Numero 98 del 1 Maggio 2013

La collisione sonica tra Fanfara Tirana e Transglobal Underground apre questo numero uno di maggio 2013, il novantottesimo messo in fila in questi anni. “Kabatronics”, questo il titolo del disco, sta scalando la World Music Charts Europea, grazie all’intreccio tra kabà albanese e ritmi trip-hop londinesi, che ne ha fatto uno dei dischi del momento: non potevamo non segnalarlo come B-Choice di questo mese. Parimenti, il Consigliato Blogfoolk, va ad un altro CD segnalato dai DJ radiofonici europei, ovvero “Jama Ko” di Bassekou Kouyate & Ngoni Ba, tripudio sfavillante di ngoni, direttamente da Bamako, Mali. Ogni settimana Blogfoolk apre una finestra sulla musica in senso totale: non solo dischi, a nostro parere meritevoli d’attenzione, ma anche presenza nei luoghi dove la musica si suona e si ascolta, riflessioni sulla musica e sulle culture di tradizione orale, e naturalmente su chi produce gli attrezzi del suono. Ecco, dunque, la seconda puntata di Cantieri Sonori dedicata al costruttore Antonio Marotta, intervistato in occasione dell’imminente Meeting del Tamburello che si terrà a Roma dal 10 al 12 maggio prossimi, e di cui siamo media-partner. Note dal vivo per parlare dello splendido concerto di Nour Eddine Fatty & Uninettuno World Orchestra, a cui abbiamo assistito lo scorso 27 aprile all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Le nostre letture portano al centro dell’attenzione i due ricchi volumi de “quellodelcantastorie” di Giorgio Vezzani, in cui viene ripercorsa l’avventura editoriale  della storica rivista “Il Cantastorie”. Non può mancare il Viaggio In Italia che fa tappa prima in Lombardia, presentando “Margot”, il più che piacevole nuovo lavoro del fisarmonicista e autore Roberto Carlotti, poi giunge in Sicilia per l’antologia dei Musicanti di Gregorio Caimi. Completano il numero un’accurata retrospettiva sulle Outtakes di “Freewheelin’” di Bob Dylan e il consueto taglio basso di Rigo. Pensare a Dylan, ci conduce inevitabilmente a ricordare un'altra voce dell’America, anch’egli emerso dalla scena folk del Greenwich Village nei Sixties, Richie Havens, cantante, chitarrista afroamericano ed icona folk, scomparso all’età di 72 anni per un attacco cardiaco. Il giorno dopo se n’è andato improvvisamente un altro artista da noi molto amato, Bob Brozman, personalità versatile di chitarrista, studioso e grande esploratore di suoni. Molto conosciuto ed apprezzato anche in Italia, dove si esibito in numerosi festival (dal Folkstudio negli anni ’90 ai concerti all’importante festival chitarristico di Sarzana, solo per citarne alcuni) ed è intervenuto in ambito accademico, in veste di etnomusicologo. Accogliamo un ricordo di quest’ultimo, proponendo la testimonianza di Mark D. Moss, Executive Director ed Editor di Sing Out!, l’autorevole periodico che fa capo all’omonima organizzazione non-profit statunitense in missione per conto del folk, che ci ha concesso di pubblicare il loro obituary.

Ciro De Rosa e Salvatore Esposito

È Scomparso Bob Brozman,  Mago Della Steel Guitar 
Innovatore della steel-guitar ed etnomusicologo, Bob Brozman, che aveva cominciato la sua carriera suonando per le strade di Santa Cruz, non c’è più. Non sono ancora stati resi noti i particolari, ma il suo corpo è stato scoperto, ieri 24 aprile. Aveva cinquantanove anni. Amante del blues e della roots music, Bob attingeva agli stili di tutto il mondo per creare il suo stile chitarristico potente ed immediatamente riconoscibile. Era il campione della “musica isolana” di tutto il mondo, in particolare dell’Oceano Indiano e della musica tradizionale hawaiana. La sua musica affondava le radici negli stili regionali anteguerra, e le sue performance erano accattivanti per le esplosioni pirotecniche della sua chitarra, per le divagazioni folkloriche e per le sue battute argute e sardoniche. Bob era nato a New York l’8 marzo del 1954. Era un viaggiatore e la sua carriera si è arricchita di collaborazioni con i migliori musicisti che riusciva a trovare nelle diverse tradizioni musicali, sia esso il romantico e rurale suono della famiglia Tau Moe delle Hawaii o la bellissima musica di René Lacaille dalle Isole Reunion. Il suono della chitarra di Bob è un marchio di fabbrica che viene dalle chitarre National Reso-Phonic, quelle che aveva raccolto collezionandole nel corso di tutta la sua vita. Spesso scherzava, dicendo che se avesse dovuto ricomprare molte delle sue chitarre più preziose, con ogni probabilità non avrebbe potuto permetterselo. Ha registrato più di venti dischi a suo nome, a partire da Blu Hula Stomp del 1981. Ha anche registrato con R. Crumb e Cheap Suit Serenaders per il loro terzo album del 1978 (ristampato e ancora disponibile per la Shanachie). Il suo disco più recente è “Fire In Mind”, pubblicato lo scorso anno. Bob è stato una figura esuberante. Davvero difficile credere che se ne sia andato. 

Mark D. Moss
Courtesy of Sing Out! released on April 25, 2013 at http://singout.wordpress.com

B-CHOICE