La trentaduesima edizione di Augustibluus: il blues con lo sguardo rivolto al futuro

C'è un artista o un progetto in cartellone che considera particolarmente emblematico della visione artistica che state imprimendo al festival?
Ci sono diversi artisti che incarnano alla perfezione la nostra visione. Penso al britannico Toby Lee, che Joe Bonamassa ha definito una futura superstar del genere, o a Sean "Mack" McDonald, statunitense stimatissimo da Buddy Guy; ma anche al virtuoso dell'armonica Will Wilde e a quel fenomeno del jump blues che risponde al nome di Skyler Saufley. Tutti loro dimostrano che il futuro del blues è in ottime mani. Al contempo, la presenza di artisti del calibro di Eric Sardinas, Mike Wheeler e Gunhild Carling ci ricorda perché il blues continui a essere una tradizione musicale così potente e ispiratrice.

Haapsalu è una cittadina estone con una forte identità culturale baltica. Quanto ha influito questo contesto geografico e culturale sulle vostre scelte di programmazione, magari privilegiando artisti nordici o baltici?
Affacciarsi sul Mar Baltico plasma inevitabilmente la nostra prospettiva. Abbiamo sempre coltivato un legame strettissimo con Finlandia, Svezia e Lettonia; i musicisti nordici e baltici sono parte integrante del DNA di Augustibluus sin dalle primissime edizioni. Allo stesso tempo, ci consideriamo un festival autenticamente internazionale: quest'anno ospiteremo artisti provenienti da undici paesi diversi, in un arco geografico che va dall'Australia fino al nord della Finlandia.

Il blues, per sua stessa natura, è da sempre in dialogo costante con altri generi. Quali contaminazioni e incroci stilistici (dal jazz alla world music, fino all'elettronica) troveremo in questa edizione?
Il blues è una delle fondamenta della musica popolare moderna: senza di esso non avremmo il jazz, il soul, il funk e gran parte del rock and roll. Il nostro cartellone riflette questa straordinaria pluralità. Il pubblico potrà spaziare dal Chicago blues al Delta blues, passando per il jump blues, il vintage swing, il blues rock, il soul, il funk, fino al blues acustico e alla roots music. Scegliamo deliberatamente di presentare il blues in tutta la sua ricchezza e varietà stilistica.

Ci sono progetti speciali, anteprime o collaborazioni inedite nate specificamente per il festival di quest'anno?
Assolutamente sì. Uno dei momenti più attesi sarà Estonian Voices Meet The Blues Brothers, un progetto unico che unisce il principale ensemble vocale estone a una straordinaria sezione strumentale, per un
tributo alle leggendarie musiche dei Blues Brothers e di Steve Cropper. Inoltre, presenteremo diverse collaborazioni esclusive tra musicisti estoni e internazionali nate proprio sotto l'egida di Augustibluus.

Il festival si svolgerà dal 31 luglio al 2 agosto. Come si articola la mappa dei palchi a Haapsalu e quali sono gli spazi che meglio definiscono l'identità di Augustibluus?
Il cuore pulsante del festival è il palco principale, allestito all'interno della cornice medievale del Castello Vescovile. Il nostro secondo spazio di riferimento è il Promenade Dance Pavilion, affacciato sul mare, diventato negli anni uno dei palchi più amati dal pubblico. I concerti toccheranno poi la storica stazione ferroviaria, oltre a club, caffè e vari angoli all'aperto della città. Il vero tratto distintivo di Augustibluus è proprio questo: per tre giorni l'intera Haapsalu si trasforma in un palcoscenico diffuso.

Haapsalu è celebre per il suo castello episcopale e per la suggestiva atmosfera marina. In che modo l'architettura e il paesaggio diventano parte integrante dell'esperienza del festival?
Sono elementi inscindibili dalla nostra identità. Ascoltare performance blues di livello mondiale dentro le mura di un castello del XIII secolo, a poche centinaia di metri dal mare, crea un'atmosfera magica e impossibile da replicare altrove. Haapsalu non è un semplice scenario, è uno dei grandi attrattori del festival. Moltissimi spettatori ci confessano di venire qui tanto per la musica quanto per la bellezza del luogo.

Quali sono le principali sfide logistiche nell'organizzare un evento internazionale in una cittadina delle dimensioni di Haapsalu, e come le avete affrontate quest'anno?
La gestione dei posti letto è da sempre la nostra sfida più complessa. Fortunatamente collaboriamo a stretto contatto con alberghi, pensioni e strutture private locali per garantire un soggiorno confortevole sia
agli artisti sia al pubblico. Per rispondere alla crescente domanda, abbiamo istituito un servizio di navetta dedicato che farà la spola tra Tallinn e Haapsalu per tutta la durata del festival. Poiché le due città distano meno di cento chilometri, molti spettatori preferiscono alloggiare nella capitale e viaggiare ogni giorno. Tallinn offre un'ampia ricettività alberghiera ed è non solo la capitale dell'Estonia, ma anche una delle mete turistiche più affascinanti del Paese. In questo modo i nostri ospiti possono unire l'esperienza di un festival internazionale alla scoperta di due delle destinazioni più suggestive d'Estonia in un unico viaggio. Tutte le informazioni dettagliate su alloggi e trasporti sono consultabili sul nostro sito all'indirizzo: https://augustibluus.ee/en/accommodation-and-transportation-inhaapsalu/

Come gestite l'accoglienza del pubblico straniero, considerando che Augustibluus attira sempre più visitatori dall'estero?
Il pubblico internazionale è per noi una risorsa sempre più strategica. Ogni anno registriamo un incremento di presenze dall'estero e la prevendita dei biglietti per questa edizione suggerisce che potremmo raggiungere un nuovo record. Investiamo molto in una comunicazione multilingue, nel marketing internazionale e in sinergie con gli enti di promozione turistica. Il nostro obiettivo è consolidare Augustibluus come una delle mete musicali e di viaggio più attraenti dell'intera area baltica.

Ci sono novità sul piano organizzativo rispetto alle scorse edizioni, ad esempio nella gestione dei palchi, degli orari o dei servizi al pubblico?
La novità principale di quest'anno riguarda la possibilità di acquistare in prevendita i biglietti giornalieri per il Main Stage, un'opzione che in passato era riservata esclusivamente alla biglietteria fisica ai cancelli del festival. Speriamo che questo renda l'accesso ad Augustibluus ancora più semplice e agevole, soprattutto per chi non può fermarsi per l'intero fine settimana. Abbiamo inoltre potenziato la programmazione al Promenade Dance Pavilion, ampliato l'offerta enogastronomica e migliorato i servizi di accoglienza in tutta l'area del festival.

Con trentadue edizioni alle spalle, quali sono oggi le colonne portanti della sostenibilità economica del festival: sponsor privati, fondi pubblici estoni ed europei o la vendita dei biglietti?
Come per molti festival culturali, la sostenibilità poggia su un mix equilibrato tra vendita dei biglietti, sponsorizzazioni private e contributi pubblici. In questo senso, siamo particolarmente grati per il sostegno ricevuto dall'Agenzia estone per le imprese e l'innovazione (EIS) attraverso i fondi della Politica di Coesione dell'Unione Europea, un supporto che ci permetterà di far crescere ulteriormente l'attrattività internazionale del festival nei prossimi anni.

Negli ultimi anni molti festival europei hanno dovuto ridimensionare i propri budget. Avete risentito di questa pressione economica e come avete reagito?
Come chiunque operi in questo settore, abbiamo risentito dell'impennata dei costi. Le spese di produzione, la logistica e i cachet degli artisti aumentano di anno in anno, quindi la pressione economica si fa sentire. Tuttavia, abbiamo la fortuna di poter contare su un pubblico straordinariamente fedele: l'80% dei nostri spettatori è composto da habitué, il che ci offre una base solida per la pianificazione a lungo termine. A questo si aggiunge il prezioso supporto di partner commerciali storici, il cui impegno è vitale per la crescita del festival. Grazie a questo connubio tra spettatori fidelizzati, sponsor fidati e una gestione oculata delle risorse, siamo riusciti a crescere un passo alla volta, elevando costantemente la qualità della proposta. Guardando ai preparativi e all'andamento delle prevendite, siamo ottimisti sul fatto che questo trend positivo proseguirà anche in questo 2026.

Che ruolo giocano le istituzioni locali ed estoni nel sostenere l'evento, e quanto è importante per voi mantenere vivo il legame con il territorio, anche in termini di finanziamento?
Il festival semplicemente non esisterebbe senza il sostegno del Comune di Haapsalu, dei nostri partner locali, dei volontari e delle diverse istituzioni estoni. Augustibluus è profondamente radicato nel tessuto sociale di Haapsalu: è diventato parte integrante dell'identità cittadina, generando al contempo un significativo indotto economico e culturale per l'intera regione.

Guardando al futuro, quali strategie state valutando per garantire la longevità del festival a medio-lungo termine, magari intercettando nuovi target o sperimentando formati ibridi?
Una delle nostre priorità strategiche è l'internazionalizzazione. Vogliamo attrarre un numero sempre maggiore di spettatori da Finlandia, Svezia, Lettonia, Lituania e dal resto d'Europa, senza mai smettere di avvicinare le nuove generazioni al blues. Puntiamo inoltre a rafforzare la cooperazione con altri festival europei, per rendere Augustibluus un punto d'incontro cruciale per la comunità blues internazionale. Al contempo, lavoriamo instancabilmente per far scoprire agli stessi estoni quanto amino questa musica. Il blues è un linguaggio straordinariamente universale, capace di parlare a chiunque; il problema non è la mancanza di gradimento, ma il fatto che negli ultimi anni le persone abbiano avuto poche occasioni di ascoltarlo dal vivo. Per questo ogni anno diamo vita a progetti speciali in cui alcuni dei più noti musicisti estoni si cimentano con il blues: queste collaborazioni sdoganano il genere presso un pubblico più vasto, avvicinano nuovi spettatori al festival e, cosa più importante, creano nuovi appassionati. Questa è, e rimarrà, una delle nostre missioni più importanti.

Se dovesse immaginare la quarantesima edizione di Augustibluus, quale eredità vorrebbe che il festival lasciasse alla scena musicale europea e alla città di Haapsalu?
Vorrei che Augustibluus venisse riconosciuto come uno dei festival blues più autorevoli e rispettati d'Europa: un luogo d'elezione dove si incontrano eccellenza musicale, calore umano e cooperazione internazionale. Per Haapsalu, spero che il festival continui a consolidare l'immagine della città come una delle mete culturali più affascinanti del Nord Europa. Ma soprattutto, mi auguro che avremo saputo trasmettere il blues alle nuove generazioni. Crediamo che il blues sia una musica di speranza, resilienza e profonda umanità. Valori di cui, nel mondo di oggi, abbiamo più che mai bisogno.


Salvatore Esposito

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