L’autobiografia di Daniele Cossellu – veterano dei cantori a tenore della Sardegna e storica ‘oche e mesu 'oche dei Tenores Remunnu ‘e Locu di Bitti – non è solo la testimonianza, necessaria e dovuta, di un’autorevole figura musicale che ha attraversato decenni di storia culturale isolana. Né si configura esclusivamente come la memoria di un archivio acustico o la messa in scena della propria personalità artistica al cospetto del pubblico (elementi che, già di per sé, renderebbero imprescindibile questo volume). Essa si disvela, piuttosto, come un ampio sguardo sulla cultura poetica e musicale di questa espressione polivocale, sulle dinamiche sociali ad essa sottese e sul delicato passaggio da un canto intimo, locale e, in un certo senso “privato”, alla dimensione del palcoscenico. L’opera traccia i processi di cambiamento intercorsi nel canto e nelle comunità di provenienza tra il secondo Novecento e i primi decenni del nuovo millennio, inaugurando la collana “I Suoni”, promossa dall’ISRE (Istituto Superiore Regionale Etnografico della Sardegna) e destinata a raccogliere studi sulla musica e la poesia orale dell’Isola – ripercorre la vita del più anziano e noto cantore a tenore, leader storico di un gruppo che, partendo dalla terra barbaricina, ha calcato i palchi di tutto il mondo.
Stefano Lavra, presidente dell’ISRE (con la presentazione “Onore al Cantore per onorare il canto”), e Marco Lutzu (con “Una nuova collana di studi di musica e poesia orale in Sardegna”), noto etnomusicologo, coordinatore della collana e membro del comitato tecnico-scientifico dello stesso Istituto, fanno in un certo senso gli onori di casa. Per Levra, l’autobiografia non è solo un tributo a un cantore unico ma anche un omaggio a una grande comunità di esecutori e a un’espressione canora centrale nella cultura sarda. Da parte sua, Lutzu pone l’accento sul fatto che la biografia di Cossellu “si colloca nel solco di una ormai consolidata tradizione di studi etnomusicologici incentrati su singoli individui. In tale prospettiva l’intento è duplice: da un lato far conoscere le vicende personali di musicisti straordinari; dall’altro mettere in luce aspetti delle loro esperienze biografiche che, travalicando la dimensione individuale, permettono di comprendere le trasformazioni storiche e culturali della pratica musicale cui essi hanno dedicato la propria vita” (p. 14).
Sebastiano Pilosu (a cura di), Il canto di una vita. Autobiografia di Daniele Cossellu (Tenores Remunnu 'E Locu di Bitti), SquiLibri/ISRE, 2026, pp. 240, euro 25
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