La trentaduesima edizione di Augustibluus: il blues con lo sguardo rivolto al futuro


Nel suggestivo scenario della cittadina estone di Haapsalu, dove le acque del Mar Baltico lambiscono le antiche mura medievali, si rinnova l’appuntamento con Augustibluus, uno dei festival blues più affascinanti e longevi del Nord Europa. Giunta alla sua trentaduesima edizione, la rassegna si conferma come uno straordinario laboratorio a cielo aperto, capace di far dialogare il profondo rispetto per le radici della tradizione con le urgenze espressive della scena contemporanea.  Per tre giorni, dal 31 luglio al 2 agosto, l'intera città si trasforma in un palcoscenico diffuso: dai concerti intimi nei caffè e nella storica stazione ferroviaria, fino alle grandi esibizioni sul palco principale incastonato nel Castello Vescovile del XIII secolo e al suggestivo Promenade Dance Pavilion in riva al mare. Il tema cardine di quest'anno, incentrato sulla "nuova ondata globale del blues", porta in dote un cartellone di respiro internazionale con artisti provenienti da undici paesi. Accanto a pilastri storici del genere, il festival offre una formidabile vetrina alla nuova generazione di talenti che sta ridefinendo i confini del genere, arricchendo la tre giorni con progetti speciali e collaborazioni inedite nate proprio per l'occasione.  Abbiamo intervistato Raul Ukareda, organizzatore e direttore artistico, per addentrarci nelle scelte artistiche, nelle sfide logistiche e nella visione culturale di un evento che mette al centro la musica come veicolo di incontro, speranza e condivisione.

Augustibluus porta con sé l'eredità di oltre tre decenni di storia. Quali criteri avete seguito nella selezione degli artisti per bilanciare la fedeltà alla tradizione del blues con l'apertura ai linguaggi contemporanei?
Il nostro filo conduttore per questa edizione è la nuova ondata globale del blues. Volevamo presentare la prossima generazione di artisti che sta plasmando il futuro del genere, pur continuando a onorare i nomi che ne hanno già scritto la storia. Crediamo che tradizione e innovazione non siano due rette parallele destinate a non incontrarsi mai: il blues si è sempre evoluto accogliendo nuove voci senza mai recidere il legame con le proprie radici. Il nostro programma riflette esattamente questa filosofia.

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