Festival Jazz

I principali festival jazz in Italia...

ATELIER MUSICALE
Da un mondo all’altro - XXVI edizione

Roberto Vecchioni ed Enrico Intra inaugurano la nuova stagione dell’Atelier Musicale 
sabato 5 ottobre alla Camera del Lavoro di Milano 

Il grande cantautore e il decano dei jazzisti italiani insieme  in un progetto inedito, tra parole e musica,  per il primo appuntamento della nuova edizione della rassegna organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio 

La nuova edizione dell’Atelier Musicale, la storica rassegna in bilico tra jazz, classica e musica contemporanea organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio, si aprirà con un evento veramente imperdibile: l’incontro tra due personaggi di altissimo livello della Milano musicale e della cultura quali Roberto Vecchioni ed Enrico Intra, incontro che esemplifica il sottotitolo (“Da un mondo all’altro”) che caratterizza la XXVI edizione, al via sabato 5 ottobre nell’auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro di Milano (corso di Porta Vittoria 43; inizio concerto ore 17.30; ingresso 10 euro con tessera a 5 euro; abbonamento 80 euro) e in programma fino al prossimo mese di marzo.  In duo o in solo, Vecchioni e Intra dialogheranno attraverso la loro arte, fatta di parole e di suoni, di testi densi di significato e di musica altrettanto capace di “parlare” a chi sa ascoltarla. Il repertorio e il percorso del concerto saranno assolutamente liberi, legati alla performance e al feeling di una conversazione artistica che troverà inediti e imprevedibili momenti di incontro. Per questo è un appuntamento imperdibile, perché esce dalla precisa regia di un evento usuale per entrare nel campo dell’indeterminato, tutto costruito su una dialettica che, pur partendo da posizioni diverse, è sempre guidata da un fattore che accomuna entrambi: la musica, la melodia. Superato il quarto di secolo di attività, l’Atelier si conferma una stagione amata e, soprattutto, unica per il lavoro di promozione dei giovani artisti, delle nuove proposte, delle donne e per la formazione del pubblico. Configurata come un vero e proprio cenacolo culturale, la rassegna propone agili programmi di sala e guide all’ascolto dei concerti che hanno un alto valore educativo e suscitano il massimo gradimento da parte del pubblico.  In questo senso sono pochissime, in Italia ma anche in Europa, le stagioni di concerti che agiscono in maniera così ampia sulla formazione degli spettatori. L’Atelier non è quindi diventato nel corso degli anni solo una manifestazione storica, ma anche un evento concertistico necessario, che rinnova i suoi programmi stagione dopo stagione, con grande attenzione per la realtà musicale che la circonda, sia in ambito jazz sia in quello classico, ma non soltanto.  Tra gli aspetti che contraddistinguono la XXVI edizione spicca, ancora una volta, il rapporto con la canzone: lo dimostra, oltre al concerto inaugurale, anche l’appuntamento dedicato alla canzone napoletana (sabato 12 ottobre), completamente rivisitata in chiave di jazz contemporaneo dal quartetto di Corrado Guarino con la voce davvero unica di Boris Savoldelli. C’è poi un percorso singolare nel quale si affronteranno i rapporti tra il jazz e grandi autori classici e viceversa, come la riscrittura delle arie di Verdi in chiave zappiana a cura del quartetto del pianista Oscar Del Barba (11 gennaio); il progetto sulla “Sagra della primavera” di Stravinskji ripensata nel segno del jazz dai sassofonisti australiani Andy Sugg e Arun Luthra (il 25 gennaio); il singolare rapporto tra il mondo di Debussy e il jazz proposto dal pianista Gianluca Di Ienno (22 febbraio); infine, le invenzioni bachiane come avvio di un itinerario che giungerà all’improvvisazione radicale del trio Manera-Remondini-Zanchini (8 febbraio).  Dall’altra parte, il recital trasversale di Massimiliano Damerini (23 novembre) vedrà impegnato il celeberrimo pianista ligure in un programma che toccherà anche il mondo jazzistico, grazie alla presenza di Andrea Pozza, tra i più noti e apprezzati pianisti della scena jazz italiana. Tra i progetti originali e in prima esecuzione vanno ricordati il singolare “flauto ensemble” (26 ottobre) del sassofonista Giulio Visibelli, impegnato in un repertorio di autori del jazz italiano, e il progetto su Lennie Tristano (9 novembre), in occasione del centenario della nascita del geniale pianista americano, da parte di Alberto Tacchini, autentico “musicista per musicisti”.  Da segnalare, inoltre, l’esibizione della bassista Federica Michisanti, recente vincitrice del premio “Top Jazz” nella categoria nuovi talenti, leader di un trio dall’organico insolito (sabato 30 novembre), mentre nell’ambito della musica eurocolta arriveranno i giovani interpreti del duo Moretti-Carcano (il 19 ottobre) e l’Ensemble Giovanile del Conservatorio di Monopoli (14 marzo): un segnale di continuità con le ultime edizioni dell’Atelier, nel corso delle quali sono state ospitate analoghe formazioni, frutto dell’eccellenza didattica italiana. Due appuntamenti significativi sono quelli con la musica per fiati che avranno come protagonisti il divertissement per clarinetto del duo composto da Fabrizio Meloni e Takahiro Joshikawa (18 gennaio) e il quintetto “Goffredo Petrassi” (il 15 febbraio), alle prese con un repertorio tutto novecentesco. Ci sarà poi l’omaggio al mondo di Erik Satie nella performance della pianista Daniela Manusardi (16 novembre). Infine, la multimedialità del rapporto musica-immagine sarà il cuore dell’evento dedicato a Hugo Pratt dal fotografo Pino Ninfa (il 7 marzo), sulle cui immagini improvviseranno i jazzisti Giovanni Falzone (tromba) e Alessandro Rossi (batteria).  Come si può vedere, dunque, anche in questa nuova stagione l’Atelier investe in idee, formazione e progetti inediti, distinguendosi per la qualità complessiva della proposta e la sensibilità nei confronti dell’intero panorama musicale, al di là delle mode (che passano) e dei nomi “evento” così popolari nella superficiale offerta culturale contemporanea. 

Sabato 26 ottobre 2019, ore 17.30
Giulio Visibelli flauto ensemble
Flauti per il jazz italiano
Giulio Visibelli, Carlo Nicita, Emilio Galante (flauti), Tito Mangialajo  (contrabbasso), Luca Gusella (percussioni, vibrafono).
Musiche di Intra, Fasoli, Vernosta, Galante, Visibelli, Nicita, Gusella, Mangialajo.
Si intitola “Flauti per il jazz italiano” il nuovo progetto del polistrumentista Giulio Visibelli: il quintetto in scena nell’auditorium Di Vittorio è formato da tre flautisti (accanto al leader figurano Carlo Nicita ed Emilio Galante), dal percussionista e vibrafonista Luca Gusella e dal contrabbassista Tito Mangialajo. In scaletta brani originali e composizioni di grandi autori articolate come una lunga e variegata suite
È un concerto assolutamente inedito per l’organico che lo compone quello che viene presentato in prima assoluta alla Camera del Lavoro di Milano sabato 26 ottobre (inizio live ore 17.30; ingresso 10 euro + tessera a 5 euro): per il quarto appuntamento della nuova stagione dell’Atelier Musicale, la rassegna organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio, Giulio Visibelli, più noto come sassofonista, ma anche eccellente flautista (lo strumento sul quale si è formato), ha riunito per l’occasione un trio di flauti, contrabbasso e percussioni. Al contrario dei sassofoni, delle trombe, delle chitarre, delle batterie, in cui i “summit” e le “chase” sono comuni, il flauto jazz è sempre rimasto nell’angolo e raramente si sono costituiti ensemble di questo strumento. Anche nelle big band è entrato di rado e sempre quale strumento aggiuntivo. Eppure il flauto ha una storia che percorre l’intero corso del cammino del jazz, con personalità solistiche di livello quali, tra le altre, Eric Dolphy, Roland Kirk, James Newton, Jeremy Steig e Herbie Mann. I tre protagonisti di questo concerto sono musicisti complementari tra loro, tutti provenienti da studi classici ma con percorsi differenti: Visibelli ha sviluppato un linguaggio jazzistico che spazia dalla modernità anni Cinquanta fino al trasversalismo contemporaneo; Carlo Nicita ha elaborato un percorso espressivo che riunisce jazz, musica eurocolta e mondo popolare, anche di origine brasiliana; infine, Emilio Galante, come dimostra la sua militanza nel gruppo Sonata Islands, si è mosso per lo più nel mondo eurocolto.  La ricchezza linguistica del percussionista e vibrafonista Luca Gusella e la duttilità del contrabbassista Tito Mangialajo completano il quintetto, che propone un repertorio italiano con brani originali e composizioni di grandi autori articolate come una lunga e variegata suite.

Sabato 9 novembre 2019, ore 17.30   
Alberto Tacchini solo & trio
100 anni di Lennie Tristano
Alberto Tacchini (pianoforte), Gianluca Alberti (contrabbasso), Alberto Pederneschi (batteria).
Musiche di Lennie Tristano e Alberto Tacchini.

Sabato 16 novembre 2019, ore 17.30  
Daniela Manusardi
Quaderni di un mammifero - Intorno a Satie
Daniela Manusardi (pianoforte).

Sabato 23 novembre 2019, ore 17.30
Damerini-D’Anghera-Pozza
Double Face
Massimiliano Damerini e Andrea Pozza (pianoforte); Loredana D’Anghera (voce).

Sabato 30 novembre 2019, ore 17.30
Federica Michisanti horn trio
New Generations
Federica Michisanti (contrabbasso), Francesco Lento (tromba e flicorno), Francesco Bigoni  (sassofoni, clarinetto).
Musiche di Federica Michisanti.

Sabato 11 gennaio 2020, ore 17.30  
Oscar Del Barba quartet
Re-reading Verdi
Achille Succi (sax alto e clarinetti), Oscar Del Barba (pianoforte), Giacomo Papetti (contrabbasso), Davide Ruggeri (batteria).
Musiche di Giuseppe Verdi, arrangiamenti di Oscar Del Barba.

Sabato 18 gennaio 2020, ore 17.30
Meloni-Joshikawa 
Divertissement per clarinetto
Fabrizio Meloni  (clarinetto),  Takahiro Joshikawa (pianoforte).
Musiche di Poulenc, Gentilucci, Debussy e Piazzolla.

Sabato 25 gennaio 2020, ore 17.30
Andy Sugg-Arun Luthra quintet
Stravinsky in jazz
Andy Sugg, Arun Luthra (sassofoni), Antonio Zambrini (pianoforte), Caterina Crucitti (contrabbasso), Tony Arco (batteria).
Musiche da “La sagra della primavera” arrangiate da Sugg e Luthra.

Sabato 8 febbraio 2020, ore 17.30
Manera-Zanchini-Remondini
Da Bach all’improvvisazione radicale
Eloisa Manera  (violino), Marco Remondini (violoncello), Simone Zanchini (fisarmonica).
Musiche da Bach all’improvvisazione radicale.

Sabato 15 febbraio 2020, ore 17.30
Quintetto di fiati “Goffredo Petrassi”
Venti del Novecento
Gianni Biocotino (flauto), Silvano Scanziani (oboe), Nicola Zuccalà (clarinetto), Brunello Gorla (corno), Anna Maria Barbaglia (fagotto).
Musiche di Malipiero, Garbarino, Petrassi, Rieti e Casella.

Sabato 22 febbraio 2020, ore 17.30
Gianluca Di Ienno sestetto 
Debussy nel jazz
Gianluca Di Ienno (pianoforte, synth bass, composizione e arrangiamenti), Andrea Andreoli (trombone), Andres Villani (flauti, sax baritono), Michele Polga (sax tenore), Roberto Pianca (chitarra), Alessandro Rossi (batteria).
Musiche di Debussy, Di Ienno, Ellington e Hancock.

Sabato 7 marzo 2020, ore 17.30
Falzone-Ninfa-Rossi
Sulle tracce dell’avventura: omaggio a Corto Maltese
Giovanni Falzone (tromba, live electronics), Alessandro Rossi (batteria), Pino Ninfa (immagini).
Musiche liberamente improvvisate.

Sabato 14 marzo, ore 17.30
Orchestra da Camera del Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli
Direttore: Giuseppe Garbarino.
Musiche di Rota, Milhaud e Hindemith.

Introduzione ai concerti a cura di Maurizio Franco.
Direzione  e coordinamento artistico: Giuseppe Garbarino e Maurizio Franco.
Organizzazione: associazione culturale Secondo Maggio.
Presidente: Gianni Bombaci; vicepresidente: Enrico Intra.

Auditorium G. Di Vittorio, Camera del Lavoro, corso di Porta Vittoria 43, 20122 Milano. 
Ingresso: con tessera di socio (5 euro) e abbonamento (80 euro) o biglietto (10 euro). 
Per informazioni: 348-3591215; 02-5455428. Email: secondomaggio@alice.it; eury@iol.it; on line: www.secondomaggio.it 
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PADOVA JAZZ FESTIVAL
22° edizione
25 ottobre - 23 novembre 2019
  

Padova Jazz Festival piano edition. La ventiduesima edizione della kermesse padovana, in scena dal 25 ottobre al 23 novembre, punta decisamente sui pianisti, convocando un cast in cui brillano i pianoforti di Raphael Gualazzi, Monty Alexander, Kenny Barron, Vijay Iyer, Benny Green, Aaron Diehl, nonché l’organo di Dan Hemmer, che si intreccerà alla batteria di Steve Gadd. Con la sua programmazione espansa su un intero mese di calendario, il festival padovano punta al coinvolgimento dell’intera città, distribuendo i concerti in varie sedi: dalle sale riservate ai grandi eventi (il Teatro Verdi e l’MPX) alle prestigiose location della Sala dei Giganti (che ospiterà una sequenza di recital di solo piano) e dello storico Caffè Pedrocchi (per le serate in stile jazz club). La Sala Fronte del Porto al PortoAstra sarà invece il punto di ritrovo per le proposte musicali più audaci e moderniste. Il Padova Jazz Festival è organizzato dall’Associazione Culturale Miles presieduta da Gabriella Piccolo Casiraghi, con il contributo dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova e di Antenore Energia. Si inaugura quest’anno un’importante collaborazione con il Centro d’Arte dell’Università di Padova, storica associazione cittadina attiva sin dagli anni Quaranta, per la realizzazione dei concerti alla Sala dei Giganti e alla Sala Fronte del Porto/PortoAstra.

La sera della prima
La cantante Vanessa Tagliabue Yorke terrà a battesimo il ventiduesimo Padova Jazz Festival in una serata che fungerà da prologo ai concerti nei teatri: il 25 ottobre presso lo stellato Ristorante La Montecchia porterà in scena “We Like It Hot”, omaggio all’hot jazz degli anni Venti.

Musica per tutti i… tasti
Le tre serate di punta del cartellone del festival padovano vedranno transitare al Teatro Verdi e all’MPX nomi di assoluto riferimento in diversi ambiti jazzistici. E sarà una parata di grandi tastieristi. Jazzista ‘infiltrato’ nel mondo del pop, che ha notevolmente nobilitato con le sue canzoni, Raphael Gualazzi in occasione del concerto padovano (2 novembre, Teatro MPX) torna alla sua originaria passione, concedendosi il piacere di suonare alcuni dei più noti brani del repertorio jazz e blues oltre ai suoi brani di maggior successo. Lo farà assieme a Mauro Ottolini, uno dei protagonisti assoluti del jazz italiano. Il weekend conclusivo del festival si svolgerà al Teatro Verdi. Qui il 22 novembre arriverà Monty Alexander, pianista che ha segnato col suo virtuosismo un lungo arco della storia del jazz, dagli anni Sessanta a oggi. Alexander è uno dei solisti più esuberanti e intensi che si ricordino, capace di rendere in maniera travolgente qualunque soggetto musicale, bop o swing, blues o gospel, calypso o reggae… Il 23 novembre i riflettori saranno concentrati sulla batteria di un idolo come Steve Gadd, che riscoprirà il piacere di suonare in maniera pressoché acustica con un trio all-leaders in cui l’organ jazz sarà portato ai massimi livelli di interplay e virtuosismo. Al fianco di Gadd, due brillanti danesi: il sassofonista Michael Blicher e Dan Hemmer, che col suo organo Hammond rimarcherà il focus tastieristico del programma festivaliero.

I giganti del pianoforte
Tre serate in compagnia di altrettanti pianisti ai vertici del jazz mondiale, tutti invitati a esibirsi in solitudine. Alla Sala dei Giganti (Palazzo del Liviano) si assisterà a un tripudio di tastiere: quelle di Benny Green (il 7 novembre), Kenny Barron (il 14) e Vijay Iyer (il 21). Prodigio sin da giovanissimo, Benny Green ha sempre frequentato i grandi del jazz, arrivando ben presto a essere un loro pari: un talento incontenibile, il cui virtuosismo si trasforma in gioia e giocosità sul pianoforte, conferendo una carica voltaica al mainstream moderno. Il nome di Kenny Barron evoca più di un brivido nell’appassionato di jazz, per l’estrema eleganza e limpidezza del suo tocco oltre che per la cultura profonda che gli permette di dominare il linguaggio pianistico moderno: in una parola, un fuoriclasse. Vijay Iyer è uno dei pianisti che stanno definendo più chiaramente i contorni del piano jazz contemporaneo: la vitalità del suo stile esecutivo e l’avventurosità delle sue composizioni dimostrano un’incredibile ampiezza di interessi musicali.

Musica in fermento alla Sala Fronte del Porto/PortoAstra
La Sala Fronte del Porto/PortoAstra sarà l’oasi del festival in cui far crescere musica a stile libero: una rassegna parallela a cura del Centro d’Arte dell’Università di Padova, per quattro serate con le orecchie aperte verso i giovani talenti e le idee più controcorrente. Appuntamento fisso ogni lunedì, a partire dal 28 ottobre quando sul palco salirà il sassofonista James Brandon Lewis: con il suo “An UnRuly Quintet”, Lewis intraprende una sorta di viaggio spirituale attraverso una musica che si muove fuori dagli schemi e le strutture consolidate, riuscendo a mantenersi sempre pienamente comunicativa e a trasmettere ondate di misticismo. Il 4 novembre, l’ottetto Maistah Aphrica fonderà assieme melodie esotiche e funk, hard bop ed elettronica, afro beat e soundtracks, creando un rituale policromo: l’Africa sarà evocata con incantesimi musicali in cui il folklore lascia ampio spazio all’immaginario sonoro. Essenziale e ben indirizzato verso il modernismo jazzistico è il trio della giovane sassofonista María Grand, che si ascolterà l’11. Il 18 la musica dal vivo si prenderà una pausa in favore di quella su pellicola: verrà proiettato Milford Graves: Full Mantis (USA, 2018), film documentario diretto da Jake Meginsky e Neil Young e dedicato a un batterista che ha indelebilmente legato il proprio nome al jazz avanguardistico degli anni Sessanta.

Jazz @ Caffè Pedrocchi
Continua il legame tra Padova Jazz Festival e Caffè Pedrocchi. E anche lo storico locale del centro cittadino avrà la sua dose di pianismo d’alto livello: il 20 novembre con il trio di Aaron Diehl, che si è imposto prima alla corte di Wynton Marsalis e poi come leader grazie alla sua musicalità portentosa in cui ogni frase racchiude innumerevoli sfumature espressive. Ma prima di Diehl al Pedrocchi arriveranno il chitarrista Yotam Silberstein (il 6) e la vocalist Mafalda Minnozzi (il 13). Con Silberstein, la lezione ormai classica del chitarrismo bop assume una luce inedita grazie al suo impareggiabile virtuosismo e la versatilità stilistica. La Minnozzi proporrà il suo progetto Sensorial, dedicato all’alchimia che unisce il jazz alla musica brasiliana.

Jazz life in foto e parole
Sulla scia del successo riscosso nelle precedenti edizioni, i concerti principali del Padova Jazz Festival saranno affiancati dagli appuntamenti con musica dal vivo di Jazz@Bar, in numerosi locali del centro e della prima periferia. Non mancheranno poi le occasioni per apprezzare il jazz in altre forme: dalla mostra dedicata a uno dei principali fotografi jazz del nostro paese, Roberto Cifarelli (alle scuderie di Palazzo Moroni dal 10 al 24 novembre; con la presenza del fotografo per l’inaugurazione, il 9, e per tutta l’ultima settimana del festival, dal 18 al 23), alle presentazioni editoriali al Caffè Pedrocchi, tutte introdotte da Stefano Merighi (il 6 novembre con Claudio Sessa per Mister Jelly Roll di Alan Lomax; il 13 con Francesco Martinelli per la History of European Jazz; il 20 con Roberto Masotti e il libro fotografico Jazz area).

PROGRAMMA

Venerdì 25 ottobre 
Ristorante La Montecchia, ore 20 cena di gala
ore 21:45 concerto
Vanessa Tagliabue Yorke
“We Like It Hot”
Vanessa Tagliabue Yorke (voce), Francesco Bearzatti (clarinetto), Mauro Ottolini (trombone), Paolo Birro (pianoforte)

Lunedì 28 ottobre
Sala Fronte del Porto/PortoAstra, ore 21
James Brandon Lewis
“An UnRuly Quintet”
Jaimie Branch (tromba), James Brandon Lewis (sax tenore), Ava Mendoza (chitarra elettrica), Luke Stewart (basso elettrico), Warren Trae Crudup III (batteria)

Sabato 2 novembre
Cinema Teatro MPX, ore 21
Raphael Gualazzi sings, Mauro Ottolini swings
Raphael Gualazzi (pianoforte, voce), Mauro Ottolini (sousaphone, trombone), Gianluca Nanni (batteria)

Lunedì 4 novembre
Sala Fronte del Porto/PortoAstra, ore 21
Maistah Aphrica
Gabriele Cancelli (tromba, ukulele, flauti, percussioni, voce), Mirko Cisilino (trombone, corno, tromba, percussioni, voce), Marco D’Orlando (conga, percussioni, voce), Clarissa Durizzotto (sax alto, percussioni, voce), Enrico Giletti (basso elettrico, effetti, voce), Andrea Gulli (sintetizzatori, effetti, voce), Alessandro Mansutti (batteria, voce), Giorgio Pacorig (pianoforte, organo, tastiere, voce)

Mercoledì 6 novembre
Caffè Pedrocchi, ore 18:30
Presentazione del libro Mister Jelly Roll. Vita, fortune e disavventure di Jelly Roll Morton, creolo di New Orleans, “Inventore del Jazz” di Alan Lomax.
Relatore: Claudio Sessa. Introduce Stefano Merighi

Caffè Pedrocchi, ore 20 cena
ore 21:30 concerto
Yotam Silberstein Quartet
Yotam Silberstein (chitarra), Vitor Goncalves (pianoforte, fisarmonica), Petros Klampanis (contrabbasso), Daniel Dor (batteria)

Giovedì 7 novembre
Sala dei Giganti, ore 21
Benny Green solo
Benny Green (pianoforte)

Lunedì 11 novembre
Sala Fronte del Porto/PortoAstra, ore 21
María Grand Trio
María Grand (sax), Kanoa Mendenhall (contrabbasso), Savannah Harris (batteria)

Mercoledì 13 novembre
Caffè Pedrocchi, ore 18:30
Presentazione del libro History of European Jazz.
Relatore: Francesco Martinelli. Introduce Stefano Merighi

Caffè Pedrocchi, ore 20 cena
ore 21:30 concerto
Mafalda Minnozzi
“Sensorial - Portraits in Bossa & Jazz”
Mafalda Minnozzi (voce), Paul Ricci (chitarra), John Di Martino (pianoforte), Harvie S (contrabbasso), Victor Jones (batteria), Amoy Ribas (percussioni)

Giovedì 14 novembre
Sala dei Giganti, ore 21
Kenny Barron solo
Kenny Barron (pianoforte)

Lunedì 18 novembre
Sala Fronte del Porto/PortoAstra, ore 21
Proiezione del film “Milford Graves: Full Mantis”
Regia di Jake Meginsky e Neil Young (Documentario, USA, 2018, 91’)

Mercoledì 20 novembre
Caffè Pedrocchi, ore 18:30
Presentazione del libro Jazz area di Roberto Masotti.
Relatore: Roberto Masotti. Introduce Stefano Merighi

Caffè Pedrocchi, ore 20 cena
ore 21:30 concerto
Aaron Diehl Trio
Aaron Diehl (pianoforte), Paul Sikivie (contrabbasso), Aaron Kimmel (batteria)

Giovedì 21 novembre
Sala dei Giganti, ore 21
Vijay Iyer solo
Vijay Iyer (pianoforte)

Venerdì 22 novembre
Teatro Verdi, ore 21
Monty Alexander Trio
Monty Alexander (pianoforte), J.J. Shakur (contrabbasso), Jason Brown (batteria)

Sabato 23 novembre
Teatro Verdi, ore 21
Blicher – Hemmer - Gadd
Steve Gadd (batteria), Michael Blicher (sax tenore), Dan Hemmer (organo Hammond)

ALTRI EVENTI

Per tutta la durata del festival
JAZZ@BAR
Concerti nei locali tra Padova e provincia

Da sabato 9 a domenica 24 novembre
Scuderie di Palazzo Moroni
mostra fotografica “Le strade del jazz” e “The Black Square”
di Roberto Cifarelli

Informazioni:
Associazione Culturale Miles, Via Montecchia 22 A, 35030 Selvazzano (PD)
Tel.: 347 7580904 e-mail: info@padovajazz.com web: www.padovajazz.com

Direzione artistica: Gabriella Piccolo Casiraghi
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SPOLETO JAZZ SEASON
4 ottobre – 15 novembre 2019


Una rassegna di musica jazz che in tre appuntamenti presenterà al pubblico grandi artisti che hanno segnato la storia del genere insieme a talenti tra i più vitali e originali della produzione contemporanea. Fabrizio Bosso & Javier Girotto, Nick The Nightfly e i Dock In Absolute saranno i protagonisti - dal 4 ottobre al 15 novembre nella splendida cornice del Teatro Nuovo e del Teatro Caio Melisso-Spazio Carla Fendi - di Spoleto Jazz Season, contenitore musicale inserito nella programmazione di “Spoleto d’Estate…e non solo”. Una proposta nata da Visioninmusica, associazione che dal 2004, anno della sua nascita, sotto la direzione artistica di Silvia Alunni, si è imposta nel panorama musicale del centro Italia per dinamismo, innovazione e qualità delle proposte musicali. L’Assessore alla Cultura del Comune di Spoleto, On. Ada Urbani, è entusiasta di questo nuovo progetto artistico: «Da tempo avevo in mente di organizzare a Spoleto un programma di musica jazz che sapesse concentrare, in un’unica rassegna, esperienze ormai classiche e tendenze più recenti, artisti conclamati e nuovi portenti, standard intramontabili e forme inedite, in un happening musicale popolato da performer di livello internazionale e capace di celebrare le innumerevoli sfumature e i molteplici colori del linguaggio jazzistico. Una rassegna che si inserisce di diritto nel novero delle grandi iniziative della stagione e che mi auguro possa diventare un appuntamento fisso tra le proposte culturali della città. Un sentito ringraziamento va all’Associazione Visioninmusica per aver accolto la mia richiesta e aver contribuito a dar vita a un appuntamento così prezioso, fatto per esaltare la bellezza così aperta, trasversale, multiforme del jazz e la sua intensa e armoniosa complessità». Ad aprire la minirassegna venerdì 4 ottobre (ore 21) sarà Nick The Nightfly, protagonista al Teatro Caio Melisso di Be YourSelf. Un intenso viaggio musicale che racconta la storia artistica e personale dell’artista scozzese che vive in Italia dal 1982 e che consentirà al pubblico di attraversare stili e atmosfere diverse: dal jazz al soul, dal pop alla lounge. Un lavoro ricco delle influenze di luoghi suggestivi, incontri con grandi artisti e sonorità che accompagnano la storica voce di Radio Monte Carlo sin dagli inizi del suo programma “Monte Carlo Nights”. Ad animare l’appuntamento di venerdì 18 ottobre (ore 21), i Dock In Absolute, uno straordinario trio belga-lussemburghese composto da Jean-Philippe Koch al piano, David Kintziger al basso e Michel Mootz alle percussioni. Tre giovani musicisti che per l’amore condiviso del jazz, nel 2012 hanno combinato i rispettivi stili, come il jazz progressive, la classica e il rock, suonando composizioni scritte dal pianista e creando un’identità del tutto personale: la prova che il Jazz ha una miriade di storie da raccontare. Al Teatro Caio Melisso presenteranno Unlikely, il loro secondo album prodotto da CamJazz. Gran finale venerdì 15 novembre (ore 21) con una formazione capeggiata da due mostri sacri del panorama jazzistico contemporaneo, Fabrizio Bosso & Javier Girotto che al Teatro Nuovo si esibiranno in formazione “Latin mood”. Un sestetto che rappresenta una sintesi sonora completa capace di mescolare abilmente linguaggi sonori differenti. Il frutto di questa collaborazione è una musica coinvolgente da cui si viene presto contagiati e di cui è facile innamorarsi. Brani originali firmati da Javier Girotto, Natalio Mangalavite e Fabrizio Bosso. Al basso elettrico ci sarà Luca Bulgarelli; completano l’organico la batteria di Lorenzo Tucci e le percussioni di Bruno Marcozzi.

BIGLIETTI CONCERTI DEL 4 E 18 OTTOBRE: INTERO: platea, palco platea e I e II ord. centr. € 20,00 - palco platea e I e II ord. lat. € 18,00 - loggione € 12,00 RIDOTTO*: platea, palco platea e I e II ord. centr. € 17,00 - palco platea e I e II ord. lat. € 15,00 - loggione € 10,00
BIGLIETTI CONCERTO DEL 15 NOVEMBRE: INTERO: platea, palco platea e I, II, III ord. centr. € 25,00 - palco platea e I, II, III ord. lat. € 22,00 - loggione € 15,00 RIDOTTO*: platea, palco platea e I, II, III ord. centr. € 21,00 - palco platea e I, II, III ord. lat. € 18,00 - loggione € 12,00 *ridotti per Soci Visioninmusica 2019, under 21 e over 65.
I biglietti per i singoli spettacoli saranno in vendita dall’11 settembre 2019. Rivendita Vivaticket a Spoleto: Caffè dello Sport – viale Trento e Trieste, 76/78 – tel. 0743 47796. Biglietti disponibili presso tutto il circuito: www.vivaticket.it

Spoleto Jazz Season 2019 è sostenuta da: MIBAC, Regione Umbria e Comune di Spoleto
Supporter 2019: Fucine Umbre, Banca Popolare di Spoleto
Supporter Tecnici 2019: Studio Foscoli Consulenza, STAS
Media partner 2019: Tutt’Oggi, Umbria 24, Vivo Umbria, Umbria Eventi
Partner 2019: Jazz Italian Platform, Europe Jazz Network
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JAZZMI 2019: IL JAZZ È POP
Da Herbie Hancock a Nubya Garcia, da Enrico Rava a Mélissa Laveaux, da Triennale Milano Teatro e Blue Note Milano a Gratosoglio e Corvetto: torna JAZZMI
La quarta edizione dal 1° al 10 novembre 2019 a Milano con oltre 190 eventi


“Con la sua quarta edizione JAZZMI tiene fede alle sue linee programmatiche: celebrazione dei grandi maestri della storia del jazz, sguardo attento ai protagonisti della scena contemporanea e spazio ai giovani talenti emergenti. L’edizione 2019 sarà segnata da una successione di venerati maestri e dalla celebrazione di grandi anniversari: Herbie Hancock e John McLaughlin, due splendidi laureati all'Università Miles Davis, Archie Shepp, l'intramontabile vecchio leone del free, Stefano Bollani e Chucho Valdés, un duo pianistico che promette scintille, Kenny Barron con un elegante e sofisticato piano solo. Una data saliente della Storia del jazz sarà celebrata con Mingus Big Band, a quarant' anni dalla scomparsa del sommo contrabbassista e compositore. Ai 50 anni dell'influente e innovativa etichetta ECM sarà dedicato un festival nel festival con concerti, mostre, proiezioni, incontri. Alle atmosfere fusion dei Wooten Brothers, capitanate dal titanico Victor, cinque volte premio Grammy o degli Spyro Gyra, rispondono le tendenze più recenti d'Europa con Rymden, omaggio al trio E.S.T. di Bugge Wesseltoft, il piano energico e fisico di Hiromi, la delicata vocalità di Melanie De Biasio e il travolgente Ronin di Nik Bärtsch. Arriva a JAZZMI anche uno dei più interessanti musicisti delle ultime generazioni, il trombettista Ambrose Akinmusire. JAZZMI ogni anno dedica un rilievo particolare alla nuova scena british, quest'anno con i talenti di Ghospoet e, al femminile, di Nubya Garcia e di Kokoroko. Il jazz italiano quest'anno festeggia gli 80 anni del suo migliore alfiere internazionale: Enrico Rava nel progetto Special Edition che include Gianluca Petrella e Giovanni Guidi. Ancora molti saranno i musicisti italiani protagonisti: da Fabrizio Bosso a Guido Manusardi, da Gianluigi Trovesi & Gianni Coscia al ritorno di Enrico Intra o di Paolo Fresu in una imperdibile serata omaggio alla leggenda di Chet Baker che mescolerà musica a teatro e cinema. E poi ancora tanti strumenti, tante opportunità per approfondire la conoscenza di quest’arte unica e affascinante, densa di contenuti sociali e culturali imprescindibili.”
Luciano Linzi e Titti Santini

JAZZMI è ideato e prodotto da Triennale Milano Teatro e Ponderosa Music & Art, in sinergia con Blue Note Milano, realizzato grazie al Comune di Milano – Assessorato alla Cultura, con il contributo di SIAE, main partner Intesa Sanpaolo, partner Volvo, sotto la direzione artistica di Luciano Linzi e Titti Santini. JAZZMI è un festival diffuso che porta i protagonisti del jazz internazionale sui grandi palcoscenici di Milano, dà occasione alle nuove promesse di suonare in luoghi non convenzionali e racconta le poliedriche sfaccettature del jazz attraverso concerti, mostre, film, incontri, libri e masterclass. JAZZMI documenta le storie, la contemporaneità e le diverse visioni del futuro di una musica che continua a rinnovarsi e dagli alti valori culturali e sociali, in una formula premiata dal pubblico, con gli oltre 50.000 spettatori della scorsa edizione, ed elogiata dalla critica mondiale. Per il quarto anno consecutivo saranno Triennale Milano Teatro e Blue Note Milano i luoghi da cui partire e ai quali arrivare, per vivere in pieno il festival. Oltre ai tanti concerti che ospiteranno grandi nomi del jazz internazionale e italiano, sarà possibile vedere all’opera alcuni dei migliori talenti emergenti, incontrare gli artisti e partecipare a workshop, panel e conferenze organizzate nella terza edizione di JAZZDOIT. Da qui JAZZMI si allargherà coinvolgendo oltre ottanta differenti spazi culturali fra cui Teatro dal Verme, Conservatorio di Milano, Auditorium di Milano, Castello Sforzesco, Palazzina Appiani, PAC – Padiglione di Arte Contemporanea, con nuove scommesse e straordinari ritorni. JAZZMI, come ormai tradizione, diventa una nuova occasione per vivere e riscoprire i quartieri della città fuori dal centro, quelle zone periferiche sempre più rilevanti nel racconto delle trasformazioni di Milano che offrono la possibilità di ascoltare jazz in luoghi simbolici. Nei weekend sono articolati quattro percorsi lungo la giornata che permettono, di concerto in concerto, di esplorare Milano e scoprire il tessuto sociale e culturale che ogni giorno la costruisce fra mercati, chiese, palestre e spazi sociali: Gratosoglio, Corvetto, Chiaravalle, Casoretto, Via Padova, Bovisa e Dergano. Oltre ai concerti anche progetti speciali come la performance con oltre cinquanta percussionisti guidati da Dario Buccino a Made in Corvetto, le brass band itineranti che animeranno Gratosoglio, Casoretto e Via Padova grazie alle collaborazioni avviate con Lacittàintorno, il progetto triennale promosso da Fondazione Cariplo per favorire il benessere e la qualità della vita nelle nostre città e in particolare nelle aree più fragili in esse presenti. Quest’anno JAZZMI non si fermerà qui e coinvolgerà anche quei cittadini che, per diversi motivi, non possono frequentare le giornate del festival: cinque concerti presso la Casa Circondariale San Vittore, la sala Medicinema dell’Ospedale Niguarda, la Casa Sollievo Bimbi di Casa Vidas (in collaborazione con Intesa Sanpaolo), la Casa della Carità e il Polo Isocrate dell’Istituto Gaetano Pini. JAZZMI è musica e non solo.
Il programma del festival, consultabile attraverso la nuova versione dell’APP JAZZMI su Google Play e Apple Store, è strutturato secondo
diversi percorsi che coinvolgeranno tutta la città per dieci giorni.

Artist - Grandi artisti internazionali e non sui palchi della città.
Free, Around, Kids – Concerti, laboratori ed eventi gratuiti.
Art - Mostre e contaminazioni tra musica e arti visive.
Movie - Proiezioni di film e documentari sul jazz.
Stories, Books - Approfondimenti sulla storia del jazz.
Jazzdoit - Incontri con professionisti del jazz, con il contributo di SIAE.
Night & Day - Eventi prodotti da spazi culturali partner del festival.

ARTIST
Al Triennale Milano Teatro si terrà la maggiore concentrazione dei concerti nazionali ed internazionali della manifestazione: Enrico Rava Special Edition, Mingus Big Band, lo spettacolo dedicato alla musica africana “Batik” con l’Artchipell Orchestra insieme all’ Orchestra Di Via Padova, Omaggio A Modugno (con Peppe Servillo, Javier Girotto, Furio Di Castri, Rita Marcotulli, Mattia Barbieri), Delvon Lamarr Organ Trio, il duo Trovesi – Coscia, Rymden, Paolo Jannacci, Trio Bobo, Guido Manusardi, Mélissa Laveaux, Mauro Ottolini feat. Vincenzo Vasi, Fabrizio Bosso e Giovanni Guidi & The Revolutionary Brotherhood, Kenny Barron, Nubya Garcia, Melanie De Biasio, Kassa Overall, Patrizio Fariselli, Nik Bärtsch’s Ronin, Ambrose Akinmusire Quartet. Sul palco di Blue Note Milano, suoneranno: The Wooten Brothers (con la masterclass di Victor Wooten), Judith Hill, Spyro Gyra, Hiromi, Tuck & Patti, Matthew Lee, John Scofield & Jon Cleary. JAZZMI torna anche quest’anno alla Sala Verdi del Conservatorio di Milano con tre eventi eccezionali, Herbie Hancock (già sold out), John McLaughlin & The 4th Dimension e Archie Shepp, ma arriverà anche all’Auditorium di Milano con il Trio di Paolo Fresu con il suo omaggio a Chet Baker. Fra i teatri, al Dal Verme il concerto di Stefano Bollani e Chucho Valdés, al Teatro Gerolamo Florian Weber, al Teatro Edi/ Barrio’s Marcin Wasilewski Trio e al Piccolo Teatro Grassi Enrico Intra e Alex Stangoni, insieme per presentare “Soundplanets”, il loro nuovo progetto comune. Inoltre, in collaborazione col Danae Festival, al Teatro Out Off si terranno due spettacoli: “We Want Miles, In A Silent Way”, omaggio a Miles Davis da parte della compagnia di danza contemporanea Gruppo Nanou e Bruno Dorella e “Porpora”, teatro di ricerca, ad opera della Compagnia Teatro Valdoca, con Mariangela Gualtieri e Stefano Battaglia. Come di consueto la musica di JAZZMI non suonerà solo nei teatri, ma sarà protagonista in svariati spazi della città: per la prima volta nella balera Arizona 2000 a Nolo per l’anteprima di Halloween di JAZZMI con i dj set di Nightmares On Wax e Abstract, all’Alcatraz con gli Afro-Cuban All Stars, alla Santeria Toscana 31 con Taxiwars e Ghostpoet, dall’ARCI Biko con Kokoroko, all’ARCI Bellezza con il trio Moroni - Tavolazzi – Golino, a Mare Culturale Urbano con Kaja Draksler. E ancora a Base Milano per il party di apertura con Supermarket e il dj set di La Rochelle, allo Spirit de Milan con il party di chiusura con Nico Gori Swing 10tet.

FREE
Più di 80 eventi gratuiti coinvolgeranno la città con concerti, dj set e progetti speciali in collaborazione con Comune di Milano, Touring Club Italiano, Lacittàintorno di Fondazione Cariplo, FAI, RED Libreria e Bistrot, insieme ad altri partner e associazioni di quartiere. Il programma sarà fitto di appuntamenti tutti connessi tra loro, creando dei percorsi in tutta la città e rendendo JAZZMI un evento sinergico e vivo anche in spazi inconsueti: dai differenti quartieri oltre la circonvallazione al centro città a partire dal Castello Sforzesco (Marco Trabucco Meraki Trio) passando per altri luoghi prestigiosi di Milano come il Museo del ‘900 (Sunflowers Jazz Quartet), Studio Museo Francesco Messina (Peggy’s Blue Band), Antiquarium Alda Levi (Harpintime Trio), Casa Verdi (Kind of Glue), il PAC Padiglione di Arte Contemporanea (Francesco Chiapperini – Insight), la Fonderia Napoleonica Eugenia (Lazy Sloths Jazz Band e Cosimo and the Hot Coals) e l’Auditorium dell’Università IULM (Cantosospeso). Grazie al main partner Intesa Sanpaolo saranno anche presentati due giovani ed energici gruppi in due luoghi simbolici: The Candymen Quartet nella storica filiale di Via Verdi e i Four on Six che suoneranno per la prima volta al Santuario Arcivescovile Di San Giuseppe. La partnership con Intesa Sanpaolo quest’anno porterà JAZZMI e la musica del Cosmo Quintet anche a Casa Sollievo Bimbi di Vidas (10 novembre), prima struttura residenziale in Lombardia per le cure palliative pediatriche: l’hospice Casa Sollievo Bimbi nasce dalla necessità di offrire un luogo di cura a bambini e adolescenti affetti da malattie inguaribili e di sostegno alla famiglia. La nuova collaborazione con Volvo, partner di JAZZMI 2019, ha già portato i primi frutti a giugno quando undici giovani jazzband, grazie al progetto JAM THE FUTURE, hanno presentato i loro brani originali dedicati ai cambiamenti necessari per salvare il Pianeta. I tre vincitori, selezionati da una giuria di qualità, si esibiranno alla Triennale di Milano (Maisemat, Enrico Le Noci Quartet, Studio Murena dal 7 al 9 novembre). Ma JAZZMI torna al Volvo Studio Milano anche con quattro concerti nei sabati del festival (Roberta Gentile & The Late Set ed Emma Morton & The Graces il 2 novembre e Gaetano Partipilo & The Boom Collective e Redi Hasa & Rocco Nigro il 9 novembre). La hall dell’hotel Hilton Milan torna protagonista a JAZZMI con tre concerti in orario aperitivo che porteranno in scena: A.K.A.M, Trio dell’Ortica e Lucy’s Pie Tiny Orchestra. Per la prima volta JAZZMI arriverà negli spazi di Red Bistrot Libreria, Focacceria San Francesco e Babitonga Caffè con sei concerti che segneranno la Red Jazzmi Week. Gli eventi FREE suonano più rumorosamente nelle periferie grazie a quattro focus che permetteranno al pubblico di girare a piedi o in bicicletta fra i quartieri. Fra gli appuntamenti imperdibili: la sera del 2 novembre con Glauco Venier alla Parrocchia Santa Maria Madre della Chiesa; la performance per cinquanta percussionisti, coro e biciclette diretta da Dario Buccino, lo spettacolo itinerante dei Mefisto Brass a Gratosoglio e di P-Funking Band fra Casoretto e Via Padova, e infine Peace Diouf Trio con una serata dedicata alla contemporaneità dell’Africa al Nuovo Armenia di Dergano. E infine, oltre a Casa Vidas, JAZZMI arriva anche a quei cittadini che non possono partecipare alla vita del festival con Roberto Binetti e Pacho alla Casa Circondariale San Vittore, con Sgriob alla sala Medicinema dell’Ospedale Niguarda, con 291 Out al Polo Isocrate del Gaetano Pini e con Pensieri Dudù Kouate e Guido Bombardieri alla Casa della Carità. Anche Casa Emergency tonerà ad essere uno dei luoghi simbolo di JAZZMI con due concerti di Bo!led e Funky Lemonade e con la partecipazione straordinaria di Rossana Casale. Per JAZZMI è diventata tradizione chiudere il suo girovagare per la città al Belvedere Enzo Jannacci, al 31° piano di Palazzo Pirelli, grazie al sostegno del Consiglio di Regione Lombardia, con un programma speciale che il 10 novembre coinvolgerà Gabriella Di Capua Quartet, Satoyama e Deaf Kaki Chumpi. 

ART
JAZZMI celebra i cinquant’anni di ECM (Editions of Contemporary Music) l’etichetta discografica che ha fatto la storia del jazz, con una mostra delle sue copertine storiche e delle fotografie di Luciano Rossetti, che ha immortalato alcuni dei volti più celebri del jazz mondiale (Jarrett, Pärt, Monk, Kancheli e molti altri), in scena dall’1 al 10 novembre al Triennale Milano Teatro e da SeaseRPM. In occasione di JAZZMI la Galleria Après Coup ospita dal 5 novembre al 10 gennaio la mostra Jazz Icons of the 60s con gli scatti di Roberto Polillo dedicati al padre, fondatore di Musica Jazz, Arrigo Polillo. Al Centro Culturale di Milano una mostra dedicata a Guy Harloff dal 6 novembre al 5 dicembre 2019 e al Blue Note Milano la mostra Miles, Assolo A Fumetti di Lucio Ruvidotti dal 1° novembre al 31 dicembre. Anche nel 2019 il festival sarà rappresentato da un’illustrazione realizzata per raccontare il jazz e Milano. Dopo John Lurie, Davide Baroni e Pierluigi Longo, JAZZMI 2019 viene rappresentato, con l’art direction di Ottodesign, da un’illustrazione di Nazario Graziano. Con lui due workshop speciali all’Apple Store di Piazza Liberty per Apple Today e alla Triennale di Milano.

MOVIES
Anche per JAZZMI 2019 sarà l’Anteo Palazzo del Cinema ad ospitare i documentari e le proiezioni cinematografiche all’interno della rassegna MOVIES del festival: Miles Davis: Birth of the cool (2 e 4 novembre); Ella Fitzgerald: Just One Of Those Things (3 novembre); Chet Is Back: Chet Baker In Italia (4 novembre); Enrico Intra. Non Solo Jazz (6 novembre); Sounds And Silence (9 novembre); Count Basie: Through His Own Eyes (10 novembre). La sezione MOVIES del festival presenta quest’anno due appuntamenti speciali: al MIC (Museo Interattivo del Cinema) verrà proiettato Il Segno Di Zorro (10 novembre) pellicola muta del 1920, musicato dal vivo dai Gecuss Trio, mentre il Cinema Wanted Clan, ospiterà la Keith Jarrett Night, serata completamente dedicata al pianista punta di diamante di ECM: qui Antonio Zambrini aprirà la serata con il suo piano solo.

STORIES/BOOKS
JAZZMI fa tappa nel pieno centro del quartiere di Brera e arriva da SeaseRPM (Rarities Photos and Music). Qui Claudio Sessa, Maurizio Franco e Sandro Cerini accompagneranno il pubblico del festival all’interno di un viaggio tutto dedicato alle grandi storie di ECM. JAZZMI continua con le presentazioni di libri a sfondo jazz come Mister Jelly Roll (Quodibet) alla Libreria Colibrì (4 novembre) e tutti gli altri variegati appuntamenti presso Nuvole in Cantina e Libreria Birdland. Inoltre, come ogni anno JAZZMI propone incontri con gli artisti del festival (Mingus Big Band, Stefano Battaglia, Trio Bobo, Fabrizio Bosso).

JAZZDOIT
JAZZDOIT è la sezione di JAZZMI organizzato grazie al contributo di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori e con la collaborazione di Europe Jazz Network, Federazione Il Jazz Italiano, I-Jazz, MIDJ. JAZZDOIT è un progetto unico per condividere idee e discutere di questioni culturali, economiche ed estetiche, rivolto a tutti i componenti della filiera del jazz quali artisti, etichette discografiche, festival, editori, media, operatori, associazioni, professionisti, studiosi, rappresentanti delle istituzioni pubbliche a livello nazionale ed internazionale e appassionati. Il nucleo principale avrà luogo il 7, 8 e 9 novembre in Triennale con conferenze, incontri e masterclass dedicati all’approfondimento dei temi e delle istanze del jazz con artisti, operatori del settore e ospiti speciali come Ashley Kahn, Alex Dutilh, Roberto Masotti, Juan Hitter, Stefano Amerio e molti altri. Ciascuna delle tre giornate di JAZZDOIT sarà conclusa con un concerto dei giovani talenti vincitori di JAM THE FUTURE e, grazie alla collaborazione con Umbria jazz, coi vincitori del Conad Jazz Contest Michelangelo Scandroglio Group.

NIGHT & DAY
Milano si mostra sempre più partecipe alla grande rete di JAZZMI. Durante il periodo del festival crescono di anno in anno gli eventi autoprodotti dalle diverse realtà che si impegnano per intensificare e tenere viva la scena jazz della città. Si passerà dai locali più noti tra il pubblico ai piccoli club, librerie e spazi culturali come La Corte Dei Miracoli, Santeria Toscana 31, Birrificio La Ribalta, Garage Moulinksi, Cinema Teatro Trieste, Bachelite CLab, Bonaventura Music Club, Mare Culturale Urbano, GECKO 23 Milano, ARCI Bellezza Palestra Visconti, Spazio The Art Land e molti altri.

Anche questa edizione di JAZZMI non sarebbe però possibile senza la grande partecipazione e il supporto dei media partner che anno dopo anno raccontano in Italia e nel mondo la straordinaria affluenza di pubblico e artisti al più grande evento jazz diffuso della città: Corriere della Sera e Vivimilano, Radio Monte Carlo, Classica HD, Zero, Musica Jazz, Rolling Stone, Quest.tv e MyMi. Ma JAZZMI è già iniziato: da oggi 1° ottobre sarà disponibile su Apple Music la playlist dedicata agli artisti del festival.

INFORMAZIONI

SITO UFFICIALE, BIGLIETTERIA E ABBONAMENTI: www.jazzmi.it
MAIL: info@jazzmi.it
INFOLINE: +39 351.53 988 55
FACEBOOK & INSTAGRAM: JAZZMIMILANO
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Big Daddy Wilson, Tino Tracanna, Jasmine Ashley Terrell, Sonata Islands, Floors, Rita Payés, Marco Furio Forieri, Claudio De Rosa Jr. e tanti altri i protagonisti di una ricca ottava edizione, che porta il jazz internazionale tra estate e autunno nelle più belle località trentine
TrentinoInJazz 2019: otto anni di grande jazz!

APS Trentino Jazz, Fondazione CARITRO, Provincia Autonoma di Trento
Regione Autonoma Trentino Alto Adige
presentano
TRENTINOINJAZZ 2019
otto anni di grande jazz!

Otto anni di grande jazz in Trentino, con nomi provenienti da tutto il mondo. Con estrema sintesi, potrebbe essere questo il biglietto dal visita del TrentinoInJazz, una delle rassegne italiane più tenaci e originali, che torna con una ricca - e non potrebbe essere diversamente, visti i precedenti e la peculiarità del progetto - ottava edizione, sempre all'insegna del network che unisce rassegne preesistenti e del dialogo tra artisti italiani e internazionali. Una rete di spettacoli, più che una rassegna vera e propria, TrentinoInJazz è una delle più significative e lunghe iniziative musicali del panorama nostrano ed europeo: preceduto da un aperitivo primaverile, il programma parte a giugno e termina in autunno, copre due stagioni grazie al networking tra enti locali e organizzatori, è aperto a varie declinazioni del jazz e generi affini, coinvolge centinaia di musicisti, addetti ai lavori e promoter, mette in connessione attività artistiche, comuni, accoglienza e turismo in alcuni dei luoghi più affascinanti d'Italia e d'Europa. A questo va aggiunto l'ingresso gratuito per la maggior parte delle serate. L'APS Trentino Jazz - ente ideatore e coordinatore del TrentinoInJazz presieduto da Chiara Biondani - fino al 2011 è stato solo un cartellone di manifestazioni affini, in seguito "federate" in un percorso comune, una vera e propria rete dal nome TrentinoInJazz che si snoda nel corso del 2019 sull’intero territorio della provincia di Trento. TrentinoInJazz 2019 ribadisce l'unicità di un percorso unitario, punta sulle diverse espressioni del jazz contemporaneo ed è articolato in sei "microfestival" dislocati in varie aree provinciali: TrentinoIn Jazzclub (dall'8 maggio), Katharsis 2019 (dal 16 febbraio), Panorama Music (dal 23 marzo), Lagarina Jazz (dal 20 giugno), Valli del Noce Jazz (dal 16 luglio), Valsugana Jazz Tour (dal 13 luglio), ovviamente ognuna con la propria identità artistica e connotazione territoriale. TrentinoIn Jazzclub (ideata da Emilio Galante) fa come sempre da grande anteprima e coinvolge i club di Trento e Rovereto. Partita a maggio, entra nel vivo dal 16 giugno con Panaemiliana e prosegue sempre a Rovereto con Sarah Stride Duo (23/06), Sonata Islands Kommandoh (5/09), Raffa & The Bluebirds Lab (12/09), Mack (26/09). A luglio partono due delle sezioni storiche del TIJ, Valli del Noce Jazz e Valsugana Jazz Tour. La prima debutta con un autentico big: Big Daddy Wilson (16/07 Malé). Al gigante della black music seguono JEMM Music Project (17/07 Cles), Rita Botto Jazz Quartet (18/07 Denno),Trio Ammentos (19/07 Nanno), Sonata Islands con Third Stream (22/07 Cles), Trio Corrente (23/07 Malé), Elina Duni & Rob Luft (24/07 San Romedio), infine Claudio Jr De Rosa Quartet (25/07 Segno). Valsugana Jazz Tour arriva alla Edizione n.17 con il consueto cartellone di qualità: Damiana Dellantonio Trio (13/07 Tenna), Latin Jam Session (17/07 Valcanover), FareJazz Big Band Latin Project (21/07 Tenna), Jasmine Ashley Terrell (27/07 Pergine Valsugana), Funky Beat Band (3/08 Levico Terme). Altri due fiori all'occhiello sono Lagarina Jazz e Panorama Music. Lagarina Jazz, sempre attento a proposte di rilievo internazionale, a cura del giornalista Giuseppe Segala, parte il 20 giugno con il trio Floors (Filippo Vignato, Francesco Diodati, Francesco Ponticelli) a Isera (TN) e prosegue con il ritorno di Tino Tracanna Double Cut (28/06 Villa Lagarina), poi Stefano Colpi Atrio (29/06 Ala), chiusura con Radio Zastava (5/07 Mori). Appuntamento speciale, emozionante per tutti coloro che lo hanno conosciuto e ascoltato, il concerto in memoria di Carlo Alberto Canevali: il saluto al compianto musicista scomparso lo scorso 10 marzo si terrà il 30 giugno a Villa Lagarina. Immancabili gli appuntamenti di Panorama Music nel palcoscenico naturale delle Dolomiti della Val di Fassa, organizzato dalle società di impianti a fune della Val di Fassa (dir. artistica Enrico Tommasini). Concerti in alta quota tra jazz, rock, blues e pop a ingresso gratuito: si parte il 4 luglio con The Lost Boys (Canazei), poi Ukulele Lovers (11/07 Pozza di Fassa), Martina Iori e Feix Rossy Quintet con Rita Payés (14/07 Moena), Marco Furio Forieri & Venice Ska-J (18/07 Moena), Betty Vittori (21/07 Vigo di Fassa), Dimonic (25/07 Alba di Canazei), Elsa Martin Trio (28/07 Passo San Pellegrino), Titti Castrini (1/08 Pozza di Fassa), Bandanera Afrobeat (4/08 Campitello di Fassa), Non solo tango (8/08 Vigo di Fassa), Olivia Trummer & Nicola Angelucci (11/08 Moena), Canti dal vivo (18/08 Alba di Canazei), Saxofollia (22/08 Passo San Pellegrino), Disaster (25/08 Moena). Tipicamente autunnale e invernale, Katharsis (V edizione della stagione di musiche classiche, contemporanee, jazz organizzata da Associazione Ars Modi con la direzione artistica di Edoardo Bruni) riparte il 2 novembre in Sala Sosat a Trento con Sax e Piano. Qui si terranno anche i concerti di Ludus Quartet(16/11), Duo Maclé (30/11) e Sonata Islands (7/12).

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BOLOGNA JAZZ FESTIVAL
25 ottobre - 26 novembre 2019
Bologna, Ferrara, Modena, Forlì

Delicatessen jazz: tra leader carismatici e guru musicali, l’edizione 2019 del Bologna Jazz Festival, che si terrà dal 25 ottobre al 26 novembre, sarà un giardino delle delizie, per il grande pubblico e per gli ascoltatori più esigenti. Tra i protagonisti di questa estesa programmazione spicca il nome di Pat Metheny, il chitarrista per eccellenza del jazz crossover. E gli altri non sono certo comprimari: la cantante Dianne Reeves, jazz diva della vocalità afro, il trio all stars Cross Currents (che raccoglie Dave Holland, Zakir Hussain e Chris Potter), il trio del sopraffino pianista Fred Hersch, un’autorità della musica brasiliana come Hermeto Pascoal. Il programma del festival, oltre alla consueta ricchezza di musica dal vivo, includerà importanti contenuti didattici e di intersezione tra jazz e altre forme espressive. Sul fronte interdisciplinare, il BJF è riuscito a coinvolgere il grande disegnatore Altan, che ha realizzato una serie di disegni originali per l’immagine del BJF 2019, con il fondamentale apporto di BilBOlbul Festival internazionale di fumetto. Il BJF 2019 sarà multilocalizzato: oltre ai teatri bolognesi che ospiteranno i concerti principali (Teatro EuropAuditorium, Teatro Duse, Unipol Auditorium), il festival sarà di casa in numerosi altri luoghi cittadini (compresi gli ormai storici club: Cantina Bentivoglio e Bravo Caffè) e si espanderà anche nei comuni dell’area metropolitana e nelle province di Modena, Ferrara e Forlì. Il Bologna Jazz Festival è organizzato dall’Associazione Bologna in Musica con il contributo di Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Fondazione Carisbo, Gruppo Unipol, TPER, Città Metropolitana di Bologna, Bologna Città Creativa della Musica UNESCO e del main partner Gruppo Hera.

Concerti principali nei teatri
Al Bologna Jazz Festival 2019 si ascolteranno i più interessanti sviluppi moderni del format del trio, a partire dal concerto del pianista Fred Hersch, che inaugurerà i grandi appuntamenti in teatro (25 ottobre, Unipol Auditorium). Il gruppo di Hersch incarna nel suo massimo splendore il concetto di piano trio billevansiano. Ma il modello è anche ampiamente aggiornato: gli sviluppi armonici, le sottigliezze ritmiche e il sound del trio di Hersch denotano una spiccata individualità, pienamente contemporanea. Di fronte alla profonda rivelazione musicale di ogni sua esibizione è facile capire a chi si sia ispirato Brad Mehldau, l’allievo più noto di Hersch. Il BJF ospiterà poi Dianne Reeves (31 ottobre, Teatro Duse), misurandosi così con la grande storia interpretativa del jazz vocale. Come le jazz divas del passato, delle quali è una vera erede moderna, la Reeves si muove con disinvoltura tra jazz e pop, trasformando ogni scelta di repertorio in una perfetta jazz song. La sua notorietà internazionale, se mai ce ne fosse stato bisogno, è stata ulteriormente amplificata dall’apparizione nel film di George Clooney Good Night, and Good Luck, la cui colonna sonora è valsa alla Reeves l’ennesima affermazione ai Grammy Awards come migliore cantante di jazz. Un ritorno alla dimensione del trio, l’8 novembre all’Unipol Auditorium con il Cross Currents Trio, formazione nella quale si incontrano tre leggende dei rispettivi strumenti: Dave Holland è uno dei più importanti bassisti della storia del jazz; Zakir Hussain è il virtuoso indiano delle tabla che più di ogni altro si è confrontato con il jazz statunitense; Chris Potter è uno dei più apprezzati ‘stilisti’ del sax. Con loro la musica scorre incontenibile e senza confini estetici. Il 15 novembre, l’Unipol Auditorium accoglierà un’icona vivente della musica brasiliana: Hermeto Pascoal. Polistrumentista eccentrico, Pascoal trascina il suo ‘Grupo’ in una musica la cui energia vitale la fa sembrare una sorta di religione animistica tradotta in suoni, con una notevole propensione al jazz. Un’icona musicale come il chitarrista Pat Metheny tornerà al Bologna Jazz Festival (dopo la sua apparizione del 2011) con un trio che promette di muoversi a ‘stile libero’ nel repertorio del carismatico chitarrista. Musicista dei record (una ventina di Grammy Awards, un’incalcolabile serie di premi come ‘migliore della classe’), Metheny, ha saputo costruire e mantenere nel tempo un rapporto unico col pubblico. Lo dimostrerà ancora una volta il 26 novembre al Teatro EuropAuditorium, affiancato da Darek Oleszkiewicz e Jonathan Barber. Le produzioni principali del festival saranno incastonate in una cornice musicale creata dai live pre-concerto che si terranno allo Zushi e i dopo concerto al Camera - Jazz & Music Club.

Concerti nei jazz club tra Bologna e Ferrara
Con i suoi 33 giorni di durata, il BJF 2019 sarà un’esperienza di ascolto immersiva. Tra un appuntamento in teatro e l’altro (inclusa la presenza del lussuoso duo pianistico con Stefano Bollani e Chucho Valdés al Teatro EuropAuditorium l’1 novembre), si scatenerà la vita da jazz club. Nel centro cittadino bolognese la Cantina Bentivoglio è la ‘casa del jazz moderno’: ospiterà i concerti del ZZ International Quartet, co-diretto dal fisarmonicista Simone Zanchini e dal chitarrista Ratko Zjaca (27 ottobre); il trio del pianista Barry Harris, grande testimone dell’era bop (1 novembre); un duo con i campioni del modernismo newyorkese, il trombettista Dave Douglas e il pianista Uri Caine (il 3); il longevo gruppo “Frontal” del pianista Simone Graziano (il 5); il trombettista e local hero Diego Frabetti, con i frutti del suo lavoro discografico “Interno 41” (il 12); l’estrosa band Plankton della sassofonista Helga Plankensteiner (il 19). Alcuni dei concerti in programma a Bologna saranno replicati nell’altro club principale della galassia BJF, il Torrione San Giovanni - Jazz Club Ferrara: Dena DeRose assieme alla ERJ Orchestra (26 ottobre); il duo con Dave Douglas e Uri Caine (2 novembre); i “Frontal” di Simone Graziano (il 4). Il club ferrarese giocherà anche molte carte originali: il solo del pianista David Helbock (28 ottobre); due protagonisti di primo piano del jazz italiano come Fabrizio Bosso e Giovanni Guidi, nel contesto internazionale della loro Revolutionary Brotherhood (6 novembre); l’avanzato trio “New Things” del pianista Franco D’Andrea (9 novembre); la Tower Jazz Composers Orchestra, che presenterà il suo esordio discografico (l’11); il concerto del ventennale di Italuba, la band del gigante della batteria afro-cubana Horacio “El Negro” Hernandez (il 14); il pianista Aaron Parks con il quartetto “Little Big” (il 16); il progetto “Sun of Goldfinger” del chitarrista David Torn, che prevede la presenza al sax di Tim Berne (il 23). Il Camera – Jazz & Music Club è una new entry nella mappa del BJF. Qui sono annunciati i concerti del trio della pianista e cantante Dena DeRose (29 ottobre); del quartetto del trombettista Tom Kirkpatrick (9 novembre); del trio del pianista Michael Weiss (il 16); del quartetto all stars con Piero Odorici, Eric Reed, Dezron Douglas e Roberto Gatto (il 21). Il Camera sarà un vero ‘covo’ per il miglior mainstream. Altra meta immancabile delle notti bolognesi è il Bravo Caffè. Qui, nel giro di pochi giorni, si concentreranno le apparizioni di una serie di star internazionali: il 10 novembre Tuck & Patti con la loro essenziale e intimistica miscela di folk e black music per voce e chitarra; l’11 gli Yellowjackets, campioni della fusion da oltre quarant’anni; il 13 il chitarrista Cory Wong, ‘prestigiatore’ del groove, come dimostrano la sua esperienza con i Vulfpeck e ora quella da solista; il 14 una super band co-diretta da un chitarrista di culto come Mike Stern e dal tastierista Jeff Lorber e completata da una ritmica ad alto voltaggio con Jimmy Haslip e Dennis Chambers. Il 20 toccherà poi al quintetto dello storico bassista Eddie Gomez. Aria informale e ottima musica al Binario69: con un solo del vibrafonista Pasquale Mirra (17 novembre); l’ampio organico del Bologna Jazz Collective (il 22); il tocco funky dei Fake Jam (il 24). Non solo jazz club, ma anche ritrovi più trasversali saranno coinvolti nel BJF con proposte di richiamo. Il Locomotiv Club proporrà l’afrobeat dei londinesi Kokoroko (3 novembre), mentre al Mercato Sonato si ascolterà il quintetto dell’istrionico sassofonista Daniele Sepe (il 23).

Concerti nell’area metropolitana e fuori provincia
Saranno numerose le trasferte fuori porta del BJF 2019, verso i comuni dell’area metropolitana e le province di Modena, Ferrara e, per la prima volta, Forlì. Novità per la mappa geografica del BJF sono Forlì (dove il 10 novembre al Teatro Auditorium San Giacomo si replicherà il concerto di Fabrizio Bosso e Giovanni Guidi) e San Giovanni in Persiceto (BO), dove il 7 novembre al Cine Teatro Fanin si esibirà il gruppo del chitarrista Andrea Dessì, con la vocalist Sherrita Duran. Anzola dell’Emilia (BO) ospiterà un asso del jazz più avanzato, il trombettista Rob Mazurek (in quintetto il 18 novembre alla Biblioteca Civica), mentre al Teatro Biagi D’Antona di Castel Maggiore (BO) andrà in scena Cinema Italia, un quartetto che riunisce alcuni protagonisti del jazz nazionale come Rosario Giuliani, Luciano Biondini, Enzo Pietropaoli e Michele Rabbia (il 22). Oltre alle già citate serate al Jazz Club Ferrara, ci sarà una tappa allo Smallet Jazz Club di Modena: il 22 novembre con il duo che riunisce Bobby Watson e Andrea Pozza. A Vignola (MO), la Jazz in’It Orchestra diretta da Marco Ferri si esibirà assieme al trombettista Stjepko Gut come ospite solista (il 17). Il 24 novembre il festival sbarcherà per la prima volta a Medicina (BO), con l’XY Quartet.

Attività didattiche, Progetto Welfare e altri eventi
Il Progetto Didattico “Massimo Mutti”, giunto alla settima edizione e realizzato grazie al contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, si articolerà in varie sezioni, con il coinvolgimento della Tower Jazz Composers Orchestra e dell’ERJ Orchestra diretta da Roberto Rossi e Piero Odorici, che si esibirà in un omaggio a Shirley Horn assieme a Dena DeRose (30 ottobre, Teatro Antoniano, con un opening act della Junior Jazz Band diretta da Cristiano Arcelli). In questa occasione verrà consegnato il Premio “Massimo Mutti”, consistente in borse di studio per i corsi internazionali di perfezionamento estivi 2020 realizzati dalla Fondazione Siena Jazz – Accademia Nazionale del Jazz. Rientra nel progetto didattico anche il convegno Scrivere la Musica, che si terrà il 15 novembre presso la sede della Regione Emilia-Romagna con un significativo cast di relatori provenienti dal mondo del giornalismo e degli studi musicali: Giovanni Rossi, Giordano Montecchi, Stefano Zenni, Pino Sau­lo, Marco Molendini. È ormai una tradizione la masterclass dello storico pianista Barry Harris alla Cantina Bentivoglio: si terrà tutti i giorni dal 30 ottobre al 3 novembre e sarà aperta a tutti i musicisti. Il concerto del 30 ottobre all’Antoniano assieme a quello del 25 novembre alle Cucine Popolari con il duo formato dal trombettista Flavio Boltro e il contrabbassista Stefano Senni costituiranno i momenti culminanti del nuovo Progetto Sociale “Note di Solidarietà”, che ha l’intento di coinvolgere i centri di aggregazione dei senza fissa dimora e delle persone con necessità primarie a Bologna. Torneranno anche le lezioni musicali “Jazz Insights” con Emiliano Pintori (ideate e ospitate dal Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna, tutti i sabati di novembre): cinque approfondimenti tematici sulla musica afroamericana selezionati sulla base di importanti anniversari e raccontati dalla prospettiva di un musicista jazz. In visita al BJF anche uno dei più noti fotografi di jazz a livello internazionale: Pino Ninfa, che il 9 e 10 novembre terrà il workshop “Il jazz e la città” presso la Galleria Fotografica Paoletti; la stessa location dal 26 ottobre al 17 novembre ospiterà inoltre la sua mostra fotografica “Jazz Spirit”. Sul fronte letterario, gli autori Vanni Masala e Marilena Patini presenteranno il libro Io sono Michel Petrucciani assieme ad Alexandre Petrucciani (figlio di Michel) e Flavio Boltro (24 novembre, Cantina Bentivoglio). 

PROGRAMMA

Venerdì 25 ottobre
Bologna, Unipol Auditorium, ore 21:15
FRED HERSCH TRIO
Fred Hersch, pianoforte; John Hébert, contrabbasso; Eric McPherson, batteria
In collaborazione con Unipol Gruppo
Dopo concerto, Bologna, Camera - Jazz & Music Club, ore 23:15
ERJ Orchestra

Sabato 26 ottobre
Ferrara, Torrione San Giovanni - Jazz Club Ferrara, ore 21:30
DENA DE ROSE & THE ERJ ORCHESTRA
“Tribute to Shirley Horn”
Dena De Rose, pianoforte, voce, arrangiamenti; Roberto Rossi, direzione, trombone; Davide Ghidoni, Diego Frabetti, Simone Coppellini, trombe; Giancarlo Giannini, Federico Tassani, Roberto Solimando, tromboni; Piero Odorici, Barend Middelhoff, Canio Coscia, Matteo Sabattini, Michele Vignali, sassofoni; Marco Bovi, chitarra; Stefano Senni, contrabbasso; Stefano Paolini, batteria

Domenica 27 ottobre
Bologna, Cantina Bentivoglio, ore 21:30
ZZ INTERNATIONAL QUARTET
Simone Zanchini, fisarmonica; Ratko Zjaca, chitarra elettrica; Martin Gjaconovski, contrabbasso; Adam Nussbaum, batteria

Lunedì 28 ottobre
Ferrara, Torrione San Giovanni - Jazz Club Ferrara, ore 21:30
DAVID HELBOCK SOLO
David Helbock, pianoforte
In collaborazione con 7 Virtual Jazz Club

Martedì 29 ottobre
Bologna, Camera – Jazz & Music Club, ore 21:45
DENA DE ROSE TRIO
Dena DeRose, pianoforte; Paolo Benedettini, contrabbasso; Stefano Paolini, batteria

Mercoledì 30 ottobre
Bologna, Teatro Antoniano, ore 21
Premio “Massimo Mutti”
DENA DEROSE & THE ERJ ORCHESTRA
“Tribute to Shirley Horn”
Dena DeRose, pianoforte, voce, arrangiamenti; Roberto Rossi, direzione, trombone; Davide Ghidoni, Diego Frabetti, Simone Coppellini, trombe; Giancarlo Giannini, Federico Tassani, Roberto Solimando, tromboni; Piero Odorici, Barend Middelhoff, Canio Coscia, Matteo Sabattini, Michele Vignali, sassofoni; Marco Bovi, chitarra; Stefano Senni, contrabbasso; Stefano Paolini, batteria
Opening Act: Junior Jazz Band
Cristiano Arcelli, direzione
Con il contributo di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e di Regione Emilia-Romagna Assessorato al Welfare.
Ingresso fino a esaurimento posti. Offerta libera interamente devoluta a sostegno di Antoniano Onlus

Giovedì 31 ottobre
Bologna, Teatro Duse, ore 21:15
DIANNE REEVES
Dianne Reeves, voce; Peter Martin, pianoforte; Romero Lubambo, chitarra; Reginald Veal, basso; Terreon Gully, batteria
Dopo concerto, Bologna, Camera - Jazz & Music Club, ore 23:15
ERJ Orchestra

Venerdì 1 novembre
Bologna, Teatro EuropAuditorium, ore 21
STEFANO BOLLANI & CHUCHO VALDÉS
“Piano a Piano”
Stefano Bollani, pianoforte; Chucho Valdés, pianoforte
Una produzione di Teatro EuropAuditorium e Mauro Diazzi Srl

Venerdì 1 novembre
Bologna, Cantina Bentivoglio, ore 21:30
BARRY HARRIS TRIO
Barry Harris, pianoforte; Luca Pisani, contrabbasso; Fabio Grandi, batteria

Sabato 2 novembre
Ferrara, Torrione San Giovanni - Jazz Club Ferrara, ore 21:30
DAVE DOUGLAS & URI CAINE DUO
Dave Douglas, tromba; Uri Caine, pianoforte

Domenica 3 novembre
Bologna, Cantina Bentivoglio, ore 13
DAVE DOUGLAS & URI CAINE DUO
Dave Douglas, tromba; Uri Caine, pianoforte

Domenica 3 novembre
Bologna, Locomotiv Club, ore 21:30
KOKOROKO
Sheila Maurice Grey, tromba; Cassie Kinoshi, sax alto; Richie Seivewright, trombone; Oscar Jerome, chitarra; Yohan Kebede, tastiere; Ayo Salawu batteria; Onome Edgeworth, percussioni

Lunedì 4 novembre
Ferrara, Torrione San Giovanni - Jazz Club Ferrara, ore 21:30
SIMONE GRAZIANO “FRONTAL”
Dan Kinzelman, sassofoni; Reiner Baas, chitarra; Simone Graziano, pianoforte; Gabriele Evangelista, contrabbasso; Stefano Tamborrino, batteria

Martedì 5 novembre
Bologna, Cantina Bentivoglio, ore 21:30
SIMONE GRAZIANO “FRONTAL”
Dan Kinzelman, sassofoni; Reiner Baas, chitarra; Simone Graziano, pianoforte; Gabriele Evangelista, contrabbasso; Stefano Tamborrino, batteria

Mercoledì 6 novembre
Ferrara, Torrione San Giovanni - Jazz Club Ferrara, ore 21:30
FABRIZIO BOSSO – GIOVANNI GUIDI & THE REVOLUTIONARY BROTHERHOOD
Fabrizio Bosso, tromba; Francesco Bearzatti, sax tenore; Giovanni Guidi, pianoforte; Eric Wheeler, contrabbasso; Joe Dyson, batteria

Giovedì 7 novembre
San Giovanni in Persiceto (BO), Cine Teatro Fanin, ore 21
ANDREA DESSÌ BLUE QUARTET featuring Sherrita Duran
Sherrita Duran, voce; Andrea Dessì, chitarra; Massimo Tagliata, pianoforte; Andrea Taravelli, basso elettrico; Filippo Mignatti, batteria
In collaborazione con Cine Teatro Fanin

Venerdì 8 novembre
Bologna, Unipol Auditorium, ore 21:15
CROSS CURRENTS TRIO
featuring Dave Holland, Zakir Hussain, Chris Potter
Chris Potter, sassofoni, Dave Holland, contrabbasso; Zakir Hussain, tabla, percussioni
In collaborazione con Unipol Gruppo
Dopo concerto, Bologna, Camera - Jazz & Music Club, ore 23:15
Canio Coscia Quartet
Canio Coscia, sax tenore; Filippo Galbiati, pianoforte; Kim Baiunco, contrabbasso; Alberto Chiozzi, batteria

Sabato 9 novembre
Ferrara, Torrione San Giovanni - Jazz Club Ferrara, ore 21:30
FRANCO D’ANDREA
“New Things”
Franco D’Andrea, pianoforte; Mirko Cisilino, tromba, cornetta; Enrico Terragnoli, chitarra

Sabato 9 novembre
Bologna, Camera – Jazz & Music Club, ore 21:45
TOM KIRKPATRICK QUARTET
Tom Kirkpatrick, tromba, voce; Emiliano Pintori, pianoforte; Luca Pisani, contrabbasso; Alberto Chiozzi, batteria

Domenica 10 novembre
Forlì, Teatro Auditorium San Giacomo, ore 18
FABRIZIO BOSSO – GIOVANNI GUIDI & THE REVOLUTIONARY BROTHERHOOD
Fabrizio Bosso, tromba; Francesco Bearzatti, sax tenore; Giovanni Guidi, pianoforte; Eric Wheeler, contrabbasso; Joe Dyson, batteria
In collaborazione con Associazione Dai de Jazz

Domenica 10 novembre
Bologna, Bravo Caffè, ore 22
TUCK & PATTI
Patti Cathcart, voce; Tuck Andress, chitarra

Lunedì 11 novembre
Ferrara, Torrione San Giovanni - Jazz Club Ferrara, ore 21:30
TOWER JAZZ COMPOSERS ORCHESTRA
Alfonso Santimone, direzione e pianoforte; Piero Bittolo Bon, direzione, sax alto e clarinetto; Marta Raviglia, voce; Sandro Tognazzo, flauto; Glauco Bemedetti, tuba; Mirko Cisilino, Pasquale Paterra, Gabriele Cancelli, Andrea Del Vescovo, trombe; Federico Pierantoni, Filippo Vignato, Lorenzo Manfredini, Fabio De Cataldo, tromboni; Gianluca Fortini, Tobia Bondesan, Filippo Orefice, Giulia Barba, ance;

Lunedì 11 novembre
Bologna, Bravo Caffè, ore 22
YELLOWJACKETS
Bob Mintzer, fiati; Russell Ferrante, pianoforte, tastiere; Dane Alderson, basso elettrico; Will Kennedy, batteria

Martedì 12 novembre
Bologna, Cantina Bentivoglio, ore 21:30
DIEGO FRABETTI SEXTET featuring Danny Grisset
“Interno 41”
Diego Frabetti, tromba; Barend Middelhoff, sax tenore; Danny Grisset, pianoforte e pianoforte elettrico; Davide Brillante, chitarra; Stafano Senni, contrabbasso; Nicola Angelucci, batteria

Mercoledì 13 novembre
Bologna, Bravo Caffè, ore 22
CORY WONG
“Motivational Music For The Syncopated Soul”
Cory Wong, chitarra; Phoebe Katis, voce; Kevin Gastonguay, tastiere; Seth Tackaberry, basso; Petar Janjic, batteria

Giovedì 14 novembre
Ferrara, Torrione San Giovanni, ore 21:30
HORACIO “EL NEGRO” HERNANDEZ & ITALUBA
Amik Guerra, tromba; Jorge Vera, pianoforte; Daniel Martinez, basso elettrico; Horacio “El Negro” Hernandez, batteria

Giovedì 14 novembre
Bologna, Bravo Caffè, ore 22
MIKE STERN & JEFF LORBER BAND
feat. Jimmy Haslip & Dennis Chambers
Mike Stern, chitarra; Jeff Lorber, tastiere; Jimmy Haslip, basso elettrico; Dennis Chambers, batteria

Venerdì 15 novembre
Bologna, Unipol Auditorium, ore 21:15
HERMETO PASCOAL & GRUPO
Hermeto Pascoal, tastiere, fisarmonica, flauto; Jota P., sassofoni, flauti; André Marques, piano, flauto, percussioni; Itiberê Zwarg, basso elettrico, percussioni; Ajurinã Zwarg: batteria, percussioni; Fábio Pascoal, percussioni
In collaborazione con Unipol Gruppo
Dopo concerto, Bologna, Camera - Jazz & Music Club, ore 23:15
Michael Weiss Trio

Sabato 16 novembre
Ferrara, Torrione San Giovanni - Jazz Club Ferrara, ore 21:30
AARON PARKS
“Little Big”
Aaron Parks, pianoforte, tastiere; Greg Tuohey, chitarra; DJ Ginyard, basso elettrico; Tommy Crane, batteria

Sabato 16 novembre
Bologna, Camera – Jazz & Music Club, ore 21:45
MICHAEL WEISS TRIO
Michael Weiss, pianoforte; Paolo Benedettini, contrabbasso; Adam Pache, batteria

Domenica 17 novembre
Vignola (MO), Stones Cafè, ore 21.30
JAZZ IN’IT ORCHESTRA
feat. STJEPKO GUT
Stjepko Gut, direttore e solista;
Cristiano Arcelli, Fabrizio Benevelli, Marco Ferri, Giovanni Contri, Michele Vignali, Vittorio Gualdi, Simone Copellini, Tiziano Bianchi, Matteo Pontegavelli, Simone Pederzoli, Enrico Pozzi, Lorenzo Manfredini, Valentino Spaggiari, fiati; Luca Barbieri, pianoforte; Marcello Pugliese, chitarra; Stefano Senni, contrabbasso; Enrico Smiderle, batteria

Domenica 17 novembre
Bologna, Binario69, ore 22
PASQUALE MIRRA
“Moderatamente Solo”
Pasquale Mirra, vibrafono, percussioni, elettronica, campane tibetane

Lunedì 18 novembre
Anzola dell’Emilia (BO), Biblioteca Civica, ore 21
ROB MAZUREK QUINTET
Rob Mazurek, tromba; Daniele Principato”, chitarra; Claudio Vignali, pianoforte; Giannicola Spezzigu, contrabbasso; Marcello Molinari, batteria
In collaborazione con Anzola Jazz Club “Hengel Gualdi”

Martedì 19 novembre
Bologna, Cantina Bentivoglio, ore 21:30
HELGA PLANKESTEINER & PLANKTON
“Schubert in Love”
Helga Plankensteiner, sax baritono, voce; Matthias Schriefl, tromba; Gerhard Gschlössl, trombone; Michael Lösch, pianoforte, organo; Enrico Terragnoli, chitarra, banjo; Nelide Bandello, batteria

Mercoledì 20 novembre
Bologna, Bravo Caffè, ore 22
EDDIE GOMEZ QUINTET featuring TEO CIAVARELLA
Eddie Gomez, contrabbasso; Teo Ciavarella, pianoforte; Marco Pignataro, sax tenore; Renato D’Aiello, sax tenore; Massimo Manzi, batteria

Giovedì 21 novembre
Bologna, Camera – Jazz & Music Club, ore 21:45
REED-ODORICI-DOUGLAS-GATTO QUARTET
Piero Odorici, sassofoni; Eric Reed, pianoforte; Dezron Douglas, contrabbasso; Roberto Gatto, batteria

Venerdì 22 novembre
Castel Maggiore (BO), Teatro Biagi D’Antona, ore 21:30
CINEMA ITALIA
Rosario Giuliani, sassofoni; Luciano Biondini, fisarmonica; Enzo Pietropaoli, contrabbasso; Michele Rabbia, batteria, percussioni
In collaborazione con Comune di Castel Maggiore, Condimenti Jazz e Cantina Bentivoglio

Venerdì 22 novembre
Modena, Smallet Jazz Club, ore 21:30
BOBBY WATSON & ANDREA POZZA DUO
Bobby Watson, sax alto; Andrea Pozza, pianoforte
In collaborazione con Amici del Jazz di Modena

Venerdì 22 novembre
Bologna, Binario69, ore 22
BOLOGNA JAZZ COLLECTIVE
Jack Calico, direzione artistica; Federico Eterno, Marco Vecchio, Canio Coscia, Gaetano Santoro Daniele D'Alessandro, ance; Roberto Solimando, Gabriele Polimeni, Andrea Del Vescovo, Giuseppe Lastella, ottoni; Ugo Moroni, chitarra; Irene Giuliani, pianoforte; Daniele Marrone, contrabbasso; Dario Rossi, batteria

Sabato 23 novembre
Ferrara, Torrione San Giovanni - Jazz Club Ferrara, ore 21:30
DAVID TORN
“Sun of Goldfinger”
David Torn, chitarra; Tim Berne, sax alto; Ches Smith, batteria

Sabato 23 novembre
Bologna, Mercato Sonato, ore 22
DANIELE SEPE QUINTET
Daniele Sepe, sax alto; Tommy De Paola, tastiere; Davide Costagliola, basso elettrico; Paolo Forlini, batteria; Antonello Iannotta, percussioni

Domenica 24 novembre
Medicina (BO), Stazione Astronomica “Ceccarelli”, ore 18
XY QUARTET
Nicola Fazzini, sax alto; Saverio Tasca, vibrafono; Alessandro Fedrigo, basso acustico; Luca Colussi, batteria

Domenica 24 novembre
Bologna, Binario69, ore 22
FAKE JAM
Mattia Elmi, voce, chitarra; Giovanni Tamburini, tromba; Luigi Giardino, sax tenore; Gianluca Arcesilai, chitarra; Daniele Cristiani, basso elettrico; Elia Terazzan, batteria; Luca Impellizzeri, percussioni

Lunedì 25 novembre
Bologna, Cucine Popolari, ore 21
FLAVIO BOLTRO & STEFANO SENNI DUO
Flavio Boltro, tromba; Stefano Senni, contrabbasso
Con il contributo di Regione Emilia-Romagna Assessorato al Welfare.
Ingresso fino a esaurimento posti. Offerta libera interamente devoluta a sostegno delle Cucine Popolari di Bologna.

Martedì 26 novembre
Bologna, Teatro EuropAuditorium, ore 21:15
PAT METHENY TRIO
Pat Metheny, chitarra; Darek Oleszkiewicz, contrabbasso; Jonathan Barber, batteria

ALTRI EVENTI

BARRY HARRIS Masterclass
dal 30 ottobre al 3 novembre
Bologna, Cantina Bentivoglio

JAZZUSHI
Bologna, Zushi, primo set alle 19.30 e la replica alle 21.30
Venerdì 25 ottobre: Swinging Cats
Matteo Raggi, sax tenore; Davide Brillante, chitarra; Stefano Senni, contrabbasso
Giovedì 31 ottobre: Eloisa Atti “Edges”
Eloisa Atti, voce, concertina; Marco Bovi, chitarra; Emiliano Pintori, tastiere
Venerdì 8 novembre: Slow Gold
Filippo Orefice, sax tenore; Stefano De Bonis, pianoforte;
Stefano Dallaporta, basso; Andrea Grillini, batteria
Venerdì 15 novembre: Não Sonamu Trio
Danilo Lico, voce, chitarra; Matteo Balcone, basso; Alessandro Marzano, batteria
Martedì 26 novembre: Tolga During Trio
Francesco Ganassin, clarinetto; Tolga During, chitarra; Andrea Ruggeri, batteria

JAZZ INSIGHTS
Lezioni musicali con Emiliano Pintori
Bologna, Museo Internazionale e Biblioteca della Musica, ore 17
Sabato 2 novembre: Portrait in Jazz. Dedicato a Bill Evans. Guests: Stefano Senni e Zeno De Rossi
Sabato 9 novembre: Wizard of the Vibes. Dedicato a Milt Jackson e ai grandi vibrafonisti. Guest: Pasquale Mirra
Sabato 16 novembre: Treat It Gentle. Dedicato a Sidney Bechet. Guest: Guglielmo Pagnozzi
Sabato 23 novembre: Jazz ’59. Guida ai capolavori di un anno irripetibile
Sabato 30 dicembre: Great Black Music. Dedicato all’Art Ensemble Of Chicago. Guests: Tell No Lies (Nicola Guazzaloca, Edoardo Marraffa, Filippo Orefice, Luca Bernard, Andrea Grillini)

Pino Ninfa mostra fotografica
“Jazz Spirit”
dal 26 ottobre al 17 novembre
Bologna, Galleria Fotografica Paoletti

Pino Ninfa workshop
“Il jazz e la città”
Sabato 9 e domenica 10 novembre
Bologna, Galleria Fotografica Paoletti

Omaggio a Michel Petrucciani
domenica 24 novembre
Bologna, Cantina Bentivoglio, ore 18
Presentazione del libro Io sono Michel Petrucciani di Vanni Masala e Marilena Pasini.
Parteciperanno gli autori, Alexandre Petrucciani (figlio di Michel), Flavio Boltro

Informazioni:
Associazione Bologna in Musica tel.: 334 7560434
e-mail: info@bolognajazzfestival.com - www.bolognajazzfestival.com
Presidente: Federico Mutti
Direttore artistico: Francesco Bettini
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ROMA JAZZ FESTIVAL 2019
43° edizione
NO BORDERS
MIGRATION AND INTEGRATION
1° novembre – 1° dicembre
Auditorium Parco della Musica | Casa del Jazz | Monk | Alcazar

ABDULLAH IBRAHIM | ARCHIE SHEPP QUARTET | ANTONIO SÁNCHEZ&MIGRATION | BIG FAT ORCHESTRA | CARMEN SOUZA | CORY WONG CROSS CURRENTS TRIO: DAVE HOLLAND/ZAKIR HUSSAIN/CHRIS POTTER | DAYRAMIR GONZALEZ | DIANNE REEVES | DONNY McCASLIN
ELINA DUNI | FEDERICA MICHISANTI HORN TRIO | GABRIELE COEN | GARY BARTZ/MAISHA KOKOROKO | LINDA MAY HAN OH | LUIGI CINQUE HYPERTEXT O’RCHESTRA | MARE NOSTRUM: PAOLO FRESU/JAN LUNDGREN/RICHARD GALLIANO | MOONLIGHT BENJAMIN | RADIODERVISH  ROBERTO OTTAVIANO | TIGRAN HAMASYAN  


Icone della storia del jazz come Archie Shepp, Abdullah Ibrahim, Dave Holland, Ralph Towner e Gary Bartz ma anche i più interessanti esponenti della nuova scena come Kokoroko, Moonlight Benjamin, Donny McCaslin, Maisha e Cory Wong, in grado di far scoprire il jazz alle generazioni più giovani. Le grandi protagoniste femminili come Dianne Reeves e Carmen Souza al fianco dei talenti più recenti come Linda May Han Oh, Elina Duni e Federica Michisanti. Le esplorazioni mediterranee e asiatiche dei Radiodervish, Tigran Hamasyan e dell’ensemble Mare Nostrum con Paolo Fresu, Richard Galliano e Jan Lundgren da un lato e le contaminazioni linguistiche di Luigi Cinque con l’Hypertext O’rchestra dall’altro. Il batterista anti-Trump Antonio Sanchez e il suo jazz ai tempi del sovranismo e la nostalgia migrante raccontata in musica dalla Big Fat Orchestra. Il tributo a Leonard Bernstein di Gabriele Coen e il pantheon jazz evocato da Roberto Ottaviano. Sono i protagonisti della 43° edizione del Roma Jazz Festival che dal 1° novembre al 1° dicembre 2019 animerà la Capitale con 21 concerti fra l’Auditorium Parco della Musica, la Casa del Jazz, il Monk e l’Alcazar. Il Roma Jazz Festival 2019 è realizzato con il contributo del MIBAC – Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed è prodotto da IMF Foundation in co-realizzazione con Fondazione Musica per Roma. No borders. Migration and integration è l’attualissimo titolo di questa edizione. Un programma pensato per indagare come oggi la musica jazz, nelle sue ampie articolazioni geografiche e stilistiche, rifletta una irresistibile spinta a combattere vecchie e nuove forme di esclusione.  Nato come risultato/reazione/sintesi di fenomeni drammatici, come la tratta degli schiavi africani nelle Americhe e le conseguenti discriminazioni razziali, il jazz è un linguaggio universale, uno straordinario serbatoio di risposte creative alle domande e alle tensioni continuamente suscitate da tematiche come confini, migrazioni e integrazione, la cui  sempre crescente presenza nel dibattito pubblico ci obbliga a riflettere e a prendere posizione. Fra l’affermazione di una nuova generazione di musiciste che rompono le discriminazioni di genere, le sperimentazioni di inedite ibridazioni dei linguaggi e la riflessione sul dramma delle nuove migrazioni, il messaggio del Roma Jazz Festival 2019 è che possiamo comprendere il concetto di confine solo se accettiamo anche la necessità del suo attraversamento. In linea con il tema, e a completare il programma del festival, l’artista Alfredo Pirri realizzerà un’installazione visitabile dal 1° al 30 novembre che, oltrettutto, ha ispirato il visual del RJF2019. Una struttura dal telaio in ferro e pannelli colorati di plexiglass che dividerà in due la Cavea dell’Auditorium Parco della Musica, epifania del concetto di muro e di confine ma dal senso ribaltato: l’opera di Pirri sarà una barriera luminosa e trasparente, continuamente attraversabile dal pubblico, trasformando il concetto di muro nell’evocazione poetica di un rito di passaggio. Durante il corso del festival, l’installazione sarà elemento attivo di una serie di eventi musicali che la trasformeranno in una vera e propria cassa di risonanza. L’opera rientra nel ciclo Compagni e Angeli (parole tratte da un brano dei Radiodervish – gruppo che aprirà il festival – ispirato a una lettera di Antonio Gramsci) che il celebre artista cosentino ha realizzato per Roma, Turi (Bari) e Tirana in Albania nell’ambito di un programma di cooperazione trilaterale fra Italia, Albania e Montenegro.

Programma
Il tema dell’edizione, No borders. Migration and integration, esplode subito nei due concerti che il 1° novembre aprono il Roma Jazz Festival 2019, i Radiodervish alle 21 nella Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica e gli attesissimi Kokoroko alle 21.30 al Monk Club. Artisticamente nati nella seconda metà degli anni ‘90 in una terra di confine come la Puglia, allora teatro delle prime ondate di migrazioni verso l’Italia, i Radiodervish sono la band che più di ogni altra ha disegnato l’orizzonte di un’Italia come ponte fra l’Europa e il Mediterraneo. Prodotti al loro esordio da Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni, nell’arco di una carriera di oltre 20 anni hanno pubblicato 10 album e collaborato con musicisti come Franco Battiato, Jovanotti, Stewart Copeland, Caparezza, Noa e Nicola Piovani – per citarne soltanto alcuni – portando il loro inconfondibile cantautorato mediterraneo nei più prestigiosi palchi internazionali di città come Parigi, Beirut, Bruxelles, Gerusalemme, Valencia, Atene, Tel Aviv, Betlemme, Il Cairo e Amman. Da sempre cantano di uomini e donne appartenenti a spazi, culture e tempi differenti, alla ricerca di varchi fra Oriente e Occidente. Non fa eccezione il loro ultimo album, Il Sangre e il Sal, modo di dire in lingua Sabir (l’antica lingua spontanea dei porti del Mediterraneo) per indicare una condizione che è contemporaneamente l’appartenenza, il sangue che ci lega ad una famiglia, e lo sradicamento, il sale che il viaggio lascia addosso. Canzoni che raccontano un Mediterraneo di persone e non di nazioni, attraverso echi di Omero, Pasolini, Panagoulis, Baudelaire. Giovani, con un solo album pubblicato ma già alfieri di quella scena del nuovo jazz britannico che ha riportato questa musica fuori dai teatri, a contatto con la realtà palpitante della Londra multietnica, i Kokoroko hanno come indiscusso nume tutelare Fela Kuti, l’inventore dell'afrobeat, arrivato a Londra negli anni ’60 dalla Nigeria per fare il medico e diventato in poco tempo musicista leggendario oltre che icona politica africanista. Collettivo di otto elementi inglesi di origine africana guidati dalla trombettista Sheila Maurice-Grey, i Kokoroko mescolano le loro radici nigeriane e West Africa con l’urban sound londinese, ispirati da artisti come Tony Allen ed Ebo Taylor e coccolati da guru come Gilles Peterson. La loro già consolidata fama internazionale è dovuta ai loro live in cui alla imponente presenza scenica si unisce una esplosiva miscela di soul e spiritual che sono cibo per l’anima e dinamite per i corpi danzanti. Sabato 2 novembre alle 21 in Sala Sinopoli dell’Auditorium PdM sarà la volta invece della statunitense Dianne Reeves, considerata una delle più importanti interpreti femminili di jazz del nostro tempo al pari di Dee Dee Bridgewater, Cassandra Wilson e Diana Krall. Artista pluripremiata con ben cinque Grammy Awards, la Reeves, classe 1956, è cresciuta ispirandosi al magistero di Sarah Vaughan ma col tempo ha ampliato il tradizionale vocabolario jazz innestandovi, con rara eleganza, le varie sfumature della black music e del pop, come dimostra l’album Beautiful Life in cui ha interpretato brani di Bob Marley, Fletwood Mac e Ani Di Franco. Fra i momenti in cui ha letteralmente incantato il pubblico mondiale, la straordinaria, per controllo e potenza emozionale, performance nel film diretto da George Clooney Good Night and Good Luck. Dalla innata classe di un’elegante signora afroamericana si passa alla esplosiva energia civile di un batterista messicano, grazie al quale il tema del Roma Jazz Festival 2019 ritorna in modo esplicito e diretto, aprendo una finestra sul jazz al tempo del sovranismo. L’appuntamento è lunedì 4 novembre alle ore 21, sempre all’Auditorium PdM ma questa volta in Sala Petrassi con Antonio Sanchez & Migration. Sanchez ha dedicato il suo ultimo lavoro discografico Lines in the Sands al tema dell’immigrazione come risposta alle politiche del Presidente Donald Trump e al suo famigerato muro anti-mmigrati. Alla guida del quintetto Migration, il musicista messicano ha composto un lavoro dal netto contenuto politico: tre brani incastonati tra due suite di più di venti minuti ciascuna dove malinconia, forza e speranza sono perfettamente bilanciati. Punto di riferimento per i batteristi di tutto il mondo, componente stabile del gruppo di Pat Metheny, Sanchez è stato celebrato nel 2015 per la strepitosa colonna sonora del film premio Oscar Birdman. Con Pat Metheny suona regolarmente anche la contrabbassista malese Linda May Han Oh, esponente di spicco di quella nuova generazione di musiciste che si sta imponendo in tutto il mondo, cancellando in modo irreversibile decenni di esclusione e pregiudizi. Martedì 5 novembre, nella Sala Petrassi dell’Auditorium PdM, appuntamento quindi con Linda May Han Oh Quartet: sarà l’occasione per ascoltare dal vivo le composizioni del suo ultimo disco Aventurine, lavoro che conferma ancora una volta l’ampiezza di visione di un’artista capace di tenere insieme classicismo e avanguardia. Special guest della serata l’ensemble tutto al femminile Quartetto Artemisia. Il giorno seguente, mercoledì 6 novembre (h21, Sala Petrassi) si va “all’incrocio delle correnti, dove il mare è più caldo, i venti scompaginano e qualcosa accade sempre”: il Cross Currents Trio è un “supergruppo” formato da una leggenda del contrabbasso, l’inglese Dave Holland, figura centrale del jazz a partire dalla sua collaborazione con Miles Davis in album seminali come Bitches Brew e poi compositore e leader alla testa di gruppi che hanno scritto la storia della musica afroamericana degli ultimi decenni. Con lui il sassofonista statunitense Chris Potter e il percussionista indiano Zakir Hussein, specialista delle tabla. La loro musica esplora le relazioni tra la musica folk indiana e il jazz a partire dalla rilevanza che l’improvvisazione ha in entrambe, proseguendo, con entusiasmo virtuosistico e sincero abbandono, una ricerca che affascina i jazzisti fin dagli anni ’60. Il suono caldo e avvolgente del sassofono di Potter, la tela tessuta dal sobrio e funambolico Holland e i tamburi parlanti di Hussein sono garanzia assoluta di un live davvero imperdibile. Ma il mare non è solo metafora poetica. Spesso, purtroppo, è il luogo in cui perdono la vita esseri umani in viaggio verso la speranza. Ed è da questa condizione che nasce la produzione originale, presentata in prima assoluta sabato 9 novembre alle ore 21 alla Casa del Jazz, Journey Suite della Big Fat Orchestra diretta da Massimo Pirone, ospite speciale Ismaele Mbaye (voce e percussioni). Basata su composizioni e arrangiamenti originali, Journey Suite intende ricreare ed interpretare quelle atmosfere di malinconia, sofferenza e grandi speranze che si manifestano in quelle persone in balia del mare che affrontano un viaggio verso una nuova vita, costretti a superare sacrifici spesso estremi pur di scappare da una situazione difficile. La musica jazz è stata ed è la sintesi di questa diaspora globale dove il poliritmo africano incontra le melodie arabe e la scala cromatica orientale. Lunedì 11 novembre nella Sala Sinopoli dell’Auditorium PdM, il Roma Jazz Festival 2019 tocca una delle sue vette più alte ospitando uno dei veri giganti del jazz di tutti i tempi, Mister Archie Shepp, accompagnato dal suo Quartet. Carismatico, intensissimo, capace di battaglie artistiche e sociali che hanno davvero cambiato il corso degli eventi nel ventesimo secolo, ancora oggi Archie Shepp, dopo ben 60 anni di carriera, è un autentico fuoriclasse. La reale incarnazione dell’incontro fra l’avanguardia del free jazz e l’impegno politico. D’altro canto, aver condiviso palchi, idee e suggestioni con molti dei più grandi jazzisti di sempre (a partire da John Coltrane e Cecil Taylor) ed essersi ritrovato leader di varie formazioni fin dagli anni ’60 gli ha donato un’aura e uno spessore che pochi musicisti viventi possono vantare. Più di altri e prima di altri, Shepp ha riannodato i fili tra la tradizione africana e i nuovi impulsi del be bop, con la capacità di saper parlare anche al grande pubblico come pochissimi altri musicisti del Novecento. Archie Shepp è il sax jazz che ha accompagnato le politiche di Malcom X. “Il mio sax al servizio della causa dei neri” è la sua frase che sintetizza una vita artistica dedicata alla difesa e alla emancipazione delle minoranze etniche in America. Parlare di Archie Shepp significa evocare una stagione eccezionale ed irripetibile nella quale il jazz era impegnato nervi e sangue dentro una più ampia mobilitazione generale. Tutta la società americana era in ebollizione. Le marce per i diritti civili, le manifestazioni pacifiste, le rivolte dei ghetti. Il tappo del soffocante conformismo era saltato e nuove consapevolezze avevano preso la scena e reclamavano cambiamenti. Mercoledì 13 novembre, alle ore 21 nella Sala Borgna dell’Auditorium PdM, è la volta di Tigran Hamasyan, pronto ad esibirsi in piano solo. Nato in Armenia (dove attualmente risiede dopo alcuni anni trascorsi a Los Angeles), classe 1987, Hamasyan ha iniziato a suonare all’età di 3 anni, ottenendo prestissimo prestigiosi riconoscimenti: a 16 anni vince il Montreux Jazz Festival’s Piano Competition, a 18 anni pubblica il suo album d’esordio e vince il Thelonious Monk International Jazz Piano Cometition. Nel 2016 ha conquistato l’ambito premio ECHO Jazz Awards come Migliore Pianista Internazionale. Tigran Hamasyan è la prova più convincente di quella ricerca jazzistica sviluppatasi negli anni ’80 che tendeva a far incontrare la tradizione jazz con le musiche popolari e accademiche ma anche con il rock e il pop. Echi della sua identità armena emergono all’interno di uno stile rigoglioso e virtuosistico che guarda spesso alla spiritualità incantatoria delle melodie della musica sacra e profana della sua terra. E da giovanissimo ha iniziato a collezionare premi anche Dayramir Gonzalez, pianista cubano che ha esordito dal vivo all’età di 16 anni nell’orchestra afrocubana di Oscar Valdes Diàkara. Il 14 novembre sul palco della Sala Borgna dell’Auditorium PdM presenta The Grand Concourse, il disco che lo ha consacrato come uno dei più autorevolie esponenti della tradizione afrocubana a New York. Viene da Minneapolis, la città di Prince, e si sente. La sua è una miscela di funk, funk e ancora funk. È il chitarrista Cory Wong e sempre giovedì 14 novembre alle ore 21.30 è pronto a far tremare le mura del Monk Club di good vibes, come promettono i titoli del suo ultimo album uscito da pochissimo Motivational Music for the Syncopated Soul e del precedente The Optimist. Il giorno seguente, nuova deviazione fuori dalle sale della casa madre del Roma Jazz Festival: alle 21.30 di venerdì 15 novembre all’Alcazar arriva il sassofonista Donny McCaslin, noto anche fuori i confini del jazz per la sua partecipazione a Blackstar, album canto del cigno di David Bowie. Blow, il suo ultimo disco, è una superba espressione di rock artistico, con melodie orecchiabili e assoli di sax, con una gamma di suoni convincenti e un’intensità che impreziosisce ogni traccia. Il suo quartetto ha il ritmo e l’impatto di uno spettacolo rock e la complessità e l’attenzione di un concerto jazz. L’intensità, la passione e la complessità delle parti di synth, la batteria hard, lo spessore del basso, il caratteristico tono del sax di McCaslin sono tutti immediatamente riconoscibili, creando nell’ascoltatore la sensazione che ci si trovi davanti a un artista che è al tempo stesso jazzista, improvvisatore, rocker e musicista pop. Dopo l’energia di Wong e McCaslin, si passa alla malinconia di chi ha vissuto in prima persona l’esperienza dell’emigrazione. Parliamo della musicista albanese Elina Duni, in programma sabato 16 novembre alle 21 alla Casa del Jazz con un concerto in solitaria per voce, pianoforte e chitarra. Nata a Tirana, Elina Duni ha lasciato l’Albania insieme alla madre subito dopo la caduta del regime comunista. In Svizzera ha conosciuto il jazz e se ne è innamorata. Il suo ultimo album, Partir, che si apre con un’abbagliante versione di Amara terra mia di Domenico Modugno è composto da 12 brani cantati in nove lingue diverse e da sonorità che evocano le tradizioni albanesi, svizzere, armene, arabo-andaluse, portoghesi e yiddish. Sono canzoni d’amore e di perdita, che cantano la struggente nostalgia di chi si mette in viaggio, fra  il dolore della separazione e il coraggio di cercare nuovi inizi. E dopo Archie Shepp, un'altra leggenda vivente del jazz e non solo. L’appuntamento con Abdullah Ibrahim è domenica 17 novembre alla Sala Sinopoli dell’Auditorium PdM, ore 21. A voler tentare la difficile impresa di ripercorrere in modo sintetico la carriera di questo strabiliante ottantenne sudafricano, possiamo dire che con il nome di Dollar Brand rimase nel suo paese d’origine fino agli inizi degli anni ’60 suonando al fianco di Miriam Makeba e fondando la prima importante jazz band del continente africano. Costretto all’esilio in Svizzera per fuggire dagli orrori dell’Apartheid, fu scoperto nel 1965 nientemeno che da Duke Ellington che lo trascinò a New York. Negli States divenne membro dell’avanguardia al pari di John Coltrane e Ornette Coleman, con cui collaborò in diverse occasioni, imponendosi grazie al suo originale stile pianistico denominato african piano, sintesi di tradizione jazzistica, innovazioni dell’avanguardia free e influenze africane. Nel 1968 Brand si convertì all’Islam e prese il nome di Abdullah Ibrahim, che gradualmente negli anni fece svanire il ricordo del precedente nome d’arte. Durante gli Anni Settanta e Ottanta, divenne la figura più rappresentativa per l’integrazione della scena jazz africana. Figura simbolo della lotta al razzismo, il pianista è ritornato in Patria dopo la fine del regime. Ascoltare il pianista Abdullah Ibrahim è una esperienza che trascende il puro fatto musicale. La sua musica è meditazione, preghiera e canto, un canto di amore, pace e fratellanza che si rivolge a tutti gli uomini nel segno di un rinnovato umanesimo. Si passa in Sala Borgna il giorno seguente, lunedì 18 novembre, per assistere al concerto del chitarrista, pianista e compositore statunitense Ralph Towner, figura che incarna perfettamente l’ideale di musicista in grado di padroneggiare i diversi linguaggi della musica classica, del jazz, delle musiche popolari, e di saperli fondere in una sintesi avanzata al servizio di una espressività in grado di aderire allo spirito dei tempi. Componente essenziale della storica band Oregon, Towner ha una carriera solistica documentata da oltre quarant’anni dalla casa discografica ECM, della cui estetica inclusiva e trasversale è uno dei più importanti esponenti. Beat voodoo, rock haitiano, blues americano. È questa la miscela esplosiva che viene fuori da Siltane, l’ultimo album della cantante Moonlight Benjamin, definita dalla stampa la Nina Hagen di Haiti, sul palco dell’Alcazar giovedì 21 novembre alle ore 21.30. Moonlight Benjamin appartiene alla nuova generazione di artisti che sta facendo parlare di sé per la riscoperta della ricca tradizione musicale haitiana, oscurata per lungo tempo dalla vicina Cuba. Trasferitasi in Francia, la Benjamin canta in creolo e francese e nei testi delle sue canzoni denuncia le condizioni di sfruttamento e la mancanza di libertà del suo Paese natale, riflettendo l’immagine di una artista che si interroga sulla sua identità di figlia della diaspora e di musicista cosmopolita. Si ritorna al Monk la sera successiva, venerdì 22 novembre, per l’incontro a dir poco affascinante fra Gary Bartz, un pioniere del genere fusion, e i Maisha, band esponente della nuova scena londinese. Sideman negli anni ‘60 di figure dell’Olimpo della musica jazz come Charles Mingus, Max Roach, Miles Davis, Art Blakey e McCoy Tyner, il sassofonista Gary Bartz nei primi anni ’70 sviluppa il progetto della NTU Troop, formazione nella quale ha fatto confluire la tensione della poesia urbana, il funk, il soul, il blues, il jazz, l'avanguardia, intuendo con felicissimi esiti la complessità del messaggio sonoro afroamericano. E proprio come i NTU Troop, i Maisha, mescolano soul, funk, afro e jazz con rinnovata freschezza. La terza settimana del Roma Jazz Festival si chiude sabato 23 novembre alla Casa del Jazz, ore 21, con Federica Michisanti Horn Trio, una delle musiciste che si stanno imponendo nella scena del jazz italiano come contrabbassiste, compositrici e leader di propri gruppi e progetti. Una vera e propria onda che sta ridefinendo il profilo di questa musica. Nel 2018 la Michisanti ha vinto il Top Jazz (premio della critica indetto dalla rivista Musica Jazz) come nuovo talento. L’Horn Trio la vede affiancata da Francesco Bigoni al sassofono e da Francesco Lento alla tromba e al flicorno, in un jazz cameristico dove il piacere della scrittura si coniuga ad aperture verso l’improvvisazione. A fianco di altri grandi nomi internazionali, è fortissima la presenza italiana nell’ultima settimana del Roma Jazz Festival. Si parte mercoledì 27 novembre nella Sala Borgna dell’Auditorium PdM (ore 21) con il Leonard Bernstein Tribute a opera del sassofonista Gabriele Coen, il musicista italiano che più ha indagato e lavorato sul rapporto tra jazz e musica ebraica in tutte le sue forme e reciproche acquisizioni. Il suo nuovo progetto è dedicato alla figura del celeberrimo compositore, pianista e direttore d’orchestra del quale sono noti l’amore per il jazz e la vicinanza con i movimenti di liberazione afroamericani come le Black Panther. Dalle musiche del celebre musical West Side Story, ambientato sullo sfondo delle tensioni razziali tra bianchi e portoricani, fino ad arrivare a brani rari, Coen reinterpreta quel patrimonio attraverso la lente del jazz contemporaneo. Si rimane in Sala Borgna anche il giorno seguente, giovedì 28 novembre, con Il Jazz visto dalla Luna di Luigi Cinque e la sua Hypertext O’rchestra che vanta come componenti, fra gli altri, la cantante Petra Magoni, il pianista Antonello Salis e il percussionista Alfio Antico. Special guest della serata Adam Ben Ezra al contrabasso e voce. Polistrumentista, compositore e regista, Luigi Cinque è considerato uno degli autori rappresentativi della frontiera tra antropologia della musica, scrittura musicale e nuove tecnologie applicate, in grado di passare dalla musica classica europea a quella tradizionale etnica, al jazz, al rock, alle nuove espressioni tecno-acustiche, al teatro, alla danza, alla parola poetica, fino al canto mediterraneo. Il progetto e le musiche originali de Il Jazz visto dalla Luna sono di Luigi Cinque con citazioni di grandi del blues e del jazz nonché di Stravinsky, Varèse, Cage, Davis, Balanescu, AREA, Kraftwerk, African and Balkanian music. Fra i momenti più attesi di tutto il festival c’è sicuramente il concerto di Carmen Souza venerdì 29 novembre alle 21 nella Sala Borgna dell’Auditorium PdM per presentare il suo ultimo disco in uscita nel mese di ottobre. Il disco è The Silver Messengers ed è un tributo al pianista pioniere dell’hard bop Horace Silver, fra le sue principali fonti di ispirazione. Carmen Souza è una delle voci più interessanti della nuova generazione della world music. Nata a Lisbona da una famiglia capoverdiana di estrazione cristiana, la sua musica fonde tanti generi musicali: dalla morna al batuke, dal Jazz al soul e oltre. Ispirato da Billie Holiday, Nina Simone e Casara Evoria, il suo canto si esprime in melodie inusuali, umori esotici, africanismi, scat jazz, vibrati controllati e frasi dall’andamento imprevedibile. Il suo concerto a Roma sarà una nuova occasione per intraprendere un viaggio fra Capo Verde, Angola, Mozambico, Brasile, Cuba, Stati Uniti, ripercorrere le vecchie rotte dell’Atlantico Nero e tracciarne di nuove. Il penultimo concerto della 43° edizione del RJF è affidato al sassofono di Roberto Ottaviano che sabato 3 novembre in Auditorium PdM – Sala Borgna, presenta Eternal Love, la sua ultima produzione discografica. In Eternal Love, Ottaviano inanella una serie di composizioni di Abdullah Ibrahim, Charlie Haden, Dewey Redman, Elton Dean, John Coltrane, Don Cherry, accanto a suoi brani originali. La scelta è dichiarata dallo stesso musicista e “richiama ad una presenza tangibile tutta la bellezza fiera e battagliera della madre terra e delle sue migliori anime per celebrare in questi tempi difficili, la speranza e la voglia di riscatto del genere umano”. Una musica che vuole andare all’essenza universale del jazz come preghiera laica, rituale comunitario, canto di liberazione. Domenica 1° dicembre il festival si chiude con il concerto Mare Nostrum, ensemble composto da musicisti che non hanno bisogno di presentazioni: Paolo Fresu, tromba e flicorno, Richard Galliano, fisarmonica e accordina, Jan Lundgren, pianoforte. In Sala Sinopoli dell’Auditorium PdM, ore 21. Il viaggio del Roma Jazz Festival termina così dov’era cominciato, richiamando con il nome dell’ensemble quel Mediterraneo che è ricordo e promessa di una convivenza fertile. Dal punto di vista artistico, Mare Nostrum non è solo l’incontro di tre personalità forti che hanno sempre praticato la trasversalità dei generi, l’ibridazione dei linguaggi, il piacere della scoperta e del confronto. Ogni musicista porta in dono proprie composizioni e chiama gli altri a condividerle. Il tutto completato da brani di repertorio che provengono da diverse tradizioni, latitudini e pratiche per una collaborazione decennale che si è suggellata in tre album registrati nei rispettivi paesi di origine. Mare Nostrum è uno sguardo aperto sul jazz e sul mondo. Infine, in occasione del festival, ripartono in Auditorium Parco della Musica le Lezioni di Jazz curate da Stefano Zenni. Giunte alla loro ottava edizione, si confermano l’occasione per approfondire il jazz e le sue figure più significative, i capolavori memorabili, gli strumenti, le connessioni con i grandi temi della cultura. Il ciclo di 10 lezioni avrà inizio il 10 novembre con un incontro perfettamente in linea con il tema del RJF2019: storia e analisi del capolavoro di Charles Mingus Meditations on integration.

Auditorium Parco della Musica, via Pietro de Coubertin, 30
Monk Club, via Giuseppe Mirri, 35
Casa del Jazz, viale di Porta Ardeatina, 55
Alcazar, via Cardinale Merry del Val, 14b

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Parte il ParmaJazz Frontiere Festival 2019


Prende l’avvio venerdì 25 ottobre la XXIV edizione di ParmaJazz Frontiere Festival: oltre un mese di programmazione, fino ai primi di dicembre, per un Festival che, come tradizione, mescola produzione, grandi ospitalità e formazione. Antiche Presenze, Futuri Misteri: questo il titolo, come sempre giocato su poesia e suggestione, scelto dal Direttore Artistico Roberto Bonati per un’edizione che vedrà salire sul palco grandissimi nomi. Protagonista del debutto del 25 Ottobre (Complesso Monumentale della Pilotta al Teatro Farnese, ore 20.30) Arve Henriksen con il Trio Mediæval - le tre voci di Anna Friman, Linn Andrea Fuglseth e Jorunn Lovise Husan - impegnati in Rímur, un suggestivo progetto artistico dedicato alla grande tradizione popolare nordica. Rímur, dato dall’incontro tra Trio Mediaeval e Arve Henriksen, è stato ispirato dal comune interesse verso i bellissimi canti e canzoni popolari, inni religiosi e melodie di violino nordiche. Un incontro unico basato sulla riscoperta dell’improvvisazione ma anche sulla conoscenza della musica medievale e del repertorio tradizionale islandese, norvegese e svedese in contaminazione con il presente. Dalla riscoperta dell’improvvisazione, da sempre componente essenziale della tradizione orale nordica nasce Rímur, e in occasione del ParmaJazz Frontiere Festival, Trio Mediaeval e Arve Henriksen eseguiranno inni, canti e canzoni popolari svedesi, norvegesi e islandesi.  Le canzoni di Rímur nella tradizione islandese, sono in rima originariamente eseguite da kvæðamenn, cantanti di sesso maschile o femminile, che andavano da una fattoria all'altra e gli veniva offerta ospitalità quando recitavano una veglia serale. Come la maggior parte delle canzoni popolari scandinave, i Rímur sono stati trasmessi oralmente per secoli. Il trio e Henriksen lavorano insieme dal 2007 e il loro progetto Rímur è stato pubblicato su ECM Records nel 2017 e ha immediatamente raggiunto i primi 5 dei Classici del Regno Unito.

Trio Mediaeval 
Fondato nel 1997 a Oslo, il Trio Mediæval ha un repertorio specializzato di ballate e canzoni del Medioevo norvegese e di musica polifonica  che spazia nei repertori musicali medievali dall'Inghilterra, Francia e Italia. Si sono esibiti in tutta Europa, tra cui si ricorda la Oslo Concert Hall, il Bozar a Bruxelles, la London Wigmore Hall, il Concertgebouw di Bruges e il Vienna Konzerthaus. Numerosi impegni li hanno portati anche fuori dall'Europa, tra cui spettacoli all' Hong Kong Arts Festival e alla Carnegie Hall. Il loro primo CD su ECM Records, Words of the Angel, è arrivato nella Top 10 dei 10 bestseller di Billboard nel 2002, e l'album Folk Songs è stato nominato per un Grammy Award come "migliore performance di musica da camera" nel 2008. Affascinati e ispirati da meravigliosi canti, canzoni popolari, ninne nanne, inni religiosi e melodie di violino, i cantanti del Trio Mediaeval e il trombettista Arve Henriksen hanno arrangiato un set unico di canzoni in cui improvvisazione, musica medievale e musica tradizionale incontrano il presente. 

Arve Henriksen  
Nato nel 1968, Arve Henriksen ha studiato al Conservatorio di Trondheim dal 1987-1991 e ha lavorato come musicista freelance dal 1988. Ha lavorato con molti musicisti, tra cui Jon Balke Magnetic North Orchestra/Batagraf, Edward Vesala, Jon Christensen, Marilyn Mazur, Nils Petter Molvær, Misha Alperin, Arkady Shilkloper, Arild Andersen, Stian Carstensen, Dhafer Youssef, Sidsel Endresen, Pekka Kuusisto, Ensemble Christian Wallumrød, Nils Økland, Karl Seglem, Sigbjørn Apeland, Morten Qvenild, Per Oddvar Johansen, Iain Ballamy, Thomas Strønen, Gjermund Larsen, Svante Henryson, Mats Eilertsen, David Sylvian, Jon Hassell, Hope Sanduval, Frode Haltli, Laurie Anderson, John Paul Jones, Erik Honoré, Toshimaru Nakamura, Trygve Seim Ensemble, Jan Gunnar Hoff, Susanna Wallumrød, Tord Gustavsen, Giovanni Di Domenico, Tatsuhisa Yamamoto, Gavin Bryars, John Potter, Johanna McGregor, Imogen Heap, Guy Sigsworth, Ryu Sakamoto, Bill Frisell, Terje Rypdal, Maria Schneider, Kate Havnevik, Live Marie Roggen, Silje Nergaard, Odd Nordstoga, Live Maria Roggen, Kari Bremnes, Sondre Bratland, Jaga Jazzist, Rolv Lisle vand, Dj Strangefruit, David Kollar, Jannis Anastasakis, Lars Danielsson, Jez Riley French, The Source, Vox Clamantis e molti altri. Ha suonato in molti contesti, gruppi e progetti diversi: fra gli altri con il suonatore di koto Satsuki Odamura, con la rock band Motorpsycho e con numerosi progetti di improvvisazione collaborando con Ernst Reisiger, Sten Sandell, Peter Friis-Nilsen, Lotte Anker, Hasse Poulsen, Terje Isungset , Benoit Delbecq, Steve Arguelles, Lars Juul e Marc Ducret. Ha lavorato con i compositori Peter Tornquist, Helge Sunde, Terje Bjørklund e Tõnu Kõrvits in collaborazione con orchestre e ambientazioni da camera come Cikada String Quartet, Nidaros String Quartet, Zapp 4, The Norwegian Chamber Orchestra, Kristiansand e Trondheim Symphony Orchestra, London Sinfonietta, Britten Sinfonia, Deutsche Kammerphilharmonie Bremen, The Norwegian Wind Ensemble e Trondheim Soloists. Ha collaborato con artisti audio-visuali come Anastasia Isachsen, Tord Knudsen e Lillevan. Ha fondato nel 2016 la sua etichetta discografica Arve Music.Oggi è in collaborazione con: Supersilent (Helge Sten e Ståle Storløkken), Rimur del Trio Mediaeval’s (Linn Andrea Fuglseth, Jorunn Lovise Husan e Anna Maria Friman), Sinikka Langeland's Starflowers e Magical Forest (Anders Jormin, Trygve Seim e Markku Onaskari),  Saumur (Hilmar Jensson e Skuli Sverrisson), Warped Dreamer (Teun Verbrüggen, Jozef Dumoulin e Stian Westerhus), Atmosphéres (Jan Bang, Eivind Aarset e Tigran Hamasyan), "Sommeren der ute" (Ellen Bødtker, Jan Erik Vold ed Eirikude), Fennesz-Henriksen (Christian Fennesz), «Illusion of a separate world» (David Kollar) e con varie ambientazioni percussive tra cui Audun Kleive, Helge Norbakken e Ingar Zach. Henriksen ha composto e commissionato musica per festival, film e documentari. Ha una lunga discografia che conta oltre 180 dischi in totale su varie etichette discografiche. Ha vinto insieme a Supersilent il premio The Alarm Award 2004. È stato artista residente al Moers Jazzfestival 2006, al OIOI-festival di Bergen 2008 e al Molde Jazz Festival 2009. Dal 2004-2006 ha partecipato al progetto European Jazz Launch. Ha ricevuto il Norsk Jazzforums Buddy Award 2005, il Radka Toneffs Memorial Award nel 2007, il Paul Acket Award al North Sea Jazz Festival nel 2011 e DNB e Kongsberg Jazzfestival ́s Musician Award nel 2011. È stato nominato al Nordisk Råds musikkpris e European Jazz musician nel 2009. Nel 2016 ha ricevuto una Laurea Honoris Causa presso l'Università di Göteborg. E’ stato nominato con Supersilent per il Nordisk Råds Musikkpris,  il progetto ECM «Rimur» insieme al Trio Mediaeval è stato nominato per il Grammy Award 2018 come uno dei migliori dischi di Manfred Eicher. Gli è stata commissionata «Height of the reeds» insieme a Jan Bang, Eivind Aarset e Jez Riley French per il progetto The Humber Bridge Hull City of Culture 2017. «Height of the reeds» è ora pubblicato su cd e vinile da Rune Grammofon. Album solistici usciti per Rune Grammofon e ECM Records: «Composograph» Rune Grammofon 2018, «Towards Language» Rune Grammofon 2017, «The Nature of Connections» Rune Grammofon 2014, «Cosmic Creation 1-8» Rune Grammofon 2014, «Chron» Rune Grammofon 2014, «Places of Worship» Rune Grammofon 2013, «Solidification »7LP Rune Grammofon 2012, «Cartography» ECM Records 2008, «Strjon» Rune Grammofon 2007 ,«Chiaroscuro» Rune Grammofon 2004 e «Sakuteiki» Rune Grammofon 2001. Altre pubblicazioni recenti: «Supersilent 14» Smalltown Supersound 2018, «Height of the reeds» Rune Grammofon 2018, «Illusion of a separate world» Hevehetia 2018,  «The Art of Irrigation" All Ice Records 2017 e "RIMUR" con Trio Mediaeval ECM 2017.
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Associazione Culturale Jazz Club Ferrara
Regione Emilia–Romagna, Comune di Ferrara, Endas Emilia–Romagna


Ferrara in Jazz 2019 – 2020
XXI Edizione
Ottobre 2019 – Maggio 2020

Si dice spesso che la vita inizia a quarant’anni. Di certo il Jazz Club Ferrara - sulla scena dal 1977 senza alcuna interruzione - pare non sentirli, anzi, la maturità gli ha giovato conducendolo ad imporsi tra i più importanti jazz club europei, conseguendo prestigiosi riconoscimenti: dall’inclusione nella guida alle migliori jazz venues del globo stilata dall’internazionale DownBeat Magazine, al podio del Jazzit Awards nella categoria “Jazz club Italia” da sette anni a questa parte. Quella che presentiamo oggi è la ventunesima edizione di Ferrara In Jazz, affermata rassegna concertistica realizzata con il contributo di Regione Emilia-Romagna, Comune di Ferrara, Endas Emilia-Romagna ed il prezioso sostegno di numerosi partners privati, che - dal 1999 - si svolge nella suggestiva sede del Torrione San Giovanni, bastione rinascimentale iscritto nella lunga lista dei beni UNESCO e location per il cinema di Emilia-Romagna Film Commission.  Ad inaugurare il cartellone, venerdì 04 ottobre 2019, è il trio del chitarrista e compositore danese Jakob Bro, completato da Joey Baron alla batteria e Thomas Morgan al contrabbasso. Già con Paul Motian e Tomasz Stanko, Bro ha fatto incetta di ben cinque Danish Music Awards che lo hanno incluso nella Jazz Denmark’s Hall of Fame. Questa formazione ha più di un lustro di attività alle spalle. Il tutto si traduce in un affiatamento fuori dal comune, capace di produrre visionari dipinti sonori, attingendo da una ricchissima tavolozza timbrica. Ferrara In Jazz si prolungherà fino a maggio, dopo aver dispensato, ad un pubblico sempre più vasto, otto mesi densi di concerti animati da protagonisti assoluti del panorama internazionale, serate dedicate a talenti emergenti e novità discografiche, nuovi itinerari musicali ed esposizioni, per un totale di circa 80 appuntamenti che abbracciano il linguaggio jazzistico a 360° gradi, valicando confini geografici e di genere. In questa prima parte di stagione si esibiranno icone della musica afroamericana quali Bill Frisell, The Bad Plus, Mary Halvorson, Dave Douglas, Joy F. Brown, Uri Caine, Chris Potter, Dena DeRose, Ralph Alessi, Miguel Zenón, Aaron Parks, David Torn e Paul McCandless. Tra gli italiani menzioniamo Enrico Rava, Fabrizio Bosso, Giovanni Guidi, Massimo Faraò e molti altri ancora. Procede di gran carriera l’avventura della Tower Jazz Composers Orchestra, l’apprezzata resident band del Torrione composta dagli oltre venti elementi diretti da Alfonso Santimone e Piero Bittolo Bon, che tra il 2019 ed il 2020 ha in cantiere, oltre alle consuete residenze mensili al Jazz Club, un tour nazionale ed europeo, nonché la registrazione dell’album d’esordio. Tornano, articolati e pirotecnici più che mai, i lunedì del Jazz Club, che esordiscono con un goloso aperitivo a buffet accompagnato da dj set. Momento clou sono i live set dedicati alla presentazione di nuovi progetti discografici a cui seguono infuocate jam sessions. In ambito didattico segnaliamo il seminario d’improvvisazione musicale tenuto dalla contrabbassista francese Joëlle Léandre. Spazio infine all'arte contemporanea con Segnosonico, collettiva che ha visto fondersi gli universi espressivi della musica e del disegno, realizzata in collaborazione con BilBOLBul, Bologna Jazz Festival e Endas Emilia-Romagna, e la sgargiante personale di Gianni Tarroni. Il prestigio di questa ventunesima edizione firmata Ferrara In Jazz è impreziosito dalle co-produzioni con Bologna Jazz Festival, Mauro Rolfini, Seven Virtual Jazz Club, Teatro De Micheli di Copparo, Conservatorio “G. Frescobaldi” di Ferrara, Ferrara Musica, Crossroads Jazz e altro in Emilia-Romagna e Cinema Boldini. Il programma della seconda parte della stagione (gennaio-maggio) sarà presentato in altra sede. Il PALINSESTO non abbandona la consolidata formula che pone in equilibrio avanguardia e tradizione, attingendo a piene mani dal miglior jazz della scena internazionale con particolare riferimento all’area newyorchese, per poi spaziare con leggiadria tra Europa e Sud America. Tra i concerti della prima parte di stagione, gli APPASSIONATI DELLA SEI CORDE avranno l’imbarazzo della scelta per varietà espressiva e di linguaggio sin dal concerto di apertura con il succitato Jakob Bro Trio (venerdì 4 ottobre), seguito a ruota dalla fertilità febbrile di Mary Halvorson - già con Anthony Braxton, Marc Ribot e Tim Berne - che al Torrione si presenta con Code Girl, primo gruppo per il quale ha scritto sia le musiche sia le parole e forse anche quello più riuscito in termini di originalità e di sintesi tra composizione e tensione continua all'improvvisazione (sabato 12 ottobre). Code Girl cede poi il passo ad un artista che non necessita di presentazioni: Bill Frisell. Con Harmony, nuovo progetto edito da Blue Note Records, il chitarrista di Baltimora - coadiuvato da Petra Haden alla voce, Hank Roberts al violoncello e voce e Luke Bergman alla chitarra baritono e voce - ci restituisce nella sua totalità la tradizione musicale americana (martedì 22 ottobre). Ideale preludio a questa performance è il tributo alla produzione ‘friselliana’ degli Unscientific Italians: undici tra le menti più creative del jazz nostrano - dirette da Alfonso Santimone, Francesco Bigoni e Zeno De Rossi - portano sul palco del Torrione (lunedì 21 ottobre) arrangiamenti originali firmati dallo stesso Santimone che mutuano elementi tematici e idiosincrasie chitarristiche dal corposo songbook di Bill Frisell, ponendosi scrupolosamente al riparo dagli stilemi della scrittura per big band. Novembre, invece, vede il ritorno di uno dei più rivoluzionari chitarristi della storia del jazz degli ultimi trent’anni, David Torn, che con il suo Sun Of Goldfinger, torna a calcare il palco del Jazz Club affiancato da due compagni di viaggio altrettanto visionari: Tim Berne e Ches Smith (sabato 23 novembre, in collaborazione con Bologna Jazz Festival). Sul versante più MAINSTREAM il Jazz Club dà spazio alla vocalità femminile ma non solo: sabato 19 ottobre è la volta del quintetto di Joy F. Brown, cantante capace di regalare emozioni come solo le grandi cantanti della tradizione afro-americana riuscivano a trasmettere. Con lei Massimo Faraò al pianoforte, Nicola Barbon al contrabbasso, Byron Landham alla batteria e una ciliegina sulla torta: l’apporto di un astro nascente del jazz, la giovane cantante e trombonista catalana Rita Payès. Il sabato seguente, 26 ottobre, il pubblico del Torrione potrà assaporare, in prima assoluta, l’omaggio a Shirley Horn della stimatissima performer e didatta statunitense Dena DeRose, i cui arrangiamenti saranno eseguiti dalla neonata Emilia-Romagna Jazz Orchestra, co-diretta da Piero Odorici e Roberto Rossi (in collaborazione con Bologna Jazz Festival). Sempre sul solco della tradizione, ma rivisitato all’insegna dell’INNOVAZIONE e della COMMISTIONE DI LINGUAGGI, è il duo formato dal trombettista Dave Douglas ed il pianista Uri Caine, la cui musica - qui prevalentemente incentrata su ballads e inni sacri - è densa di sostanza e tende a distillare ogni episodio in una stretta relazione tra i due strumenti (sabato 2 novembre, in collaborazione con Bologna Jazz Festival). E ancora il quintetto del trombettista Ralph Alessi, esponente di punta della comunità jazz di New York, che torna al Torrione per presentare la sua ultima fatica discografica, Imaginary Fields, edita da ECM (sabato 9 novembre, in collaborazione con Bologna Jazz Festival). Lo segue a ruota Little Big, nuovo progetto del pianista e compositore Aaron Parks, in cui seducenti melodie, soluzioni timbriche e ritmiche eccentriche fluttuano tra elettronica, afrobeat, impressionismo e rock psichedelico (sabato 16 novembre, in collaborazione con Bologna Jazz Festival). Nuova produzione, con cambio di guardia, anche per The Bad Plus, che si presentano al Torrione con Never Stop II, costituita interamente da brani originali, ed un nuovo componente: il pianista statunitense Orrin Evans, già con la Mingus Dinasty (sabato 30 novembre, in collaborazione con Bologna Jazz Festival). Un lavoro che si muove con disinvoltura tra jazz, R&B ed elettronica è invece Circuits del sassofonista Chris Potter (sabato 7 dicembre), la cui propensione al virtuosismo e la sua proverbiale maestria strumentale si sposano con il groove di una ritmica stratosferica (Eric Harland alla batteria e James Francies al pianoforte e tastiere) che paga un forte tributo all’Africa. Sabato 14 dicembre è infine di scena Paul McCandless - polistrumentista co-fondatore del leggendario gruppo Oregon – che ripercorre il repertorio originale dei suoi storici dischi solisti avvalendosi dei Charged Particles, una delle band più apprezzate della San Francisco Bay Area. Ad inizio stagione, lunedì 7 ottobre, con Sonero: The Music Of Ismael Rivera - progetto dedicato al leggendario cantante portoricano - il conterraneo e pluripremiato sassofonista Miguel Zenón imbastisce TRAME LATINEGGIANTI che vanno intensificandosi già dal lunedì successivo, 14 ottobre, con A Flor Da Pele, tributo al mestre Chico Buarque di una eccellente interprete vocale qual è Daniella Firpo, qui accompagnata dall’attrice Gaia Benassi nel dar vita ad un’emozionante performance che fonde musica e lettura. Il JAZZ ITALIANO, in tutte le sue sfumature, è ben rappresentato non solo da protagonisti assoluti quali Fabrizio Bosso (Bosso - Guidi & The Revolutionary Brotherhood, mercoledì 6 novembre in collaborazione con BJF) ed Enrico Rava (doppio appuntamento con l’ Enrico Rava Special Edition 80th Anniversary, 20 e 21 dicembre), ma anche dalle numerose formazioni che animano I LUNEDÌ del Jazz Club. Oltre a quelli già menzionati, segnaliamo qui di seguito: Simone Graziano Frontal feat. Reinier Bass (4/11), Barbara Raimondi Singin’ Ornette (18/11), Matteo Bortone ClarOscuro feat. Adrien Sanchez (25/11), Istantanea Ensemble (9/12), Stefano De Bonis Slow Gold (23/12), David Helbock Solo (28/10, in esclusiva nazionale e in collaborazione con Seven Virtual Jazz Club), il Joëlle Léandre – Giancarlo Schiaffini Duo (2/12, in occasione del seminario di improvvisazione musicale tenuto dalla stessa Léandre) e Ingrid Jensen & Barga Jazz Band (16/12). La stagione 2019/20 di Ferrara In Jazz vede altresì l’intensificarsi dell’attività della TOWER JAZZ COMPOSERS ORCHESTRA, l’apprezzata resident band del Torrione coordinata da Alfonso Santimone e Piero Bittolo Bon, inclusa tra i dieci migliori gruppi dell’anno al Top Jazz 2018 di Musica Jazz. Quest’anno, i ventitré elementi che la compongono, oltre ad arricchire il cartellone con un’esibizione mensile, come previsto dalle residenze in programma, intraprenderanno un tour nazionale ed europeo, nonché la registrazione dell’album d’esordio, la cui scaletta potrà essere ascoltata dal vivo, in anteprima assoluta, venerdì 27 settembre al Teatro De Micheli di Copparo (FE). La realizzazione del cd è resa possibile grazie alla produzione dello studio di registrazione Over Studio di Cento (Fe) e di Jazzos, in qualità di distributore. L’attività della Tower Jazz Composers Orchestra è sostenuta dal contributo della Regione Emilia-Romagna “Legge Musica L.R 2/18, art. 8” a cui si aggiunge, per la realizzazione del disco, quella della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. In AMBITO DIDATTICO, da un’idea di Mauro Rolfini, il Jazz Club Ferrara è lieto di ospitare - dall’ 01 al 05 dicembre - il seminario di improvvisazione musicale tenuto da Joēlle Léandre. La contrabbassista, improvvisatrice e compositrice francese è tra le figure di spicco della scena creativa internazionale. L'originale attitudine performativa che la contraddistingue l'ha condotta ad esibirsi sui palcoscenici più prestigiosi del mondo con artisti del calibro di Morton Feldman, John Cage, Giacinto Scelsi, Steve Lacy, Anthony Braxton, Fred Frith e John Zorn solo per citarne alcuni. Le iscrizioni sono già aperte, per informazioni: solejazzclubferrara@gmail.com, Spazio infine all’ARTE CONTEMPORANEA. Dal 7 ottobre al 23 novembre con Segnosonico, collettiva realizzata in collaborazione con BilBOlBul, Bologna Jazz Festival e Endas Emilia-Romagna, inscritta nel progetto “Intrecciare Cultura” patrocinato dalla Regione Emilia-Romagna. Segnosonico è il risultato di due percorsi didattici residenziali svolti a Bologna nel 2018 e nel 2019. Il progetto ha visto fondersi gli universi espressivi della musica e del disegno, attraverso workshop diretti dall’illustratore Stefano Ricci e dal musicista Pasquale Mirra. I due docenti hanno lavorato con gli allievi del Liceo Musicale “L. Dalla”, del Conservatorio “G.B Martini”, del Liceo Artistico “F. Arcangeli” e dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. Il vernissage, in programma per lunedì 7 ottobre, anticiperà il concerto del Miguel Zenón Quartet. Dal 25 novembre al 23 dicembre sarà la volta della personale dai colori sgargianti di Gianni Tarroni. Le esposizioni saranno fruibili nelle serate di programmazione.
L'Associazione Culturale Jazz Club Ferrara consente di ampliare la propria base sociale attraverso il TESSERAMENTO a Endas, che riserva ai propri soci numerose agevolazioni su scala nazionale, insieme alla possibilità di fruire di un sempre crescente numero di appuntamenti di indiscusso valore culturale.  Il Jazz Club Ferrara è inoltre parte integrante del circuito MyFe, la carta turistica della città estense.

PROGRAMMA OTTOBRE – DICEMBRE 2019

MAIN CONCERTS

Venerdì 4 ottobre, ore 21.30
Jakob Bro Trio
Jakob Bro, chitarra; Thomas Morgan, contrabbasso; Joey Baron, batteria
Pluripremiato chitarrista e compositore danese, Jakob Bro si è formato negli Stati Uniti dove si è subito inserito nella florida scena newyorchese collaborando stabilmente con Paul Motian. Oggi Bro è un affermato bandleader e il suo trio, con Thomas Morgan e Joey Baron, ha più di un lustro di attività alle spalle. Il tutto si traduce in un affiatamento fuori dal comune, capace di produrre visionari dipinti sonori, attingendo da una ricchissima tavolozza timbrica.

Sabato 12 ottobre, ore 21.30
Mary Halvorson Code Girl
Amirtha Kidambi, voce; Maria Grand, sax tenore; Adam O’Farrill, tromba; Mary Halvorson, chitarra;
Michael Formanek, contrabbasso; Tomas Fujiwara, batteria
Collaboratrice di numerosi progetti di area downtown newyorchese a fianco di Anthony Braxton, Marc Ribot e Tim Berne, Mary Halvorson non cessa di stupire per la fertilità febbrile e l'estrema varietà espressiva che pone in opera nei suoi lavori da leader. Code Girl non è solo il primo gruppo per il quale la Halvorson ha scritto sia le musiche sia le parole, ma è forse quello più riuscito in termini di originalità e di sintesi tra composizione e tensione continua all'improvvisazione. 

Sabato 19 ottobre, ore 21.30
Joy Brown Quintet featuring Rita Payés & Massimo Faraò
Joy F. Brown, voce; Rita Payés, trombone e voce; Massimo Faraò, pianoforte; Nicola Barbon, contrabbasso; Byron Landham, batteria
Lo spettacolo ruota attorno a Massimo Faraò e alla sua competenza in materia di jazz standards, swing e blues feeling. Non è un caso che Faraò sia tra i musicisti italiani più apprezzati in America e che lì allacci proficue collaborazioni. Ne è testimonianza questo nuovo sodalizio stretto con la giovane trombonista Rita Payés e Joy F. Brown, un’interprete vocale capace di regalare emozioni come solo le grandi cantanti della tradizione afro-americana riuscivano a trasmettere. 

Martedì 22 ottobre, ore 21.30
Bill Frisell Harmony
Bill Frisell, chitarra; Petra Haden, voce; Hank Roberts, violoncello e voce; Luke Bergman, chitarra baritono e voce
A certi artisti non si può far altro che arrendersi. C'è poco da raccontare, da spiegare. Li si ascolta e li si ama, punto. Senza porre condizioni o veti, senza affannarsi a cercare giustificazioni. Quello che c'è da sapere è tutto lì e arriva dritto e preciso alla testa e al cuore. Quanto espresso trova piena conferma anche nel nuovo progetto Harmony, con tanto di omonimo cd appena uscito per la Blue Note Records, in cui Frisell ci restituisce nella sua totalità la tradizione musicale americana.

Sabato 26 ottobre, ore 21.30
In collaborazione con Bologna Jazz Festival
Dena DeRose & The ERJ Orchestra - Tribute To Shirley Horn
Dena DeRose, pianoforte, voce, arrangiamenti; Emilia Romagna Jazz Orchestra; Roberto Rossi, trombone e direzione; Piero Odorici, sassofoni e direzione
Non è un risultato da poco essere considerati “la più creativa e avvincente cantante-pianista dai tempi di Shirley Horn”, ma è esattamente come Joel Siegel del Washington City Paper descrive Dena DeRose. In occasione del concerto al Torrione assisteremo alla prima assoluta del suo omaggio alla Horn: un progetto per cui la stimatissima performer e didatta statunitense ha curato gli arrangiamenti per la neonata Emilia-Romagna Jazz Orchestra.

Sabato 2 novembre, ore 21.30
In collaborazione con Bologna Jazz Festival
Dave Douglas & Uri Caine Joy
Dave Douglas, tromba; Uri Caine, pianoforte
Dave Douglas e Uri Caine, tra i maggiori esponenti della scena jazz newyorkese, collaborano in varie formazioni da più di trent’anni. Ora hanno deciso di approfondire il loro legame artistico nell’intima formula del duo, per un concerto che si preannuncia di raffinata bellezza. La musica prevalentemente incentrata su ballads e inni sacri, è densa di sostanza, scorre tutt'altro che in superficie, tende anzi a distillare ogni episodio in una stretta relazione tra i due strumenti. 

Mercoledì 6 novembre, ore 21.30
In collaborazione con Bologna Jazz Festival
Bosso – Guidi & The Revolutionary Brotherhood
Fabrizio Bosso, tromba; Aaron Burnett, sax tenore; Giovanni Guidi, pianoforte; Eric Wheeler, contrabbasso; Joe Dyson, batteria
Musicisti dai percorsi personali e dalle predilezioni estetiche molto diverse, Fabrizio Bosso e Giovanni Guidi dimostrano come nel jazz sia comunque sempre possibile trovare punti in comune sui quali costruire qualcosa di nuovo. Ed ecco servito The Revolutionary Brotherhood, il loro nuovo lavoro discografico a capo di un quintetto che, per andare oltre i loro abituali percorsi, coinvolge tre tra i più interessanti giovani talenti emersi dall'inesauribile scena jazz newyorchese.

Sabato 9 novembre, ore 21.30
In collaborazione con Bologna Jazz Festival
Ralph Alessi Quintet
Ralph Alessi, tromba; Jon Irabagon, sax tenore; Andy Milne, pianoforte; Drew Gress, contrabbasso; Mark Ferber, batteria
Esponente di punta della comunità jazz di New York, Ralph Alessi torna al Torrione per presentare la sua ultima fatica discografica, Imaginary Fields (ECM, 2019). Nato oltre una quindicina di anni fa, il quintetto brilla per identità di vedute, densità espressiva e senso dell’architettura compositiva. Unitamente alla perizia esecutiva e improvvisativa dei singoli, della band si apprezza anche la cura negli arrangiamenti e la capacità di pervenire a una riuscita sintesi di molteplici linguaggi.

Sabato 16 novembre, ore 21.30
In collaborazione con Bologna Jazz Festival
Aaron Parks Little Big
Aaron Parks, pianoforte e tastiere; Greg Tuohey, chitarra; David ‘DJ’ Ginyard, basso elettrico; Tommy Crane, batteria
Dopo un decennio caratterizzato da svariate collaborazioni, esibizioni pianistiche in solo e in trio e nel gruppo collettivo James Farm, Aaron Parks torna al ruolo di compositore e leader. In continuità con l'estetica del suo celebrato esordio discografico Invisible Cinema, Parks presenta un nuovo lavoro di ricercata creatività, con seducenti melodie e soluzioni timbriche e ritmiche eccentriche, in cui convivono elettronica, afrobeat, impressionismo e rock psichedelico.

Sabato 23 novembre, ore 21.30
In collaborazione con Bologna Jazz Festival
David Torn Sun Of Goldfinger
David Torn, chitarra; Tim Berne, sax alto; Ches Smith, batteria
Sun Of Goldfinger rappresenta il grande ritorno di uno dei più rivoluzionari chitarristi della storia del jazz degli ultimi trent’anni, David Torn. Un personaggio difficile da inquadrare per l’incessante e vulcanica vena creativa che lo conduce da sempre a realizzare, instancabilmente, nuovi progetti musicali, colonne sonore per cinema e videogames, loop e samples per software musicali. Non c’è quindi da stupirsi sulla scelta dei compagni di viaggio di Torn, i visionari Tim Berne e Ches Smith.

Sabato 30 novembre, ore 21.30
The Bad Plus
Reid Anderson, contrabbasso; Orrin Evans, pianoforte; Dave King, batteria
Con i Bad Plus, il piano trio è entrato nel post-moderno. Vent'anni di brillante carriera che ne hanno fatto un gruppo di culto, campione del cortocircuito tra gli stili. Tuttavia nel 2018 il gruppo cambia direzione: nell'ultimo album Never Stop II è infatti la prima volta in cui si ascolta al pianoforte Orrin Evans e anche il titolo è un chiaro segnale di emancipazione che si collega al precedente Never Stop (2010), primo disco della band basato interamente su composizioni originali.

Sabato 7 dicembre, ore 21.30
Chris Potter Circuits
Chris Potter, sassofoni; James Francies, pianoforte e tastiere; Eric Harland, batteria
Nel nuovo progetto Circuits la propensione di Chris Potter al virtuosismo e la sua proverbiale maestria strumentale si sposano con il groove di una ritmica stratosferica che paga un forte tributo all’Africa. Di Harland e della sua versatilità si è parlato più volte, mentre James Francies è tastierista e pianista emergente il cui nome inizia ad affollare i cartelloni dei festival internazionali più à la page. Un lavoro i cui “circuiti” si muovono con disinvoltura tra jazz, R&B ed elettronica.

Sabato 14 dicembre, ore 21.30
Paul McCandless & Charged Particles Project
Paul McCandless, sax soprano, oboe e clarinetto basso; Murray Low, pianoforte e tastiere; Aaron Germain, basso elettrico; Jon Krosnick, batteria
Paul McCandless è noto ai più come co-fondatore del leggendario gruppo Oregon, formazione antesignana della fusione di jazz, musica da camera e world music. Sulle sue doti di virtuoso polistrumentista c'è poco da aggiungere, meno conosciuta è invece la sua vena compositiva. Questo suo progetto si basa interamente sul repertorio originale dei suoi storici dischi solisti e lo vede in compagnia dei Charged Particles, una delle band più apprezzate della San Francisco Bay Area.

Venerdì 20 dicembre e Sabato 21 dicembre, ore 21.30
Enrico Rava Special Edition 80th Anniversary
Enrico Rava, tromba; Gianluca Petrella, trombone; Francesco Bearzatti, sax tenore; Francesco Diodati, chitarra; Giovanni Guidi, pianoforte; Gabriele Evangelista, contrabbasso; Enrico Morello, batteria
Il più rappresentativo dei jazzmen italiani in attività festeggia gli 80 anni al Torrione insieme ai musicisti che nell'ultimo decennio gli sono stati più vicini, artisti alla cui crescita ha contribuito attivamente. Enrico Rava non è, infatti, solo un acclamato trombettista e compositore ma anche un grande bandleader e, come tale, un eccellente scopritore di talenti. Un’occasione imperdibile per rendere omaggio alla straordinaria carriera di un autentico poeta del jazz internazionale.

I LUNEDÌ DEL JAZZ CLUB

L’attualità del linguaggio jazzistico è l’humus di cui si nutre l’apprezzata formula del lunedì del Torrione, che vede esibirsi giovani protagonisti della scena nazionale ed internazionale seguiti da infuocate jam sessions e preceduti dal goloso aperitivo a buffet accompagnato dalla selezione musicale di France, Willygroove, Andreino e Gil Dj.

Lunedì 7 ottobre, 21.30
Vernice
Segnosonico
A cura di Eleonora Sole Travagli
Realizzata in collaborazione con BilBOlBul, Bologna Jazz Festival e Endas Emilia-Romagna
Inscritta nel progetto “Intrecciare Cultura” patrocinato dalla Regione Emilia-Romagna
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Concerto
Miguel Zenón Quartet
Miguel Zenón, sax alto; Luis Perdomo, pianoforte; Matt Penman, contrabbasso; Henry Cole, batteria
Da anni personalità di punta della scena newyorchese, Miguel Zenón, oltre alle collaborazioni illustri a fianco di Charlie Haden e con il San Francisco Jazz Collective, vanta un’intensa attività di bandleader che gli è valsa numerose candidature ai Grammy Awards. Al Torrione, il sassofonista e compositore torna per presentare - corroborato dal rodatissimo quartetto - Sonero: The Music Of Ismael Rivera, progetto dedicato al leggendario cantante portoricano.

Lunedì 14 ottobre, ore 21.30
A Flor Da Pele - Chico Buarque tra musica e parole
Daniella Firpo, voce; Gaia Benassi, voce recitante; Daniele Santimone, chitarra; Tiziano Negrello, contrabbasso; Roberto ‘Red’ Rossi, batteria
Ogni brano di Chico Buarque è un piccolo mondo di note e parole: una canzone, una storia. Con Flor Da Pele Daniella Firpo desidera veicolare non solo la musica, ma anche i testi e la straordinaria qualità letteraria del grande maestro. Le canzoni di Buarque, oltreché interpretate dalla Firpo, saranno recitate dall'attrice Gaia Benassi, mentre il trio di straordinari musicisti che le accompagna  contribuirà a sonorità uniche e variopinte.

Lunedì 21 ottobre, ore 21.30
Unscientific Italians Play The Music Of Bill Frisell
Mirco Rubegni e Fulvio Sigurtà - trombe; Filippo Vignato e Federico Pierantoni - tromboni; Cristiano Arcelli, Piero Bittolo Bon, Francesco Bigoni e Rossano Emili - ance; Alfonso Santimone - pianoforte
Danilo Gallo - contrabbasso; Zeno De Rossi – batteria
Unscientific Italians nasce in occasione di una mini-rassegna dedicata dal Centro D’Arte di Padova all’attività del collettivo El Gallo Rojo. Nonostante la fortunata prima, il progetto è finito in un cassetto per tornare progressivamente a nuova vita, prima riadattando alcuni brani per il repertorio della Tower Jazz Composers Orchestra ed ora riproponendo un organico di undici elementi, co-diretto da Zeno De Rossi, Alfonso Santimone e Francesco Bigoni. La serata avrà anche funzione di anteprima dello show del leggendario chitarrista statunitense, previsto il giorno seguente. Si andrà così a comporre una due giorni in forma di retrospettiva “Friselliana”.

Lunedì 28 ottobre, ore 21.30
In esclusiva italiana e in collaborazione con Seven Virtual Jazz Club
David Helbock Solo
David Helbock, pianoforte
A soli 35 anni Helbock è già considerato un’icona della scena jazz europea. Completata la formazione negli States, inizia a farsi notare a capo del suo trio suonando nei più importanti festival internazionali, raccogliendo crescenti consensi di pubblico e di critica. Ha all'attivo numerosi album per l'etichetta ACT, incluso quello appena uscito in piano solo, dedicato a John Williams, che presenterà in esclusiva italiana a Ferrara. Helbock porterà, con l’irresistibile energia ritmica che lo contraddistingue, la sua arte visionaria al pubblico del Torrione grazie alla collaborazione con 7 Virtual Jazz Club, del cui annuale referendum è stato vincitore dell'ultima edizione.

Lunedì 4 novembre, ore 21.30
Simone Graziano Frontal
Dan Kinzelman, sax tenore; Reinier Baas, chitarra; Simone Graziano, pianoforte; Gabriele Evangelista, contrabbasso; Stefano Tamborrino, batteria
Frontal è il quintetto guidato da Simone Graziano, considerato uno dei migliori pianisti e compositori emersi recentemente nel panorama italiano. Il gruppo, completato da altrettanti talenti quali Dan Kinzelman al sax tenore, Gabriele Evangelista al contrabbasso e Stefano Tamborrino alla batteria, torna al Torrione con un plus one: il chitarrista olandese Reinier Baas, tra i più rappresentativi musicisti della nuova generazione del jazz europeo. 

Lunedì 18 novembre, ore 21.30
Barbara Raimondi Singin' Ornette
Barbara Raimondi, voce; Achille Succi, sax alto e clarinetto basso; Stefano Dallaporta, contrabbasso;
Enzo Zirilli, batteria
Singin' Ornette, della cantante Barbara Raimondi, è una vera e propria celebrazione del mondo di Ornette Coleman. Trattandosi di un progetto vocale si è dato maggior rilievo al tratto melodico dell'espressività colemaniana, mettendo in luce una vena di cantabilità che raramente appare così caratteristica nella sua musica. Attiva da oltre vent’anni, la Raimondi ha al suo attivo sei cd da solista e vanta importanti collaborazioni con artisti del calibro di Enrico Pieranunzi, Marco Pereira, Roberto Vecchioni e Peppe Servillo tra gli altri.

Lunedì 25 novembre, ore 21.30
Matteo Bortone ClarOscuro Quartet
Adrien Sanchez, sax tenore; Enrico Zanisi, pianoforte; Matteo Bortone, contrabbasso; Stefano Tamborrino, batteria
ClarOscuro, formazione diretta dal contrabbassista pugliese Matteo Bortone, si espande e torna al Jazz Club Ferrara corroborata dalla verve del vulcanico e audace sassofonista francese Adrien Sanchez. Con Zanisi e Tamborrino, Bortone costruisce una musica alle volte intimista ed esplosiva, introspettiva e solare, che si svela poco a poco e lascia intravedere un approccio più malleabile al groove e alla pulsazione. È in questo universo sonoro che s’insinua la ‘voce’ di Sanchez.

Lunedì 2 dicembre, ore 21.30
Léandre – Schiaffini Duo
Giancarlo Schiaffini, trombone; Joëlle Léandre, contrabbasso
La contrabbassista, improvvisatrice e compositrice francese Joëlle Léandre è tra le figure di spicco della scena creativa internazionale. L'originale attitudine creativa e performativa che la contraddistingue l'ha condotta ad esibirsi sui palcoscenici più prestigiosi del mondo con artisti del calibro di Morton Feldman, John Cage, Giacinto Scelsi, Steve Lacy, Anthony Braxton, Fred Frith e John Zorn solo per citarne alcuni. Al Torrione dialogherà col trombone di Giancarlo Schiaffini: ideale compagno di viaggio per inoltrarsi lungo sentieri a briglia sciolta.

Lunedì 9 dicembre, ore 21.30
Istantanea Ensemble
Tommaso Ussardi, direzione; Filippo Mazzoli, flauto e flauto basso; Daniele D’Alessandro, clarinetto e clarinetto basso; Denis Zardi, pianoforte; Pietro Fabris, violino e viole; Alma Napolitano, violino; Giuseppe Franchellucci, violoncello; Jordi Tagliaferri, percussioni
Composizioni originali di Alfonso Santimone, Piero Bittolo Bon, Beppe Scardino, Achille Succi, Francesco Bigoni, Dimitri Sillato, Denis Zardi, Gioia Gurioli, Domenico Caliri e Matteo Tundo
Istantanea Ensemble nasce al Mercato Sonato di Bologna in seno al progetto Orchestra Senza Spine, con musicisti dediti ai linguaggi musicali contemporanei avente doppia residenza: a Bologna e al Torrione di Ferrara. L’idea è quella di esplorare composizioni originali legate ai linguaggi della contemporaneità, varcando gli angusti confini dell'accademia e prestandosi anche a imprevedibili cortocircuiti con i mondi dell'improvvisazione, dell'elettronica, della danza, del video, della arti visive e performative, del teatro e della letteratura.

Lunedì 16 dicembre, ore 21.30
Ingrid Jensen & Barga Jazz Band - Little Sweet Suite
Marta Raviglia, voce; Ingrid Jensen, tromba; Mirko Rubegni e Andrea Guzzolenti, trombe; Massimo Morganti, trombone; Nico Gori, Alessandro Rizzardi e Rossano Emili, sassofoni e clarinetti;
Stefano Onorati, pianoforte; Angelo Lazzeri, chitarra; Paolo Ghetti, contrabbasso; Stefano Paolini, batteria
Il Barga Jazz Ensemble, composto da alcuni musicisti dell’orchestra del Barga Jazz Festival, si avvale di una musicista del calibro e dell’esperienza di Ingrid Jensen per eseguire - in prima assoluta - Little Sweet Suite, inedita composizione del grande trombettista canadese Kenny Wheeler, che ha lasciato un vivido segnale di maturità espositiva, scrittura e personalità in tutta la sua prolifica carriera.

Lunedì 23 dicembre, ore 21.30
Slow Gold
Filippo Orefice, sax tenore; Stefano De Bonis, pianoforte elettrico; Stefano Dallaporta, basso elettrico; Andrea Grillini, batteria
I musicisti di Slow Gold, capitanati dal pianista Stefano De Bonis, collaborano insieme in svariati gruppi da molto tempo, condividendo esperienze musicali ed extramusicali. Da queste condivisioni è la nata voglia di ricercare in musica l’equilibrio, la freschezza e l’energia che la sinergia e l’alchimia tra le quattro personalità in questione sprigionano. Il repertorio è il giusto collante che rende solido il loro “campo da gioco”: si va da Elegant People dei Weather Report a Just The Two Of Us di Bill Withers, passando per Alfonsina y el mar di Ariel Ramirez…

THE TOWER JAZZ COMPOSERS ORCHESTRA
Venerdì 27 settembre*, venerdì 11 ottobre, lunedì 11 novembre, venerdì 13 dicembre
*al Teatro De Micheli di Copparo (FE)
La Tower Jazz Composers Orchestra, formatasi nel 2016, è l’orchestra residente del Jazz Club Ferrara. L’ampio organico, che prevede la possibilità di turnover tra vari musicisti, è nato come naturale evoluzione di due progetti didattici (The Unreal Book e The Tower Jazz Workshop Orchestra), portando queste diverse esperienze a una sintesi comune, con una formazione e un repertorio più definiti. Affidati alla direzione di Piero Bittolo Bon e Alfonso Santimone, gli oltre venti elementi mettono in gioco collettivamente le proprie idee musicali con creatività e sorprendente empatia, eseguendo un repertorio che affianca composizioni originali e rivisitazioni di brani provenienti da varie tradizioni.

DIDATTICA
01-05 dicembre 2019, diversi orari
Da un’idea di Mauro Rolfini, il Jazz Club Ferrara propone
Workshop con Joëlle Léandre
Seminario di improvvisazione musicale
Una full immersion con Joëlle Léandre, contrabbassista, improvvisatrice e compositrice francese, tra le figure di spicco della scena creativa internazionale. L'originale attitudine creativa e performativa che la contraddistingue l'ha condotta ad esibirsi sui palcoscenici più prestigiosi del mondo con artisti del calibro di Morton Feldman, John Cage, Giacinto Scelsi, Steve Lacy, Anthony Braxton, Fred Frith e John Zorn solo per citarne alcuni.

INFORMAZIONI jazzclub@jazzclubferrara.com prenotazione cena 331 4323840 (tutti i giorni dalle 12.00 alle 22.00)
DOVE Salvo ove diversamente indicato, tutti i concerti si svolgono al Torrione San Giovanni via Rampari di Belfiore, 167 – 44121 Ferrara. 
ORARI Apertura biglietteria 19.30 - Cena a partire dalle ore 20.00 - Inizio concerto 21.30- Secondo set 23.00 È previsto un solo set per i concerti della TJCO e del lunedì. Il Jazz Club Ferrara è affiliato Endas, l’ingresso è riservato ai soci.
www.jazzclubferrara.com