Festival Jazz & Blues

I principali festival jazz & blues in Italia...


LE FORME DEL JAZZ A VENIRE
2° Edizione
Ravenna,
25-26 settembre, 2-3 ottobre 2026
  
Torna in scena a Ravenna la manifestazione musicale Le forme del jazz a venire, organizzata da Jazz Network ETS con il sostegno del Ministero della Cultura e di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”, dedicato alla valorizzazione degli artisti under 35. La seconda edizione dell’iniziativa, che si svolgerà nell’arco di due fine settimana (25-26 settembre e 2-3 ottobre), darà visibilità a gruppi jazz composti da giovanissimi musicisti emergenti il cui talento è tale da poter aprire loro le porte della scena professionale più elevata. L’età media degli artisti coinvolti in “Le forme del jazz a venire” è di 29 anni. E a mettere in ulteriore risalto l’elemento anagrafico contribuisce anche la location che ospiterà i concerti (tutti a ingresso gratuito): il Cisim di Lido Adriano, col suo valore aggiunto di centro di aggregazione giovanile. I gruppi in cartellone sono tutti trii, guidati da giovani leader dagli orientamenti musicali già ben delineati: le cantanti Lisa Manara e Ada Flocco, il chitarrista Francesco Merli e il pianista Vincenzo Bosco. Il loro approccio al jazz è consapevole e informato delle vicende storiche della musica afroamericana ma contemporaneamente è aperto all’ispirazione che proviene dalle musiche di altri continenti oltre che dai linguaggi popolari. “Le forme del jazz a venire” esordisce venerdì 25 settembre con il trio della cantante Lisa Manara. Sostenuta da una strumentazione inconsueta (la chitarra di Fabio Mazzini e la batteria di Paolo Rubboli), la vocalist imolese proporrà “Capo Verde, canta l’incontro”, progetto che si ispira alle musiche interpretate da Cesária Évora, elegante ambasciatrice della musica di Capo Verde nel mondo. Nella scaletta trovano spazio anche brani di cantautori contemporanei quali Mayra Andrade e Bonga. Un viaggio sonoro che è un crogiolo di esperienze e culture differenti, fra tradizione latino-europea e antiche radici africane. La programmazione del primo fine settimana sarà completata, sabato 26 settembre, dall’esibizione del chitarrista Francesco Merli. Il trio del musicista imolese, come le altre formazioni da lui create, evidenzia una sconfinata passione per le sonorità afroamericane, spaziando dallo swing al funk.
 
Venerdì 2 ottobre, con il concerto di Ada Flocco, prenderà il via il secondo fine settimana di “Le forme del jazz a venire”. Assieme alla Flocco, nel suo trio “Trame”, troviamo il contrabbassista Andrea Esperti e il chitarrista Saverio Zura, che è una presenza musicale assidua al fianco della cantante abruzzese in diversi contesti. Il trio del pianista Vincenzo Bosco salirà sul palco per la serata conclusiva, sabato 3 ottobre. Bosco è attratto dai materiali musicali che hanno una storia da raccontare, e così è anche nel progetto “Loom” che eseguirà in questa occasione. Tramite l’improvvisazione, il pianista infonde la propria personalità nelle varie estetiche musicali che lo ispirano.
  
PROGRAMMA
 
Venerdì 25 settembre
Ravenna, Cisim di Lido Adriano, ore 21:30
LISA MANARA TRIO
“Capo Verde, canta l’incontro”
Lisa Manara – voce; Fabio Mazzini – chitarra; Paolo Rubboli – batteria
 
Sabato 26 settembre
Ravenna, Cisim di Lido Adriano, ore 21:30
FRANCESCO MERLI TRIO
“Zughé”
Francesco Merli – chitarra; Sergio Mariotti – contrabbasso; Tommaso Stanghellini – batteria
 
Venerdì 2 ottobre
Ravenna, Cisim di Lido Adriano, ore 21:30
ADA FLOCCO TRIO
“Trame”
Ada Flocco – voce, effetti; Saverio Zura – chitarra, effetti; Andrea Esperti – contrabbasso, effetti
 
Sabato 3 ottobre
Ravenna, Cisim di Lido Adriano, ore 21:30
VINCENZO BOSCO TRIO
“Loom”
Vincenzo Bosco – pianoforte; Raffaele Guandalini – contrabbasso; Francesco Benizio – batteria
 
Informazioni
Jazz Network, tel. 0544 405666, e-mail: info@jazznetwork.it,
Ingresso gratuito
Cisim: Viale G. Parini 48, Lido Adriano (Ravenna).
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PONDEROSA MUSIC AND ART

SALENTO JAZZ
UN VIAGGIO SENZA CONFINI TRA MUSICA, DANZA, TRADIZIONI E CONTAMINAZIONI  

Rokia Traoré, Bill Frisell, Israel Galván e Michael Leonhart, Marc Ribot con Farida Amadou e Ches Smith, Paolo Fresu e molti altri dal 28 ottobre al 10 novembre tra Lecce, Maglie, Galatina e Gallipoli. 

Una line up che conferma l’attenzione del festival verso le forme più aperte e attuali della ricerca musicale. 

Prevendite attive su Ticketmaster e Ponderosa.it

La cantante maliana Rokia Traoré, il chitarrista e compositore statunitense Bill Frisell con Luke Bergman e Tim Angulo, la star del flamenco Israel Galván con il trombettista Michael Leonhart, il trio formato da Farida Amadou, Marc Ribot e Ches Smith, il progetto Meditation on a Love Supreme con Dimitri Grechi Espinoza, Aziz Senol Filiz e Guido Zorn, l’omaggio a David Bowie di Paolo Fresu e tanti protagonisti della scena pugliese come Alessia Tondo, Yugen, Valerio Daniele, Giorgio Distante, Dario Congedo e Francesco Negro. Dal 28 ottobre al 10 novembre tra Lecce, Maglie, Galatina e Gallipoli torna Salento Jazz, festival promosso da Ponderosa Music & Art, in collaborazione con l’Associazione Salento Jazz, con il sostegno di Regione Puglia | POC Puglia 2021-2027 – Linea d’intervento 6.2 “Valorizzazione e promozione della Cultura, della Creatività e dei Talenti”, il supporto di Caroli Hotels e in sinergia con numerose realtà pubbliche e private. Un programma internazionale che attraversa linguaggi, geografie e generazioni, mettendo in dialogo jazz e musiche del mondo, improvvisazione radicale e tradizioni del Mediterraneo, canzone, danza e innovazione sonora. Un’edizione che accosta alcuni dei nomi più autorevoli della scena contemporanea a progetti originali, produzioni speciali e musicisti del territorio, passando dai teatri ai club e affiancando ai concerti anche la presentazione del libro Black beauty. Storie di musica nera (Edizioni Low) del giornalista Nicola Gaeta (venerdì 16 ottobre a Lecce nell’ambito della tredicesima edizione di Conversazioni sul futuro) e un workshop (dal 7 all’11 novembre nella masseria urbana Cento55 a Maglie) dedicato alle percussioni con il virtuoso dello zarb e del tombak Bijan Chemirani, protagonista dell’anteprima estiva di Salento Jazz con il progetto L’Antidote condiviso con Redi Hasa e Rami Khalifé.  La line up conferma l’attenzione di Salento Jazz verso le idee più aperte e attuali della ricerca musicale. Dal Mali all’Iran, dagli Stati Uniti alla Spagna, passando per il Mediterraneo, la Puglia e il Salento, la nuova edizione del festival disegna così una geografia senza confini, nella quale tradizioni lontane, esperienze contemporanee e differenti forme espressive si incontrano nel segno dell’ascolto, della curiosità e della libertà creativa.

 
IL PROGRAMMA
Mercoledì 28 ottobre (ore 20:00 |  ingresso 30, 28, 25 e 20 euro | prevendite attive su Ticketmaster) al Teatro Apollo di Lecce la prima serata ospiterà Rokia Traoré, cantautrice, compositrice e polistrumentista maliana tra le voci più originali della scena internazionale. Nel suo percorso le radici musicali dell’Africa occidentale incontrano rock, folk e canzone d’autore. Tra i suoi lavori più noti Bowmboï, Tchamantché, Beautiful Africa e Né So, album intimo e politico prodotto da John Parish. Nel corso della carriera ha collaborato anche con Toni Morrison, Peter Sellars, John Paul Jones e Kronos Quartet. In apertura Alessia Tondo, voce del Canzoniere Grecanico Salentino e vincitrice del Premio Loano Giovani con l’esordio solista Sita (Ipe Ipe Music). La cantante salentina porta avanti una ricerca tra tradizione, memoria e sperimentazione; tra i progetti più recenti, le collaborazioni con Avi Avital per Deutsche Grammophon e Almare con Justin Adams, Yousra Mansour e Mauro Durante.
Domenica 1 novembre (ore 18:00 | ingresso 35 euro | prevendite attive su Ticketmaster) al Teatro Koreja di Lecce, jazz e danza si incontrano in “A New Sketches of Spain”, progetto che riunisce il grande innovatore del flamenco contemporaneo Israel Galván e il trombettista, compositore e arrangiatore Michael Leonhart. Nel centenario della nascita di Miles Davis, lo spettacolo riparte da Sketches of Spain, capolavoro inciso nel 1960 con Gil Evans, per restituirlo attraverso una nuova relazione tra corpo, ritmo e suono. Il ballerino andaluso, Premio Nazionale di Danza in Spagna e artista associato del Théâtre de la Ville di Parigi, porta in scena un linguaggio capace di reinventare radicalmente la tradizione. Il musicista statunitense, collaboratore di Steely Dan, David Byrne, Bill Frisell ed Elvis Costello, firma gli arrangiamenti per un ensemble cameristico in cui jazz, suggestioni iberiche e memoria dell’opera originale si intrecciano in una nuova prospettiva.
Venerdì 6 novembre (ore 20:00 | ingresso gratuito e libero fino a esaurimento posti) nella Chiesa della Madonna di Costantinopoli di Maglie, i musicisti Dimitri Grechi Espinoza, Aziz Şenol Filiz e Guido Zorn presentano “Meditation on a Love Supreme”, omaggio a John Coltrane nel centenario della nascita. Il trio propone una “ri-udizione” di A Love Supreme, capolavoro che ha segnato la storia del jazz trasformando la ricerca musicale in esperienza spirituale. Sax tenore, ney, bendir e contrabbasso attraversano Acknowledgement, Resolution, Pursuance e Psalm, conservandone l’essenza più profonda ma aprendola a nuovi paesaggi sonori. Tra improvvisazione modale, richiami alla tradizione mediorientale e tensione mistica, il progetto mette in dialogo lo stile di Coltrane con le sensibilità contemporanee. Ad accompagnare i tre musicisti anche le parole della preghiera del sassofonista, affidate alla voce registrata di James Newton.
Domenica 8 novembre (ore 20:00 |  ingresso 30, 25 e 22 euro | prevendite attive su Ticketmaster) al Teatro Cavallino Bianco di Galatina arriva Bill Frisell, tra i chitarristi più influenti e originali della scena internazionale. Nel 2026, anno del suo settantacinquesimo compleanno, il musicista statunitense celebra oltre quarantacinque anni di carriera con nuovi progetti e concerti tra Stati Uniti ed Europa. Tra questi anche In My Dreams, album pubblicato da Blue Note Records, nel quale riunisce alcuni storici compagni di viaggio come Jenny Scheinman, Eyvind Kang, Hank Roberts, Thomas Morgan e Rudy Royston. A Galatina, Frisell sarà protagonista di una formazione essenziale con Luke Bergman al basso elettrico e Tim Angulo alla batteria, per un live tra jazz, folk, country, blues, rock e musica americana, affidato alla libertà dell’improvvisazione. In apertura Yugen, trio salentino formato da Katya Fiorentino, Stefano Compagnone e Maurizio De Tommasi, vincitore nel 2026 del premio nazionale L’Artista che non c’era nella categoria Strumentale e autore del recente Picture #2.
Lunedì 9 novembre (ore 20:00 | ingresso 25 euro | prevendite attive su Ticketmaster) alle Officine Cantelmo di Lecce, lo statunitense Marc Ribot, tra i chitarristi più influenti della sua generazione, sarà protagonista di un nuovo incontro dedicato all’improvvisazione. Collaboratore di Tom Waits, John Zorn, Elvis Costello e Caetano Veloso, il musicista, cantante e compositore ritrova il batterista e percussionista Ches Smith, suo compagno nei Ceramic Dog, e incrocia il suono potente e istintivo della bassista Farida Amadou, tra le figure più interessanti dell’area noise ed experimental europea. Ne nasce un dialogo che si muove fra free jazz, attitudine punk e territori d’avanguardia. La serata sarà aperta da Valerio Daniele con Giorgio Distante e Dario Congedo, impegnati in un percorso che combina ambient, rock, elettronica e suggestioni jazz, presentando il nuovo album Atlante segreto, in uscita nei primi giorni di novembre.
Martedì 10 novembre (ore 20:00 | ingresso 35, 30, 25 euro | prevendite attive su Ticketmaster) al Teatro Italia Live di Gallipoli, gran finale con Paolo Fresu e “Heroes”, omaggio a David Bowie nato su invito del Comune di Monsummano Terme, dove nel 1969 il musicista inglese fece una delle sue prime apparizioni italiane. Il trombettista sardo ha costruito per l’occasione una formazione speciale con John De Leo (voce), Filippo Vignato (trombone, elettronica), Francesco Diodati (chitarra), Francesco Ponticelli (contrabbasso, basso elettrico) e Christian Meyer (batteria), musicisti provenienti da esperienze differenti. In scaletta brani come Life on Mars?, This Is Not America, Warszawa e When I Live My Dreams, riletti attraverso arrangiamenti originali. Un progetto che guarda al Duca Bianco come autore profondamente vicino al jazz, rispettandone l’identità ma aprendone le canzoni a nuove prospettive sonore. La serata sarà aperta dal trio del pianista Francesco Negro con Igor Legari (contrabbasso) ed Ermanno Baron (batteria), che in Sospese Visioni intreccia scrittura, improvvisazione, suono e silenzio.
Salento Jazz è una storica realtà dello spettacolo dal vivo, attiva da quasi quarant’anni e considerata uno dei riferimenti più solidi del jazz italiano. Attento alla ricerca e ai linguaggi del jazz contemporaneo, il festival ha avuto un ruolo decisivo nella diffusione del genere nel territorio, trasformandolo da proposta di nicchia a esperienza culturale condivisa e intergenerazionale. La lunga storia, le collaborazioni con musicisti e istituzioni e il forte radicamento locale hanno reso Salento Jazz un presidio stabile della musica dal vivo. Dal 2025 si avvale dell’organizzazione e della produzione di Ponderosa Music and art. La scorsa edizione si sono alternati sul palco la cantautrice Simona Molinari, Raphael Gualazzi, Avion Travel, Nesrine, Bassolino, Dario Jacque, Thomas Umbaca, The Gospel Times.
 
Info
Facebook - @salentojazz
Instagram - @salentojazz
Biglietti disponibili su Ponderosa.it
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Pedras et Sonus
l’autunno mette in dialogo Sardegna e Mediterraneo.


Dal 1° all’11 ottobre il festival diretto da Zoe Pia torna con nove giorni di concerti, incontri, libri,
laboratori ed esperienze tra Cagliari, Mogoro, Sini, Pau, Villanovaforru, Gonnosnò e Nughedu San Nicolò.
Tre anime – Pedras et Sonus Jazz Festival, il festival letterario “Le parole incontrano la musica”
e Sardinian Experience – per un progetto che attraversa jazz, tradizioni orali, archeologia, artigianato e paesaggio, mettendo in relazione la Sardegna con la Catalogna e le altre sponde del Mediterraneo.
 
Nove giorni per portare la musica fuori dai suoi spazi consueti e farla incontrare con libri, archeologia, paesaggio, artigianato, tradizioni orali e comunità. Dopo gli appuntamenti estivi, Pedras et Sonus proseguirà il suo viaggio con l’edizione autunnale 2026: dal 1° all’11 ottobre il festival ideato e diretto da Zoe Pia attraverserà Cagliari, Mogoro, Sini, Pau, Villanovaforru, Gonnosnò e Nughedu San Nicolò, costruendo una geografia culturale che metterà in relazione luoghi archeologici, boschi, biblioteche, scuole, piazze e spazi della vita quotidiana. Il percorso partirà il 1° ottobre dal quartiere Marina di Cagliari e si concluderà l’11 ottobre a Villanovaforru con la prima assoluta di Tracas, progetto che riunirà Pasquale Mirra, Zoe Pia e Mebitek.
Saranno tre le anime dell’edizione autunnale. Il Pedras et Sonus Jazz Festival costituirà il cuore musicale della manifestazione, aprendosi al jazz contemporaneo, all’improvvisazione, all’elettronica, alle tradizioni sarde e alle esperienze provenienti dal Mediterraneo e dalla Catalogna. Il festival letterario “Le parole incontrano la musica” porterà libri, autori e narrazioni dentro lo stesso percorso, facendo spesso proseguire la parola nella dimensione sonora. Sardinian Experience allargherà ulteriormente lo sguardo attraverso visite guidate, archeologia, artigianato, laboratori, lingua sarda, danza, attività dedicate ai bambini e percorsi nella natura. A queste tre direttrici si affiancherà Jatzilleri, la formula che porterà il festival nei locali e nei luoghi della socialità.
Sardinian Experience assumerà nel 2026 una fisionomia ancora più definita: le attività apparse negli anni in modo episodico all’interno del festival confluiranno in una piattaforma integrata di turismo esperienziale, antropologico e culturale. Mogoro, Pau e Villanovaforru diventeranno cantieri di co-creazione aperti al pubblico, nei quali custodi dell’identità sarda, maestri artigiani, realtà del territorio e gruppi folk dialogheranno con professionisti internazionali ed eccellenze italiane attive all’estero. Laboratori e percorsi metteranno in relazione musica di ricerca, artigianato artistico, antropologia, danza e natura, accostando linguaggi tradizionali, innovativi e sperimentali e facendo della bassa stagione un elemento strutturale del progetto. L’obiettivo sarà duplice: costruire esperienze culturali capaci di attrarre visitatori e comunità e, nello stesso tempo, accrescere la proiezione dei territori coinvolti attraverso le reti degli artisti ospiti, con particolare attenzione all’inclusione sociale, alla parità di genere e alla multidisciplinarietà.
Il programma riunirà Pasquale Mirra, Zoe Pia, Mebitek, i Tenores Remunnu ‘e Locu di Bitti, il Tenore di Orosei “Antoni Milia”, ORT – Orquesta ReuSónica Trío, Una Corda Mès, Tocats del Grall, Trèvol, Sarra Douik, Beatrice Arrigoni, Capabrò, Matilde Sabato, Giulio Carlo Pantalei, Franco Bergoglio, Savina Dolores Massa, Antonio Boggio, Sebastiano Pilosu, Nicola Ledda, Sara Dal Cortivo, Rocco Papia, Orlando Mascia, Valeriano Piras, Grazia Dentoni e Daniela Vismara Turri, insieme all’Orchestra Popolare Sarda, al Gruppo Folk Su Sticcau e ai protagonisti delle attività laboratoriali. Particolarmente significativa sarà la presenza catalana, con diversi progetti sostenuti dall’Institut Ramon Llull, all’interno di un partenariato che farà del rapporto tra Sardegna e Catalogna uno degli assi portanti di ottobre.
A indicare la direzione dell’intero progetto è la stessa Zoe Pia: «Seminare cultura e grande musica in autunno, nel cuore della Sardegna, è l'atto eretico che guida il Pedras et Sonus Jazz Festival 2026. Essere eretici, oggi, significa avere il coraggio di scegliere strade non tracciate, destagionalizzando la cultura e portando l'avanguardia del jazz internazionale e la sperimentazione sonora nei territori interni della nostra Isola. Quest'anno la nostra ricerca sonora supera le barriere nazionali grazie allo straordinario partenariato con la Catalogna, fondendo i linguaggi dell'improvvisazione con l'ancestralità del Canto a Tenore, piuttosto che performance con strumenti inediti quali il Litofono di Valeriano Piras nelle sapienti mani di Pasquale Mirra che sarà protagonista della prima assoluta Tracas. Dai laboratori per i più piccoli ai concerti nei parchi archeologici e nei boschi, fino ai progetti inclusivi e letterari, rivendichiamo la libertà della scelta artistica come unica via per generare visioni nuove e feconde per il nostro territorio».
L’«atto eretico» evocato dalla direttrice artistica prenderà dunque forma anche nella scelta di seminare cultura in autunno, sottraendo la programmazione alla concentrazione estiva e portando ricerca e produzione artistica nei territori interni. I luoghi non fungeranno semplicemente da scenari: entreranno nella costruzione degli appuntamenti. Un nuraghe diventerà spazio di risonanza per il canto a tenore, il bosco suggerirà la materia sonora del litofono, le biblioteche faranno incontrare libro e concerto, mentre le tradizioni della Sardegna e della Catalogna verranno messe in relazione senza essere ridotte a testimonianze immobili. La pietra stessa diventerà suono attraverso il litofono costruito dall’artigiano Valeriano Piras e affidato a Pasquale Mirra, fino alla ricerca che confluirà nella prima assoluta di Tracas.

Giovedì 1° ottobre – Cagliari
Il viaggio comincerà giovedì 1° ottobre a Cagliari, nel quartiere Marina, dove Pedras et Sonus entrerà nella manifestazione “Marina Experience: suoni, sapori e misteri”, in collaborazione con il Consorzio Cagliari Centro Storico. Dalle 18 la Mogoro Marching Band porterà la musica tra Ruja Osteria e Tradizioni e le strade del quartiere, trasformando la dimensione itinerante in un primo incontro fra il festival e lo spazio urbano. Alla stessa ora Sardinian Experience entrerà anche nella cultura gastronomica con “Mani in pasta”, laboratorio gratuito dedicato ai culurgiones, insieme alle altre attività curate dal Consorzio. La performance conclusiva da Ruja avrà un costo di 15 euro, che saranno poi scalati dal conto della cena.

Venerdì 2 ottobre – Mogoro e Sini
Venerdì 2 ottobre il festival entrerà nel cuore della Marmilla cominciando dalle nuove generazioni. Alle 11 le scuole dell’infanzia di Mogoro e Sini ospiteranno Music Catalan Kids, attività riservata agli alunni che avvicinerà i bambini alle tradizioni musicali catalane. Nel pomeriggio il programma si sposterà a Sini, nella Biblioteca Domu de Tziu Modestinu: alle 18 Antonio Boggio presenterà Nero Mediterraneo – Un’indagine di Alvise Terranova, con traduzione LIS, mentre alle 19 la musicista tunisina Sarra Douik proporrà Judhur – “radici” –, concerto per voce e oud che attraverserà tradizioni arabe, nordafricane e mediterranee, composizioni originali e improvvisazione. Parola e musica costruiranno così uno dei primi attraversamenti mediterranei del programma. La presentazione sarà gratuita; per il concerto sarà previsto un biglietto di un euro, offerto dall’amministrazione comunale ai residenti di Sini.

Sabato 3 ottobre – Pau e Mogoro
La mattina di sabato 3 ottobre Pedras et Sonus raggiungerà il Parco dell’Ossidiana di Pau. Alle 10, lungo il percorso di arte in natura Un Bosco da Fiaba, il gruppo catalano Tocats del Grall accompagnerà una visita guidata con una performance musicale, portando tra i sentieri una formazione legata alla musica tradizionale e popolare catalana e a strumenti come cornamusa, xeremies, flabiol e tamborino. Il biglietto costerà 8 euro e comprenderà visita e concerto; i posti saranno limitati e la prenotazione consigliata. Nel pomeriggio il festival tornerà a Mogoro, dove dalle 15 alle 16.30 il Parco comunale ospiterà “Nuovi suoni per un Mondo Nuovo”, laboratorio per un massimo di venti bambini condotto da Rocco Papia: attraverso materiali di recupero verranno costruiti nuovi strumenti, fino alla creazione di un’“Orchestra RIUSOnica”.

Domenica 4 ottobre – Mogoro
Una delle giornate più articolate sarà quella di domenica 4 ottobre, costruita tra il Nuraghe Cuccurada e la Fiera dell’Artigianato Artistico della Sardegna. Alle 10 il gruppo catalano Trèvol presenterà Folk d’Extraradi durante una visita guidata al sito archeologico, mettendo in relazione repertori dei Paesi Catalani, influenze contemporanee e culture delle periferie. L’esperienza costerà complessivamente 10 euro, suddivisi fra ingresso con visita guidata e concerto. Alle 12 Savina Dolores Massa presenterà Negli occhi grigi del mio paese, romanzo pubblicato da Il Maestrale nel 2026, in dialogo con Grazia Dentoni e con traduzione LIS; alle 13 il quartetto di Beatrice Arrigoni proporrà Terrestre nella formula “A pranzo con gli artisti”. Il progetto attraversa jazz contemporaneo, canzone d’autore e improvvisazione; Terrestre, pubblicato da Barly Records nel 2024, è stato votato fra i dieci migliori dischi italiani dell’anno nel Top Jazz di Musica Jazz, mentre il progetto è vincitore di Nuova Generazione Jazz 2026. Il biglietto costerà 15 euro con pranzo in omaggio.
Il pomeriggio proseguirà dalle 15 alle 18 con il laboratorio gratuito di costruzione delle launeddas condotto da Orlando Mascia, per un massimo di dieci partecipanti. Dalle 16 Sardegna e Catalogna si incontreranno anche attraverso il corpo e la danza: il Gruppo Folk Su Sticcau di Mogoro e Trèvol saranno protagonisti di un laboratorio di danza sarda e catalana, al quale si affiancherà il concerto con l’Orchestra Popolare Sarda. Alle 18.30 il programma si trasferirà nella Sala conferenze della Fiera dell’Artigianato Artistico della Sardegna per la proiezione gratuita di Eresias, alla presenza della regista Daniela Vismara Turri. Il docufilm, produzione Rai Sardegna e CPTV Rai Milano, con la consulenza artistica e la partecipazione di Grazia Dentoni, riporterà dentro Pedras et Sonus il lavoro dal quale è scaturita una parte della riflessione sulla libertà che ha accompagnato l’edizione 2026.

Mercoledì 7 ottobre – Mogoro
Mercoledì 7 ottobre, alle 19, la Sala conferenze della Fiera dell’Artigianato Artistico della Sardegna di Mogoro ospiterà ORT – Orquesta ReuSónica Trío con Musica dall’Insolito. Il progetto catalano creato e diretto da Rocco Papia trasformerà materiali e oggetti quotidiani in strumenti: una sedia, una ruota di bicicletta, una tavola da surf dotata di corde, biglie e altri elementi di recupero diventeranno sorgenti sonore di un concerto nel quale world jazz, repertori popolari e composizioni originali si intrecceranno con una riflessione sul riuso creativo e sulla sostenibilità. La componente musicale e quella visiva saranno inseparabili: l’origine dei suoni diventerà parte dello spettacolo e del suo rapporto con il pubblico. Il biglietto costerà 10 euro; l’ingresso sarà gratuito per i residenti di Mogoro e dei comuni del Parte Montis.

Giovedì 8 ottobre – Villanovaforru
Giovedì 8 ottobre Villanovaforru diventerà uno dei principali laboratori del dialogo tra Sardegna e Catalogna. Alle 16, al Nuraghe Genna Maria, i Tenores Remunnu ‘e Locu di Bitti condurranno un workshop gratuito dedicato al canto a tenore e alla composizione istantanea acustica, lavorando anche sulle possibilità offerte dai riverberi naturali del complesso archeologico. Alle 16.30 la visita guidata confluirà nella performance che riunirà i Tenores e Una Corda Mès, progetto catalano formato da Rocco Papia, chitarra a sette corde, e Nùria Balcells, violino a cinque corde. Il duo rilegge in chiave contemporanea il patrimonio del Cançoner Popular Català, mentre la vocalità di Bitti porterà nel confronto una tradizione che il gruppo Remunnu ‘e Locu custodisce dal 1974 e che negli anni è stata capace di confrontarsi anche con artisti come Lester Bowie, Ornette Coleman e Frank Zappa. Il costo complessivo dell’esperienza sarà di 8 euro, 6 per l’ingresso e la visita guidata e 2 per il concerto, con biglietti distinti e prenotazione consigliata.
La giornata continuerà all’Hotel Funtana Noa. Alle 19.30 Sebastiano Pilosu, moderato dall’etnomusicologo Marco Lutzu, presenterà Il canto di una vita. Autobiografia di Daniele Cossellu, volume che attraverso la memoria dello storico cantore racconterà anche trasformazioni e continuità del canto a tenore. Alle 20.30 i Tenores Remunnu ‘e Locu riporteranno quella memoria alla sua dimensione sonora; alle 21 Una Corda Mès chiuderà la giornata con il progetto Recançonem e la formula “A cena con gli artisti”. Il biglietto costerà 15 euro e comprenderà pizza e bibita; gli appuntamenti letterari precedenti saranno compresi nel biglietto del concerto.

Venerdì 9 ottobre – Mogoro
Venerdì 9 ottobre tornerà Jatzilleri, la formula con cui Pedras et Sonus porterà la musica nei locali e negli spazi informali della socialità. Alle 19 il Caffè Gitano di Mogoro ospiterà i Capabrò, trio cantautorock marchigiano vincitore del Premio Voci per la Libertà 2026 – Amnesty Emergenti. Rock, canzone, teatralità e ironia entreranno così in un programma che continuerà ad allargare il proprio perimetro oltre i confini strettamente jazzistici. Il biglietto costerà 7,50 euro e sarà offerto dal Caffè Gitano.

Sabato 10 ottobre – Pau e Nughedu San Nicolò
Sabato 10 ottobre il festival costruirà una lunga traiettoria che partirà dal Monte Arci e raggiungerà in serata Nughedu San Nicolò. Dalle 10 Un Bosco da Fiaba, nel Parco dell’Ossidiana di Pau, ospiterà una visita guidata curata dall’archeologa Giulia Balzano e il laboratorio per bambini “Storie di antichi antenati”, di Tatabolla & Le Marche da Bolla. Alle 11.15 Nicola Ledda e Sara Dal Cortivo presenteranno Mommoteddu. Su mostrixeddu chi non bolit drommiri, albo che rovescia la figura tradizionale del Mommotti trasformandola in un alleato attraverso il quale parlare ai bambini di emozioni, paure, crescita, identità e lingua sarda. Alle 12 il percorso continuerà con “Imparendi cun Mommoteddu”, laboratorio nel quale narrazione, gioco linguistico, disegno e fumetto faranno della lingua sarda uno strumento vivo di relazione e scoperta.
Sempre alle 12, presso l’installazione L’Abbraccio, Pasquale Mirra sarà protagonista di Performing on Lithophone: il vibrafonista lavorerà con la pietra sonora, mettendo in relazione improvvisazione, materia e paesaggio. Il carnet mattutino costerà 8 euro e comprenderà le attività e la visita guidata. Alle 14 entrerà nuovamente in scena il festival letterario con Giulio Carlo Pantalei, che presenterà Una lingua per cantare (Einaudi, 2025) e In Inghilterra con gli Oasis (2026), moderato da Stefania Courson de Il Rumore delle Pagine. Alle 14.30 la presentazione confluirà nel reading e concerto Una lingua per cantare, facendo incontrare direttamente ricerca, scrittura e musica.
In serata Pedras et Sonus raggiungerà Nughedu San Nicolò, in collaborazione con il Festival Arasole’, nel solco di Francesco Masala. Alle 19.30, in piazza San Sebastiano, Zoe Pia e il Tenore di Orosei “Antoni Milia” condurranno un workshop dedicato al canto a tenore e al “ricamo compositivo istantaneo”. Alle 20 quello stesso confronto diventerà concerto con Indindara: clarinetto, launeddas e improvvisazione entreranno in dialogo con una delle più antiche pratiche vocali della Sardegna, in un progetto che farà convivere memoria e creazione contemporanea.

Domenica 11 ottobre – Gonnosnò e Villanovaforru
La giornata conclusiva, domenica 11 ottobre, si aprirà alle 10 al Pozzo Sacro di San Salvatore di Gonnosnò, dove una visita guidata accompagnerà la presentazione di La dislessia e il jazz, un metodo inclusivo di Matilde Sabato. Il volume mette in relazione jazz, improvvisazione, didattica musicale e inclusione, interrogando le possibilità offerte da un metodo meno rigido e maggiormente aperto alle differenti modalità di apprendimento. Alle 11.30 la stessa artista passerà dalla riflessione teorica alla performance con Mise en Abyme, progetto per voce ed elettronica che utilizza tecniche vocali estese e improvvisazione come strumenti di ricerca interiore. L’appuntamento sarà realizzato con il contributo di PugliaSound; il biglietto del concerto, del valore di 5 euro, sarà offerto dall’amministrazione comunale di Gonnosnò.
Nel pomeriggio il festival tornerà al Nuraghe Genna Maria di Villanovaforru. Alle 16 l’artigiano Valeriano Piras condurrà “L’inedito Litofono”, workshop dedicato alla pietra sonora, alla sua ricerca e alla costruzione dello strumento; alle 16.30, dopo la visita guidata al complesso archeologico, Pasquale Mirra suonerà in solo proprio il litofono realizzato da Piras. Il gesto dell’artigiano e quello del musicista diventeranno così due fasi della stessa esperienza, dalla scoperta della materia alla sua trasformazione in suono. Il costo complessivo sarà di 10 euro: 6 per ingresso e visita guidata e 4 per il concerto, con biglietti distinti, posti limitati e prenotazione consigliata.
L’ultima sera Pedras et Sonus tornerà all’Hotel Funtana Noa. Alle 19.30 Franco Bergoglio presenterà Alla scoperta di Charlie Parker (Shake Underground, 2025) nell’incontro “Charlie Parker: la musica e l’immaginario”. Il racconto di Bird e della nascita del bebop si allargherà alla sua influenza sull’immaginario del Novecento, attraversando letteratura, cinema, teatro, pittura, scultura, danza, moda e cultura popolare.
Alle 21 l’edizione autunnale si concluderà con una prima assoluta. Tracas riunirà Pasquale Mirra, Zoe Pia e Mebitek in un progetto inedito che metterà in dialogo jazz, improvvisazione, elettronica, memoria, paesaggio e immaginario sardo. Il titolo richiamerà metaforicamente le tracas della tradizione festiva dell’isola, mentre tre percorsi artistici differenti cercheranno un terreno comune tra dimensione acustica ed elettronica, materia sonora e ricerca contemporanea. Il biglietto costerà 15 euro e comprenderà pizza e bibita; la presentazione dedicata a Charlie Parker sarà compresa nel biglietto della serata.
L’edizione autunnale di Pedras et Sonus si chiuderà così nello stesso segno che ne avrà guidato la costruzione: attraversare i confini senza cancellare le identità. Quelli tra jazz e musica tradizionale, parola e suono, Sardegna e Catalogna, artigianato e sperimentazione, patrimonio archeologico e creazione contemporanea. Il Nuraghe Cuccurada, il Nuraghe Genna Maria, il Pozzo Sacro di San Salvatore, il Parco dell’Ossidiana, le biblioteche, le scuole, le piazze e i locali entreranno nel progetto non come semplici scenari, ma come elementi capaci di modificare la forma stessa degli appuntamenti.
Pedras et Sonus continuerà così a sviluppare l’idea di un progetto culturale diffuso, nel quale la musica diventerà uno strumento per leggere il territorio e, contemporaneamente, per metterlo in relazione con ciò che accade altrove. Il canto a tenore incontrerà l’improvvisazione, la pietra diventerà strumento musicale, le tradizioni catalane attraverseranno boschi e siti archeologici della Sardegna, un libro potrà trasformarsi in concerto. Ed è proprio nello spazio aperto fra questi linguaggi che l’«atto eretico» indicato da Zoe Pia proverà a generare nuove possibilità per il territorio.
Informazioni e prenotazioni. Per gli appuntamenti a numero limitato saranno previste modalità differenti in base ai luoghi. Per Un Bosco da Fiaba – Parco dell’Ossidiana di Pau: prenotazionipedras@gmail.com, associazioneculturalemenabo@gmail.com, tel. 351 714 8561. Per il Nuraghe Genna Maria di Villanovaforru: prenotazionipedras@gmail.com, turismoinmarmilla@gmail.com, tel. 333 176 0216. Per l’esperienza del 4 ottobre al Nuraghe Cuccurada di Mogoro: prenotazionipedras@gmail.com, mariposas.cuccurada@gmail.com, tel. 352 041 8261.

Reporter del Jazz: i bambini raccontano il festival
Accanto agli appuntamenti aperti al pubblico, Pedras et Sonus svilupperà anche Reporter del Jazz, progetto ludico-didattico a cura di Tatabolla e Le Marche da Bolla che, attraverso undici laboratori nelle scuole e nelle biblioteche, avvicinerà i bambini al mondo del jazz e li preparerà a diventare giovani reporter del festival. Attraverso giochi e attività creative, i partecipanti scopriranno i concerti in programma nei propri territori, impareranno a raccontarli e a dialogare con i musicisti, fino alla possibilità di presentare gli appuntamenti o rivolgere direttamente le proprie domande agli artisti. Questa formulazione è aderente alla descrizione fornita dall’organizzazione.
Il percorso prenderà il via venerdì 25 settembre alle 17 nella Biblioteca comunale di Mogoro, dove proseguirà martedì 29 settembre alle 17, mercoledì 30 settembre alle 17 e venerdì 2 ottobre alle 17. A Gonnosnò, nella Biblioteca comunale, l’appuntamento sarà lunedì 28 settembre alle 16.30; a Sini, nella Scuola dell’infanzia, martedì 29 settembre e giovedì 1° ottobre alle 11; a Pau, nella Biblioteca comunale, giovedì 1° ottobre e martedì 6 ottobre alle 18. Completeranno il percorso i due laboratori rivolti agli alunni di Villanovaforru, che si svolgeranno nella Scuola primaria di Lunamatrona lunedì 5 e mercoledì 7 ottobre alle 9.30. Le date di Mogoro, Sini, Gonnosnò e Lunamatrona erano già definite nel materiale dell’organizzazione; con l’ultimo aggiornamento di Rebecca si completa il calendario con Pau.

Sostegni, partner e collaborazioni
Il Pedras et Sonus Jazz Festival 2026 è organizzato dall’Associazione Pedras et Sonus con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio, del Ministero della Cultura, della Fondazione di Sardegna, dei Comuni di Mogoro, Villanovaforru, Sini e Gonnosnò, dell’Institut Ramon Llull e di Puglia Sound. Fanno parte della rete di collaborazioni e realtà che accompagnano il Jazz Festival Corsica & Sardinia Ferries, I-Jazz, Nuraghe Cuccurada di Mogoro, Mariposas de Sardinia, Nuraghe Genna Maria di Villanovaforru, Turismo in Marmilla, Un Bosco da Fiaba, Associazione culturale Menabò, Caffè Gitano, Hotel Residence Funtana Noa, Ruja Osteria e Tradizioni, Consorzio Cagliari Centro Storico, Associazione culturale Rundines di Nughedu San Nicolò, Grafik Art, Jazz Takes the Green, Voci per la Libertà – VxL, Associazione Musicale Mogorese, Time in Jazz, Dromos Festival, Ente Musicale di Nuoro e Mezzodì – Notizie e Gallerie.
Il Pedras et Sonus Festival – Sardinian Experience è sostenuto dalla Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio e dal Comune di Mogoro e si sviluppa attraverso una rete territoriale che comprende Pro Loco di Mogoro, Ruja Osteria e Tradizioni, Consorzio Cagliari Centro Storico, Nuraghe Cuccurada, Gruppo Folk Su Sticcau, Mariposas de Sardinia, Comune di Villanovaforru, Nuraghe Genna Maria, Turismo in Marmilla, Un Bosco da Fiaba, Associazione culturale Menabò e Associazione culturale Rundines. Il progetto amplia una linea già presente nel percorso di Pedras et Sonus trasformandola in una piattaforma integrata di turismo esperienziale, antropologico e culturale, nella quale artigiani, gruppi folk, operatori e realtà del territorio diventano parte attiva dei processi di conoscenza e trasmissione. La programmazione in bassa stagione assume inoltre una funzione esplicita di destagionalizzazione, mettendo in relazione ricerca artistica, patrimonio culturale, artigianato, antropologia, danza e paesaggio.
Il Festival Letterario Pedras et Sonus – Le parole incontrano la musica, alla sua seconda edizione, è sostenuto dalla Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport e si avvale di una rete di soggetti e collaborazioni che comprende MEDSEA Foundation, Comuni di Mogoro, Gonnosnò e Sini, Hotel Residence Funtana Noa, Grafik Art, Puglia Sound, Associazione Musicale Mogorese, Maya Srl, Voci per la Libertà – VxL, Consorzio Due Giare, Associazione culturale CAATS – ETS Consorzio Artisti Artigiani Turritani Sardi, Mariposas de Sardinia, Nuraghe Cuccurada, Un Bosco da Fiaba, Fondazione Parte Montis, I-Jazz, Cabudanne de Sos Poetas, Asilo Nido Mogoro “L’Isola Keccè”, Comuni di Albagiara, Arborea, Baressa, Nureci e Curcuris, Istituto Comprensivo di Mogoro, Agorà, Comes e Portales Soc. Coop. Sociale.
L’Associazione Pedras et Sonus è inoltre tra i partner di I-Jazz coinvolti nel Progetto Speciale del Ministero della Cultura “Futurismo Sonori”, rete nazionale che mette in relazione festival, istituzioni culturali e comunità attraverso residenze artistiche, nuove produzioni, concerti legati ai luoghi, attività formative e progetti di inclusione. Pedras et Sonus partecipa al progetto anche attraverso le attività previste in ottobre, inserendo la propria ricerca artistica in un percorso nazionale dedicato alla produzione e alla sperimentazione nel jazz contemporaneo.
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Marc Ribot, Artifacts Trio, Mary Halvorson, Aruán Ortiz, le stelle del jazz internazionale incontrano il talento italiano: è tempo di 
FLUX - Flussi di musica creativa  
 
Dal 18 ottobre al 6 dicembre al PARC di Firenze i protagonisti della musica mondiale in rare occasioni di ascolto e incontro, organizzati da Toscana Produzione Musica
 
Al PARC - Performing Arts Research Centre di Firenze (Piazzale delle Cascine) dal 18 ottobre al 6 dicembre si terrà la 5/a edizione della rassegna “Flux - flussi di musica creativa”, dedicata alle esperienze più vitali della musica creativa contemporanea, a cura di Toscana Produzione Musica, diretta da Maurizio Busia e Francesco Mariotti. 
Sei appuntamenti, molti in prima italiana, metteranno in relazione protagonisti della scena internazionale e italiana, artisti di diverse generazioni e progetti nei quali scrittura e improvvisazione, memoria e ricerca continuano a trasformarsi reciprocamente. “Il programma guarda alle grandi esperienze dell’avanguardia afroamericana e internazionale come a un patrimonio ancora capace di alimentare nuovi linguaggi, incontri inediti e pratiche musicali radicalmente contemporanee. Tra coscienza civile, ascolto del paesaggio, nuove scritture e improvvisazione collettiva, FLUX 2026 propone una musica consapevole della propria storia ma sempre pronta a cambiare direzione: un flusso aperto di esperienze, visioni e possibilità sonore”, dicono gli organizzatori. 
L’inaugurazione è affidata a Roberto Ottaviano, sassofonista da 50 anni cardine del jazz italiano per linea stilistica e linguaggio, che incontra il chitarrista Rob Luft, giovane talento britannico (18/10). Centrali nel programma, tre concerti rari: torna in prima data italiana a Flux il chitarrista statunitense - tra i più apprezzati di sempre - Marc Ribot (collaboratore di Tom Waits, John Zorn, Elvis Costello e Caetano Veloso) con la bassista dalla grande forza istintiva Farida Amadou e il percussionista Ches Smith, compagno di Ribot nei Ceramic Dog (8/11). A seguire il live di quello che è considerato ‘Il verbo di Chicago’, ovvero “Artifacts Trio”, nato nel solco dell’AACM (associazione che ha promosso la ricerca artistica e l’emancipazione politica degli afroamericani dal 1965). Formato dalla flautista Nicole Mitchell, dalla violoncellista Tomeka Reid e dal batterista Mike Reed, è capace di unire memoria dell’avanguardia, groove e invenzione contemporanea. Nella serata anche il solo della contrabbassista Silvia Bolognesi (15/11, prima italiana).
Dopo il debutto nel 2025 al Jazz Gallery di New York, arriva nella unica data italiana del tour invernale Mary Halvorson, compositrice e chitarrista jazz d'avanguardia americana di Brooklyn, tra le più riconoscibili e innovative. Maestra d'improvvisazione e icona della musica più libera da schemi, ai confini tra avanguardia jazz e rock, guiderà il nuovo quartetto “Canis Major”, formato dal trombettista Dave Adewumi, il bassista Henry Fraser e il percussionista Tomas Fujiwara, con composizioni originali concepite per valorizzare profondità, interplay e intensità della formazione (22/11).
E ancora: Aruán Ortiz, pianista, violista e compositore di Santiago da Cuba, residente da anni a Brooklyn, porta a Firenze “Créole Renaissance”, solo pianistico ispirato alle connessioni culturali tra Caraibi, Africa, Europa e diaspora afroamericana. Echi caraibici e jazz contemporaneo, Ortiz è una delle figure più influenti del progressive jazz internazionale. Nella stessa serata, in programma “Bitter Crop” di Marco Colonna, Gaia Schirò e Fabrizio Spera, gospel, protesta e free jazz, che prende il nome dagli ultimi versi di Strange Fruit, la canzone resa immortale da Billie Holiday (1/11).
Il suggestivo dialogo tra jazz, canti degli uccelli e suoni del bosco sarà protagonista di “Birds” del quintetto capitanato dal trombettista e compositoreTommaso Iacoviello, con Nazareno Caputo al vibrafono, Nicolò Francesco Faraglia alla chitarra, Saverio Cacopardi alla batteria e Ferdinando Romano al contrabbasso. Gli strumenti raccolgono le tracce del bosco e le trasformano attraverso improvvisazione, song form e paesaggi sonori, in un invito a un rapporto non decorativo con il mondo naturale: ascoltare diventa una forma di conoscenza e di partecipazione. A seguire “Dialogue”, quartetto guidato dal trombettista Jacopo Fagioli, vincitore del Top Jazz 2025 come Miglior Nuovo Talento italiano, con Davide Strangio alla chitarra, Amedeo Verniani al contrabbasso e Mattia Galeotti alla batteria. Qui il dialogo diventa metafora della relazione tra la vita interiore dell’individuo e la società, su temi quali potere, dominio, crisi climatica, spiritualità, identità e l’eredità culturale (25/10).
Chiusura con il chitarrista e compositore filippino-americano Karl Evangelista che incontra tre protagonisti della libera improvvisazione britannica – il pianista Alexander Hawkins,il contrabbassista John Edwardse il batterista Mark Sanders – in un nuovo quartetto che unisce free jazz esplosivo e scrittura d’avanguardia. Evangelista e Hawkins hanno condiviso importanti esperienze con Louis Moholo; il progetto ne raccoglie la lezione senza assumere la forma dell’omaggio, trasformando energia, apertura e dimensione internazionale in una musica nuova. Nella stessa serata il solo del chitarrista Gabrio Baldacci (6/12).
  
Tutti i concerti si svolgeranno alle ore 19:00
Prevendite già attive su ticketone.it - punti vendita Boxoffice
 
Il 2026 è il secondo anno del secondo triennio ministeriale di Toscana Produzione Musica, un progetto che parla contemporaneo, che lavora fin dal principio a partire da linee progettuali riconoscibili e identitarie, con l’attenzione a sviluppare tematiche culturali che possano essere dei riferimenti e contesti di senso per immaginare le proprie produzioni sul panorama regionale, nazionale e internazionale. Un percorso condiviso che crea nuove opportunità per il mondo creativo, promuovendo un futuro accessibile, inclusivo e capace di connettere pubblici, artisti, enti e istituzioni. TPM si basa su un assunto semplice: “Le idee hanno bisogno di punti di riferimento, condivisione e tempo per maturare ed essere accompagnate nella crescita”. Pensato fin dalla sua fondazione come un centro di creazione musicale diffuso, qui vengono sviluppati progetti tesi a rispondere a necessità molteplici, attraverso un lavoro costante di progettazione, confronto, creazione, ma anche come cardini di un sistema che lavora su una vasta rete di spazi, territori e relazioni. La visione artistica di Toscana Produzione Musica è aperta verso generi musicali eterogenei e si sviluppa attraverso diversi linguaggi promuovendo il dialogo, la sperimentazione di nuove tecnologie, le esperienze diverse e l’incontro tra identità, culture, visioni, tradizioni, in un costante rapporto tra eccellenza e forma che si unisce all’urgenza e alla profondità delle idee e dei valori contenuti nei progetti.

Per ulteriori informazioni: www.toscanaproduzionemusica.it
 
18/10  PARC, ore 19:00
Roberto Ottaviano - Rob Luft 

25/10  PARC, ore 19:00
Tommaso Iacoviello “Birds”
Jacopo Fagioli 4tet

01/11  PARC, ore 19:00
Marco Colonna "Bitter Crop"
Aruán Ortiz Piano Solo "Créole Renaissance"

08/11  PARC, ore 19:00
AMADOU / RIBOT / SMITH

15/11  PARC, ore 19:00
Silvia Bolognesi solo 
ARTIFACTS TRIO  Nicole Mitchell, Tomeka Reid, Mike Reed 

22/11  PARC, ore 19:00
Mary Halvorson Canis Major

06/12  PARC, ore 19:00
Gabrio Baldacci solo
Karl Evangelista - Alexander Hawkins - John Edwards - Mark Sanders 
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PADOVA JAZZ
28° edizione
22 ottobre – 8 novembre 2026
 
Concerto di anteprima del Padova Jazz Festival 2026

 
Amii Stewart e Dee Dee Bridgewater: due dive della black music incorniciano il cartellone del Padova Jazz Festival 2026. Incontri tra artisti di generazioni diverse, intersezioni stilistiche che portano il jazz a confrontarsi con la contemporaneità, ascolti esplorativi lungo le traiettorie geografiche e storiche della musica afroamericana: tutto ciò si ritrova nel programma della kermesse padovana, nel quale per altro spiccano le presenze femminili, con nove musiciste leader su sedici concerti.
Dal 22 ottobre all’8 novembre (con in più un’anteprima il 10 ottobre) il festival ospiterà star della scena sia internazionale (Kurt Elling con gli Yellowjackets) che italiana (Doctor 3 con Luciano Biondini), artisti di massimo prestigio ma di rara visibilità in Italia (Delfeayo Marsalis), giovani rising stars che lasciano allibiti per la maturità espressiva (Isaiah Collier). Continuano inoltre le esplorazioni del jazz afro-latino (Yilian Cañizares, Marialy Pacheco), dei nuovi fermenti artistici provenienti dall’Africa (Zangbeto) e del jazz italiano, con artisti il cui talento merita una vera riscoperta.
Questo cast policromo calcherà gli innumerevoli palcoscenici del festival: dalle sale di pregio storico e architettonico (Teatro Verdi, Sala dei Giganti al Liviano, Centro Culturale Altinate/San Gaetano), al palco per grandi eventi del Gran Teatro Geox, agli spazi più informali del Barco Teatro e le aule dell’Università degli Studi di Padova.
Il Padova Jazz Festival è organizzato dall’Associazione Culturale Miles presieduta da Gabriella Piccolo Casiraghi, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova e l’Assessorato alla Cultura della Regione Veneto, con il contributo di Bosco Costruzioni e di Volksbank e con il sostegno del Ministero della Cultura.
 
Aspettando il festival
Sabato 10 ottobre al Gran Teatro Geox, Amii Stewart sarà protagonista di un concerto che farà da anteprima alla ventottesima edizione del Padova Jazz Festival. Un prologo con una regina del canto black che ha grandi storie da raccontare, grazie a un programma musicale dalle forti connotazioni narrative. Amii Stewart ha raggiunto il successo planetario nel 1979 con Knock on Wood. Da allora la sua voce potente e la sua carismatica presenza scenica hanno affascinato numerose generazioni di fan: una carriera lunga e prolifica grazie alla capacità della Stewart di reinventarsi rimanendo sempre un punto di riferimento per il panorama musicale contemporaneo.
 
Jazz Music Matters
Nelle tre serate principali del festival al Teatro Verdi la musica si fa veicolo di messaggi sociali e di impegno civile, ma funziona anche come scrigno di memorie storiche.
L’unione tra Kurt Elling e gli Yellowjackets crea una collaborazione avvincente tra due superpotenze del jazz: Elling è celeberrimo per l’istrionismo improvvisativo e la voce di baritono che lo ha fatto definire “un Frank Sinatra dotato di superpoteri”; gli Yellowjackets sono una leggenda del jazz fusion. Una simile band è fondamentale per permettere a Elling di volare alto in “Celebrate Weather Report”, un omaggio alla musica dei Weather Report che si ascolterà il 5 novembre.
Una grande diva non fa mai le cose per caso. La band della cantante Dee Dee Bridgewater (che si esibirà il 6 novembre) è un quartetto tutto femminile assemblato per eseguire brani di protesta e lanciare un grido di battaglia: “We Exist!”. Arte e attivismo si materializzano, in un’ottica totalmente femminile, nella poliedrica, raffinata e potente vocalità di una leggenda della musica jazz.
L’ultima serata al Verdi, il 7 novembre, sarà con il giovane sassofonista chicagoano Isaiah Collier. Sentirlo alle prese con un omaggio a John Coltrane (di cui per altro ricorre il centenario della nascita) è qualcosa di rivelatorio. L’urgenza espressiva è degna del suo modello, riflessivo, introspettivo e feroce al contempo. Dei quartetti coltraniani, con la loro potenza e le trame intricate, Collier sviluppa ogni possibilità, giocando sfacciatamente allo stesso livello di intensità tecnica e spirituale. DownBeat, massima autorità in materia, non ha dubbi: Collier è “il prossimo gigante del sassofono” e “ha trasceso il livello del prodigio. Non è la sua età a scioccare. È quello che sta suonando”.
 
Cuba a Padova
Proseguendo il filone inaugurato lo scorso anno, il Padova Jazz Festival 2026 lancia un affondo nei territori del latin jazz con due artiste di enorme virtuosismo e comunicativa, entrambe originarie di L’Avana.
Nello stile della violinista e cantante Yilian Cañizares il jazz coabita con la musica cubana e la classica. Questo incrocio dà forma a una musica di raro equilibrio tra gli estremi del colto e il popolare. Così è anche nel trio col quale si esibirà a Padova (23 ottobre, Sala dei Giganti): un caleidoscopio sonoro nel quale confluiscono innumerevoli ispirazioni, un progetto di musica globale dalle infinite sfaccettature.
Il 30 ottobre all’Auditorium Centro Culturale Altinate/San Gaetano arriverà la pianista Marialy Pacheco, il cui trio espande la tavolozza di colori della musica cubana, spingendola verso le tradizioni dell’America Latina e le influenze della musica classica. E infatti la musica suona autentica e tradizionale eppure anche contemporanea.
 
La tradizione con una marcia in più
Ci sono poi concerti capaci di riportare alla luce le radici del jazz afroamericano, vivificandone la tradizione ma anche aggiornandola alla sensibilità moderna.
È il caso del trombonista Delfeayo Marsalis, esponente della più celebre dinastia jazzistica al mondo, la Marsalis Family (è figlio di Ellis Marsalis e fratello di Wynton e Branford). È una vera rarità ascoltarlo in Italia. A Padova arriverà (il 31 ottobre alla Sala dei Giganti) con un inedito quintetto con la presenza in front line di Eric Alexander, uno dei massimi rappresentanti odierni del sax tenore: è la prima volta che questi due grandi solisti condividono il palco in Europa. Delfeayo si appropria della profonda eredità musicale della sua terra d’origine, culla del jazz, e dimostra che non sempre è necessario essere avanguardisti per indicare la strada verso il futuro. Delfeayo sfoggia swing, groove ed entertainment: a New Orleans il jazz si basa su questi valori fondamentali.
Il 29 ottobre all’Auditorium Centro Culturale Altinate/San Gaetano prepariamoci ad ascoltare qualcosa di davvero fuori dall’ordinario: gli Zangbeto sono quintetto in cui l’energia sprigionata dalla nuova generazione della scena jazz togolese incontra l’espressività del jazz europeo. Il loro live è un rituale moderno e allo stesso tempo radicato in tempi ancestrali che rinnova gli schemi della musica improvvisata: è vudù-jazz, nel quale confluiscono jazz contemporaneo, grooves africani e musica tradizionale togolese.
Il 22 ottobre nell’Aula Rostagni dell’Università degli Studi di Padova il sassofonista Pietro Tonolo si esibirà in un format tagliato su misura per i grandi solisti del sax, il trio senza pianoforte, con una ritmica d’alto profilo: Dario Deidda e Jorge Rossy.
I Doctor 3 (Danilo Rea, Enzo Pietropaoli e Fabrizio Sferra) sono stati salutati sin dai loro esordi, quasi trent’anni fa, come uno dei gruppi più innovativi del jazz italiano, grazie alla libertà espressiva con la quale reinterpretano il repertorio pop, rock e soul internazionale, conferendogli una marcata personalità jazzistica. La loro esibizione al Padova Jazz Festival (il 24 ottobre alla Sala dei Giganti) sarà resa speciale dalla presenza come ospite del fisarmonicista Luciano Biondini.
 
Matinée domenicali
Ognuna delle tre settimane del Padova Jazz Festival si completa con un live la domenica mattina, sempre al Barco Teatro. Concerti che portano il jazz a contatto con altre esperienze musicali.
Il 25 ottobre la cantante brasiliana Silvania Dos Santos e il chitarrista Giancarlo Bianchetti propongono un percorso attraverso la più autentica musica brasiliana, inframmezzandola con alcune composizioni originali del duo.
La contrabbassista e cantante Arabella Rustico (in arte semplicemente Arabella) è l’espressione del rinnovamento del vivaio jazzistico italiano. Giovanissima e dinamica, a proprio agio al fianco di numerosi grandi nomi della musica pop nazionale, Arabella lascia emerge la sua più pura vocazione jazzistica quando si esibisce alla testa di propri gruppi, come il trio che si ascolterà l’1 novembre.
Il concerto dei Lovesick (8 novembre) sarà un’immersione nelle atmosfere americane degli anni Quaranta e Cinquanta, tra country, rock’n’roll, western e swing. Gli appassionati di jazz, potranno divertirsi a rintracciare (non sono poi così nascoste) le parentele di queste musiche popolari con quelle di matrice jazz afroamericana.
 
Pomeriggi per orecchie curiose
L’ultimo fine settimana del festival, ai tre grandi live serali al Teatro Verdi si affiancano altrettanti concerti pomeridiani al Ridotto del Teatro Verdi con accattivanti proposte di jazz italiano.
Si inizia il 5 novembre con il quartetto di Vito Di Modugno, uno dei gioielli (nascosti) del jazz nazionale. Sentirlo all’organo Hammond sarà una sorpresa per chi non lo conosce e una gioia per chi ha avuto modo di ascoltare, magari a ripetizione, i fenomenali dischi del tastierista pugliese.
Quello tra Massimo Moriconi ed Emilia Zamuner è un connubio artistico di straordinaria intensità, come si potrà appurare il 6 novembre. Con la formula essenziale di contrabbasso e voce, i due musicisti creano un’atmosfera intima e coinvolgente, con sorprendenti e talvolta ironici giochi di prestigio tra ritmo e melodia.
Il 7 novembre si ascolterà il trio “Amos Alfredson Project” del vibrafonista Saverio Tasca: formazione che ingloba elementi variegati dalla musica occidentale, sia classica che etnica, ponendosi come voce eccentrica nel filone del jazz europeo.
 
Jazz da leggere e guardare
L’incontro tra il jazz e le altre forme di espressione artistica accompagna il festival in tutto il suo percorso, con vari appuntamenti a ingresso gratuito.
L’arte della fotografia jazz è da sempre al centro degli interessi del Padova Jazz Festival. Quest’anno le mostre fotografiche saranno due: la prima dedicata agli scatti di Tim Dickenson (dal 28 ottobre al 28 novembre alle Scuderie di Palazzo Moroni), l’altra alle immagini di Alessandra Freguja (dal 19 ottobre al 22 novembre al Caffè Pedrocchi).
Due anche gli incontri letterari, alla Sala Bianca del Caffè Pedrocchi, con gli autori invitati a presentare le proprie opere: Nicola Gaeta introdurrà il suo libro Black Beauty. Storie di musica nera affiancato da Michele Bugliari (23 ottobre); Claudio Fasoli parlerà del suo Jazz, architetture di un azzardo assieme a Francesco Martinelli (30 ottobre).
Anna Piratti creerà per il festival l’opera “Minaccia sereno” (dal 23 ottobre al 16 novembre, Sala delle Pigne - Osservatorio Astronomico di Padova).
 
PROGRAMMA
 
ANTEPRIMA
 
Sabato 10 ottobre
Gran Teatro Geox, ore 21:15
AMII STEWART
Amii Stewart (voce), Jeanne Hadley (chitarra, cori), Riccardo del Togno (tastiere), Paolo Paracchini (basso), Dario Tanghetti (percussioni), Giuseppe Tringali (batteria) 
Sabato 10 ottobre al Gran Teatro Geox di Padova, Amii Stewart sarà protagonista di un concerto che farà da anteprima alla ventottesima edizione del Padova Jazz Festival. In attesa che venga rivelato il programma completo della manifestazione, che si terrà dal 22 ottobre all’8 novembre, sono intanto già attive le prevendite per Amii Stewart: una regina del canto black che ha grandi storie da raccontare, grazie a un programma musicale dalle forti connotazioni narrative. Cantante, ballerina e attrice statunitense di fama internazionale, Amii Stewart ha raggiunto il successo planetario nel 1979 con Knock on Wood, diventato un inno delle discoteche dell’epoca. Da allora la sua voce potente e la sua carismatica presenza scenica hanno affascinato numerose generazioni di fan: una carriera lunga e prolifica grazie alla capacità della Stewart di reinventarsi rimanendo sempre un punto di riferimento per il panorama musicale contemporaneo. A Padova, Amii Stewart torna sul palco con un concerto che ripercorre le sue più grandi hit e alcuni classici del R&B, il tutto riproposto in una veste musicale inedita. Nella scaletta risalteranno quindi le celebri canzoni che hanno contraddistinto il suo percorso musicale come Knock on Wood, Friends, Try Love, Grazie perché, Love Ain't No Toy, insieme a nuove interpretazioni di brani indimenticabili come Ain't Nobody di Chaka Khan, Use Me di Bill Withers, Sexual Healing di Marvin Gaye, I Wanna Be Your Lover di Prince e molte altre. In programma anche nuove canzoni come Mama, Funk e l’ultimo singolo Grace, che rivela un lato più intimo e contemporaneo dell’artista. Un concerto che si preannuncia pieno di energia e grande musica, in cui Amii Stewart offrirà al pubblico la sua personale interpretazione di canzoni senza tempo, alternandole a momenti più intimi e narrativi. Tra un brano e l’altro, la cantante racconterà infatti alcuni retroscena sorprendenti della sua vita, come ad esempio alcuni ricordi legati al suo “fratello artistico” Mike Francis, con cui ha condiviso celebri hit degli anni Ottanta come Together, il rapporto con il Maestro Ennio Morricone e molte altre vicende della sua vita privata e professionale.
Il Padova Jazz Festival è organizzato dall’Associazione Culturale Miles presieduta da Gabriella Piccolo Casiraghi, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Padova e l’Assessorato alla Cultura della Regione Veneto, con il contributo di Bosco Costruzioni e di Volksbank e con il sostegno del Ministero della Cultura.
 
FESTIVAL
 
Giovedì 22 ottobre
Università degli Studi di Padova - Dipartimento di Fisica e Astronomia “G. Galilei”, Aula Rostagni, ore 21
DJP TRIO
feat. Pietro Tonolo, Dario Deidda & Jorge Rossy
Pietro Tonolo (sax tenore e soprano, flauto), Dario Deidda (basso elettrico), Jorge Rossy (batteria, vibrafono)
 
Venerdì 23 ottobre
Sala dei Giganti al Liviano, ore 21
YILIAN CAÑIZARES TRIO
Yilian Cañizares (violino, voce), Childo Tomas (basso elettrico), Inor Sotolongo (percussioni)
 
Sabato 24 ottobre
Sala dei Giganti al Liviano, ore 21
DOCTOR 3
guest LUCIANO BIONDINI
Danilo Rea (pianoforte), Enzo Pietropaoli (contrabbasso), Fabrizio Sferra (batteria), Luciano Biondini (fisarmonica)
 
Domenica 25 ottobre
Barco Teatro, ore 11
SILVANIA DOS SANTOS & GIANCARLO BIANCHETTI DUO
Silvania Dos Santos (voce, percussioni), Giancarlo Bianchetti (chitarra, percussioni)
 
Giovedì 29 ottobre
Auditorium Centro Culturale Altinate / San Gaetano, ore 21
ZANGBETO
Félicien Bouchot (trumba), Romain Baret (chitarra), Joachim Amouzou (pianoforte), Honoré Dafo (basso), Henoch Fafadji (batteria)
 
Venerdì 30 ottobre
Auditorium Centro Culturale Altinate / San Gaetano, ore 21
MARIALY PACHECO TRIO
Marialy Pacheco (pianoforte), Juan Camilo Villa (basso), Miguel Altamar (batteria)
 
Sabato 31 ottobre
Sala dei Giganti al Liviano, ore 21
DELFEAYO MARSALIS QUINTET feat. ERIC ALEXANDER
Delfeayo Marsalis (trombone), Eric Alexander (sax tenore), Renato Chicco (pianoforte), Glen Fisher (contrabbasso), Joris Dudli (batteria)
 
Domenica 1 novembre
Barco Teatro, ore 11
ARABELLA TRIO
Arabella Rustico (contrabbasso, voce), Domenico Sanna (pianoforte), Giuseppe Salime (batteria)
 
Giovedì 5 novembre
Ridotto del Teatro Verdi, ore 18:30
VITO DI MODUGNO ORGAN QUARTET
Michele Carrabba (sax), Vito Di Modugno (organo Hammond), Pietro Condorelli (chitarra), Massimo Manzi (batteria)
 
Giovedì 5 novembre
Teatro Verdi, ore 21
KURT ELLING and THE YELLOWJACKETS Celebrate Weather Report
Kurt Elling (voce), Russell Ferrante (tastiere), Bob Mintzer (sax), Dane Alderson (basso), Marcus Finnie (batteria)
 
Venerdì 6 novembre
Ridotto del Teatro Verdi, ore 18:30
EMILIA ZAMUNER & MASSIMO MORICONI
“Doppia Vita”
Massimo Moriconi (basso), Emilia Zamuner (voce)
 
Venerdì 6 novembre
Teatro Verdi, ore 21
THE DEE DEE BRIDGEWATER QUARTET
“We Exist!”
Dee Dee Bridgewater (voce), Alexis Lombre (pianoforte), Liany Mateo (contrabbasso, basso elettrico), Shirazette Tinnin (batteria)
 
Sabato 7 novembre
Ridotto del Teatro Verdi, ore 18:30
SAVERIO TASCA VIBES TRIO
“Amos Alfredson Project”
Saverio Tasca (vibrafono), Alessio Zoratto (contrabbasso), Luca Colussi (batteria)
 
Sabato 7 novembre
Teatro Verdi, ore 21
ISAIAH COLLIER plays COLTRANE
Isaiah Collier (sassofoni), Davis Whitfield (pianoforte), Conway Campbell (contrabbasso), Tim Regis (batteria)
 
Domenica 8 novembre
Barco Teatro, ore 11
LOVESICK
Paolo Roberto Pianezza (voce, chitarra, lap steel), Francesca Alinovi (contrabbasso, voce), Lorenzo Assogna (chitarra, voce), Fausto Negrelli (batteria, voce)
 
ALTRI EVENTI
 
Venerdì 23 ottobre
Caffè Pedrocchi – Sala Bianca, ore 18
presentazione del libro Black Beauty. Storie di musica nera (Edizioni LOW, 2026) di Nicola Gaeta
Con l’autore e Michele Bugliari
ingresso gratuito
 
Venerdì 30 ottobre
Caffè Pedrocchi – Sala Bianca, ore 18
presentazione del libro Jazz, architetture di un azzardo (Il Saggiatore, 2025) di Claudio Fasoli
Con l’autore e Francesco Martinelli
ingresso gratuito
 
Dal 28 ottobre al 28 novembre
Scuderie di Palazzo Moroni
“Jazz Across Europe”
Mostra fotografica di Tim Dickenson
ingresso gratuito
 
Dal 19 ottobre al 22 novembre
Caffè Pedrocchi
“The Stage Is Hers”
Mostra fotografica di Alessandra Freguja
inaugurazione 24 ottobre, ore 18
ingresso gratuito
 
Dal 23 ottobre al 16 novembre
Sala delle Pigne - Osservatorio Astronomico di Padova
“Minaccia sereno”
Opera di Anna Piratti
inaugurazione 22 ottobre, ore 18
ingresso gratuito
in collaborazione con INAF – Istituto Nazionale di Astrofisica
 
BIGLIETTI
Gran Teatro Geox 10/10: Amii Stewart
Poltronissima: Euro 50 + d.p. Platea numerata: Euro 40 + d.p. Tribuna numerata: Euro 30 + d.p.
Prevendite (+ diritti di prevendita) online su: www.ticketmaster.it - www.ticketone.it -www.padovajazz.com
 
Università degli Studi di Padova - Dipartimento di Fisica e Astronomia, Aula Rostagni; Sala Giganti al Liviano; Centro Culturale San Gaetano; Barco Teatro; Ridotto Teatro Verdi
Prevendite (+ diritti di prevendita) online su: www.ticketmaster.it - www.padovajazz.com
Speciale studenti: biglietto unico studenti 5 euro
Valido per qualsiasi studente di ogni istituto, su presentazione di badge che lo attesti
Disponibile solo il giorno stesso al botteghino, fino a esaurimento (disponibilità limitata)
 
Teatro Verdi
Prevendite (+ diritti di prevendita): Presso la biglietteria del Teatro Verdi Online su: www.vivaticket.com
Speciale studenti: biglietto unico studenti 10 euro
Valido per qualsiasi studente di ogni istituto, su presentazione di badge che lo attesti
Disponibile solo in biglietteria la sera stessa del concerto fino a esaurimento (disponibilità limitata, solo posti in galleria)
Disabili: 1 omaggio + 1 intero per accompagnatore
Bambini fino ai 10 anni: 10 euro
ABBONAMENTI ai tre concerti serali al Teatro Verdi:
5/11: Kurt Elling & The Yellowjackets  + 6/11: Dee Dee Bridgewater + 7/11: Isaiah Collier
intero 85 euro. Posti numerati solo platea e pepiano
Acquistabile online e presso la biglietteria del Teatro Verdi

Informazioni:
Associazione Culturale Miles
Via Montecchia 22 A, 35030 Selvazzano (PD)
Tel.: 347 7580904
e-mail: info@padovajazz.com
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Un amore supremo, una specie di blu
ParmaJazz Frontiere Festival 2026
12 settembre / 4 novembre


Fra gli ospiti: Louis Sclavis, James Brandon Lewis e Chad Taylor, Anders Jormin, Andy Sheppard, Rita Marcotulli e Michel Benita

ParmaJazz Frontiere Festival torna ad animare Parma con una nuova edizione che si apre nel segno di un titolo evocativo: Un amore supremo, una specie di blu, omaggio neppure troppo velato a due pietre miliari della storia del jazz – A Love Supreme di John Coltrane e Kind of Blue di Miles Davis – scelto dalla direzione artistica di Roberto Bonati per raccontare, ancora una volta, l’incontro fra trascendenza e introspezione che è fra i temi che appassionano la rassegna. Al cuore di tutto, come sempre, l’alternanza tra nuove creazioni, momenti formativi e ospiti di grande valore.
Il Festival si apre sabato 12 settembre alla Casa della Musica con un concerto in duo che promette di unire respiro acustico e intimità: sul palco Louis Sclavis al clarinetto e Benjamin Moussay al pianoforte. Si prosegue giovedì 17 settembre, sempre alla Casa della Musica, con l’energia ritmica dell’XY Quartet; il giorno seguente, venerdì 18 settembre, è la volta di un altro duo d’eccezione, quello formato dal sassofonista James Brandon Lewis e dal batterista Chad Taylor. Domenica 20 settembre il Festival propone, per Una Stanza per Caterina, l’omaggio annuale all’amica e Mecenate Caterina Dallara, il duo firmato da Anders Jormin al contrabbasso e Natalia Rogantini alla voce.
Sabato 3 ottobre alla Chiesa San Giovanni Evangelista è in programma un nuovo capitolo della ParmaFrontiere Orchestra, uno dei progetti produttivi più ambiziosi della rassegna, come sempre sotto la direzione e con le composizioni di Roberto Bonati, quest’anno - con il titolo di Canticum - dedicata a San Francesco. Domenica 4 ottobre, all’Oratorio Rocca San Vitale a Sala Baganza, spazio a Paolo Botti con un set misto di viola, banjo, chitarre, mandocello; mercoledì 7 ottobre, all’Università di Parma, in occasione dell’inaugurazione della mostra di Franco Furoncoli, il Festival porta all’Università di Parma Kinetic Needs, la ricerca sonora di Luca Perciballi, fra chitarra ed elettronica: una performance elettroacustica che esplora il corpo del performer come fulcro primario della generazione musicale.
Sabato 10 ottobre, di nuovo alla Casa della Musica, arriva uno dei trii più attesi della stagione: Andy Sheppard al sax, Rita Marcotulli al piano e Michel Benita al contrabbasso.
Venerdì 16 ottobre, al Centro Giovani Montanara, è di scena l’esito del laboratorio condotto da Gabriele Fava e Francesco Baldini, fra sax e batteria. Sabato 17 ottobre, ancora alla Casa della Musica, in programma Nica’s Dream: sul palco Valerio Corzani, tra chitarra e narrazione, Giorgio Li Calzi alla tromba e Andrea Daddi alle visual. Domenica 18 ottobre, nella suggestiva Abbazia di Valserena–CSAC, torna la Chironomic Orchestra, ancora sotto la guida di Roberto Bonati, in Mandàla o un tappeto per Morton, una produzione firmata ParmaFrontiere e dedicata a Morton Feldman nel centenario della nascita.
Sabato 24 ottobre, alla Casa della Musica, spazio al laboratorio dedicato agli studenti del Liceo Musicale “A. Bertolucci” di Parma, giunto quest’anno alla sua XI edizione e condotto da Emiliano Vernizzi. A seguire, sempre alla Casa della Musica, è la volta del pianoforte solo di Mauro Grossi. Domenica 25 ottobre, all’Oratorio Rocca San Vitale a Sala Baganza, il batterista e percussionista Roberto Dani si presenta in Solo. Sabato 31 ottobre, con due appuntamenti pomeridiano e serale (ore 15:00 e 18:00) al Ridotto del Teatro Regio, in collaborazione con la Fondazione Teatro Regio, torna Cartoons!, lo spettacolo firmato da Sabina Borelli, qui alla regia e voce narrante.
A chiudere la stagione, mercoledì 4 novembre, l’appuntamento dedicato al Premio Internazionale Giorgio Gaslini che vedrà protagonista la violoncellista Adèle Viret in quartetto con, al suo fianco, Oscar Viret alla tromba, Wajdi Riahi al pianoforte e Pierre Hurty alla batteria
Tra le location di questa edizione, oltre all’immancabile Casa della Musica e alla Chiesa San Giovanni Evangelista anche l’Oratorio Rocca San Vitale a Sala Baganza, l’Abbazia di Valserena–CSAC, l’Università di Parma, il Centro Giovani Montanara e il Ridotto del Teatro Regio.
In occasione del Festival verranno anche presentati due nuovi titoli in uscita per l’etichetta ParmaFrontiere: Be a Candle in the Darkness di Roberto Bonati, registrazione del concerto in occasione della scorsa edizione. E Dogma Mundi dei Pericopes.
Ricordiamo che il Festival è realizzato con il Contributo del Ministero dei Beni Culturali, della Regione Emilia Romagna, del Comune di Parma, della Fondazione Cariparma, della Fondazione Monte Parma, della Fondazione Caterina Dallara e del Comune di Sala Baganza. E vede la collaborazione della Casa della Musica di Parma, del Complesso Monumentale della Pilotta, del Teatro Regio, dell’Abbazia Valserena - CSAC, del Liceo Bertolucci e dell’Università di Parma. E con il supporto di Davines Group Spa. Ricordiamo anche che il Festival è membro di I-jazz, di Europe Jazz Network e Jazz Takes the Green.

ParmaJazz Frontiere Festival, tre concerti per attraversare il jazz contemporaneo

XY Quartet, James Brandon Lewis & Chad Taylor e Anders Jormin & Natalia Rogantini sono i protagonisti dei tre prossimi appuntamenti del ParmaJazz Frontiere Festival, in programma giovedì 17, venerdì 18 e domenica 20 settembre tra la Casa della Musica e la Chiesa di San Vitale. Tre concerti che attraversano alcune delle principali traiettorie del jazz contemporaneo, dalla ricerca sul linguaggio e sulla composizione all’improvvisazione più radicale, fino alla dimensione intima del dialogo tra voce e contrabbasso.
Giovedì 17 settembre, alle ore 20.30, alla Casa della Musica, il Festival ospita l’XY Quartet, con Nicola Fazzini al sax alto, Alessandro Fedrigo al basso elettrico, Saverio Tasca al vibrafono e Luca Colussi alla batteria. La formazione, nata nel 2011 dall’incontro tra Fazzini e Fedrigo e completata da Tasca e Colussi, ha costruito negli anni un’identità fortemente riconoscibile, fondata su un originale rapporto tra scrittura e improvvisazione.
Il cosiddetto “linguaggio XY” utilizza sequenze intervallari, pitch class set, ritmi non retrogradabili e multimetrie come elementi di una grammatica compositiva complessa, ma orientata a una comunicazione diretta e fisicamente coinvolgente. Il repertorio del quartetto si alimenta inoltre delle esperienze della musica del Novecento, dal serialismo al minimalismo, e di suggestioni provenienti da ambiti apparentemente lontani dalla musica, come fantascienza, architettura, letteratura e linguistica.
Con sei album pubblicati per nusica.org e due riconoscimenti come secondo miglior gruppo italiano al Top Jazz di Musica Jazz, nel 2014 e nel 2017, l’XY Quartet si è affermato come una delle realtà più interessanti della nuova scena jazz italiana. Il concerto di Parma sarà l’occasione per incontrare dal vivo una formazione che fa dell’equilibrio tra rigorosa costruzione musicale e libertà improvvisativa uno dei propri tratti distintivi.
Venerdì 18 settembre, alle ore 20.30, sempre alla Casa della Musica, sarà la volta di James Brandon Lewis & Chad Taylor, protagonisti di Radiant Imprints. Il progetto riunisce il sassofonista James Brandon Lewis, tra le voci più acclamate della sua generazione, e il batterista Chad Taylor, in un duo che porta a Parma la forza e l’urgenza del jazz americano contemporaneo.
Radiant Imprints è un omaggio a John Coltrane, nell’anno del centenario della sua nascita, e in particolare alla storica esperienza del duo realizzato da Coltrane con il batterista Rashied Ali. Sax tenore e batteria si confrontano senza intermediazioni, in un dialogo serrato che mette alla prova le possibilità timbriche, ritmiche ed espressive dei due strumenti.
Il progetto si colloca nel solco di quella tradizione del jazz in cui improvvisazione e ricerca diventano strumenti per raggiungere una libertà espressiva radicale. Lewis e Taylor costruiscono un confronto musicale diretto e imprevedibile, nel quale il potenziale emotivo del jazz emerge nella sua forma più fisica e intensa. “Un fascio di luce intenso da vedere dal vivo e una necessaria continuazione della forza emotiva del jazz”, ha scritto Ammar Kalia su DownBeat nel luglio 2020.
A chiudere i tre appuntamenti sarà domenica 20 settembre, alle ore 18.00, nella Chiesa di San Vitale, Una Stanza per Caterina, l’appuntamento che il ParmaJazz Frontiere Festival dedica ogni anno all’amica e Mecenate Caterina Dallara. Protagonisti di questa edizione saranno il contrabbassista svedese Anders Jormin, riferimento della scena jazz scandinava, e la cantante Natalia Rogantini.
La particolare formazione in duo crea le condizioni per un incontro musicale basato sull’ascolto reciproco e sulla libertà interpretativa. Voce e contrabbasso dialogano in uno spazio sonoro essenziale, nel quale il silenzio, il respiro e la ricerca timbrica assumono un ruolo centrale. L’appuntamento rinnova così la vocazione di Una Stanza per Caterina a trasformare la musica in uno spazio di incontro, memoria e condivisione, valorizzando al tempo stesso la dimensione raccolta della Chiesa di San Vitale.
Con questi tre appuntamenti, il ParmaJazz Frontiere Festival conferma ancora una volta la propria attenzione verso le forme più innovative del jazz contemporaneo, mettendo in relazione la ricerca della nuova scena italiana, l’improvvisazione radicale del jazz americano e la sensibilità della tradizione scandinava. Tre concerti molto diversi tra loro, ma accomunati dalla centralità dell’ascolto, dalla ricerca di nuovi linguaggi e dalla volontà di portare sul palco esperienze musicali capaci di oltrepassare i confini tradizionali del genere.
Ricordiamo che il Festival è realizzato con il Contributo del Ministero dei Beni Culturali, della Regione Emilia Romagna, del Comune di Parma, della Fondazione Cariparma, della Fondazione Monte Parma, della Fondazione Caterina Dallara e del Comune di Sala Baganza. E vede la collaborazione della Casa della Musica di Parma, del Complesso Monumentale della Pilotta, del Teatro Regio, dell’Abbazia Valserena - CSAC, del Liceo Bertolucci e dell’Università di Parma. E con il supporto di Davines Group Spa. Ricordiamo anche che il Festival è membro di I-jazz, di Europe Jazz Network e Jazz Takes the Green.

GLI ARTISTI
XY Quartet
L’XY Quartet nasce nel 2011 dal progetto di Nicola Fazzini e Alessandro Fedrigo, sviluppato insieme a Saverio Tasca e Luca Colussi. La formazione ha elaborato un proprio sistema compositivo, definito “linguaggio XY”, basato su sequenze intervallari, pitch class set, ritmi non retrogradabili e multimetrie. La ricerca del quartetto mette in relazione composizione e improvvisazione, aprendosi alle esperienze della musica del Novecento e a suggestioni provenienti da altri ambiti artistici e culturali. Sei gli album pubblicati per nusica.org; due i riconoscimenti ottenuti al Top Jazz di Musica Jazz, dove il gruppo è stato indicato come secondo miglior gruppo italiano nel 2014 e nel 2017.

James Brandon Lewis e Chad Taylor
James Brandon Lewis è uno dei protagonisti della nuova generazione del jazz americano. Sassofonista e compositore, ha sviluppato un linguaggio personale nel quale la tradizione afroamericana dialoga con l’improvvisazione contemporanea e con una forte tensione verso la ricerca. La sua musica si distingue per intensità, energia e profondità espressiva. Chad Taylor è batterista, percussionista e compositore, tra i protagonisti della scena jazz e improvvisativa internazionale. Il suo lavoro è caratterizzato da una particolare attenzione alla ricerca timbrica, all’interazione e alle possibilità espressive della batteria. In Radiant Imprints porta avanti con Lewis un dialogo diretto e radicale tra ritmo, suono e improvvisazione.

Anders Jormin
Anders Jormin è uno dei più importanti contrabbassisti e compositori della scena jazz scandinava. La sua ricerca unisce sensibilità melodica, improvvisazione e attenzione alla dimensione cameristica. Nel corso della sua carriera ha sviluppato un linguaggio personale fondato sull’ascolto e sull’interazione, particolarmente evidente nei progetti in formazione ridotta.

Natalia Rogantini
Natalia Rogantini è una cantante attiva nell’ambito della musica improvvisata e della ricerca vocale. In Una Stanza per Caterina incontra Anders Jormin in un duo che valorizza la relazione tra voce e contrabbasso, attraverso un approccio basato sull’ascolto, sulla libertà interpretativa e sulla ricerca delle possibilità timbriche della voce.

Canticum per San Francesco: Roberto Bonati in dialogo con l’uomo Francesco 
Sabato 3 ottobre | Chiesa San Giovanni Evangelista, h 20:30
ParmaFrontiere Orchestra – Roberto Bonati

Sabato 3 ottobre, il ParmaJazz Frontiere Festival propone alla Chiesa di San Giovanni Evangelista (Piazzale San Giovanni 1) in prima assoluta il nuovo lavoro di Roberto Bonati quest’anno doverosamente dedicato, nell’Ottavo Centenario del transito e della morte, a San Francesco. Si tratta di Canticum che vedrà salire sul palco la ParmaFrontiere Orchestra impegnata in uno dei progetti produttivi più ambiziosi della rassegna per voce e orchestra. I testi sono dello stesso Santo, di Rainer Maria Rilke e di Santa Chiara. Alla voce Angela Malagisi, una delle interpreti più fedeli del Maestro. L’orchestra vedrà impegnati: Riccardo Luppi ai flauti e al sax, Gabriele Fava al sax, Mario Arcari all'oboe, Michael Gassmann alla tromba e al flicorno, Marco Ignoti al clarinetto, Paolo Botti alla viola, Liliana Amadei al violino, Antonio Amadei al violoncello, Nicolas Cotes Castillo alla tuba, Luca Perciballi alla chitarra, Luca Gusella al vibrafono, Andrea Grossi al contrabbasso e Roberto Dani a percussioni e batteria.
“Ci sono figure che il tempo trasforma in icone, fino a renderle quasi irraggiungibili. San Francesco è una di queste. Il santo sorridente, amico degli animali, simbolo di pace e armonia con il creato. Ma dietro questa immagine si nasconde un uomo molto più complesso. Canticum nasce dal desiderio di restituire voce a questo Francesco: non il santo di maniera, ma un uomo attraversato da domande radicali, dalla fragilità, dalla paura, dalla malattia, dall'entusiasmo e dalla continua ricerca di un senso. Un uomo che ha scelto la povertà non come rinuncia, ma come libertà; che ha conosciuto il silenzio, il dubbio e perfino la notte dello spirito.
Il concerto intreccia tre voci lontane nel tempo e profondamente vicine nello sguardo: quella di Francesco d'Assisi, quella di Chiara, sua compagna di cammino e di fede, e quella di Rainer Maria Rilke, poeta che  sempre ci parla della tensione tra il visibile e l'invisibile, tra il desiderio umano e il mistero, e che non offre risposte ma pone domande.
Il Cantico delle Creature, composto nell’ultimo periodo della sua vita mentre era ospitato nel convento di S. Damiano, dimora di Chiara, non è soltanto un meraviglioso inno alla natura. È il canto di un uomo ormai segnato dalla sofferenza fisica, quasi cieco, provato dalle divisioni interne al suo stesso ordine, eppure ancora capace di riconoscere una fraternità universale. È una lode che nasce non dall'assenza del dolore, ma dal suo attraversamento. La musica vuole  attraversare i testi, metterli in discussione, amplificarne i silenzi e le contraddizioni mettendoli a confronto, in dialogo e a volte in contrasto. Il suono desidera essere rivelazione del testo. Canticum come un viaggio nell'umanità di Francesco. Non quella levigata dalla devozione o dalla retorica, ma quella viva, inquieta, vulnerabile. Perché forse è proprio questa umanità, più ancora della santità, a parlare con forza al nostro tempo: la capacità di continuare a cercare la luce senza negare l'ombra, di chiamare fratello il mondo pur conoscendone il dolore, di trasformare la propria fragilità in un canto. Un canto che, dopo otto secoli, continua a interrogarci e del quale abbiamo, forse oggi più che mai, un estremo bisogno.”

BIGLIETTI
I biglietti per i concerti sono disponibili tramite Vivaticket.
Biglietto intero: € 25
Ridotto 14-25 anni e studenti universitari: € 10
Under 14: € 3 per tutti i concerti, ad eccezione di Cartoons!
Professional: € 5, riservato agli studenti del Conservatorio “A. Boito” di Parma, agli uffici stampa e agli operatori del settore. Il biglietto professional è acquistabile esclusivamente tramite la Biglietteria ParmaJazz Frontiere.
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 FESTIVAL METROPOLITANO BARI IN JAZZ 2026  
"Beyond Boundaries" 


Prosegue la XXIII edizione del Festival Metropolitano Bari in Jazz, una delle rassegne musicali più importanti dell'estate pugliese. Fino al 26 settembre, il festival proporrà concerti diffusi in tutta l’aerea barese, con un cartellone che intreccia jazz, soul, funk, world music, elettronica e cantautorato. Il tema dell'edizione 2026, "Beyond Boundaries", racconta una musica capace di superare confini geografici, culturali e stilistici. Una visione che accomuna tutti gli artisti in programma e che trova espressione in un cartellone dove convivono grandi protagonisti della scena internazionale, produzioni originali e nuove esperienze sonore, tra tradizione e sperimentazione. Dal 31 luglio al 9 agosto il festival si svolgerà interamente al Minareto di Selva di Fasano, il vero cuore della sua programmazione estiva che ospiterà Cory Henry & The Funk Apostles, Alberto Iovine Trio feat. Daniele Di Bonaventura, il progetto Round About Miles in omaggio a Miles Davis, i doppi set di Di Vaia – Natale duo e di Mauro Sigura e Andrea Manzoni e i concerti di Yugen e Gioele Nuzzo. Il primo appuntamento sarà venerdì 31 luglio alle ore 21 con il cantante e tastierista vincitore di un Grammy Award Cory Henry insieme alla sua band The Funk Apostles. Henry è stato membro degli Snarky Puppy e ha collaborato con artisti di fama internazionale come Kanye West, Rosalía, Bruce Springsteen, Imagine Dragons e Stevie Wonder. Il concerto è in collaborazione con Bass Culture. Per questo concerto le aree di parcheggio consigliate sono via del Leccio (area prospiciente Tennis Club) e viale Dei Castagni (alle spalle della chiesa Trullo del Signore). Da qui percorrendo viale Toledo e Viale del Minareto sarà possibile raggiungere Villa Damaso Bianchi, dove si svolgeranno gli eventi. Della serata di sabato 1° agosto sarà invece protagonista il progetto Fourth Meridian di Alberto Iovine insieme a Daniele Di Bonaventura, a partire dalle ore 21: uno spazio in cui si esplorano i confini tra jazz contemporaneo, improvvisazioni e suggestioni cinematiche. In collaborazione con Puglia Culture. Martedì 4 agosto alle ore 21 andrà in scena il recital di musica e parole Round About Miles, un omaggio alla leggenda del jazz Miles Davis nel centenario dalla sua nascita. I testi del progetto sono di Ugo Sbisà e l’apporto musicale è di un quartetto che vede Roberto Ottaviano, Eugenio Macchia, Giuseppe Bassi, Lorenzo Tucci e la partecipazione speciale di Flavio Boltro. Anche questo progetto è in collaborazione con Puglia Culture. I doppi set del duo Di Vaia – Natale e di Mauro Sigura e Andrea Manzoni sono programmati per giovedì 6 agosto. Il primo duo si muove dal jazz tradizionale alle sonorità più contemporanee, con influenze latine e improvvisative. Invece, il progetto Migrantes di Sigura e Manzoni offrirà un dialogo tra il Mediterraneo, il jazz europeo e i suoni arabo – ottomani, trascendendo i confini geografici e culturali. Saliranno sul palco rispettivamente alle ore 21 e alle ore 22. Infine, domenica 9 agosto chiudono la settimana gli artisti salentini Yugen in Picture #2 (ore 21) e successivamente il tamburellista e performer Gioele Nuzzo (ore 22) la cui ricerca artistica si muove tra musica popolare e musica elettronica. L’evento è in collaborazione con Puglia Culture. Il Festival Metropolitano Bari in Jazz è organizzato dalla Associazione culturale Abusuan con il sostegno di Ministero della Cultura Fnsv, finanziato dalla Regione Puglia (con risorse del Fondo di rotazione – FdR - e attuato in coerenza con gli obiettivi del Piano Strategico della Cultura della Regione Puglia "PiiiL Cultura”), con il patrocinio dei comuni di Bari, Fasano, Locorotondo, Mola di Bari, Monopoli, Putignano, Sammichele di Bari, Gravina in Puglia.
 
PROGRAMMA 31/07 – 26/09
  
sabato 26 settembre 2026
Teatro Forma - Bari
Ore 21:00
SHABAKA
OF THE EARTH TOUR
Shabaka Hutchings sax, flauti e percussioni; Austin Williamson batteria e percussioni
Si avvia alla conclusione la XXIII edizione del Festival Metropolitano Bari in Jazz, uno degli eventi di punta dell’estate pugliese. E lo fa in grande stile, riservando per il finale uno degli artisti più innovativi della musica contemporanea, Shabaka, che sarà protagonista nell’unica data italiana del suo Of The Earth Tour al Teatro Forma Bari con un concerto intenso e visionario. Si aggiunge poi, sempre il 26, un altro evento in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio; un’esperienza immersiva in cui la musica incontra l’archeologia e il paesaggio, all’interno del Parco Archeologico di Monte Sannace di Gioia del Colle, Shabaka ha ridefinito il linguaggio del jazz attraverso progetti fondamentali come i Sons of Kemet e i The Comet Is Coming. Con il nuovo album Of The Earth inaugura una nuova fase del suo percorso artistico, ampliando il proprio ruolo da strumentista e compositore a produttore e creatore di universi sonori. Nato durante il periodo della pandemia, il progetto intreccia ritmi caraibici, elettronica, hip-hop e ricerca spirituale, dando vita a una musica che supera ogni definizione di genere. Il sassofono dialoga con flauti, campionamenti e manipolazioni digitali, mentre la voce e il rap diventano nuovi strumenti espressivi.Dal vivo, Shabaka trasforma ogni concerto in un’esperienza aperta all’improvvisazione e alla sperimentazione. Of The Earth è il racconto di un artista in continua evoluzione, capace di connettere radici, innovazione e visione del futuro.
 
ingresso: 15 euro + d.p.
In collaborazione con Enneallaterza
 
Il Festival Metropolitano Bari in Jazz è organizzato dalla Associazione culturale Abusuan con il sostegno di Ministero della Cultura Fnsv, finanziato dalla Regione Puglia (con risorse del Fondo di rotazione – FdR - e attuato in coerenza con gli obiettivi del Piano Strategico della Cultura della Regione Puglia “PiiiL Cultura”), con il patrocinio dei comuni di Bari, Fasano, Locorotondo, Mola di Bari, Monopoli, Putignano, Gravina in Puglia.
 
PREVENDITA BIGLIETTI su Ticketone. Per info e acquisto mirato per ogni singolo spettacolo https://www.bariinjazz.it/ - L’acquisto online consente un risparmio rispetto al costo al botteghino.

Main sponsor: Terrecarsiche
Official Sponsor: Puglia Village, Autoclub
Supporting sponsor: Acqua Orsini, Peroni, L’Alleanza Assicurazioni, Spazio Eccelsa Consorzio Meridia, Consorzio Mestieri
 
In collaborazione con Bass Culture, Fondazione Musica per Roma, Ninni Laterza, Puglia Culture
 
PREVENDITA BIGLIETTI su Ticketone. Per info e acquisto mirato per ogni singolo spettacolo https://www.bariinjazz.it/ - L’acquisto online consente un risparmio rispetto al costo al botteghino.
 
INFO PER IL PUBBLICO
Tel: 366.3397036
info@abusuan.com
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XXXI POMIGLIANO JAZZ IN CAMPANIA 2026
 Dal 30 agosto al 12 settembre la XXXI edizione entra nel vivo con
BILLY COBHAM | RAIZ & SOLIS STRING QUARTET | DANILO REA | STEFANO DI BATTISTA QUINTET | MAURIZIO DE GIOVANNI E MARCO ZURZOLO

Dal 30 agosto al 12 settembre la XXXI edizione entra nel vivo con concerti, escursioni guidate e degustazioni tra il Cratere del Vesuvio, Cimitile e Avella. In autunno il festival proseguirà con una nuova sessione di eventi e attività didattiche. Dopo il successo dell'anteprima sold out dello scorso 22 luglio nell'Area archeologica della Necropoli Monumentale di Avella, dove il quartetto all star formato da Gonzalo Rubalcaba, Chris Potter, Larry Grenadier ed Eric Harland ha inaugurato la rassegna con un concerto accolto da uno straordinario entusiasmo del pubblico, entra nel vivo la XXXI edizione di Pomigliano Jazz in Campania. Dal 30 agosto al 12 settembre il festival propone cinque appuntamenti che porteranno alcuni dei più autorevoli protagonisti della scena musicale internazionale e italiana in luoghi di straordinario valore storico, archeologico e paesaggistico, dal Cratere del Vesuvio e l’Antica Strada Matrone, alle Basiliche Paleocristiane di Cimitile fino all'Anfiteatro Romano di Avella. Un percorso che conferma la vocazione di Pomigliano Jazz a coniugare grande musica, valorizzazione del patrimonio culturale e sostenibilità ambientale. Come nella tradizione della manifestazione, ai concerti sono abbinati percorsi enogastronomici di qualità, in collaborazione con produttori di eccellenza per degustazioni di prodotti a km 0. Si parte domenica 30 agosto sul Cratere del Vesuvio, con RAIZ & SOLIS STRING QUARTET e il progetto Chi tene 'o mare, dedicato a Pino Daniele; seguiranno DANILO REA con Sakamoto & Me (2 settembre, Basiliche Paleocristiane di Cimitile – set di apertura di Marco De Falco & Alessandro Tedesco), STEFANO DI BATTISTA QUINTET Con La Dolce Vita (3 settembre, Basiliche Paleocristiane di Cimitile – set di apertura di Agora Tá), MAURIZIO DE GIOVANNI e MARCO ZURZOLO con Canzoni per Ricciardi (6 settembre, Vesuvio – Antica Strada Matrone – set di apertura di Marco De Falco) e, a chiudere la sessione estiva, BILLY COBHAM con Time Machine (12 settembre, Anfiteatro Romano di Avella – set di apertura di Claudio Romano). I due concerti al tramonto in collaborazione con l’Ente Parco Nazionale del Vesuvio sono inseriti in un percorso denominato VesuviusJazz e rappresentano un’esperienza immersiva sui due versanti del vulcano che unisce musica, sostenibilità ambientale e valorizzazione del territorio. Il 30 agosto, dal primo pomeriggio, i partecipanti prenderanno parte a un’escursione guidata a piedi da “Quota 1000” fino al cratere per assistere al concerto; il 6 settembre le attività saranno invece condotte con mezzi elettrici lungo l’antica Strada Matrone, alla scoperta dei paesaggi e della natura del Parco. La programmazione proseguirà poi in autunno con una seconda sessione di concerti, in calendario tra la fine di ottobre e la metà di novembre, che vedrà tra gli appuntamenti A New Sketches of Spain, progetto dedicato al centenario della nascita di Miles Davis con Israel Galván e Michael Leonhart, il concerto di Javier Girotto & Francesco Nastro con la partecipazione speciale di Hamilton de Holanda e il ritorno, il 28 ottobre prossimo, di Gonzalo Rubalcaba, con il progetto Gonzalo Plays Pino. Accanto ai concerti, il festival rinnova inoltre il proprio impegno nella formazione con Young Jazz Lab, il progetto dedicato ai giovani musicisti attraverso laboratori per coro e orchestra e live dedicati, e presenta la mostra "Sound Stories – Jazz ed altre storie", confermando la propria identità di rassegna capace di mettere in dialogo musica, territorio e produzione culturale.
“Pomigliano Jazz incarna perfettamente l’idea di cultura che vogliamo promuovere: uno spazio aperto fondato sulla partecipazione, la libertà di espressione e il confronto, capace di unire le persone ben oltre la semplice dimensione dello spettacolo», afferma Onofrio Cutaia, Assessore alla Cultura della Regione Campania. “Il jazz diventa così uno straordinario catalizzatore di comunità. Arte e cultura non sono soltanto intrattenimento, ma motori di crescita autentica: nutrono il singolo individuo ed emancipano la collettività, educando al rispetto reciproco, all'inclusione e al dialogo. È questa capacità della musica di stimolare l'ascolto, abbattere le barriere e far germogliare una visione condivisa a rendere il Festival un’esperienza fondamentale per il futuro delle nostre comunità”. Dichiarazione di Raffaele De Luca, Presidente dell'Ente Parco Nazionale del Vesuvio: "Il Parco Nazionale del Vesuvio è molto più di un'area protetta: è un territorio che comprende tredici comuni e custodisce un patrimonio unico di natura, storia, cultura e tradizioni. La nostra missione è tutelarlo e, allo stesso tempo, renderlo sempre più conosciuto attraverso esperienze di qualità che coniughino cultura, sostenibilità e valorizzazione delle comunità locali. È questa la visione che condividiamo con la Fondazione Pomigliano Jazz. I concerti ospitati nel Parco non sono semplici eventi musicali, ma esperienze che dialogano con i luoghi, invitando il pubblico a scoprirne il paesaggio, la storia e l'identità. La presenza di artisti come Raiz e il Solis String Quartet, Maurizio De Giovanni e Marco Zurzolo conferma la volontà di proporre produzioni originali, pensate per valorizzare l'unicità di questo territorio. Accogliamo con favore anche il percorso intrapreso dal Festival verso la certificazione Ecoevents, che testimonia una scelta concreta di sostenibilità e responsabilità ambientale. Continueremo a sostenere progetti come questo perché crediamo che la cultura sia uno degli strumenti più efficaci per promuovere il territorio e rafforzare il legame tra persone, ambiente e comunità. Quando un evento riesce a raccontare l'anima di un luogo, contribuisce a costruirne il futuro." “Con la XXXI edizione abbiamo scelto di ampliare la formula di Pomigliano Jazz, rendendolo un festival diffuso nello spazio e nel tempo, capace di attraversare luoghi diversi della Campania e di svilupparsi dall’estate all’autunno” conclude Onofrio Piccolo, direttore artistico di Pomigliano Jazz in Campania ”Con la sessione estiva vogliamo valorizzare il territorio nel segno della sostenibilità; con quella autunnale intendiamo rafforzare le attività formative e divulgative, creando nuove occasioni di incontro e di avvicinamento alla musica. Il nostro auspicio è che questa formula renda sempre più concreta la filosofia che guida il festival: mantenere la musica al centro e costruire una manifestazione popolare e partecipata, senza rinunciare alla qualità delle proposte artistiche e alla ricerca, radicata nel territorio ma aperta alla dimensione internazionale, capace di far dialogare tradizione e innovazione”. La XXXI edizione di Pomigliano Jazz in Campania è realizzata con il sostegno del Ministero della Cultura dell'Ente Parco Nazionale del Vesuvio ed è promossa e finanziata dalla Regione Campania attraverso Scabec – Società Campana Beni Culturali, con i Fondi di Coesione Italia 21–27 nell'ambito delle azioni di valorizzazione del patrimonio UNESCO e degli Itinerari Culturali della Campania. Il festival è organizzato dalla Fondazione Pomigliano Jazz, in partenariato con i Comuni di Pomigliano d'Arco, Avella e Cimitile, e con l'Instituto Cervantes di Napoli.

Mercoledì 28 ottobre 2026 
GONZALO RUBALCABA – Gonzalo Plays Pino
LUOGO DA DEFINIRE

Martedì 3 novembre 2026 
A NEW SKETCHES OF SPAIN
con ISRAEL GALVÁN e MICHAEL LEONHART
LUOGO DA DEFINIRE
 
Giovedì 5 novembre 
JAVIER GIROTTO e FRANCESCO NASTRO
con la partecipazione speciale di HAMILTON DE HOLANDA 
LUOGO DA DEFINIRE
  
10 Novembre
BILLY COBHAM
Time Machine 
ANFITEATRO ROMANO DI AVELLA
Teatro Mediterraneo, Napoli Ore 20.30
Visite guidate dalle ore 19.00 riservate ai possessori del biglietto.
In apertura: Claudio Romano – Max Unlimited
 
Biglietti
Posto unico non numerato - Promozione fino al 6 settembre: € 30 + prevendita
Intero: € 35 + prevendita - Ridotto Under 30: € 20 + prevendita
 
Prevendite: Azzurro Service, Vivaticket e nei principali punti vendita regionali.
Informazioni: tel. 081 5934001 – www.azzurroservice.net.
 
Tra i più grandi batteristi della storia del jazz e della fusion, Billy Cobham chiude la sessione estiva della XXXI edizione di Pomigliano Jazz con Time Machine, un progetto che ripercorre oltre cinquant'anni di carriera senza assumere i toni della celebrazione. Piuttosto, è il racconto di un percorso artistico ancora in continua evoluzione, nel quale jazz, rock e fusion si incontrano in un linguaggio musicale libero, potente e sempre sorprendente. Accompagnato da una formazione internazionale composta da Bjorn Arko ai fiati, Gary Husband alle tastiere, Rocco Zifarelli alle chitarre, Antonio Baldino alla tromba e al flicorno, Andrea Andreoli al trombone e Victor Cisternas al basso, Cobham attraversa alcune delle pagine più significative della propria storia musicale, confermando una straordinaria energia interpretativa e una capacità di innovazione che lo rendono ancora oggi uno dei musicisti più influenti della scena mondiale.

Prevendite: Azzurro Service, Vivaticket e nei principali punti vendita regionali.
Informazioni: tel. 081 5934001 – www.azzurroservice.net.

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SPOLETO JAZZ 2026
Dal 16 ottobre al 20 novembre la grande musica internazionale torna a conquistare l’autunno umbro!


Il jazz torna protagonista nella città simbolo dell’eccellenza artistica italiana con la settima edizione di Spoleto Jazz, in programma dal 16 ottobre al 20 novembre 2026 presso i due teatri storici della città: il Teatro Caio Melisso – Spazio Carla Fendi e il Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti. Ideata, promossa e organizzata da Visioninmusica, con il prezioso supporto del Comune di Spoleto, la rassegna conferma la propria visione capace di coniugare programmazione originale, prestigio internazionale e apertura al nuovo. Dopo i successi delle precedenti edizioni, il cartellone del 2026 offre al pubblico un percorso affascinante, guidato dal virtuosismo, dalla contaminazione degli stili e dalla libertà espressiva. Richiamando la profonda eco spirituale del capolavoro di John Coltrane, il claim di quest'anno si fa manifesto poetico: JAZZ! IS A LOVE SUPREME. Una scelta che mette al centro dell’atto musicale la connessione che si crea tra artista e platea, uniti e complici nella creazione di uno spettacolo dal vivo unico, irripetibile e intriso di empatia. «Spoleto Jazz è ormai diventato un appuntamento che appartiene alla città», dichiara Andrea Sisti, sindaco del Comune di Spoleto. «Nel corso degli anni ha saputo crescere, costruire il proprio pubblico e portare a Spoleto musicisti e linguaggi di respiro internazionale. È una rassegna che sento particolarmente vicina allo spirito della nostra città: il jazz è musica di ascolto, libertà, contaminazione e incontro, e sono gli stessi valori che fanno di Spoleto un luogo naturalmente aperto alla cultura e alla contemporaneità. Sono quindi particolarmente felice che questa settima edizione torni nei nostri teatri, dal Teatro Nuovo al Teatro Caio Melisso. Da Sindaco, ma soprattutto da cittadino di Spoleto, credo sia importante continuare a sostenere occasioni capaci di far vivere questi luoghi e di regalare alla città nuove esperienze, emozioni e incontri attraverso la musica.» «Spoleto Jazz è ormai una realtà consolidata nel panorama culturale della città e dell’Umbria - asserisce il Consigliere Regionale dell'Umbria Stefano Lisci - La capacità della direttrice artistica di Visioninmusica Silvia Alunni di portare a Spoleto artisti di livello internazionale e di coinvolgere un pubblico sempre più ampio rappresenta un valore per tutto il territorio. Come Regione Umbria siamo felici di sostenere una manifestazione che unisce qualità artistica, partecipazione e promozione della città. Investire nella cultura significa anche creare occasioni di incontro e di crescita e Spoleto Jazz rappresenta pienamente questo spirito.» «Spoleto Jazz è una manifestazione che interpreta bene la vocazione culturale della nostra città - afferma l’assessore alla valorizzazione delle culture Danilo Chiodetti - La presenza di artisti internazionali nei nostri teatri storici contribuisce a costruire un’offerta culturale capace di parlare a pubblici diversi e di creare nuove occasioni di incontro. Il jazz continua a trovare a Spoleto un contesto particolarmente significativo.» «Spoleto Jazz rappresenta anche un’opportunità per raccontare e far vivere la città attraverso un’esperienza che unisce musica, patrimonio e accoglienza - continua l'assessore al turismo Giovanni Angelini Paroli - I concerti nei teatri storici sono parte di un percorso più ampio, che permette al pubblico di scoprire Spoleto non soltanto come luogo dello spettacolo, ma come destinazione da vivere, rafforzando anche la dimensione turistica della manifestazione e arricchendo l'esperienza offerta dalla nostra città.» «Quest'edizione segna un'evoluzione entusiasmante per Spoleto Jazz, a partire dalla forte impronta femminile», afferma Silvia Alunni, direttrice artistica del festival. «In particolare, Judith Hill segna la nostra apertura verso il soul, il funk e l’R&B. A impreziosire la rassegna abbiamo inserito un doppio concerto, pensato per esplorare in una sola serata le diverse anime del pianismo europeo. La scelta del claim, poi, Jazz! Is a Love Supreme è un tributo a Coltrane, certo, ma soprattutto una dichiarazione d'amore alla libertà espressiva. Per chi, come me, ha una formazione classica fondata sul rigore dello spartito, l'apertura mentale e l'improvvisazione del jazz rappresentano un'energia vitale, liberatoria. È esattamente questa l'emozione che vogliamo condividere con il nostro pubblico».
A inaugurare la rassegna, venerdì 16 ottobre al Teatro Nuovo, sarà l’incontenibile talento di Judith Hill. Polistrumentista, cantautrice e icona soul, la Hill vanta un curriculum inavvicinabile, legato a doppio filo a due icone assolute della musica mondiale. Scelta personalmente da Michael Jackson come partner per i duetti del tour This Is It, ha commosso il mondo cantando alla sua cerimonia funebre, per poi essere presa sotto l'ala protettrice di Prince, che ha coprodotto il suo album di debutto registrato nei leggendari studi di Paisley Park (USA). Già vincitrice di un Grammy per il film premio Oscar 20 Feet from Stardom, Judith Hill approda a Spoleto con una presenza scenica magnetica. Il suo live promette un’esplosione di funk, soul e R&B, in cui una vocalità stellare si intreccia a una scrittura musicale narrativa e viscerale, regalando al pubblico un debutto ad altissima energia e intensità emotiva.
Venerdì 6 novembre, il Teatro Caio Melisso diventerà la cornice di una doppia serata d’eccezione dedicata al grande pianismo europeo. Alle ore 21 i riflettori si accenderanno sul prodigio ungherese Zsigmond Gerlóczy. Affermatosi all'attenzione di maestri come Keith Jarrett e Tigran Hamasyan, il giovane talento esplorerà la dimensione del piano solo attraverso le sue Bagatelle. Concepito come un autentico diario intimo – che l'artista condivide giorno per giorno anche sui suoi canali social –, questo progetto traduce il vissuto quotidiano in un'esperienza d'ascolto ipnotica, ricca di contrasti e di bellezza. Sul palco, la scrittura classica diventa una tela bianca da cui Gerlóczy si stacca per abbracciare la totale libertà del jazz, lasciandosi guidare dall'ispirazione del momento in un viaggio artistico senza filtri. A seguire, alle ore 22, l'atmosfera si scalderà con l'estro armonico e la carica ritmica del Daniel García Trio. Riconosciuto come uno dei più premiati e influenti pianisti del jazz spagnolo contemporaneo, nonché ex allievo del leggendario Danilo Pérez al Berklee College of Music di Boston, García vanta una tecnica ineccepibile e un respiro cosmopolita. Autore di ben tre album acclamati dalla critica internazionale e pubblicati dalla prestigiosa etichetta europea ACT Music, il pianista condivide il palco con una sezione ritmica di assoluto spessore: Reinier "El Negrón" Elizarde al contrabbasso e Michael Olivera alla batteria. Forti di un sodalizio artistico longevo e di un'intesa assoluta, i tre daranno vita a una performance vibrante in cui l'audacia dell'improvvisazione si fonde magicamente con il fuoco delle radici del flamenco e l'eleganza della musica classica.
Il gran finale, venerdì 20 novembre sempre al Teatro Caio Melisso, è affidato a una stella assoluta della vocalità contemporanea: la britannica Emma Smith. Eletta Jazz Vocalist of the Year nel 2024, la Smith possiede un curriculum sbalorditivo: ha calcato il palco della Royal Albert Hall, è giunta in finale alla leggendaria Sarah Vaughan Competition e ha collaborato con pesi massimi come Michael Bublé, Jeff Goldblum e la Quincy Jones Orchestra, diventando inoltre un volto amatissimo del fenomeno globale delle Puppini Sisters. Cresciuta respirando le atmosfere delle grandi orchestre grazie al nonno, storico trombonista di Frank Sinatra, la Smith fa sua la magia delle big band unendola all'ironia e alla freschezza interpretativa che la contraddistinguono. La sua esibizione regalerà al pubblico un formidabile concentrato di swing ed eleganza, dominando la scena con una padronanza vocale destinata a sigillare il festival in modo spettacolare.
Quattro appuntamenti distinti e complementari che delineano un'esplorazione profonda dell'universo jazzistico contemporaneo. Spoleto Jazz non è soltanto un cartellone musicale, ma un invito a vivere la città attraverso una prospettiva acustica e sensoriale del tutto inedita, dove il fascino architettonico e storico dei teatri umbri si fonde alla perfezione con le vibrazioni della musica jazz internazionale.
I biglietti per i singoli concerti sono disponibili online sul sito di Visioninmusica e presso tutte le rivendite Vivaticket, con un costo che va da 24 a 30 euro. È inoltre possibile acquistare l’abbonamento per gli spettacoli al prezzo speciale di 70 euro. Per maggiori informazioni e dettagli sui concerti, visita il sito ufficiale: visioninmusica.com.
SPOLETO JAZZ 2026 è sostenuto da: Enti pubblici: Ministero della Cultura, Regione Umbria, Comune di Spoleto, Camera di Commercio dell’Umbria.
Supporter: Fondazione Carispo, Fucine Umbre e Fondazione Francesca, Valentina e Lugi Antonini.
Media partner: Corriere dell’Umbria, Umbria 24, Tutt’Oggi, Vivo Umbria, Umbria 7, Umbria Eventi.
Partner: Europe Jazz Network, AIAM (Associazione Italiana Attività Musicali) e I-Jazz.
 
 
 
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JAZZMI 
TORNA A MILANO
dal 22 OTTOBRE all’ 8 NOVEMBRE 2026

JAZZMI undicesima edizione
IL JAZZ TORNA A PRENDERSI MILANO

Dal 19 ottobre all’8 novembre JAZZMI presenta un cartellone che attraversa il jazz contemporaneo tra grandi protagonisti, nuovi talenti e progetti originali, in un intreccio di linguaggi, generazioni e visioni.

12 ottobre - Lake Street Dive - Alcatraz - JAZZMI Preview.
Il 19 e 20 ottobre Erykah Badu inaugura il festival al Teatro Nazionale.

Da oggi 23 settembre tutto il programma completo su jazzmi.it

I numeri tondi, scrive Borges, si vedono e si riconoscono da lontano. Sono numeri magici, infervorati d’oro e di rosso, orgogliosi di fondere insieme l’energia dei ricordi con il pathos dei traguardi. I numeri tondi di JAZZMI, i 10 anni, i 100 artisti, i 1000 concerti, non li contiamo nemmeno più, ma edizione dopo edizione — e questa, se non andiamo errati, è l’undicesima — siamo sempre più orgogliosi di dare al jazz una città da abitare e a Milano una musica da vivere. Una città intera, non un solo teatro, dal centro alle periferie, una geografia vivente di quartieri che diventano palcoscenici. E in quale musica meglio del jazz può riconoscersi Milano, una città che si vuole come minimo europea, una capitale delle arti dinamica e visionaria, aperta al dialogo e all’incontro, che si pensa esemplare per integrazione tra culture e pensieri diversi? Il jazz contemporaneo è una musica piena di giovani e di futuro. Raccoglie l’energia dei suoi immensi ricordi e ne trae forza e ispirazione per traguardi sempre nuovi, dialoga in libertà con altri linguaggi, funk, pop, elettronica, soul, rap, in un flusso creativo senza limiti né schemi. Numeri d’oro coniati nel pathos del momento o nel fervore controllato della composizione. In un tempo segnato da fratture e conflitti, JAZZMI ribadisce il ruolo sociale che la musica ha sempre avuto. Nato dall’incontro di popoli e culture diverse, il jazz è per sua natura un ponte tra civiltà, un territorio di scambio e di ascolto reciproco. E il festival milanese ne fa la propria bandiera, insieme agli artisti che condividono questi stessi ideali. Una Milano che suona, che accoglie, che unisce. E il bello, c’è da scommetterci, deve ancora venire. – Luciano Linzi e Titti Santini (direttori artistici JAZZMI).JAZZMI dal 2016 è prodotto da Associazione JAZZMI, Ponderosa Music & Art e Triennale Milano Teatro, in collaborazione con Blue Note Milano e con la direzione artistica di Luciano Linzi e Titti Santini. Main partner Volvo. “L’undicesima edizione di JAZZMI conferma un festival che non si limita a ospitare il jazz, ma ne interpreta l’evoluzione, mettendo in dialogo grandi protagonisti, nuovi talenti e linguaggi diversi. La sua forza è anche nella capacità di attraversare Milano, dai grandi teatri ai club, dai luoghi della cultura agli spazi indipendenti, costruendo una proposta diffusa e accessibile. È questa la direzione di una politica culturale che vogliamo sostenere: una città in cui la musica non sia un’esperienza per pochi, ma un’occasione di incontro, scoperta e partecipazione. JAZZMI è ormai parte del tessuto culturale di Milano e, con la sua apertura internazionale e la sua capacità di innovare, contribuisce a renderlo ancora più vivo”, afferma l’Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi.  Dieci anni dopo, JAZZMI continua a guardare avanti, a una musica che cambia, si mescola, si reinventa e trova ogni volta nuovi spazi per esprimersi. È da qui che prende forma l’undicesima edizione: un percorso che attraversa la città, mette in relazione artisti, generazioni e linguaggi diversi e racconta un panorama musicale in continua trasformazione. Dal 19 ottobre all’8 novembre, JAZZMI presenta un programma diffuso tra concerti, produzioni originali, incontri, masterclass e progetti speciali. Un cartellone che riunisce artisti internazionali e italiani, grandi protagonisti e nuove proposte, confermando la vocazione a raccontare il jazz nella sua continua evoluzione. Un percorso nato a Milano e cresciuto insieme alla città, che continua a guardare al jazz come a una musica in costante trasformazione: capace di ascoltare, reagire, incontrare linguaggi diversi e cambiare direzione. Tra gli appuntamenti dedicati alla storia e all’evoluzione di questa musica, JAZZMI celebra anche il centenario della nascita di Miles Davis e John Coltrane, due figure fondamentali nella sua storia. A loro è dedicato un calendario articolato tra concerti, produzioni, libri, mostre, incontri e momenti di approfondimento. Due percorsi distinti e complementari per tornare a esplorare l’eredità di due maestri che hanno continuamente spostato i confini della musica. Dai due poli di Triennale Milano e Blue Note Milano, la rassegna torna ad attraversare il territorio cittadino in tutta la sua varietà, costruendo una geografia del festival che unisce grandi palcoscenici, luoghi della cultura, spazi di design e architettura, club e realtà indipendenti. Tra i luoghi più rappresentativi coinvolti in questa edizione, il Volvo Studio Milano, il Teatro Nazionale Italiana Assicurazioni, il Teatro degli Arcimboldi, il Dal Verme e il Lirico Giorgio Gaber. Il festival rinnova inoltre il dialogo con istituzioni e spazi culturali come il Conservatorio di Milano e l’Auditorium S. Fedele, e con alcune delle realtà più dinamiche della città: Armani/Silos, l’Anfiteatro del Liberty, ADI Design Museum, Combo Milano, Cascina Nascosta e Spirit de Milan. Tra le novità di questa edizione anche l’Auditorium IULM. Accanto ai grandi spazi, JAZZMI mantiene il legame con i luoghi che negli anni hanno contribuito a costruire la sua identità e con quella dimensione notturna che è diventata parte integrante del festival: Alcatraz Milano, Santeria Toscana 31, BIKO Milano e BASE Milano sono alcuni degli spazi che continuano ad alimentare la parte più libera, vibrante e imprevedibile del festival.

IL JAZZ
L’anteprima del festival, JAZZMI Preview, è affidata ai Lake Street Dive, per la prima volta in Italia il 12 ottobre all’Alcatraz di Milano. La band americana porta a Milano il suo intreccio di soul, jazz, folk e groove, insieme a tutta la sua energia. Ad aprire il concerto sarà John Splithoff, cantautore e polistrumentista di Chicago.
Il Teatro Nazionale Italiana Assicurazioni ospiterà il 19 e 20 ottobre le due uniche date italiane di Erykah Badu, che inaugureranno ufficialmente JAZZMI. Regina del neosoul, l’artista americana si presenterà sul palco con la sola voce, il pianoforte e le percussioni, lasciandosi guidare dall’energia del pubblico. IMEHO, inaugurato in Giappone, è uno degli alter ego creativi di Badu, un’affermazione di identità e di libertà, lontana da ogni aspettativa. Con le performance “One Human Show” propone un’esperienza intima e imprevedibile, oggi al centro della sua espressione artistica.
Triennale Milano Teatro ospiterà una programmazione che attraversa epoche, linguaggi e generazioni, tra grandi protagonisti e alcune delle espressioni più innovative della scena contemporanea.
Si parte con Enrico Intra, protagonista del primo concerto in programma, che ripercorrerà dal vivo Gerry Mulligan Meets Enrico Intra, l’incontro discografico nato negli Studi Ricordi nel 1975, restituendo attraverso l’improvvisazione una pagina fondamentale del jazz italiano. Sempre in Triennale, la tradizione incontra la ricerca con Gaetano Liguori Idea Trio, formazione nata nel 1972 capace di fondere free jazz, progressive rock, musica contemporanea e tradizione popolare in un linguaggio ancora oggi radicale e sorprendentemente attuale. A guardare invece alla nuova scena internazionale sarà Nate Smith, batterista e polistrumentista che attraversa jazz, R&B e hip-hop in un linguaggio personale e riconoscibile. Nel centenario della nascita di John Coltrane, Dimitri Grechi Espinoza, Aziz Şenol Filiz e Guido Zorn presenteranno “Meditation on a Love Supreme”, un progetto che parte dal capolavoro coltraniano per interrogarsi sulla sua forza spirituale ancora oggi, intrecciando sax tenore, ney, bendir e contrabbasso in una nuova esplorazione tra jazz modale e ricerca spirituale.
La dimensione internazionale di Triennale prosegue con China Moses, “artista in grado di dominare la scena dal momento in cui fa il suo ingresso”, come dichiarato dal Times. Dalla Danimarca arriveranno invece gli Svaneborg Kardyb, duo formato da Nikolaj Svaneborg e Jonas Kardyb, con un minimalismo sospeso tra gioia e malinconia, memoria e scoperta, immerso nelle atmosfere rarefatte del Nord Europa.
A rendere ancora più trasversale il cartellone sarà il grande ritorno di A New Sketches of Spain, uno straordinario incontro tra Israel Galván, il più grande danzatore di flamenco al mondo e Michael Leonhart, uno dei trombettisti più visionari della scena newyorkese. Nel centenario di Miles Davis, il progetto riporta alla luce l'immaginario della Spagna che Davis e Gil Evans scolpirono in un disco perfetto a New York nel 1960. Una Spagna trasfigurata in musica, ancora oggi carica della varietà e dell’eloquenza dei sogni, che ritorna finalmente a casa.  La Triennale Milano ospiterà inoltre Bill Frisell che si esibirà in trio con Luke Bergman e Tim Angulo per presentare il suo ultimo lavoro “In My Dreams” tra folk, blues jazz e tradizione popolare nel segno di quell'Americana che da sempre attraversa la sua musica. Direttamente dalla vivace nuova scena di Chicago, il sassofono di Isaiah Collier, a cavallo tra tradizione e avanguardia, riscalderà l’atmosfera del teatro. 
David Binney insieme al suo travolgente Action Trio, con il batterista Louis Cole e il bassista Pera Krstajič, darà forma a un jazz alternativo e senza confini, tra improvvisazione, contaminazioni e ritmi vertiginosi. Protagonista anche Enzo Favata che, dopo 18 anni di silenzio, insieme al suo storico quintetto celebrerà l’album culto Atlantico, che ha saputo unire jazz e radici mediterranee con l’immaginario del realismo magico di Borges, García Márquez e Sepùlveda. Con lui sul palco Daniele di Bonaventura, Marchello Peghin, Salvatore Maltana e Alessandro Cau.  The Songs of Joni Mitchell sarà l’occasione per assistere a un progetto nato per celebrare una delle più grandi autrici della musica contemporanea attraverso le interpretazioni intime di Jesca Hoop e Lail Arad, affiancate da Agadez, ospite speciale della serata.  A chiudere il cartellone i Calibro 35 con il progetto Calibro 35 vs. L.A., una vera immersione nell'immaginario noir di James Ellroy. Tra immagini, footage storici e musica dal vivo, trasformeranno la loro colonna sonora in un racconto immersivo della Los Angeles notturna, tra funk cinematografico, jazz, blaxploitation e ritmi urban.
Al Teatro Arcimboldi Milano sarà invece protagonista Ibrahim Maalouf & The Trumpets of Michel-Ange, con T.O.M.A, un progetto in cui folklore e modernità, Oriente e Occidente si incontrano in una grande celebrazione collettiva. La tromba di Maalouf diventa il punto di partenza per un viaggio capace di riunire generazioni e sensibilità differenti, in equilibrio tra raffinatezza, immediatezza e una forte vocazione popolare. Per questo concerto, a salire sul palco insieme a lui ci saranno anche gli studenti di tromba del Conservatorio di Milano G. Verdi.  
Al Conservatorio di Milano, luogo simbolo della formazione musicale, Sergio Cammariere ripercorrerà oltre vent'anni di carriera attraverso i suoi brani più amati, le composizioni per piano solo e le nuove creazioni di “La Pioggia che non cade mai”.
L'Auditorium San Fedele ospiterà un incontro internazionale sospeso tra musica ambient, minimalismo e tradizione: Kjartan Sveinsson, membro fondatore dei Sigur Rós, Gyða Valtýsdóttir, già nei Múm, Bert Cools e Indrė Jurgelevičiūtė, fondatrice dei Merope, daranno vita a un progetto senza confini, un viaggio sonoro tra Islanda e Paesi Baltici dove folk, elettronica e ricerca timbrica si fondono in un paesaggio rarefatto e quasi incantato.
Il Teatro Lirico Giorgio Gaber farà da cornice a uno degli appuntamenti più suggestivi della rassegna: Paolo Fresu Quintet “Ascensore per il patibolo”, progetto realizzato in collaborazione con Vicenza Jazz e dedicato alla celebre colonna sonora composta da Miles Davis per il film noir di Louis Malle. La musica del quintetto, eseguita in sincronia con la proiezione del film, conserva l'atmosfera sospesa e cinematografica dell'originale, ampliandola attraverso nuovi interventi compositivi e improvvisativi.
Al Teatro Dal Verme sarà protagonista Tommy Emmanuel, uno dei più importanti chitarristi acustici al mondo, virtuoso del fingerstyle. Il suo ultimo lavoro “Living in the Light” riunisce pop, jazz e riferimenti classici in un repertorio variegato e coinvolgente, capace di alternare virtuosismo e intimità e di mostrare ancora una volta tutte le possibilità espressive della chitarra acustica.
Il legame con il Blue Note Milano si rinnova attraverso una programmazione capace di unire grandi protagonisti internazionali, memoria e contemporaneità. Ad aprire questo percorso sarà Fabrizio Bosso, tra i trombettisti più autorevoli della scena contemporanea, che insieme al suo quartetto presenterà “Routes”, un progetto che celebra il jazz come linguaggio in continua evoluzione. Punto di riferimento per il panorama musicale contemporaneo, Amii Stewart sarà protagonista di due appuntamenti in cui la sua carismatica presenza scenica e la potenza vocale troveranno la loro massima espressione, regalando al pubblico un’esperienza musicale coinvolgente. Nick The Nightfly 5tet – Celebrate 100! Porterà in scena un’anteprima assoluta dedicata al centenario della nascita di Oscar Brown Jr. e Mose Allison. Perr l’occasione il gruppo sarà affiancato da Ulf Wakenius. Sul palco del Blue Note arriverà, per due serate consecutive, Richard Bona, artista profondamente legato alle proprie origini africane, che nelle sue composizioni racconta di tradizione, cultura, bellezza e sfide del continente. Due serate saranno anche quelle di Judith Hill, cantautrice e polistrumentista che ha collaborato con Michael Jackson e Prince. Con “Letters from a Black Widow”, costruisce un viaggio che parte dal dolore privato per arrivare alla trascendenza comunitaria, sperimentando diversi stili di scrittura e composizione per condividere con il pubblico la sua anima blues-soul.
Il Blue Note ospiterà anche Peter Cincotti, pianista, cantante e songwriter tra i più apprezzati della scena internazionale. Due serate saranno dedicate anche alla leggenda del jazz mondiale Dee Dee Bridgewater, che presenterà il progetto We Exist, un quartetto tutto al femminile dal respiro internazionale dà voce a un messaggio di impegno e consapevolezza. Il soul di Mica Millar sarà protagonista di una serata all’insegna dell’indagine spirituale e dalle emozioni che hanno definito gli ultimi sei anni della sua vita.
All’insegna della vocalità sarà anche la serata dei Take 6, autentiche icone della musica a cappella con il loro intreccio di gospel, jazz, R&B e pop. A chiudere questo percorso sarà Malasartoria Milano plays Roy Ayers, omaggio al grande pioniere del jazz-funk affidato al collettivo milanese, che ne rileggerà la discografia attraverso improvvisazione e ritmi hip-hop/jazz astratti ed evocativi. Milano ritrova inoltre la sua vocazione più sperimentale nei club della rassegna. Al BIKO Milano i Songhoy Blues porteranno “Héritage”, nuova tappa del percorso della band di Timbuktu, che abbandona parte dell'immaginario desert-rock degli esordi per esplorare sonorità più eteree e strumenti tradizionali, riflettendo il melting pot della nuova Bamako. Sempre al BIKO, Idris Ackamoor & The Pyramids porteranno sul palco oltre cinquant'anni di spiritual jazz e afro-futurismo, tra ritualità, afrobeat, teatro e impegno politico. Louis Matute con il Large Ensemble proporrà invece un jazz senza confini geografici, sospeso tra Europa e America Latina, groove caraibici e slanci poetici, mentre Dario Jacque + Filippo Bubbico esploreranno il punto d'incontro tra jazz, elettronica e sperimentazione timbrica. La ricerca prosegue con Momoko Gill, una delle voci più interessanti della nuova scena jazz ed elettronica britannica, che presenterà il suo primo album solista intrecciando jazz, elettronica e cantautorato, e con S!RENE, DJ e producer di origini nigeriane che porterà sul dancefloor un linguaggio in cui afrobeat, jazz, funk africano e club culture si incontrano in una dimensione immersiva e senza confini.
All’Alcatraz Milano il festival propone due appuntamenti che mettono in dialogo culture e linguaggi diversi. Sul palco Rokia Traoré, tra le voci più autorevoli della musica contemporanea, con un linguaggio che unisce la tradizione dell’Africa occidentale a rock, folk e canzone d’autore. Protagonista della seconda serata sarà Gregory Porter, con la sua voce inconfondibile tra soul e gospel, in un concerto che mette al centro l’ascolto e la condivisione.
Alla Santeria Toscana 31 JAZZMI darà spazio a una delle anime più contemporanee e contaminate della rassegna. L'Antidote, trio formato da Rami Khalifé, Redi Hasa e Bijan Chemirani, costruirà un dialogo musicale tra Medio Oriente e Mediterraneo, intrecciando pianoforte, violoncello e zarb in un linguaggio sonoro sconosciuto ai motori di ricerca, dando la mano alle melodie più vorticose della world music.
Da Glasgow arriverà Corto.Alto, progetto di Liam Shortall che fonde improvvisazione jazz, produzione elettronica, broken beat, dub e hip-hop, mentre The Messthetics and James Brandon Lewis porteranno una formazione esplosiva nata dall'incontro tra la sezione ritmica dei Fugazi e il sassofonista americano James Brandon Lewis, in un percorso che attraversa post-bop, fusion, acid jazz e rock d'avanguardia.
A completare il percorso sarà MT Jones, per la prima volta in Italia, con un soul contemporaneo che guarda a R&B e jazz attraverso una scrittura intima e una voce profonda, capace di trasformare amore, viaggio e desiderio di connessione in racconti universali.
Anche BASE Milano sarà uno spazio dedicato alla contaminazione: qui Fresh Mula porterà “Diario di bordo”, progetto in cui hip-hop, jazz e cultura afro convivono in una cifra personale fatta di ricerca sonora, testi incisivi ed energia scenica. A dialogare con lui saranno i Deaf Kaki Chumpy, collettivo di diciotto giovani musicisti che da oltre dieci anni attraversa jazz contemporaneo, musica orchestrale, prog e folk in una dimensione corale e sorprendente.

LISTENING SESSIONS AND TALK 
Per la prima volta a JAZZMI, Combo Milano e Radio Raheem presentano un calendario di appuntamenti che affiancherà il programma del festival con incontri, ascolti e momenti di approfondimento. Tra i protagonisti ci sarà Raffaele Costantino, con una puntata di Clan Acustico, il podcast-documentario che esplora il mondo attraverso il suono, l’etnografia sonora e la narrazione musicale. Dopo il successo della scorsa edizione, torna inoltre Ascolti Inauditi, il ciclo di quattro listening session curato da Alessio Bertallot, dedicato all’ascolto, alla scoperta e alla rilettura delle grandi trasformazioni della musica, attraverso il dialogo con ospiti musicali d’eccezione. I primi due appuntamenti si terranno a Combo Milano: mercoledì 28 ottobre con Miles Davis: Il jazz bastardo di Tutu. Come Marcus Miller e Jason Miles hanno portato Davis nel lato oscuro della forza e giovedì 29 ottobre con Il Jazz – Factor. Sample, remix, re:imagining: come il DNA del jazz ha evoluto le altre musiche. Il ciclo proseguirà poi a VOCE Triennale con gli ultimi due appuntamenti: martedì 3 novembre sarà la volta di Quincy Jones: I segreti di “Back On the Block”. L’album che ha unito elettronica, rap & jazz, mentre mercoledì 4 novembre si chiuderà con Il Jazz nello spazio. Dal Cartoon Jazz di Hoyt Curtin al free jazz degli alieni. Gli ingressi per partecipare ad Ascolti Inauditi e Clan Acustico sono gratuiti con prenotazione obbligatoria su jazzmi.it

IL JAZZ È OVUNQUE
Si riconferma il contest spin-off per le band jazz under 35 di JAM THE FUTURE – Music For A New Planet. Quest’anno si raggiunge l’ottava edizione consolidando il Volvo Studio Milano tra le venue di punta dell’undicesima edizione di JAZZMI. La semifinale e la finale si terranno rispettivamente il 24 settembre e 1° ottobre. Per registrarsi alle due serate https://jazzmi.it/calendar/free/.
Ad aprire la rassegna presso lo Studio, il 24 ottobre alle ore 21.00, sarà Sofi Paez, pianista, cantante e compositrice costaricana che unisce pop e musica classica in uno stile intimo e profondamente personale. Il secondo appuntamento, giovedì 5 novembre, vedrà la presenza di Lubiana una delle poche donne al mondo a suonare la kora, uno strumento tradizionale dell’Africa occidentale storicamente riservato agli uomini. La rassegna continua il 6 novembre con Chiara Civello e il suo tocco inconfondibile tra canzone d’autore, jazz,  composizione contemporanea e musica sperimentale; infine, sabato 7 novembre, Ibibio Sound Machine concluderanno la serie di concerti con la loro potente fusione di elettronica, soul e sonorità afro.
Non solo musica al Volvo Studio Milano, ma anche la mostra fotografica di Hermann Leonard e Pino Ninfa “Il Tempo del Jazz – Fotografie di Hermann Leonard e Pino Ninfa”. L’esposizione è visitabile dal 23 ottobre al 7 novembre, con l’inaugurazione a ingresso libero su registrazione alla presenza dell’artista il giorno d’apertura. Inoltre, lo spazio ospiterà la presentazione del libro di Paolo Fresu e Pino Ninfa “Solo – concerto per jazz e fotografia” giovedì 29 ottobre alle ore 11.00. È già possibile iscriversi a tutti gli appuntamenti su jazzmi.it/calendar/. A commentare la rafforzata collaborazione di Volvo con JAZZMI è Chiara Angeli, Direttore Commerciale Volvo Car Italia: “La programmazione culturale 2026 del Volvo Studio Milano risponde a due criteri: la conferma delle eccellenze e la proposta di progetti che esplorano terreni nuovi. La collaborazione con JAZZMI si muove esattamente su questo binario. Se da una parte si confermano i concerti di alto livello e l’attesissima rassegna Jam The Future, alla quale teniamo particolarmente perché valorizza i giovani talenti, dall’altra si inseriscono una mostra fotografica e la presentazione di un libro dedicate al jazz. Due iniziative che consentiranno al pubblico del Volvo Studio Milano di fruire la loro musica preferita anche attraverso le immagini e le parole. A noi l’interazione delle discipline e dei linguaggi piace e la nostra attivazione per JAZZMI lo dimostra una volta di più. E come sempre, Volvo sostiene un festival come JAZZMI perché porta una visione aperta e inclusiva della città,  dando spazio a nuove generazioni di artisti. Tutto questo è in linea con i valori di Volvo, che agisce in funzione del benessere delle persone.” Armani / Silos apre le porte al festival con un concerto unico e una rassegna cinematografica interamente incentrata sul jazz. Il 26 ottobre alle ore 21:00, il rinomato artista Warren Ellis offrirà al pubblico un’improvvisazione solista al violino. Dal 21 ottobre prenderà invece il via la rassegna cinematografica The Body Of Jazz, intitolata “Play It Again”, dedicata al dialogo tra cinema e jazz, attraverso una selezione dei capolavori più amati di Woody Allen tra cui “Midnight in Paris”, “Mariti e Mogli”, “Basta che Funzioni”, “Misterioso Omicidio a Manhattan”, “Blue Jasmine” e “Manhattan”. Tutte le proiezioni saranno in lingua originale con sottotitoli in italiano. L'ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria al numero +39 02 91630010. Il 29 ottobre non può mancare l’imperdibile concerto in collaborazione con Today at Apple e Apple Music, che quest’anno vedrà protagonista Yazmin Lacey con la forza della sua verità e il calore del suo secondo album, “Teal Dreams”. Lontana dalle logiche commerciali, l’artista fonde soul, ska e lover’s rock in un abbraccio sonoro intimo e potente, arricchito da testi che parlano di amore, amicizie profonde e riscatto personale. Ad aprire il concerto, ARYA, songwriter e producer italo-venezuelana, considerata una delle voci più interessanti del panorama neo-soul / R&B italiano che ha collaborato con artisti come Mahmood, Ghemon, Calibro 35 e Venerus. Inoltre, su Apple Music, sarà disponibile la playlist ufficiale JAZZMI 2026 per scoprire tutti i talenti in anteprima. Il concerto è su registrazione gratuita a partire dal 19 ottobre ore 12.00. Torna nuovamente la grande musica all’ADI Design Museum, la casa del design, con Artchipel Orchestra Plays Frank Zappa sabato 31 ottobre ore 17.30 e domenica 1° novembre ore 17.30 con “Dear Trane” – A contemporary tribute to John Coltrane / Sandro Fazio feat. Francesco Bearzatti. Non solo luoghi della musica, ma anche bellissimi spazi come lo Chateau Monfort, Enterprise Hotel, Excelsior Hotel Gallia, The Westin Palace, Sheraton Milan San Siro, l’Hilton Milan, 21 House of Stories e Casa Brera, a Luxury Collection Hotel, Milan per scoprire i lati nascosti del jazz. Alcuni dei concerti presso gli hotel partner sono su registrazione gratuita su jazzmi.it/free/. Per la prima volta partecipa a JAZZMI anche l’Università IULM — che si conferma un crocevia culturale fondamentale per Milano — ospitando un concerto unico il 22 ottobre alle ore 18:00. A salire sul palco dell'undicesima edizione del festival sarà il duo formato da Erol Sarp e Lukas Vogel, in arte Grandbrothers. La formazione ha trasformato un apparente limite in pura genialità: creare musica elettronica e d’atmosfera utilizzando come unica fonte sonora il pianoforte a coda. Attraverso pickup e dispositivi elettromeccanici autocostruiti, il duo sfuma con maestria i confini tra minimalismo, jazz e techno acustica.

JAZZMI BOOKS
Anche quest’anno JAZZMI dedica uno spazio speciale alla letteratura, con una serie di appuntamenti che raccontano il jazz attraverso le storie, le voci e le musiche dei suoi protagonisti. Il programma si apre giovedì 22 ottobre alle 17.30 alla Libreria Birdland (via Vettabbia 9, Milano) con la presentazione della nuova edizione di Miles. L’autobiografia, con la prefazione di Paolo Fresu. All’incontro interverranno Fabrizio Bosso, Nick The Nightfly, Daniele Di Gennaro e Luciano Linzi. La Libreria Birdland ospiterà anche il secondo appuntamento, sabato 7 novembre alle 17.30, con Stefano Zenni, che presenterà il suo nuovo libro Giant Steps. La musica di John Coltrane, dedicato alla figura e all’opera di uno dei protagonisti fondamentali della storia del jazz. Sempre sabato 24 ottobre, alle 18.30, John Vignola sarà protagonista all’AEdicola di Lambrate (via Conte Rosso 9, Milano) con Esercizi di metamorfosi / Le molte vite musicali di Miles Davis, un viaggio attraverso le trasformazioni artistiche e le diverse stagioni creative del grande trombettista americano. Il programma prosegue domenica 25 ottobre alle 19.00 al Cinemino Noise (via A. Sforza 49, Milano) con Black Beauty. “Storie di musica nera”: l’autore Luca Conti dialogherà  con Nicola Gaeta, che ha firmato la prefazione al volume, in un incontro dedicato alle storie, ai protagonisti e alle molteplici espressioni della musica afroamericana. Giovedì 29 ottobre alle 18.00 si torna alla Libreria Birdland con Taccuini di Sonny Rollins. Claudio Fasoli, Veniero Rizzardi e Luciano Linzi accompagneranno il pubblico alla scoperta della figura e della musica di uno dei più grandi sassofonisti della storia del jazz. A chiudere il ciclo sarà Alceste Ayroldi, che domenica 8 novembre alle 19.00, al Cinemino Noise, presenterà il suo libro The Big Band Theory, libro inchiesta sulle grandi orchestre jazz italiane.

MOSTRE 
Come ogni anno, JAZZMI dà spazio alle mostre che nascono dall’incontro e dalla contaminazione tra musica e arti visive. È il caso di “Miles in Italy”, la mostra fotografica di Luciano Viti che sarà ospitata a NOISE - Il Cinemino dal 19 ottobre all’8 novembre, con il sostegno di Janzo Music e Nigesa Srl. La mostra presenta la straordinaria photo session realizzata da Luciano Viti con il leggendario Miles Davis, attraverso una serie di ritratti intensi e struggenti, capaci di restituire la forza e il carisma di una delle figure più iconiche della storia del jazz. In occasione del centenario della nascita di Miles Davis, JAZZMI espone per la prima volta nella sua interezza questo sensazionale servizio fotografico, offrendo al pubblico l’opportunità di immergersi in uno degli incontri più significativi tra la fotografia di Luciano Viti e il genio musicale di Miles Davis. Dal 23 ottobre al 7 novembre il Volvo Studio Milano ospiterà “Il tempo del jazz. Fotografie di Hermann Leonard e Pino Ninfa”. 

NIGHT & DAY 
Milano suona jazz anche nei numerosi locali e spazi culturali partner di JAZZMI: la sezione Night & Day del festival ospita quest’anno 50 eventi autoprodotti, che contribuiscono a diffondere l’anima jazz della città. Sono tantissimi i luoghi coinvolti, tra cui Arci Bellezza, Bachelite cLab, Biblioteca di Baggio, Cascina Merlata, Corte dei Miracoli, CTLF Milano, Feltrinelli, Foyer del Teatro degli Arcimboldi, Gran Galà Milano, Istituto Ciechi Milano, La Redazione di Scomodo Milano, Melis Melis, Musicamorfosi e Mare Culturale Urbano, Nik’s & Co, Noise Il Cinemino, OPQ Opificio Culturale, RESET, Ribalta Barona, Ribalta Bovisa, Rivington, Sala Consiliare Pioltello, Santeria Paladini 8, Santeria Toscana 31, Soho Café, Spazio Pontano, Zona.

Si parte giovedì 22 ottobre alle 19.30 al Rivington con Giussani Duet, il duo formato da Mirko Fait e Andrea Giussani. Venerdì 23 ottobre alle 21.30, alla Corte dei Miracoli, sarà la volta di MALAFEDE – Jazz & Mediterranea, di Federica Rizzo. La programmazione prosegue giovedì 29 ottobre alle 21.00 al RESET con Antigua Duo, tributo a Jim Hall, mentre venerdì 30 ottobre alle 20.30 l’Arci Bellezza presenterà Fan Fath. Mercoledì 4 novembre Musicamorfosi presenta Suite For Miles alle 21.00 al Teatro Martinitt. Venerdì 6 novembre sono in programma diversi appuntamenti: alle 20.30 il Di Serio – Mancinelli 4et alla Biblioteca di Baggio, alle 21.00 Mamud Band & Valentin Mufila Congo Connection alla Sala Consiliare di Pioltello e CineJazz: un omaggio a Lee Morgan a Exalge. Sabato 7 novembre alle 21.00 il Foyer del Teatro degli Arcimboldi accoglierà Elena Andreoli – The Arcimboldi Session. La programmazione si conclude domenica 8 novembre alle 10.00 a Cascina Merlata con Tutti vogliono far jazz. Un programma diffuso che attraversa jazz, swing, blues, soul, funk, hip-hop, elettronica e sperimentazione, portando JAZZMI oltre i grandi palchi e coinvolgendo una rete sempre più ampia di locali e spazi culturali della città. JAZZMI guarda già al 2027 e annuncia uno speciale appuntamento JAZZMI OFF: il 10 aprile 2027 gli Snarky Puppy saranno al Fabrique di Milano. Tra le realtà più originali della scena jazz contemporanea, il collettivo statunitense ha fatto della contaminazione tra jazz, funk, soul e rock la propria cifra distintiva, con un sound che unisce grande energia, virtuosismo e improvvisazione.
Wayla è anche quest’anno mobility partner di JAZZMI con tragitti e tariffe speciali per potere vivere al meglio il festival con tutta la comodità degli spostamenti. Scarica l’app e inserisci il codice JAZZMI26 per avere il 20% di sconto.  Altromercato sarà fair trade partner del festival: una realtà che da sempre guarda al cambiamento attraverso le relazioni più consapevoli, mettendo al centro le persone, i territori e la capacità di costruire nuove connessioni. Si riconferma inoltre il sostegno di BiGood, Cooperativa Agricola Sociale che nasce nel 2016 dalla volontà e dalla passione dei soci delle Cooperative Sociali Anteo e Orso Blu e che ha come obiettivo quello di favorire il reinserimento sociale e lavorativo di persone svantaggiate.  Anche quest’anno JAZZMI si avvarrà del prezioso supporto dei media partner che negli anni hanno saputo raccontare con passione ogni sfaccettatura del festival: Corriere della Sera e Vivimilano, Radio Monte Carlo, Edizioni Zero, Musica Jazz, Rockol, Club Milano, MyMilano e MiTomorrow. 
JAZZMI prodotto da Associazione JAZZMI, Ponderosa Music & Art e Triennale Milano in collaborazione con Blue Note Milano, con il contributo del Ministero della Cultura e del Comune di Milano.  Main partner Volvo; partner Armani/Silos, Apple Music. Supporter IULM. Mobility Partner Wayla. Content partner Radio Raheem. 

Tutti gli aggiornamenti su jazzmi.it/partner. 




Lunedì 12 ottobre | JAZZMI PREVIEW
ore 21.00 | Alcatraz Milano
LAKE STREET DIVE
opening JOHN SPLITHOFF
Biglietti: 30 euro + diritti di prevendita

Lunedì 19 ottobre
ore 21.00 | Teatro Nazionale
ERYKAH BADU “IMEHO - AN INTIMATE EXPERIENCE WITH ERYKAH BADU"
Biglietti: da 70 a 130 euro + diritti di prevendita

Martedì 20 ottobre
ore 21.00 | Teatro Nazionale
ERYKAH BADU “IMEHO  - AN INTIMATE EXPERIENCE WITH ERYKAH BADU”
Biglietti: da 70 a 130 euro + diritti di prevendita

Giovedì 22 ottobre
ore 21.00 | Santeria Toscana 31
L’ANTIDOTE
Biglietti: 25 euro + diritti di prevendita

Giovedì 22 ottobre
Primo set: 20.30 / secondo set: 22.30 
Blue Note Milano
FABRIZIO BOSSO QUARTET
Biglietti: prevendita 36/26 euro, alla porta 41/31 euro

Venerdì 23 ottobre
Set 1: ore 20.30 / Set 2: ore 23.00 | Blue Note Milano
AMII STEWART
Biglietti: prevendita 67/67 euro, alla porta 62/62 euro

Venerdì 23 ottobre
ore 22.00 | BIKO Milano
SONGHOY BLUES
Biglietti: 25 euro + diritti di prevendita
*Ingresso consentito Ingresso consentito solo ai possessori di Tessera ARCI (preiscrizione sull’App ARCI o presso il Circolo - quota sociale da versare alla porta al ritiro della tessera, valida in tutti gli ARCI dal 01/10/2026 al 30/09/2027)
Biglietti: 25 euro + diritti di prevendita

Sabato 24 ottobre
Set 1: ore 20.30 / Set 2: ore 23.00 | Blue Note Milano
AMII STEWART
Biglietti: prevendita 67/67 euro, alla porta 62/62 euro

Sabato 24 ottobre
ore 21.30 | Santeria Toscana 31
CORTO.ALTO
Biglietti: 25 euro + diritti di prevendita

Martedì 27 ottobre 
Set 1: ore 20.30 / Set 2: ore 22.30 | Blue Note Milano
NICK THE NIGHTFLY 5TET
“CELEBRATE 100! THE MUSIC OF OSCAR BROWN JR & MOSE ALLISON”
SPECIAL GUEST: ULF WAKENIUS
Biglietti: alla porta 45/35 euro, prevendita 40/30 euro

Martedì 27 ottobre 
ore 21.00 | Alcatraz Milano
ROKIA TRAORÉ
Biglietti: 25 + diritti di prevendita 

Mercoledì 28 ottobre
Set 1: ore 20.30 / Set 2: ore 22.30 | Blue Note Milano
RICHARD BONA QUINTET
Biglietti: prevendita 48/38 euro, alla porta 43/33 euro

Mercoledì 28 ottobre
ore 21.00 | Auditorium San Fedele
KJARTAN SVEINSSON (sigur rós), GYDA VALTÝSDÓTTIR (múm), BERT COOLS AND INDRĖ JURGELEVIČIŪTĖ (merope)
Biglietti: da 25 a 30 euro + diritti di prevendita

Giovedì 29 ottobre
Set 1: ore 20.30 / Set 2: ore 22.30 | Blue Note Milano
RICHARD BONA QUINTET
Biglietti presto in vendita

Giovedì 29 ottobre
ore 22.00 | BIKO Milano
IDRIS ACKAMOOR & THE PYRAMIDS
Biglietti: 23,63 euro + diritti di prevendita

Giovedì 29 ottobre
ore 21.00 | Teatro Lirico Giorgio Gaber
PAOLO FRESU QUINTET 
“ASCENSORE PER IL PATIBOLO”
(In collaborazione con Vicenza Jazz Festival)
Biglietti: da 25 a 50 euro + diritti di prevendita

Venerdì 30 ottobre
Set 1: ore 20.30 / Set 2: ore 23.00 | Blue Note Milano
JUDITH HILL
Biglietti: prevendita 41/31 euro, alla porta 36/26 euro

Venerdì 30 ottobre
ore 21.00 | BASE Milano
FRESH MULA + DEAF KAKI CHUMPY
Biglietti: 23 euro + diritti di prevendita

Venerdì 30 ottobre
ore 21.00 | Teatro Dal Verme
TOMMY EMMANUEL, CGP
Biglietti: da 30 a 55 euro + diritti di prevendita

Venerdì 30 ottobre
ore 22.00 | BIKO Milano
LOUIS MATUTE LARGE ENSEMBLE
Biglietti: 20 euro + diritti di prevendita

Sabato 31 ottobre
ore 12.00 | Triennale Milano Teatro
GAETANO LIGUORI IDEA TRIO “UNDERGROUND”
Biglietti: da 15 a 18 euro + diritti di prevendita

Sabato 31 ottobre
ore 16.00 | Triennale Milano Teatro
ENRICO INTRA “ENRICO INTRA MEETS GERRY MULLIGAN”
Biglietti: da 20 a 25 euro + diritti di prevendita

Sabato 31 ottobre
ore 20.00 | Triennale Milano Teatro
THE SONGS OF JONI MITCHELL WITH JESCA HOOP, LAIL ARAD, RICHARD SEARS + SPECIAL GUEST
Biglietti: da 25 a 30 euro + diritti di prevendita

Sabato 31 ottobre
Set 1: ore 20.30 / Set 2: ore 23.00 | Blue Note Milano
JUDITH HILL
Biglietti: prevendita 41/31 euro, alla porta 36/26 euro

Sabato 31 ottobre
ore 22.00 | BIKO Milano
S!RENE (DJ Set)
Biglietti: 15 euro + diritti di prevendita
*Ingresso consentito Ingresso consentito solo ai possessori di Tessera ARCI (preiscrizione sull’App ARCI o presso il Circolo - quota sociale da versare alla porta al ritiro della tessera, valida in tutti gli ARCI dal 01/10/2026 al 30/09/2027)
Biglietti: 22,72 + diritti di prevendita

Domenica 01 novembre
ore 16.00 | Triennale Milano Teatro
DIMITRI GRECHI ESPINOZA, AZIZ ŞENOL FILIZ E GUIDO ZORN “MEDITATION ON A LOVE SUPREME”
Biglietti: da 15 a 18 euro + diritti di prevendita

Domenica 01 novembre
Set 1: ore 20.00 / Set 1: ore 22.00 | Triennale Milano Teatro
NATE SMITH
Biglietti: da 25 a 30 euro + diritti di prevendita

Domenica 01 novembre
Set 1: ore 20.30 / Set 1: ore 22.30 | Blue Note Milano
PETER CINCOTTI 
Biglietti: alla porta 51/41 euro, prevendita 46/36 euro

Martedì 03 novembre
ore 20.00 | Triennale Milano Teatro
DAVID BINNEY ACTION TRIO ft. LOUISE COLE AND PERA KRSTRASIC
Biglietti: da 22 a 25 euro + diritti di prevendita

Martedì 03 novembre
ore 21.00 | Alcatraz Milano
GREGORY PORTER
Biglietti: 50 euro + diritti di prevendita

Mercoledì 04 novembre
ore 21.00 | Teatro Arcimboldi Milano
IBRAHIM MAALOUF & THE TRUMPETS OF MICHEL-ANGE
Biglietti: da 30 a 60 euro + diritti di prevendita

Mercoledì 04 novembre
ore 21.00 | Triennale Milano Teatro
CHINA MOSES
Biglietti: da 28 a 32 euro + diritti di prevendita

Mercoledì 04 novembre
Set 1: ore 20.30 / Set 2: ore 22.30 | Blue Note Milano
DEE DEE BRIDGEWATER
Biglietti: prevendita 66/56 euro, alla porta 61/51 euro

Giovedì 05 novembre
Set 1: ore 20.30 / Set 2: ore 22.30 | Blue Note Milano
DEE DEE BRIDGEWATER
Biglietti: prevendita 66/56 euro, alla porta 61/51 euro

Giovedì 05 novembre
ore 20.00 | Triennale Milano Teatro
ISRAEL GALVÁN & MICHAEL LEONHART
“A NEW SKETCHES OF SPAIN”
Biglietti: da 30 a 35 euro + diritti di prevendita

Giovedì 05 novembre
ore 22.00 | BIKO Milano
DARIO JACQUE + FILIPPO BUBBICO
Biglietti: 15 euro + diritti di prevendita

Venerdì 06 novembre
Set 1: ore 20.30 / Set 2: ore 23.00 | Blue Note Milano
MICA MILLAR
Biglietti: prevendita 41/31 euro, alla porta 36/26 euro

Venerdì 06 novembre – CAMBIO DATA
ore 21.00 | Triennale Milano Teatro
SVANEBORG KARDYB
Biglietti: da 22 a 25 euro + diritti di prevendita

Venerdì 06 novembre
ore 21.30 | Santeria Toscana 31
MT JONES
Biglietti: 25 euro + diritti di prevendita

Sabato 07 novembre
ore 16.00 | Triennale Milano Teatro
ENZO FAVATA “ATLANTICO”
Biglietti: da 20 a 23 euro + diritti di prevendita

Sabato 07 novembre
Set 1: ore 20.00 / Set 2: ore 22.00 | Triennale Milano Teatro
BILL FRISELL TRIO feat. LUKE BERGMAN AND TIM ANGULO
Biglietti: da 30 a 35 euro + diritti di prevendita

Sabato 07 novembre
Set 1: ore 20.30 / Set 2: ore 23.00 | Blue Note Milano
TAKE 6
Biglietti: alla porta 55/50 euro, prevendita 45/40 euro

Sabato 07 novembre
ore 21.30 | Santeria Toscana 31
THE MESSTHETICS AND JAMES BRANDON LEWIS
Biglietti: 25 euro + diritti di prevendita

Sabato 07 novembre
ore 22.00 | BIKO Milano
MOMOKO GILL
Biglietti: 22,72 euro + diritti di prevendita
*Ingresso consentito Ingresso consentito solo ai possessori di Tessera ARCI (preiscrizione sull’App ARCI o presso il Circolo - quota sociale da versare alla porta al ritiro della tessera, valida in tutti gli ARCI dal 01/10/2026 al 30/09/2027)
Biglietti: 22,72 euro + diritti di prevendita

Domenica 08 novembre
ore 19.00 | Triennale Milano Teatro
ISAIAH COLLIER
Biglietti: da 28 a 32 euro + diritti di prevendita

Domenica 08 novembre
ore 20.00 | Conservatorio di Milano
SERGIO CAMMARIERE
Biglietti: da 30 a 45 euro + diritti di prevendita

Sabato 07 novembre
Set 1: ore 20.00 | Blue Note Milano
MALASARTORIA PLAYS ROY AYERS MILANO
Biglietti: alla porta 32 euro, prevendita 27 euro

Domenica 08 novembre
ore 21.00 | Triennale Milano Teatro
CALIBRO 35 vs L.A.
Biglietti: da 28 a 32 euro + diritti di prevendita


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