"Que no me traigan flores, que me vengan a cantar": Pepe Habichuela (1944-2026)

Il chitarrista José Antonio Carmona è morto a Madrid il 4 agosto scorso. Era nato a Granada il 23 ottobre 1944 in seno a una famiglia devota al flamenco. Il suo soprannome viene da quello dato a suo nonno, "”abichuela el Viejo”: da bambino voleva mangiare sempre fagioli e habichuela (“fagiolino”) gli rimase come nome d’arte. Protagonisti della musica flamenca sono stati anche il padre, José Carmona, e i tre fratelli di Pepe: Juan Habichuela (1933-2016), Luis (1947-1993) e Carlos (1958). Se avete ascoltato il gruppo Ketama, avete già fatto conoscenza con il figlio, José Miguel Carmona Niño "Josemi" (nato nel 1971) e con Juan José Carmona Amaya "El Camborio" e Antonio Carmona (figli del fratello Juan Habichuela). Pepe Habichuela iniziò a suonare la chitarra da bambino, crescendo nel quartiere Albaicín, vicino al Sacromonte. Si trasferì a Madrid, come già aveva fatto il fratello maggiore Juan, che suonava regolrmente nel tablao Torres Bermejas. Nel 1962  Juan venne invitato a suonare alla Fiera internazionale di New York e chiese a suo fratello Pepe di prendere il suo posto al tablao Torres Bermejas. Gli anni Sessanta del Torres Bermejas sono rimasti epici: su quel palco suonarono e cantarono Manolo Caracol, Terremoto, La Paquera, Juanito Valderrama, Pepe Marchena, El Güito, Mario Maya e Camarón de la Isla. Habichuela riassunse così quell'esperienza: "imparavi semplicemente parlando con loro". E al Torres Bermejas conobbe e sposò Amparo Bengala, bailaora.


Fu in quel locale che maturò la sua tecnica di chitarrista e accompagnatore; suonare senza amplificazione in una sala ampia e rumorosa insegna a saper utilizzare al meglio il volume dalla cassa di risonanza e a sviluppare un potente rasgueado, suo tratto caratteristico, con una mano destra che sapeva essere possente o delicata secondo le necessità dell’accompagnamento. Negli anni Settanta rinunciò al salario del tablao per poter lavorare con Enrique Morente, cantante di Granada di due anni più anziano di lui e cresciuto nel suo stesso quartiere. Nel 1977 realizzarono due album che segnarono il ritorno di Morente a una maggiore aderenza alle forme tradizionali del canto flamenco: “Despegando” (CBS) e “Homenaje a don Antonio Chacón” (Hispavox), cui venne attribuito il Premio Nacional de Discografía. Brani come la Malagueña “A qué tanto me consientes” mettono in evidenza come le soluzioni armoniche proposte da Pepe Habichuela suonino più elaborate e melodiche rispetto alle versioni di Chacón, muovendosi con maggiore libertà nella cornice del canto flamenco. La chitarra propone un maggior numero di cambi armonici, soprattutto nella seconda parte delle strofe; ogni volta che un accordo viene sostenuto, offre anche appoggiature sopra o sotto l'accordo stesso. Alle note lunghe e tenute del canto, la chitarra risponde prontamente sostenendo la voce.


Posta un commento

Nuova Vecchia