Premio Andrea Parodi 2026: voci, musiche e canzoni d’autore dalle essenze world

Dal 15 al 17 ottobre, il Teatro Massimo di Cagliari ospita la diciannovesima edizione del Premio Andrea Parodi, un appuntamento che quest’anno assume un significato particolare, cadendo a vent’anni dalla scomparsa del grande artista sardo. Un anniversario che invita a tornare sulla sua eredità musicale, sulla capacità di attraversare lingue, tradizioni e culture, facendo della propria identità il punto di partenza per un dialogo aperto con il mondo. È proprio in questa prospettiva che si muove il contest, da sempre uno degli spazi più interessanti per incontrare nuove voci e percorsi artistici che sfuggono alle classificazioni di genere. I sette finalisti dell’edizione 2026, selezionati tra centinaia di candidature, disegnano una geografia musicale che dall’India attraversa il Messico, il Bengala, i Balcani e il Mediterraneo, raggiungendo la Colombia, la California e diverse regioni italiane. Storie e sensibilità differenti, unite dalla ricerca di un linguaggio personale, capace di mettere in relazione le radici con il presente senza trasformare la tradizione in un repertorio immobile. Nelle interviste che seguono, Nubras Ensemble, Hita del Río, Angelica Perri, Chiaré, Momi, Elana Sasson e Koyel Basu raccontano i propri progetti, le composizioni che porteranno in gara e il rapporto con una tradizione intesa non come vincolo, ma come materia viva da interrogare e reinventare. Emergono così percorsi che intrecciano canto popolare e jazz, lingue minoritarie e scrittura contemporanea, memoria familiare e ricerca timbrica, fino a mettere in discussione la stessa definizione di world music e le categorie attraverso cui siamo abituati ad ascoltare le musiche del mondo.
Salvatore Esposito e Ciro De Rosa

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