Festival Jazz

I principali festival jazz in Italia...

Associazione Culturale Jazz Club Ferrara
Regione Emilia–Romagna, Comune di Ferrara, Endas Emilia–Romagna


Ferrara in Jazz 2019 – 2020
XXI Edizione
Ottobre 2019 – Maggio 2020

L’Associazione Culturale Jazz Club Ferrara si appresta a proseguire, dopo la consueta pausa natalizia, l’avventura iniziata ventun anni fa nella suggestiva sede del Torrione San Giovanni, bastione rinascimentale iscritto nella lunga lista dei beni UNESCO e location per il cinema di Emilia-Romagna Film Commission. Sabato 18 gennaio si alzerà il sipario sulla seconda parte di Ferrara in Jazz 2019-2020 con il quintetto del poliedrico batterista/vibrafonista Jorge Rossy featuring Mark Turner al sassofono e Billy Hart alla batteria. L’apprezzata rassegna concertistica, che volgerà al termine a maggio prossimo, è organizzata da Jazz Club Ferrara con il contributo di Regione Emilia-Romagna, Comune di Ferrara, Endas Emilia-Romagna ed il prezioso sostegno di numerosi partner privati. Altri tre mesi di grande musica quindi, per svariate serate alla settimana, con oltre 40 concerti animati da protagonisti assoluti del jazz nazionale ed internazionale, serate dedicate a talenti emergenti e novità discografiche, nuovi itinerari musicali, i concerti della Tower Jazz Composers Orchestra, didattica ed esposizioni che offrono una panoramica globale del patrimonio musicale di matrice jazzistica tra avanguardia e tradizione. Il 2019 riconferma i collaudati sodalizi con Ferrara Musica, Crossroads jazz e altro in Emilia-Romagna, il Conservatorio “G. Frescobaldi” di Ferrara, la Scuola di Musica Moderna e il Clandestino Pub di via Ragno. Sono una ventina gli appuntamenti animati da autentiche stelle della musica come Ralph Towner, Tim Berne e Chris Speed, Dave King, Jamie Saft, Hamid Drake, Jérôme Sabbagh e Greg Tuohey, Roberto Gatto, Joe Locke e Rosario Giuliani, Craig Taborn, Dave Liebman e Richie Beirach, il Trio Bobo, João Bosco, Theo Bleckmann e Henry Hey, Lionel Loueke e Roberto Cecchetto, Jim Black, Aruán Ortiz, Linda Oh, Steve Kuhn, Edmar Castaneda e Grégoire Maret. A queste serate si aggiungono gli immancabili lunedì del Torrione dedicati a nuovi progetti musicali e arricchiti da aperitivi e infuocate jam session, il live mensile della Tower Jazz Composers Orchestra, l’apprezzata big band del Torrione costituita dagli oltre 20 elementi co-diretti da Alfonso Santimone e Piero Bittolo Bon, i giovedì al Clandestino Pub firmati Downtown Tower,  percorsi didattici e altre iniziative in via di definizione. Consueto è infine l’appuntamento del Jazz Club Ferrara con le arti figurative. Ad arricchire le nicchie del Torrione saranno i disegni di Tojo: prima personale dell’architetto ferrarese Vittorio Fava che esplora tre tematiche, o meglio punti di vista, quali il MACROcosmo (le città non ideali), il MEDIOcosmo (scene di vita-lità) e il MICROcosmo (dettagli, focus su tutti noi). Il PALINSESTO di questa seconda parte di stagione si riallaccia ai primi mesi di programmazione: Ferrara in Jazz non abbandona la consolidata formula che pone in equilibrio avanguardia e tradizione, attingendo a piene mani dal miglior jazz della scena statunitense, con particolare riferimento all’area newyorchese, per poi spaziare con leggiadria tra Europa e Sud America. Il Torrione riapre i battenti sabato 18 gennaio con le travolgenti sonorità del Jorge Rossy Vibes Quintet. Conosciuto come il batterista del primo storico trio di Brad Mehldau Rossy, pur senza abbandonare la batteria, si è concentrato prevalentemente sull'approfondimento del vibrafono divenendone in breve tempo uno dei più rappresentativi interpreti internazionali. Il suo gruppo è arricchito dalla presenza di Mark Turner, sassofonista tra i più influenti al mondo e di Billy Hart, maestro indiscusso del jazz drumming fin dagli anni Sessanta. Seguono numerose occasioni d’ascolto che, scandagliando le ORIGINI dell’idioma di matrice jazzistica, pervengono ad originali soluzioni in perfetto equilibrio tra tradizione e modernità. La prima è sabato 15 febbraio quando seguiremo le trame sonore di No Filter, progetto del quartetto guidato dal sassofonista Jérôme Sabbagh  e dal chitarrista Greg Tuohey (già con Aaron Parks al Torrione nella prima parte di stagione). Si avvicendano poi formazioni quali il Roberto Gatto Perfect Trio (sabato 22 febbraio) e il Trio Bobo (sabato 14 marzo). Il primo si muove all’insegna della sperimentazione dando vita ad una performance di grande energia, groove, lirismo e sonorità progressive. Il secondo è pronto, con l’esuberante energia di sempre, a presentare il nuovo lavoro dal titolo ‘Sensurround’. Sabato 7 marzo, il Jazz Club Ferrara ospita per la prima volta una produzione originale dell’Associazione culturale Jazzlife, ovvero una tappa del Luca di Luzio Globetrotter Tour featuring Alain Caron e Rodney Holmes, mentre venerdì 17 aprile - in collaborazione con la Scuola di Musica Moderna di Ferrara - il trio Quai Des Brumes presenterà l’ultimo lavoro discografico. Venerdì 20 marzo è tempo del Joe Locke – Rosario Giuliani Quartet. I due presenteranno Love in Translation, nuovo disco che celebra la loro ventennale collaborazione, coadiuvati da Sandro Deidda al basso elettrico e Roberto Gatto alla batteria.  Sabato 2 maggio è infine la volta del quintetto guidato dallo statunitense Jeremy Pelt, uno dei migliori trombettisti di quell’area del jazz contemporaneo che rivisita in chiave attuale la tradizione del bebop. DI TAGLIO CONTEMPORANEO l’appuntamento che apre il mese di febbraio, ché a calcare il palcoscenico del Jazz Club Ferrara sarà Broken Shadows, quartetto firmato dai sassofonisti Tim Berne e Chris Speed, icone della scena creativa newyorchese, che si avvalgono di Reid Anderson e Dave King (ovvero due terzi dei The Bad Plus) per la sezione ritmica (sabato 1/2). Ritroveremo Speed anche sabato 28 marzo, quando il batterista Jim Black farà ritorno al Torrione per festeggiare i vent’anni di attività del suo iperbolico gruppo, gli AlasNoAxis. Retrocediamo a sabato 8 febbraio per ascoltare dal vivo i brani che costituiscono Hidden Corners, quarta prova discografica del New Zion Trio, formazione del pianista e compositore Jamie Saft che si avvale dell’innesto del noto percussionista Hamid Drake. Sabato 11 aprile, infine, è tempo di ‘Aventurine’, ultima fatica discografica dell’apprezzata contrabbassista australiana Linda May Han Oh: i brani compongono un percorso di taglio contemporaneo che integra rigore cameristico e radiose melodie con pregnanti orchestrazioni jazz ed episodi in libera improvvisazione. Quest’anno sono ben quattro gli appuntamenti che suggellano il sodalizio tra CROSSROADS JAZZ E ALTRO IN EMILIA-ROMAGNA e Ferrara in Jazz. Si parte festeggiando la primavera, sabato 21 marzo, con l’inesauribile originalità e versatilità della voce di Theo Bleckmann, accompagnato al pianoforte da Henry Hey, tastierista, cantautore, produttore, arrangiatore e direttore musicale americano che vanta collaborazioni a fianco di David Bowie, Empire Of The Sun, George Michael e Rod Steward. Sabato 4 aprile è la volta del trio capitanato dall’affermato pianista Aruán Ortiz che affonda le radici nella musica afrocubana intrecciandole al jazz moderno e pervenendo a una riuscita sintesi dei differenti linguaggi. Si approda così ad un altro trio stellare, quello guidato dal pianista Steve Kuhn e completato da altrettanti giganti del jazz quali Steve Swallow al basso elettrico e Billy Drummond alla batteria (sabato 18 aprile). Per gli amanti della musica brasiliana, segnaliamo il concentrato di emozioni che trasmetterà il solo del cantautore e chitarrista del Minas Gerais João Bosco (mercoledì 18 marzo).  Esterni alla collaborazione con il prestigioso network regionale, ma che andranno ad esplorare parte del repertorio della più classica MPB e, in generale, a rielaborare la tradizione sudamericana sono Harp vs. Harp, progetto tanto anomalo quanto affascinante, del duo Edmar Castaneda (arpa elettrica) - Grégoire Maret (armonica cromatica) in programma sabato 25 aprile, ed il concerto del Danilo Lico Trio che il Torrione dedica, in occasione di SAN VALENTINO, a tutti gli innamorati (venerdì 14 febbraio). Particolarmente prestigiosa e originale è anche CHAMBER JAZZ, la triade di appuntamenti realizzata in collaborazione con FERRARA MUSICA che si snocciola tra gennaio, febbraio e marzo. Sabato 25 gennaio il Jazz Club Ferrara ospita, in solo, un maestro indiscusso della sei corde come Ralph Towner, mentre sabato 29 febbraio, sempre in solo, è la volta di uno dei massimi improvvisatori dei nostri tempi, il pianista e compositore Craig Taborn. Venerdì 13 marzo, infine, è di scena Forgotten Fantasies Revisited, progetto del duo Dave Liebman (sassofoni) e Richie Beirach (pianoforte) volto a celebrare mezzo secolo di frequentazione musicale e umana attraverso un flusso di memoria che i due sviluppano, con coerenza ed empatia, ripercorrendo intere epoche storiche: da Bach a Beethoven, Bartok e Schönberg. Ai concerti del venerdì si alternano, come di consueto, i live della TOWER JAZZ COMPOSERS ORCHESTRA, l’apprezzata resident band del Torrione coordinata da Alfonso Santimone e Piero Bittolo Bon, il cui album d’esordio, uscito a novembre per Over Studio Records, continua a riscuotere il plauso di pubblico e critica. È possibile definire la Tower Jazz composers Orchestra come un’esperienza orizzontale a dimensione variabile e con un regime partecipativo. Ogni componente più o meno stabile dell'organico, in veste di compositore e improvvisatore, contribuisce alla ricerca a tutto campo che è propria dell'attitudine artistica di questa formazione. In questa parte di stagione sarà possibile ascoltare la TJCO al Jazz Club Ferrara venerdì 24 gennaio, 6 marzo e 1 maggio, mentre prosegue il tour di presentazione dell’omonimo cd che farà tappa all’Ancona Jazz Festival martedì 25 febbraio e a Verona, al Teatro Ristori, giovedì 30 aprile in occasione della Giornata internazionale del jazz Unesco. L’attività della Tower Jazz Composers Orchestra, realizzata in collaborazione con Bologna Jazz Festival, è sostenuta dal contributo della Regione Emilia-Romagna “Legge Musica L.R 2/18, art. 8”. Immancabili i LUNEDÌ del Jazz Club Ferrara con nuovi talenti e progetti discografici non solo dal Bel Paese: un lungo viaggio che tocca Stati Uniti ed Europa arricchito da happy hour, dj set e jam session. Ecco i protagonisti 2020 da non perdere: Michelangelo Scandroglio Group feat. Alessandro Lanzoni (20/01, in collaborazione con Umbria Jazz – Conad Jazz Contest); Andy Sugg & Arun Luthra 5et (27/01); Paolo Benedettini Trio (03/02); Andrea Ayace Ayassot 4t (10/02); Francesco Diodati Yellow Squeeds (17/02); Rope Trio (24/02); Zeno De Rossi Trio (02/03); Sandro Gibellini Swing Machine feat. Silvia Donati (09/03); Mirko Cisilino Effetto Carsico (16/03); Lionel Loueke – Roberto Cecchetto (23/03); Piero Bittolo Bon Bread & Fox (30/03); Itaca (06/04); Stefano Tamborrino Don Karate (13/04); Neil Angilley Trio (20/04); Jonathan Kreisberg – Nelson Veras Duo (27/04). I concerti del 17 febbraio, 16 marzo e 13 aprile sono inscritti nell’ambito del bando sulla musica Nuovo Imaie.  Fuori dalle mura del Torrione torna, al Clandestino di via Ragno, DOWNTOWN TOWER. Tre giovedì di live music rigorosamente ad ingresso libero. Al via il 23 gennaio con lo Stefano De Bonis Slow Gold. A seguire i Duck Juice (6/2) e il Viviana Severini ‘Souli’ (13/2). Spazio infine alle ARTI FIGURATIVE con “Tojo: i miei disegni”, debutto dell’architetto ferrarese Vittorio Fava. I suoi bianco/neri affrontano tre tematiche, o meglio trattano punti di vista così descritti dall’artista: il MACROcosmo (le città non ideali), il MEDIOcosmo (scene di vita-lità) e il MICROcosmo (dettagli, focus su tutti noi). Si tratta di scenari, visioni, richiami di spazi, luoghi e architetture totalmente inventati ma possibilmente esistenti (in futuro?), sogni o incubi, facce e azioni. Nelle opere di Tojo si entra nelle cose, si scherza ma si analizza, si propone, si critica ma ci si appassiona, si vivono insieme i particolari. La personale è fruibile nelle serate di programmazione a partire dal 18 gennaio prossimo. L'Associazione Culturale Jazz Club Ferrara consente di ampliare la propria base sociale attraverso il TESSERAMENTO a Endas che riserva ai propri soci numerose agevolazioni su scala nazionale, insieme alla possibilità di fruire di un sempre crescente numero di appuntamenti di indiscusso valore culturale.  Il Jazz Club Ferrara è inoltre parte integrante del circuito MyFe, la carta turistica della città estense.

Sabato 18 gennaio, ore 21.30
Jorge Rossy Vibes Quintet featuring Mark Turner and Billy Hart
Mark Turner, sax tenore; Jaume Llombart, chitarra; Jorge Rossy, vibrafono; Doug Weiss, contrabbasso; Billy Hart, batteria

Lunedì 20 gennaio, ore 21.30
In collaborazione con Umbria Jazz - Conad Jazz Contest
Michelangelo Scandroglio Group featuring Alessandro Lanzoni
Michele Tino, sax alto; Paolo Petrecca, tromba; Alessandro Lanzoni, pianoforte; Michelangelo Scandroglio, contrabbasso; Mattia Galeotti, batteria

Venerdì 24 gennaio, ore 21.30
Tower Jazz Composers Orchestra
TBA

Sabato 25 gennaio, ore 21.30
In collaborazione con Ferrara Musica
Ralph Towner Solo
Ralph Towner, chitarra

Lunedì 27 gennaio, ore 21.30
Andy Sugg & Arun Luthra Quintet Stavinsky in Jazz
Andy Sugg, sax tenore; Arun Luthra, sax tenore; Alfonso Santimone, pianoforte; Stefano Senni, contrabbasso; Tony Arco, batteria

Sabato 1 febbraio, ore 21.30
Broken Shadows
Tim Berne, sax alto; Chris Speed, sax tenore e clarinetto; Reid Anderson, contrabbasso;
Dave King, batteria

Lunedì 3 febbraio, ore 21.30
Paolo Benedettini Trio
Marco Bovi, chitarra; Nico Menci, pianoforte; Paolo Benedettini, contrabbasso

Sabato 8 febbraio, ore 21.30
Jamie Saft New Zion Trio
Jamie Saft, piano e tastiere; Brad Jones, contrabbasso; Hamid Drake, batteria e percussioni

Lunedì 10 febbraio, ore 21.30
Andrea Aiace Ayassot Quartet
Andrea Aiace Ayassot, sax alto e sax soprano; Alfonso Santimone, pianoforte; Giulio Corini, contrabbasso; Nelide Bandello, batteria

Venerdì 14 febbraio, ore 21.30
Danilo Lico Sings for Lovers
Danilo Lico, voce e chitarra; Claudio Francica, chitarra; Federico Pierantoni, trombone

Sabato 15 febbraio, ore 21.30
Jérôme Sabbagh – Greg Tuohey Quartet No Filter
Jérôme Sabbagh, sax tenore; Greg Tuohey, chitarra; Joe Martin, contrabbasso; Kush Abadey, batteria

Lunedì 17 febbraio, ore 21.30
Nell’ambito del bando sulla musica Nuovo Imaie
Francesco Diodati Yellow Squeeds
Francesco Lento, tromba; Glauco Benedetti, tuba; Francesco Diodati, chitarra; Enrico Zanisi, pianoforte; Enrico Morello, batteria

Sabato 22 febbraio, ore 21.30
Roberto Gatto Perfect Trio
Alfonso Santimone, tastiere; Pierpaolo Ranieri, basso elettrico; Roberto Gatto, batteria

Lunedì 24 febbraio, ore 21.30
Rope  In the Moment - The Music of Charlie Haden
Fabrizio Puglisi, pianoforte; Stefano Senni, contrabbasso; Zeno De Rossi, batteria;

Sabato 29 febbraio, ore 21.30
In collaborazione con Ferrara Musica
Craig Taborn Solo
Craig Taborn, pianoforte

Lunedì 2 marzo, ore 21.30
Zeno De Rossi Trio
Francesco Bigoni, sax tenore e clarinetto; Giorgio Pacorig, pianoforte e piano elettrico; Zeno De Rossi, batteria

Venerdì 6 marzo, ore 21.30
Tower Jazz Composers Orchestra
TBA

Sabato 7 marzo, ore 21.30
Il Jazz Club Ferrara ospita una produzione di Jazzlife
Luca di Luzio Globetrotter Tour feat. Alain Caron & Rodney Holmes
Alessandro Fariselli, sax tenore; Luca di Luzio, chitarra; Alessandro Altarocca, tastiere;
Alain Caron, basso elettrico; Rodney Holmes, batteria

Lunedì 9 marzo, ore 21.30
Sandro Gibellini Swing Machine feat. Silvia Donati
Silvia Donati, voce; Sandro Gibellini, chitarra; Marino De Franceschi, contrabbasso;
Francesco Casale, batteria

Venerdì 13 marzo, ore 21.30
In collaborazione con Ferrara Musica
Dave Liebman-Richie Beirach Duo Forgotten Fantasies Revisited
Dave Liebman, sax tenore e sax soprano; Richie Beirach, pianoforte

Sabato 14 marzo, ore 21.30
Trio Bobo
Alessio Menconi, chitarra; Faso, basso elettrico; Christian Meyer, batteria

Lunedì 16 marzo, ore 21.30
Nell’ambito del bando sulla musica Nuovo Imaie
Mirko Cisilino Effetto Carsico
Mirko Cisilino, tromba; Filippo Orefice, sax tenore; Beppe Scardino, sax baritono; Marzio Tomada, basso elettrico; Marco D'Orlando, batteria

Mercoledì 18 marzo, ore 21.30
In collaborazione con Crossroads – Jazz e altro in Emilia-Romagna
João Bosco Solo
João Bosco, chitarra e voce

Venerdì 20 marzo, ore 21.30
Joe Locke-Rosario Giuliani Quartet
Rosario Giuliani, sax alto e soprano; Joe Locke, vibrafono; Sandro Deidda, basso elettrico; Roberto Gatto, batteria

Sabato 21 marzo, ore 21.30
In Collaborazione con Crossroads – Jazz e altro in Emilia-Romagna
Theo Bleckmann-Henry Hey Duo
Theo Bleckmann, voce ed elettronica; Henry Hey, pianoforte

Lunedì 23 marzo, ore 21.30
Lionel Loueke - Roberto Cecchetto Duo
Lionel Loueke, chitarra; Roberto Cecchetto, chitarra

Sabato 28 marzo, ore 21.30
Jim Black AlasNoAxis
Chris Speed, sax tenore e clarinetto
Hilmar Jensson, chitarra; Skúli Sverrisson, basso elettrico; Jim Black, batteria

Lunedì 30 marzo, ore 21.30
Piero Bittolo Bon Bread & Fox
Filippo Vignato - trombone; Glauco Benedetti - tuba; Piero Bittolo Bon - sax alto, clarinetti e flauti; Alfonso Santimone - pianoforte; Andrea Grillini - batteria

Sabato 4 aprile, ore 21.30
In Collaborazione con Crossroads – Jazz e altro in Emilia-Romagna
Aruán Ortiz Trio
Aruán Ortiz, pianoforte; Brad Jones, contrabbasso; Gerald Cleaver, batteria

Lunedì 6 aprile, ore 21.30
Itaca
Nicola Fazzini, sax alto; François Houle, clarinetto; Alessandro Fedrigo, basso acustico;
Nick Fraser, batteria

Sabato 11 aprile, ore 21.30
Linda May Han Oh ‘Aventurine’
Ben Wendel, sax tenore; Fabian Almazan, pianoforte; Linda Oh, contrabbasso; Eric Doob, batteria

Lunedì 13 aprile, ore 21.30
Nell’ambito del bando sulla musica Nuovo Imaie
Don Karate
Pasquale Mirra, vibrafono; Francesco Ponticelli, contrabbasso e basso elettrico; Stefano Tamborrino, batteria ed elettronica

Venerdì 17 aprile, ore 21.30
In collaborazione con la Scuola di Musica di Ferrara
Quai Des Brumes - AMF Cd Release Concert
Federico Benedetti, clarinetto; Tolga During, chitarra; Roberto Bartoli, contrabbasso

Sabato 18 aprile, ore 21.30
In Collaborazione con Crossroads – Jazz e altro in Emilia-Romagna
Steve Kuhn Trio
Steve Kuhn, pianoforte; Steve Swallow, basso elettrico; Billy Drummond, batteria

Lunedì 20 aprile, ore 21.30
Neil Angilley Trio
Neil Angilley, pianoforte; Davide Mantovani, basso elettrico; Davide Giovannini, batteria e voce

Sabato 25 aprile, ore 21.30
Edmar Castaneda - Grégoire Maret Duo
Edmar Castaneda, arpa elettrica; Grégoire Maret, armonica cromatica

Lunedì 27 aprile, ore 21.30
Jonathan Kreisberg - Nelson Veras Duo
Jonathan Kreisberg, chitarra elettrica; Nelson Veras, chitarra classica

Venerdì 1 maggio, ore 21.30
Tower Jazz Composers Orchestra
TBA

Sabato 2 maggio, ore 21.30
Jeremy Pelt Quintet
Jeremy Pelt, tromba; Chien Chien Lu, vibrafono; Victor Gould, pianoforte; Vicente Archer, contrabasso; Allan Mednard, batteria

Downtown Tower
(concerti al Clandestino Pub di via Ragno, Ferrara)

Giovedì 23 gennaio, ore 21.30
Slow Gold
Filippo Orefice, sax tenore; Stefano De Bonis, pianoforte elettrico; Stefano Dallaporta, basso elettrico; Andrea Grillini, batteria

Giovedì 6 febbraio, ore 21.30
Duck Juice
Luca Chiari chitarra; Lorenzo Manfredini trombone; Lorenzo Locorotondo Tastiere; Federico Perinelli basso; Andrea Grillini batteria

Giovedì 13 febbraio, ore 21.30
Viviana Severini ‘Souli’
Viviana Severini, voce e pad elettronico; Claudio Francica, beatbox e chitarra semiacustica; Riccardo Sindona, voce e chitarra elettrica

www.jazzclubferrara.com - jazzclub@jazzclubferrara.com
Infoline e prenotazione cena 331 4323840 (tutti i giorni dalle 12.00 alle 22.00). Tranne ove diversamente specificato, tutti i concerti si svolgono al Torrione San Giovanni via Rampari di Belfiore, 167 – 44121 Ferrara. Il Jazz Club Ferrara è un’associazione culturale affiliata ad Endas, tesseramento in loco
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ATELIER MUSICALE
Da un mondo all’altro - XXVI edizione

Roberto Vecchioni ed Enrico Intra inaugurano la nuova stagione dell’Atelier Musicale 
sabato 5 ottobre alla Camera del Lavoro di Milano 

Il grande cantautore e il decano dei jazzisti italiani insieme  in un progetto inedito, tra parole e musica,  per il primo appuntamento della nuova edizione della rassegna organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio 

La nuova edizione dell’Atelier Musicale, la storica rassegna in bilico tra jazz, classica e musica contemporanea organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio, si aprirà con un evento veramente imperdibile: l’incontro tra due personaggi di altissimo livello della Milano musicale e della cultura quali Roberto Vecchioni ed Enrico Intra, incontro che esemplifica il sottotitolo (“Da un mondo all’altro”) che caratterizza la XXVI edizione, al via sabato 5 ottobre nell’auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro di Milano (corso di Porta Vittoria 43; inizio concerto ore 17.30; ingresso 10 euro con tessera a 5 euro; abbonamento 80 euro) e in programma fino al prossimo mese di marzo.  In duo o in solo, Vecchioni e Intra dialogheranno attraverso la loro arte, fatta di parole e di suoni, di testi densi di significato e di musica altrettanto capace di “parlare” a chi sa ascoltarla. Il repertorio e il percorso del concerto saranno assolutamente liberi, legati alla performance e al feeling di una conversazione artistica che troverà inediti e imprevedibili momenti di incontro. Per questo è un appuntamento imperdibile, perché esce dalla precisa regia di un evento usuale per entrare nel campo dell’indeterminato, tutto costruito su una dialettica che, pur partendo da posizioni diverse, è sempre guidata da un fattore che accomuna entrambi: la musica, la melodia. Superato il quarto di secolo di attività, l’Atelier si conferma una stagione amata e, soprattutto, unica per il lavoro di promozione dei giovani artisti, delle nuove proposte, delle donne e per la formazione del pubblico. Configurata come un vero e proprio cenacolo culturale, la rassegna propone agili programmi di sala e guide all’ascolto dei concerti che hanno un alto valore educativo e suscitano il massimo gradimento da parte del pubblico.  In questo senso sono pochissime, in Italia ma anche in Europa, le stagioni di concerti che agiscono in maniera così ampia sulla formazione degli spettatori. L’Atelier non è quindi diventato nel corso degli anni solo una manifestazione storica, ma anche un evento concertistico necessario, che rinnova i suoi programmi stagione dopo stagione, con grande attenzione per la realtà musicale che la circonda, sia in ambito jazz sia in quello classico, ma non soltanto.  Tra gli aspetti che contraddistinguono la XXVI edizione spicca, ancora una volta, il rapporto con la canzone: lo dimostra, oltre al concerto inaugurale, anche l’appuntamento dedicato alla canzone napoletana (sabato 12 ottobre), completamente rivisitata in chiave di jazz contemporaneo dal quartetto di Corrado Guarino con la voce davvero unica di Boris Savoldelli. C’è poi un percorso singolare nel quale si affronteranno i rapporti tra il jazz e grandi autori classici e viceversa, come la riscrittura delle arie di Verdi in chiave zappiana a cura del quartetto del pianista Oscar Del Barba (11 gennaio); il progetto sulla “Sagra della primavera” di Stravinskji ripensata nel segno del jazz dai sassofonisti australiani Andy Sugg e Arun Luthra (il 25 gennaio); il singolare rapporto tra il mondo di Debussy e il jazz proposto dal pianista Gianluca Di Ienno (22 febbraio); infine, le invenzioni bachiane come avvio di un itinerario che giungerà all’improvvisazione radicale del trio Manera-Remondini-Zanchini (8 febbraio).  Dall’altra parte, il recital trasversale di Massimiliano Damerini (23 novembre) vedrà impegnato il celeberrimo pianista ligure in un programma che toccherà anche il mondo jazzistico, grazie alla presenza di Andrea Pozza, tra i più noti e apprezzati pianisti della scena jazz italiana. Tra i progetti originali e in prima esecuzione vanno ricordati il singolare “flauto ensemble” (26 ottobre) del sassofonista Giulio Visibelli, impegnato in un repertorio di autori del jazz italiano, e il progetto su Lennie Tristano (9 novembre), in occasione del centenario della nascita del geniale pianista americano, da parte di Alberto Tacchini, autentico “musicista per musicisti”.  Da segnalare, inoltre, l’esibizione della bassista Federica Michisanti, recente vincitrice del premio “Top Jazz” nella categoria nuovi talenti, leader di un trio dall’organico insolito (sabato 30 novembre), mentre nell’ambito della musica eurocolta arriveranno i giovani interpreti del duo Moretti-Carcano (il 19 ottobre) e l’Ensemble Giovanile del Conservatorio di Monopoli (14 marzo): un segnale di continuità con le ultime edizioni dell’Atelier, nel corso delle quali sono state ospitate analoghe formazioni, frutto dell’eccellenza didattica italiana. Due appuntamenti significativi sono quelli con la musica per fiati che avranno come protagonisti il divertissement per clarinetto del duo composto da Fabrizio Meloni e Takahiro Joshikawa (18 gennaio) e il quintetto “Goffredo Petrassi” (il 15 febbraio), alle prese con un repertorio tutto novecentesco. Ci sarà poi l’omaggio al mondo di Erik Satie nella performance della pianista Daniela Manusardi (16 novembre). Infine, la multimedialità del rapporto musica-immagine sarà il cuore dell’evento dedicato a Hugo Pratt dal fotografo Pino Ninfa (il 7 marzo), sulle cui immagini improvviseranno i jazzisti Giovanni Falzone (tromba) e Alessandro Rossi (batteria).  Come si può vedere, dunque, anche in questa nuova stagione l’Atelier investe in idee, formazione e progetti inediti, distinguendosi per la qualità complessiva della proposta e la sensibilità nei confronti dell’intero panorama musicale, al di là delle mode (che passano) e dei nomi “evento” così popolari nella superficiale offerta culturale contemporanea. 


Sabato 11 gennaio 2020, ore 17.30  
Oscar Del Barba quartet
Re-reading Verdi
Achille Succi (sax alto e clarinetti), Oscar Del Barba (pianoforte), Giacomo Papetti (contrabbasso), Davide Ruggeri (batteria).
Musiche di Giuseppe Verdi, arrangiamenti di Oscar Del Barba.

Il pianista e compositore Oscar Del Barba proporrà rielaborazioni e versioni personali di alcune celebri partiture verdiane. Con lui si esibiranno Achille Succi (sax alto e clarinetti), Giacomo Papetti (contrabbasso) e Andrea Ruggeri (batteria)

L’Atelier Musicale, la rassegna di jazz, classica e musica contemporanea organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio, riprende la sua programmazione dopo la pausa natalizia con un altro concerto che riflette la trasversalità e l’incrocio tra mondi diversi che caratterizza la sua XXVI edizione: sabato 11 gennaio, alla Camera del Lavoro di Milano (inizio live ore 17.30; ingresso 10 euro con tessera a 5 euro) è in programma “Re-Reading Verdi”, il progetto del pianista e compositore Oscar Del Barba ispirato ad alcune delle più famose partiture verdiane. Insieme all’OX trio di Del Barba si esibirà il sassofonista e clarinettista Achille Succi. Materiali tematici e arie tratte da alcune delle opere più celebri di Verdi (tra cui “La Traviata”, “Il Trovatore” e “La forza del destino”) verranno infatti trasformati alla luce della sensibilità del leader del gruppo. Non si tratta, quindi, di un’operazione di arrangiamento in chiave jazz di temi verdiani, come del resto ce ne sono già state in passato, ma di rielaborazioni, di versioni o, per meglio dire, di visioni personali, stilisticamente in bilico tra jazz e progressive, nelle quali “il cigno di Busseto” è l’ispiratore di pagine in cui è presente la multiformità del jazz e una concezione compositiva che guarda al mondo di Frank Zappa, in un incontro sul filo del rasoio assolutamente non convenzionale. Di particolare importanza è l’uso di materiali nazionali di estrema popolarità e rilevanza, che offrono possibilità, spunti e invenzioni al di fuori delle tradizionali linee stilistiche del jazz.  Pianista, fisarmonicista, compositore e arrangiatore, Oscar Del Barba, bresciano, classe 1968, è un musicista di doppia formazione, classica e jazzistica, vincitore di diversi concorsi e borse di studio, che nel 2009 si è aggiudicato il prestigioso “Premio Gorni Kramer”. Come pianista vanta collaborazioni con importanti artisti pop e con alcuni cantautori italiani, tra cui Francesco Guccini, e in ambito jazzistico con musicisti quali Markus Stockhausen, Dave Liebman, Javier Girotto e Ralph Alessi. È docente di pianoforte jazz presso il Conservatorio G. Verdi di Milano. Ospite del suo trio sarà Achille Succi, personalità di primo piano del jazz italiano ed europeo, improvvisatore dai molteplici riferimenti e dalla grande cultura nonché autorevole docente (insegna in molti Conservatori, ai corsi di Siena Jazz e tiene workshop e masterclass in tutta Europa). Il gruppo è completato da Giacomo Papetti, bassista elettrico, contrabbassista, compositore e arrangiatore attivo in ambiti quali il jazz, il rock, il pop alternativo, la musica improvvisata e sperimentale, e dal batterista Andrea Ruggeri, che ha maturato esperienze nel folk, nel jazz e nella musica per il teatro e che ha collaborato con tantissimi gruppi e con molti artisti italiani e stranieri con i quali ha sviluppato un personale percorso ritmico.

Sabato 18 gennaio 2020, ore 17.30
Meloni-Joshikawa 
Divertissement per clarinetto
Fabrizio Meloni  (clarinetto),  Takahiro Joshikawa (pianoforte).
Musiche di Poulenc, Gentilucci, Debussy e Piazzolla.

Sabato 25 gennaio 2020, ore 17.30
Andy Sugg-Arun Luthra quintet
Stravinsky in jazz
Andy Sugg, Arun Luthra (sassofoni), Antonio Zambrini (pianoforte), Caterina Crucitti (contrabbasso), Tony Arco (batteria).
Musiche da “La sagra della primavera” arrangiate da Sugg e Luthra.
È un evento di primissimo piano il concerto dell’Atelier Musicale, la rassegna di jazz, classica e suoni contemporanei organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio, in programma sabato 25 gennaio alla Camera del Lavoro di Milano: sul palco dell’auditorium Di Vittorio si esibirà, infatti, il quintetto che fa capo a due grandi sassofonisti, l’australiano Andy Sugg e lo statunitense (di origine indiana) Arun Luthra (inizio live ore 17.30; ingresso 10 euro + 5 euro per la tessera associativa). Affiancati da un’inusuale ritmica italiana composta da Antonio Zambrini (pianoforte), Caterina Crucitti (contrabbasso) e Tony Arco (batteria), Sugg e Luthra porteranno, nel programma della XXVI edizione dell’Atelier, un altro progetto legato alla trasversalità, allo sguardo del jazz verso il mondo della musica eurocolta. In questo caso, l’ispirazione riguarda una delle opere più famose di tutta la storia musicale occidentale, la stravinskiana “Sagra della Primavera”, che nel jazz ispirò indirettamente anche “Rights of Swing”, il famoso album del sassofonista Phil Woods. Qui Sugg e Luthra prendono spunto direttamente da una pagina simbolo del grande compositore russo e ci restituiscono, in modo sorprendente e comunicativo, sprazzi completamente inseriti nel linguaggio jazzistico.  Arun Luthra ha recuperato le sue radici culturali studiando la musica classica dell’India (sia hindustana sia carnatica), mentre nel jazz ha collaborato  con musicisti del calibro di Billy Harper, Kenny Garrett, Joe Chambers, Lew Soloff e molti altri. Andy Sugg fa parte della poco conosciuta (almeno in Italia) scena jazz australiana, ricca di talenti e molto attenta alla progettualità della musica. Perfezionatosi al fianco di sassofonisti quali Dave Liebman, George Coleman e Bill Evans, ha guidato gruppi acustici ed elettrici, orientandosi anche nel filone fusion, ed è autore di un importante studio su John Coltrane.  I musicisti italiani scelti per questo libero viaggio nel mondo di Stravinsky compongono uno spettro stilistico ampio: Antonio Zambrini è un pianista lirico vicino al mondo europeo; Tony Arco, batterista dalla cultura enciclopedica, è capace di interpretare con profonda competenza un vasto universo sonoro; infine, l’emergente bassista Caterina Crucitti proviene dal panorama funk, ma è anche un’esperta contrabbassista jazz.

Sabato 8 febbraio 2020, ore 17.30
Manera-Zanchini-Remondini
Da Bach all’improvvisazione radicale
Eloisa Manera  (violino), Marco Remondini (violoncello), Simone Zanchini (fisarmonica).
Musiche da Bach all’improvvisazione radicale.

Sabato 15 febbraio 2020, ore 17.30
Quintetto di fiati “Goffredo Petrassi”
Venti del Novecento
Gianni Biocotino (flauto), Silvano Scanziani (oboe), Nicola Zuccalà (clarinetto), Brunello Gorla (corno), Anna Maria Barbaglia (fagotto).
Musiche di Malipiero, Garbarino, Petrassi, Rieti e Casella.

Sabato 22 febbraio 2020, ore 17.30
Gianluca Di Ienno sestetto 
Debussy nel jazz
Gianluca Di Ienno (pianoforte, synth bass, composizione e arrangiamenti), Andrea Andreoli (trombone), Andres Villani (flauti, sax baritono), Michele Polga (sax tenore), Roberto Pianca (chitarra), Alessandro Rossi (batteria).
Musiche di Debussy, Di Ienno, Ellington e Hancock.

Sabato 7 marzo 2020, ore 17.30
Falzone-Ninfa-Rossi
Sulle tracce dell’avventura: omaggio a Corto Maltese
Giovanni Falzone (tromba, live electronics), Alessandro Rossi (batteria), Pino Ninfa (immagini).
Musiche liberamente improvvisate.

Sabato 14 marzo, ore 17.30
Orchestra da Camera del Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli
Direttore: Giuseppe Garbarino.
Musiche di Rota, Milhaud e Hindemith.

Introduzione ai concerti a cura di Maurizio Franco.
Direzione  e coordinamento artistico: Giuseppe Garbarino e Maurizio Franco.
Organizzazione: associazione culturale Secondo Maggio.
Presidente: Gianni Bombaci; vicepresidente: Enrico Intra.

Auditorium G. Di Vittorio, Camera del Lavoro, corso di Porta Vittoria 43, 20122 Milano. 
Ingresso: con tessera di socio (5 euro) e abbonamento (80 euro) o biglietto (10 euro). 
Per informazioni: 348-3591215; 02-5455428. Email: secondomaggio@alice.it; eury@iol.it; on line: www.secondomaggio.it 
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Venticinque anni del festival MetJazz: “Le cose cambiano”, verso il futuro
Dal 29 gennaio al 27 febbraio 2020 la 25a edizione del festival di Prato organizzato dal Teatro Metastasio con la direzione artistica di Stefano Zenni. Due progetti speciali in prima assoluta, tre orchestre, quattro pianisti, solisti di rilievo, una grande festa danzante d’apertura, sei location, sei concerti e due conferenze, articolati nella struttura classica delle due consuete sezioni: Official e Off.

Compie 25 anni il festival MetJazz di Prato, organizzato dal Teatro Metastasio con la direzione artistica del musicologo Stefano Zenni. L’edizione 2020 si svolgerà dal 29 gennaio al 27 febbraio 2020 coinvolgendo diverse location della città – lo stesso Teatro Metastasio, il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, il Teatro Fabbricone, il Teatro Politeama Pratese, la Scuola Comunale di Musica Giuseppe Verdi – oltre al Pinocchio Jazz Club di Firenze. La 25a edizione, dal tema “Le cose cambiano” avvia una nuova fase del festival tracciando un’apertura che identifica un nuovo inizio: se negli anni MetJazz ha ospitato dapprima prestigiosi solisti italiani con omaggi ai grandi del jazz e poi si è indirizzata verso musicisti internazionali, attenzione per il jazz contemporaneo, apertura agli stili più diversi, produzioni originali ed esclusive, mostre e seminari, per questa nuova edizione il direttore Stefano Zenni ha scelto di rivolgere lo sguardo in avanti, al futuro, a come cambia la musica, a come cambiano i gusti. MetJazz 2020 affida infatti a energie creative nuove: due progetti speciali in prima assoluta, tre diverse orchestre, quattro pianisti, solisti di peso, una grande festa danzante d’apertura, sei concerti e due conferenze, articolati nella struttura classica delle due consuete sezioni, Official e Off.

I protagonisti dell’edizione 2020.
Per l’evento d’anteprima del 29 gennaio una grande festa danzante al Centro Pecci Prato con Stefano Tamborrino e il suo trascinante e raffinato spettacolo “Don Karate” ormai ben noto per la mescolanza di hip hop, jazz, house, perfino punk, con larghe aree di improvvisazione avventurosa, atmosfere elettroniche, groove danzanti, in un intreccio dal suono trasparente e arioso, complici il bassista Francesco Ponticelli e il vibrafonista Pasquale Mirra. Per l'occasione sul palco ci saranno anche il rapper Millelemmi, al secolo Francesco Morini, e il videoartist Paolo Pinaglia. Il live è anche l’occasione per presentare in Toscana l’omonimo progetto discografico in uscita su vinile e in digitale il 24 gennaio 2020 per l’etichetta Original Culture. Un evento realizzato in collaborazione con Centro Pecci Prato. Quattro i grandi eventi dislocati tra Metastasio, Fabbricone e Politeama Pratese. Il festival si apre ufficialmente lunedì 3 febbraio nella bellissima cornice del Teatro Metastasio, con un progetto speciale per il MetJazz della Martini Big Band formata da studenti e docenti del Conservatorio G.B. Martini di Bologna diretti da Michele Corcella, special guest il trombonista Gianluca Petrella. Protagoniste, le musiche della Liberation Music Orchestra di Charlie Haden e Carla Bley arrangiate e riorchestrate in esclusiva per MetJazz dal M° Corcella. Una co-produzione tra MetJazz e Conservatorio di Bologna, in collaborazione con Musicus Concentus di Firenze. La Liberation Music Orchestra è stata una formazione composita ed eclettica nata nel 1969 con un programma e un repertorio esplicitamente politici, impostasi come il paradigma del jazz più impegnato, dispiegatosi in quattro album, Liberation Music Orchestra (1969), The Ballad of the Fallen (1982), Dream Keeper (1990), Not in Our Name (2005), da cui sarà tratto il repertorio del concerto.     
Lunedì 10 febbraio dalle 21 doppio appuntamento al Teatro Fabbricone. L’intera serata è dedicata al pianoforte, strumento che ha sempre seguito una sua linea evolutiva autonoma, peculiare e che oggi appare come una delle cartine di tornasole dei cambiamenti stilistici in corso. Sul palco, in esclusiva italiana, tre degli artisti europei più originali, avventurosi e creativi della scena contemporanea: dapprima il duo di Eve Risser e Kaja Draksler che si addentrerà nella ricchezza di colori e nell'esplorazione delle sonorità di “To Pianos”; a seguire il solista Alexander Hawkins, forse il più brillante pianista europeo della sua generazione, con un concerto in cui confluisce in una sintesi vitale una visione della musica molto aperta in cui si ritrova Duke Ellington, il pianismo classico, il free jazz, l'esperienza con Mulatu Astatke, la passione per l'organo. Lunedì 17 febbraio alle 21 si torna al Teatro Metastasio per un concerto dedito alla pratica della conduction (una direzione d'orchestra basata su gesti e segnali visivi decisi sul momento, che determinano il percorso improvvisato della forma concretizzando il concerto davanti agli occhi del pubblico) con la Fonterossa OpenOrchestra di Silvia Bolognesi, formazione esemplare con musicisti di stili diversi, dilettanti e professionisti, che spazia senza pregiudizi in un repertorio tra jazz, pop, soul, rock. Giovedì 27 febbraio ore 21 al Politeama Pratese protagonista un compositore e arrangiatore di punta nella fusione di jazz e musica classica: in prima assoluta, Paolo Silvestri con una nuova composizione coprodotta da MetJazz e Camerata Strumentale Città di Prato “Anime verde speranza. Fuga di cuori e cervelli per grande orchestra”. Una suite in dieci episodi legati fra di loro senza interruzione, ispirato ognuno ad un grande jazzista, da John Coltrane a Ornette Coleman, da Charles Mingus a Wayne Shorter, da Billy Strayhorn a Carla Bley, fino a Hermeto Pascoal e Duke Ellington. A seguire, l’esecuzione di “The River” di Duke Ellington nella versione sinfonica concepita nel 1970 per un balletto e allora orchestrata dal canadese Ron Collier, qui ripresa con integrazioni di Silvestri. Questo concerto è caratterizzato dall’assenza di solisti, una condizione insolita in ambito jazzistico e orchestrale; allo stesso tempo, vede la presenza speciale di tre artisti provenienti dal mondo classico ma attivi in ambito contemporaneo e jazz, dotati dunque di una poliedricità che traghetterà l’intera orchestra nel linguaggio stilistico pensato da Paolo Silvestri: Antonino Siringo, Andrea Tofanelli e Walter Paoli. Tre gli appuntamenti del MetJazz Off realizzati in collaborazione con la Scuola Comunale di Musica Giuseppe Verdi di Prato. Domenica 9 febbraio alle 11 il concerto in piano solo di Alessandro Giachero, un artista che ha fatto tesoro delle aperture stilistiche del jazz contemporaneo, grazie anche alle collaborazioni stabili con William Parker e Anthony Braxton e con altri grandi improvvisatori italiani. Domenica 16 febbraio alle 11, la conferenza del direttore artistico del festival Stefano Zenni: “Ancient to the Future: tradizione e avanguardia nell'Art Ensemble of Chicago” per analizzare la musica come racconto e messa in scena di una Storia diversa, quella della Great Black Music nell'universo potente e teatrale dell'Art Ensemble of Chicago. Domenica 23 febbraio alle 11 una conferenza di Luca Bragalini, a cura della Camerata strumentale di Prato e di ICAMus, affronterà un viaggio tra le partiture sinfoniche di Duke Ellington a partire dalla pagina scritta della sua ultima monografia “Dalla Scala a Harlem. I sogni sinfonici di Duke Ellington” e con l’aggiunta di uno storytelling con rari video, musiche inedite, immagini e parole, che racconterà una delle più neglette e affascinanti opere del Duca, mettendo in luce il rapporto di quest'ultimo con il Reverendo King. Anche per il 2020 MetJazz ribadisce la collaborazione con il Pinocchio Jazz di Firenze e promuove il concerto di sabato 15 febbraio alle ore 22, nella sala dello storico locale con Alexander Hawkins che, alcuni giorni dopo il concerto al Fabbricone, ritroviamo in duo con uno dei musicisti più brillanti e intensi della nuova scena italiana: il clarinettista Marco Colonna.

Il programma completo del festival, con le diverse sezioni, è consultabile sul sito del Teatro Metastasio al link http://bit.ly/MetJazz2020.
Le prevendite dei biglietti sono attive al link http://ticka.metastasio.it: fino all’11 gennaio sono disponibili le formule di abbonamento, mentre dal 21 dicembre sono in vendita i biglietti per i singoli concerti. Gli spettatori potranno acquistare i biglietti anche presso la Biglietteria del Teatro Metastasio in via Cairoli 59 tel. 0574.608501 dal martedì al sabato con orario 11-13 e 17-19 (il giovedì 11-15 e 17-19.00) oppure presso il Circuito Box Office al tel. 055.210804 o la Tabaccheria Bigi di Prato in via Bologna 77, tel. 0574.462310.

Info sulle prevendite: biglietteria@metastasio.it.
Riduzioni per gruppi, under 25, over 65, abbonati, convenzioni e soci COOP.
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VISIONINMUSICA 2020
dal 24 gennaio al 17 aprile
Direzione artistica: Silvia Alunni
AUDITORIUM GAZZOLI
via del Teatro Romano, 16 - Terni


Dal 24 gennaio prende il via la sedicesima stagione di Visioninmusica, il festival diretto da Silvia Alunni che propone scelte musicali uniche e raffinate in grado di soddisfare sia il pubblico che gli esperti di settore. Per il 2020 il calendario si articolerà in un variegato assemblaggio di novità e talenti musicali: saranno sette i concerti proposti, ognuno caratterizzato da un differente genere musicale. Si spazierà dal jazz italiano alla  musica classica, dalla fusion con accenti rock alla musica d’autore, dal progressive, al jazz europeo con sonorità latine. Una conferma del carattere vincente di Visioninmusica, che di anno in anno è stata in grado di costruire con determinazione un repertorio originale, ricco di novità per l’ambito italiano e addirittura internazionale, mai banale e anzi scaltro rispetto alle effimere mode commerciali del momento. In particolare, sul palco dell'Auditorium Gazzoli di Terni (sede di tutti i concerti della stagione, con orario di inizio alle 21:00), come da tradizione andranno in scena artisti che assai raramente si sono esibiti in centro Italia o addirittura mai prima, nel nostro Paese. 
Il primo appuntamento del 2020, venerdì 24 gennaio, è affidato a Gegé Telesforo e alla sua nuova band tutta italiana con cui eseguirà, dal vivo e praticamente in anteprima, il nuovo progetto e il nuovo album dal titolo Il mondo in testa. Una sorta di percorso artistico autobiografico, in cui Telesforo mette insieme e rielabora ritmi e melodie frutto delle sue esperienze artistiche più disparate, da cui fa emergere incontri, atmosfere e linguaggi che ne hanno segnato la carriera.
Il secondo concerto si terrà venerdì 7 febbraio e vedrà sul palco Giuseppe Albanese, tra i migliori pianisti della nuova generazione, scritturato dall’etichetta Deutsche Grammophon per la quale ha pubblicato già alcuni album. L’ultimo suo disco, che dà anche il titolo al concerto, è Invito alla danza (2020). Con questo suo lavoro, Albanese offre un affascinante excursus tra celebri pezzi di musica per balletto (Tchaikovsky, Debussy, Stravinsky) trascritti per pianoforte solo grazie a un’infinità di virtuosismi e idealmente racchiusi tra l’Invito alla danza di Carl Maria von Weber (1819) e La valse di Ravel (1919).
Venerdì 21 febbraio sarà la volta di The Aristocrats, una band che negli ultimi otto anni ha realizzato album acclamati dalla critica, ha intrapreso tour mondiali e si è imposta come una delle band strumentali rock-fusion più irriverenti del pianeta. Chiunque abbia assistito a una delle loro performance – ricche di rock, jazz, pop, metal e persino country music – è rimasto impressionato dallo spirito del gruppo e dalle loro sbalorditive improvvisazioni. You Know What…? (2019) è la loro ultima uscita, registrato presso i Brotheryn Studios di Ojai (California) e proposta dal vivo per Visioninmusica.
Venerdì 6 marzo toccherà invece a Ilaria Pilar Patassini per una pagina di musica d’autore. La liricità di Pilar è intima e tagliente, imperniata su testi che raccontano dualismo, sospensione e doppia identità. Nei suoi brani si parla anche di amore, di maternità, di Italia e di attualità. Il suo ultimo album si intitola Luna in Ariete ed è ora portato in concerto con uno spettacolo che vede Pilar protagonista come cantante e voce recitante, con una regia e un percorso narrativo allestito con un’agile scenografia e delle videoproiezioni, secondo quella forma artistica fatta di immagini e suoni così vicina allo stile Visioninmusica.
Venerdì 20 marzo andranno in scena BartolomeyBittmann. Nei pezzi di questo formidabile duo strumentale, dinamica e intensità possono cambiare in un attimo, con sensibilità e precisione, alternando l’energia del rock all’eleganza cameristica, combinando la libera inventiva del jazz con la profondità emotiva. Vi sono richiami alla musica folk e, di tanto in tanto, emergono anche le radici classiche, da cui Matthias Bartolomey (violoncello) e Klemens Bittmann (violino e mandola) provengono. Progressive è il loro modo di comporre e fare musica, per creare un repertorio originale ed esteticamente connesso con il mondo musicale di oggi, suonando strumenti che hanno invece una tradizione antica.
Venerdì 3 aprile si esibiranno Reis Demuth Wiltgen. Michel Reis (piano), Marc Demuth (contrabbasso) e Paul Wiltgen (batteria) sono tre elementi di spicco dell’effervescente panorama musicale jazz lussemburghese. Momento chiave per il trio è stata la collaborazione con il sassofonista di fama mondiale Joshua Redman, con il quale hanno condotto una tournée europea nel 2018, replicata nel 2019 con una serie di apparizioni a festival in Francia, Svizzera e Lussemburgo. Il 2020 è l’anno dell’attesissimo nuovo album dal titolo Sly la cui uscita, per l’etichetta italiana CAM Jazz, è prevista per la prossima primavera. L’evento di Visioninmusica è tra i primi in assoluto in cui il materiale del nuovissimo lavoro viene presentato in un concerto dal vivo, insieme ai migliori brani del loro repertorio.
Alfredo Rodriguez & Pedrito Martinez sono i protagonisti dell'ultimo concerto, in progamma venerdì 17 aprile. La loro storia artistica e personale è straordinaria e solo apparentemente simile: entrambi nati a L’Avana, si sono poi trasferiti negli Stati Uniti, dove hanno esposto la musica della loro terra a una grande varietà di influenze. Il percorso seguito da i due musicisti è stato tuttavia molto diverso: il primo più accademico e formale, il secondo più popolare e vicino al folklore afrocubano. Nonostante le differenze, Rodriguez e Martinez condividono un’intesa naturale, come dimostra la loro prima registrazione in duo, intitolata Duologue. In questo album i due musicisti esplorano un’ampia gamma di generi, passando da personali interpretazioni di classici cubani a composizioni originali a rivisitazioni in chiave latina di brani pop.

GEGE’ TELESFORO
Il mondo in testa
Venerdì 24 gennaio 2020 ore 21:00
AUDITORIUM GAZZOLI
Via del Teatro Romano, 13 - Terni

Parte con Gegé Telesforo la sedicesima edizione di Visioninmusica, la rassegna di musica trasversale e che coltiva le migliori anteprime ed esclusive nazionali ed internazionali legate al sound contemporaneo. Per il debutto della rassegna, che sarà ospitata per sette appuntamenti all’Auditorium Gazzoli di Terni, la direttrice artistica Silvia Alunni ha scelto Il mondo in testa,  il  nuovo progetto dal vivo (oltreché nuovo lavoro discografico) del noto vocalist che per l’occasione, venerdì 24 gennaio alle ore 21, sarà accompagnato da una band di giovani talenti che vede Miriana Faieta a voce e tastiere, Christian Mascetta alla chitarra, Domenico Sanna a piano e tastiere, Pietro Pancella al basso e Michele Santoleri alla batteria. Nonostante la fama e la dimensione artistica internazionale conseguita in una carriera ormai trentennale, Telesforo sceglie questa volta di circondarsi di una nuova generazione di musicisti italiani e in lingua italiana propone i testi dei brani interpretati: pezzi carichi di riflessioni sulla musica, sull’amore, sull’accoglienza e sulla dimensione multietnica dei nostri tempi. Il nuovo album, che fa seguito ai tre lavori pubblicati nell’ultimo decennio – So Cool (2010), Nu Joy (2012), Fun Slow Ride (2016) – e al libro Songbook (2018, Map Editions), contenente partiture,  testi e arrangiamenti di 35 composizioni originali scritte nell’arco di 25 anni, conduce verso quei territori musicali, inesplorati ai più, che richiamano le esperienze e la storia del loro interprete principale. Si tratta di una rielaborazione di ritmi e di melodie frutto di influenze musicali tra le più disparate, raccolte nel corso di una vita: una sorta di percorso artistico autobiografico in cui emergono incontri, atmosfere, generi e linguaggi che hanno caratterizzato stagioni creative, luoghi visitati o episodi accaduti. Ben Sidran, cantautore statunitense già membro della Steve Miller Band, descrive Telesforo in questi termini: “Per essere un grande improvvisatore jazz, devi essere un grande compositore, perché l’improvvisazione jazz non è altro che una composizione istantanea. Per essere un grande jazzista, devi anche avere un suono o una voce unici, diversi da chiunque altro. Secondo questi parametri, Gegé Telesforo è al tempo stesso un grande jazzista e un grande compositore. Le sue composizioni hanno il medesimo swing e la stessa inventiva che si sente nei suoi brillanti assoli e nella sua vocalità in genere: melodicamente e ritmicamente personalissima”. Jazz vocalist, musicista, produttore, compositore, ma anche giornalista, autore, personaggio radiofonico e televisivo Gegé Telesforo ha attraversato 30 anni di storia della radio e della televisione italiana con garbo, leggerezza e incondizionato amore per il jazz: vissuto con professionalità, allegria e ritmo. Telesforo ha sempre dimostrato uno spiccato talento nel far incontrare il miglior jazz italiano e internazionale, realizzando collaborazioni di altissimo livello: tra queste ricordiamo quelle con Roberto Gatto, Danilo Rea, Antonio Faraò, Marco Rinalduzzi, Enzo Pietropaoli, Rita Marcotulli, Marco Tamburini, Dario e Alfonso Deidda, Amedeo Ariano, Max Ionata, Rossana Casale, Agostino Marangolo, Francesco Puglisi, Fabio Zeppetella, Marcello Surace, Alessandro Gwis, Marco Siniscalco, Max Bottini, Giorgia, Stefano Di Battista, Rocco Zifarelli, Julian Oliver Mazzariello, Mia Cooper. E ancora con Ben Sidran, Jon Hendricks, Dizzy Gillespie, Clark Terry, Dee Dee Bridgewater, Phil Woods, Bob Malach, Georgie Fame, Clyde Stubblefield, Mike Mainieri, Bob Rockwell, Richard Davis, Phil Upchurch, Ricky Peterson, Frank McComb ecc. Vincitoredel Jazzit Award dal 2010 al 2018 come miglior voce maschile, pubblica una serie di album di successo come So Cool, Nu Joye Fun Slow Ride. Si esibisce dal vivo in numerosissimi concerti, arrivando a partecipare con il suo quintetto (con Stefano Bollani, Danilo Rea, Paolo Fresu e Roberto Gatto) alla rassegna The Best of Italian Jazz in Shanghai,in occasione del World Expo 2010. Cultore della musica nera, polistrumentista e talentuoso entertainer, Gegé Telesforo è considerato un artista poliedrico, oltre che un vocalist raffinato, interprete e innovatore della tecnica “scat”. Come insegnante, tiene regolarmente master classdi canto e improvvisazione vocale in prestigiose scuole di musica, conservatori e in occasione di jazz festival internazionali. Il 5 Aprile 2017 è stato nominato UNICEF Good Will Ambassador per il progetto Soundz for Children. GEGÈ TELESFORO, voce, percussioni; MIRIANA FAIETA, voce, tastiere; CHRISTIAN MASCETTA, chitarra; DOMENICO SANNA, pianoforte, tastiere; PIETRO PANCELLA, basso; MICHELE SANTOLERI, batteria.

ABBONAMENTO A 7 SPETTACOLI: euro 115,00 (in vendita dal 4 dicembre 2019)
BIGLIETTI SINGOLI:
INTERO: euro 30,00 e RIDOTTO*: euro 25,00 (spettacolo del 21 feb)
INTERO: euro 25,00 e RIDOTTO*: euro 21,00 (spettacoli del 24 gen e 17 apr)
INTERO: euro 20,00 e RIDOTTO*: euro 17,00 (spettacoli del 7 feb, 6 mar, 20 mar e 3 apr)
*ridotti per Soci Visioninmusica 2019 e Soci Fai delegazione di Terni 2019.
I biglietti per i singoli spettacoli saranno in vendita dall’11 dicembre 2019.
Rivendita a Terni: New Sinfony - galleria del Corso, 12 - Terni
Circuito nazionale: www.vivaticket.it

PROMOZIONE NATALE 2019 (fino al 24 dicembre 2019): con un unico acquisto di almeno due spettacoli si ha diritto al biglietto ridotto.
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33° Porretta Soul Festival
23-26 luglio 2020

Tornano i grandi del Soul a Porretta Terme, la località appenninica tra Bologna e Pistoia che ogni anno diventa la capitale europea della black music. Si sta infatti delineando il programma della 33a edizione del Porretta Soul Festival, che si terrà dal 23 al 26 luglio 2020 con la direzione artistica di Graziano Uliani.  La novità più importante è il ritorno di Bobby Rush: nato il 10 Novembre 1933, alla vigilia dei suoi 86 anni sarà a Porretta per la terza volta. Nel corso della sua carriera ha ricevuto 46 nomination e vinto 12 premi della Blues Foundation ed ha debuttato in Italia proprio a Porretta nel 2013. E' appena uscito ‘Sitting on Top of the Blues’, il 26° album in studio della lunghissima carriera di Bobby Rush, la 75a pubblicazione a suo nome. Recentemente Bobby Rush ha vinto un Grammy ed è stato inserito tra i grandi artisti della Blues Hall of Fame. ‘Sitting’ arriva a due anni di distanza da ‘Porcupine Meat’, album con cui Bobby ha ottenuto il già citato Grammy Award come Best Traditional Blues Album, riportando i riflettori su un’artista unico e imprescindibile per la storia della musica americana e internazionale. Bobby Rush, inoltre interpreta se stesso nel film "Dolemite Is My Name" di Craig Brewer, che segna il ritorno di Eddie Murphy. Il film, distribuito sulla piattaforma Netflix dal 26 Ottobre alla fine del 2019, ha la colonna sonora di Scott Bomar, leader dei Bo-Keys, vecchia conoscenza del festival. Probabile anche la loro presenza a Porretta 2020. Tra gli altri artisti confermati c'è Leo Nocentelli, componente fondatore dei The Meters, vincitore del Grammy Lifetime Achievement Award nel 2018 e quattro volte nominato per la Rock'n'Roll Hall of Fame. Infine già assicurata la presenza di Chick Rodgers, anche per lei un ritorno, considerata oggi la più bella voce di Memphis, e di Eddie Harrison leader degli Short Cuts, che torna a Porretta dopo aver partecipato alla prima edizione del 1988 , dove si esibì con Rufus Thomas e i Memphis Horns.