre presenta compositori (viventi & visionari) e musicisti che si possono esprimere a più livelli e con formazioni che in questo caso coinvolgono la Regione Emilia-Romagna e Stati Uniti, Brasile, Austria, Italia… (Massimo Simonini - presidente e direttore di AngelicA/Pierrot Lunaire). In "The Ghost of Unity", Arto Lindsay aprirà la struttura formale del suo repertorio per ridefinirla attraverso la potenza emotiva di un coro e di un gruppo di fiati. A rendere l’esperienza unica sarà la configurazione acustica: gli altoparlanti saranno dislocati capillarmente nel cuore della platea, sia alle spalle che davanti al pubblico. Una spazializzazione sonora estrema capace di trasformare il concerto in un rito immersivo al contempo intimo e intrusivo. "Di norma improvvisiamo sopra e attorno alle canzoni, ma le canzoni sono sempre là", spiega Arto Lindsay. "Si potrebbe dire che estendiamo le canzoni, che le apriamo per farvi entrar luce, o per farvi soffiare attraverso un vento oscuro". Ad affiancare la chitarra elettrica "rumorista" e la voce inconfondibile di Arto Lindsay, ci sarà una line-up eccezionale che vede il leggendario Melvin Gibbs al basso elettrico ed elettronica, il giovanissimo Emilio Modeste al sax e Stefan Brunner alla regia sonora e spazializzazione. L'orchestrazione live sarà affidata ai fiati dell'Icarus Ensemble e alle voci del Coro interculturale di Reggio Emilia, diretti da Gaetano Nenna, un mix tra musicisti della regione e stranieri per un contesto musicale internazionale: il fantasma dell'unità. Nato in Virginia nel 1953 ma cresciuto in Brasile, Arto Lindsay ha saputo fondere come nessun altro le radici del Tropicalismo (Caetano Veloso, Gilberto Gil) con il free e il rumorismo più radicale. Dalle storiche band come DNA e Ambitious Lovers alle collaborazioni con João Gilberto, Marisa Monte, Ryuichi Sakamoto e Laurie Anderson, fino ai suoi acclamati dischi solisti, Lindsay incarna da oltre quarant'anni la figura del ponte culturale tra l'avanguardia americana e le tradizioni rituali e musicali brasiliane.
FORMAZIONE E CREDITI
The Ghost of Unity
Arto Lindsay: chitarra elettrica, voce; Melvin Gibbs: basso elettrico, elettronica; Emilio Modeste: sax tenore, sax soprano; Stefan Brunner: spazializzazione del suono, elettronica; Icarus Ensemble: Mirco Ghirardini, Sofia Gatti, Pietro Vecchi (sassofoni e clarinetti); Tiziano Bianchi, Christian Rebecchi, Pietro Martino (trombe, flicorni e cornetta). Coro interculturale di Reggio Emilia – Gaetano Nenna (direttore)
Una coproduzione Festival Aperto - Fondazione I Teatri Reggio Emilia e AngelicA | Centro di Ricerca Musicale nell’ambito di OO | Opere Oltre
INFO BIGLIETTERIA & RIDUZIONI
Prezzo: a partire da € 10,50
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“From USA to Brazil”: parte il nuovo tour di Luca Ciarla attraverso le Americhe
Da Detroit a Città del Messico, Bogotá, Cali e Santos, tra concerti, workshop e Molisound
Un nuovo viaggio internazionale per il violinista e compositore italiano Luca Ciarla, che a settembre sarà protagonista di un tour attraverso Stati Uniti, Messico, Colombia e Brasile, con un programma che alterna concerti, workshop e collaborazioni internazionali. Con il titolo “From USA to Brazil”, il tour toccherà alcune importanti realtà culturali e musicali del continente americano, da Detroit a Città del Messico, da Bogotá a Cali fino a Santos, confermando la vocazione internazionale di un artista che ha portato la propria musica in oltre 70 Paesi, sviluppando nel tempo un linguaggio originale e senza confini, in equilibrio tra jazz, musica classica, world music e improvvisazione. Il viaggio di Luca Ciarla prenderà il via da Detroit, una delle capitali storiche del jazz americano, con la partecipazione per la seconda volta al Detroit Jazz Festival, in programma dal 4 al 7 settembre 2026 nel cuore della città. Giunto alla sua 47ª edizione, il festival è riconosciuto come tra i più grandi festival di jazz in Nord America e ogni anno riunisce grandi protagonisti internazionali e nuove voci della scena contemporanea. Domenica 6 settembre, alle 15:30, Luca Ciarla sarà protagonista sul Waterfront Stage di Hart Plaza con la sua solOrkestra, un progetto in cui il violino diventa il centro di un vero e proprio “ensemble” personale, costruito attraverso loop, sovrapposizioni, improvvisazione e una continua trasformazione del suono. La presenza al Detroit Jazz Festival assume un significato particolarmente importante nel percorso artistico di Ciarla: aprire un tour internazionale in una manifestazione che rappresenta una delle massime espressioni della cultura jazz statunitense significa entrare in dialogo con una città e una tradizione musicale che hanno profondamente influenzato la storia del jazz contemporaneo. Ciarla sarà inserito in un programma di altissimo livello, accanto ad artisti come Joe Lovano, Dave Douglas, Vijay Iyer, Dee Dee Bridgewater, Catherine Russell, Take 6 e Nduduzo Makhathini, in una giornata che testimonia la straordinaria varietà e vitalità del festival. La tappa successiva sarà in Messico, dove Luca Ciarla si esibirà all’Instituto Italiano de Cultura di Città del Messico. Per l’occasione avrà il piacere di condividere il palco con Last Jeroñimo, straordinario chitarrista conosciuto lo scorso anno durante il WOMAD South Africa, in un nuovo incontro musicale nato dall’internazionalità e dalla contaminazione. Il tour proseguirà quindi in Colombia, con una doppia presenza a Bogotá e Cali. A Bogotá Luca Ciarla sarà impegnato in un workshop presso l’Universidad Sergio Arboleda e successivamente al Centro Nacional de las Artes Delia Zapata Olivella, all’interno della programmazione dedicata al jazz e alle nuove sonorità. Il CNA ha infatti inserito Ciarla nella propria stagione di Jazz Expandido, un programma che mette in dialogo jazz, improvvisazione, musiche di radice e linguaggi contemporanei. A Cali, nell’ambito dell’AJAZZGO Festival, Ciarla presenterà sia un workshop sia Molisound, il progetto nato in Molise e guidato dallo stesso artista. Il gruppo sarà composto da Manuel Petti all’accordeon, Lorenzo Mastrogiuseppe al contrabbasso e Marco Molino alla batteria, quattro musicisti che costruiscono un repertorio originale in cui il violino dialoga con fisarmonica, contrabbasso e percussioni attraverso improvvisazione, tradizione e nuove esplorazioni sonore. Il progetto Molisound rappresenta una delle direzioni più recenti della ricerca di Luca Ciarla: un ensemble nato in Molise con l’obiettivo di portare nel mondo il suono, le tradizioni e l’identità musicale del territorio, trasformandoli in un linguaggio contemporaneo e aperto al dialogo internazionale. Il progetto è attualmente al centro dell’attività internazionale di Ciarla, come evidenziato anche dal sito ufficiale. Ultima tappa del viaggio sarà Santos, in Brasile, dove Molisound sarà ospite di Arte no Dique, con la partecipazione speciale del Coletivo Querô, oltre a un workshop. “Ogni tour è per me un’occasione per incontrare persone, musicisti e culture diverse. Mi piace pensare alla musica come a un linguaggio capace di muoversi liberamente tra territori e tradizioni. Questo viaggio dalle Americhe sarà anche un modo per portare con me il suono del Molise e farlo dialogare con realtà musicali molto lontane dalla mia terra.” — Luca Ciarla
La dimensione internazionale è da sempre una componente centrale della sua attività artistica. Il sito ufficiale di Ciarla racconta un percorso sviluppato in festival e prestigiose istituzioni internazionali, dal jazz alla musica classica e alle musiche del mondo. “From USA to Brazil” sarà dunque molto più di una tournée: un percorso attraverso musica, culture, territori e incontri, nel quale Luca Ciarla continuerà a esplorare quel territorio sonoro in cui jazz, musica classica, improvvisazione, tradizione e contemporaneità possono incontrarsi e trasformarsi reciprocamente. Il tour è prodotto da Violipiano Music e dall’Associazione Culturale Adri|Art, in collaborazione con il Detroit Jazz Festival, il Consolato d’Italia a Detroit, gli Istituti Italiani di Cultura di Chicago, Città del Messico e Bogotà, il Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo, il Centro Nacional de las Artes Delia Zapata Olivella, AJAZZGO Festival e Arte no Dique.
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FABRIZIO BOSSO
Routes Tour
09/08 San Gimignano (SI)
11/08 Noto (SR)
14/08 Sulmona (AQ)
15/08 Berchidda (OT)
16/08 Diersbach (AUT)
22/08 Castelbuono (PA)
16/10 Bologna
22/10 Milano
11/11 Ortisei (BZ)
02/01 Roma
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Il Brado Trio porta la musica strumentale brasiliana in Italia con un tour nei principali festival prima dell'uscita dell'album d'esordio
Il gruppo si esibisce in festival come l'Ancona Jazz Festival e l'Arcevia Jazz Feast, tiene concerti a Roma e in altre città italiane e pubblicherà in tutto il mondo il suo primo album, Trilhos do Vento, il 13 agosto. Ancora prima di approdare sulle piattaforme digitali, l'album d'esordio del Brado Trio ha già oltrepassato i confini del Brasile. In questi giorni il gruppo, formato dal batterista Ramon Montagner, dal contrabbassista Joseph Oliveira e dal pianista Guilherme Ribeiro, è impegnato in una tournée in Italia, dove presenta al pubblico europeo il repertorio di Trilhos do Vento, album che sarà pubblicato in tutto il mondo il prossimo 13 agosto. Il tour internazionale comprende concerti in alcuni dei più importanti festival italiani dedicati al jazz e alla musica strumentale, tra cui Ancona Jazz Festival, Arcevia Jazz Feast e Borghi in Jazz, oltre a esibizioni a Roma, Vicoli e in altre città italiane. In parte della tournée il trio condivide il palco con la cantante italiana Susanna Stivali, una delle voci più autorevoli del jazz contemporaneo europeo e partner artistica del gruppo dal 2025, anno in cui hanno realizzato insieme una serie di concerti in Brasile, esibendosi a Belo Horizonte, São João del-Rei e al Blue Note São Paulo. Questa tournée precede l'uscita ufficiale di Trilhos do Vento e conferma il crescente interesse della scena europea per la nuova generazione della musica strumentale brasiliana. Nato nel 2025, il Brado Trio è il risultato dell'incontro di tre musicisti con solide carriere, riconosciuti sia in Brasile sia all'estero, che hanno trovato nella creazione collettiva lo spazio ideale per sviluppare una propria identità artistica. Il trio propone un linguaggio musicale che prende le mosse dalla musica strumentale brasiliana per dialogare naturalmente con il jazz contemporaneo, i ritmi popolari brasiliani e influenze del pop alternativo. Il risultato è una musica caratterizzata da una forte impronta melodica, da una raffinata ricerca armonica e dall'improvvisazione come elemento centrale del racconto musicale. L'album Trilhos do Vento raccoglie nove composizioni originali firmate da Guilherme Ribeiro e Joseph Oliveira, che disegnano paesaggi sonori differenti ed esplorano ritmi, atmosfere e nuove forme di interazione tra i musicisti. Il repertorio alterna momenti di intensa energia ritmica a passaggi più contemplativi, rivelando un trio che privilegia l'ascolto reciproco, la libertà creativa e la costruzione collettiva dell'interpretazione. Tra i brani di maggiore rilievo figura Piscou, Perdeu!, un samba vigoroso che mette in evidenza il virtuosismo e il dialogo costante tra pianoforte, contrabbasso e batteria. In contrasto, Daquilo que Habita em Nós presenta una scrittura intima e delicata, costruita su tessiture sonore che si trasformano lentamente. La title track Trilhos do Vento, invece, conduce l'ascoltatore in un'atmosfera modale e contemplativa, sintetizzando la proposta estetica del gruppo attraverso l'equilibrio tra raffinatezza compositiva e improvvisazione. Più che un semplice album d'esordio, Trilhos do Vento riafferma la vitalità della musica strumentale brasiliana contemporanea. Unendo tradizione, ricerca ritmica e libertà creativa, il Brado Trio presenta un linguaggio originale e dimostra come la nuova generazione di musicisti brasiliani continui a conquistare spazio sui più importanti palcoscenici internazionali. La forza del gruppo risiede anche nell'incontro di tre artisti dalle esperienze complementari. Il batterista Ramon Montagner è considerato uno dei maggiori studiosi dei ritmi brasiliani. Con oltre trent'anni di carriera, ha collaborato per quattordici anni con Johnny Alf, ha registrato con Hermeto Pascoal, pubblicato album da solista e libri di riferimento sulla batteria brasiliana. Nel 2023 ha ricevuto il Premio Viola Smith, assegnato dalla piattaforma internazionale Drumeo, in riconoscimento del suo contributo all'educazione musicale. Il contrabbassista Joseph Oliveira ha costruito una carriera all'insegna della versatilità, attraversando il jazz, la musica popolare brasiliana, il sertanejo e la musica gospel. Ha condiviso il palco con artisti come Renato Teixeira, Negra Li, Leonardo, Maiara & Maraísa, Sérgio Reis, Saulo, Agnaldo Timóteo e Fábio Brazza. Nel 2019 è stato premiato in Africa come Migliore Produzione Gospel durante l'evento Gerando Talentos. Il pianista, fisarmonicista, compositore e arrangiatore Guilherme Ribeiro, dottorando presso l'Universidade Estadual de Campinas (UNICAMP), è uno dei nomi più autorevoli della musica strumentale brasiliana contemporanea. Ha collaborato con Paulo Moura, João Donato, Dominguinhos, Raul de Souza, Fabiana Cozza, Mariana Aydar, Céu, Titãs e Zizi Possi, oltre a partecipare a festival internazionali come il Montreal Jazz Festival, il North Sea Jazz Festival, il JVC Jazz Festival, Coachella e importanti manifestazioni in Sudafrica. Attualmente è anche direttore artistico della Orquestra Anelo. Con questa tournée italiana e l'uscita di Trilhos do Vento, il Brado Trio inaugura una nuova fase del proprio percorso artistico, portando la produzione strumentale brasiliana contemporanea al pubblico internazionale e consolidando un'identità musicale costruita sulla composizione, l'improvvisazione e sul dialogo costante tra tre musicisti che fanno dell'ascolto reciproco la loro firma artistica.
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AKAMU
concerts
Silke Eberhard & Aruán Ortiz
2026-07-29 JazzIt Club – Salzburg
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OMAR SOSA
TOUR 2026
Monday & Tuesday, July 13 & 14
Blue Note Jazz Club, New York, NY
Thursday, July 16
Musical Instrument Museum (MIM), Phoenix, AZ
Friday, July 17
KPFK Presents
Catalina's Jazz Club, Los Angeles (Hollywood), CA
Sunday, July 19
The Freight, Berkeley, CA
July 23
Putignano, Italy, Bari in Jazz
Solo Piano
August 2
Rome, Italy, Parco di Casa del Jazz
VIBE FACTOR, featuring
Omar Sosa, piano; Joo Kraus, trumpet; Diego Piñera, drums
August 6
Brno, Czech Republic, Sono Music Club
Omar Sosa & Paolo Fresu, featuring
Nguyen Le, guitar
August 7
Nova Gorica, Slovenia
VIBE FACTOR, featuring
Omar Sosa, piano; Joo Kraus, trumpet; Diego Piñera, drums
August 25
Serravalle, Italy, Serravalle Pistoiese
Solo Piano
September 12
Montpellier, France, Festival Arabesques, Domaine d'O Amphithéâtre
SAHRAVANE, featuring
Omar Sosa, piano; Souad Asla, vocals; LEMME, vocals, percussion; Gustavo Ovalles, percussion;
Csaba Palotaï, guitar
For tour details visit www.omarsosa.com
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A Roma nasce la Santa Cecilia Jazz Orchestra:
al via la nuova rassegna di jazz a ingresso gratuito del Conservatorio di Roma
Dal 25 gennaio sei concerti per sei domeniche, a ingresso gratuito, con omaggi a Duke Ellington, Leonard Bernstein, Federico Fellini, Charles Mingus e Modest Petrovič Musorgskij.
Sala Accademica di Via dei Greci, Roma - Ore 11,30
Ingresso gratuito
Nasce la Santa Cecilia Jazz Orchestra (SCJO) del Conservatorio di Roma “Santa Cecilia” e, domenica 25 gennaio, prende il via una nuova rassegna musicale con sei appuntamenti a ingresso gratuito, la domenica mattina alle ore 11.30, presso la bellissima e scenografica Sala Accademica del Conservatorio, nota per la presenza dello storico Organo Walcker-Tamburini, in via dei Greci 18. Curata dal Dipartimento di Jazz con il coordinamento del M° Ettore Fioravanti, la rassegna vede protagonisti docenti e studenti del Conservatorio e omaggia grandi artisti del patrimonio jazz e classico: da Duke Ellington, a Leonard Bernstein, da Charles Mingus a Modest Petrovič Musorgskij fino alle celebri colonne sonore dei film di Federico Fellini scritte da Nino Rota. L’inaugurazione della rassegna e della nuova Orchestra domenica 25 gennaio alle 11.30, è dedicata a uno dei personaggi più importanti della storia del jazz: Duke Ellington.
Il concerto “The Harlem Renaissance", con arrangiamenti e direzione del M° Mario Corvini, la SCJO ripercorre le tappe più importanti della storia di Ellington e della sua celebre orchestra, a partire dal periodo del Cotton Club per passare poi alla collaborazione con l’alter ego di una vita, Billy Strayhorn, arrivando alla produzione delle Suite nella parte conclusiva della sua carriera.
A seguire, domenica 22 febbraio, l’omaggio a Charles Mingus con il concerto “Mingus! A Long Journey from Nogales to Cuernavaca”, arrangiamenti e direzione a cura del M° Roberto Spadoni.
Domenica 22 marzo la dedica alla meravigliosa filmografia di Fellini con “Federico Fellini e la dolce vita. Le Colonne Sonore”. Arrangiamenti e direzione del M° Mario Corvini.
Domenica 19 aprile, omaggio a Leonard Bernstein con “Lenny’s Songbook. Leonard Bernstein e il ‘900”, arrangiamenti e direzione del M° Pietro Leveratto.
Domenica 24 maggio, in scena “Pictures in Jazz. Suite per Jazz Orchestra” ispirata alla celebre Pictures of an Exhibition di Modest Petrovič Musorgskij. Arrangiamenti e direzione del M° Roberto Spadoni
Dopo la pausa estiva, la rassegna si conclude domenica 18 ottobre con “Originali e Autoctoni. Opere a cura della classe di Composizione Jazz.” Coordinamento e direzione del M° Stefano Cantarano e del M° Ettore Fioravanti.
PROGRAMMA CONCERTI
Domenica 18 ottobre:
Originali e Autoctoni
Opere a cura della classe di Composizione Jazz
Coordinamento e direzione del M° Stefano Cantarano o del M° Ettore Fioravanti
Conservatorio di Musica “Santa Cecilia”
Via dei Greci 18, Roma - tel. 06.36096720 - www.conservatoriosantacecilia.it
Ufficio Stampa Festival Jazz Idea
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IL RITORNO SULLE SCENE EUROPEE DE
I CALIBRO 35
con
CALIBRO VS L.A.
LIVE
Pubblicato oggi anche “L.A. Confidential”, il nuovo singolo estratto da “Ellroy vs L.A.” in uscita il prossimo autunno
Biglietti disponibili su ponderosa.it
Si aggiunge un nuovo importante tassello nella lunga carriera dei Calibro 35, da anni punto di riferimento nel panorama internazionale per la loro capacità di coniugare musica per immagini, sperimentazione e groove cinematici in una cifra stilistica unica. Il prossimo 9 ottobre, per Record Kicks, la band pubblicherà la colonna sonora originale di “Ellroy vs L.A.”, documentario di Francesco Zippel per Quoiat Films. L’uscita dell’album sarà accompagnata da un tour europeo che prenderà il via a fine settembre con una serie di appuntamenti in Italia: Torino il 24 settembre, Mestre il 16 ottobre, Roma il 22 ottobre, Cagliari il 24 ottobre, Bergamo il 7 novembre, Milano l’8 novembre e Genova il 10 dicembre. La band si esibirà anche su diversi palchi europei: suoneranno a Londra il 4 novembre, a Madrid il 6 novembre, a Lubiana il 4 dicembre, a Belgrado il 5 dicembre e a Zagabria il 6 dicembre. Ulteriori date saranno annunciate nei prossimi mesi. Per l’occasione lo show dei Calibro 35 si trasformerà in un continuo dialogo tra musica e immagini proiettate. Sullo schermo si alterneranno estratti dell’intervista a James Ellroy, footage storici della città degli angeli e visual realizzati appositamente per il progetto, mentre i quattro musicisti eseguiranno i brani della colonna sonora insieme a una selezione di brani del loro repertorio, dai più celebri ai meno conosciuti. Dopo il primo estratto “Riots”, i Calibro 35 presentano inoltre oggi il nuovo singolo “L.A. Confidential”. Il brano, ispirato al bestseller noir dell’autore americano James Ellroy, è parte integrante della colonna sonora originale. “Come si traspone la Los Angeles di Ellroy in musica? non è per nulla facile” spiegano i Calibro 35. “Noi siamo partiti dal racconto: dal suo ritmo, dai suoi personaggi, dalle sue luci e dalle sue ombre. Dagli eventi reali e di fantasia che si mescolano perfettamente man mano che la storia si sviluppa fino a perdere cognizione di cosa è vero e cosa no”. Riguardo al nuovo singolo aggiungono “L.A. Confidential” aggiungono: “La musica che ne è uscita è onirica e immaginifica ma al contempo cruda e reale. Puzza di sangue ma brilla sotto il cielo stellato che si vede dall’osservatorio di Griffith Park”. Vincitore del Nastro d’Argento 2026 nella categoria Cinema Spettacolo Cultura, “Ellroy vs L.A.” vede i Calibro 35 confrontarsi con l’immaginario dello scrittore James Ellroy e della sua Los Angeles noir. Il risultato è una raccolta di dodici brani identitari che riporta il gruppo nei territori del funk cinematico, arricchendosi di influenze jazz, blaxploitation e ritmi urban contemporanei. Più che un semplice commento alle immagini, la colonna sonora diventa un vero e proprio elemento narrativo, capace di dialogare con l’immaginario noir.
CALIBRO 35
Nati come progetto di ricerca sui suoni della golden age delle colonne sonore italiane in poco più di quindici anni di attività i Calibro 35 sono riusciti a produrre ben otto album, a firmare svariate colonne sonore - tra cui quella per l’acclamata serie “Blanca”, sonorizzare il palinsesto di Radio Uno e IsoRadio, a dedicare progetti speciali a musica nota e meno nota - tra cui il monumentale “Scacco al Maestro” dedicato ad Ennio Morricone, a essere campionati da pesi massimi dell'hip hop come JayZ, Dr Dre e Timbaland e a condividere il palco con artisti come Sharon Jones, Tundercat, Sun Ra Archestra, Muse, JET e moltissimi altri.
24 settembre
Torino (IT), Hiroshima Mon Amour
16 ottobre
Mestre (IT), YouTheater / Teatro del Parco
22 ottobre
Roma (IT), Biennale MArteLive Plus / Fusolab
24 ottobre
Cagliari (IT), TBA
4 novembre
Londra (UK), Jazz Café
6 novembre
Madrid (ES), Babylon Cafè
7 novembre
Bergamo (IT), Druso
8 novembre
Milano (IT), Triennale Milano Teatro
4 dicembre
Ljubljana (SLO), Gala Hala
5 dicembre
Belgrado (SER), Kc Grad
6 dicembre
Zagabria (HR). Vintage Industrial Bar
10 dicembre
Genova (IT), Teatro Verdi
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PONDEROSA MUSIC AND ART
presenta
IBRAHIM MAALOUF & THE TRUMPETS OF MICHEL-ANGE
04 Novembre 2026
Milano – Teatro Arcimboldi Milano - JAZZMI
05 Novembre 2026
Firenze – Teatro Cartiere Carrara – H/EARTHBEAT
Ibrahim Maalouf torna in Italia per due date speciali con un ensemble d’eccezione, impreziosito dal suono di The Trumpets of Michel-Ange, in programma mercoledì 4 novembre al Teatro Arcimboldi di Milano (all’interno della rassegna JAZZMI) e giovedì 5 novembre al Teatro Cartiere Carrara di Firenze (all’interno della rassegna H/EARTHBEAT). Con due prestigiose candidature ai GRAMMY Awards, Ibrahim Maalouf presenta il suo 19° album, un progetto di straordinaria innovazione. Dal punto di vista filosofico, storico e musicale, T.O.M.A. – acronimo di Trumpets of Michel-Ange – è una grande avventura che conduce l’ascoltatore in un universo dove folklore e modernità si fondono in un’unica visione. Come sempre, la musica di Maalouf riesce a trovare il perfetto equilibrio tra raffinatezza e accessibilità, risultando al tempo stesso stimolante e accogliente per un pubblico ampio e trasversale. “T.O.M.A” è prima di tutto un album meticcio, una vera e propria miscela di influenze, in cui l’Oriente festoso e nostalgico si esprime con una libertà rara. Questo progetto è anche il nome del nuovo marchio di trombe di Ibrahim Maalouf. Progettato da Ibrahim insieme al liutaio A. Jaminet, in collaborazione con Antoine Courtois del gruppo francese Buffet Crampon, questo nuovo strumento nasce con l’obiettivo di incoraggiare i trombettisti di tutto il mondo a interessarsi a questa rivoluzione musicale. É una grande celebrazione che riunisce generazioni diverse, amatori e professionisti, insieme a ospiti speciali.
Un virtuoso della tromba, così la stampa internazionale inquadra la prestigiosa figura di Ibrahim Maalouf. La sua musica si contraddistingue per una fusione creativa di generi musicali che, da dieci anni a questa parte, gli ha permesso di conquistare il record di primo jazzista della storia ad aver registrato il tutto esaurito nelle più prestigiose sale da concerto francesi. Nato a Beirut nel 1980, Ibrahim Maalouf è riconosciuto internazionalmente come lo strumentista più popolare della scena musicale francese. Nel corso della sua carriera ha ricevuto due Victoires du Jazz e due Victoires de la Musique, rispettivamente per il miglior album di musica mondiale e per lo spettacolo musicale e il concerto dell'anno. Questi premi lo hanno reso il primo musicista a ricevere questo riconoscimento nei 33 anni di storia dei Victoires de la Musique. Non solo riconoscimenti musicali: Ibrahim ha ricevuto anche onorificenze dal governo francese in qualità di Cavaliere dell'Ordine Nazionale del Merito e Cavaliere dell'Ordine delle Arti e delle Lettere. Nel corso degli anni, Ibrahim Maalouf ha collaborato con alcuni dei più grandi artisti dell'industria musicale francese e mondiale come Sting, Marcus Miller e Melody Gardot.
Biglietti disponibili su
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AKAMU
presents
Irreversible Entanglements
2026-05-01
Torino Jazz Festival - Torino
Nicole Mitchell & Craig Taborn
2026-05-09
Torrione Jazz Club – Ferrara
Akamu will be present as “Kemuzike"
2026-05-15/17
Eufonica Fair 2026
Elliott Sharp
2026-05-19
Casa della musica - Trieste
Further info at www.akamu.net
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MUSEO DEL SAXOFONO
via dei Molini snc (angolo via Reggiani), Maccarese, Fiumicino (RM)
Info su biglietti, orari, prentazioni e modalità di partecipazione al sito ufficiale: www.museodelsaxofono.com/
La sala del Museo del Saxofono, dotata di un nuovo impianto audio in quadrifonia, garantisce per entrambi i concerti un’esperienza d’ascolto immersiva e di altissima qualità, capace di valorizzare ogni dettaglio timbrico e dinamico.
Il Museo del Saxofono di Fiumicino rappresenta un’eccellenza assoluta del territorio e non solo, accreditato nell’Organizzazione Museale della Regione Lazio, è l’unico nel panorama internazionale dedicato a questo strumento e ospita la più grande collezione del mondo di saxofoni. Esso custodisce preziosi e rari strumenti musicali: dal minuscolo soprillo di 32cm al gigantesco sub-contrabasso J’Elle Stainer, dal Grafton Plastic agli strumenti dell'inventore Adolphe Sax, dal mitico Conn O-Sax ai saxofoni a coulisse, dai rothfoni agli strumenti appartenuti a grandi artisti come Sonny Rollins, Tex Beneke, Benny Goodman, Ralph James, Ross Gorman, Gil Ventura, Tom Scott... Oggi il museo è una realtà internazionalmente riconosciuta in tutto il mondo. Vincitore del Premio per la Valorizzazione dei Luoghi della Cultura della Regione Lazio 2021, è organizzatore di numerosi festival in Italia e all’estero come l’Italian & Swiss Jazz Festival a Basilea (2021) e a Dornach (2022), il Saxophobia Festival, gli Adolphe Sax Days, la Rassegna Fai Bei Suoni, il Fiumicino Jazz Festival e l’International Saxophone Meeting (2023-2024). Ha collaborato e partecipato ad importanti esposizioni ed eventi musicali europei: SAX200 al MIM di Bruxelles, MUSIKMESSE a Francoforte, MUSICA ANTIQUARIA a Cesena, SAX200SAX a Moncalieri, 18° WORLD SAXOPHONE CONGRESS a Zagabria, EURSAX2024 a Trento, IL JAZZ ITALIANO PER LE TERRE DEL SISMA 2024 a L’Aquila e 360° SAXOPHON a Monaco di Baviera e Ulrichshusen.
Sito web ufficiale:
Infoline costi e prenotazioni:
+39 06 61697862 - +39 320 2514087 - info@museodelsaxofono.com

