Festival Jazz

I principali festival jazz in Italia...

ATELIER MUSICALE
Da un mondo all’altro - XXVI edizione

Roberto Vecchioni ed Enrico Intra inaugurano la nuova stagione dell’Atelier Musicale 
sabato 5 ottobre alla Camera del Lavoro di Milano 

Il grande cantautore e il decano dei jazzisti italiani insieme  in un progetto inedito, tra parole e musica,  per il primo appuntamento della nuova edizione della rassegna organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio 

La nuova edizione dell’Atelier Musicale, la storica rassegna in bilico tra jazz, classica e musica contemporanea organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio, si aprirà con un evento veramente imperdibile: l’incontro tra due personaggi di altissimo livello della Milano musicale e della cultura quali Roberto Vecchioni ed Enrico Intra, incontro che esemplifica il sottotitolo (“Da un mondo all’altro”) che caratterizza la XXVI edizione, al via sabato 5 ottobre nell’auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro di Milano (corso di Porta Vittoria 43; inizio concerto ore 17.30; ingresso 10 euro con tessera a 5 euro; abbonamento 80 euro) e in programma fino al prossimo mese di marzo.  In duo o in solo, Vecchioni e Intra dialogheranno attraverso la loro arte, fatta di parole e di suoni, di testi densi di significato e di musica altrettanto capace di “parlare” a chi sa ascoltarla. Il repertorio e il percorso del concerto saranno assolutamente liberi, legati alla performance e al feeling di una conversazione artistica che troverà inediti e imprevedibili momenti di incontro. Per questo è un appuntamento imperdibile, perché esce dalla precisa regia di un evento usuale per entrare nel campo dell’indeterminato, tutto costruito su una dialettica che, pur partendo da posizioni diverse, è sempre guidata da un fattore che accomuna entrambi: la musica, la melodia. Superato il quarto di secolo di attività, l’Atelier si conferma una stagione amata e, soprattutto, unica per il lavoro di promozione dei giovani artisti, delle nuove proposte, delle donne e per la formazione del pubblico. Configurata come un vero e proprio cenacolo culturale, la rassegna propone agili programmi di sala e guide all’ascolto dei concerti che hanno un alto valore educativo e suscitano il massimo gradimento da parte del pubblico.  In questo senso sono pochissime, in Italia ma anche in Europa, le stagioni di concerti che agiscono in maniera così ampia sulla formazione degli spettatori. L’Atelier non è quindi diventato nel corso degli anni solo una manifestazione storica, ma anche un evento concertistico necessario, che rinnova i suoi programmi stagione dopo stagione, con grande attenzione per la realtà musicale che la circonda, sia in ambito jazz sia in quello classico, ma non soltanto.  Tra gli aspetti che contraddistinguono la XXVI edizione spicca, ancora una volta, il rapporto con la canzone: lo dimostra, oltre al concerto inaugurale, anche l’appuntamento dedicato alla canzone napoletana (sabato 12 ottobre), completamente rivisitata in chiave di jazz contemporaneo dal quartetto di Corrado Guarino con la voce davvero unica di Boris Savoldelli. C’è poi un percorso singolare nel quale si affronteranno i rapporti tra il jazz e grandi autori classici e viceversa, come la riscrittura delle arie di Verdi in chiave zappiana a cura del quartetto del pianista Oscar Del Barba (11 gennaio); il progetto sulla “Sagra della primavera” di Stravinskji ripensata nel segno del jazz dai sassofonisti australiani Andy Sugg e Arun Luthra (il 25 gennaio); il singolare rapporto tra il mondo di Debussy e il jazz proposto dal pianista Gianluca Di Ienno (22 febbraio); infine, le invenzioni bachiane come avvio di un itinerario che giungerà all’improvvisazione radicale del trio Manera-Remondini-Zanchini (8 febbraio).  Dall’altra parte, il recital trasversale di Massimiliano Damerini (23 novembre) vedrà impegnato il celeberrimo pianista ligure in un programma che toccherà anche il mondo jazzistico, grazie alla presenza di Andrea Pozza, tra i più noti e apprezzati pianisti della scena jazz italiana. Tra i progetti originali e in prima esecuzione vanno ricordati il singolare “flauto ensemble” (26 ottobre) del sassofonista Giulio Visibelli, impegnato in un repertorio di autori del jazz italiano, e il progetto su Lennie Tristano (9 novembre), in occasione del centenario della nascita del geniale pianista americano, da parte di Alberto Tacchini, autentico “musicista per musicisti”.  Da segnalare, inoltre, l’esibizione della bassista Federica Michisanti, recente vincitrice del premio “Top Jazz” nella categoria nuovi talenti, leader di un trio dall’organico insolito (sabato 30 novembre), mentre nell’ambito della musica eurocolta arriveranno i giovani interpreti del duo Moretti-Carcano (il 19 ottobre) e l’Ensemble Giovanile del Conservatorio di Monopoli (14 marzo): un segnale di continuità con le ultime edizioni dell’Atelier, nel corso delle quali sono state ospitate analoghe formazioni, frutto dell’eccellenza didattica italiana. Due appuntamenti significativi sono quelli con la musica per fiati che avranno come protagonisti il divertissement per clarinetto del duo composto da Fabrizio Meloni e Takahiro Joshikawa (18 gennaio) e il quintetto “Goffredo Petrassi” (il 15 febbraio), alle prese con un repertorio tutto novecentesco. Ci sarà poi l’omaggio al mondo di Erik Satie nella performance della pianista Daniela Manusardi (16 novembre). Infine, la multimedialità del rapporto musica-immagine sarà il cuore dell’evento dedicato a Hugo Pratt dal fotografo Pino Ninfa (il 7 marzo), sulle cui immagini improvviseranno i jazzisti Giovanni Falzone (tromba) e Alessandro Rossi (batteria).  Come si può vedere, dunque, anche in questa nuova stagione l’Atelier investe in idee, formazione e progetti inediti, distinguendosi per la qualità complessiva della proposta e la sensibilità nei confronti dell’intero panorama musicale, al di là delle mode (che passano) e dei nomi “evento” così popolari nella superficiale offerta culturale contemporanea. 


Sabato 11 gennaio 2020, ore 17.30  
Oscar Del Barba quartet
Re-reading Verdi
Achille Succi (sax alto e clarinetti), Oscar Del Barba (pianoforte), Giacomo Papetti (contrabbasso), Davide Ruggeri (batteria).
Musiche di Giuseppe Verdi, arrangiamenti di Oscar Del Barba.

Sabato 18 gennaio 2020, ore 17.30
Meloni-Joshikawa 
Divertissement per clarinetto
Fabrizio Meloni  (clarinetto),  Takahiro Joshikawa (pianoforte).
Musiche di Poulenc, Gentilucci, Debussy e Piazzolla.

Sabato 25 gennaio 2020, ore 17.30
Andy Sugg-Arun Luthra quintet
Stravinsky in jazz
Andy Sugg, Arun Luthra (sassofoni), Antonio Zambrini (pianoforte), Caterina Crucitti (contrabbasso), Tony Arco (batteria).
Musiche da “La sagra della primavera” arrangiate da Sugg e Luthra.

Sabato 8 febbraio 2020, ore 17.30
Manera-Zanchini-Remondini
Da Bach all’improvvisazione radicale
Eloisa Manera  (violino), Marco Remondini (violoncello), Simone Zanchini (fisarmonica).
Musiche da Bach all’improvvisazione radicale.

Sabato 15 febbraio 2020, ore 17.30
Quintetto di fiati “Goffredo Petrassi”
Venti del Novecento
Gianni Biocotino (flauto), Silvano Scanziani (oboe), Nicola Zuccalà (clarinetto), Brunello Gorla (corno), Anna Maria Barbaglia (fagotto).
Musiche di Malipiero, Garbarino, Petrassi, Rieti e Casella.

Sabato 22 febbraio 2020, ore 17.30
Gianluca Di Ienno sestetto 
Debussy nel jazz
Gianluca Di Ienno (pianoforte, synth bass, composizione e arrangiamenti), Andrea Andreoli (trombone), Andres Villani (flauti, sax baritono), Michele Polga (sax tenore), Roberto Pianca (chitarra), Alessandro Rossi (batteria).
Musiche di Debussy, Di Ienno, Ellington e Hancock.

Sabato 7 marzo 2020, ore 17.30
Falzone-Ninfa-Rossi
Sulle tracce dell’avventura: omaggio a Corto Maltese
Giovanni Falzone (tromba, live electronics), Alessandro Rossi (batteria), Pino Ninfa (immagini).
Musiche liberamente improvvisate.

Sabato 14 marzo, ore 17.30
Orchestra da Camera del Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli
Direttore: Giuseppe Garbarino.
Musiche di Rota, Milhaud e Hindemith.

Introduzione ai concerti a cura di Maurizio Franco.
Direzione  e coordinamento artistico: Giuseppe Garbarino e Maurizio Franco.
Organizzazione: associazione culturale Secondo Maggio.
Presidente: Gianni Bombaci; vicepresidente: Enrico Intra.

Auditorium G. Di Vittorio, Camera del Lavoro, corso di Porta Vittoria 43, 20122 Milano. 
Ingresso: con tessera di socio (5 euro) e abbonamento (80 euro) o biglietto (10 euro). 
Per informazioni: 348-3591215; 02-5455428. Email: secondomaggio@alice.it; eury@iol.it; on line: www.secondomaggio.it 
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VISIONINMUSICA 2020
dal 24 gennaio al 17 aprile
Direzione artistica: Silvia Alunni
AUDITORIUM GAZZOLI
via del Teatro Romano, 16 - Terni


Dal 24 gennaio prende il via la sedicesima stagione di Visioninmusica, il festival diretto da Silvia Alunni che propone scelte musicali uniche e raffinate in grado di soddisfare sia il pubblico che gli esperti di settore. Per il 2020 il calendario si articolerà in un variegato assemblaggio di novità e talenti musicali: saranno sette i concerti proposti, ognuno caratterizzato da un differente genere musicale. Si spazierà dal jazz italiano alla  musica classica, dalla fusion con accenti rock alla musica d’autore, dal progressive, al jazz europeo con sonorità latine. Una conferma del carattere vincente di Visioninmusica, che di anno in anno è stata in grado di costruire con determinazione un repertorio originale, ricco di novità per l’ambito italiano e addirittura internazionale, mai banale e anzi scaltro rispetto alle effimere mode commerciali del momento. In particolare, sul palco dell'Auditorium Gazzoli di Terni (sede di tutti i concerti della stagione, con orario di inizio alle 21:00), come da tradizione andranno in scena artisti che assai raramente si sono esibiti in centro Italia o addirittura mai prima, nel nostro Paese. 
Il primo appuntamento del 2020, venerdì 24 gennaio, è affidato a Gegé Telesforo e alla sua nuova band tutta italiana con cui eseguirà, dal vivo e praticamente in anteprima, il nuovo progetto e il nuovo album dal titolo Il mondo in testa. Una sorta di percorso artistico autobiografico, in cui Telesforo mette insieme e rielabora ritmi e melodie frutto delle sue esperienze artistiche più disparate, da cui fa emergere incontri, atmosfere e linguaggi che ne hanno segnato la carriera.
Il secondo concerto si terrà venerdì 7 febbraio e vedrà sul palco Giuseppe Albanese, tra i migliori pianisti della nuova generazione, scritturato dall’etichetta Deutsche Grammophon per la quale ha pubblicato già alcuni album. L’ultimo suo disco, che dà anche il titolo al concerto, è Invito alla danza (2020). Con questo suo lavoro, Albanese offre un affascinante excursus tra celebri pezzi di musica per balletto (Tchaikovsky, Debussy, Stravinsky) trascritti per pianoforte solo grazie a un’infinità di virtuosismi e idealmente racchiusi tra l’Invito alla danza di Carl Maria von Weber (1819) e La valse di Ravel (1919).
Venerdì 21 febbraio sarà la volta di The Aristocrats, una band che negli ultimi otto anni ha realizzato album acclamati dalla critica, ha intrapreso tour mondiali e si è imposta come una delle band strumentali rock-fusion più irriverenti del pianeta. Chiunque abbia assistito a una delle loro performance – ricche di rock, jazz, pop, metal e persino country music – è rimasto impressionato dallo spirito del gruppo e dalle loro sbalorditive improvvisazioni. You Know What…? (2019) è la loro ultima uscita, registrato presso i Brotheryn Studios di Ojai (California) e proposta dal vivo per Visioninmusica.
Venerdì 6 marzo toccherà invece a Ilaria Pilar Patassini per una pagina di musica d’autore. La liricità di Pilar è intima e tagliente, imperniata su testi che raccontano dualismo, sospensione e doppia identità. Nei suoi brani si parla anche di amore, di maternità, di Italia e di attualità. Il suo ultimo album si intitola Luna in Ariete ed è ora portato in concerto con uno spettacolo che vede Pilar protagonista come cantante e voce recitante, con una regia e un percorso narrativo allestito con un’agile scenografia e delle videoproiezioni, secondo quella forma artistica fatta di immagini e suoni così vicina allo stile Visioninmusica.
Venerdì 20 marzo andranno in scena BartolomeyBittmann. Nei pezzi di questo formidabile duo strumentale, dinamica e intensità possono cambiare in un attimo, con sensibilità e precisione, alternando l’energia del rock all’eleganza cameristica, combinando la libera inventiva del jazz con la profondità emotiva. Vi sono richiami alla musica folk e, di tanto in tanto, emergono anche le radici classiche, da cui Matthias Bartolomey (violoncello) e Klemens Bittmann (violino e mandola) provengono. Progressive è il loro modo di comporre e fare musica, per creare un repertorio originale ed esteticamente connesso con il mondo musicale di oggi, suonando strumenti che hanno invece una tradizione antica.
Venerdì 3 aprile si esibiranno Reis Demuth Wiltgen. Michel Reis (piano), Marc Demuth (contrabbasso) e Paul Wiltgen (batteria) sono tre elementi di spicco dell’effervescente panorama musicale jazz lussemburghese. Momento chiave per il trio è stata la collaborazione con il sassofonista di fama mondiale Joshua Redman, con il quale hanno condotto una tournée europea nel 2018, replicata nel 2019 con una serie di apparizioni a festival in Francia, Svizzera e Lussemburgo. Il 2020 è l’anno dell’attesissimo nuovo album dal titolo Sly la cui uscita, per l’etichetta italiana CAM Jazz, è prevista per la prossima primavera. L’evento di Visioninmusica è tra i primi in assoluto in cui il materiale del nuovissimo lavoro viene presentato in un concerto dal vivo, insieme ai migliori brani del loro repertorio.
Alfredo Rodriguez & Pedrito Martinez sono i protagonisti dell'ultimo concerto, in progamma venerdì 17 aprile. La loro storia artistica e personale è straordinaria e solo apparentemente simile: entrambi nati a L’Avana, si sono poi trasferiti negli Stati Uniti, dove hanno esposto la musica della loro terra a una grande varietà di influenze. Il percorso seguito da i due musicisti è stato tuttavia molto diverso: il primo più accademico e formale, il secondo più popolare e vicino al folklore afrocubano. Nonostante le differenze, Rodriguez e Martinez condividono un’intesa naturale, come dimostra la loro prima registrazione in duo, intitolata Duologue. In questo album i due musicisti esplorano un’ampia gamma di generi, passando da personali interpretazioni di classici cubani a composizioni originali a rivisitazioni in chiave latina di brani pop.

Concerto di Natale 2019
OMAGGIO A FEDERICO FELLINI
Cento anni dalla nascita nel 2020
Sabato 21 dicembre 2019
ore 17:00 e ore 21:00*
Chiesa di San Francesco, Piazza S. Francesco, 12 - Terni
Come da tradizione, torna a Terni il Concerto di Natale promosso e sostenuto dalla Fondazione Carit e organizzato dall’associazione Visioninmusica con il sostegno della Banca Popolare di Spoleto, un saldo e consolidato legame tra la Fondazione e la città all’insegna di eccellenti produzioni artistiche. Nel corso degli anni, infatti, prestigiose orchestre e solisti di rilievo internazionale si sono esibiti nella suggestiva cornice romanica della chiesa di San Francesco, arricchendo gli eventi culturali del periodo natalizio con un evento fra i più attesi e partecipati. Quest'anno l'appuntamento sarà sabato 21 dicembre 2019, con un doppio concerto alle ore 17:00 e alle ore 21:00 – per far fronte alla straordinaria richiesta. Protagonista sarà la Filarmonica Gioachino Rossini diretta da Federico Mondelci (in veste anche di sassofono solista) che interpreterà un intenso programma dedicato a Federico Fellini, di cui, nel 2020, ricorreranno i cento anni dalla nascita. Il repertorio scritto da Nino Rota sarà preceduto dall'esecuzione di brani sacri e classici, tra cui l'Ave Maria, che una certa tradizione ha voluto attribuire al compositore cinquecentesco Giulio Caccini, tre sinfonie rossiniane (Il signor Bruschino, La Cenerentola e Il barbiere di Siviglia), per esaltare l’orchestra nel suo repertorio più rappresentativo, e la Pastorale dal Concerto fatto per la notte di Natale di Arcangelo Corelli. L'omaggio a Fellini e al cinema sarà però il vero protagonista della seconda parte del concerto e anche dell’intera serata: Federico Mondelci ha realizzato per l’occasione una suite orchestrale con l’intento di ripercorre la carriera cinematografica del grande regista riminese, soffermandosi sulle colonne sonore di alcune tra le sue più celebri pellicole (Amarcord, La strada, La dolce vita e 8 ½). La simbiosi che alle volte si instaura tra regista e compositore ha trovato in Fellini e Rota due magnifici interpreti, che possono essere a buon diritto presi da modello e riferimento, pensando ad altri grandi binomi che li hanno seguiti: Sergio Leone ed Ennio Morricone, Steven Spielberg e John Williams. Il tributo al cinema sarà infine integrato anche da altri capolavori composti da Rota, e affidati però ad altri registi, come Il gattopardo di Luchino Visconti e Il Padrino di Francis Ford Coppola. 
FEDERICO MONDELCI Sassofonista e direttore d’orchestra, Federico Mondelci è uno dei maggiori e più apprezzati interpreti del panorama musicale internazionale. Diplomato in sassofono al Conservatorio di Pesaro, ha studiato anche canto, composizione e direzione, perfezionandosi al Conservatorio Superiore di Bordeaux sotto la guida di Jean-Marie Londeix e conseguendo il diploma con “medaglia d’oro” all’unanimità. Federico Mondelci si esibisce insieme alle più importanti orchestre del mondo come la Filarmonica della Scala con Seiji Ozawa, I Solisti di Mosca con Yuri Bashmet, la Filarmonica di San Pietroburgo e la BBC Philharmonic. Ha inoltre collaborato con la New Zealand Symphony Orchestra, con l’Orchestra da Camera di Mosca e con l’Orchestra Sinfonica di Bangkok. Il suo repertorio, ampio e variegato, comprende sia opere della tradizione classica, sia musica del novecento e opere contemporanee (di autori come Nono, Kancheli, Glass, Donatoni, Sciarrino, Scelsi, Gentilucci, Fitkin, Piovani e Nyman; alcuni di questi hanno composto espressamente per lui). Come direttore d’orchestra è stato a sua volta affiancato da celebri solisti del calibro di Ilya Grubert, Kathryn Stott, Pavel Vernikov, Nelson Goerner, Francesco Manara, Natalia Gutman e Luisa Castellani. Le esecuzioni di Federico Mondelci, sia orchestrali che cameristiche, sono incise su etichette Delos e Chandos. Nel 1982 ha fondato l’Italian Saxophone Quartet e nel 1995 l’Italian Saxophone Orchestra. Da allora si esibisce con entrambe queste apprezzate formazioni sia in Italia che all’estero. In occasione del bicentenario della nascita di Adolphe Sax, inventore del sassofono, ha ricevuto l’invito dalla Filarmonica di San Pietroburgo a esibirsi come direttore e solista in un concerto di gala tenutosi il 26 giugno 2014, all’interno della prestigiosa stagione musicale diretta da Yuri Temirkanov. Sarà di nuovo alla Filarmonica di San Pietroburgo nell’aprile del 2020. Nel 2017 Federico Mondelci è stato insignito del titolo di “Marchigiano dell’Anno”.
FILARMONICA GIOACHINO ROSSINI La Filarmonica Gioachino Rossini (FGR) è nata dall’iniziativa di Michele Antonelli, suo primo direttore artistico, il quale ha riunito un gruppo di eccellenti musicisti con alle spalle una ricca attività nazionale ed internazionale. L’esordio della Filarmonica risale al 21 febbraio 2014, presso l’Auditorium Pedrotti di Pesaro. Dal giugno del 2015 il direttore principale è Donato Renzetti, con il quale è stato avviato un nuovo e proficuo percorso artistico. Il prestigio dell’orchestra, raggiunto in breve tempo, viene consacrato della casa discografica DECCA (gruppo Universal Music) che la invita a registrare, presso il Teatro della Fortuna di Fano, un concerto con il tenore Juan Diego Florez. Nel 2015 la Filarmonica debutta nel panorama internazionale con alcuni concerti al Beiteddine Art Festival in Libano, accompagnando, tra gli altri, Anna Netrebko. Nel 2016 la FGR è protagonista alla Royal Albert Hall di Londra per le Rosenblatt Recitals Series. Nel giugno dello stesso anno prende il via il progetto Rossini in viaggio che porterà l’orchestra ad esibirsi alla Sala Verdi del Conservatorio di Milano, al Mozarteum di Salisburgo, alla Scuola grande di San Rocco a Venezia e al Teatro Olimpico di Roma. Alla 37a edizione del Rossini Opera Festival la FGR è nel cartellone principale con Il Turco in Italia. Le collaborazioni con artisti internazionali si susseguono e val la pena di ricordare quelle con John Irvin, Sergey Romanovsky, Michael Spyres, David Parry, Ildar Abdrazakov e Iván López-Reynoso. La Filarmonica si è anche esibita alla Royal Opera House di Muscat, in Oman e al Musikverein di Vienna per Il viaggio a Reims. Nell’aprile del 2018 viene pubblicato il cofanetto di 4 compact disc dal titolo Complete Overtures, contenente la registrazione integrale delle sinfonie di Rossini. Ancora nel 2018 realizza un nuovo progetto di divulgazione musicale dal titolo La musica sinfonica – guida all’ascolto per non addetti ai lavori. Nel 2019 l’Orchestra dà vita al Progetto Brahms per direttori d’orchestra e partecipa al Rossini Opera Festival con la ripresa del rarissimo Demetrio e Polibio.

*ore 17.00 INGRESSO LIBERO con prenotazione obbligatoria**
ore 21.00 INGRESSO LIBERO (fino a esaurimento posti)
**È possibile effettuare la prenotazione obbligatoria dei posti dal 9 al 13 dicembre telefonando allo +39 0744 432714 dalle 10.00 alle 12.00.

ABBONAMENTO A 7 SPETTACOLI: euro 115,00 (in vendita dal 4 dicembre 2019)
BIGLIETTI SINGOLI:
INTERO: euro 30,00 e RIDOTTO*: euro 25,00 (spettacolo del 21 feb)
INTERO: euro 25,00 e RIDOTTO*: euro 21,00 (spettacoli del 24 gen e 17 apr)
INTERO: euro 20,00 e RIDOTTO*: euro 17,00 (spettacoli del 7 feb, 6 mar, 20 mar e 3 apr)
*ridotti per Soci Visioninmusica 2019 e Soci Fai delegazione di Terni 2019.
I biglietti per i singoli spettacoli saranno in vendita dall’11 dicembre 2019.
Rivendita a Terni: New Sinfony - galleria del Corso, 12 - Terni
Circuito nazionale: www.vivaticket.it

PROMOZIONE NATALE 2019 (fino al 24 dicembre 2019): con un unico acquisto di almeno due spettacoli si ha diritto al biglietto ridotto.
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Autunno in Jazz a Polistena con Piano 4Hands e Sikania

Eccoci finalmente, torna puntuale l'Autunno in Jazz a Polistena! L’Amministrazione comunale di Polistena, in collaborazione con le associazioni Amici della Musica “Nicola Manfroce” e A.M.A. Calabria, ha infatti riconfermato una delle rassegne che dà maggior prestigio alla Città, attirando un pubblico numeroso di appassionati provenienti da tutta la Calabria. Come di consueto, la Rassegna si svolgerà nell’Auditorium comunale cittadino, dove si alterneranno alcune delle formazioni più interessanti del panorama jazzistico italiano ed internazionale. Una edizione particolare quella del 2019, caratterizzata da un'altissima presenza femminile, oltre che dalla originalità e dall’altissima qualità dei progetti. Si comincia domenica 17 novembre con PIANO4HANDS, il primo progetto jazz al mondo formato da due pianiste che condividono lo stesso pianoforte. Nasce dall'incontro di due nomi di spicco del jazz italiano: le pianiste, compositrici e arrangiatrici Stefania Tallini & Cettina Donato. La carriera internazionale di Donato e Tallini è lunga e ricca di riconoscimenti. Musicista acclamata e pluripremiata a livello internazionale, Stefania Tallini vanta una brillante carriera in ambito jazz e classico, con incursioni nel mondo della musica brasiliana, attraverso sinergie con grandi artisti del panorama mondiale, tra cui Enrico Pieranunzi, Gabriele Mirabassi, Javier Girotto, Bruno Tommaso, Guinga, Tullio De Piscopo. Ha ottenuto diversi premi anche come compositrice di colonne sonore per il cinema e per il teatro, con collaborazioni importanti tra cui quelle con Mariangela Melato, Michele Placido e Davide Riondino. Cettina Donato svolge un’intensa attività artistica come pianista, compositrice, arrangiatrice e direttrice d'orchestra e conduce la sua carriera parallelamente tra Europa, Canada, Stati Uniti e Giappone. Sabato 14 dicembre, il secondo appuntamento dell’Autunno in Jazz 2019, un concerto che si preannuncia come un evento imperdibile, con un quintetto davvero eccezionale: il GIOVANNI MAZZARINO & DANIELA SPALLETTA QUINTET in “SIKANIA”, un progetto originale e unico, che nasce dall’arte e dalla fervida creatività di due tra i massimi esponenti della scena jazzistica contemporanea, Giovanni Mazzarino (pianoforte, composizioni, arrangiamenti) e la straordinaria Daniela Spalletta (voce, testi) che canta testi in lingua siciliana da lei appositamente scritti. Nella sua lunga carriera artistica, nel corso della quale ha inciso ben 20 album a suo nome, GIOVANNI MAZZARINO ha collaborato con alcuni dei più grandi nomi del jazz mondiale, come Mark Murphy, Randy Brecker, Tom Harrell, Steve Swallow, Jimmy Cobb, Kurt Rosenwinkel, Irio De Paula, Tony Scott, Eliot Zigmund, Flavio Boltro, Fabrizio Bosso, Francesco Cafiso, Enrico Rava, Paolo Fresu e tantissimi altri. Nel 2002 ha vinto il prestigioso referendum Top Jazz, indetto dalla rivista specializzata Musica Jazz. Dotata di una straordinaria capacità improvvisativa e di una inventiva che risente di numerosi influssi musicali, che spaziano dal jazz contemporaneo al rock, dalla tradizione siciliana al barocco, DANIELA SPALLETTA canta in diverse formazioni e nel 2013 ha inciso il suo primo disco da leader, D/Birth, premiato dalla prestigiosa rivista JAZZIT. È tra le 5 finaliste del Sarah Vaughan International Jazz Vocal Competition di quest’anno e si è classificata al secondo posto del JazzIt Awards 2018. È inoltre comparsa per ben due volte nella Top Jazz come nuovo talento italiano. “Sikania” prende il nome dall’antico toponimo della Sicilia ed è un viaggio sentimentale e musicale nell’isola, nei suoi luoghi, nelle sue atmosfere, nella sua storia ricca di vicende e di contrasti. Con questo progetto, i due musicisti sono risultati vincitori del “Premio Siae Sillumina 2016”.
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Associazione Culturale Jazz Club Ferrara
Regione Emilia–Romagna, Comune di Ferrara, Endas Emilia–Romagna


Ferrara in Jazz 2019 – 2020
XXI Edizione
Ottobre 2019 – Maggio 2020

Si dice spesso che la vita inizia a quarant’anni. Di certo il Jazz Club Ferrara - sulla scena dal 1977 senza alcuna interruzione - pare non sentirli, anzi, la maturità gli ha giovato conducendolo ad imporsi tra i più importanti jazz club europei, conseguendo prestigiosi riconoscimenti: dall’inclusione nella guida alle migliori jazz venues del globo stilata dall’internazionale DownBeat Magazine, al podio del Jazzit Awards nella categoria “Jazz club Italia” da sette anni a questa parte. Quella che presentiamo oggi è la ventunesima edizione di Ferrara In Jazz, affermata rassegna concertistica realizzata con il contributo di Regione Emilia-Romagna, Comune di Ferrara, Endas Emilia-Romagna ed il prezioso sostegno di numerosi partners privati, che - dal 1999 - si svolge nella suggestiva sede del Torrione San Giovanni, bastione rinascimentale iscritto nella lunga lista dei beni UNESCO e location per il cinema di Emilia-Romagna Film Commission.  Ad inaugurare il cartellone, venerdì 04 ottobre 2019, è il trio del chitarrista e compositore danese Jakob Bro, completato da Joey Baron alla batteria e Thomas Morgan al contrabbasso. Già con Paul Motian e Tomasz Stanko, Bro ha fatto incetta di ben cinque Danish Music Awards che lo hanno incluso nella Jazz Denmark’s Hall of Fame. Questa formazione ha più di un lustro di attività alle spalle. Il tutto si traduce in un affiatamento fuori dal comune, capace di produrre visionari dipinti sonori, attingendo da una ricchissima tavolozza timbrica. Ferrara In Jazz si prolungherà fino a maggio, dopo aver dispensato, ad un pubblico sempre più vasto, otto mesi densi di concerti animati da protagonisti assoluti del panorama internazionale, serate dedicate a talenti emergenti e novità discografiche, nuovi itinerari musicali ed esposizioni, per un totale di circa 80 appuntamenti che abbracciano il linguaggio jazzistico a 360° gradi, valicando confini geografici e di genere. In questa prima parte di stagione si esibiranno icone della musica afroamericana quali Bill Frisell, The Bad Plus, Mary Halvorson, Dave Douglas, Joy F. Brown, Uri Caine, Chris Potter, Dena DeRose, Ralph Alessi, Miguel Zenón, Aaron Parks, David Torn e Paul McCandless. Tra gli italiani menzioniamo Enrico Rava, Fabrizio Bosso, Giovanni Guidi, Massimo Faraò e molti altri ancora. Procede di gran carriera l’avventura della Tower Jazz Composers Orchestra, l’apprezzata resident band del Torrione composta dagli oltre venti elementi diretti da Alfonso Santimone e Piero Bittolo Bon, che tra il 2019 ed il 2020 ha in cantiere, oltre alle consuete residenze mensili al Jazz Club, un tour nazionale ed europeo, nonché la registrazione dell’album d’esordio. Tornano, articolati e pirotecnici più che mai, i lunedì del Jazz Club, che esordiscono con un goloso aperitivo a buffet accompagnato da dj set. Momento clou sono i live set dedicati alla presentazione di nuovi progetti discografici a cui seguono infuocate jam sessions. In ambito didattico segnaliamo il seminario d’improvvisazione musicale tenuto dalla contrabbassista francese Joëlle Léandre. Spazio infine all'arte contemporanea con Segnosonico, collettiva che ha visto fondersi gli universi espressivi della musica e del disegno, realizzata in collaborazione con BilBOLBul, Bologna Jazz Festival e Endas Emilia-Romagna, e la sgargiante personale di Gianni Tarroni. Il prestigio di questa ventunesima edizione firmata Ferrara In Jazz è impreziosito dalle co-produzioni con Bologna Jazz Festival, Mauro Rolfini, Seven Virtual Jazz Club, Teatro De Micheli di Copparo, Conservatorio “G. Frescobaldi” di Ferrara, Ferrara Musica, Crossroads Jazz e altro in Emilia-Romagna e Cinema Boldini. Il programma della seconda parte della stagione (gennaio-maggio) sarà presentato in altra sede. Il PALINSESTO non abbandona la consolidata formula che pone in equilibrio avanguardia e tradizione, attingendo a piene mani dal miglior jazz della scena internazionale con particolare riferimento all’area newyorchese, per poi spaziare con leggiadria tra Europa e Sud America. Tra i concerti della prima parte di stagione, gli APPASSIONATI DELLA SEI CORDE avranno l’imbarazzo della scelta per varietà espressiva e di linguaggio sin dal concerto di apertura con il succitato Jakob Bro Trio (venerdì 4 ottobre), seguito a ruota dalla fertilità febbrile di Mary Halvorson - già con Anthony Braxton, Marc Ribot e Tim Berne - che al Torrione si presenta con Code Girl, primo gruppo per il quale ha scritto sia le musiche sia le parole e forse anche quello più riuscito in termini di originalità e di sintesi tra composizione e tensione continua all'improvvisazione (sabato 12 ottobre). Code Girl cede poi il passo ad un artista che non necessita di presentazioni: Bill Frisell. Con Harmony, nuovo progetto edito da Blue Note Records, il chitarrista di Baltimora - coadiuvato da Petra Haden alla voce, Hank Roberts al violoncello e voce e Luke Bergman alla chitarra baritono e voce - ci restituisce nella sua totalità la tradizione musicale americana (martedì 22 ottobre). Ideale preludio a questa performance è il tributo alla produzione ‘friselliana’ degli Unscientific Italians: undici tra le menti più creative del jazz nostrano - dirette da Alfonso Santimone, Francesco Bigoni e Zeno De Rossi - portano sul palco del Torrione (lunedì 21 ottobre) arrangiamenti originali firmati dallo stesso Santimone che mutuano elementi tematici e idiosincrasie chitarristiche dal corposo songbook di Bill Frisell, ponendosi scrupolosamente al riparo dagli stilemi della scrittura per big band. Novembre, invece, vede il ritorno di uno dei più rivoluzionari chitarristi della storia del jazz degli ultimi trent’anni, David Torn, che con il suo Sun Of Goldfinger, torna a calcare il palco del Jazz Club affiancato da due compagni di viaggio altrettanto visionari: Tim Berne e Ches Smith (sabato 23 novembre, in collaborazione con Bologna Jazz Festival). Sul versante più MAINSTREAM il Jazz Club dà spazio alla vocalità femminile ma non solo: sabato 19 ottobre è la volta del quintetto di Joy F. Brown, cantante capace di regalare emozioni come solo le grandi cantanti della tradizione afro-americana riuscivano a trasmettere. Con lei Massimo Faraò al pianoforte, Nicola Barbon al contrabbasso, Byron Landham alla batteria e una ciliegina sulla torta: l’apporto di un astro nascente del jazz, la giovane cantante e trombonista catalana Rita Payès. Il sabato seguente, 26 ottobre, il pubblico del Torrione potrà assaporare, in prima assoluta, l’omaggio a Shirley Horn della stimatissima performer e didatta statunitense Dena DeRose, i cui arrangiamenti saranno eseguiti dalla neonata Emilia-Romagna Jazz Orchestra, co-diretta da Piero Odorici e Roberto Rossi (in collaborazione con Bologna Jazz Festival). Sempre sul solco della tradizione, ma rivisitato all’insegna dell’INNOVAZIONE e della COMMISTIONE DI LINGUAGGI, è il duo formato dal trombettista Dave Douglas ed il pianista Uri Caine, la cui musica - qui prevalentemente incentrata su ballads e inni sacri - è densa di sostanza e tende a distillare ogni episodio in una stretta relazione tra i due strumenti (sabato 2 novembre, in collaborazione con Bologna Jazz Festival). E ancora il quintetto del trombettista Ralph Alessi, esponente di punta della comunità jazz di New York, che torna al Torrione per presentare la sua ultima fatica discografica, Imaginary Fields, edita da ECM (sabato 9 novembre, in collaborazione con Bologna Jazz Festival). Lo segue a ruota Little Big, nuovo progetto del pianista e compositore Aaron Parks, in cui seducenti melodie, soluzioni timbriche e ritmiche eccentriche fluttuano tra elettronica, afrobeat, impressionismo e rock psichedelico (sabato 16 novembre, in collaborazione con Bologna Jazz Festival). Nuova produzione, con cambio di guardia, anche per The Bad Plus, che si presentano al Torrione con Never Stop II, costituita interamente da brani originali, ed un nuovo componente: il pianista statunitense Orrin Evans, già con la Mingus Dinasty (sabato 30 novembre, in collaborazione con Bologna Jazz Festival). Un lavoro che si muove con disinvoltura tra jazz, R&B ed elettronica è invece Circuits del sassofonista Chris Potter (sabato 7 dicembre), la cui propensione al virtuosismo e la sua proverbiale maestria strumentale si sposano con il groove di una ritmica stratosferica (Eric Harland alla batteria e James Francies al pianoforte e tastiere) che paga un forte tributo all’Africa. Sabato 14 dicembre è infine di scena Paul McCandless - polistrumentista co-fondatore del leggendario gruppo Oregon – che ripercorre il repertorio originale dei suoi storici dischi solisti avvalendosi dei Charged Particles, una delle band più apprezzate della San Francisco Bay Area. Ad inizio stagione, lunedì 7 ottobre, con Sonero: The Music Of Ismael Rivera - progetto dedicato al leggendario cantante portoricano - il conterraneo e pluripremiato sassofonista Miguel Zenón imbastisce TRAME LATINEGGIANTI che vanno intensificandosi già dal lunedì successivo, 14 ottobre, con A Flor Da Pele, tributo al mestre Chico Buarque di una eccellente interprete vocale qual è Daniella Firpo, qui accompagnata dall’attrice Gaia Benassi nel dar vita ad un’emozionante performance che fonde musica e lettura. Il JAZZ ITALIANO, in tutte le sue sfumature, è ben rappresentato non solo da protagonisti assoluti quali Fabrizio Bosso (Bosso - Guidi & The Revolutionary Brotherhood, mercoledì 6 novembre in collaborazione con BJF) ed Enrico Rava (doppio appuntamento con l’ Enrico Rava Special Edition 80th Anniversary, 20 e 21 dicembre), ma anche dalle numerose formazioni che animano I LUNEDÌ del Jazz Club. Oltre a quelli già menzionati, segnaliamo qui di seguito: Simone Graziano Frontal feat. Reinier Bass (4/11), Barbara Raimondi Singin’ Ornette (18/11), Matteo Bortone ClarOscuro feat. Adrien Sanchez (25/11), Istantanea Ensemble (9/12), Stefano De Bonis Slow Gold (23/12), David Helbock Solo (28/10, in esclusiva nazionale e in collaborazione con Seven Virtual Jazz Club), il Joëlle Léandre – Giancarlo Schiaffini Duo (2/12, in occasione del seminario di improvvisazione musicale tenuto dalla stessa Léandre) e Ingrid Jensen & Barga Jazz Band (16/12). La stagione 2019/20 di Ferrara In Jazz vede altresì l’intensificarsi dell’attività della TOWER JAZZ COMPOSERS ORCHESTRA, l’apprezzata resident band del Torrione coordinata da Alfonso Santimone e Piero Bittolo Bon, inclusa tra i dieci migliori gruppi dell’anno al Top Jazz 2018 di Musica Jazz. Quest’anno, i ventitré elementi che la compongono, oltre ad arricchire il cartellone con un’esibizione mensile, come previsto dalle residenze in programma, intraprenderanno un tour nazionale ed europeo, nonché la registrazione dell’album d’esordio, la cui scaletta potrà essere ascoltata dal vivo, in anteprima assoluta, venerdì 27 settembre al Teatro De Micheli di Copparo (FE). La realizzazione del cd è resa possibile grazie alla produzione dello studio di registrazione Over Studio di Cento (Fe) e di Jazzos, in qualità di distributore. L’attività della Tower Jazz Composers Orchestra è sostenuta dal contributo della Regione Emilia-Romagna “Legge Musica L.R 2/18, art. 8” a cui si aggiunge, per la realizzazione del disco, quella della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. In AMBITO DIDATTICO, da un’idea di Mauro Rolfini, il Jazz Club Ferrara è lieto di ospitare - dall’ 01 al 05 dicembre - il seminario di improvvisazione musicale tenuto da Joēlle Léandre. La contrabbassista, improvvisatrice e compositrice francese è tra le figure di spicco della scena creativa internazionale. L'originale attitudine performativa che la contraddistingue l'ha condotta ad esibirsi sui palcoscenici più prestigiosi del mondo con artisti del calibro di Morton Feldman, John Cage, Giacinto Scelsi, Steve Lacy, Anthony Braxton, Fred Frith e John Zorn solo per citarne alcuni. Le iscrizioni sono già aperte, per informazioni: solejazzclubferrara@gmail.com, Spazio infine all’ARTE CONTEMPORANEA. Dal 7 ottobre al 23 novembre con Segnosonico, collettiva realizzata in collaborazione con BilBOlBul, Bologna Jazz Festival e Endas Emilia-Romagna, inscritta nel progetto “Intrecciare Cultura” patrocinato dalla Regione Emilia-Romagna. Segnosonico è il risultato di due percorsi didattici residenziali svolti a Bologna nel 2018 e nel 2019. Il progetto ha visto fondersi gli universi espressivi della musica e del disegno, attraverso workshop diretti dall’illustratore Stefano Ricci e dal musicista Pasquale Mirra. I due docenti hanno lavorato con gli allievi del Liceo Musicale “L. Dalla”, del Conservatorio “G.B Martini”, del Liceo Artistico “F. Arcangeli” e dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. Il vernissage, in programma per lunedì 7 ottobre, anticiperà il concerto del Miguel Zenón Quartet. Dal 25 novembre al 23 dicembre sarà la volta della personale dai colori sgargianti di Gianni Tarroni. Le esposizioni saranno fruibili nelle serate di programmazione.
L'Associazione Culturale Jazz Club Ferrara consente di ampliare la propria base sociale attraverso il TESSERAMENTO a Endas, che riserva ai propri soci numerose agevolazioni su scala nazionale, insieme alla possibilità di fruire di un sempre crescente numero di appuntamenti di indiscusso valore culturale.  Il Jazz Club Ferrara è inoltre parte integrante del circuito MyFe, la carta turistica della città estense.

PROGRAMMA OTTOBRE – DICEMBRE 2019

MAIN CONCERTS

Sabato 14 dicembre, ore 21.30
Paul McCandless & Charged Particles Project
Paul McCandless, sax soprano, oboe e clarinetto basso; Murray Low, pianoforte e tastiere; Aaron Germain, basso elettrico; Jon Krosnick, batteria
Paul McCandless è noto ai più come co-fondatore del leggendario gruppo Oregon, formazione antesignana della fusione di jazz, musica da camera e world music. Sulle sue doti di virtuoso polistrumentista c'è poco da aggiungere, meno conosciuta è invece la sua vena compositiva. Questo suo progetto si basa interamente sul repertorio originale dei suoi storici dischi solisti e lo vede in compagnia dei Charged Particles, una delle band più apprezzate della San Francisco Bay Area.

Venerdì 20 dicembre e Sabato 21 dicembre, ore 21.30
Enrico Rava Special Edition 80th Anniversary
Enrico Rava, tromba; Gianluca Petrella, trombone; Francesco Bearzatti, sax tenore; Francesco Diodati, chitarra; Giovanni Guidi, pianoforte; Gabriele Evangelista, contrabbasso; Enrico Morello, batteria
Il più rappresentativo dei jazzmen italiani in attività festeggia gli 80 anni al Torrione insieme ai musicisti che nell'ultimo decennio gli sono stati più vicini, artisti alla cui crescita ha contribuito attivamente. Enrico Rava non è, infatti, solo un acclamato trombettista e compositore ma anche un grande bandleader e, come tale, un eccellente scopritore di talenti. Un’occasione imperdibile per rendere omaggio alla straordinaria carriera di un autentico poeta del jazz internazionale.

I LUNEDÌ DEL JAZZ CLUB

L’attualità del linguaggio jazzistico è l’humus di cui si nutre l’apprezzata formula del lunedì del Torrione, che vede esibirsi giovani protagonisti della scena nazionale ed internazionale seguiti da infuocate jam sessions e preceduti dal goloso aperitivo a buffet accompagnato dalla selezione musicale di France, Willygroove, Andreino e Gil Dj.

Lunedì 16 dicembre, ore 21.30
Ingrid Jensen & Barga Jazz Band - Little Sweet Suite
Marta Raviglia, voce; Ingrid Jensen, tromba; Mirko Rubegni e Andrea Guzzolenti, trombe; Massimo Morganti, trombone; Nico Gori, Alessandro Rizzardi e Rossano Emili, sassofoni e clarinetti;
Stefano Onorati, pianoforte; Angelo Lazzeri, chitarra; Paolo Ghetti, contrabbasso; Stefano Paolini, batteria
Il Barga Jazz Ensemble, composto da alcuni musicisti dell’orchestra del Barga Jazz Festival, si avvale di una musicista del calibro e dell’esperienza di Ingrid Jensen per eseguire - in prima assoluta - Little Sweet Suite, inedita composizione del grande trombettista canadese Kenny Wheeler, che ha lasciato un vivido segnale di maturità espositiva, scrittura e personalità in tutta la sua prolifica carriera.

Lunedì 23 dicembre, ore 21.30
Slow Gold
Filippo Orefice, sax tenore; Stefano De Bonis, pianoforte elettrico; Stefano Dallaporta, basso elettrico; Andrea Grillini, batteria
I musicisti di Slow Gold, capitanati dal pianista Stefano De Bonis, collaborano insieme in svariati gruppi da molto tempo, condividendo esperienze musicali ed extramusicali. Da queste condivisioni è la nata voglia di ricercare in musica l’equilibrio, la freschezza e l’energia che la sinergia e l’alchimia tra le quattro personalità in questione sprigionano. Il repertorio è il giusto collante che rende solido il loro “campo da gioco”: si va da Elegant People dei Weather Report a Just The Two Of Us di Bill Withers, passando per Alfonsina y el mar di Ariel Ramirez…

THE TOWER JAZZ COMPOSERS ORCHESTRA
Venerdì 13 dicembre
*al Teatro De Micheli di Copparo (FE)
La Tower Jazz Composers Orchestra, formatasi nel 2016, è l’orchestra residente del Jazz Club Ferrara. L’ampio organico, che prevede la possibilità di turnover tra vari musicisti, è nato come naturale evoluzione di due progetti didattici (The Unreal Book e The Tower Jazz Workshop Orchestra), portando queste diverse esperienze a una sintesi comune, con una formazione e un repertorio più definiti. Affidati alla direzione di Piero Bittolo Bon e Alfonso Santimone, gli oltre venti elementi mettono in gioco collettivamente le proprie idee musicali con creatività e sorprendente empatia, eseguendo un repertorio che affianca composizioni originali e rivisitazioni di brani provenienti da varie tradizioni.

INFORMAZIONI jazzclub@jazzclubferrara.com prenotazione cena 331 4323840 (tutti i giorni dalle 12.00 alle 22.00)
DOVE Salvo ove diversamente indicato, tutti i concerti si svolgono al Torrione San Giovanni via Rampari di Belfiore, 167 – 44121 Ferrara. 
ORARI Apertura biglietteria 19.30 - Cena a partire dalle ore 20.00 - Inizio concerto 21.30- Secondo set 23.00 È previsto un solo set per i concerti della TJCO e del lunedì. Il Jazz Club Ferrara è affiliato Endas, l’ingresso è riservato ai soci.
www.jazzclubferrara.com
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33° Porretta Soul Festival
23-26 luglio 2020

Tornano i grandi del Soul a Porretta Terme, la località appenninica tra Bologna e Pistoia che ogni anno diventa la capitale europea della black music. Si sta infatti delineando il programma della 33a edizione del Porretta Soul Festival, che si terrà dal 23 al 26 luglio 2020 con la direzione artistica di Graziano Uliani.  La novità più importante è il ritorno di Bobby Rush: nato il 10 Novembre 1933, alla vigilia dei suoi 86 anni sarà a Porretta per la terza volta. Nel corso della sua carriera ha ricevuto 46 nomination e vinto 12 premi della Blues Foundation ed ha debuttato in Italia proprio a Porretta nel 2013. E' appena uscito ‘Sitting on Top of the Blues’, il 26° album in studio della lunghissima carriera di Bobby Rush, la 75a pubblicazione a suo nome. Recentemente Bobby Rush ha vinto un Grammy ed è stato inserito tra i grandi artisti della Blues Hall of Fame. ‘Sitting’ arriva a due anni di distanza da ‘Porcupine Meat’, album con cui Bobby ha ottenuto il già citato Grammy Award come Best Traditional Blues Album, riportando i riflettori su un’artista unico e imprescindibile per la storia della musica americana e internazionale. Bobby Rush, inoltre interpreta se stesso nel film "Dolemite Is My Name" di Craig Brewer, che segna il ritorno di Eddie Murphy. Il film, distribuito sulla piattaforma Netflix dal 26 Ottobre alla fine del 2019, ha la colonna sonora di Scott Bomar, leader dei Bo-Keys, vecchia conoscenza del festival. Probabile anche la loro presenza a Porretta 2020. Tra gli altri artisti confermati c'è Leo Nocentelli, componente fondatore dei The Meters, vincitore del Grammy Lifetime Achievement Award nel 2018 e quattro volte nominato per la Rock'n'Roll Hall of Fame. Infine già assicurata la presenza di Chick Rodgers, anche per lei un ritorno, considerata oggi la più bella voce di Memphis, e di Eddie Harrison leader degli Short Cuts, che torna a Porretta dopo aver partecipato alla prima edizione del 1988 , dove si esibì con Rufus Thomas e i Memphis Horns.