I principali festival jazz & blues in Italia...
In arrivo la 5a edizione del festival Jazz Idea al Conservatorio di Musica Santa Cecilia
JAZZ IDEA
Dall’8 marzo al 17 maggio 2026, 12 concerti a ingresso gratuito e 4 Masterclass.
Tra gli artisti in cartellone: Louis Sclavis, Fabrizio Bosso, Rosario Giuliani, Mike Applebaum, Daniele Roccato, Rita Marcotulli, Carla Marcotulli, Luca Aquino, Tcha Limberger, Ava Alami, Marcello Tonolo, Roberto Spadoni, Fernando Ramses Diaz, Jonis Bascir, Greg Burk, Lorenzo Tucci, Fabio Zeppetella, Chiara Orlando, e la nuova Santa Cecilia Jazz Orchestra diretta da Ettore Fioravanti.
Dopo lo straordinario successo delle passate quattro edizioni, si inaugura domenica 8 marzo, con i nuovi progetti di Rita Marcotulli e del compositore e attore Jonis Bascir, uno degli appuntamenti più attesi della scena musicale romana: il Festival Jazz Idea, giunto alla sua quinta edizione. Fino al 17 maggio la manifestazione offrirà al pubblico, a ingresso gratuito, ben dodici concerti imperdibili con protagonisti grandi nomi del jazz e i talenti emersi dal Dipartimento Jazz del Conservatorio.
Come da tradizione, il festival si svolgerà la domenica alle ore 18.00 nella prestigiosa Sala Accademica del Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, in via dei Greci 18, famosa per la presenza dello storico Organo Walcker-Tamburini.
Tra gli artisti in cartellone: Louis Sclavis, Fabrizio Bosso, Rosario Giuliani, Mike Applebaum, Daniele Roccato, Rita Marcotulli, Carla Marcotulli, Luca Aquino, Tcha Limberger, Ava Alami, Marcello Tonolo, Roberto Spadoni, Fernando Ramses Diaz, Jonis Bascir, Greg Burk, Lorenzo Tucci, Fabio Zeppetella, Chiara Orlando, e la nuova Santa Cecilia Jazz Orchestra diretta da Ettore Fioravanti.
La direzione artistica è curata ancora una volta dalla cantante Carla Marcotulli, docente di Canto Jazz presso il Conservatorio, che in tutte le cinque edizioni ha accuratamente selezionato un cartellone artistico all'insegna della qualità artistica e delle nuove idee, in un'atmosfera di scambio creativo e sperimentazione.
Masterclass
Il festival conferma la sua volontà di impreziosire il programma dei concerti con l’organizzazione di Masterclass di spessore, che per l’edizione 2026 saranno condotte da Louis Sclavis, Nicola Stilo, Fiorenza Gherardi De Candei, Eugenio Renzetti. Le Masterclass sono aperte gratuitamente agli studenti del Conservatorio, e al pubblico esterno con un contributo di €20,00.
Per informazioni e iscrizioni: l.francione@conservatoriosantacecilia.it
Programma dei concerti
Inaugurazione dell’edizione 2026 di Jazz Idea, domenica 8 marzo alle ore 18.00 con il concerto del poliedrico compositore e attore Jonis Bascir. Nato dopo il suo diploma in Jazz al Conservatorio di Santa Cecilia, il suo progetto “GezCleb” unisce riflessione teorica e urgenza, con un mix sonoro raffinato, creato da una eccellente formazione: Domenico Sanna a piano ed elettronica, Francesco Puglisi al basso e Lorenzo Tucci alla batteria. Special guest, il chitarrista Fabio Zeppetella.
A seguire, torna al festival Rita Marcotulli con il suo nuovissimo progetto “Under 29 But Me”, nato dalla sua visione multi-stilistica, dalla grande attenzione alla scena contemporanea e dalla volontà di collaborare con nuovi grandi talenti che brillano nell’attuale panorama jazz italiano. I brani sono firmati dalla Marcotulli e dalla giovane compositrice Elettra Minieri, impegnata anche a tastiere ed elettronica. Completano la formazione la straordinaria cantante di origini iraniane Ava Alami, il noto trombettista Luca Aquino, il sassofonista Andrea Cardone, il contrabbassista Damiano De Matteis e il batterista Daniele Bucci.
Domenica 22 marzo si inizia alle 18.00 con il quartetto guidato da Gabriel Marciano per il suo nuovo album “A Reason to Believe”: un racconto autobiografico in musica che traduce l'ultimo decennio di vita del leader tra luoghi ed esperienze significative. Nella formazione il pianista Vittorio Esposito, il contrabbassista Alessandro Vassilis Bintzios e il batterista Cesare Mangiacavallo.
A seguire, una prima assoluta che vede protagonista un duo d’eccezione: il clarinettista Louis Sclavis, uno dei musicisti di jazz più apprezzati in Europa, e Daniele Roccato, fra i contrabbassisti più conosciuti nell’ambito della musica contemporanea e della libera improvvisazione.
L’omaggio a Emily Dickinson della cantante Chiara Orlando apre i concerti di domenica 12 aprile: “Who are you?” è un album di musica originale, scritta insieme al contrabbassista Pietro Ciancaglini sulle poesie della grande autrice, interrogandosi sull'identità profonda oltre le maschere quotidiane. Nella formazione il pianista Greg Burk, il batterista Lorenzo Tucci e, special guest, il chitarrista Fabio Zeppetella.
A seguire, il Roberto Spadoni Four guidato dal noto chitarrista e compositore, che ha voluto con sé alcuni tra i più attivi musicisti della scena nazionale per un repertorio originale che spazia tra umori blues, mainstream, cool, bebop, poliritmie e polimetrie, armonie eleganti e sorprendenti, venature rock o latine: il trombettista Francesco Fratini, il contrabbassista Giulio Scianatico e il batterista Enrico Morello.
Domenica 26 aprile si apre alle 18.00 con “Harping on Jazz”, progetto originale che offre un inedito e raffinato sound canvas, composizioni uniche, standard e classici, ad opera di un'insolita formazione che unisce l'eleganza dell'arpa al lirismo della tromba. Protagonista è il noto trombettista e compositore statunitense Mike Applebaum, dalla prestigiosa carriera internazionale, sul palco insieme all’arpista Lucia Antonacci e al batterista Joshua Frau.
A seguire, il live dedicato al nuovo album “Travel Notes” del contrabbassista e compositore Stefano Cantarano che fonde elementi del jazz moderno con influenze provenienti da diversi generi come funk, rock, drum & bass, latin jazz. Cantarano sarà sul palco alla guida di un quartetto completato da giovani e affermati musicisti: Simone Alessandrini al sax, Dario Troisi al pianoforte e Francesco Merenda alla batteria.
La giornata di domenica 3 maggio si apre alle 18.00 all’insegna del jazz manouche, con il concerto “Django's Way”. Brani originali, composizioni di Django Reinhardt, temi popolari e standard jazz eseguiti da una formazione acustica: Federico Procopio, Giuseppe Civilelli e Mauro Gregori alle chitarre, special guest il polistrumentista e cantante belga Tcha Limberger, riconosciuto come una delle figure più importanti e di spicco della musica popolare del bacino dei Carpazi.
A seguire, due tra i più illustri musicisti del panorama jazzistico italiano, Rosario Giuliani e Fabrizio Bosso, si uniscono per rendere omaggio a una delle figure più rivoluzionarie del jazz, Ornette Coleman, in occasione del decennale dalla morte. Accompagnati dal talento di Sasha Mashin alla batteria e dalla solida presenza di Giulio Scianatico al contrabbasso, il quartetto offre un tributo emozionante e intenso all’innovativo sassofonista e compositore texano.
L’ultima giornata del festival, domenica 17 maggio, si apre alle 18.00 con un tributo raffinato al compositore Michel Legrand e alla coppia di parolieri statunitensi Alan e Marilyn Bergman. Protagonisti di questo speciale ed evocativo omaggio Carla Marcotulli e il pianista Marcello Tonolo, che presentano il nuovo album “Legrand Romance”.
L’edizione 2026 di Jazz Idea si conclude con il concerto del pianista e compositore di origine messicana Fernando Ramsés Dìaz, sul palco con la neonata Santa Cecilia Jazz Orchestra e l’Ensemble Voci diretti da Ettore Fioravanti. Il progetto originale "¡Alegría!" è un'eclettica celebrazione dove il jazz dialoga con la musica classica, il latin e la world music, rispecchiando la formazione cosmopolita di Dìaz.
Il programma delle Masterclass
Lunedì 23 marzo ore 11.00-13.00
Masterclass di Luis Sclavis
Venerdì 20 e 27 marzo ore 15.00-18.00
Masterclass di Fiorenza Gherardi De Candei
“Autoproduzione e Organizzazione Professionale” in ambito musicale e culturale.
Venerdì 3 aprile ore 14.00-16.00
Masterclass di Eugenio Renzetti
“Bruto Valerio Giannini, eroe sconosciuto tra i miti dei due mondi. Il garibaldino che contribuì alla nascita del jazz”.
Martedì 14 e venerdì 24 aprile ore 14.00-17.00
Masterclass di Nicola Stilo
“New York - Rio De Janeiro”. Appunti di viaggio e racconti straordinari
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GBIM JAZZ EXPERIENCE
PRIMA EDIZIONE
Milano, dal 12 marzo al 16 luglio 2026
Musica, design e cultura d’impresa: a Milano, dal 12 marzo al 16 luglio, è tempo di GBIM JAZZ Experience
Il jazz dà voce alla materia ceramica con quattro eventi ideati e promossi da Gruppobea e Imola Ceramica per un’esperienza culturale contemporanea. I protagonisti del nuovo format sono i musicisti Gabriele Boggio Ferraris, Davide Parisi, Jimmy Straniero, Martha e Francesco Chebat, Vijaya Trentin, Ludovico Elia e Myra
Si chiama GBIM JAZZ Experience il concept ideato e promosso da Gruppobea e Imola Ceramica nel quale il mondo del design e della musica jazz si fondono, dando vita ad un evento culturale che intende investigare nuove architetture sensoriali all’insegna della creatività grazie a un format inedito che intreccia architettura, suoni contemporanei e cultura d’impresa. Quattro gli eventi in programma a Milano per la prima edizione di GBIM JAZZ Experience: i primi tre concerti della rassegna avranno luogo presso Pro.Space, lo spazio di Imola Ceramica dedicato ai professionisti, in via Voghera 6, e saranno riservati a un pubblico selezionato di rappresentanti del mondo dell’architettura, del design e della cultura, mentre l’evento conclusivo si svolgerà presso lo showroom del Gruppobea, in via Toffetti 31. Il progetto prende forma dall’incontro tra la solidità della sinergia commerciale tra Imola Ceramica e Gruppobea e la visione artistica di Antonio Ribatti, infaticabile organizzatore e animatore di eventi e stagioni musicali di rilievo nazionale (come l’AHUM Milano Jazz Festival). Per l’occasione, Ribatti, ha selezionato tre gruppi che si esibiranno il 12 marzo, il 9 aprile e il 7 maggio (il 16 luglio ci sarà l’appuntamento finale con la premiazione della band vincitrice): il trio DjangoBop Vibes (composto da Gabriele Boggio Ferraris, Davide Parisi e Jimmy Straniero), con un repertorio ispirato al jazz manouche; il duo Martha J. & Chebat (Martha e Francesco Chebat) con un progetto che spazia tra folk e jazz song; infine, il trio Anodic Breath (Vijaya Trentin, Ludovico Elia e Myra), il cui sound è un mix di sonorità elettroniche e ambient. Ogni formazione eseguirà i brani dal proprio repertorio e una composizione inedita, appositamente ideata e dedicata ad una collezione di Imola Ceramica. La nuova traccia musicale tratterà la materia ceramica, rendendo udibile il visibile, in un gioco di rimandi formali e concettuali. Una giuria, composta da esperti del settore dell’architettura e del design - tra cui Laura Galloni, docente del Politecnico di Milano - decreterà, al termine delle tre serate, il gruppo vincitore. GBIM JAZZ Experience si presenta quindi come un format ibrido: una rassegna musicale che culmina in una competizione. Tuttavia, tutti i partecipanti saranno premiati con registrazioni che entreranno a far parte di una compilation digitale disponibile su Spotify e YouTube.
Il GBIM JAZZ Experience, inoltre, vedrà la collaborazione di Delabeat, producer e pianista jazz italo-francese attivo tra Milano e Parigi e distribuito da JE Entertainment. Delabeat realizzerà una reinterpretazione in chiave urban, acid jazz e house della composizione inedita della band vincitrice dedicata alla collezione Imola.
Il primo gruppo che si esibirà sarà, giovedì 12 marzo (ore 19), il trio DjangoBop Vibes, che attualizza un repertorio ispirato al jazz manouche e agli standard della prima metà del Novecento. Gabriele Boggio Ferraris (vibrafono), Davide Parisi (chitarra) e Jimmy Straniero (contrabbasso) eseguiranno famose composizioni di Django Reinhardt, Duke Ellington e Fats Waller nonché una manciata di brani originali. Gabriele Boggio Ferraris è tra i principali esponenti del suo strumento in Italia. Ha pubblicato numerosi lavori discografici, sia come leader sia in collaborazione con figure di rilievo del jazz internazionale, tra cui Dave Douglas, Hindi Zahra, Steven Bernstein, Stochelo Rosenberg e Maurizio Brunod. Classe 2001, Davide Parisi è un chitarrista specializzato nello stile Gypsy Jazz. Si è diplomato con il massimo dei voti al Conservatorio G. Verdi di Milano, milita in diverse formazioni e collabora regolarmente con figure di spicco del panorama italiano, tra cui Dario Napoli, Alessandro di Virgilio (Accordi Disaccordi), Paolo Tomelleri, Alfredo Ferrario e Tonino de Sensi. Jimmy Straniero è tra i più interessanti talenti emergenti del contrabbasso. Nel 2013 ottiene una borsa di studio del Berklee College of Music di Boston durante i seminari di Umbria Jazz. Ha partecipato al tour italiano delle Vibrazioni e nel 2021 ha vinto il Premio Nazionale delle Arti - Jazz. Nel 2022 è contrabbassista di Fred!, spettacolo teatrale con Roy Paci e Matthias Martelli, con cui partecipa anche a numerosi festival jazz nazionali. Giovedì 9 aprile sarà la volta del duo Martha J. & Chebat, mentre giovedì 7 maggio si esibirà il trio Anodic Breath. Infine, come detto, presso la sede di Gruppobea, giovedì 16 luglio si svolgerà l’evento conclusivo al quale parteciperà la formazione vincitrice della prima edizione di GBIM JAZZ Experience.
Giovedì 12 marzo 2026, ore 19:00
DJANGOBOP VIBES - Bebop e swing manouche
Gabriele Boggio Ferraris (vibrafono), Davide Parisi (chitarra), Jimmy Straniero (contrabbasso).
Giovedì 9 aprile 2026, ore 19:00
MARTHA J. & CHEBAT - Folk e jazz song
Martha Chebat (voce), Francesco Chebat (Fender Rhodes).
Giovedì 7 maggio 2026, ore 19:00
ANODIC BREATH - Jazz elettroacustico ambient
Vijaya Trentin (piano, voce), Ludovico Elia (tromba, effetti), Myra (sound design, elettronica).
Giovedì 16 luglio 2026, ore 20:00
FINALE E PREMIAZIONE
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Jazz e altro in Emilia-Romagna
XXVII Edizione
3 marzo – 31 luglio 2026
La mille miglia del jazz. Anche se in verità il festival itinerante Crossroads di chilometri ne percorre ben di più nei suoi continui spostamenti geografici: con circa 70 appuntamenti (che coinvolgono circa 500 musicisti) dal 3 marzo al 31 luglio, la 27a edizione della kermesse distribuirà musica su tutto il territorio dell’Emilia-Romagna, facendo tappa in oltre venti comuni. In un cartellone talmente smisurato c’è spazio per tutti: grandi star, talenti emergenti, giovanissimi ai quali il festival permette di fare esperienza. Ad ampio raggio sono anche le proposte artistiche: da una superstar come Pat Metheny ai campioni della musica cubana (Grupo Compay Segundo) proseguendo con figure storiche della musica improvvisata (Enrico Rava, Hamid Drake…), astri nascenti della scena internazionale sui quali è bene puntare le orecchie (Isaiah Collier, Lakecia Benjamin, Amaro Freitas, Makaya McCraven…), nomi simbolo della canzone jazz nazionale (Raphael Gualazzi, GeGè Telesforo) sino a una ricchissima proposta di presenze femminili (China Moses, Rachel Z, Simona Molinari, Petra Magoni, Karima, Eleonora Strino…) Crossroads 2026 è organizzato come sempre da Jazz Network ETS in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, con il sostegno del Ministero della Cultura e di numerose altre istituzioni e con il patrocinio di ANCI Emilia-Romagna.
Artisti residenti
Crossroads è come una ‘prima casa’ per alcuni dei più noti solisti del jazz italiano, che in qualità di artisti residenti tornano in più occasioni a calcare i palchi del festival sempre con progetti e gruppi diversi.
Fabrizio Bosso, con le sue acrobatiche volate sulla tromba, si esibirà con tre diversi progetti: come solista ospite del quartetto di sassofoni crossover Saxofollia (20 marzo, Modena, La Tenda); con il suo Spiritual Trio, il cui groove carico di soul risuonerà a Meldola (7 aprile, Teatro Comunale Dragoni); con il suo inossidabile quartetto che eseguirà il gagliardo omaggio alle musiche di Stevie Wonder aumentato dalla presenza di Nico Gori a clarinetto e sax (29 maggio, Correggio, Teatro Asioli).
Tre presenze anche per Petra Magoni, vocalist dalle mille anime: assieme a Mauro Ottolini proporrà un viaggio inusuale nella musica cantautorale italiana di tutti i tempi (4 marzo, Casalgrande, Teatro Fabrizio De André); seguirà lo spettacolo ‘sovversivo’ assieme all’Arkè String Quartet (6 maggio, Piangipane, Teatro Socjale); infine in duo con la liutista Ilaria Fantin, in un poetico equilibrio tra antico e moderno (9 giugno, Parma, Casa della Musica).
Ben quattro saranno le occasioni per ascoltare la voce di Karima: in duo con il pianista e cantante Walter Ricci per l’inaugurazione del festival (3 marzo, Casalgrande); in quartetto per il suo ormai celebre progetto dedicato alle musiche di Burt Bacharach (30 aprile, Russi, Teatro Comunale); con altri due diversi quartetti per un omaggio alla canzone italiana (20 giugno, Medicina, Parco Ca’ Nova) e un affondo nel repertorio soul (23 giugno, Nespoli, Poderi dal Nespoli).
Ancora più numerose saranno le presenze di Mauro Ottolini, ormai trombone di riferimento per il jazz italiano più creativo. Addirittura cinque, partendo dal già citato concerto in cui condivide la leadership con Petra Magoni e proseguendo con una serie di live assai caratteristici: la sonorizzazione dal vivo con il Trio Osaki del capolavoro del cinema muto Io e la vacca di Buster Keaton (3 aprile, Fusignano, Auditorium Corelli); l’omaggio a Fred Buscaglione eseguito con l’ampio e policromo organico dell’Orchestra Ottovolante (23 aprile, Russi); il rigoglioso melodismo orchestrale di “Nada Màs Fuerte”, assieme alla cantante Vanessa Tagliabue Yorke (2 maggio, Piangipane); la partecipazione come solista, al fianco del direttore Tommaso Vittorini, il beatboxer Alien Dee, il sassofonista Mauro Negri e una enorme compagine orchestrale e corale di giovanissimi musicisti, alla produzione originale “Pazzi di Jazz” dedicata a Ray Charles (3 maggio, Ravenna, Teatro Alighieri).
Ravenna Jazz
Nel cartellone di Crossroads confluisce il programma di Ravenna Jazz, che quest’anno oltre all’abituale periodo dal 2 al 10 maggio, avrà una ripresa estiva l’1, 3 e 9 luglio.
Le tre serate estive vedranno succedersi sul palco della Rocca Brancaleone artisti e produzioni di massimo prestigio: l’attesissimo ritorno del chitarrista Pat Metheny (3 luglio); il doppio programma del 9 con le band di due musicisti giovanissimi eppure già di culto come il chitarrista Matteo Mancuso e la bassista Nik West; l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, il bandoneonista Daniele di Bonaventura, il vibrafonista Daniele Di Gregorio e Massimo Recalcati impegnati in un tributo ad Astor Piazzolla (1 luglio, in collaborazione con Ravenna Festival).
Oltre alle già citate presenze degli artisti residenti di Crossroads (Mauro Ottolini e Petra Magoni), la programmazione di maggio ospiterà anche la produzione originale dedicata alle musiche di Nat King Cole con l’Italian Jazz Orchestra diretta da Fabio Petretti e gli interventi solistici del trombettista Flavio Boltro e il cantante Walter Ricci (il 10, Teatro Alighieri); l’omaggio a Chico Buarque della cantante Maria Pia De Vito (l’8, Piangipane); tre serate al Cisim di Lido Adriano con il pianista Bill Laurance in solo (il 5), il quintetto Nuova Forma Army del cantautore-rapper Davide Shorty (il 7) e il maelstrom sonoro del quintetto Sinnerman (il 9); le impennate sassofonistiche di Alessandro Scala e Fabio Petretti in quintetto (il 4, Mama’s Club).
La modernità dell’American (jazz) dream
Culla del jazz e ancora oggi suo cuore pulsante: dagli Stati Uniti provengono le forme più veraci delle musiche di ispirazione afroamericana oltre che le più audaci e attuali ricombinazioni stilistiche. Lo si nota chiaramente nella vigorosa impronta coltraniana, proiettata verso il futuro, di sassofonisti come Lakecia Benjamin (il 14 luglio con il progetto “Phoenix” a Rimini, Corte degli Agostiniani) e Isaiah Collier (il 20 maggio in quartetto a Correggio). E poi ancora nella prorompente vocalità di China Moses (26 maggio, Correggio), nella miscela rock-jazz-world del trio guidato dalla pianista Rachel Z e il batterista Omar Hakim (15 maggio, Correggio), nella scienza del beat del batterista Makaya McCraven (14 maggio, Correggio). Con il pianista Greg Burk si torna in territori più legati all’eredità post-boppistica (in trio il 21 marzo a Bologna, Camera Jazz&Music Club), mentre si raggiungono vette sofisticate con il trio del contrabbassista californiano Billy Mohler (24 aprile, Ferrara, Jazz Club Torrione San Giovanni) e il quartetto del bassista elettrico Chris Morrissey (25 aprile, Ferrara).
Jazz tricolore
Crossroads significa artisti e musiche da ogni parte del globo ma anche e soprattutto tantissimo jazz italiano, con la sua specificità di inglobare gli influssi sonori della nostra tradizione musicale.
Un capitolo specifico è quello delle voci, da sempre un terreno esplorato in ogni sua estensione dal festival emiliano-romagnolo. Quello della giovanissima cantante e pianista Frida Bollani Magoni è un talento già affermato ma ancora in continua evoluzione (8 marzo, Massa Lombarda, Sala del Carmine). Sono invece nella loro più aurea maturità vocalist come Raphael Gualazzi, in un solo voce-pianoforte (10 giugno, Parma); Peppe Servillo, impegnato sia in trio con Javier Girotto e Natalio Mangalavite (omaggio a Lucio Dalla, 22 aprile, Medolla, Teatro Facchini) che in duo con il pianista Danilo Rea (omaggio alla canzone napoletana in jazz, 23 luglio, Nespoli); John De Leo, in duo col suo fidato chitarrista Fabrizio Tarroni (19 giugno, Bagnacavallo, Chiostro del Complesso di San Francesco); GeGè Telesforo, celebrità anche radio-televisiva, che proprio alla radio rende omaggio in sestetto (29 aprile, Medolla); Joe Barbieri, col suo affondo nella canzone tradizionale napoletana (8 giugno, Parma). Con la brillante Simona Molinari si raggiungerà un apice di eloquenza sonora: assieme all’Italian Jazz Orchestra diretta da Fabio Petretti sarà protagonista di una produzione originale che rende omaggio alla canzone d’amore tra jazz e pop (28 luglio, Rimini). Legate al territorio regionale sono le voci del trio Le Scat Noir (18 aprile, Dozza, Teatro Comunale), di Anna Ghetti, in duo col contrabbassista Paolo Ghetti (20 aprile, Mordano, Teatro Comunale) e dell’audace duo Wrong Sisters (28 aprile, Mordano).
Non meno abbondante e trasversale è l’esplorazione del jazz italiano puramente strumentale, a partire dalla presenza di nomi altamente rappresentativi come Enrico Rava, il trombettista simbolo del jazz nostrano, che per l’ennesima volta quest’anno si è aggiudicato il Top Jazz come “Miglior musicista” e che sarà ospite d’onore in due serate a Correggio (il 21 maggio con il trio Guano Padano e il 23 con l’Artchipel Orchestra); ancora il pianista Danilo Rea affiancato dall’elettronica di Martux_m (30 maggio, Correggio); Antonio Faraò (in piano solo, 2 aprile, Modena, Teatro delle Passioni); Roberto Gatto, che si ascolterà sia alla guida del suo quartetto con ospite aggiunto il sassofonista Pietro Tonolo (8 aprile, Guastalla, Teatro Comunale Ruggero Ruggeri) che come componente di un trio all leaders con il pianista Francesco Maccianti e il contrabbassista Ares Tavolazzi (13 marzo, Castel San Pietro Terme, Cassero Teatro Comunale). Ritroviamo Pietro Tonolo in un trio all stars con Dario Deidda al basso e Jorge Rossy alla batteria (9 aprile, Fusignano).
Ci sono poi ancora ascolti sfiziosi con artisti di varia notorietà: il sassofonista Daniele Sepe, nome emblematico del jazz dai toni più libertari (con il suo omaggio alle colonne sonore dei film di Totò il 24 marzo a Guastalla); Valerio Corzani, celebre voce radiofonica qui in veste di narratore per raccontare la parabola di Pannonica de Koenigswarter, accompagnato dal polistrumentista Giorgio Li Calzi e il visual artist Andrea Daddi (26 marzo, Fusignano); l’incontro sulle musiche di Morricone e Legrand tra il contrabbasso di Ferruccio Spinetti e le tastiere di Giovanni Ceccarelli, con in più la voce di Cristina Renzetti (17 aprile, Fusignano); il quartetto della chitarrista e cantante Eleonora Strino, che aggiunge una sensuale spanish tinge alla sua solida impostazione post-boppistica (17 marzo, Fusignano); il trio Accordi Disaccordi, che rinnova la tradizione del jazz gitano (12 marzo, Solarolo, Oratorio dell’Annunziata); la Tower Jazz Composers Orchestra, le cui stratificate e moderne sonorità sono affidate alla direzione di Alfonso Santimone e Piero Bittolo Bon (26 aprile, Ferrara).
L’On Time Contest permetterà di ascoltare alcune delle più promettenti band del giovane jazz italiano: il 17 maggio a Correggio si assisterà all’esibizione in concerto dei finalisti del concorso, seguita dalla rivelazione del vincitore, mentre il 16 maggio sempre a Correggio si esibiranno i Quinto Elemento, gruppo che si è aggiudicato l’On Time Contest 2025.
La comunità europea del jazz
Numerose nazioni europee contribuiscono coi loro artisti al cartellone di Crossroads: Francia, Gran Bretagna, Olanda, Spagna, Germania. Da tutto il continente giungono idee musicali che esibiscono chiari legami con la loro provenienza geografica sapendo contemporaneamente accogliere il linguaggio internazionale del jazz. Dalla Francia arriva il puro concentrato di pariginità del duo Fontamar Consort, formato da Laurianne Langevin e Jean Fontamar (6 marzo, Fusignano). L’Olanda ci consegna il superbo e visionario violoncellista Ernst Reijseger, in duo col violinista Mario Forte (14 marzo, Fusignano). In rappresentanza della Spagna, con le sue caratteristiche tinte folkloriche, giungono la cantante Magalí Sare e il contrabbassista Manel Fortià (27 marzo, Modena, La Tenda). Made in Germany è il quintetto del batterista Jens Düppe, la cui solida musica sarà intensificata dalla presenza di Francesco Bearzatti come solista al sax (10 aprile, Castel San Pietro Terme). Solidamente jazzistiche le importazioni musicali dalla Gran Bretagna: il cantante e pianista Anthony Strong accompagnato dalla Colours Jazz Orchestra eseguirà un omaggio da Cole Porter a Frank Sinatra (22 marzo, Imola, Teatro Ebe Stignani); il cantante e sassofonista Ray Gelato, il ‘padrino’ dello swing anglosassone, porterà i suoi Giants a Rimini (31 luglio).
Tinte esotiche
Molta America Latina e un pizzico d’Africa: i suoni esotici sono da sempre una specialità di Crossroads.
Lasciandoci alle spalle la musica afroamericana, si veleggia verso quella afrocubana: il Grupo Compay Segundo, ovvero i più accreditati eredi del mitico Buena Vista Social Club, travolgerà il Teatro Ebe Stignani di Imola coi suoi ritmi sovreccitati (18 marzo). Ci si sposta invece sulle sponde musicali del Brasile in ben tre occasioni: il piano solo di Amaro Freitas, col suo jazz carico di echi folklorici emerso dalle favelas di Recife (12 aprile, Piacenza, Milestone); la cantante Ivete Souzah, che in duo con il tastierista Maurizio Degasperi rivisita in chiave moderna le memorie ancestrali della sua terra (13 aprile, Mordano); il duo As Madalenas, il cui omaggio a Ornella Vanoni si muove tra Italia e Brasile (19 aprile, Dozza). Il trio che allinea il suonatore di balafon Aly Keita, il batterista Hamid Drake e il vibrafonista Pasquale Mirra garantisce un tripudio di pulsazioni ritmiche tra Africa, USA e Italia (27 maggio, Correggio).
PROGRAMMA
(non completo)
Giovedì 12 marzo
Solarolo (RA), Oratorio dell’Annunziata, ore 21:00
ACCORDI DISACCORDI
Alessandro Di Virgilio – chitarra solista; Dario Berlucchi – chitarra ritmica; Dario Scopesi – contrabbasso
Venerdì 13 marzo
Castel San Pietro Terme (BO), Cassero Teatro Comunale, ore 21:15
“Cassero Jazz”
MACCIANTI / TAVOLAZZI / GATTO TRIO
“Playing Standards”
Francesco Maccianti – pianoforte; Ares Tavolazzi – contrabbasso; Roberto Gatto – batteria
Sabato 14 marzo
Fusignano (RA), Auditorium Corelli, ore 21:00
ERNST REIJSEGER & MARIO FORTE
Ernst Reijseger – violoncello; Mario Forte – violino
Martedì 17 marzo
Fusignano (RA), Auditorium Corelli, ore 21:00
ELEONORA STRINO QUARTET
“Matilde”
Eleonora Strino – chitarra, voce; Giulio Corini – contrabbasso; Claudio Vignali – pianoforte; Zeno De Rossi – batteria
Mercoledì 18 marzo
Imola (BO), Ridotto del Teatro Ebe Stignani, ore 18:00
Presentazione della nuova edizione del libro
“Il Suono del Nord. La Norvegia protagonista della scena jazz europea” (Auditorium, 2026)
di Luca Vitali
interverranno l’autore Luca Vitali e Franco Minganti
in collaborazione con Combo Jazz Club
ingresso libero
Jazz Route 26
Mercoledì 18 marzo
Imola (BO), Teatro Ebe Stignani, ore 21:00
GRUPO COMPAY SEGUNDO de Buena Vista Social Club
“Vívelo Tour”
Salvador Repilado Labrada – direzione, contrabbasso; Hugo Garzón Bargalló – prima voce, maracas; Nilso Arias Fernández – seconda voce, chitarra; Rafael Inciarte Rodríguez – direzione musicale, cori; Haskell Armenteros Pons – clarinetto, cori; Rafael Inciarte Cordero – clarinetto basso; Rafael Dairon Mejias Chang – percussioni, cori; Omar Perez Rodríguez – chitarra; Yoel Matos Rodriguez – armonico
Venerdì 20 marzo
Modena, La Tenda, ore 21:30
QUARTETTO SAXOFOLLIA feat. FABRIZIO BOSSO
Fabrizio Benevelli – sax soprano; Lorenzo Simoni – sax alto; Marco Ferri – sax tenore; Giovanni Contri – sax baritono;
special guest Fabrizio Bosso – tromba
Fabrizio Bosso artist in residence
Sabato 21 marzo
Bologna, Camera Jazz&Music Club, ore 22:00
GREG BURK TRIO
“Played Twice”
Reimagining the classics
Greg Burk – pianoforte; Paolo Benedettini – contrabbasso; Adam Pache – batteria
Domenica 22 marzo
Imola (BO), Ridotto del Teatro Ebe Stignani, ore 18:00
Presentazione del libro
“Scritti dal basso. Dieci bassisti tra jazz e letteratura” (Shake Ed., 2025)
di Pierpaolo Martino
interverranno l’autore Pierpaolo Martino e Franco Minganti
in collaborazione con Combo Jazz Club
ingresso libero
Jazz Route 26
Domenica 22 marzo
Imola (BO), Teatro Ebe Stignani, ore 21:00
ANTHONY STRONG & COLOURS JAZZ ORCHESTRA
Da Cole Porter a Frank Sinatra
Anthony Strong – voce, pianoforte; Massimo Morganti – direzione, trombone solista;
COLOURS JAZZ ORCHESTRA: Fabio Petretti, Nicola Cecchetto, Filippo Sebastianelli, Antonangelo Giudice, Marco Postacchini – sassofoni; Giorgio Caselli, Riccardo Catria, Luca Giardini, Samuele Garofoli, Michele Samory – trombe; Carlo Piermartire, Paolo Mancini, Andrea Angeloni, Paolo Del Papa, Pierluigi Bastioli – tromboni; Luca Pecchia – chitarra; Paolo Ghetti – contrabbasso; Luke Tomlinson – batteria
Martedì 24 marzo
Guastalla (RE), Teatro Comunale Ruggero Ruggeri, ore 21:00
“Guastalla Jazz Festival”
DANIELE SEPE
“Sepè le Mokò”
Daniele Sepe – sax tenore, flauti; Paolo Zamuner – pianoforte, tastiere; Alessandro Morlando – chitarra;
Gianluca Capurro – basso elettrico; Massimo Del Pezzo – batteria; Antonello Iannotta – percussioni
Giovedì 26 marzo
Fusignano (RA), Auditorium Corelli, ore 21:00
CORZANI / LI CALZI / DADDI
“Nica’s Dream. I musicisti di jazz e i loro tre desideri”
Valerio Corzani – narratore; Giorgio Li Calzi – tromba, tastiere, voce, electronics; Andrea Daddi – visual
Venerdì 27 marzo
Modena, La Tenda, ore 21:30
MAGALÍ SARE & MANEL FORTIÀ
Magalí Sare – voce; Manel Fortià – contrabbasso
Giovedì 2 aprile
Modena, Teatro delle Passioni, ore 21:00
ANTONIO FARAÒ PIANO SOLO
“Kind of…”
Antonio Faraò – pianoforte
Venerdì 3 aprile
Fusignano (RA), Auditorium Corelli, ore 21:00
MAURO OTTOLINI TRIO OSAKI in
“GO WEST (Io e la vacca)” di BUSTER KEATON
Mauro Ottolini – trombone, tromba bassa, conchiglie; Thomas Sinigaglia – fisarmonica; Marco Bianchi – chitarra classica, chitarra baritona, Haitian guitar
Sonorizzazione dal vivo sulle immagini del film “Go West” di Buster Keaton (1925)
Mauro Ottolini artist in residence
Martedì 7 aprile
Meldola (FC), Teatro Comunale Dragoni, ore 21:00
FABRIZIO BOSSO SPIRITUAL TRIO
“Welcome Back”
Fabrizio Bosso – tromba; Alberto Marsico – organo Hammond; Alessandro Minetto – batteria
Fabrizio Bosso artist in residence
Mercoledì 8 aprile
Guastalla (RE), Teatro Comunale Ruggero Ruggeri, ore 21:00
“Guastalla Jazz Festival”
ROBERTO GATTO QUARTET feat. PIETRO TONOLO
“Around Miles & Trane”
Pietro Tonolo – sassofoni; Alessandro Presti – tromba; Alfonso Santimone – pianoforte; Gabriele Evangelista – contrabbasso; Roberto Gatto – batteria
Giovedì 9 aprile
Fusignano (RA), Auditorium Corelli, ore 21:00
TONOLO / DEIDDA / ROSSY DJP TRIO
“Somewhere”
Pietro Tonolo – sax tenore, sax soprano, flauto contralto; Dario Deidda – basso; Jorge Rossy – batteria, vibrafono
Venerdì 10 aprile
Castel San Pietro Terme (BO), Cassero Teatro Comunale, ore 21:15
“Cassero Jazz”
JENS DÜPPE QUINTET feat. FRANCESCO BEARZATTI
“ism”
Francesco Bearzatti – sax tenore; Frederik Köster – tromba; Lars Duppler – pianoforte; Christian Ramond – contrabbasso; Jens Düppe – batteria
Domenica 12 aprile
Piacenza, Milestone, ore 21:45
“Piacenza Jazz Fest”
AMARO FREITAS SOLO
Amaro Freitas – pianoforte
Una collaborazione Crossroads-Piacenza Jazz Club
Lunedì 13 aprile
Mordano (BO), Teatro Comunale, ore 21:00
“Local Heroes”
IVETE SOUZAH & MAURIZIO DEGASPERI DUO
“Brazil. Echi di libertà”
Ivete Souzah – voce; Maurizio Degasperi – tastiere
Venerdì 17 aprile
Fusignano (RA), Auditorium Corelli, ore 21:00
GIOVANNI CECCARELLI & FERRUCCIO SPINETTI
+ special guest CRISTINA RENZETTI
“LeGrand Morricone”
Cristina Renzetti – voce; Giovanni Ceccarelli – pianoforte, tastiere, clavietta; Ferruccio Spinetti – contrabbasso
Sabato 18 aprile
Dozza (BO), Teatro Comunale, ore 21:00
LE SCAT NOIR
Natalia Abbascià – voce, violino; Sara Tinti – voce, tastiere; Ginevra Benedetti – voce
Domenica 19 aprile
Dozza (BO), Teatro Comunale, ore 21:00
AS MADALENAS
“Dettagli”
Un omaggio a Ornella Vanoni tra Italia e Brasile
Cristina Renzetti – voce, chitarra, percussioni; Tati Valle – voce, chitarra, percussioni
Lunedì 20 aprile
Mordano (BO), Teatro Comunale, ore 21:00
“Local Heroes”
ANNA GHETTI & PAOLO GHETTI DUO
“Swinging Memories”
Anna Ghetti – voce; Paolo Ghetti – contrabbasso
Mercoledì 22 aprile
Medolla (MO), Teatro Facchini, ore 21:00
SERVILLO / GIROTTO / MANGALAVITE
“L’anno che verrà”
Canzoni di Lucio Dalla
Peppe Servillo – voce; Javier Girotto – sax soprano, sax baritono, percussioni; Natalio Mangalavite – pianoforte, tastiere, voce
Giovedì 23 aprile
Russi (RA), Teatro Comunale, ore 21:00
MAURO OTTOLINI & ORCHESTRA OTTOVOLANTE
“A qualcuno piace Fred”
Omaggio a Buscaglione
Mauro Ottolini – voce, trombone, conchiglie; Andrea Lagi – tromba; Paolo Malacarne – tromba; Emiliano Vernizzi – sax alto; Stefano Menato – sax tenore; Corrado Terzi – sax baritono; Lino Bragantini – trombone; Matteo Del Miglio – trombone basso; Enrico Trevisanato – pianoforte; Giulio Corini – contrabbasso; Luca Colussi – batteria
Mauro Ottolini artist in residence
Venerdì 24 aprile
Ferrara, Jazz Club Torrione San Giovanni, ore 21:30
BILLY MOHLER TRIO
Francesco Bigoni – sax tenore, clarinetto; Billy Mohler – contrabbasso; Jonathan Pinson – batteria
Sabato 25 aprile
Ferrara, Jazz Club Torrione San Giovanni, ore 21:30
CHRIS MORRISSEY QUARTET
Charlotte Greve – sax alto, voce; Marco Bolfelli – chitarra; Chris Morrissey – basso elettrico, voce; Bill Campbell – batteria
Domenica 26 aprile
Ferrara, Jazz Club Torrione San Giovanni, ore 21:30
TOWER JAZZ COMPOSERS ORCHESTRA
Alfonso Santimone – pianoforte, direzione; Piero Bittolo Bon – sax alto, flauto, clarinetto, direzione; Sandro Tognazzo – flauto; Paolo Malacarne, Michele Tedesco, Pasquale Paterra, Francesco Assini – trombe; Federico Pierantoni, Lorenzo Manfredini, Giulio Tullio, Valentino Spaggiari – tromboni;
Daniele D’Alessandro – clarinetti; Tobia Bondesan – sax alto; Filippo Orefice – sax tenore, clarinetto; Giulia Barba – sax baritono, clarinetto basso; Glauco Benedetti – tuba; Federico Rubin – pianoforte; Luca Chiari – chitarra; Stefano Dallaporta – contrabbasso; Simone Sferruzza, Andrea Grillini – batteria
Martedì 28 aprile
Mordano (BO), Teatro Comunale, ore 21:00
“Local Heroes”
WRONG SISTERS
Beatrice Lenzini – tastiere, voce; Francesca Alinovi – contrabbasso, voce
Mercoledì 29 aprile
Medolla (MO), Teatro Facchini, ore 21:00
GEGÈ TELESFORO
“Jazz Radio”
GeGè Telesforo – voce, percussioni; Vittorio Solimene – pianoforte; Francesco Fratini – tromba;
Lorenzo Simoni – sax alto; Giulio Scianatico – contrabbasso; Valerio Vantaggio – batteria
Giovedì 30 aprile
Russi (RA), Teatro Comunale, ore 21:00
KARIMA
“Bacharach Forever”
Karima – voce; Piero Frassi – pianoforte; Francesco Ponticelli – basso elettrico, contrabbasso; Andrea Beninati – batteria, violoncello
in occasione della Giornata Internazionale UNESCO del Jazz
Karima artist in residence
Sabato 2 maggio
Piangipane (RA), Teatro Socjale, ore 21:30
“Ravenna Jazz”
“Ravenna 53° Jazz Club”
MAURO OTTOLINI & VANESSA TAGLIABUE YORKE
“Nada Màs Fuerte”
Mauro Ottolini – trombone, tromba bassa, conchiglie; Vanessa Tagliabue Yorke – voce; Thomas Sinigaglia – fisarmonica;
Marco Bianchi – chitarre; Giulio Corini – contrabbasso; Valerio Galla – percussioni; Gaetano Alfonsi – batteria
& Quartetto d’archi
Mauro Ottolini artist in residence
Domenica 3 maggio
Ravenna, Teatro Alighieri, ore 21:00
“Ravenna Jazz”
“Pazzi di Jazz”
ORCHESTRA DEI GIOVANI & DON MINZONI,
CORO SWING KIDS & TEEN VOICES
diretti da TOMMASO VITTORINI
special guests MAURO NEGRI – sax alto, clarinetto,
MAURO OTTOLINI – trombone & ALIEN DEE – beatbox
con la partecipazione di Marco Pierfederici – pianoforte, tastiere; Vito Bassi – basso elettrico; Mattia Zoli – batteria; Lorenzo Mercuriali – percussioni
“A Song For You”
Omaggio a Ray Charles
Serata finale del progetto “Pazzi di Jazz” dedicata a Carlo Bubani
Con il sostegno del Comune di Ravenna
produzione originale - ingresso libero
Mauro Ottolini artist in residence
Jazz Route 26
Lunedì 4 maggio
Ravenna, Mama’s Club, ore 21:30
“Ravenna Jazz”
“Ravenna 53° Jazz Club”
ALESSANDRO SCALA & FABIO PETRETTI QUINTET
“Tenor Legacy”
Alessandro Scala – sax tenore; Fabio Petretti – sax tenore; Fabrizio Puglisi – pianoforte; Paolo Ghetti – contrabbasso; Stefano Paolini – batteria
Martedì 5 maggio
Lido Adriano (RA), Cisim, ore 21:30
“Ravenna Jazz”
“Ravenna 53° Jazz Club”
BILL LAURANCE PIANO SOLO
“Lumen”
Bill Laurance – pianoforti
Mercoledì 6 maggio
Piangipane (RA), Teatro Socjale, ore 21:30
“Ravenna Jazz”
“Ravenna 53° Jazz Club”
PETRA MAGONI & ARKÈ STRING QUARTET
“Subversion”
Petra Magoni – voce; Arkè String Quartet: Carlo Cantini – violino elettrico; Valentino Corvino – violino, oud, live electronics; Matteo Del Soldà – viola; Stefano Dall’Ora – contrabbasso
Petra Magoni artist in residence
Giovedì 7 maggio
Lido Adriano (RA), Cisim, ore 21:30
“Ravenna Jazz”
“Ravenna 53° Jazz Club”
DAVIDE SHORTY & NUOVA FORMA ARMY
Davide Sciortino – voce; Roberto Iadanza – tastiere; Christopher Padilla Billa – chitarra; Maria Vittoria Benigni – basso elettrico; Giuseppe Allotta – batteria
Venerdì 8 maggio
Piangipane (RA), Teatro Socjale, ore 21:30
“Ravenna Jazz”
“Ravenna 53° Jazz Club”
MARIA PIA DE VITO
“Buarqueana”
Omaggio a Chico Buarque
Maria Pia De Vito – voce; Huw Warren – pianoforte; Roberto Taufic – chitarra; Roberto Rossi – batteria
Sabato 9 maggio
Ravenna, Centro Mousiké, Ore 10-13, 14:30-16:30
“Ravenna Jazz”
“Mister Jazz”
WORKSHOP di canto
con MARIA PIA DE VITO
“Suono, corpo, presenza, spontaneità”
aperto a tutti gli strumenti
Jazz Route 26
Sabato 9 maggio
Lido Adriano (RA), Cisim, ore 21:30
“Ravenna Jazz”
“Ravenna 53° Jazz Club”
SINNERMAN
“Atay”
Federico D’Angelo – sax baritono, tuba, flauti; Piero Conte – chitarra; Giulio Previ – contrabbasso, synth bass; Francesco Sprovieri – batteria; Dario Castelli – synth, electronics, producer
Domenica 10 maggio
Ravenna, Teatro Alighieri, ore 21:00
“Ravenna Jazz”
“UNFORGETTABLE”
Omaggio a Nat King Cole
ITALIAN JAZZ ORCHESTRA
+ special guests FLAVIO BOLTRO & WALTER RICCI
Direttore FABIO PETRETTI
ITALIAN JAZZ ORCHESTRA:
Davide Ghidoni – tromba; Massimo Morganti – trombone, arrangiamenti; Achille Succi – sax alto, clarinetto, clarinetto basso; Marco Postacchini – sax baritono, flauto, arrangiamenti; Michele Francesconi – pianoforte, arrangiamenti; Paolo Ghetti – basso elettrico, contrabbasso; Stefano Paolini – batteria.
ARCHI. Violini: Cesare Carretta, Elisa Tremamunno, Ximena Jaime, Aldo Capicchioni, Silvia Maffeis, Gioele Sindona. Viola: Michela Zanotti. Violoncello: Anselmo Pelliccioni. Contrabbasso: Roberto Rubini.
+ special guests: FLAVIO BOLTRO – tromba; WALTER RICCI – voce.
Fabio Petretti – direzione, arrangiamenti
Nat King Cole video collage: immagini, concerti, special TV, interviste
produzione originale
Mercoledì 13 maggio
Cesena (FC), Conservatorio Statale di Musica Bruno Maderna, ore 15:30-17:30
Forlì (FC), Cosascuola Music Academy, ore 20:15-22:15
“Love Songs, la canzone d’amore tra jazz e pop”
incontri con gli allievi del Conservatorio Maderna di Cesena e con gli studenti della Cosascuola Music Academy di Forlì
a cura di Francesco Martinelli, docente di storia del jazz alla Siena Jazz University
partecipa Fabio Petretti, direttore Italian Jazz Orchestra e curatore arrangiamenti della produzione
originale “Love Songs”, in programma il 28 luglio alla Corte degli Agostiniani di Rimini
Jazz Route 26
Giovedì 14 maggio
Correggio (RE), Teatro Asioli, ore 21:00
“Correggio Jazz”
MAKAYA McCRAVEN
Marquis Hill – tromba; Matt Gold – chitarra; Junius Paul – basso elettrico; Makaya McCraven – batteria
Venerdì 15 maggio
Correggio (RE), Teatro Asioli, ore 21:00
“Correggio Jazz”
RACHEL Z & OMAR HAKIM TRIO
Rachel Z – pianoforte, tastiere; Omar Hakim – batteria; Jonathan Toscano – contrabbasso
Sabato 16 maggio
Correggio (RE), Teatro Asioli, ore 21:00
“Correggio Jazz”
QUINTO ELEMENTO
“Oscar’s Fables”
Angelo Rainone – sax tenore; Niccolò Monté Rizzi – tromba; Ariel Tricomi – pianoforte; Francesco Maggi – contrabbasso; Oscar Martin Del Rio – batteria, composizione
Vincitori del concorso On Time Plus 2025
ingresso gratuito
Jazz Route 26
Domenica 17 maggio
Correggio (RE), Teatro Asioli, ore 17:00
“Correggio Jazz”
ON TIME CONTEST
Concerto dei gruppi finalisti del concorso Correggio On Time Plus
e nomina del vincitore
ingresso libero
Jazz Route 26
Mercoledì 20 maggio
Correggio (RE), Teatro Asioli, ore 21:00
“Correggio Jazz”
ISAIAH COLLIER Plays COLTRANE
Isaiah Collier – sassofoni; Davis Whitfield – pianoforte; Conway Campbell – contrabbasso; Tim Regis – batteria
Giovedì 21 maggio
Correggio (RE), Teatro Asioli, ore 21:00
“Correggio Jazz”
GUANO PADANO plays with ENRICO RAVA
“La Giostra”
Enrico Rava – tromba, flicorno; Alessandro “Asso” Stefana – chitarra, lap steel, armonica; Danilo Gallo – basso elettrico; Zeno De Rossi – batteria
Sabato 23 maggio
Correggio (RE), Teatro Asioli, ore 21:00
“Correggio Jazz”
ARTCHIPEL ORCHESTRA meets ENRICO RAVA
ARTCHIPEL ORCHESTRA: Marco Fior, Marco Mariani – tromba; Alberto Bolettieri – trombone; Alessandro Castelli – trombone basso; Rudi Manzoli – sax soprano; Andrea Ciceri – sax alto; Germano Zenga – sax tenore; Rosarita Crisafi – sax baritono; Alberto Zappalà – clarinetto basso; Carlo Nicita – flauto; Paola Tezzon – violino; Luca Pedeferri – pianoforte, fisarmonica; Luca Gusella – vibrafono; Gianluca Alberti – basso elettrico; Stefano Lecchi – batteria; Naima Faraò, Serena Ferrara, Francesca Sabatino – voci
Ferdinando Faraò – direzione
special guest Enrico Rava – tromba, flicorno
Martedì 26 maggio
Correggio (RE), Teatro Asioli, ore 21:00
“Correggio Jazz”
CHINA MOSES
“It's complicated”
China Moses – voce; Insxght – tastiere; Jerome Cornelis – chitarra; Lawrence Insula – basso elettrico; Lox – batteria
Mercoledì 27 maggio
Correggio (RE), Teatro Asioli, ore 21:00
“Correggio Jazz”
HAMID DRAKE / PASQUALE MIRRA / ALY KEITA
Hamid Drake – batteria; Pasquale Mirra – vibrafono; Aly Keita – balafon
Venerdì 29 maggio
Correggio (RE), Teatro Asioli, ore 21:00
“Correggio Jazz”
FABRIZIO BOSSO QUARTET + special guest NICO GORI
“We Wonder”
Fabrizio Bosso – tromba; Julian Oliver Mazzariello – pianoforte, Fender Rhodes; Jacopo Ferrazza – contrabbasso, basso elettrico; Nicola Angelucci – batteria
+ special guest Nico Gori – clarinetto, sax tenore
Fabrizio Bosso artist in residence
Sabato 30 maggio
Correggio (RE), Teatro Asioli, ore 21:00
“Correggio Jazz”
DANILO REA + special guest MARTUX_M
“Sakamoto & Me”
Danilo Rea – pianoforte;
special guest Martux_m – elettronica
Mauro Cosenza – visual
Lunedì 8 giugno
Parma, Casa della Musica - Cortile d’Onore, ore 21:00
“Voices”
JOE BARBIERI “VULÍO”
Joe Barbieri – chitarra classica, voce; Nico Di Battista – DB guitar; Oscar Montalbano – chitarra manouche
Martedì 9 giugno
Parma, Casa della Musica - Cortile d’Onore, ore 21:00
“Voices”
PETRA MAGONI & ILARIA FANTIN
“Cosa sono le nuvole?”
Petra Magoni – voce, narrazione; Ilaria Fantin – arciliuto, voce, percussioni
Petra Magoni artist in residence
Mercoledì 10 giugno
Parma, Casa della Musica - Cortile d’Onore, ore 21:00
“Voices”
RAPHAEL GUALAZZI SOLO
Raphael Gualazzi – pianoforte, voce
Venerdì 19 giugno
Bagnacavallo (Ra), Chiostro, Complesso di San Francesco, ore 21:00
JOHN DE LEO & FABRIZIO TARRONI
John De Leo – voce; Fabrizio Tarroni – chitarra
Sabato 20 giugno
Medicina (BO), Parco Ca’ Nova, ore 21:00
KARIMA
“Canta Autori”
Dedicato alla canzone italiana
Karima – voce; Piero Frassi – pianoforte; Gabriele Evangelista – contrabbasso; Bernardo Guerra – batteria
Karima artist in residence
Martedì 23 giugno
Nespoli (FC), Poderi dal Nespoli, ore 21:30
KARIMA SOULVILLE
Karima – voce; Diego Borotti – sax, clarinetto; Alberto Marsico – organo Hammond; Luca Guarino – batteria
Karima artist in residence
Mercoledì 1 luglio
Ravenna, Rocca Brancaleone, ore 20:30
“Ravenna Jazz”
MASSIMO RECALCATI
ORCHESTRA GIOVANILE LUIGI CHERUBINI
DANIELE DI BONAVENTURA (bandoneon, direzione)
& DANIELE DI GREGORIO (vibrafono, marimba)
Tributo ad Astor Piazzolla Modern Tango Quintet & Gary Burton nel quarantennale dello storico concerto di “Ravenna Jazz 1986” in collaborazione con Ravenna Festival
Venerdì 3 luglio
Ravenna, Rocca Brancaleone, ore 21:30
“Ravenna Jazz”
PAT METHENY
Side-Eye III+
Pat Metheny – chitarre; Chris Fishman – pianoforte, tastiere; Jermaine Paul – basso; Joe Dyson – batteria; Leonard Patton – voce, percussioni
Giovedì 9 luglio
Ravenna, Rocca Brancaleone, ore 21:30
“Ravenna Jazz”
MATTEO MANCUSO
Route96 Tour
Matteo Mancuso – chitarre; Riccardo Oliva – basso elettrico; Gianluca Pellerito – batteria
NIK WEST
“Moody”
Nik West – basso elettrico, voce; Lorenzo Campese – tastiere; Simone Cesarini – chitarra; Stanley Randolph – batteria; Amber Sauer – cori
Martedì 14 luglio
Rimini, Corte degli Agostiniani, ore 21:15
LAKECIA BENJAMIN ‘PHOENIX’
Lakecia Benjamin – sax alto; Oscar Perez – pianoforte, tastiere; Elias Bailey – contrabbasso; Quentin Baxter – batteria
Giovedì 23 luglio
Nespoli (FC), Poderi dal Nespoli, ore 21:30
PEPPE SERVILLO & DANILO REA
“Napoli e Jazz”
Peppe Servillo – voce; Danilo Rea – pianoforte
Martedì 28 luglio
Rimini, Corte degli Agostiniani, ore 21:15
“LOVE SONGS”
Omaggio alla canzone d’amore tra jazz e pop
ITALIAN JAZZ ORCHESTRA + special guest SIMONA MOLINARI
Direttore FABIO PETRETTI
ITALIAN JAZZ ORCHESTRA:
Davide Ghidoni – tromba; Massimo Morganti – trombone, euphonium, arrangiamenti; Achille Succi – sax alto, clarinetto basso; Marco Postacchini – sax baritono, flauto, arrangiamenti; Max Rocchetta – pianoforte, tastiere, arrangiamenti; Thomas Lasca – chitarra; Paolo Ghetti – contrabbasso, basso el.; Matteo Salvatori – percussioni; Stefano Paolini – batteria.
ARCHI. Violini: Cesare Carretta, Elisa Tremamunno, Ximena Jaime, Aldo Capicchioni, Silvia Maffeis, Gioele Sindona. Viola: Michela Zanotti. Violoncello: Anselmo Pelliccioni.
+ special guest: SIMONA MOLINARI – voce
Fabio Petretti – direzione, arrangiamenti
Video collage: immagini, concerti, frammenti di film, special TV
produzione originale
Venerdì 31 luglio
Rimini, Corte degli Agostiniani, ore 21:15
RAY GELATO & THE GIANTS
The Godfather of swing
Ray Gelato – voce, sax tenore; Danny Marsden – tromba; Andy Rogers – trombone; Olly Wilby – sax alto, sax tenore; Gunther Kurmayr – pianoforte; Manuel Alvarez – contrabbasso; Ed Richardson – batteria
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NEW CONVERSATIONS – VICENZA JAZZ 2026
XXX edizione
DALLE TROMBE DI GERICO AL DIVINO MILES
Dedicato a Miles Davis nel centenario della nascita.
15-25 maggio 2026
Teatro Olimpico | Teatro Comunale | Cimitero Maggiore | Abbazia di Sant’Agostino
Basilica Palladiana e molti altri luoghi
VICENZA
“The first jazz musician was a trumpeter, Buddy Bolden, and the last will be a trumpeter, the archangel Gabriel.”
(Wynton Marsalis)
Trent’anni di grande jazz internazionale in una delle più belle città d’arte in Italia. Un traguardo importante che si lega al centenario della nascita di uno dei più grandi musicisti di tutti i tempi, Miles Davis. Con lo sguardo già proiettato verso un’ulteriore fondamentale ricorrenza, il centesimo compleanno di un altro artista che ha cambiato la storia della musica del XX secolo, John Coltrane. In questo triplice orizzonte si muove la XXX edizione di New Conversations – Vicenza Jazz, con la direzione artistica di Riccardo Brazzale, che si svolgerà dal 15 alla notte fra il 25 e il 26 maggio fra il Teatro Olimpico – capolavoro del Palladio e patrimonio UNESCO – il Teatro Comunale, l’Abbazia di Sant’Agostino e il Cimitero Maggiore, la Basilica Palladiana e una serie di altri luoghi che ospiteranno performance e progetti nella consolidata formula del festival diffuso in tutta la città. Arrivando, per la prima volta, nei dintorni segnati dall’archeologia industriale dell’ex CotoRossi. Makaya McCraven, Barbara Hannigan con Bertrand Chamayou, Mary Halvorson, Uri Caine, Billy Cobham, Joshua Redman, Israel Galvan e Michael Leonhart, Paolo Fresu, Isaiah Collier, Lakecia Benjamin, Savina Yannatou, Roberto Ottaviano con Robert Luft, Pietro Tonolo, Dimitri Espinoza, Neapolis Mantra, Enrico Rava e Fabrizio Bosso sono i protagonisti e i progetti che animano oltre 10 giorni di programmazione con 4 prime italiane, una produzione speciale del festival, 3 progetti multidisciplinari, un’apertura di altissimo profilo al Teatro Olimpico nel segno della musica contemporanea e un concerto di chiusura che sarà una vera e propria festa per celebrare il genio della tromba jazz. E poi ancora performance nei musei e l’Olimpico Jazz Contest, senza dimenticare, come ormai da tradizione del festival, il concerto all’alba e quello di mezzanotte al Cimitero Maggiore. Respiro internazionale, dunque, con un forte radicamento nel territorio. Nomi altisonanti del panorama internazionale, ma anche una precisa attenzione ai più giovani. Con il titolo Dalle trombe di Gerico al divino Miles, la XXX edizione del festival è dedicata a Miles Davis, “un artista che, forse più di ogni altro, ha saputo continuamente innovare e portare il jazz – e la musica tutta – dentro la contemporaneità. Miles ha cambiato le sorti del genere più o meno cinque volte: dalla rivoluzione del Bebop al relaxing del Cool Jazz, dalla classicità dell'Hard Bop all'innovazione del ‘modal playing’, sino all'eresia della fusion music” afferma il direttore artistico Riccardo Brazzale che aggiunge: “Non potrà dunque che trattarsi di un’edizione speciale, con una grande attenzione allo strumento di Miles, la tromba”. Fiato alle trombe, è il caso di dire, a partire dalla presenza centrale dei tre trombettisti italiani internazionalmente più noti: Fresu, Rava e Bosso. Prodotto dal Comune di Vicenza in collaborazione con la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, il festival è realizzato in coproduzione con Trivellato Mercedes Benz, ha come sponsor tecnici Brutal Agency, Acqua Recoaro e Cantine Vitevis. Sono media partner dell’evento Il Giornale di Vicenza e TVA Vicenza. Nel visual dell’edizione 2026, la fotografia che ritrae Hannibal Lokumbe Peterson e la figlia Eternal Lokumbe (Milano, 1995) è di Guido Harari. La mostra delle sue immagini fotografiche, con felici incursioni nel mondo della musica non solo jazz, dal titolo Guido Harari. Incontri. 50 anni di fotografie e racconti, sarà ospitata a Vicenza, in Basilica Palladiana dal 27 marzo al 26 luglio.
L’ANTEPRIMA E L’APERTURA
L’anteprima di Vicenza Jazz 2026 il 15 maggio al Teatro Comunale è affidata alle bacchette del “beat scientist” Makaya McCraven, batterista e producer di Chicago fra gli artisti più innovativi e influenti della scena contemporanea, in grado di miscelare con sapienza jazz, hip-hop, soul, elettronica e world music, tenendo insieme passato, presente e futuro. Creando così una “organic beat music”, stratificata e ricca di energia, proiettata verso le nuove frontiere e attenta ai temi dell’identità, delle migrazioni e della resistenza culturale. Il 16 maggio il festival approda al Teatro Olimpico per una vera apertura in grande stile: il concerto del soprano e direttrice d’orchestra canadese Barbara Hannigan, con il pianista francese Bertrand Chamayou. Artista celebrata dai maggiori festival e istituzioni culturali di tutto il mondo, Barbara Hannigan è una vera e propria forza della natura: grazie alla sua unica e indiscutibile gamma espressiva è in grado di affrontare brani ritenuti tecnicamente al limite della possibilità umana. Al festival porta un programma che parte dalle complesse sonorità di Jumalattaret – ciclo di canzoni composto dal genio di John Zorn per le straordinarie capacità vocali della cantante canadese e ispirato al poema epico finlandese Kalevala – per passare poi a composizioni, fra gli altri, di Olivier Messiaen e Alexander Scrjabin. Il giorno seguente, 17 maggio, al Teatro Olimpico il festival propone un doppio concerto, iniziando la serata con il live del quartetto della chitarrista statunitense Mary Halvorson – talento emergente ma già consacrato dalla stampa di settore – e accogliendo in seguito un altro nome altisonante della scena contemporanea: il compositore e pianista americano Uri Caine, in concerto per piano solo.
Hanningan e Caine sono soltanto i primi highlights del Festival. Un altro headliner è sicuramente un gigante come il percussionista americano di origini panamensi Billy Cobham, storicamente considerato il più importante batterista di jazz-fusion, che il 18 maggio sarà in concerto al Teatro Comunale per ripercorrere i momenti migliori di oltre 50 anni di carriera, insieme a una band composta dall’altrettanto celebre Gary Husband alle tastiere, Bjorn Arko ai fiati, Rocco Zifarelli alle chitarre e Victor Cisternas Soto al basso.
CELEBRATING MILES
Nella programmazione principale di Vicenza Jazz 2026, il focus su Miles Davis si articola in alcuni imperdibili appuntamenti, a partire dalla produzione speciale del festival che incrocia il jazz con il linguaggio cinematografico, attraverso la proiezione di un film cult e la colonna sonora eseguita dal vivo: il 21 maggio al Teatro Comunale Paolo Fresu, con il suo storico quintetto italiano, suonerà Ascensore per il Patibolo, soundtrack del capolavoro noir di Louis Malle, firmata nel 1958 dal Principe delle Tenebre. “Quando ascoltai per la prima volta la colonna sonora di Ascensore per il Patibolo rimasi letteralmente folgorato” sottolinea Fresu. “Ascensore per il Patibolo e Kind of Blue sono due lavori perfettamente collegati da un pensiero creativo gravido di spazio, silenzio e interplay. A Vicenza, con il Quintetto Italiano che oggi compie 42 anni, cercheremo di mettere in musica tutto ciò con rispetto e passione. Così da abitare in musica, a cento anni dalla nascita di Miles, un inarrivabile capolavoro”. Il 25 maggio invece, sempre al Teatro Comunale, una grande soirée insieme agli altri due signori assoluti dello strumento, che non hanno bisogno di presentazioni: Enrico Rava e Fabrizio Bosso. Rava salirà sul palco con il suo progetto più recente Fearless Five (disco dell’anno e formazione dell’anno nel 2024 per Top Jazz), un quintetto “senza paura” composto da una nuova generazione di musicisti – Evita Polidoro, Matteo Paggi, Francesco Ponticelli e Francesco Diodati – che mette insieme energie giovani e creative all’enorme esperienza del band leader. “Con questo gruppo - racconta Rava - mi sento come su un’isola ideale, dove ognuno dà e ognuno ricevere quello di cui ha bisogno. C’è grandissima libertà ma rispetto reciproco, ognuno è in ascolto dell’altro, come in una democrazia perfetta che solo il jazz può rappresentare.” Subito dopo sarà la volta di Fabrizio Bosso con il suo quartetto, composto da Julian Oliver Mazzariello al piano, Jacopo Ferrazza al basso e Nicola Angelucci alla batteria, che per l’occasione presenteranno le composizioni del nuovo album. Una lunga ed entusiasmante festa jazz che toccherà la mezzanotte, giusto in tempo per soffiare le candeline per Miles, nato ad Alton, nell’Illinois, il 26 maggio 1926.
DA MILES A COLTRANE
“Non ci dimenticheremo che quest’anno cade anche il centenario della nascita di John Coltrane e ne saranno protagonisti anche molti importanti sassofonisti, sia fra gli artisti principali che fra i più giovani” commenta Riccardo Brazzale a proposito di un’edizione che, pur chiudendosi qualche mese prima, guarda già all’orizzonte della ricorrenza del prossimo 23 settembre. Largo spazio quindi anche ai grandi sassofonisti. A cominciare dall’immenso Joshua Redman, in concerto il 19 maggio al Teatro Comunale. Classe 1969, californiano di Berkley, figlio del leggendario Dewey Redman, è considerato uno degli artisti jazz più carismatici degli ultimi decenni. Al festival presenterà Words Fall Short, il suo secondo album per Blue Note, uscito nel 2025: una raccolta di composizioni originali che segna il debutto discografico del suo nuovo quartetto, con Paul Cornish al pianoforte, Philip Norris al contrabbasso e Nazir Ebo alla batteria.
Il 22 maggio il Ridotto del Teatro Comunale ospita un doppio imperdibile concerto di due artisti che in modo diverso hanno guardato alla figura di Coltrane. Il primo a salire sul palco sarà Isaiah Collier, compositore, polistrumentista, docente e attivista proveniente dalla vivace scena di Chicago ed esponente di spicco del cosiddetto “spiritual jazz”. Il suo album del 2021 Cosmic Transitions fu registrato nel leggendario studio di Rudy Van Gelder in occasione del compleanno di Coltrane, utilizzando alcune delle stesse apparecchiature analogiche utilizzate per la sessione di registrazione originale di A Love Supreme. Subito dopo, il palco vibrerà grazie all’esplosiva fusione di jazz, R’N’B e funk dell’americana Lakecia Benjamin che nel 2020 pubblicò un album dal titolo Pursuance: The Coltranes, in cui reinterpretava brani iconici di John e Alice Coltrane. Il suo ultimo album, Phoenix è invece un grande omaggio alla sua New York risorta dalla pandemia come una Fenice ma anche alla propria “resurrezione”, dopo essere miracolosamente scampata a un incidente stradale. Una doppia metafora che vuol essere anche un auspicio rispetto ai disastri che continuano ad abbattersi sul mondo attuale.
Doppio concerto di sax anche il giorno seguente 23 maggio, sempre al Ridotto del Teatro Comunale. La serata si apre con l’esibizione del sassofonista Roberto Ottaviano – figura cardine del jazz italiano che ha scritto pagine importanti della scena europea – in duo con il chitarrista Rob Luft, giovane talento britannico dalla carriera già internazionale, capace di coniugare tecnica e creatività con uno stile moderno ed elegante. A seguire, il live di Pietro Tonolo, sassofonista e compositore veneziano, tra le figure di maggior rilievo del jazz europeo, grazie a una lunga carriera costellata di collaborazioni con artisti internazionali del calibro di Lee Konitz, Dave Holland, Gil Evans, Paul Motian, Joe Chambers per citarne soltanto alcuni. Tonolo si esibirà con il nuovo quartetto comprendente Giancarlo Bianchetti alla chitarra, Gabriele Evangelista al basso e Bernardo Guerra alla batteria.
L’ALBA E LA NOTTE
L’ispirazione di A Love Supreme ritorna in occasione del tradizionale concerto all’alba del Festival. Al sorgere del sole del 24 maggio all’Abbazia di Sant’Agostino il sassofonista Dimitri Grechi Espinoza, renderà omaggio con sax tenore, banda registrata ed effetti elettronici al capolavoro di Coltrane ripercorrendo i movimenti Acknowledgement, Resolution, Pursuance, Psalm, conservandone l’essenza più profonda ma esplorando allo stesso tempo paesaggi sonori radicalmente nuovi, tra improvvisazione modale, misticismo orientale e spiritualità contemporanea. Un progetto che, nella prospettiva di apertura e condivisione proprio del festival vicentino, segna un dialogo fra Vicenza Jazz e l’edizione 2026 del Festival Biblico. Il concerto verrà introdotto dal sociologo don Simone Zonato.
Nel buio della notte del 22 maggio invece, la cantante Savina Yannatou sarà la protagonista dell’ormai storico concerto al Cimitero Maggiore di Vicenza. Con la sua band Primavera en Salonicco, la Yannatou presenta al festival le canzoni del suo ultimo album Waters Songs, il quinto per la prestigiosa ECM. Un disco che ruota intorno al tema dell’acqua e delle sue molteplici manifestazioni, viaggiando attraverso le geografie e le epoche storiche, facendo incontrare il dialetto beduino con le lingue europee, con i canti natalizi greci che sfumano nei lamenti dell’Italia meridionale. Nel segno della contaminazione e della multiculturalità.
I PROGETTI MULTIDISCIPLINARI
Al Festival, apertura e condivisione sono due parole d’ordine che riguardano anche l’aspetto espressivo e linguistico. Così Vicenza Jazz 2026 si apre alla contaminazione della musica eseguita dal vivo con un linguaggio come la danza contemporanea attraverso due progetti.
Il 20 maggio al Teatro Comunale il coreografo spagnolo di fama mondiale Israel Galvan, artista che ha compiuto una radicale innovazione nel flamenco trasportandolo sui territori del contemporaneo, incontra il talentuoso trombettista newyorkese Michael Leonhart con il suo settetto – ben noto per le collaborazioni con artisti come Bill Frisell, Donny McCaslin ed Elvis Costello – nel progetto New Sketches of Spain, liberamente ispirato all’album di Miles Davis e Gil Evans del 1960 Sketches of Spain. Questo progetto speciale è prodotto con le Settimane musicali al Teatro Olimpico.
La sera del 24 maggio, infine, il Teatro Comunale accoglie nell’ambito di Danza in Rete Festival Neapolis Mantra, un’opera multidisciplinare ideata dal regista e coreografo italo-africano Mvula Sungani, che vede insieme sulla scena l’étoile Emanuela Bianchini, con la forza della sua physical dance e la potente voce black di Enzo Gragnaniello.
UN EVENTO DIFFUSO
A tutto questo, che costituisce la densa e articolata programmazione di New Conversations - Vicenza Jazz 2026, si aggiungono una serie di appuntamenti disseminati negli spazi urbani, all’ora dell’aperitivo fino a tarda notte, una miriade di live più piccoli ma molto seguiti, che prendono vita in librerie, negozi, ristoranti, caffè e altri luoghi del centro - eventi realizzati in partnership con Confcommercio Vicenza – e che riescono a dare un’allegra verve cosmopolita alla città, attraverso i suoni, i ritmi e i colori del jazz.
Mai come in questa trentesima edizione il jazz intende gioiosamente mescolarsi alle altre musiche e alle altre arti, non solo quelle performative. Una volta di più per dare ragione alla motivazione con cui l’Unesco istituì l’International Jazz Day: “Il jazz è uno strumento per sviluppare e intensificare gli scambi interculturali e la comprensione tra le culture ai fini della comprensione reciproca e della tolleranza”.
New Conversations/Vicenza Jazz 2026 - artwork by Brutal Agency da una foto di Guido Harari
CALENDARIO
15 maggio | ANTEPRIMA NEW CONVERSATIONS – VICENZA JAZZ 2026
ore 21 | Teatro Comunale – Sala del Ridotto
MAKAYA McCRAVEN QUARTET
16 maggio
ore 21 | Teatro Olimpico
BARBARA HANNIGAN & BERTRAND CHAMAYOU – Jumalattaret di John Zorn per soprano e pianoforte (e altre musiche di Olivier Messiaen e Alexandr Scrjabin)
Prima Italiana
17 maggio
dalle ore 21 | Teatro Olimpico
MARY HALVORSON QUARTET – Canis Major
URI CAINE Piano solo
Prima Italiana
18 maggio
ore 21 | Teatro Comunale – Sala Maggiore
BILLY COBHAM BAND
Prima Italiana
19 maggio
ore 21 | Teatro Comunale – Sala Maggiore
JOSHUA REDMAN QUARTET
20 maggio
ore 21 | Teatro Comunale – Sala Maggiore
ISRAEL GALVAN & MICHAEL LEONHART – New Sketches of Spain
21 maggio
ore 21 | Teatro Comunale – Sala Maggiore
PAOLO FRESU QUINTET – Ascensore per il patibolo | una produzione Vicenza Jazz 2026
22 maggio
dalle ore 21 | Teatro Comunale - Sala del Ridotto
ISAIAH COLLIER QUARTET
LAKECIA BENJAMIN QUARTET
ore 24 | Cimitero Maggiore
SAVINA YANNATOU – Water Songs
Prima Italiana
23 maggio
dalle ore 21 | Teatro Comunale – Sala del Ridotto
ROBERTO OTTAVIANO & ROBERT LUFT
PIETRO TONOLO QUARTET
24 maggio
alba | Abbazia di Sant’Agostino
DIMITRI ESPINOZA – A Love Supreme
ore 21 | Teatro Comunale – Sala Maggiore
NEAPOLIS MANTRA
25 maggio
ore 21 | Teatro Comunale – Sala Maggiore
ENRICO RAVA FEARLESS FIVE
FABRIZIO BOSSO QUARTET
Dal 20 al 23 maggio
concerti Happy Hour ore 19.00
concerti After Hour ore 22.30
INFO & PREVENDITE
Biglietteria Teatro Comunale
tel. 0444 324442 – biglietteria@tcv.it
Online
Ufficio Stampa Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza
Lorenza Arzenton
+39 347 1407874 - teatrocomunalevicenza@aellecom.it
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ANGELICA | CENTRO DI RICERCA MUSICALE
PRESENTA LA SECONDA PARTE DELLA STAGIONE 2025>26
NEL SUO QUINDICESIMO ANNO DALLA FONDAZIONE DEL CENTRO DI RICERCA MUSICALE
TEATRO SAN LEONARDO DI BOLOGNA
Prosegue con undici appuntamenti imperdibili che raccontano un percorso multiespressivo unico la Stagione 2025>26 di AngelicA | Centro di Ricerca Musicale, confermandosi ancora una volta come uno degli appuntamenti più attesi per gli appassionati di musica contemporanea, sperimentazione e ricerca sonora. Da gennaio ad aprile 2026, il Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo di Bologna ospiterà un programma ricco e variegato che spazia dalla musica d'avanguardia alle contaminazioni tra culture, dall'improvvisazione radicale alla rivisitazione della tradizione classica.
Ricerca & Rinascimento
Nel 15esimo anno dalla sua nascita, grazie al supporto di Istituzioni come Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna – Assessorato alla Cultura, Comune di Bologna, Fondazione del Monte e Fondazione Carisbo, la dodicesima stagione concertistica di AngelicA | Centro di Ricerca Musicale ribadisce la sua vocazione di ricerca multimusicale rivolta a tutti i linguaggi e alle diverse tradizioni musicali. La seconda parte della stagione concertistica 2025>26 di AngelicA | Centro di Ricerca Musicale presenta 19 eventi distribuiti in undici appuntamenti, con inizio alle 19.30, che si terranno presso il Teatro San Leonardo di Bologna, che con la sua atmosfera unica è da 15 anni casa del laboratorio musicale permanente di AngelicA e punto di riferimento internazionale per la ricerca che nel suo farsi produce e diventa rinascimento. “Usciamo dalla dimensione ristretta dell’ego e cerchiamo l’oltre, andiamo verso qualcosa che possieda più incognite che certezze, dove i contrasti (e le diversità) tra i singoli percorsi possano forse regalare altro e l’oltre. Qualcosa che forse ci sorprenda proprio perchè più distante da noi, che ci ri-chiami a riconoscere l’altro e le sue intenzioni, nella fragilità (e forza) di una nascita, e di quello che si ri-cerca, verso una comunione di intenti che, proprio perchè partono da punti di vista (e d’ascolto) così distanti ci appaiono più vicini e, proprio perchè lontani, ci ricordano che in fondo queste distanze sono illusorie. Sono illusioni (soprattutto culturali), confini da sciogliere, per fondersi, e che si frantumeranno comunque nel tempo (attraverso le generazioni). Attraverso trasmissioni (invisibili) di quello che siamo riusciti a cambiare camminando la vita”.
(Massimo Simonini - presidente e direttore di AngelicA/Pierrot Lunaire)
Gennaio: tra impegno civile e contaminazioni
Il 15 gennaio il compositore, chitarrista, violista ed artista di live electronics John King insieme al Quartetto Obliquo inaugurerà la seconda parte della stagione di AngelicA | Centro di Ricerca Musicale, presentando in prima assoluta FREE PALESTINE, una selezione di composizioni dalla monumentale serie iniziata nel 2012 e ancora in corso, che conta oltre 160 opere per quartetto d'archi. Un modo per ricordare ciò che ancora oggi accade nella Palestina occupata. Il Quartetto Obliquo con i suoi archi darà vita anche, in prima italiana, a CARROT REVOLUTION di Gabriella Smith e a LIFT di Paul Wiancko.
Il 21 gennaio, Alberto Collodel e Giovanni Mancuso renderanno omaggio ad Anthony Braxton e alla sua miscela tra tradizione e avanguardia, con BRAXTONALITY, un progetto che riarrangia per pianoforte e clarinetto basso alcune composizioni scritte dal grande maestro afroamericano tra gli anni Sessanta e Ottanta, seguendo l’approccio rigorosamente filologico che valorizza l'equilibrio tra scrittura e improvvisazione, contenuto nel disco del duo uscito per l’etichetta Zoar Records a fine 2024.
Il 28 gennaio, a cura di Aurelio Zarrelli (direttore del Conservatorio G.B. Martini di Bologna), il Collettivo Unterbahn presenta VOCODÌA, una coproduzione del Conservatorio e AngelicA nell’ambito del secondo anno del progetto PONTE - formazione > ricerca. Un lavoro in cui i cinque membri del collettivo bolognese indagano sul rapporto tra parola e suono, evocando la tragedia classica attraverso un contesto elettroacustico che sviluppa quattro atti corrispondenti alle parole chiave: tragedia, frammento, interferenza e memoria.
Febbraio: dalla spiritualità alla tradizione griot
Il 12 febbraio, Nicola Guazzaloca (pianoforte, oggetti sonori) e Massimiliano Furia (tamburi, percussioni, oggetti sonori) presentano in prima assoluta A-LETHEIA: IN PIENA LUCE, un incontro di improvvisazione musicale in cui il duo esplora il concetto greco di A-letheia, la verità che si disvela nella sua naturale evidenza. Il concerto sarà completato dai solo in prima assoluta, TECNICHE ARCAICHE > A.M.13 di Nicola Guazzaloca e DERMA di Massimiliano Furia.
Il doppio appuntamento del 18 febbraio, vedrà Sarah Tardino e Fabio Tricomi proporre INNI SACRI E BALLATE PROFANE in prima assoluta, spaziando dal poema epico Bradamante, ispirato dalla dolorosa condizione delle donne che vivono eroicamente situazioni esistenziali a limite, dall’Afganistan alla Siria, Al Darfour, agli Inni sacri, una composizione propriamente di musica sacra e poesia mistica. Il secondo concerto in programma ha per titolo XENIA e vedrà il trio Vita Sabato Forestiere proporre brani dal loro repertorio ispirati al legame che unisce l’ospite al padrone di casa introdotti dai versi tratti dalla raccolta omonima di Eugenio Montale, sul tema della transitorietà dei rapporti umani. Lo spettacolo del 26 febbraio FROM TWO SIDES OF THE OCEAN, in prima assoluta, sarà formato da tre set. Walter Zanetti in solo presenterà composizioni del chitarrista cubano José Angel Navarro, il maestro di cora senegalese Djaly Mady "Kaw" Sissoko in solo canterà e suonerà il suo repertorio personale. I due saranno poi raggiunti dal percussionista Tommy Ruggero per dare vita al GUISANTÉ TRIO, formazione acustica che in prima assoluta testimonia l'incontro tra la tradizione griot africana e le sonorità afrocubane.
Marzo: sperimentazione e innovazione
Marzo si apre il 4 con SEGNI SEMI di Aniello Perduto, il trio che vede l’unione tra sax soprano di Roberto Di Blasio il sax tenore di Simone Vincenzini insieme alla batteria di Marco Porcelluzzi. Il trio interpreterà i brani del proprio disco edito dall’etichetta Aut records di Berlino e dall’inglese Rer Megacorp, uscito lo scorso ottobre. Quella di “Segni semi” è una musica prevalentemente composta, fatta di temi semplici e brevi, spesso reiterati, in cui emergono le potenzialità timbriche dei tre strumenti. I brani si muovono su diversi registri: ironico, drammatico, serio, infantile, solenne, colloquiale. Ne risulta un’atmosfera allucinata, specchio della complessità e della frammentarietà che contraddistingue il mondo contemporaneo.
Il 12 marzo, sarà di scena un doppio concerto: il chitarrista Enzo Rocco presenta SCRAPS, il disco uscito per l’etichetta discografica Setola di Maiale a fine 2024 costituito tra l’altro da una raccolta di assoli estemporanei, una serie di brevi studi figli dei giorni del lockdown del 2020, brani improvvisati, esplorazioni dello strumento ed esercizi di stile dedicati ad amici chitarristi. Il secondo set vedrà sul palco del Teatro San Leonardo di Bologna un altro chitarrista, Leonardo Melchionda, compositore, ricercatore e docente, attivo nella musica classica, contemporanea e sperimentale. Melchionda resenterà il suo disco di debutto, 998, liberamente ispirato ad un capolavoro della musica strumentale, Preludio, Fuga, Allegro (BWV 998), scritto dal grande compositore J.S. Bach reiventandolo con la chitarra elettrica, attraverso droni, delay, progressioni atonali e sonorità che spaziano dall'avanguardia al post-rock.
Il 18 marzo un altro doppio appuntamento per la Stagione 2025>26 di AngelicA | Centro di Ricerca Musicale: Tonto e Essaira. Tonto è il progetto one man band post-punk eseguito con una batteria elaborata e la voce di Francesco Zedde, polistrumentista, sound designer, compositore e improvvisatore con sede a Utrecht. Il trio punkstrial Essaira presenterà invece FROM THE GUTS, il loro album di debutto. Il trio è formato da Angelo Gelo Casarrubia, Nico Pasquini e Paola Paganotto, e usa voci multiple su tappeti di synth in tensione e chitarre affilate, ritmiche industriali che scandiscono tempi bui e potenti. I testi di Paola sono voci dal profondo, esorcizzano paure, materiali e spirituali, evocano fuochi interni come atto di rivoluzione.
Il 23 marzo arriva JEM 3, trio internazionale composto da Elliott Sharp, Marco Cappelli e JT Lewis, che presenterà APICES, il loro disco di debutto pubblicato nel 2025 dall’etichetta discografica viennese Klang Galerie che dimostra sia tutta la maestria dei tre musicisti, che la loro originalità innovativa nelle strategie di composizione spontanea, con struttura e arco narrativo libere e al tempo stesso controllate.
Aprile: memoria e collettività
Il primo aprile, la chiusura della Stagione 2025>26 di AngelicA | Centro di Ricerca Musicale è affidata a IN MEMORIAM USTICA di Maurizio Guernieri in prima assoluta, eseguita dall'Orchestra e Coro del Liceo Musicale “Lucio Dalla”. L'opera, per soli, voce recitante, coro e orchestra, nasce dalla necessità di dare voce emotiva alla memoria della tragedia di Ustica, coinvolgendo le giovani generazioni in un progetto artistico di grande impatto civile. Dalla necessità di ravvivare la memoria all'idea di coinvolgere i più giovani il passo è stato breve. Da qui la decisione di coinvolgere gli allievi del Liceo Musicale “Lucio Dalla” di Bologna è stata la naturale destinazione di questa opera attraverso la collaborazione tra docenti e i giovani musicisti che è sfociata in questo progetto.
INFORMAZIONI PRATICHE
Dove: Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo, Via San Vitale 63, Bologna
Orario: tutti i concerti iniziano alle ore 19.30
Biglietti:
Intero: 7€ (concerti gennaio-marzo)
Ridotto studenti Università di Bologna: 5€
Ridotto studenti Conservatorio G.B. Martini e Liceo Musicale Lucio Dalla: 2€
Concerto 1 aprile: 2€
Sconto Card Cultura e Carta Giovani Nazionale: -2€ sul biglietto intero
Prevendita: www.boxerticket.it
Biglietteria: apre 30 minuti prima di ogni concerto
Si raccomanda l'acquisto in prevendita.
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MONFORTINJAZZ 2026
AUDITORIUM HORZOWSKI
Monforte d’Alba (CN)
Monfortinjazz svela tre nuovi concerti che si aggiungono al ritorno già annunciato dei Kings of Convenience per il cartellone dell'edizione più attesa nella storia del festival (e non è finita qui!)
L'Associazione Monfortearte ODV e Ponderosa Music & Arts continuano a costruire, concerto dopo concerto, un'estate straordinaria sull'Auditorium Horszowski di Monforte d'Alba: il gioiello acustico all'aperto che domina le Langhe piemontesi e che dal 1976 è diventato uno dei luoghi più amati dalla musica dal vivo in Italia e in Europa. Cinquanta anni di storia che passano attraverso nomi leggendari e serate rimaste nell'immaginario collettivo. E ora, per questo compleanno importante, arrivano Tony Hadley, Stefano Bollani con Enrico Rava e Paolo Fresu con il suo omaggio a David Bowie.
Si comincia sabato 26 giugno con una delle voci più riconoscibili della musica internazionale. Tony Hadley, ex frontman degli Spandau Ballet e interprete dalla carriera solista straordinaria, porta a Monfortinjazz il suo nuovo tour An Englishman in Italy, che coincide con l'uscita di un nuovo album rock di inediti, un lavoro energico e contemporaneo capace di rivelare la profondità e la versatilità di un artista che non smette di reinventarsi. In scaletta trovano spazio i brani del nuovo progetto accanto ai grandi successi della sua carriera, Through the Barricades, True, Gold e alle canzoni della vita solista, con quell'equilibrio tra energia ed eleganza che ha sempre reso i suoi live qualcosa di speciale. Al suo fianco la Fabulous TH Band, la formazione con cui ha costruito nel tempo una simbiosi umana oltre che musicale. "Il pubblico italiano ha sempre avuto un'energia unica", ha dichiarato l'artista. "E negli anni ho costruito con loro un legame autentico, che continua a sorprendermi." Quarantacinque anni di carriera, il Gold Badge Award della British Academy of Composers and Songwriters, il titolo di MBE per il suo impegno benefico: sul palco di Monforte d'Alba salirà uno degli artisti che ha scritto la storia del pop mondiale.
Una settimana dopo, venerdì 3 luglio, l'Auditorium ospita una serata doppia e irripetibile. Stefano Bollani ed Enrico Rava si conoscono dal 1996, quando il giovane pianista muoveva i suoi primi passi e il grande trombettista ne intuì subito il talento eccezionale. Da allora diventano “la coppia più bella del jazz”, un sodalizio che ha attraversato decenni, palcoscenici di tutto il mondo e dischi memorabili: Quello fra l’eclettico pianista milanese e il trombettista di origini triestine, ma torinese d’adozione, è un dialogo che – nonostante la molteplicità e l’eterogeneità di progetti di entrambi – non si è mai interrotto. Un dialogo che trae la propria linfa vitale da fonti diverse: dagli standard del jazz, ovviamente, ma anche dalla musica brasiliana, dalla canzone italiana e da brani originali, in un gioco continuo di suggestioni e rimandi. L’intesa e la creatività del momento fanno il resto come può sperimentare direttamente il pubblico che si troverà davanti a un’intesa magica e palpabile, che nasce dalla combinazione perfetta fra la vena poetica e melodica di Rava e il pianismo estroverso, spesso giocoso, ma sempre elegante e colto, di Bollani. Il concerto sarà preceduto dalla proiezione di Tutta vita, il documentario diretto da Valentina Cenni presentato alla Festa del Cinema di Roma che racconta il momento in cui Bollani riunisce in una residenza musicale alcuni tra i più grandi nomi del jazz italiano, tra cui lo stesso Rava, per preparare un concerto unico al Teatro Rossetti di Trieste. Da questo concerto nasce il disco Tutta Vita Live, in uscita il 20 marzo per Ponderosa Music Records. Una serata inedita fatta di cinema e musica, di storia e di vita.
Sabato 18 luglio è la volta di un atto artistico che è, al tempo stesso, un omaggio e un'invenzione. Paolo Fresu, tromba, flicorno, elettronica, porta a Monfortinjazz il progetto Heroes, un viaggio nella musica di David Bowie con una band costruita appositamente e composta da musicisti straordinari: John De Leo (Quintorigo) alla voce, Filippo Vignato al trombone, Francesco Diodati alla chitarra, Francesco Ponticelli al contrabbasso e Christian Meyer alla batteria. Il progetto nasce da un'intuizione precisa: Bowie e il jazz hanno sempre intrattenuto un rapporto segreto e profondo, e Fresu, considerato tra i trombettisti più importanti al mondo, lo svela attraverso una trentina di pezzi tra i più significativi del catalogo bowiano. Life on Mars, This Is Not America, Warszawa: brani che appartengono all'immaginario collettivo e che qui vengono restituiti al pubblico con arrangiamenti originali in cui ogni musicista ha portato il proprio sguardo, la propria voce. "Avvicinarsi alla musica di David Bowie è una grande emozione e anche una straordinaria opportunità", ha detto Fresu. "Bowie è un autore immortale che è sempre stato vicino al jazz." A questi tre nuovi appuntamenti si affianca il concerto dei Kings of Convenience, già annunciato e accolto con grande entusiasmo: Erlend Øye ed Eirik Glambek Bøe tornano all'Auditorium Horszowski domenica 26 luglio alle 19, undici anni dopo quel concerto del 2015 che è rimasto tra i più amati nella memoria del festival. Il programma di Monfortinjazz 2026 è in corso di definizione: altri appuntamenti saranno annunciati nelle prossime settimane, per un'estate che si preannuncia all'altezza di cinquant'anni di storia straordinaria.
sabato 26 giugno ore 21.30
TONY HADLEY
An English man in italy
venerdì 3 luglio ore 21.30
STEFANO BOLLANI E ENRICO RAVA
in concerto
e proiezione del documentario Tutta vita di Valentina Cenni
sabato 18 luglio ore 21.30
PAOLO FRESU
JOHN DE LEO, FILIPPO VIGNATO, FRANCESCO DIODATI, FRANCESCO PONTICELLI, CHRISTIAN MEYER
Heroes - Omaggio a David Bowie
Vendita online presso i circuiti ticketone.it, ticketmaster.it
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Visioninmusica
presenta
VISIONINMUSICA 2026
dal 23 gennaio al 14 maggio 2026
Auditorium Gazzoli, Terni
Biglietti in prevendita su vivaticket.it
Torna a Terni Visioninmusica, la rassegna che da ventidue edizioni propone il meglio della musica contemporanea tra jazz, crossover, canzone d’autore e nuovi talenti internazionali. Anche per il 2026, il palco dell’Auditorium Gazzoli ospiterà artisti capaci di coniugare virtuosismo, emozione e ricerca sonora in un calendario che si snoda da gennaio a maggio, con sette concerti principali, una masterclass fuori abbonamento e tre lezioni-concerto matinée dedicate alle scuole.
Con uno sguardo sempre più aperto al panorama europeo e alle eccellenze italiane, Visioninmusica si conferma come uno degli appuntamenti musicali più attesi del Centro Italia.
«Visioninmusica 2026 è un percorso sonoro che attraversa generi, confini e sensibilità diverse, accomunate da una profonda autenticità artistica», racconta la direttrice artistica Silvia Alunni. «Ogni concerto sarà anche per questa nuova edizione un invito all’ascolto profondo, alla scoperta di nuove sonorità e all’incontro con talenti eccezionali.»
Si parte venerdì 23 gennaio 2026, alle ore 21.00, con una delle voci femminili più raffinate e comunicative della scena musicale italiana: Simona Molinari. L’artista porterà sul palco il suo nuovo progetto Kairos, uno spettacolo intenso e raffinato che attraversa la sua carriera artistica con grazia e profondità. Tra jazz, pop e world music, la Molinari propone un viaggio emozionale attraverso brani simbolo come Egocentrica, La felicità e In cerca di te (Sola me ne vo per la città), insieme a riletture di Ella Fitzgerald, Lucio Dalla, Francesco De Gregori e un inedito firmato Bungaro. Il titolo richiama il concetto greco del “tempo opportuno”, e in effetti Kairos è il momento perfetto per riscoprire la potenza comunicativa delle sue interpretazioni. La serata si apre con il quintetto manouche Four on Six, anche protagonista del primo appuntamento matinée dedicato agli studenti.
Due settimane dopo, venerdì 6 febbraio, sarà la volta del giovane contrabbassista tedesco Nils Kugelmann, considerato una delle voci emergenti più interessanti del jazz europeo, che presenterà Life Score, accompagnato dal pianista Luca Zambito e dal batterista Sebastian Wolfgruber. Questo trio si distingue per la capacità di creare atmosfere narrative dal forte impatto emotivo, in cui il contrabbasso diventa voce narrante e la musica assume una dimensione cinematografica. Ogni brano è un piccolo film sonoro che racconta scene della quotidianità con delicatezza e intensità.
Un’esperienza di ascolto unica, tra groove raffinati, pause significative e melodie evocative. L’apertura è affidata al quartetto guidato da Fabio D’Isanto, batterista di talento del jazz italiano che presenta il suo nuovo disco Libero.
Il mese di febbraio prosegue con un appuntamento imperdibile: venerdì 20 febbraio, il pianista francese Thomas Enhco presenta a Visioninmusica il suo progetto in piano solo Mozart Paradox. Formatosi tra classica e jazz, Enhco rilegge il genio di Mozart con un approccio libero, rispettoso e sorprendente. L’Ouverture di Don Giovanni, l’Ave Verum Corpus, la Serenata notturna e il Concerto per clarinetto vengono trasformati in materia viva, plasmata da un tocco poetico e moderno che rompe le barriere tra generi. Un omaggio coraggioso che restituisce freschezza a uno dei repertori più amati di sempre. In apertura l’Orchestra Giovanile Italiana di Sassofoni che, nello stesso giorno, incontra le scuole per raccontare le potenzialità timbriche e narrative di questo strumento.
L’arrivo di marzo coincide con un concerto dal forte valore poetico: venerdì 6 marzo, Bungaro e il sassofonista Raffaele Casarano presentano Canzoni in Bianco e Nero, un progetto che mescola canzone d’autore e jazz. Accompagnati dal percussionista Alessandro Monteduro, i due artisti offrono una rilettura intensa del repertorio cantautorale italiano, affiancando composizioni originali a brani reinterpretati con arrangiamenti essenziali ed evocativi. È un concerto che invita a rallentare, a riflettere, a sentire profondamente. In apertura, l’energia vocale e la precisione armonica del gruppo a cappella Mezzotono, protagonista anche dell’ultima matinée dedicata alle scuole.
Una settimana dopo, venerdì 13 marzo, la rassegna si apre all’elettronica e alle radici medio orientali con l’arrivo del franco-libanese Robinson Khoury, trombonista e compositore tra i più innovativi della sua generazione. Il progetto MŸA, presentato in anteprima italiana proprio a Terni, è un’esperienza immersiva che fonde jazz, elettronica, poesia e memoria. Sul palco, insieme a Khoury, ci saranno Anissa Nehari e Leo Jassef: una formazione che trasforma il concerto in un rituale sonoro, fatto di melismi arabi, improvvisazioni sospese e tensioni ipnotiche. Vincitore del prestigioso premio Django Reinhardt 2024, Khoury incarna un nuovo modo di fare jazz, in cui la forma cede il passo all’intuizione e alla profondità emotiva.
Venerdì 27 marzo, il palco del Gazzoli accoglie uno dei giganti della chitarra internazionale: Frank Gambale, chitarrista storico della Chick Corea Electric Band e di Stanley Clarke, con il suo Natural High Trio. Accompagnato dal bassista Dominique Di Piazza e dal pianista Jerry Leonide, Gambale propone i brani degli acclamati album Natural High e Natural Selection con una formazione senza batteria, in cui l’interplay tra i musicisti crea un flusso continuo di tensione lirica, virtuosismo e improvvisazione. Le sue composizioni, eleganti e fluide, rivelano una maturità artistica che va ben oltre la tecnica e punta dritta al cuore.
A chiudere la stagione, giovedì 14 maggio, sarà il batterista inglese Simon Phillips, leggenda vivente della fusion e del progressive, già al fianco di Jeff Beck, Mick Jagger, The Who e per oltre vent’anni colonna portante dei Toto. Con Protocol V, Phillips presenta un progetto strumentale travolgente, affiancato da Alex Sill, Ernest Tibbs, Otmaro Ruiz e Jacob Scesney. Il suono del quintetto è un equilibrio perfetto tra energia, scrittura raffinata e improvvisazione: ogni brano è costruito come un racconto a più voci, dove la batteria è protagonista ma non comanda bensì ascolta e dialoga. Il concerto rappresenta il perfetto sigillo finale per una stagione che ha fatto della libertà musicale il suo filo conduttore.
EVENTO SPECIALE FUORI ABBONAMENTO (DURATA 3 ORE)
Giovedì 26 marzo alle ore 18:00, gli appassionati avranno un'occasione imperdibile: Frank Gambale, la leggenda della chitarra fusion internazionale, terrà una preziosa e approfondita Masterclass della durata di tre ore. L'incontro sarà dedicato alla comprensione armonica avanzata di scale e accordi, ai segreti della sua celebre e rivoluzionaria Sweep Picking Technique, al perfezionamento della fluidità d’esecuzione e all’armonia tra complessità tecnica e interpretazione. Una rara opportunità di crescita artistica a contatto diretto con uno dei chitarristi più influenti e innovativi della scena internazionale.
VISIONINMUSICA SCUOLA 2026
Visioninmusica rinnova anche per il 2026 il suo impegno nella didattica con tre appuntamenti matinée pensati per il pubblico delle scuole: il 23 gennaio con i Four on Six e il loro travolgente e giocoso approfondimento sul jazz gitano dal titolo “Manouche Playground”, il 20 febbraio con l’Orchestra Giovanile Italiana di Sassofoni ne “Le mille voci del sax”, e infine il 6 marzo con i Mezzotono e l’entusiasmante laboratorio vocale “Orchestra… a cappella!”. Un percorso educativo che invita i più giovani ad avvicinarsi alla musica dal vivo attraverso esperienze coinvolgenti, interattive e formative. Per maggiori informazioni su Visioninmusica Scuola 2026 e le relative prenotazioni. Tutti i concerti di Visioninmusica 2026 si svolgeranno all’Auditorium Gazzoli di Terni con inizio alle ore 21.
Venerdì 13 marzo 2026 - ore 21
ROBINSON KHOURY
MŸA
ROBINSON KHOURY • trombone, sintetizzatori e voce; ANISSA NEHARI • percussioni e voce; LEO JASSEF • pianoforte, sintetizzatori e voce; MATHIEU PION • sound design
Prosegue a Terni la XXII edizione di Visioninmusica, la storica rassegna dedicata alla musica internazionale che da oltre vent’anni porta sul palco artisti tra i più innovativi della scena contemporanea. Venerdì 13 marzo alle ore 21, all’Auditorium Gazzoli, protagonista sarà il trombonista, compositore e cantante Robinson Khoury, tra le figure più sorprendenti e visionarie del nuovo jazz europeo, con il progetto “MŸA”. Ad accompagnarlo sul palco saranno Anissa Nehari (percussioni e voce), Léo Jassef (pianoforte, sintetizzatori e voce) e Mathieu Pion (sound design), in un concerto che attraversa jazz, elettronica e suggestioni mediorientali in un paesaggio sonoro magnetico e immersivo. A soli trent’anni, Robinson Khoury è già considerato uno dei musicisti più interessanti della sua generazione. Trombonista virtuoso e artista in continua esplorazione, ha collaborato con importanti realtà musicali internazionali — tra cui Metropole Orkest, Quincy Jones Orchestra, Michel Portal, Erik Truffaz, Ibrahim Maalouf e Abdullah Miniawy — sviluppando una cifra stilistica personale che unisce energia, lirismo e ricerca sonora. Nel 2024 ha ricevuto il prestigioso Premio Django Reinhardt dell’Académie du Jazz come miglior musicista jazz francese dell’anno ed è stato nominato alle Victoires du Jazz. Con il progetto MŸA, Khoury costruisce un universo musicale sospeso tra dimensione rituale e visione futurista. Il trombone diventa una voce che respira, canta e vibra, dialogando con sintetizzatori modulari, percussioni e armonie vocali in un intreccio di ritmi arcaici, improvvisazione e atmosfere elettroniche. La musica si muove tra tradizioni mediorientali, libertà jazzistica e suggestioni retro-futuriste, creando paesaggi sonori evocativi e profondamente immersivi. Il lavoro affonda anche nelle radici culturali dell’artista, di origine libanese, intrecciando memoria, identità e immaginazione. MŸA prende il nome da una figura simbolica legata alla Terra, evocando un universo in cui suono, natura e cosmo dialogano tra loro. Le voci, i testi e le trame musicali diventano frammenti di un mondo in costruzione, dove ogni suono è una domanda e ogni improvvisazione un gesto di libertà. Nato nel 1995 e cresciuto in un ambiente musicale — con una madre cantante e un padre pianista — Khoury ha iniziato il suo percorso artistico molto presto, entrando a sette anni nella Maîtrise de l’Opéra de Lyon. Dal rock alla musica classica, fino al jazz, il suo cammino musicale è stato guidato dal desiderio di superare confini stilistici e culturali. Dopo gli album Frame Of Mind (2019) e Broken Lines (2022), il disco MŸA rappresenta una nuova tappa di una ricerca artistica che guarda al suono come spazio di esplorazione poetica e filosofica.
Visioninmusica – XXII edizione continua così il suo percorso di scoperta e apertura verso le nuove traiettorie della musica internazionale, confermandosi uno degli appuntamenti culturali più significativi del panorama musicale italiano. I prossimi due concerti della stagione si terranno il 27 marzo con Frank Gambale Natural High Trio e il 14 maggio col quintetto capitanato dal batterista Simon Phillips.
I biglietti sono disponibili al costo di € 25,00 (intero) e € 20,00 (ridotto) sul circuito Vivaticket.
Maggiori info sul sito: visioninmusica.com
ABBONAMENTO INTERO: 138 euro (30% di sconto sul totale dei concerti, in vendita dal 27 novembre 2025). L’ABBONAMENTO NON INCLUDE LA MASTERCLASS DEL 26 MARZO 2026.
Per maggiori informazioni: visioninmusica.com
Visioninmusica 2026 ringrazia:
Supporter pubblici: Ministero della Cultura, Regione Umbria, Comune di Terni e Camera di Commercio dell’Umbria. Supporter privati: Fondazione Carit e Fucine Umbre Supporter tecnici: Stas, Hotel Michelangelo e Bar Umbria. Media partner: TGR Umbria, Umbria 24, AM Terni Television, Umbria 7, Tutt’Oggi, Vivo Umbria, Umbria Eventi, Corriere dell’Umbria e Radio Incontro. Partner: Europe Jazz Network, I-Jazz, AIAM, FAI Delegazione di Terni e Slow Food Interamna Magna.
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JAZZMI
presenta una speciale anteprima con i
LAKE STREET DIVE
12 Ottobre 2026
Milano – Alcatraz
Biglietti disponibili a partire dalle ore 11:00 di venerdì 21 novembre su jazzmi.it
I Lake Street Dive arrivano in Italia per un concerto imperdibile. La band statunitense, simbolo del pop contemporaneo più eclettico e raffinato, sarà protagonista di una straordinaria preview di JAZZMI 2026, con una data unica nel nostro Paese il 12 ottobre 2026 all’Alcatraz di Milano. I Lake Street Dive hanno ampliato i confini del pop come forza unificante, non solo attraverso il loro sound eclettico, una fusione audace e originale di soul, folk, jazz, pop classico e molto altro, ma anche grazie a un approccio inclusivo che li ha resi una delle live band più amate, celebri per la loro capacità di creare un legame profondo con ogni pubblico. Nel realizzare il nuovo album “Good Together”, la cantante Rachael Price, la bassista e corista Bridget Kearney, il batterista e corista Mike Calabrese, il tastierista e cantante Akie Bermiss e il chitarrista e corista James Cornelison hanno rafforzato il senso di missione che anima la loro musica, concentrandosi sui molti fattori che oggi ci allontanano, come la crescita incontrollata della tecnologia, l’isolamento culturale e il culto dell’auto-ottimizzazione a tutti i costi. Nato da una visione che la band definisce di “gioiosa ribellione”, Good Together è un lavoro tanto gloriosamente anticonformista quanto capace di ispirare danza sfrenata e cori collettivi. Successore di “Obviously” (2021), il disco vede ancora una volta la collaborazione con il produttore vincitore di Grammy Mike Elizondo (Fiona Apple, Sheryl Crow, Gary Clark Jr.). Con un paesaggio sonoro che abbraccia R&B, funk e pop brasiliano, l’album si apre con la title track, una love song fuori dagli schemi che celebra l’ebbrezza di seguire il proprio cuore e sfidare le aspettative. Segue “Dance with a Stranger”, che conferma il talento dei Lake Street Dive nel creare brani capaci di unire leggerezza e profondità: canzoni che invitano a lasciarsi andare e, al tempo stesso, a ritrovare empatia. Con “Walking Uphill”, la band propone una riflessione intensa e catartica sul percorso di autoguarigione, mentre “Seats at the Bar” offre una versione dolcemente ironica della classica canzone d’amore. In “Twenty-Five”, Rachael Price dà voce a una ballata intima e delicata, intrisa di nostalgia per un amore lontano. In tutto “Good Together”, i Lake Street Dive trasmettono la complicità palpabile che li unisce fin dalla loro formazione, consegnando al pubblico il lavoro più collettivo, ampio ed esuberante della loro carriera.
JAZZMI PRESENTA UN ATTESO RITORNO
GREGORY PORTER
3 NOVEMBRE
ALCATRAZ - MILANO
Gregory Porter, una delle voci più autorevoli e amate del jazz contemporaneo, torna in Italia per un appuntamento straordinario. L’artista statunitense si esibirà il 3 novembre all’Alcatraz di Milano per JAZZMI, dopo aver preso parte alla sua prima edizione, portando sul palco tutta l’eleganza, il calore e la profondità che hanno reso il suo stile inconfondibile. Vincitore di due Grammy Awards, Gregory Porter ha conquistato il pubblico internazionale grazie a una voce intensa e avvolgente, capace di fondere jazz, soul e gospel in un linguaggio musicale autentico e senza tempo. I suoi concerti sono vere e proprie esperienze emotive, in cui tecnica impeccabile e straordinaria sensibilità interpretativa si trasformano in un dialogo diretto e sincero con il pubblico. Il concerto del 3 novembre all’Alcatraz di Milano si preannuncia come un evento di grande intensità e condivisione, capace di confermare ancora una volta Gregory Porter come una presenza imprescindibile nel panorama musicale internazionale.
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JAZZ OPEN MODENA 2026
Con LUCA CARBONI, PAROV STELAR e MEUTE
si completa la line up del celebre festival europeo per il suo attesissimo debutto in Italia, a Modena dal 13 al 18 luglio
Luca Carboni, Parov Stelar e Meute sono i nuovi headliner che si aggiungono alle star già annunciate nelle scorse settimane – Gregory Porter, Diana Krall, Moby, Jamie Cullum, Joss Stone e Jean-Michel Jarre – per completare la programmazione di JAZZ OPEN Modena, la prima edizione italiana del celebre festival europeo JAZZ OPEN, nato 30 anni fa a Stoccarda sotto la direzione artistica di Jurgen Schlensog e da allora un vero punto di riferimento mondiale per la grande musica internazionale. Per questo debutto nella Penisola, il festival sempre curato dal fondatore Jurgen Schlensog, si svolgerà nella città emiliana dal 13 al 18 luglio, mantenendo la sua tradizionale formula vincente Jazz & Beyond che abbraccia una vasta gamma di generi, dal jazz classico a quello più contaminato, dal pop al soul e al rock, fino ad arrivare all’elettronica.
JAZZ OPEN Modena ha come main sponsor Museo Enzo Ferrari, System Ceramics (Gruppo Coesia), Mastercard, SIXT e Allianz Bank Financial Advisors; è realizzato con il supporto di STIHL, Dürr, BF capital e LAPP e con il sostegno di Comune di Modena, Regione Emilia-Romagna, APT Servizi Emilia-Romagna e Camera di Commercio di Modena. Radio Montecarlo è media partner dell’evento. Ben tre i luoghi che ospitano il festival, a partire dallo straordinario scenario di Piazza Roma su cui si affaccia il maestoso Palazzo Ducale ora sede dell'Accademia Militare. Fra le meraviglie del patrimonio storico artistico ci sarà quindi il main stage dedicato ai diversi generi musicali proposti dagli headliner, vere e proprie icone della scena artistica contemporanea che si esibiranno di fronte a un parterre delimitato e flessibile, così da rendere unica la qualità dell’esperienza. Se Piazza Roma vibrerà delle più ampie sonorità, il Baluardo ospiterà invece – sempre dal 13 al 18 luglio – la programmazione più propriamente jazz, con i live di artisti come Emma Smith, Aaron Parks, Andrea Sabatino, Mammal Hands, Francesca Tandoi e Herve Samb & Band. Il Giardino Ducale Estense, infine, sarà il luogo degli Open Stages dedicati ai più giovani e agli artisti emergenti.
GLI HEADLINER SUL MAIN STAGE DI PIAZZA ROMA
Ad aprire JAZZ OPEN Modena, che per 6 giorni trasformerà la città emiliana in un meraviglioso palcoscenico a cielo aperto, saranno due star come Gregory Porter e Diana Krall, in un doppio live il 13 luglio in Piazza Roma, cuore pulsante dei grandi concerti, di fronte al maestoso Palazzo Ducale. Artista di assoluto rilievo mondiale, la voce più soul del jazz contemporaneo, il californiano Gregory Porter, “il cantante con il passamontagna”, con i suoi album ha conquistato il mondo intero. Classe 1971, un’infanzia difficile alle spalle superata grazie alla passione per la musica e soprattutto per Nat King Cole, vanta ben 8 nomination e 2 vittorie ai Grammy Awards. Voce potente e melodica, le sue radici sono ben piantate nelle migliori tradizioni del jazz e della musica black, del gospel in particolare. Fra i nomi di punta della mitica Blue Note, Gregory Porter è oggi uno degli interpreti più apprezzati al mondo, capace di unire tecnica impeccabile, profondità artistica e grande calore umano. Porter, che recentemente ha firmato insieme a Ben Harlan la colonna sonora del film Goodbye June con cui l’attrice americana Kate Winslet ha esordito alla regia, sarà inoltre l’ospite di Serena Brancale al prossimo Festival di Sanremo nella serata dedicata ai duetti. Con 2 Grammy, 10 Juno, 9 dischi d’oro, 3 di platino e 7 multi-platino, la pluripremiata regina del jazz-pop mondiale Diana Krall è tra le voci più pregiate del panorama internazionale, amatissima per l’inconfondibile charme e l’intensità interpretativa che l’ha resa una delle artiste più riconoscibili del nostro tempo. La cantante e pianista canadese porterà a Modena la sua ricercata eleganza fatta di cool jazz, swing e ballad, in un imperdibile concerto che promette di essere un grande spettacolo teatrale denso di ritmo ma anche di narrazioni intime e delicate. Una preziosa occasione per ascoltare dal vivo le composizioni più celebri scritte in quasi 30 anni di carriera, fino ad arrivare ai brani del suo ultimo album This Dream of You. Ma soprattutto per ascoltare una voce che sembra quasi scolpire l’aria. Dopo questa doppia apertura di rara eleganza musicale, il parterre si trasforma per fare spazio alle danze nelle due seguenti serate ad alta intensità ritmica ed euforia sonora. Assente dai palchi italiani da diversi anni, il 14 luglio arriva a JAZZ OPEN Modena un altro artista di fama planetaria: il musicista, compositore, cantautore, dj, producer e attivista americano Richard Melville Hall, in arte Moby, che ha appena annunciato l’uscita imminente del suo nuovo album dal titolo Future Quiet. Un lavoro introspettivo che riflette sulla tensione tra la frenesia della vita moderna iperconnessa e il bisogno umano, sempre più urgente, di silenzio e contemplazione. Fra le 14 tracce che scorrono tra minimalismo pianistico e orizzonti ambient, spicca la traccia di apertura impreziosita dalla voce intensa e carismatica di Jacob Lusk: una nuova versione di When It’s Cold I’d Like To Die, brano pubblicato per la prima volta nel disco Everything Is Wrong del 1995 e che negli ultimi anni ha conosciuto una straordinaria popolarità grazie al suo utilizzo nella serie cult Stranger Things, diventando la canzone più ascoltata in streaming di Moby e virale su TikTok. Figura centrale dell’elettronica globale, autore di brani che hanno segnato intere generazioni e di oltre 20 milioni di album venduti in tutto il mondo, atterra al festival con la sua astronave sonora fatta di dance, pop, punk, techno, chill-out, hip hop, gospel, big beat, riconfermando ancora una volta una versatilità creativa fuori dal comune. In oltre 30 anni di carriera ha collaborato con leggende come David Bowie, Public Enemy, Daft Punk e i Beastie Boys, oltre ad aver esteso la sua visione artistica al cinema con la produzione dei documentari Moby Doc e Punk Rock Vegan Movie. Il 2024 lo ha visto in giro per il mondo a celebrare i 25 anni del suo album di culto Play. Per l’estate 2026 è prevista l’uscita del suo primo lungometraggio narrativo dal titolo Tecie, come il penultimo brano del suo album All Visible Objects. Atmosfere ugualmente vibranti per la serata del 15 luglio in Piazza Roma con il duplice live del pioniere dell’electro swing Parov Stelar e della techno marching band Meute. Questa è la party night del festival: una serata ad alto tasso adrenalinico che promette di far ballare tutta la piazza.
Pluripremiato dj, producer ma anche artista visivo con una solida formazione pittorica, Marcus Fuereder, noto con lo pseudonimo di Parov Stelar, è uno degli artisti austriaci più conosciuti a livello internazionale e in oltre 20 anni di carriera ha suonato sui più grandi palchi e festival (Coachella, Glastonbury, Lollapalooza) sia in Europa che negli Stati Uniti, davanti a decine di milioni di persone. Considerato come uno dei precursori di quell’irresistibile combinazione fra jazz, swing, blues con l’elettronica e la dance music, Stelar ha collaborato con artisti come Lady Gaga, Lana Del Rey e Bryan Ferry. Ha un legame speciale con l’Italia che è stato il primo paese fuori dall’Austria a ospitarlo dal vivo, anche grazie a uno dei suoi primi singoli di successo, poi diventato un tormentone per l’utilizzo in un celebre spot televisivo. Lo scorso novembre ha pubblicato Artifact, un album (accompagnato da una serie di video realizzati con l’IA) che scrive un nuovo capitolo del suo percorso creativo: meno orpelli jazzy, meno glamour vintage, più intima emotività e stratificazione sonora, dal pop elettronico al sound cinematico, con maestosi inserimenti orchestrali. Ma senza tralasciare il ritmo, perché i bassi continuano a picchiare e i synth a mordere. Amati da mostri sacri come Laurent Garnier e Trentemoeller, celebrati con entusiasmo dalla stampa di tutto il mondo, i MEUTE sono una Techno Marching Band tedesca composta da undici musicisti, fra percussioni e fiati, che, fondendo la techno ipnotica e pulsante con la forza espressiva della musica da banda, strappano il clubbing dalla consolle per sprigionare l’energia direttamente sul palco o in mezzo al pubblico, che non smette mai di accoglierli con grande euforia, come ha notato una testata autorevole come Libération. Trasformare ciò che nasce in digitale in analogico, riarrangiare con strumenti acustici brani cult della scena techno non è cosa da tutti. E infatti Variety li ha descritti come una delle cose più interessanti in programma al Coachella, Billboard parla di “fervore tale da alterare il clima” e DJ Mag di “concept rivoluzionario e musica unica”. A settembre 2025 hanno pubblicato Jubel, un best of che sintetizza i primi 10 anni di carriera. La formula del co-bill anima anche il 16 luglio quando il festival accoglie un altro doppio concerto in Piazza Roma con l’esibizione di Jamie Cullum e Joss Stone. Cantautore e polistrumentista di fama mondiale, noto per la sua miscela unica di jazz, pop e rock, per la presenza scenica e uno straordinario talento musicale, Cullum ha raggiunto il successo internazionale con l’album Twentysomething, uno dei dischi britannici più venduti di sempre. Tra i musicisti più innovativi della sua generazione, ha firmato leggendarie performance in oltre quaranta paesi e sui palchi dei più importanti festival globali, da Glastonbury a Coachella fino al Fuji Rock in Giappone, oltre ad esibirsi alla Casa Bianca per Barack Obama e a Buckingham Palace per la Regina Elisabetta II. Grandi numeri e riconoscimenti segnano anche i due decenni di carriera della cantante e attrice britannica Joss Stone che vanta oltre 15 milioni di album venduti nel mondo, 1 Grammy, 2 Brit Awards e numerose uscite ai vertici delle classifiche internazionali. Contemporary soul, R&B, funk e reggae disegnano l’orizzonte di una voce tra le più iconiche degli ultimi anni, che trae ispirazione da autentici miti come Aretha Franklin, pur mantenendo uno stile assolutamente personale, grazie anche a una magnetica presenza scenica e ad elettrizzanti esibizioni dal vivo, veri e propri rituali collettivi e intergenerazionali fatti di groove e profondità emotiva unica. Tutti tratti che conquisteranno anche il pubblico di JAZZ OPEN Modena. Dopo 7 anni di assenza da Modena, è attesissimo il ritorno in città di Luca Carboni che sarà il protagonista della serata del 17 luglio sul main stage di Piazza Roma per una nuova tappa del suo tour RIO ARI O LIVE nei festival e nei luoghi storici di straordinaria bellezza della nostra penisola. Accompagnato da una band di otto elementi, Luca Carboni porta in scena un grande racconto tra musica, parole e immagini, alternando momenti di grande festa ad altri di intimità acustica, attraverso le più belle canzoni del suo lungo viaggio artistico: “RIO ARI O” è infatti il primo suono della voce dell’artista arrivato agli ascoltatori, ancora prima delle parole in Ci stiamo sbagliando ragazzi, la canzone che apre il suo album d’esordio … intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film. Un suono che è diventato un simbolo. Infine, l’ultimo giorno del festival sarà sicuramente segnato dall’esibizione di un autentico gigante come Jean-Michel Jarre, il 18 luglio sempre in Piazza Roma. Artista visionario, innamorato del futuro e dell’ambiente, il compositore, performer e produttore francese è un instancabile innovatore ed esploratore tecnologico, dal suo ruolo di pioniere nell’ambito della musica elettronica fino alle più recenti esplorazioni nelle performance in realtà virtuale e nel metaverso. Il suo catalogo conta oggi 22 album in studio che hanno superato 85 milioni di copie vendute nel mondo e gli hanno fatto vincere numerosi premi e riconoscimenti. Nell’arco della sua incredibile carriera Jarre ha lasciato un segno indelebile esibendosi davanti a milioni di spettatori in maestosi concerti-evento in alcuni dei luoghi più iconici di tutto il pianeta e in siti patrimonio UNESCO, trasformandoli in vere e proprie tele per la sua musica e per i suoi messaggi ambientali, dalle Grandi Piramidi d’Egitto al Deserto del Sahara, da Piazza Tienanmen alla Torre Eiffel e alla Galleria degli Specchi del Palazzo di Versailles. A questi luoghi straordinari si aggiungerà anche la monumentale esibizione a Modena per la chiusura del festival.
IL PROGRAMMA AL BALUARDO
Sempre fra il 13 e il 18 luglio, JAZZ OPEN Modena abiterà il Baluardo (uno spazio culturale nato all’interno dell’ultimo residuo dell’antica fortificazione cittadina) con una programmazione dedicata alle varie sfumature dell’espressione jazzistica e una line up di assoluto profilo. Il programma al Baluardo si apre il 13 luglio con il live della poliedrica artista britannica Emma Smith. Vincitrice nel 2024 del Parliamentary Jazz Vocalist of the Year, si è esibita ovunque, dalla Royal Albert Hall di Londra ai più importanti jazz club del mondo e ha collaborato con artisti del calibro di Michael Bublè e Quincy Jones Orchestra. Esponente della formazione cult The Puppini Sisters e del Ronnie’s Scott All Stars, è considerata una delle voci più entusiasmanti del jazz contemporaneo. Dopo una trionfale tournée con la superband americana Postmodern Jukebox, la scorsa estate ha pubblicato il suo ultimo album dal titolo Bitter Orange.
Il 17 luglio sul palco del Baluardo salirà il musicista americano Aaron Parks, fra i pianisti più influenti e rispettati della sua generazione. Con diversi album pubblicati per Blue Note Records e ECM, Parks crea un perfetto equilibrio fra elementi di modern jazz, indie rock e modalità orientali, in un suono unico e personale caratterizzato dalla bellezza lirica, dalla complessità ritmica e dalla sofisticazione armonica. Il 15 luglio sarà invece la volta di un puro talento della tromba jazz, il musicista pugliese Andrea Sabatino, già al fianco di nomi altisonanti della scena internazionale come Dee Dee Bridgewater, Sergio Cammariere, Mario Biondi, Fabrizio Bosso, Paolo Fresu, Javier Girotto e Roberto Gatto, per citarne soltanto alcuni. Sabatino ha appena pubblicato il suo nuovo album Fatata, un lavoro nel solco del contemporary jazz, in cui confluiscono varie declinazioni stilistiche, dalla musica mediterranea al funk, con echi di musica colta e un utilizzo deciso e consapevole dell’elettronica. Dalla nuova scena british arrivano i Mammal Hands, in programma al Baluardo per JAZZ OPEN Modena il 16 luglio. Dai concerti memorabili al Barbican di Londra ai tour in Asia, la band è rinomata per le performance dal vivo coinvolgenti e ipnotiche, fatte di ritmi incalzanti, texture magnetiche e un’atmosfera meditativa. Dopo cinque album acclamati dalla critica, sono in procinto di pubblicare il nuovo album Circadia, un’ulteriore evoluzione della loro inconfondibile miscela di jazz, musica classica contemporanea, elettronica, folk, post-rock e minimalismo. Ormai un vero e proprio punto di riferimento nel panorama europeo per la sua capacità di reinterpretare il bebop e l’hardbop con una sensibilità moderna, la pianista Francesca Tandoi si esibirà al Baluardo il 14 luglio. Fra virtuosismo, improvvisazione pianistica e scrittura contemporanea, In pochi anni ha calcato i palchi dei club e teatri più prestigiosi del mondo, dal Blue Note di Milano al Duc des Lombards di Parigi, dal Bimhuis di Amsterdam allo Zigzag di Berlino. La programmazione al Baluardo si chiude in grande stile e nel segno della contaminazione il 18 luglio con il concerto del visionario chitarrista senegalese Hervé Samb accompagnato dalla sua band. Samb è un vero pioniere del jazz sabar, un particolare genere musicale che mette in dialogo la libertà del jazz con il sabar, ovvero una danza ma anche un insieme di percussioni ancestrali utilizzate nelle cerimonie Wolof. Infine, durante tutto il festival, il Giardino Ducale Estense ospiterà gli Open Stages, concerti gratuiti dedicati ai più giovani e agli artisti emergenti.
Le prevendite per i concerti in Piazza Roma di Gregory Porter, Diana Krall, Moby, Jamie Cullum, Joss Stone e Jean-Michel Jarre sono attive su https://tickets.jazzopen-modena.com
Le prevendite per i concerti di Parov Stelar, Meute e Luca Carboni saranno attive dal 19 febbraio.
Nato a Stoccarda sotto la direzione artistica di Jurgen Schlensog, JAZZ OPEN è diventato nel tempo un punto di riferimento tra i grandi festival estivi europei, grazie alla sua formula vincente “Jazz & Beyond” che abbraccia una vasta gamma di generi: dal jazz classico a quello più contaminato, fino ad arrivare al pop al soul e al rock. Ogni luglio, il cuore della città tedesca si trasforma in una grande arena musicale, con un pubblico che supera annualmente le 60.000 presenze e un programma che spazia dalla musica più ricercata alle sonorità mainstream. Anno dopo anno artisti del calibro di Christina Aguilera, Bob Dylan, Lionel Richie, John Legend, Lenny Kravitz e Sting si sono mescolati a leggende del jazz come Herbie Hancock, Marcus Miller, Gregory Porter, Dianne Reeves e Dee Dee Bridgewater. Dopo trent’anni di successi in Germania, nel 2026, per la prima volta, questo straordinario e consolidato modello culturale – per il quale nel 2025 la società OPUS!LIVE che organizza il festival è stata insignita del prestigioso riconoscimento di Indie Champion dall'autorevole rivista IQ! che ogni anno premia le 20 realtà indipendenti che stanno rivoluzionando il settore a livello globale – sbarcherà in Italia con JAZZ OPEN Modena, sempre sotto la direzione di Jurgen Schlensog.
13 LUGLIO
GREGORY PORTER, DIANA KRALL
14 LUGLIO
MOBY
15 LUGLIO
PAROV STELAR, MEUTE
16 LUGLIO
JAMIE CULLUM, JOSS STONE
17 LUGLIO
LUCA CARBONI
18 LUGLIO
JEAN-MICHEL JARRE
e poi anche
EMMA SMITH | AARON PARKS | ANDREA SABATINO
MAMMAL HANDS | FRANCESCA TANDOI
HERVE SAMB & BAND
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Non solo Eric Johnson l'11 luglio all'Arena Fiera di Cagliari:
al concerto del chitarrista texano si aggiunge in apertura Matteo Mancuso in trio
Si arricchisce di un nuovo protagonista la serata dell'11 luglio all'Arena Fiera di Cagliari: al concerto, già annunciato, di Eric Johnson si aggiunge in apertura quello di un altro chitarrista, l'italiano Matteo Mancuso in trio con Riccardo Oliva al basso e Gianluca Pellerito alla batteria. Sarà dunque una notte dedicata alla chitarra in tutte le sue sfumature quella proposta dalla cooperativa Forma e Poesia nel Jazz, che metterà idealmente in dialogo due generazioni di grandi interpreti delle sei corde: da una parte il fuoriclasse texano, tra i più influenti strumentisti del rock degli ultimi quarant'anni; dall'altra uno dei talenti più interessanti emersi ultimamente sulla scena internazionale.
Classe 1996, nato e cresciuto nella provincia di Palermo, Matteo Mancuso si avvicina alla musica da bambino sotto la guida del padre Vincenzo. Dopo gli studi classici al liceo musicale e il diploma in chitarra jazz al Conservatorio di Palermo, si fa conoscere giovanissimo con il trio SNIPS, conquistando il pubblico dei social con una versione di "The Chicken" che totalizza milioni di visualizzazioni. Nel 2019 inizia la collaborazione con Yamaha Guitars partecipando al NAMM di Los Angeles, allo Young Guitar Festival di Bangkok e ad alcune masterclass in Russia; l'anno dopo fonda il trio con Stefano India al basso e Giuseppe Bruno alla batteria, e inizia a dare spazio alla vena compositiva presentando i suoi primi brani originali; da qui prende il via la prima intensa attività live in italia e in Europa che si svilupperà nel 2021 e 2022. Con la nuova formazione, composta da Riccardo Oliva al basso e Gianluca Pellerito alla batteria, nel 2023 pubblica il primo album a suo nome, "The Journey", seguito da un'intensa attività live tra Europa e Stati Uniti. È invece di quest'anno "Route 96", disponibile in Italia dallo scorso 20 febbraio, lavoro che vede la partecipazione di artisti come Steve Vai, Antoine Boyer e Valeriy Stepanov e che conferma la cifra stilistica di Matteo Mancuso: tecnica impressionante, senso melodico, libertà espressiva tra jazz, fusion e oltre. L'appuntamento dell'11 luglio all'Arena Fiera si conferma così tra gli eventi di punta della prossima estate musicale a Cagliari: un'unica serata, due concerti, due modi diversi e complementari di intendere la chitarra. I biglietti sono sempre in prevendita su boxofficesardegna.it e su formaepoesianeljazz.com: il posto numerato costa 34,50 euro.
Per informazioni, la segreteria di Forma e Poesia nel Jazz risponde al numero 388 3899755 e all'indirizzo formaepoesianeljazz@gmail.com. Notizie e aggiornamenti sul sito www.formaepoesianeljazz.com e sulla pagina www.facebook.com/FormaePoesianelJazz.
FPJ - Forma e Poesia nel Jazz - soc. coop. Soc.
tel. 388 38 99 755 • www.formaepoesianeljazz.com • formaepoesianeljazz@gmail.com
info@formaepoesianeljazz.com
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Time in Jazz svela il primo ospite della sua trentanovesima edizione:
Apparat in concerto il 13 agosto a Berchidda.
Prosegue intanto su VivaTicket la prevendita degli abbonamenti "blind".
È Apparat il primo nome annunciato da Time in Jazz tra i protagonisti della trentanovesima edizione del festival ideato e diretto da Paolo Fresu, in calendario dall'8 al 16 agosto tra Berchidda e gli altri centri del nord Sardegna che ospiteranno la manifestazione la prossima estate. Il musicista e produttore tedesco sarà in concerto con la sua live band il 13 agosto, nella terza delle cinque serate previste sul palco centrale del festival, quello allestito, come tradizione, in Piazza del Popolo, nel cuore di Berchidda. Un appuntamento che si preannuncia tra gli eventi di maggior rilievo dell'edizione numero trentanove di Time in Jazz. Da oltre vent'anni Apparat - al secolo Sascha Ring, classe 1978 - è una delle figure più influenti della musica elettronica tedesca. La sua ricerca sonora combina programmazione digitale e strumenti analogici, muovendosi con naturalezza tra avanguardia, club culture e momenti di intensa liricità. Autore di musica da ascolto, da ballo e per immagini, ha firmato musiche per cinema, teatro e serie televisive. Dall'album di debutto "Multifunktionsebene" (2001) Apparat ha ampliato costantemente la sua tavolozza musicale, collaborando con artisti e linguaggi diversi. Parallelamente, insieme ai Modeselektor dei connazionali Gernot Bronsert e Sebastian Szary, ha dato vita al trio Moderat, tra i progetti più acclamati della scena elettronica europea. Molto attivo anche nel mondo delle colonne sonore, Apparat ha collaborato con Mario Martone per i film "Il giovane favoloso" (2014) e "Capri-Revolution" (2018), raccogliendo prestigiosi riconoscimenti, tra cui un David di Donatello, due Soundtrack Stars Awards, un premio “Piero Piccioni”, oltre ad allori come Impala Award, VIA Award, Preis für Popkultur e Quartz Award. Nel 2020 ha pubblicato sulla sua etichetta It's Complicated una serie di lavori realizzati per il teatro e il cinema, e ora, a più di sei anni dal precedente "LP5" (candidato ai Grammy), si appresta a rilasciare il suo sesto album in studio: "A Hum Of Maybe", realizzato con il collaboratore di lunga data Philipp Johann Thimm, è annunciato in uscita per il 20 febbraio, accompagnato da un tour con band al completo. Presentati in festival e sale prestigiose come Sónar, Primavera Sound e Palais de la Découverte per ARTE Concert, i live di Apparat sono considerati tra le esperienze più coinvolgenti della scena elettronica contemporanea, e il suo concerto del prossimo 13 agosto a Berchidda promette di non fare eccezione.
Time in Jazz svela un altro evento della sua 39a edizione:
l'11 agosto a Berchidda (Ss) arriva "Kind of Miles", l'opera teatrale e musicale di e con Paolo Fresu.
Dopo aver annunciato (il 2 febbraio) il primo nome in cartellone – Apparat, atteso il 13 agosto a Berchidda (Ss) – il festival Time in Jazz svela ora un altro imperdibile evento della sua trentanovesima edizione: l'11 agosto sul palco di Piazza del Popolo andrà in scena "Kind of Miles", l'opera teatrale e musicale ideata, scritta e interpretata da Paolo Fresu. L'annuncio arriva sull'onda lunga del successo che lo spettacolo sta riscuotendo con una tournée molto partecipata, come testimoniano anche i recenti sold out nelle repliche di metà febbraio a Cagliari e a Sassari. "Kind of Miles" è un viaggio scenico e sonoro che evoca l'universo creativo e visionario di Miles Davis, figura centrale del jazz e della musica del Novecento, di cui ricorre quest'anno il centenario della nascita; in questo lavoro, che ha debuttato nell'ottobre del 2024, Paolo Fresu intreccia racconto, momenti autobiografici e musica originale, per restituire la traiettoria artistica e umana del leggendario "Prince of Darkness", scomparso nel 1991. La regia è firmata da Andrea Bernard, artista bolzanino attivo sulla scena internazionale, capace di spaziare dalla prosa alla lirica. In "Kind of Miles", Paolo Fresu (tromba, flicorno e multieffetti) è affiancato da una formazione strumentale d'elezione, tra acustico ed elettrico: Bebo Ferra (chitarra elettrica), Dino Rubino (pianoforte e Fender Rhodes Electric Piano), Marco Bardoscia (contrabbasso), Stefano Bagnoli (batteria), Filippo Vignato (trombone, multi-effetti elettronici, keyboard), Federico Malaman (basso elettrico) e Christian Meyer (batteria); musicisti che collaborano da sempre con Fresu, ne condividono i palcoscenici e in questo spettacolo partecipano alla scrittura collettiva intessuta di ampi spazi di improvvisazione e di interpretazioni di pagine del repertorio davisiano: dalle prime registrazioni insieme a Charlie Parker ai gruppi con Sonny Rollins e con John Coltrane, dalle produzioni con Gil Evans al quintetto stellare con Wayne Shorter e Herbie Hancock, dallo storico album della "svolta elettrica", "Bitches Brew", fino agli anni Ottanta abbracciando anche il pop di "Time after Time". "Kind of Miles" chiude idealmente la trilogia prodotta dal Teatro Stabile di Bolzano in collaborazione con Pannonica (l'agenzia di management di Paolo Fresu), che negli anni scorsi ha visto il trombettista sardo protagonista degli spettacoli "Tango Macondo" e "Tempo di Chet", dedicato a Chet Baker, altra figura chiave nel suo orizzonte musicale: «Chet Baker e Miles Davis sono stati i miei artisti di riferimento, due artisti che ho molto amato e ai quali mi sono sentito molto vicino» dichiara Fresu; «Miles ci ha insegnato ad andare sempre avanti. Credo che in questo momento storico, al di là dell'estetica, ci sia un bisogno impellente di vedere oltre le cose. Forse saranno proprio la visionarietà, la poesia e il coraggio a darci la possibilità di salvare il pianeta».
Con l'annuncio di "Kind of Miles", il festival Time in Jazz scopre dunque un'altra carta della sua edizione numero trentanove, che verrà presentata nel dettaglio in una conferenza stampa prevista per la fine di aprile; un'edizione che si snoderà come sempre fra Berchidda e altri comuni e località del nord Sardegna nel consueto periodo di agosto, dall'8 al 16, ma preceduta da una prima tranche di tre giornate in calendario a giugno, da venerdì 19 a domenica 21: una novità suggerita dalla positiva esperienza, anche in quel caso inedita, della "coda" settembrina della passata edizione del festival.
Abbonamenti e informazioni
Prosegue intanto, su VivaTicket, la prevendita dell'abbonamento "blind" per l'ingresso a tutte e cinque le serate in programma dall'11 al 15 agosto a Berchidda al prezzo di 140 euro: una tariffa speciale, valida fino all'annuncio del cartellone completo e dedicata a chi sceglie di acquistare l'abbonamento sulla fiducia, prima ancora di conoscere quali altri artisti si esibiranno in Piazza del Popolo.
Per ulteriori informazioni è possibile contattare la segreteria di Time in Jazz al 320 38 74 963 o all'indirizzo info@timeinjazz.it. Notizie e aggiornamenti sono disponibili sul sito www.timeinjazz.it e sui canali social Facebook, Instagram, Threads, YouTube e Whatsapp.
La trentanovesima edizione del festival Time in Jazz è promossa e organizzata dall'associazione culturale Time in Jazz con il contributo del Ministero della Cultura, dell'Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport e dell'Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma della Sardegna, della Comunità Montana Monte Acuto, delle Amministrazioni Comunali di Berchidda e degli altri centri coinvolti, della Fondazione di Sardegna, di Illumia, del Banco di Sardegna, di Corsica Ferries–Sardinia Ferries e di Biorepack, mentre Radio Monte Carlo è anche quest'anno la radio ufficiale di Time in Jazz.
Associazione culturale TIME IN JAZZ
via Umberto I, 37 • 07022 Berchidda
tel. 320 38 74 963 • e-mail: info@timeinjazz.it
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DROMOS FESTIVAL
La prima rivelazione di Dromos 2026: i Subsonica in concerto
il 16 agosto a Cabras (OR), unica data in Sardegna del tour "Terre rare 96-26".
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Il festival Dromos, appuntamento immancabile dell'estate musicale in Sardegna, scopre la prima carta dal mazzo della sua ventottesima edizione, in programma come sempre tra Oristano e vari centri della sua provincia: il 16 agosto approdano a Cabras i Subsonica per l'unica tappa nell'Isola del tour all'insegna del loro undicesimo album, "Terre rare", in uscita il prossimo 20 marzo per Epic Records/Sony Music Italy. In partenza il 26 giugno, il tour "Terre Rare 96-26" farà seguito a "Cieli su Torino 96-26", quattro concerti speciali sold out, in programma il 31 marzo, l'1, 3 e 4 aprile nel capoluogo piemontese, in occasione della celebrazione del trentennale di carriera della band torinese e all'annuncio del nuovo album, un lavoro che si presenta come un viaggio: nelle geografie sonore, reali e immaginarie, e nel tempo presente, con le sue ferite e i suoi slanci. Le terre rare esplorate dai Subsonica sono fatte di suoni nuovi, più organici rispetto al passato, di strumenti raccolti durante un percorso compiuto sull'altra sponda del Mediterraneo. Un disco che guarda avanti senza rinnegare la propria storia, e che già dal titolo richiama ciò che è prezioso ma nascosto, sotterraneo, da portare alla luce. Nati a Torino nel 1996, i Subsonica hanno ridefinito negli anni il linguaggio del pop elettronico italiano, intrecciando club culture, scrittura cantautorale e tensione rock. Il 16 agosto sul palco allestito allo Stagno Arena di Cabras saliranno Samuel Romano (voce), Max Casacci (chitarra/prod.), Davide "Boosta" Dileo (tastiere), Enrico "Ninja" Matta (batteria) e Luca "Vicio" Vicini (basso): una formazione che da tre decenni tiene insieme ricerca sonora e impatto live, in un equilibrio raro tra spettacolo e densità emotiva; per questo il loro concerto si candida già tra gli eventi di spicco della prossima estate musicale. E intanto parte la prevendita dei biglietti, che si possono acquistare da domani - venerdì 20 febbraio - attraverso il sito dromosfestival.it: solo posti in piedi a 25 euro (più diritti di prevendita).
Dromos Secrets
È dunque quello dei Subsonica a Cabras il primo concerto svelato da Dromos di un'edizione che si annuncia, come di consueto, ricca di appuntamenti e attraversata da linguaggi differenti. Un'edizione che porterà il titolo "Dromos Secrets" e che farà del segreto il proprio filo conduttore. In un tempo in cui tutto è esposto, condiviso, immediato, Dromos sceglie di lavorare sul non detto, sul nascosto, su ciò che si rivela solo a chi accetta di sostare, ascoltare, cercare. Il segreto, come scriveva Honoré de Balzac, è linfa vitale dell'esistenza; e come suggeriva Friedrich Schiller, può diventare legame, complicità, comunità. Nel solco di Johan Huizinga, che in "Homo Ludens" riconosceva nel gioco una funzione fondativa della cultura, il festival costruirà un percorso in cui rivelazione e attesa diventeranno parte integrante dell'esperienza. Dromos sarà il custode di questo processo: orchestrerà indizi, atmosfere, rimandi tra concerti, mostre e luoghi simbolo del territorio, invitando il pubblico a un ruolo attivo. Non semplice spettatore, ma protagonista di una trama che si dipanerà tra musica e arte contemporanea, tra spazi archeologici e centri urbani, in un dialogo continuo tra ciò che appare e ciò che si cela sotto la superficie. Segreti e rivelazioni animeranno il programma, trasformando ogni appuntamento in una tappa di un itinerario più ampio. Per ora, la prima carta è scoperta: il 16 agosto, a Cabras, l'energia dei Subsonica aprirà il gioco. Tutto il resto, come si conviene, sarà rivelato passo dopo passo.
Il festival Dromos svela un altro protagonista della sua 28a edizione:
Stefano Bollani in concerto per piano solo il 29 luglio
nella splendida cornice dell'area archeologica di Tharros (OR).
Dromos annuncia un altro imperdibile evento della sua ventottesima edizione: il 29 luglio, nella cornice monumentale dell'area archeologica di Tharros (a una ventina di chilometri da Oristano), sarà protagonista Stefano Bollani in concerto per piano solo; una serata - proposta con il prezioso contributo della Fondazione di Sardegna e l'imprescindibile collaborazione della Fondazione Mont'e Prama - che intreccerà musica e paesaggio in uno dei luoghi simbolo del festival: con le sue rovine affacciate sul mare del Sinis e il dialogo costante tra pietra, vento e orizzonte, l'antica città fondata dai Fenici nell'ottavo secolo a.C., non è semplice scenario ma parte integrante dell'esperienza d'ascolto; in questo spazio sospeso tra memoria e presente, il pianoforte di Bollani troverà una dimensione particolarmente intensa, fatta di silenzi, risonanze e improvvisazioni modellate sull'atmosfera del luogo. Classe 1972, milanese di nascita ma fiorentino d'adozione, Stefano Bollani è un musicista dotato di una preparazione sconfinata, condita da sapiente tecnica e una torrenziale creatività, caratteristiche che lo hanno reso uno dei jazzisti italiani più conosciuti al mondo. Artista capace di attraversare generi e pubblici con naturalezza, Bollani trova nella formula del piano solo il territorio privilegiato della sua libertà creativa: ogni concerto è diverso dall'altro, un one man show che è un vero e proprio viaggio tra i tasti del suo strumento; il repertorio nasce sul momento, si nutre delle suggestioni dell'istante, accoglie richieste imprevedibili del pubblico e si muove tra classica, jazz, canzone d'autore e repertori inattesi. Un grande gioco musicale in cui improvvisazione e ascolto reciproco diventano struttura portante. L'annuncio del concerto a Tharros precede di due settimane l'uscita, venerdì 20 marzo, dell'album "Tutta Vita Live", pubblicato da Ponderosa Music Records e registrato dal vivo durante il concerto al Teatro Politeama Rossetti di Trieste il 17 febbraio dell'anno scorso; un live nato da una residenza artistica che ha riunito per una settimana intorno a Bollani, in una dimora storica di Gorizia, grandi figure del jazz italiano come Enrico Rava, Paolo Fresu, Daniele Sepe, Antonello Salis, Ares Tavolazzi e Roberto Gatto insieme a giovani talenti come Matteo Mancuso, Christian Mascetta e Frida Bollani Magoni (in arte Frida). Questa esperienza è raccontata nel documentario di Valentina Cenni, "Tutta Vita", di prossima distribuzione per Lucky Red: presentato all'ultima edizione della Festa del Cinema di Roma, mostra allo spettatore la straordinaria quotidianità di quei momenti – giorni e notti fatti di musica, di dialoghi, battute, giochi, prove e improvvisazioni – facendo cogliere a chi guarda il momento esatto in cui il processo creativo trova forma, la musica nasce e poi approda sul palco. A Tharros sarà tuttavia l'essenzialità del piano solo a plasmare il clima la serata: una scelta che dialoga con il tema dell'edizione 2026 del festival, "Dromos Secrets": un percorso che invita a esplorare il non detto, a sostare nel mistero, a trasformare l'ascolto in scoperta. In un tempo dominato dall'iper-visibilità, il festival sceglie di lavorare su ciò che si rivela lentamente, che richiede attenzione e immaginazione. Dopo l'annuncio dei Subsonica, dunque, quello di Stefano Bollani rappresenta il secondo tassello di un programma che – come sempre a Dromos - coinvolgerà Oristano e diversi centri della provincia, tra concerti, progetti speciali ed esposizioni d'arte contemporanea. Due traiettorie differenti – l'energia elettronica e collettiva dei Subsonica, l'intimità imprevedibile del piano solo di Bollani – che delineano fin d'ora il profilo di un'edizione ampia e stratificata.
I biglietti per il concerto di Stefano Bollani il 29 luglio a Tharros (come quelli per i Subsonica il 16 agosto a Cabras) si possono acquistare attraverso il sito dromosfestival.it; il prezzo varia a seconda dell'ordine dei posti: il biglietto in poltronissima costa 55 euro, in poltrona 45 euro; si pagano invece 35 euro per un posto nel primo settore, 25 nel secondo (a tutti i prezzi vanno aggiunti i diritti di prevendita).
Dromos scopre un'altra carta: Mario Biondi in concerto l'11 agosto a Neoneli (OR).
Il crooner catanese protagonista a S'Angelu con la sua inconfondibile voce soul.
Dopo aver annunciato i primi appuntamenti del cartellone – il piano solo di Stefano Bollani il 29 luglio nell'area archeologica di Tharros e i Subsonica il 16 agosto a Cabras – il festival Dromos aggiunge un'altra tessera al mosaico della sua ventottesima edizione, che come ogni estate si snoderà fra vari centri e località della provincia di Oristano: l'11 agosto, Neoneli accoglierà Mario Biondi, in concerto alle 22 in località S'Angelu, uno degli scenari più affascinanti del festival, immerso nel paesaggio del Barigadu. Con la sua voce profonda, calda e immediatamente riconoscibile, il cantante catanese, classe 1971, è da oltre vent'anni uno degli interpreti italiani più apprezzati nel panorama internazionale del soul e del jazz. La sua storia artistica prende una svolta decisiva nel 2006 con il successo di "This Is What You Are", brano che conquista radio e pubblico in tutta Europa. Il timbro baritonale e l'eleganza interpretativa, spesso accostati alle grandi voci della tradizione soul come Teddy Pendergrass, Isaac Hayes e Barry White, hanno reso Mario Biondi una figura unica nella musica italiana. Il debutto discografico con "Handful of Soul", realizzato insieme all'High Five Quintet, segna l'inizio di una carriera in costante crescita; l'album mescola rhythm & blues, jazz e swing e apre a Biondi le porte del mercato internazionale. Da allora il suo percorso artistico si è arricchito di collaborazioni prestigiose e progetti sempre diversi, dal successo di "If" del 2009 – con brani scritti anche da Burt Bacharach – fino ai lavori più recenti che hanno consolidato la sua dimensione globale. Tra gli album più significativi figurano "Sun", pubblicato nel 2013 con la partecipazione di artisti come Al Jarreau e Chaka Khan, e "Brasil", registrato a Rio de Janeiro nel 2018, un viaggio musicale attraverso le molteplici sfaccettature della tradizione brasiliana. Pubblicato nel 2023, "Crooning Undercover" ha dato vita a un lungo ciclo di concerti internazionali che ha superato i cento appuntamenti tra Italia e oltre venti paesi. L'intensa attività live ha portato Biondi nei principali festival e teatri del mondo, fino agli eventi del 2024 e del 2025 che hanno celebrato la sua carriera internazionale e aperto la strada ai festeggiamenti e al tour "This is what you are" che farà tappa questa estate a Dromos per il ventesimo anniversario di "Handful of Soul", l'album che l'ha consacrato definitivamente sulla scena soul-jazz mondiale. Nell'arco di questi quattro lustri, Mario Biondi ha attraversato con naturalezza linguaggi e generi diversi; il prossimo 11 agosto la sua voce intensa e avvolgente porterà a Neoneli una serata all'insegna del soul e delle grandi atmosfere jazz, tra classici del suo repertorio e brani più recenti, in uno dei contesti più suggestivi del festival. I biglietti per il concerto si possono acquistare al prezzo di 22 euro (più diritti di prevendita) attraverso il sito dromosfestival.it. L'appuntamento si inserisce nel percorso dell'edizione numero ventotto di Dromos, che si presenta sotto il titolo "Dromos Secrets": un tema che invita a esplorare il non detto, il mistero e ciò che si rivela lentamente attraverso l'esperienza artistica. In un tempo dominato dall'iper-visibilità e dalla comunicazione immediata, il festival sceglie di restituire valore all'attesa, alla scoperta e alla dimensione dell'ascolto. «Un ringraziamento a tutta la macchina organizzativa di Dromos, grazie alla quale anche piccoli paesi, marginali e lontani dai grandi circuiti musicali ed artistici, possono ospitare eventi di questa caratura» dichiara il sindaco di Neoneli Salvatore Cau: «Eventi importanti perché uniscono la bellezza dello spettacolo offerto a momenti di socialità e condivisione, ma altrettanto importanti per l'effetto vetrina che generano per i territori interessati, ricchi di storia, bellezze naturalistiche e di cultura enogastronomica.»
Per informazioni la segreteria di Dromos risponde allo 0783310490, al numero whatsapp 3348022237 e all'indirizzo di posta elettronica info@dromosfestival.it. Notizie e aggiornamenti sono disponibili nel sito www.dromosfestival.it, sul canale Telegram e nelle pagine Facebook e Instagram di Dromos.
La ventottesima edizione del festival Dromos è organizzata dall'omonima associazione culturale con il contributo del Ministero della Cultura, della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport e Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio –, della Fondazione di Sardegna, della Fondazione Mont'e Prama e della Fondazione Parte Montis, con il sostegno delle Amministrazioni Comunali di Oristano, Cabras, Tadasuni, Neoneli, Masullas, Pompu e Nureci, e con il supporto di Cantina Contini, Cantina Silvio Carta e Sa Marigosa.
DROMOS - via Sebastiano Mele · 09170 ORISTANO
tel.: 0783 31 04 90 • 334 80 22 237
E-mail: info@dromosfestival.it
Telegram: t.me/dromosfestival
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LOCUS FESTIVAL
Da giugno a agosto | Locorotondo (BA) / Bari
Torna anche nel 2026 Locus Festival, uno degli appuntamenti più attesi dell’estate italiana, che lo scorso anno ha celebrato la sua ventesima edizione. Il festival si svolgerà tra giugno e agosto, attraversando alcuni dei luoghi più suggestivi della Puglia e ospitando il meglio della musica italiana e internazionale. La manifestazione nata 22 anni fa a Locorotondo, sceglie per raccontare questa edizione una celebre frase di Miles Davis: "Don’t play what's there. Play what's not there". “Non suonare ciò che c’è, suona piuttosto cosa non c’è” è il motto con cui la leggenda del jazz incoraggiava a cercare note e significati negli spazi meno esplorati e battuti. Un approccio creativo e libero a cui si è ambiziosamente ispirato Locus Festival nel corso della sua storia. Tra i primi nomi annunciati di questa edizione: David Byrne con la prima data del suo tour italiano, BEAT - Performing the music of 80s KING CRIMSON, Marcus Miller presents WE WANT MILES, JALEN NGONDA, Mannarino.
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B.O.P. - BEATS OF POMPEII 2026
MARCUS MILLER
IL GIGANTE DEL JAZZ CELEBRA MILES DAVIS NEL CENTENARIO DELLA NASCITA CON UN CONCERTO STORICO IL 22 LUGLIO NELL’ANFITEATRO DI POMPEI. Con lui sul palco una all-star band di leggende del jazz: BILL EVANS, MIKE STERN, MINO CINELU, Russel Gunn, Brett Williams e Anwar Marshall.
B.O.P. si conferma faro del turismo musicale nel Sud Italia, unendo rock progressivo, metal e ora il grande jazz.
B.O.P. - Beats of Pompeii prosegue la costruzione del suo programma 2026 annunciando un evento eccezionale che cambierà registro e porterà la grandezza del jazz internazionale nel cuore dell’archeologia mondiale. Mercoledì 22 luglio 2026, l’esclusivo Anfiteatro del Parco Archeologico di Pompei ospiterà un vero e proprio mito della musica mondiale: MARCUS MILLER. Il bassista, compositore e produttore leggendario sarà al centro di un concerto-evento dal titolo “WE WANT MILES!”, interamente dedicato a celebrare il centenario dalla nascita dell’immortale Miles Davis. Per l’occasione, Miller radunerà attorno a sé una formazione da sogno, una vera e propria All-Star Band che ha scritto la storia del jazz moderno: con lui saliranno sul palco Bill Evans al sax, Mike Stern alla chitarra, Mino Cinelu alle percussioni, Russel Gunn alla tromba, Brett Williams alle tastiere e Anwar Marshall alla batteria. Questo quarto annuncio arricchisce ulteriormente un cartellone già ricco e dimostra la vocazione eterogenea e di altissima qualità di B.O.P., che si conferma una delle rassegne live più rilevanti e ambite del circuito musicale italiano, vero e proprio motore del concept "turismo musicale". Il lavoro del direttore artistico Peppe Gomez sta definendo un programma dai confini ampi e ambiziosi. Nelle scorse settimane è stato infatti annunciato un trittico di concerti di chiara matrice rock che ha già generato enorme entusiasmo: il successo è stato immediato con i Marillion (25 e 26 luglio), che hanno registrato un primo sold out in tempi record, tanto da aggiungere un secondo appuntamento, anch’esso rapidamente esaurito. A seguire, è stata la volta degli statunitensi Savatage (27 luglio), leggende del progressive metal, che per la loro performance si esibiranno accompagnati da un’orchestra di 27 elementi, un evento raro e maestoso. Completano il trittico gli svedesi Opeth (10 luglio), pilastri del progressive e death metal mondiale, in un concerto-evento unico nel Sud Italia, affiancati dagli americani Blood Incantation, celebre formazione di metal visionario. Dopo la potenza del rock, il 22 luglio B.O.P. ospita non un semplice concerto, ma un pezzo di storia del jazz che prende vita, in una cornice senza tempo che solo Pompei può offrire. Un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di musica di qualità. “We Want Miles!” è un viaggio energico dentro il mondo di Miles Davis, raccontato da chi con lui ha davvero cambiato le regole del gioco. Marcus Miller e la sua all-star band riportano sul palco l’audacia, il groove e la forza creativa che hanno reso Miles un ’icona oltre il jazz: ritmi pulsanti, atmosfere elettriche, improvvisazioni che sorprendono. Non è una semplice celebrazione, ma un’esperienza viva e contemporanea, che riaccende lo spirito rivoluzionario di un artista che ha influenzato tutta la musica moderna. I biglietti saranno in vendita da oggi alle ore 16.00 su ticketone.it Prezzi comprensivi di diritti di prevendita: Platea gold 79,35 - Platea numerata 66,70 - Platea numerata II settore 55,20 - Tribuna gold numerata 46,00 - Tribuna numerata 39,10.
Marcus Miller, uno dei grandi innovatori del linguaggio del jazz e del basso elettrico, torna in Italia nell’estate 2026 con “We Want Miles!”, un progetto speciale dedicato ai 100 anni dalla nascita di Miles Davis, artista con cui Miller ha avuto un legame creativo e umano profondo. Con Miles ha firmato album divenuti pietre miliari come Tutu, Amandla, Siesta ridefinendo il linguaggio del jazz moderno e imprimendo la propria voce in modo indelebile nella storia della musica. Considerato uno dei musicisti più influenti dell’ultimo mezzo secolo, vincitore di due Grammy, autore, produttore, polistrumentista e innovatore del basso elettrico, Marcus Miller guiderà una formazione straordinaria.
UN’ALL-STAR BAND CHE HA SCRITTO LA STORIA DEL JAZZ
Per omaggiare Miles Davis, Miller ha riunito alcuni dei suoi leggendari collaboratori: MIKE STERN (chitarra) - Sei nomination ai Grammy, tra i maggiori chitarristi jazz-fusion di sempre. Con Miles Davis negli anni ’80 ha contribuito al nuovo corso elettrico del Maestro, diventando un riferimento assoluto della chitarra moderna. BILL EVANS (sax) - Voce raffinata e innovativa del sax contemporaneo. Ha fatto parte della band di Miles Davis nei primi anni ’80, ha pubblicato oltre 25 album da leader e collaborato con icone come Herbie Hancock e John McLaughlin. MINO CINELU (percussioni) - Una leggenda delle percussioni. Con Miles Davis ha suonato in alcuni dei tour più vibranti degli anni ’80, prima di avviare collaborazioni con Weather Report, Sting, Pat Metheny e numerosi protagonisti della world music.
Accanto a loro, tre musicisti di talento che condividono con Marcus Miller anni di tournée internazionali: RUSSELL GUNN (tromba) – trombettista visionario, nominato ai Grammy, tra le voci più originali dell’attuale scena afro-americana. BRETT WILLIAMS (tastiere) – apprezzato per il suo linguaggio ibrido tra jazz, gospel e R&B. ANWAR MARSHALL (batteria) – batterista di grande finezza e dinamismo, protagonista della nuova generazione jazz.
B.O.P. è promosso dal Ministero della Cultura e dal Parco Archeologico di Pompei, realizzato in collaborazione con il Comune di Pompei e la Regione Campania, con la direzione artistica di Giuseppe Gomez. L'organizzazione è curata da Blackstar Entertainment e Fast Forward. Nelle prossime settimane B.O.P. annuncerà gradualmente il programma che, anche in per questa edizione, avrà rilevanza internazionale e nazionale, con l'obiettivo di unire arte, storia e musica in un contesto unico al mondo. Dopo le grandi esibizioni del 2025 con concerti unici di Nick Cave, Ben Harper, Stefano Bollani, Jean-Michel Jarre, Dream Theater, Wardruna, Bryan Adams e Riccardo Muti B.O.P. rilancia una grande stagione per l’estate 2026.
Maggiori informazioni su B.O.P.






