Suonno d’Ajere – Live in Quartet (Agualoca Records, 2026)

Parlare di canzone napoletana non è facile, soprattutto perché è difficile stabilire l’origine di un fenomeno talmente radicato nella città di Napoli da portarci a pensare che sia sempre esistito. Per usare un’immagine, la canzone napoletana è come un oceano e noi, ascoltatori, musicisti, studiosi etc., siamo capitani di tante navi che ne solcano le infinite acque. Per nostra fortuna, ci sono isolette alle quali approdare ed è questa, forse, la chiave per evitare di perdersi fra le correnti della canzone napoletana. Bisogna sempre avere un riferimento, una bussola o qualunque altro elemento che ci possa guidare quando navighiamo. Attualmente, l’isoletta in vista è rappresentata dai Suonno d’Ajere, un gruppo attivo dal 2016 nato dall’esigenza di conoscere e approfondire ciò che la città di Napoli ha prodotto nella sua storia musicale vocale. Ci sono tre componenti, Irene Scarpato (voce), Marcello Smigliante Gentile (mandolino, mandoloncello), Gian Marco Libeccio (chitarre), che provengono da esperienze musicali diverse, dal jazz alla musica leggera, dalla musica popolare a quella classica; tutte influenze presenti nella loro proposta musicale basata su una connessione tra classicismo mediterraneo e un'ostinata ricerca di essere contemporanei. Le tracklist degli album e le setlist dei concerti comprendono prevalentemente brani poco conosciuti, frutto di un fedele lavoro di ricerca, senza escludere pochi altri più celebri e alcune canzoni originali composte dal trio stesso o da autori contemporanei. L’oggetto di nostro interesse oggi è l’EP di sette tracce dal titolo “Live in Quartet”, registrato e missato da Daniele Chessa durante il concerto tenutosi al Teatro Trianon-Viviani di Napoli il 21 marzo 2025. Il disco segna una tappa fondamentale per la band napoletana. Per la prima volta nella loro storia, i Suonno d’Ajere hanno ampliato la formazione in un quartetto, affiancando al trio storico il percussionista Salvio La Rocca e introducendo anche l’uso della chitarra elettrica. Una scelta audace che genera una dimensione sonora più ampia, vibrante e ricca di sfumature, pur restando saldamente ancorata all’autenticità della tradizione. L’EP rappresenta per il gruppo un ponte tra passato, presente e futuro che prende forma grazie a quattro tracce provenienti dall’ultimo album, “Nun v’annammurate” (“Munno Cane”, “Ammore busciardo”, “O calippese napultiano” e “’A Gelusia”) cui si aggiungono l’apertura “Vurria” (Rendine/Pugliese), “Presentimento” di E.A. Mario, un classico suonato nella formazione originaria, e un classicone come “Munasterio ‘e Santa Chiara”. Il 2025 ha rappresentato un periodo di grande attività e maturazione creativa per il gruppo, impegnato in una tournée internazionale che ha toccato l’Europa (da occidente a oriente), l'Asia e Capo Verde. Altrettanto rilevante è stato il successo della cantante Irene Scarpato: grazie alla sua partecipazione allo spettacolo teatrale “Dignità Autonome di Prostituzione” di Luciano Melchionna, si è confermata non solo come una delle voci più autentiche del panorama napoletano, ma anche come un’interprete completa, capace di unire con estrema abilità la recitazione al canto. In fondo, forse è proprio questa la forza dei Suonno d’Ajere: non limitarsi a custodire la canzone napoletana come un oggetto prezioso sotto vetro, ma attraverso “Live in Quartet” realizzano la fotografia di un momento in cui la tradizione respira e si espande senza perdere la propria identità. L’ingresso delle percussioni e della chitarra elettrica non tradisce il passato, ma lo illumina da nuove angolazioni, dimostrando che il repertorio storico può ancora vibrare con urgenza contemporanea. La scelta di brani meno frequentati, accanto a classici intramontabili, conferma un approccio che unisce passione, istinto e, soprattutto, ricerca. Così, mentre continuiamo a navigare nell’oceano di questa tradizione secolare, “Live in Quartet” diventa una nuova isola a cui approdare. Non un punto d’arrivo, ma una tappa luminosa che ci ricorda come la memoria, per restare viva, abbia bisogno di coraggio, ricerca e futuro. Con questo EP i Suonno d’Ajere confermano la loro missione: rinnovare il repertorio partenopeo con curiosità, rispetto e uno sguardo audacemente contemporaneo. 


Francesco Tommasino

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