Giorgio Vezzani, “Quellodelcantastorie”. Appunti per la storia di una rivista: Il Cantastorie, 1963-2011, Reggio Emilia, Associazione Culturale “Il Treppo” 2012, 2 Volumi, pp. 167+159, con due CD, Euro 15,00

Storica rivista di folklore e tradizioni popolari, “Il Cantastorie” nasce nel dicembre del 1963 da un idea di Giorgio Vezzani, studioso, ricercatore e giornalista, il quale nel pieno della riscoperta del mondo popolare impressa dal folk revival italiano, volle dare seguito ad un suo saggio monografico dedicato ai cantastorie, creando una sorta di foglio ciclostilato, che in qualche modo rappresentasse il work in progress della sua continua ricerca sul campo. L’anno successivo, con l’inizio della stampa in tipografia, il foglio prende a crescere in modo esponenziale arricchendosi sempre di più di contenuti, con articoli, ricerche, recensioni, segnalazioni ed interviste che partendo dal mondo dei cantastorie dell’Emilia-Romagna si allargavano a tutto il mondo popolare, comprendendo anche la pubblicazione di quindici copioni del Maggio drammatico in Emilia e Toscana, cinque testi del teatro dei burattini, delle marionette e dei pupi, sei canzonieri, e quattro testi di teatro popolare. Documentando sempre le attività di quanti operano nel mondo popolare, “Il Cantastorie” è diventato un vero e proprio punto di riferimento e non è un caso che negli anni abbiano partecipato al comitato redazionale il grande Lorenzo De Antiquis, compianto Presidente dell'Associazione Italiana Cantastorie, Otello Sarzi, fondatore del Teatro Setaccio Burattini Marionette, Romolo Fioroni autore e regista del Maggio, Gian Paolo Borghi, Direttore del Centro Etnografico Ferrarese, e il ben noto Francesco Guccini. A causa della crescita dei costi di stampa dal 1996 al 1998 la rivista uscì con un numero unico annuale, ma nel 1999 con la nascita dell’Associazione “Il Treppo” ("fare il treppo nel gergo dei cantastorie significa radunare il pubblico) la rivista riprese le sue pubblicazioni semestrali, fino al dicembre del 2007, anno in cui si tornò alla formula precedente con la nascita anche del sito www.ilcantastorie.info. In quarantacinque anni Vezzani con passione e sacrificio ha raccolto un prezioso archivio sonoro e documentale, che è stato cristallizzato in buona parte nei due volumi dal titolo “quellodelcantastorie”, editi dalla già citata Associazione “Il Treppo” e pubblicati con il sostegno del Ministero Per i Beni e le Attività Culturali. 
Il primo volume è aperto da una lunga ed interessantissima retrospettiva di Vezzani che ricostruisce con dovizia di particolari le attività, le pubblicazioni della rivista, e le sue ricerche sul campo. Segue poi una raccolta di interviste ai cantastorie in Emilia Romagna da Martino a Giuliano Piazza passando per Lorenzo De Antiquis, Mario Bruzzi, Aldemo Boldrini e Bruno Marcacci. Impreziosiscono il tutto i preziosi contributi Teresa Bianchi, Giuliano Biolchini, Monica Boni, Gian Paolo Borghi, Maristella Campolunghi, Chiara Fattori, Pierluigi Giorgio, Francesco Guccini, Tiziana Oppizzi, Silvio Parmiggiani, Claudio Piccoli, che contribuiscono in modo determinante a raccontare la storia di questa storica realtà dell’universo della musica popolare italiana. Completano il primo tomo, un focus sull’Associazione Italiana Cantastorie e l’indice di tutti i numeri stampati fino al 2011. Diverso come impostazione ma non meno interessante è poi il secondo volume che presenta una dettagliatissima guida all’ascolto e tutti i testi dei due dischi antologici dedicati ai cantastorie dell’Emilia Romagna. Ad intercalare il tutto c’è un ricchissimo apparato fotografico ed iconografico, ma soprattutto una corposa appendice dedicata in modo particolare al teatro popolare e di strada. Riproponendo alcuni temi sviluppati negli anni e corredando il tutto con articoli inediti, Vezzani con questi due volumi non ha scritto certamente la parola fine all’avventura de “Il Cantastorie” ma piuttosto ci ha schiuso un forziere pieno di tesori da scoprire e studiare con cura, sul suo esempio. Una strada tracciata per il futuro, una strada da seguire.



Salvatore Esposito