Festival Jazz & Blues

I principali festival jazz & blues in Italia...

FESTIVAL JAZZ MONTE MARIO - MASSIMO URBANI
26 • 27 • 28 giugno 2026
Parco Santa Maria della Pietà
Alle spalle del Padiglione 26 – Roma
Ingresso gratuito

DAL 26 AL 28 GIUGNO TRE GIORNI DI GRANDE JAZZ A ROMA
Dal 26 al 28 giugno concerti gratuiti al Parco Santa Maria della Pietà con alcuni tra i più importanti protagonisti del jazz italiano. La manifestazione sarà dedicata anche a Maurizio Urbani, fratello di Massimo, scomparso in questi giorni.

Tre serate di musica, memoria e cultura nel cuore del Parco Santa Maria della Pietà. Dal 26 al 28 giugno torna il Festival Jazz Monte Mario - Massimo Urbani, uno degli appuntamenti romani estivi più significativi dedicati alla valorizzazione del jazz italiano. Promossa e finanziata dal Municipio Roma XIV Monte Mario e curata da Psicoanalisi Contro - Compagnia Teatrale Sandro Gindro ETS, la rassegna porterà sul palco alcuni tra i più autorevoli interpreti del panorama jazzistico nazionale, affiancando grandi protagonisti della scena musicale a momenti dedicati alla formazione e alle nuove generazioni. Il Festival è dedicato a Massimo Urbani, straordinario sassofonista romano considerato uno dei più grandi talenti espressi dal jazz italiano. Musicista dalla personalità artistica unica e dall'eccezionale capacità improvvisativa, continua ancora oggi a rappresentare un punto di riferimento per intere generazioni di musicisti e appassionati. Pochi giorni prima dell'inizio del Festival è venuto a mancare Maurizio Urbani, fratello di Massimo e apprezzato sassofonista, la cui partecipazione era prevista per la chiusura del Festival. La manifestazione si svolgerà regolarmente e sarà dedicata anche al suo ricordo, trasformando le tre giornate di musica in un omaggio ai due fratelli che hanno lasciato un segno profondo nella storia del jazz italiano. Psicoanalisi Contro - Compagnia Teatrale Sandro Gindro ETS e il Municipio Roma XIV Monte Mario hanno espresso il proprio cordoglio alla famiglia Urbani, condividendo la volontà di ricordare entrambi gli artisti attraverso la musica e la cultura.
Il programma prenderà il via venerdì 26 giugno alle ore 20 con l'inaugurazione ufficiale e il saluto delle autorità. Alle 21 salirà sul palco l'Ettore Fioravanti Opus Magnum Quartet, formato da Ettore Fioravanti, Marco Colonna, Andrea Biondi e Igor Legari, mentre la serata si concluderà con il DJ set swing di Miss Dinah Dee.
Sabato 27 giugno sarà protagonista il Daniele Tittarelli Trio, composto da Daniele Tittarelli, noto anche per la sua partecipazione al programma televisivo Propaganda Live, Giuseppe Romagnoli e Marco Valeri, seguito da uno degli appuntamenti più attesi della manifestazione: il concerto del Duo Fariselli Tavolazzi, con Patrizio Fariselli, storico pianista degli Area, e Ares Tavolazzi, tra i più apprezzati contrabbassisti italiani, entrambi legati da un lungo percorso artistico a Massimo Urbani.
L’ultima giornata, domenica 28 giugno, si aprirà alle 19.00 con le performance del Laboratorio della Scuola di Musica di Testaccio, coordinato da Roberto Nicoletti e Mauro Verrone, a testimonianza dell'attenzione del Festival verso la formazione musicale e la diffusione della cultura jazz tra le nuove generazioni. Alle 21.00 salirà sul palco l'Antonello Sorrentino Quartet, composto da Antonello Sorrentino, Andrea Saffirio, Gabriele Pagliano e Cesare Mangiacavallo.
La direzione artistica si è inoltre avvalsa della collaborazione del vibrafonista Andrea Biondi, promotore di numerosi progetti musicali dedicati al jazz, alla sperimentazione e alla ricerca estetica.
«Questa nuova edizione del Festival Jazz dedicato a Massimo Urbani si inserisce pienamente all'interno di un più ampio e ambizioso progetto di rigenerazione urbana che stiamo portando avanti nell'area del Santa Maria della Pietà. L'obiettivo è restituire questo spazio alla città, trasformandolo progressivamente in un vero e proprio epicentro socioculturale di Roma nord-ovest, un luogo aperto, vivo e inclusivo. Attraverso iniziative culturali come questa puntiamo a valorizzare il patrimonio storico e architettonico del complesso, promuovendo al tempo stesso aggregazione sociale, partecipazione e accesso alla cultura. Il Festival rappresenta non solo un appuntamento musicale di qualità, ma anche un tassello importante di un percorso più ampio di riqualificazione e rilancio del territorio», dichiara Marco Della Porta, Presidente del Municipio XIV. Per Pino Acquafredda, Presidente della Commissione Cultura del Municipio XIV, «sostenere una manifestazione giunta alla sua settima edizione significa riconoscere il valore e la solidità di un progetto che, anno dopo anno, ha saputo consolidarsi e affermarsi come uno degli appuntamenti più significativi dell'estate romana. Il Festival continua a custodire e valorizzare la memoria di Massimo Urbani, mantenendone vivo il legame con il territorio e trasmettendone l'eredità culturale alle nuove generazioni. Quest'anno ricorderemo anche Maurizio Urbani, fratello di Massimo e anch'egli sassofonista. La scelta del Municipio è quella di investire in politiche culturali stabili, capaci di valorizzare luoghi simbolo come il Parco Santa Maria della Pietà e di coniugare qualità artistica, inclusione sociale e partecipazione della cittadinanza». Per Francesco Pezzella, direttore artistico del Festival Jazz Monte Mario - Massimo Urbani e rappresentante di Psicoanalisi Contro - Compagnia Teatrale Sandro Gindro ETS, «tornare dopo molti anni al Santa Maria della Pietà significa ritrovare un luogo profondamente legato alla nostra storia e alla ricerca sul significato dell'inquietudine. Già nel 1979 Sandro Gindro promuoveva proprio qui percorsi di psicoterapia e musicoterapia. Il Festival nasce con l'intento di celebrare un musicista geniale, prigioniero di quell'inquietudine che ha interrotto il suo percorso umano ma lo ha reso eterno attraverso la sua musica. Sul palco si alterneranno alcuni tra i musicisti che più hanno condiviso con lui un percorso umano e artistico. Oggi, dopo la scomparsa di Maurizio Urbani, questo appuntamento assume un significato ancora più profondo: la loro testimonianza artistica continua a essere viva e pulsante e ci ricorda come la musica possa diventare memoria, riflessione e condivisione».
Nel segno della memoria, della qualità artistica e dell'incontro tra generazioni, il Festival Jazz Monte Mario - Massimo Urbani si conferma uno degli appuntamenti culturali di riferimento dell'estate romana, intento a trasformare la musica in uno strumento di partecipazione, memoria e condivisione.


Punto ristoro aperto tutti i giorni dalle ore 20.00 alle 24.00.
Per informazioni
+39 347 619 2104 - +39 347 840 7708
Direttore artistico: Francesco Pezzella
Programma completo:
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CONTRAPUNCTUM JAZZ FESTIVAL 2026
26/28 GIUGNO
Sassari (SS)
c.so V. Emanuele - 07100

Competizione, dimensione didattica e momento performativo si intrecciano in un ecosistema culturale che forma e connette, contribuendo a diffondere e a mantenere viva la cultura jazzistica sul territorio.

Entra nel vivo, dopo la conclusione del  Contrapunctum Jazz Contest 2026, il Contrapunctum Jazz Festival 2026, in programma dal 25 al 28 giugno 2026 presso il Teatro Civico di Sassari. Il contest, dedicato ai giovani talenti del jazz italiano, promosso nell’ambito del Contrapunctum Jazz Festival, ha visto la vittoria- premiati da una giura internazionale composta da Harry Allen, Rossano Sportiello e Joan Chamorro- della cantante, compositrice e arrangiatrice jazz Sara Rotunno nella sezione Giovani Compositori e, in quella Ensemble jazz, del Marco Morandini Trio, guidato dal giovane pianista Marco Morandini. "Abbiamo voluto dedicare grande attenzione- spiega il Direttore Artistico Bruno Brozzu- alle nuove generazioni attraverso il Contrapunctum Jazz Contest, che offre a giovani ensemble e compositori un’importante opportunità di confronto, visibilità e avvicinamento alla professione. I vincitori del concorso entreranno infatti a far parte del cartellone del Festival, condividendo il palco con artisti di riconosciuto prestigio nazionale e internazionale."
Proprio Marco Morandini Trio apre- a testimonianza di un modello che supera le logiche tradizionali del concorso- il Contrapunctum Jazz Festival 2026, giovedì 25 giugno al Teatro Civico di Sassari, ore 20.30. Marco Morandini Trio vede Morandini al pianoforte, Giulio Pisu al contrabbasso e Vittorio Sicbaldi alla batteria. Il progetto alterna standard jazz e composizioni originali, rigore filologico e sperimentazione nel più genuino spirito jazzistico. 
Venerdì 26 giugno, ore 20.30, sul palco del Teatro Civico di Sassari, Joan Chamorro & Sant'Andreu Jazz Band, 20 anni di storia, consacrati da un tour celebrativo in prestigiosi palchi europei. Una realtà orchestrale giovanile nata a Barcellona nel 2006 come progetto didattico, che negli anni è diventata fenomeno mondiale di culto, lanciando talenti internazionali del calibro di Eva Fernández (sassofonista catalana già alla guida di un trio completato da Dario Miranda alla chitarra e Juan Pastor al contrabbasso), della trombettista e cantante Alba Armengou, di Andrea Motis e Magali Datzira.
Sabato 27 giugno, ore 20.30, al Teatro Civico di Sassari si esibirà il Luca Filastro 5et. Luca Filastro, virtuoso dello stride-piano (collaborazioni -tra gli altri-con con Rossano Sportiello, Frank Tate, Lino Patruno, Guido Giacomini, Giorgio Cuscito, Nicki Parrot, Luca Velotti, Bepi D'Amato, Keesjan Hoogeboom, Carlo Battisti, Steven Coombe, Giuseppe Talone, Minnie Minoprio, Red Pellin) sarà affiancato sul palco da Francesco Lento alla tromba, Simone Faedda alla chitarra, Marco Occhioni al contrabbasso e Bruno Brozzu alla batteria. Il repertorio comprende brani della tradizione jazzistica newyorkese degli anni '30 '40 e ’50, riarrangiati in chiave personale, e composizioni originali. 
Domenica 28 giugno, ore 20 e 30, al Teatro Civico di Sassari, la chiusura del Festival è affidata al Giampaolo Casati 4et. Il trombettista Giampaolo Casati, che ha all’attivo partecipazioni a prestigiosi festival nazionali, europei, statunitensi e asiatici e collaborazioni con rinomati jazzisti del panorama mondiale (tra gli altri Lee Konitz, Clifford Jordan, Ben Riley, Joe Lovano, Steve Lacy, Jimmy Cobb, John Hicks, Carla Bley, Steve Swallow) sarà accompagnato da Simone Faedda alla chitarra, Fabrizio Leoni al contrabbasso e Bruno Brozzu alla batteria.
"Contrapunctum Jazz Festival- spiega Bruno Brozzu, Direttore Artistico- nasce da una scelta artistica precisa: proporre il jazz nella sua forma più autentica legata alla grande tradizione dello swing e del bebop. Per noi il jazz è suono acustico, senso del tempo, fraseggio, linguaggio e personalità. È una musica con una storia profonda che continua a parlare al presente quando viene suonata con competenza, consapevolezza e carattere. Oggi molte programmazioni inseguono linguaggi più commerciali o formule costruite per rendere il jazz più facilmente vendibile. Noi abbiamo scelto un’altra strada. Non per nostalgia, ma per convinzione artistica. Crediamo che il jazz non abbia bisogno di essere trasformato per risultare attuale: quando c’è swing, quando c’è una forte identità musicale e una reale capacità di dialogo tra gli strumenti, quella musica arriva al pubblico con una forza straordinaria. Il bebop e lo swing rappresentano il cuore della nostra idea di jazz. Non sono stili del passato, ma linguaggi ancora vivi, capaci di formare musicisti completi e consapevoli. Richiedono studio, conoscenza dell’armonia, ascolto, capacità di costruire un discorso musicale e di stare dentro una forma. Lo swing, soprattutto, resta uno degli elementi più autentici e riconoscibili del jazz." Oltre al Contest e alla dimensione live, Il Festival prevede un ciclo di incontri formativi e masterclass con docenti e artisti di profilo internazionale, in conformità alla ratio dell’associazione Culturale Contrapunctum ETS, attiva nella promozione del linguaggio jazzistico nella convinzione che la crescita culturale passi anche attraverso l’alta formazione. Competizione, dimensione didattica e momento performativo si intrecciano in un ecosistema culturale che forma e connette, contribuendo a diffondere e a mantenere viva la cultura jazzistica sul territorio. "Attraverso lezioni-concerto e incontri nelle scuole musicali- prosegue Brozzu- il Festival intende avvicinare studenti e giovani musicisti a questo linguaggio, offrendo occasioni di ascolto, approfondimento e conoscenza della storia e dell’evoluzione del jazz. Il Contrapunctum Jazz Festival non vuole essere un semplice contenitore di eventi musicali, ma un progetto culturale con una direzione chiara: promuovere il jazz come linguaggio vivo, favorire la formazione delle nuove generazioni e creare occasioni concrete di crescita artistica e professionale. C’è poi un dato che rende questo percorso particolarmente significativo. Contrapunctum, associazione nata solo pochi anni fa, è stata l’unica realtà della Sardegna selezionata nell’ambito del bando del Ministero della Cultura dedicato alla promozione e alla diffusione della musica jazz. Un riconoscimento importante che conferma la qualità del progetto e rafforza la responsabilità di continuare a investire nella diffusione, nella formazione e nella valorizzazione di questo straordinario patrimonio musicale. Portare a Sassari un Festival radicato nello swing e nel bebop significa offrire alla città una proposta riconoscibile, coerente e capace di guardare al futuro senza rinunciare alle proprie radici. La nostra ambizione è continuare a far crescere il Contrapunctum Jazz Festival mantenendo questa identità: qualità musicale, formazione, opportunità per i giovani e rispetto per un linguaggio che continua a essere una delle espressioni artistiche più vitali del nostro tempo."
La manifestazione è realizzata con il contributo del Ministero della Cultura ed il sostegno del Comune di Sassari. I biglietti sono acquistabili in prevendita nella biglietteria del Teatro Verdi di Sassari oppure online sulla piattaforma AnyTicket. 

Per info e contatti: associazionecontrapunctum@gmail.com
Link utili
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NOTES AROUND SMG

A Villa Litta torna il festival “Notes Around SMG” diretto dal pianista Antonio Faraò
 
Dal 25 al 27 giugno concerti con Paolo Jannacci, il tributo ai jazz club “Il Capolinea” e “Le Scimmie” e Fabrizio Bosso, Joe Lovano, Antonio Faraò, Ira Coleman e Gerald Cleaver nel suggestivo Teatro Naturale di Villa Litta a Lainate

Dopo il grande successo della prima edizione, Villa Visconti Borromeo Litta torna ad animarsi con la seconda edizione di Notes Around SMG, la rassegna che porta nel magico Teatro Naturale del parco storico di Lainate tre serate di musica dal vivo, da giovedì 25 a sabato 27 giugno 2026, con artisti di rilievo nazionale e internazionale, realizzate con il contributo del Comune di Lainate, di SMG Gas e Luce e Notes Around.
Nella cornice magica di Villa Litta saranno protagonisti musicisti di blasone nazionale e mondiale come Paolo Jannacci, Joe Lovano, Antonio Faraò, Fabrizio Bosso, Ira Coleman, Gerald Cleaver, mentre una serata speciale vedrà più di venticinque jazzisti rendere omaggio agli iconici club Il Capolinea e Le Scimmie, dando vita a tre giorni interamente dedicati alla musica con un festival ideato e diretto da Antonio Faraò, uno fra i pianisti jazz più rappresentativi sulla scena internazionale.
Paola Ferrario, Assessora allo Sviluppo Culturale, Valorizzazione e Comunicazione di Villa Litta, del Comune di Lainate, commenta: «Notes Around SMG torna al Teatro Naturale di Villa Litta con un programma che conferma la qualità e la bontà delle scelte della prima edizione. Il jazz, in questo spazio all’aperto immerso nel parco storico, ha trovato una collocazione precisa e riconoscibile e il pubblico lo ha percepito».
Giovedì 25 giugno, alle 21:00, aprirà il festival Paolo Jannacci, uno fra gli artisti più eclettici presenti sulla scena nazionale. Il pianista e cantante, figlio d’arte, presenterà lo spettacolo teatrale Jannacci Arrenditi! La città ascolta, un viaggio nel rapporto tra l'uomo e la città. Una città come tante ci racconta storie che alla fine sono sempre le nostre, in continua evoluzione. Le canzoni, colonna portante dello spettacolo, parlano di amori fondanti e a volte surreali, di uomini in guerra, di riflessioni sul nostro modo di ridere, sulla società e sul convivere con gli altri. Una città racchiude tutto questo: donne e uomini che vivono, amano, soffrono, ridono e che ce la mettono tutta per essere migliori. O forse no. Per raccontare e descrivere tutto questo, Paolo Jannacci si avvale di suoi brani originali, di Paolo Conte, Luigi Tenco e ovviamente di Enzo Jannacci, oltre ai dialoghi e monologhi scritti insieme all’autore e amico Paolo Re. Sul palco sarà accompagnato dalla sua storica band: Daniele Moretto (tromba, flicorno e cori), Marco Ricci (basso) e Stefano Bagnoli (batteria e percussioni).
Venerdì 26 giugno, sempre alle 21:00, tornerà “Ricordando Il Capolinea e Le Scimmie” dopo la prima edizione, una serata speciale dedicata ai leggendari jazz club milanesi, appunto Il Capolinea e Le Scimmie, in un omaggio collettivo che ne rievoca l’atmosfera e lo spirito del jazz dal vivo. Questi locali, nel corso degli anni, hanno ospitato eroi del jazz come Chet Baker, Dizzy Gillespie, Woody Herman, Pat Metheny, Tony Scott, oltre a generazioni di grandi musicisti italiani. Per ricordare questo periodo straordinario si riuniranno alcuni tra i più importanti musicisti della scena jazz taliana e internazionale: Pietro Tonolo, Luca Jurman, Claudio Fasoli, Nick The Nightfly, Luigi Bonafede, Dado Moroni, Attilio Zanchi, Laura Fedele, Tonino De Sensi, Federico Monti, Piero Orsini, Piero Leveratto, Nicolò Fragile, Paolo Pellegatti, Luigi Gonguy, Michele Bozza, Gigi Cifarelli, Antonio Faraò, Mauro Negri, Sandro Cerino, Yuri Golubev, Mario Rusca, Tony Arco, Monica Shaka, Luca Meneghello e Luca Pasqua, per far rivivere l’energia e l’eredità di due luoghi iconici della storia del jazz milanese.
Sabato 27 giugno, stavolta alle 21:30,  il festival si chiuderà in grande stile con un concerto inedito e di altissimo livello: Fabrizio Bosso (tromba), Joe Lovano (sax), Antonio Faraò (pianoforte) Ira Coleman (contrabbasso) e Gerald Cleaver (batteria) celebreranno il centenario della nascita di Miles Davis e John Coltrane con il progetto Miles Davis & John Coltrane Centennial, reinterpretando le composizioni immortali di queste due icone che hanno lasciato un’impronta indelebile nella storia della musica jazz e non solo. Un quintetto di stelle del jazz italiano e mondiale che fra suoni e note, farà aleggiare lo spirito di due giganti come Davis e Coltrane.
All’eccellente proposta artistica di Notes Around SMG si aggiungono altri eventi. Dal 25 al 27 giugno, prima dei concerti, sarà possibile visitare la mostra fotografica a cura di Roberto Cifarelli dedicata a John Coltrane e Miles Davis, attraverso le immagini di alcuni dei musicisti iconici che hanno collaborato con loro e che ne hanno raccolto e sviluppato l’eredità artistica: Herbie Hancock, Sonny Rollins, Dave Holland, McCoy Tyner e molti altri protagonisti della scena jazz internazionale. Mentre sabato 27 giugno (dalle 15:00 alle 18:00), i bambini dai 3 ai 12 anni potranno ricevere lezioni a cura della Scuola di Musica Primo Piano (gratuito con post limitati su prenotazione).


VENDITA BIGLIETTI PER CONCERTI AL TEATRO NATURALE SU MAILTICKET: saranno messi in vendita ulteriori biglietti on-line e presso la cassa della Villa direttamente nei giorni del festival
PER INFORMAZIONI CONSULTARE IL SITO DEL COMUNE DI LAINATE - SEZIONE “EVENTI”
OPPURE RIVOLGERSI ALL’UFFICIO CULTURA:
TELEFONO: 02 93598267-266
MAIL: cultura@comune.lainate.mi.it
CANALI SOCIAL: 
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GROUNDUP MUSIC FESTIVAL 2026 
2^ EDIZIONE DELL’EVENTO
IDEATO E DIRETTO DA MICHAEL LEAGUE DEGLI SNARKY PUPPY
 
ALBEROBELLO, 26, 27 E 28 GIUGNO 2026
Tre giorni di concerti, incontri, workshop e nuove scoperte Tra i trulli della città pugliese Patrimonio UNESCO
 
SNARKY PUPPY + Guests:
SERENA BRANCALE (26/06)
MATTEO MANCUSO (27/06)
GIANLUCA PETRELLA (28/06)
  
MARK GUILIANA / BECCA STEVENS & THE SECRET TRIO / VICTORIA CANAL | SALOMÃO SOARES & VANESSA MORENO
ANNE PACEO / BAB L’ BLUZ
  
LAU NOAH / SHAI MAESTRO / MARIA MAZZOTTA

Si svolgerà dal 26 al 28 giugno ad Alberobello la seconda edizione del GroundUP Music Festival, nel cuore dei trulli patrimonio UNESCO.
 
Ideato e diretto da Michael League, leader e mente degli Snarky Puppy, GroundUP Music Festival si conferma tra gli appuntamenti più rilevanti della scena internazionale, grazie a una programmazione trasversale di jazz, world music, elettronica e songwriting contemporaneo. Non solo concerti, ma un’esperienza immersiva che unisce performance, incontri e condivisione artistica in uno dei luoghi più iconici d’Italia. Due i palchi principali, con il Main Stage che vedrà alcuni tra i migliori protagonisti della scena musicale internazionale: accanto agli SNARKY PUPPY, protagonisti di un set diverso ogni sera che vedrà an che la presenza di ospiti, il cartellone riunisce alcuni dei nomi più interessanti e trasversali della scena globale: MARK GUILIANA, tra i batteristi più innovativi in circolazione, capace di fondere stili che vanno dal jazz al funk, il rock, l’elettronica, la sperimentazione pura; BECCA STEVENS & THE SECRET TRIO, progetto che fonde songwriting e influenze mediorientali; VICTORIA CANAL, voce intensa del nuovo pop internazionale, che ha fra i suoi più entusiasti estimatori un personaggio come Chris Martin dei Coldplay; il duo brasiliano SALOMÃO SOARES & VANESSA MORENO, raffinato incontro tra jazz e tradizione sudamericana nominato nel 2023 ai Latin Grammy; ANNE PACEO, cantante e batterista francese, vincitrice di tre French Jazz Award, tra le più interessanti compositrici europee; BAB L’ BLUZ, band franco-marocchina, con il loro mix esplosivo di rock psichedelico e sonorità gnawa.
Parallelamente, il Trullo Sovrano Stage ospiterà il talento e la sensibilità della cantante e chitarrista spagnola LAU NOAH, MARIA MAZZOTTA, voce pugliese di grande fascino, e il pianismo eclettico di SHAI MAESTRO. Il festival si arrichirà di alcuni ospiti speciali che saliranno sul palco degli Snarky Puppy: la voce eclettica di SERENA BRANCALE (26/06), il talento chitarristico di MATTEO MANCUSO (27/06), fino al trombone visionario di GIANLUCA PETRELLA (28/06). Un programma che conferma la vocazione del GroundUP a creare connessioni tra artisti, generi e culture, trasformando Alberobello in un punto di incontro unico per la musica contemporanea. Afferma Michael League, ideatore e direttore artistico di Groundup Music Festival: Il GroundUP Music Festival torna nella pittoresca cittadina di Alberobello, patrimonio mondiale dell'UNESCO, per la sua seconda edizione italiana, con una line-up di artisti innovativi provenienti da tutto il mondo. Siamo felicissimi di continuare a costruire sulle basi gettate lo scorso anno, portando diversità e ispirazione a un pubblico desideroso di suoni nuovi e freschi”. ‘Alberobello è una Città matura per ospitare gli eventi internazionali, ne ha dato prova in diverse occasioni, e lo dimostra ancora una volta con la seconda edizione del GroundUp Music  Festival di Miami, nell’unica tappa europea’, spiega il sindaco di Alberobello Francesco De Carlo, il quale aggiunge che ‘l’evento internazionale ritorna forte del riscontro positivo dell’anno scorso seguito da un pubblico straniero di varia provenienza e vanta un parterre di grandi artisti di caratura internazionale. Il ritorno di Michael League e della sua band rientra tra le attività previste per il Trentennale Unesco, e si allinea alla scelta culturale dell’Amministrazione, consapevole di trovare terreno fertile nelle nuove generazioni verso le quali continuare a fare cultura con questo genere di proposte musicali’. Il GroundUP Music Festival ad Alberobello è prodotto da GroundUp, TEMA - The European Music Agency - e Bass Culture e con la direzione artistica di MICHAEL LEAGUE e SNARKY PUPPY.
 
INFO:
 
PREVENDITA BIGLIETTI
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LAGO D’ISEO JAZZ-LA CASA DEL JAZZ ITALIANO
DAL 19 AL 27 GIUGNO 2026

Dal 19 al 27 giugno la XXXIV edizione del festival Lago d’Iseo Jazz 
con Denitto, Falzone, Mariani, Angeleri, Intra, Canale e Birro
Sette concerti tra Iseo, Predore e Palazzolo sull’Oglio con la presenza di alcuni dei più noti jazzisti italiani e di giovani talenti in ascesa. Il live inaugurale venerdì 19 giugno a Iseo con il gruppo del sassofonista Gianni Denitto. Ingresso libero a tutti gli eventi
 

Il festival Lago d’Iseo Jazz-La Casa del Jazz Italiano vara la XXXIV edizione che, oltre alla sede storica di Iseo (Bs) e a quella, ormai perfettamente integrata nella rassegna, di Palazzolo sull’Oglio (Bs), si sposta anche a Predore, sulla sponda bergamasca del Sebino, grazie alla collaborazione con l’Accademia Tadini di Lovere, mantenendo il patrocinio di MIDJ, l’associazione che raggruppa i musicisti italiani di Jazz, oltre alla pluriennale collaborazione con Rai Radio Tre quale media partner dell’iniziativa, che darà vita alla consueta e apprezzatissima trasmissione dedicata all’antologia del festival.
La manifestazione pone come sempre la musica al primo posto e lo fa in splendidi contesti ambientali: sul sagrato della Pieve di Sant’Andrea di Iseo, con tre chiese una di fronte all’altra; nel Parco delle Tre Ville di Palazzolo sull’Oglio, luogo altamente suggestivo e di grande impatto naturalistico; nel bellissimo auditorium costruito nella Chiesa di San Giovanni Battista a Predore e nella superba ambientazione del grande prato-solarium del Sassabenek, di nuovo a Iseo. Da quest’anno, la parte organizzativa viene assunta, oltre che dallo Sviluppo Turistico Lago D’Iseo, anche dall’associazione culturale Secondo Maggio, da trentadue anni promoter a Milano della prestigiosa rassegna Atelier Musicale.
I concerti della XXXIV edizione, come sempre aperti da un’agile guida all’ascolto che integra culturalmente la proposta musicale, presentano la consueta ed equilibrata presenza tra grandi personalità della scena jazzistica nazionale e talenti emergenti, progetti speciali e una grande varietà stilistica. Due appuntamenti sono legati al centenario della nascita di Miles Davis e John Coltrane: il primo, con protagonista il quintetto di Marco Mariani, unisce diverse generazioni di musicisti, tutti legati dalla comune esperienza ai milanesi Civici Corsi di Jazz, per esplorare la musica del famoso quintetto davisiano degli anni Sessanta. Il secondo prevede un progetto speciale di un grande “musicista per musicisti” quale Paolo Birro, che in piano solo esplorerà composizioni che fanno parte di tutto l’arco creativo del sassofonista americano. L’esperienza policulturale di Gianni Denitto entrerà in gioco nel concerto di apertura, in cui il suo gruppo di giovani musicisti suonerà pagine di grande varietà e brillantezza compositiva, mentre al mondo contemporaneo si indirizza la Freak Machine di uno dei maggiori trombettisti e autori del jazz europeo: Giovanni Falzone. Due singolari concerti saranno poi quelli di Claudio Angeleri, pianista e compositore di grande fama, che porterà il mondo del pop all’interno di un linguaggio modern mainstream, e della pianista Eugenia Canale, di formazione classica e jazzistica, che eseguirà i principali temi della Turandot pucciniana rivestendoli del linguaggio di vari stili del jazz. Infine, dopo aver festeggiato i suoi novant’anni la scorsa estate proprio su uno dei palchi del festival, Enrico Intra tornerà di nuovo protagonista, duettando con nuovi e formidabili talenti del jazz italiano con cui recentemente ha inciso un album per l’etichetta Alfamusic.
L’incontro di stili e generazioni diverse e l’assoluta varietà di proposte rappresentano, nel loro insieme, un cartellone unico, che si può ascoltare solo sulle sponde del Sebino. Conosciamo meglio più da vicino il programma e i protagonisti. Con il gruppo del sassofonista Gianni Denitto, autore del disco The Shadow Line (classificato tra i 100 migliori album jazz del 2025 dalla rivista Jazzit), prende il via venerdì 19 giugno a Iseo, sul sagrato della Pieve di Sant’Andrea, la nuova edizione del festival. La proposta di Denitto trae ispirazione dall’omonimo romanzo scritto nel 1917 da Joseph Conrad: la musica è stata, infatti, composta pensando a un viaggio simbolico che attraversa le tappe dell'esperienza umana, tra grandezza e miseria. Come nel testo di Conrad, la “linea d'ombra” rappresenta un limite da sfidare e superare: il passaggio dalla giovinezza alla consapevolezza, ma anche il coraggio di oltrepassare i confini di ciò che ci definisce, per entrare in una dimensione nuova e trasformativa. Per realizzare questo progetto, Denitto ha scelto alcune delle migliori promesse del jazz italiano, a cui ha affidato arrangiamenti articolati e brillanti, in una linea decisamente legata al mainstream contemporaneo. Sassofonista di formazione classica e jazz, Denitto ha sviluppato nel tempo un fecondo rapporto con la musica elettronica, trovando una singolare sintesi con il suono acustico. Ha poi collaborato con musicisti di diverse tradizioni culturali, dall’Africa all’India, portando nel suo linguaggio spunti provenienti da un vasto universo sonoro, svolgendo nel contempo attività di insegnamento in accademie e conservatori di varie parti del mondo. Come strumentista, ha collaborato con l’Orchestra Sinfonica della Rai per la sua competenza nella musica eurocolta, mentre nel jazz è stato al fianco di artisti rilevanti quali Billy Cobham, Francesco Cafiso, Fabrizio Bosso, Miroslav Vitous, Flavio Boltro e Tullio De Piscopo (ma non solo), esibendosi in numerosi festival italiani e internazionali. Attualmente è vicepresidente di MIDJ e la sua presenza a Lago D’Iseo Jazz risponde alla duplice esigenza di portare nel nostro festival artisti riconosciuti e giovani talenti emergenti.
Il giorno dopo, sabato 20 giugno, sempre a Iseo (Bs) e sempre sul sagrato della Pieve di Sant’Andrea, sarà la volta del nuovo, entusiasmante trio del trombettista Giovanni Falzone. Con la Freak Machine il musicista siciliano propone un jazz nel quale si utilizzano materiali provenienti da un vasto universo sonoro che comprende il punk, il funky, il rock, la musica eurocolta contemporanea e l’elettronica per realizzare una serie di brani, più o meno strutturati, che favoriscono l’improvvisazione aperta e legata al dialogo collettivo del trio. Il progetto nasconde anche la più profonda riflessione sul rapporto dell’uomo odierno con la tecnologia, come del resto alcuni pezzi in repertorio ben evidenziano, a partire da L’uomo robot. La varietà di colori messi in gioco da Falzone, compreso un utilizzo straniante della voce, le qualità di superbo improvvisatore e di eccellente strumentista del leader, la competenza e la sensibilità dei suoi partner, con i quali lavora in maniera empatica, fanno della Freak Machine un gruppo dall’eccellente interplay e dalle sorprendenti traiettorie sonore. Del resto, Andrea Bruzzone, classe 1988, è musicista di esperienza, che vanta collaborazioni in vari contesti jazzistici, dal piccolo gruppo alla big band (anche con Fabrizio Bosso, Roberto Cecchetto, Alberto Mandarini e Pino Jodice) e la vittoria nella International Percussion Competition del 2015. Giuseppe La Grutta, nato nel 1996, spazia invece dal funk al soul e al rock classico e con la sua band ha aperto quattro concerti-evento di Elio e le Storie Tese tra il 2022 e il 2025. Giovanni Falzone è, come noto, uno dei più creativi e completi jazzisti italiani, con una formazione sia classica sia jazz: nel primo ambito ha avuto un percorso orchestrale di altissimo livello, diretto da bacchette quali Riccardo Chailly, Giuseppe Sinopoli e Carlo Maria Giulini. Nel jazz vanta una carriera di leader che lo ha portato a incidere una ventina di dischi e a vincere premi importanti tra cui il Django d’Or e, in varie categorie, diversi Top Jazz della rivista Musica Jazz. Ha collaborato con grandi artisti italiani e internazionali, da Giorgio Gaslini a Kenny Werner, da Enrico Pieranunzi a Jim Black, da Rita Marcotulli a Jeff Ballard, per citarne solo alcuni, suonando nei più prestigiosi festival nazionali e internazionali. Docente richiestissimo, alterna l’attività di insegnamento a quella di solista e compositore e in questo concerto ci proporrà una musica al di fuori dagli abituali schemi e dall’inusuale scenografia sonora.
Giovedì 25 giugno, il lido Sassabanek di Iseo (Bs) ospiterà due concerti: quello del quintetto del trombettista Marco Mariani e quello del sestetto del pianista Claudio Angeleri. Quest’anno, come detto, ricorre il centenario della nascita di Miles Davis, figura chiave nella storia del Jazz e della musica del Novecento, che vide la luce ad Alton, nell’Illinois, il 26 maggio del 1926. A questo straordinario artista dedica il suo nuovo progetto Marco Mariani, che nel suo percorso musicale ha già realizzato programmi originali anche su altre grandi personalità della tromba e della composizione jazz. La novità di questo tributo a Davis è dovuta al fatto che i riferimenti sono i brani registrati con lo storico quintetto degli anni Sessanta, quello con Shorter, Hancock, Carter e Williams, formazione iconica della storia jazzistica che portò la concezione modale a un punto estremo di realizzazione e, quindi, la proposta di Mariani farà rivivere, con la sensibilità contemporanea, pagine importanti ma poco esplorate. Marco Mariani si è diplomato sia in tromba classica sia in tromba Jazz ed è solista della Civica Jazz Band di Enrico Intra, della Artchipel Orchestra di Ferdinando Faraò, della Montecarlo Night di Nick The Nightfly e della Swing Band di Paolo Tomelleri, oltre a dirigere da anni il Bocconi Jazz Business Unit dell’Università Bocconi. Docente apprezzato ai Civici Corsi di Jazz (di cui fu studente), ha scritto con Emilio Soana tre metodi didattici per tromba jazz ed è musicista che unisce alla profonda conoscenza del moderno trombettismo jazzistico la predilezione per il Miles Davis elettrico quanto per l’improvvisazione radicale nell’ambito della noise music. Anche i musicisti con cui si presenta a Iseo sono tutti legati ai Civici Corsi di Jazz di Milano, a cominciare da Rudi Manzoli, prima studente e oggi docente della prestigiosa scuola milanese, tenorista di esperienza e vasta conoscenza linguistica, mentre diplomati dei Civici sono la contrabbassista Margherita Carbonell, anch’essa con la doppia preparazione classica e jazzistica, già partner di Enrico Intra in ambito concertistico e discografico, e il batterista Daniele Delfino, una nuova realtà del drumming italiano. In fase di diploma al biennio di specializzazione è invece il pianista Samuele Lindo.
Poi sarà la volta del sestetto del pianista e compositore Claudio Angeleri, affiancato da Paola Milzani (voce ), Gabriele Comeglio (sassofoni), Michele Gentilini (chitarra), Marco Esposito (basso elettrico) e Matteo Milesi (batteria). Per Lago D’Iseo Jazz, il musicista bergamasco presenterà un progetto nato nel 2001 e coronato da grande successo: From Be to Pops nasce dall’idea di portare nel jazz di impronta contemporary mainstream una serie di brani provenienti dalla canzone italiana, da quel pop che è il corrispondente nazionale dei grandi evergreen americani. In sostanza, un concerto che ha in programma celebri canzoni scritte da autori quali Gino Paoli, Fabio Concato, Bruno Martino, Pino Donaggio, Roby Facchinetti e Carlo Alberto Rossi e rese celebri da grandi interpreti nazionali e internazionali tra cui Mina, Ornella Vanoni, Joao Gilberto, Gilberto Gil ed Elvis Presley. Si tratta di melodie straordinarie, diventate degli evergreen che hanno attraversato i generi giungendo anche al jazz, grazie alle versioni di Michel Petrucciani, Toots Thielemans, Mike Stern, Chet Baker e molti altri. Gli arrangiamenti mantengono fede alla riconoscibilità delle linee melodiche, pur introducendo elementi originali caratteristici della penna di Claudio Angeleri, ora più pop e funk, ora più bebop e bluesy. Panista, compositore, docente e organizzatore, Angeleri è una delle personalità più versatili della scena del jazz nazionale e guarda alla tradizione moderna del jazz per attualizzarla, grazie alle sue qualità compositive e di arrangiatore. Per questo concerto propone il suo gruppo più longevo, con il sassofonista Gabriele Comeglio, polistrumentista di alto livello e anche arrangiatore attivo sia nell’ambito jazz sia in quello pop (tra gli altri, ha arrangiato anche per Mina); c’è poi la versatile cantante bresciana Paola Milzani, che spazia con personalità dal jazz alla musica classica, dal pop al gospel, quindi il bassista elettrico Marco Esposito, da sempre partner di Angeleri. Infine, ci sono il raffinato batterista Matteo Milesi e, come nuovo innesto, Michele Gentilini alla chitarra, che porta colori rock e funk all’interno del suo linguaggio. Il concerto propone, quindi, una musica di grande effetto, che unisce la riconoscibilità di pezzi da tutti amati al jazz di matrice contemporanea, ma radicato nella storia moderna di questa musica.
Venerdì 26 giugno il festival si sposterà a Predore (Bg) per il concerto dell’Enrico Intra Group all’auditorium civico San Giovanni Battista. Dopo aver festeggiato il traguardo dei novant’anni nella scorsa edizione del festival, di cui è testimonial musicale, Enrico Intra continua a stupirci per la sua vitalità straordinaria e per l’attenzione che rivolge alle nuove generazioni di musicisti. Questa volta, nell’inedita e splendida cornice dell’auditorium di Predore, presenta il suo ultimo progetto, che ha appena visto la luce in un disco dell’etichetta romana Alfamusic, titolato come questo concerto: IN-TRA In Duo. Si tratta di un insieme di duetti, ma non solo, realizzati con alcuni giovani jazzisti italiani di grande talento, all’insegna del dialogo generazionale tipico del festival, e in particolare di questa edizione, qui fondato sulla musica del pianista e compositore milanese, attualissima nelle forme e originale nel suo rapporto con la musica europea contemporanea. L’attenzione al suono e la presenza di cellule ritmiche o melodiche alla base delle composizioni caratterizzano le pagine del carismatico Maestro, fornendo un materiale insolito e di grande stimolo per realizzare improvvisazioni fuori dagli schemi, basate su un forte interplay che richiede creatività e capacità di trovare singolari strade espressive. Il talento dei giovani artisti al suo fianco è ben evidente nella musica del Cd, che mette in luce la maturità con cui si muovono su un terreno inusuale, dialogando con coerenza e spregiudicatezza con il pianoforte. Se di Intra conosciamo tutti lo straordinario e variegato percorso artistico, che fa di lui una delle più significative voci del jazz europeo fin dagli anni Cinquanta del secolo scorso, occorre sottolineare le qualità dei suoi partner, a cominciare dalla versatilità della cantante Lucia Filaci, la cui voce spazia con facilità su tutti i registri, e dalla padronanza tecnica e sensibilità espressiva di Arabella Rustico al contrabbasso. Quindi la tromba di Giacomo Serino si distingue per la modernità del linguaggio, il sassofono di Vittorio Cuculo per la conoscenza profonda della storia e la batteria di Daniel Besthorn per il senso del colore. Dopo il trionfale debutto lo scorso dicembre alla Casa del Jazz di Roma e l’invito al festival Jazz e Donna di Lucca, il gruppo ha nella rassegna iseana un’altra tappa fondamentale del suo percorso artistico.
La XXXIV edizione del festival si concluderà sabato 27 giugno a Palazzolo sull’Oglio con due concerti nella bellissima cornice del Parco delle Tre Ville che vedranno impegnati, rispettivamente, Paolo Birro in piano solo e il quartetto di Eugenia Canale. Per il centenario della nascita di John Coltrane, gli organizzatori di Lago D’Iseo Jazz hanno commissionato a Paolo Birro un omaggio dedicato alle composizioni del sassofonista afroamericano, una delle più rilevanti personalità dell’intera storia del jazz. Pensando al dedicatario, un percorso in piano solo potrà sembrare strano, eppure, svincolato dal suono del sassofono, il mondo musicale coltraniano ci apparirà in una veste differente, aperto a nuove suggestioni, in grado di evidenziare le qualità compositive del musicista di Hamlet, North Carolina, la città dove nacque il 23 settembre di un secolo fa. Il mondo compositivo di Coltrane verrà affrontato attraverso la tipologia dei brani: ci saranno pezzi legati alla più ampia ricerca armonica, quelli di carattere tonale-modale, altri che guardano alla musica extraoccidentale fino alle pagine dell’ultimo periodo, quello aperto alle linee espressive più radicali degli anni Sessanta. Questa è una vera novità, perché è rarissimo che l’universo coltraniano sia affrontato a tutto tondo: per realizzare un simile progetto occorreva un musicista di grande cultura e profondità espressiva, un artista senza pregiudizi, capace di portare nel suo linguaggio spunti provenienti da tutta la storia di Coltrane, cogliendo però con precisione i legami tra le varie fasi del suo cammino artistico. “Musicista per musicisti”, Paolo Birro si è diplomato prima in piano classico (nel 1987), poi in pianoforte jazz, quando già era una figura di primo piano della scena nazionale. Pianista essenziale, sa trasmettere emozioni attraverso un modo di suonare che va sempre al cuore della musica, come ben sanno i grandi musicisti che lo hanno voluto al loro fianco, da Enrico Rava a Lee Konitz, da Pietro Tonolo a Claudio Fasoli e, ancora, Buddy De Franco, Bobby Watson, Mauro Negri, Johnny Griffin, Sandro Gibellini e tanti altri. Birro ha suonato in numerosi festival e rassegne in Italia e all’estero e come didatta ha insegnato nelle più prestigiose istituzioni didattiche italiane. Attualmente è docente al Conservatorio di Vicenza.
Infine spazio alla pianista e compositrice Eugenia Canale e al suo Rebus Quartet, completato da Guido Bombardieri (sassofono e clarinetto), Tito Mangialajo Rantzer (contrabbasso) e Roberto Paglieri (batteria). Turandot, l’ultima opera di Giacomo Puccini, che come tutti sappiamo il Maestro non terminò, è al centro della musica di questa formazione, che ha pubblicato per l’etichetta Abeat la sua versione per quartetto jazz di alcune arie del capolavoro pucciniano, tra cui la celeberrima Nessun dorma. Lo sguardo dei jazzisti all’opera non è nuovo, ma qui l’originalità risiede nell’aver elaborato le arie seguendo parte dell’articolato percorso storico del jazz, quindi riproponendole attraverso rimandi a stili quali il Bebop, il New Orleans, la libera improvvisazione, il funky-blues e altri ancora. Una varietà ottenuta agendo sulla componente ritmica e timbrica dei pezzi e lasciando inalterata, e riconoscibile, la parte armonica e quella melodica, a dimostrazione della modernità della concezione musicale di Puccini. L’occasione di ascoltare questa versione jazzistica di un capolavoro della storia del melodramma è, quindi, un evento importante. Eugenia Canale, pianista di doppia formazione (classica e jazzistica), è uno dei nuovi volti del jazz italiano al femminile e svolge attività sia in ambito eurocolto, soprattutto nella dimensione cameristica, sia in quello jazzistico. Dotata di sicura tecnica, di un linguaggio elegante e comunicativo e di uno swing coinvolgente, si è circondata di musicisti di assoluta esperienza, a cominciare da Guido Bombardieri, eclettico clarinettista e sassofonista, la cui lunga carriera lo ha visto al fianco di musicisti italiani e internazionali di primissimo piano. Tito Mangialajo Rantzer è un contrabbassista molto richiesto, soprattutto dagli esponenti della scena jazzistica più legata alla libera improvvisazione, ma vanta una solida esperienza in tutti gli stili del jazz. Infine, Roberto Paglieri è un batterista funzionale, dallo swing leggero ed efficace, che è stato al fianco di Franco Cerri nell’ultimo periodo di attività del grande chitarrista, di cui quest’anno si ricordano i cento anni dalla nascita.
 
Il programma della XXXIV edizione

Venerdì 19 giugno 
Iseo (Bs), sagrato della Pieve di Sant’Andrea, ore 21
Gianni Denitto
The Shadow Line
Gianni Denitto (sassofoni), Matilde Gori (tromba), Didier Yon (trombone), Alessandro Rosin (contrabbasso, Gabriele Peretti (batteria)

Sabato 20 giugno 
Iseo (Bs), sagrato della Pieve di Sant’Andrea, ore 21
Giovanni Falzone Freak Machine 
Giovanni Falzone (tromba, voce, elettronica), Giuseppe La Grutta (basso elettrico), Andrea Bruzzone (batteria)
 
Giovedì 25 giugno
Iseo (Bs), lido di Sassabanek, ore 21
Marco Mariani Quintetto
Cento anni di Miles Davis - La musica del secondo quintetto
Marco Mariani (tromba), Rudi Manzoli (sax tenore), Samuele Lindo (pianoforte e tastiere),
Margherita Carbonell (contrabbasso), Daniele Delfino (batteria)
 
Claudio Angeleri Sestetto
From Be to Pops
Claudio Angeleri (pianoforte), Paola Milzani (voce ), Gabriele Comeglio (sassofoni),
Michele Gentilini (chitarra), Marco Esposito (basso elettrico), Matteo Milesi (batteria)
 
Venerdì 26 giugno
Predore (Bg), auditorium civico San Giovanni Battista, ore 21
Enrico Intra Group
IN-TRA In Duo
Enrico Intra (pianoforte), Lucia Filaci (voce), Giacomo Serino (tromba), Vittorio Cuculo (sassofoni), Arabella Rustico (contrabbasso), Daniel Besthorn (batteria)
 
Sabato 27 giugno
Palazzolo sull’Oglio (Bs), Parco delle Tre Ville, ore 21
Eugenia Canale Rebus Quartet
Turandot
Eugenia Canale (pianoforte), Guido Bombardieri (sassofono e clarinetto), Tito Mangialajo Rantzer (contrabbasso), Roberto Paglieri (batteria)
 
Paolo Birro piano solo
Tributo a John Coltrane nel centenario della nascita (progetto speciale del festival)
Paolo Birro (pianoforte)
 
Tutti i concerti sono a ingresso libero.
Direzione artistica e introduzione ai concerti: Maurizio Franco.
Organizzazione: associazione culturale Secondo Maggio – Sviluppo Turistico Lago D’Iseo Sassabanek.
Amplificazione e luci: CDpM Sound and Light.
Lago d’Iseo Jazz utilizza pianoforti San Michele e batterie Le Soprano.
Media partner: Rai Radio Tre.
Con il patrocinio di MIDJ, Musicisti Italiani di Jazz
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GAIAJAZZ Musica & Impresa • UNOQUATTRO parte sabato 13 giugno e si conclude sabato 11 luglio
Artisti di statura nazionale e mondiale ospiti della quattordicesima edizione del festival veneto

Ormai è tutto pronto per UNOQUATTRO, la quattordicesima edizione di GAIAJAZZ Musica & Impresa, palco del progetto D•WORK organizzato e sviluppato dall’Associazione Culturale DOTMOB, che si prefigge l’obiettivo di offrire un contributo sociale, culturale e artistico al pubblico con numerosi appuntamenti che rappresentano i tanti aspetti legati sia alla cultura jazzistica che alla conoscenza del tessuto imprenditoriale e produttivo del territorio.
Le luci sull’edizione 2026 di questo festival, artisticamente diretto da Antonio Faraò, uno fra i più grandi pianisti jazz italiani degli ultimi quarant’anni, si accenderanno sabato 13 giugno con “KIND OF…”, “Piano Solo” proprio di Faraò nato come espressione dei suoi quarantacinque anni di carriera. All’apertura dell’evento, l’azienda Tinet offrirà i propri spazi aziendali per lo showcase intitolato Incontro con Tinet, in cui si potranno scoprire i quarantacinque anni della storia di questa realtà aziendale esplorando i temi della sicurezza informatica e delle tecnologie visual. Poi, dalle 19:00 alle 21:00, la degustazione di piatti tipici preparati dal ristorante Melacotogna e i vini del Consorzio Vini Venezia. Alle 21:00, invece, continuerà il formato DOTMOB chiamato D•TALK per presentare le attività del format D•WORK MEET, intervento che precederà tutti i concerti in programma. Ed ecco che alle 21:15, allo Showroom Tinet di Oderzo (provincia di Treviso), parola alla musica appunto con “Kind Of…”, il nuovo e primo disco in “Piano Solo” di Antonio Faraò, che intraprenderà un viaggio fra standard jazz brillantemente riarrangiati e sue composizioni originali. Il tutto nel segno della cantabilità, del senso melodico, della fervida creatività armonica e improvvisativa di un’eccellenza del piano jazz. Costo del biglietto 15 EURO e gratuito per ragazzi e ragazze sotto i 13 anni per tutti i concerti in programmazione. 
Domenica 14 giugno, alle 14:30, si proseguirà con UNA VTA IN JAZZ, masterclass di interplay diretta da Antonio Faraò aperta a tutti gli strumenti, un’occasione unica per incontrare e conversare in musica con lui. Questa masterclass non sarà una semplice lezione, ma un vero incontro aperto fra artisti e studenti. Uno spazio di dialogo, confronto e musica vissuta dove condividere esperienze, domande e riflessioni sullo studio, sull’improvvisazione e sull’approccio autentico alla musica jazz. La location sarà la Sala Consigliare del Comune di Portobuffolè (provincia di Treviso), in Piazza Vittorio Emanuele II. L’obiettivo principale di questo incontro, il cui costo è di 40 EURO, è quello di trasmettere un’esperienza, di condividere il percorso intrapreso, la musica con cui Faraò è cresciuto ascoltando e studiando, oltre a far passare un concetto fondamentale: la musica non si impara solo sui libri, ma si assorbe, si vive e si suona insieme. 
Sabato 20, dalle 19:00 alle 21:00, la classica degustazione con piatti e birre del birrificio San Gabriele. Alle 21:15, a Villa Giustiniani Tonon (Busco di Ponte di Piave, provincia di Treviso), il concerto di NAIMA FARAÒ QUARTET. Cantante e compositrice di puro talento, accompagnata da un brillante trio formato da Edoardo Maggioni (tastiere e synth), Andrea Dominoni (basso) e Vincenzo Guerra (batteria e percussioni), la musicista milanese proporrà un interessante repertorio fra alternative soul e new jazz, fondendo una sofisticata esplorazione vocale a uno storytelling dall’alto tasso emozionale.
Sabato 27, sempre dalle 19:00 alle 21:00, una deliziosa degustazione di prodotti tipici a cura del ristorante Borgoluce e i vini dell’omonima tenuta. Alle 21:15 il concerto firmato ZE IN THE CLOUDS (aka Giuseppe Vitale, presso la Vineria Borgoluce di Susegana (provincia di Treviso). Affiancato sul palco dagli ottimi Stefano Zambon (basso) ed Edoardo Battaglia (batteria), il talentuoso e intraprendente pianista e tastierista Vitale si presenterà proponendo un crossover che abbraccia elementi rinascimentali fino al post-jazz elettronico. 
Sabato 4 luglio, la degustazione prevista dalle 19:00 alle 21:00 sarà curata dal ristorante Tavernetta del Tocai e dalla cantina Cà di Rajo. Alle 21:15, sotto le braccia della splendida Bellussera della cantina Cà di Rajo a San Paolo di Piave (provincia di Treviso), il concerto di Max Ionata Hammond Trio. Formazione diretta da uno fra i sassofonisti jazz italiani più acclamati in ambito internazionale, accompagnato da due talenti sempre più in rampa di lancio come Vittorio Solimene (organo Hammond) e Cesare Mangiocavallo (batteria), il musicista abruzzese affronterà un repertorio comprendente brani originali e standard della tradizione jazzistica, in cui lo swing, il groove e l’interplay costituiscono tre elementi fondamentali di questo gruppo.
Sabato 11 luglio, l’evento di chiusura della quattordicesima edizione di “GAIAJAZZ Musica & Impresa”. In questa occasione, la degustazione fissata dalle 19:00 alle 21:00, porta la firma del ristorante Melacotogna e della cantina Casa Paladin. Alle 21:15 il live di CLAUDIO FASOLI NEXT 4ET, formazione alla testa di un veterano del sassofono jazz come Fasoli, figura di grande importanza a livello nazionale e internazionale, sul palco insieme ai talentuosi Simone Massaron (chitarra), Tito Mangialajo Rantzer (contrabbasso) e Cristiano Calcagnile (batteria e percussioni). Il concerto, a “Casa Paladin” (Annone Veneto, provincia di Venezia), sarà incentrato sulla musica di Fasoli, dove spazi, respiri ed elettronica sono i tratti distintivi e in cui la melodia, l’armonia e la propulsione ritmica impreziosiscono particolarmente lo stile compositivo di questo interessante quartetto. 
Ancora una volta, come da tradizione e storia, “GAIAJAZZ Musica & Impresa” conferma di essere un contenitore artistico, culturale e sociale di grande qualità, in cui tutte le componenti sono volte a confezionare un evento imperdibile per gli amanti della bellezza in tutte le sue forme. 


PER ULTERIORI INFORMAZIONI: eventi@dotmob.it – CELLULARE: 335-6802082

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FARA MUSIC FESTIVAL 2026
XX Edition | Twenty Years of Human Music
Dal 3 luglio al 16 agosto 2026
Fara Music Garden e Parco Cremonesi – Abbazia di Farfa (RI)

Sergio Cammariere, Peppe Barra, Francesco Cafiso, Jonathan Kreisberg, Rosario Giuliani e Stones, protagonisti del ventennale del Festival

Sergio Cammariere, Peppe Barra, Francesco Cafiso, Jonathan Kreisberg, Rosario Giuliani e Stones. E ancora Viva De André, il concerto-racconto ideato e diretto da Luigi Viva, Alan Soul e gli Alanselzer, Birds of Unknown, Michael Rosen, Raffaella Misiti e Le Romane, Extrasauce, Elimi. Sono alcuni dei protagonisti della XX Edizione del Fara Music Festival, in programma dal 3 luglio al 16 agosto 2026 tra il Fara Music Garden e il Parco Cremonesi dell’Abbazia di Farfa, per un’estate che si annuncia tra le più ricche e prestigiose nella storia della manifestazione. Vent'anni di attività rappresentano un traguardo importante per un festival che dal 2007 ha saputo trasformare la Sabina in un punto di riferimento nazionale per il jazz, la musica d'autore e le produzioni originali, ospitando centinaia di artisti provenienti dall'Italia e dall'estero e costruendo nel tempo una comunità culturale che coinvolge pubblico, musicisti, studenti e professionisti del settore. L'edizione 2026 proporrà oltre 30 concerti e più di 100 artisti, confermando la vocazione del festival a mettere in dialogo grandi protagonisti della scena internazionale, nuove generazioni e produzioni originali.
Per la prima volta nella storia del festival saliranno sul palco due autentiche icone della cultura italiana: Sergio Cammariere, atteso il 1° agosto al Parco Cremonesi, e Peppe Barra, protagonista della serata del 2 agosto con uno spettacolo che intreccia musica, teatro e tradizione popolare. Grande spazio sarà riservato anche al jazz italiano di livello internazionale. Il 31 luglio il sassofonista Francesco Cafiso presenterà una produzione originale Fara Music dedicata a Miles Davis, nel centenario della nascita del grande trombettista americano. Sarà uno degli appuntamenti simbolo dell'intera edizione. Tra gli eventi più attesi figurano inoltre il ritorno del chitarrista statunitense Jonathan Kreisberg, in duo con la cantante Karla Pavón, il concerto di Rosario Giuliani Hammond Groovers, e il progetto Stones, che riunisce tre straordinari protagonisti del jazz italiano: Gabriele Mirabassi, Fabio Zeppetella e Dario Deidda.
Accanto al jazz e alle produzioni originali, la XX Edizione dedicherà uno spazio importante alla canzone d'autore italiana, attraverso progetti capaci di raccontare il patrimonio musicale del nostro Paese con linguaggi contemporanei. Il 30 luglio, nella suggestiva cornice del Parco Cremonesi dell'Abbazia di Farfa, andrà in scena Viva De André, il concerto-racconto ideato e diretto da Luigi Viva, con arrangiamenti e direzione musicale di Luigi Masciari e la collaborazione della Fondazione Fabrizio De André. Un progetto originale che intreccia jazz, narrazione e repertorio d'autore, offrendo uno sguardo intenso e originale sull'opera e sul pensiero di Fabrizio De André.
Il 25 luglio il Fara Music Garden ospiterà invece Raffaella Misiti e Le Romane, formazione acustica tutta al femminile che propone un viaggio nella tradizione della canzone romana. Un repertorio che attraversa serenate popolari, racconti di borgata e poesia urbana, dove la voce delle donne incontra i versi di grandi autori come Pier Paolo Pasolini e Giorgio Strehler, insieme alle musiche di Nino Rota, Piero Umiliani, Fiorenzo Carpi, Carlo Rustichelli, Armando Trovajoli e Romolo Balzani, restituendo al pubblico un affresco musicale autentico e profondamente legato alla cultura italiana. Il festival accoglierà inoltre il sassofonista americano Michael Rosen, ospite speciale dell'Antonello Losacco Trio, e presenterà per la prima volta in Italia i Birds of Unknown, formazione slovena vincitrice del Jazz Juniors Festival e protagonista di una residenza artistica e discografica realizzata in collaborazione con Emme Record Label e Tube Recording Studio.
La XX Edizione accoglierà inoltre una delle figure storiche della musica soul e rhythm & blues italiana. Il 7 agosto il Fara Music Garden ospiterà Alan Soul e gli AlanSelzer, guidati da Giulio Todrani, voce leggendaria della scena soul italiana e padre di Giorgia, considerata una delle voci più importanti e amate della musica italiana contemporanea. Con oltre cinquant'anni di carriera alle spalle, Alan Soul continua a esibirsi con la sua band proponendo un repertorio che attraversa soul, rhythm & blues e grandi classici della musica afroamericana, mantenendo viva una tradizione musicale che ha segnato profondamente la scena italiana.
Accanto ai grandi nomi e alle produzioni internazionali, il Fara Music Festival conferma il proprio ruolo di incubatore creativo e luogo privilegiato per la presentazione di nuovi progetti artistici. In quest'ottica trovano spazio le anteprime assolute dei nuovi album di Elimi ed Extrasauce, due tra le realtà più interessanti della nuova scena italiana, entrambe vincitrici del bando "Per Chi Crea", promosso da SIAE e Ministero della Cultura. I due concerti rappresenteranno il debutto dal vivo dei rispettivi lavori discografici, realizzati nell'ambito di un percorso che unisce produzione artistica, formazione e valorizzazione dei giovani talenti.
Come da tradizione, il festival continuerà inoltre a investire sulle nuove generazioni della musica contemporanea, ospitando artisti e progetti che rappresentano il futuro del jazz e delle musiche di confine. Tra questi Crescendo Sphere, Giuseppe Pipitone Quartet, Sara Rotunno Quartet, Taurn, Emiliano Roca Trio, Lucia Dall'Olio, Erika Petti, Antonio Scannapieco Quintet, Lorenzo Bisogno Quartet feat. Cosimo Boni, F_Low ed Ear Trio, a testimonianza di una progettualità che da vent'anni affianca alla programmazione dei grandi nomi un costante lavoro di scouting, produzione e promozione delle nuove espressioni musicali.
Anche nel 2026 il festival conferma il proprio impegno a sostegno dei giovani talenti attraverso il Premio Fara Music Jazz Live, storico concorso nazionale dedicato alle nuove generazioni del jazz italiano, giunto alla XVIII edizione. Le band finaliste selezionate dalla giuria si esibiranno in apertura dei concerti in programma al Parco Cremonesi, introducendo gli artisti ospiti della XX Edizione e offrendo al pubblico l'opportunità di scoprire alcune delle realtà più interessanti della nuova scena jazzistica nazionale. Nel corso del festival verrà inoltre proclamata la formazione vincitrice, che accederà ai premi e alle opportunità artistiche previste dal concorso, da sempre uno dei principali strumenti di scouting e valorizzazione promossi dal Fara Music Festival.
Per vent'anni il Fara Music Festival ha costruito un dialogo costante tra musica, formazione e territorio, mantenendo al centro una visione culturale fondata sulla qualità artistica, sulla produzione musicale indipendente e sulla valorizzazione delle nuove generazioni.
Anche nell'estate 2026 il festival tornerà a trasformare Farfa e la Sabina in un luogo d'incontro tra culture, generazioni e linguaggi musicali, confermando una storia che dura da vent'anni e continua a guardare al futuro.

PROGRAMMA 2026

FARA MUSIC GARDEN

3 luglio – Crescendo Sphere
4 luglio – Extrasauce
5 luglio – Giuseppe Pipitone Quartet
10 luglio – Sara Rotunno Quartet
11 luglio – Taurn
12 luglio – Elimi
17 luglio – Emiliano Roca Trio
18 luglio – Lucia Dall'Olio + F_Low
19 luglio – Erika Petti
24 luglio – Antonello Losacco Trio feat. Michael Rosen
25 luglio – Raffaella Misiti e Le Romane
26 luglio – Antonio Scannapieco Quintet
7 agosto – Alan Soul e gli AlanSelzer
8 agosto – Jonathan Kreisberg & Karla Pavón
9 agosto – Rosario Giuliani Hammond Groovers
13 agosto – Birds of Unknown
14 agosto – Stones | Gabriele Mirabassi, Fabio Zeppetella, Dario Deidda
15 agosto – Lorenzo Bisogno Quartet feat. Cosimo Boni
16 agosto – Ear Trio

PARCO CREMONESI – ABBAZIA DI FARFA

30 luglio – Viva De André | Luigi Viva e Luigi Masciari
31 luglio – Francesco Cafiso Quartet | Tribute to Miles Davis
1° agosto – Sergio Cammariere | Piano Solo con Giovanna Famulari e Daniele Tittarelli
2 agosto – Peppe Barra | “Si tenesse vint’anne…”

Il Fara Music Festival 2026 è realizzato con il contributo della Regione Lazio, del Ministero della Cultura, della Fondazione Varrone, del Nuovo IMAIE e di Puglia Sounds. Con il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica di Slovenia a Roma e del Comune di Fara in Sabina.

Il Festival è prodotto dall'Associazione Fara Music APS, con la direzione artistica di Enrico Moccia.

Info e programma completo
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QUEL RAMO DEL LAGO È JAZZ:
DALL’8 ALL’11 LUGLIO TORNA IL LECCO JAZZ FESTIVAL 2026
Jowee Omicil, Judith Hill, Billy Cobham e Roberto Gatto i grandi protagonisti del jazz internazionale in concerto al Teatro della Società

Lecco, 21 maggio 2026 - Quel ramo del Lago è Jazz. Undici edizioni, migliaia di persone coinvolte, un’unica energia che continua a crescere. Dall’8 all’11 luglio 2026 torna il Lecco Jazz Festival, appuntamento ormai imprescindibile dell’estate culturale lecchese, con un programma rinnovato di concerti, musica diffusa e appuntamenti speciali capaci di trasformare la città in un grande luogo di ascolto, relazione e scoperta.
Cuore pulsante dell’edizione 2026 sarà il Teatro della Società, lo spazio completamente rinnovato che accoglierà gli appassionati del jazz in un viaggio tra memoria, atmosfera e nuove visioni sonore. Un luogo simbolico che diventa il centro di un festival dedicato all’incontro tra artisti e pubblico, tra linguaggi musicali differenti, tra il paesaggio del lago e l’energia viva della città. Quattro serate imperdibili, tra grandi protagonisti internazionali e omaggi ai maestri che hanno cambiato la storia del jazz (concerti ore 21:30 e abbonamenti disponibili dal 3 giugno, biglietti disponibili dal 12 giugno).
Si parte mercoledì 8 luglio con l’energia visionaria di Jowee Omicil, polistrumentista e performer fuori dagli schemi capace di fondere jazz, Afrobeat, gospel e hip-hop in un flusso sonoro libero e travolgente. Un concerto imprevedibile, intenso, spirituale.
Giovedì 9 luglio arriva Judith Hill, artista magnetica e raffinata che ha collaborato con Stevie Wonder, Michael Jackson e Prince. La sua musica attraversa soul, funk, gospel e rock con una forza emotiva straordinaria, dando vita a uno spettacolo potente e coinvolgente. 
Venerdì 10 luglio spazio a una leggenda assoluta: Billy Cobham. Maestro della jazz-fusion e innovatore della batteria moderna, celebra la sua straordinaria carriera con Time Machine, un viaggio tra i brani iconici della sua stagione elettrica e nuove esplorazioni sonore cariche di energia e libertà creativa. 
Gran finale sabato 11 luglio con Roberto Gatto che porta sul palco un omaggio contemporaneo a Miles Davis e John Coltrane che intreccia memoria, improvvisazione e ricerca musicale in un dialogo intenso tra tradizione e nuove visioni del jazz.
Il Lecco Jazz Festival invade la città anche con i Concerti Diffusi, quattro appuntamenti gratuiti in programma alle ore 18.30, per vivere il jazz da vicino, attraversando la città tra emozioni, ricerca sonora e nuove connessioni musicali.
Si comincia mercoledì 8 luglio (Auditorium Casa dell’Economia) con Francesco Bearzatti che propone un intenso omaggio a John Coltrane nel centenario della nascita. Un viaggio tra jazz, parola e spiritualità capace di trasformare il concerto in un’esperienza emotiva e immersiva.
Giovedì 9 luglio (presso Auditorium Casa dell’Economia) il Marco Detto Trio porta in scena Improvvisamente, un concerto elegante e coinvolgente dove composizioni originali, interplay e libertà improvvisativa danno vita a un dialogo musicale moderno e raffinato.
Venerdì 10 luglio il Parco di Villa Gomes si illumina con Pieces of a Woman di Cristina Russo & Neosoul Combo: un live immersivo tra neo-soul, jazz contemporaneo, urban fusion ed elettronica, arricchito da visual e atmosfere evocative.
Sabato 11 luglio (Auditorium Casa dell’Economia) i concerti diffusi si chiudono con Antonio Zambrini Quartet e L’attenzione, omaggio poetico e intenso alla musica di Susanna Parigi, tra jazz, canzone d’autore e grande sensibilità interpretativa.
Accanto al programma principale torna anche il Fuori Festival, realizzato in collaborazione con i festival “Tra Lago e Monti” e “Suoni Mobili”, un percorso parallelo di eventi speciali che amplia l’esperienza del festival oltre il centro cittadino, costruendo nuove connessioni tra territori, artisti e pubblici. 
Il Fuori festival propone un viaggio musicale tra jazz, musica brasiliana e contaminazioni contemporanee. Venerdì 19 luglio, Roberto Porroni e i CUARTET porteranno a Palazzo Belgiojoso (h.21:30) le atmosfere della bossa nova e del jazz brasiliano, mentre martedì 30 luglio (h.21:30) ad esibirsi nella Chiesa dei Santi Gervaso e Protaso sarà Trialogo in un’esibizione che unisce tradizioni ebraiche e arabe attraverso improvvisazione e dialogo musicale.
Giovedì 2 agosto, al Parco di Villa Gomes (h.11:00), Max Villavecchia presenterà “Tra roccia e acqua”, progetto tra musica e pittura ispirato ai paesaggi del Mediterraneo. In serata (h.21:30), Giovanni Falzone omaggerà Miles Davis con “Suite For Miles”, tra riletture jazz e brani originali eseguiti insieme a giovani musicisti under 30.
L’organizzazione e la direzione artistica dell’undicesima edizione del Lecco Jazz Festival sono a cura di Fondazione Teàrte Lecco con la collaborazione di Camera di Commercio Como-Lecco.
Di seguito il commento del CdA di Fondazione Teàrte Lecco:
“Ospitare manifestazioni culturali rappresenta un elemento di fondamentale importanza per la crescita e la valorizzazione del territorio, consentendo di coniugare la qualità artistica di respiro internazionale con la promozione delle identità locali. La presenza di artisti e produzioni di livello contribuisce a qualificare il teatro recentemente riaperto come uno spazio di partecipazione e fruizione culturale, ritornando nuovamente ad  essere il cuore pulsante della vita culturale lecchese. Queste iniziative ampliano l’offerta culturale e l’accesso del pubblico a esperienze artistiche di qualità, contribuendo allo stesso tempo anche alla valorizzazione complessiva del territorio”.


ABBONAMENTI E BIGLIETTI 
Gli eventi serali al Teatro della Società Lecco saranno con biglietto o abbonamento. Gli abbonamenti saranno disponibili da mercoledì 3 giugno dalle ore 10:00, in biglietteria e online sul sito del teatro e su vivaticket.com
I biglietti invece saranno disponibili da venerdì 12 giugno dalle ore 10:00, in biglietteria e online sul sito del teatro e su vivaticket.com
I Concerti Diffusi in città e il Fuori Festival saranno a ingresso gratuito.

I LUOGHI DEL FESTIVAL
Teatro della Società - Piazza Giuseppe Garibaldi, 10, Lecco
Auditorium Casa dell’Economia - Viale Tonale, 28/30, Lecco
Parco di Villa Gomes - Via Carlo Gomez, 13, Lecco
Palazzo Belgiojoso - Corso Giacomo Matteotti, 32, Lecco
Chiesa Ss.Mm. Gervaso e Protaso - Via Antonio Fogazzaro, 26, Lecco
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GBIM JAZZ EXPERIENCE 
PRIMA EDIZIONE
Milano, dal 12 marzo al 16 luglio 2026

Musica, design e cultura d’impresa:  a Milano, dal 12 marzo al 16 luglio,  è tempo di GBIM JAZZ Experience

Il jazz dà voce alla materia ceramica con quattro eventi ideati e promossi da Gruppobea e Imola Ceramica per un’esperienza culturale contemporanea. I protagonisti del nuovo format sono i musicisti Gabriele Boggio Ferraris, Davide Parisi, Jimmy Straniero, Martha e Francesco Chebat, Vijaya Trentin, Ludovico Elia e Myra
 
Si chiama GBIM JAZZ Experience il concept ideato e promosso da Gruppobea e Imola Ceramica nel quale il mondo del design e della musica jazz si fondono, dando vita ad un evento culturale che intende investigare nuove architetture sensoriali all’insegna della creatività grazie a un format inedito che intreccia architettura, suoni contemporanei e cultura d’impresa. Quattro gli eventi in programma a Milano per la prima edizione di GBIM JAZZ Experience: i primi tre concerti della rassegna avranno luogo presso Pro.Space, lo spazio di Imola Ceramica dedicato ai professionisti, in via Voghera 6, e saranno riservati a un pubblico selezionato di rappresentanti del mondo dell’architettura, del design e della cultura, mentre l’evento conclusivo si svolgerà presso lo showroom del Gruppobea, in via Toffetti 31. Il progetto prende forma dall’incontro tra la solidità della sinergia commerciale tra Imola Ceramica e Gruppobea e la visione artistica di Antonio Ribatti, infaticabile organizzatore e animatore di eventi e stagioni musicali di rilievo nazionale (come l’AHUM Milano Jazz Festival). Per l’occasione, Ribatti, ha selezionato tre gruppi che si esibiranno il 12 marzo, il 9 aprile e il 7 maggio (il 16 luglio ci sarà l’appuntamento finale con la premiazione della band vincitrice): il trio DjangoBop Vibes (composto da Gabriele Boggio Ferraris, Davide Parisi e Jimmy Straniero), con un repertorio ispirato al jazz manouche; il duo Martha J. & Chebat (Martha e Francesco Chebat) con un progetto che spazia tra folk e jazz song; infine, il trio Anodic Breath (Vijaya Trentin, Ludovico Elia e Myra), il cui sound è un mix di sonorità elettroniche e ambient. Ogni formazione eseguirà i brani dal proprio repertorio e una composizione inedita, appositamente ideata e dedicata ad una collezione di Imola Ceramica. La nuova traccia musicale tratterà la materia ceramica, rendendo udibile il visibile, in un gioco di rimandi formali e concettuali. Una giuria, composta da esperti del settore dell’architettura e del design - tra cui Laura Galloni, docente del Politecnico di Milano - decreterà, al termine delle tre serate, il gruppo vincitore. GBIM JAZZ Experience si presenta quindi come un format ibrido: una rassegna musicale che culmina in una competizione. Tuttavia, tutti i partecipanti saranno premiati con registrazioni che entreranno a far parte di una compilation digitale disponibile su Spotify e YouTube.
Il GBIM JAZZ Experience, inoltre, vedrà la collaborazione di Delabeat, producer e pianista jazz italo-francese attivo tra Milano e Parigi e distribuito da JE Entertainment. Delabeat realizzerà una reinterpretazione in chiave urban, acid jazz e house della composizione inedita della band vincitrice dedicata alla collezione Imola.
Il primo gruppo che si esibirà sarà, giovedì 12 marzo (ore 19), il trio DjangoBop Vibes, che attualizza un repertorio ispirato al jazz manouche e agli standard della prima metà del Novecento. Gabriele Boggio Ferraris (vibrafono), Davide Parisi (chitarra) e Jimmy Straniero (contrabbasso) eseguiranno famose composizioni di Django Reinhardt, Duke Ellington e Fats Waller nonché una manciata di brani originali. Gabriele Boggio Ferraris è tra i principali esponenti del suo strumento in Italia. Ha pubblicato numerosi lavori discografici, sia come leader sia in collaborazione con figure di rilievo del jazz internazionale, tra cui Dave Douglas, Hindi Zahra, Steven Bernstein, Stochelo Rosenberg e Maurizio Brunod. Classe 2001, Davide Parisi è un chitarrista specializzato nello stile Gypsy Jazz. Si è diplomato con il massimo dei voti al Conservatorio G. Verdi di Milano, milita in diverse formazioni e collabora regolarmente con figure di spicco del panorama italiano, tra cui Dario Napoli, Alessandro di Virgilio (Accordi Disaccordi), Paolo Tomelleri, Alfredo Ferrario e Tonino de Sensi. Jimmy Straniero è tra i più interessanti talenti emergenti del contrabbasso. Nel 2013 ottiene una borsa di studio del Berklee College of Music di Boston durante i seminari di Umbria Jazz. Ha partecipato al tour italiano delle Vibrazioni e nel 2021 ha vinto il Premio Nazionale delle Arti - Jazz. Nel 2022 è contrabbassista di Fred!, spettacolo teatrale con Roy Paci e Matthias Martelli, con cui partecipa anche a numerosi festival jazz nazionali. Giovedì 9 aprile sarà la volta del duo Martha J. & Chebat, mentre giovedì 7 maggio si esibirà il trio Anodic Breath. Infine, come detto, presso la sede di Gruppobea, giovedì 16 luglio si svolgerà l’evento conclusivo al quale parteciperà la formazione vincitrice della prima edizione di GBIM JAZZ Experience.
 
Giovedì 12 marzo 2026, ore 19:00
DJANGOBOP VIBES - Bebop e swing manouche
Gabriele Boggio Ferraris (vibrafono), Davide Parisi (chitarra), Jimmy Straniero (contrabbasso).
 
Giovedì 9 aprile 2026, ore 19:00
MARTHA J. & CHEBAT - Folk e jazz song
Martha Chebat (voce), Francesco Chebat (Fender Rhodes).
 
Giovedì 7 maggio 2026, ore 19:00
ANODIC BREATH - Jazz elettroacustico ambient
Vijaya Trentin (piano, voce), Ludovico Elia (tromba, effetti), Myra (sound design, elettronica).
 
Giovedì 16 luglio 2026, ore 20:00
FINALE E PREMIAZIONE
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CASTELFRANCO VENETO JAZZ FESTIVAL
12° Edizione
7-11 luglio 2026
Castelfranco Veneto (TV)
 
La grande virtù del Castelfranco Veneto Jazz Festival risiede nel trasformare un cartellone concertistico ricco di importanti star del jazz italiano e internazionale in un’occasione di coinvolgente apprendimento per le giovani generazioni. Molti artisti ospiti oltre a salire sul palco per i live serali saranno infatti coinvolti in attività didattiche, con masterclass rivolte principalmente (ma non solo) agli studenti del Conservatorio di Musica “Agostino Steffani”. La dodicesima edizione del festival si svolgerà dal 7 all’11 luglio: cinque giornate con molteplici appuntamenti (molti a ingresso gratuito) oltre alle jam session e altri eventi di contorno. In cima alla locandina svettano i nomi di quattro stelle del jazz d’oltre oceano, riunite in un quartetto all stars per l’inaugurazione della kermesse musicale: Gonzalo Rubalcaba, Chris Potter, Larry Grenadier ed Eric Harland. Seguirà una variegata e trasversale rappresentanza del miglior jazz nazionale, con Fabrizio Bosso, Mauro Ottolini, Maria Pia De Vito, il J&J Organ Trio di Gianluca Carollo aperto alla presenza di vari ospiti speciali. Il Castelfranco Veneto Jazz Festival, con la direzione artistica di Gianluca Carollo, è organizzato dal Conservatorio di Musica “Agostino Steffani” di Castelfranco Veneto e dal Comune di Castelfranco Veneto, con il contributo della Regione del Veneto e in collaborazione con Banca delle Terre Venete, Zoppas Industries e Associazione Dentro/Centro, tra cui Bistro S. Giustino.
 
I concerti principali
Il cartellone del Castelfranco Veneto Jazz Festival 2026 propone ogni sera l’esibizione di artisti di ampia notorietà, protagonisti ai massimi livelli della scena jazz italiana e internazionale.
Ne è un supremo esempio il quartetto che si ascolterà la prima sera del festival (7 luglio al Teatro Accademico): una all stars che raccoglie sullo stesso palco il pianista Gonzalo Rubalcaba, il sassofonista Chris Potter, il contrabbassista Larry Grenadier e il batterista Eric Harland, quattro dei più celebrati e premiati jazzisti in attività. Il loro progetto “First Meeting” ci consegna tutta l’esplosiva creatività del modern jazz venato di spunti latin.
La sera dell’8 luglio sono previste due esibizioni di rilievo. Si inizia nel Salone di Villa Barbarella con il piano solo di Yakir Arbib (ingresso libero): un set che fonde musica colta e jazz in una sintesi originale, reinventando la musica classica attraverso l’improvvisazione. Ci si sposta poi nel Giardino di Villa Barbarella per un altro spettacolo a ingresso libero: il J&J Organ Trio guidato dal trombettista Gianluca Carollo dedicherà la sua esibizione (tra hard bop, swing, latin jazz e sonorità blues) alla memoria di Beppe Pilotto, contrabbassista originario proprio di Castelfranco Veneto. Sul palco ci saranno anche numerosi ospiti speciali: la cantante e chitarrista Francesca Bertazzo, il trombonista Mauro Ottolini e il clarinettista Michele Uliana.
I concerti del 9 e 10 luglio (entrambi a ingresso libero, sul Sagrato del Duomo) si svolgeranno nella cornice creata dalle Notti Blu del Jazz. Giovedì 9 l’Orchestra Ottovolante diretta da Mauro Ottolini (con ospite la cantante Chiara Luppi) darà vita a un omaggio alla musica italiana del dopoguerra in chiave jazz, swing, mambo, cha cha cha. Un repertorio popolare ma anche musicalmente sofisticato.
Venerdì 10 il trombettista Fabrizio Bosso, uno dei solisti più brillanti del nostro jazz, salirà sul palco col suo quartetto: una formazione dotata di un’eloquenza che riporta al centro dell’attenzione la lingua maestra dello swing-bop con in più il repertorio di virtuosismi e l’incredibile inventiva che contraddistinguono il suo incontenibile leader.
Sabato 11 luglio, per il finale del festival, il Teatro Accademico ospiterà la cantante Maria Pia De Vito: il suo progetto “Buarqueana”, in quartetto, traduce in napoletano alcuni capolavori della MPB (música popular brasileira), concentrandosi sulle canzoni di Chico Buarque de Hollanda. La lingua napoletana si dimostra formidabile strumento musicale, lirico e ritmico allo stesso tempo. In questa visione metamorfica, le danze campane incrociano quelle brasiliane, il samba la tammurriata.
 
La Notte Blu
La Notte Blu, inaugurata nell’edizione 2024 del festival, è diventata da allora un elemento distintivo della manifestazione, tanto che quest’anno il format raddoppia. Saranno infatti due le Notti Blu, giovedì 9 e venerdì 10 luglio: una ‘grande abbuffata’ di musica a partire dalle ore 19 con appuntamenti di ascolto in vari locali e nelle vie del centro storico.
In queste due giornate si terranno anche le dirette de “Il Jazzofono”, trasmissione di Radio Café a cura di Dario Barollo e Nick Ferrauto: in Piazza Guidolin, i conduttori daranno vita a un jazz DJ set dalle ore 19 per poi andare in onda con la trasmissione in diretta radio dalle ore 20.
 
…e altro ancora
A rafforzare il legame tra il festival e la città ci saranno poi numerosi altri eventi, non solo live. Come nel caso di “Miles, The Last Concert”, un incontro a ingresso libero per celebrare il centenario della nascita di Miles Davis, argomento topico per la comunità jazzistica mondiale e particolarmente pertinente per Castelfranco Veneto, che ospitò l’ultimo concerto italiano ed europeo del divino Miles, appena due mesi prima della sua scomparsa. La storia di quella notte dell’estate del 1991 verrà ricordata da Riccardo Brazzale con la partecipazione di Giuseppe “Momo” Mormile, che ne fu organizzatore (7 luglio presso la Sala Conferenze dell’Hotel La Torre; a seguire Aperijazz con brindisi d’inaugurazione del festival).
Una forte connessione con la città è anche quella di Anna Passuello, uno dei più rilevanti talenti emersi all’interno del Conservatorio di Castelfranco Veneto: la cantante si esibirà assieme allo Steffani Jazz Quintet presso il Salone di Villa Barbarella (11 luglio, ingresso libero).
Tutte le serate del festival saranno caratterizzate da una serie di appuntamenti ricorrenti: le jam session a cura degli studenti del Dipartimento Jazz del Conservatorio; il percorso pittorico nel jazz di Walter Marin, con esposizione e live painting; la postazione food & drinks con Bistrò San Giustino presso il Giardino di Villa Barbarella.
 
PROGRAMMA
  
Martedì 7 luglio
Hotel La Torre - Sala Conferenze, ore 17:30
MILES, THE LAST CONCERT
Storia di una notte di mezza estate a Castelfranco Veneto
Incontro per celebrare il centenario della nascita di Miles Davis
A cura di Riccardo Brazzale
con la partecipazione straordinaria di Giuseppe “Momo” Mormile
A seguire Aperijazz. Brindisi d’inaugurazione del Festival
ingresso libero
 
Teatro Accademico, ore 21:15
GONZALO RUBALCABA / CHRIS POTTER / LARRY GRENADIER / ERIC HARLAND
“First Meeting”
Gonzalo Rubalcaba (pianoforte), Chris Potter (sax), Larry Grenadier (contrabbasso), Eric Harland (batteria)
 
Mercoledì 8 luglio
Salone di Villa Barbarella, ore 20
YAKIR ARBIB
“Piano solo”
Yakir Arbib (pianoforte)
ingresso libero
 
Giardino di Villa Barbarella, ore 21:15
GIANLUCA CAROLLO E J&J ORGAN TRIO
“Hand to Hand”
Gianluca Carollo (tromba, flicorno), Nicola Dal Bo (organo Hammond), Marco Carlesso (batteria)
special guests:
Francesca Bertazzo (voce, chitarra), Mauro Ottolini (trombone), Michele Uliana (clarinetto)
concerto in memoria di Beppe Pilotto
ingresso libero
in caso di pioggia il concerto si terrà al Teatro Accademico

Giovedì 9 luglio
La Notte Blu
Jazz nei locali e nelle vie del centro storico, dalle ore 19
 
Piazza Guidolin
“Il Jazzofono” di Radio Café
a cura di Dario Barollo e Nick Ferrauto
Jazz Dj Set dalle ore 19
Diretta Radio dalle ore 20 alle 21
 
Sagrato del Duomo, ore 21:15
MAURO OTTOLINI & ORCHESTRA OTTOVOLANTE
feat. Chiara Luppi
Mauro Ottolini (voce, trombone ,conchiglie), Chiara Luppi (voce), Andrea Lagi (tromba), Morris Ottolini (tromba), Michele Polga (sax alto), Stefano Menato (sax tenore), Corrado Terzi (sax baritono), Lino Bragantini (trombone), Matteo Del Miglio (trombone basso), Enrico Trevisanato (pianoforte), Giulio Corini (contrabbasso), Luca Colussi (batteria), Valerio Galla (percussioni)
ingresso libero
in caso di pioggia il concerto si terrà al Teatro Accademico

Venerdì 10 luglio
La Notte Blu
Jazz nei locali e nelle vie del centro storico, dalle ore 19
 
Piazza Guidolin
“Il Jazzofono” di Radio Café
a cura di Dario Barollo e Nick Ferrauto
Jazz Dj Set dalle ore 19
Diretta Radio dalle ore 20 alle 21
 
Sagrato del Duomo, ore 21:15
FABRIZIO BOSSO QUARTET
Fabrizio Bosso (tromba), Julian Oliver Mazzariello (pianoforte), Jacopo Ferrazza (contrabbasso), Nicola Angelucci (batteria)
ingresso libero
in caso di pioggia il concerto si terrà al Teatro Accademico

Sabato 11 luglio
Salone di Villa Barbarella, ore 20
ANNA PASSUELLO
Steffani Jazz Quintet
ingresso libero
 
Teatro Accademico, ore 21:15
MARIA PIA DE VITO
“Buarqueana”
Maria Pia De Vito (voce), Roberto Taufic (chitarra), Huw Warren (pianoforte), Roberto Rossi (batteria, percussioni)
 
Tutte le sere del Festival dalle ore 22:30
JAZZ, ART & FOOD
 
Jam Session a cura degli studenti del Dipartimento Jazz del Conservatorio
 
Il percorso pittorico nel Jazz di Walter Marin
Esposizione e live painting
 
Food & Drinks con Bistrò San Giustino
Giardino di Villa Barbarella
 
Informazioni concerti:
castelfrancovenetojazzfestival@gmail.com
 
Biglietti:
Tutti i concerti sono gratuiti tranne quelli di: Gonzalo Rubalcaba/Chris Potter/Larry Grenadier/Eric Harland “First Meeting”: intero € 35; ridotto € 20
Maria Pia De Vito: intero € 15; ridotto € 10 
Biglietti ridotti per studenti del Conservatorio “Steffani”, under 18 e over 65
 
Prevendite:
www.vivaticket.it e su tutto il circuito VivaTicket
De Santi Dischi (via Marconi 1, Castelfranco Veneto)
il giorno del concerto presso la biglietteria del Teatro Accademico dalle ore 16
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CROSSROADS
Jazz e altro in Emilia-Romagna
XXVII Edizione
3 marzo – 31 luglio 2026
  
La mille miglia del jazz. Anche se in verità il festival itinerante Crossroads di chilometri ne percorre ben di più nei suoi continui spostamenti geografici: con circa 70 appuntamenti (che coinvolgono circa 500 musicisti) dal 3 marzo al 31 luglio, la 27a edizione della kermesse distribuirà musica su tutto il territorio dell’Emilia-Romagna, facendo tappa in oltre venti comuni. In un cartellone talmente smisurato c’è spazio per tutti: grandi star, talenti emergenti, giovanissimi ai quali il festival permette di fare esperienza. Ad ampio raggio sono anche le proposte artistiche: da una superstar come Pat Metheny ai campioni della musica cubana (Grupo Compay Segundo) proseguendo con figure storiche della musica improvvisata (Enrico Rava, Hamid Drake…), astri nascenti della scena internazionale sui quali è bene puntare le orecchie (Isaiah Collier, Lakecia Benjamin, Amaro Freitas, Makaya McCraven…), nomi simbolo della canzone jazz nazionale (Raphael Gualazzi, GeGè Telesforo) sino a una ricchissima proposta di presenze femminili (China Moses, Rachel Z, Simona Molinari, Petra Magoni, Karima, Eleonora Strino…) Crossroads 2026 è organizzato come sempre da Jazz Network ETS in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, con il sostegno del Ministero della Cultura e di numerose altre istituzioni e con il patrocinio di ANCI Emilia-Romagna.
 
Artisti residenti 
Crossroads è come una ‘prima casa’ per alcuni dei più noti solisti del jazz italiano, che in qualità di artisti residenti tornano in più occasioni a calcare i palchi del festival sempre con progetti e gruppi diversi.
Fabrizio Bosso, con le sue acrobatiche volate sulla tromba, si esibirà con tre diversi progetti: come solista ospite del quartetto di sassofoni crossover Saxofollia (20 marzo, Modena, La Tenda); con il suo Spiritual Trio, il cui groove carico di soul risuonerà a Meldola (7 aprile, Teatro Comunale Dragoni); con il suo inossidabile quartetto che eseguirà il gagliardo omaggio alle musiche di Stevie Wonder aumentato dalla presenza di Nico Gori a clarinetto e sax (29 maggio, Correggio, Teatro Asioli).
Tre presenze anche per Petra Magoni, vocalist dalle mille anime: assieme a Mauro Ottolini proporrà un viaggio inusuale nella musica cantautorale italiana di tutti i tempi (4 marzo, Casalgrande, Teatro Fabrizio De André); seguirà lo spettacolo ‘sovversivo’ assieme all’Arkè String Quartet (6 maggio, Piangipane, Teatro Socjale); infine in duo con la liutista Ilaria Fantin, in un poetico equilibrio tra antico e moderno (9 giugno, Parma, Casa della Musica).
Ben quattro saranno le occasioni per ascoltare la voce di Karima: in duo con il pianista e cantante Walter Ricci per l’inaugurazione del festival (3 marzo, Casalgrande); in quartetto per il suo ormai celebre progetto dedicato alle musiche di Burt Bacharach (30 aprile, Russi, Teatro Comunale); con altri due diversi quartetti per un omaggio alla canzone italiana (20 giugno, Medicina, Parco Ca’ Nova) e un affondo nel repertorio soul (23 giugno, Nespoli, Poderi dal Nespoli).
Ancora più numerose saranno le presenze di Mauro Ottolini, ormai trombone di riferimento per il jazz italiano più creativo. Addirittura cinque, partendo dal già citato concerto in cui condivide la leadership con Petra Magoni e proseguendo con una serie di live assai caratteristici: la sonorizzazione dal vivo con il Trio Osaki del capolavoro del cinema muto Io e la vacca di Buster Keaton (3 aprile, Fusignano, Auditorium Corelli); l’omaggio a Fred Buscaglione eseguito con l’ampio e policromo organico dell’Orchestra Ottovolante (23 aprile, Russi); il rigoglioso melodismo orchestrale di “Nada Màs Fuerte”, assieme alla cantante Vanessa Tagliabue Yorke (2 maggio, Piangipane); la partecipazione come solista, al fianco del direttore Tommaso Vittorini, il beatboxer Alien Dee, il sassofonista Mauro Negri e una enorme compagine orchestrale e corale di giovanissimi musicisti, alla produzione originale “Pazzi di Jazz” dedicata a Ray Charles (3 maggio, Ravenna, Teatro Alighieri).
 
Ravenna Jazz
Nel cartellone di Crossroads confluisce il programma di Ravenna Jazz, che quest’anno oltre all’abituale periodo dal 2 al 10 maggio, avrà una ripresa estiva l’1, 3 e 9 luglio.
Le tre serate estive vedranno succedersi sul palco della Rocca Brancaleone artisti e produzioni di massimo prestigio: l’attesissimo ritorno del chitarrista Pat Metheny (3 luglio); il doppio programma del 9 con le band di due musicisti giovanissimi eppure già di culto come il chitarrista Matteo Mancuso e la bassista Nik West; l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, il bandoneonista Daniele di Bonaventura, il vibrafonista Daniele Di Gregorio e Massimo Recalcati impegnati in un tributo ad Astor Piazzolla (1 luglio, in collaborazione con Ravenna Festival).
Oltre alle già citate presenze degli artisti residenti di Crossroads (Mauro Ottolini e Petra Magoni), la programmazione di maggio ospiterà anche la produzione originale dedicata alle musiche di Nat King Cole con l’Italian Jazz Orchestra diretta da Fabio Petretti e gli interventi solistici del trombettista Flavio Boltro e il cantante Walter Ricci (il 10, Teatro Alighieri); l’omaggio a Chico Buarque della cantante Maria Pia De Vito (l’8, Piangipane); tre serate al Cisim di Lido Adriano con il pianista Bill Laurance in solo (il 5), il quintetto Nuova Forma Army del cantautore-rapper Davide Shorty (il 7) e il maelstrom sonoro del quintetto Sinnerman (il 9); le impennate sassofonistiche di Alessandro Scala e Fabio Petretti in quintetto (il 4, Mama’s Club).
 
La modernità dell’American (jazz) dream 
Culla del jazz e ancora oggi suo cuore pulsante: dagli Stati Uniti provengono le forme più veraci delle musiche di ispirazione afroamericana oltre che le più audaci e attuali ricombinazioni stilistiche. Lo si nota chiaramente nella vigorosa impronta coltraniana, proiettata verso il futuro, di sassofonisti come Lakecia Benjamin (il 14 luglio con il progetto “Phoenix” a Rimini, Corte degli Agostiniani) e Isaiah Collier (il 20 maggio in quartetto a Correggio). E poi ancora nella prorompente vocalità di China Moses (26 maggio, Correggio), nella miscela rock-jazz-world del trio guidato dalla pianista Rachel Z e il batterista Omar Hakim (15 maggio, Correggio), nella scienza del beat del batterista Makaya McCraven (14 maggio, Correggio). Con il pianista Greg Burk si torna in territori più legati all’eredità post-boppistica (in trio il 21 marzo a Bologna, Camera Jazz&Music Club), mentre si raggiungono vette sofisticate con il trio del contrabbassista californiano Billy Mohler (24 aprile, Ferrara, Jazz Club Torrione San Giovanni) e il quartetto del bassista elettrico Chris Morrissey (25 aprile, Ferrara).
 
Jazz tricolore 
Crossroads significa artisti e musiche da ogni parte del globo ma anche e soprattutto tantissimo jazz italiano, con la sua specificità di inglobare gli influssi sonori della nostra tradizione musicale.
Un capitolo specifico è quello delle voci, da sempre un terreno esplorato in ogni sua estensione dal festival emiliano-romagnolo. Quello della giovanissima cantante e pianista Frida Bollani Magoni è un talento già affermato ma ancora in continua evoluzione (8 marzo, Massa Lombarda, Sala del Carmine). Sono invece nella loro più aurea maturità vocalist come Raphael Gualazzi, in un solo voce-pianoforte (10 giugno, Parma); Peppe Servillo, impegnato sia in trio con Javier Girotto e Natalio Mangalavite (omaggio a Lucio Dalla, 22 aprile, Medolla, Teatro Facchini) che in duo con il pianista Danilo Rea (omaggio alla canzone napoletana in jazz, 23 luglio, Nespoli); John De Leo, in duo col suo fidato chitarrista Fabrizio Tarroni (19 giugno, Bagnacavallo, Chiostro del Complesso di San Francesco); GeGè Telesforo, celebrità anche radio-televisiva, che proprio alla radio rende omaggio in sestetto (29 aprile, Medolla); Joe Barbieri, col suo affondo nella canzone tradizionale napoletana (8 giugno, Parma). Con la brillante Simona Molinari si raggiungerà un apice di eloquenza sonora: assieme all’Italian Jazz Orchestra diretta da Fabio Petretti sarà protagonista di una produzione originale che rende omaggio alla canzone d’amore tra jazz e pop (28 luglio, Rimini). Legate al territorio regionale sono le voci del trio Le Scat Noir (18 aprile, Dozza, Teatro Comunale), di Anna Ghetti, in duo col contrabbassista Paolo Ghetti (20 aprile, Mordano, Teatro Comunale) e dell’audace duo Wrong Sisters (28 aprile, Mordano).
Non meno abbondante e trasversale è l’esplorazione del jazz italiano puramente strumentale, a partire dalla presenza di nomi altamente rappresentativi come Enrico Rava, il trombettista simbolo del jazz nostrano, che per l’ennesima volta quest’anno si è aggiudicato il Top Jazz come “Miglior musicista” e che sarà ospite d’onore in due serate a Correggio (il 21 maggio con il trio Guano Padano e il 23 con l’Artchipel Orchestra); ancora il pianista Danilo Rea affiancato dall’elettronica di Martux_m (30 maggio, Correggio); Antonio Faraò (in piano solo, 2 aprile, Modena, Teatro delle Passioni); Roberto Gatto, che si ascolterà sia alla guida del suo quartetto con ospite aggiunto il sassofonista Pietro Tonolo (8 aprile, Guastalla, Teatro Comunale Ruggero Ruggeri) che come componente di un trio all leaders con il pianista Francesco Maccianti e il contrabbassista Ares Tavolazzi (13 marzo, Castel San Pietro Terme, Cassero Teatro Comunale). Ritroviamo Pietro Tonolo in un trio all stars con Dario Deidda al basso e Jorge Rossy alla batteria (9 aprile, Fusignano).
Ci sono poi ancora ascolti sfiziosi con artisti di varia notorietà: il sassofonista Daniele Sepe, nome emblematico del jazz dai toni più libertari (con il suo omaggio alle colonne sonore dei film di Totò il 24 marzo a Guastalla); Valerio Corzani, celebre voce radiofonica qui in veste di narratore per raccontare la parabola di Pannonica de Koenigswarter, accompagnato dal polistrumentista Giorgio Li Calzi e il visual artist Andrea Daddi (26 marzo, Fusignano); l’incontro sulle musiche di Morricone e Legrand tra il contrabbasso di Ferruccio Spinetti e le tastiere di Giovanni Ceccarelli, con in più la voce di Cristina Renzetti (17 aprile, Fusignano); il quartetto della chitarrista e cantante Eleonora Strino, che aggiunge una sensuale spanish tinge alla sua solida impostazione post-boppistica (17 marzo, Fusignano); il trio Accordi Disaccordi, che rinnova la tradizione del jazz gitano (12 marzo, Solarolo, Oratorio dell’Annunziata); la Tower Jazz Composers Orchestra, le cui stratificate e moderne sonorità sono affidate alla direzione di Alfonso Santimone e Piero Bittolo Bon (26 aprile, Ferrara).
L’On Time Contest permetterà di ascoltare alcune delle più promettenti band del giovane jazz italiano: il 17 maggio a Correggio si assisterà all’esibizione in concerto dei finalisti del concorso, seguita dalla rivelazione del vincitore, mentre il 16 maggio sempre a Correggio si esibiranno i Quinto Elemento, gruppo che si è aggiudicato l’On Time Contest 2025.
 
La comunità europea del jazz 
Numerose nazioni europee contribuiscono coi loro artisti al cartellone di Crossroads: Francia, Gran Bretagna, Olanda, Spagna, Germania. Da tutto il continente giungono idee musicali che esibiscono chiari legami con la loro provenienza geografica sapendo contemporaneamente accogliere il linguaggio internazionale del jazz. Dalla Francia arriva il puro concentrato di pariginità del duo Fontamar Consort, formato da Laurianne Langevin e Jean Fontamar (6 marzo, Fusignano). L’Olanda ci consegna il superbo e visionario violoncellista Ernst Reijseger, in duo col violinista Mario Forte (14 marzo, Fusignano). In rappresentanza della Spagna, con le sue caratteristiche tinte folkloriche, giungono la cantante Magalí Sare e il contrabbassista Manel Fortià (27 marzo, Modena, La Tenda). Made in Germany è il quintetto del batterista Jens Düppe, la cui solida musica sarà intensificata dalla presenza di Francesco Bearzatti come solista al sax (10 aprile, Castel San Pietro Terme). Solidamente jazzistiche le importazioni musicali dalla Gran Bretagna: il cantante e pianista Anthony Strong accompagnato dalla Colours Jazz Orchestra eseguirà un omaggio da Cole Porter a Frank Sinatra (22 marzo, Imola, Teatro Ebe Stignani); il cantante e sassofonista Ray Gelato, il ‘padrino’ dello swing anglosassone, porterà i suoi Giants a Rimini (31 luglio).
 
Tinte esotiche
Molta America Latina e un pizzico d’Africa: i suoni esotici sono da sempre una specialità di Crossroads.
Lasciandoci alle spalle la musica afroamericana, si veleggia verso quella afrocubana: il Grupo Compay Segundo, ovvero i più accreditati eredi del mitico Buena Vista Social Club, travolgerà il Teatro Ebe Stignani di Imola coi suoi ritmi sovreccitati (18 marzo). Ci si sposta invece sulle sponde musicali del Brasile in ben tre occasioni: il piano solo di Amaro Freitas, col suo jazz carico di echi folklorici emerso dalle favelas di Recife (12 aprile, Piacenza, Milestone); la cantante Ivete Souzah, che in duo con il tastierista Maurizio Degasperi rivisita in chiave moderna le memorie ancestrali della sua terra (13 aprile, Mordano); il duo As Madalenas, il cui omaggio a Ornella Vanoni si muove tra Italia e Brasile (19 aprile, Dozza). Il trio che allinea il suonatore di balafon Aly Keita, il batterista Hamid Drake e il vibrafonista Pasquale Mirra garantisce un tripudio di pulsazioni ritmiche tra Africa, USA e Italia (27 maggio, Correggio).
 
PROGRAMMA
(non completo)
  
Lunedì 8 giugno
Parma, Casa della Musica - Cortile d’Onore, ore 21:00
“Voices”
JOE BARBIERI “VULÍO”
Joe Barbieri – chitarra classica, voce; Nico Di Battista – DB guitar; Oscar Montalbano – chitarra manouche
 
Martedì 9 giugno
Parma, Casa della Musica - Cortile d’Onore, ore 21:00
“Voices”
PETRA MAGONI & ILARIA FANTIN
“Cosa sono le nuvole?”
Petra Magoni – voce, narrazione; Ilaria Fantin – arciliuto, voce, percussioni
Petra Magoni artist in residence
 
Mercoledì 10 giugno
Parma, Casa della Musica - Cortile d’Onore, ore 21:00
“Voices”
RAPHAEL GUALAZZI SOLO
Raphael Gualazzi – pianoforte, voce
 
Venerdì 19 giugno
Bagnacavallo (Ra), Chiostro, Complesso di San Francesco, ore 21:00
JOHN DE LEO & FABRIZIO TARRONI
John De Leo – voce; Fabrizio Tarroni – chitarra
 
Sabato 20 giugno
Medicina (BO), Parco Ca’ Nova, ore 21:00
KARIMA
“Canta Autori”
Dedicato alla canzone italiana
Karima – voce; Piero Frassi – pianoforte; Gabriele Evangelista – contrabbasso; Bernardo Guerra – batteria
Karima artist in residence
 
Martedì 23 giugno
Nespoli (FC), Poderi dal Nespoli, ore 21:30
KARIMA SOULVILLE
Karima – voce; Diego Borotti – sax, clarinetto; Alberto Marsico – organo Hammond; Luca Guarino – batteria
Karima artist in residence
 
Mercoledì 1 luglio
Ravenna, Rocca Brancaleone, ore 20:30
“Ravenna Jazz”
MASSIMO RECALCATI
ORCHESTRA GIOVANILE LUIGI CHERUBINI
DANIELE DI BONAVENTURA (bandoneon, direzione)
& DANIELE DI GREGORIO (vibrafono, marimba)
Tributo ad Astor Piazzolla Modern Tango Quintet & Gary Burton nel quarantennale dello storico concerto di “Ravenna Jazz 1986” in collaborazione con Ravenna Festival
 
Venerdì 3 luglio
Ravenna, Rocca Brancaleone, ore 21:30
“Ravenna Jazz”
PAT METHENY
Side-Eye III+
Pat Metheny – chitarre; Chris Fishman – pianoforte, tastiere; Jermaine Paul – basso; Joe Dyson – batteria; Leonard Patton – voce, percussioni
 
Giovedì 9 luglio
Ravenna, Rocca Brancaleone, ore 21:30
“Ravenna Jazz”
MATTEO MANCUSO
Route96 Tour
Matteo Mancuso – chitarre; Riccardo Oliva – basso elettrico; Gianluca Pellerito – batteria
NIK WEST
“Moody”
Nik West – basso elettrico, voce; Lorenzo Campese – tastiere; Simone Cesarini – chitarra; Stanley Randolph – batteria; Amber Sauer – cori
 
Martedì 14 luglio
Rimini, Corte degli Agostiniani, ore 21:15
LAKECIA BENJAMIN ‘PHOENIX’
Lakecia Benjamin – sax alto; Oscar Perez – pianoforte, tastiere; Elias Bailey – contrabbasso; Quentin Baxter – batteria
 
Giovedì 23 luglio
Nespoli (FC), Poderi dal Nespoli, ore 21:30
PEPPE SERVILLO & DANILO REA
“Napoli e Jazz”
Peppe Servillo – voce; Danilo Rea – pianoforte
 
Martedì 28 luglio
Rimini, Corte degli Agostiniani, ore 21:15
 “LOVE SONGS”
Omaggio alla canzone d’amore tra jazz e pop
ITALIAN JAZZ ORCHESTRA + special guest SIMONA MOLINARI
Direttore FABIO PETRETTI
ITALIAN JAZZ ORCHESTRA:
Davide Ghidoni – tromba; Massimo Morganti – trombone, euphonium, arrangiamenti; Achille Succi – sax alto, clarinetto basso; Marco Postacchini – sax baritono, flauto, arrangiamenti; Max Rocchetta – pianoforte, tastiere, arrangiamenti; Thomas Lasca – chitarra; Paolo Ghetti – contrabbasso, basso el.; Matteo Salvatori – percussioni; Stefano Paolini – batteria.
ARCHI. Violini: Cesare Carretta, Elisa Tremamunno, Ximena Jaime, Aldo Capicchioni, Silvia Maffeis, Gioele Sindona. Viola: Michela Zanotti. Violoncello: Anselmo Pelliccioni.
+ special guest: SIMONA MOLINARI – voce
Fabio Petretti – direzione, arrangiamenti
Video collage: immagini, concerti, frammenti di film, special TV
produzione originale
 
Venerdì 31 luglio
Rimini, Corte degli Agostiniani, ore 21:15
RAY GELATO & THE GIANTS
The Godfather of swing
Ray Gelato – voce, sax tenore; Danny Marsden – tromba; Andy Rogers – trombone; Olly Wilby – sax alto, sax tenore; Gunther Kurmayr – pianoforte; Manuel Alvarez – contrabbasso; Ed Richardson – batteria
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RAVENNA JAZZ
53a Edizione
 
Ravenna Jazz 2026: sarà una expanded edition, la 53a per uno dei più longevi festival jazz d’Italia. Dopo la prima fase del festival, nel consueto periodo dal 2 al 10 maggio, la kermesse tornerà in scena con una spumeggiante tripletta di serate estive (1-3-9 luglio) alla Rocca Brancaleone, storica sede della manifestazione, che viene riaperta agli spettacoli, restaurata e rinata a nuovo splendore.
Un ritorno logistico alle origini che ha suggerito di convocare alcuni degli artisti la cui partecipazione a precedenti edizioni del festival ha lasciato un segno: dal guitar hero Pat Metheny a Matteo Mancuso, un altro divo della chitarra, giovanissimo ma già acclamato in tutto il mondo. E poi il tributo filologico ad Astor Piazzolla e Gary Burton nel quarantennale dello storico concerto di “Ravenna Jazz 1986”, affidato all’Orchestra Giovanile Cherubini con Daniele di Bonaventura, Daniele Di Gregorio e Massimo Recalcati. A completare il cast estivo c’è poi Nik West, bassista e cantante americana già al fianco di Prince e Quincy Jones. La sezione primaverile del festival sarà altrettanto enciclopedica: dal jazz ‘sinfonico’ dell’Italian Jazz Orchestra con Flavio Boltro e Walter Ricci a un nutrito cast di voci: quelle di Vanessa Tagliabue Yorke (in “Nada Màs Fuerte” di Mauro Ottolini), della carismatica Petra Magoni assieme all’Arkè String Quartet, di Maria Pia De Vito e del giovane cantautore e rapper in profumo di jazz Davide Shorty. E poi ancora il piano solo di Bill Laurance (mente creativa degli Snarky Puppy), il quintetto romano Sinnerman, il viaggio nel regno dei grandi tenorsassofonisti del passato con Alessandro Scala e Fabio Petretti.
All’interno di Ravenna Jazz si colloca anche il gran finale dell’iniziativa didattica “Pazzi di Jazz”: l’imponente produzione corale-orchestrale con un vasto organico di baby musicisti preparati, affiancati e diretti da Mauro Ottolini, Mauro Negri, Alien Dee e Tommaso Vittorini.
Per i workshop di “Mister Jazz”, che come da tradizione si integrano col programma dei concerti e sono aperti a tutti gli strumentisti, salirà in cattedra la cantante Maria Pia De Vito (9 maggio, Centro Mousikè).
Ravenna Jazz è organizzato da Jazz Network ETS in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Ravenna, in convenzione con l’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, con il sostegno del Ministero della Cultura e di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, e con il patrocinio di ANCI Emilia-Romagna.
 
Concerti principali: estate alla Rocca Brancaleone
Artisticamente ineccepibili ma anche glamour: i concerti estivi di Ravenna Jazz 2026 alla Rocca Brancaleone sono un giardino delle delizie musicali. Attesissimo è il ritorno di Pat Metheny (3 luglio), il chitarrista per eccellenza del jazz crossover, già protagonista con diverse formazioni di una decina di edizioni del festival, dal 1986 al 2022. Questa volta presenterà l’inedito format “Side-Eye III+”, evoluzione del suo progetto di lunga data Side-Eye. Metheny accoglie nel suo gruppo nuove e promettenti leve che hanno attirato la sua attenzione, dando così spazio alle nuove generazioni. La versione di Side-Eye che approderà a Ravenna Jazz sarà in quintetto, con Chris Fishman a pianoforte e tastiere, Jermaine Paul al basso, Joe Dyson alla batteria e Leonard Patton a voce e percussioni. Serata con doppio set il 9 luglio, con apertura affidata al trio del giovane chitarrista palermitano Matteo Mancuso con il suo “Route96 Tour” e, a seguire, il quintetto dell’iconica bassista e cantante americana Nik West.
Dalla sua prima e già sensazionale apparizione a Ravenna Jazz (nel 2023) la fama internazionale di Matteo Mancuso è andata continuamente crescendo. Ha ricevuto plausi e attestazioni di stima, tra gli altri, da Steve Vai, Al di Meola, Joe Bonamassa, Stef Burns. Impressionante per velocità e precisione esecutiva, è stilisticamente privo di preconcetti: jazz, rock, fusion, manouche…
Nik West propone un groove funky irresistibile, musica potente nel cui ritmo pulsante la black music moderna dimostra le sue ascendenze jazzistiche. Nik West è stata la bassista prediletta di artisti come Prince, Quincy Jones, Santana... Le sue audaci interpretazioni riescono a sedurre contemporaneamente i fan del rock come del jazz.
La serata dell’1 luglio è una produzione di Ravenna Festival co-promossa da Ravenna Jazz: un tributo allo storico concerto che Astor Piazzolla tenne a Ravenna Jazz nel 1986 col suo Modern Tango Quintet e Gary Burton. Un evento memorabile di cui nel 2026 ricorre il quarantennale. L’opera del leggendario musicista argentino viene riproposta dall’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini assieme al bandoneon di Daniele di Bonaventura (che l’ha trascritta nota per nota) e al vibrafono di Daniele Di Gregorio, con la partecipazione di Massimo Recalcati.
 
Concerti principali: primavera al Teatro Alighieri
Le due serate di maggio al Teatro Alighieri vedranno sul palco due progetti orchestrali dai numeri esorbitanti: produzioni originali che si rinnovano di anno in anno con due grandi organici ormai di casa al festival. L’Italian Jazz Orchestra diretta da Fabio Petretti torna a Ravenna Jazz con un nuovo programma musicale e nuovi solisti ospiti. Quelli con cui si presenta il 10 maggio sono il trombettista Flavio Boltro e il cantante (e pianista) Walter Ricci, che svettano sulla compagine orchestrale jazz-sinfonica in un omaggio a Nat King Cole. Anche “Pazzi di Jazz” è una produzione originale che di anno in anno si aggiorna: il repertorio di Ray Charles è il fulcro musicale di questa mastodontica realizzazione orchestrale e corale, con una moltitudine di giovanissimi esecutori affidati alle cure di affermati musicisti come il direttore e arrangiatore Tommaso Vittorini, il trombonista Mauro Ottolini, il sassofonista Mauro Negri e il beatboxer Alien Dee (3 maggio).
 
Jazz Club a 53°
Ai grandi live ospitati all’Alighieri e alla Rocca si affiancano i concerti di “Ravenna 53° Jazz Club”: una programmazione intrigante e ricercata, ricca di curiosità e scelte audaci, tra nuove proposte e riscoperta di talenti internazionali poco presenti nelle programmazioni italiane. Tutto ciò nella cornice intimistica dei club e dei piccoli teatri di Ravenna e circondario. Al Teatro Socjale di Piangipane si tengono tre appuntamenti incentrati sulla vocalità, con protagoniste alcune delle cantanti più interessanti ed espressive del jazz italiano. Il 2 maggio, l’apertura del festival sarà affidata a “Nada Màs Fuerte”, progetto del trombonista Mauro Ottolini ideato per la voce di Vanessa Tagliabue Yorke. Il repertorio esplora le musiche popolari di diversi continenti, ripescando preziose canzoni che mettono in risalto il ruolo creativo femminile: un viaggio tra le più grandi interpreti della musica popolare messicana, peruviana, libanese, portoghese, creola, cubana. Il 6 maggio Petra Magoni, cantante dal forte temperamento, sostenuta dall’Arkè String Quartet, presenta “Subversion”, spettacolo di musica e arte varia: un concerto teatrale che sfrutta letteratura, immagini e luci per andare oltre le visioni del mondo preconfezionate.
L’8 maggio l’attenzione è tutta per Maria Pia De Vito, che presenta il suo recente progetto “Buarqueana” nel quale la cantante partenopea traduce in napoletano una scelta di canzoni di Chico Buarque de Hollanda, capolavori della MPB (música popular brasileira). La lingua napoletana si dimostra formidabile strumento musicale, lirico e ritmico allo stesso tempo. Il palcoscenico del Cisim di Lido Adriano è lo spazio per la musica alternativa. Rientrano a pieno titolo in questa categoria i protagonisti dei tre concerti che si tengono in questo club. Il 5 maggio, il pianista-tastierista londinese Bill Laurance eseguirà il suo progetto in solo “Lumen”. Laurance si affranca per una sera dalla sua fama di co-fondatore del collettivo Snarky Puppy, la band di culto che ha catalizzato la passione musicale delle giovani generazioni.
Il 7 maggio è la volta del quintetto Nuova Forma Army di Davide Shorty, cantautore, rapper e producer la cui voce soul convive con sonorità innovative e contaminazioni jazz e rap.
A chiudere i concerti al Cisim, il 9 maggio, sarà il quintetto Sinnerman: un sabba sonoro, un forsennato avvicendarsi di dub, nu-jazz, elettronica e afrobeat uniti ai suoni provenienti dal folklore delle terre più disparate. Un’orgia di ritmi che libera il corpo. L’unico concerto al Mama’s Club, il 4 maggio, avrà per protagonista, come ormai da tradizione, il sassofonista ravennate Alessandro Scala, alla guida di un quintetto co-diretto con Fabio Petretti, anch’egli al tenore. Il progetto “Tenor Legacy”, ideato per l’occasione, omaggia i grandi tenorsassofonisti che hanno fatto la storia del jazz: un repertorio che affonda le radici nel periodo hard bop, vigoroso e ancora attuale.
 
PROGRAMMA
  
Mercoledì 1 luglio
Ravenna, Rocca Brancaleone, ore 20:30
MASSIMO RECALCATI
ORCHESTRA GIOVANILE LUIGI CHERUBINI
DANIELE DI BONAVENTURA (bandoneon, arrangiamenti, direzione)
DANIELE DI GREGORIO (vibrafono, marimba)
“Hace 40 años”
Tributo ad Astor Piazzolla Modern Tango Quintet & Gary Burton
nel quarantennale dello storico concerto di “Ravenna Jazz 1986”
In collaborazione con Ravenna Festival
 
Venerdì 3 luglio
Ravenna, Rocca Brancaleone, ore 21:30
PAT METHENY
Side-Eye III+
Pat Metheny – chitarre; Chris Fishman – pianoforte, tastiere; Jermaine Paul – basso; Joe Dyson – batteria; Leonard Patton – voce, percussioni
 
Giovedì 9 luglio
Ravenna, Rocca Brancaleone, ore 21:30
MATTEO MANCUSO
Route96 Tour
Matteo Mancuso – chitarre; Riccardo Oliva – basso elettrico; Gianluca Pellerito – batteria
 
NIK WEST
“Moody”
Nik West – basso elettrico, voce; Lorenzo Campese – tastiere; Simone Cesarini – chitarra; Stanley Randolph – batteria; Amber Sauer – cori
 
Informazioni
Jazz Network, tel. 0544 405666, e-mail: info@jazznetwork.it,
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PISA JAZZ
REBIRTH 2026

PRIMI NOMI DELLA LINE-UP
DAL 5 AL 14 LUGLIO IL CUORE DEL PROGRAMMA AL GIARDINO SCOTTO DI PISA
TRA I NOMI PAOLO FRESU, DEE DEE BRIDGEWATER E ALTRI PROTAGONISTI DELLA SCENA INTERNAZIONALE, CON UNO SGUARDO ALLE NUOVE GENERAZIONI

Tra giugno e luglio torna Pisa Jazz Rebirth, il festival che negli ultimi anni ha consolidato il ruolo della città nel panorama jazzistico nazionale, con un programma che coniuga grandi nomi e nuove voci del jazz contemporaneo. "Milestones" è il titolo dell’edizione 2026, un omaggio al celebre album di Miles Davis in cui suona a fianco di John Coltrane, nell’anno del centenario della nascita di queste due leggende del jazz. Dal 5 al 14 luglio il Giardino Scotto accoglie il cuore del programma, confermandosi come palco principale del festival. Il cartellone riunisce artisti di riferimento della scena internazionale accanto a progetti originali e nuove produzioni.
In primo piano Paolo Fresu, in scena domenica 5 luglio con Kind of Lives, progetto dedicato proprio all’eredità musicale di Miles Davis, tra riletture e nuove scritture. Il lavoro, che deriva dallo spettacolo teatrale Kind of Miles, attraversa alcune delle tappe più significative del percorso davisiano, restituendone lo spirito in una prospettiva contemporanea. Sul palco due sezioni ritmiche, una acustica e una elettrica, per attraversare tutti i sound che Miles ha creato nella sua carriera.
Tra i nomi annunciati, lunedì 6 luglio è la volta di Immanuel Wilkins Quartet, tra le voci più rilevanti della nuova scena jazz americana, con una ricerca che unisce spiritualità e tensione contemporanea.
Martedì 7 luglio Francesco Zampini Trio apre la serata, seguito da Kurt Rosenwinkel, figura centrale della chitarra jazz degli ultimi decenni, protagonista con il progetto The Remedy.
Mercoledì 8 luglio sul palco Jacopo Fagioli con Dialogue, quindi la Siena Jazz University Orchestra, diretta da Roberto Spadoni, con un omaggio a Bud Powell e la partecipazione dello storico Francesco Martinelli. L'ensemble riunisce i migliori talenti dei corsi accademici di Siena Jazz, con cui il festival mantiene un rapporto consolidato.
Giovedì 9 luglio la serata inizia con il future jazz-hip hop dei Family Conflict e prosegue con la prima esibizione italiana di Venna, al secolo Malik Venner, esponente della nuova scena londinese, con un suono che attraversa jazz, soul e influenze contemporanee.
Venerdì 10 luglio la Giovanni Falzone Libera Band presenta il suo originale omaggio a Davis con Suite for Miles, seguita da Rita Marcotulli con Luca Aquino, nel progetto Under 29 But Me che mette in dialogo generazioni e linguaggi.
Sabato 11 luglio apre il Federico Monzani Trio, produzione originale del festival, quindi Shai Maestro, pianista tra i più sensibili e visionari della scena internazionale, con il quartetto The Guesthouse.
Domenica 12 luglio Lorenzo Simoni 4tet meets Jason Palmer introduce la serata, seguita da First Meeting, progetto che riunisce i quattro pesi massimi del jazz internazionale, Gonzalo Rubalcaba, Chris Potter, Larry Grenadier ed Eric Harland, che presentano l'album omonimo.
Lunedì 13 luglio Lost IQ apre la serata, seguito da The Bad Plus, formazione che ha ridefinito i confini del genere, nel tour che segna il loro addio alle scene.
Martedì 14 luglio sul palco Dee Dee Bridgewater, vera diva del jazz contemporaneo, protagonista di una carriera che attraversa oltre cinquant’anni di musica tra jazz, teatro e impegno civile. Vincitrice di tre Grammy Awards e di un Tony Award, ha collaborato con figure come Dizzy Gillespie e Sonny Rollins, affermandosi come una delle interpreti più versatili e riconoscibili della scena internazionale. L'attuale formazione in tour della Signora del jazz è un quartetto tutto femminile dal cast internazionale, una formazione concepita per lanciare un grido di battaglia: We Exist!. Nel progetto confluiscono brani di protesta come Mississippi Goddam di Nina Simone, Compared to What di Gene McDaniels, I Got You (I Feel Good) di James Brown, Gotta Serve Somebody di Bob Dylan. Arte e attivismo convergono, in un’ottica totalmente femminile, nella poliedrica, raffinata e potente vocalità di una leggenda della musica jazz.
Il programma si completerà nelle prossime settimane con nuovi annunci e ulteriori appuntamenti in città, ampliando il dialogo tra musica e territorio. A questi si affiancheranno appuntamenti presentati insieme a Caracol, Pisa Folk e The Thing.
Pisa Jazz Rebirth si svolge sotto la direzione artistica di Francesco Mariotti, con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Toscana, Comune di Pisa, Fondazione Pisa, Pisamo.
Il festival si realizza grazie alla preziosa collaborazione di molte realtà del territorio come Ente Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli, Toscana Produzione Musica, Arno Vivo, Fondazione Palazzo Blu, Associazione Pisafolk, Associazione The Thing, Caracol Pisa, Circolo Borderline Club, Siena Jazz – Accademia Nazionale del Jazz.
Pisa Jazz opera nel circuito nazionale dell'Associazione I-Jazz e in quello europeo di Europe Jazz Network. Partner tecnico Bufalo Sound Service. Media Partner La Nazione Pisa.

Biglietti e abbonamenti disponibili su Ticketone (https://tinyurl.com/pisa-jazz-rebirth-26). Informazioni sul sito www.pisajazz.it.
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MONFORTINJAZZ 2026
AUDITORIUM HORSZOWSKI
Monforte d’Alba (CN)

Monfortinjazz raggiunge il traguardo storico dei 50 anni e lo festeggia con un’edizione straordinaria, un cartellone di livello assoluto che dal jazz si apre a tutta la musica di qualità, arricchito dalla mostra fotografica “Wall of Sound 20.0” di Guido Harari. Organizzato dall’Associazione Monfortearte ODV in collaborazione con Ponderosa Music & Arts, il festival si conferma come un orgoglio territoriale delle Langhe, unendo tradizione radicata nel paese, passione volontaria della comunità monfortese e apertura internazionale che offre al pubblico internazionale delle colline del barolo un’occasione per arricchire la propria esperienza di viaggio. Nato nel 1976 da un gruppo di giovani appassionati guidati da Renato Moscone, dentista appassionato di musica tuttora direttore artistico, su un prato di erbacce in cima al borgo medievale di Monforte d’Alba, Monfortinjazz ha trasformato quell’area desolata nell’Auditorium Horszowski, un gioiello acustico all’aperto con cavea naturale da 800 posti tra la torre campanaria, l’oratorio di Sant’Agostino e le mura del castello Scarampi. Da allora, ha ospitato leggende come Dee Dee Bridgewater, Buena Vista Social Club, Diana Krall, Branford Marsalis, Aloe Blacc, Calexico, Paolo Conte, Gal Costa, Francesco De Gregori, Ute Lemper, Manhattan Transfer e Wayne Shorter e moltissimi altri, creando serate indelebili nella memoria collettiva. Oggi, con la trasformazione di Monfortearte in Organizzazione di Volontariato sotto la presidenza di Adolfo Ivaldi, il festival vive grazie al cuore dei volontari locali e di una intera comunità che si mette a disposizione, promuovendo il territorio e la cultura senza fini di lucro. Per questo 50° anniversario, Monfortinjazz propone un programma stellare che abbraccia pop, jazz, folk e canzone d’autore, confermando la sua vocazione per la qualità assoluta e l’eclettismo musicale. Si inizia venerdì 26 giugno alle 21:30 con Tony Hadley, ex leader degli Spandau Ballet, in An Englishman in Italy, tour legato al suo nuovo album rock di inediti: accanto a hit come True, Gold e Through the Barricades, la Fabulous TH Band porta energia e versatilità solista, premiata con l’MBE e il Gold Badge Award.
Venerdì 3 luglio alle 21:30 doppio evento con Stefano Bollani ed Enrico Rava: il duo leggendario, sodalizio dal 1996 tra il pianismo estroverso e giocoso di Bollani e la vena poetica di Rava, propone standard jazz, musica brasiliana, canzone italiana e originali, preceduti dalla proiezione del documentario Tutta vita di Valentina Cenni, candidato ai David di Donatello, che narra una residenza musicale epica al Teatro Rossetti di Trieste. E Stefano Bollani, già ospite del festival in altre nove occasioni, non poteva mancare nel programma di questo compleanno.
Sabato 18 luglio alle 21:30 Paolo Fresu presenta Heroes – Omaggio a David Bowie con John De Leo (voce), Filippo Vignato (trombone), Francesco Diodati (chitarra), Francesco Ponticelli (contrabbasso) e Christian Meyer (batteria): una trentina di classici bowiani come Life on Mars, This Is Not America e Warszawa rivisitati in chiave jazz con arrangiamenti originali, svelando il legame segreto tra Bowie e il jazz.
Ad arricchire ulteriormente il programma del cinquantesimo Monfortinjazz arriva a sorpresa, domenica 19 luglio alle 19, L’Antidote, il nuovo trio formato dal maestro delle percussioni persiane Bijan Chemirani, dal violoncellista albanese Redi Hasa e dal pianista libanese Rami Khalifé, riuniti in un progetto strumentale di rara finezza che intreccia jazz, Mediterraneo, Balcani e Medio Oriente per opporre il potere curativo della musica ai veleni del nostro tempo, tra melodie contemplative e momenti di trance estatiche pensati per trasformare l’Auditorium Horszowski in un luogo di ascolto e di danza collettiva.
Venerdì 24 luglio alle 21:30 l’appuntamento è con una grande star internazionale come Suzanne Vega in Flying with Angels Tour 2026, dal suo omonimo album del 2025 acclamato da Rolling Stone: la narratrice folk newyorkese, autrice di Tom’s Diner, Luka e Marlene on the Wall, si esibisce con Gerry Leonard (chitarrista di Bowie) e Stephanie Winters (violoncello) in un live intimo che fonde classici e nuovi brani poetici.
Domenica 26 luglio alle 19 i Kings of Convenience, duo norvegese di Erlend Øye ed Eirik Glambek Bø, già memorabili al festival nel 2015, tornano con armonie cristalline indie pop e trio d’archi, per un’intensità emotiva che celebra il ritorno in un luogo amato.
La kermesse si chiude domenica 2 agosto alle 19:00 con Vinicio Capossela nei 30 anni de Il Ballo di San Vito (1996), disco cult di jazz, blues, tango e popolare prodotto con Evan Lurie: Capossela, di casa a Monfortinjazz (quinta volta), evoca le anime di quel disco iconico, unendo presenze e assenze in un omaggio ironico e colto.
A impreziosire l’edizione, dal 26 giugno al 2 agosto presso la Confraternita di Sant’Agostino, la mostra “Wall of Sound 20.0” di Guido Harari: a 20 anni dalla prima esposizione al Monfortinjazz il maestro residente ad Alba dal 2011 e celebre ritrattista di Bob Dylan, Paul McCartney, Lou Reed, Frank Zappa, Paolo Conte e Vinicio Capossela, fondatore della Wall Of Sound Gallery, ritorna con scatti intimi e iconici di leggende rock, jazz e pop, molti ospitati e fotografati proprio in occasione  di Monfortinjazz come Bollani, Fresu e Wayne Shorter. 
L’edizione 2026 di Monfortinjazz è realizzata da Monforte Arte ODV e Ponderosa Music & Arts, in collaborazione con il Comune di Monforte d’Alba e l’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero e con il sostegno Confindustria Cuneo, Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Banca d’Alba, Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, realtà che accompagnano il festival in questo importante traguardo dei 50 anni. Accanto a loro, in qualità di main sponsor, Merlo Industrie S.p.A., RLVT Relevant Torino, Le Case della Saracca, Cantina Giacomo Conterno, Cantina Giuseppe Rinaldi. e Azienda Vinicola Margherita Otto, Pivato Mobili, Engel & Völkers, Eliotec, IMG, Acqua delle Langhe, Marzero contribuiscono a sostenere un’edizione straordinaria, confermando il forte legame tra Monfortinjazz, il territorio e le sue eccellenze. A raccontare e diffondere il festival saranno infine i media partner Rivista IDEA, Idea Web TV e Radio Alba. Un ringraziamento speciale va anche ai volontari di Monforte, che da sempre rappresentano la colonna portante del festival e contribuiscono, con passione, impegno e senso di appartenenza, a renderne possibile ogni edizione.

venerdì 26 giugno ore 21.30
TONY HADLEY
An English man in italy

venerdì 3 luglio ore 21.30
STEFANO BOLLANI E ENRICO RAVA
in concerto
e proiezione del documentario Tutta vita

sabato 18 luglio ore 21.30
PAOLO FRESU
JOHN DE LEO, FILIPPO VIGNATO, FRANCESCO DIODATI, FRANCESCO PONTICELLI, CHRISTIAN MEYER
Heroes - Omaggio a David Bowie

domenica 19 luglio ore 19.00
L’ANTIDOTE
BIJAN CHEMIRAN, RAMI KHALIFÉ, REDI HASA

venerdì 24 luglio ore 21.30
SUZANNE VEGA
Flying with Angels Tour 2026

domenica 26 luglio ore 19
KINGS OF CONVENIENCE

domenica 2 agosto ore 19
VINICIO CAPOSSELA
30 anni de Il ballo di San Vito
+
GUIDO HARARI
Wall of Sound 20.0
Confraternita di Sant’Agostino, Monforte d’Alba
Dal 26 giugno al 2 agosto

Vendita online presso i circuiti mailticket, ticketone.it, ticketmaster.it

Punti vendita diretta
EDICOLA BRUNO LUISA Tel: +39 0173 78129
UFFICIO TURISTICO DI MONFORTE D'ALBA Tel: +39 0173 78202, +39 375 8356711

info
www.monfortinjazz.it | info@monfortinjazz.it | +39 333 8349690
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 FESTIVAL METROPOLITANO BARI IN JAZZ 2026  
 ANNUNCIATO IL CONCERTO DI BILLY COBHAM LUNEDÌ 20 LUGLIO
Arena Castello Angioino – Mola Di Bari 

Dopo la pubblicazione dei primi nomi della line-up della 23ª edizione del festival, il Festival Metropolitano Bari in Jazz annuncia un nuovo grande ospite: BILLY COBHAM. Leggenda della jazz-fusion e tra i batteristi più influenti di tutti i tempi, Billy Cobham ha rivoluzionato il linguaggio della batteria con tecnica, potenza ed energia uniche. Collaboratore di alcune delle più importanti icone della musica mondiale, arriva al Festival Metropolitano Bari in Jazz con “Billy Cobham’s Time Machine”, nuova visione della sua storica formazione. Il concerto è in collaborazione con Bass Culture. L’annuncio del concerto di Billy Cobham segue quelli di CORY HENRY, J. RAISE JR., VENNA, EMMA-JEAN THACKRAY E COLLETTIVO IMMAGINARIO, con il patrocinio dei comuni coinvolti: Locorotondo, Fasano, Mola di Bari. Nelle prossime settimane sarà definito l'intero programma del festival, che si svolgerà tra luglio e settembre 2026.


 BILLY COBHAM’S TIME MACHINE
LUNEDÌ 20 LUGLIO 2026
Arena Castello Angioino – Mola Di Bari (BA)
Ore 21.00
Biglietti da 28,75 euro + d.p.  Prevendite su Ticketone
Concerto in collaborazione con Bass Culture
 
Riconosciuto come uno dei più grandi batteristi jazz-fusion di tutti i tempi, Billy Cobham ha ridefinito il linguaggio della batteria con una potenza, una precisione e una tecnica percussiva senza precedenti. Divenuto celebre a metà degli anni Settanta, ha conquistato la scena internazionale tra jazz, fusion e rock, distinguendosi per il suo stile ambidestro, la straordinaria energia e un drumming esplosivo che ha influenzato intere generazioni di musicisti. Musicista, compositore e produttore, Cobham ha collaborato con alcune delle più grandi leggende della musica, partecipando a centinaia di registrazioni e progetti che hanno segnato la storia della musica contemporanea. Il suo segno distintivo – veloce, potente, inconfondibile – ha infiammato palchi di tutto il mondo: dai festival alle orchestre sinfoniche, dalle big band a Broadway, fino alla televisione. Nel 2024 Billy Cobham ha celebrato i suoi 80 anni senza rallentare, mantenendo intatta la sua creatività visionaria, l’energia e l’entusiasmo. Oggi presenta “Billy Cobham’s Time Machine”, una rivisitazione contemporanea della sua storica formazione: un progetto che guarda al passato per reinventarlo nel presente. “Time Machine è il mio sestetto composto da batteria, tastiere, chitarra, basso e tre strumenti a fiato: tromba, sassofono e trombone. Questa line-up è la nuova edizione del mio primo gruppo del 1974, formato da John Abercrombie, Michael Brecker, Glenn Ferris, Randy Brecker, Milcho Leviev e Alex Blake. Il gruppo eseguiva gran parte della musica di ‘Spectrum’, ‘Crosswinds’, ‘Total Eclipse’, ‘A Funky Thide of Sings’ e ‘Life and Times’. Time Machine riproporrà molte di quelle composizioni da una prospettiva diversa, insieme a numerosi brani più recenti.” 
LINE-UP: Billy Cobham – batteria; Bjorn Arko – sax; Andrea Andreoli – trombone; Antonio Baldino – tromba; Jorge Vera – tastiere; Rocco Zifarelli – chitarra; Victor Cisternas – basso
 
I concerti fino ad ora annunciati:
 
J. RAISE JR. live + special guest Alijaa
SABATO 11 LUGLIO 2026
Il Granaio Eventi – Trulli di Figazzano, 64 Strada Provinciale 134 – Locorotondo (BA)
Ore 21.00
Biglietti da 28,75 euro + d.p. Prevendite su Ticketone
Concerto in collaborazione con N3

Artista e produttore italiano classe 1996, J. Raise Jr. nasce musicalmente nell’hip hop per poi sviluppare il proprio linguaggio attraverso jazz e soul contemporaneo. Autodidatta, si forma tra Canada e Paesi Bassi, avviando la sua carriera con la pubblicazione di beat tapes per l’etichetta indipendente Resilienza Records e contribuendo alla crescita della scena lo-fi strumentale italiana. I lavori realizzati con la community globale NINETOFIVE ottengono attenzione internazionale e superano il milione di ascolti su Apple Music. Nel 2023 entra nel roster di Island Records e pubblica “Call For You”, album collaborativo con l’artista britannico Alijaa, con ospiti come Mick Jenkins e Frank Nitt. Dal vivo trasforma i suoi beat in performance dinamiche tra improvvisazione, ricerca ritmica e interplay sonoro. Le sue produzioni fondono texture lo-fi, suggestioni nu-jazz e beat cinematici, richiamando atmosfere vicine a James Blake e Massive Attack, pur mantenendo una forte identità autoriale. Il risultato è un universo sonoro sospeso tra introspezione, sperimentazione e linguaggio urbano contemporaneo.
 
A seguire 

VENNA
Venna è uno dei protagonisti della nuova scena musicale britannica. Sassofonista, compositore e produttore vincitore di un Grammy Award, ha collaborato con artisti internazionali come Burna Boy, Beyoncé, Kali Uchis e Wizkid. Con il suo album di debutto “MALIK” propone un universo sonoro che attraversa jazz, R&B, soul, rap e bossa nova, superando i confini dei generi. Un progetto ricco di collaborazioni – tra cui Jorja Smith, Leon Thomas e Yussef Dayes – che riflette la visione di un artista capace di trasformare ogni esperienza in musica.
 
COLLETTIVO IMMAGINARIO
VENERDÌ 17 LUGLIO 2026
Il Granaio Eventi – Trulli di Figazzano, 64 Strada Provinciale 134 – Locorotondo (BA)
Ore 21.00
Biglietti da 28,75 euro + d.p. - Prevendite su Ticketone
Concerto in collaborazione con N3

Una notte attraversata da suoni visionari, groove profondi e libertà creativa. Ad aprire il viaggio musicale sarà Collettivo Immaginario con Tommaso Cappellato alla batteria e percussioni, Nicolò Masetto al basso e Alberto Lincetto a rhodes, piano e synth. Il trio costruisce un suono caldo e pulsante che intreccia jazz, funk cosmico, paesaggi cinematici ed elettronica vintage, lasciando ampio spazio all’improvvisazione e all’energia del momento.
 
A seguire 
 
EMMA-JEAN THACKRAY - “Dear Miles – A Love Letter”
Tra le voci più originali della nuova scena jazz britannica, Emma-Jean Thackray unisce tromba, voce e produzione in una visione musicale intensa e contemporanea, sospesa tra spiritual jazz, soul ed elettronica.
Il concerto prende forma dal progetto “Dear Miles”, omaggio personale e potente alla musica e allo spirito creativo di Miles Davis nel centenario della sua nascita.
 
 CORY HENRY & THE FUNK APOSTLES 
VENERDÌ 31 LUGLIO 2026
Minareto – Selva di Fasano (BR)
Ore 21.00
Biglietti 30 euro + d.p. online – 40 euro al botteghino - Prevendite su Ticketone 
Concerto in collaborazione con Bass Culture

Cory Henry arriva al Minareto della Selva di Fasano con i Funk Apostles per un concerto esclusivo, unica data nel Sud Italia del tour 2026. Un appuntamento imperdibile per gli amanti di jazz, blues, soul e Afrobeat. Il nuovo progetto di Cory Henry supera i confini dei generi combinando jazz, R&B, soul e Afrobeat in un sound contemporaneo e futuristico. Conosciuto dal grande pubblico per il suo ruolo negli Snarky Puppy, Cory Henry ha iniziato la sua carriera a soli sei anni all’Apollo Theater di Harlem e, a diciannove, è entrato nella band di Kenny Garrett. Nel corso degli anni ha collaborato con artisti come Bruce Springsteen, The Roots, P. Diddy e Yolanda Adams, confermandosi come uno dei musicisti più innovativi della scena internazionale. Con le sue produzioni discografiche – tra cui “Church”, vincitore del Grammy Award 2025 nella categoria “Best Roots Gospel Album” – ha lasciato un segno importante nella musica contemporanea degli ultimi anni.
 
INFO PER IL PUBBLICO
info@abusuan.com
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JAZZaltro
XVII edizione
Dal 21 giugno al 6 settembre 2026

Swing, funky, world music e molto altro: la nuova edizione di JAZZaltro scatta il 21 giugno
con il live all’alba di Sonia Spinello e Ashti Abdo a Fagnano Olona (Va) 
È in programma fino al prossimo settembre la XVII edizione della rassegna che porta le musiche del mondo tra le province di Varese e Milano. Il primo appuntamento è un concerto alle 6 del mattino che intreccia jazz, world music e suoni ancestrali. In cartellone big del calibro di Enrico Pieranunzi e Michele Fazio, gruppi acclamati come i Gaia Cuatro e i Sugarpie & The Candymen e musicisti in ascesa, dal chitarrista Luca Falomi al pianista Francesco Schepisi 
 
Scatterà domenica 21 giugno la XVII edizione di JAZZaltro, la manifestazione che dal 2010 porta i suoni e le musiche del mondo tra le province di Varese e Milano. L’evento di apertura della nuova edizione, come sempre curata dal direttore artistico Mario Caccia, patron della casa discografica Abeat Records, è in programma in uno dei luoghi più affascinanti della Valle Olona, ovvero l’approdo Calipolis del Parco del Medio Olona, nel comune di Fagnano Olona (Va), ed è fissato alle ore 6: un concerto all’alba, immersi nella natura, in un ambiente strappato all’abbandono, per salutare l’arrivo di nuovo giorno cullati dalle musiche della vocalist Sonia Spinello e del polistrumentista di origine siriana Ashti Abdo. I due porteranno in scena il progetto Zimanê Sînoran, che significa “linguaggio dei confini” e che è un invito a esplorare la ricchezza delle tradizioni musicali del mondo, una combinazione fra jazz e world music, fra suoni ancestrali e innovazione. La vocalità di Sonia Spinello si fonde con gli strumenti di Ashti Abdo, creando un dialogo profondo e commovente, che invita all’ascolto partecipe e alla riflessione, oltre i confini del tempo, dello spazio e delle convenzioni. Subito dopo il concerto è previsto, per chi lo desidera, una seduta di pratica Hatha Yoga del mattino a cura di Claudia Berti. Si consiglia, quindi, di portare con sé un tappetino, un cuscino o una coperta. Poi ci sarà la possibilità di fare colazione presso il chiosco-bar della struttura. Dopo il live inaugurale, JAZZaltro proseguirà con una decina di appuntamenti all’insegna della musica di qualità fino al prossimo settembre, con grandi nomi della scena italiana e internazionale (dai pianisti Enrico Pieranunzi e Michele Fazio ai Gaia Cuatro, dai Sugarpie & The Candymen a Vik & The Doctors of Jive, solo per citarne alcuni) e nomi emergenti del panorama nazionale come il chitarrista Luca Falomi e il pianista Francesco Schepisi.
Afferma Mario Caccia, l’ideatore della rassegna la cui parola chiave quest’anno è Hope, speranza: «Da sempre JAZZaltro prova ad abbattere confini, attraversare differenze, creare connessioni dove il mondo sembra alzare muri. Perché la musica è uno strumento potentissimo e nelle mani di chi la usa con autenticità può generare piccoli miracoli. Può trasformare la distanza in ascolto, l’estraneità in presenza, il dolore in possibilità di condivisione. Nella forma più nobile dello stare insieme nasce la resilienza. E la speranza, in fondo, nelle religioni così come nelle culture non è quasi mai evasione o illusione: è la capacità di permanere dentro la fragilità senza esserne travolti. È resistenza al dolore, fedeltà all’umano, volontà di continuare a cercarsi anche quando tutto spinge alla separazione. La musica non salva il mondo. Ma può salvarci dall’indifferenza. Può ricordarci che esiste ancora un linguaggio comune capace di attraversare confini geografici, sociali, culturali ed emotivi. E ogni volta che un pubblico ascolta insieme, ogni volta che un artista condivide il proprio respiro con altri esseri umani, accade qualcosa di semplice e radicale: si costruisce una comunità, anche solo per una sera».
 

Domenica 28 giugno
Olgiate Olona (Va)
Ore 21, Cortile del Municipio, Via L. Greppi 4 
Sugarpie & The Candymen
Lara Ferrari (voce), Jacopo Delfini (chitarra gipsy), Renato Podestà (chitarra semiacustica),  Marco Zammuto (contrabbasso), Roberto Lupo (batteria)
  
Il quintetto composto da Lara Ferrari (voce), Jacopo Delfini (chitarra gipsy), Renato Podestà (chitarra semiacustica), Marco Zammuto (contrabbasso) e Roberto Lupo (batteria) rimodella i classici del rock e del pop in uno stile retrò che evoca il jazz manouche, l’era dello swing e il primo rock and roll, senza rinunciare a incursioni nel soul e nel blues elettrico
Irresistibili, travolgenti, ironici: per il secondo appuntamento della nuova edizione di JAZZaltro, la rassegna che porta le musiche del mondo nelle province di Varese e Milano, domenica 28 giugno nel cortile del Municipio di Olgiate Olona (Va) si esibiranno i Sugarpie & The Candymen. Come di consueto, il concerto inizierà alle ore 21 (ingresso libero con libera donazione) e, in caso di maltempo, si svolgerà presso il Teatrino di Villa Gonzaga. Molto amato dal pubblico (e dalla critica), il quintetto è composto da Lara Ferrari (voce), Jacopo Delfini (chitarra gipsy), Renato Podestà (chitarra semiacustica), Marco Zammuto (contrabbasso) e Roberto Lupo (batteria): il suo marchio di fabbrica è stato, fin da subito, rimodellare i classici del rock e del pop in uno stile retrò che evoca il jazz manouche, l’era dello swing e il primo rock and roll, con arrangiamenti vocali e strumentali allo stesso tempo virtuosistici e ricchi di humor. Una loro versione di Bohemian Rapsody è stata pubblicamente lodata da Brian May, il celebre chitarrista dei Queen. Cover, reinterpretazioni ma non solo: nel corso di una carriera quasi ventennale (il gruppo è nato nel 2008) i Sugarpie & The Candymen hanno scritto diversi brani originali, hanno pubblicato sei album e si sono esibiti nei festival più prestigiosi d’Europa (come Umbria Jazz, Montreux Jazz Festival e Madrid Jazz Festival) e su tanti altri palchi internazionali, da Berlino a Dubai, da Parigi a New Orleans. Nel 2014 l’incontro con Renzo Arbore, che si innamora del loro sound e con il quale comincia una fruttuosa collaborazione. Nel 2015 l’esordio a Umbria Jazz: da allora i Sugarpie & The Candymen sono una presenza assidua nei cartelloni del festival umbro. Il loro eclettismo è ben documentato dall’ultimo progetto discografico, intitolato Something’s Cookin’ (Irma Records), in cui i cinque musicisti si spingono a rievocare, anche con proprie composizioni, i mondi del soul, del gospel e del blues elettrico. Dopo il concerto dei Sugarpie & The Candymen, JAZZaltro proseguirà con una programmazione all’insegna della musica di qualità fino al prossimo settembre con tanti imperdibili live, grandi protagonisti del panorama italiano e internazionale e talenti emergenti della scena italiana: nel cartellone della XVII edizione della rassegna spiccano i nomi dei pianisti Enrico Pieranunzi e Michele Fazio, gruppi come i Gaia Cuatro e la band Vik & The Doctors of Jive  e il chitarrista e compositore Luca Falomi, jazzista in rapida ascesa.
 
Giovedì 2 luglio
Busto Arsizio (Va)
Ore 21, Giardino Quadrato del Museo del Tessile, via L. Galvani 2
Gaia Cuatro 
Aska Maret Kaneko (voce, violino), Natalio Luis Mangalavite (pianoforte), Carlos "el Tero" Buschini (basso, contrabbasso), Tomohiro Yahiro (percussioni)

Domenica 5 luglio
San Giorgio su Legnano (Mi)
Ore 21, Piazza Mazzini 
Michele Fazio International Trio feat. Tomohiro Yahiro
Michele Fazio (pianoforte), Aska Maret Kaneko (voce, violino), Carlos "el Tero" Buschini (basso acustico), guest Tomohiro Yahiro (percussioni) 

Giovedì 9 luglio
Busto Arsizio (Va)
Ore 21, Villa Ottolini Tosi, via A. Volta 4
Vik & The Doctors of Jive
Vittorio Marzioli (voce), Germano Zenga (sax tenore), Marco Gianotti (contrabbasso), Paolo De Ceglie (tromba), Carlo Napolitano (trombone), Giulio Stromendo (pianoforte), Tommy Bradascio (batteria)
 
 Venerdì 7 agosto
 Legnano (Mi)
 Ore 21, Parco fluviale Isola del Castello, via Castello 1
 Luigi Martinale Quartet & Orchestra da Camera del Conservatorio Ghedini di Cuneo
 Luigi Martinale (pianoforte), Gianni Virone (sax soprano e tenore), Yuri Goloubev (contrabbasso), Zaza Desiderio (batteria) e 16 elementi dell’Orchestra da Camera

Domenica 23 agosto
Legnano (Mi)
Ore 21, Parco fluviale Isola del Castello, via Castello 1
Luca Falomi Myricae Quartet
Luca Falomi (chitarre), Eugenia Canale (pianoforte), Stefano Della Casa (violoncello), Max Trabucco (batteria)  

Sabato 29 agosto
Castellanza (Va)
Ore 21, Cortile del Municipio, via delle Rimembranze 4
Francesco Schepisi Elevation Quartet
Francesco Schepisi (pianoforte), Samantha Spinazzola (voce), Antonello Losacco (basso), Fabio Delle Foglie (batteria)

Domenica 30 agosto
Legnano (Mi)
Ore 21, Parco fluviale Isola del Castello, via Castello 1
TeBuCaSe Quartet
Max Tempia (organo hammond), Fabio Buonarota (tromba), Mario Caccia (basso), Massimo Serra (batteria)

Domenica 6 settembre
Olgiate Olona (Va) 
Ore 11, Cortile del Municipio, via L. Greppi 4
Enrico Pieranunzi piano solo (concerto e aperitivo)

Ingresso libero a tutti gli eventi con libera donazione.

On line: jazzaltro.it 
Instagram: jazzaltro.

Maggiori informazioni: management@abeatrecords.com; cell: 3478906468.
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TORNA DALL’ 8 LUGLIO AL 4 AGOSTO ALLA SPEZIA 
il festival punto di riferimento per la musica jazz in Italia
 
FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL JAZZ DELLA SPEZIA
ANNUNCIATO IL PROGRAMMA DELLA 58ª EDIZIONE
 
IL PROGRAMMA COMPLETO DEGLI EVENTI SU www.laspeziajazzfestival.it
 
Dall’8 luglio al 4 agosto si terrà alla Spezia la 58ª edizione del FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL JAZZ DELLA SPEZIA, il più antico festival musicale italiano dedicato al genere divenuto punto di riferimento per la musica jazz in Italia e in Europa.  Il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini dichiara: “La nuova edizione del Festival Internazionale del Jazz della Spezia conferma ancora una volta il ruolo della nostra città come punto di riferimento per questo genere musicale, grazie a una manifestazione storica che da oltre mezzo secolo rappresenta un’eccellenza a livello mondiale. Come Amministrazione abbiamo lavorato con determinazione per ampliarlo e rilanciarlo, rafforzandone il profilo internazionale e portando alla Spezia artisti di assoluto livello, come Pat Metheny, che quest’anno aprirà la rassegna, Billy Cobham, Noa e LP, una cantante statunitense di origini italiane, con oltre un miliardo di ascolti sulle piattaforme streaming, che si aggiungono ai grandi nomi di questa edizione e di quelle passate, come Russell Crowe, i Jethro Tull, Goran Bregovic, Mike Stern, Marcus Miller e molti altri. Il programma di quest’anno ne è la dimostrazione concreta, con un cartellone di grande qualità capace di unire tradizione e innovazione e il successo crescente delle ultime edizioni conferma che stiamo andando nella giusta direzione: il Festival non è solo un appuntamento culturale di primo piano, ma anche un importante strumento di promozione della città, capace di attrarre pubblico e valorizzare il nostro territorio”. Il Festival celebra la 58ª edizione con un programma di respiro internazionale che porterà in città alcuni tra i più importanti protagonisti della scena jazz. Il cartellone di quest’anno, con la direzione artistica di Lorenzo Cimino, propone un percorso artistico ambizioso che mette in dialogo i padri fondatori del genere con le icone del pop-jazz contemporaneo, offrendo una visione completa dell’evoluzione del linguaggio musicale.
L’8 luglio inaugurerà questa edizione della kermesse Pat Metheny. Il leggendario chitarrista americano si esibirà in “Side – Eye III” il suo progetto dedicato ai nuovi talenti, dimostrando come il jazz sia una forma d’arte in costante movimento e capace di rigenerarsi attraverso il passaggio di testimone generazionale.
Il 13 luglio sarà il turno dei Yellowjackets, il quartetto fusion per eccellenza. Con oltre quarant'anni di carriera, la band porterà alla Spezia quel sound sofisticato e dinamico che ha ridefinito i confini tra jazz, R&B e pop d’autore.
Il 18 luglio è atteso Billy Cobham con la Time Machine Band. Il pioniere della batteria jazz-fusion, celebre per la sua potenza e precisione millimetrica, regalerà una performance ad alto tasso di energia.
Il 19 luglio l'atmosfera si farà intima ed elegante con Kenny Barron, accompagnato dalla straordinaria contrabbassista Linda Oh. Un incontro tra la storia del pianismo mondiale e una delle voci più rilevanti del jazz moderno, per una serata all’insegna del lirismo più raffinato.
Il 24 luglio, la voce di NOA porterà il Festival verso sonorità mediterranee e universali. L'artista israeliana, da sempre impegnata nel dialogo tra culture, offrirà un concerto che unisce eccellenza tecnica e profondo impegno civile.
Il 25 luglio il gran finale è affidato a LP, con un evento cross-over di grande richiamo che testimonia la volontà del Festival di aprirsi a un pubblico internazionale e diversificato, portando alla Spezia una delle voci più iconiche e graffianti del panorama pop-rock contemporaneo.
Il Direttore artistico Lorenzo Cimino dichiara: "Questo 58° capitolo non è solo una rassegna di concerti, ma un racconto coerente della musica del nostro tempo. Avere nello stesso cartellone artisti come Barron, Metheny e L.P. significa che La Spezia continua a essere un punto di riferimento imprescindibile per la cultura musicale europea, capace di onorare la tradizione guardando dritto al futuro."
Il festival internazionale del jazz della Spezia è il più longevo festival musicale italiano dedicato alla musica jazz. Si svolge a La Spezia,  nell'estate di ogni anno, ininterrottamente dal 1969. L'idea di organizzare un festival del jazz in città si concretizza nell'estate del 1969 per iniziativa dello storico musicista Tiberio Nicola e di altri appassionati che, appena l'anno prima, avevano dato vita all'associazione “Amici del Jazz della Spezia”. Per le prime tre edizioni il festival ha luogo a Lerici, nel parco di villa Marigola, ospitando da subito musicisti di livello internazionale. Il 18 luglio 1969 fu la data del primo “Festival Del Jazz della Spezia”. Quella sera suonarono il trio di Bill Evans (con Eddie Gomez e Marty Morell), il quartetto del sassofonista americano Lucky Thompson ed una big band diretta dal trombettista canadese Maynard Ferguson. Dalla 52ª edizione la direzione artistica è stata affidata a Lorenzo Cimino mentre l’organizzazione alla Società dei Concerti della Spezia. L’edizione 2025 della rassegna ha raggiunto un nuovo primato superando le 7.000 presenze e dimostrando che La Spezia è sempre più un punto di riferimento per la musica e per gli eventi di livello nazionale e internazionale.

8 LUGLIO 
PAT METHENY in “Side Eye III +”
 
13 LUGLIO 
YELLOWJACKETS
 
18 LUGLIO 
BILLY COBHAM AND Time Machine Band
 
19 LUGLIO 
KENNY BARRON & LINDA OH
 
24 LUGLIO 
NOA in “NOA in Concert”
 
4 AGOSTO
LP

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Visioninmusica
presenta
 

VISIONINMUSICA 2026
Auditorium Gazzoli, Terni
Biglietti in prevendita su vivaticket.it  

Aperte le prevendite per il concerto di
Matteo Mancuso all’Anfiteatro Romano di Terni!
Giovedì 18 giugno 2026 il fenomeno della chitarra protagonista col suo trio per Visioninmusica Summer

Sono ufficialmente aperte le prevendite per il concerto di Matteo Mancuso, in programma giovedì 18 giugno 2026 alle ore 21.00 all’Anfiteatro Romano di Terni, nell’ambito di Visioninmusica Summer 2026. I biglietti sono disponibili sul circuito Vivaticket. Considerato uno dei più straordinari talenti della chitarra elettrica a livello mondiale, Matteo Mancuso torna in Umbria con il suo attesissimo “Route 96 Tour”, legato all’uscita del secondo album Route 96. Dopo una prima pubblicazione fisica in Italia lo scorso febbraio, il disco si prepara al lancio globale il prossimo 24 aprile, segnando una nuova tappa nella carriera del musicista siciliano. Il tour è un vero e proprio manifesto artistico: un percorso in cui il virtuosismo diventa linguaggio espressivo, tra composizioni originali e una visione contemporanea della musica strumentale. Il progetto è impreziosito da collaborazioni con artisti del calibro di Steve Vai, Antoine Boyer e Valeriy Stepanov. Acclamato da leggende della chitarra — Al Di Meola lo ha definito un “talento assoluto”, mentre Steve Vai lo considera un punto di svolta per la chitarra fusion — Mancuso ha rivoluzionato la scena internazionale grazie al suo stile fingerstyle elettrico, che esclude l’uso del plettro. Una tecnica sviluppata fin dall’infanzia sotto la guida del padre e perfezionata con gli studi al Conservatorio di Palermo, che gli consente una straordinaria velocità e nitidezza di esecuzione. Sul palco dell’Anfiteatro Romano sarà affiancato da Riccardo Oliva al basso e Gianluca Pellerito alla batteria: un power trio affiatato che, dopo oltre cinquanta concerti tra Stati Uniti ed Europa, si distingue per un interplay dinamico e coinvolgente. In scaletta, le nuove composizioni di Route 96 – tra cui i singoli Isla Feliz e Solar Wind – si intrecceranno ai brani di The Journey e a riletture di grandi chitarristi. Più che un concerto, un’esperienza sonora immersiva, in cui tecnica e sensibilità si fondono in un dialogo continuo tra i musicisti, trovando nella suggestiva cornice dell’Anfiteatro Romano la dimensione ideale. Non è la prima volta che l’associazione porta Mancuso in Umbria: già nel 2021 Visioninmusica aveva intuito il talento del chitarrista, anticipandone il successo internazionale.
Classe 1996, Matteo Mancuso è oggi uno degli artisti più seguiti della scena mondiale, con oltre 300 mila iscritti su YouTube e il riconoscimento di grandi nomi come Joe Bonamassa ed Eric Johnson. Dopo il debutto discografico con The Journey (2023) e un’intensa attività live tra Europa e Stati Uniti, il 2026 segna l’avvio di un nuovo tour internazionale che lo vede protagonista sui principali palchi nordamericani ed europei. Un appuntamento imperdibile per gli amanti della musica dal vivo e della grande chitarra contemporanea.

 
Per maggiori informazioni:


Per maggiori informazioni: visioninmusica.com   
 
Visioninmusica 2026 ringrazia: 
Supporter pubblici: Ministero della Cultura, Regione Umbria, Comune di Terni e Camera di Commercio dell’Umbria. Supporter privati: Fondazione Carit e Fucine Umbre Supporter tecnici: Stas, Hotel Michelangelo e Bar Umbria. Media partner: TGR Umbria, Umbria 24, AM Terni Television, Umbria 7, Tutt’Oggi, Vivo Umbria, Umbria Eventi, Corriere dell’Umbria e Radio Incontro. Partner: Europe Jazz Network, I-Jazz, AIAM, FAI Delegazione di Terni e Slow Food Interamna Magna.
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SPOLETO JAZZ 2026
Dal 16 ottobre al 20 novembre la grande musica internazionale torna a conquistare l’autunno umbro!


La settima edizione di Spoleto Jazz, firmata Visioninmusica con il supporto del Comune di Spoleto, si prepara a riaccendere la magia del Teatro Caio Melisso e del Teatro Nuovo G. C. Menotti. Dal 16 ottobre al 20 novembre 2026, la città diventerà il palcoscenico ideale per una rassegna che esplora le sfumature più autentiche del jazz contemporaneo. Sarà un percorso affascinante guidato da virtuosismo, contaminazione di stili e libertà espressiva, capace di unire artisti di livello mondiale e nuovi talenti della scena internazionale.
Richiamando la profonda eco spirituale del capolavoro di John Coltrane, il claim di questa edizione si fa manifesto poetico: JAZZ! IS A LOVE SUPREME. È una visione in cui l’improvvisazione cessa di essere solo un semplice sfoggio tecnico e diventa un atto di coraggio, un dispiegarsi interiore in cui ogni nota cerca una risposta e ogni silenzio si trasforma in un gesto di fiducia assoluta verso l’altro. Spoleto Jazz celebra così un’arte visceralmente umana, che non teme le crepe ma abita la tensione, la fragilità dell’errore e l’urgenza del desiderio come elementi vitali del discorso. Lontano dalla fredda e geometrica perfezione esecutiva, la ricerca si sposta sulla verità della connessione umana tra i protagonisti dello spazio sonoro. La distanza tra chi esegue e chi accoglie si annulla: palco e platea si ritrovano uniti in un’empatia profonda, complici di un racconto sonoro sincero che trasforma l’ascolto in un’esperienza di totale, condivisa umanità.
Il 16 ottobre, l’inaugurazione al Teatro Nuovo è affidata al carisma travolgente di Judith Hill. La polistrumentista statunitense, già partner artistica di giganti come Michael Jackson e Prince, aprirà la stagione con la sua magnetica fusione di jazz, soul e R&B, per un debutto ad altissima intensità emotiva.
Il 6 novembre, il Teatro Caio Melisso ospiterà una doppia serata d’eccezione dedicata al pianismo europeo: alle ore 21 si partirà con le sfumature intime del prodigio ungherese Zsigmond Gerlóczy, un autentico fenomeno del pianoforte ammirato da mostri sacri di questo strumento, per poi lasciare spazio alle ore 22 all’energia iberica del Daniel García Trio, formazione guidata da uno dei più premiati pianisti europei che ha pubblicato ben tre album con la prestigiosa etichetta ACT Music.
Il gran finale del 20 novembre, sempre al Caio Melisso, vedrà protagonista la cantante Emma Smith. La stella londinese, storica collaboratrice di Michael Bublé, Jeff Goldblum e la Quincy Jones Orchestra, guiderà il suo quartetto in uno show teatrale di grande impatto, dove la freschezza interpretativa incontra lo swing più travolgente.
 
 
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Torna il Maxima Jazz Festival a Casamassima con un omaggio a Miles Davis e John Coltrane

Dal 14 maggio al 23 luglio 2026 il centro storico di Casamassima (BA) si trasformerà in un palcoscenico a cielo aperto per la quarta edizione del Maxima Jazz Fest, rassegna musicale organizzata dalla Fondazione “Mons. Sante Montanaro”, con la direzione artistica di Giampiero Macino e in collaborazione con AncheCinema, ViviCasamassima e l’Associazione Amadeus. L’edizione 2026 è dedicata a due giganti della storia della musica, Miles Davis e John Coltrane, di cui ricorre il centenario della nascita, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale del sud-est barese attraverso il linguaggio universale del jazz. Il festival prenderà il via il 14 maggio con “Mandela’s Dream”, una formazione aperta che intreccia diversi linguaggi musicali contemporanei, dall’avant-garde jazz al pop, dal rock al jazz sudafricano. Si proseguirà il 28 maggio con il quartetto di Claudia Mastrangelo, che inaugurerà la sezione “Giovani bassisti italiani”, appuntamento che il festival intende rendere stabile nelle prossime edizioni. L’11 giugno sarà la volta del VMV Trio che, con la partecipazione della Inner Urge Records, presenterà il progetto “The Search on Meaning”. Il 21 giugno, in occasione della Festa della Musica, salirà sul palco il More in the Sky 4tet guidato da Roberto Ottaviano con il concerto “Trane & Miles”. Il 9 luglio spazio al Bruno Montrone trio con “Unaware Beauty”, mentre il 23 luglio il festival si concluderà con l’Antonello Losacco trio e il progetto “That Impossibile Color”, impreziosito dalla partecipazione del sassofonista Michael Rosen, tra i più apprezzati della scena italiana ed europea. I concerti si svolgeranno nel borgo antico di Casamassima, noto come “Paese Azzurro”, in Piazza Delfino, ad eccezione della data del 23 luglio, che si svolgerà nell’atrio del Castello Caracciolo di Sammichele di Bari, a testimonianza della volontà di creare connessioni culturali tra territori limitrofi. «Il Maxima Jazz Fest rappresenta per noi un progetto dal forte valore identitario – dichiara Nica Ferri, presidente della Fondazione Mons. Sante Montanaro – perché crediamo nella musica come strumento di coesione, bellezza e riscoperta dei luoghi. Portare il jazz tra i vicoli del borgo significa accendere emozioni, creare comunità e offrire un’esperienza culturale autentica e accessibile. In questa direzione, diventa fondamentale costruire e rafforzare una rete tra i comuni limitrofi, capace di generare uno sviluppo condiviso dei territori attraverso la musica e la cultura, trasformandole in leve concrete di crescita e collaborazione».


I biglietti sono disponibili online e presso il botteghino di AncheCinema, oltre che sul sito ufficiale www.maximajazzfest.it
 
CALENDARIO EVENTI 2026

14 maggio 2026
Piazza Delfino - Casamassima
Ore 20.30
 
28 maggio 2026
"Dryad project"
Piazza Delfino - Casamassima
Ore 20.30
 
11 giugno 2026
presentazione “The search on meaning”
con la partecipazione di Inner Urge Records
Piazza Delfino - Casamassima
Ore 20.30
 
21 giugno 2026
evento FESTA DELLA MUSICA
Piazza Delfino - Casamassima
Ore 20.30
 
09 luglio 2026
“Unaware beauty”
Piazza Delfino - Casamassima
Ore 20.30
 
23 luglio 2026
Feat. MICHAEL ROSEN con la partecipazione di GleAM Records
Atrio di Castello Caracciolo - Sammichele di Bari (BA)
Ore 20.30
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JAZZ OPEN MODENA 2026
Il programma della prima edizione italiana del celebre festival europeo
JAZZ OPEN
a Modena dal 13 al 18 luglio

Grandi star del firmamento mondiale dalla lunga carriera e astri nascenti della scena più alternativa, musicisti che rileggono la tradizione in chiave moderna e instancabili innovatori che non smettono di spingere lo sguardo oltre l’orizzonte. Dopo trent’anni di successi in Germania, JAZZ OPEN, uno dei festival musicali più importanti d’Europa – nato a Stoccarda sotto la direzione artistica di Jürgen Schlensog - presenta la sua prima attesissima edizione italiana a Modena dal 13 al 18 luglio. Per questo debutto nella Penisola, il festival sempre curato dal fondatore Jürgen Schlensog, conferma la sua tradizionale formula vincente Jazz & Beyond che abbraccia una vasta gamma di generi, dal jazz classico a quello più contaminato, dal pop al soul e al rock, fino ad arrivare all’elettronica. Dal 13 al 18 luglio 2026 JAZZ OPEN Modena trasformerà il cuore della città emiliana in un palcoscenico a cielo aperto: ben tre i luoghi che ospitano il festival, a partire dallo straordinario scenario di Piazza Roma su cui si affaccia il maestoso Palazzo Ducale ora sede dell'Accademia Militare. Fra le meraviglie di questo patrimonio storico artistico ci sarà il main stage, un palco largo 29 metri e alto 16 metri pensato per le grandi produzioni internazionali, dove visual potenti e maxi schermi dialogano in tempo reale con impianti audio e luci di ultima generazione, progettati per stupire e trasportare il pubblico a 360° dentro la musica.  Il parterre, flessibile cambierà a seconda dell’evento:: dalla configurazione con soli posti a sedere, a quella mista, fino alla versione "solo in piedi" per le serate in cui la parola d'ordine è ballare. Ad alternarsi sul main stage nei 6 giorni del Festival gli headliner, vere e proprie icone della scena artistica contemporanea, che in alcuni giorni si esibiranno con la formula del doppio concerto: Si parte il 13 luglio con Gregory Porter, una delle più autorevoli voci del jazz contemporaneo e vincitore di due Grammy Awards, e Diana Krall, tra le interpreti più eleganti e riconoscibili della scena jazz mondiale, artista che ha contribuito come poche altre a riportare il vocal jazz al centro del panorama internazionale, che nella sua carriera ha conquistato  2 Grammy, 10 Juno, 9 dischi d’oro, 3 di platino e 7 multi-platino;  il 14 luglio arriva a Modena per la sua unica data italiana dopo anni di assenza dal nostro paese, Moby il musicista che ha portato l'elettronica al centro della cultura pop globale grazie a lavori seminali come Play, vendendo oltre 20 milioni di dischi nel mondo; il 15 luglio salgono sul palco  Parov Stelar, il produttore austriaco che ha trasformato jazz e swing in un fenomeno da dancefloor, e Meute, l'esplosiva e rivoluzionaria techno marching band tedesca che ha conquistato il mondo reinterpretando la techno con fiati e percussioni;  il 16 luglio tocca al  funambolo del jazz-pop britannico Jamie Cullum, l'artista che ha avvicinato una nuova generazione al jazz grazie a una personale miscela di virtuosismo, energia rock e sensibilità pop, e a Joss Stone, tra le più iconiche soul singer del nuovo millennio, erede contemporanea della grande tradizione soul e rhythm & blues, che vanta oltre 15 milioni di album venduti nel mondo, 1 Grammy, 2 Brit Awards; il 17 luglio si torna in Italia con Luca Carboni, tra i protagonisti della canzone italiana degli ultimi quarant'anni e autore di alcune delle pagine più amate della nostra musica, mentre il 18 luglio nel pieno delle celebrazioni per i 50 anni di Oxygène, l’album del 1976 che ha rivoluzionato l’elettronica strumentale vendendo oltre 18 milioni di copie nel mondo, chiude il festival l’unica data italiana di Jean-Michel Jarre, il visionario pioniere della musica elettronica e dei grandi spettacoli audiovisivi immersivi, protagonista da decenni di concerti-evento che hanno ridefinito il rapporto tra musica, tecnologia e spazio urbano. Il Baluardo, storico e affascinante edificio della Cittadella fortificata di Modena, ospiterà invece la programmazione più propriamente jazz del festival, con alcuni tra i protagonisti più interessanti della scena internazionale contemporanea: Emma Smith, una delle voci più brillanti del jazz britannico, il 13 luglio; Francesca Tandoi, tra le pianiste europee più apprezzate della sua generazione, il 14 luglio; Andrea Sabatino, trombettista capace di coniugare tradizione jazz e sensibilità contemporanea, il 15 luglio; i Mammal Hands, il trio inglese che ha ridefinito i confini del jazz intrecciandolo con minimalismo ed elettronica, il 16 luglio; Aaron Parks, tra i pianisti più influenti e innovativi del jazz contemporaneo, il 17 luglio; e infine Hervé Samb & Band, il chitarrista senegalese pioniere del jazz sabar, originale punto d'incontro tra la libertà dell'improvvisazione jazz e le tradizioni musicali dell'Africa occidentale, il 18 luglio. Il Giardino Ducale Estense, con i suoi viali alberati e la scenografica Palazzina Vigarani, infine, sarà il luogo degli Open Stages – concerti gratuiti degli artisti che spingono maggiormente l’acceleratore sul piano dell’innovazione, della ricerca, della contaminazione. Qui il jazz dialoga con elettronica, club culture, sonorità tradizionali, ricerca timbrica, songwriting e arti visive attraverso i percorsi di alcuni tra gli artisti più interessanti del panorama italiano e internazionale: dall'immaginario cinematografico e rétro del polistrumentista Alex Fernet sul palco il 13 luglio, all'electro-punk militante di R.Y.F. il 14 luglio, passando per il cortocircuito sonoro tra bossa nova, anti-folk ed egg punk degli Sleap-e il 15 luglio. Completano il programma le architetture elettroacustiche della sassofonista Laura Agnusdei in scena il 16 luglio, le esplorazioni tra house, hip hop e black music di Godblesscomputers il 17 luglio e l'universo transmediale dei C'Mon Tigre, collettivo di culto capace di fondere elettronica, jazz, afrobeat e ricerca visiva in un linguaggio unico e riconoscibile, il 18 luglio.  La line-up del Giardino Ducale, è stata realizzata in collaborazione con Emilia-Romagna Music Commission, nell’ambito di un percorso condiviso di valorizzazione della scena musicale regionale. Gli artisti selezionati sono tra quelli coinvolti nei progetti sostenuti con interventi regionali a supporto della produzione e della fruizione della musica contemporanea originale, a conferma dell’impegno nel sostenere e promuovere i nuovi talenti del territorio. “La formula di Jazz Open è sempre stata quella di un festival aperto, capace di parlare a pubblici diversi e di trasformare la città che lo ospita in un grande palcoscenico – affermano il direttore artistico Jürgen Schlensog e Marco Broll, direttore generale del festival - a Modena non ci saranno soltanto concerti straordinari in Piazza Roma, ma una settimana intera di musica che attraverserà luoghi, generi e generazioni. Dai grandi nomi internazionali ai concerti gratuiti degli artisti degli Open Stages, vogliamo che ogni cittadino e ogni visitatore possa trovare il proprio modo di vivere il festival. Questo è il vero spirito di Jazz Open: portare la musica nel cuore della città e renderla un'esperienza condivisa”.  “Oggi facciamo un ulteriore passo per spiegare ai modenesi e a tutti coloro che ci raggiungeranno nella settimana tra il 13 il 18 luglio cosa li aspetterà: grandi nomi del panorama musicale e una piazza Roma trasformata per una settimana in una grande area concerti dall'impatto molto suggestivo.  – dichiara Massimo Mezzetti, Sindaco di Modena. Siamo orgogliosi che Jazz Open si svolga a Modena e forti del grande sostegno che questo progetto ha avuto sia dalla Regione Emilia-Romagna, che dalla nostra Camera di Commercio, che da importantissime aziende. Essere qui, nella sede della Regione, a presentare per la prima volta tutto il programma completo per me ha il significato di un ulteriore salto che Modena si sta preparando a fare: quello di una città che si caratterizza sempre più sulla cultura e sull'offerta di qualità”. 
“Una bellissima notizia per tutti gli appassionati di musica e un grande risultato per il nostro territorio, il debutto italiano in Emilia-Romagna di un festival internazionale di grandissima attrattività come Jazz Open - sottolineano le assessore Allegni e Frisoni -. Per sei giorni Modena diventa un palcoscenico diffuso, capace di coniugare qualità artistica, innovazione, valorizzazione degli spazi urbani e sviluppo economico. Questa prima edizione italiana conferma la vocazione della nostra regione a essere un punto di riferimento per la produzione e la diffusione culturale contemporanea, grazie a una proposta artistica ampia e inclusiva, che attraversa generi e pubblici diversi, dal jazz alle sue contaminazioni più innovative. Con un importante spazio riservato anche ai nuovi talenti, a partire da quelli del territorio regionale”. “Un risultato - aggiungono Frisoni e Allegni - ottenuto grazie al prezioso lavoro svolto in sinergia tra istituzioni e partner privati, che ringraziamo. Insieme agli Open Stages, nati per rendere la musica accessibile a tutti e quale opportunità di valorizzazione dell’offerta musicale del territorio, l'evento e i suoi sostenitori proiettano ancora di più Modena nello scenario del turismo culturale, apportando un beneficio economico di assoluto valore per l'intera area. Eventi di questo livello attraggono pubblico nazionale e internazionale, rafforzano l’immagine dell’Emilia-Romagna come destinazione d’eccellenza e sostengono- chiudono le assessore- un modello di sviluppo che integra cultura, turismo, economia e accoglienza”. Luca Bazzani, Ceo di System Ceramics, società del gruppo Coesia, main sponsor dell’evento aggiunge: “Siamo orgogliosi come azienda di Fiorano Modenese del Gruppo Coesia, leader internazionale nello sviluppo di sistemi di processo per l'industria ceramica, di sostenere un evento di questa portata, che rappresenta un importante volano economico e un’occasione significativa per valorizzare ulteriormente l’immagine del nostro territorio”. Oltre al suo valore artistico, JAZZ OPEN Modena rappresenta infatti anche un importante motore di attrazione turistica e di sviluppo economico per il territorio. Più del 20% del pubblico che assisterà ai concerti del festival arriva dall'estero, con una forte componente proveniente dalla Germania ma anche da tutta Europa e da Paesi come Messico, Australia, Sudafrica, Kazakistan, Giamaica e Taiwan, mentre il 47% arriva da fuori Regione. Un dato che testimonia la capacità del brand Jazz Open di attrarre visitatori da tutto il mondo e di generare ricadute concrete sull'economia locale, tra ospitalità, ristorazione, commercio, cultura e servizi. Per l'edizione modenese sono già coinvolte numerose realtà imprenditoriali del territorio, dalla fornitura di servizi al food & beverage, mentre il festival impiegherà decine di figure professionali specializzate. Un ruolo centrale nell'accoglienza dei visitatori e nella valorizzazione del tessuto economico cittadino è affidato alla collaborazione con Modenamoremio, la società di promozione del centro storico di Modena. In occasione del festival sarà attivata una speciale rete di attività commerciali e pubblici esercizi convenzionati che offriranno promozioni ed esperienze dedicate ai partecipanti e ai numerosi turisti attesi in città durante la manifestazione. Tutte le attività aderenti saranno raccolte in una sezione dedicata del sito ufficiale del festival, contribuendo a creare una diffusa esperienza di ospitalità e a rafforzare il legame tra JAZZ OPEN Modena e il tessuto urbano che lo accoglie. L'approdo di un evento internazionale come JAZZ OPEN Modena nel cuore della città è reso possibile grazie alla collaborazione tra istituzioni, partner privati e sostenitori che hanno condiviso la visione del progetto fin dalle sue prime fasi. Un contributo fondamentale che ha permesso di portare nel centro storico di Modena una manifestazione di livello europeo, capace di coniugare qualità artistica, valorizzazione del patrimonio urbano e sviluppo economico. Il Festival è realizzato con il sostegno dei Main Sponsor Museo Enzo Ferrari, System Ceramics (Gruppo Coesia), Mastercard, SIXT e Allianz Bank Financial Advisors, con il supporto di STIHL, Dürr, BF Capital e LAPP e con il sostegno di Comune di Modena, Regione Emilia-Romagna, APT Servizi Emilia-Romagna e Camera di Commercio di Modena. Radio Montecarlo è media partner dell’evento. Nato a Stoccarda sotto la direzione artistica di Jürgen Schlensog, JAZZ OPEN è diventato nel tempo un punto di riferimento tra i grandi festival estivi europei, grazie alla sua formula vincente “Jazz & Beyond” che abbraccia una vasta gamma di generi: dal jazz classico a quello più contaminato, fino ad arrivare al pop al soul e al rock. Ogni luglio, il cuore della città tedesca si trasforma in una grande arena musicale, con un pubblico che supera annualmente le 60.000 presenze e un programma che spazia dalla musica più ricercata alle sonorità mainstream. Anno dopo anno artisti del calibro di Christina Aguilera, Bob Dylan, Lionel Richie, John Legend, Lenny Kravitz e Sting si sono mescolati a leggende del jazz come Herbie Hancock, Marcus Miller, Gregory Porter, Dianne Reeves e Dee Dee Bridgewater. Dopo trent’anni di successi in Germania, nel 2026, per la prima volta, questo straordinario e consolidato modello culturale – per il quale nel 2025 la società OPUS!LIVE che organizza il festival è stata insignita del prestigioso riconoscimento di Indie Champion dall'autorevole rivista IQ! che ogni anno premia le 20 realtà indipendenti che stanno rivoluzionando il settore a livello globale – sbarcherà in Italia con JAZZ OPEN Modena.  

IL PROGRAMMA NEL DETTAGLIO CON I PROTAGNISTI DEL FESTIVAL
GLI HEADLINER SUL MAIN STAGE DI PIAZZA ROMA
Ad aprire JAZZ OPEN Modena, che per 6 giorni trasformerà la città emiliana in un meraviglioso palcoscenico a cielo aperto, saranno due star come Gregory Porter e Diana Krall, in un doppio live il 13 luglio in Piazza Roma, cuore pulsante dei grandi concerti, di fronte al maestoso Palazzo Ducale. Artista di assoluto rilievo mondiale, la voce più soul del jazz contemporaneo, il californiano Gregory Porter, “il cantante con il passamontagna”, con i suoi album ha conquistato il mondo intero. Classe 1971, un’infanzia difficile alle spalle superata grazie alla passione per la musica e soprattutto per Nat King Cole, vanta ben 8 nomination e 2 vittorie ai Grammy Awards. Voce potente e melodica, le sue radici sono ben piantate nelle migliori tradizioni del jazz e della musica black, del gospel in particolare.  Fra i nomi di punta della mitica Blue Note, Gregory Porter è oggi uno degli interpreti più apprezzati al mondo, capace di unire tecnica impeccabile, profondità artistica e grande calore umano. Porter, che recentemente ha firmato insieme a Ben Harlan la colonna sonora del film Goodbye June con cui l’attrice americana Kate Winslet ha esordito alla regia, è stato inoltre l’ospite di Serena Brancale all’ultimo Festival di Sanremo nella serata dedicata ai duetti. 
Con 2 Grammy, 10 Juno, 9 dischi d’oro, 3 di platino e 7 multi-platino, la pluripremiata regina del jazz-pop mondiale Diana Krall è tra le voci più pregiate del panorama internazionale, amatissima per l’inconfondibile charme e l’intensità interpretativa che l’ha resa una delle artiste più riconoscibili del nostro tempo. La cantante e pianista canadese porterà a Modena la sua ricercata eleganza fatta di cool jazz, swing e ballad, in un imperdibile concerto che promette di essere un grande spettacolo teatrale denso di ritmo ma anche di narrazioni intime e delicate. Una preziosa occasione per ascoltare dal vivo le composizioni più celebri scritte in quasi 30 anni di carriera, fino ad arrivare ai brani del suo ultimo album This Dream of You. Ma soprattutto per ascoltare una voce che sembra quasi scolpire l’aria. Dopo questa doppia apertura di rara eleganza musicale, il parterre si trasforma per fare spazio alle danze nelle due seguenti serate ad alta intensità ritmica ed euforia sonora. 
Assente dai palchi italiani da diversi anni, il 14 luglio arriva a JAZZ OPEN Modena per la sua unica data italiana un altro artista di fama planetaria: il musicista, compositore, cantautore, dj, producer e attivista americano Richard Melville Hall, in arte Moby, reduce da una clamorosa e memorabile esibizione al Coachella e con un nuovo dal titolo Future Quiet, fresco di pubblicazione. Un lavoro introspettivo che riflette sulla tensione tra la frenesia della vita moderna iperconnessa e il bisogno umano, sempre più urgente, di silenzio e contemplazione. Fra le 14 tracce che scorrono tra minimalismo pianistico e orizzonti ambient, spicca la traccia di apertura impreziosita dalla voce intensa e carismatica di Jacob Lusk: una nuova versione di When It’s Cold I’d Like To Die, brano pubblicato per la prima volta nel disco Everything Is Wrong del 1995 e che negli ultimi anni ha conosciuto una straordinaria popolarità grazie al suo utilizzo nella serie cult Stranger Things, diventando la canzone più ascoltata in streaming di Moby e virale su TikTok. Figura centrale dell’elettronica globale, autore di brani che hanno segnato intere generazioni e di oltre 20 milioni di album venduti in tutto il mondo, atterra al festival con la sua astronave sonora fatta di dance, pop, punk, techno, chill-out, hip hop, gospel, big beat, riconfermando ancora una volta una versatilità creativa fuori dal comune. In oltre 30 anni di carriera ha collaborato con leggende come David Bowie, Public Enemy, Daft Punk e i Beastie Boys, oltre ad aver esteso la sua visione artistica al cinema con la produzione dei documentari Moby Doc e Punk Rock Vegan Movie. Il 2024 lo ha visto in giro per il mondo a celebrare i 25 anni del suo album di culto Play. Per l’estate 2026 è prevista l’uscita del suo primo lungometraggio narrativo dal titolo Tecie, come il penultimo brano del suo album All Visible Objects. Atmosfere ugualmente vibranti per la serata del 15 luglio in Piazza Roma con il duplice live del pioniere dell’electro swing Parov Stelar e della techno marching band Meute. Questa è la party night del festival: una serata ad alto tasso adrenalinico che promette di far ballare tutta la piazza. Pluripremiato dj, producer ma anche artista visivo con una solida formazione pittorica, Marcus Fuereder, noto con lo pseudonimo di Parov Stelar, è uno degli artisti austriaci più conosciuti a livello internazionale e in oltre 20 anni di carriera ha suonato sui più grandi palchi e festival (Coachella, Glastonbury, Lollapalooza) sia in Europa che negli Stati Uniti, davanti a decine di milioni di persone. Considerato come uno dei precursori di quell’irresistibile combinazione fra jazz, swing, blues con l’elettronica e la dance music, Stelar ha collaborato con artisti come Lady Gaga, Lana Del Rey e Bryan Ferry. Ha un legame speciale con l’Italia che è stato il primo paese fuori dall’Austria a ospitarlo dal vivo, anche grazie a uno dei suoi primi singoli di successo, poi diventato un tormentone per l’utilizzo in un celebre spot televisivo. Lo scorso novembre ha pubblicato Artifact, un album (accompagnato da una serie di video realizzati con l’IA) che scrive un nuovo capitolo del suo percorso creativo: meno orpelli jazzy, meno glamour vintage, più intima emotività e stratificazione sonora, dal pop elettronico al sound cinematico, con maestosi inserimenti orchestrali. Ma senza tralasciare il ritmo, perché i bassi continuano a picchiare e i synth a mordere. Amati da mostri sacri come Laurent Garnier e Trentemoeller, celebrati con entusiasmo dalla stampa di tutto il mondo, i MEUTE sono una Techno Marching Band tedesca composta da undici musicisti, fra percussioni e fiati, che, fondendo la techno ipnotica e pulsante con la forza espressiva della musica da banda, strappano il clubbing dalla consolle per sprigionare l’energia direttamente sul palco o in mezzo al pubblico, che non smette mai di accoglierli con grande euforia, come ha notato una testata autorevole come Libération. Trasformare ciò che nasce in digitale in analogico, riarrangiare con strumenti acustici brani cult della scena techno non è cosa da tutti. E infatti Variety li ha descritti come una delle cose più interessanti in programma al Coachella, Billboard parla di “fervore tale da alterare il clima” e DJ Mag di “concept rivoluzionario e musica unica”. A settembre 2025 hanno pubblicato Jubel, un best of che sintetizza i primi 10 anni di carriera. La formula del co-bill anima il 16 luglio il festival con un altro doppio concerto in Piazza Roma grazie all’esibizione di Jamie Cullum e Joss Stone. Cantautore e polistrumentista di fama mondiale, noto per la sua miscela unica di jazz, pop e rock, per la presenza scenica e uno straordinario talento musicale, Cullum ha raggiunto il successo internazionale con l’album Twentysomething, uno dei dischi britannici più venduti di sempre. Tra i musicisti più innovativi della sua generazione, ha firmato leggendarie performance in oltre quaranta paesi e sui palchi dei più importanti festival globali, da Glastonbury a Coachella fino al Fuji Rock in Giappone, oltre ad esibirsi alla Casa Bianca per Barack Obama e a Buckingham Palace per la Regina Elisabetta II. Grandi numeri e riconoscimenti segnano anche i due decenni di carriera della cantante e attrice britannica Joss Stone che vanta oltre 15 milioni di album venduti nel mondo, 1 Grammy, 2 Brit Awards e numerose uscite ai vertici delle classifiche internazionali. Contemporary soul, R&B, funk e reggae disegnano l’orizzonte di una voce tra le più iconiche degli ultimi anni, che trae ispirazione da autentici miti come Aretha Franklin, pur mantenendo uno stile assolutamente personale, grazie anche a una magnetica presenza scenica e ad elettrizzanti esibizioni dal vivo, veri e propri rituali collettivi e intergenerazionali fatti di groove e profondità emotiva unica. Tutti tratti che conquisteranno anche il pubblico di JAZZ OPEN Modena. Dopo 7 anni di assenza da Modena, è attesissimo il ritorno in città di Luca Carboni che sarà il protagonista della serata del 17 luglio sul main stage di Piazza Roma per una nuova tappa del suo tour RIO ARI O LIVE nei festival e nei luoghi storici di straordinaria bellezza della nostra penisola. Accompagnato da una band di otto elementi, Luca Carboni porta in scena un grande racconto tra musica, parole e immagini, alternando momenti di grande festa ad altri di intimità acustica, attraverso le più belle canzoni del suo lungo viaggio artistico: “RIO ARI O” è infatti il primo suono della voce dell’artista arrivato agli ascoltatori, ancora prima delle parole in Ci stiamo sbagliando ragazzi, la canzone che apre il suo album d’esordio … intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film. Un suono che è diventato un simbolo.  Infine, l’ultimo giorno del festival sarà sicuramente segnato dall’esibizione di un autentico gigante come Jean-Michel Jarre, il 18 luglio sempre in Piazza Roma per la sua unica data italiana. Il pioniere della musica elettronica porterà dal vivo uno speciale spettacolo audiovisivo immersivo tra laser monumentali, mapping architetturale, schermi giganti, realtà virtuale, audio tridimensionale e visual generativi. Il concerto si inserisce nel pieno delle celebrazioni per i 50 anni di Oxygène, l’album del 1976 che ha rivoluzionato l’elettronica strumentale con il suo sound atmosferico e futuristico, vendendo oltre 18 milioni di copie nel mondo. Artista visionario, innamorato del futuro e dell’ambiente, il compositore, performer e produttore francese è un instancabile innovatore ed esploratore tecnologico, come dimostrano anche le sue più recenti esplorazioni nelle performance in realtà virtuale e nel metaverso. Il suo catalogo conta oggi 22 album in studio che hanno superato 85 milioni di copie vendute nel mondo e gli hanno fatto vincere numerosi premi e riconoscimenti. Nell’arco della sua incredibile carriera Jarre ha lasciato un segno indelebile esibendosi davanti a milioni di spettatori in maestosi concerti-evento in alcuni dei luoghi più iconici di tutto il pianeta e in siti patrimonio UNESCO, trasformandoli in vere e proprie tele per la sua musica e per i suoi messaggi ambientali, dalle Grandi Piramidi d’Egitto al Deserto del Sahara, da Piazza Tienanmen alla Torre Eiffel e alla Galleria degli Specchi del Palazzo di Versailles. A questi luoghi straordinari si aggiungerà anche la monumentale esibizione a Modena per la chiusura del festival.

IL PROGRAMMA AL BALUARDO
Sempre fra il 13 e il 18 luglio, JAZZ OPEN Modena abiterà il Baluardo (uno spazio culturale nato all’interno dell’ultimo residuo dell’antica fortificazione cittadina) con una programmazione dedicata alle varie sfumature dell’espressione jazzistica e una line up di assoluto profilo. Il programma al Baluardo si apre il 13 luglio con il live della poliedrica artista britannica Emma Smith. Vincitrice nel 2024 del Parliamentary Jazz Vocalist of the Year, si è esibita ovunque, dalla Royal Albert Hall di Londra ai più importanti jazz club del mondo e ha collaborato con artisti del calibro di Michael Bublè e Quincy Jones Orchestra. Esponente della formazione cult The Puppini Sisters e del Ronnie’s Scott All Stars, è considerata una delle voci più entusiasmanti del jazz contemporaneo. Dopo una trionfale tournée con la superband americana Postmodern Jukebox, la scorsa estate ha pubblicato il suo ultimo album dal titolo Bitter Orange. Ormai un vero e proprio punto di riferimento nel panorama europeo per la sua capacità di reinterpretare il bebop e l’hardbop con una sensibilità moderna, la pianista Francesca Tandoi si esibirà al Baluardo il 14 luglio. Fra virtuosismo, improvvisazione pianistica e scrittura contemporanea, in pochi anni ha calcato i palchi dei club e teatri più prestigiosi del mondo, dal Blue Note di Milano al Duc des Lombards di Parigi, dal Bimhuis di Amsterdam allo Zigzag di Berlino.
Il 15 luglio sarà invece la volta di un puro talento della tromba jazz, il musicista pugliese Andrea Sabatino, già al fianco di nomi altisonanti della scena internazionale come Dee Dee Bridgewater, Sergio Cammariere, Mario Biondi, Fabrizio Bosso, Paolo Fresu, Javier Girotto e Roberto Gatto, per citarne soltanto alcuni. Sabatino ha appena pubblicato il suo nuovo album Fatata, un lavoro nel solco del contemporary jazz, in cui confluiscono varie declinazioni stilistiche, dalla musica mediterranea al funk, con echi di musica colta e un utilizzo deciso e consapevole dell’elettronica.
Dalla nuova scena british arrivano i Mammal Hands, in programma al Baluardo per JAZZ OPEN Modena il 16 luglio. Dai concerti memorabili al Barbican di Londra ai tour in Asia, la band è rinomata per le performance dal vivo coinvolgenti e ipnotiche, fatte di ritmi incalzanti, texture magnetiche e un’atmosfera meditativa. Dopo cinque album acclamati dalla critica, sono in procinto di pubblicare il nuovo album Circadia, un’ulteriore evoluzione della loro inconfondibile miscela di jazz, musica classica contemporanea, elettronica, folk, post-rock e minimalismo.
Il 17 luglio sul palco del Baluardo salirà il musicista americano Aaron Parks, fra i pianisti più influenti e rispettati della sua generazione. Con diversi album pubblicati per Blue Note Records e ECM, Parks crea un perfetto equilibrio fra elementi di modern jazz, indie rock e modalità orientali, in un suono unico e personale caratterizzato dalla bellezza lirica, dalla complessità ritmica e dalla sofisticazione armonica.
La programmazione al Baluardo si chiude in grande stile e nel segno della contaminazione il 18 luglio con il concerto del visionario chitarrista senegalese Herve Samb & Band accompagnato dalla sua band. Samb è un vero pioniere del jazz sabar, un particolare genere musicale che mette in dialogo la libertà del jazz con il sabar, ovvero una danza ma anche un insieme di percussioni ancestrali utilizzate nelle cerimonie Wolof.

GLI OPEN STAGES 
La programmazione della prima edizione di JAZZ OPEN Modena si arricchisce ulteriormente con gli Open Stages al Giardino Ducale Estense che ospitano i live gratuiti degli esponenti della scena più contaminata e di ricerca, mescolando le sonorità jazz con l’elettronica, il punk e l’ambient. Nel solco di quella nuova onda di artisti che negli ultimi anni ha avvicinato il pubblico più giovane a un genere tradizionalmente più adulto come il jazz.
Il primo artista ad aprire le danze il 13 luglio sarà il polistrumentista e astro nascente dell’orizzonte alternative Alex Fernet con il suo originalissimo mix di soul, funk e new wave immerso in atmosfere felliniane e in un’estetica cinematografica noir, come dimostra il suo ultimo album Modern Night,  in cui Bowie sta al fianco dei Gaznevada, David Sylvian passeggia con Scott Walker e gli Human League dialogano con gli Style Council.
Protagonista degli Open Stages il 14 luglio sarà invece un’artista abituata a calcare i palchi dei migliori boutique festival internazionali, la cantautrice e musicista R.Y.F. (acronimo di Restless Yellow Flowers, nome d’arte di Francesca Morello) che vanta collaborazioni con artisti come Moor Mother e Skin degli Skunk Anansie ma anche con una delle realtà più importanti della scena performativa contemporanea come i Motus, avendo firmato le musiche dell’acclamato spettacolo Tutto Brucia. Tra femminismo e attivismo politico, il suo album più recente, Deep Dark Blue è un’esplosione dance-electro-punk intrisa di sovversione queer che vuole dare voce alla diversità, alle persone non binarie e “a tutte le favolose creature della Terra”.
Il giorno seguente, 15 luglio, luci puntate sull’esibizione di Sleap-e, power trio guidato dell’eclettica, talentuosa e irriverente musicista Asia Martina Morabito, insieme a Daniele Tramuto (Komarov Magnificent Backflip) e Carlo Cornacchia (Bazaar,Yolao). La musica della band è un irresistibile cortocircuito tra bossa nova, anti-folk ed egg punk.
Ancora una donna protagonista del palco allestito al Giardino Ducale Estense il 16 luglio, la sassofonista e musicista elettronica Laura Agnusdei, già in forze alla band indie Julie’s Haircut e oggi con due album da solista all’attivo (l’ultimo, del 2025, è Flowers Are Blooming In Antarctica). La caleidoscopica artista bolognese si muove in un territorio ibrido in cui convergono composizione elettroacustica, ricerca timbrica, free impro e retaggi jazz: vertiginose architetture soniche al servizio di una costante indagine sulle potenzialità del sassofono.
Il 17 luglio invece, spazio a Godblesscomputers, ultradecennale progetto del beatmaker, producer e dj Lorenzo Nada, instancabile ascoltatore e collezionista di suoni dalle salde radici nell’hip-hop, che in questi anni ha esplorato i vasti orizzonti dell’elettronica mantenendo però il calore e il groove della black music. Nei suoi due ultimi lavori, Late Night Dance e Dance Until Dawn, a dettare il ritmo è la musica house, nelle sue sfumature jazz, deep e retrò.
Anche la programmazione più alternativa che segna gli Open Stages ha la sua chiusura in grande stile: il 18 luglio al Giardino Ducale Estense a farla da padrone sarà una delle realtà più acclamate dalla critica internazionale: i C’mon Tigre, un duo che sviluppa la propria identità attraverso un collettivo di musicisti e artisti visivi provenienti da tutto il mondo. Più che semplice musica, quella dei C’mon Tigre è un linguaggio stratificato e transmediale che dal punto di vista sonoro si esprime in una commistione di afro-beat, jazz, funk e hip-hop, fortemente segnata da un immaginario cinematografico. Nel 2025 sono stati in tour per celebrare i primi 10 anni di una carriera che li ha visti collaborare con artisti diversi come Sean Kuti, Arto Lindsay, Xenia Franca e Giovanni Truppi, per citarne soltanto alcuni. Dopo il loro ultimo singolo K//A\K//A porteranno Jazz Open un nuovo live che mette al centro l’elettronica come linguaggio autonomo. Un rave da ascoltare e da ballare, dove i brani più spinti verso il dancefloor convivono con momenti di ascolto profondo e dove elettronica e tradizione dialogano senza gerarchie, tra sintetizzatori, sequencer oud, chitarre, basso, violoncello, xilofono, batteria e percussioni acustiche. 


 IN PIAZZA ROMA I CONCERTI DEGLI HEADLINER:

13 LUGLIO 
DIANA KRALL
GREGORY PORTER

14 LUGLIO
MOBY 

15 LUGLIO
PAROV STELAR
MEUTE

16 LUGLIO 
JAMIE CULLUM
JOSS STONE

17 LUGLIO 
LUCA CARBONI 

18 LUGLIO
JEAN-MICHEL JARRE


AL BALUARDO LA PROGRAMMAZIONE PIU’ PROPRIAMENTE JAZZ:

13 LUGLIO
EMMA SMITH 

14 LUGLIO
FRANCESCA TANDOI 

15 LUGLIO
ANDREA SABATINO

16 LUGLIO
MAMMAL HANDS

17 LUGLIO
AARON PARKS

18 LUGLIO
HERVE SAMB&BAND

ANNUNCIATA LA NUOVA LINE UP DEGLI OPEN STAGES, CONCERTI GRATUTI DEGLI ESPONENTI DELLA SCENA PIÙ CONTAMINATA E DI RICERCA:

13 LUGLIO
ALEX FERNET 

14 LUGLIO
R.Y.F. 

15 LUGLIO
SLEAP-E

16 LUGLIO
LAURA AGNUSDEI

17 LUGLIO
GODBLESSCOMPUTERS

18 LUGLIO
C’MON TIGRE

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Non solo Eric Johnson l'11 luglio all'Arena Fiera di Cagliari:
al concerto del chitarrista texano si aggiunge in apertura Matteo Mancuso in trio

Si arricchisce di un nuovo protagonista la serata dell'11 luglio all'Arena Fiera di Cagliari: al concerto, già annunciato, di Eric Johnson si aggiunge in apertura quello di un altro chitarrista, l'italiano Matteo Mancuso in trio con Riccardo Oliva al basso e Gianluca Pellerito alla batteria. Sarà dunque una notte dedicata alla chitarra in tutte le sue sfumature quella proposta dalla cooperativa Forma e Poesia nel Jazz, che metterà idealmente in dialogo due generazioni di grandi interpreti delle sei corde: da una parte il fuoriclasse texano, tra i più influenti strumentisti del rock degli ultimi quarant'anni; dall'altra uno dei talenti più interessanti emersi ultimamente sulla scena internazionale.
Classe 1996, nato e cresciuto nella provincia di Palermo, Matteo Mancuso si avvicina alla musica da bambino sotto la guida del padre Vincenzo. Dopo gli studi classici al liceo musicale e il diploma in chitarra jazz al Conservatorio di Palermo, si fa conoscere giovanissimo con il trio SNIPS, conquistando il pubblico dei social con una versione di "The Chicken" che totalizza milioni di visualizzazioni. Nel 2019 inizia la collaborazione con Yamaha Guitars partecipando al NAMM di Los Angeles, allo Young Guitar Festival di Bangkok e ad alcune masterclass in Russia; l'anno dopo fonda il trio con Stefano India al basso e Giuseppe Bruno alla batteria, e inizia a dare spazio alla vena compositiva presentando i suoi primi brani originali; da qui prende il via la prima intensa attività live in italia e in Europa che si svilupperà nel 2021 e 2022. Con la nuova formazione, composta da Riccardo Oliva al basso e Gianluca Pellerito alla batteria, nel 2023 pubblica il primo album a suo nome, "The Journey", seguito da un'intensa attività live tra Europa e Stati Uniti. È invece di quest'anno "Route 96", disponibile in Italia dallo scorso 20 febbraio, lavoro che vede la partecipazione di artisti come Steve Vai, Antoine Boyer e Valeriy Stepanov e che conferma la cifra stilistica di Matteo Mancuso: tecnica impressionante, senso melodico, libertà espressiva tra jazz, fusion e oltre. L'appuntamento dell'11 luglio all'Arena Fiera si conferma così tra gli eventi di punta della prossima estate musicale a Cagliari: un'unica serata, due concerti, due modi diversi e complementari di intendere la chitarra. I biglietti sono sempre in prevendita su boxofficesardegna.it e su formaepoesianeljazz.com: il posto numerato costa 34,50 euro.
Per informazioni, la segreteria di Forma e Poesia nel Jazz risponde al numero 388 3899755 e all'indirizzo formaepoesianeljazz@gmail.com. Notizie e aggiornamenti sul sito www.formaepoesianeljazz.com e sulla pagina www.facebook.com/FormaePoesianelJazz.

FPJ - Forma e Poesia nel Jazz - soc. coop. Soc.
tel. 388 38 99 755 • www.formaepoesianeljazz.com • formaepoesianeljazz@gmail.com
info@formaepoesianeljazz.com
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Time in Jazz scalda i motori della sua trentanovesima edizione:
dal 19 al 21 giugno a Berchidda la prima parte del festival diretto da Paolo Fresu.
E dall'8 al 16 agosto la seconda tranche
con il coinvolgimento di altri quindici centri del nord Sardegna.

Si avvicina a grandi passi il via alla trentanovesima edizione di Time in Jazz: presentato lo scorso aprile a Parigi, il festival ideato e diretto da Paolo Fresu entra ora nel vivo dei preparativi in vista della prima tranche in programma dal 19 al 21 giugno a Berchidda (Ss), preludio alle nove giornate che dall'8 al 16 agosto coinvolgeranno, insieme al paese alle falde del Limbara, altri quindici centri del nord Sardegna: Alà dei Sardi, Arzachena, Banari, Bortigiadas, Budoni, Loiri Porto San Paolo, Luras, Oschiri, Olbia, Porto Rotondo, Puntaldia, San Teodoro, Sant'Antonio di Gallura, Tempio Pausania (l'Agnata), Viddalba. Sotto il titolo "Kind of blue", in omaggio al centenario della nascita di Miles Davis, Time in Jazz numero trentanove propone un programma come sempre ricco e articolato, che intreccia musica, letteratura, arti visive, ambiente, formazione e partecipazione, trasformando piazze, campagne, chiese, pinete e spiagge in un grande teatro diffuso, con oltre settanta eventi e centinaia di artisti provenienti da tutto il mondo. Tra i protagonisti, Nils Petter Molvær, Nicholas Payton con il quintetto Butcher Brown, Fabrizio Bosso, Theon Cross, Flavio Boltro, Kokoroko, Amii Stewart, Apparat, Antonello Salis, Casadilego, Diodato, Giovanni Falzone, Matilde Gori, Dado Moroni, Attilio Zanchi, Gegè Munari e Gianni Cazzola. Se nella sua tranche di agosto il festival si snoderà, come sempre, tra Berchidda e gli altri centri località coinvolti, le tre giornate di gda venerdì 19 a domenica 21 – si svolgeranno interamente nel paese natale di Paolo Fresu, facendo base a Sa colte 'e su oltiju, il giardino di Sa Casara, ovvero l'ex caseificio che da anni ospita la sede di Time in Jazz. È qui che prenderà forma il primo movimento del festival: un prologo che non anticipa ma già contiene lo spirito dell'intera edizione numero trentanove.

Al via venerdì 19
La prima giornata, venerdì 19, si apre alle 19 con Il battito del Jazz, un incontro che vedrà due figure storiche del jazz italiano, Gegè Munari (classe 1934) e Gianni Cazzola (1938), dialogare con il direttore artistico Paolo Fresu; un momento che non guarderà solo alla memoria, ma alla trasmissione: due maestri della batteria racconteranno un'epoca, un modo di stare nella musica, un ritmo che ha attraversato generazioni. Gegè Munari e Gianni Cazzola, portano con sé un patrimonio di storie, aneddoti, esperienze vissute sui palchi e nelle sale di registrazione che hanno segnato decenni di musica. Il loro dialogo con Fresu non sarà un'intervista, ma un intreccio di memorie e visioni, un racconto a più voci della vitalità di un'epoca e la sua eredità nel presente. In serata, alle 21, il palco accoglierà il trio del chitarrista Peppe Spanu con Antonio Argiolas alla batteria e Angelo Salaris al basso elettrico e ai synth: un progetto strumentale nato dall'incontro fra tre musicisti legati da una forte sintonia musicale e da una comune passione per il linguaggio del rock e del jazz contemporaneo. Le composizioni originali di Spanu costituiscono l'ossatura del repertorio, brani caratterizzati da groove incisivi, grande attenzione al suono e ampi spazi dedicati all'interplay e all'improvvisazione. E, accanto agli originali, spazio anche ad alcune cover rilette in chiave personale, ispirate alla tradizione del rock degli anni '70. Alle 22:30 torneranno in scena Gegè Munari e Gianni Cazzola, stavolta seduti dietro i loro piatti e tamburi per dare vita a "Seniors", una produzione originale Insulae Lab (il centro di produzione musicale di Time in Jazz), alla testa di un gruppo di giovani scelti per l'occasione: Cesare Mecca alla tromba, Gabriel Marciano al sax contralto, Attilio Costantino alla chitarra e Davide Di Mascio al contrabbasso. Con proposte musicali fedeli alla linea dei due big, il concerto proporrà arrangiamenti ad hoc per questa formazione e rielaborati durante la residenza artistica. Decisamente altri suoni e atmosfere nel dopoconcerto che chiuderà la serata inaugurale intorno alla mezzanotte così come le successive: il dj set di Dj Cris, al secolo Cristian Orsini, classe 1973, cofondatore nel 1990 del gruppo rap W.A.R. poi rinominato MAS, degli S.O.S. Machines nel 2004 e, nel 2013, della band Tempi di Cris (due dischi all'attivo). Lungo e di alto profilo l'elenco delle sue collaborazioni sviluppate nel corso degli anni con artisti come Paolo Fresu, il Quartetto Alborada, Gavino Murgia, Roberto Cipelli, Tino Tracanna, Dieter Ilg e Roberto Dani nel progetto "Sansa Quartet", Luca Aquino, Malam, Menhir, Francesco Piu e Pierpaolo Vacca, tra gli altri.

Sabato 20 giugno la seconda giornata
Anche la seconda giornata prenderà il via alle 19 con l'incontro con un altro grande musicista, Antonello Salis, a colloquio con l'amico e collega di sempre Paolo Fresu. Blu come libertà, questo il titolo scelto per l'appuntamento, culminerà con la consegna del Premio alla Carriera al pianista e fisarmonicista sardo, figura imprescindibile del jazz italiano: un riconoscimento che è anche un abbraccio del festival alla sua storia. Settantasei anni compiuti lo scorso febbraio, Antonello Salis è un artista dalla creatività inesauribile che ha attraversato generi, linguaggi e generazioni con libertà assoluta. Il dialogo con Fresu si annuncia come un viaggio nella sua vita musicale, nei suoi incontri, nelle sue invenzioni: un ritratto vivo, affettuoso, necessario, che l'indomani sera avrà una rappresentazione plastica in un'esibizione in solo di Antonello Salis in sostituzione del previsto concerto del trio di Enrico Pieranunzi. Via alla musica dal vivo a partire dalle 21. A salire per prima sul palco sarà Casadilego, polistrumentista e interprete sopraffina, una voce e un carisma che rappresentano un unicum nell'attuale panorama musicale italiano. Classe 2003, Casadilego – al secolo Elisa Coclite – ha incantato giudici e pubblico della quattordicesima edizione di X Factor Italia vincendola e confermando il suo talento in una serie esperienze artistiche: ha duettato con Ed Sheeran, ha aperto dal vivo per artisti come Carmen Consoli, Daniele Silvestri, Max Gazzè, Ben Harper, Asaf Avidan, è stata protagonista nel film di Fabio Mollo "My Soul Summer" e co-protagonista della versione italiana di "Lazarus", l'opera rock di David Bowie, al fianco di Manuel Agnelli e Michela Lucenti. Lo scorso gennaio Casadilego ha firmato il suo primo album, "Silenzio (tutto di me)", che detta titolo e contenuti del tour che sabato 20 approda a Berchidda, unica tappa in Sardegna. Alle 22:30 arrivano i Gaia Cuatro, ensemble nato nel 2003 a Parigi dall'incontro tra due musicisti giapponesi - Aska Kaneko al violino e alla voce, Tomohiro Yahiro alle percussioni - e due argentini: il pianista Natalio Mangalavite e il contrabbassista Carlos Buschini. La musica del quartetto supera i confini del tango e delle tradizioni continentali, fondendo culture diverse in un linguaggio contemporaneo ricco di colori e suggestioni, l'intensità ritmica e poetica della tradizione argentina con l'eleganza e la raffinatezza della sensibilità giapponese. Le loro composizioni, tutte originali, mescolano maturità, spontaneità e grande spazio all'improvvisazione. Cinque gli album all'attivo, due dei quali con Paolo Fresu ospite, proprio come nella serata di sabato 20 giugno a Berchidda. Serata che si chiuderà, come la precedente, con il dj set di Dj Cris, alla consolle a partire dalla mezzanotte circa.
Domenica 21 giugno sipario sulla prima tranche del festival. La giornata conclusiva di questo prologo di giugno del trentanovesimo Time in Jazz – domenica 21, solstizio d'estate - si aprirà a mezzogiorno con Mario Ganau e il suo "Miniatures", altro progetto ospitato dal centro di produzione musicale Insulae Lab. Pianista, compositore, producer e didatta, cinque album all'attivo come leader e co-leader, la sua ricerca estetica si muove nel punto d'incontro tra pianoforte acustico, elettronica e sound design, in un territorio di confine tra improvvisazione libera e composizione, con elementi che appartengono al mondo della musica classica contemporanea, del jazz, della musica d'ambiente e per immagini. Nei suoi progetti Mario Ganau lavora sulla risonanza, sulla fragilità del suono, sul rapporto tra spazio e silenzio, con un approccio che intreccia minimalismo, ambient ed estetiche elettroacustiche contemporanee. Elementi che ritornano anche in "Miniatures", dove l'improvvisazione dialoga con la forma scritta, un frammento nato spontaneamente può diventare un tema, e un'idea composta può aprirsi all'imprevisto. Alle 19:00, il consueto spazio dedicato agli incontri vede stavolta protagonista proprio il padrone di casa, Paolo Fresu, con la presentazione di "Qualcosa di Miles", il podcast di RAI Radio 3 che ha scritto con Antonia Tessitore e Daria Corrias, che sarà presente all'appuntamento. Un ritratto parziale e personale del grande trombettista afroamericano che nella sua produzione artistica aveva sempre lo sguardo rivolto al futuro: «Il messaggio artistico ed umano di Miles Davis continua ad essere attuale» sottolinea Fresu: «Raccontare attraverso Davis anche me stesso e il mio apprendistato è un'occasione straordinaria per mettere la musica al centro delle scoperte dimostrando quanto essa sia importante nelle nostre vite.» Poi, a partire come sempre dalle 21, spazio alla musica dal vivo. Protagonista del primo set della serata Antonello Salis che, come anticipato, sostituirà il concerto inizialmente previsto dell'Enrico Pieranunzi Trio. "Salis Solo", questo il titolo della sua performance, mette in luce tutta la straordinaria libertà espressiva del musicista sardo di nascita e romano di adozione. Tra pianoforte e fisarmonica, Antonello Salis costruisce un percorso imprevedibile che attraversa composizioni originali, suggestioni jazz, rock e avanguardia, dando ampio spazio all'improvvisazione, cifra distintiva del suo linguaggio artistico. Virtuosismo, energia e creatività si fondono in una performance intensa e coinvolgente, capace di trasformare ogni esibizione in un'esperienza unica e irripetibile. Alle 22:30 il compito di chiudere la giornata — e questo primo movimento del festival — spetterà alla cantautrice e autrice Ilaria Porceddu e al sassofonista, compositore e producer Emanuele Contis; accompagnati da Nicola Vacca alla batteria e alla chitarra, presentano "Lùmia", un progetto consegnato alle tracce dell'omonimo album, disponibile proprio dai primi giorni di questo mese di giugno. Sul palco, Ilaria Porceddu ed Emanuele Contis sono il centro creativo e narrativo del concerto: voce, pianoforte, elettronica, sax e strumenti processati convivono in una struttura aperta, in cui la canzone rappresenta il punto di partenza per un lavoro continuo di espansione e trasformazione sonora, tra composizione e destrutturazione, alternando tensione ritmica, sospensione e sottrazione. In questo equilibrio si inserisce Nicola "Ninu" Vacca a sostenere le architetture del duo con una presenza ritmica densa e strutturata e sulla costruzione degli spazi e dei silenzi, ampliando continuamente il respiro del suono collettivo. Il risultato è un concerto immersivo e in continua evoluzione, in cui songwriting, minimalismo contemporaneo, improvvisazione e sensibilità cinematografica convivono senza gerarchie definite. Poi, a seguire, il consueto dj set con Dj Cris saluterà il pubblico dando appuntamento ad agosto per la seconda tranche di Time in Jazz numero trentanove.

Time in Jazz
Kind of blue in June
Berchidda (Ss) • 19 > 21 giugno 2026

con la direzione artistica di Paolo Fresu

Venerdì 19 giugno • Sa Casara – Sa colte ‘e su oltiju
h. 19:00
"Il battito del Jazz" • Gegè Munari e Gianni Cazzola in dialogo con Paolo Fresu

h. 21:00
Peppe Spanu with Antonio Argiolas & Angelo Salaris

h. 22:30
Gianni Cazzola – Gegè Munari • "Seniors"
produzione originale Insulae Lab

h. 24:00
Dj Chris

Sabato 20 giugno • Sa Casara – Sa colte ‘e su oltiju
h. 19:00
"Blu come libertà" • Incontro con Antonello Salis in dialogo con Paolo Fresu
e consegna del Premio alla Carriera

h. 21:00
Casadilego • "Silenzio (tutto di me)"

h. 22:30
Gaia Cuatro feat. Paolo Fresu

h. 24:00
Dj Chris


Domenica 21 giugno • Sa Casara – Sa colte ‘e su oltiju
h. 12:00
Mario Ganau • "Miniatures"
progetto ospitato da Insulae Lab - centro di produzione musica

h. 19:00
"Qualcosa di Miles" • Presentazione del Podcast RaiPlay Sound
con Paolo Fresu, Daria Corrias e Antonia Tessitore

h. 21:00
Antonello Salis • "Salis Solo"

h. 22:30
Ilaria Porceddu – Emanuele Contis • "Lùmia"
special guest Nicola Vacca

h. 24:00
Dj Chris

Dall'8 al 16 agosto la seconda tranche 
Time in Jazz è un ecosistema culturale, un festival che intreccia musica, arti visive, letteratura, ambiente, formazione e partecipazione. Anche la prossima estate, come sempre, insieme ai concerti troveranno spazio le mostre, le presentazioni di libri e gli incontri con gli autori, le iniziative dedicate alla sostenibilità, momenti enogastronomici e la sezione Time to Children dedicata ai più piccoli. È la musica, come sempre, a fare la parte del leone nel denso e variegato cartellone, con un nutrito e qualificato cast internazionale che conta nomi di primissimo piano della scena nazionale e internazionale; spiccano i trombettisti e gli omaggi, più o meno dichiarati, al dedicatario di questa edizione, Miles Davis: ecco allora lo stesso Paolo Fresu con il rodatissimo successo del suo spettacolo teatrale e musicale "Kind of Miles"; ecco poi lo statunitense Nicholas Payton con il quintetto Butcher Brown in un progetto che celebra insieme il centenari0 della nascita di  Davis e quello di un altro gigante del jazz qual è stato John Coltrane; e, ancora, Giovanni Falzone che con la Libera Band presenta una "Suite for Miles" appositamente commissionata da Time in Jazz, e il Miles Smiles Quartet creato da Flavio Boltro per celebrare il centenario del "Principe delle tenebre". Nel solco aperto da Miles Davis si muove anche il norvegese Nils Petter Molvær, atteso a Berchidda con la ripresa live del suo storico album "Khmer", che trent'anni fa ha segnato un'epoca e continua a essere un riferimento per chi lavora sulle intersezioni tra jazz, elettronica e paesaggio sonoro. Dalle stesse latitudini geografiche e musicali arriva uno dei più importanti esponenti del nu-jazz, il pianista, compositore e produttore norvegese Bugge Wesseltoft, che a Time in Jazz proporrà una versione totalmente "solista" di "Am Are", quinto capitolo di una serie di album registrati con diversi illustri ospiti. La tromba è lo strumento d'eccellenza anche di altri protagonisti del festival: Markus Stockhausen in duo con il compositore e suonatore di santur iraniano Alireza Mortazavi; Fabrizio Bosso col suo quartetto; Luca Aquino col fisarmonicista Natalino Marchetti; Giorgio Li Calzi che con Valerio Corzani nel ruolo di narratore darà vita a "Nica's Dream. I musicisti di jazz e i loro tre desideri"; la catalana Andrea Motis col suo Guitar Trio, e poi la giovane Matilde Gori (classe 2001), che a Berchidda riceverà il Premio Biorepack che il consorzio nazionale per il riciclo delle bioplastiche compostabili, partner del festival, destina all'artista più visionario presente al festival. Trombe e altri fiati compaiono poi tra le file della Bandakadabra (cui spetta quest'anno la consueta traversata marittima in musica da Livorno a Golfo Aranci a bordo di una motonave della Sardinia Ferries), della Koro Almost Brass, del gruppo Satoyama e dell'immancabile Banda Musicale "Bernardo De Muro", nei cui ranghi Paolo Fresu ha mosso i primi passi del suo lungo e fortunato cammino tra le note. Un altro ottone che brillerà a Berchidda è la tuba di Theon Cross, una delle figure chiave della nuova scena londinese da cui arriveranno anche i Kokoroko con la loro miscela di fiati, ritmi afro, synth e  groove coinvolgenti per animare la tradizionale festa di Ferragosto che chiuderà la serie di concerti in programma sul palco centrale del festival in Piazza del Popolo. L'indomani spetterà poi al "padrone di casa", Paolo Fresu, nel collaudato e affiatatissimo duo col bandoneonista Daniele di Bonaventura, il compito di suggellare il trentanovesimo Time in Jazz nell'ormai consueto ultimo atto in scena la sera del 16 agosto alla Peschiera di San Teodoro. Ma nel frattempo altri omaggi in musica saranno stati offerti nel corso delle nove giornate di agosto. Dado Moroni proporrà una sua personale visione "pianistica" del mondo di Miles Davis, mentre il contrabbassista Attilio Zanchi renderà tributo a un altro gigante del jazz, Charles Mingus. Jazz ma non solo anche in questa edizione del festival: ecco quindi Apparat, da oltre vent'anni una delle figure più influenti della musica elettronica tedesca; ecco poi Amii Stewart, un'artista che ha affascinato generazioni di fan con la sua voce potente e la sua carismatica presenza; ed ecco Diodato, uno dei cantautori più intensi ed eleganti della scena italiana, che sarà il protagonista del tradizionale concerto tributo a Fabrizio De André a L'Agnata, uno degli eventi più attesi di ogni edizione di Time in Jazz.
Il festival sarà anche l'occasione per esporre in vetrina alcune delle produzioni varate dall'"officina" di Insulae Lab, il centro di produzione musicale di Time in Jazz: "Atlantide. Il soffio, il suono, il mare" del Quartetto Atlantis guidato da un altro trombettista, Francesco Lento; "Universal Chords" del sassofonista Raffaele Casarano e il chitarrista ungherese Ferenc Snétberger; "Elektro Dixie", un progetto che bascula tra passato e futuro mettendo insieme due batteristi, Stefano Bagnoli e Christian Meyer, Giuseppe Vitale al pianoforte e alle tastiere, e Federico Malaman al basso elettrico; e poi "La storia siamo noi", dove il romanziere Flavio Soriga racconta vicende e personaggi della storia sarda accompagnato dalle atmosfere musicali di Gianluca Pischedda al violoncello e all'elettronica. 
Sotto l'insegna di Insulae Lab si riconosce anche Time After Time, la serie di appuntamenti con la musica dal vivo in programma dopo i concerti serali nella piazzetta antistante il palco di Piazza del Popolo a Berchidda. Anche quest'anno, il compito di guidare le danze è affidato al talento dell'organetto diatonico Pierpaolo Vacca, chiamato a suonare con un artista ogni sera diverso: lo si vedrà quindi duettare con Francesco Piu, tra i protagonisti della chitarra blues in Italia, con il poliedrico Moses Concas e il suo mix pulsante di armonica e beatbox, con la cantante e producer Suz e il chitarrista Davide Angelica, e con WhiteFang, ovvero il chitarrista e cantante Luca Cadeddu Palmas affiancato da  Fabio Bruno al basso e Alessandro Di Felice alla batteria. Poi, ancora musica nelle notti berchiddesi: spente le luci sul palco di Time After Time, sale alla consolle Renton con i suoi dj set tra techno, house e minimal, reminiscenze funky, disco e bass music. A completare il ricco e multiforme palinsesto musicale, torna anche quest'anno il FestivalBar, la vetrina di solisti e gruppi in scena ogni sera in un diverso bar di Berchidda: ospiti in questa edizione la musicista elettronica Gold Mass, il duo indie folk Pick n' Bow di Samuele Rampani e Virginia Sutera, il trio rock'n'roll/rockabilly The Dangerous 3, e il duo di musica elettronica TAAL di Luigi Mastandrea e Fabio Arcifa.
 
Non solo musica a Time in Jazz 
Tanta musica, dunque, a Time in Jazz; ma non solo. Tra gli appuntamenti abituali e più seguiti di ogni edizione del festival rientra Time to Read, la sezione dedicata agli incontri con i libri e i loro autori; aprirà la serie, a Sa Casara, una firma illustre della critica jazzistica, lo statunitense Ashley Kahn, con uno dei suoi saggi più fortunati e in tema con il festival: "Kind of Blue: storia e fortuna del capolavoro di Miles Davis" (il Saggiatore, 2003). Altri ospiti nei giorni successivi a Sa Casara, Salvatore Niffoi con "La rosa e lo spiedo" (La nave di Teseo, 2026) e Alessandro Bergonzoni con "Aprimi cielo. Dieci anni di raccoglimento, articolato" (Garzanti, 2020). Reno Brandoni presenterà invece il suo "L'urlo di Miles" (casa editrice Le Ruzzole, 2026) nel tradizionale evento di Ferragosto nella campagna intorno a Berchidda, dove il festival trascorre la giornata con tutta una serie di appuntamenti in programma nelle chiesette campestri di San Michele e di Santa Caterina. Qui, oltre al sempre affollatissimo pranzo a base dei piatti tipici della cucina locale, il pubblico ritroverà Alessandro Bergonzoni protagonista di uno speech nel suo inconfondibile stile affabulatorio, ironico e dissacrante, fatto di giochi di parole, calembour e battute surreali. A scandire il Ferragosto campestre interverrà anche un evento nell'ambito di Time to Children, la sezione del festival dedicata ai più piccoli: "Gufo Rosmarino e il libro che cerca casa", un nuovo capitolo della serie di racconti scritti e interpretati dall'attore e regista Giancarlo Biffi, accompagnato dagli interventi musicali di Paolo Fresu, della violinista Sonia Peana e della cantante Catia Gori. Curato proprio da queste ultime, in collaborazione l'associazione nazionale Il Jazz va a Scuola, Time to Children rinnova anche nella prossima edizione del festival il suo impegno nell'educazione emotiva e relazionale delle bambine e dei bambini attraverso spettacoli, laboratori e mostre, con la musica e l'arte a fare da filo conduttore e da linguaggio universale e portatore di creatività ed espressività. «Forse è proprio così che nasce la musica» sottolinea la direttrice artistica Sonia Peana: «da un gioco, da un'intuizione, da un'emozione. Time to children è un invito a ritrovare quello sguardo, offrendo a bambine e bambini un viaggio fatto di suoni, creatività e libertà, all'interno di un grande festival jazz». A condurre i laboratori e le altre attività, dal 10 al 15 agosto negli spazi di Sa colte ‘e su ‘oltiju, saranno musicisti come Christian Meyer con Silvia Bolbo nel loro "In viaggio con la musica", Pitrek e Spitrek, ovvero la violinista e polistrumentista Valeria Sturba e il violoncellista Giuseppe Franchellucci,  Catia Gori con Kind InCanto e poi in trio con Alessandro Maltoni e Sonia Peana in "Mai dire Miles", l'organettista Pierpaolo Vacca in "Storia di un uomo magro" con l'attore e regista Paolo Floris che farà coppia anche con la regista Michela Anedda nel Jazz Motion - Stop Motion Lab; e ancora, Roberto De Nittis e Sebastian Mannutza in "Milestoys", Franco Lorenzoni e Roberta Passoni in "Come la piccola Luna oscura il grande Sole", e ancora Flavio Soriga, Riccardo Atzeni e Renzo Cugis con "Signor Salsiccia". Consueto anche lo spazio dedicato alle mostre. Nei locali di Sa Casara saranno esposte le fotografie scattate l'anno scorso durante il festival da Francesca Sara Cauli e David Morresi: "What a Wonderful World", come dichiara il titolo, è il racconto per immagini della passata edizione di Time in Jazz, con i suoi volti, le sue emozioni e le sue suggestioni. CasArt è invece l'esposizione permanente della Collezione di Arte contemporanea nata nel 1997 in seno al progetto PAV (Progetto Arti Visive), grazie al contributo degli artisti che hanno partecipato alle iniziative del festival nel corso del tempo. Sempre a  Sa Casara sono esposte anche le tavole originali di Alessandro Sanna per il libro “Crescendo”, edito da Gallucci: un viaggio per immagini dei nove mesi di gravidanza attraverso tutti i gradi di crescita della pancia della mamma. Ad accompagnare l'inaugurazione delle mostre, che resteranno aperte per tutta la durata del festival, un brindisi in collaborazione con la Cantina Sociale Giogantinu. Gli scatti di Francesca Sara Cauli popolano anche "Time in Jazz Diary 2025" (POSTCARD 2025), la pubblicazione che la stessa fotografa presenterà nell'ultima giornata del festival in dialogo con Paolo Fresu al Museo del Vino di Berchidda.
  
XXXIX Festival internazionale
Time in Jazz
Kind of blue
Berchidda (Ss) e altre località del nord Sardegna

8 > 16 agosto 2026
con la direzione artistica di Paolo Fresu

Sabato 8 agosto  

Traversata marittima sulle navi gialle della Sardinia Ferries
Livorno - Golfo Aranci > Partenza h. 7:45 - Arrivo h. 16.45
Bandakadabra

h. 18:00 - Puntaldia, Consorzio Puntaldia, Golf Club buca 9
Amii Stewart • "Back to my Roots"

h. 21:30 - Porto Rotondo, Teatro all'aperto Mario Ceroli 
Andrea Motis Guitar Trio feat. Josep Traver & Jurandir Da Silva

Domenica 9 agosto 

h. 12:00 - Berchidda, Sa Casara
Inaugurazione di mostre ed esposizioni
*Le mostre resteranno aperte per tutta la durata del festival.
Maggiori dettagli nella sezione "Mostre ed Esposizioni".
Brindisi inaugurale in collaborazione con la Cantina Sociale Giogantinu di Berchidda
Francesca Sara Cauli e David Morresi • Time to Time 2025
What a Wonderful World • mostra fotografica
Il racconto per immagini della passata edizione del festival, con i suoi volti, le sue emozioni e le sue suggestioni

A SEGUIRE

Presentazione e degustazione della bottiglia da collezione e della linea di prodotti della Cantina Giogantinu

h. 18:00 - Tempio Pausania, L'Agnata  SOLD OUT
Diodato
Concerto per Fabrizio De André
Produzione originale Time in Jazz in collaborazione con la Fondazione De André
Aperitivo realizzato in collaborazione con la Cantina Sociale Giogantinu di Berchidda

Lunedì 10 agosto

h. 11:00 - Viddalba, Chiesetta di San Leonardo
Attilio Zanchi • "Mingus Portrait"

h. 18:00 – Luras
Flavio Boltro Miles Smiles Quartet

h. 21:30 - Arzachena, Li Conchi
Stefano Bagnoli, Christian Meyer, Giuseppe Vitale e Federico Malaman • "Elektro Dixie"
Produzione originale Insulae Lab 2025

Martedì 11 agosto

h. 11:00 - Budoni, Pineta di Sant'Anna
Giovanni Falzone Libera Band • "Suite for Miles"

h. 18:00 - Loiri Porto San Paolo, Porto Taverna
Luca Aquino & Natalino Marchetti

h. 21:30 - Berchidda, Piazza del Popolo
PAOLO FRESU • "KIND OF MILES"


A seguire 
Time After Time
Berchidda, Piazzetta di legno
Pierpaolo Vacca with Francesco Piu
Progetto ospitato dal Centro di produzione Insulae Lab (Time in Jazz)

A seguire
Renton • "A Not necessary Mix"
Dj set

Mercoledì 12 agosto

h. 11:00 - Bortigiadas, Chiesa della Santissima Trinità
Giorgio Li Calzi e Valerio Corzani • "Nica's Dream - I musicisti di jazz e i loro tre desideri"

h. 18:00 - Banari, Sa Caminera
Francesco Lento Quartetto Atlantis• "Atlantide. Il soffio, il suono, il mare"
Produzione originale Insulae Lab 2025

h. 21:15 - Berchidda, Piazza del Popolo
Consegna del Premio Biorepack in Jazz a Matilde Gori
A seguire
MATILDE GORI TRIO

h. 23:00 - Berchidda, Piazza del Popolo 
NILS PETTER MOLVÆR • "KHMER"

A seguire 
Time After Time
Berchidda, Piazzetta di legno
Pierpaolo Vacca with WhiteFang
Progetto ospitato dal Centro di produzione Insulae Lab (Time in Jazz)

A seguire
Renton • "A Not necessary Mix"
Dj set

Giovedì 13 agosto

h. 11:00 – Olbia (sede da definire)
Markus Stockhausen e Alireza Mortazavi • "Hamdelaneh"

h. 18:00 - Oschiri, Chiesa di Nostra Signora di Castro
Raffaele Casarano e Ferenc Snétberger • "Universal Chords"
Produzione originale Insulae Lab 2025

h. 21:30 - Berchidda, Piazza del Popolo 
BUGGE WESSELTOFT solo – "Am Are"

h. 22:30 - Berchidda, Piazza del Popolo
APPARAT

A seguire
Time After Time
Berchidda, Piazzetta di legno
Pierpaolo Vacca with Moses Concas
Progetto ospitato dal Centro di produzione Insulae Lab (Time in Jazz)

A seguire
Renton • "A Not necessary Mix"
Dj set"

Venerdì 14 agosto

h. 11:00 – Sant'Antonio di Gallura, Parco di San Giuseppe
Satoyama

h. 18:00 – Alà dei Sardi, Chiesa di San Francesco
Koro Almost Brass

h. 21:30 - Berchidda, Piazza del Popolo 
THEON CROSS

h. 23:00 - Berchidda, Piazza del Popolo
NICHOLAS PAYTON with BUTCHER BROWN GROUP • "The music of Miles / Coltrane @ 100: Kind of Blue revisited and revamped"

A seguire 
Time After Time
Berchidda, Piazzetta di legno
Pierpaolo Vacca with Suz & Davide Angelica
Progetto ospitato dal Centro di produzione Insulae Lab (Time in Jazz)

A seguire
Renton • "A Not necessary Mix"
Dj set

Sabato 15 agosto

h. 10:00 - Berchidda, Chiesa di San Michele
Time To Children
I racconti nel bosco con Gufo Rosmarino
"Gufo Rosmarino e il libro che cerca casa"
con Giancarlo Biffi, Paolo Fresu, Sonia Peana, Catia Gori e guests
Spettacolo per persone da 3 a 110 anni

h. 11:00 - Berchidda, Chiesa di San Michele
Time To Speak
Alessandro Bergonzoni
NON COPRIRE LE DISTANZE MA SCOPRIR LE VICINANZE
(esser sollevazione)
Miles (of) Davis
Le miglia di Davis?

h. 11:30 - Berchidda, Chiesa di San Michele
Dado Moroni • "Kind of Blue"
Berchidda, Chiesa di Santa Caterina
Pranzo berchiddese

h. 17:00 - Berchidda, Chiesa di Santa Caterina
Time To Read
Reno Brandoni • "L'urlo di Miles" (casa editrice Le Ruzzole, 2026)

h. 18:00 – Berchidda, Chiesa di Santa Caterina
Flavio Soriga e Gianluca Pischedda • "La storia siamo noi. Voci, suoni e appunti di Sardegna"
Produzione originale Insulae Lab 2025

h. 19:30 - Berchidda, Piazza Funtana Inzas
Banda Musicale Bernardo De Muro con il maestro Giovanni Scanu e guest • "Miles!"

h. 21:30 - Berchidda, Piazza del Popolo 
FABRIZIO BOSSO QUARTET • "ROUTES"

h. 23:00 - Berchidda, Piazza del Popolo
KOKOROKO

Domenica 16 agosto

h. 12:00 - Berchidda, Museo del vino - Enoteca regionale
Presentazione progetto editoriale
"Time in Jazz Diary 2025" (Postcard 2026) di Francesca Sara Cauli
Paolo Fresu in dialogo con l'autore
Aperitivo realizzato in collaborazione con la Cantina Sociale Giogantinu di Berchidda

h. 18:00 - San Teodoro, Peschiera
Paolo Fresu & Daniele Di Bonaventura • "Blu come questo mare"
Aperitivo realizzato in collaborazione con la Cantina Sociale Giogantinu di Berchidda
Festivalbar
a cura di Luca Devito
Una rassegna dei più interessanti progetti isolani, ospitati dai bar di Berchidda trasformati per l'occasione in piccoli club di musica all'aperto

8 agosto – Muretto Café - h. 21:30
Pick n' Bow

9 agosto - Bar K2 - h. 21.30
Pick n' Bow

10 agosto – Bar KataLeya- h. 21:30
_TALL_

11 agosto - Café Rosé - h. 20
_TALL_

12 agosto – Bar KataLeya- h. 20
Gold Mass

13 agosto – Jazz Pub - h. 20
Gold Mass

16 agosto - Caffetteria della Piazza - h. 22:00
The Dangerous 3

Time to Street
Berchidda - 10, 11, 12, 13, 14 agosto - h. 19:30
Bandakadabra

Street parade nelle vie e nelle piazze del paese di Berchidda

TIME TO CHILDREN 
10 - 15 agosto 2026

10 agosto - h. 10:30 - "Sa colte 'e su 'oltiju"
Christian Meyer e Silvia Bolbo • In viaggio con la musica
4 > 110 anni

• 10 agosto - h. 17:00 - "Sa colte 'e su 'oltiju"
Ines Casu e Salvatore Cringoli • L'arcobaleno della pace
5 > 11 anni
Max 20 partecipanti

11 agosto - h. 10:00 - "Sa colte 'e su 'oltiju"
Franco Lorenzoni e Roberta Passoni • Come la piccola Luna oscura il grande Sole
7 > 14 anni - Max 20 partecipanti

11 agosto - h. 17:00 - "Sa colte 'e su 'oltiju"
Paolo Floris e Pierpaolo Vacca • Storia di un uomo magro
11 > 100 anni

12 agosto - h. 10:30 - "Sa colte 'e su 'oltiju"
Michela Anedda e Paolo Floris • Jazz Motion - Stop Motion Lab (I parte)
6 > 14 anni - Max 15 partecipanti

12 agosto - h. 16:00 - "Sa colte 'e su 'oltiju"
Catia Gori • kind InCanto
6 > 16 anni

12 agosto - h. 17:00 - "Sa colte 'e su 'oltiju"
Valeria Sturba e Giuseppe Franchellucci • Pitrek Spitrek
2 > 10 anni

13 agosto - h. 10:30 - "Sa colte 'e su 'oltiju"
Michela Anedda e Paolo Floris • Jazz Motion - Stop Motion Lab (II parte)
6 > 14 anni - Max 15 partecipanti

13 agosto - h. 16:00 - "Sa colte 'e su 'oltiju"
Catia Gori • kind InCanto
6 > 16 anni

13 agosto - h. 17:00 - "Sa colte 'e su 'oltiju"
Roberto De Nittis e Sebastian Mannutza • Milestoys
6 > 12 anni

14 agosto - h. 10:30 - "Sa colte 'e su 'oltiju"
Trio AlCaSo: Catia Gori, Alessandro Maltoni e Sonia Peana • Mai dire Miles
6 > 11 anni

14 agosto - h. 16:00 - "Sa colte 'e su 'oltiju"
Catia Gori • kind InCanto
6 > 16 anni

14 agosto - h. 17:00 - "Sa colte 'e su 'oltiju"
Flavio Soriga, Riccardo Atzeni e Renzo Cugis • Signor Salsiccia
6 > 12 anni

15 Agosto - h. 10:00 - Berchidda, Chiesa di San Michele
I racconti nel bosco con Gufo Rosmarino
"Gufo Rosmarino e il libro che cerca casa"
con Giancarlo Biffi, Paolo Fresu, Sonia Peana, Catia Gori e guests
3 > 110 anni

Biglietti, abbonamenti e info
Biglietti e gli abbonamenti per Time in Jazz 2026 sono in vendita su Vivaticket. Per il prologo di giugno a Berchidda, l'ingresso alla serata inaugurale del 19 giugno è gratuito, mentre per gli appuntamenti del 20 e 21 giugno il costo del biglietto è di 12 euro. L'abbonamento per entrambe le serate costa 20 euro. Per gli under 27 è prevista una riduzione del 50 per cento. Sempre su Vivaticket sono in vendita anche i biglietti e gli abbonamenti per le cinque serate in programma dall'11 al 15 agosto sul palco di Piazza del Popolo a Berchidda. L'abbonamento intero costa 150 euro, 142 euro il ridotto, mentre i biglietti singoli variano in base alla serata: 40 euro per gli appuntamenti dell'11 agosto con "Kind of Miles" di Paolo Fresu e del 13 agosto con Bugge Wesseltoft e Apparat; 30 euro per le serate del 12 agosto con Matilde Gori e Nils Petter Molvær e del 14 agosto con Theon Cross e Nicholas Payton with Butcher Brown; 20 euro per il primo set del 15 agosto con il Fabrizio Bosso Quartet. Nella seconda parte della serata di Ferragosto, con i Kokoroko, l'ingresso sarà invece gratuito. Le riduzioni sono valide anche per i soci Time in Jazz e per gli spettatori over 65. Restano gratuiti tutti i concerti in decentramento, ad eccezione del concerto-omaggio a Fabrizio De André in programma il 9 agosto a L'Agnata con Diodato, ma che registra già il tutto esaurito.
Per vivere al meglio il festival è disponibile gratuitamente la nuova APP ufficiale "TIME IN JAZZ", che consente di consultare il programma aggiornato, acquistare i biglietti, orientarsi tra le sedi degli eventi grazie alla mappa interattiva e ricevere notifiche in tempo reale su eventuali variazioni. L'APP offre inoltre informazioni sul territorio, sulle strutture ricettive e contenuti di approfondimento dedicati alla manifestazione. È scaricabile dall'App Store di Apple (iOS) e dal Google Play Store (Android).
Per informazioni e assistenza è attiva la segreteria di Time in Jazz al numero 320 3874963 e all'indirizzo info@timeinjazz.it. Tutti gli aggiornamenti sul programma sono disponibili sul sito www.timeinjazz.it e sui canali social Facebook, Instagram, Threads, YouTube e Whatsapp.
La trentanovesima edizione del festival Time in Jazz è promossa e organizzata dall'associazione culturale Time in Jazz con il contributo del Ministero della Cultura, dell'Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport e dell'Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma della Sardegna, della Comunità Montana Monte Acuto, delle Amministrazioni Comunali di Berchidda e degli altri centri coinvolti, della Fondazione di Sardegna, di Illumia, del Banco di Sardegna, di Corsica Ferries–Sardinia Ferries e di Biorepack, mentre Radio Monte Carlo è anche quest'anno la radio ufficiale di Time in Jazz.


Associazione culturale TIME IN JAZZ
via Umberto I, 37 • 07022 Berchidda
tel. 320 38 74 963 • e-mail: info@timeinjazz.it
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DROMOS FESTIVAL

La prima rivelazione di Dromos 2026: i Subsonica in concerto
il 16 agosto a Cabras (OR), unica data in Sardegna del tour "Terre rare 96-26"

Il festival Dromos, appuntamento immancabile dell'estate musicale in Sardegna, scopre la prima carta dal mazzo della sua ventottesima edizione, in programma come sempre tra Oristano e vari centri della sua provincia: il 16 agosto approdano a Cabras i Subsonica per l'unica tappa nell'Isola del tour all'insegna del loro undicesimo album, "Terre rare", in uscita il prossimo 20 marzo per Epic Records/Sony Music Italy. In partenza il 26 giugno, il tour "Terre Rare 96-26" farà seguito a "Cieli su Torino 96-26", quattro concerti speciali sold out, in programma il 31 marzo, l'1, 3 e 4 aprile nel capoluogo piemontese, in occasione della celebrazione del trentennale di carriera della band torinese e all'annuncio del nuovo album, un lavoro che si presenta come un viaggio: nelle geografie sonore, reali e immaginarie, e nel tempo presente, con le sue ferite e i suoi slanci. Le terre rare esplorate dai Subsonica sono fatte di suoni nuovi, più organici rispetto al passato, di strumenti raccolti durante un percorso compiuto sull'altra sponda del Mediterraneo. Un disco che guarda avanti senza rinnegare la propria storia, e che già dal titolo richiama ciò che è prezioso ma nascosto, sotterraneo, da portare alla luce. Nati a Torino nel 1996, i Subsonica hanno ridefinito negli anni il linguaggio del pop elettronico italiano, intrecciando club culture, scrittura cantautorale e tensione rock. Il 16 agosto sul palco allestito allo Stagno Arena di Cabras saliranno Samuel Romano (voce), Max Casacci (chitarra/prod.), Davide "Boosta" Dileo (tastiere), Enrico "Ninja" Matta (batteria) e Luca "Vicio" Vicini (basso): una formazione che da tre decenni tiene insieme ricerca sonora e impatto live, in un equilibrio raro tra spettacolo e densità emotiva; per questo il loro concerto si candida già tra gli eventi di spicco della prossima estate musicale. E intanto parte la prevendita dei biglietti, che si possono acquistare da domani - venerdì 20 febbraio - attraverso il sito dromosfestival.it: solo posti in piedi a 25 euro (più diritti di prevendita).

Il festival Dromos svela un altro protagonista della sua 28a edizione:
Stefano Bollani in concerto per piano solo il 29 luglio
nella splendida cornice dell'area archeologica di Tharros (OR).

Dromos annuncia un altro imperdibile evento della sua ventottesima edizione: il 29 luglio, nella cornice monumentale dell'area archeologica di Tharros (a una ventina di chilometri da Oristano), sarà protagonista Stefano Bollani in concerto per piano solo; una serata - proposta con il prezioso contributo della Fondazione di Sardegna e l'imprescindibile collaborazione della Fondazione Mont'e Prama - che intreccerà musica e paesaggio in uno dei luoghi simbolo del festival: con le sue rovine affacciate sul mare del Sinis e il dialogo costante tra pietra, vento e orizzonte, l'antica città fondata dai Fenici nell'ottavo secolo a.C., non è semplice scenario ma parte integrante dell'esperienza d'ascolto; in questo spazio sospeso tra memoria e presente, il pianoforte di Bollani troverà una dimensione particolarmente intensa, fatta di silenzi, risonanze e improvvisazioni modellate sull'atmosfera del luogo. Classe 1972, milanese di nascita ma fiorentino d'adozione, Stefano Bollani è un musicista dotato di una preparazione sconfinata, condita da sapiente tecnica e una torrenziale creatività, caratteristiche che lo hanno reso uno dei jazzisti italiani più conosciuti al mondo. Artista capace di attraversare generi e pubblici con naturalezza, Bollani trova nella formula del piano solo il territorio privilegiato della sua libertà creativa: ogni concerto è diverso dall'altro, un one man show che è un vero e proprio viaggio tra i tasti del suo strumento; il repertorio nasce sul momento, si nutre delle suggestioni dell'istante, accoglie richieste imprevedibili del pubblico e si muove tra classica, jazz, canzone d'autore e repertori inattesi. Un grande gioco musicale in cui improvvisazione e ascolto reciproco diventano struttura portante. L'annuncio del concerto a Tharros precede di due settimane l'uscita, venerdì 20 marzo, dell'album "Tutta Vita Live", pubblicato da Ponderosa Music Records e registrato dal vivo durante il concerto al Teatro Politeama Rossetti di Trieste il 17 febbraio dell'anno scorso; un live nato da una residenza artistica che ha riunito per una settimana intorno a Bollani, in una dimora storica di Gorizia, grandi figure del jazz italiano come Enrico Rava, Paolo Fresu, Daniele Sepe, Antonello Salis, Ares Tavolazzi e Roberto Gatto insieme a giovani talenti come Matteo Mancuso, Christian Mascetta e Frida Bollani Magoni (in arte Frida). Questa esperienza è raccontata nel documentario di Valentina Cenni, "Tutta Vita", di prossima distribuzione per Lucky Red: presentato all'ultima edizione della Festa del Cinema di Roma, mostra allo spettatore la straordinaria quotidianità di quei momenti – giorni e notti fatti di musica, di dialoghi, battute, giochi, prove e improvvisazioni – facendo cogliere a chi guarda il momento esatto in cui il processo creativo trova forma, la musica nasce e poi approda sul palco. A Tharros sarà tuttavia l'essenzialità del piano solo a plasmare il clima la serata: una scelta che dialoga con il tema dell'edizione 2026 del festival, "Dromos Secrets": un percorso che invita a esplorare il non detto, a sostare nel mistero, a trasformare l'ascolto in scoperta. In un tempo dominato dall'iper-visibilità, il festival sceglie di lavorare su ciò che si rivela lentamente, che richiede attenzione e immaginazione. Dopo l'annuncio dei Subsonica, dunque, quello di Stefano Bollani rappresenta il secondo tassello di un programma che – come sempre a Dromos - coinvolgerà Oristano e diversi centri della provincia, tra concerti, progetti speciali ed esposizioni d'arte contemporanea. Due traiettorie differenti – l'energia elettronica e collettiva dei Subsonica, l'intimità imprevedibile del piano solo di Bollani – che delineano fin d'ora il profilo di un'edizione ampia e stratificata.
I biglietti per il concerto di Stefano Bollani il 29 luglio a Tharros (come quelli per i Subsonica il 16 agosto a Cabras) si possono acquistare attraverso il sito dromosfestival.it; il prezzo varia a seconda dell'ordine dei posti: il biglietto in poltronissima costa 55 euro, in poltrona 45 euro; si pagano invece 35 euro per un posto nel primo settore, 25 nel secondo (a tutti i prezzi vanno aggiunti i diritti di prevendita).

Dromos scopre un'altra carta: Mario Biondi in concerto l'11 agosto a Neoneli (OR).
Il crooner catanese protagonista a S'Angelu con la sua inconfondibile voce soul.

Dopo aver annunciato i primi appuntamenti del cartellone – il piano solo di Stefano Bollani il 29 luglio nell'area archeologica di Tharros e i Subsonica il 16 agosto a Cabras – il festival Dromos aggiunge un'altra tessera al mosaico della sua ventottesima edizione, che come ogni estate si snoderà fra vari centri e località della provincia di Oristano: l'11 agosto, Neoneli accoglierà Mario Biondi, in concerto alle 22 in località S'Angelu, uno degli scenari più affascinanti del festival, immerso nel paesaggio del Barigadu. Con la sua voce profonda, calda e immediatamente riconoscibile, il cantante catanese, classe 1971, è da oltre vent'anni uno degli interpreti italiani più apprezzati nel panorama internazionale del soul e del jazz. La sua storia artistica prende una svolta decisiva nel 2006 con il successo di "This Is What You Are", brano che conquista radio e pubblico in tutta Europa. Il timbro baritonale e l'eleganza interpretativa, spesso accostati alle grandi voci della tradizione soul come Teddy Pendergrass, Isaac Hayes e Barry White, hanno reso Mario Biondi una figura unica nella musica italiana. Il debutto discografico con "Handful of Soul", realizzato insieme all'High Five Quintet, segna l'inizio di una carriera in costante crescita; l'album mescola rhythm & blues, jazz e swing e apre a Biondi le porte del mercato internazionale. Da allora il suo percorso artistico si è arricchito di collaborazioni prestigiose e progetti sempre diversi, dal successo di "If" del 2009 – con brani scritti anche da Burt Bacharach – fino ai lavori più recenti che hanno consolidato la sua dimensione globale. Tra gli album più significativi figurano "Sun", pubblicato nel 2013 con la partecipazione di artisti come Al Jarreau e Chaka Khan, e "Brasil", registrato a Rio de Janeiro nel 2018, un viaggio musicale attraverso le molteplici sfaccettature della tradizione brasiliana. Pubblicato nel 2023, "Crooning Undercover" ha dato vita a un lungo ciclo di concerti internazionali che ha superato i cento appuntamenti tra Italia e oltre venti paesi. L'intensa attività live ha portato Biondi nei principali festival e teatri del mondo, fino agli eventi del 2024 e del 2025 che hanno celebrato la sua carriera internazionale e aperto la strada ai festeggiamenti e al tour "This is what you are" che farà tappa questa estate a Dromos per il ventesimo anniversario di "Handful of Soul", l'album che l'ha consacrato definitivamente sulla scena soul-jazz mondiale. Nell'arco di questi quattro lustri, Mario Biondi ha attraversato con naturalezza linguaggi e generi diversi; il prossimo 11 agosto la sua voce intensa e avvolgente porterà a Neoneli una serata all'insegna del soul e delle grandi atmosfere jazz, tra classici del suo repertorio e brani più recenti, in uno dei contesti più suggestivi del festival. I biglietti per il concerto si possono acquistare al prezzo di 22 euro (più diritti di prevendita) attraverso il sito dromosfestival.it. L'appuntamento si inserisce nel percorso dell'edizione numero ventotto di Dromos, che si presenta sotto il titolo "Dromos Secrets": un tema che invita a esplorare il non detto, il mistero e ciò che si rivela lentamente attraverso l'esperienza artistica. In un tempo dominato dall'iper-visibilità e dalla comunicazione immediata, il festival sceglie di restituire valore all'attesa, alla scoperta e alla dimensione dell'ascolto. «Un ringraziamento a tutta la macchina organizzativa di Dromos, grazie alla quale anche piccoli paesi, marginali e lontani dai grandi circuiti musicali ed artistici, possono ospitare eventi di questa caratura» dichiara il sindaco di Neoneli Salvatore Cau: «Eventi importanti perché uniscono la bellezza dello spettacolo offerto a momenti di socialità e condivisione, ma altrettanto importanti per l'effetto vetrina che generano per i territori interessati, ricchi di storia, bellezze naturalistiche e di cultura enogastronomica.»

Dromos tra musica e racconto: Carmen Consoli con "I segreti dell'anima"
il 28 luglio a Tharros (OR) per una serata speciale
aperta e introdotta dal podcaster e autore radiofonico Matteo Caccia
in tema con la ventottesima edizione del festival all'insegna di "Dromos Secrets".

Dopo aver svelato i primi nomi della sua ventottesima edizione (Stefano Bollani, Mario Biondi, i Subsonica), il festival Dromos annuncia un nuovo appuntamento in uno dei luoghi più suggestivi del territorio oristanese in cui si snoda il suo cartellone: l'area archeologica di Tharros il 28 luglio accoglie Carmen Consoli nell'unica tappa in Sardegna del suo tour, un giro d'Italia fatto di poche date selezionate, ciascuna costruita intorno a un tema specifico legato al luogo ospitante: "I segreti dell'anima" è il titolo scelto ad hoc dalla cantautrice catanese, in piena coerenza con il tema dell'edizione 2026 del festival intitolata "Dromos Secrets". Tema che sarà introdotto ed esplorato in apertura di serata, alle 21, da Matteo Caccia con un intervento anche in questo caso concepito per l'occasione dal podcaster e autore radiofonico che si muoverà tra racconto e ascolto seguendo una personale "Mappa dei segreti". Una serata costruita dunque come un dialogo tra linguaggi, in cui la dimensione musicale si intreccerà con quella narrativa. Carmen Consoli si presenterà sul palco in una versione unplugged pensata per esaltare la forza evocativa delle sue canzoni, accompagnata da Massimo Roccaforte alle chitarre e Adriano Murania al violino: una formazione essenziale per restituire alle composizioni una dimensione raccolta, capace di dialogare con l'atmosfera unica di Tharros, tra le pietre millenarie del sito archeologico e il respiro del mare. Artista tra le più autorevoli e riconoscibili della scena italiana, la "cantantessa" ha costruito nel tempo un percorso unico, capace di coniugare profondità autoriale e forza espressiva. Prima donna nella storia a vincere la Targa Tenco per il miglior album con "Elettra" (2010), riconoscimento ottenuto nuovamente nel 2023 con "Volevo fare la rockstar", ha attraversato generi, lingue e immaginari, ispirandosi alla letteratura, alla tradizione e alla mitologia. La sua carriera è segnata da importanti riconoscimenti internazionali e collaborazioni di rilievo, oltre a una costante attività live che l'ha vista protagonista in contesti tra loro molto diversi, dai teatri ai grandi festival internazionali. Il suo percorso più recente è segnato dall'uscita, lo scorso ottobre, dell'album "Amuri Luci", primo capitolo di un progetto dedicato alle sue "tre anime", un lavoro che indaga identità e coscienza collettiva attraverso lingue e stratificazioni culturali, dal siciliano al greco antico e al latino. In sintonia con il tema che attraversa la ventottesima edizione del festival Dromos, Matteo Caccia aprirà la serata del 28 luglio a Tharros con un nuovo progetto di narrazione dal vivo dedicato a uno dei territori più intimi e universali: quello dei segreti. "Mappa dei segreti" – questo il titolo - è un itinerario costruito a partire da storie raccolte nel tempo: confessioni anonime, frammenti di vita, verità mai dette. Racconti affidati alla voce e, in alcuni casi, a dispositivi inaspettati, come una cabina telefonica dove sconosciuti hanno lasciato messaggi carichi di emozione. In scena, la narrazione si intreccia con materiali audio originali, trasformando lo spazio in un luogo di ascolto condiviso. Le voci emergono come presenze vive, restituendo la forza di ciò che spesso resta nascosto. Uno spettacolo essenziale e immersivo, in cui il personale diventa collettivo e il segreto si fa racconto. Podcaster, narratore, autore e conduttore radiofonico, Matteo Caccia è tra le voci più accreditate dello storytelling italiano. Autore di podcast di grande successo per Audible ("La Piena", "Oltre il confine", "L'isola di Matteo", "Il mondo addosso"), ha pubblicato con Mondadori "Amnèsia", "Il nostro fuoco è l'unica luce" e "Mare Selvaggio", con Baldini&Castoldi "Il silenzio coprì le sue tracce", mentre è uscito per Il Saggiatore "Voci che sono la mia" e per Il Sole 24 Ore "Storie che succedono vivendo". Attualmente è in onda su Radio 24 con il programma "Matteo Caccia racconta" ed è responsabile della sezione podcast de Il Post, dove l'anno scorso ha debuttato con "Orazio", podcast quotidiano che partendo da una notizia d'attualità racconta le storie che le stanno attorno: un successo che ha dato vita anche alla versione teatrale "Orazio Live". La serata del 28 luglio a Tharros - proposta con il prezioso contributo della Fondazione di Sardegna e l'imprescindibile collaborazione della Fondazione Mont'e Prama - si inserisce dunque nel mosaico di "Dromos Secrets", insegna di un'edizione del festival che invita a esplorare il non detto, a sostare nel mistero e a partecipare attivamente a un processo di rivelazione che attraversa musica, arte e narrazione. In questo contesto, l'appuntamento con Carmen Consoli e con Matteo Caccia rappresenta una delle declinazioni più emblematiche del tema: un attraversamento dei segreti dell'anima e delle storie, individuali e collettive

Dromos continua a scoprire le sue carte
da Michael League a Rokia Traoré, da Cory Henry a Simona Molinari nuovi segreti nel cuore del festival.
Tra Oristano, Mogoro, Cabras, Baratili San Pietro, Tadasuni, Pompu e Masullas, la ventottesima edizione aggiunge altri tasselli al suo cartellone: residenze artistiche, incroci tra culture,
grandi protagonisti della scena internazionale e concerti pensati come esperienze da vivere
tra musica, territori e rivelazioni.

Dopo aver iniziato a scoprire le prime carte della sua ventottesima edizione – Carmen Consoli e Matteo Caccia il 28 luglio a Tharros, Stefano Bollani il 29, Mario Biondi l'11 agosto a Neoneli, i Subsonica il 16 a Cabras – Dromos prosegue nel suo gioco di rivelazioni, aggiungendo nuove tessere a un cartellone che si fa via via più articolato e sorprendente, nel segno di "Dromos Secrets".
Tra il 22 luglio e il 9 agosto il festival toccherà Oristano e altri centri della sua provincia - Mogoro, Cabras, Baratili San Pietro, Tadasuni, Pompu e Masullas - con una costellazione di artisti tra i più autorevoli della scena internazionale, disegnando un itinerario che intreccia linguaggi, paesaggi e visioni. A incarnare in modo emblematico questo spirito sarà Michael League, protagonista di una speciale "carta bianca" concepita come una residenza artistica in tre tappe: un percorso intimo tra musica, territorio e condivisione. Fondatore degli Snarky Puppy, polistrumentista, produttore e compositore dalla visione aperta e cosmopolita, League darà forma a tre diverse declinazioni della sua ricerca, ogni volta affiancato da eccellenti compagni di viaggio.
Mercoledì 22 luglio, al Nuraghe Cuccurada nei pressi di Mogoro (ore 20:30), sarà in duo con Becca Stevens, una delle voci più raffinate e originali del panorama contemporaneo. La cantautrice, polistrumentista e produttrice statunitense, nominata due volte ai Grammy Awards, unisce radici folk, formazione jazz e una scrittura emotivamente profonda, capace di muoversi con naturalezza tra intimità e sperimentazione. In questo incontro, la forza evocativa della voce e il dialogo sonoro troveranno una cornice ideale in un luogo carico di storia e fascino arcaico.
L'indomani, giovedì 23 luglio, alla Cantina Contini di Cabras (ore 20:30), Michael League dividerà invece la scena con Bill Laurance, pianista e cofondatore degli Snarky Puppy. Musicista inglese di formazione classica, Laurance ha costruito negli anni un linguaggio personale che intreccia scrittura jazz, sensibilità orchestrale, ricerca timbrica ed elettronica. Dalla sua traiettoria solista emerge una costante tensione tra rigore compositivo e libertà espressiva, qualità che rendono questo incontro con Michael League particolarmente interessante; a ospitarlo sarà la più antica cantina della Sardegna, simbolo di una tradizione vitivinicola profondamente radicata nel territorio: fondata nel 1898, la Contini è un presidio storico della Vernaccia di Oristano e della viticoltura isolana, capace di attraversare oltre un secolo di storia mantenendo saldo il legame con Cabras e con il suo paesaggio lagunare. Una realtà che ha saputo unire memoria, identità e ricerca qualitativa, raccogliendo nel tempo importanti riconoscimenti nazionali e internazionali.
Il 24 luglio (ore 20:30) sarà invece la Cantina Silvio Carta di Baratili San Pietro ad accogliere Michael League, stavolta in trio con Antonio Sánchez e Shai Maestro. Luogo simbolo dell'eccellenza enologica del territorio, la cantina – celebre per la Vernaccia, i liquori e i distillati – ha saputo negli anni portare i sapori della Sardegna in una dimensione nazionale e internazionale, conquistando importanti riconoscimenti, tra cui il premio assegnato a Vinitaly al Vernaccia di Oristano DOC Riserva 2004 come Miglior Vino Bianco Italiano 2024. In questo scenario Michael League sarà affiancato da Antonio Sánchez, quattro volte vincitore dei Grammy, uno dei batteristi più importanti della sua generazione, noto sia per il lungo sodalizio con Pat Metheny sia per la celebre colonna sonora di Birdman, che gli ha dato ulteriore risonanza internazionale; e, a completare il trio, l'israeliano Shai Maestro, pianista dalla straordinaria sensibilità, capace di fondere improvvisazione, profondità emotiva e suggestioni che intrecciano jazz, musica classica e tensione cinematografica. Insieme, i tre daranno vita a un concerto nel segno dello slancio ritmico, dell'interplay e della più totale libertà creativa.
Non è casuale che questi tre appuntamenti con Michael League – tutti con ingresso a 20 euro - si sviluppino tra un sito archeologico e due cantine d'eccellenza. Oltre alla sua attività musicale, il polistrumentista e produttore californiano coltiva infatti un rapporto profondo con il mondo delle lavorazioni artigianali: produce vino in Catalogna e sakè di alta qualità a Fukushima, portando avanti una ricerca parallela che unisce artigianalità, territorio e cultura. Una visione che dialoga in modo naturale con quella di Dromos e rende questa residenza artistica un raro incontro tra musica e materia, tra improvvisazione e tradizione.
Il festival si sposterà poi a Tadasuni, dove nell'ultimo weekend di luglio ritorna per il terzo anno consecutivo "Isole d'altri mari", la minirassegna che già nel titolo allude a quella spinta ad andare oltre i confini — musicali ma non solo — che caratterizza da sempre Dromos. Due serate speculari, all'insegna della dialettica fra tradizione e innovazione, con una prima parte in piazza Santa Croce (con ingresso gratuito) dedicata a produzioni e musicisti sardi, e la seconda invece al Parco Comunale (ingresso a 20 euro; abbonamento per le due serate a 30 euro) con ospiti in arrivo "da altri mari".
Sabato 25 si apre dunque (alle 19:30) con "Sighida", progetto nato lo scorso anno e fissato sulle tracce del disco omonimo; il termine sardo sighida rimanda all'idea di continuità, di un filo che prosegue e si rinnova: un'immagine che ben descrive l'incontro tra Mauro Palmas, decano della scena musicale sarda, e Giacomo Vardeu, il giovane organettista di Orosei che si sta imponendo come uno dei talenti più promettenti della nuova generazione; liutista, compositore e ricercatore, il primo porta con sé un bagaglio di esperienze maturate in decenni di collaborazioni e progetti, mentre il ventenne Vardeu sorprende per la padronanza tecnica e la maturità interpretativa. Insieme intessono un dialogo musicale che attraversa tradizione e modernità, intrecciando melodie sarde, suggestioni mediterranee e aperture verso repertori europei. Ospite d'eccezione nel concerto a Tadasuni, un'altra icona della musica isolana tra memoria e futuro, tra radice e trasformazione, la cantante Elena Ledda, socia di Mauro Palmas in tante produzioni ed esperienze nell'arco di quattro decenni.
Nella seconda parte della serata riflettori puntati (dalle ore 22) al Parco Comunale sul trio di Hamilton de Holanda, virtuoso assoluto del bandolim, la versione brasiliana del mandolino, che ha reinventato trasformandolo da strumento tradizionale in una voce universale. Prodigio fin da bambino, oggi è uno dei più importanti improvvisatori e compositori brasiliani, capace di conquistare platee in tutto il mondo. Vincitore di Latin Grammy e Prêmio da Música Brasileira, nel corso della sua carriera Hamilton de Holanda ha collaborato con nomi del calibro di Wynton Marsalis, Milton Nascimento, Hermeto Pascoal, Chick Corea, Coldplay, Gonzalo Rubalcaba, Chucho Valdés, Chico Buarque tra gli altri, muovendosi con naturalezza tra choro, samba, jazz e linguaggi contemporanei, sempre mantenendo viva l'essenza brasiliana. Con il pianista Salomão Soares e il batterista Thiago "Big" Rabello, Hamilton de Holanda dà vita a un trio che fonde tradizione e modernità, dove il choro dialoga con il jazz in un equilibrio di virtuosismo, emozione e libertà improvvisativa.
La seconda giornata di "Isole d'altri mari" si apre come la precedente in piazza Santa Croce (ore 19:30) con Nicola Agus, polistrumentista e virtuoso delle launeddas, lo strumento simbolo della tradizione sarda, che il musicista cagliaritano (classe 1982) ama esplorare oltre i confini consueti anche attraverso l'utilizzo dell'elettronica e intrecciando linguaggi musicali e sonorità provenienti da mondi lontani. Tenendo al centro del suo universo musicale le launeddas, studiate fin da giovane e approfondite parallelamente alla formazione in Composizione e Didattica al Conservatorio di Cagliari, Nicola Agus si è spinto negli anni a esplorare strumenti provenienti da tradizioni diverse: la gaita galiziana, il mezoued tunisino, la cornamusa scozzese l'hulusi cinese, il saz baglama turco, i flauti rumeni, l'armonica a bocca, dando vita a declinazioni sperimentali ricche di fascino ed emozione.  
Da Piazza Santa Croce i riflettori si trasferiranno poi (ore 22) al Parco Comunale per l'ultimo atto di "Isole d'altri mari", protagonista ancora un nome di maggior spicco nel cast del festival: Tigran Hamasyan. Classe 1987, il pianista e compositore armeno si è imposto negli ultimi anni come una delle voci più riconoscibili della scena internazionale, coniugando virtuosismo, tensione ritmica e una visione compositiva fortemente identitaria. Cuore del concerto è "Manifeste", progetto recente registrato tra il 2023 e il 2025 tra Yerevan, Atene, Mosca e Los Angeles, e pubblicato lo scorso febbraio: un album in cui Hamasyan - affiancato da partner abituali e nuovi contributi in formazioni diverse di brano in brano - fonde la sua caratteristica complessità ritmica e profondità spirituale con un paesaggio sonoro più cinematografico, dove le radici del folk armeno, l'intensità del rock progressivo e il misticismo corale si intrecciano: "Manifeste" riunisce l'umano, il digitale e il sacro — una dichiarazione di unità attraverso il suono, in cui la tecnologia moderna incontra risonanze antiche. Oltre a premi importanti e al plauso della critica, Tigran Hamasyan si è guadagnato un seguito fedele in tutto il mondo e l'ammirazione di colleghi del calibro di Herbie Hancock, Brad Mehldau e del compianto Chick Corea.
A fine luglio Dromos torna nella "sua" Oristano per una serie di appuntamenti che si apre giovedì 30 (ore 22) al Museo Diocesano Arborense (ingresso a 20 euro) con L'Antidote, un progetto che riunisce tre musicisti di grande personalità: il percussionista iraniano Bijan Chemirani, maestro dello zarb (un tamburo a calice della musica tradizionale persiana) e interprete raffinato delle grandi tradizioni del Mediterraneo e del Medio Oriente; Rami Khalifé, pianista e compositore di origini libanesi, apprezzato per il suo stile audace e trasversale; e Redi Hasa, violoncellista e compositore albanese, artista di forte intensità espressiva, da anni attivo anche accanto a Ludovico Einaudi. Insieme danno forma a un incontro sonoro che attraversa culture, memorie e visioni; un repertorio strumentale di rara finezza che contrappone il potere curativo della musica ai veleni del presente; il giusto antidote, come spiega Rami Khalifé, «al mondo in cui viviamo oggi, alle situazioni dalle quali cerchiamo di fuggire; la realtà, la violenza, le ingiustizie, le guerre».
Domenica 2 agosto (ore 22), Piazza Duomo accoglie Cory Henry con The Funk Apostles per quello che si annuncia già come uno dei concerti più attesi e ad alta energia del festival (biglietti a 20 euro). Tastierista, organista, compositore e bandleader, Cory Henry è una delle figure più incisive della musica afroamericana attuale, capace di attraversare gospel, soul, funk, jazz e R&B con uno stile che unisce radici profonde e visione attuale. Cresciuto a Brooklyn in una famiglia legata alla tradizione gospel, ha iniziato giovanissimo a suonare l'organo Hammond, sviluppando un linguaggio subito riconoscibile. Dopo l'esperienza determinante con gli Snarky Puppy, con cui ha contribuito a ridefinire il jazz contemporaneo vincendo diversi Grammy, ha intrapreso un percorso solista che l'ha portato a costruire un'identità artistica solida e personale. Il suo lavoro più recente, "Church", premiato ai Grammy 2025 come miglior Roots Gospel Album, rappresenta uno dei momenti più intensi della sua produzione: un progetto autobiografico che affonda nella memoria familiare e nella spiritualità, restituendo un suono che è insieme tradizione e contemporaneità. Nel corso degli anni Cory Henry ha collaborato con artisti come Stevie Wonder, Bruce Springsteen, Rosalía e Kanye West, mantenendo una coerenza stilistica che trova la sua espressione più potente nei live con i Funk Apostles, dove groove, improvvisazione e partecipazione collettiva si fondono in un flusso continuo di energia: per questo il concerto del 7 agosto a Oristano è un appuntamento da non mancare.
Venerdì 7 agosto Dromos farà tappa a Pompu per una serata in due atti (inizio ore 21:30; biglietto a 10 euro) all'insegna dell'incontro tra culture e linguaggi musicali differenti. Primo set nel segno di "Tres Continentes", l'originale progetto che riunisce la violinista e cantante giapponese Aska Maret Kaneko, il chitarrista sardo Bebo Ferra e il bassista argentino Carlos "El Tero" Buschini: un affascinante dialogo tra sensibilità asiatiche, mediterranee e sudamericane, costruito su composizioni originali, improvvisazione e ascolto reciproco. Sul palco, i tre musicisti daranno vita a un mosaico sonoro ricco di colori ed emozioni, in cui identità diverse si intrecciano in un linguaggio comune fatto di libertà, poesia e connessione.
Nella seconda parte della serata spazio invece al duo catalano formato dalla cantante Magalí Sare e dal contrabbassista Manel Fortià con il progetto "Re-Tornar", incontro coinvolgente tra due artisti eclettici capaci di fondersi in un linguaggio musicale aperto e personale. La voce delicata e versatile di Magalí Sare si intreccia con la ricchezza espressiva di Manel Fortià in un viaggio che attraversa stili, influenze e tradizioni differenti, alternando momenti intimi a passaggi più ritmati e intensi. Entrambi vantano percorsi artistici ricchi di esperienze internazionali: Magalí, cresciuta in una famiglia di musicisti e affermatasi anche grazie a collaborazioni con artisti come Clara Peya, e Manel, formatosi tra Europa e New York accanto a importanti nomi del jazz contemporaneo. Il risultato è una proposta originale e dinamica, capace di trasformare la canzone in uno spazio di libertà, contaminazione e continua ricerca sonora.
Nel secondo weekend di agosto, Dromos pianterà le tende per due sere (biglietto a 20 euro, abbonamento per le due serate a 30 euro) a Masullas, dove sabato 8 Simona Molinari approda col suo sestetto e con Raphael Gualazzi come special guest, per una tappa del suo "Kairos Tour" (inizio alle 22). Cantautrice pop jazz, interprete di grande sensibilità, Simona Molinari ha costruito negli anni una traiettoria ricca di collaborazioni prestigiose e riconoscimenti importanti, fino alle Targhe Tenco ottenute nel 2022 e nel 2024. Il recente progetto "Hasta Siempre Mercedes", omaggio a Mercedes Sosa, ne ha confermato la capacità di attraversare repertori e memorie con autenticità e profondità. Il concerto si presenta come un viaggio emotivo in cui Simona prende idealmente per mano il pubblico accompagnandolo, attraverso le sue canzoni, dentro i diversi tempi della vita: l'innamoramento, la passione, il disincanto, l'amore, gli inganni, l'impegno. In scaletta brani tratti dalla sua discografia, come "Egocentrica", "La felicità" e "In cerca di te (sola me ne vò per la città)", accanto a riletture di classici come "Mr. Paganini" di Ella Fitzgerald, "La storia" di Francesco De Gregori e "Caruso" di Lucio Dalla. L'incontro con Raphael Gualazzi promette di aggiungere ulteriore fascino e intensità alla serata: il pianista e cantautore affiancherà Simona Molinari in alcuni brani del repertorio italiano e internazionale, dando vita a un dialogo musicale sospeso tra jazz, canzone d'autore ed eleganza interpretativa.
L'indomani, domenica 9 agosto (alle 22), Masullas abbraccia invece Rokia Traoré, una delle figure più originali e autorevoli della scena internazionale. La cantautrice, compositrice e polistrumentista maliana, ha saputo costruire nel tempo un percorso in cui le radici africane dialogano con rock, folk e canzone d'autore globale. Nata in Mali nel 1974 e cresciuta tra Africa, Europa, Stati Uniti e Medio Oriente, ha trasformato il dialogo tra culture differenti in uno dei tratti distintivi della propria musica. Considerata una delle voci più importanti della "nuova Africa musicale", Rokia Traoré ha pubblicato album acclamati dalla critica come "Bowmboï", "Tchamantché", "Beautiful Africa" e "Né So", lavoro intenso e personale prodotto da John Parish che affronta temi come l'esilio, la perdita delle radici e il significato della parola "casa". Alla musica, l'artista maliana ha spesso affiancato una riflessione teatrale e culturale più ampia, in particolare collaborando con Toni Morrison e Peter Sellars nello spettacolo "Desdemona", rivisitazione contemporanea dell'Otello shakespeariano. Negli ultimi anni la sua vicenda personale, segnata da una lunga disputa internazionale per la custodia della figlia e da mesi di detenzione tra Francia, Italia e Belgio, ha influenzato profondamente il suo percorso artistico e umano. Da quell'esperienza nasce il progetto teatrale autobiografico "À Huis Clos", incentrato sui temi della libertà, della memoria e della condizione delle donne detenute e migranti. Parallelamente, Rokia Traoré porta avanti un forte impegno culturale e sociale: nel 2009 ha fondato a Bamako la Fondation Passerelle per sostenere giovani artisti maliani e nel 2016 è stata nominata ambasciatrice di buona volontà dell'UNHCR, l'Alto Commissariato ONU per i Rifugiati. Con questi nuovi annunci, Dromos continua a delineare il profilo di un'edizione ricca, stratificata e capace di attraversare molteplici geografie sonore. Ma il festival non ha ancora svelato interamente il proprio cartellone: altri nomi e nuovi appuntamenti verranno annunciati nelle prossime settimane, aggiungendo ulteriori tasselli a un programma in continua scoperta. "Dromos Secrets" si conferma così non solo come titolo, ma come chiave di accesso a un percorso che invita il pubblico a cercare, ascoltare, sostare, lasciarsi sorprendere. Segreti della musica, dei luoghi, delle culture, delle relazioni: ogni concerto si presenta come una soglia da attraversare, un indizio da raccogliere, una rivelazione da vivere.

I biglietti si possono acquistare attraverso il sito dromosfestival.it; il prezzo varia secondo l'ordine dei posti: in poltronissima si pagano 55 euro, in poltrona 45 euro; costa invece 35 euro il biglietto per un posto nel primo settore, 25 nel secondo (a tutti i prezzi vanno aggiunti i diritti di prevendita).

Per informazioni la segreteria di Dromos risponde allo 0783310490, al numero whatsapp 3348022237 e all'indirizzo di posta elettronica info@dromosfestival.it. Notizie e aggiornamenti sono disponibili nel sito www.dromosfestival.it, sul canale Telegram e nelle pagine Facebook e Instagram di Dromos.
La ventottesima edizione del festival Dromos è organizzata dall'omonima associazione culturale con il contributo del Ministero della Cultura, della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport e Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio –, della Fondazione di Sardegna, della Fondazione Mont'e Prama e della Fondazione Parte Montis, con il sostegno delle Amministrazioni Comunali di Oristano, Cabras, Tadasuni, Neoneli, Masullas, Pompu e Nureci, e con il supporto di Cantina Contini, Cantina Silvio Carta e Sa Marigosa.

Dromos “Secrets”: cambiano le date di Tigran Hamasyan e Hamilton de Holanda a Tadasuni (OR).
Il pianista armeno sarà in concerto il 25 luglio, mentre il virtuoso brasiliano del bandolim salirà sul palco il 26: invariati luoghi, orari e modalità di accesso.

Una piccola variazione nel calendario di Dromos riguarda i due appuntamenti internazionali previsti a Tadasuni nel fine settimana del 25 e 26 luglio, all’interno del percorso di “Dromos Secrets”, la ventottesima edizione del festival in programma tra Oristano e i centri della sua provincia. Il concerto del pianista e compositore armeno Tigran Hamasyan, protagonista del progetto “Manifeste”, si terrà sabato 25 luglio al Parco Comunale di Tadasuni. Musicista tra i più originali della scena contemporanea, Hamasyan è noto per la capacità di intrecciare jazz, musica tradizionale armena, tensione ritmica e suggestioni progressive in un linguaggio sonoro di forte intensità spirituale ed emotiva. Sarà invece domenica 26 luglio la volta di Hamilton de Holanda. Virtuoso assoluto del bandolim e figura centrale della musica brasiliana contemporanea, Hamilton de Holanda porterà a Dromos il suo universo sonoro sospeso tra choro, samba, jazz e improvvisazione, insieme a Salomão Soares al pianoforte e Thiago “Big” Rabello alla batteria. Restano invariati luoghi, orari e modalità di accesso ai concerti. Tutti coloro che hanno già acquistato i biglietti riceveranno comunicazione diretta dalla biglietteria con le indicazioni relative alla validità dei titoli emessi e alle eventuali modalità di rimborso.

Dromos Secrets continua a svelare le sue carte.
Tra cinema, parole, blues, jazz e canzoni d'autore, nuovi appuntamenti arricchiscono il percorso
della ventottesima edizione del festival in movimento.

Dopo avere svelato buona parte del programma, il festival Dromos aggiunge nuove tessere a completare il mosaico di eventi raccolti sotto l'insegna "Dromos Secrets", tema della sua ventottesima edizione che si snoderà dal 18 luglio al 16 agosto tra Oristano e altri centri della sua provincia: Baratili San Pietro, Cabras, Fordongianus, Masullas, Milis, Mogoro, Neoneli, Nureci, Pompu, Riola Sardo, Tadasuni. Tra i protagonisti dei concerti già annunciati spiccano Carmen Consoli, Stefano Bollani, Mario Biondi, i  Subsonica, Michael League, Hamilton de Holanda, Tigran Hamasyan , Cory Henry con The Funk Apostles, Rokia Traoré, Simona Molinari con Raphael Gualazzi. Altri nomi si aggiungono ora al cast e altri appuntamenti ad arricchire un cartellone già fitto e di qualità.
 
Tosca tra Mediterraneo e femminile 
Dopo l'esperienza dell'anno passato, giovedì 6 agosto il festival sarà nuovamente ospite dell'azienda Sa Marigosa, storica realtà della filiera ortofrutticola sarda, nei pressi di Riola Sardo, per una serata che metterà in dialogo differenti modi di raccontare il Mediterraneo attraverso la musica. Di scena in apertura, alle 21:30, il trio di Mauro Palmas, formazione che vede accanto al musicista e compositore sardo con i suoi strumenti a plettro – liuto cantabile, mandola e mandoloncello -, due affiatati compagni di altre avventure musicali: Alessandro Foresti al pianoforte e Marco Argiolas al clarinetto e al sassofono. Il programma del concerto ruoterà intorno ai brani di "Tra le mie corde", l'album che accompagna l'omonimo libro pubblicato un anno fa a maggio da IsolaPalma, che narra la vita artistica di Mauro Palmas: un racconto in forma di brevi quadri indipendenti di vicende inaspettate quanto reali, vissute a partire dagli anni '70. La partecipazione speciale della cantante Gabriella Aiello in alcuni momenti del concerto aprirà una finestra su un repertorio più propriamente popolare e aggiungerà una dimensione vocale particolarmente suggestiva alla serata. Da oltre quarant'anni Mauro Palmas rappresenta una delle figure più autorevoli della musica sarda e mediterranea, protagonista di una ricerca capace di intrecciare tradizione e contemporaneità, memoria popolare e nuove scritture. Il concerto proporrà un percorso sonoro in cui le radici della Sardegna dialogano con le culture del Mediterraneo, tra composizioni originali, improvvisazione e una costante tensione verso l'incontro tra linguaggi differenti.
A seguire salirà sul palco Tosca con "Le feminæ si fanno aspettare", un "conversaconcerto" che anticipa il tour del suo nuovo progetto discografico "FEMINÆ". Accompagnata da Giovanna Famulari al pianoforte e violoncello, Massimo De Lorenzi alla chitarra e Luca Scorziello alla batteria, l'artista romana alternerà canzoni e riflessioni, attraversando i temi che abitano il suo nuovo album e rivivendo momenti musicali del suo percorso artistico fino a oggi. A dialogare con lei sarà una collega d'arte cara al pubblico isolano, Elena Ledda, voce iconica della scena musicale sarda fra tradizione e innovazione.
La serata si annuncia come un viaggio dentro le storie che hanno generato le canzoni e dentro le molteplici figure femminili che attraversano il percorso artistico e umano di Tosca. Più che un concerto, sarà un incontro di musica e parole, un racconto in movimento in cui ogni brano diventerà occasione per condividere ricordi, incontri, ispirazioni e riflessioni legate al nuovo lavoro discografico. In attesa del tour teatrale di "FEMINÆ", Tosca offrirà così al pubblico una forma speciale e raccolta del progetto, lasciando emergere il lato più autentico della sua ricerca artistica: quello che nasce dall'ascolto, dalla curiosità verso l'altro e dalla capacità delle storie di trasformarsi in canzoni. Un percorso che attraversa culture, lingue e sensibilità differenti, nel segno di un femminile plurale e universale, da sempre al centro della sua poetica.
 
Rancore e il potere delle parole 
Lunedì 10 agosto il Giardino Botanico del Monte Arci nei pressi di Masullas farà da cornice verde, con inizio alle 22, al live di Rancore all'insegna del suo nuovo album, "Tarek da colorare", uscito lo scorso aprile. Tra le voci più originali e riconoscibili della scena italiana contemporanea, l'artista romano ha costruito negli anni un percorso unico, capace di intrecciare rap, letteratura, immaginazione e ricerca linguistica. Le sue canzoni sono vere e proprie architetture narrative, attraversate da immagini visionarie, riflessioni sul presente e una costante attenzione al potere evocativo della parola. Con "Tarek da colorare", Rancore prosegue il suo viaggio artistico tra identità, memoria e immaginazione, confermando una capacità rara di trasformare il linguaggio in strumento di esplorazione della realtà. La sua presenza a Dromos si inserisce perfettamente nel percorso di "Dromos Secrets", dove ogni concerto diventa occasione per scoprire ciò che si nasconde dietro le apparenze e oltre la superficie delle cose.
 
Brian Jackson, una leggenda della black music
Mercoledì 12 agosto lo spettacolare scenario delle Antiche Terme Romane di Fordongianus accoglierà alle 22 Brian Jackson, musicista, compositore e produttore il cui nome è indissolubilmente legato a quello di Gil Scott-Heron. Pianista, flautista e autore, Brian Jackson è stato il principale artefice musicale di opere fondamentali della cultura afroamericana contemporanea come "The Bottle", "Johannesburg" e "Winter in America". La sua musica ha contribuito a costruire un ponte ideale tra jazz, soul, funk, spoken word e coscienza civile, anticipando linguaggi che avrebbero influenzato profondamente l'hip hop e gran parte della musica nera contemporanea. La sua presenza a Dromos rappresenta uno degli appuntamenti più significativi dell'intera edizione, offrendo l'occasione di ascoltare dal vivo uno dei protagonisti di una stagione artistica che continua ancora oggi a parlare al presente. Con Brian Jackson (tastiera, flauto, voce) saliranno sul palco di Fordongianus Lennox Cameron (tastiera, flauto, chitarra, voce), Sara Madaluni (tastiera, flauto, voce), Dean Mark (basso) e Paul Jones (batteria). 
A seguire dj set del dj e producer sardo ArpXP; attivo dai primissimi anni 2000, è stato uno dei primi dj e producer italiani drum’n’bass ad affermarsi in ambito internazionale, con un lungo elenco di release per le più prestigiose etichette, fra cui la Metalheadz di Goldie e numerose collaborazioni e remix, come quello di Calibre per la sua iconica Winter In Sardinia.
 
Sarah Jane Morris a Milis con il  Solis String Quartet 
Giovedì 13 agosto il cammino del festival nella provincia di Oristano farà sosta per una sera a Milis con Sarah Jane Morris e il Solis String Quartet, di scena alle 22 all'Anfiteatro di Palazzo Boyl con il progetto "Forever Young". Voce inconfondibile della scena internazionale, interprete capace di attraversare con straordinaria personalità jazz, soul, rock e canzone d'autore, l'artista britannica proporrà un intenso omaggio ad alcune delle figure più iconiche della musica contemporanea. Affiancata dagli archi dal Solis String Quartet - Vincenzo Di Donna (violino), Luigi De Maio (violino), Gerardo Morrone (viola) e Antonio Di Francia (violoncello) - Sarah Jane Morris ripercorrerà le storie e le canzoni di artisti entrati nella leggenda come Janis Joplin, Jimi Hendrix, Jim Morrison, Kurt Cobain e Amy Winehouse, trasformando il concerto in un viaggio emozionante tra memoria, talento e fragilità umana. Un racconto musicale che celebra vite e opere capaci di lasciare un segno profondo nell'immaginario collettivo, restituendone tutta l'attualità e la forza espressiva.
 
A Nureci grande notte di blues italiano
Il 14 agosto il festival tornerà come consuetudine a Nureci (OR) per il Mamma Blues, appuntamento interamente dedicato alla "musica del diavolo", per una giornata che prenderà il via alle 18 con l'abituale laboratorio musicale pensato per avvicinare bambini e ragazzi al piacere di "fare musica" in maniera diretta e creativa. Guidati dai docenti della Music Academy di Isili – scuola di Musica, Arte e Spettacolo impegnata dal 2012 nella valorizzazione dei giovani musicisti e nella diffusione della cultura musicale secondo standard formativi internazionali – i partecipanti sperimenteranno strumenti e generi diversi, dal pop al rock, passando per la musica etnica e naturalmente il blues. Un percorso che li porterà dal ruolo di semplici ascoltatori a quello di veri "creatori" di musica. La partecipazione è gratuita, con posti limitati.
Alle 22 via alla musica sul palco dell'Arena Mamma Blues con la Treves Blues Band con il progetto Italian Blues Night. Guidata da Fabio Treves, autentica leggenda del blues italiano, la formazione - Alex "Kid" Gariazzo (chitarre, voce), Gabriele "Gab D" Dellepiane (basso), Massimo Serra (batteria, percussioni) - celebrerà oltre cinquant'anni di musica e concerti insieme a due ospiti d'eccezione come i chitarristi Paolo Bonfanti e Maurizio "Gnola" Glielmo, altri nomi di primissimo piano della scena blues nazionale. Una serata che si annuncia come una vera festa delle radici afroamericane reinterpretate attraverso la sensibilità italiana, nel segno della libertà espressiva e dell'energia del blues.
Attivo sulla scena musicale dagli anni Sessanta, Fabio Treves è il pioniere del blues italiano. Fondatore nel 1974 della Treves Blues Band, ha avuto un ruolo decisivo nella diffusione del blues in Italia, contribuendo a trasformare un genere allora di nicchia in un punto di riferimento per migliaia di appassionati. In oltre cinquant'anni di carriera ha collaborato con alcuni dei più importanti artisti italiani e internazionali, da Angelo Branduardi a Eugenio Finardi, da Charlie Musselwhite a Roy Rogers, fino a Frank Zappa, con cui è l'unico musicista italiano ad aver condiviso il palco. Con il suo stile inconfondibile e la sua armonica, Fabio Treves continua ancora oggi a portare in tour l'energia, la passione e i valori del blues, facendo di ogni concerto un momento di condivisione e festa collettiva.

Secrets and Visions: il cinema entra nel gioco dei segreti
Accanto alla musica, Dromos continua anche in questa edizione a coltivare il dialogo con il cinema attraverso la consueta minirassegna promossa a Oristano in collaborazione con il Centro Servizi Culturali UNLA di Oristano nel suo Giardino in via Carpaccio. Il primo film di Secrets and Visions – questo il titolo del ciclo di proiezioni - è in calendario martedì 21 luglio alle 19: "L'Orchestra Stonata", di Emmanuel Courcol, mette al centro il potere inclusivo della musica e la capacità dell'arte di creare relazioni e comunità. Tre sere dopo, venerdì 24 luglio alle 21, sarà invece la volta di "Philomena", di Stephen Frears, intenso racconto che intreccia memoria, ricerca della verità e segreti custoditi per decenni. Attraverso il cinema, Dromos amplia così il proprio percorso di esplorazione attorno al tema del segreto, proponendo opere capaci di interrogare il rapporto tra identità, memoria e rivelazione.

Tra ricerca musicale e formazione: masterclass di Andrea Cutri a Oristano 
Sempre a Oristano, il 3 agosto la Pinacoteca Carlo Contini ospiterà (indicativamente dalle 9 alle 13) una masterclass del chitarrista e compositore Andrea Cutri. Musicista, ricercatore e docente, Cutri rappresenta una delle figure più originali del panorama italiano contemporaneo, capace di mettere in relazione pratica musicale, improvvisazione, tecnologia e pensiero scientifico. L'incontro offrirà ai partecipanti un'occasione di approfondimento sui processi creativi e sulle possibilità espressive della chitarra contemporanea, attraverso un percorso che unisce ricerca artistica, sperimentazione e confronto diretto con il pubblico. La partecipazione alla masterclass prevede un contributo di 10 euro; i biglietti saranno disponibili attraverso il sito ufficiale del festival Dromos.
 
Viaggio in Sardegna sulle note del Dromos Festival
Infine, si rinnova anche quest'anno l'iniziativa di turismo esperienziale Viaggio in Sardegna sulle note del Dromos Festival con Radio Popolare a cura di ViaggieMiraggi, Radio Popolare e le Mariposas de Sardinia: un viaggio di  nove giorni ricchi di incontri ed esperienze tra la Penisola del Sinis e la Marmilla, tra natura e arte, enogastronomia e artigianato, relax e musica sotto le stelle. Per maggiori informazioni chiamare le sedi principali di ViaggieMiraggi al numero 049 87 51 997 (Padova) o allo 02 54 102 460 (Milano) o inviare una e-mail all'indirizzo italia@viaggiemiraggi.org. Nuove carte, dunque, si aggiungono al grande gioco di "Dromos Secrets". E se il cartellone musicale è ora completo, un altro evento attende ancora di essere svelato. Perché, come ogni segreto che si rispetti, anche Dromos preferisce rivelarsi poco alla volta.
 Info
 
I biglietti per tutti i concerti si possono acquistare attraverso il sito dromosfestival.it. Per ulteriori informazioni sul programma e sulle modalità di partecipazione ai concerti la segreteria di Dromos risponde allo 0783310490, al numero whatsapp 3348022237 e all'indirizzo di posta elettronica info@dromosfestival.it. Notizie e aggiornamenti sono disponibili nel sito www.dromosfestival.it e nelle pagine Facebook e Instagram di Dromos. La ventottesima edizione del festival Dromos è organizzata dall'omonima associazione culturale con il contributo del Ministero della Cultura, della Regione Autonoma della Sardegna  Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport  e Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio, della Fondazione di Sardegna, della Fondazione Mont'e Prama, della Fondazione Parte Montis, con il sostegno delle Amministrazioni Comunali di Oristano, Cabras, Tadasuni, Neoneli, Mogoro, Masullas, Pompu, Nureci, Fordongianus e Milis, della Cantina Contini, della Cantina Silvio Carta e di Sa Marigosa, con il supporto di Arcidiocesi di Oristano,  Pinacoteca Carlo Contini, Fondazione Oristano, Centro Servizi Culturali U.N.L.A. di Oristano, Museo Diocesano Arborense, Music Academy di Isili, Associazione Enti Locali per lo Spettacolo, Rai Radio 3, ViaggieMiraggi, Mariposas de Sardinia e Radio Popolare.

L’organizzazione ringrazia il pubblico per la collaborazione e la disponibilità.

DROMOS - via Sebastiano Mele · 09170 ORISTANO
tel.: 0783 31 04 90 • 334 80 22 237
E-mail: info@dromosfestival.it
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LOCUS FESTIVAL
Da giugno a agosto | Locorotondo (BA) / Bari 

Torna anche nel 2026 Locus Festival, uno degli appuntamenti più attesi dell’estate italiana, che lo scorso anno ha celebrato la sua ventesima edizione. Il festival si svolgerà tra giugno e agosto, attraversando alcuni dei luoghi più suggestivi della Puglia e ospitando il meglio della musica italiana e internazionale. La manifestazione nata 22 anni fa a Locorotondo, sceglie per raccontare questa edizione una celebre frase di Miles Davis: "Don’t play what's there. Play what's not there". “Non suonare ciò che c’è, suona piuttosto cosa non c’è” è il motto con cui la leggenda del jazz incoraggiava a cercare note e significati negli spazi meno esplorati e battuti. Un approccio creativo e libero a cui si è ambiziosamente ispirato Locus Festival nel corso della sua storia. Tra i primi nomi annunciati di questa edizione: David Byrne con la prima data del suo tour italiano, BEAT - Performing the music of 80s KING CRIMSON, Marcus Miller presents WE WANT MILES, JALEN NGONDA, Mannarino.

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B.O.P. - BEATS OF POMPEII 2026
MARCUS MILLER
IL GIGANTE DEL JAZZ CELEBRA MILES DAVIS NEL CENTENARIO DELLA NASCITA CON UN CONCERTO STORICO IL 22 LUGLIO NELL’ANFITEATRO DI POMPEI. Con lui sul palco una all-star band di leggende del jazz: BILL EVANS, MIKE STERN, MINO CINELU, Russel Gunn, Brett Williams e Anwar Marshall.
B.O.P. si conferma faro del turismo musicale nel Sud Italia, unendo rock progressivo, metal e ora il grande jazz.

B.O.P. - Beats of Pompeii prosegue la costruzione del suo programma 2026 annunciando un evento eccezionale che cambierà registro e porterà la grandezza del jazz internazionale nel cuore dell’archeologia mondiale. Mercoledì 22 luglio 2026, l’esclusivo Anfiteatro del Parco Archeologico di Pompei ospiterà un vero e proprio mito della musica mondiale: MARCUS MILLER. Il bassista, compositore e produttore leggendario sarà al centro di un concerto-evento dal titolo “WE WANT MILES!”, interamente dedicato a celebrare il centenario dalla nascita dell’immortale Miles Davis. Per l’occasione, Miller radunerà attorno a sé una formazione da sogno, una vera e propria All-Star Band che ha scritto la storia del jazz moderno: con lui saliranno sul palco Bill Evans al sax, Mike Stern alla chitarra, Mino Cinelu alle percussioni, Russel Gunn alla tromba, Brett Williams alle tastiere e Anwar Marshall alla batteria. Questo quarto annuncio arricchisce ulteriormente un cartellone già ricco e dimostra la vocazione eterogenea e di altissima qualità di B.O.P., che si conferma una delle rassegne live più rilevanti e ambite del circuito musicale italiano, vero e proprio motore del concept "turismo musicale". Il lavoro del direttore artistico Peppe Gomez sta definendo un programma dai confini ampi e ambiziosi. Nelle scorse settimane è stato infatti annunciato un trittico di concerti di chiara matrice rock che ha già generato enorme entusiasmo: il successo è stato immediato con i Marillion (25 e 26 luglio), che hanno registrato un primo sold out in tempi record, tanto da aggiungere un secondo appuntamento, anch’esso rapidamente esaurito. A seguire, è stata la volta degli statunitensi Savatage (27 luglio), leggende del progressive metal, che per la loro performance si esibiranno accompagnati da un’orchestra di 27 elementi, un evento raro e maestoso. Completano il trittico gli svedesi Opeth (10 luglio), pilastri del progressive e death metal mondiale, in un concerto-evento unico nel Sud Italia, affiancati dagli americani Blood Incantation, celebre formazione di metal visionario. Dopo la potenza del rock, il 22 luglio B.O.P. ospita non un semplice concerto, ma un pezzo di storia del jazz che prende vita, in una cornice senza tempo che solo Pompei può offrire. Un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di musica di qualità. “We Want Miles!” è un viaggio energico dentro il mondo di Miles Davis, raccontato da chi con lui ha davvero cambiato le regole del gioco. Marcus Miller e la sua all-star band riportano sul palco l’audacia, il groove e la forza creativa che hanno reso Miles un ’icona oltre il jazz: ritmi pulsanti, atmosfere elettriche, improvvisazioni che sorprendono. Non è una semplice celebrazione, ma un’esperienza viva e contemporanea, che riaccende lo spirito rivoluzionario di un artista che ha influenzato tutta la musica moderna. I biglietti saranno in vendita da oggi alle ore 16.00 su ticketone.it Prezzi comprensivi di diritti di prevendita: Platea gold 79,35 - Platea numerata 66,70 - Platea numerata II settore 55,20 - Tribuna gold numerata 46,00 - Tribuna numerata 39,10.
Marcus Miller, uno dei grandi innovatori del linguaggio del jazz e del basso elettrico, torna in Italia nell’estate 2026 con “We Want Miles!”, un progetto speciale dedicato ai 100 anni dalla nascita di Miles Davis, artista con cui Miller ha avuto un legame creativo e umano profondo. Con Miles ha firmato album divenuti pietre miliari come Tutu, Amandla, Siesta ridefinendo il linguaggio del jazz moderno e imprimendo la propria voce in modo indelebile nella storia della musica. Considerato uno dei musicisti più influenti dell’ultimo mezzo secolo, vincitore di due Grammy, autore, produttore, polistrumentista e innovatore del basso elettrico, Marcus Miller guiderà una formazione straordinaria.

UN’ALL-STAR BAND CHE HA SCRITTO LA STORIA DEL JAZZ
Per omaggiare Miles Davis, Miller ha riunito alcuni dei suoi leggendari collaboratori: MIKE STERN (chitarra) - Sei nomination ai Grammy, tra i maggiori chitarristi jazz-fusion di sempre. Con Miles Davis negli anni ’80 ha contribuito al nuovo corso elettrico del Maestro, diventando un riferimento assoluto della chitarra moderna. BILL EVANS (sax) -  Voce raffinata e innovativa del sax contemporaneo. Ha fatto parte della band di Miles Davis nei primi anni ’80, ha pubblicato oltre 25 album da leader e collaborato con icone come Herbie Hancock e John McLaughlin. MINO CINELU (percussioni) - Una leggenda delle percussioni. Con Miles Davis ha suonato in alcuni dei tour più vibranti degli anni ’80, prima di avviare collaborazioni con Weather Report, Sting, Pat Metheny e numerosi protagonisti della world music. 
Accanto a loro, tre musicisti di talento che condividono con Marcus Miller anni di tournée internazionali: RUSSELL GUNN (tromba) – trombettista visionario, nominato ai Grammy, tra le voci più originali dell’attuale scena afro-americana. BRETT WILLIAMS (tastiere) – apprezzato per il suo linguaggio ibrido tra jazz, gospel e R&B. ANWAR MARSHALL (batteria) – batterista di grande finezza e dinamismo, protagonista della nuova generazione jazz.
B.O.P. è promosso dal Ministero della Cultura e dal Parco Archeologico di Pompei, realizzato in collaborazione con il Comune di Pompei e la Regione Campania, con la direzione artistica di Giuseppe Gomez. L'organizzazione è curata da Blackstar Entertainment e Fast Forward. Nelle prossime settimane B.O.P. annuncerà gradualmente il programma che, anche in per questa edizione, avrà rilevanza internazionale e nazionale, con l'obiettivo di unire arte, storia e musica in un contesto unico al mondo. Dopo le grandi esibizioni del 2025 con concerti unici di Nick Cave, Ben Harper, Stefano Bollani, Jean-Michel Jarre, Dream Theater, Wardruna, Bryan Adams e Riccardo Muti B.O.P. rilancia una grande stagione per l’estate 2026.


Maggiori informazioni su B.O.P.
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JAZZMI 
TORNA A MILANO
dal 22 OTTOBRE all’ 8 NOVEMBRE 2026

 Ecco i primi protagonisti della nuova edizione

GREGORY PORTER - IBRAHIM MAALOUF & THE TRUMPETS OF MICHEL-ANGE - TOMMY EMMANUEL - BILL FRISELL - SERGIO CAMMARIERE - RICHARD BONA - NATE SMITH - ISAIAH COLLIER - THE MESSTHETICS AND JAMES BRANDON LEWIS - AMII STEWART CHINA MOSES - CORTO.ALTO - SVANEBORG KARDYB - MICA MILLAR - THE SONGS OF JONI MITCHELL - JUDITH HILL SONGHOY BLUES -  LOUIS MATUTE

Speciale JAZZMI PREVIEW
12 OTTOBRE – LAKE STREET DIVE 

Biglietti disponibili su Ticketone - Ticketmaster - Dice 

Dopo la straordinaria edizione del 2025, che ha celebrato i dieci anni del festival, JAZZMI torna dal 22 ottobre all’8 novembre 2026 con una proposta ancora più interessante, trasversale e innovativa. Milano si trasformerà ancora una volta in un vero e proprio polo attrattivo, dove il jazz diventa terreno di scoperta, sperimentazione e continua creazione. Fin dalla sua nascita nel 2016, il festival ha fatto dell’incontro tra tradizione e contemporaneità il proprio elemento distintivo, affermandosi come uno dei principali appuntamenti jazz in Italia per qualità artistica, partecipazione e diffusione sul territorio. Oggi come allora, JAZZMI accoglie grandi protagonisti della scena nazionale ed internazionale, nuove promesse e ospiti speciali, consolidando il suo ruolo di caleidoscopio musicale capace di riflettere le molteplici anime del jazz. Questa undicesima edizione si annuncia ancora più aperta alla contaminazione, rafforzando il dialogo tra generi e le connessioni tra tradizione e innovazione. Fino al  29 maggio è aperta la #CALLTOJAZZMI26, call online rivolta a tutte le jazz band che vogliono candidarsi per esibirsi durante la decima edizione di JAZZMI.
Al Volvo Studio Milano torna JAM THE FUTURE – Music for a New Planet, il contest per band under 35 che giunge alla sua ottava edizione portando con sé una profonda rivoluzione nel format. Quest’anno la sfida si fa più serrata attraverso tre serate live: due semifinali, che vedranno alternarsi dieci band giudicate da due differenti giurie di esperti del settore, e una grande finale riservata solo ai tre migliori progetti. Cuore della competizione sarà il tema “Orizzonti Sensoriali". Gli orizzonti sensoriali ci permettono di essere nel tempo e nello spazio, ma anche nelle relazioni e quindi nelle emozioni. In un mondo in trasformazione, i giovani musicisti sono chiamati a essere protagonisti del cambiamento, traducendo in musica le sfide del nostro tempo. Il futuro e l’innovazione (ma anche il patrimonio della tradizione giunto fino a noi) passano attraverso la capacità di reinventarsi, sperimentando con la tecnologia, l’intelligenza artificiale e nuove forme espressive. L’iniziativa, che conferma il sodalizio con Volvo Car Italia, si attesta ancora una volta come uno dei palcoscenici più prestigiosi per la nuova scena musicale emergente.
Sempre fino al 29 maggio è attiva la call NIGHT & DAY: è possibile partecipare al festival proponendo la propria venue con serate, incontri, presentazioni ed eventi a tema jazz. Per ulteriori informazioni, scrivere a info@jazzmi.it
Per informazioni e candidature per la CALLTOJAZZMI, JAM THE FUTURE e CALL NIGHT & DAY visitare www.jazzmi.it 

JAZZMI dal 2016 è prodotto da Associazione JAZZMI, Ponderosa Music & Art e Triennale Milano Teatro, in collaborazione con Blue Note Milano e con la direzione artistica di Luciano Linzi e Titti Santini. Main partner Volvo. Partner Armani / Silos e Apple Music.


CALENDARIO PRIMI CONCERTI JAZZMI 2026 

Lunedì 12 ottobre | JAZZMI PREVIEW
ore 21.00 | Alcatraz Milano
LAKE STREET DIVE
Biglietti: 30 + diritti di prevendita

Biglietti disponibili a partire dalle ore 11:00 di venerdì 21 novembre su jazzmi.it

I Lake Street Dive arrivano in Italia per un concerto imperdibile. La band statunitense, simbolo del pop contemporaneo più eclettico e raffinato, sarà protagonista di una straordinaria preview di JAZZMI 2026, con una data unica nel nostro Paese il 12 ottobre 2026 all’Alcatraz di Milano. I Lake Street Dive hanno ampliato i confini del pop come forza unificante, non solo attraverso il loro sound eclettico, una fusione audace e originale di soul, folk, jazz, pop classico e molto altro, ma anche grazie a un approccio inclusivo che li ha resi una delle live band più amate, celebri per la loro capacità di creare un legame profondo con ogni pubblico. Nel realizzare il nuovo album “Good Together”, la cantante Rachael Price, la bassista e corista Bridget Kearney, il batterista e corista Mike Calabrese, il tastierista e cantante Akie Bermiss e il chitarrista e corista James Cornelison hanno rafforzato il senso di missione che anima la loro musica, concentrandosi sui molti fattori che oggi ci allontanano, come la crescita incontrollata della tecnologia, l’isolamento culturale e il culto dell’auto-ottimizzazione a tutti i costi. Nato da una visione che la band definisce di “gioiosa ribellione”, Good Together è un lavoro tanto gloriosamente anticonformista quanto capace di ispirare danza sfrenata e cori collettivi. Successore di “Obviously” (2021), il disco vede ancora una volta la collaborazione con il produttore vincitore di Grammy Mike Elizondo (Fiona Apple, Sheryl Crow, Gary Clark Jr.). Con un paesaggio sonoro che abbraccia R&B, funk e pop brasiliano, l’album si apre con la title track, una love song fuori dagli schemi che celebra l’ebbrezza di seguire il proprio cuore e sfidare le aspettative. Segue “Dance with a Stranger”, che conferma il talento dei Lake Street Dive nel creare brani capaci di unire leggerezza e profondità: canzoni che invitano a lasciarsi andare e, al tempo stesso, a ritrovare empatia. Con “Walking Uphill”, la band propone una riflessione intensa e catartica sul percorso di autoguarigione, mentre “Seats at the Bar” offre una versione dolcemente ironica della classica canzone d’amore. In “Twenty-Five”, Rachael Price dà voce a una ballata intima e delicata, intrisa di nostalgia per un amore lontano. In tutto “Good Together”, i Lake Street Dive trasmettono la complicità palpabile che li unisce fin dalla loro formazione, consegnando al pubblico il lavoro più collettivo, ampio ed esuberante della loro carriera.

Venerdì 23 ottobre
Set 1: ore 20.30 / Set 2: ore 23.00 | Blue Note Milano
AMII STEWART
Biglietti presto in vendita

Venerdì 23 ottobre
ore 22.00 | BIKO Milano
SONGHOY BLUES
Biglietti: 25 euro + diritti di prevendita

Sabato 24 ottobre
Set 1: ore 20.30 / Set 2: ore 23.00 | Blue Note Milano
AMII STEWART
Biglietti presto in vendita

Sabato 24 ottobre
ore 21.30 | Santeria Toscana 31
CORTO.ALTO
Biglietti: 25 euro + diritti di prevendita

Mercoledì 28 ottobre
Set 1: ore 20.30 / Set 2: ore 22.30 | Blue Note Milano
RICHARD BONA QUINTET
Biglietti presto in vendita

Giovedì 29 ottobre
Set 1: ore 20.30 / Set 2: ore 22.30 | Blue Note Milano
RICHARD BONA QUINTET
Biglietti presto in vendita

Venerdì 30 ottobre
Set 1: ore 20.30 / Set 2: ore 23.00 | Blue Note Milano
JUDITH HILL
Biglietti presto in vendita

Venerdì 30 ottobre
ore 21.00 | Teatro Dal Verme
TOMMY EMMANUEL, CGP
Biglietti: da 30 a 55 euro + diritti di prevendita

Venerdì 30 ottobre
ore 22.00 | BIKO Milano
LOUIS MATUTE Large Ensemble
Biglietti: 20 euro + diritti di prevendita

Sabato 31 ottobre
Set 1: ore 20.30 / Set 2: ore 23.00 | Blue Note Milano
JUDITH HILL
Biglietti presto in vendita

Sabato 31 ottobre
ore 20.00 | Triennale Milano Teatro
The Songs of Joni Mitchell with Jesca Hoop, Lail Arad, Richard Sears + special guest
Biglietti: da 25 a 30 euro + diritti di prevendita

Domenica 01 novembre
Set 1: ore 20.00 / Set 1: ore 22.00 | Triennale Milano Teatro
NATE SMITH
Biglietti: da 25 a 30 euro + diritti di prevendita

Martedì 03 novembre
ore 21.00 | Alcatraz Milano
GREGORY PORTER
Biglietti: 50 euro + diritti di prevendita

Gregory Porter, una delle voci più autorevoli e amate del jazz contemporaneo, torna in Italia per un appuntamento straordinario.  L’artista statunitense si esibirà il 3 novembre all’Alcatraz di Milano per JAZZMI, dopo aver preso parte  alla sua prima edizione, portando sul palco tutta l’eleganza, il calore e la profondità che hanno reso il suo stile inconfondibile. Vincitore di due Grammy Awards, Gregory Porter ha conquistato il pubblico internazionale grazie a una voce intensa e avvolgente, capace di fondere jazz, soul e gospel in un linguaggio musicale autentico e senza tempo. I suoi concerti sono vere e proprie esperienze emotive, in cui tecnica impeccabile e straordinaria sensibilità interpretativa si trasformano in un dialogo diretto e sincero con il pubblico. Il concerto del 3 novembre all’Alcatraz di Milano si preannuncia come un evento di grande intensità e condivisione, capace di confermare ancora una volta Gregory Porter come una presenza imprescindibile nel panorama musicale internazionale.

Mercoledì 04 novembre
ore 21.00 | Teatro Arcimboldi Milano
IBRAHIM MAALOUF & THE TRUMPETS OF MICHEL-ANGE
Biglietti: da 30 a 60 euro + diritti di prevendita

Mercoledì 04 novembre
ore 21.00 | Triennale Milano Teatro
CHINA MOSES
Biglietti: da 28 a 32 euro + diritti di prevendita

Giovedì 05 novembre
ore 21.00 | Triennale Milano Teatro
SVANEBORG KARDYB
Biglietti: da 22 a 25 euro + diritti di prevendita

Venerdì 06 novembre
Set 1: ore 20.30 / Set 2: ore 23.00 | Blue Note Milano
MICA MILLAR
Biglietti presto in vendita

Sabato 07 novembre
ore 21.30 | Santeria Toscana 31
THE MESSTHETICS AND JAMES BRANDON LEWIS
Biglietti: 25 euro + diritti di prevendita

Sabato 07 novembre
Set 1: ore 20.00 / Set 2: ore 22.00 | Triennale Milano Teatro
BILL FRISELL TRIO feat. LUKE BERGMAN AND TIM ANGULO
Biglietti: da 30 a 35 euro + diritti di prevendita

Domenica 08 novembre
ore 20.00 | Conservatorio di Milano
SERGIO CAMMARIERE
Biglietti: da 30 a 45 euro + diritti di prevendita

Domenica 08 novembre
ore 19.00 | Triennale Milano Teatro
ISAIAH COLLIER
Biglietti: da 28 a 32 euro + diritti di prevendita

* Per aggiornamenti e informazioni sui biglietti visita il sito jazzmi.it

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