Festival Jazz & Blues

I principali festival jazz & blues in Italia...

FARA MUSIC FESTIVAL
 si fa in sTREaming
EDIZIONE XIV
DAL 6 AL 21 NOVEMBRE
DOPPIO CONCERTO IN STREAMING
TUBE RECORDING STUDIO
Inizio primo concerto ore 16:00 - Inizio secondo concerto ore 21:00
Domenica 15 novembre inizio primo concerto ore 12:00


NEI PRIMI SEI CONCERTI
72911 persone raggiunte, 890 commenti, 669 reactions, 576 condivisioni.

Fara Music si fa in sTREaming, è il motto del Festival 2020, dopo aver rimodulato la rassegna per ben tre volte in seguito ai DPCM che sono sopraggiunti negli ultimi mesi. E lo sTREaming del primo weekend di concerti si è fatto sentire in tutto il web. Nei 6 concerti programmati il 6, 7 e 8 Novembre, solo sulla fanpage di Facebook del Fara Music Festival i numeri dimostrano l’attaccamento del pubblico alla rassegna sabina: 72911 persone raggiunte, 890 commenti, 669 reactions, 576 condivisioni. Si sono alternati presso il Tube Recording Studio di Fara in Sabina, Simone Basile, Manuel Magrini, No Trio For Cats, Fabio Zeppetella e Dario Deidda Duo, Paride Pignotti, Walter Ricci “Stories”. Come da tradizione del Fara Music il programma vede l’alternarsi di giovani rappresentanti della nuova generazione Jazz italiana al fianco di artisti che ci rappresentano da anni sulla scena internazionale. Dal 13 al 15 e dal 19 al 22 Novembre proseguiranno gli appuntamenti in streaming. Due i concerti giornalieri in diretta streaming dal Tube Recording Studio, il primo a partire dalle 16:00 ed il secondo dalle 21:00. In totale saranno 12 le formazioni che prenderanno parte alla seconda parte della manifestazione tra le grandi stelle del jazz italiano ed internazionale e le più interessanti nuove proposte presenti nella penisola, tra questi ci saranno Rita Marcotulli, Danilo Rea in piano solo, Luca Aquino con il suo progetto aQustico, Roberto Gatto Imperfect Trio,  Alice Ricciardi & Pietro Lussu Duo, Mistura, Mariano Colombatti Quartet, Valentina Fin Trio, Elias Lapia Trio, Ergio Valente Trio, Bear Trip, Quasar. Fara Music Festival è un progetto ideato e prodotto dall’Associazione Fara Music, con la direzione artistica di Enrico Moccia. La rassegna realizzata con il contributo della Regione Lazio e della Fondazione Varrone, e con il supporto di BPER e il patrocinio del Comune di Fara in Sabina, del Conservatorio Santa Cecilia di Roma, e della Comunità benedettina dell’Abbazia di Farfa.

Diretta streaming dal Tube Recording Studio, Via Farense 55, Passo Corese di Fara in Sabina. 
Si potranno seguire i concerti dalla pagina del Fara Music Festival
 
LA PROGRAMMAZIONE
 
19 NOVEMBRE ORE 16:00
VALENTINA FIN TRIO 
Un progetto di ricerca in cui la vera protagonista è una voce raffinata, elegante e ricca di espressività. Si presenta così Tumiza, disco della cantante Valentina Fin, uscito il 14 maggio 2019 per l’etichetta Emme Record Label, con la partecipazione di Francesco Pollon al pianoforte e Manuel Caliumi al sassofono. L’idea di questo progetto nasce nell’estate del 2015 durante un seminario tenuto da Norma Winstone e si presenta come un vero e proprio omaggio a questa strepitosa vocalist inglese con l’aggiunta di alcuni brani originali. Il disco, infatti, parte proprio da qui e si contraddistingue per una musicalità cristallina ed una purezza del suono che si uniscono ad una personalità semplice e spontanea. Alla base una profonda curiosità e la voglia di condurre una ricerca intorno ad una grande artista rielaborando il rapporto tra musica e testo, il modo non convenzionale. Tumiza è suddiviso in due parti: la prima si intitola “A Norma” e, come dicevamo, è un omaggio alla cantante inglese Norma Winstone. Si tratta di una serie di brani da lei incisi e scritti da grandi compositori quali Fred Hersch, Kenny Wheeler, Steve Swallow, rielaborati per trio pianoforte voce e sax. La seconda parte, invece, si chiama “Fuori Norma” e si compone di tre brani, due originali e uno di Louis Cole. Il primo, Possession, per pianoforte e voce, si ispira nell’esecuzione ai dischi nella stessa formazione di Norma Wistone. L’ultimo invece è un pezzo del pianista Pollon per il quale è stato scritto un testo, proprio come Norma Winstone ha fatto con i “suoi” pianisti.

19 NOVEMBRE ORE 21:00
ALICE RICCIARDI & PIETRO LUSSU
Nel loro primo album in duo “Catch a Falling Star”, appena pubblicato per la neonata Gibigiana Records fondata dagli stessi artisti, Alice Ricciardi e Pietro Lussu attingono da varie fonti musicali: la maestosità dell'American Songbook, la Musica Pop degli anni '50 e ’60 (Perry Como, The Beach Boys), il Jazz d’autore e le proprie composizioni originali. In un eclettico programma musicale, il "fil rouge" è incarnato dal suono e dall’approccio distintivo del duo: Alice porta la sua conoscenza della cultura del jazz vocale, l'immaginazione melodica, l’interpretazione sottile di testi e musica senza tempo. Pietro è un partner sensibile e stimolante, che combina creatività con eleganza, ironia, tradizione e svolte inaspettate. Il duo abbraccia la musica con curiosità, audacia e spontaneità. L’interazione dinamica, così come il senso di sospensione, allusione, sono tutte espressioni che l'ascoltatore completa in una miriade di interpretazioni personali.
 
20 NOVEMBRE ORE 16:00
ERGIO VALENTE TRIO 
Un trio eclettico che unisce l’amore per la tradizione jazzistica afro americana con l’esigenza di esplorare nuove sonorità legati a questo tipo di formazione. Si presenta così la band capitanata dal pianista campano Ergio Valente che il 2 maggio 2019 pubblica il primo disco intitolato The Starter per l’etichetta Emme Record Label. Una formazione giovane, composta da musicisti con alle spalle già diverse esperienze, quali Aldo Capasso al basso e Marco Fazzari alla batteria. Ergio Valente Trio è una band compatta, dove l’interplay, il senso melodico e l’unione fra i musicisti risultano essere gli elementi preponderanti. L’estro del singolo lascia lo spazio alla composizione, al dinamismo e all’intepretazione collettiva che diventa il minimo comun denominatore della band. Il trio rispetta la tradizione, rievocando spesso temi e suoni tipici del periodo hard bop, ma si avvicina anche alle nuove tendenze del jazz che strizzano l’occhio al nord Europa e a compositori innovativi come Gerald Clayton. Non mancano anche incursioni verso la World Music con una particolare attenzione al sound del gruppo che diventa pregorativa fondamentale nella ricerca espressiva.
 
20 NOVEMBRE ORE 21:00
DANILO REA PIANO SOLO
A partire dal 2000 Danilo Rea trova nella dimensione in piano solo il momento ideale per dare forma al proprio universo espressivo e al suo talento naturale per l’improvvisazione: le idee che convergono nelle performance sono delle più varie, dai capisaldi del jazz, passando per le canzoni italiane, fino alle arie d’opera. l suo primo lavoro da solista è “Lost in Europe” (2000) composto durante un tour in Europa; nel 2003 pubblica “Lirico”, in cui miscela lirica e jazz improvvisando sui temi operistici mettendone in luce la grande attualità. L’intenso rapporto con la musica classica, che prosegue tuttora, lo porta ad aprire il Festival di musica lirica internazionale “Festival del bel canto” con il concerto “Belcanto Improvisations”. Seguono “Solo” (2006) e “Introverso” (2008), album in cui Rea si cimenta con composizioni inedite di piano solo, fino ad arrivare al pluripremiato “A Tribute to Fabrizio de André”, omaggio al grande cantautore e poeta italiano, inciso per la prestigiosa etichetta tedesca ACT nel 2010.

21 NOVEMBRE ORE 16:00
QUASAR 
Un disco dinamico e allo stesso tempo essenziale, caratterizzato da un fraseggio moderno che spesso affonda le radici nella tradizione jazzistica e classica. Si presenta così Spooky Action, disco d’esordio dei Quasar che, vincitori del premio Fara Music Jazz Live del 2019, pubblicano il 25 giugno 2020 il loro disco d’esordio per l’etichetta Emme Record Label. La band si forma proprio nel 2019 all’interno della fondazione Siena Jazz ed è il risultato dell’incontro tra le idee compositive del sassofonista Giulio Ottanelli e quelle del chitarrista Mario Petronzi, che fanno affidamento ad una ritmica oramai consolidata composta da Francesco Tino al basso elettrico e Mattia Galeotti alla batteria. Una formazione molto coesa che unisce in maniera elegante e raffinata il sound elettrico della chitarra e del basso con quello acustico prodotto dal sax e dalla batteria. In questa band passato e presente si incontrano legando il sound del jazz contemporaneo con quello della tradizione con interessanti incursioni verso la musica classica del periodo tardo romantico. Le strutture dei brani sono studiate nei minimi dettagli e le improvvisazioni trovano spazio in momenti prestabiliti, mai lasciati al caso. In questo modo il vero protagonista non è il singolo musicista ma l’interplay e la coesione dei musicisti.

21 NOVEMBRE ORE 21:00
RITA MARCOTULLI, PIANO SOLO
Domenica 21 novembre Rita Marcotulli in “piano solo” andrà in scena presso la sala Schuster dell’Abbazia di Farfa per l’ultimo appuntamento con il Fara Music Festival 2020. In questo concerto, che rappresenta un vero e proprio percorso artistico, la pianista e compositrice romana suonerà composizioni originali scritte durante la sua lunga carriera insieme ad alcuni brani tratti dalle colonne sonore cinematografiche. Rita Marcotulli ha studiato al Conservatorio di Santa Cecilia musica classica con il Maestro Arnaldo Graziosi e Susanna Spitanlick. Comincia a suonare professionalmente all'interno di piccoli gruppi negli anni settanta e successivamente inizia a collaborare con svariati artisti internazionali tra i quali, per citarne alcuni, Jon Christensen, Palle Danielsson, Peter Erskine, Joe Henderson, Helène La Barrière, Joe Lovano. Charlie Mariano, Marilyn Mazur, Pat Metheny, Sal Nistico, Michel Portal, Enrico Rava, Dewey Redman, Aldo Romano, Kenny Wheeler, Norma Winstone. Nel 1987 viene votata Miglior nuovo talento attraverso un sondaggio della rivista Musica Jazz. Nel 1989 entra a far parte nel gruppo di Billy Cobham con il quale si esibisce in tutto il mondo. Nel 1992 entra a far parte del gruppo di Dewey Redman con il quale collabora per 15 anni suonando in tutta Europa e SudAmerica, si trasferisce poi in Svezia, dove le collaborazioni con musicisti nord europei come Palle Danielsson, Marilyn Mazur, Jon Christensen, Niels Petter Molvaer, Anders Jormin, Tore Brumborg, influenzano e consolidano il suo modo di comporre. Tornata in Italia collabora fra gli altri con Ambrogio Sparagna e Pino Daniele. Nel 1996 accompagna Pat Metheny in un'esibizione al Festival di Sanremo.cPiù recentemente ha partecipato alla realizzazione del film Basilicata coast to coast, per il quale si è occupata della colonna sonora. Grazie a questo lavoro la Marcotulli ha ricevuto il Ciak d'oro nel 2010, il Nastro d'argento alla migliore colonna sonora nello stesso anno, il David di Donatello per il miglior musicista nel 2011 (prima donna in assoluto a ricevere questo riconoscimento) e il Premio Top Jazz 2011 come miglior artista del jazz italiano secondo la rivista Musica Jazz. Nel febbraio 2013 è membro della giuria di qualità alla 63a edizione del Festival di Sanremo, condotta da Fabio Fazio e Luciana Littizzetto. Nel 2019 viene insignita del grado onorario di Ufficiale della Repubblica dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Oggi, Rita Marcotulli è una riconosciuta pianista e compositrice, rispettata per il suo stile unico e per la sua capacità di improvvisare. La sua fonte di ispirazione è vasta, e comprende anche influenze dalla musica brasiliana e dalle tradizioni africane e indiane.
 
DOMENICA 22 NOVEMBRE ORE 12:00
ROBERTO GATTO PERFECTRIO
Nel corso di una lunga e fortunata carriera che lo ha portato al vertice del jazz Italiano, del quale è uno dei musicisti più rappresentativi, Roberto Gatto ha iniziato a spostarsi dal ruolo di sideman di lusso a quello di leader, creando una serie di gruppi che, c’era da aspettarselo, hanno raccolto sempre un immediato successo. Senza smettere di arricchire un curriculum di collaborazioni nel quale spiccano i nomi di Johnny Griffin, George Coleman, Curtis Fuller, Joe Zawinul, Pat Metheny, oltre che i principali musicisti Italiani, ora Roberto vive fra Roma e New York e coltiva innanzitutto la propria musica. Dopo una serie di situazioni più legate alla tradizione jazzistica (come gli omaggi in quintetto a Miles Davis e Shelly Manne), si rivolge ora a esplorare nuove sonorità, richiamando alla memoria un suo altro recente progetto che ripercorreva il repertorio del progressive rock. Senza dimenticare il legame con la tradizione, questo trio si muove all’insegna della sperimentazione legata alle nuove sonorità e conduce il pubblico nel mondo dell’elettronica e dell’improvvisazione, dando vita ad una performance multiforme. Momenti di grande energia e groove si alternano a momenti di alto lirismo e sonorità progressive. Il suono del trio è connotato dal piano Fender, dai synth analogici, dai loops, dall’utilizzo di live electronics da parte di tutti e tre. Roberto Gatto ha dato a questo gruppo il nome di “trio perfetto”, a indicare la formazione in cui attualmente si trova più a suo agio e che gli permette di suonare tutta la musica in assoluta libertà. I compagni di palco del leader batterista sono il pianista e tastierista Alfonso Santimone, uno dei più intraprendenti e creativi musicisti in attività, e Pierpaolo Ranieri al basso elettrico, un giovane straordinario strumentista attento conoscitore delle nuove tendenze.

Programma Completo: www.faramusic.it
Infoline: 393 0318585
Biglietti: ticket@faramusic.it
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PADOVA JAZZ FESTIVAL
23° edizione
3 - 22 novembre 2020
 
Un inno all’Europa, con un cast artistico proveniente da Gran Bretagna, Belgio, Svezia, Germania e Olanda, oltre a una notevole rappresentanza di musicisti statunitensi che dell’Europa hanno fatto la loro seconda casa: il programma del Padova Jazz Festival lancia segnali di illuminismo artistico e, ci si augura, anche sociale. Riflettori puntati, tra gli altri, su David Murray, Binker Golding, Lucy Woodward, ma tra i protagonisti della ventitreesima edizione del festival, che si svolgerà dal 3 al 22 novembre, ci saranno anche molti italiani. Anzi, sono proprio le star di casa nostra a brillare particolarmente, a partire dal super trio che affianca Enrico Rava, Stefano Bollani e Gianluca Petrella. Si distingue poi il gruppo di Gegè Telesforo, mentre il duo pianistico formato da Dado Moroni e Danny Grissett apre la strada ai dialoghi musicali internazionali. L’attività concertistica si svolgerà nel più rigoroso rispetto delle normative e ordinanze per gli spettacoli dal vivo, in seguito alle quali i posti disponibili saranno limitati. La produzione del festival si adeguerà prontamente a qualunque variazione normativa nell’interesse della sicurezza: pertanto si consiglia di verificare il sito internet www.padovajazz.com per essere aggiornati su eventuali cambiamenti di orario o di sede dei concerti. Il Padova Jazz Festival è organizzato dall’Associazione Culturale Miles presieduta da Gabriella Piccolo Casiraghi, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova e con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo. I concerti alla Sala dei Giganti si realizzano in collaborazione con il Centro d’Arte dell’Università di Padova, storica associazione cittadina attiva sin dagli anni Quaranta.
 
La Top 5 di Padova Jazz 
Nonostante i tempi che impongono di limitare significativamente la capienza delle sale teatrali, il Padova Jazz Festival 2020 non rinuncia ai concerti di fascia alta: sulla qualità della musica e l’importanza degli artisti invitati non si retrocede. Ed ecco quindi due serate alla Sala dei Giganti (Palazzo del Liviano), la prima per gli estimatori del grande jazz saldamente ancorato alle radici della tradizione afroamericana, la seconda che proietta questa stessa musica verso la contemporaneità. Il 5 novembre due fenomenali pianisti come Dado Moroni e Danny Grissett si confronteranno sul repertorio di Charlie Parker, mentre il 13 il sassofonista Binker Golding, astro emergente della scena jazz londinese, trasferirà la lezione di tenoristi come Coltrane e Michael Brecker dentro le trame di un emozionante e moderno jazz metropolitano. Per le sue ultime serate, il festival approderà al Teatro Verdi con un trittico di concerti dalla forte caratterizzazione. Il 19, il sassofonista statunitense David Murray si presenterà alla testa di un trio dalla composizione ideale per esaltare il suo percorso stilistico, partito dal free e poi approdato a un jazz più ‘ecumenico’ tra mainstream, world music, richiami africani. Il 20 il clima sarà decisamente coinvolgente con il gruppo del cantante Gegè Telesforo, celebre volto televisivo, che propone stimolanti contaminazioni tra R&B, jazz e sonorità urbane contemporanee, cariche di un vorticoso senso del groove. Enrico Rava, Stefano Bollani e Gianluca Petrella: a metterli uno a fianco dell’altro sembra di osservare il podio olimpico del jazz italiano. Il loro concerto a Padova (il 21 novembre) è appena la seconda esibizione nella storia di questo supergruppo, che riunisce sullo stesso palco i più estrosi e creativi solisti del nostro jazz e il grande decano della musica improvvisata nazionale.
 
Jazz a piede libero
Ognuna delle tre settimane del festival inizierà con un concerto affidato alle cure del Centro d’Arte dell’Università di Padova: appuntamenti con un jazz indomito, libertario, decisamente allergico agli schemi precostituiti, tutti alla Sala dei Giganti. Il 3 novembre i Monk’s Casino, quintetto tedesco nel quale spicca la presenza del pianista Alexander von Schlippenbach, proporranno un menù musicale a tutto Monk, reso frenetico e incalzante dalla propensione free della band. Il 9, il pianista Fabrizio Puglisi approderà a Padova con i suoi Guantanamo, gruppo dedito al grande patrimonio ritmico della tradizione afro-cubana, rivisitato con un tocco di acida psichedelia. Il 16, gli svedesi Angles 6 daranno prova della loro capacità di sterzare con inaudita destrezza tra opposti espressivi.
 
Jazz al Caffè Pedrocchi
Immancabili, al Padova Jazz Festival, sono le serate in stile jazz club. E il Caffè Pedrocchi si conferma anche quest’anno come sede privilegiata per questi concerti informali, in cui tra artisti e pubblico non esiste la barriera del palcoscenico. Caffè d’arte di giorno, lo storico locale del centro cittadino si trasformerà per una sera alla settimana in live music club: il 30 ottobre con un’anteprima in attesa del festival, protagonista il trio del chitarrista Carmelo Tartamella, allargato dalla presenza della cantante statunitense Denia Ridley; il 4 novembre con l’Expanding Trio del pianista Greg Burk, fautore di un modernismo che mantiene un profondo rapporto con la tradizione; l’11 con la cantautrice Lucy Woodward, che con la sua band propone una personale miscela R&B dal groove molto marcato e venato di jazz; il 18 con il sassofonista Maurizio Giammarco, il cui quintetto Halfplugged Syncotribe strizza l’occhio al crossover tra classico e moderno.
 
Un epilogo per l’Europa
Il concerto di chiusura del festival, il 22 novembre alla Chiesa di San Gaetano, sarà una sorta di saluto all’Europa: con il duo del sassofonista belga Erwin Vann si amplia ulteriormente lo sguardo sulla scena jazzistica continentale che, in un eclettismo di stili, caratterizza l’edizione 2020 del festival jazz padovano.
 
Jazz life a tutto tondo
Come ormai da tradizione, i concerti principali del Padova Jazz Festival saranno affiancati dagli appuntamenti con musica dal vivo di Jazz@Bar, in numerosi locali del centro e della prima periferia.
Con la mostra fotografica dedicata agli scatti di Carlo Verri, che si terrà alle scuderie di Palazzo Moroni dal 28 ottobre al 30 novembre, viene inoltre confermato il profondo legame tra la programmazione concertistica del festival e le arti visive, imprescindibili come documentazione storica ma anche capaci di definire l’estetica del jazz. Una installazione di Anna Piratti sarà visitabile al MUSME di Padova.
 
PROGRAMMA
 
Lunedì 16 novembre
Sala dei Giganti, ore 21
ANGLES 6
Goran Kajfes, Magnus Broo (tromba), Martin Küchen (sax alto), Alexander Zethson (pianoforte), Johan Berthling (contrabbasso), Andreas Werliin (batteria)
 
Mercoledì 18 novembre
Caffè Pedrocchi, ore 21:30
MAURIZIO GIAMMARCO “HALFPLUGGED SYNCOTRIBE”
Maurizio Giammarco (sassofoni), Paolo Zou (chitarra elettrica), Luca Mannutza (pianoforte, piano elettrico), Matteo Bortone (basso), Enrico Morello (batteria)
 
Giovedì 19 novembre
Teatro Verdi, ore 21
DAVID MURRAY TRIO
Davida Murray (sax), Brad Jones (contrabbasso), Hamid Drake (batteria)
 
Venerdì 20 novembre
Teatro Verdi, ore 21
GEGÈ TELESFORO GROUP
Gegè Telesforo (voce, percussioni), Alfonso Deidda (sax, voce, tastiere), Domenico Sanna (pianoforte), Giuseppe Bassi (contrabbasso), Michele Santoleri (batteria)

Sabato 21 novembre
Teatro Verdi, ore 21
RAVA-PETRELLA-BOLLANI
Enrico Rava (tromba, flicorno), Stefano Bollani (pianoforte), Gianluca Petrella (trombone)
 
Domenica 22 novembre
Chiesa di San Gaetano, ore 11
ERWIN VANN DUO
“Compassion”
Erwin Vann (sax), Peter Hertmans (chitarra)
 
ALTRI EVENTI
 
Per tutta la durata del festival
JAZZ@BAR
Concerti nei locali tra Padova e provincia
 
Da mercoledì 28 ottobre a lunedì 30 novembre
Scuderie di Palazzo Moroni
mostra fotografica di Carlo Verri
 
Informazioni:
Associazione Culturale Miles, Via Montecchia 22 A, 35030 Selvazzano (PD)
Tel.: 347 7580904 e-mail: info@padovajazz.com web: www.padovajazz.com
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Associazione Culturale Jazz Club Ferrara
Regione Emilia–Romagna, Comune di Ferrara, Endas Emilia-Romagna


Ferrara in Jazz 2020 – 2021
XXII Edizione
02 ottobre 2020 – Maggio 2021

Dopo la chiusura determinata dall’emergenza sanitaria, che ne ha interrotto anticipatamente l’attività lo scorso 23 febbraio, il Jazz Club Ferrara riapre al pubblico, venerdì 2 ottobre, con una nuova edizione di Ferrara In Jazz, la ventiduesima, realizzata con il contributo di Regione Emilia-Romagna, Comune di Ferrara, Endas Emilia-Romagna ed il prezioso sostegno di numerosi partner privati.  Quella che presentiamo oggi è la prima parte di una stagione concertistica lungamente meditata e ripensata, modulata più volte per garantire la qualità delle proposte e la fruibilità in totale sicurezza di ogni singolo appuntamento che avrà luogo nella suggestiva sede del Torrione San Giovanni, bastione rinascimentale inscritto nella lunga lista dei beni UNESCO e location per il cinema di Emilia-Romagna Film Commission. Il sipario si alzerà venerdì 2 ottobre con Four For Steve, l’accorato tributo a Steve Grossman, musicista che più di tutti ha lasciato il segno sulla scena jazzistica italiana, da parte di quattro jazzmen che con il grande sassofonista hanno lungamente condiviso musica e vita. Ci riferiamo a Carlo Atti (sax tenore), Nico Menci (pianoforte), Stefano Senni (contrabbasso) e Max Chiarella (batteria).  In questi mesi sarà protagonista il miglior jazz italiano, tra grandi artisti, giovani talenti e nuovi progetti, arricchito da prestigiosi ospiti internazionali. Da ottobre a dicembre il pubblico del Jazz Club potrà così godere di 30 serate, di venerdì e sabato, che vedono coinvolti oltre 80 artisti, quali Gianluca Petrella, Gabriele Mirabassi, Fabrizio Bosso, Simone Zanchini, Rosario Giuliani, Roberto Gatto, Francesco Bearzatti, Tiziana Ghiglioni, Federico Casagrande, Joëlle Léandre, Piero Bittolo Bon, Antonio Faraò, Alfio Antico, Marco Bardoscia, Jim Black, Mirko Cisilino, Zeno De Rossi, Giancarlo Schiaffini, Francesco Cusa, Seamus Blake e molti altri. Per permettere a tutti gli appassionati di godere dell’atmosfera unica del Torrione, nel corso della stessa serata si terranno due concerti, il primo alle ore 21:00 ed il secondo alle ore 22:30. Ma il Torrione è anche sinonimo di didattica, esposizioni e visite guidate, al fine di ampliare l’offerta culturale di un’associazione che dal 1977 non conosce battute d’arresto. Questa ventiduesima edizione è impreziosita altresì dalla fitta e proficua rete di collaborazioni con Bologna Jazz Festival, Crossroads – Jazz e altro in Emilia-Romagna, Jazz Italian Platform, Seven Virtual Jazz Club, Conservatorio “G. Frescobaldi” di Ferrara, Piacenza Jazz, BilBOlBul Festival internazionale dell’illustrazione e del fumetto e Violipiano Music. Ferrara In Jazz si prolungherà fino a maggio; il programma della seconda parte della stagione (gennaio-maggio) sarà presentato in altra sede, ma possiamo anticipare che, non appena possibile, saranno recuperati molti dei concerti cancellati nel 2020 con ospiti quali Steve Kuhn, Christian Sands, Bobby Previte, João Bosco, Mônica Salmaso, Kurt Rosenwinkel e Lionel Loueke. Sul solco della TRADIZIONE, oltre al concerto inaugurale, è il quartetto del sassofonista Rosario Giuliani che, insieme a Pietro Lussu (piano), Ameen Saleem (basso) e Roberto Gatto (batteria), propone standard e originali dai sentimenti forti, con il lirismo e la grinta che da sempre si sposano nel suo fluido fraseggio (10/10); il trio guidato da uno dei pianisti più apprezzati al mondo, Antonio Faraò (7/11 in collaborazione con Bologna Jazz Festival) e l’omaggio di Rope (Puglisi-Senni-De Rossi) alla figura di Charlie Haden, che spinge il concetto del piano trio nella modernità (23/10); il rodatissimo “Tandem” di Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello (14/11 in collaborazione con Bologna Jazz Festival), come anche l’eclettico dialogo tra il clarinetto di Gabriele Mirabassi e la fisarmonica di Simone Zanchini (3/10); da non dimenticare infine la dinamica Swing Machine capitanata dal chitarrista Sandro Gibellini e dal batterista Francesco Casale (9/10).  INNOVAZIONE e COMMISTIONE DI LINGUAGGI confluiscono in Cosmic Renaissance, progetto del trombonista Gianluca Petrella, dichiaratamente ispirato alla filosofia cosmica di Sun Ra, che infiamma i palcoscenici con trascinanti sonorità africane, serrato groove e funky (24/10); altrettanto stimolante e imprevedibile, immediatamente decifrabile eppure complessa, è la musica di Bread & Fox che raccoglie alcuni tra i maggiori improvvisatori della scena italiana attorno all'ispirata penna di Piero Bittolo Bon (16/10); inclassificabili ma rapinose, le ipnotiche atmosfere di Don Karate, trio del batterista Stefano Tamborrino con Francesco Ponticelli al basso e Pasquale Mirra al vibrafono ed elettronica (18/12 nell’ambito del bando Nuovo Imaie). Sentieri improvvisativi a briglie sciolte sono quelli che intraprenderà, sabato 31 ottobre in collaborazione con Bologna Jazz Festival, la contrabbassista Joëlle Léandre con due compagni di viaggio quali il trombonista Giancarlo Schiaffini e la cantante Tiziana Ghiglioni, anticipati dall’autentico caleidoscopio sonoro di “Effetto Carsico”, primo progetto da leader del trombettista Mirko Cisilino (30/10 nell’ambito del bando Nuovo Imaie). Analoga spregiudicatezza la incontriamo nel doppio progetto del batterista catanese Francesco Cusa, che si presenta al Torrione (venerdì 13/11) in trio e con i suoi Assassins. Di concezione “cameristica” è invece ‘The Future Is A Tree’, album d’esordio del contrabbassista Marco Bardoscia, già al fianco di Paolo Fresu da diverso tempo (20/11 nell’ambito del bando Nuovo Imaie). Il Jazz Club Ferrara è altresì sede deputata alla presentazione di due formazioni vincitrici di prestigiosi PREMI. I Duck Juice, primi classificati al Concorso Nazionale “Chicco Bettinardi”, presenteranno House Made Of Sticks, loro secondo episodio discografico (11/12 in collaborazione con Piacenza Jazz), mentre venerdì 4 dicembre avremo l’occasione di ascoltare per la prima volta al Torrione il trio di colui che Quincy Jones reputa il miglior vibrafonista mai ascoltato, il giovane Simon Moullier, vincitore della Global Competition 2020 di 7 Virtual Jazz Club (4/12 in collaborazione con 7 Virtual Jazz Club). Una menzione a sé stante meritano alcuni progetti che si contraddistinguono per estro e INVENTIVA come “Zorro”, ultimo degli omaggi a tema a cui ci ha abituati il Tinissima Quartet, band del sassofonista Francesco Bearzatti la cui musica avventurosa, passionale e rocambolesca, è al pari delle vicende del giustiziere mascherato (17/10). E sempre Bearzatti è protagonista, in duo con Federico Casagrande, di ‘Paz in Jazz’, ovvero la traduzione in musica delle immagini e delle suggestioni del grande illustratore Andrea Pazienza (6/11 in collaborazione con Bologna Jazz Festival, BilBOlbul Festival e Violipiano Music). Progetto altrettanto peculiare è quello ancestrale e al contempo futurista del percussionista siciliano Alfio Antico dal titolo “Trema la terra”, nel quale tammurriate e tarantelle s’intrecciano con Nick Cave, Battiato, Tom Waits, Quentin Tarantino, punk e bluegrass (27/11). Presente anche la SCENA D’OLTREOCEANO nelle spericolate traiettorie sonore degli AlasNoAxis guidati dall’istrionico batterista Jim Black, che al Torrione festeggiano vent’anni di attività (21/11) e nella vena creativa di uno dei sassofonisti più poliedrici della scena jazz internazionale, Seamus Blake (7/12 in collaborazione con Crossroads Jazz e altro in Emilia-Romagna). Attualmente in stand by le esibizioni della TOWER JAZZ COMPOSERS ORCHESTRA al Torrione fino a quando le misure di contingentamento permarranno tali. Tuttavia, i larghi organici ed il loro valore formativo, saranno il tema principe del convegno, organizzato da Jazz Club Ferrara assieme a Jazz Italian Platform, che coinvolgerà ben 40 direttori delle orchestre jazz italiane più prestigiose, tra cui Piero Bittolo Bon e Alfonso Santimone (9 e 10 ottobre al Museo e Biblioteca Internazionale della Musica di Bologna). Il perfezionamento della risoluzione sonora e la messa online di nuovi live, migliora e amplia THE TOWER TAPES, il catalogo di concerti inediti del Jazz Club Ferrara su piattaforma digitale Bandcamp. Il progetto, nato in pieno lockdown, ha avuto un riscontro inaspettato: l’acquisto di oltre 500 copie da appassionati di tutto il mondo. In AMBITO DIDATTICO questa stagione prevede una sempre più stretta collaborazione con il Conservatorio “G. Frescobaldi” di Ferrara, attraverso la realizzazione di seminari ad hoc svolti al Torrione. A partire dal mese di novembre inoltre, il Jazz Club Ferrara aprirà le porte del Torrione San Giovanni al turismo culturale tout court, attraverso cicli di VISITE GUIDATE che ne racconteranno la storia. Cittadini, visitatori e studenti avranno finalmente l’opportunità di intraprendere un vero e proprio viaggio nel tempo, a partire dalla nascita del baluardo difensivo fino ai giorni nostri, anche grazie all’utilizzo di supporti multimediali quali video e realtà aumentata. Immancabili infine le ESPOSIZIONI di quella che può essere definita la piccola art gallery del Jazz Club. In questi primi mesi di programmazione, tra le nicchie del Torrione, ritroveremo “Tojo: i miei disegni”, personale dell’architetto ferrarese Vittorio Fava i cui bianco/neri conducono il fruitore ad entrare nelle cose, scherzando e analizzando al contempo, a criticare talvolta, ma con genuina passione. Sarà poi la volta di InstaTower, ovvero la selezione dei migliori scatti realizzati dagli studenti di UNIFE che saranno chiamati, obiettivo alla mano, a restituirci il Torrione San Giovanni attraverso i loro occhi. La collettiva, curata da Eleonora Sole Travagli, è realizzata in collaborazione con Endas Emilia-Romagna, UNIFE e Instagramers Ferrara ed è inscritta nel progetto “Intrecciare Cultura” patrocinato dalla Regione Emilia-Romagna. L'Associazione Culturale Jazz Club Ferrara consente di ampliare la propria base sociale attraverso il TESSERAMENTO a Endas, che riserva ai propri soci numerose agevolazioni su scala nazionale, insieme alla possibilità di fruire di un numero di appuntamenti di indiscusso valore culturale.  Il Jazz Club Ferrara è inoltre parte integrante del circuito MyFe, la carta turistica della città estense.

PROGRAMMA OTTOBRE – DICEMBRE 2020

In ottemperanza al DPCM del 24.10.20 per contrastare la diffusione di Covid-19, il Jazz Club Ferrara sospende l'attività concertistica fino al 24 novembre prossimo. Restano confermati i concerti dal 27 novembre al 20 dicembre 2020 di cui riceverete dettagliata programmazione quanto prima.

Venerdì 27 novembre, ore 21.00 e ore 22.30
Alfio Antico “Trema la Terra”
Alfio Antico - voce, tamburi, campane e storie; Mattia Antico - corde, elettronica ed effetti; Piero Bittolo Bon - fiati, basso ed elettronica; Luca Chiari - chitarre e tastiere
Ancestrale e nello stesso tempo futurista. Così appare Alfio Antico in questo suo ultimo progetto nel quale tammurriate e tarantelle s’intrecciano con Nick Cave, Battiato, Tom Waits, Quentin Tarantino, punk e bluegrass. Quella del percussionista di Lentini è una musica che catapulta la tradizione dei pastori siciliani nella contemporaneità, al contempo selvaggia e poetica, acustica ed elettronica, tradizionale e sperimentale. 

Venerdì 4 dicembre, ore 21.00
In collaborazione con 7 Virtual Jazz Club
Simon Moullier Trio
Simon Moullier, vibrafono; Luca Alemanno, contrabbasso; TBA, batteria

Lunedì 7 dicembre, ore 21.00 e ore 22.30
Seamus Blake Trio
Seamus Blake, sax tenore; Dario Deidda, basso elettrico; Greg Hutchinson, batteria

Venerdì 11 dicembre, ore 21.00
In collaborazione con Piacenza Jazz
Duck Juice
Lorenzo Manfredini, trombone; Luca Chiari, chitarra elettrica; Lorenzo Locorotondo, tastiere; Federico Perinelli, basso elettrico; Andrea Grillini, batteria

Venerdì 18 dicembre, ore 21.00
Nell’ambito del bando Nuovo Imaie
Don Karate
Pasquale Mirra, vibrafono; Francesco Ponticelli, basso ed elettronica; Stefano Tamborrino, batteria ed elettronica

INFORMAZIONI
jazzclub@jazzclubferrara.com

Informazioni e prenotazione cena 331 4323840 (tutti i giorni dalle 12.00 alle 22.00)
Tutti i concerti si svolgono al Torrione San Giovanni via Rampari di Belfiore, 167 – 44121 Ferrara
Le esposizioni sono fruibili nelle serate di programmazione e durante le visite guidate
Il Jazz Club Ferrara è affiliato Endas

ORARI
Apertura biglietteria 19.00; Primo turno cena 19.30 – 20.45; Primo concerto 21.00 – 22.00; Secondo turno cena 21.00 – 22.15; Secondo concerto 22.30 – 23.30
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Presenta
VILLAGE CELIMONTANA
IL FESTIVAL JAZZ CON PIÙ AFFLUENZA D’EUROPA

In ossequio al DPCM del 24.10.20 per contrastare la diffusione di Covid-19, il Jazz Village Celimontana conclude anticipatamente l'attività concertistica con una settimana di anticipo. L'appuntamento con la prossima edizione del festival è fissato per il 1 giugno 2021. 

Dal 7 agosto al 31 ottobre Inizio concerti ore 22:00
Ingresso gratuito

Media Partner Ufficiale della Rassegna: Dimensione suono soft
Il progetto è vincitore dell'Avviso Pubblico ESTATE ROMANA 2020-2021-2022 e fa parte di ROMARAMA 2020, il palinsesto culturale promosso da Roma Capitale
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VISIONINMUSICA RELOADED
AUDITORIUM GAZZOLI
via del Teatro Romano, 16 - Terni (TR)

 Il concerto di Pilar di "Visioninmusica Reloaded", previsto per domenica 25 ottobre alle ore 17:30 all'Auditorium Gazzoli di Terni, è stato cancellato. Gli ultimi provvedimenti e i segnali di forte incremento dei contagi hanno portato la direzione artistica  ad annullare anche il successivo concerto, in programma il 20 novembre.

Visioninmusica 2020 è sostenuta da: MIBACT, Regione Umbria, Camera di Commercio di Terni e Fondazione Carit.   Supporter 2020: All Food, Fucine Umbre, Avis Comunale Terni, Hotel Michelangelo, Bar Umbria, Ristorante “Bettolone”, STAS, Studio Foscoli Consulenza. Media partner 2020: Fedeltà del Suono, Costruire HiFi, Radio Galileo, Radio Incontro, Umbria 24, Vivo Umbria, Umbria Eventi.   Partner 2020: Nuovo Imaie, FAI Delegazione di Terni, Jazz Italian Platform, Europe Jazz Network.
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FLAUTISSIMO 2020 

Dopo l'improvvisa interruzione del festival, dovuta al DPCM del 24 ottobre, Flautissimo 2020 si reinventa e riprende la sua programmazione in streaming, trasmettendo alcuni spettacoli teatrali, che facevano parte del cartellone che sarebbe dovuto andare in scena al Teatro Palladium di Roma. Galatea Ranzi, Guglielmo Poggi, Gabriele Coen, Luigi Marinaro, Francesco Poeti, il Collettivo teatrale Nonnaloca e i tanti giovani attori impegnati nelle letture che si svolgeranno dalla Biblioteca Vaccheria Nardi, saranno i protagonisti di questa edizione online di Flautissimo, che prende il via il 18 novembre, sempre con la direzione artistica di Stefano Cioffi. Teatro, concerti, reading, quindi, tutto visibile gratuitamente sul canale Youtube dell’Accademia Italiana del Flauto. Flautissimo 2020 in streaming non sarà solo parole e musica: il programma di questa speciale edizione si arricchirà anche di arte visuale con “Un oscuro luogo del desiderio. I fotografi guardano Roma” il documentario di Barbara Martusciello Flautissimo 2020 è una produzione Accademia Italiana del Flauto, realizzata con il sostegno della Regione Lazio e di Roma Capitale. 
Il progetto è vincitore dell'Avviso Pubblico Contemporaneamente Roma 2020-2021-2022 e fa parte di ROMARAMA 2020 il palinsesto culturale promosso da Roma Capitale.

PROGRAMMA MUSICALE

21 novembre 2020 / h18.30
29 novembre 2020 / h18.30
LA TORTA IN CIELO di Gianni Rodari
adattamento di Ennio Speranza
musiche di Luigi Marinaro; regia di Stefano Cioffi con Galatea Ranzi
Gabriele Coen sax soprano; Luigi Marinaro percussioni
A distanza di 10 anni dalla prima nella sala Santa Cecilia del Parco della Musica e in occasione del centenario della nascita di Gianni Rodari, Galatea Ranzi dà volto e voce a una nuova versione de “La torta in cielo”. Il testo è avvolto dalla musica di Luigi Marinaro, autore ma anche musicista sul palco con tutte le sue percussioni e con il sassofono di Gabriele Coen, per una vivida e scoppiettante interpretazione di una delle storie più incantevoli di Gianni Rodari. Il quartiere romano del Trullo viene messo in subbuglio dalla presenza di un enorme, misterioso, oggetto circolare che si staglia nel cielo. A prima vista sembrerebbe un’enorme torta variopinta. Forse anche a una seconda. Gli adulti pensano invece a un'invasione di nemica, scomodando esercito, polizia, scienziati e ricercatori. Paolo e Rita però, i figli del vigile del quartiere, non sono dello stesso avviso e per provare a vederci chiaro si gettano a capofitto in un'avventura dal dolce finale.

4 dicembre 2020 / h18.30
6 dicembre 2020 / h18.30
GABRIELE COEN-FRANCESCO POETI DUO in INTO THE CITY
Il mondo musicale ebraico: klezmer, canzone yiddish, musica sefardita e jewish jazz
Gabriele Coen sax soprano e clarinetto; Francesco Poeti chitarra
Il klezmer, l'antica musica delle comunità ebraiche dell'Europa orientale, sta vivendo negli ultimi trenta anni, insieme a tutta la cultura yiddish, una nuova grande riscoperta in America e in Europa. La musica klezmer (dall'ebraico kley e zemer, ossia strumento per il canto) si è nutrito, nel corso dei secoli, dei linguaggi e delle culture dei diversi paesi che ospitavano comunità ebraiche: le tradizioni musicali di Polonia, Romania, Russia e Ucraina rivivono in questa musica coniugate da una espressività e una religiosità tipicamente ebraiche. Musica profana, il klezmer è il prodotto di una società fortemente religiosa e trae la propria linfa vitale dai rumori della strada come dal canto della sinagoga. Nel corso del concerto verranno inoltre presentati brani della tradizione ebraico spagnola (sefardita) e alcuni temi ebraici entrati poi nel repertorio jazzistico (jewish jazz).