Sandra Mangini ha ricordato come sia stato proprio questo il primo brano con cui si è avvicinata ai repertori di Luisa Ronchini che poi l’avrebbero portata anche a lavori come “Peregrinazioni lagunarie, canti e racconti tradizionali della Laguna di Venezia” (2011), “E noi siam lavoratore, il lavoro delle donne nel 1900 in Veneto”, portato in scena con Giuseppina Casarin, e a collaborare a “Lagunaria” di Giovanni Dell'Olivo, compresa una versione ben diversa di “Semo giunti rivai”. Il testimone è poi passato a Sergio Renier che ha aperto con voce e chitarra acustica con le note del toccante brano autobiografico che Alberto D’Amico ha dedicato a Luisa Ronchini, “Cantavimo par tera”; insieme a Daniele Diliberto alla chitarra ha poi cantato “Ti passi de giorno da Porto Marghera”, “Tera e aqua” e ha ricordato le radici anarchiche e legate alla libreria “Internazionale” di Luisa Ronchini con la “Ballata di Sante Caserio”. A sua volta, Stefano Patron ha invitato a raggiungerlo il CoRonchini, collettivo che per l’occasione era integrato da Silvia Basaldella alla fisarmonica, Beatrice (de core “Fiori de Suca”) e da cinque cantanti: Nives e Antonella (del coro "Madiba Portello chorus" di Padova), Leonide e Valeria (del coro "Fiori de suca" di Borbiago) e Daniela (del "Coro
degli imperfetti" di Marghera). Insieme, hanno offerto qualche assaggio dell’ampiezza dei repertori documentati da Luisa Ronchini interpretando villotte carnevalesche, canti di lavoro e il brano “Le impiraresse” che Luisa Ronchini incluse nell’album pubblicato con la Fonit Cetra e sui cui attirò l’attenzione già dal titolo che recitava la prima strofa “Semo tute impiraresse”. Monica Giori (voce e chitarra) ha quindi coinvolto Beatrice Pilotti, Stefano Versace, Susanna Sartori, Carla Cosmo, Cristina Bettin per una serie di brani in duo, trio e in sestetto culminati con la ninna nanna “Dormi amor”. Nella parte finale del programma, Daniele Diliberto ha ripreso la chitarra per duettare con Leonardo Bevilacqua e insieme hanno accolto Gualtiero Bertelli che ha inanellato alcuni dei suoi brani storici e anche qualche composizione più recente, prima di chiudere con una rievocazione del suo incontro con Luisa Ronchini per dar vita al Canzoniere Popolare Veneto. La chiusura è stata affidata all’affiatato duo Angela Milanese (voce) e Maurizio Nizzetto (contrabbasso) per arrangiamenti venati di jazz di “Stanote m'ho insognà”, “Nero nero” e della narrazione degli sfollati de “Il diciaoto novembre (Addio Venezia addio)” che rimanda agli effetti della sconfitta dell’esercito italiano a Caporetto nel 1917. Fra I brani più popolari è mancato all’appello “Peregrinazioni lagunari/E mi me ne so ‘ndao”, cui però era stata dedicata un’intera serata alla libreria Pangea di padova a inizio 2025. Attento e partecipe il pubblico nell’atmosfera raccolta e conviviale dei locali e del giardino di Ca Luisa, un luogo in sintonia con la ricerca culturale, sociale e politica di Luisa Ronchini.
Alessio Surian
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