I comunicati stampa relativi ai concerti della scena jazz & blues...
Frida in tour
dal 7 febbraio: Cassino, Napoli, Roma, Milano, Venezia, Massa Lombarda, Taranto, Gioia del Colle, Barletta e Polignano.
Frida porta la sua musica in tour nelle principali città italiane con uno spettacolo ricco di canzoni e suggestioni, in cui convivono grandi classici della musica italiana e internazionale, insieme a brani originali, scritti e composti da lei. Prima data sabato 7 febbraio all’Abbazia di Montecassino, poi sabato 28 febbraio al Trianon Viviani di Napoli, mercoledì 4 marzo all’Auditorium Parco della Musica di Roma, giovedì 5 marzo al Blue Note di Milano, sabato 7 marzo all’Auditorium Lo Squero di Venezia, domenica 8 marzo alla Sala del Carmine di Massa Lombarda; il tour prosegue sabato 14 marzo al Teatro Fusco di Taranto, sabato 21 al Teatro Rossini di Gioia del Colle, domenica 22 al teatro Curci di Barletta e lunedì 23 marzo al Teatro Virgola di Polignano.
Cantante e pianista, figlia d’arte di Stefano Bollani e Petra Magoni, Frida è cresciuta immersa nella musica, sviluppando fin da giovanissima una solida formazione e una sensibilità artistica personale. Ne emerge una personalità luminosa, fatta di lirismo e ironia, estro e fantasia, capace di coniugare tecnica, emozione e autenticità. Ogni brano del repertorio di questo tour racconta una parte del suo personale percorso musicale: dai primissimi ascolti, alle influenze più recenti. Ne nasce una proposta artistica sfaccettata e contemporanea, che attraversa il pop, il jazz, la musica d’autore, con richiami alla musica classica, arrangiamenti più complessi e suggestioni elettroniche, impreziosite anche da effetti vocali. Il concerto diventa così un vero e proprio itinerario musicale, da You’ve Got a Friend di Carole King – uno dei primi brani ascoltati da Frida da bambina – a Futura di Lucio Dalla, canzone senza tempo capace di attraversare le generazioni. Le diverse declinazioni dell’amore trovano spazio in Back to Black di Amy Winehouse o in There You’ll Be di Faith Hill, passando per le atmosfere poetiche di Battiato, Paolo Conte e Leonard Cohen, di cui Frida interpreta una intensa e toccante Hallelujah, capace di emozionare profondamente il pubblico. Un concerto che è molto più di una semplice esibizione: è un incontro, un racconto musicale e umano che lascia il segno. Lo spettacolo di Frida, infatti, è un caleidoscopio di colori musicali: non c’è un genere unico, ma un intreccio armonioso di linguaggi sonori. E così la sua voce — delicata ma potente, limpida, giovane e sincera — si muove con naturalezza tra diverse atmosfere, capace di salire verso le note più alte e di restituire ogni brano con grande maturità espressiva. Sul palco, Frida è affiancata dal musicista britannico Mark Glentworth. Insieme portano un sound ricco e contemporaneo, grazie all’uso del pianoforte elettrico, del vibrafono e di altri strumenti elettrici ed effetti, che arricchiscono il suono, i colori e l’impatto emotivo di ogni brano proposto. Negli anni Frida ha conquistato un pubblico vasto ed eterogeneo, salendo su numerosi palchi importanti e anche istituzionali, nonostante la sua giovane età. Tra i momenti più significativi figura l’esibizione al Quirinale in apertura della Festa della Repubblica, davanti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dove ha interpretato l’Inno nazionale e altri brani con grande intensità e partecipazione. Inoltre, Frida è stata protagonista agli Internazionali d’Italia di Roma, dove ha cantato l’Inno di Mameli prima delle finali di singolare, in un contesto di sport e spettacolo.
TOUR
Sabato 7 febbraio – Cassino FR
Ore 18.00 Abbazia Montecassino
Ingresso con prenotazione
Sabato 28 febbraio – Napoli
Ore 21.00 Teatro Trianon Viviani
Mercoledì 4 marzo – Roma
Ore 20.00 Auditorium Parco della Musica
Giovedì 5 marzo – Milano
Ore 20.30 Blue Note
Sabato 7 marzo – Venezia
Ore 18.00 Auditorium Lo Squero
Domenica 8 marzo – Massa Lombarda RA
ore 21.00 Sala del Carmine
ingresso www.crossroads-it.org
Sabato 14 marzo – Taranto
Ore 21.30 Teatro Fusco
Sabato 21 marzo – Gioia del Colle BA
Ore 21.00 Teatro Comunale Rossini
Domenica 22 marzo – Barletta BT
Ore 18.30 Teatro Curci
Lunedì 23 marzo – Polignano BA
Ore 21.00 Teatro Vignola
Ingresso https://www.vignolacinemas.it
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ATELIER MUSICALE
XXXI stagione
Dal 20 settembre 2025 al 7 marzo 2026
Auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro, corso di Porta Vittoria 43, 20122 Milano.
Inizio concerti: ore 17.30
Jazz e classica contemporanea: al via sabato 20 settembre con il quartetto di Claudio Fasoli la XXXI stagione dell’Atelier Musicale alla Camera del Lavoro di Milano
Tornano gli appuntamenti della rassegna organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio. Tra i musicisti coinvolti spiccano i nomi di Mauro Ottolini, Giovanni Falzone, Tino Tracanna, Florian Arbenz, Alessandro Solbiati, Simone Pedroni, Natalia Benedetti e Guido Arbonelli
La XXXI edizione dell’Atelier Musicale, la rassegna di jazz e classica contemporanea organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio, scatterà sabato 20 settembre alla Camera del Lavoro di Milano e presenterà ancora una volta una varietà progettuale di grande interesse, nella quale le proposte non sono in linea con l’abituale programmazione concertistica sia nell’ambito jazzistico sia in quello eurocolto. Molti dei concerti della nuova stagione, poi, sono in prima esecuzione (assoluta o milanese) ed evidenziano il senso di una filosofia propositiva che intende offrire al pubblico del capoluogo lombardo qualcosa che difficilmente potrebbe ascoltare altrove, in linea con l’idea che le vere operazioni culturali sono quelle che realizzano ciò che manca e non ripetono qualcosa di già esistente. Inoltre, la tanto apprezzata quanto rara formula della rassegna, che integra i concerti con dettagliati, ma agili, programmi di sala e brevi guide all’ascolto introduttive, contribuisce non solo all’educazione estetica del pubblico, ma forma una platea attenta, ricettiva e apprezzata enormemente da tutti i musicisti che, nell’arco dei decenni, si sono alternati sul palcoscenico dell’auditorium Di Vittorio. Anche l’orario pomeridiano delle 17.30 si è rivelato, nella sua applicazione più che trentennale, un modo di promuovere i concerti presso un pubblico non abituato alla frequentazione serale dei teatri e degli auditorium, svolgendo un ruolo socialmente utile e, generalmente, poco praticato.
Il programma della XXXI edizione si configura con la consueta e ampia articolazione progettuale, con performance che intrecciano il mondo jazzistico e quello eurocolto, come nel nel caso di Oscar Del Barba e Tino Tracanna, mentre altre evidenziano una concezione jazzistica prettamente europea, come l’apertura, sabato 20 settembre, con Claudio Fasoli, oppure presentano originali mix di mondi musicali, ben evidenti nei concerti di Mauro Ottolini e Giovanni Falzone, portatori di incroci con il rap, il funky e le musiche provenienti da vasti universi sonori. Non mancano poi i consueti e importanti omaggi, a partire da quello per il compianto Emilio Soana, scomparso lo scorso gennaio, che intorno a Enrico Intra riunisce grandi musicisti che hanno tante volte suonato con lui; quello a Miles Davis da parte di Marco Mariani, tra i primi a ricordare il centenario della nascita del grande artista africano americano, e, infine, il trombone summit, tributo a due trombonisti del valore di Jay Jay Johnson e dell’italiano Marcello Rosa.
Il jazz internazionale è rappresentato dal singolare trio svizzero-anglo-brasiliano del batterista Florian Arbenz, mentre la linea verde dal formidabile quartetto del sassofonista Lorenzo Simoni, che fonda le sue radici nel mondo di Ornette Coleman ma anche nel jazz contemporaneo più avanzato. Lo sguardo ai giovani, la loro valorizzazione, è da sempre un elemento centrale della rassegna ed è presente in quasi tutti i concerti, coerentemente a quanto fatto sin dalla prima edizione dell’Atelier.
L’originalità dei programmi investe anche il campo classico, con il progetto Pasolini di Alessandro Solbiati, il singolare recital di una nuova vedette del pianoforte quale Simone Pedroni, oltre alla ricognizione del sempre troppo poco eseguito mondo musicale statunitense da parte dell’Ensemble Garbarino. Completano il quadro lo sguardo ai giovani talenti come la violinista Jingzhi Zhang e il Trio Bedrich e il curioso incontro di due grandi virtuosi del clarinetto odierno quali Natalia Benedetti e Guido Arbonelli. Nel complesso, si tratta di una stagione in grado di far incontrare pubblici diversi, ma ugualmente animati dall’amore per la musica vista in tutte le sue declinazioni.
Superata la boa del trentennale, l’Atelier Musicale inizia la sua nuova stagione sabato 20 settembre (inizio live ore 17.30, ingresso 10 euro con tessera associativa) con l’esibizione di Claudio Fasoli, maestro assoluto di una visione europea e progettuale del jazz, artista dalla precisa linea compositiva e performativa, che è stato presente in diverse edizioni della rassegna, portando sempre un contributo di originalità e alta qualità espressiva. Stavolta torna con il Next Quartet, che dirige da più di quattro anni e con cui è già stato presente nella rassegna tre anni fa: è un gruppo costituito da musicisti che, com’è usuale nel mondo musicale di Fasoli, sono funzionali alla realizzazione dell’odierno pensiero artistico del leader. Si tratta di strumentisti di grande duttilità, a cominciare dal chitarrista Simone Massaron, in grado di sfruttare tutta la gamma timbrica del suo strumento e di utilizzare efficacemente l’elettronica, dimostrando altresì un’ampia padronanza linguistica che spazia lungo la storia del jazz e non solo. La stessa ricchezza di tratto la troviamo in Tito Mangialajo Rantzer che, come tutti i contrabbassisti con cui Fasoli ha suonato, riveste un ruolo centrale nella sua musica, muovendosi in molteplici direzioni. Infine, Stefano Grasso è un batterista capace di lavorare coloristicamente sul ritmo, inserendosi pienamente “dentro” la musica. Con loro Fasoli proporrà le sue composizioni, in cui emergono sia un magistrale uso dello spazio sonoro, sia la sinteticità dei temi, le cui cellule sono cesellate con estrema cura e creano paesaggi sonori originali e ben definiti. I brani scelti sono quasi tutti tratti dall’ultimo album del sassofonista, intitolato Hasard (registrato nel 2024 e pubblicato da Abeat Records). A questi si aggiungono un paio di temi scelti dai due precedenti cd del gruppo: Ambush e Next (quest’ultimo vincitore del referendum della critica italiana nel Top Jazz del 2021).
Personaggio che fa parte della storia e dell’attualità del jazz europeo, Claudio Fasoli vanta una carriera cominciata con la partecipazione al celebre gruppo jazz-rock Perigeo e proseguita come leader di molteplici formazioni e progetti in cui ha avuto al suo fianco grandi personalità del jazz nazionale e internazionale: da Franco D’Andrea a Enrico Rava, da Kenny Wheeler a J.F. Jenny-Clark, da Mick Goodrick ad Antonio Faraò, per citarne solo alcuni. Il concerto che apre, a Milano, la XXXI edizione dell’Atelier Musicale offre quindi la possibilità di ascoltare una formazione tra le più interessanti della scena jazzistica italiana ed europea.
Sabato 7 febbraio 2026, ore 17.30
Marco Mariani Quintet - Cent’anni di Miles Davis
Marco Mariani (tromba), Rudi Manzoli (sax tenore), Samuele Lindo (pianoforte e tastiere), Margherita Carbonell (contrabbasso), Daniele Delfino (batteria).
Atelier Musicale: il quintetto del trombettista Marco Mariani omaggia Miles Davis sabato 7 febbraio alla Camera del Lavoro di Milano
La formazione guidata da Marco Mariani, con Rudi Manzoli al sax tenore, Samuele Lindo al pianoforte e alle tastiere, Margherita Carbonell al contrabbasso e Daniele Delfino alla batteria, sarà protagonista di un tributo al grande trombettista americano, di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita
Quest’anno ricorre il centenario della nascita di Miles Davis, figura chiave nella storia del jazz e della musica del Novecento, nato ad Alton, nell’Illinois, il 26 maggio 1926. A questo straordinario artista dedica il suo nuovo progetto Marco Mariani, che nel suo percorso musicale ha già realizzato progetti originali anche su altre grandi personalità della tromba e della composizione jazz quali Kenny Wheeler e Wynton Marsalis. La novità di questo tributo, in programma sabato 7 febbraio alla Camera del Lavoro di Milano nell’ambito dell’Atelier Musicale, la rassegna organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio (inizio live ore 17.30, ingresso 10 euro con tessera associativa di 5/10 euro), è dovuta al fatto che i riferimenti, con due significative eccezioni, sono i brani registrati da Davis con il suo secondo quintetto, quello con Shorter, Hancock, Carter e Williams, formazione iconica della storia jazzistica che portò la concezione modale a un punto estremo di realizzazione. Gli altri due brani sono, invece, Teo (legato alla fase di transizione tra il primo e il secondo quintetto) e il celeberrimo Sanctuary, d’impronta funk-jazz.
Quella del quintetto del trombettista Marco Mariani è una proposta originale per far rivivere oggi pagine importanti e poco esplorate della storia del jazz degli anni Sessanta. Mariani si è diplomato sia in tromba classica sia in jazz ed è solista della Civica Jazz Band di Enrico Intra, della Artchipel Orchestra di Ferdinando Faraò, della Montecarlo Night di Nick The Nightfly e della Swing Band di Paolo Tomelleri, oltre a dirigere da anni il Bocconi Jazz Business Unit dell’Università Bocconi, con il quale ha partecipato a importanti rassegne e realizzato progetti speciali sul rock progressivo, sulla musica per film e su quella di Kenny Wheeler. Docente ai Civici Corsi di Jazz (di cui fu studente), ha scritto con Emilio Soana tre metodi didattici per tromba jazz ed è un musicista che unisce alla profonda conoscenza del moderno trombettismo jazzistico la predilezione per il Miles Davis elettrico e per l’improvvisazione radicale nell’ambito della noise music. Anche i musicisti con cui si presenta all’Atelier sono tutti legati ai Civici Corsi di Jazz di Milano, a cominciare da Rudi Manzoli (prima studente e oggi docente della prestigiosa scuola milanese), tenorista di esperienza e di vasta conoscenza linguistica. Diplomati ai Civici Corsi di Jazz sono pure la contrabbassista Margherita Carbonell, anch’essa con la doppia preparazione classica e jazzistica, già partner di Enrico Intra in ambito concertistico e discografico, e il batterista Daniele Delfino, nuova realtà del drumming italiano. In fase di diploma al biennio di specializzazione è, invece, il pianista Samuele Lindo.
Programma
M. Davis: Teo;
W. Shorter: Orbits;
M. Davis/R. Carter: Mood;
W. Shorter: Nefertiti;
M. Davis/R. Carter: Eighty One;
W. Shorter: Sanctuary.
Prima esecuzione assoluta.
Introduce Maurizio Franco.
Ingresso: 10 euro con tessera ordinaria (5 euro) o di sostegno (10 euro). Abbonamento stagionale: 80 euro.
On line: www.secondomaggio.org
Per informazioni: 3483591215; email: secondomaggio@alice.it; eury@iol.it
Direzione e coordinamento artistico: Giuseppe Garbarino e Maurizio Franco.
Introduzione ai concerti a cura di Maurizio Franco.
Organizzazione: associazione culturale Secondo Maggio.
Presidente: Gianni Bombaci; vicepresidente: Enrico Intra
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CUCCAGNA JAZZ CLUB - IL RITO DEL JAZZ
Riecco “Il rito del jazz” alla Cascina Cuccagna di Milano:
dal 13 al 27 gennaio tre concerti con Mariani, Andreoli e il trio Boggio Ferraris-Daniele-Parisi
Tornano, ogni settimana, gli appuntamenti con la musica dal vivo sul palco del Cuccagna Jazz Club presso il ristorante un posto a Milano
Dopo la pausa per le festività natalizie e per quelle di fine anno tornano gli appuntamenti con la musica dal vivo alla Cascina Cuccagna di Milano nell’ambito della rassegna Il rito del jazz, a cura dell’associazione culturale Musicamorfosi, un posto a Milano e Cascina Cuccagna, in collaborazione con I-Jazz e con il patrocinio del Municipio 4 del Comune di Milano. La formula è quella collaudata del doppio set (alle ore 19.30 e 21.30) con ingresso libero (prenotazioni: tel. 025457785; email: info@unpostoamilano.it).
Il primo concerto del nuovo anno è in programma martedì 13 gennaio: sul palco del Cuccagna Jazz Club, presso il ristorante un posto a Milano, saranno di scena i giovani talenti Matteo Mariani (chitarra) e Didier Yon (trombone) e l’esperto e versatile Alex Orciari (contrabbasso): il trio darà vita a un dialogo fatto di calde melodie e ritmi sincopati. Specializzati nel repertorio swing e bebop, i tre musicisti rievocheranno con suoni e improvvisazioni raffinate le atmosfere degli anni Quaranta e Cinquanta, celebrando le leggende del jazz attraverso eleganti arrangiamenti e composizioni originali.
Martedì 20 gennaio ci sarà un gradito ritorno: sul palco del Cuccagna Jazz Club, infatti, si esibirà di nuovo il quartetto guidato dal trombonista e compositore Andrea Andreoli, jazzista di grande talento che vanta collaborazioni illustri con il gotha del jazz nazionale e internazionale (Billy Cobham, WDR Big Band, Incognito, Maria Schneider, Vince Mendoza, Fred Hersch, Bob Mintzer, Bill Laurence, Randy Brecker, Mike Mainieri, Dave Weckl, Ennio Morricone, Enrico Rava, Gianluigi Trovesi, Fabrizio Bosso ma non solo). Insieme a Dario Spezia (chitarra), Carlo Bavetta (contrabbasso) e Matteo Rebulla (batteria), Andreoli presenterà l’album My Family Things, il suo ultimo lavoro discografico, nel quale esplora la complessità di bilanciare la vita del musicista con il ruolo di padre e marito, spesso trovandosi diviso tra il desiderio di essere a casa, in famiglia, e l’impegno costante di tour ed esibizioni: «La musica del disco riflette questa dualità attraverso brani originali - afferma il trombonista - che sono dedicati o ispirati ai miei familiari. Questi brani sono intrisi di emozioni autentiche e profonde. La melodia è fondamentale nel mio processo compositivo e si riflette chiaramente nella musica del quartetto, capace di fondere armonie sofisticate con motivi coinvolgenti».
Infine, per l’ultimo appuntamento del mese, martedì 27 gennaio i riflettori saranno puntati sul trio formato da Simona Daniele, Gabriele Boggio Ferraris e Davide Parisi, che renderanno omaggio a Duke Ellington e al suo repertorio immortale. La voce di Simona Daniele incontrerà il calore del vibrafono di Gabriele Boggio Ferraris e la chitarra di Davide Parisi per un viaggio nei classici standard di matrice ellingtoniana e nei brani che il grande compositore afroamericano ha scritto per le sue big band.
Cantante jazz con base a New York, Simona Daniele è da tempo attiva sulla scena internazionale. Vincitrice di una borsa di studio Fulbright, ha conseguito il suo secondo Master in musica Jazz al City College di New York e nella Grande Mela si esibisce su palchi prestigiosi come quelli del Jazz at Lincoln Center e del Minton’s Playhouse.
Vincitore del premio Nuova Generazione Jazz (nel 2018), Gabriele Boggio Ferraris è uno dei vibrafonisti più apprezzati della scena nazionale e ha pubblicato cinque album da leader. Diplomatosi con il massimo dei voti e perfezionatosi sotto la guida di Andrea Dulbecco, ha all’attivo collaborazioni con alcuni dei più noti esponenti del jazz italiano ed internazionale, tra cui Dave Douglas, Hindi Zara, Steven Bernstein, Stochelo Rosenberg e molti altri. Classe 2001, Davide Parisi è un chitarrista specializzato nello stile Gypsy Jazz. Si è diplomato con il massimo dei voti al Conservatorio G. Verdi di Milano, milita in diverse formazioni e collabora regolarmente con figure di spicco del panorama italiano tra cui Dario Napoli, Alessandro di Virgilio (Accordi Disaccordi), Paolo Tomelleri, Alfredo Ferrario, Tonino de Sensi ma non solo.
I CONCERTI DI GENNAIO 2026
Martedì 27 gennaio, ore 19.30 e 21.30
AL DUCA - OMAGGIO A DUKE ELLINGTON
Simona Daniele, voce; Gabriele Boggio Ferraris, vibrafono; Davide Parisi, chitarra
Dal 3 al 24 febbraio “Il rito del jazz” alla Cascina Cuccagna di Milano
con Boggio Ferraris, Parisi, Straniero, Rusnak, il trio Aeronauts e la Panorchestra di Tino Tracanna
Tornano, ogni settimana, gli appuntamenti con la musica dal vivo sul palco del Cuccagna Jazz Club presso il ristorante un posto a Milano
Saranno quattro, nel mese di febbraio, gli appuntamenti con la musica dal vivo alla Cascina Cuccagna di Milano nell’ambito della rassegna Il rito del jazz, a cura dell’associazione culturale Musicamorfosi, un posto a Milano e Cascina Cuccagna, in collaborazione con I-Jazz e con il patrocinio del Municipio 4 del Comune di Milano. La formula è sempre quella del doppio set (alle ore 19.30 e 21.30) con ingresso libero (prenotazioni: tel. 025457785; email: info@unpostoamilano.it).
Il primo concerto del mese è in programma martedì 3 febbraio e sarà all’insegna del jazz manouche, protagonisti il vibrafonista Gabriele Boggio Ferarris, il chitarrista Davide Parisi e il contrabbassista Jimmy Straniero. Il repertorio di questo trio nasce dalla passione comune per Django Reinhardt, di cui verranno proposti alcuni grandi classici come Minor Swing ma anche brani meno conosciuti del celebre chitarrista gitano. Boggio Ferraris, Parisi e Straniero esploreranno anche altri mondi sonori, sempre di matrice jazzistica, attingendo dagli standard americani di autori come Thelonious Monk e Charlie Parker. Non mancheranno, infine, alcune composizioni originali. Gabriele Boggio Ferraris è uno dei vibrafonisti più apprezzati della scena nazionale e ha pubblicato cinque album da leader. Diplomatosi con il massimo dei voti e perfezionatosi sotto la guida di Andrea Dulbecco, ha all’attivo collaborazioni con alcuni dei più noti esponenti del jazz italiano ed internazionale, tra cui Dave Douglas, Hindi Zara, Steven Bernstein, Stochelo Rosenberg e molti altri. Classe 2001, Davide Parisi è un chitarrista specializzato nello stile Gypsy Jazz. Si è diplomato con il massimo dei voti al Conservatorio G. Verdi di Milano, milita in diverse formazioni e collabora regolarmente con figure di spicco del panorama italiano tra cui Dario Napoli, Alessandro di Virgilio (Accordi Disaccordi), Paolo Tomelleri, Alfredo Ferrario, Tonino de Sensi ma non solo.
Martedì 10 febbraio spazio al quartetto del contrabbassista polacco Jaromir Rusnak, che propone un jazz moderno fatto di composizioni originali che uniscono struttura e improvvisazione, con un linguaggio contemporaneo e aperto alle influenze europee. Il leader sarà affiancato dal sassofonista Jossy Botte, dal pianista Giuseppe Blanco e dal batterista Andrea Lo Palo. Il suono coeso del gruppo, nato nel 2021 e già con tre album all’attivo (due anni fa il quartetto si è aggiudicato il Premio del Conservatorio di Milano), è il risultato di una forte intesa musicale.
La settimana successiva, martedì 17 febbraio, si esibirà il trio Aeronauts composto da Francesco Sensi (chitarra), Frank Masetti (basso elettrico) e Riccardo Marchese (batteria): alla Cascina Cuccagna i tre giovani musicisti presenteranno Automata, il loro album d’esordio, uscito lo scorso anno per l’etichetta Filibusta Records. Il jazz moderno del gruppo è aperto alle contaminazioni con altri generi musicali, a cominciare dal pop e dal rock. Il risultato è un suono coinvolgente, ricco e robusto. Le composizioni originali di Automata sono state lodate dalla critica specializzata: «Gli Aeronauts suonano una musica fisica e malinconica nello stesso tempo, animata da una nervosa elettricità che tuttavia non soverchia il tratto gentile dell’emozione con cui riescono a far partecipe l’ascoltatore».
Infine, per l’ultimo concerto del mese, martedì 24 febbraio riflettori puntati sulla Panorchestra diretta dal sassofonista e compositore Tino Tracanna, nome di primo piano della scena jazz italiana. Formazione che fa della trasversalità, dell’improvvisazione e della ricerca la sua cifra stilistica, la Panorchestra è un’estensione del collaudato quartetto Double Cut di Tracanna con il sassofonista Massimiliano Milesi, il contrabbassista Giulio Corini e il batterista Filippo Sala. A questi quattro musicisti si aggiungono Paolo Malacarne alla tromba, Andrea Andreoli al trombone, Gianluca Zanello al sax contralto e Federico Calcagno ai clarinetti, che completano il gruppo condividendone pienamente l’estetica. L’aspetto che più di altri colpisce nel sound della Panorchestra è la marcata tensione che caratterizza i brani, costruiti su solide e propulsive basi ritmiche con arrangiamenti e assoli che si fondono con coerenza. Qua e là si notano assonanze con le avanguardie storiche afroamericane e le sue diramazioni, che fanno di questo ensemble una formazione felicemente in bilico tra contemporary mainstream e free jazz.
I CONCERTO DI FEBBRAIO 2026
Martedì 3 febbraio h. 19.30 e 21.30
JAZZ MANOUCHE
Gabriele Boggio Ferraris, vibrafono; Davide Parisi, chitarra; Jimmy Straniero, contrabbasso
Martedì 10 febbraio h. 19.30 e 21.30
JAROMIR RUSNAK QUARTET
Jossy Botte, sax tenore; Giuseppe Blanco, pianoforte; Jaromir Rusnak, contrabbasso; Andrea Lo Palo, batteria
Martedì 17 febbraio h. 19.30 e 21.30
AERONAUTS
Francesco Sensi, chitarra; Frank Masetti, basso elettrico; Riccardo Marchese, batteria
Martedì 24 febbraio h. 19.30 e 21.30
PANORCHESTRA
Tino Tracanna, sax soprano e tenore, composizioni e arrangiamenti; Massimiliano Milesi, sax tenore, composizioni e arrangiamenti; Andrea Andreoli, trombone; Gianluca Zanello, sax alto; Paolo Malacarne, tromba; Federico Calcagno, clarinetto e clarinetto basso; Giulio Corini, contrabbasso; Filippo Sala, batteria
Un posto a Milano, Cascina Cuccagna, via Cuccagna 2/4, Milano.
Ingresso libero. Informazioni e prenotazioni: tel. 025457785; email: info@unpostoamilano.it
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RIMESSA FAB
la programmazione culturale dei mesi di febbraio - marzo 2026
Prosegue la rassegna musicale a cura di Danilo Blaiotta
Domeniche culturali tra libri, letture, eventi teatrali a cura di Lucia Re
Cene d’Autore da un’idea di Armando Ottaiano
Riprende la programmazione nei locali di Rimessa Fab, spin-off di Rimessa Roscioli, in via delle zoccolette 28: la nuova stagione artistica apre i battenti il 1° febbraio per concludersi a ridosso dell’estate tra maggio e giugno. Con la supervisione generale del fondatore Alessandro Pepe, il Fab si propone come uno spazio ibrido e multifunzionale volto a creare una vita comunitaria attiva all’interno della città, un luogo di ristorazione dove attorno alla cucina e al vino si intrecciano diversi mondi artistici e creativi, intellettuali e umani. Insieme alla Rassegna musicale a cura di Danilo Blaiotta e alle le domeniche di libri, letture, teatro, dibattiti a cura di Lucia Re, si aggiunge quest’anno il format ideato da Armando Ottaiano delle Cene d’Autore, con interviste a personaggi provenienti dal mondo del cinema. Giuseppe Vitale cura le rassegne Perle ai Pochi e Duo al buio, in cui musica e cucina si incontrano attraversando linguaggi diversi — dal jazz alla musica brasiliana fino al rap. Il programma letterario e di dibattiti si articola inoltre su più fronti e più orari: ci sarà anche una lectio tenuta da Christian Raimo l'ultima domenica del mese che avrà come tema i classici contemporanei, e poi libri, letture, eventi teatrali site-specific, performance, tavole rotonde.
Anche sul piano gastronomico è centrale la ricerca del confronto e dell’innesto: a partire da una lunga esperienza di ospitalità di chef, musicisti e artisti maturata negli anni tra i locali di Roma e di New York, ogni mercoledì e giovedì il Fab apre le porte a osterie e chef per realizzare contaminazione e stimolare nuove curiosità.
Le danze si aprono il 1° febbraio con un evento dal titolo Incipit, per l'appunto: dalle 18 fino alla sera si potrà festeggiare l’apertura portando un libro da cui leggere una o due pagine per raccontare il proprio sentimento verso l’anno appena iniziato: desideri, propositi, paure, paranoie, distopie, fantasie senza pausa si susseguiranno al microfono con amici, ospiti e chiunque voglia partecipare al rito collettivo d’inizio anno.
La rassegna musicale prende il via il 7 febbraio con il concerto di Fabio Zeppetella All Stars “Quartet” e proseguirà fino ad aprile. Tra i nomi che in seguito si alterneranno in questo nuovo cartellone ci saranno Baraonna, Susanna Stivali, Max Ionata, Danilo Blaiotta, Joy Garrison, Greg Burk, Roberto Gatto, Traindeville, Roberto Tarenzi, Lorenzo Tucci, Luca Bulgarelli, Achille Succi, Alessandro Gwis, Francesco Fratini, Francesco Puglisi.
Tra le osterie e gli chef invitati figurano Roy Caceres del Ristorante Orma, Valeria e Melina Payero della Trattoria Pennestri, protagoniste di una serata romano-argentina con il maestro di tango Pablo Del Duchetto, il celebre bistrot di Brooklyn Four Horsemen, e molti altri.
Gli appuntamenti letterari prevedono diversi ospiti tra cui Silvia Bencivelli che insieme al disegnatore Sergio D’Innocenzo parlerà del suo libro ‘Eroica, folle e visionaria. Storie di medicina spericolata’. E poi ancora un ciclo sull'amore articolato in tre incontri, il primo dei quali, l'8 marzo, vedrà come protagonisti Matteo Marchesini, Lavinia Bianca e Giuseppe Quaranta. La domenica in fondo al mese, invece, alle 12, Christian Raimo terrà Canone Mensile: incontri/lezioni sui classici contemporanei in compagnia via via di diversi ospiti e con al centro autori importanti quali Littell, Ernaux, Wallace, Bolaño, Ferrante, DeLillo, Ishiguro, Sebald, Aleksievic, Coetzee; si parte il 22 febbraio insieme a Guido Mazzoni.
Le Cene d’Autore avranno come primo ospite Daniele Ciprì il 2 febbraio, e a seguire Valerio Aprea. Un incontro dedicato alla storia della gastronomia italiana sarà con Alberto Grandi e Tommaso Melilli. Per quanto riguarda il teatro e gli autori comici ci saranno Claudio Morici, Emanuela Cappello e Fabio Cicchiello. Stefano Liberti porterà in scena il suo spettacolo Penuria Padana, che racconta la crisi agricola della Pianura Padana. A proposito di paesaggio inoltre partirà un corso dedicato alla scrittura di luoghi e territori, a cura di Laura Marzi e Alessandra Di Pietro, con l’obiettivo finale di una pubblicazione: un libro-atlante per mappare territori e umanità del nostro Paese.
Tra gli ospiti già coinvolti nella scorsa stagione figurano Franco La Cecla, Paolo Pecere, Christian Raimo, Guido Mazzoni, Guido Vitiello, Vanni Santoni, Veronica Raimo, Laura Marzi, Tommaso Ragno, Antonio Rezza e la poetessa americana Jane LeCroy.
Una programmazione trasversale, dunque, sempre in divenire ma con un obiettivo chiaro: restituire al ristorante un ruolo attivo come luogo di incontro umano. Osservando infatti la progressiva riduzione del tessuto urbano centrale, Rimessa Fab vuole assumersi la responsabilità di creare uno spazio in cui possa esistere una vita comunitaria e culturale attiva. Elemento centrale del progetto è la libreria dove è possibile sfogliare e acquistare libri, con una selezione costruita attorno al concetto di paesaggio, inteso in senso ampio e metaforico — musicale, urbano, narrativo, letterario. L’obiettivo non è isolarsi dal paesaggio ma aggiungervi qualcosa per poter riformularne la percezione e continuare a farne parte, opponendo una forma minima ma concreta di resistenza.
La visione finale è favorire l’impollinazione incrociata tra pubblici diversi — chi arriva
per il vino può incontrare il jazz, la letteratura o il teatro, e viceversa — e ricreare luoghi di ascolto oltre che di consumo, stimolando nuove curiosità e strumenti interpretativi per leggere il presente.
PROGRAMMAZIONE FEBBRAIO-MARZO
VENERDÌ 30 GENNAIO – ORE 20:30
Perle ai pochi
Lost IQ Quintet
feat. Otto Hirte on Saxophone - Francesco Fratini on Trumpet
Menù dedicato alla cucina bavarese
DOMENICA 1° FEBBRAIO – ore 18:00
INCIPIT
Letture condivise
LUNEDÌ 2 FEBBRAIO – ore 19:30
Daniele Ciprì live podcast
La distopia del Paesaggio.
SABATO 7 FEBBRAIO – ore 22:30
FABIO ZEPPETELLA ALL STARS “QUARTET”
Fabio Zeppetella, chitarra; Roberto Tarenzi, pianoforte; Luca Bulgarelli, contrabbasso; Lorenzo Tucci, batteria
VENERDÌ 13 FEBBRAIO – ore 18:30
In-Compresi
A partire dalle 20:30 - Perle ai Pochi
SABATO 14 FEBBRAIO – ore 22:30
BARAONNA
Vito Caporale, voce e pianoforte; Eleonora Tosto, voce; Piera D’Isanto, voce; Lorenzo De Angelis, voce e chitarra
DOMENICA 15 FEBBRAIO – ore 18:30
Silvia Bencivelli
Storie di medicina spericolata
Con la partecipazione del disegnatore Sergio D'Innocenzo
SABATO 21 FEBBRAIO – ore 22:30
Susanna Stivali e Alessandro Gwis
"Piani Diversi"
Susanna Stivali, voce ed elettronica; Alessandro Gwis, pianoforte, tastiere ed elettronica
DOMENICA 22 FEBBRAIO – ore 12:00
Canone Mensile
con Christian Raimo
Ospite Guido Mazzoni
27 FEBBRAIO – ore 20:30
Perle ai Pochi
Con Sofia Zavaglia
Musica e Cucina latinoamericane
SABATO 28 FEBBRAIO – ore 18:00
Danilo Blaiotta, "Musical Thrillers"
“Race Records” Le blues women degli anni ‘20
SABATO 28 FEBBRAIO – ore 22:30
Mattia Niniano trio
feat. Max lonata "The Terry Pollard Legacy"
Mattia Niniano, pianoforte; Alessandro Bintzios, contrabbasso; Cesare Mangiocavallo, batteria; Special guest: Max Ionata, sax tenore
DOMENICA 1° MARZO – ore 18:30
Stefano Liberti
Penuria Padana
VENERDÌ 6 MARZO – ore 20:30
Perle ai Pochi
Duo al Buio
SABATO 7 MARZO – ore 22:30
LeePuma
Federica Lipuma, voce e sintetizzatori
DOMENICA 8 MARZO – ore 18:30
AMORE IN SENSO STRETTO
Con Matteo Marchesini, Lavinia Bianca, Giuseppe Quaranta
VENERDÌ 13 MARZO – ore 19:00
Alberto Grandi, Daniele Soffiati e Tommaso Melilli
SABATO 14 MARZO - ore 18.00
Danilo Blaiotta, "Musical Thrillers"
“A Love Supreme” - La suite spirituale di John Coltrane
SABATO 14 MARZO – ore 22:30
Ava Alami e Vittorio Esposito
"Candy Cane Snail"
Ava Alami, voce; Vittorio Esposito, pianoforte e sintetizzatore
DOMENICA 15 MARZO – ore 19:00
Claudio Morici
Suicidi editoriali
VENERDÌ 20 MARZO – ore 18:30
In-Compresi
A partire dalle 20:30 - Perle ai Pochi
SABATO 21 MARZO – ore 16:30
MARCO LODOLI E UBC sulla città di Roma
SABATO 21 MARZO – ore 22:30
Joy Garrison Quartet
Joy Garrison, voce; Claudio Colasazza, pianoforte; Francesco Puglisi, contrabbasso; Andrea Nunzi, batteria
DOMENICA 22 MARZO – ore 18:30
Emanuela Cappello
Pillole di teatro
VENERDÌ 27 MARZO – ore 20:30
Perle ai Pochi con Jalal
Musica e Cucina Palestinesi
SABATO 28 MARZO – ore 22:30
Greg Burk
Piano solo
DOMENICA 29 MARZO – ore 12:00
CANONE MENSILE,
a cura di Christian Raimo
DOMENICA 29 MARZO – ore 19:30
OMAGGIO A CALIFANO
Con Alberto Laurenti e la sua band
E la partecipazione speciale di Maurizio Mattioli
Rimessa Fab, Via delle Zoccolette 28, 00186 Roma
Inizio concerti ore 22.30
Ingresso libero con consumazione obbligatoria - Consigliata prenotazione
06 9555 0234 - Whatsapp +39 349 352 5981
booking@rimessaroscioli.com
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Concerto-tributo in memoria di Lelio Luttazzi con la Big Band Jazz Company, Caterina Comeglio e i giovani finalisti del premio a lui dedicato
domenica 22 febbraio al Blue Note di Milano
Sul palco del jazz club milanese, i musicisti diretti da Gabriele Comeglio daranno una nuova veste ai brani più noti di Lelio Luttazzi, ma eseguiranno anche vere chicche tratte dal suo repertorio meno frequentato e alcuni inediti del grande artista triestino
Un concerto-tributo in memoria di Lelio Luttazzi, uno dei grandi maestri della musica leggera e del jazz nel nostro Paese, ma anche presentatore, showman, attore e scrittore: è quanto accadrà domenica 22 febbraio al Blue Note di Milano, protagonisti la Big Band Jazz Company diretta dal sassofonista e compositore Gabriele Comeglio, la vocalist Caterina Comeglio e i finalisti dell’ultima edizione del Premio Lelio Luttazzi (tra cui il vincitore Giuseppe Blanco). Organizzato dalla Fondazione Lelio Luttazzi con il sostegno di SIAE - Società Italiana degli Autori ed Editori, il concerto inizierà alle ore 20.30 (ingresso 25-30 euro; prevendita on line su www.bluenotemilano.com/evento/concerto-tributo-a-lelio-luttazzi-22-febbraio-2026-milano/). Spiega Gabriele Comeglio: «Il repertorio che eseguiremo al Blue Note includerà una manciata di chicche tratte dal repertorio meno frequentato di Lelio, che è stato un musicista e un direttore d’orchestra raffinato, comprese alcune musiche che la moglie Rossana Luttazzi ha recuperato dall’archivio Rai di Torino, rivisitate per l’occasione. Ci sarà anche qualche inedito come “La curiosità” (sulla partitura per pianoforte, coerente con il suo stile ironico, Lelio lo indicava come "fox-trottino” o “swingaccio") ed anche “One more blues”, un brano che, pur avendo lo stesso titolo, è diverso dalla versione in trio del 1968 così come dalla versione in quartetto (con clarinetto) del recente album intitolato “30 anni di swing”». Da segnalare, inoltre, che ci sarà una collaborazione alle orchestrazioni da parte degli studenti dei corsi di arrangiamento del CPM di Milano. Gli spettatori assisteranno, quindi, a un concerto di vere e proprie prime esecuzioni: «Il merito è sempre di Rossana Luttazzi - continua Comeglio - che ha pazientemente cercato, sia nell’archivio di Lelio sia attraverso altre fonti, pagine musicali di grande valore ma sfuggite all’attenzione generale e anche un po’ oscurate dalla grande quantità di brani celebri che popolano il repertorio luttazziano». Gli fa eco Rossana Luttazzi: «Si tratta di composizioni che meritano di essere conosciute dal pubblico e che ora trovano nuova vita grazie alla penna di Gabriele Comeglio, uno dei più apprezzati arrangiatori della scena italiana, che ha studiato approfonditamente i manoscritti di Lelio. E sapere che questa musica verrà eseguita da una big band come la Jazz Company non può che farmi enorme piacere». Com’è noto, Lelio Luttazzi ha contribuito a fare la storia del cinema, della radio e della televisione in Italia. È stato uno dei grandi maestri della musica leggera e del jazz nel nostro Paese, regalando alle big band partiture raffinate ed eleganti, spesso ispirate alla tradizione americana, con un linguaggio sofisticato e irresistibile. Sua moglie Rossana è presidente della Fondazione Lelio Luttazzi, istituita nel 2010 con l’obiettivo di promuovere la cultura, l’educazione e la formazione musicale: «Grazie al Premio che porta il nome di mio marito ci proponiamo di scoprire e sostenere i nuovi talenti della musica italiana, in particolare i giovani autori pianisti jazz. I vincitori delle passate edizioni, da Manuel Magrini a Danilo Tarso, da Seby Burgio a Thomas Umbaca, da Vittorio Esposito a Giovanni Blanco, sono oggi tra i protagonisti della scena jazz nazionale». La Jazz Company diretta da Gabriele Comeglio è una delle più longeve formazioni italiane, con all’attivo oltre 500 concerti in Italia e all’estero e collaborazioni prestigiose con artisti di livello internazionale (Bob Mintzer, Dee Dee Bridgewater, Lee Konitz e moltissimi altri). Cantante e compositrice, Caterina Comeglio si è formata in ambito jazz prima al Trinity College di Londra e poi al Leeds College of Music. Fin da giovanissima ha condiviso il palco con artisti quali Bob Mintzer, Pee Wee Ellis, Franco Ambrosetti, Sarah Jane Morris, Massimo Lopez e Mika. Si è esibita in prestigiosi festival e rassegne (Bergamo Jazz Festival, Trieste Loves Jazz, Jazz Ascona, Notte di Note e Bucharest International Jazz Competition). Nel 2019 si è aggiudicata il Premio Lelio Luttazzi, nella categoria Cantautori, con il suo primo brano inedito intitolato Scheletri a ballare.
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La musica di Pino Daniele al Kabala. Rita Marcotulli e Israel Varela in concerto a Pescara
Giovedì 5 febbraio 2026, i due musicisti - collaboratori per lungo tempo di Pino Daniele - si esibiranno nella Sala Favetta del Museo delle Genti d'Abruzzo di Pescara in uno speciale doppio set
Giovedì 5 febbraio, la stagione 2026 del Kabala prosegue con l’omaggio alla musica di Pino Daniele del duo formato da Rita Marcotulli e Israel Varela. Al consueto appuntamento serale, si aggiunge un set pomeridiano alle 19 per soddisfare le tante richieste arrivate da parte del pubblico. Il set delle 21 è tutto esaurito. Al termine del concerto, la serata proseguirà poi con l’After Kabala, una jam session gratuita al Caffé Letterario. Il concerto, si terrà a Pescara, nella Sala Favetta del Museo delle Genti d’Abruzzo in Via delle Caserme, 58.
Il prossimo concerto del Kabala si terrà giovedì 19 febbraio 2026 con il concerto del trio guidato dal pianista turco Hakan Basar e completato da Michelangelo Scandroglio al contrabbasso e Bernardo Guerra alla batteria.
La pianista Rita Marcotulli e il batterista, percussionista e cantante Israel Varela rendono omaggio a Pino Daniele, a oltre dieci anni dalla sua scomparsa, con un progetto musicale originale, una rilettura dei suoi brani aperta alle influenze e agli accenti del jazz, del flamenco e della world music. Nel percorso tracciato da Marcotulli e Varela, si intrecciano la lunga collaborazione e l'amicizia che i due musicisti hanno condiviso con il grande cantautore e la capacità di Pino Daniele di portare la grande tradizione della musica napoletana a confronto con il blues, il rock e il jazz: un suono immediatamente riconoscibile, originale nella sua fusione di generi diversi e in un'esplorazione moderna e mai scontata delle tante anime della città partenopea.
Rita Marcotulli e Israel Varela hanno entrambi collaborato a lungo con Pino Daniele - la pianista ha preso parte a numerosi progetti sia in studio che dal vivo, il percussionista ha affiancato il cantautore in tanti concerti - e il loro dialogo esplora i mille colori di Napoli e della musica di Pino Daniele con estrema naturalezza. L'incontro fra Marcotulli e Varela è infatti un incontro tra anime musicali affini, una ricerca continua di atmosfere e possibilità espressive dove trovano posto il jazz e le tradizioni musicali delle diverse parti del mondo, la modernità e la dimensione più ancestrale.
Pianista e compositrice tra le più affermate ed apprezzate del panorama contemporaneo del jazz, Rita Marcotulli inizia la sua carriera fulminante al termine degli anni ‘80 e grazie a prestigiose collaborazioni - solo per citarne alcune, Peter Erskine, Joe Henderson, Joe Lovano, Enrico Rava, Andy Sheppard - si afferma in breve tempo come una figura di spicco nella scena internazionale. Nel 1987 la rivista Musica Jazz la vota come Miglior Nuovo Talento; nel 1998 il Guardian premia il suo The woman next door come miglior Cd dell'anno; nel 1989 entra a far parte del gruppo di Billy Cobham con il quale si esibisce in tutto il mondo, nel 1992 si unisce al gruppo di Dewey Redman con cui collabora per 15 anni suonando in tutta Europa e Sud America. Importanti anche le sue collaborazioni con musicisti del Nord Europa che portano nuove musicalità nel suo incessante percorso di ricerca. Durante la sua lunga permanenza in Svezia nascono le preziose collaborazioni con Palle Danielsson, Marilyn Mazur, Jon Christensen, Nils Petter Molvaer, Anders Jormin, Tore Brumborg. Bobo Stenson e John Taylor. Da metà degli anni 90, forte di una così ricca e variegata esperienza internazionale, torna in Italia alternando propri progetti nel jazz a collaborazioni nel mondo della canzone. Nel 2009 ha realizzato la colonna sonora del flm “Basilicata coast to coast”, di Rocco Papaleo, per la quale ha ricevuto il Ciak d'Oro nel 2010, il Nastro d'Argento per la migliore colonna sonora e il David di Donatello come miglior musicista nel 2011, prima donna in assoluto a ricevere questo premio.
Israel Varela è uno degli artisti più affermati della sua generazione e negli ultimi quindici anni è stato uno dei musicisti più richiesti al mondo per la sua capacità di attraversare i generi e i linguaggi musicali. La sua originalità e il suo stile personale come compositore, musicista e produttore, gli hanno permesso di esibirsi con i massimi esponenti del jazz, del flamenco, della musica classica, e del pop, passando, tra gli altri, da Pat Metheny a Charlie Haden e Mike Stern, da Yo-Yo-Ma a George Benson e Joaquin Cortes. Nato nel 1979 a Tijuana, in Messico, Israel è cresciuto in una famiglia di musicisti e si è esibito in pubblico sin da piccolo, cantando e suonando il pianoforte. All’età di dodici anni, iniziò a studiare batteria e percussioni sotto la guida di Gonzalo Farrugia e Andrei Tchernishev, iniziando cosi ad esibirsi con le migliori band locali. Nel 2002 si è trasferito in Italia, dove ha studiato al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma. Ha pubblicato undici album come leader e lavora come produttore nel rinomato Forward Studios di Grottaferrata.
Le diverse sfaccettature della musica di improvvisazione animano i sei appuntamenti dell'edizione 2026 del Kabala. Dal blues del concerto di apertura con Kenny "Blues Boss" Wayne all'incontro tra jazz e flamenco proposto da Daniele Bonaviri, Giuseppe Continenza e Pierpaolo Bisogno, passando per l'omaggio alla musica di Pino Daniele del duo formato da Rita Marcotulli e Israel Varela, per la sintesi tra mainstream jazz e atmosfere mediorientali del trio del pianista turco Hakan Basar e per le sonorità affascinanti dell'organo Hammond con il concerto del Pat Bianchi Trio. Il concerto finale della rassegna guarda alla musica di due grandissimi della storia del jazz come Duke Ellington e Billy Strayhorn con "Essentially Ellington and Strayhorn" del quartetto del contrabbassista Marco Marzola con la presenza speciale di uno dei protagonisti della scena europea del jazz, vale a dire il sassofonista Tony Kofi.
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A Roma nasce la Santa Cecilia Jazz Orchestra:
al via la nuova rassegna di jazz a ingresso gratuito del Conservatorio di Roma
Dal 25 gennaio sei concerti per sei domeniche, a ingresso gratuito, con omaggi a Duke Ellington, Leonard Bernstein, Federico Fellini, Charles Mingus e Modest Petrovič Musorgskij.
Sala Accademica di Via dei Greci, Roma - Ore 11,30
Ingresso gratuito
Nasce la Santa Cecilia Jazz Orchestra (SCJO) del Conservatorio di Roma “Santa Cecilia” e, domenica 25 gennaio, prende il via una nuova rassegna musicale con sei appuntamenti a ingresso gratuito, la domenica mattina alle ore 11.30, presso la bellissima e scenografica Sala Accademica del Conservatorio, nota per la presenza dello storico Organo Walcker-Tamburini, in via dei Greci 18. Curata dal Dipartimento di Jazz con il coordinamento del M° Ettore Fioravanti, la rassegna vede protagonisti docenti e studenti del Conservatorio e omaggia grandi artisti del patrimonio jazz e classico: da Duke Ellington, a Leonard Bernstein, da Charles Mingus a Modest Petrovič Musorgskij fino alle celebri colonne sonore dei film di Federico Fellini scritte da Nino Rota. L’inaugurazione della rassegna e della nuova Orchestra domenica 25 gennaio alle 11.30, è dedicata a uno dei personaggi più importanti della storia del jazz: Duke Ellington.
Il concerto “The Harlem Renaissance", con arrangiamenti e direzione del M° Mario Corvini, la SCJO ripercorre le tappe più importanti della storia di Ellington e della sua celebre orchestra, a partire dal periodo del Cotton Club per passare poi alla collaborazione con l’alter ego di una vita, Billy Strayhorn, arrivando alla produzione delle Suite nella parte conclusiva della sua carriera.
A seguire, domenica 22 febbraio, l’omaggio a Charles Mingus con il concerto “Mingus! A Long Journey from Nogales to Cuernavaca”, arrangiamenti e direzione a cura del M° Roberto Spadoni.
Domenica 22 marzo la dedica alla meravigliosa filmografia di Fellini con “Federico Fellini e la dolce vita. Le Colonne Sonore”. Arrangiamenti e direzione del M° Mario Corvini.
Domenica 19 aprile, omaggio a Leonard Bernstein con “Lenny’s Songbook. Leonard Bernstein e il ‘900”, arrangiamenti e direzione del M° Pietro Leveratto.
Domenica 24 maggio, in scena “Pictures in Jazz. Suite per Jazz Orchestra” ispirata alla celebre Pictures of an Exhibition di Modest Petrovič Musorgskij. Arrangiamenti e direzione del M° Roberto Spadoni
Dopo la pausa estiva, la rassegna si conclude domenica 18 ottobre con “Originali e Autoctoni. Opere a cura della classe di Composizione Jazz.” Coordinamento e direzione del M° Stefano Cantarano e del M° Ettore Fioravanti.
PROGRAMMA CONCERTI
Domenica 25 gennaio
Duke Ellington
The Harlem Renaissance
Arrangiamenti e direzione del M° Mario Corvini
Domenica 22 febbraio
Mingus!
A Long Journey from Nogales to Cuernavaca
Arrangiamenti e direzione del M° Roberto Spadoni
Domenica 22 marzo
Federico Fellini e la dolce vita
Le Colonne Sonore
Arrangiamenti e direzione del M° Mario Corvini
Domenica 19 aprile
Lenny’s Songbook
Leonard Bernstein e il ‘900
Arrangiamenti e direzione del M° Pietro Leveratto
Domenica 24 maggio
Pictures in Jazz
Suite per Jazz Orchestra ispirata a Pictures of an Exhibition di Modest Petrovič Musorgskij
Arrangiamenti e direzione del M° Roberto Spadoni
Domenica 18 ottobre:
Originali e Autoctoni
Opere a cura della classe di Composizione Jazz
Coordinamento e direzione del M° Stefano Cantarano o del M° Ettore Fioravanti
Conservatorio di Musica “Santa Cecilia”
Via dei Greci 18, Roma - tel. 06.36096720 - www.conservatoriosantacecilia.it
Ufficio Stampa Festival Jazz Idea
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PONDEROSA MUSIC AND ART
presenta
IBRAHIM MAALOUF & THE TRUMPETS OF MICHEL-ANGE
04 Novembre 2026
Milano – Teatro Arcimboldi Milano - JAZZMI
05 Novembre 2026
Firenze – Teatro Cartiere Carrara – H/EARTHBEAT
Ibrahim Maalouf torna in Italia per due date speciali con un ensemble d’eccezione, impreziosito dal suono di The Trumpets of Michel-Ange, in programma mercoledì 4 novembre al Teatro Arcimboldi di Milano (all’interno della rassegna JAZZMI) e giovedì 5 novembre al Teatro Cartiere Carrara di Firenze (all’interno della rassegna H/EARTHBEAT). Con due prestigiose candidature ai GRAMMY Awards, Ibrahim Maalouf presenta il suo 19° album, un progetto di straordinaria innovazione. Dal punto di vista filosofico, storico e musicale, T.O.M.A. – acronimo di Trumpets of Michel-Ange – è una grande avventura che conduce l’ascoltatore in un universo dove folklore e modernità si fondono in un’unica visione. Come sempre, la musica di Maalouf riesce a trovare il perfetto equilibrio tra raffinatezza e accessibilità, risultando al tempo stesso stimolante e accogliente per un pubblico ampio e trasversale. “T.O.M.A” è prima di tutto un album meticcio, una vera e propria miscela di influenze, in cui l’Oriente festoso e nostalgico si esprime con una libertà rara. Questo progetto è anche il nome del nuovo marchio di trombe di Ibrahim Maalouf. Progettato da Ibrahim insieme al liutaio A. Jaminet, in collaborazione con Antoine Courtois del gruppo francese Buffet Crampon, questo nuovo strumento nasce con l’obiettivo di incoraggiare i trombettisti di tutto il mondo a interessarsi a questa rivoluzione musicale. É una grande celebrazione che riunisce generazioni diverse, amatori e professionisti, insieme a ospiti speciali.
Un virtuoso della tromba, così la stampa internazionale inquadra la prestigiosa figura di Ibrahim Maalouf. La sua musica si contraddistingue per una fusione creativa di generi musicali che, da dieci anni a questa parte, gli ha permesso di conquistare il record di primo jazzista della storia ad aver registrato il tutto esaurito nelle più prestigiose sale da concerto francesi. Nato a Beirut nel 1980, Ibrahim Maalouf è riconosciuto internazionalmente come lo strumentista più popolare della scena musicale francese. Nel corso della sua carriera ha ricevuto due Victoires du Jazz e due Victoires de la Musique, rispettivamente per il miglior album di musica mondiale e per lo spettacolo musicale e il concerto dell'anno. Questi premi lo hanno reso il primo musicista a ricevere questo riconoscimento nei 33 anni di storia dei Victoires de la Musique. Non solo riconoscimenti musicali: Ibrahim ha ricevuto anche onorificenze dal governo francese in qualità di Cavaliere dell'Ordine Nazionale del Merito e Cavaliere dell'Ordine delle Arti e delle Lettere. Nel corso degli anni, Ibrahim Maalouf ha collaborato con alcuni dei più grandi artisti dell'industria musicale francese e mondiale come Sting, Marcus Miller e Melody Gardot.
Biglietti disponibili su
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PONDEROSA MUSIC AND ART
presenta
GOGO PENGUIN
13 febbraio 2026
Milano – Alcatraz
Biglietti disponibili su ponderosa.it
Torna in Italia l’acclamato trio di Manchester che ha conquistato i palchi internazionali con una raffinata fusione di jazz, elettronica e musica classica. I GoGo Penguin saranno protagonisti di un’unica data il 13 febbraio all’Alcatraz di Milano. Il concerto sarà l’occasione per presentare dal vivo il loro ultimo progetto discografico, Necessary Fictions: un album in cui il pianista Chris Illingworth, il bassista Nick Blacka e il batterista Jon Scott approfondiscono la propria identità artistica, alla ricerca di quelle che definiscono “le nostre qualità più autentiche in questo momento”. Necessary Fictions si impone come uno dei lavori più audaci della band, che amplia il proprio linguaggio sonoro attraverso l’uso di synth modulari, Moog Grandmother e basso elettrico, muovendosi con naturalezza tra dimensione acustica ed elettronica. La formazione di Manchester descrive Necessary Fictions come un tentativo di liberarsi delle maschere e rivelare la propria essenza più autentica: come persone, musicisti e collettivo. Ne nasce un viaggio sonoro intenso e coinvolgente, che conferma i GoGo Penguin tra i protagonisti della scena musicale jazz contemporanea.
Info e biglietti
ponderosa.it
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IL 4 FEBBRAIO AL BLUE NOTE MILANO
VIVA DE ANDRÉ
Il più importante spettacolo nazionale
che ripropone le canzoni di FABRIZIO DE ANDRÉ in chiave JAZZ
Ideato e diretto da LUIGI VIVA, voce narrante
Arrangiamenti e direzione musicale di LUIGI MASCIARI
con la collaborazione della
FONDAZIONE FABRIZIO DE ANDRÉ ONLUS
Special guest: GIULIO CARMASSI
Il 4 febbraio, a Milano al BLUE NOTE (Via Pietro Borsieri, 37), con un doppio spettacolo alle 20.30 e alle 22.30, andrà in scena “VIVA DE ANDRÉ”, il più importante spettacolo nazionale che da oltre sette anni porta in tour le canzoni di FABRIZIO DE ANDRÉ riarrangiate in chiave JAZZ. “VIVA DE ANDRÉ” è ideato e diretto da LUIGI VIVA, autore dei due libri su Fabrizio De André "Non per un dio ma nemmeno per gioco-Vita di Fabrizio De André" e "Falegname di parole-le canzoni la musica di Fabrizio De André" (entrambi editi da Feltrinelli), con gli arrangiamenti di LUIGI MASCIARI, affermato chitarrista e compositore. Lo spettacolo è un concerto-racconto che unisce musica jazz dal vivo, narrazione, immagini e audio di interviste inedite per restituire al pubblico il ritratto di un artista iconico. La serata, in esclusiva per il Blue Note, sarà impreziosita dalla partecipazione straordinaria del compositore, arrangiatore, cantante e polistrumentista GIULIO CARMASSI (ex Pat Metheny Unity Group), che per l’occasione, si esibirà con la band insieme a Luigi Viva e Lugi Masciari. Nel repertorio, classici intramontabili come "La Guerra di Piero", "La Canzone di Marinella", "Il Pescatore", "Crêuza de mä “Valzer Per Un Amore”, “Mégu Megún”, “Canzone dell'Amore Perduto” e “Il Bombarolo”. La direzione musicale e gli arrangiamenti, firmati da Luigi Masciari, rileggono l’opera di De André attraverso un linguaggio jazz contemporaneo, rispettandone la scrittura melodica e l’identità espressiva. Dopo i sold out di questi anni nei principali teatri e festival jazz italiani (Umbria Jazz Winter, Blue Note Milano, Auditorium Parco della Musica di Roma, Südtirol Jazz Festival, Ascona Jazz, e molti altri), e a seguito del grande successo riscosso quest’estate a Cerveteri (Roma), a Castelbuono (Palermo) e a Torre del Greco (Napoli), il 4 febbraio, “VIVA DE ANDRÉ” farà tappa nello storico jazz club milanese: un raffinato e intenso tributo musicale che rivela dei lati meno conosciuti di Fabrizio De André, a partire dalla sua passione per il jazz. Lo spettacolo è realizzato con la collaborazione della FONDAZIONE FABRIZIO DE ANDRÉ ONLUS, di cui Luigi Viva è socio fondatore. Un’occasione imperdibile per immergersi nella poetica e nell’impegno civile di De André, attraverso le parole di Luigi Viva, voce narrante, autore di riferimento per l’opera di De André, affiancato da un quintetto jazz di altissimo livello diretto da Luigi Masciari. Lineup: Luigi Viva: voce narrante; Luigi Masciari: chitarra, arrangiamenti e direzione musicale; Francesco Bearzatti: sax tenore, clarinetto; Alessandro Gwis: pianoforte, elettronica; Francesco Poeti: basso; Pietro Iodice: batteria; Giulio Carmassi (Special Guest): tromba, voce, tastiere, percussioni. Il CD ufficiale dello spettacolo, è pubblicato da Jando Music/Via Veneto Jazz, con la partecipazione straordinaria di Michael League (Snarky Pupi) e Giulio Carmassi (ex Paf Metheny Unity Group).
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WINTER TOUR
U.S. & Canada
February 28 to March 15, 2026
February 28
Montréal, Quebec, Place des Arts / Cinqième Salle
Omar Sosa & Yilian Cañizares
AGUAS Trio, featuring
Gustavo Ovalles, percussion
www.placedesarts.com
March 2
Santa Cruz, CA, Kuumbwa Jazz Center
Omar Sosa & Yilian Cañizares
AGUAS Trio, featuring
Gustavo Ovalles, percussion
4 Nights at SFJAZZ • San Francisco • March 5-8
Thursday, March 5
Stanford Jazz Orchestra
plays the Omar Sosa album 'Es:sensual'
Friday, March 6
AGUAS Trio, featuring
Omar Sosa, piano
Yilian Cañizares, violin, vocals
Gustavo Ovalles, percussion
Saturday, March 7
Quarteto Americanos, featuring
Sheldon Brown, multi-reeds, flute
Josh Jones, drums
Ernesto Mazar Kindelán, baby bass
Sunday, March 8
SUBA Trio, featuring
Omar Sosa, piano
Seckou Keita, kora, vocals
Gustavo Ovalles, percussion
March 10 & 11
Seattle, WA, Jazz Alley
Omar Sosa & Seckou Keita
SUBA Trio, featuring
Gustavo Ovalles, percussion
March 12
Portland, OR, The Old Church
Omar Sosa & Seckou Keita
SUBA Trio, featuring
Gustavo Ovalles, percussion
March 13
Vancouver, British Columbia, The Chan Centre
Omar Sosa & Seckou Keita
SUBA Trio, featuring
Gustavo Ovalles, percussion
March 15
Calgary, Alberta, National Music Centre / Studio Bell
Omar Sosa & Seckou Keita
SUBA Trio, featuring
Gustavo Ovalles, percussion
For tour details,
please visit www.omarsosa.com
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GALILEO MUSIC
MUSEO DEL SAXOFONO
via dei Molini snc (angolo via Reggiani), Maccarese, Fiumicino (RM)
Info su biglietti, orari, prentazioni e modalità di partecipazione al sito ufficiale: www.museodelsaxofono.com/
Sabato 7 febbraio 2026
SAXFEST 2026
Ore 10:00
Interpretation und Improvisation
Masterclass di saxofono con Christian Maurer
Ore 11:30
Anna & Christian Maurer in concerto
Ingresso libero, previo acquisto del biglietto di entrata del Museo
(€ 10,000 intero - € 7,00 ridotto)
Ore 21:00
CRAZY QUILT Little Orchestra
Il jazz delle origini e il mito di Frank Trumbauer
Marco Curti - cmelody, clarinetto; Amira D’Apote - cornetta, arrangiamenti; Diego Cataldo - trombone tenore, trombone basso; Giuseppe Calì - chitarra; Leonardo Crescimbeni - sax basso; Riccardo Colasante - batteria
Sabato 7 febbraio 2026 il Museo del Saxofono di Fiumicino sarà teatro di un’intera giornata dedicata alla musica e alla cultura del saxofono, in un appuntamento unico che unisce formazione, performance e divulgazione artistica nell’ambito del SAXFEST 2026. Una vera e propria immersione nel mondo del sax, in tutte le sue sfaccettature espressive, che vedrà alternarsi protagonisti internazionali, sonorità raffinate, atmosfere vintage e momenti di incontro tra artisti, appassionati e pubblico.
Il programma si apre alle ore 10:00 con una masterclass di alto livello dal titolo Interpretation und Improvisation, condotta da Christian Maurer, figura di spicco del jazz europeo e docente tra i più autorevoli del panorama contemporaneo. L’incontro sarà un’occasione preziosa per studenti di musica, professionisti e appassionati di approfondire tecniche interpretative e pratiche improvvisative, in un dialogo diretto con un musicista capace di unire rigore accademico e creatività artistica.
A seguire, alle 11:30, il pubblico potrà assistere al concerto di Anna & Christian Maurer, un duo affiatato sia nella vita che sul palco, capace di costruire un viaggio musicale intimo ed elegante. Il sax di Maurer si intreccerà con il pianoforte di Anna Maurer in un repertorio che include la Jazz Sonata di R. Ricker e composizioni originali, attraversando paesaggi sonori che spaziano dal lirismo contemporaneo alle radici jazz più profonde. L’ingresso agli eventi del mattino sarà gratuito fino a esaurimento posti, previa corresponsione del biglietto d’entrata al museo, pari a €10,00 (ridotto €7,00), che include anche la visita alle collezioni permanenti e alle esposizioni in corso.
Il SAXFEST 2026 proseguirà in serata, alle ore 21:00, con il concerto della CRAZY QUILT Little Orchestra, ensemble originale e coinvolgente che proporrà un repertorio ispirato al jazz delle origini e alla figura leggendaria di Frank Trumbauer. Il pubblico sarà trasportato nell’atmosfera dei ruggenti anni Venti, tra ballrooms, grammofoni e arrangiamenti d’altri tempi, grazie a un suono autentico e strumenti d’epoca, dal raro C Melody Sax al sax basso, dal clarinetto alla cornetta, fino al trombone basso. Una performance in cui ogni brano diventerà parte di un racconto più ampio, fatto di aneddoti, connessioni storiche e arrangiamenti moderni, in una narrazione musicale che fonde intrattenimento e conoscenza.
Il concerto sarà preceduto, alle ore 20:00, da un’apericena facoltativa (costo €17,00), pensata per offrire un momento conviviale e accogliente all’interno degli spazi del museo, in attesa dello spettacolo serale. Si consiglia la prenotazione per garantire la disponibilità dei posti. Il biglietto per il concerto ha un costo di €18,00, con prevendita attiva sul circuito Liveticket.it. L’intera giornata del 7 febbraio rappresenta una sintesi perfetta dello spirito del SAXFEST: un’esperienza culturale completa, dove formazione, musica dal vivo e approfondimento storico si fondono in un percorso condiviso, capace di affascinare tanto i professionisti quanto i semplici curiosi, all'interno della cornice che ospita la più grande collezione di saxofoni al mondo.
Biglietto concerto € 18,00 + prevendita sul circuito Liveticket.it
Ore 20:00 apericena facoltativa €17,00 (Si consiglia la prenotazione)
Il Museo del Saxofono di Fiumicino rappresenta un’eccellenza assoluta del territorio e non solo, accreditato nell’Organizzazione Museale della Regione Lazio, è l’unico nel panorama internazionale dedicato a questo strumento e ospita la più grande collezione del mondo di saxofoni. Esso custodisce preziosi e rari strumenti musicali: dal minuscolo soprillo di 32cm al gigantesco sub-contrabasso J’Elle Stainer, dal Grafton Plastic agli strumenti dell'inventore Adolphe Sax, dal mitico Conn O-Sax ai saxofoni a coulisse, dai rothfoni agli strumenti appartenuti a grandi artisti come Sonny Rollins, Tex Beneke, Benny Goodman, Ralph James, Ross Gorman, Gil Ventura, Tom Scott... Oggi il museo è una realtà internazionalmente riconosciuta in tutto il mondo. Vincitore del Premio per la Valorizzazione dei Luoghi della Cultura della Regione Lazio 2021, è organizzatore di numerosi festival in Italia e all’estero come l’Italian & Swiss Jazz Festival a Basilea (2021) e a Dornach (2022), il Saxophobia Festival, gli Adolphe Sax Days, la Rassegna Fai Bei Suoni, il Fiumicino Jazz Festival e l’International Saxophone Meeting (2023-2024). Ha collaborato e partecipato ad importanti esposizioni ed eventi musicali europei: SAX200 al MIM di Bruxelles, MUSIKMESSE a Francoforte, MUSICA ANTIQUARIA a Cesena, SAX200SAX a Moncalieri, 18° WORLD SAXOPHONE CONGRESS a Zagabria, EURSAX2024 a Trento, IL JAZZ ITALIANO PER LE TERRE DEL SISMA 2024 a L’Aquila e 360° SAXOPHON a Monaco di Baviera e Ulrichshusen.
Sito web ufficiale:
Infoline costi e prenotazioni:
+39 06 61697862 - +39 320 2514087 - info@museodelsaxofono.com
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Il cavaliere del blues Fabrizio Poggi nelle Fiandre
Dal 19 al 22 gennaio quattro date tra Belgio e Olanda
Fabrizio Poggi inizia il 2026 con un tour in Belgio e Paesi Bassi, toccando quattro spazi molto diversi tra loro: dal centro culturale alla radio session, fino al castello trasformato in sala concerti. Un breve percorso che mette al centro il gesto musicale dell’armonicista e la sua interazione con gli altri musicisti sul palco.
Con lui, lo storico chitarrista Enrico Polverari e la cantante Katleen Scheir. Lunedì 19 gennaio Poggi suonerà all’OC De Kleine Beer di Beernem; martedì 20 sarà nei Paesi Bassi a Bergen op Zoom per le Crossroads Radio Sessions al Café De Kaai, in un incontro musicale con Ben Gage. Giovedì 21 il tour prosegue al Centro Culturale Palethe di Pelt, chiudendosi venerdì 22 al Cultuurhuis Hof De Bist nel parco di Ekeren. Candidato ai Grammy Awards nel 2018, Fabrizio Poggi è cantante, armonicista e scrittore, tra i principali interpreti italiani del blues a livello internazionale. Attivo dagli anni Ottanta, ha costruito la propria carriera tra Europa e Stati Uniti, incidendo gran parte dei suoi lavori oltreoceano e portando la sua musica nei maggiori festival europei e nelle principali città del continente, oltre che in numerosi tour americani. Nel 2024 è stato insignito dal Presidente della Repubblica dell’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana per meriti artistici, primo bluesman e armonicista italiano a ricevere questo riconoscimento. È stato più volte candidato ai principali riconoscimenti della scena blues americana, tra cui Blues Music Awards e Blues Blast Music Awards, ed è membro della Recording Academy, l’istituzione che assegna i Grammy. Nel corso della sua carriera ha pubblicato oltre venti album e ha collaborato con figure centrali della scena blues, rock e folk, tra cui Blind Boys of Alabama, Guy Davis, Ruthie Foster, Steve Cropper, Garth Hudson (The Band) e molti altri. In Italia ha condiviso il palco con artisti come Eugenio Finardi, Enrico Ruggeri e Francesco De Gregori. Ha suonato alla Carnegie Hall di New York con Guy Davis, Eric Burdon e Buddy Guy, ha partecipato alla Legendary Blues Cruise e ha tenuto concerti-lezione alla Berklee College of Music di Boston. Accanto all’attività musicale, Poggi è autore di diversi libri dedicati all’armonica, al blues e alla musica folk. Nel 2024 è uscito Believe: conversazioni con Fabrizio Poggi (Arcana), scritto da Serena Simula.
19 gen – Beernem (BE), OC De Kleine Beer
20 gen – Bergen op Zoom (NL), Crossroads Sessions @ Café De Kaai (con Ben Gage)
21 gen – Pelt (BE), Centro Culturale Palethe
22 gen – Ekeren (BE), Cultuurhuis Hof De Bist





