I principali festival jazz & blues in Italia...
Incontri jazz al Monastero delle Trentatré
Musica, convivialità e scoperta tra i grandi musicisti della storia del jazz
dal 16 maggio al 13 giugno
Sabato 16 maggio ritorna nella Sala Maria Lorenza Longo del Complesso monastico delle Trentatré, in Via Armanni 16 a Napoli, Incontri Jazz, la rassegna curata da Giulio Martino in collaborazione con l’Associazione L’Atrio delle Trentatrè e Dissonanzen. Un appuntamento consolidato per gli appassionati e per chi desidera avvicinarsi alla grande musica jazz attraverso un percorso di ascolto e racconto. Ogni serata non è solo un concerto, ma un vero e proprio viaggio nella storia del jazz, introdotto da brevi presentazioni, materiali audiovisivi e racconti che accompagnano il pubblico alla scoperta di artisti, epoche e linguaggi musicali. La nuova edizione propone tre appuntamenti dedicati a temi centrali della cultura jazzistica, capace di attraversare il tempo e i confini geografici. Il primo appuntamento, sabato 16 maggio, alle ore 20:30, è dedicato a La fisarmonica nel jazz, uno strumento che per lungo tempo è stato considerato lontano dal linguaggio jazzistico e nel corso del Novecento ha conquistato uno spazio importante grazie a musicisti straordinari che ne hanno valorizzato la ricchezza timbrica e la versatilità espressiva. Il concerto racconta l’evoluzione della fisarmonica nel jazz attraversando quattro grandi tradizioni musicali: l’Italia di Gorni Kramer, la Francia di Richard Galliano, l’Argentina di Astor Piazzolla e il Brasile di Hermeto Pascoal. Un itinerario sonoro che mostra come questo strumento abbia saputo dialogare con swing, tango nuevo, improvvisazione e musica popolare, diventando protagonista di una raffinata ricerca musicale. Sul palco Rocco Zaccagnino alla fisarmonica e accordina, André Ferreira al contrabbasso e Cristiano De Pascale alla batteria, con la partecipazione speciale di Martina Lombardi alla voce. Sabato 30 maggio il pubblico può scoprire uno dei momenti più importanti della storia della musica afroamericana con il concerto 1959, l’anno che ha cambiato il jazz. Quest’anno è considerato da molti critici e musicisti quello più creativo e rivoluzionario per il jazz moderno: nascono dischi che cambiano radicalmente il linguaggio musicale e aprono nuove strade all’improvvisazione e alla composizione. Da Kind of Blue di Miles Davis a Giant Steps di John Coltrane, da Time Out di Dave Brubeck a Mingus Ah Um di Charles Mingus, fino alle innovazioni di Ornette Coleman e Horace Silver, il concerto ripercorre le registrazioni che hanno segnato una svolta definitiva nella storia del jazz. A raccontare questo momento sono Francesco Del Gaudio alla tromba, Mario Castellano al pianoforte, Matteo Errico al basso elettrico ed Emilio Pietropaolo alla batteria, in un omaggio alle sonorità e alle visioni che hanno ridefinito il jazz contemporaneo. Il terzo appuntamento e ultimo, sabato 13 giugno, è dedicato a Round Midnight, uno dei film più belli e intensi mai realizzati sul jazz. Ispirato alle figure leggendarie di Bud Powell e Lester Young, il film racconta la vita di un musicista jazz segnato dalla solitudine, dalla notte e dalla ricerca continua della bellezza attraverso la musica. La serata propone racconti e musiche ispirati a questa pellicola straordinaria, capace di restituire tutta la poesia, la fragilità e la grandezza dell’universo jazzistico. Sul palco Luigi Lombardi al pianoforte, Alessandro Vai al contrabbasso e Marco Gagliano alla batteria, con ospiti Sara Nannini alla voce e Fabrizio Di Vaio alla tromba. Tutti gli appuntamenti iniziano alle ore 20.30 e sono preceduti da un momento conviviale con un calice di vino e uno stuzzichino di benvenuto nelle antiche cantine, per accogliere il pubblico in un’atmosfera intima e raffinata.
Biglietto intero 15 euro, ridotto 12 euro per i possessori della tessera Sostenitori de L’Atrio delle Trentatrè odv, per gli studenti del Conservatorio biglietto speciale 5 euro.
Info e prenotazioni 328 6690842 - latriodelletrentatre@gmail.com
INCONTRI JAZZ
Sabato 16 Maggio
La fisarmonica nel jazz
La fisarmonica nella sua evoluzione jazzistica attraversa l’Italia, la Francia, l’Argentina e il Brasile. Strumento inizialmente considerato agli antipodi del jazz, grazie a grandissimi musicisti ha avuto proprio in questo ambito un enorme riconoscimento. Le musiche di Gorni Kramer, Richard Galliano, Astor Piazzolla e Hermeto Pascoal per raccontarne la sua evoluzione.
Rocco Zaccagnino fisarmonica & accordina; André Ferreira contrabbasso; Cristiano De Pascale batteria
ospite Martina Lombardi voce
Sabato 30 maggio
1959, l’anno che ha cambiato il jazz
Il racconto dell’anno più creativo del jazz attraverso la musica e i dischi del 1959. Le registrazioni di Miles Davis, John Coltrane, Dave Brubeck, Charlie Mingus, Ornette Coleman, Horace Silver che hanno cambiato la storia del Jazz.
Francesco Del Gaudio, tromba; Mario Castellano, pianoforte; Matteo Errico, basso elettrico; Emilio Pietropaolo, batteria
Sabato 13 giugno
Round midnight
Ispirato alla figura di Bud Powell e Lester Young, racconti e musiche su uno dei film più belli dedicati al jazz.
Luigi Lombardi pianoforte; Alessandro Vai contrabbasso; Marco Gagliano batteria;
ospiti Sarà Nannini voce; Fabrizio Di Vaio tromba
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"A tu per duo": dal 23 aprile al 28 maggio a Cagliari
la rassegna primaverile di
Forma e Poesia nel Jazz.
Quattro serate all'insegna dei duo tra il Bflat e il JazzArt con Simona Severini e Jacopo Ferrazza,
Silvia Manco e Antonello Sorrentino, Karima e Walter Ricci, Eleonora Strino e Claudio Vignali.
Dal 23 aprile al 28 maggio Forma e Poesia nel Jazz torna ad animare la primavera cagliaritana con "A tu per duo", una rassegna che mette al centro una delle forme più essenziali e affascinanti del jazz: il dialogo a due. In programma quattro appuntamenti all'insegna della qualità delle proposte, ospitati da due noti jazz club cittadini: il Bflat, in via del Pozzetto, e il JazzArt, in via Lamarmora. Quattro serate costruite intorno a incontri artistici di alto profilo, in cui la dimensione raccolta del duo diventa spazio privilegiato di ascolto e relazione musicale. Protagonisti la cantante Simona Severini affiancata dal contrabbassista Jacopo Ferrazza (il 23 aprile), il pianoforte e la voce di Silvia Manco con il trombettista Antonello Sorrentino (il 9 maggio); ancora una voce, quella dell'eclettica Karima, con il pianista e crooner Walter Ricci (il 14 maggio), e infine la chitarra di Eleonora Strino e il pianoforte di Claudio Vignali a completare il cartellone (il 28 maggio). I posti sono limitati e il prezzo dei biglietti varia a seconda delle serate - tutte con inizio alle 21 - dai 15 ai 25 Euro. Informazioni al numero della cooperativa Forma e Poesia nel Jazz 3883899755; prenotazioni al Bflat al 3479389791.
giovedì 23 aprile | ore 21 – Bflat > SIMONA SEVERINI & JACOPO FERRAZZA
La rassegna si apre dunque giovedì 23 aprile al Bflat, con il duo formato da Simona Severini e Jacopo Ferrazza, un sodalizio artistico nato nel 2022 e cresciuto rapidamente grazie a un'intesa naturale e intorno a un repertorio che intreccia brani originali, riletture della tradizione jazzistica e omaggi ad autori come Joni Mitchell. Dopo aver calcato palchi importanti in Italia e all'estero, i due hanno recentemente dato forma discografica al loro progetto con il primo album, "Dream Scenario". Nata a Milano, Simona Severini si muove con naturalezza tra jazz e canzone d'autore, forte di collaborazioni con artisti come Pacifico, Enrico Pieranunzi, Giorgio Gaslini e Gabriele Mirabassi e di una presenza consolidata nei principali festival e club europei. Accanto all'attività concertistica ha sviluppato anche percorsi in ambito teatrale e progetti originali che ne mettono in luce la versatilità espressiva. Nel 2020 pubblica "Ipotesi", il suo primo EP da solista, e nel 2022 il singolo "Non faccio niente", mentre è del 2024 "Fedra", il primo album dell'omonimo gruppo di cui è cofondatrice. Musicista dalla formazione ampia e articolata, capace di spaziare tra linguaggi diversi, Jacopo Ferrazza è tra i contrabbassisti più apprezzati della scena italiana. Vincitore del Premio SIAE 2018 e del Global Music Awards 2022, più volte segnalato nel referendum Top Jazz, conta collaborazioni con nomi del calibro di Dave Liebman, Nicola Piovani, Fabrizio Bosso, George Garzone, Enrico Rava, Paolo Fresu, Roberto Gatto, Javier Girotto, Maurizio Giammarco, Greg Hutchinson, Mario Biondi, Enrico Pieranunzi e Rita Marcotulli, tra gli altri.
sabato 9 maggio | ore 21 – JazzArt > SILVIA MANCO & ANTONELLO SORRENTINO
Il 9 maggio, per il suo secondo appuntamento, "A tu per duo" si trasferisce per una sera al JazzArt in via Lamarmora: protagonisti (sempre a partire dalle 21) la pianista e cantante Silvia Manco e il trombettista Antonello Sorrentino con il progetto Let's Duet: un dialogo elegante e contemporaneo che attraversa il songbook americano, la canzone d'autore internazionale e suggestioni cinematografiche rilette con sensibilità contemporanea e grande attenzione all'interplay; un incontro che alterna intimità e vivacità ritmica, valorizzando la complementarità tra voce, pianoforte e tromba. Pianista, cantante, compositrice e arrangiatrice, Silvia Manco è una musicista completa che ha costruito negli anni un percorso solido, sospeso fra tradizione e ricerca. Dopo la formazione tra studi classici e jazz e le prime esperienze professionali, ha collaborato con artisti come Roberto Gatto, Renzo Arbore e Massimo Ranieri, Lino Patruno, Arisa e, in teatro, con Giorgio Albertazzi, sviluppando parallelamente i propri progetti discografici: nel 2007 esce il suo album d'esordio, "Big city is for me", incentrato su atmosfere anni Sessanta, beat e bossa nova, seguito nel 2010 da "Canzoni pomeridiane", che si concentra su composizioni originali e arrangiamenti creati appositamente per una formazione estesa. Tra gli album più recenti, oltre a "Con Alma" (2021), "Minuano" e "Jazz bossa and samba vibes" (2022), spicca "Hip! The Blossom Dearie Songbook": un omaggio a un'artista di culto tutta da riscoprire, la pianista e cantante americana Blossom Dearie. Trombettista e compositore, Antonello Sorrentino, che il 9 maggio condividerà il palco del JazzArt con Silvia Manco, si distingue per una scrittura personale e riconoscibile, capace di coniugare lirismo e complessità, tradizione e ricerca. Attivo anche come arrangiatore e direttore, ha preso parte a vari progetti per ensemble di diversa natura, compresa la direzione della Metropolitan Jazz Orchestra (MeJO), per la quale ha scritto e arrangiato i sette brani del debut album della big band, "Volere Volare", del 2024.
giovedì 14 maggio | ore 21 – Bflat > KARIMA & WALTER RICCI
Il 14 maggio "A tu per duo" ritorna al Bflat per un incontro all'insegna della vocalità e della grande tradizione italiana: Karima e Walter Ricci propongono un viaggio tra le canzoni degli anni Cinquanta e Sessanta, brani entrati nell'immaginario collettivo e qui riletti con sensibilità jazz e forte intesa interpretativa. Karima, voce intensa e riconoscibile, ha costruito una carriera che unisce popolarità e ricerca. Dopo l'esordio televisivo ad "Amici", si è imposta all'attenzione internazionale anche grazie alla collaborazione con Burt Bacharach, unica cantante italiana alla quale il grande compositore a arrangiatore americano ha scritto dei brani e con il quale ha registrato a Los Angeles il suo primo album. Ha partecipato al Festival di Sanremo, lavorato con la Disney e portato i suoi progetti in tournée in Italia e all'estero, mantenendo sempre al centro una cifra vocale in cui convivono soul, jazz e tradizione italiana. Ad affiancarla sul palco del Bflat, il 14 maggio, sarà Walter Ricci, pianista e cantante dalla solida formazione jazzistica. Classe 1989, si fa già notare vincendo il Premio "Massimo Urbani" nel 2006; da allora il suo percorso lo porta a collaborare con artisti come Fabrizio Bosso, Stefano Di Battista e Mario Biondi, costruendo una cifra interpretativa elegante e riconoscibile. La sua voce, nutrita dalla grande tradizione dei crooner d'oltreoceano, si apre con naturalezza a repertori diversi: grazie a un ascolto curioso e senza confini e a un amore autentico per la musica in ogni sua forma, Walter Ricci ha sviluppato uno stile personale, ricco di sfumature e nuove sonorità, capace di muoversi con la stessa intensità dal jazz al pop.
giovedì 28 maggio | ore 21 – Bflat > ELEONORA STRINO & CLAUDIO VIGNALI
Ultimo appuntamento di "A tu per duo" il 28 maggio, sempre al Bflat: il compito di mandare in archivio la rassegna primaverile di Forma e Poesia nel Jazz spetta a Eleonora Strino e Claudio Vignali, due musicisti di straordinaria sensibilità, capaci di trasformare il dialogo tra chitarra e pianoforte in un racconto ricco di colori e dinamiche.
Eleonora Strino è considerata dalla critica uno dei giovani talenti più promettenti della scena jazz internazionale (come certifica anche la copertina che la rivista americana Jazz Guitar Today le ha dedicato nel febbraio 2020). Attiva in tournée in Europa, Nord America e Brasile, la chitarrista napoletana conta collaborazioni prestigiose, tra cui quelle con Greg Cohen e Joey Baron con i quali ha firmato nel 2023 il suo primo album da leader, "I Got Strings". Membro stabile del quartetto di Dado Moroni, del quartetto di Emanuele Cisi con l'attore Filippo Timi, del trio di Greg Cohen e del gruppo The Great Guitarist, Eleonora Strino affianca agli impegni concertistici, un'intensa attività didattica, con workshop e seminari in Italia e all'estero. Docente di chitarra jazz al Conservatorio di Cosenza didattico "Bebop Scales for Jazz Guitar", è autrice del metodo Bebop Scales for Jazz Guitar, oggi diffuso in tutto il mondo. Con Eleonora Strino, il pubblico del Bflat potrà apprezzare le grandi doti interpretative di Claudio Vignali, pianista dalla tecnica straordinaria e dal tocco ricco di sfumature. Diplomato con lode in pianoforte classico e jazz, nel 2013 è uno dei vincitori della prestigiosa "Parmigiani Montreux International Jazz Piano Solo Competition", mentre sul versante classico conta la vittoria nel 2011 del concorso "Lions Italia". Dave Weckl, Joe Locke, Gretchen Parlato, Rob Mazurek, Michel Godard, Emanuele Cisi, Eivind Aarset, Fabrizio Bosso, Flavio Boltro, Javier Girotto, sono tra i più importanti artisti con cui Claudio Vignali ha suonato e collaborato.
Con "A tu per duo", Forma e Poesia nel Jazz rinnova il proprio impegno nel proporre a Cagliari progetti originali e artisti di primo piano, offrendo al pubblico quattro occasioni di ascolto ravvicinato, in cui la musica torna a essere dialogo diretto, intimità e scoperta. Un percorso che accompagna idealmente verso la ventinovesima edizione del festival organizzato dalla cooperativa con la direzione artistica di Nicola Spiga, in programma tra settembre e ottobre, confermando la continuità e la vitalità di una proposta culturale profondamente radicata nella città.
FPJ - Forma e Poesia nel Jazz - soc. coop. Soc.
tel. 388 38 99 755 • www.formaepoesianeljazz.com • formaepoesianeljazz@gmail.com
info@formaepoesianeljazz.com
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GBIM JAZZ EXPERIENCE
PRIMA EDIZIONE
Milano, dal 12 marzo al 16 luglio 2026
Musica, design e cultura d’impresa: a Milano, dal 12 marzo al 16 luglio, è tempo di GBIM JAZZ Experience
Il jazz dà voce alla materia ceramica con quattro eventi ideati e promossi da Gruppobea e Imola Ceramica per un’esperienza culturale contemporanea. I protagonisti del nuovo format sono i musicisti Gabriele Boggio Ferraris, Davide Parisi, Jimmy Straniero, Martha e Francesco Chebat, Vijaya Trentin, Ludovico Elia e Myra
Si chiama GBIM JAZZ Experience il concept ideato e promosso da Gruppobea e Imola Ceramica nel quale il mondo del design e della musica jazz si fondono, dando vita ad un evento culturale che intende investigare nuove architetture sensoriali all’insegna della creatività grazie a un format inedito che intreccia architettura, suoni contemporanei e cultura d’impresa. Quattro gli eventi in programma a Milano per la prima edizione di GBIM JAZZ Experience: i primi tre concerti della rassegna avranno luogo presso Pro.Space, lo spazio di Imola Ceramica dedicato ai professionisti, in via Voghera 6, e saranno riservati a un pubblico selezionato di rappresentanti del mondo dell’architettura, del design e della cultura, mentre l’evento conclusivo si svolgerà presso lo showroom del Gruppobea, in via Toffetti 31. Il progetto prende forma dall’incontro tra la solidità della sinergia commerciale tra Imola Ceramica e Gruppobea e la visione artistica di Antonio Ribatti, infaticabile organizzatore e animatore di eventi e stagioni musicali di rilievo nazionale (come l’AHUM Milano Jazz Festival). Per l’occasione, Ribatti, ha selezionato tre gruppi che si esibiranno il 12 marzo, il 9 aprile e il 7 maggio (il 16 luglio ci sarà l’appuntamento finale con la premiazione della band vincitrice): il trio DjangoBop Vibes (composto da Gabriele Boggio Ferraris, Davide Parisi e Jimmy Straniero), con un repertorio ispirato al jazz manouche; il duo Martha J. & Chebat (Martha e Francesco Chebat) con un progetto che spazia tra folk e jazz song; infine, il trio Anodic Breath (Vijaya Trentin, Ludovico Elia e Myra), il cui sound è un mix di sonorità elettroniche e ambient. Ogni formazione eseguirà i brani dal proprio repertorio e una composizione inedita, appositamente ideata e dedicata ad una collezione di Imola Ceramica. La nuova traccia musicale tratterà la materia ceramica, rendendo udibile il visibile, in un gioco di rimandi formali e concettuali. Una giuria, composta da esperti del settore dell’architettura e del design - tra cui Laura Galloni, docente del Politecnico di Milano - decreterà, al termine delle tre serate, il gruppo vincitore. GBIM JAZZ Experience si presenta quindi come un format ibrido: una rassegna musicale che culmina in una competizione. Tuttavia, tutti i partecipanti saranno premiati con registrazioni che entreranno a far parte di una compilation digitale disponibile su Spotify e YouTube.
Il GBIM JAZZ Experience, inoltre, vedrà la collaborazione di Delabeat, producer e pianista jazz italo-francese attivo tra Milano e Parigi e distribuito da JE Entertainment. Delabeat realizzerà una reinterpretazione in chiave urban, acid jazz e house della composizione inedita della band vincitrice dedicata alla collezione Imola.
Il primo gruppo che si esibirà sarà, giovedì 12 marzo (ore 19), il trio DjangoBop Vibes, che attualizza un repertorio ispirato al jazz manouche e agli standard della prima metà del Novecento. Gabriele Boggio Ferraris (vibrafono), Davide Parisi (chitarra) e Jimmy Straniero (contrabbasso) eseguiranno famose composizioni di Django Reinhardt, Duke Ellington e Fats Waller nonché una manciata di brani originali. Gabriele Boggio Ferraris è tra i principali esponenti del suo strumento in Italia. Ha pubblicato numerosi lavori discografici, sia come leader sia in collaborazione con figure di rilievo del jazz internazionale, tra cui Dave Douglas, Hindi Zahra, Steven Bernstein, Stochelo Rosenberg e Maurizio Brunod. Classe 2001, Davide Parisi è un chitarrista specializzato nello stile Gypsy Jazz. Si è diplomato con il massimo dei voti al Conservatorio G. Verdi di Milano, milita in diverse formazioni e collabora regolarmente con figure di spicco del panorama italiano, tra cui Dario Napoli, Alessandro di Virgilio (Accordi Disaccordi), Paolo Tomelleri, Alfredo Ferrario e Tonino de Sensi. Jimmy Straniero è tra i più interessanti talenti emergenti del contrabbasso. Nel 2013 ottiene una borsa di studio del Berklee College of Music di Boston durante i seminari di Umbria Jazz. Ha partecipato al tour italiano delle Vibrazioni e nel 2021 ha vinto il Premio Nazionale delle Arti - Jazz. Nel 2022 è contrabbassista di Fred!, spettacolo teatrale con Roy Paci e Matthias Martelli, con cui partecipa anche a numerosi festival jazz nazionali. Giovedì 9 aprile sarà la volta del duo Martha J. & Chebat, mentre giovedì 7 maggio si esibirà il trio Anodic Breath. Infine, come detto, presso la sede di Gruppobea, giovedì 16 luglio si svolgerà l’evento conclusivo al quale parteciperà la formazione vincitrice della prima edizione di GBIM JAZZ Experience.
Giovedì 12 marzo 2026, ore 19:00
DJANGOBOP VIBES - Bebop e swing manouche
Gabriele Boggio Ferraris (vibrafono), Davide Parisi (chitarra), Jimmy Straniero (contrabbasso).
Giovedì 9 aprile 2026, ore 19:00
MARTHA J. & CHEBAT - Folk e jazz song
Martha Chebat (voce), Francesco Chebat (Fender Rhodes).
Giovedì 7 maggio 2026, ore 19:00
ANODIC BREATH - Jazz elettroacustico ambient
Vijaya Trentin (piano, voce), Ludovico Elia (tromba, effetti), Myra (sound design, elettronica).
Giovedì 16 luglio 2026, ore 20:00
FINALE E PREMIAZIONE
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Jazz e altro in Emilia-Romagna
XXVII Edizione
3 marzo – 31 luglio 2026
La mille miglia del jazz. Anche se in verità il festival itinerante Crossroads di chilometri ne percorre ben di più nei suoi continui spostamenti geografici: con circa 70 appuntamenti (che coinvolgono circa 500 musicisti) dal 3 marzo al 31 luglio, la 27a edizione della kermesse distribuirà musica su tutto il territorio dell’Emilia-Romagna, facendo tappa in oltre venti comuni. In un cartellone talmente smisurato c’è spazio per tutti: grandi star, talenti emergenti, giovanissimi ai quali il festival permette di fare esperienza. Ad ampio raggio sono anche le proposte artistiche: da una superstar come Pat Metheny ai campioni della musica cubana (Grupo Compay Segundo) proseguendo con figure storiche della musica improvvisata (Enrico Rava, Hamid Drake…), astri nascenti della scena internazionale sui quali è bene puntare le orecchie (Isaiah Collier, Lakecia Benjamin, Amaro Freitas, Makaya McCraven…), nomi simbolo della canzone jazz nazionale (Raphael Gualazzi, GeGè Telesforo) sino a una ricchissima proposta di presenze femminili (China Moses, Rachel Z, Simona Molinari, Petra Magoni, Karima, Eleonora Strino…) Crossroads 2026 è organizzato come sempre da Jazz Network ETS in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, con il sostegno del Ministero della Cultura e di numerose altre istituzioni e con il patrocinio di ANCI Emilia-Romagna.
Artisti residenti
Crossroads è come una ‘prima casa’ per alcuni dei più noti solisti del jazz italiano, che in qualità di artisti residenti tornano in più occasioni a calcare i palchi del festival sempre con progetti e gruppi diversi.
Fabrizio Bosso, con le sue acrobatiche volate sulla tromba, si esibirà con tre diversi progetti: come solista ospite del quartetto di sassofoni crossover Saxofollia (20 marzo, Modena, La Tenda); con il suo Spiritual Trio, il cui groove carico di soul risuonerà a Meldola (7 aprile, Teatro Comunale Dragoni); con il suo inossidabile quartetto che eseguirà il gagliardo omaggio alle musiche di Stevie Wonder aumentato dalla presenza di Nico Gori a clarinetto e sax (29 maggio, Correggio, Teatro Asioli).
Tre presenze anche per Petra Magoni, vocalist dalle mille anime: assieme a Mauro Ottolini proporrà un viaggio inusuale nella musica cantautorale italiana di tutti i tempi (4 marzo, Casalgrande, Teatro Fabrizio De André); seguirà lo spettacolo ‘sovversivo’ assieme all’Arkè String Quartet (6 maggio, Piangipane, Teatro Socjale); infine in duo con la liutista Ilaria Fantin, in un poetico equilibrio tra antico e moderno (9 giugno, Parma, Casa della Musica).
Ben quattro saranno le occasioni per ascoltare la voce di Karima: in duo con il pianista e cantante Walter Ricci per l’inaugurazione del festival (3 marzo, Casalgrande); in quartetto per il suo ormai celebre progetto dedicato alle musiche di Burt Bacharach (30 aprile, Russi, Teatro Comunale); con altri due diversi quartetti per un omaggio alla canzone italiana (20 giugno, Medicina, Parco Ca’ Nova) e un affondo nel repertorio soul (23 giugno, Nespoli, Poderi dal Nespoli).
Ancora più numerose saranno le presenze di Mauro Ottolini, ormai trombone di riferimento per il jazz italiano più creativo. Addirittura cinque, partendo dal già citato concerto in cui condivide la leadership con Petra Magoni e proseguendo con una serie di live assai caratteristici: la sonorizzazione dal vivo con il Trio Osaki del capolavoro del cinema muto Io e la vacca di Buster Keaton (3 aprile, Fusignano, Auditorium Corelli); l’omaggio a Fred Buscaglione eseguito con l’ampio e policromo organico dell’Orchestra Ottovolante (23 aprile, Russi); il rigoglioso melodismo orchestrale di “Nada Màs Fuerte”, assieme alla cantante Vanessa Tagliabue Yorke (2 maggio, Piangipane); la partecipazione come solista, al fianco del direttore Tommaso Vittorini, il beatboxer Alien Dee, il sassofonista Mauro Negri e una enorme compagine orchestrale e corale di giovanissimi musicisti, alla produzione originale “Pazzi di Jazz” dedicata a Ray Charles (3 maggio, Ravenna, Teatro Alighieri).
Ravenna Jazz
Nel cartellone di Crossroads confluisce il programma di Ravenna Jazz, che quest’anno oltre all’abituale periodo dal 2 al 10 maggio, avrà una ripresa estiva l’1, 3 e 9 luglio.
Le tre serate estive vedranno succedersi sul palco della Rocca Brancaleone artisti e produzioni di massimo prestigio: l’attesissimo ritorno del chitarrista Pat Metheny (3 luglio); il doppio programma del 9 con le band di due musicisti giovanissimi eppure già di culto come il chitarrista Matteo Mancuso e la bassista Nik West; l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, il bandoneonista Daniele di Bonaventura, il vibrafonista Daniele Di Gregorio e Massimo Recalcati impegnati in un tributo ad Astor Piazzolla (1 luglio, in collaborazione con Ravenna Festival).
Oltre alle già citate presenze degli artisti residenti di Crossroads (Mauro Ottolini e Petra Magoni), la programmazione di maggio ospiterà anche la produzione originale dedicata alle musiche di Nat King Cole con l’Italian Jazz Orchestra diretta da Fabio Petretti e gli interventi solistici del trombettista Flavio Boltro e il cantante Walter Ricci (il 10, Teatro Alighieri); l’omaggio a Chico Buarque della cantante Maria Pia De Vito (l’8, Piangipane); tre serate al Cisim di Lido Adriano con il pianista Bill Laurance in solo (il 5), il quintetto Nuova Forma Army del cantautore-rapper Davide Shorty (il 7) e il maelstrom sonoro del quintetto Sinnerman (il 9); le impennate sassofonistiche di Alessandro Scala e Fabio Petretti in quintetto (il 4, Mama’s Club).
La modernità dell’American (jazz) dream
Culla del jazz e ancora oggi suo cuore pulsante: dagli Stati Uniti provengono le forme più veraci delle musiche di ispirazione afroamericana oltre che le più audaci e attuali ricombinazioni stilistiche. Lo si nota chiaramente nella vigorosa impronta coltraniana, proiettata verso il futuro, di sassofonisti come Lakecia Benjamin (il 14 luglio con il progetto “Phoenix” a Rimini, Corte degli Agostiniani) e Isaiah Collier (il 20 maggio in quartetto a Correggio). E poi ancora nella prorompente vocalità di China Moses (26 maggio, Correggio), nella miscela rock-jazz-world del trio guidato dalla pianista Rachel Z e il batterista Omar Hakim (15 maggio, Correggio), nella scienza del beat del batterista Makaya McCraven (14 maggio, Correggio). Con il pianista Greg Burk si torna in territori più legati all’eredità post-boppistica (in trio il 21 marzo a Bologna, Camera Jazz&Music Club), mentre si raggiungono vette sofisticate con il trio del contrabbassista californiano Billy Mohler (24 aprile, Ferrara, Jazz Club Torrione San Giovanni) e il quartetto del bassista elettrico Chris Morrissey (25 aprile, Ferrara).
Jazz tricolore
Crossroads significa artisti e musiche da ogni parte del globo ma anche e soprattutto tantissimo jazz italiano, con la sua specificità di inglobare gli influssi sonori della nostra tradizione musicale.
Un capitolo specifico è quello delle voci, da sempre un terreno esplorato in ogni sua estensione dal festival emiliano-romagnolo. Quello della giovanissima cantante e pianista Frida Bollani Magoni è un talento già affermato ma ancora in continua evoluzione (8 marzo, Massa Lombarda, Sala del Carmine). Sono invece nella loro più aurea maturità vocalist come Raphael Gualazzi, in un solo voce-pianoforte (10 giugno, Parma); Peppe Servillo, impegnato sia in trio con Javier Girotto e Natalio Mangalavite (omaggio a Lucio Dalla, 22 aprile, Medolla, Teatro Facchini) che in duo con il pianista Danilo Rea (omaggio alla canzone napoletana in jazz, 23 luglio, Nespoli); John De Leo, in duo col suo fidato chitarrista Fabrizio Tarroni (19 giugno, Bagnacavallo, Chiostro del Complesso di San Francesco); GeGè Telesforo, celebrità anche radio-televisiva, che proprio alla radio rende omaggio in sestetto (29 aprile, Medolla); Joe Barbieri, col suo affondo nella canzone tradizionale napoletana (8 giugno, Parma). Con la brillante Simona Molinari si raggiungerà un apice di eloquenza sonora: assieme all’Italian Jazz Orchestra diretta da Fabio Petretti sarà protagonista di una produzione originale che rende omaggio alla canzone d’amore tra jazz e pop (28 luglio, Rimini). Legate al territorio regionale sono le voci del trio Le Scat Noir (18 aprile, Dozza, Teatro Comunale), di Anna Ghetti, in duo col contrabbassista Paolo Ghetti (20 aprile, Mordano, Teatro Comunale) e dell’audace duo Wrong Sisters (28 aprile, Mordano).
Non meno abbondante e trasversale è l’esplorazione del jazz italiano puramente strumentale, a partire dalla presenza di nomi altamente rappresentativi come Enrico Rava, il trombettista simbolo del jazz nostrano, che per l’ennesima volta quest’anno si è aggiudicato il Top Jazz come “Miglior musicista” e che sarà ospite d’onore in due serate a Correggio (il 21 maggio con il trio Guano Padano e il 23 con l’Artchipel Orchestra); ancora il pianista Danilo Rea affiancato dall’elettronica di Martux_m (30 maggio, Correggio); Antonio Faraò (in piano solo, 2 aprile, Modena, Teatro delle Passioni); Roberto Gatto, che si ascolterà sia alla guida del suo quartetto con ospite aggiunto il sassofonista Pietro Tonolo (8 aprile, Guastalla, Teatro Comunale Ruggero Ruggeri) che come componente di un trio all leaders con il pianista Francesco Maccianti e il contrabbassista Ares Tavolazzi (13 marzo, Castel San Pietro Terme, Cassero Teatro Comunale). Ritroviamo Pietro Tonolo in un trio all stars con Dario Deidda al basso e Jorge Rossy alla batteria (9 aprile, Fusignano).
Ci sono poi ancora ascolti sfiziosi con artisti di varia notorietà: il sassofonista Daniele Sepe, nome emblematico del jazz dai toni più libertari (con il suo omaggio alle colonne sonore dei film di Totò il 24 marzo a Guastalla); Valerio Corzani, celebre voce radiofonica qui in veste di narratore per raccontare la parabola di Pannonica de Koenigswarter, accompagnato dal polistrumentista Giorgio Li Calzi e il visual artist Andrea Daddi (26 marzo, Fusignano); l’incontro sulle musiche di Morricone e Legrand tra il contrabbasso di Ferruccio Spinetti e le tastiere di Giovanni Ceccarelli, con in più la voce di Cristina Renzetti (17 aprile, Fusignano); il quartetto della chitarrista e cantante Eleonora Strino, che aggiunge una sensuale spanish tinge alla sua solida impostazione post-boppistica (17 marzo, Fusignano); il trio Accordi Disaccordi, che rinnova la tradizione del jazz gitano (12 marzo, Solarolo, Oratorio dell’Annunziata); la Tower Jazz Composers Orchestra, le cui stratificate e moderne sonorità sono affidate alla direzione di Alfonso Santimone e Piero Bittolo Bon (26 aprile, Ferrara).
L’On Time Contest permetterà di ascoltare alcune delle più promettenti band del giovane jazz italiano: il 17 maggio a Correggio si assisterà all’esibizione in concerto dei finalisti del concorso, seguita dalla rivelazione del vincitore, mentre il 16 maggio sempre a Correggio si esibiranno i Quinto Elemento, gruppo che si è aggiudicato l’On Time Contest 2025.
La comunità europea del jazz
Numerose nazioni europee contribuiscono coi loro artisti al cartellone di Crossroads: Francia, Gran Bretagna, Olanda, Spagna, Germania. Da tutto il continente giungono idee musicali che esibiscono chiari legami con la loro provenienza geografica sapendo contemporaneamente accogliere il linguaggio internazionale del jazz. Dalla Francia arriva il puro concentrato di pariginità del duo Fontamar Consort, formato da Laurianne Langevin e Jean Fontamar (6 marzo, Fusignano). L’Olanda ci consegna il superbo e visionario violoncellista Ernst Reijseger, in duo col violinista Mario Forte (14 marzo, Fusignano). In rappresentanza della Spagna, con le sue caratteristiche tinte folkloriche, giungono la cantante Magalí Sare e il contrabbassista Manel Fortià (27 marzo, Modena, La Tenda). Made in Germany è il quintetto del batterista Jens Düppe, la cui solida musica sarà intensificata dalla presenza di Francesco Bearzatti come solista al sax (10 aprile, Castel San Pietro Terme). Solidamente jazzistiche le importazioni musicali dalla Gran Bretagna: il cantante e pianista Anthony Strong accompagnato dalla Colours Jazz Orchestra eseguirà un omaggio da Cole Porter a Frank Sinatra (22 marzo, Imola, Teatro Ebe Stignani); il cantante e sassofonista Ray Gelato, il ‘padrino’ dello swing anglosassone, porterà i suoi Giants a Rimini (31 luglio).
Tinte esotiche
Molta America Latina e un pizzico d’Africa: i suoni esotici sono da sempre una specialità di Crossroads.
Lasciandoci alle spalle la musica afroamericana, si veleggia verso quella afrocubana: il Grupo Compay Segundo, ovvero i più accreditati eredi del mitico Buena Vista Social Club, travolgerà il Teatro Ebe Stignani di Imola coi suoi ritmi sovreccitati (18 marzo). Ci si sposta invece sulle sponde musicali del Brasile in ben tre occasioni: il piano solo di Amaro Freitas, col suo jazz carico di echi folklorici emerso dalle favelas di Recife (12 aprile, Piacenza, Milestone); la cantante Ivete Souzah, che in duo con il tastierista Maurizio Degasperi rivisita in chiave moderna le memorie ancestrali della sua terra (13 aprile, Mordano); il duo As Madalenas, il cui omaggio a Ornella Vanoni si muove tra Italia e Brasile (19 aprile, Dozza). Il trio che allinea il suonatore di balafon Aly Keita, il batterista Hamid Drake e il vibrafonista Pasquale Mirra garantisce un tripudio di pulsazioni ritmiche tra Africa, USA e Italia (27 maggio, Correggio).
PROGRAMMA
(non completo)
Sabato 2 maggio
Piangipane (RA), Teatro Socjale, ore 21:30
“Ravenna Jazz”
“Ravenna 53° Jazz Club”
MAURO OTTOLINI & VANESSA TAGLIABUE YORKE
“Nada Màs Fuerte”
Mauro Ottolini – trombone, tromba bassa, conchiglie; Vanessa Tagliabue Yorke – voce; Thomas Sinigaglia – fisarmonica;
Marco Bianchi – chitarre; Giulio Corini – contrabbasso; Valerio Galla – percussioni; Gaetano Alfonsi – batteria
& Quartetto d’archi
Mauro Ottolini artist in residence
Domenica 3 maggio
Ravenna, Teatro Alighieri, ore 21:00
“Ravenna Jazz”
“Pazzi di Jazz”
ORCHESTRA DEI GIOVANI & DON MINZONI,
CORO SWING KIDS & TEEN VOICES
diretti da TOMMASO VITTORINI
special guests MAURO NEGRI – sax alto, clarinetto,
MAURO OTTOLINI – trombone & ALIEN DEE – beatbox
con la partecipazione di Marco Pierfederici – pianoforte, tastiere; Vito Bassi – basso elettrico; Mattia Zoli – batteria; Lorenzo Mercuriali – percussioni
“A Song For You”
Omaggio a Ray Charles
Serata finale del progetto “Pazzi di Jazz” dedicata a Carlo Bubani
Con il sostegno del Comune di Ravenna
produzione originale - ingresso libero
Mauro Ottolini artist in residence
Jazz Route 26
Lunedì 4 maggio
Ravenna, Mama’s Club, ore 21:30
“Ravenna Jazz”
“Ravenna 53° Jazz Club”
ALESSANDRO SCALA & FABIO PETRETTI QUINTET
“Tenor Legacy”
Alessandro Scala – sax tenore; Fabio Petretti – sax tenore; Fabrizio Puglisi – pianoforte; Paolo Ghetti – contrabbasso; Stefano Paolini – batteria
Martedì 5 maggio
Lido Adriano (RA), Cisim, ore 21:30
“Ravenna Jazz”
“Ravenna 53° Jazz Club”
BILL LAURANCE PIANO SOLO
“Lumen”
Bill Laurance – pianoforti
Mercoledì 6 maggio
Piangipane (RA), Teatro Socjale, ore 21:30
“Ravenna Jazz”
“Ravenna 53° Jazz Club”
PETRA MAGONI & ARKÈ STRING QUARTET
“Subversion”
Petra Magoni – voce; Arkè String Quartet: Carlo Cantini – violino elettrico; Valentino Corvino – violino, oud, live electronics; Matteo Del Soldà – viola; Stefano Dall’Ora – contrabbasso
Petra Magoni artist in residence
Giovedì 7 maggio
Lido Adriano (RA), Cisim, ore 21:30
“Ravenna Jazz”
“Ravenna 53° Jazz Club”
DAVIDE SHORTY & NUOVA FORMA ARMY
Davide Sciortino – voce; Roberto Iadanza – tastiere; Christopher Padilla Billa – chitarra; Maria Vittoria Benigni – basso elettrico; Giuseppe Allotta – batteria
Venerdì 8 maggio
Piangipane (RA), Teatro Socjale, ore 21:30
“Ravenna Jazz”
“Ravenna 53° Jazz Club”
MARIA PIA DE VITO
“Buarqueana”
Omaggio a Chico Buarque
Maria Pia De Vito – voce; Huw Warren – pianoforte; Roberto Taufic – chitarra; Roberto Rossi – batteria
Sabato 9 maggio
Ravenna, Centro Mousiké, Ore 10-13, 14:30-16:30
“Ravenna Jazz”
“Mister Jazz”
WORKSHOP di canto
con MARIA PIA DE VITO
“Suono, corpo, presenza, spontaneità”
aperto a tutti gli strumenti
Jazz Route 26
Sabato 9 maggio
Lido Adriano (RA), Cisim, ore 21:30
“Ravenna Jazz”
“Ravenna 53° Jazz Club”
SINNERMAN
“Atay”
Federico D’Angelo – sax baritono, tuba, flauti; Piero Conte – chitarra; Giulio Previ – contrabbasso, synth bass; Francesco Sprovieri – batteria; Dario Castelli – synth, electronics, producer
Domenica 10 maggio
Ravenna, Teatro Alighieri, ore 21:00
“Ravenna Jazz”
“UNFORGETTABLE”
Omaggio a Nat King Cole
ITALIAN JAZZ ORCHESTRA
+ special guests FLAVIO BOLTRO & WALTER RICCI
Direttore FABIO PETRETTI
ITALIAN JAZZ ORCHESTRA:
Davide Ghidoni – tromba; Massimo Morganti – trombone, arrangiamenti; Achille Succi – sax alto, clarinetto, clarinetto basso; Marco Postacchini – sax baritono, flauto, arrangiamenti; Michele Francesconi – pianoforte, arrangiamenti; Paolo Ghetti – basso elettrico, contrabbasso; Stefano Paolini – batteria.
ARCHI. Violini: Cesare Carretta, Elisa Tremamunno, Ximena Jaime, Aldo Capicchioni, Silvia Maffeis, Gioele Sindona. Viola: Michela Zanotti. Violoncello: Anselmo Pelliccioni. Contrabbasso: Roberto Rubini.
+ special guests: FLAVIO BOLTRO – tromba; WALTER RICCI – voce.
Fabio Petretti – direzione, arrangiamenti
Nat King Cole video collage: immagini, concerti, special TV, interviste
produzione originale
Mercoledì 13 maggio
Cesena (FC), Conservatorio Statale di Musica Bruno Maderna, ore 15:30-17:30
Forlì (FC), Cosascuola Music Academy, ore 20:15-22:15
“Love Songs, la canzone d’amore tra jazz e pop”
incontri con gli allievi del Conservatorio Maderna di Cesena e con gli studenti della Cosascuola Music Academy di Forlì
a cura di Francesco Martinelli, docente di storia del jazz alla Siena Jazz University
partecipa Fabio Petretti, direttore Italian Jazz Orchestra e curatore arrangiamenti della produzione
originale “Love Songs”, in programma il 28 luglio alla Corte degli Agostiniani di Rimini
Jazz Route 26
Giovedì 14 maggio
Correggio (RE), Teatro Asioli, ore 21:00
“Correggio Jazz”
MAKAYA McCRAVEN
Marquis Hill – tromba; Matt Gold – chitarra; Junius Paul – basso elettrico; Makaya McCraven – batteria
Venerdì 15 maggio
Correggio (RE), Teatro Asioli, ore 21:00
“Correggio Jazz”
RACHEL Z & OMAR HAKIM TRIO
Rachel Z – pianoforte, tastiere; Omar Hakim – batteria; Jonathan Toscano – contrabbasso
Sabato 16 maggio
Correggio (RE), Teatro Asioli, ore 21:00
“Correggio Jazz”
QUINTO ELEMENTO
“Oscar’s Fables”
Angelo Rainone – sax tenore; Niccolò Monté Rizzi – tromba; Ariel Tricomi – pianoforte; Francesco Maggi – contrabbasso; Oscar Martin Del Rio – batteria, composizione
Vincitori del concorso On Time Plus 2025
ingresso gratuito
Jazz Route 26
Domenica 17 maggio
Correggio (RE), Teatro Asioli, ore 17:00
“Correggio Jazz”
ON TIME CONTEST
Concerto dei gruppi finalisti del concorso Correggio On Time Plus
e nomina del vincitore
ingresso libero
Jazz Route 26
Mercoledì 20 maggio
Correggio (RE), Teatro Asioli, ore 21:00
“Correggio Jazz”
ISAIAH COLLIER Plays COLTRANE
Isaiah Collier – sassofoni; Davis Whitfield – pianoforte; Conway Campbell – contrabbasso; Tim Regis – batteria
Giovedì 21 maggio
Correggio (RE), Teatro Asioli, ore 21:00
“Correggio Jazz”
GUANO PADANO plays with ENRICO RAVA
“La Giostra”
Enrico Rava – tromba, flicorno; Alessandro “Asso” Stefana – chitarra, lap steel, armonica; Danilo Gallo – basso elettrico; Zeno De Rossi – batteria
Sabato 23 maggio
Correggio (RE), Teatro Asioli, ore 21:00
“Correggio Jazz”
ARTCHIPEL ORCHESTRA meets ENRICO RAVA
ARTCHIPEL ORCHESTRA: Marco Fior, Marco Mariani – tromba; Alberto Bolettieri – trombone; Alessandro Castelli – trombone basso; Rudi Manzoli – sax soprano; Andrea Ciceri – sax alto; Germano Zenga – sax tenore; Rosarita Crisafi – sax baritono; Alberto Zappalà – clarinetto basso; Carlo Nicita – flauto; Paola Tezzon – violino; Luca Pedeferri – pianoforte, fisarmonica; Luca Gusella – vibrafono; Gianluca Alberti – basso elettrico; Stefano Lecchi – batteria; Naima Faraò, Serena Ferrara, Francesca Sabatino – voci
Ferdinando Faraò – direzione
special guest Enrico Rava – tromba, flicorno
Martedì 26 maggio
Correggio (RE), Teatro Asioli, ore 21:00
“Correggio Jazz”
CHINA MOSES
“It's complicated”
China Moses – voce; Insxght – tastiere; Jerome Cornelis – chitarra; Lawrence Insula – basso elettrico; Lox – batteria
Mercoledì 27 maggio
Correggio (RE), Teatro Asioli, ore 21:00
“Correggio Jazz”
HAMID DRAKE / PASQUALE MIRRA / ALY KEITA
Hamid Drake – batteria; Pasquale Mirra – vibrafono; Aly Keita – balafon
Venerdì 29 maggio
Correggio (RE), Teatro Asioli, ore 21:00
“Correggio Jazz”
FABRIZIO BOSSO QUARTET + special guest NICO GORI
“We Wonder”
Fabrizio Bosso – tromba; Julian Oliver Mazzariello – pianoforte, Fender Rhodes; Jacopo Ferrazza – contrabbasso, basso elettrico; Nicola Angelucci – batteria
+ special guest Nico Gori – clarinetto, sax tenore
Fabrizio Bosso artist in residence
Sabato 30 maggio
Correggio (RE), Teatro Asioli, ore 21:00
“Correggio Jazz”
DANILO REA + special guest MARTUX_M
“Sakamoto & Me”
Danilo Rea – pianoforte;
special guest Martux_m – elettronica
Mauro Cosenza – visual
Lunedì 8 giugno
Parma, Casa della Musica - Cortile d’Onore, ore 21:00
“Voices”
JOE BARBIERI “VULÍO”
Joe Barbieri – chitarra classica, voce; Nico Di Battista – DB guitar; Oscar Montalbano – chitarra manouche
Martedì 9 giugno
Parma, Casa della Musica - Cortile d’Onore, ore 21:00
“Voices”
PETRA MAGONI & ILARIA FANTIN
“Cosa sono le nuvole?”
Petra Magoni – voce, narrazione; Ilaria Fantin – arciliuto, voce, percussioni
Petra Magoni artist in residence
Mercoledì 10 giugno
Parma, Casa della Musica - Cortile d’Onore, ore 21:00
“Voices”
RAPHAEL GUALAZZI SOLO
Raphael Gualazzi – pianoforte, voce
Venerdì 19 giugno
Bagnacavallo (Ra), Chiostro, Complesso di San Francesco, ore 21:00
JOHN DE LEO & FABRIZIO TARRONI
John De Leo – voce; Fabrizio Tarroni – chitarra
Sabato 20 giugno
Medicina (BO), Parco Ca’ Nova, ore 21:00
KARIMA
“Canta Autori”
Dedicato alla canzone italiana
Karima – voce; Piero Frassi – pianoforte; Gabriele Evangelista – contrabbasso; Bernardo Guerra – batteria
Karima artist in residence
Martedì 23 giugno
Nespoli (FC), Poderi dal Nespoli, ore 21:30
KARIMA SOULVILLE
Karima – voce; Diego Borotti – sax, clarinetto; Alberto Marsico – organo Hammond; Luca Guarino – batteria
Karima artist in residence
Mercoledì 1 luglio
Ravenna, Rocca Brancaleone, ore 20:30
“Ravenna Jazz”
MASSIMO RECALCATI
ORCHESTRA GIOVANILE LUIGI CHERUBINI
DANIELE DI BONAVENTURA (bandoneon, direzione)
& DANIELE DI GREGORIO (vibrafono, marimba)
Tributo ad Astor Piazzolla Modern Tango Quintet & Gary Burton nel quarantennale dello storico concerto di “Ravenna Jazz 1986” in collaborazione con Ravenna Festival
Venerdì 3 luglio
Ravenna, Rocca Brancaleone, ore 21:30
“Ravenna Jazz”
PAT METHENY
Side-Eye III+
Pat Metheny – chitarre; Chris Fishman – pianoforte, tastiere; Jermaine Paul – basso; Joe Dyson – batteria; Leonard Patton – voce, percussioni
Giovedì 9 luglio
Ravenna, Rocca Brancaleone, ore 21:30
“Ravenna Jazz”
MATTEO MANCUSO
Route96 Tour
Matteo Mancuso – chitarre; Riccardo Oliva – basso elettrico; Gianluca Pellerito – batteria
NIK WEST
“Moody”
Nik West – basso elettrico, voce; Lorenzo Campese – tastiere; Simone Cesarini – chitarra; Stanley Randolph – batteria; Amber Sauer – cori
Martedì 14 luglio
Rimini, Corte degli Agostiniani, ore 21:15
LAKECIA BENJAMIN ‘PHOENIX’
Lakecia Benjamin – sax alto; Oscar Perez – pianoforte, tastiere; Elias Bailey – contrabbasso; Quentin Baxter – batteria
Giovedì 23 luglio
Nespoli (FC), Poderi dal Nespoli, ore 21:30
PEPPE SERVILLO & DANILO REA
“Napoli e Jazz”
Peppe Servillo – voce; Danilo Rea – pianoforte
Martedì 28 luglio
Rimini, Corte degli Agostiniani, ore 21:15
“LOVE SONGS”
Omaggio alla canzone d’amore tra jazz e pop
ITALIAN JAZZ ORCHESTRA + special guest SIMONA MOLINARI
Direttore FABIO PETRETTI
ITALIAN JAZZ ORCHESTRA:
Davide Ghidoni – tromba; Massimo Morganti – trombone, euphonium, arrangiamenti; Achille Succi – sax alto, clarinetto basso; Marco Postacchini – sax baritono, flauto, arrangiamenti; Max Rocchetta – pianoforte, tastiere, arrangiamenti; Thomas Lasca – chitarra; Paolo Ghetti – contrabbasso, basso el.; Matteo Salvatori – percussioni; Stefano Paolini – batteria.
ARCHI. Violini: Cesare Carretta, Elisa Tremamunno, Ximena Jaime, Aldo Capicchioni, Silvia Maffeis, Gioele Sindona. Viola: Michela Zanotti. Violoncello: Anselmo Pelliccioni.
+ special guest: SIMONA MOLINARI – voce
Fabio Petretti – direzione, arrangiamenti
Video collage: immagini, concerti, frammenti di film, special TV
produzione originale
Venerdì 31 luglio
Rimini, Corte degli Agostiniani, ore 21:15
RAY GELATO & THE GIANTS
The Godfather of swing
Ray Gelato – voce, sax tenore; Danny Marsden – tromba; Andy Rogers – trombone; Olly Wilby – sax alto, sax tenore; Gunther Kurmayr – pianoforte; Manuel Alvarez – contrabbasso; Ed Richardson – batteria
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RAVENNA JAZZ
53a Edizione
Ravenna Jazz 2026: sarà una expanded edition, la 53a per uno dei più longevi festival jazz d’Italia. Dopo la prima fase del festival, nel consueto periodo dal 2 al 10 maggio, la kermesse tornerà in scena con una spumeggiante tripletta di serate estive (1-3-9 luglio) alla Rocca Brancaleone, storica sede della manifestazione, che viene riaperta agli spettacoli, restaurata e rinata a nuovo splendore.
Un ritorno logistico alle origini che ha suggerito di convocare alcuni degli artisti la cui partecipazione a precedenti edizioni del festival ha lasciato un segno: dal guitar hero Pat Metheny a Matteo Mancuso, un altro divo della chitarra, giovanissimo ma già acclamato in tutto il mondo. E poi il tributo filologico ad Astor Piazzolla e Gary Burton nel quarantennale dello storico concerto di “Ravenna Jazz 1986”, affidato all’Orchestra Giovanile Cherubini con Daniele di Bonaventura, Daniele Di Gregorio e Massimo Recalcati. A completare il cast estivo c’è poi Nik West, bassista e cantante americana già al fianco di Prince e Quincy Jones. La sezione primaverile del festival sarà altrettanto enciclopedica: dal jazz ‘sinfonico’ dell’Italian Jazz Orchestra con Flavio Boltro e Walter Ricci a un nutrito cast di voci: quelle di Vanessa Tagliabue Yorke (in “Nada Màs Fuerte” di Mauro Ottolini), della carismatica Petra Magoni assieme all’Arkè String Quartet, di Maria Pia De Vito e del giovane cantautore e rapper in profumo di jazz Davide Shorty. E poi ancora il piano solo di Bill Laurance (mente creativa degli Snarky Puppy), il quintetto romano Sinnerman, il viaggio nel regno dei grandi tenorsassofonisti del passato con Alessandro Scala e Fabio Petretti.
All’interno di Ravenna Jazz si colloca anche il gran finale dell’iniziativa didattica “Pazzi di Jazz”: l’imponente produzione corale-orchestrale con un vasto organico di baby musicisti preparati, affiancati e diretti da Mauro Ottolini, Mauro Negri, Alien Dee e Tommaso Vittorini.
Per i workshop di “Mister Jazz”, che come da tradizione si integrano col programma dei concerti e sono aperti a tutti gli strumentisti, salirà in cattedra la cantante Maria Pia De Vito (9 maggio, Centro Mousikè).
Ravenna Jazz è organizzato da Jazz Network ETS in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Ravenna, in convenzione con l’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, con il sostegno del Ministero della Cultura e di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, e con il patrocinio di ANCI Emilia-Romagna.
Concerti principali: estate alla Rocca Brancaleone
Artisticamente ineccepibili ma anche glamour: i concerti estivi di Ravenna Jazz 2026 alla Rocca Brancaleone sono un giardino delle delizie musicali. Attesissimo è il ritorno di Pat Metheny (3 luglio), il chitarrista per eccellenza del jazz crossover, già protagonista con diverse formazioni di una decina di edizioni del festival, dal 1986 al 2022. Questa volta presenterà l’inedito format “Side-Eye III+”, evoluzione del suo progetto di lunga data Side-Eye. Metheny accoglie nel suo gruppo nuove e promettenti leve che hanno attirato la sua attenzione, dando così spazio alle nuove generazioni. La versione di Side-Eye che approderà a Ravenna Jazz sarà in quintetto, con Chris Fishman a pianoforte e tastiere, Jermaine Paul al basso, Joe Dyson alla batteria e Leonard Patton a voce e percussioni. Serata con doppio set il 9 luglio, con apertura affidata al trio del giovane chitarrista palermitano Matteo Mancuso con il suo “Route96 Tour” e, a seguire, il quintetto dell’iconica bassista e cantante americana Nik West.
Dalla sua prima e già sensazionale apparizione a Ravenna Jazz (nel 2023) la fama internazionale di Matteo Mancuso è andata continuamente crescendo. Ha ricevuto plausi e attestazioni di stima, tra gli altri, da Steve Vai, Al di Meola, Joe Bonamassa, Stef Burns. Impressionante per velocità e precisione esecutiva, è stilisticamente privo di preconcetti: jazz, rock, fusion, manouche…
Nik West propone un groove funky irresistibile, musica potente nel cui ritmo pulsante la black music moderna dimostra le sue ascendenze jazzistiche. Nik West è stata la bassista prediletta di artisti come Prince, Quincy Jones, Santana... Le sue audaci interpretazioni riescono a sedurre contemporaneamente i fan del rock come del jazz.
La serata dell’1 luglio è una produzione di Ravenna Festival co-promossa da Ravenna Jazz: un tributo allo storico concerto che Astor Piazzolla tenne a Ravenna Jazz nel 1986 col suo Modern Tango Quintet e Gary Burton. Un evento memorabile di cui nel 2026 ricorre il quarantennale. L’opera del leggendario musicista argentino viene riproposta dall’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini assieme al bandoneon di Daniele di Bonaventura (che l’ha trascritta nota per nota) e al vibrafono di Daniele Di Gregorio, con la partecipazione di Massimo Recalcati.
Concerti principali: primavera al Teatro Alighieri
Le due serate di maggio al Teatro Alighieri vedranno sul palco due progetti orchestrali dai numeri esorbitanti: produzioni originali che si rinnovano di anno in anno con due grandi organici ormai di casa al festival. L’Italian Jazz Orchestra diretta da Fabio Petretti torna a Ravenna Jazz con un nuovo programma musicale e nuovi solisti ospiti. Quelli con cui si presenta il 10 maggio sono il trombettista Flavio Boltro e il cantante (e pianista) Walter Ricci, che svettano sulla compagine orchestrale jazz-sinfonica in un omaggio a Nat King Cole. Anche “Pazzi di Jazz” è una produzione originale che di anno in anno si aggiorna: il repertorio di Ray Charles è il fulcro musicale di questa mastodontica realizzazione orchestrale e corale, con una moltitudine di giovanissimi esecutori affidati alle cure di affermati musicisti come il direttore e arrangiatore Tommaso Vittorini, il trombonista Mauro Ottolini, il sassofonista Mauro Negri e il beatboxer Alien Dee (3 maggio).
Jazz Club a 53°
Ai grandi live ospitati all’Alighieri e alla Rocca si affiancano i concerti di “Ravenna 53° Jazz Club”: una programmazione intrigante e ricercata, ricca di curiosità e scelte audaci, tra nuove proposte e riscoperta di talenti internazionali poco presenti nelle programmazioni italiane. Tutto ciò nella cornice intimistica dei club e dei piccoli teatri di Ravenna e circondario. Al Teatro Socjale di Piangipane si tengono tre appuntamenti incentrati sulla vocalità, con protagoniste alcune delle cantanti più interessanti ed espressive del jazz italiano. Il 2 maggio, l’apertura del festival sarà affidata a “Nada Màs Fuerte”, progetto del trombonista Mauro Ottolini ideato per la voce di Vanessa Tagliabue Yorke. Il repertorio esplora le musiche popolari di diversi continenti, ripescando preziose canzoni che mettono in risalto il ruolo creativo femminile: un viaggio tra le più grandi interpreti della musica popolare messicana, peruviana, libanese, portoghese, creola, cubana. Il 6 maggio Petra Magoni, cantante dal forte temperamento, sostenuta dall’Arkè String Quartet, presenta “Subversion”, spettacolo di musica e arte varia: un concerto teatrale che sfrutta letteratura, immagini e luci per andare oltre le visioni del mondo preconfezionate.
L’8 maggio l’attenzione è tutta per Maria Pia De Vito, che presenta il suo recente progetto “Buarqueana” nel quale la cantante partenopea traduce in napoletano una scelta di canzoni di Chico Buarque de Hollanda, capolavori della MPB (música popular brasileira). La lingua napoletana si dimostra formidabile strumento musicale, lirico e ritmico allo stesso tempo. Il palcoscenico del Cisim di Lido Adriano è lo spazio per la musica alternativa. Rientrano a pieno titolo in questa categoria i protagonisti dei tre concerti che si tengono in questo club. Il 5 maggio, il pianista-tastierista londinese Bill Laurance eseguirà il suo progetto in solo “Lumen”. Laurance si affranca per una sera dalla sua fama di co-fondatore del collettivo Snarky Puppy, la band di culto che ha catalizzato la passione musicale delle giovani generazioni.
Il 7 maggio è la volta del quintetto Nuova Forma Army di Davide Shorty, cantautore, rapper e producer la cui voce soul convive con sonorità innovative e contaminazioni jazz e rap.
A chiudere i concerti al Cisim, il 9 maggio, sarà il quintetto Sinnerman: un sabba sonoro, un forsennato avvicendarsi di dub, nu-jazz, elettronica e afrobeat uniti ai suoni provenienti dal folklore delle terre più disparate. Un’orgia di ritmi che libera il corpo. L’unico concerto al Mama’s Club, il 4 maggio, avrà per protagonista, come ormai da tradizione, il sassofonista ravennate Alessandro Scala, alla guida di un quintetto co-diretto con Fabio Petretti, anch’egli al tenore. Il progetto “Tenor Legacy”, ideato per l’occasione, omaggia i grandi tenorsassofonisti che hanno fatto la storia del jazz: un repertorio che affonda le radici nel periodo hard bop, vigoroso e ancora attuale.
PROGRAMMA
Sabato 2 maggio
Piangipane (RA), Teatro Socjale, ore 21:30
“Ravenna 53° Jazz Club”
MAURO OTTOLINI & VANESSA TAGLIABUE YORKE
“NADA MÀS FUERTE”
Mauro Ottolini – trombone, tromba bassa, conchiglie; Vanessa Tagliabue Yorke – voce;
Thomas Sinigaglia – fisarmonica; Marco Bianchi – chitarre; Giulio Corini – contrabbasso; Valerio Galla – percussioni; Gaetano Alfonsi – batteria
& Quartetto d’archi
Domenica 3 maggio
Ravenna, Teatro Alighieri, ore 21:00
“Pazzi di Jazz”
ORCHESTRA DEI GIOVANI & DON MINZONI,
CORO SWING KIDS & TEEN VOICES
diretti da TOMMASO VITTORINI
special guests MAURO NEGRI – sax alto, clarinetto,
MAURO OTTOLINI – trombone & ALIEN DEE – beatbox
con la partecipazione di Marco Pierfederici – pianoforte, tastiere; Vito Bassi – basso elettrico; Mattia Zoli – batteria; Lorenzo Mercuriali – percussioni
“A Song For You”
Omaggio a Ray Charles
Serata finale del progetto “Pazzi di Jazz” dedicata a Carlo Bubani
Con il sostegno del Comune di Ravenna
produzione originale - ingresso libero
Lunedì 4 maggio
Ravenna, Mama’s Club, ore 21:30
“Ravenna 53° Jazz Club”
ALESSANDRO SCALA & FABIO PETRETTI QUINTET
“Tenor Legacy”
Alessandro Scala – sax tenore; Fabio Petretti – sax tenore; Fabrizio Puglisi – pianoforte; Paolo Ghetti – contrabbasso; Stefano Paolini – batteria
Martedì 5 maggio
Lido Adriano (RA), Cisim, ore 21:30
“Ravenna 53° Jazz Club”
BILL LAURANCE PIANO SOLO
“Lumen”
Bill Laurance – pianoforti
Mercoledì 6 maggio
Piangipane (RA), Teatro Socjale, ore 21:30
“Ravenna 53° Jazz Club”
PETRA MAGONI & ARKÈ STRING QUARTET
“Subversion”
Petra Magoni – voce; Arkè String Quartet: Carlo Cantini – violino elettrico; Valentino Corvino – violino, oud, live electronics; Matteo Del Soldà – viola; Stefano Dall’Ora – contrabbasso
Giovedì 7 maggio
Lido Adriano (RA), Cisim, ore 21:30
“Ravenna 53° Jazz Club”
DAVIDE SHORTY & NUOVA FORMA ARMY
Davide Sciortino – voce; Roberto Iadanza – tastiere; Christopher Padilla Billa – chitarra; Maria Vittoria Benigni – basso elettrico; Giuseppe Allotta – batteria
Venerdì 8 maggio
Piangipane (RA), Teatro Socjale, ore 21:30
“Ravenna 53° Jazz Club”
MARIA PIA DE VITO
“Buarqueana”
Omaggio a Chico Buarque
Maria Pia De Vito – voce; Huw Warren – pianoforte; Roberto Taufic – chitarra; Roberto Rossi – batteria
Sabato 9 maggio
Ravenna, Centro Mousiké, Ore 10-13, 14:30-16:30
“Mister Jazz”
WORKSHOP di canto con MARIA PIA DE VITO
“Suono, corpo, presenza, spontaneità”
aperto a tutti gli strumenti
Sabato 9 maggio
Lido Adriano (RA), Cisim, ore 21:30
“Ravenna 53° Jazz Club”
SINNERMAN
“Atay”
Federico D’Angelo – sax baritono, tuba, flauti; Piero Conte – chitarra; Giulio Previ – contrabbasso, synth bass; Francesco Sprovieri – batteria; Dario Castelli – synth, electronics, producer
Domenica 10 maggio
Ravenna, Teatro Alighieri, ore 21:00
“UNFORGETTABLE”
Omaggio a Nat King Cole
ITALIAN JAZZ ORCHESTRA
+ special guests FLAVIO BOLTRO & WALTER RICCI
Direttore FABIO PETRETTI
ITALIAN JAZZ ORCHESTRA:
Davide Ghidoni – tromba; Massimo Morganti – trombone, arrangiamenti; Achille Succi – sax alto, clarinetto, clarinetto basso; Marco Postacchini – sax baritono, flauto, arrangiamenti; Michele Francesconi – pianoforte, arrangiamenti; Paolo Ghetti – basso elettrico, contrabbasso; Stefano Paolini – batteria.
ARCHI. Violini: Cesare Carretta, Elisa Tremamunno, Ximena Jaime, Aldo Capicchioni, Silvia Maffeis, Gioele Sindona. Viola: Michela Zanotti.
Violoncello: Anselmo Pelliccioni. Contrabbasso: Roberto Rubini.
+ special guests: FLAVIO BOLTRO – tromba; WALTER RICCI – voce.
Fabio Petretti – direzione, arrangiamenti
Nat King Cole video collage: immagini, concerti, special TV, interviste
produzione originale
Mercoledì 1 luglio
Ravenna, Rocca Brancaleone, ore 20:30
MASSIMO RECALCATI
ORCHESTRA GIOVANILE LUIGI CHERUBINI
DANIELE DI BONAVENTURA (bandoneon, arrangiamenti, direzione)
DANIELE DI GREGORIO (vibrafono, marimba)
“Hace 40 años”
Tributo ad Astor Piazzolla Modern Tango Quintet & Gary Burton
nel quarantennale dello storico concerto di “Ravenna Jazz 1986”
In collaborazione con Ravenna Festival
Venerdì 3 luglio
Ravenna, Rocca Brancaleone, ore 21:30
PAT METHENY
Side-Eye III+
Pat Metheny – chitarre; Chris Fishman – pianoforte, tastiere; Jermaine Paul – basso; Joe Dyson – batteria; Leonard Patton – voce, percussioni
Giovedì 9 luglio
Ravenna, Rocca Brancaleone, ore 21:30
MATTEO MANCUSO
Route96 Tour
Matteo Mancuso – chitarre; Riccardo Oliva – basso elettrico; Gianluca Pellerito – batteria
NIK WEST
“Moody”
Nik West – basso elettrico, voce; Lorenzo Campese – tastiere; Simone Cesarini – chitarra; Stanley Randolph – batteria; Amber Sauer – cori
Informazioni
Jazz Network, tel. 0544 405666, e-mail: info@jazznetwork.it,
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NEW CONVERSATIONS – VICENZA JAZZ 2026
XXX edizione
DALLE TROMBE DI GERICO AL DIVINO MILES
Dedicato a Miles Davis nel centenario della nascita.
15-25 maggio 2026
Teatro Olimpico | Teatro Comunale | Cimitero Maggiore | Abbazia di Sant’Agostino
Basilica Palladiana e molti altri luoghi
VICENZA
“The first jazz musician was a trumpeter, Buddy Bolden, and the last will be a trumpeter, the archangel Gabriel.”
(Wynton Marsalis)
Trent’anni di grande jazz internazionale in una delle più belle città d’arte in Italia. Un traguardo importante che si lega al centenario della nascita di uno dei più grandi musicisti di tutti i tempi, Miles Davis. Con lo sguardo già proiettato verso un’ulteriore fondamentale ricorrenza, il centesimo compleanno di un altro artista che ha cambiato la storia della musica del XX secolo, John Coltrane. In questo triplice orizzonte si muove la XXX edizione di New Conversations – Vicenza Jazz, con la direzione artistica di Riccardo Brazzale, che si svolgerà dal 15 alla notte fra il 25 e il 26 maggio fra il Teatro Olimpico – capolavoro del Palladio e patrimonio UNESCO – il Teatro Comunale, l’Abbazia di Sant’Agostino e il Cimitero Maggiore, la Basilica Palladiana e una serie di altri luoghi che ospiteranno performance e progetti nella consolidata formula del festival diffuso in tutta la città. Arrivando, per la prima volta, nei dintorni segnati dall’archeologia industriale dell’ex CotoRossi. Makaya McCraven, Barbara Hannigan con Bertrand Chamayou, Mary Halvorson, Uri Caine, Billy Cobham, Joshua Redman, Israel Galvan e Michael Leonhart, Paolo Fresu, Isaiah Collier, Lakecia Benjamin, Savina Yannatou, Roberto Ottaviano con Robert Luft, Pietro Tonolo, Dimitri Espinoza, Neapolis Mantra, Enrico Rava e Fabrizio Bosso sono i protagonisti e i progetti che animano oltre 10 giorni di programmazione con 4 prime italiane, una produzione speciale del festival, 3 progetti multidisciplinari, un’apertura di altissimo profilo al Teatro Olimpico nel segno della musica contemporanea e un concerto di chiusura che sarà una vera e propria festa per celebrare il genio della tromba jazz. E poi ancora performance nei musei e l’Olimpico Jazz Contest, senza dimenticare, come ormai da tradizione del festival, il concerto all’alba e quello di mezzanotte al Cimitero Maggiore. Respiro internazionale, dunque, con un forte radicamento nel territorio. Nomi altisonanti del panorama internazionale, ma anche una precisa attenzione ai più giovani. Con il titolo Dalle trombe di Gerico al divino Miles, la XXX edizione del festival è dedicata a Miles Davis, “un artista che, forse più di ogni altro, ha saputo continuamente innovare e portare il jazz – e la musica tutta – dentro la contemporaneità. Miles ha cambiato le sorti del genere più o meno cinque volte: dalla rivoluzione del Bebop al relaxing del Cool Jazz, dalla classicità dell'Hard Bop all'innovazione del ‘modal playing’, sino all'eresia della fusion music” afferma il direttore artistico Riccardo Brazzale che aggiunge: “Non potrà dunque che trattarsi di un’edizione speciale, con una grande attenzione allo strumento di Miles, la tromba”. Fiato alle trombe, è il caso di dire, a partire dalla presenza centrale dei tre trombettisti italiani internazionalmente più noti: Fresu, Rava e Bosso. Prodotto dal Comune di Vicenza in collaborazione con la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, il festival è realizzato in coproduzione con Trivellato Mercedes Benz, ha come sponsor tecnici Brutal Agency, Acqua Recoaro e Cantine Vitevis. Sono media partner dell’evento Il Giornale di Vicenza e TVA Vicenza. Nel visual dell’edizione 2026, la fotografia che ritrae Hannibal Lokumbe Peterson e la figlia Eternal Lokumbe (Milano, 1995) è di Guido Harari. La mostra delle sue immagini fotografiche, con felici incursioni nel mondo della musica non solo jazz, dal titolo Guido Harari. Incontri. 50 anni di fotografie e racconti, sarà ospitata a Vicenza, in Basilica Palladiana dal 27 marzo al 26 luglio.
L’ANTEPRIMA E L’APERTURA
L’anteprima di Vicenza Jazz 2026 il 15 maggio al Teatro Comunale è affidata alle bacchette del “beat scientist” Makaya McCraven, batterista e producer di Chicago fra gli artisti più innovativi e influenti della scena contemporanea, in grado di miscelare con sapienza jazz, hip-hop, soul, elettronica e world music, tenendo insieme passato, presente e futuro. Creando così una “organic beat music”, stratificata e ricca di energia, proiettata verso le nuove frontiere e attenta ai temi dell’identità, delle migrazioni e della resistenza culturale. Il 16 maggio il festival approda al Teatro Olimpico per una vera apertura in grande stile: il concerto del soprano e direttrice d’orchestra canadese Barbara Hannigan, con il pianista francese Bertrand Chamayou. Artista celebrata dai maggiori festival e istituzioni culturali di tutto il mondo, Barbara Hannigan è una vera e propria forza della natura: grazie alla sua unica e indiscutibile gamma espressiva è in grado di affrontare brani ritenuti tecnicamente al limite della possibilità umana. Al festival porta un programma che parte dalle complesse sonorità di Jumalattaret – ciclo di canzoni composto dal genio di John Zorn per le straordinarie capacità vocali della cantante canadese e ispirato al poema epico finlandese Kalevala – per passare poi a composizioni, fra gli altri, di Olivier Messiaen e Alexander Scrjabin. Il giorno seguente, 17 maggio, al Teatro Olimpico il festival propone un doppio concerto, iniziando la serata con il live del quartetto della chitarrista statunitense Mary Halvorson – talento emergente ma già consacrato dalla stampa di settore – e accogliendo in seguito un altro nome altisonante della scena contemporanea: il compositore e pianista americano Uri Caine, in concerto per piano solo.
Hanningan e Caine sono soltanto i primi highlights del Festival. Un altro headliner è sicuramente un gigante come il percussionista americano di origini panamensi Billy Cobham, storicamente considerato il più importante batterista di jazz-fusion, che il 18 maggio sarà in concerto al Teatro Comunale per ripercorrere i momenti migliori di oltre 50 anni di carriera, insieme a una band composta dall’altrettanto celebre Gary Husband alle tastiere, Bjorn Arko ai fiati, Rocco Zifarelli alle chitarre e Victor Cisternas Soto al basso.
CELEBRATING MILES
Nella programmazione principale di Vicenza Jazz 2026, il focus su Miles Davis si articola in alcuni imperdibili appuntamenti, a partire dalla produzione speciale del festival che incrocia il jazz con il linguaggio cinematografico, attraverso la proiezione di un film cult e la colonna sonora eseguita dal vivo: il 21 maggio al Teatro Comunale Paolo Fresu, con il suo storico quintetto italiano, suonerà Ascensore per il Patibolo, soundtrack del capolavoro noir di Louis Malle, firmata nel 1958 dal Principe delle Tenebre. “Quando ascoltai per la prima volta la colonna sonora di Ascensore per il Patibolo rimasi letteralmente folgorato” sottolinea Fresu. “Ascensore per il Patibolo e Kind of Blue sono due lavori perfettamente collegati da un pensiero creativo gravido di spazio, silenzio e interplay. A Vicenza, con il Quintetto Italiano che oggi compie 42 anni, cercheremo di mettere in musica tutto ciò con rispetto e passione. Così da abitare in musica, a cento anni dalla nascita di Miles, un inarrivabile capolavoro”. Il 25 maggio invece, sempre al Teatro Comunale, una grande soirée insieme agli altri due signori assoluti dello strumento, che non hanno bisogno di presentazioni: Enrico Rava e Fabrizio Bosso. Rava salirà sul palco con il suo progetto più recente Fearless Five (disco dell’anno e formazione dell’anno nel 2024 per Top Jazz), un quintetto “senza paura” composto da una nuova generazione di musicisti – Evita Polidoro, Matteo Paggi, Francesco Ponticelli e Francesco Diodati – che mette insieme energie giovani e creative all’enorme esperienza del band leader. “Con questo gruppo - racconta Rava - mi sento come su un’isola ideale, dove ognuno dà e ognuno ricevere quello di cui ha bisogno. C’è grandissima libertà ma rispetto reciproco, ognuno è in ascolto dell’altro, come in una democrazia perfetta che solo il jazz può rappresentare.” Subito dopo sarà la volta di Fabrizio Bosso con il suo quartetto, composto da Julian Oliver Mazzariello al piano, Jacopo Ferrazza al basso e Nicola Angelucci alla batteria, che per l’occasione presenteranno le composizioni del nuovo album. Una lunga ed entusiasmante festa jazz che toccherà la mezzanotte, giusto in tempo per soffiare le candeline per Miles, nato ad Alton, nell’Illinois, il 26 maggio 1926.
DA MILES A COLTRANE
“Non ci dimenticheremo che quest’anno cade anche il centenario della nascita di John Coltrane e ne saranno protagonisti anche molti importanti sassofonisti, sia fra gli artisti principali che fra i più giovani” commenta Riccardo Brazzale a proposito di un’edizione che, pur chiudendosi qualche mese prima, guarda già all’orizzonte della ricorrenza del prossimo 23 settembre. Largo spazio quindi anche ai grandi sassofonisti. A cominciare dall’immenso Joshua Redman, in concerto il 19 maggio al Teatro Comunale. Classe 1969, californiano di Berkley, figlio del leggendario Dewey Redman, è considerato uno degli artisti jazz più carismatici degli ultimi decenni. Al festival presenterà Words Fall Short, il suo secondo album per Blue Note, uscito nel 2025: una raccolta di composizioni originali che segna il debutto discografico del suo nuovo quartetto, con Paul Cornish al pianoforte, Philip Norris al contrabbasso e Nazir Ebo alla batteria.
Il 22 maggio il Ridotto del Teatro Comunale ospita un doppio imperdibile concerto di due artisti che in modo diverso hanno guardato alla figura di Coltrane. Il primo a salire sul palco sarà Isaiah Collier, compositore, polistrumentista, docente e attivista proveniente dalla vivace scena di Chicago ed esponente di spicco del cosiddetto “spiritual jazz”. Il suo album del 2021 Cosmic Transitions fu registrato nel leggendario studio di Rudy Van Gelder in occasione del compleanno di Coltrane, utilizzando alcune delle stesse apparecchiature analogiche utilizzate per la sessione di registrazione originale di A Love Supreme. Subito dopo, il palco vibrerà grazie all’esplosiva fusione di jazz, R’N’B e funk dell’americana Lakecia Benjamin che nel 2020 pubblicò un album dal titolo Pursuance: The Coltranes, in cui reinterpretava brani iconici di John e Alice Coltrane. Il suo ultimo album, Phoenix è invece un grande omaggio alla sua New York risorta dalla pandemia come una Fenice ma anche alla propria “resurrezione”, dopo essere miracolosamente scampata a un incidente stradale. Una doppia metafora che vuol essere anche un auspicio rispetto ai disastri che continuano ad abbattersi sul mondo attuale.
Doppio concerto di sax anche il giorno seguente 23 maggio, sempre al Ridotto del Teatro Comunale. La serata si apre con l’esibizione del sassofonista Roberto Ottaviano – figura cardine del jazz italiano che ha scritto pagine importanti della scena europea – in duo con il chitarrista Rob Luft, giovane talento britannico dalla carriera già internazionale, capace di coniugare tecnica e creatività con uno stile moderno ed elegante. A seguire, il live di Pietro Tonolo, sassofonista e compositore veneziano, tra le figure di maggior rilievo del jazz europeo, grazie a una lunga carriera costellata di collaborazioni con artisti internazionali del calibro di Lee Konitz, Dave Holland, Gil Evans, Paul Motian, Joe Chambers per citarne soltanto alcuni. Tonolo si esibirà con il nuovo quartetto comprendente Giancarlo Bianchetti alla chitarra, Gabriele Evangelista al basso e Bernardo Guerra alla batteria.
L’ALBA E LA NOTTE
L’ispirazione di A Love Supreme ritorna in occasione del tradizionale concerto all’alba del Festival. Al sorgere del sole del 24 maggio all’Abbazia di Sant’Agostino il sassofonista Dimitri Grechi Espinoza, renderà omaggio con sax tenore, banda registrata ed effetti elettronici al capolavoro di Coltrane ripercorrendo i movimenti Acknowledgement, Resolution, Pursuance, Psalm, conservandone l’essenza più profonda ma esplorando allo stesso tempo paesaggi sonori radicalmente nuovi, tra improvvisazione modale, misticismo orientale e spiritualità contemporanea. Un progetto che, nella prospettiva di apertura e condivisione proprio del festival vicentino, segna un dialogo fra Vicenza Jazz e l’edizione 2026 del Festival Biblico. Il concerto verrà introdotto dal sociologo don Simone Zonato.
Nel buio della notte del 22 maggio invece, la cantante Savina Yannatou sarà la protagonista dell’ormai storico concerto al Cimitero Maggiore di Vicenza. Con la sua band Primavera en Salonicco, la Yannatou presenta al festival le canzoni del suo ultimo album Waters Songs, il quinto per la prestigiosa ECM. Un disco che ruota intorno al tema dell’acqua e delle sue molteplici manifestazioni, viaggiando attraverso le geografie e le epoche storiche, facendo incontrare il dialetto beduino con le lingue europee, con i canti natalizi greci che sfumano nei lamenti dell’Italia meridionale. Nel segno della contaminazione e della multiculturalità.
I PROGETTI MULTIDISCIPLINARI
Al Festival, apertura e condivisione sono due parole d’ordine che riguardano anche l’aspetto espressivo e linguistico. Così Vicenza Jazz 2026 si apre alla contaminazione della musica eseguita dal vivo con un linguaggio come la danza contemporanea attraverso due progetti.
Il 20 maggio al Teatro Comunale il coreografo spagnolo di fama mondiale Israel Galvan, artista che ha compiuto una radicale innovazione nel flamenco trasportandolo sui territori del contemporaneo, incontra il talentuoso trombettista newyorkese Michael Leonhart con il suo settetto – ben noto per le collaborazioni con artisti come Bill Frisell, Donny McCaslin ed Elvis Costello – nel progetto New Sketches of Spain, liberamente ispirato all’album di Miles Davis e Gil Evans del 1960 Sketches of Spain. Questo progetto speciale è prodotto con le Settimane musicali al Teatro Olimpico.
La sera del 24 maggio, infine, il Teatro Comunale accoglie nell’ambito di Danza in Rete Festival Neapolis Mantra, un’opera multidisciplinare ideata dal regista e coreografo italo-africano Mvula Sungani, che vede insieme sulla scena l’étoile Emanuela Bianchini, con la forza della sua physical dance e la potente voce black di Enzo Gragnaniello.
UN EVENTO DIFFUSO
A tutto questo, che costituisce la densa e articolata programmazione di New Conversations - Vicenza Jazz 2026, si aggiungono una serie di appuntamenti disseminati negli spazi urbani, all’ora dell’aperitivo fino a tarda notte, una miriade di live più piccoli ma molto seguiti, che prendono vita in librerie, negozi, ristoranti, caffè e altri luoghi del centro - eventi realizzati in partnership con Confcommercio Vicenza – e che riescono a dare un’allegra verve cosmopolita alla città, attraverso i suoni, i ritmi e i colori del jazz.
Mai come in questa trentesima edizione il jazz intende gioiosamente mescolarsi alle altre musiche e alle altre arti, non solo quelle performative. Una volta di più per dare ragione alla motivazione con cui l’Unesco istituì l’International Jazz Day: “Il jazz è uno strumento per sviluppare e intensificare gli scambi interculturali e la comprensione tra le culture ai fini della comprensione reciproca e della tolleranza”.
New Conversations/Vicenza Jazz 2026 - artwork by Brutal Agency da una foto di Guido Harari
CALENDARIO
15 maggio | ANTEPRIMA NEW CONVERSATIONS – VICENZA JAZZ 2026
ore 21 | Teatro Comunale – Sala del Ridotto
MAKAYA McCRAVEN QUARTET
16 maggio
ore 21 | Teatro Olimpico
BARBARA HANNIGAN & BERTRAND CHAMAYOU – Jumalattaret di John Zorn per soprano e pianoforte (e altre musiche di Olivier Messiaen e Alexandr Scrjabin)
Prima Italiana
17 maggio
dalle ore 21 | Teatro Olimpico
MARY HALVORSON QUARTET – Canis Major
URI CAINE Piano solo
Prima Italiana
18 maggio
ore 21 | Teatro Comunale – Sala Maggiore
BILLY COBHAM BAND
Prima Italiana
19 maggio
ore 21 | Teatro Comunale – Sala Maggiore
JOSHUA REDMAN QUARTET
20 maggio
ore 21 | Teatro Comunale – Sala Maggiore
ISRAEL GALVAN & MICHAEL LEONHART – New Sketches of Spain
21 maggio
ore 21 | Teatro Comunale – Sala Maggiore
PAOLO FRESU QUINTET – Ascensore per il patibolo | una produzione Vicenza Jazz 2026
22 maggio
dalle ore 21 | Teatro Comunale - Sala del Ridotto
ISAIAH COLLIER QUARTET
LAKECIA BENJAMIN QUARTET
ore 24 | Cimitero Maggiore
SAVINA YANNATOU – Water Songs
Prima Italiana
23 maggio
dalle ore 21 | Teatro Comunale – Sala del Ridotto
ROBERTO OTTAVIANO & ROBERT LUFT
PIETRO TONOLO QUARTET
24 maggio
alba | Abbazia di Sant’Agostino
DIMITRI ESPINOZA – A Love Supreme
ore 21 | Teatro Comunale – Sala Maggiore
NEAPOLIS MANTRA
25 maggio
ore 21 | Teatro Comunale – Sala Maggiore
ENRICO RAVA FEARLESS FIVE
FABRIZIO BOSSO QUARTET
Dal 20 al 23 maggio
concerti Happy Hour ore 19.00
concerti After Hour ore 22.30
INFO & PREVENDITE
Biglietteria Teatro Comunale
tel. 0444 324442 – biglietteria@tcv.it
Online
Ufficio Stampa Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza
Lorenza Arzenton
+39 347 1407874 - teatrocomunalevicenza@aellecom.it
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A n g e l i c A 3 6
Festival Internazionale di Musica
trentaseiesimo anno - A c q u a f o r t e
Bologna – 5 maggio > 30 maggio 2026
AngelicA > – – – > la musica risponde
> – – – > cerchiamo l’oltre: i contrasti (e le diversità) tra i singoli percorsi sono un motivo musicale costante > – – – > come è tradizione AngelicA
i contesti (musicali e geografici) si succedono, il senso, i sensi (i significati) si ri-orientano, si scambiano, si parlano a vicenda > - - - >
cerchiamo qualcosa che ci sorprenda proprio perchè più distante da noi, che ci ri-chiami a riconoscere l’altro, la sua missione, nella fragilità (e forza) di una nascita > - - - > partendo da punti di vista (e d’ascolto) anche molto distanti e che proprio per questo ci appaiono più vicini > - - - > proprio perchè lontani ci riguardano > - - - >
ci ricordano che in fondo queste distanze sono illusorie, sono confini da sciogliere > - - - > attraverso quello che siamo riusciti a cambiare camminando la vita > - - - >
(Massimo Simonini - presidente e direttore di AngelicA/Pierrot Lunaire)
E’ ancora possibile in Italia dare vita ad un Festival di musica contemporanea, di ricerca, di musica “altra” che sia punto di riferimento e di rilevanza internazionale, libero da preconcetti, fuori dalla rigidità di schemi e generi e aperto alle diversità multisoniche? SÌ. E’ quello che dal 1991 dimostra AngelicA | Festival Internazionale di Musica, che, arrivato alla sua trentaseiesima edizione, col suo programma unico e multiforme porterà Bologna al centro della scena musicale internazionale dal 5 al 30 Maggio.
15 concerti in 12 giorni, 2 prime apparizioni italiane, 8 prime assolute, 2 prime europee, 8 prime italiane, con artisti provenienti da ben 16 paesi (Argentina, Australia, Austria, Canada, Cipro, Colombia, Finlandia, Francia, Galles, Inghilterra, Italia, Olanda, Scozia, Stati Uniti, Svezia e Svizzera).
AngelicA | Festival Internazionale di Musica prosegue il suo viaggio tra visione e futuro in territori sonori inediti, trasformando la musica in un’esperienza che abita e risignifica lo spazio. Un festival onnivoro e aperto, che considera la diversità una necessità e la tradizione una materia fluida, costantemente proiettata verso il futuro.
Il cuore del progetto resta la ricerca instancabile di Massimo Simonini che insieme a Mario Zanzani ha dato vita a questa creatura inafferrabile. Un'identità che si è consolidata nel 2011 con la nascita del Centro di Ricerca Musicale — che quest'anno compie 16 anni — e che continua a rigenerarsi grazie a una rete di curatori di respiro internazionale capaci di costruire, anno dopo anno, programmi eterogenei e impossibili da etichettare. Questi gli 11 curatori che interagendo col direttore artistico Simonini hanno dato vita al programma di AngelicA 36: Ryan Driver, Werner Dafeldecker, Franz Hautzinger, Claudio Jacomucci, Kristia Michael, Tanos Papanikolaou, Massimo Pupillo, Walter Rovere, Howard Skempton, Marco Stangherlin e Gianluca Turrini.
Così Massimo Simonini: “Attraverso il dialogo con le istituzioni siamo riusciti a costruire un percorso che non ha eguali in Italia e che è riconosciuto dal resto del mondo come qualcosa di speciale e originale. Nel 2011 abbiamo fondato un Centro di Ricerca Musicale presso il complesso Teatro San Leonardo, che è la sede di AngelicA, giunto al suo 16esimo anno di attività. Spazio che abbiamo arredato e attrezzato ed equipaggiato con le migliori tecnologie audio/luci/video e con strumenti musicali e backline (ecc), dapprima con le nostre forze e successivamente grazie ai bandi delle istituzioni. Vogliamo continuare a osservare il mondo e la vita con uno sguardo creativo, costruttivo e lungimirante e come sempre il dialogo con le istituzioni è vitale per raggiungere certi obiettivi: sostenere le espressioni più creative della musica è il compito di AngelicA dal 1991”.
Quello di AngelicA | Centro di Ricerca Musicale è un team di lavoro che, grazie al sostegno delle Istituzioni – tra cui Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna, Fondazione del Monte e Fondazione Carisbo e ai bandi regionali e nazionali –, ha saputo rendere il Centro di Ricerca Musicale un cuore pulsante di creatività: uno dei luoghi più versatili in Italia per la creazione e l’esecuzione della musica di ricerca. A fine 2025/inizio 2026 sono stati completati i lavori di miglioramento energetico, tecnico, strutturale e funzionale del Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo realizzati grazie ai bandi PNRR (Ministero della Cultura), ICC (Regione Emilia-Romagna), TOCC-Transizione Digitale (Ministero della Cultura / Invitalia) per un investimento totale pari a circa 524.000 €. Attualmente è in corso il progetto di digitalizzazione, valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale di AngelicA, realizzato grazie al finanziamento ottenuto nell’ambito del bando Digitalizzazione del patrimonio culturale (Digital humanities) della Regione Emilia-Romagna e la cui conclusione è prevista per la fine del 2026.
AngelicA | Centro di Ricerca Musicale non è solo AngelicA | Festival Internazionale di Musica, è una stagione concertistica e di residenze, da settembre ad aprile, che offre un programma variegato e di un certo livello artistico; AngelicA è una casa discografica, i dischi di angelica; AngelicA è il Piccolo Coro Angelico; AngelicA è un manifesto vivo della musica di oggi e del futuro.
AngelicA 36, il programma
AngelicA | Festival Internazionale di Musica si terrà a Bologna tra il 5 Maggio e il 30 Maggio, un mese di concerti che si svolgeranno presso il Centro di Ricerca Musicale/Teatro San Leonardo, lo spazio in via San Vitale gestito da AngelicA in convenzione con il Comune di Bologna, ad eccezione del concerto di Perich & McVinnie di sabato 16 maggio che sarà presso la Basilica di Santa Maria dei Servi che anche in questa edizione ospiterà un evento del Festival.
A Brìghde Chaimbeul il compito, il 5 Maggio, di inaugurare il Festival. La giovanissima virtuosa scozzese delle smallpipes, piccole cornamuse, presenterà il suo sound ancestrale ed ipnotico frutto della sua personale fusione tra il folk scozzese, l’ambient, l’avanguardia e l’elettronica.
Il giorno successivo, il 6 Maggio, Howard Skempton (nella veste straordinaria di interprete e curatore, oltre che di compositore) terrà il suo primo concerto italiano, accompagnato dal pianista William Howard. Skempton è stato, nel 1969, uno dei co-fondatori, assieme a Cornelius Cardew e Michael Parsons, del leggendario collettivo sperimentale Scratch Orchestra, dove ha mosso i suoi primi passi anche il giovane Brian Eno. Il suo stile mai convenzionale, caratterizzato da melodia e semplicità radicale, sarà mostrato dalla antologia di brani che verrà eseguita per piano e fisarmonica, insieme a una prima assoluta scritta in omaggio a Giorgio Morandi.
I primi artisti del doppio concerto di giovedì 7 Maggio inaugurano una due giorni in collaborazione con il festival ECHONANCE di Amsterdam, con il sostegno dell’Ambasciata e del Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi. Si tratta del Ekhos Trio insieme a Yannis Kyriakides e Claudio F. Baroni, formazione che spazia tra musica antica, contemporanea ed elettroacustica, con una strumentazione non convenzionale. Il secondo set vedrà sul palco di AngelicA 36 The Titillators la formazione canadese guidata da Ryan Driver autore di una musica strana, unica e divertente che sovverte con la sua creatività ed improvvisazione il jazz e altre musiche popolari.
Il giorno seguente, 8 Maggio, sarà la volta di un altro doppio evento sul palco del Teatro San Leonardo di Bologna. La cantante e sound artist Kristia Michael presenterà Three Voices, for Joan La Barbara il brano che Morton Feldman, di cui quest'anno si celebra il centenario, dedicò nel 1982 alla sua musa Joan La Barbara (che lo eseguì anche ad AngelicA in prima italiana nel 2001). Un brano che è stato descritto come “sublime, che affascina e stupisce allo stesso tempo” e che la Michael incentra sull'intimità della voce e sull'esperienza di ascolto. A completare il programma dell’evento sarà il primo concerto italiano della formazione americana Everloving di Jonathan Kane (già con Swans, La Monte Young, Rhys Chatham) che per l’occasione presenterà in prima europea il suo omaggio alla musica di Henry Flynt, l’attivista/filosofo anti-arte e musicista, che nel 1961 ha coniato il termine "concept art".
Dopo quattro giorni consecutivi di musica AngelicA 36 torna mercoledì 13 Maggio con un altro doppio appuntamento. La violinista gallese Angharad Davies e il contrabbassista austriaco Werner Dafeldecker, rinomati a livello internazionale per un linguaggio sonoro altamente raffinato e la sottile sensibilità alle strutture microtonali, esplorano in profondità il potenziale acustico dei loro strumenti, impiegando tecniche strumentali estese congiuntamente a una deliberata riduzione del vocabolario sonoro. Nei loro concerti la loro esplorazione acustica supera le categorizzazioni stilistiche, al confine tra composizione e improvvisazione. Il secondo duo in scena è formato da Franz Hautzinger (tromba a quarti di tono, elettronica) e Burkhard Stangl (chitarra elettrica, elettronica). Esperti di jazz quanto di serie dodecafoniche, il duo ha scelto l'apparente contrasto dell’ossimoro come fonte d’ispirazione per esprimere ciò che è appena articolato o addirittura indicibile in una coppia di opposti. Entrambi i concerti hanno il sostegno del forum austriaco di cultura di Milano.
Con il concerto di venerdì 15 Maggio, si inaugura una due giorni dedicata al compositore contemporaneo americano Tristan Perich che da metà degli anni 2000, utilizza le forme più primitive di informatica per creare forme musicali sorprendenti attraverso processi additivi elementari. Il programma della prima serata vedrà l’Ensemble 0 eseguire Open Symmetry, un lavoro che accoppia le barre metalliche risonanti di 3 vibrafoni a 20 altoparlanti disposti spazialmente e dotati di altrettanti microchip, ciascuno dei quali esegue la propria parte della composizione, con un risultato stupefacente per forma, colore e struttura sonora. In programma anche la prima assoluta di nuova composizione, ancora senza titolo, scritta da Perich per 12 tamburi tom-tom ed elettronica a 1 bit su 2 canali. Il giorno seguente, 16 maggio, presso la suggestiva Basilica di Santa Maria dei Servi di Bologna, si terrà la prima italiana di Infinity Gradient, l'opera più ambiziosa di Tristan Perich, nata da una proposta di James McVinnie, organista che ha collaborato con artisti del calibro di Philip Glass e Squarepusher: una sinfonia di un'ora in sette movimenti per organo da chiesa e 100 altoparlanti, ciascuno pilotato da un proprio circuito elettronico a 1 bit personalizzato.
Arriviamo quindi a lunedì 18 Maggio quando lo svizzero Jürg Frey, considerato uno dei maggiori compositori europei, salirà sul palco del Teatro San Leonardo per presentare in prima assoluta Clarinet Quintet, un’opera che per certi versi si discosta notevolmente dai toni sommessi e dagli spazi sonori silenziosi delle composizioni che hanno creato la sua fama nel collettivo Wandelweiser, l’associazione di compositori di cui ha fatto parte dagli anni ’90. Due giorni dopo, il 20 Maggio, sarà la volta dell’incontro tra il Blutwurst Ensemble e la compositrice finlandese Marja Ahti, quando la formazione fiorentina dedita all'improvvisazione radicale fondata nel 2011 da Marco Baldini rileggerà Fluctuating Streams, “traduzione-trascrizione” dell’opera elettroacustica di Marja Ahti per strumenti acustici e presenterà in anteprima l’opera Pir di Marco Baldini liberamente basato sulla scala di Marva, un noto Raga del Tramonto della musica Indostana.
Il 26 Maggio si terrà il consueto saggio-concerto del Piccolo Coro Angelico, il laboratorio di sperimentazione vocale per bambini tra i 5 e i 12 anni che è arrivato al suo quindicesimo anno di attività, promosso da AngelicA dal 2011. Il tema del saggio-concerto di quest’anno è il tempo. Pionieri i bambini, esploratori del tempo, creano musica e la condividono col pubblico di AngelicA cimentandosi coi temi dolci e puntuali delle canzoni di Alessandra Celletti, con le voci post-medievali di Meredith Monk, con il Brasile italiano di Ornella Vanoni, ritrovando canzoni per rinnovare il piacere di cantarle insieme.
Sarà l’Ensemble Nist-Nah fondato nel 2019 dal batterista e percussionista australiano Will Guthrie protagonista del concerto di venerdì 29 Maggio. La musica dell'Ensemble, nata dai viaggi di Guthrie in Indonesia, arricchisce oggi il suo spettro sonoro dal Gamelan e spazia tra free jazz, musica elettroacustica e sperimentazione. Arriviamo quindi al concerto di sabato 30 Maggio quando gli Horse Lords chiuderanno la trentaseiesima edizione di AngelicA | Festival Internazionale di Musica. La formazione di Baltimora rappresenta una tra le realtà più effervescenti in cui ci si possa imbattere oggi alla ricerca di una declinazione d’avanguardia del rock. La loro musica si basa sulla microtonalità e sui poliritmi africani, prendendo in prestito elementi da krautrock e post-punk, dalle tecniche chitarristiche Mauritane e dalla tradizione musicale degli Appalachi, dal minimalismo storico e dall’hoquetus medievale: brani stratificati e complessi a livello tonale e ritmico, intrecci simili al moiré che si sviluppano in labirinti sonori dal groove elettrizzante e irresistibile.
Presentato dall’Associazione Pierrot Lunaire APS, AngELICA è parte di EUROPE FOR FESTIVALS – FESTIVALS FOR EUROPE, EFFE LABEL 2026-2027, di Clust-ER Create, di I-Jazz; AngelicA 2026 è realizzato con il sostegno di MINISTERO DELLA CULTURA, Regione Emilia-Romagna – Assessorato alla Cultura; con il sostegno del Comune di Bologna – in collaborazione con Bologna Città della Musica Unesco; con il contributo di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Fondazione Carisbo; con il sostegno dell’Ambasciata e del Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi, Pro Helvetia - Fondazione svizzera per la cultura, forum austriaco di cultura di Milano; con la partecipazione di
Echonance Festival di Amsterdam, Another Timbre di Londra; Media Partner - Rai Radio 3, ilmanifesto, G - gagarin orbite culturali, Edizioni Zero, Bologna Welcome, ER-Cultura.
martedì 5 maggio 2026 – ore 20.30 – Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo – BOLOGNA
– – > Brìghde Chaimbeul (Scozia)
– – > SUNWISE
Brìghde Chaimbeul piccola cornamusa scozzese, voce
musiche di Brìghde Chaimbeul
a cura di Massimo Pupillo
Dopo anni di derive postmoderniste, la musica contemporanea sembra riscoprire le radici della tradizione.
Brìghde Chaimbeul è una delle principali esponenti della musica celtica sperimentale e una maestra delle smallpipes scozzesi – le cugine a mantice, più morbide ed emozionanti, delle famose cornamuse delle Highlands. Di madrelingua gaelica, nata nell'Isola di Skye, Brìghde è salita alla ribalta come prodigio della musica folk tradizionale, ma da allora si è misurata con collaboratori dalle estrazioni più diverse (Rona Lightfoot, Caroline Polachek, Colin Stetson) e il suo album più recente Sunwise (Tak:til) combina influenze di musica ambient, avanguardia ed elettronica. Inquietante, ammaliante, mozzafiato: enfatizzando i ricchi drone materici dello strumento in un suono ancestrale e ipnotico, questa interprete dal virtuosismo discreto e dall'orecchio attento sta trasformando e creando nuove definizioni per il folk scozzese nel XXI secolo. Un ritorno alle origini che incanta e rigenera.
mercoledì 6 maggio 2026 – ore 20.30 – Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo – BOLOGNA
– – > William Howard & Howard Skempton (Inghilterra) - prima apparizione italiana
– – > Chorales and Reflections - prima assoluta
Howard Skempton (Inghilterra, 1947)
Reflections (1999/2002) per pianoforte; - prima italiana
Ada’s Dance (1975); Twin Set (1984); Deeply shaded (1975); Summer Waltz (1975);
Wedding Tune (1983); Hornpipe (1982); Home and Abroad (1985); Recessional (1983);
per fisarmonica - prima italiana
24 Preludes and Fugues (2019); per pianoforte - prima italiana
Morandi (2026); - prima assoluta
Under the Elder (1982); Gentle Melody (1974); Pendulum (1978);
Cakes and Ale (1984); Small Change (1985); One for the Road (1976);
per fisarmonica - prima italiana
Chorales and Inventions (2025); per pianoforte - prima italiana
William Howard pianoforte
Howard Skempton fisarmonica
musiche di Howard Skempton
a cura di Howard Skempton
Nato nel 1947, Howard Skempton è stato, nel 1969, uno dei co-fondatori, assieme a Cornelius Cardew e Michael Parsons, del leggendario collettivo sperimentale Scratch Orchestra. Sebbene gli esempi di Cage, Cardew, Feldman e La Monte Young siano stati importanti per lui in fasi diverse, Skempton è rimasto indipendente da tutte le correnti principali della nuova musica. Il suo stile è caratterizzato da un'estrema economia di mezzi, da un'assenza di drammaticità e di sviluppo in senso convenzionale, e da una forte enfasi sulla melodia, e la semplicità radicale e la chiarezza distintiva del suo linguaggio sono diventate un punto di riferimento per numerosi compositori più giovani. La maggioranza degli oltre 300 brani da lui composti sono miniature di uno-due minuti per pianoforte solo o per fisarmonica. Assistito dal pianista William Howard, Skempton suonerà per la prima volta in Italia, presentando un’antologia di brani che vanno dal 1975 a una prima assoluta scritta in omaggio di Giorgio Morandi.
giovedì 7 maggio 2026 – ore 20.30 – Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo – BOLOGNA
– – > Ekhos Trio + Claudio F. Baroni + Yannis Kyriakides (Cipro/Olanda, Italia/Olanda, Argentina/Olanda)
– – > Ecological Sonic Memories - prima assoluta §
Claudio Jacomucci (Italia, 1974) / Kristia Michael (Cipro, 1995) / Giuseppe Doronzo (Italia, 1987)
Ecological Sonic Memories #1 (2026); - prima assoluta
Claudio F. Baroni (Argentina, 1968)
Cartographies of Sound (2026); - prima assoluta *
Yannis Kyriakides (Cipro, 1969)
Subtractive Fields (2026); - prima assoluta #
Ekhos Trio:
Kristia Michael voce, canto armonico;
Claudio Jacomucci fisarmonica, fisarmonica a quarti di tono, canto armonico;
Giuseppe Doronzo sax baritono, cornamusa iraniana
+ Claudio F. Baroni pianoforte, oggetti, elettronica *
+ Yannis Kyriakides elettronica, processione del suono #
musiche di Yannis Kyriakides, Claudio F. Baroni, Claudio Jacomucci, Kristia Michael, Giuseppe Doronzo
a cura di Claudio Jacomucci
§ in collaborazione con ECHONANCE FESTIVAL – Orgelpark, Amsterdam
§ con il sostegno dell’Ambasciata e del Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi
"Ci sono luoghi su questo pianeta dove un tempo abbiamo sentito il respiro della terra, il canto della notte, dove ci siamo sentiti tutt'uno con essi. Portiamo dentro di noi il ricordo di un'esperienza che ci connette profondamente a loro. Si tratta di una visione sonora, una memoria che include tutto ciò che abbiamo percepito e sentito. Le opere che eseguiamo sono le impronte sonore di quei luoghi, i loro riflessi, le risonanze del loro passato." Le composizioni del Ekhos Trio hanno un forte carattere sperimentale: spaziano tra musica antica, contemporanea ed elettroacustica, dalla composizione estemporanea alla scrittura collettiva, e anche i brani presentati con i compositori ospiti, Yannis Kyriakides e Claudio F. Baroni, si basano su uno stretto rapporto sul piano creativo. La strumentazione è anch’essa non convenzionale: fisarmonica microtonale, strumenti ad ancia etnici (tra cui la cornamusa iraniana), un sax baritono iper-esteso, e l’uso di tecniche vocali tradizionali e sperimentali.
– – > THE TITILLATORS (Canada) - prima europea
The Titillators: Ryan Driver strumenti inventati, street-sweeper bristle bass (basso a setole spazza-strade);
Thom Gill sintetizzatore, fischiatore; Tania Gill sintetizzatore; D. Alex Meeks percussioni;
Nick Fraser percussioni di recupero
musiche di Ryan Driver
a cura di Ryan Driver
The Titillators (Toronto, Canada) creano una musica strana, unica, bella e divertente attraverso fischi, sintetizzatori, un assortimento di oggetti a percussione, e il "basso a setole spazza-strade" fatto in casa da Ryan Driver, che altro non è che una piccola punta di metallo pizzicata sopra una scatola di sigari, in una sorprendente approssimazione del basso jazz (Ryan ha suonato questo strumento ad AngelicA 2004 in un trio chiamato The Reveries, con Eric Chenaux e Doug Tielli). I concerti della band si concentrano nell'esecuzione di una collezione eclettica e in continua crescita di nuovi brani di Ryan Driver che abbracciano, alludono a e/o sovvertono giocosamente il jazz e altre musiche popolari. Questo repertorio, eseguito su questa strana combinazione di strumenti da persone straordinariamente creative, dotate di un'abilità musicale di altissimo livello (e di uno spirito improvvisativo incredibilmente avventuroso), dà vita a una musica davvero inedita, ricca di sorprese e di piaceri.
venerdì 8 maggio 2026 – ore 20.30 – Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo – BOLOGNA
– – > Kristia Michael (Cipro/Olanda)
– – > performs Three Voices §
Morton Feldman 100 – Three Voices
25 anni dopo l’esecuzione di Joan La Barbara in prima italiana ad AngelicA 11 – 2001
Morton Feldman (Stati Uniti, 1926 – 1987)
Three Voices, for Joan La Barbara (1982),
in omaggio a Philip Guston e Frank O’Hara; frammenti di testo da Wind (1957) di Frank O’Hara, dedicato a Morton Feldman; per mezzosoprano e due voci su nastro o per tre voci
Kristia Michael mezzosoprano
musiche di Morton Feldman
testi di Frank O’Hara
a cura di Kristia Michael
§ in collaborazione con ECHONANCE FESTIVAL – Orgelpark, Amsterdam
§ con il sostegno dell’Ambasciata e del Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi
Three Voices di Morton Feldman è stato descritto "un brano sublime che affascina e stupisce allo stesso tempo", ma anche “per la lunghezza, le sottigliezze d’intonazione, le tessiture, i melismi, l’implacabilità” come "una sfida che non ha eguali nel repertorio per voce senza accompagnamento". Feldman, di cui quest'anno si celebra il centenario, lo dedicò nel 1982 alla sua musa Joan La Barbara (che lo eseguì poi anche ad AngelicA in prima italiana nel 2001). Prevede una linea vocale dal vivo, senza testo tranne due movimenti, e due preregistrate diffuse allo stesso volume (tutta la partitura è in ppp, pianissimo), con l'obiettivo di fondere le voci nello spazio acustico della performance. L’approccio della cantante e sound artist Kristia Michael verso quest’opera è “incentrato sull'intimità della voce e sull'esperienza di ascolto. La voce umana è trattata come una presenza meditativa, con la polifonia che ci trascina in uno spazio-tempo alterato. Una trascendenza totale della voce e dell'esistenza fisica.”
– – > EVERLOVING (Stati Uniti) - prima apparizione italiana
– – > play the music of Henry Flynt - prima europea
EVERLOVING: Jonathan Kane batteria; Dave Soldier violino; Jim McHugh chitarra elettrica, voce; Peter Kerlin basso elettrico; Meredith McHugh voce, percussioni, chitarra elettrica; Peg Simone tastiere
musiche di Henry Flynt
a cura di Walter Rovere
Henry Flynt, attivista/filosofo anti-arte e musicista, ha coniato il termine "concept art" nel ’61, ed è stato compagno di strada di George Maciunas agli albori di Fluxus; ha picchettato nel ’64 due concerti di Stockhausen assieme a Tony Conrad contro il suprematismo della musicologia europea, e sostituito per due weekend John Cale nei Velvet Underground; è stato allievo di Pandit Pran Nath, e formato band con lo scultore Walter de Maria e C.C. Hennix. Rifiutando i confini estetici dell'avanguardia, Flynt teorizzò una Nuova Musica Etnica Americana che avrebbe mescolato liberamente il country blues del Delta, il Raga indiano, la musica Hillbilly degli Appalachi, l’impronta africana del rock di Bo Diddley, il free di Coleman e Coltrane, il minimalismo e il rock’n’roll delle origini. A sessant'anni dalle prime audaci performance di Flynt, gli EVERLOVING di Jonathan Kane (già con Swans, La Monte Young, Rhys Chatham) inverano la sua sfida con ipnotici tour de force di ruvida ed estatica trascendenza.
mercoledì 13 maggio 2026 – ore 20.30 – Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo – BOLOGNA
– – > Angharad Davies & Werner Dafeldecker (Galles, Austria)
– – > Aspheres - prima italiana
Angharad Davies violino; Werner Dafeldecker contrabbasso
musiche di Angharad Davies, Werner Dafeldecker
a cura di Werner Dafeldecker
La violinista gallese Angharad Davies e il contrabbassista austriaco Werner Dafeldecker sono rinomati a livello internazionale per un linguaggio sonoro altamente raffinato e la sottile sensibilità alle strutture microtonali. Separatamente, hanno all’attivo una lunga lista di collaborazioni con nomi che vanno da Axel Dörner, Lina Lapelytė e Eliane Radigue per la prima, a Fennesz, John Tilbury e David Sylvian per il secondo. Insieme, esplorano in profondità il potenziale acustico dei loro strumenti, impiegando tecniche strumentali estese congiuntamente a una deliberata riduzione del vocabolario sonoro. Al centro del loro lavoro c'è un'indagine condivisa degli spazi tra accordatura pura e battimento microtonale, tra gesti controllati e sviluppo sonoro spontaneo. Nel contesto dei loro concerti, la loro ricerca artistica si inserisce in un processo dialogico: un'esplorazione acustica oltre le categorizzazioni stilistiche, al confine tra composizione e improvvisazione, struttura e apertura.
– – > Franz Hautzinger & Burkhard Stangl (Austria)
– – > OYMORA - prima italiana
Franz Hautzinger tromba a quarti di tono, elettronica; Burkhard Stangl chitarra elettrica, elettronica
musiche di Franz Hautzinger, Burkhard Stangl
a cura di Franz Hautzinger
° con il sostegno del forum austriaco di cultura di Milano
Burkhard Stangl, chitarrista e compositore lavora nei campi dell'improvvisazione non idiomatica e della musica elettronica, contemporanea e concettuale. Ha coniato per la propria ricerca il termine “Ereignislose Musik” ("musica senza eventi"), e nel ’93 ha co-fondato i Polwechsel, pionieri riconosciuti di nuovo radicale "riduzionismo" della linguistica musicale a favore di un'esplorazione immersiva della materialità fisica del suono. Franz Hautzinger esplora la tromba dal 1989 con una propria modalità unica e antiaccademica, che ha sviluppato con uno strumento a quarti di tono in un cosmo sonoro inaudito. Oltre al suonare in solo e duo (Derek Bailey, Isabelle Duthoit, ...), come membro dell’Ensemble Zeitkratzer ha preso parte a collaborazioni con musicisti come Lou Reed e Keiji Haino. Esperti di jazz quanto di serie dodecafoniche, il loro duo ha scelto l'apparente contrasto dell’ossimoro come fonte d’ispirazione per esprimere ciò che è appena articolato o addirittura indicibile in una coppia di opposti.
venerdì 15 maggio 2026 – ore 20.30 – Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo – BOLOGNA
– – > Tristan Perich & Ensemble 0 (Stati Uniti, Francia) - prima assoluta
Tristan Perich (Stati Uniti, 1982)
Open Simmetry (2019);
per 3 vibrafoni e diffusione elettronica a 1 bit su 20 canali - prima italiana
NEW PIECE (2026);
per tamburi tom-tom e diffusione elettronica a 1 bit su 2 canali - prima assoluta
Ensemble 0:
Alexandre Babel, Julien Garin, Stéphane Garin: vibrafono, percussioni
musiche di Tristan Perich
a cura di Walter Rovere
Da metà dei 2000, Tristan Perich utilizza le forme più primitive di informatica – il suono a 1 bit e un codice scritto in Assembly – per creare forme musicali sorprendenti attraverso processi additivi elementari. Il suo album del 2007 1-Bit Music è stato il primo a venire pubblicato nella forma di una custodia per cd contenente un circuito integrato, una pila a bottone da 3 volt, e un'uscita minijack per cuffie. Attivando l’interruttore, il microchip esegue un codice che sintetizza la composizione elettronica in tempo reale. Open Symmetry è stato commissionato dal francese Ensemble 0, e accoppia le barre metalliche risonanti di 3 vibrafoni a 20 altoparlanti disposti spazialmente dotati di altrettanti microchip, ciascuno dei quali esegue la propria parte della composizione, con un risultato stupefacente per forma, colore e struttura sonora. In programma anche la prima assoluta di nuova composizione, ancora senza titolo, scritta da Perich per 12 tamburi tom-tom ed elettronica a 1 bit su 2 canali.
sabato 16 maggio 2026 – ore 20.30 – Basilica di Santa Maria dei Servi – BOLOGNA
– – > Tristan Perich & James McVinnie (Stati Uniti, Inghilterra) - prima italiana
Tristan Perich (Stati Uniti, 1982)
Infinity Gradient (2021);
per organo e diffusione elettronica a 1 bit su 100 canali - prima italiana
James McVinnie organo
musiche di Tristan Perich
a cura di Walter Rovere
Nata da una proposta di James McVinnie, organista che ha collaborato con artisti del calibro di Philip Glass e Squarepusher, Infinity Gradient è l'opera più ambiziosa di Tristan Perich fino ad oggi: una sinfonia di un'ora in sette movimenti per organo da chiesa e 100 altoparlanti, ciascuno pilotato da un proprio circuito elettronico a 1 bit personalizzato. Opera straordinaria con pochi precedenti, si tratta di un duetto tra due strumenti musicali distanti millenni nella loro concezione. L’incontro tra mondo digitale e meccanico è il fulcro del brano, che si muove tra momenti di stratificazioni melodiche e ritmiche di energia inarrestabile e passaggi delicati in cui i timbri elettronici riecheggiano i registri d'organo, dando alla musica una dimensione caleidoscopica. Pervasa da un grande dinamismo, è un'opera di colori e contrasti che si fondono in un insieme unico e trascendente, moltiplicata immensamente dal vivo nell’impatto spaziale dai diffusori e canne che irradiano suono da ogni direzione.
lunedì 18 maggio 2026 – ore 20.30 – Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo – BOLOGNA X
– – > Apartment House (Inghilterra)
– – > play Jürg Frey - prima assoluta
Jürg Frey (Svizzera, 1953)
Clarinet Quintet (2025); per clarinetto e quartetto d’archi - prima assoluta
Apartment House: Heather Roche clarinetto; Mira Benjamin violino; Chihiro Ono violino; Bridget Carey viola; Anton Lukoszevieze violoncello
musiche di Jürg Frey
a cura di Simon Reynell | Another Timbre (Londra)
X con il sostegno di Pro Helvetia – Fondazione svizzera per la cultura
Lo svizzero Jürg Frey è considerato uno dei maggiori compositori europei. Il suo lavoro è caratterizzato da un'elementare non-stravaganza del suono, una sensibilità per le qualità del materiale e una precisione nell'approccio compositivo. Il suo nuovissimo Clarinet Quintet è un’opera che per certi versi si discosta notevolmente dai toni sommessi e dagli spazi sonori silenziosi delle composizioni che hanno creato la sua fama nel collettivo Wandelweiser, l’associazione di compositori di cui ha fatto parte dagli anni ’90. Scegliendo un organico classico già ampiamente usato nel XVIII e XIX secolo, è una musica che non teme di confrontarsi con il romanticismo del Quintetto per clarinetto di Brahms e ci spinge al limite senza mai cadere nel sentimentalismo. Eppure, per altri versi, si percepisce una chiara continuità con la musica precedente di Frey: una cura meticolosa, una concentrazione rilassata in cui ogni nota conta, e un'esplorazione profondamente umana dei limiti estremi del possibile.
mercoledì 20 maggio 2026 – ore 20.30 – Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo – BOLOGNA
– – > Blutwurst (Italia, Svezia/Finlandia)
– – > play Marja Ahti & Marco Baldini - prima assoluta
Marja Ahti (Svezia/Finlandia, 1981)
Fluctuating Streams (2020/2024); arrangiamento per ensemble
Marco Baldini (Italia, 1986)
Pir (2026); per ensemble - prima assoluta
Blutwurst: Cristina Abati viola; Marco Baldini tromba; Maurizio Costantini contrabbasso; Daniela Fantechi fisarmonica; Michele Lanzini violoncello; Edoardo Ricci clarinetto basso; Luisa Santacesaria armonio
musiche di Marja Ahti, Marco Baldini
a cura di Simon Reynell | Another Timbre (Londra)
Il Blutwurst Ensemble è stato fondato a Firenze nel 2011 da musicisti impegnati nell'improvvisazione radicale e nella musica contemporanea. Fluctuating Streams nasce dal progetto di tradurre le opere elettroacustiche di Marja Ahti per strumenti acustici. Frutto non di una semplice trascrizione, ma di una trasformazione profonda sviluppata in stretto rapporto con la compositrice finlandese, il lavoro risultante abita uno spazio ambiguo tra memoria elettronica e presenza strumentale, preservando lo spirito dell’originale e rivelando al tempo stesso nuove dimensioni temporali, timbriche e percettive. Pir di Marco Baldini, membro fondatore dell’ensemble, è liberamente basato sulla scala di Marva, un noto Raga del Tramonto della musica Indostana. Pir cerca di tradurre i gesti monodici di Marva in un’architettura armonica e polifonica capace di restituirne l’intensità. Il risultato è un brano in cui l’andamento lento e i contrasti timbrici concorrono a creare un’atmosfera di inquieta attesa.
martedì 26 maggio 2026 – ore 19.00 – Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo – BOLOGNA Y
– – > Piccolo Coro Angelico
– – > MOMENTO SAGGIO - prima assoluta
Silvia Tarozzi direzione; Roberta Ciancio co-direzione; Gloria Giovannini co-direzione, coordinamento
Piccolo Coro Angelico: Agata Loperfido, Arianna Carletti, Arturo Vespignani, Aurora Tuveri, Cordelia Vonmetz, Dzvenyslava Khomut, Federico Cattabriga, Giordano Brembilla, Giulia Masotti, Leonardo Igor Provvisionato, Lucia Carbone, Maya Schipilova, Orlando Orsi, Sofia Schneeberger, Tea Fidanza, Teodora Nicoli Terrusi, Zoe D’Ascanio
ospite: Cecilia Stacchiotti pianoforte
musiche e testi di Piccolo Coro Angelico, Alessandra Celletti, Meredith Monk,
Bruno Lauzi, The Chordettes, Ornella Vanoni, Silvia Tarozzi, …
nell’ambito delle attività della Scuola di Musica Angelica
Y con il contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna
Il Piccolo Coro Angelico è un laboratorio di sperimentazione vocale per bambini tra i 5 e i 12 anni promosso da AngelicA dal 2011. Ogni anno il coro sviluppa coi bambini un percorso di attività che spaziano dall’imparare a cantare insieme al creare nuove canzoni, all’improvvisare vocalmente o con l’uso di strumenti giocattolo, al collaborare con musicisti internazionali (tra i compositori che hanno scritto per il PCA ci sono Giovanna Marini, Philip Corner, Alvin Curran, ...). Il tema del saggio-concerto di quest’anno è il tempo. Pionieri bambini esploratori del tempo creano musica e la condividono col pubblico di AngelicA; si cimentano coi temi dolci e puntuali delle canzoni di Alessandra Celletti, con le voci post-medievali di Meredith Monk, con il Brasile italiano di Ornella Vanoni; ritrovano canzoni degli anni scorsi per rinnovare il piacere di cantarle insieme; e i più grandi di loro si lanciano nell'interpretazione di una canzone americana molto popolare degli anni '50, riscritta per loro.
venerdì 29 maggio 2026 – ore 20.30 – Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo – BOLOGNA
– – > ENSEMBLE NIST-NAH (Australia, Francia, Colombia, Italia)
ENSEMBLE NIST-NAH: Will Guthrie, Charles Dubois, Paula Escobar, Irina Leach, Marco Luparia,
Sven Michel, Julien Ouvrard, Ellen Pelé: gamelan, percussioni, batteria
musiche di Will Guthrie, Sven Michel, Marco Luparia
a cura di Tanos Papanikolaou
L'Ensemble Nist-Nah è stato fondato nel 2019 dal batterista e percussionista australiano Will Guthrie. La musica dell'Ensemble è nata dai viaggi di Guthrie in Indonesia e dalla sua passione per varie forme di musica Gamelan, da quelle tradizionali alle incarnazioni contemporanee. Tuttavia, lungi dall'essere un mero esercizio di esotismo, Nist-Nah è semplicemente la prosecuzione del lavoro che Guthrie ha intrapreso sulle percussioni metalliche per i suoi soli dell’ultima decade, dove gong, campane tibetane e piatti sono utilizzati per costruire muri di toni sospesi e dettagli scintillanti, sfruttandone il potenziale melodico e armonico quanto le possibilità poliritmiche/polimetriche. Sebbene ora Guthrie abbia ampliato la sua tavolozza sonora alla strumentazione del Gamelan per rendere esplicito omaggio al genere, le influenze che informano la musica dell’Ensemble sono le più variegate, e comprendono il free jazz, la musica elettroacustica e pratiche compositive sperimentali di diverso tipo
sabato 30 maggio 2026 – ore 20.30 – Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo – BOLOGNA
– – > HORSE LORDS (Stati Uniti)
– – > Demand to be Taken to Heaven Alive - prima italiana
Horse Lords: Andrew Bernstein sax alto, percussioni; Max Eilbacher basso elettrico, elettronica;
Owen Gardner chitarra elettrica; Sam Haberman batteria
musiche di Horse Lords
a cura di Gianluca Turrini, Marco Stangherlin | Wakeupandream
Gli Horse Lords da Baltimora rappresentano una tra le realtà più effervescenti in cui ci si possa imbattere oggi alla ricerca di una declinazione d’avanguardia del rock. Nel loro assetto strumentale, il gruppo si affida a una voce e a una concentrazione collettive per costituire il nucleo della loro forza. La loro musica si basa sulla microtonalità e sui poliritmi africani, prendendo in prestito elementi da krautrock e post-punk, dalle tecniche chitarristiche Mauritane e dalla tradizione musicale degli Appalachi, dal minimalismo storico e dall’hoquetus medievale. La band usa il sistema di accordatura in just intonation, prediletto da compositori come James Tenney, che richiede l'uso di chitarre modificate riposizionandone i tasti. La musica risultante appare allo stesso tempo incredibilmente dettagliata ed eminentemente umana: brani stratificati e complessi a livello tonale e ritmico, intrecci simili al moiré che si sviluppano in labirinti sonori dal groove elettrizzante e irresistibile.
Biglietti:
Concerti - 5, 6, 7, 13, 15, 16, 20, 29 maggio - 10€ | ridotto 5€
Concerti - 8, 30 maggio - 15€ | ridotto 10€
Concerto - 26 maggio ore 19 (Momento Saggio Piccolo Coro Angelico) - 2 €
La Biglietteria apre 30 minuti prima dell'orario del concerto
Prevendite: https://www.boxerticket.it/eventi/angelica-36/
Il luoghi di AngelicA 36:
CENTRO DI RICERCA MUSICALE / TEATRO SAN LEONARDO Via San Vitale 63, Bologna
BASILICA DI SANTA MARIA DEI SERVI Strada Maggiore 43, Bologna
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PISA JAZZ
REBIRTH 2026
PRIMI NOMI DELLA LINE-UP
DAL 5 AL 14 LUGLIO IL CUORE DEL PROGRAMMA AL GIARDINO SCOTTO DI PISA
TRA I NOMI PAOLO FRESU, DEE DEE BRIDGEWATER E ALTRI PROTAGONISTI DELLA SCENA INTERNAZIONALE, CON UNO SGUARDO ALLE NUOVE GENERAZIONI
Tra giugno e luglio torna Pisa Jazz Rebirth, il festival che negli ultimi anni ha consolidato il ruolo della città nel panorama jazzistico nazionale, con un programma che coniuga grandi nomi e nuove voci del jazz contemporaneo. "Milestones" è il titolo dell’edizione 2026, un omaggio al celebre album di Miles Davis in cui suona a fianco di John Coltrane, nell’anno del centenario della nascita di queste due leggende del jazz. Dal 5 al 14 luglio il Giardino Scotto accoglie il cuore del programma, confermandosi come palco principale del festival. Il cartellone riunisce artisti di riferimento della scena internazionale accanto a progetti originali e nuove produzioni.
In primo piano Paolo Fresu, in scena domenica 5 luglio con Kind of Lives, progetto dedicato proprio all’eredità musicale di Miles Davis, tra riletture e nuove scritture. Il lavoro, che deriva dallo spettacolo teatrale Kind of Miles, attraversa alcune delle tappe più significative del percorso davisiano, restituendone lo spirito in una prospettiva contemporanea. Sul palco due sezioni ritmiche, una acustica e una elettrica, per attraversare tutti i sound che Miles ha creato nella sua carriera.
Tra i nomi annunciati, lunedì 6 luglio è la volta di Immanuel Wilkins Quartet, tra le voci più rilevanti della nuova scena jazz americana, con una ricerca che unisce spiritualità e tensione contemporanea.
Martedì 7 luglio Francesco Zampini Trio apre la serata, seguito da Kurt Rosenwinkel, figura centrale della chitarra jazz degli ultimi decenni, protagonista con il progetto The Remedy.
Mercoledì 8 luglio sul palco Jacopo Fagioli con Dialogue, quindi la Siena Jazz University Orchestra, diretta da Roberto Spadoni, con un omaggio a Bud Powell e la partecipazione dello storico Francesco Martinelli. L'ensemble riunisce i migliori talenti dei corsi accademici di Siena Jazz, con cui il festival mantiene un rapporto consolidato.
Giovedì 9 luglio la serata inizia con il future jazz-hip hop dei Family Conflict e prosegue con la prima esibizione italiana di Venna, al secolo Malik Venner, esponente della nuova scena londinese, con un suono che attraversa jazz, soul e influenze contemporanee.
Venerdì 10 luglio la Giovanni Falzone Libera Band presenta il suo originale omaggio a Davis con Suite for Miles, seguita da Rita Marcotulli con Luca Aquino, nel progetto Under 29 But Me che mette in dialogo generazioni e linguaggi.
Sabato 11 luglio apre il Federico Monzani Trio, produzione originale del festival, quindi Shai Maestro, pianista tra i più sensibili e visionari della scena internazionale, con il quartetto The Guesthouse.
Domenica 12 luglio Lorenzo Simoni 4tet meets Jason Palmer introduce la serata, seguita da First Meeting, progetto che riunisce i quattro pesi massimi del jazz internazionale, Gonzalo Rubalcaba, Chris Potter, Larry Grenadier ed Eric Harland, che presentano l'album omonimo.
Lunedì 13 luglio Lost IQ apre la serata, seguito da The Bad Plus, formazione che ha ridefinito i confini del genere, nel tour che segna il loro addio alle scene.
Martedì 14 luglio sul palco Dee Dee Bridgewater, vera diva del jazz contemporaneo, protagonista di una carriera che attraversa oltre cinquant’anni di musica tra jazz, teatro e impegno civile. Vincitrice di tre Grammy Awards e di un Tony Award, ha collaborato con figure come Dizzy Gillespie e Sonny Rollins, affermandosi come una delle interpreti più versatili e riconoscibili della scena internazionale. L'attuale formazione in tour della Signora del jazz è un quartetto tutto femminile dal cast internazionale, una formazione concepita per lanciare un grido di battaglia: We Exist!. Nel progetto confluiscono brani di protesta come Mississippi Goddam di Nina Simone, Compared to What di Gene McDaniels, I Got You (I Feel Good) di James Brown, Gotta Serve Somebody di Bob Dylan. Arte e attivismo convergono, in un’ottica totalmente femminile, nella poliedrica, raffinata e potente vocalità di una leggenda della musica jazz.
Il programma si completerà nelle prossime settimane con nuovi annunci e ulteriori appuntamenti in città, ampliando il dialogo tra musica e territorio. A questi si affiancheranno appuntamenti presentati insieme a Caracol, Pisa Folk e The Thing.
Pisa Jazz Rebirth si svolge sotto la direzione artistica di Francesco Mariotti, con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Toscana, Comune di Pisa, Fondazione Pisa, Pisamo.
Il festival si realizza grazie alla preziosa collaborazione di molte realtà del territorio come Ente Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli, Toscana Produzione Musica, Arno Vivo, Fondazione Palazzo Blu, Associazione Pisafolk, Associazione The Thing, Caracol Pisa, Circolo Borderline Club, Siena Jazz – Accademia Nazionale del Jazz.
Pisa Jazz opera nel circuito nazionale dell'Associazione I-Jazz e in quello europeo di Europe Jazz Network. Partner tecnico Bufalo Sound Service. Media Partner La Nazione Pisa.
Biglietti e abbonamenti disponibili su Ticketone (https://tinyurl.com/pisa-jazz-rebirth-26). Informazioni sul sito www.pisajazz.it.
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TORNA DALL’ 8 LUGLIO AL 4 AGOSTO ALLA SPEZIA
il festival punto di riferimento per la musica jazz in Italia
FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL JAZZ DELLA SPEZIA
ANNUNCIATO IL PROGRAMMA DELLA 58ª EDIZIONE
IL PROGRAMMA COMPLETO DEGLI EVENTI SU www.laspeziajazzfestival.it
Dall’8 luglio al 4 agosto si terrà alla Spezia la 58ª edizione del FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL JAZZ DELLA SPEZIA, il più antico festival musicale italiano dedicato al genere divenuto punto di riferimento per la musica jazz in Italia e in Europa. Il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini dichiara: “La nuova edizione del Festival Internazionale del Jazz della Spezia conferma ancora una volta il ruolo della nostra città come punto di riferimento per questo genere musicale, grazie a una manifestazione storica che da oltre mezzo secolo rappresenta un’eccellenza a livello mondiale. Come Amministrazione abbiamo lavorato con determinazione per ampliarlo e rilanciarlo, rafforzandone il profilo internazionale e portando alla Spezia artisti di assoluto livello, come Pat Metheny, che quest’anno aprirà la rassegna, Billy Cobham, Noa e LP, una cantante statunitense di origini italiane, con oltre un miliardo di ascolti sulle piattaforme streaming, che si aggiungono ai grandi nomi di questa edizione e di quelle passate, come Russell Crowe, i Jethro Tull, Goran Bregovic, Mike Stern, Marcus Miller e molti altri. Il programma di quest’anno ne è la dimostrazione concreta, con un cartellone di grande qualità capace di unire tradizione e innovazione e il successo crescente delle ultime edizioni conferma che stiamo andando nella giusta direzione: il Festival non è solo un appuntamento culturale di primo piano, ma anche un importante strumento di promozione della città, capace di attrarre pubblico e valorizzare il nostro territorio”. Il Festival celebra la 58ª edizione con un programma di respiro internazionale che porterà in città alcuni tra i più importanti protagonisti della scena jazz. Il cartellone di quest’anno, con la direzione artistica di Lorenzo Cimino, propone un percorso artistico ambizioso che mette in dialogo i padri fondatori del genere con le icone del pop-jazz contemporaneo, offrendo una visione completa dell’evoluzione del linguaggio musicale.
L’8 luglio inaugurerà questa edizione della kermesse Pat Metheny. Il leggendario chitarrista americano si esibirà in “Side – Eye III” il suo progetto dedicato ai nuovi talenti, dimostrando come il jazz sia una forma d’arte in costante movimento e capace di rigenerarsi attraverso il passaggio di testimone generazionale.
Il 13 luglio sarà il turno dei Yellowjackets, il quartetto fusion per eccellenza. Con oltre quarant'anni di carriera, la band porterà alla Spezia quel sound sofisticato e dinamico che ha ridefinito i confini tra jazz, R&B e pop d’autore.
Il 18 luglio è atteso Billy Cobham con la Time Machine Band. Il pioniere della batteria jazz-fusion, celebre per la sua potenza e precisione millimetrica, regalerà una performance ad alto tasso di energia.
Il 19 luglio l'atmosfera si farà intima ed elegante con Kenny Barron, accompagnato dalla straordinaria contrabbassista Linda Oh. Un incontro tra la storia del pianismo mondiale e una delle voci più rilevanti del jazz moderno, per una serata all’insegna del lirismo più raffinato.
Il 24 luglio, la voce di NOA porterà il Festival verso sonorità mediterranee e universali. L'artista israeliana, da sempre impegnata nel dialogo tra culture, offrirà un concerto che unisce eccellenza tecnica e profondo impegno civile.
Il 25 luglio il gran finale è affidato a LP, con un evento cross-over di grande richiamo che testimonia la volontà del Festival di aprirsi a un pubblico internazionale e diversificato, portando alla Spezia una delle voci più iconiche e graffianti del panorama pop-rock contemporaneo.
Il Direttore artistico Lorenzo Cimino dichiara: "Questo 58° capitolo non è solo una rassegna di concerti, ma un racconto coerente della musica del nostro tempo. Avere nello stesso cartellone artisti come Barron, Metheny e L.P. significa che La Spezia continua a essere un punto di riferimento imprescindibile per la cultura musicale europea, capace di onorare la tradizione guardando dritto al futuro."
Il festival internazionale del jazz della Spezia è il più longevo festival musicale italiano dedicato alla musica jazz. Si svolge a La Spezia, nell'estate di ogni anno, ininterrottamente dal 1969. L'idea di organizzare un festival del jazz in città si concretizza nell'estate del 1969 per iniziativa dello storico musicista Tiberio Nicola e di altri appassionati che, appena l'anno prima, avevano dato vita all'associazione “Amici del Jazz della Spezia”. Per le prime tre edizioni il festival ha luogo a Lerici, nel parco di villa Marigola, ospitando da subito musicisti di livello internazionale. Il 18 luglio 1969 fu la data del primo “Festival Del Jazz della Spezia”. Quella sera suonarono il trio di Bill Evans (con Eddie Gomez e Marty Morell), il quartetto del sassofonista americano Lucky Thompson ed una big band diretta dal trombettista canadese Maynard Ferguson. Dalla 52ª edizione la direzione artistica è stata affidata a Lorenzo Cimino mentre l’organizzazione alla Società dei Concerti della Spezia. L’edizione 2025 della rassegna ha raggiunto un nuovo primato superando le 7.000 presenze e dimostrando che La Spezia è sempre più un punto di riferimento per la musica e per gli eventi di livello nazionale e internazionale.
8 LUGLIO
PAT METHENY in “Side Eye III +”
13 LUGLIO
YELLOWJACKETS
18 LUGLIO
BILLY COBHAM AND Time Machine Band
19 LUGLIO
KENNY BARRON & LINDA OH
24 LUGLIO
NOA in “NOA in Concert”
4 AGOSTO
LP
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MONFORTINJAZZ 2026
AUDITORIUM HORZOWSKI
Monforte d’Alba (CN)
Monfortinjazz svela tre nuovi concerti che si aggiungono al ritorno già annunciato dei Kings of Convenience per il cartellone dell'edizione più attesa nella storia del festival (e non è finita qui!)
L'Associazione Monfortearte ODV e Ponderosa Music & Arts continuano a costruire, concerto dopo concerto, un'estate straordinaria sull'Auditorium Horszowski di Monforte d'Alba: il gioiello acustico all'aperto che domina le Langhe piemontesi e che dal 1976 è diventato uno dei luoghi più amati dalla musica dal vivo in Italia e in Europa. Cinquanta anni di storia che passano attraverso nomi leggendari e serate rimaste nell'immaginario collettivo. E ora, per questo compleanno importante, arrivano Tony Hadley, Stefano Bollani con Enrico Rava e Paolo Fresu con il suo omaggio a David Bowie.
Si comincia sabato 26 giugno con una delle voci più riconoscibili della musica internazionale. Tony Hadley, ex frontman degli Spandau Ballet e interprete dalla carriera solista straordinaria, porta a Monfortinjazz il suo nuovo tour An Englishman in Italy, che coincide con l'uscita di un nuovo album rock di inediti, un lavoro energico e contemporaneo capace di rivelare la profondità e la versatilità di un artista che non smette di reinventarsi. In scaletta trovano spazio i brani del nuovo progetto accanto ai grandi successi della sua carriera, Through the Barricades, True, Gold e alle canzoni della vita solista, con quell'equilibrio tra energia ed eleganza che ha sempre reso i suoi live qualcosa di speciale. Al suo fianco la Fabulous TH Band, la formazione con cui ha costruito nel tempo una simbiosi umana oltre che musicale. "Il pubblico italiano ha sempre avuto un'energia unica", ha dichiarato l'artista. "E negli anni ho costruito con loro un legame autentico, che continua a sorprendermi." Quarantacinque anni di carriera, il Gold Badge Award della British Academy of Composers and Songwriters, il titolo di MBE per il suo impegno benefico: sul palco di Monforte d'Alba salirà uno degli artisti che ha scritto la storia del pop mondiale.
Una settimana dopo, venerdì 3 luglio, l'Auditorium ospita una serata doppia e irripetibile. Stefano Bollani ed Enrico Rava si conoscono dal 1996, quando il giovane pianista muoveva i suoi primi passi e il grande trombettista ne intuì subito il talento eccezionale. Da allora diventano “la coppia più bella del jazz”, un sodalizio che ha attraversato decenni, palcoscenici di tutto il mondo e dischi memorabili: Quello fra l’eclettico pianista milanese e il trombettista di origini triestine, ma torinese d’adozione, è un dialogo che – nonostante la molteplicità e l’eterogeneità di progetti di entrambi – non si è mai interrotto. Un dialogo che trae la propria linfa vitale da fonti diverse: dagli standard del jazz, ovviamente, ma anche dalla musica brasiliana, dalla canzone italiana e da brani originali, in un gioco continuo di suggestioni e rimandi. L’intesa e la creatività del momento fanno il resto come può sperimentare direttamente il pubblico che si troverà davanti a un’intesa magica e palpabile, che nasce dalla combinazione perfetta fra la vena poetica e melodica di Rava e il pianismo estroverso, spesso giocoso, ma sempre elegante e colto, di Bollani. Il concerto sarà preceduto dalla proiezione di Tutta vita, il documentario diretto da Valentina Cenni presentato alla Festa del Cinema di Roma che racconta il momento in cui Bollani riunisce in una residenza musicale alcuni tra i più grandi nomi del jazz italiano, tra cui lo stesso Rava, per preparare un concerto unico al Teatro Rossetti di Trieste. Da questo concerto nasce il disco Tutta Vita Live, in uscita il 20 marzo per Ponderosa Music Records. Una serata inedita fatta di cinema e musica, di storia e di vita.
Sabato 18 luglio è la volta di un atto artistico che è, al tempo stesso, un omaggio e un'invenzione. Paolo Fresu, tromba, flicorno, elettronica, porta a Monfortinjazz il progetto Heroes, un viaggio nella musica di David Bowie con una band costruita appositamente e composta da musicisti straordinari: John De Leo (Quintorigo) alla voce, Filippo Vignato al trombone, Francesco Diodati alla chitarra, Francesco Ponticelli al contrabbasso e Christian Meyer alla batteria. Il progetto nasce da un'intuizione precisa: Bowie e il jazz hanno sempre intrattenuto un rapporto segreto e profondo, e Fresu, considerato tra i trombettisti più importanti al mondo, lo svela attraverso una trentina di pezzi tra i più significativi del catalogo bowiano. Life on Mars, This Is Not America, Warszawa: brani che appartengono all'immaginario collettivo e che qui vengono restituiti al pubblico con arrangiamenti originali in cui ogni musicista ha portato il proprio sguardo, la propria voce. "Avvicinarsi alla musica di David Bowie è una grande emozione e anche una straordinaria opportunità", ha detto Fresu. "Bowie è un autore immortale che è sempre stato vicino al jazz." A questi tre nuovi appuntamenti si affianca il concerto dei Kings of Convenience, già annunciato e accolto con grande entusiasmo: Erlend Øye ed Eirik Glambek Bøe tornano all'Auditorium Horszowski domenica 26 luglio alle 19, undici anni dopo quel concerto del 2015 che è rimasto tra i più amati nella memoria del festival. Il programma di Monfortinjazz 2026 è in corso di definizione: altri appuntamenti saranno annunciati nelle prossime settimane, per un'estate che si preannuncia all'altezza di cinquant'anni di storia straordinaria.
sabato 26 giugno ore 21.30
TONY HADLEY
An English man in italy
venerdì 3 luglio ore 21.30
STEFANO BOLLANI E ENRICO RAVA
in concerto
e proiezione del documentario Tutta vita di Valentina Cenni
sabato 18 luglio ore 21.30
PAOLO FRESU
JOHN DE LEO, FILIPPO VIGNATO, FRANCESCO DIODATI, FRANCESCO PONTICELLI, CHRISTIAN MEYER
Heroes - Omaggio a David Bowie
venerdì 24 luglio ore 21.30
SUZANNE VEGA
Flying with Angels Tour 2026
domenica 2 agosto ore 19
VINICIO CAPOSSELA
30 anni de Il ballo di San Vito
Monfortinjazz 2026 rivela gli ultimi due concerti che completano il calendario dell'edizione del cinquantesimo anniversario. L'Associazione Monfortearte ODV e Ponderosa Music & Arts chiudono così il cerchio di un'estate straordinaria all'Auditorium Horszowski di Monforte d'Alba, il gioiello acustico all'aperto che domina le Langhe piemontesi e che dal 1976 è diventato uno dei luoghi più amati dalla musica dal vivo in Italia e in Europa.
Venerdì 24 luglio alle ore 21.30, l'Auditorium Horszowski accoglie una delle voci più iconiche della musica internazionale: Suzanne Vega porta a Monforte d'Alba il Flying with Angels Tour 2026. Considerata una delle cantautrici più importanti della sua generazione, Suzanne Vega ha incarnato fin dagli anni Ottanta la rinascita del folk contemporaneo, portando sul palco storie di vita urbana con una lucidità poetica che il New York Times ha descritto come quella di «una straordinaria narratrice che osserva il mondo con occhio clinicamente poetico». Il tour prende il nome dall'ultimo album Flying with Angels, pubblicato nel maggio 2025 e accolto con entusiasmo da pubblico e critica internazionale. Sul palco dell'Auditorium Horszowski, Vega proporrà uno spettacolo che attraversa tutta la sua carriera: dai brani che l'hanno resa celebre come Tom's Diner, Luka, Marlene on the Wall, fino ai pezzi del nuovo album. Ad accompagnarla il suo storico chitarrista Gerry Leonard, noto per la sua collaborazione con David Bowie, e la violoncellista Stephanie Winters, per un live intimo e avvolgente, capace di «tessere un incantesimo di luce e ombra, fondendo classici e nuovo materiale con storie intime per una notte memorabile». Monfortinjazz chiude in grande il programma del suo cinquantesimo anniversario domenica 2 agosto alle ore 19 con Vinicio Capossela e la festa per i 30 anni de Il Ballo di San Vito, celebrazione di un disco che ha segnato per sempre la canzone d'autore italiana. Pubblicato nel 1996, Il Ballo di San Vito fu una dichiarazione di poetica: una commistione inedita di jazz, blues, tango, musica popolare e ironia coltissima, prodotta da Capossela insieme al pianista Evan Lurie, con arrangiamenti che portano il segno di un'intera comunità sonora. A rendere questo anniversario ancora più significativo è la presenza, già in quel 1996, di alcuni di grandi musicisti, molti dei quali legati alla storia di Monfortinjazz: tra loro il chitarrista Marc Ribot, insieme a Davide Graziano alla batteria, Gianluca "Cato" Senatore alla chitarra, Carlo Rossi al mixer e Renato Striglia "diavolo custode", tutti evocati in un live capace di unire presenze e assenze in un unico suono. Capossela è di casa a Monfortinjazz, dove è tornato quattro volte nel corso degli anni lasciando ogni volta un segno nella memoria del festival e del suo pubblico. Che la sua quinta presenza coincida con il cinquantesimo anniversario della manifestazione e con il trentesimo compleanno di Il Ballo di San Vito non è soltanto una felice coincidenza: è il modo più giusto per chiudere il cerchio di un'edizione straordinaria.
Con questi due annunci, il calendario di Monfortinjazz 2026 è completo. L'edizione del cinquantesimo anniversario vede alternarsi sul palco dell'Auditorium Horszowski: Tony Hadley (26 giugno), Stefano Bollani ed Enrico Rava con la proiezione del documentario Tutta vita di Valentina Cenni (3 luglio), Paolo Fresu con il progetto Heroes – Omaggio a David Bowie con John De Leo, Filippo Vignato, Francesco Diodati, Francesco Ponticelli e Christian Meyer (18 luglio), Kings of Convenience (26 luglio), Suzanne Vega (24 luglio) e Vinicio Capossela (2 agosto).
Vendita online presso i circuiti ticketone.it, ticketmaster.it
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Visioninmusica
presenta
VISIONINMUSICA 2026
dal 23 gennaio al 14 maggio 2026
Auditorium Gazzoli, Terni
Biglietti in prevendita su vivaticket.it
Torna a Terni Visioninmusica, la rassegna che da ventidue edizioni propone il meglio della musica contemporanea tra jazz, crossover, canzone d’autore e nuovi talenti internazionali. Anche per il 2026, il palco dell’Auditorium Gazzoli ospiterà artisti capaci di coniugare virtuosismo, emozione e ricerca sonora in un calendario che si snoda da gennaio a maggio, con sette concerti principali, una masterclass fuori abbonamento e tre lezioni-concerto matinée dedicate alle scuole.
Con uno sguardo sempre più aperto al panorama europeo e alle eccellenze italiane, Visioninmusica si conferma come uno degli appuntamenti musicali più attesi del Centro Italia.
«Visioninmusica 2026 è un percorso sonoro che attraversa generi, confini e sensibilità diverse, accomunate da una profonda autenticità artistica», racconta la direttrice artistica Silvia Alunni. «Ogni concerto sarà anche per questa nuova edizione un invito all’ascolto profondo, alla scoperta di nuove sonorità e all’incontro con talenti eccezionali.»
Si parte venerdì 23 gennaio 2026, alle ore 21.00, con una delle voci femminili più raffinate e comunicative della scena musicale italiana: Simona Molinari. L’artista porterà sul palco il suo nuovo progetto Kairos, uno spettacolo intenso e raffinato che attraversa la sua carriera artistica con grazia e profondità. Tra jazz, pop e world music, la Molinari propone un viaggio emozionale attraverso brani simbolo come Egocentrica, La felicità e In cerca di te (Sola me ne vo per la città), insieme a riletture di Ella Fitzgerald, Lucio Dalla, Francesco De Gregori e un inedito firmato Bungaro. Il titolo richiama il concetto greco del “tempo opportuno”, e in effetti Kairos è il momento perfetto per riscoprire la potenza comunicativa delle sue interpretazioni. La serata si apre con il quintetto manouche Four on Six, anche protagonista del primo appuntamento matinée dedicato agli studenti.
Due settimane dopo, venerdì 6 febbraio, sarà la volta del giovane contrabbassista tedesco Nils Kugelmann, considerato una delle voci emergenti più interessanti del jazz europeo, che presenterà Life Score, accompagnato dal pianista Luca Zambito e dal batterista Sebastian Wolfgruber. Questo trio si distingue per la capacità di creare atmosfere narrative dal forte impatto emotivo, in cui il contrabbasso diventa voce narrante e la musica assume una dimensione cinematografica. Ogni brano è un piccolo film sonoro che racconta scene della quotidianità con delicatezza e intensità.
Un’esperienza di ascolto unica, tra groove raffinati, pause significative e melodie evocative. L’apertura è affidata al quartetto guidato da Fabio D’Isanto, batterista di talento del jazz italiano che presenta il suo nuovo disco Libero.
Il mese di febbraio prosegue con un appuntamento imperdibile: venerdì 20 febbraio, il pianista francese Thomas Enhco presenta a Visioninmusica il suo progetto in piano solo Mozart Paradox. Formatosi tra classica e jazz, Enhco rilegge il genio di Mozart con un approccio libero, rispettoso e sorprendente. L’Ouverture di Don Giovanni, l’Ave Verum Corpus, la Serenata notturna e il Concerto per clarinetto vengono trasformati in materia viva, plasmata da un tocco poetico e moderno che rompe le barriere tra generi. Un omaggio coraggioso che restituisce freschezza a uno dei repertori più amati di sempre. In apertura l’Orchestra Giovanile Italiana di Sassofoni che, nello stesso giorno, incontra le scuole per raccontare le potenzialità timbriche e narrative di questo strumento.
L’arrivo di marzo coincide con un concerto dal forte valore poetico: venerdì 6 marzo, Bungaro e il sassofonista Raffaele Casarano presentano Canzoni in Bianco e Nero, un progetto che mescola canzone d’autore e jazz. Accompagnati dal percussionista Alessandro Monteduro, i due artisti offrono una rilettura intensa del repertorio cantautorale italiano, affiancando composizioni originali a brani reinterpretati con arrangiamenti essenziali ed evocativi. È un concerto che invita a rallentare, a riflettere, a sentire profondamente. In apertura, l’energia vocale e la precisione armonica del gruppo a cappella Mezzotono, protagonista anche dell’ultima matinée dedicata alle scuole.
Una settimana dopo, venerdì 13 marzo, la rassegna si apre all’elettronica e alle radici medio orientali con l’arrivo del franco-libanese Robinson Khoury, trombonista e compositore tra i più innovativi della sua generazione. Il progetto MŸA, presentato in anteprima italiana proprio a Terni, è un’esperienza immersiva che fonde jazz, elettronica, poesia e memoria. Sul palco, insieme a Khoury, ci saranno Anissa Nehari e Leo Jassef: una formazione che trasforma il concerto in un rituale sonoro, fatto di melismi arabi, improvvisazioni sospese e tensioni ipnotiche. Vincitore del prestigioso premio Django Reinhardt 2024, Khoury incarna un nuovo modo di fare jazz, in cui la forma cede il passo all’intuizione e alla profondità emotiva.
Venerdì 27 marzo, il palco del Gazzoli accoglie uno dei giganti della chitarra internazionale: Frank Gambale, chitarrista storico della Chick Corea Electric Band e di Stanley Clarke, con il suo Natural High Trio. Accompagnato dal bassista Dominique Di Piazza e dal pianista Jerry Leonide, Gambale propone i brani degli acclamati album Natural High e Natural Selection con una formazione senza batteria, in cui l’interplay tra i musicisti crea un flusso continuo di tensione lirica, virtuosismo e improvvisazione. Le sue composizioni, eleganti e fluide, rivelano una maturità artistica che va ben oltre la tecnica e punta dritta al cuore.
A chiudere la stagione, giovedì 14 maggio, sarà il batterista inglese Simon Phillips, leggenda vivente della fusion e del progressive, già al fianco di Jeff Beck, Mick Jagger, The Who e per oltre vent’anni colonna portante dei Toto. Con Protocol V, Phillips presenta un progetto strumentale travolgente, affiancato da Alex Sill, Ernest Tibbs, Otmaro Ruiz e Jacob Scesney. Il suono del quintetto è un equilibrio perfetto tra energia, scrittura raffinata e improvvisazione: ogni brano è costruito come un racconto a più voci, dove la batteria è protagonista ma non comanda bensì ascolta e dialoga. Il concerto rappresenta il perfetto sigillo finale per una stagione che ha fatto della libertà musicale il suo filo conduttore.
EVENTO SPECIALE FUORI ABBONAMENTO (DURATA 3 ORE)
Giovedì 26 marzo alle ore 18:00, gli appassionati avranno un'occasione imperdibile: Frank Gambale, la leggenda della chitarra fusion internazionale, terrà una preziosa e approfondita Masterclass della durata di tre ore. L'incontro sarà dedicato alla comprensione armonica avanzata di scale e accordi, ai segreti della sua celebre e rivoluzionaria Sweep Picking Technique, al perfezionamento della fluidità d’esecuzione e all’armonia tra complessità tecnica e interpretazione. Una rara opportunità di crescita artistica a contatto diretto con uno dei chitarristi più influenti e innovativi della scena internazionale.
VISIONINMUSICA SCUOLA 2026
Visioninmusica rinnova anche per il 2026 il suo impegno nella didattica con tre appuntamenti matinée pensati per il pubblico delle scuole: il 23 gennaio con i Four on Six e il loro travolgente e giocoso approfondimento sul jazz gitano dal titolo “Manouche Playground”, il 20 febbraio con l’Orchestra Giovanile Italiana di Sassofoni ne “Le mille voci del sax”, e infine il 6 marzo con i Mezzotono e l’entusiasmante laboratorio vocale “Orchestra… a cappella!”. Un percorso educativo che invita i più giovani ad avvicinarsi alla musica dal vivo attraverso esperienze coinvolgenti, interattive e formative. Per maggiori informazioni su Visioninmusica Scuola 2026 e le relative prenotazioni. Tutti i concerti di Visioninmusica 2026 si svolgeranno all’Auditorium Gazzoli di Terni con inizio alle ore 21.
14 maggio 2026 ore 21.00
SIMON PHILLIPS & PROTOCOL 6
SIMON PHILLIPS • batteria; ALEX SILL • chitarra; ERNEST TIBBS • basso; OTMARO RUIZ • tastiere; PHILLIP WHACK • sassofoni
Sarà Simon Phillips, leggenda della batteria e figura di riferimento assoluta della scena internazionale, a chiudere la stagione XXII di Visioninmusica con il concerto di Simon Phillips & Protocol 6, in programma giovedì 14 maggio 2026 alle ore 21.00 all’Auditorium Gazzoli di Terni. Con oltre cinque decenni di carriera, Simon Phillips ha costruito un percorso straordinario che attraversa jazz, rock e fusion, collaborando con artisti iconici come Jeff Beck, The Who, Frank Zappa, Peter Gabriel, Stanley Clarke, Al Di Meola, Joe Satriani, Brian Eno, Hiromi e molti altri. Un capitolo fondamentale della sua carriera è rappresentato dai vent’anni nei Toto (1992–2014), dove ha raccolto l’eredità di Jeff Porcaro, contribuendo a definire il suono della band in studio e dal vivo. È però con il progetto Protocol che Phillips ha espresso in modo più compiuto la propria visione artistica. Nato nel 1989 come progetto solista – con l’artista impegnato a suonare tutti gli strumenti – si è evoluto nel tempo fino a diventare una delle realtà più autorevoli del jazz-rock contemporaneo. Oggi, con Protocol 6, Phillips porta avanti una ricerca musicale che affonda le radici nei grandi capolavori della fusion anni ’70, da Romantic Warrior dei Return to Forever a Heavy Weather dei Weather Report, fino a Spectrum di Billy Cobham, traducendone l’eredità in un linguaggio attuale, dinamico e ricco di idee. Al centro di questo nuovo capitolo c’è una band di straordinario livello: Alex Sill alla chitarra, Otmaro Ruiz alle tastiere, Ernest Tibbs al basso – collaboratore storico del progetto – e Phillip Whack ai sassofoni. Un ensemble affiatato che, guidato dalla potenza e precisione della batteria di Phillips, sviluppa un interplay continuo, dando vita a strutture complesse e a una narrazione musicale intensa e coinvolgente. Le nuove composizioni evidenziano un’evoluzione significativa nella scrittura: brani costruiti su una forte centralità melodica, con strutture che richiamano la forma-canzone pur mantenendo una spiccata complessità ritmica e armonica. È lo stesso Phillips a definire questo approccio “progressive jazz”, una sintesi personale tra l’energia del rock e la libertà espressiva del jazz. Il risultato è un progetto maturo e visionario, in cui la dimensione tecnica si fonde con quella emotiva, offrendo al pubblico un’esperienza musicale totalizzante. Il concerto di Terni rappresenta così non solo l’atto conclusivo della stagione, ma anche un appuntamento imperdibile per gli appassionati di musica contemporanea, capace di coinvolgere pubblici diversi grazie a un linguaggio potente, sofisticato e profondamente attuale.
Biglietti disponibili su: vivaticket.com
Biglietti per il concerto: intero 30 euro, ridotto 24 euro.
ABBONAMENTO INTERO: 138 euro (30% di sconto sul totale dei concerti, in vendita dal 27 novembre 2025). L’ABBONAMENTO NON INCLUDE LA MASTERCLASS DEL 26 MARZO 2026.
Aperte le prevendite per il concerto di
Matteo Mancuso all’Anfiteatro Romano di Terni!
Giovedì 18 giugno 2026 il fenomeno della chitarra protagonista col suo trio per Visioninmusica Summer
Sono ufficialmente aperte le prevendite per il concerto di Matteo Mancuso, in programma giovedì 18 giugno 2026 alle ore 21.00 all’Anfiteatro Romano di Terni, nell’ambito di Visioninmusica Summer 2026. I biglietti sono disponibili sul circuito Vivaticket. Considerato uno dei più straordinari talenti della chitarra elettrica a livello mondiale, Matteo Mancuso torna in Umbria con il suo attesissimo “Route 96 Tour”, legato all’uscita del secondo album Route 96. Dopo una prima pubblicazione fisica in Italia lo scorso febbraio, il disco si prepara al lancio globale il prossimo 24 aprile, segnando una nuova tappa nella carriera del musicista siciliano. Il tour è un vero e proprio manifesto artistico: un percorso in cui il virtuosismo diventa linguaggio espressivo, tra composizioni originali e una visione contemporanea della musica strumentale. Il progetto è impreziosito da collaborazioni con artisti del calibro di Steve Vai, Antoine Boyer e Valeriy Stepanov. Acclamato da leggende della chitarra — Al Di Meola lo ha definito un “talento assoluto”, mentre Steve Vai lo considera un punto di svolta per la chitarra fusion — Mancuso ha rivoluzionato la scena internazionale grazie al suo stile fingerstyle elettrico, che esclude l’uso del plettro. Una tecnica sviluppata fin dall’infanzia sotto la guida del padre e perfezionata con gli studi al Conservatorio di Palermo, che gli consente una straordinaria velocità e nitidezza di esecuzione. Sul palco dell’Anfiteatro Romano sarà affiancato da Riccardo Oliva al basso e Gianluca Pellerito alla batteria: un power trio affiatato che, dopo oltre cinquanta concerti tra Stati Uniti ed Europa, si distingue per un interplay dinamico e coinvolgente. In scaletta, le nuove composizioni di Route 96 – tra cui i singoli Isla Feliz e Solar Wind – si intrecceranno ai brani di The Journey e a riletture di grandi chitarristi. Più che un concerto, un’esperienza sonora immersiva, in cui tecnica e sensibilità si fondono in un dialogo continuo tra i musicisti, trovando nella suggestiva cornice dell’Anfiteatro Romano la dimensione ideale. Non è la prima volta che l’associazione porta Mancuso in Umbria: già nel 2021 Visioninmusica aveva intuito il talento del chitarrista, anticipandone il successo internazionale.
Classe 1996, Matteo Mancuso è oggi uno degli artisti più seguiti della scena mondiale, con oltre 300 mila iscritti su YouTube e il riconoscimento di grandi nomi come Joe Bonamassa ed Eric Johnson. Dopo il debutto discografico con The Journey (2023) e un’intensa attività live tra Europa e Stati Uniti, il 2026 segna l’avvio di un nuovo tour internazionale che lo vede protagonista sui principali palchi nordamericani ed europei. Un appuntamento imperdibile per gli amanti della musica dal vivo e della grande chitarra contemporanea.
Per maggiori informazioni:
Per maggiori informazioni: visioninmusica.com
Visioninmusica 2026 ringrazia:
Supporter pubblici: Ministero della Cultura, Regione Umbria, Comune di Terni e Camera di Commercio dell’Umbria. Supporter privati: Fondazione Carit e Fucine Umbre Supporter tecnici: Stas, Hotel Michelangelo e Bar Umbria. Media partner: TGR Umbria, Umbria 24, AM Terni Television, Umbria 7, Tutt’Oggi, Vivo Umbria, Umbria Eventi, Corriere dell’Umbria e Radio Incontro. Partner: Europe Jazz Network, I-Jazz, AIAM, FAI Delegazione di Terni e Slow Food Interamna Magna.
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Judith Hill apre Spoleto Jazz 2026
al via le prevendite
Sono aperte le prevendite per il primo concerto di Spoleto Jazz 2026 che quest’anno inaugura con la cantante e polistrumentista Judith Hill, in programma venerdì 16 ottobre 2026 al Teatro Nuovo “G.C. Menotti” di Spoleto. Cantautrice e polistrumentista tra le più raffinate e potenti della scena internazionale, Judith Hill è un’artista capace di fondere soul, jazz e R&B in uno stile personale e riconoscibile. Dopo aver collaborato con leggende come Michael Jackson, Stevie Wonder ed Elton John, e dopo essere stata scoperta e prodotta da Prince, ha costruito un percorso artistico indipendente che la rende oggi una delle voci più autorevoli e innovative del panorama contemporaneo. La sua storia, raccontata anche nel documentario premio Oscar 20 Feet from Stardom, ha contribuito a far conoscere al grande pubblico un talento straordinario, capace di conquistare spettatori di ogni generazione. Sul palco con lei Robert “Pee Wee” Hill al basso, Michiko Hill alle tastiere e Shadrack Oppong alla batteria, per un live intenso ed energico che esalta tutta la forza espressiva della sua musica.
IMPORTANTE: Alcune file in platea saranno riservate agli ABBONAMENTI di Spoleto Jazz 2026, disponibili prossimamente. Per conoscere le date di apertura delle vendite e tutti i dettagli sulla rassegna, seguite il sito e i canali social ufficiali di Visioninmusica.
Biglietti disponibili su: https://www.vivaticket.com/it/ticket/judith-hill/301781
Maggiori informazioni: https://visioninmusica.com/judith-hill-concerto-spoleto-jazz-2026/
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Torna il Maxima Jazz Festival a Casamassima con un omaggio a Miles Davis e John Coltrane
Dal 14 maggio al 23 luglio 2026 il centro storico di Casamassima (BA) si trasformerà in un palcoscenico a cielo aperto per la quarta edizione del Maxima Jazz Fest, rassegna musicale organizzata dalla Fondazione “Mons. Sante Montanaro”, con la direzione artistica di Giampiero Macino e in collaborazione con AncheCinema, ViviCasamassima e l’Associazione Amadeus. L’edizione 2026 è dedicata a due giganti della storia della musica, Miles Davis e John Coltrane, di cui ricorre il centenario della nascita, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale del sud-est barese attraverso il linguaggio universale del jazz. Il festival prenderà il via il 14 maggio con “Mandela’s Dream”, una formazione aperta che intreccia diversi linguaggi musicali contemporanei, dall’avant-garde jazz al pop, dal rock al jazz sudafricano. Si proseguirà il 28 maggio con il quartetto di Claudia Mastrangelo, che inaugurerà la sezione “Giovani bassisti italiani”, appuntamento che il festival intende rendere stabile nelle prossime edizioni. L’11 giugno sarà la volta del VMV Trio che, con la partecipazione della Inner Urge Records, presenterà il progetto “The Search on Meaning”. Il 21 giugno, in occasione della Festa della Musica, salirà sul palco il More in the Sky 4tet guidato da Roberto Ottaviano con il concerto “Trane & Miles”. Il 9 luglio spazio al Bruno Montrone trio con “Unaware Beauty”, mentre il 23 luglio il festival si concluderà con l’Antonello Losacco trio e il progetto “That Impossibile Color”, impreziosito dalla partecipazione del sassofonista Michael Rosen, tra i più apprezzati della scena italiana ed europea. I concerti si svolgeranno nel borgo antico di Casamassima, noto come “Paese Azzurro”, in Piazza Delfino, ad eccezione della data del 23 luglio, che si svolgerà nell’atrio del Castello Caracciolo di Sammichele di Bari, a testimonianza della volontà di creare connessioni culturali tra territori limitrofi. «Il Maxima Jazz Fest rappresenta per noi un progetto dal forte valore identitario – dichiara Nica Ferri, presidente della Fondazione Mons. Sante Montanaro – perché crediamo nella musica come strumento di coesione, bellezza e riscoperta dei luoghi. Portare il jazz tra i vicoli del borgo significa accendere emozioni, creare comunità e offrire un’esperienza culturale autentica e accessibile. In questa direzione, diventa fondamentale costruire e rafforzare una rete tra i comuni limitrofi, capace di generare uno sviluppo condiviso dei territori attraverso la musica e la cultura, trasformandole in leve concrete di crescita e collaborazione».
I biglietti sono disponibili online e presso il botteghino di AncheCinema, oltre che sul sito ufficiale www.maximajazzfest.it
CALENDARIO EVENTI 2026
14 maggio 2026
Piazza Delfino - Casamassima
Ore 20.30
28 maggio 2026
"Dryad project"
Piazza Delfino - Casamassima
Ore 20.30
11 giugno 2026
presentazione “The search on meaning”
con la partecipazione di Inner Urge Records
Piazza Delfino - Casamassima
Ore 20.30
21 giugno 2026
evento FESTA DELLA MUSICA
Piazza Delfino - Casamassima
Ore 20.30
09 luglio 2026
“Unaware beauty”
Piazza Delfino - Casamassima
Ore 20.30
23 luglio 2026
Feat. MICHAEL ROSEN con la partecipazione di GleAM Records
Atrio di Castello Caracciolo - Sammichele di Bari (BA)
Ore 20.30
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JAZZMI
TORNA A MILANO
dal 22 OTTOBRE all’ 8 NOVEMBRE 2026
Ecco i primi protagonisti della nuova edizione
GREGORY PORTER - IBRAHIM MAALOUF & THE TRUMPETS OF MICHEL-ANGE - TOMMY EMMANUEL - BILL FRISELL - SERGIO CAMMARIERE - RICHARD BONA - NATE SMITH - ISAIAH COLLIER - THE MESSTHETICS AND JAMES BRANDON LEWIS - AMII STEWART CHINA MOSES - CORTO.ALTO - SVANEBORG KARDYB - MICA MILLAR - THE SONGS OF JONI MITCHELL - JUDITH HILL SONGHOY BLUES - LOUIS MATUTE
Speciale JAZZMI PREVIEW
12 OTTOBRE – LAKE STREET DIVE
Biglietti disponibili su Ticketone - Ticketmaster - Dice
Dopo la straordinaria edizione del 2025, che ha celebrato i dieci anni del festival, JAZZMI torna dal 22 ottobre all’8 novembre 2026 con una proposta ancora più interessante, trasversale e innovativa. Milano si trasformerà ancora una volta in un vero e proprio polo attrattivo, dove il jazz diventa terreno di scoperta, sperimentazione e continua creazione. Fin dalla sua nascita nel 2016, il festival ha fatto dell’incontro tra tradizione e contemporaneità il proprio elemento distintivo, affermandosi come uno dei principali appuntamenti jazz in Italia per qualità artistica, partecipazione e diffusione sul territorio. Oggi come allora, JAZZMI accoglie grandi protagonisti della scena nazionale ed internazionale, nuove promesse e ospiti speciali, consolidando il suo ruolo di caleidoscopio musicale capace di riflettere le molteplici anime del jazz. Questa undicesima edizione si annuncia ancora più aperta alla contaminazione, rafforzando il dialogo tra generi e le connessioni tra tradizione e innovazione. Fino al 29 maggio è aperta la #CALLTOJAZZMI26, call online rivolta a tutte le jazz band che vogliono candidarsi per esibirsi durante la decima edizione di JAZZMI.
Al Volvo Studio Milano torna JAM THE FUTURE – Music for a New Planet, il contest per band under 35 che giunge alla sua ottava edizione portando con sé una profonda rivoluzione nel format. Quest’anno la sfida si fa più serrata attraverso tre serate live: due semifinali, che vedranno alternarsi dieci band giudicate da due differenti giurie di esperti del settore, e una grande finale riservata solo ai tre migliori progetti. Cuore della competizione sarà il tema “Orizzonti Sensoriali". Gli orizzonti sensoriali ci permettono di essere nel tempo e nello spazio, ma anche nelle relazioni e quindi nelle emozioni. In un mondo in trasformazione, i giovani musicisti sono chiamati a essere protagonisti del cambiamento, traducendo in musica le sfide del nostro tempo. Il futuro e l’innovazione (ma anche il patrimonio della tradizione giunto fino a noi) passano attraverso la capacità di reinventarsi, sperimentando con la tecnologia, l’intelligenza artificiale e nuove forme espressive. L’iniziativa, che conferma il sodalizio con Volvo Car Italia, si attesta ancora una volta come uno dei palcoscenici più prestigiosi per la nuova scena musicale emergente.
Sempre fino al 29 maggio è attiva la call NIGHT & DAY: è possibile partecipare al festival proponendo la propria venue con serate, incontri, presentazioni ed eventi a tema jazz. Per ulteriori informazioni, scrivere a info@jazzmi.it
Per informazioni e candidature per la CALLTOJAZZMI, JAM THE FUTURE e CALL NIGHT & DAY visitare www.jazzmi.it
JAZZMI dal 2016 è prodotto da Associazione JAZZMI, Ponderosa Music & Art e Triennale Milano Teatro, in collaborazione con Blue Note Milano e con la direzione artistica di Luciano Linzi e Titti Santini. Main partner Volvo. Partner Armani / Silos e Apple Music.
CALENDARIO PRIMI CONCERTI JAZZMI 2026
Lunedì 12 ottobre | JAZZMI PREVIEW
ore 21.00 | Alcatraz Milano
LAKE STREET DIVE
Biglietti: 30 + diritti di prevendita
Biglietti disponibili a partire dalle ore 11:00 di venerdì 21 novembre su jazzmi.it
I Lake Street Dive arrivano in Italia per un concerto imperdibile. La band statunitense, simbolo del pop contemporaneo più eclettico e raffinato, sarà protagonista di una straordinaria preview di JAZZMI 2026, con una data unica nel nostro Paese il 12 ottobre 2026 all’Alcatraz di Milano. I Lake Street Dive hanno ampliato i confini del pop come forza unificante, non solo attraverso il loro sound eclettico, una fusione audace e originale di soul, folk, jazz, pop classico e molto altro, ma anche grazie a un approccio inclusivo che li ha resi una delle live band più amate, celebri per la loro capacità di creare un legame profondo con ogni pubblico. Nel realizzare il nuovo album “Good Together”, la cantante Rachael Price, la bassista e corista Bridget Kearney, il batterista e corista Mike Calabrese, il tastierista e cantante Akie Bermiss e il chitarrista e corista James Cornelison hanno rafforzato il senso di missione che anima la loro musica, concentrandosi sui molti fattori che oggi ci allontanano, come la crescita incontrollata della tecnologia, l’isolamento culturale e il culto dell’auto-ottimizzazione a tutti i costi. Nato da una visione che la band definisce di “gioiosa ribellione”, Good Together è un lavoro tanto gloriosamente anticonformista quanto capace di ispirare danza sfrenata e cori collettivi. Successore di “Obviously” (2021), il disco vede ancora una volta la collaborazione con il produttore vincitore di Grammy Mike Elizondo (Fiona Apple, Sheryl Crow, Gary Clark Jr.). Con un paesaggio sonoro che abbraccia R&B, funk e pop brasiliano, l’album si apre con la title track, una love song fuori dagli schemi che celebra l’ebbrezza di seguire il proprio cuore e sfidare le aspettative. Segue “Dance with a Stranger”, che conferma il talento dei Lake Street Dive nel creare brani capaci di unire leggerezza e profondità: canzoni che invitano a lasciarsi andare e, al tempo stesso, a ritrovare empatia. Con “Walking Uphill”, la band propone una riflessione intensa e catartica sul percorso di autoguarigione, mentre “Seats at the Bar” offre una versione dolcemente ironica della classica canzone d’amore. In “Twenty-Five”, Rachael Price dà voce a una ballata intima e delicata, intrisa di nostalgia per un amore lontano. In tutto “Good Together”, i Lake Street Dive trasmettono la complicità palpabile che li unisce fin dalla loro formazione, consegnando al pubblico il lavoro più collettivo, ampio ed esuberante della loro carriera.
Venerdì 23 ottobre
Set 1: ore 20.30 / Set 2: ore 23.00 | Blue Note Milano
AMII STEWART
Biglietti presto in vendita
Venerdì 23 ottobre
ore 22.00 | BIKO Milano
SONGHOY BLUES
Biglietti: 25 euro + diritti di prevendita
Sabato 24 ottobre
Set 1: ore 20.30 / Set 2: ore 23.00 | Blue Note Milano
AMII STEWART
Biglietti presto in vendita
Sabato 24 ottobre
ore 21.30 | Santeria Toscana 31
CORTO.ALTO
Biglietti: 25 euro + diritti di prevendita
Mercoledì 28 ottobre
Set 1: ore 20.30 / Set 2: ore 22.30 | Blue Note Milano
RICHARD BONA QUINTET
Biglietti presto in vendita
Giovedì 29 ottobre
Set 1: ore 20.30 / Set 2: ore 22.30 | Blue Note Milano
RICHARD BONA QUINTET
Biglietti presto in vendita
Venerdì 30 ottobre
Set 1: ore 20.30 / Set 2: ore 23.00 | Blue Note Milano
JUDITH HILL
Biglietti presto in vendita
Venerdì 30 ottobre
ore 21.00 | Teatro Dal Verme
TOMMY EMMANUEL, CGP
Biglietti: da 30 a 55 euro + diritti di prevendita
Venerdì 30 ottobre
ore 22.00 | BIKO Milano
LOUIS MATUTE Large Ensemble
Biglietti: 20 euro + diritti di prevendita
Sabato 31 ottobre
Set 1: ore 20.30 / Set 2: ore 23.00 | Blue Note Milano
JUDITH HILL
Biglietti presto in vendita
Sabato 31 ottobre
ore 20.00 | Triennale Milano Teatro
The Songs of Joni Mitchell with Jesca Hoop, Lail Arad, Richard Sears + special guest
Biglietti: da 25 a 30 euro + diritti di prevendita
Domenica 01 novembre
Set 1: ore 20.00 / Set 1: ore 22.00 | Triennale Milano Teatro
NATE SMITH
Biglietti: da 25 a 30 euro + diritti di prevendita
Martedì 03 novembre
ore 21.00 | Alcatraz Milano
GREGORY PORTER
Biglietti: 50 euro + diritti di prevendita
Gregory Porter, una delle voci più autorevoli e amate del jazz contemporaneo, torna in Italia per un appuntamento straordinario. L’artista statunitense si esibirà il 3 novembre all’Alcatraz di Milano per JAZZMI, dopo aver preso parte alla sua prima edizione, portando sul palco tutta l’eleganza, il calore e la profondità che hanno reso il suo stile inconfondibile. Vincitore di due Grammy Awards, Gregory Porter ha conquistato il pubblico internazionale grazie a una voce intensa e avvolgente, capace di fondere jazz, soul e gospel in un linguaggio musicale autentico e senza tempo. I suoi concerti sono vere e proprie esperienze emotive, in cui tecnica impeccabile e straordinaria sensibilità interpretativa si trasformano in un dialogo diretto e sincero con il pubblico. Il concerto del 3 novembre all’Alcatraz di Milano si preannuncia come un evento di grande intensità e condivisione, capace di confermare ancora una volta Gregory Porter come una presenza imprescindibile nel panorama musicale internazionale.
Mercoledì 04 novembre
ore 21.00 | Teatro Arcimboldi Milano
IBRAHIM MAALOUF & THE TRUMPETS OF MICHEL-ANGE
Biglietti: da 30 a 60 euro + diritti di prevendita
Mercoledì 04 novembre
ore 21.00 | Triennale Milano Teatro
CHINA MOSES
Biglietti: da 28 a 32 euro + diritti di prevendita
Giovedì 05 novembre
ore 21.00 | Triennale Milano Teatro
SVANEBORG KARDYB
Biglietti: da 22 a 25 euro + diritti di prevendita
Venerdì 06 novembre
Set 1: ore 20.30 / Set 2: ore 23.00 | Blue Note Milano
MICA MILLAR
Biglietti presto in vendita
Sabato 07 novembre
ore 21.30 | Santeria Toscana 31
THE MESSTHETICS AND JAMES BRANDON LEWIS
Biglietti: 25 euro + diritti di prevendita
Sabato 07 novembre
Set 1: ore 20.00 / Set 2: ore 22.00 | Triennale Milano Teatro
BILL FRISELL TRIO feat. LUKE BERGMAN AND TIM ANGULO
Biglietti: da 30 a 35 euro + diritti di prevendita
Domenica 08 novembre
ore 20.00 | Conservatorio di Milano
SERGIO CAMMARIERE
Biglietti: da 30 a 45 euro + diritti di prevendita
Domenica 08 novembre
ore 19.00 | Triennale Milano Teatro
ISAIAH COLLIER
Biglietti: da 28 a 32 euro + diritti di prevendita
* Per aggiornamenti e informazioni sui biglietti visita il sito jazzmi.it
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JAZZ OPEN MODENA 2026
Con LUCA CARBONI, PAROV STELAR e MEUTE
si completa la line up del celebre festival europeo per il suo attesissimo debutto in Italia, a Modena dal 13 al 18 luglio
Luca Carboni, Parov Stelar e Meute sono i nuovi headliner che si aggiungono alle star già annunciate nelle scorse settimane – Gregory Porter, Diana Krall, Moby, Jamie Cullum, Joss Stone e Jean-Michel Jarre – per completare la programmazione di JAZZ OPEN Modena, la prima edizione italiana del celebre festival europeo JAZZ OPEN, nato 30 anni fa a Stoccarda sotto la direzione artistica di Jurgen Schlensog e da allora un vero punto di riferimento mondiale per la grande musica internazionale. Per questo debutto nella Penisola, il festival sempre curato dal fondatore Jurgen Schlensog, si svolgerà nella città emiliana dal 13 al 18 luglio, mantenendo la sua tradizionale formula vincente Jazz & Beyond che abbraccia una vasta gamma di generi, dal jazz classico a quello più contaminato, dal pop al soul e al rock, fino ad arrivare all’elettronica.
JAZZ OPEN Modena ha come main sponsor Museo Enzo Ferrari, System Ceramics (Gruppo Coesia), Mastercard, SIXT e Allianz Bank Financial Advisors; è realizzato con il supporto di STIHL, Dürr, BF capital e LAPP e con il sostegno di Comune di Modena, Regione Emilia-Romagna, APT Servizi Emilia-Romagna e Camera di Commercio di Modena. Radio Montecarlo è media partner dell’evento. Ben tre i luoghi che ospitano il festival, a partire dallo straordinario scenario di Piazza Roma su cui si affaccia il maestoso Palazzo Ducale ora sede dell'Accademia Militare. Fra le meraviglie del patrimonio storico artistico ci sarà quindi il main stage dedicato ai diversi generi musicali proposti dagli headliner, vere e proprie icone della scena artistica contemporanea che si esibiranno di fronte a un parterre delimitato e flessibile, così da rendere unica la qualità dell’esperienza. Se Piazza Roma vibrerà delle più ampie sonorità, il Baluardo ospiterà invece – sempre dal 13 al 18 luglio – la programmazione più propriamente jazz, con i live di artisti come Emma Smith, Aaron Parks, Andrea Sabatino, Mammal Hands, Francesca Tandoi e Herve Samb & Band. Il Giardino Ducale Estense, infine, sarà il luogo degli Open Stages dedicati ai più giovani e agli artisti emergenti.
GLI HEADLINER SUL MAIN STAGE DI PIAZZA ROMA
Ad aprire JAZZ OPEN Modena, che per 6 giorni trasformerà la città emiliana in un meraviglioso palcoscenico a cielo aperto, saranno due star come Gregory Porter e Diana Krall, in un doppio live il 13 luglio in Piazza Roma, cuore pulsante dei grandi concerti, di fronte al maestoso Palazzo Ducale. Artista di assoluto rilievo mondiale, la voce più soul del jazz contemporaneo, il californiano Gregory Porter, “il cantante con il passamontagna”, con i suoi album ha conquistato il mondo intero. Classe 1971, un’infanzia difficile alle spalle superata grazie alla passione per la musica e soprattutto per Nat King Cole, vanta ben 8 nomination e 2 vittorie ai Grammy Awards. Voce potente e melodica, le sue radici sono ben piantate nelle migliori tradizioni del jazz e della musica black, del gospel in particolare. Fra i nomi di punta della mitica Blue Note, Gregory Porter è oggi uno degli interpreti più apprezzati al mondo, capace di unire tecnica impeccabile, profondità artistica e grande calore umano. Porter, che recentemente ha firmato insieme a Ben Harlan la colonna sonora del film Goodbye June con cui l’attrice americana Kate Winslet ha esordito alla regia, sarà inoltre l’ospite di Serena Brancale al prossimo Festival di Sanremo nella serata dedicata ai duetti. Con 2 Grammy, 10 Juno, 9 dischi d’oro, 3 di platino e 7 multi-platino, la pluripremiata regina del jazz-pop mondiale Diana Krall è tra le voci più pregiate del panorama internazionale, amatissima per l’inconfondibile charme e l’intensità interpretativa che l’ha resa una delle artiste più riconoscibili del nostro tempo. La cantante e pianista canadese porterà a Modena la sua ricercata eleganza fatta di cool jazz, swing e ballad, in un imperdibile concerto che promette di essere un grande spettacolo teatrale denso di ritmo ma anche di narrazioni intime e delicate. Una preziosa occasione per ascoltare dal vivo le composizioni più celebri scritte in quasi 30 anni di carriera, fino ad arrivare ai brani del suo ultimo album This Dream of You. Ma soprattutto per ascoltare una voce che sembra quasi scolpire l’aria. Dopo questa doppia apertura di rara eleganza musicale, il parterre si trasforma per fare spazio alle danze nelle due seguenti serate ad alta intensità ritmica ed euforia sonora. Assente dai palchi italiani da diversi anni, il 14 luglio arriva a JAZZ OPEN Modena un altro artista di fama planetaria: il musicista, compositore, cantautore, dj, producer e attivista americano Richard Melville Hall, in arte Moby, che ha appena annunciato l’uscita imminente del suo nuovo album dal titolo Future Quiet. Un lavoro introspettivo che riflette sulla tensione tra la frenesia della vita moderna iperconnessa e il bisogno umano, sempre più urgente, di silenzio e contemplazione. Fra le 14 tracce che scorrono tra minimalismo pianistico e orizzonti ambient, spicca la traccia di apertura impreziosita dalla voce intensa e carismatica di Jacob Lusk: una nuova versione di When It’s Cold I’d Like To Die, brano pubblicato per la prima volta nel disco Everything Is Wrong del 1995 e che negli ultimi anni ha conosciuto una straordinaria popolarità grazie al suo utilizzo nella serie cult Stranger Things, diventando la canzone più ascoltata in streaming di Moby e virale su TikTok. Figura centrale dell’elettronica globale, autore di brani che hanno segnato intere generazioni e di oltre 20 milioni di album venduti in tutto il mondo, atterra al festival con la sua astronave sonora fatta di dance, pop, punk, techno, chill-out, hip hop, gospel, big beat, riconfermando ancora una volta una versatilità creativa fuori dal comune. In oltre 30 anni di carriera ha collaborato con leggende come David Bowie, Public Enemy, Daft Punk e i Beastie Boys, oltre ad aver esteso la sua visione artistica al cinema con la produzione dei documentari Moby Doc e Punk Rock Vegan Movie. Il 2024 lo ha visto in giro per il mondo a celebrare i 25 anni del suo album di culto Play. Per l’estate 2026 è prevista l’uscita del suo primo lungometraggio narrativo dal titolo Tecie, come il penultimo brano del suo album All Visible Objects. Atmosfere ugualmente vibranti per la serata del 15 luglio in Piazza Roma con il duplice live del pioniere dell’electro swing Parov Stelar e della techno marching band Meute. Questa è la party night del festival: una serata ad alto tasso adrenalinico che promette di far ballare tutta la piazza.
Pluripremiato dj, producer ma anche artista visivo con una solida formazione pittorica, Marcus Fuereder, noto con lo pseudonimo di Parov Stelar, è uno degli artisti austriaci più conosciuti a livello internazionale e in oltre 20 anni di carriera ha suonato sui più grandi palchi e festival (Coachella, Glastonbury, Lollapalooza) sia in Europa che negli Stati Uniti, davanti a decine di milioni di persone. Considerato come uno dei precursori di quell’irresistibile combinazione fra jazz, swing, blues con l’elettronica e la dance music, Stelar ha collaborato con artisti come Lady Gaga, Lana Del Rey e Bryan Ferry. Ha un legame speciale con l’Italia che è stato il primo paese fuori dall’Austria a ospitarlo dal vivo, anche grazie a uno dei suoi primi singoli di successo, poi diventato un tormentone per l’utilizzo in un celebre spot televisivo. Lo scorso novembre ha pubblicato Artifact, un album (accompagnato da una serie di video realizzati con l’IA) che scrive un nuovo capitolo del suo percorso creativo: meno orpelli jazzy, meno glamour vintage, più intima emotività e stratificazione sonora, dal pop elettronico al sound cinematico, con maestosi inserimenti orchestrali. Ma senza tralasciare il ritmo, perché i bassi continuano a picchiare e i synth a mordere. Amati da mostri sacri come Laurent Garnier e Trentemoeller, celebrati con entusiasmo dalla stampa di tutto il mondo, i MEUTE sono una Techno Marching Band tedesca composta da undici musicisti, fra percussioni e fiati, che, fondendo la techno ipnotica e pulsante con la forza espressiva della musica da banda, strappano il clubbing dalla consolle per sprigionare l’energia direttamente sul palco o in mezzo al pubblico, che non smette mai di accoglierli con grande euforia, come ha notato una testata autorevole come Libération. Trasformare ciò che nasce in digitale in analogico, riarrangiare con strumenti acustici brani cult della scena techno non è cosa da tutti. E infatti Variety li ha descritti come una delle cose più interessanti in programma al Coachella, Billboard parla di “fervore tale da alterare il clima” e DJ Mag di “concept rivoluzionario e musica unica”. A settembre 2025 hanno pubblicato Jubel, un best of che sintetizza i primi 10 anni di carriera. La formula del co-bill anima anche il 16 luglio quando il festival accoglie un altro doppio concerto in Piazza Roma con l’esibizione di Jamie Cullum e Joss Stone. Cantautore e polistrumentista di fama mondiale, noto per la sua miscela unica di jazz, pop e rock, per la presenza scenica e uno straordinario talento musicale, Cullum ha raggiunto il successo internazionale con l’album Twentysomething, uno dei dischi britannici più venduti di sempre. Tra i musicisti più innovativi della sua generazione, ha firmato leggendarie performance in oltre quaranta paesi e sui palchi dei più importanti festival globali, da Glastonbury a Coachella fino al Fuji Rock in Giappone, oltre ad esibirsi alla Casa Bianca per Barack Obama e a Buckingham Palace per la Regina Elisabetta II. Grandi numeri e riconoscimenti segnano anche i due decenni di carriera della cantante e attrice britannica Joss Stone che vanta oltre 15 milioni di album venduti nel mondo, 1 Grammy, 2 Brit Awards e numerose uscite ai vertici delle classifiche internazionali. Contemporary soul, R&B, funk e reggae disegnano l’orizzonte di una voce tra le più iconiche degli ultimi anni, che trae ispirazione da autentici miti come Aretha Franklin, pur mantenendo uno stile assolutamente personale, grazie anche a una magnetica presenza scenica e ad elettrizzanti esibizioni dal vivo, veri e propri rituali collettivi e intergenerazionali fatti di groove e profondità emotiva unica. Tutti tratti che conquisteranno anche il pubblico di JAZZ OPEN Modena. Dopo 7 anni di assenza da Modena, è attesissimo il ritorno in città di Luca Carboni che sarà il protagonista della serata del 17 luglio sul main stage di Piazza Roma per una nuova tappa del suo tour RIO ARI O LIVE nei festival e nei luoghi storici di straordinaria bellezza della nostra penisola. Accompagnato da una band di otto elementi, Luca Carboni porta in scena un grande racconto tra musica, parole e immagini, alternando momenti di grande festa ad altri di intimità acustica, attraverso le più belle canzoni del suo lungo viaggio artistico: “RIO ARI O” è infatti il primo suono della voce dell’artista arrivato agli ascoltatori, ancora prima delle parole in Ci stiamo sbagliando ragazzi, la canzone che apre il suo album d’esordio … intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film. Un suono che è diventato un simbolo. Infine, l’ultimo giorno del festival sarà sicuramente segnato dall’esibizione di un autentico gigante come Jean-Michel Jarre, il 18 luglio sempre in Piazza Roma. Artista visionario, innamorato del futuro e dell’ambiente, il compositore, performer e produttore francese è un instancabile innovatore ed esploratore tecnologico, dal suo ruolo di pioniere nell’ambito della musica elettronica fino alle più recenti esplorazioni nelle performance in realtà virtuale e nel metaverso. Il suo catalogo conta oggi 22 album in studio che hanno superato 85 milioni di copie vendute nel mondo e gli hanno fatto vincere numerosi premi e riconoscimenti. Nell’arco della sua incredibile carriera Jarre ha lasciato un segno indelebile esibendosi davanti a milioni di spettatori in maestosi concerti-evento in alcuni dei luoghi più iconici di tutto il pianeta e in siti patrimonio UNESCO, trasformandoli in vere e proprie tele per la sua musica e per i suoi messaggi ambientali, dalle Grandi Piramidi d’Egitto al Deserto del Sahara, da Piazza Tienanmen alla Torre Eiffel e alla Galleria degli Specchi del Palazzo di Versailles. A questi luoghi straordinari si aggiungerà anche la monumentale esibizione a Modena per la chiusura del festival.
IL PROGRAMMA AL BALUARDO
Sempre fra il 13 e il 18 luglio, JAZZ OPEN Modena abiterà il Baluardo (uno spazio culturale nato all’interno dell’ultimo residuo dell’antica fortificazione cittadina) con una programmazione dedicata alle varie sfumature dell’espressione jazzistica e una line up di assoluto profilo. Il programma al Baluardo si apre il 13 luglio con il live della poliedrica artista britannica Emma Smith. Vincitrice nel 2024 del Parliamentary Jazz Vocalist of the Year, si è esibita ovunque, dalla Royal Albert Hall di Londra ai più importanti jazz club del mondo e ha collaborato con artisti del calibro di Michael Bublè e Quincy Jones Orchestra. Esponente della formazione cult The Puppini Sisters e del Ronnie’s Scott All Stars, è considerata una delle voci più entusiasmanti del jazz contemporaneo. Dopo una trionfale tournée con la superband americana Postmodern Jukebox, la scorsa estate ha pubblicato il suo ultimo album dal titolo Bitter Orange.
Il 17 luglio sul palco del Baluardo salirà il musicista americano Aaron Parks, fra i pianisti più influenti e rispettati della sua generazione. Con diversi album pubblicati per Blue Note Records e ECM, Parks crea un perfetto equilibrio fra elementi di modern jazz, indie rock e modalità orientali, in un suono unico e personale caratterizzato dalla bellezza lirica, dalla complessità ritmica e dalla sofisticazione armonica. Il 15 luglio sarà invece la volta di un puro talento della tromba jazz, il musicista pugliese Andrea Sabatino, già al fianco di nomi altisonanti della scena internazionale come Dee Dee Bridgewater, Sergio Cammariere, Mario Biondi, Fabrizio Bosso, Paolo Fresu, Javier Girotto e Roberto Gatto, per citarne soltanto alcuni. Sabatino ha appena pubblicato il suo nuovo album Fatata, un lavoro nel solco del contemporary jazz, in cui confluiscono varie declinazioni stilistiche, dalla musica mediterranea al funk, con echi di musica colta e un utilizzo deciso e consapevole dell’elettronica. Dalla nuova scena british arrivano i Mammal Hands, in programma al Baluardo per JAZZ OPEN Modena il 16 luglio. Dai concerti memorabili al Barbican di Londra ai tour in Asia, la band è rinomata per le performance dal vivo coinvolgenti e ipnotiche, fatte di ritmi incalzanti, texture magnetiche e un’atmosfera meditativa. Dopo cinque album acclamati dalla critica, sono in procinto di pubblicare il nuovo album Circadia, un’ulteriore evoluzione della loro inconfondibile miscela di jazz, musica classica contemporanea, elettronica, folk, post-rock e minimalismo. Ormai un vero e proprio punto di riferimento nel panorama europeo per la sua capacità di reinterpretare il bebop e l’hardbop con una sensibilità moderna, la pianista Francesca Tandoi si esibirà al Baluardo il 14 luglio. Fra virtuosismo, improvvisazione pianistica e scrittura contemporanea, In pochi anni ha calcato i palchi dei club e teatri più prestigiosi del mondo, dal Blue Note di Milano al Duc des Lombards di Parigi, dal Bimhuis di Amsterdam allo Zigzag di Berlino. La programmazione al Baluardo si chiude in grande stile e nel segno della contaminazione il 18 luglio con il concerto del visionario chitarrista senegalese Hervé Samb accompagnato dalla sua band. Samb è un vero pioniere del jazz sabar, un particolare genere musicale che mette in dialogo la libertà del jazz con il sabar, ovvero una danza ma anche un insieme di percussioni ancestrali utilizzate nelle cerimonie Wolof. Infine, durante tutto il festival, il Giardino Ducale Estense ospiterà gli Open Stages, concerti gratuiti dedicati ai più giovani e agli artisti emergenti.
Le prevendite per i concerti in Piazza Roma di Gregory Porter, Diana Krall, Moby, Jamie Cullum, Joss Stone e Jean-Michel Jarre sono attive su https://tickets.jazzopen-modena.com
Le prevendite per i concerti di Parov Stelar, Meute e Luca Carboni saranno attive dal 19 febbraio.
Nato a Stoccarda sotto la direzione artistica di Jurgen Schlensog, JAZZ OPEN è diventato nel tempo un punto di riferimento tra i grandi festival estivi europei, grazie alla sua formula vincente “Jazz & Beyond” che abbraccia una vasta gamma di generi: dal jazz classico a quello più contaminato, fino ad arrivare al pop al soul e al rock. Ogni luglio, il cuore della città tedesca si trasforma in una grande arena musicale, con un pubblico che supera annualmente le 60.000 presenze e un programma che spazia dalla musica più ricercata alle sonorità mainstream. Anno dopo anno artisti del calibro di Christina Aguilera, Bob Dylan, Lionel Richie, John Legend, Lenny Kravitz e Sting si sono mescolati a leggende del jazz come Herbie Hancock, Marcus Miller, Gregory Porter, Dianne Reeves e Dee Dee Bridgewater. Dopo trent’anni di successi in Germania, nel 2026, per la prima volta, questo straordinario e consolidato modello culturale – per il quale nel 2025 la società OPUS!LIVE che organizza il festival è stata insignita del prestigioso riconoscimento di Indie Champion dall'autorevole rivista IQ! che ogni anno premia le 20 realtà indipendenti che stanno rivoluzionando il settore a livello globale – sbarcherà in Italia con JAZZ OPEN Modena, sempre sotto la direzione di Jurgen Schlensog.
13 LUGLIO
GREGORY PORTER, DIANA KRALL
14 LUGLIO
MOBY
15 LUGLIO
PAROV STELAR, MEUTE
16 LUGLIO
JAMIE CULLUM, JOSS STONE
17 LUGLIO
LUCA CARBONI
18 LUGLIO
JEAN-MICHEL JARRE
e poi anche
EMMA SMITH | AARON PARKS | ANDREA SABATINO
MAMMAL HANDS | FRANCESCA TANDOI
HERVE SAMB & BAND
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Non solo Eric Johnson l'11 luglio all'Arena Fiera di Cagliari:
al concerto del chitarrista texano si aggiunge in apertura Matteo Mancuso in trio
Si arricchisce di un nuovo protagonista la serata dell'11 luglio all'Arena Fiera di Cagliari: al concerto, già annunciato, di Eric Johnson si aggiunge in apertura quello di un altro chitarrista, l'italiano Matteo Mancuso in trio con Riccardo Oliva al basso e Gianluca Pellerito alla batteria. Sarà dunque una notte dedicata alla chitarra in tutte le sue sfumature quella proposta dalla cooperativa Forma e Poesia nel Jazz, che metterà idealmente in dialogo due generazioni di grandi interpreti delle sei corde: da una parte il fuoriclasse texano, tra i più influenti strumentisti del rock degli ultimi quarant'anni; dall'altra uno dei talenti più interessanti emersi ultimamente sulla scena internazionale.
Classe 1996, nato e cresciuto nella provincia di Palermo, Matteo Mancuso si avvicina alla musica da bambino sotto la guida del padre Vincenzo. Dopo gli studi classici al liceo musicale e il diploma in chitarra jazz al Conservatorio di Palermo, si fa conoscere giovanissimo con il trio SNIPS, conquistando il pubblico dei social con una versione di "The Chicken" che totalizza milioni di visualizzazioni. Nel 2019 inizia la collaborazione con Yamaha Guitars partecipando al NAMM di Los Angeles, allo Young Guitar Festival di Bangkok e ad alcune masterclass in Russia; l'anno dopo fonda il trio con Stefano India al basso e Giuseppe Bruno alla batteria, e inizia a dare spazio alla vena compositiva presentando i suoi primi brani originali; da qui prende il via la prima intensa attività live in italia e in Europa che si svilupperà nel 2021 e 2022. Con la nuova formazione, composta da Riccardo Oliva al basso e Gianluca Pellerito alla batteria, nel 2023 pubblica il primo album a suo nome, "The Journey", seguito da un'intensa attività live tra Europa e Stati Uniti. È invece di quest'anno "Route 96", disponibile in Italia dallo scorso 20 febbraio, lavoro che vede la partecipazione di artisti come Steve Vai, Antoine Boyer e Valeriy Stepanov e che conferma la cifra stilistica di Matteo Mancuso: tecnica impressionante, senso melodico, libertà espressiva tra jazz, fusion e oltre. L'appuntamento dell'11 luglio all'Arena Fiera si conferma così tra gli eventi di punta della prossima estate musicale a Cagliari: un'unica serata, due concerti, due modi diversi e complementari di intendere la chitarra. I biglietti sono sempre in prevendita su boxofficesardegna.it e su formaepoesianeljazz.com: il posto numerato costa 34,50 euro.
Per informazioni, la segreteria di Forma e Poesia nel Jazz risponde al numero 388 3899755 e all'indirizzo formaepoesianeljazz@gmail.com. Notizie e aggiornamenti sul sito www.formaepoesianeljazz.com e sulla pagina www.facebook.com/FormaePoesianelJazz.
FPJ - Forma e Poesia nel Jazz - soc. coop. Soc.
tel. 388 38 99 755 • www.formaepoesianeljazz.com • formaepoesianeljazz@gmail.com
info@formaepoesianeljazz.com
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"Kind of blue": dedicata a Miles Davis, nel centenario della nascita, la trentanovesima edizione di Time in Jazz
in programma dal 19 al 21 giugno e dall'8 al 16 agosto tra Berchidda (Ss) e altri centri del nord Sardegna.
Tra i protagonisti del festival diretto da Paolo Fresu, Nils Petter Molvær, Enrico Pieranunzi, Nicholas Payton, Fabrizio Bosso, Theon Cross, Flavio Boltro, Kokoroko, Amii Stewart, Apparat, Diodato, Giovanni Falzone, Matilde Gori, Dado Moroni, Attilio Zanchi, Gegé Munari e Gianni Cazzola.
Oltre alla musica, un ricco programma di attività per i bambini, presentazioni editoriali e incontri con gli autori, mostre e altro ancora.
È uno degli eventi di spicco dell'estate musicale in Sardegna, e non solo; un appuntamento che si rinnova senza interruzioni dal 1988: Time in Jazz, il festival ideato e diretto da Paolo Fresu, giunge quest'anno alla sua trentanovesima edizione con un programma al solito ricco e multiforme; un'edizione che si snoderà come sempre fra Berchidda (Ss) e altri quindici centri e località del settentrione isolano: Alà dei Sardi, Arzachena, Banari, Bortigiadas, Budoni, Loiri Porto San Paolo, Luras, Oschiri, Olbia, Porto Rotondo, Puntaldia, San Teodoro, Sant'Antonio di Gallura, Tempio Pausania (l'Agnata), Viddalba. Il periodo è quello consueto, dall'8 al 16 agosto, ma con una prima tranche di tre giornate in calendario a giugno, dal 19 al 21: una novità suggerita dalla positiva esperienza del prolungamento nel mese di settembre collaudato nella scorsa edizione. "Kind of blue" è il titolo che connota quest'anno il festival; titolo preso in prestito dall'omonimo, storico disco del 1959 di Miles Davis, al quale Time in Jazz dedica la sua edizione numero trentanove nel centenario della nascita. «Il "Principe delle tenebre" è nato cento anni fa come il suo amico e collega John Coltrane al quale abbiamo dedicato il festival nel 2024. Pertanto non potevamo non omaggiarlo in occasione di questo anniversario speciale» dichiara Paolo Fresu: «Lo sviscereremo non solo in musica ma anche nella letteratura e nell'arte, nell'ambiente e nel cinema, nella formazione e nella società, abitando luoghi straordinari attraverso una riflessione attenta e sinergica con i territori che, nel solstizio d'estate e a ferragosto, divengono jazz club e teatri all'aperto. Con oltre settanta eventi e con centinaia di artisti provenienti da tutte le latitudini del mondo proveremo a raccontare ciò che Miles avrebbe voluto essere e ciò che noi oggi siamo nel raccogliere la sua semina. In un'isola dove il blue del mare si congiunge con quello del cielo. »
Dal 19 al 21 giugno la prima parte del festival
Anche il prossimo agosto, come sempre, il festival respirerà con il territorio muovendosi tra piazze, campagne, chiese, pinete e spiagge, ma nelle tre giornate della sua tranche di giugno - dal 19 al 21 - troverà il suo epicentro a Sa colte 'e su oltiju, il giardino di Sa Casara, ovvero l'ex caseificio che da anni ospita la sede di Time in Jazz. È qui che prenderà forma il primo movimento del festival: un prologo che non anticipa ma già contiene lo spirito dell'intera edizione numero trentanove. Si comincia venerdì 19 con due senatori del jazz italiano, i batteristi Gegè Munari (classe 1934) e Gianni Cazzola (1938) in dialogo con Paolo Fresu, tra ricordi e trasmissione, e poi in concerto accanto a giovani musicisti, in una serata che sarà aperta dal trio di Peppe Spanu, tra rock e jazz contemporaneo. Sabato 20 il testimone passerà ad Antonello Salis, protagonista di un incontro con Fresu che culminerà col Premio alla Carriera al pianista e fisarmonicista sardo. Sul palco, poi, la voce eclettica di Casadilego e le sonorità senza confini dei Gaia Cuatro, in equilibrio tra Argentina e Giappone. Il giorno del solstizio, domenica 21, si aprirà con le atmosfere sospese di Mario Ganau per proseguire con Paolo Fresu e la presentazione di "Qualcosa di Miles", il podcast di RAI Radio 3 che ha scritto con Daria Corrias e Antonia Tessitore (presenti all'incontro). La musica dal vivo ritornerà in serata con il progetto "Lùmia" della cantautrice Ilaria Porceddu e il sassofonista e compositore Emanuele Contis con Nicola Vacca special guest (batteria, elettronica e chitarra), a precedere il concerto di Enrico Pieranunzi, figura centrale del pianismo europeo, con il suo trio. E in attesa della seconda parte del festival ad agosto, il saluto finale del trittico di giugno sarà affidato a Dj Chris, protagonista dello spazio dopoconcerto tutte le sere con i suoi dj set.
Dall'8 al 16 agosto la seconda tranche
Time in Jazz è un ecosistema culturale, un festival che intreccia musica, arti visive, letteratura, ambiente, formazione e partecipazione. Anche la prossima estate, come sempre, insieme ai concerti troveranno spazio le mostre, le presentazioni di libri e gli incontri con gli autori, le iniziative dedicate alla sostenibilità, momenti enogastronomici e la sezione Time to Children dedicata ai più piccoli. È la musica, come sempre, a fare la parte del leone nel denso e variegato cartellone, con un nutrito e qualificato cast internazionale che conta nomi di primissimo piano della scena nazionale e internazionale; spiccano i trombettisti e gli omaggi, più o meno dichiarati, al dedicatario di questa edizione, Miles Davis: ecco allora lo stesso Paolo Fresu con il rodatissimo successo del suo spettacolo teatrale e musicale "Kind of Miles"; ecco poi lo statunitense Nicholas Payton con il quintetto Butcher Brown in un progetto che celebra insieme il centenari0 della nascita di Davis e quello di un altro gigante del jazz qual è stato John Coltrane; e, ancora, Giovanni Falzone che con la Libera Band presenta una "Suite for Miles" appositamente commissionata da Time in Jazz, e il Miles Smiles Quartet creato da Flavio Boltro per celebrare il centenario del "Principe delle tenebre". Nel solco aperto da Miles Davis si muove anche il norvegese Nils Petter Molvær, atteso a Berchidda con la ripresa live del suo storico album "Khmer", che trent'anni fa ha segnato un'epoca e continua a essere un riferimento per chi lavora sulle intersezioni tra jazz, elettronica e paesaggio sonoro. Dalle stesse latitudini geografiche e musicali arriva uno dei più importanti esponenti del nu-jazz, il pianista, compositore e produttore norvegese Bugge Wesseltoft, che a Time in Jazz proporrà una versione totalmente "solista" di "Am Are", quinto capitolo di una serie di album registrati con diversi illustri ospiti. La tromba è lo strumento d'eccellenza anche di altri protagonisti del festival: Markus Stockhausen in duo con il compositore e suonatore di santur iraniano Alireza Mortazavi; Fabrizio Bosso col suo quartetto; Luca Aquino col fisarmonicista Natalino Marchetti; Giorgio Li Calzi che con Valerio Corzani nel ruolo di narratore darà vita a "Nica's Dream. I musicisti di jazz e i loro tre desideri"; la catalana Andrea Motis col suo Guitar Trio, e poi la giovane Matilde Gori (classe 2001), che a Berchidda riceverà il Premio Biorepack che il consorzio nazionale per il riciclo delle bioplastiche compostabili, partner del festival, destina all'artista più visionario presente al festival. Trombe e altri fiati compaiono poi tra le file della Bandakadabra (cui spetta quest'anno la consueta traversata marittima in musica da Livorno a Golfo Aranci a bordo di una motonave della Sardinia Ferries), della Koro Almost Brass, del gruppo Satoyama e dell'immancabile Banda Musicale "Bernardo De Muro", nei cui ranghi Paolo Fresu ha mosso i primi passi del suo lungo e fortunato cammino tra le note. Un altro ottone che brillerà a Berchidda è la tuba di Theon Cross, una delle figure chiave della nuova scena londinese da cui arriveranno anche i Kokoroko con la loro miscela di fiati, ritmi afro, synth e groove coinvolgenti per animare la tradizionale festa di Ferragosto che chiuderà la serie di concerti in programma sul palco centrale del festival in Piazza del Popolo. L'indomani spetterà poi al "padrone di casa", Paolo Fresu, nel collaudato e affiatatissimo duo col bandoneonista Daniele di Bonaventura, il compito di suggellare il trentanovesimo Time in Jazz nell'ormai consueto ultimo atto in scena la sera del 16 agosto alla Peschiera di San Teodoro. Ma nel frattempo altri omaggi in musica saranno stati offerti nel corso delle nove giornate di agosto. Dado Moroni proporrà una sua personale visione "pianistica" del mondo di Miles Davis, mentre il contrabbassista Attilio Zanchi renderà tributo a un altro gigante del jazz, Charles Mingus. Jazz ma non solo anche in questa edizione del festival: ecco quindi Apparat, da oltre vent'anni una delle figure più influenti della musica elettronica tedesca; ecco poi Amii Stewart, un'artista che ha affascinato generazioni di fan con la sua voce potente e la sua carismatica presenza; ed ecco Diodato, uno dei cantautori più intensi ed eleganti della scena italiana, che sarà il protagonista del tradizionale concerto tributo a Fabrizio De André a L'Agnata, uno degli eventi più attesi di ogni edizione di Time in Jazz.
Il festival sarà anche l'occasione per esporre in vetrina alcune delle produzioni varate dall'"officina" di Insulae Lab, il centro di produzione musicale di Time in Jazz: "Atlantide. Il soffio, il suono, il mare" del Quartetto Atlantis guidato da un altro trombettista, Francesco Lento; "Universal Chords" del sassofonista Raffaele Casarano e il chitarrista ungherese Ferenc Snétberger; "Elektro Dixie", un progetto che bascula tra passato e futuro mettendo insieme due batteristi, Stefano Bagnoli e Christian Meyer, Giuseppe Vitale al pianoforte e alle tastiere, e Federico Malaman al basso elettrico; e poi "La storia siamo noi", dove il romanziere Flavio Soriga racconta vicende e personaggi della storia sarda accompagnato dalle atmosfere musicali di Gianluca Pischedda al violoncello e all'elettronica.
Sotto l'insegna di Insulae Lab si riconosce anche Time After Time, la serie di appuntamenti con la musica dal vivo in programma dopo i concerti serali nella piazzetta antistante il palco di Piazza del Popolo a Berchidda. Anche quest'anno, il compito di guidare le danze è affidato al talento dell'organetto diatonico Pierpaolo Vacca, chiamato a suonare con un artista ogni sera diverso: lo si vedrà quindi duettare con Francesco Piu, tra i protagonisti della chitarra blues in Italia, con il poliedrico Moses Concas e il suo mix pulsante di armonica e beatbox, con la cantante e producer Suz e il chitarrista Davide Angelica, e con WhiteFang, ovvero il chitarrista e cantante Luca Cadeddu Palmas affiancato da Fabio Bruno al basso e Alessandro Di Felice alla batteria. Poi, ancora musica nelle notti berchiddesi: spente le luci sul palco di Time After Time, sale alla consolle Renton con i suoi dj set tra techno, house e minimal, reminiscenze funky, disco e bass music. A completare il ricco e multiforme palinsesto musicale, torna anche quest'anno il FestivalBar, la vetrina di solisti e gruppi in scena ogni sera in un diverso bar di Berchidda: ospiti in questa edizione la musicista elettronica Gold Mass, il duo indie folk Pick n' Bow di Samuele Rampani e Virginia Sutera, il trio rock'n'roll/rockabilly The Dangerous 3, e il duo di musica elettronica TAAL di Luigi Mastandrea e Fabio Arcifa.
Non solo musica a Time in Jazz
Tanta musica, dunque, a Time in Jazz; ma non solo. Tra gli appuntamenti abituali e più seguiti di ogni edizione del festival rientra Time to Read, la sezione dedicata agli incontri con i libri e i loro autori; aprirà la serie, a Sa Casara, una firma illustre della critica jazzistica, lo statunitense Ashley Kahn, con uno dei suoi saggi più fortunati e in tema con il festival: "Kind of Blue: storia e fortuna del capolavoro di Miles Davis" (il Saggiatore, 2003). Altri ospiti nei giorni successivi a Sa Casara, Salvatore Niffoi con "La rosa e lo spiedo" (La nave di Teseo, 2026) e Alessandro Bergonzoni con "Aprimi cielo. Dieci anni di raccoglimento, articolato" (Garzanti, 2020). Reno Brandoni presenterà invece il suo "L'urlo di Miles" (casa editrice Le Ruzzole, 2026) nel tradizionale evento di Ferragosto nella campagna intorno a Berchidda, dove il festival trascorre la giornata con tutta una serie di appuntamenti in programma nelle chiesette campestri di San Michele e di Santa Caterina. Qui, oltre al sempre affollatissimo pranzo a base dei piatti tipici della cucina locale, il pubblico ritroverà Alessandro Bergonzoni protagonista di uno speech nel suo inconfondibile stile affabulatorio, ironico e dissacrante, fatto di giochi di parole, calembour e battute surreali. A scandire il Ferragosto campestre interverrà anche un evento nell'ambito di Time to Children, la sezione del festival dedicata ai più piccoli: "Gufo Rosmarino e il libro che cerca casa", un nuovo capitolo della serie di racconti scritti e interpretati dall'attore e regista Giancarlo Biffi, accompagnato dagli interventi musicali di Paolo Fresu, della violinista Sonia Peana e della cantante Catia Gori. Curato proprio da queste ultime, in collaborazione l'associazione nazionale Il Jazz va a Scuola, Time to Children rinnova anche nella prossima edizione del festival il suo impegno nell'educazione emotiva e relazionale delle bambine e dei bambini attraverso spettacoli, laboratori e mostre, con la musica e l'arte a fare da filo conduttore e da linguaggio universale e portatore di creatività ed espressività. «Forse è proprio così che nasce la musica» sottolinea la direttrice artistica Sonia Peana: «da un gioco, da un'intuizione, da un'emozione. Time to children è un invito a ritrovare quello sguardo, offrendo a bambine e bambini un viaggio fatto di suoni, creatività e libertà, all'interno di un grande festival jazz». A condurre i laboratori e le altre attività, dal 10 al 15 agosto negli spazi di Sa colte ‘e su ‘oltiju, saranno musicisti come Christian Meyer con Silvia Bolbo nel loro "In viaggio con la musica", Pitrek e Spitrek, ovvero la violinista e polistrumentista Valeria Sturba e il violoncellista Giuseppe Franchellucci, Catia Gori con Kind InCanto e poi in trio con Alessandro Maltoni e Sonia Peana in "Mai dire Miles", l'organettista Pierpaolo Vacca in "Storia di un uomo magro" con l'attore e regista Paolo Floris che farà coppia anche con la regista Michela Anedda nel Jazz Motion - Stop Motion Lab; e ancora, Roberto De Nittis e Sebastian Mannutza in "Milestoys", Franco Lorenzoni e Roberta Passoni in "Come la piccola Luna oscura il grande Sole", e ancora Flavio Soriga, Riccardo Atzeni e Renzo Cugis con "Signor Salsiccia". Consueto anche lo spazio dedicato alle mostre. Nei locali di Sa Casara saranno esposte le fotografie scattate l'anno scorso durante il festival da Francesca Sara Cauli e David Morresi: "What a Wonderful World", come dichiara il titolo, è il racconto per immagini della passata edizione di Time in Jazz, con i suoi volti, le sue emozioni e le sue suggestioni. CasArt è invece l'esposizione permanente della Collezione di Arte contemporanea nata nel 1997 in seno al progetto PAV (Progetto Arti Visive), grazie al contributo degli artisti che hanno partecipato alle iniziative del festival nel corso del tempo. Sempre a Sa Casara sono esposte anche le tavole originali di Alessandro Sanna per il libro “Crescendo”, edito da Gallucci: un viaggio per immagini dei nove mesi di gravidanza attraverso tutti i gradi di crescita della pancia della mamma. Ad accompagnare l'inaugurazione delle mostre, che resteranno aperte per tutta la durata del festival, un brindisi in collaborazione con la Cantina Sociale Giogantinu. Gli scatti di Francesca Sara Cauli popolano anche "Time in Jazz Diary 2025" (POSTCARD 2025), la pubblicazione che la stessa fotografa presenterà nell'ultima giornata del festival in dialogo con Paolo Fresu al Museo del Vino di Berchidda.
Biglietti, abbonamenti e info
Su Vivaticket si possono acquistare i biglietti e gli abbonamenti per l'ingresso alle cinque serate in programma sul palco di Piazza del Popolo a Berchidda: per gli abbonamenti il prezzo intero è di 150 euro, ridotto a 142. Il prezzo dei biglietti va dai 40 euro per le serate dell'11 agosto (concerto di Paolo Fresu "Kind of Miles") e del 13 agosto (concerti di Bugge Wesseltoft e di Apparat) ai 30 euro per il 12 agosto (concerti di Matilde Gori e di Nils Petter Molvaer) e per il 14 (concerti di Theon Cross e di Nicholas Payton with Butcher Brown); si pagano invece 20 euro per la prima parte della serata di Ferragosto (di scena il Fabrizio Bosso Quartet) mentre l'ingresso sarà gratuito nella seconda (protagonisti i Kokoroko). Biglietti a metà prezzo per gli under 27. Le riduzioni sono valide per i soci tesserati Time in Jazz e per gli spettatori sopra i 65 anni anche per i biglietti singoli. Sarà invece come sempre gratuito l'ingresso a tutti i concerti in decentramento, a eccezione di quello in omaggio a Fabrizio De André in programma il 9 agosto a L'Agnata con Diodato: il biglietto unico costa 30 euro (anche in questo caso con riduzione al 50 per cento per i giovani sotto i 27 anni).
In vendita sempre su Vivaticket anche i biglietti per la parte di giugno del festival: la serata del 19 è gratuita per tutti, mentre si pagano 12 euro per le serate del 20 e il 21 giugno; 20 euro il prezzo dell'abbonamento per le due serate a pagamento. Per gli under 27 sempre tutto ridotto del 50 per cento.
Per restare aggiornati sul programma del festival, acquistare i biglietti e localizzare con facilità i luoghi del festival grazie a una mappatura, è possibile scaricare l'applicazione Time to APP: un modo semplice e innovativo per fruire al meglio del festival, ma anche del territorio, con informazioni sui percorsi, le strutture ricettive e contributi extra, link agli archivi e l'alert che avvisa l'utente di ogni cambiamento di programma.
Per informazioni è attiva la segreteria di Time in Jazz al numero 320 38 74 963 e all'indirizzo info@timeinjazz.it. Notizie e aggiornamenti sempre disponibili sul sito www.timeinjazz.it e sui canali social Facebook, Instagram, Threads, YouTube e Whatsapp.
La trentanovesima edizione del festival Time in Jazz è promossa e organizzata dall'associazione culturale Time in Jazz con il contributo del Ministero della Cultura, dell'Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport e dell'Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma della Sardegna, della Comunità Montana Monte Acuto, delle Amministrazioni Comunali di Berchidda e degli altri centri coinvolti, della Fondazione di Sardegna, di Illumia, del Banco di Sardegna, di Corsica Ferries–Sardinia Ferries e di Biorepack, mentre Radio Monte Carlo è anche quest'anno la radio ufficiale di Time in Jazz.
Abbonamenti e informazioni
Prosegue intanto, su VivaTicket, la prevendita dell'abbonamento "blind" per l'ingresso a tutte e cinque le serate in programma dall'11 al 15 agosto a Berchidda al prezzo di 140 euro: una tariffa speciale, valida fino all'annuncio del cartellone completo e dedicata a chi sceglie di acquistare l'abbonamento sulla fiducia, prima ancora di conoscere quali altri artisti si esibiranno in Piazza del Popolo.
Per ulteriori informazioni è possibile contattare la segreteria di Time in Jazz al 320 38 74 963 o all'indirizzo info@timeinjazz.it. Notizie e aggiornamenti sono disponibili sul sito www.timeinjazz.it e sui canali social Facebook, Instagram, Threads, YouTube e Whatsapp.
La trentanovesima edizione del festival Time in Jazz è promossa e organizzata dall'associazione culturale Time in Jazz con il contributo del Ministero della Cultura, dell'Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport e dell'Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma della Sardegna, della Comunità Montana Monte Acuto, delle Amministrazioni Comunali di Berchidda e degli altri centri coinvolti, della Fondazione di Sardegna, di Illumia, del Banco di Sardegna, di Corsica Ferries–Sardinia Ferries e di Biorepack, mentre Radio Monte Carlo è anche quest'anno la radio ufficiale di Time in Jazz.
Associazione culturale TIME IN JAZZ
via Umberto I, 37 • 07022 Berchidda
tel. 320 38 74 963 • e-mail: info@timeinjazz.it
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DROMOS FESTIVAL
La prima rivelazione di Dromos 2026: i Subsonica in concerto
il 16 agosto a Cabras (OR), unica data in Sardegna del tour "Terre rare 96-26"
Il festival Dromos, appuntamento immancabile dell'estate musicale in Sardegna, scopre la prima carta dal mazzo della sua ventottesima edizione, in programma come sempre tra Oristano e vari centri della sua provincia: il 16 agosto approdano a Cabras i Subsonica per l'unica tappa nell'Isola del tour all'insegna del loro undicesimo album, "Terre rare", in uscita il prossimo 20 marzo per Epic Records/Sony Music Italy. In partenza il 26 giugno, il tour "Terre Rare 96-26" farà seguito a "Cieli su Torino 96-26", quattro concerti speciali sold out, in programma il 31 marzo, l'1, 3 e 4 aprile nel capoluogo piemontese, in occasione della celebrazione del trentennale di carriera della band torinese e all'annuncio del nuovo album, un lavoro che si presenta come un viaggio: nelle geografie sonore, reali e immaginarie, e nel tempo presente, con le sue ferite e i suoi slanci. Le terre rare esplorate dai Subsonica sono fatte di suoni nuovi, più organici rispetto al passato, di strumenti raccolti durante un percorso compiuto sull'altra sponda del Mediterraneo. Un disco che guarda avanti senza rinnegare la propria storia, e che già dal titolo richiama ciò che è prezioso ma nascosto, sotterraneo, da portare alla luce. Nati a Torino nel 1996, i Subsonica hanno ridefinito negli anni il linguaggio del pop elettronico italiano, intrecciando club culture, scrittura cantautorale e tensione rock. Il 16 agosto sul palco allestito allo Stagno Arena di Cabras saliranno Samuel Romano (voce), Max Casacci (chitarra/prod.), Davide "Boosta" Dileo (tastiere), Enrico "Ninja" Matta (batteria) e Luca "Vicio" Vicini (basso): una formazione che da tre decenni tiene insieme ricerca sonora e impatto live, in un equilibrio raro tra spettacolo e densità emotiva; per questo il loro concerto si candida già tra gli eventi di spicco della prossima estate musicale. E intanto parte la prevendita dei biglietti, che si possono acquistare da domani - venerdì 20 febbraio - attraverso il sito dromosfestival.it: solo posti in piedi a 25 euro (più diritti di prevendita).
Dromos Secrets
È dunque quello dei Subsonica a Cabras il primo concerto svelato da Dromos di un'edizione che si annuncia, come di consueto, ricca di appuntamenti e attraversata da linguaggi differenti. Un'edizione che porterà il titolo "Dromos Secrets" e che farà del segreto il proprio filo conduttore. In un tempo in cui tutto è esposto, condiviso, immediato, Dromos sceglie di lavorare sul non detto, sul nascosto, su ciò che si rivela solo a chi accetta di sostare, ascoltare, cercare. Il segreto, come scriveva Honoré de Balzac, è linfa vitale dell'esistenza; e come suggeriva Friedrich Schiller, può diventare legame, complicità, comunità. Nel solco di Johan Huizinga, che in "Homo Ludens" riconosceva nel gioco una funzione fondativa della cultura, il festival costruirà un percorso in cui rivelazione e attesa diventeranno parte integrante dell'esperienza. Dromos sarà il custode di questo processo: orchestrerà indizi, atmosfere, rimandi tra concerti, mostre e luoghi simbolo del territorio, invitando il pubblico a un ruolo attivo. Non semplice spettatore, ma protagonista di una trama che si dipanerà tra musica e arte contemporanea, tra spazi archeologici e centri urbani, in un dialogo continuo tra ciò che appare e ciò che si cela sotto la superficie. Segreti e rivelazioni animeranno il programma, trasformando ogni appuntamento in una tappa di un itinerario più ampio. Per ora, la prima carta è scoperta: il 16 agosto, a Cabras, l'energia dei Subsonica aprirà il gioco. Tutto il resto, come si conviene, sarà rivelato passo dopo passo.
Il festival Dromos svela un altro protagonista della sua 28a edizione:
Stefano Bollani in concerto per piano solo il 29 luglio
nella splendida cornice dell'area archeologica di Tharros (OR).
Dromos annuncia un altro imperdibile evento della sua ventottesima edizione: il 29 luglio, nella cornice monumentale dell'area archeologica di Tharros (a una ventina di chilometri da Oristano), sarà protagonista Stefano Bollani in concerto per piano solo; una serata - proposta con il prezioso contributo della Fondazione di Sardegna e l'imprescindibile collaborazione della Fondazione Mont'e Prama - che intreccerà musica e paesaggio in uno dei luoghi simbolo del festival: con le sue rovine affacciate sul mare del Sinis e il dialogo costante tra pietra, vento e orizzonte, l'antica città fondata dai Fenici nell'ottavo secolo a.C., non è semplice scenario ma parte integrante dell'esperienza d'ascolto; in questo spazio sospeso tra memoria e presente, il pianoforte di Bollani troverà una dimensione particolarmente intensa, fatta di silenzi, risonanze e improvvisazioni modellate sull'atmosfera del luogo. Classe 1972, milanese di nascita ma fiorentino d'adozione, Stefano Bollani è un musicista dotato di una preparazione sconfinata, condita da sapiente tecnica e una torrenziale creatività, caratteristiche che lo hanno reso uno dei jazzisti italiani più conosciuti al mondo. Artista capace di attraversare generi e pubblici con naturalezza, Bollani trova nella formula del piano solo il territorio privilegiato della sua libertà creativa: ogni concerto è diverso dall'altro, un one man show che è un vero e proprio viaggio tra i tasti del suo strumento; il repertorio nasce sul momento, si nutre delle suggestioni dell'istante, accoglie richieste imprevedibili del pubblico e si muove tra classica, jazz, canzone d'autore e repertori inattesi. Un grande gioco musicale in cui improvvisazione e ascolto reciproco diventano struttura portante. L'annuncio del concerto a Tharros precede di due settimane l'uscita, venerdì 20 marzo, dell'album "Tutta Vita Live", pubblicato da Ponderosa Music Records e registrato dal vivo durante il concerto al Teatro Politeama Rossetti di Trieste il 17 febbraio dell'anno scorso; un live nato da una residenza artistica che ha riunito per una settimana intorno a Bollani, in una dimora storica di Gorizia, grandi figure del jazz italiano come Enrico Rava, Paolo Fresu, Daniele Sepe, Antonello Salis, Ares Tavolazzi e Roberto Gatto insieme a giovani talenti come Matteo Mancuso, Christian Mascetta e Frida Bollani Magoni (in arte Frida). Questa esperienza è raccontata nel documentario di Valentina Cenni, "Tutta Vita", di prossima distribuzione per Lucky Red: presentato all'ultima edizione della Festa del Cinema di Roma, mostra allo spettatore la straordinaria quotidianità di quei momenti – giorni e notti fatti di musica, di dialoghi, battute, giochi, prove e improvvisazioni – facendo cogliere a chi guarda il momento esatto in cui il processo creativo trova forma, la musica nasce e poi approda sul palco. A Tharros sarà tuttavia l'essenzialità del piano solo a plasmare il clima la serata: una scelta che dialoga con il tema dell'edizione 2026 del festival, "Dromos Secrets": un percorso che invita a esplorare il non detto, a sostare nel mistero, a trasformare l'ascolto in scoperta. In un tempo dominato dall'iper-visibilità, il festival sceglie di lavorare su ciò che si rivela lentamente, che richiede attenzione e immaginazione. Dopo l'annuncio dei Subsonica, dunque, quello di Stefano Bollani rappresenta il secondo tassello di un programma che – come sempre a Dromos - coinvolgerà Oristano e diversi centri della provincia, tra concerti, progetti speciali ed esposizioni d'arte contemporanea. Due traiettorie differenti – l'energia elettronica e collettiva dei Subsonica, l'intimità imprevedibile del piano solo di Bollani – che delineano fin d'ora il profilo di un'edizione ampia e stratificata.
I biglietti per il concerto di Stefano Bollani il 29 luglio a Tharros (come quelli per i Subsonica il 16 agosto a Cabras) si possono acquistare attraverso il sito dromosfestival.it; il prezzo varia a seconda dell'ordine dei posti: il biglietto in poltronissima costa 55 euro, in poltrona 45 euro; si pagano invece 35 euro per un posto nel primo settore, 25 nel secondo (a tutti i prezzi vanno aggiunti i diritti di prevendita).
Dromos scopre un'altra carta: Mario Biondi in concerto l'11 agosto a Neoneli (OR).
Il crooner catanese protagonista a S'Angelu con la sua inconfondibile voce soul.
Dopo aver annunciato i primi appuntamenti del cartellone – il piano solo di Stefano Bollani il 29 luglio nell'area archeologica di Tharros e i Subsonica il 16 agosto a Cabras – il festival Dromos aggiunge un'altra tessera al mosaico della sua ventottesima edizione, che come ogni estate si snoderà fra vari centri e località della provincia di Oristano: l'11 agosto, Neoneli accoglierà Mario Biondi, in concerto alle 22 in località S'Angelu, uno degli scenari più affascinanti del festival, immerso nel paesaggio del Barigadu. Con la sua voce profonda, calda e immediatamente riconoscibile, il cantante catanese, classe 1971, è da oltre vent'anni uno degli interpreti italiani più apprezzati nel panorama internazionale del soul e del jazz. La sua storia artistica prende una svolta decisiva nel 2006 con il successo di "This Is What You Are", brano che conquista radio e pubblico in tutta Europa. Il timbro baritonale e l'eleganza interpretativa, spesso accostati alle grandi voci della tradizione soul come Teddy Pendergrass, Isaac Hayes e Barry White, hanno reso Mario Biondi una figura unica nella musica italiana. Il debutto discografico con "Handful of Soul", realizzato insieme all'High Five Quintet, segna l'inizio di una carriera in costante crescita; l'album mescola rhythm & blues, jazz e swing e apre a Biondi le porte del mercato internazionale. Da allora il suo percorso artistico si è arricchito di collaborazioni prestigiose e progetti sempre diversi, dal successo di "If" del 2009 – con brani scritti anche da Burt Bacharach – fino ai lavori più recenti che hanno consolidato la sua dimensione globale. Tra gli album più significativi figurano "Sun", pubblicato nel 2013 con la partecipazione di artisti come Al Jarreau e Chaka Khan, e "Brasil", registrato a Rio de Janeiro nel 2018, un viaggio musicale attraverso le molteplici sfaccettature della tradizione brasiliana. Pubblicato nel 2023, "Crooning Undercover" ha dato vita a un lungo ciclo di concerti internazionali che ha superato i cento appuntamenti tra Italia e oltre venti paesi. L'intensa attività live ha portato Biondi nei principali festival e teatri del mondo, fino agli eventi del 2024 e del 2025 che hanno celebrato la sua carriera internazionale e aperto la strada ai festeggiamenti e al tour "This is what you are" che farà tappa questa estate a Dromos per il ventesimo anniversario di "Handful of Soul", l'album che l'ha consacrato definitivamente sulla scena soul-jazz mondiale. Nell'arco di questi quattro lustri, Mario Biondi ha attraversato con naturalezza linguaggi e generi diversi; il prossimo 11 agosto la sua voce intensa e avvolgente porterà a Neoneli una serata all'insegna del soul e delle grandi atmosfere jazz, tra classici del suo repertorio e brani più recenti, in uno dei contesti più suggestivi del festival. I biglietti per il concerto si possono acquistare al prezzo di 22 euro (più diritti di prevendita) attraverso il sito dromosfestival.it. L'appuntamento si inserisce nel percorso dell'edizione numero ventotto di Dromos, che si presenta sotto il titolo "Dromos Secrets": un tema che invita a esplorare il non detto, il mistero e ciò che si rivela lentamente attraverso l'esperienza artistica. In un tempo dominato dall'iper-visibilità e dalla comunicazione immediata, il festival sceglie di restituire valore all'attesa, alla scoperta e alla dimensione dell'ascolto. «Un ringraziamento a tutta la macchina organizzativa di Dromos, grazie alla quale anche piccoli paesi, marginali e lontani dai grandi circuiti musicali ed artistici, possono ospitare eventi di questa caratura» dichiara il sindaco di Neoneli Salvatore Cau: «Eventi importanti perché uniscono la bellezza dello spettacolo offerto a momenti di socialità e condivisione, ma altrettanto importanti per l'effetto vetrina che generano per i territori interessati, ricchi di storia, bellezze naturalistiche e di cultura enogastronomica.»
Dromos tra musica e racconto: Carmen Consoli con "I segreti dell'anima"
il 28 luglio a Tharros (OR) per una serata speciale
aperta e introdotta dal podcaster e autore radiofonico Matteo Caccia
in tema con la ventottesima edizione del festival all'insegna di "Dromos Secrets".
Dopo aver svelato i primi nomi della sua ventottesima edizione (Stefano Bollani, Mario Biondi, i Subsonica), il festival Dromos annuncia un nuovo appuntamento in uno dei luoghi più suggestivi del territorio oristanese in cui si snoda il suo cartellone: l'area archeologica di Tharros il 28 luglio accoglie Carmen Consoli nell'unica tappa in Sardegna del suo tour, un giro d'Italia fatto di poche date selezionate, ciascuna costruita intorno a un tema specifico legato al luogo ospitante: "I segreti dell'anima" è il titolo scelto ad hoc dalla cantautrice catanese, in piena coerenza con il tema dell'edizione 2026 del festival intitolata "Dromos Secrets". Tema che sarà introdotto ed esplorato in apertura di serata, alle 21, da Matteo Caccia con un intervento anche in questo caso concepito per l'occasione dal podcaster e autore radiofonico che si muoverà tra racconto e ascolto seguendo una personale "Mappa dei segreti". Una serata costruita dunque come un dialogo tra linguaggi, in cui la dimensione musicale si intreccerà con quella narrativa. Carmen Consoli si presenterà sul palco in una versione unplugged pensata per esaltare la forza evocativa delle sue canzoni, accompagnata da Massimo Roccaforte alle chitarre e Adriano Murania al violino: una formazione essenziale per restituire alle composizioni una dimensione raccolta, capace di dialogare con l'atmosfera unica di Tharros, tra le pietre millenarie del sito archeologico e il respiro del mare. Artista tra le più autorevoli e riconoscibili della scena italiana, la "cantantessa" ha costruito nel tempo un percorso unico, capace di coniugare profondità autoriale e forza espressiva. Prima donna nella storia a vincere la Targa Tenco per il miglior album con "Elettra" (2010), riconoscimento ottenuto nuovamente nel 2023 con "Volevo fare la rockstar", ha attraversato generi, lingue e immaginari, ispirandosi alla letteratura, alla tradizione e alla mitologia. La sua carriera è segnata da importanti riconoscimenti internazionali e collaborazioni di rilievo, oltre a una costante attività live che l'ha vista protagonista in contesti tra loro molto diversi, dai teatri ai grandi festival internazionali. Il suo percorso più recente è segnato dall'uscita, lo scorso ottobre, dell'album "Amuri Luci", primo capitolo di un progetto dedicato alle sue "tre anime", un lavoro che indaga identità e coscienza collettiva attraverso lingue e stratificazioni culturali, dal siciliano al greco antico e al latino. In sintonia con il tema che attraversa la ventottesima edizione del festival Dromos, Matteo Caccia aprirà la serata del 28 luglio a Tharros con un nuovo progetto di narrazione dal vivo dedicato a uno dei territori più intimi e universali: quello dei segreti. "Mappa dei segreti" – questo il titolo - è un itinerario costruito a partire da storie raccolte nel tempo: confessioni anonime, frammenti di vita, verità mai dette. Racconti affidati alla voce e, in alcuni casi, a dispositivi inaspettati, come una cabina telefonica dove sconosciuti hanno lasciato messaggi carichi di emozione. In scena, la narrazione si intreccia con materiali audio originali, trasformando lo spazio in un luogo di ascolto condiviso. Le voci emergono come presenze vive, restituendo la forza di ciò che spesso resta nascosto. Uno spettacolo essenziale e immersivo, in cui il personale diventa collettivo e il segreto si fa racconto. Podcaster, narratore, autore e conduttore radiofonico, Matteo Caccia è tra le voci più accreditate dello storytelling italiano. Autore di podcast di grande successo per Audible ("La Piena", "Oltre il confine", "L'isola di Matteo", "Il mondo addosso"), ha pubblicato con Mondadori "Amnèsia", "Il nostro fuoco è l'unica luce" e "Mare Selvaggio", con Baldini&Castoldi "Il silenzio coprì le sue tracce", mentre è uscito per Il Saggiatore "Voci che sono la mia" e per Il Sole 24 Ore "Storie che succedono vivendo". Attualmente è in onda su Radio 24 con il programma "Matteo Caccia racconta" ed è responsabile della sezione podcast de Il Post, dove l'anno scorso ha debuttato con "Orazio", podcast quotidiano che partendo da una notizia d'attualità racconta le storie che le stanno attorno: un successo che ha dato vita anche alla versione teatrale "Orazio Live". La serata del 28 luglio a Tharros - proposta con il prezioso contributo della Fondazione di Sardegna e l'imprescindibile collaborazione della Fondazione Mont'e Prama - si inserisce dunque nel mosaico di "Dromos Secrets", insegna di un'edizione del festival che invita a esplorare il non detto, a sostare nel mistero e a partecipare attivamente a un processo di rivelazione che attraversa musica, arte e narrazione. In questo contesto, l'appuntamento con Carmen Consoli e con Matteo Caccia rappresenta una delle declinazioni più emblematiche del tema: un attraversamento dei segreti dell'anima e delle storie, individuali e collettive
Dromos continua a scoprire le sue carte
da Michael League a Rokia Traoré, da Cory Henry a Simona Molinari nuovi segreti nel cuore del festival.
Tra Oristano, Mogoro, Cabras, Baratili San Pietro, Tadasuni, Pompu e Masullas, la ventottesima edizione aggiunge altri tasselli al suo cartellone: residenze artistiche, incroci tra culture,
grandi protagonisti della scena internazionale e concerti pensati come esperienze da vivere
tra musica, territori e rivelazioni.
Dopo aver iniziato a scoprire le prime carte della sua ventottesima edizione – Carmen Consoli e Matteo Caccia il 28 luglio a Tharros, Stefano Bollani il 29, Mario Biondi l'11 agosto a Neoneli, i Subsonica il 16 a Cabras – Dromos prosegue nel suo gioco di rivelazioni, aggiungendo nuove tessere a un cartellone che si fa via via più articolato e sorprendente, nel segno di "Dromos Secrets".
Tra il 22 luglio e il 9 agosto il festival toccherà Oristano e altri centri della sua provincia - Mogoro, Cabras, Baratili San Pietro, Tadasuni, Pompu e Masullas - con una costellazione di artisti tra i più autorevoli della scena internazionale, disegnando un itinerario che intreccia linguaggi, paesaggi e visioni. A incarnare in modo emblematico questo spirito sarà Michael League, protagonista di una speciale "carta bianca" concepita come una residenza artistica in tre tappe: un percorso intimo tra musica, territorio e condivisione. Fondatore degli Snarky Puppy, polistrumentista, produttore e compositore dalla visione aperta e cosmopolita, League darà forma a tre diverse declinazioni della sua ricerca, ogni volta affiancato da eccellenti compagni di viaggio.
Mercoledì 22 luglio, al Nuraghe Cuccurada nei pressi di Mogoro (ore 20:30), sarà in duo con Becca Stevens, una delle voci più raffinate e originali del panorama contemporaneo. La cantautrice, polistrumentista e produttrice statunitense, nominata due volte ai Grammy Awards, unisce radici folk, formazione jazz e una scrittura emotivamente profonda, capace di muoversi con naturalezza tra intimità e sperimentazione. In questo incontro, la forza evocativa della voce e il dialogo sonoro troveranno una cornice ideale in un luogo carico di storia e fascino arcaico.
L'indomani, giovedì 23 luglio, alla Cantina Contini di Cabras (ore 20:30), Michael League dividerà invece la scena con Bill Laurance, pianista e cofondatore degli Snarky Puppy. Musicista inglese di formazione classica, Laurance ha costruito negli anni un linguaggio personale che intreccia scrittura jazz, sensibilità orchestrale, ricerca timbrica ed elettronica. Dalla sua traiettoria solista emerge una costante tensione tra rigore compositivo e libertà espressiva, qualità che rendono questo incontro con Michael League particolarmente interessante; a ospitarlo sarà la più antica cantina della Sardegna, simbolo di una tradizione vitivinicola profondamente radicata nel territorio: fondata nel 1898, la Contini è un presidio storico della Vernaccia di Oristano e della viticoltura isolana, capace di attraversare oltre un secolo di storia mantenendo saldo il legame con Cabras e con il suo paesaggio lagunare. Una realtà che ha saputo unire memoria, identità e ricerca qualitativa, raccogliendo nel tempo importanti riconoscimenti nazionali e internazionali.
Il 24 luglio (ore 20:30) sarà invece la Cantina Silvio Carta di Baratili San Pietro ad accogliere Michael League, stavolta in trio con Antonio Sánchez e Shai Maestro. Luogo simbolo dell'eccellenza enologica del territorio, la cantina – celebre per la Vernaccia, i liquori e i distillati – ha saputo negli anni portare i sapori della Sardegna in una dimensione nazionale e internazionale, conquistando importanti riconoscimenti, tra cui il premio assegnato a Vinitaly al Vernaccia di Oristano DOC Riserva 2004 come Miglior Vino Bianco Italiano 2024. In questo scenario Michael League sarà affiancato da Antonio Sánchez, quattro volte vincitore dei Grammy, uno dei batteristi più importanti della sua generazione, noto sia per il lungo sodalizio con Pat Metheny sia per la celebre colonna sonora di Birdman, che gli ha dato ulteriore risonanza internazionale; e, a completare il trio, l'israeliano Shai Maestro, pianista dalla straordinaria sensibilità, capace di fondere improvvisazione, profondità emotiva e suggestioni che intrecciano jazz, musica classica e tensione cinematografica. Insieme, i tre daranno vita a un concerto nel segno dello slancio ritmico, dell'interplay e della più totale libertà creativa.
Non è casuale che questi tre appuntamenti con Michael League – tutti con ingresso a 20 euro - si sviluppino tra un sito archeologico e due cantine d'eccellenza. Oltre alla sua attività musicale, il polistrumentista e produttore californiano coltiva infatti un rapporto profondo con il mondo delle lavorazioni artigianali: produce vino in Catalogna e sakè di alta qualità a Fukushima, portando avanti una ricerca parallela che unisce artigianalità, territorio e cultura. Una visione che dialoga in modo naturale con quella di Dromos e rende questa residenza artistica un raro incontro tra musica e materia, tra improvvisazione e tradizione.
Il festival si sposterà poi a Tadasuni, dove nell'ultimo weekend di luglio ritorna per il terzo anno consecutivo "Isole d'altri mari", la minirassegna che già nel titolo allude a quella spinta ad andare oltre i confini — musicali ma non solo — che caratterizza da sempre Dromos. Due serate speculari, all'insegna della dialettica fra tradizione e innovazione, con una prima parte in piazza Santa Croce (con ingresso gratuito) dedicata a produzioni e musicisti sardi, e la seconda invece al Parco Comunale (ingresso a 20 euro; abbonamento per le due serate a 30 euro) con ospiti in arrivo "da altri mari".
Sabato 25 si apre dunque (alle 19:30) con "Sighida", progetto nato lo scorso anno e fissato sulle tracce del disco omonimo; il termine sardo sighida rimanda all'idea di continuità, di un filo che prosegue e si rinnova: un'immagine che ben descrive l'incontro tra Mauro Palmas, decano della scena musicale sarda, e Giacomo Vardeu, il giovane organettista di Orosei che si sta imponendo come uno dei talenti più promettenti della nuova generazione; liutista, compositore e ricercatore, il primo porta con sé un bagaglio di esperienze maturate in decenni di collaborazioni e progetti, mentre il ventenne Vardeu sorprende per la padronanza tecnica e la maturità interpretativa. Insieme intessono un dialogo musicale che attraversa tradizione e modernità, intrecciando melodie sarde, suggestioni mediterranee e aperture verso repertori europei. Ospite d'eccezione nel concerto a Tadasuni, un'altra icona della musica isolana tra memoria e futuro, tra radice e trasformazione, la cantante Elena Ledda, socia di Mauro Palmas in tante produzioni ed esperienze nell'arco di quattro decenni.
Nella seconda parte della serata riflettori puntati (dalle ore 22) al Parco Comunale sul trio di Hamilton de Holanda, virtuoso assoluto del bandolim, la versione brasiliana del mandolino, che ha reinventato trasformandolo da strumento tradizionale in una voce universale. Prodigio fin da bambino, oggi è uno dei più importanti improvvisatori e compositori brasiliani, capace di conquistare platee in tutto il mondo. Vincitore di Latin Grammy e Prêmio da Música Brasileira, nel corso della sua carriera Hamilton de Holanda ha collaborato con nomi del calibro di Wynton Marsalis, Milton Nascimento, Hermeto Pascoal, Chick Corea, Coldplay, Gonzalo Rubalcaba, Chucho Valdés, Chico Buarque tra gli altri, muovendosi con naturalezza tra choro, samba, jazz e linguaggi contemporanei, sempre mantenendo viva l'essenza brasiliana. Con il pianista Salomão Soares e il batterista Thiago "Big" Rabello, Hamilton de Holanda dà vita a un trio che fonde tradizione e modernità, dove il choro dialoga con il jazz in un equilibrio di virtuosismo, emozione e libertà improvvisativa.
La seconda giornata di "Isole d'altri mari" si apre come la precedente in piazza Santa Croce (ore 19:30) con Nicola Agus, polistrumentista e virtuoso delle launeddas, lo strumento simbolo della tradizione sarda, che il musicista cagliaritano (classe 1982) ama esplorare oltre i confini consueti anche attraverso l'utilizzo dell'elettronica e intrecciando linguaggi musicali e sonorità provenienti da mondi lontani. Tenendo al centro del suo universo musicale le launeddas, studiate fin da giovane e approfondite parallelamente alla formazione in Composizione e Didattica al Conservatorio di Cagliari, Nicola Agus si è spinto negli anni a esplorare strumenti provenienti da tradizioni diverse: la gaita galiziana, il mezoued tunisino, la cornamusa scozzese l'hulusi cinese, il saz baglama turco, i flauti rumeni, l'armonica a bocca, dando vita a declinazioni sperimentali ricche di fascino ed emozione.
Da Piazza Santa Croce i riflettori si trasferiranno poi (ore 22) al Parco Comunale per l'ultimo atto di "Isole d'altri mari", protagonista ancora un nome di maggior spicco nel cast del festival: Tigran Hamasyan. Classe 1987, il pianista e compositore armeno si è imposto negli ultimi anni come una delle voci più riconoscibili della scena internazionale, coniugando virtuosismo, tensione ritmica e una visione compositiva fortemente identitaria. Cuore del concerto è "Manifeste", progetto recente registrato tra il 2023 e il 2025 tra Yerevan, Atene, Mosca e Los Angeles, e pubblicato lo scorso febbraio: un album in cui Hamasyan - affiancato da partner abituali e nuovi contributi in formazioni diverse di brano in brano - fonde la sua caratteristica complessità ritmica e profondità spirituale con un paesaggio sonoro più cinematografico, dove le radici del folk armeno, l'intensità del rock progressivo e il misticismo corale si intrecciano: "Manifeste" riunisce l'umano, il digitale e il sacro — una dichiarazione di unità attraverso il suono, in cui la tecnologia moderna incontra risonanze antiche. Oltre a premi importanti e al plauso della critica, Tigran Hamasyan si è guadagnato un seguito fedele in tutto il mondo e l'ammirazione di colleghi del calibro di Herbie Hancock, Brad Mehldau e del compianto Chick Corea.
A fine luglio Dromos torna nella "sua" Oristano per una serie di appuntamenti che si apre giovedì 30 (ore 22) al Museo Diocesano Arborense (ingresso a 20 euro) con L'Antidote, un progetto che riunisce tre musicisti di grande personalità: il percussionista iraniano Bijan Chemirani, maestro dello zarb (un tamburo a calice della musica tradizionale persiana) e interprete raffinato delle grandi tradizioni del Mediterraneo e del Medio Oriente; Rami Khalifé, pianista e compositore di origini libanesi, apprezzato per il suo stile audace e trasversale; e Redi Hasa, violoncellista e compositore albanese, artista di forte intensità espressiva, da anni attivo anche accanto a Ludovico Einaudi. Insieme danno forma a un incontro sonoro che attraversa culture, memorie e visioni; un repertorio strumentale di rara finezza che contrappone il potere curativo della musica ai veleni del presente; il giusto antidote, come spiega Rami Khalifé, «al mondo in cui viviamo oggi, alle situazioni dalle quali cerchiamo di fuggire; la realtà, la violenza, le ingiustizie, le guerre».
Domenica 2 agosto (ore 22), Piazza Duomo accoglie Cory Henry con The Funk Apostles per quello che si annuncia già come uno dei concerti più attesi e ad alta energia del festival (biglietti a 20 euro). Tastierista, organista, compositore e bandleader, Cory Henry è una delle figure più incisive della musica afroamericana attuale, capace di attraversare gospel, soul, funk, jazz e R&B con uno stile che unisce radici profonde e visione attuale. Cresciuto a Brooklyn in una famiglia legata alla tradizione gospel, ha iniziato giovanissimo a suonare l'organo Hammond, sviluppando un linguaggio subito riconoscibile. Dopo l'esperienza determinante con gli Snarky Puppy, con cui ha contribuito a ridefinire il jazz contemporaneo vincendo diversi Grammy, ha intrapreso un percorso solista che l'ha portato a costruire un'identità artistica solida e personale. Il suo lavoro più recente, "Church", premiato ai Grammy 2025 come miglior Roots Gospel Album, rappresenta uno dei momenti più intensi della sua produzione: un progetto autobiografico che affonda nella memoria familiare e nella spiritualità, restituendo un suono che è insieme tradizione e contemporaneità. Nel corso degli anni Cory Henry ha collaborato con artisti come Stevie Wonder, Bruce Springsteen, Rosalía e Kanye West, mantenendo una coerenza stilistica che trova la sua espressione più potente nei live con i Funk Apostles, dove groove, improvvisazione e partecipazione collettiva si fondono in un flusso continuo di energia: per questo il concerto del 7 agosto a Oristano è un appuntamento da non mancare.
Venerdì 7 agosto Dromos farà tappa a Pompu per una serata in due atti (inizio ore 21:30; biglietto a 10 euro) all'insegna dell'incontro tra culture e linguaggi musicali differenti. Primo set nel segno di "Tres Continentes", l'originale progetto che riunisce la violinista e cantante giapponese Aska Maret Kaneko, il chitarrista sardo Bebo Ferra e il bassista argentino Carlos "El Tero" Buschini: un affascinante dialogo tra sensibilità asiatiche, mediterranee e sudamericane, costruito su composizioni originali, improvvisazione e ascolto reciproco. Sul palco, i tre musicisti daranno vita a un mosaico sonoro ricco di colori ed emozioni, in cui identità diverse si intrecciano in un linguaggio comune fatto di libertà, poesia e connessione.
Nella seconda parte della serata spazio invece al duo catalano formato dalla cantante Magalí Sare e dal contrabbassista Manel Fortià con il progetto "Re-Tornar", incontro coinvolgente tra due artisti eclettici capaci di fondersi in un linguaggio musicale aperto e personale. La voce delicata e versatile di Magalí Sare si intreccia con la ricchezza espressiva di Manel Fortià in un viaggio che attraversa stili, influenze e tradizioni differenti, alternando momenti intimi a passaggi più ritmati e intensi. Entrambi vantano percorsi artistici ricchi di esperienze internazionali: Magalí, cresciuta in una famiglia di musicisti e affermatasi anche grazie a collaborazioni con artisti come Clara Peya, e Manel, formatosi tra Europa e New York accanto a importanti nomi del jazz contemporaneo. Il risultato è una proposta originale e dinamica, capace di trasformare la canzone in uno spazio di libertà, contaminazione e continua ricerca sonora.
Nel secondo weekend di agosto, Dromos pianterà le tende per due sere (biglietto a 20 euro, abbonamento per le due serate a 30 euro) a Masullas, dove sabato 8 Simona Molinari approda col suo sestetto e con Raphael Gualazzi come special guest, per una tappa del suo "Kairos Tour" (inizio alle 22). Cantautrice pop jazz, interprete di grande sensibilità, Simona Molinari ha costruito negli anni una traiettoria ricca di collaborazioni prestigiose e riconoscimenti importanti, fino alle Targhe Tenco ottenute nel 2022 e nel 2024. Il recente progetto "Hasta Siempre Mercedes", omaggio a Mercedes Sosa, ne ha confermato la capacità di attraversare repertori e memorie con autenticità e profondità. Il concerto si presenta come un viaggio emotivo in cui Simona prende idealmente per mano il pubblico accompagnandolo, attraverso le sue canzoni, dentro i diversi tempi della vita: l'innamoramento, la passione, il disincanto, l'amore, gli inganni, l'impegno. In scaletta brani tratti dalla sua discografia, come "Egocentrica", "La felicità" e "In cerca di te (sola me ne vò per la città)", accanto a riletture di classici come "Mr. Paganini" di Ella Fitzgerald, "La storia" di Francesco De Gregori e "Caruso" di Lucio Dalla. L'incontro con Raphael Gualazzi promette di aggiungere ulteriore fascino e intensità alla serata: il pianista e cantautore affiancherà Simona Molinari in alcuni brani del repertorio italiano e internazionale, dando vita a un dialogo musicale sospeso tra jazz, canzone d'autore ed eleganza interpretativa.
L'indomani, domenica 9 agosto (alle 22), Masullas abbraccia invece Rokia Traoré, una delle figure più originali e autorevoli della scena internazionale. La cantautrice, compositrice e polistrumentista maliana, ha saputo costruire nel tempo un percorso in cui le radici africane dialogano con rock, folk e canzone d'autore globale. Nata in Mali nel 1974 e cresciuta tra Africa, Europa, Stati Uniti e Medio Oriente, ha trasformato il dialogo tra culture differenti in uno dei tratti distintivi della propria musica. Considerata una delle voci più importanti della "nuova Africa musicale", Rokia Traoré ha pubblicato album acclamati dalla critica come "Bowmboï", "Tchamantché", "Beautiful Africa" e "Né So", lavoro intenso e personale prodotto da John Parish che affronta temi come l'esilio, la perdita delle radici e il significato della parola "casa". Alla musica, l'artista maliana ha spesso affiancato una riflessione teatrale e culturale più ampia, in particolare collaborando con Toni Morrison e Peter Sellars nello spettacolo "Desdemona", rivisitazione contemporanea dell'Otello shakespeariano. Negli ultimi anni la sua vicenda personale, segnata da una lunga disputa internazionale per la custodia della figlia e da mesi di detenzione tra Francia, Italia e Belgio, ha influenzato profondamente il suo percorso artistico e umano. Da quell'esperienza nasce il progetto teatrale autobiografico "À Huis Clos", incentrato sui temi della libertà, della memoria e della condizione delle donne detenute e migranti. Parallelamente, Rokia Traoré porta avanti un forte impegno culturale e sociale: nel 2009 ha fondato a Bamako la Fondation Passerelle per sostenere giovani artisti maliani e nel 2016 è stata nominata ambasciatrice di buona volontà dell'UNHCR, l'Alto Commissariato ONU per i Rifugiati. Con questi nuovi annunci, Dromos continua a delineare il profilo di un'edizione ricca, stratificata e capace di attraversare molteplici geografie sonore. Ma il festival non ha ancora svelato interamente il proprio cartellone: altri nomi e nuovi appuntamenti verranno annunciati nelle prossime settimane, aggiungendo ulteriori tasselli a un programma in continua scoperta. "Dromos Secrets" si conferma così non solo come titolo, ma come chiave di accesso a un percorso che invita il pubblico a cercare, ascoltare, sostare, lasciarsi sorprendere. Segreti della musica, dei luoghi, delle culture, delle relazioni: ogni concerto si presenta come una soglia da attraversare, un indizio da raccogliere, una rivelazione da vivere.
I biglietti si possono acquistare attraverso il sito dromosfestival.it; il prezzo varia secondo l'ordine dei posti: in poltronissima si pagano 55 euro, in poltrona 45 euro; costa invece 35 euro il biglietto per un posto nel primo settore, 25 nel secondo (a tutti i prezzi vanno aggiunti i diritti di prevendita).
Per informazioni la segreteria di Dromos risponde allo 0783310490, al numero whatsapp 3348022237 e all'indirizzo di posta elettronica info@dromosfestival.it. Notizie e aggiornamenti sono disponibili nel sito www.dromosfestival.it, sul canale Telegram e nelle pagine Facebook e Instagram di Dromos.
La ventottesima edizione del festival Dromos è organizzata dall'omonima associazione culturale con il contributo del Ministero della Cultura, della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport e Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio –, della Fondazione di Sardegna, della Fondazione Mont'e Prama e della Fondazione Parte Montis, con il sostegno delle Amministrazioni Comunali di Oristano, Cabras, Tadasuni, Neoneli, Masullas, Pompu e Nureci, e con il supporto di Cantina Contini, Cantina Silvio Carta e Sa Marigosa.
DROMOS - via Sebastiano Mele · 09170 ORISTANO
tel.: 0783 31 04 90 • 334 80 22 237
E-mail: info@dromosfestival.it
Telegram: t.me/dromosfestival
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LOCUS FESTIVAL
Da giugno a agosto | Locorotondo (BA) / Bari
Torna anche nel 2026 Locus Festival, uno degli appuntamenti più attesi dell’estate italiana, che lo scorso anno ha celebrato la sua ventesima edizione. Il festival si svolgerà tra giugno e agosto, attraversando alcuni dei luoghi più suggestivi della Puglia e ospitando il meglio della musica italiana e internazionale. La manifestazione nata 22 anni fa a Locorotondo, sceglie per raccontare questa edizione una celebre frase di Miles Davis: "Don’t play what's there. Play what's not there". “Non suonare ciò che c’è, suona piuttosto cosa non c’è” è il motto con cui la leggenda del jazz incoraggiava a cercare note e significati negli spazi meno esplorati e battuti. Un approccio creativo e libero a cui si è ambiziosamente ispirato Locus Festival nel corso della sua storia. Tra i primi nomi annunciati di questa edizione: David Byrne con la prima data del suo tour italiano, BEAT - Performing the music of 80s KING CRIMSON, Marcus Miller presents WE WANT MILES, JALEN NGONDA, Mannarino.
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B.O.P. - BEATS OF POMPEII 2026
MARCUS MILLER
IL GIGANTE DEL JAZZ CELEBRA MILES DAVIS NEL CENTENARIO DELLA NASCITA CON UN CONCERTO STORICO IL 22 LUGLIO NELL’ANFITEATRO DI POMPEI. Con lui sul palco una all-star band di leggende del jazz: BILL EVANS, MIKE STERN, MINO CINELU, Russel Gunn, Brett Williams e Anwar Marshall.
B.O.P. si conferma faro del turismo musicale nel Sud Italia, unendo rock progressivo, metal e ora il grande jazz.
B.O.P. - Beats of Pompeii prosegue la costruzione del suo programma 2026 annunciando un evento eccezionale che cambierà registro e porterà la grandezza del jazz internazionale nel cuore dell’archeologia mondiale. Mercoledì 22 luglio 2026, l’esclusivo Anfiteatro del Parco Archeologico di Pompei ospiterà un vero e proprio mito della musica mondiale: MARCUS MILLER. Il bassista, compositore e produttore leggendario sarà al centro di un concerto-evento dal titolo “WE WANT MILES!”, interamente dedicato a celebrare il centenario dalla nascita dell’immortale Miles Davis. Per l’occasione, Miller radunerà attorno a sé una formazione da sogno, una vera e propria All-Star Band che ha scritto la storia del jazz moderno: con lui saliranno sul palco Bill Evans al sax, Mike Stern alla chitarra, Mino Cinelu alle percussioni, Russel Gunn alla tromba, Brett Williams alle tastiere e Anwar Marshall alla batteria. Questo quarto annuncio arricchisce ulteriormente un cartellone già ricco e dimostra la vocazione eterogenea e di altissima qualità di B.O.P., che si conferma una delle rassegne live più rilevanti e ambite del circuito musicale italiano, vero e proprio motore del concept "turismo musicale". Il lavoro del direttore artistico Peppe Gomez sta definendo un programma dai confini ampi e ambiziosi. Nelle scorse settimane è stato infatti annunciato un trittico di concerti di chiara matrice rock che ha già generato enorme entusiasmo: il successo è stato immediato con i Marillion (25 e 26 luglio), che hanno registrato un primo sold out in tempi record, tanto da aggiungere un secondo appuntamento, anch’esso rapidamente esaurito. A seguire, è stata la volta degli statunitensi Savatage (27 luglio), leggende del progressive metal, che per la loro performance si esibiranno accompagnati da un’orchestra di 27 elementi, un evento raro e maestoso. Completano il trittico gli svedesi Opeth (10 luglio), pilastri del progressive e death metal mondiale, in un concerto-evento unico nel Sud Italia, affiancati dagli americani Blood Incantation, celebre formazione di metal visionario. Dopo la potenza del rock, il 22 luglio B.O.P. ospita non un semplice concerto, ma un pezzo di storia del jazz che prende vita, in una cornice senza tempo che solo Pompei può offrire. Un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di musica di qualità. “We Want Miles!” è un viaggio energico dentro il mondo di Miles Davis, raccontato da chi con lui ha davvero cambiato le regole del gioco. Marcus Miller e la sua all-star band riportano sul palco l’audacia, il groove e la forza creativa che hanno reso Miles un ’icona oltre il jazz: ritmi pulsanti, atmosfere elettriche, improvvisazioni che sorprendono. Non è una semplice celebrazione, ma un’esperienza viva e contemporanea, che riaccende lo spirito rivoluzionario di un artista che ha influenzato tutta la musica moderna. I biglietti saranno in vendita da oggi alle ore 16.00 su ticketone.it Prezzi comprensivi di diritti di prevendita: Platea gold 79,35 - Platea numerata 66,70 - Platea numerata II settore 55,20 - Tribuna gold numerata 46,00 - Tribuna numerata 39,10.
Marcus Miller, uno dei grandi innovatori del linguaggio del jazz e del basso elettrico, torna in Italia nell’estate 2026 con “We Want Miles!”, un progetto speciale dedicato ai 100 anni dalla nascita di Miles Davis, artista con cui Miller ha avuto un legame creativo e umano profondo. Con Miles ha firmato album divenuti pietre miliari come Tutu, Amandla, Siesta ridefinendo il linguaggio del jazz moderno e imprimendo la propria voce in modo indelebile nella storia della musica. Considerato uno dei musicisti più influenti dell’ultimo mezzo secolo, vincitore di due Grammy, autore, produttore, polistrumentista e innovatore del basso elettrico, Marcus Miller guiderà una formazione straordinaria.
UN’ALL-STAR BAND CHE HA SCRITTO LA STORIA DEL JAZZ
Per omaggiare Miles Davis, Miller ha riunito alcuni dei suoi leggendari collaboratori: MIKE STERN (chitarra) - Sei nomination ai Grammy, tra i maggiori chitarristi jazz-fusion di sempre. Con Miles Davis negli anni ’80 ha contribuito al nuovo corso elettrico del Maestro, diventando un riferimento assoluto della chitarra moderna. BILL EVANS (sax) - Voce raffinata e innovativa del sax contemporaneo. Ha fatto parte della band di Miles Davis nei primi anni ’80, ha pubblicato oltre 25 album da leader e collaborato con icone come Herbie Hancock e John McLaughlin. MINO CINELU (percussioni) - Una leggenda delle percussioni. Con Miles Davis ha suonato in alcuni dei tour più vibranti degli anni ’80, prima di avviare collaborazioni con Weather Report, Sting, Pat Metheny e numerosi protagonisti della world music.
Accanto a loro, tre musicisti di talento che condividono con Marcus Miller anni di tournée internazionali: RUSSELL GUNN (tromba) – trombettista visionario, nominato ai Grammy, tra le voci più originali dell’attuale scena afro-americana. BRETT WILLIAMS (tastiere) – apprezzato per il suo linguaggio ibrido tra jazz, gospel e R&B. ANWAR MARSHALL (batteria) – batterista di grande finezza e dinamismo, protagonista della nuova generazione jazz.
B.O.P. è promosso dal Ministero della Cultura e dal Parco Archeologico di Pompei, realizzato in collaborazione con il Comune di Pompei e la Regione Campania, con la direzione artistica di Giuseppe Gomez. L'organizzazione è curata da Blackstar Entertainment e Fast Forward. Nelle prossime settimane B.O.P. annuncerà gradualmente il programma che, anche in per questa edizione, avrà rilevanza internazionale e nazionale, con l'obiettivo di unire arte, storia e musica in un contesto unico al mondo. Dopo le grandi esibizioni del 2025 con concerti unici di Nick Cave, Ben Harper, Stefano Bollani, Jean-Michel Jarre, Dream Theater, Wardruna, Bryan Adams e Riccardo Muti B.O.P. rilancia una grande stagione per l’estate 2026.
Maggiori informazioni su B.O.P.








