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Dopo cinque album prodotti fra il 2018 e il 2023 con la voce di Merve Daşdemir, il nuovo album degli Altın Gün, a tre anni di distanza da “Aşk”, vede Erdinç Eçevit protagonista come cantante, tastierista e al bağlama, come già avevamo avuto modo di ascoltare a Belgrado a maggio, all’interno del quintetto ancorato al basso di Jasper Verhulst, con Daniel Smienk e Chris Bruining alla batteria e alle percussioni e l’attento lavoro di Thijs Elzinga alla chitarra elettrica. In “Garip” (“strano” in turco) tutti e dieci i brani vengono dal repertorio di Neşet Ertaş (1938–2012) riferimento della musica anatolica come cantante, paroliere e virtuoso del bağlama, capace di traghettare nell'era moderna lo spirito degli aşık, la tradizione dei poeti e bardi nomadi di cui si hanno tracce fin dal Settimo secolo. Imparò l’arte dal padre, Muharrem Ertaş (1913–1984) che si guadagnava da vivere cantando türküs, suonando il saz nei caffè e durante matrimoni e celebrazioni varie. Amava mettere in musica le poesie di poeti come Karacaoğlan e Dadaloğlu con una predilezione per i versi epici e ribelli, come le poesie varsağı che narrano la resistenza dei popoli nomadi turcmeni alle imposizioni ottomane, e, per la dimensione spirituale Abdal, per esempio le strofe di Pir Sultan Abdal, cdove si privilegia, nella versione alevita dell’Islam, la venerazione della natura. Un ascolto della natura e delle sue diverse manifestazione che si traduce nel genere bozlak, un forma specifica degli uzun hava (brani estesi)
dell’Anatolia Centrale, sorta di türkü improvvisato, conosciuto anche come il “jazz dell'Anatolia”. Il termine bozlak deriva dal verbo boz(u)lamak che significa pronunciare e anche gridare, come nei casi dei richiami rivolti ad animali.
Come aşık, Neşet Ertaş era consapevole di agire a partire da una tradizione secolare, dalla spiritualità abdal come riferimento per gli aşık, dalla capacità di dar voce a türküs cantando nella lingua del popolo. Nel corso della sua lunga carriera, ha registrato più di 30 album e scritto centinaia di canzoni, alcune delle quali sono divenute celebri nelle interpretazioni di artisti come Bariş Manço e Selda Bağcan. Per Erdinç Eçevit, interpretare una suite di brani di Ertaş con gli Altın Gün, è stata un'occasione per tornare alle proprie radici: “Entrambi i miei genitori sono turchi, della stessa zona in cui Neşet Ertaş è nato. È la musica con cui sono cresciuto. Quando avevo cinque, sei anni, mio nonno suonava sempre le cassette con le sue canzoni e io le ascoltavo tutto il giorno. Allora ero troppo piccolo per capirne davvero il testo e il significato, ma mi piacevano molto le melodie. La lavorazione del nuovo album è stata un’opportunità per immergersi profondamente nei testi di Neşet Ertaş che si sono rivelati “storie su ciò che sto affrontando
nella vita. La musica tradizionale turca è il blues del popolo turco”.
“Neredesin Sen” (Dove sei) è stata scelta per lanciare l’album e per aprire la scaletta con incalzanti pennellate di chitarra e linee di basso che diventano un tutt’uno con l’incedere danzante della batteria di Daniel Smienk e il canto di Erdinç Eçevit. Il proseguo si rivela eclettico, dalla sensazione di sospensione e attesa che veicola “Gönül DağI” (Montagna del cuore) all’ariosa e apparentemente scanzonata “Öldürme Beni” che chiede “non uccidermi” (d’amore). Gli arrangiamenti pescano anche dal prog, inseriscono incursioni con il pitch-bend del synth da parte di Eçevit, ma anche atmosfere rilassate impreziosite dal lavoro slide alla chitarra di Thijs Elzinga quando si tratta di amplificare le linee melodiche di "Gel Kaçma Gel" (Vieni, non scappare). Si chiude con un’ intensa ballata che vede protagonista le tastiere e la voce di Erdinç Eçevit "Bir Nazar Eyeldim" (Lancio uno sguardo), con il ritmo che cresce fra arpeggi di synth e un’essenziale ritmo scandito da una drum machine. Tre brani chiave (“Zülüf Dokülmüş Yüze”, “Neredesin Sen” e “Gel Kaçma Gel” sono stati presentati dal vivo nel programma olandese “3voor12” della rete VPRO e rendono bene gli arrangiamenti e clima musicale creato dal gruppo. altingun.bandcamp.com/album/garip
Alessio Surian
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