Orchestra Mambo International – ¡Apúntalo! (Loft Recordings, 2026)

"¡Apúntalo!" è l’opera prima dell’Orchestra Mambo International, formazione nata nel 2022 dall’incontro tra il trombonista e songwriter Jonny Enright e Lubi Jovanovic, DJ, promotore, mentore e autentica enciclopedia vivente della salsa, e già diventata una delle realtà più curiose della scena Latin britannica. Pubblicato da Loft Recordings in vinile e digitale, il disco nasce con un piede nella grande stagione del mambo newyoricano e della salsa degli anni Settanta e l’altro nella vivacità del jazz afrocubano contemporaneo. A colpire è capacità di questo large ensemble di restituire non una semplice idea della musica latina, ma una intensa carica di energia e buone vibrazioni: quelle di una pista da ballo che sembra spostarsi da New York a L’Avana, da Caracas a Bogotá, fino a piantarsi sorprendentemente nel nord dell’Inghilterra. La storia della band, del resto, è fatta di incroci ed attraversamenti tra latitudini e longitudini differenti. Enright ha iniziato a suonare gli ottoni ad Halifax nelle brass band locali, ha studiato al Royal College of Music, ha frequentato Joe “Boogaloo” Bataan e Jack Costanzo, ha guidato Grupo X e collaborato con musicisti come Bootsy Collins e Peggy Seeger, arrivando persino a lavorare come consulente per Fania Records. Jovanovic lo affianca con una conoscenza della musica latina maturata attraverso decenni di ascolti, DJ set e attività di promozione. Da questo incontro nasce un’orchestra multigenerazionale nella quale musicisti provenienti da Venezuela, Cuba, Colombia, Brasile, Spagna e Regno Unito condividono lo stesso spazio sonoro. Al centro c’è Carlos “Pachanga” Peña, 72 anni, veterano venezuelano della salsa, già corista di Oscar D’León e protagonista di una lunga carriera internazionale. La formazione è completata da Jonny Enright al trombone e nei cori, Carlos Peña alla voce principale, Claritzel Miyares alla lead vocal, Romy Taylor ai cori, Olivia Cuttill, Víctor Estévez e Chris Williamson alle trombe, Gustavo Andrade al sax baritono, John Settle al vibrafono, Andrzej Baranek al pianoforte, Simon Edwards al basso, Camilo Ochoa a bongó, campana e coro, Sam Bell alle congas e coro e Jimmy Le Messurier ai timbales e coro. È una line-up numerosa, ma mai ridondante: ogni elemento ha un ruolo preciso nella costruzione del groove. Per comprenderlo basta ascoltare "Flauta Pa’ Ti" che apre il disco ed entra subito nel vivo con una pachanga diretta e senza preamboli: piano montuno, basso tumbao, sezione fiati compatta, timbales incandescenti e il flauto di Chip Wickham che attraversa l’arrangiamento con libertà jazzistica. L’omaggio alla tradizione della charanga e a riferimenti come Típica 73 e Orquesta Novel non è sterile esercizio filologico, ma un laboratorio sonoro in continuo fermento dove Andrzej Baranek firma un brillante assolo di piano, mentre Jimmy Le Messurier porta sui timbales quella tensione ritmica che rende il brano irresistitibile. "Yembereque" sposta l’accento verso la bomba e il Latin jazz, mentre "So Near, Yet So Far" costruisce una trama più sinuosa, dove Afro-Cuban jazz, salsa dura e improvvisazione convivono con sorprendente naturalezza. Quando arriva "Llegó Mi Gente Ya", il disco sembra trovare il proprio centro emotivo. La salsa dura diventa dichiarazione collettiva e la voce di Peña, affilata, ironica, ritmicamente precisa, si appoggia al gioco di call-and-response fra solista e coro. È una vocalità profondamente legata alla tradizione del sonero, capace di trasformare la struttura del brano in materia viva. Non c’è mai l’impressione di una riproposizione sonora museale: la musica respira, si dilata, coinvolge nota dopo nota. "Olufina", il singolo scelto per anticipare l’album, è probabilmente la sintesi più immediata di questa poetica: un mambo afrocubano alimentato dai batá, da poderosi interventi dei fiati, dal vibrafono e dalle percussioni, con il nome del brano che richiama Changó, orisha yoruba del tuono e del fuoco. La sua energia è una festa, un caleidoscopio di colori musicali cangianti. "Mi Mambo" insiste sulla dimensione orchestrale, mentre "Rumba, Ron y Rico Son" introduce la voce di Claritzel Miyares e il violino del cubano newyorkese Yrving Yeras, ampliando la tavolozza verso il son montuno e la charanga. Qui il lavoro sugli spazi è particolarmente efficace: invece di saturare continuamente il campo, gli arrangiamenti lasciano respirare le singole sezioni, creando quella leggerezza elastica che consente agli assoli di emergere senza spezzare il flusso. La conclusiva "Yenyere" torna alla salsa classica, chiudendo il cerchio con la stessa energia diretta che attraversa l’intero album. "¡Apúntalo!" è, in definitiva, un disco che partendo dalle radici della musica afro-latina newyoricana la reinventa attraverso il dialogo con le sonorità contemporanee per proiettarla verso il futuro. 


Salvatore Esposito

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