Mare Llengua Festival, Alghero, 8 - 11 ottobre 2026

Sul palco, anche la giovane e talentuosissima artista catalana Sandra Bautista, che negli ultimi anni ha raccolto consensi e riconoscimenti da tutto il mondo della canzone d’autore internazionale. Altri omaggi musicali a Llach e alla canzone catalana e algherese, al cui rapporto di vicinanza e scambio è dedicata questa edizione, si sono susseguiti a opera dell’artista siciliana Beatrice Campisi, e dei cantautori Davide Casu, Enrico Ceravola, Eleonora Peana, e gli stessi Joan Peiró Aznar e Yasmin Bradi. Nuova giornata, e molto intensa, quella di domenica 11 ottobre, dedicata quasi interamente a Sergio Secondiano Sacchi, appartenente al nucleo di appassionati tra cui Enrico de Angelis e Mario De Luigi che, raccolti attorno ad Amilcare Rambaldi, fondarono il Club Tenco nei primi Anni Settanta, e che ha lasciato questo mondo il 19 febbraio scorso. Nel pomeriggio, mentre al Teatro Civico il pubblico ha potuto godere dei set di Eleonora Peana, accompagnata da Cristian Ferlito, di Federico Perantoni Marras con Alessandro Zolo e Paolo Zuddas, e di Sandra Bautista insieme al batterista Claudio Ramos Rosa, presso l’Obra Cultural veniva proiettato il documentario “Sergo Secondiano Sacchi - L’architetto di canzoni”, di e con Claudia Crabuzza. La serata finale che è seguita in teatro, intitolata “La vida, amic, és l’art del encontr” (“La vita, amico, è l’arte dell’incontro”, massima di Vinicius de Moraes
adottata dal Club Tenco perché ne racchiude lo spirito), è stata memorabile. Claudia Crabuzza – che era legata a Sacchi non solo in quanto artista da lui grandemente apprezzata, ma anche da reciproca stima e amicizia profonda – ha avuto un’idea a nostro avviso davvero perfetta per ricordarlo: descriverlo attraverso uno dei suoi innumerevoli progetti culturali, quello sul cantautore russo Vladimir Vysockij, di cui Sacchi tradusse alcuni brani e li propose a tanti diversi interpreti. Qui, il progetto viene ripreso e trasformato ancora, proponendo ad altri artisti di tradurre le canzoni di Vysockij nella propria lingua minoritarie. A narrare vita e gesta di Sergio Sacchi, guidati da Rachele Falchi, sono stati Steven Forti del Direttivo del Club Tenco e al fianco di Sacchi nella costruzione della “costola catalana” del Club “Cose di Amilcare”; Alessio Lega, che come artista e amico lo ha accompagnato in tante idee; Laura Rossi, che seguiva e segue il progetto editoriale del Club “Il Cantautore”, e che quest’anno ha curato l’edizione speciale “Il CantaSacchi” che sarà reso disponibile per l’imminente nuova edizione del Premio Tenco. Così, tra un aneddoto e una testimonianza, si sono ascoltate da Andrea Andrillo, in lingua sarda campidanese, “De sa gherra no nd’est prus torrau” (“Dal fronte non è più tornato”, adottando la traduzione di Sergio Sacchi);
“Go portà ea me pena” (“Ho portato la mia pena”) tradotta e cantata in lingua veneta da Rachele Colombo, “Lu boscè sintimintari “(“Il pugile sentimentale”) in lingua turritana da Federico Marras Perantoni con Carlo Doneddu alla chitarra; “La scarfata ianca” (“Il bagno alla bianca”) in lingua salentina dallo stesso Alessio Lega, “La ginnastica” in lingua perugina da Olden (al secolo Davide Sellari, adattata con Diego Mencaroni); “Caddos arestes” (“Cavalli bradi”) in lingua sarda logudorese da Caterinangela Fadda anche lei accompagnata da Carlo Doneddu; “L’ultimu cantu” (“L’ultimo canto”) in lingua siciliana da Beatrice Campisi. Un momento molto emozionante è stato quando Daniele Caldarini, musicista che ha collaborato a lungo con Sacchi, ha suonato al piano “Il volo di Volodja”, splendida canzone scritta dallo stesso Sergio Sacchi, che Claudia Crabuzza ha tradotto in lingua catalana di Alghero con il titolo “Lo vol de Volodja” e il cui testo – non potendo esser presente lei a cantarlo – è stato letto con emozione da Giovanni Chessa. Una versione collettiva di Dal fronte non è più tornato, infine, ha chiuso il sipario sulla serata e sull’intera manifestazione algherese. Ricordiamo che quest’anno, portando le giornate dell’evento da tre a quattro, l’Associazione Cabirol ha dato spazio anche al convegno nazionale
“Le minoranze linguistiche in Italia, quale futuro?”, che si è svolto il giovedì, organizzato da Omnium Cultural de l'Alguer, con ospiti Rosario Petta, sindaco di Piana degli Albanesi, Sabrina Rasom, direttrice dell’Istituto Ladino di Fassa (Trento), Leo Virgili, musicista già direttore artistico del Suns; Pere Camps e Marçal Girbal, del festival BarnaSants, e infine Tore Cubeddu, Presidente dell'Associazione Articolo 6. Presso il Teatro Civico, a seguire, si è svolta la rappresentazione teatrale in algherese organizzata dall’Obra Cultural Les veus de Garulè con la partecipazione di 50 interpreti algheresi. Nel pomeriggio di venerdì, poi, si è svolta la proiezione dei documentari a cura di Società Umanitaria, “Val Po – Una lenga un paí”s di Eliane Tourtet (occitano) e “Ar Yezh” di Aurélie Scouarnec (bretone), seguita dai concerti di Agathe Catel con Antonio Fortunato e Gianluca Porcu, del Nunc duo di Manuel Attanasio e Peppino Anfossi e di Joan Peiró Aznar. Esprimiamo il più grande augurio affinché questo evento continui a crescere e a dare esempio del valore del dialogo interlinguistico in questa fase oscura dell’umanità tutta.

Alessia Pistolini

Posta un commento

Nuova Vecchia