Bisca – Stato Di Grazia (SoundFly/Self, 2020)

Quarant’anni fa, mentre tra le macerie del Terremoto del 1980, si assisteva alle ultime fiammate del Naples Power, sulla scena partenopea si affacciava la no wave dei Bisca, cantando la lotta di classe senza mezzi termini, con la loro prorompete potenza di fuoco sonora che mescolava jazz, punk, funk e improvvisazione. Da allora sono cambiate tante cose dalla politica alla musica, da Napoli alla stessa line-up del gruppo, ma ciò che non è mai mutato è la loro capacità di dispiegare una potenza di fuoco non convenzionale per sonorità e temi trattati. A distanza di dieci anni “Evoluzioni” e a tre dalla prematura scomparsa di Giancarlo Coretti, uno dei fondatori, ritroviamo i Bisca con “Stato di Grazia”, album nel quale hanno raccolto dodici brani incisi con una formazione rinnovata che, accanto agli storici componenti Sergio “Serio” Maglietta aka CarmelaBi Saxy Bomb (voce e sax) e Elio "100gr" Manzo (chitarra, cori), vede gli innesti di Salvatore Rainone (batteria), Michele Iaccarino (chitarra, cori), Mauro Romano (basso, cori) e Ciro Riccardi (tromba). Per comprendere il senso di questo nuovo lavoro vale la pena riportare quanto il gruppo scrive nelle note di copertina: "Sbandavamo assieme. Nel pensare e produrre "Stato di Grazia" ci siamo rifatti all'approccio dei Bisca degli inizi, negli anni '80. Siamo ripartiti da lì, da quelle intuizioni, da quella vibrazione. Dallo spirito del tempo che avvolgeva l'ultima generazione analogica. Da quella capacità di sbagliare con talento che connotava il nostro procedere per banda. Allora neanche noi riuscivamo a cogliere a pieno la ricchezza e le implicazioni di quello che andavamo facendo. Una musica che spiazzava il mondo e noi stessi. Oggi c'è più consapevolezza ma anche maggiore percezione del vuoto lasciato da quei compagni di avventura che non sono qui con noi. A Bruno Esposito (Brunetto) batterista sublime, a Dario Jacobelli il poeta dei miracoli, a Giancarlo Coretti genio della stranezza vestita con nonchalance”. “Stato di Grazia” riannoda i fili del tempo, riscoprendo l’ispirazione del passato con la consapevolezza del presente, come afferma lo stesso Sergio “Serio” Maglietta nel presentare il disco “Lo Stato di grazia cui allude il titolo è una condizione eccezionale di estrema armonia e facilità. Quando tutto ti viene bene e senza sforzo. Come il ritmo geometrico di un alieno che spacciato balla e suona anche dentro una tempesta, ostinato e senza intoppo”. In realtà questo nuovo album è qualcosa di più, perché proietta il gruppo verso il futuro e ci conferma come i Bisca siano costantemente in corsia di soprasso, ormai oltre il tempo, le mode e i generi. Per accorgersene basta ascoltare le prime note dell’iniziale “L’ultimo volo” con la chitarra di Elio “100gr” e il sax di Sergio “Serio” che riaccendono i riflettori sulla questione palestinese con la storia di un pilota di guerra impegnato nei bombardamenti dei territori occupati. Si prosegue con la superba versione free-jazz del manifesto anticapitalista “Lo sperma del diavolo” con il basso di Mauro Romano e il sax di Sergio “Serio” in grande evidenza, a cui segue il crescendo noir di “Luna” e l’omaggio a Thelonius Monk della travolgente “Il piano di Monk” con la chitarra elettrica a guidare la scorribanda sonora in cui si inserisce il sax. La nuova versione de “La Macchina” colorata di groove funky e incorniciata da un assolo magistrale di Elio “100gr”, ci introduce alla poetica riscrittura de “La Notte”, già ascoltata in “Evoluzioni” e qui proposta in una versione densa di fascino, impreziosita dalla tromba di Ciro Riccardi che accompagna il crescendo in cui si inserisce il sax. La sempre attualissima “Sottattacco dell’idiozia” e la dichiarazione di intenti “Amo odiare”, in cui spicca Fulvio di Nocera al basso e che intreccia rock e blues, ci accompagnano verso il finale con la trascinante divagazione nello ska di “Nero”, primo singolo estratto dal disco, la ripresa de “Il piano di Monk” in “Il black sciamano”, la no wave di “Che senso ha” e la monumentale rilettura di “Cildren ov Babilon” dall’epocale “Guai a chi ci tocca” del 1994 del supergruppo Bisca 99 Posse e reincisa per la colonna sonora del film “L'immortale”, spin-off di Gomorra - La serie diretto e interpretato da Marco D'Amore. Insomma, “Stato di Grazia” è un disco tellurico ed intenso come raramente ci è capitato di ascoltare, un lavoro da non perdere soprattutto nella splendida edizione in Lp con doppio vinile rosso, arricchita dalle foto di Riccardo Piccirillo. 


Salvatore Esposito

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