Nogu Svelo! – Unstable Equilibrium (Deluxe Edition)(Max Incubator/Self, 2026)

Il Moscow Rock Laboratory (Московская рок-лаборатория) ha rappresentato uno snodo fondamentale per la nascita e lo sviluppo del rock indipendente a Mosca e, più in generale, per la sua scena underground. Nato il 23 ottobre 1985, in piena perestrojka, presso le strutture culturali del Soviet di Mosca, e rimasto attivo fino al 1992, il laboratorio non era solo un “club” nel senso occidentale del termine, ma piuttosto una sorta di organismo di mediazione tre la scena rock moscovita e le autorità sovietiche. Le band che non appartenevano alle organizzazioni concertistiche statali potevano essere ammesse al laboratorio, ottenere spazi per provare, organizzare concerti, utilizzare attrezzature, registrare e promuovere la propria musica. In cambio, naturalmente, esisteva un sistema di controllo e supervisione da parte delle strutture culturali ufficiali. E’ lì che nel 1998 prendono vita i Nogu Svelo!, formazione nata intorno al bassista e cantautore Maxim Pokrovskiy e ben presto diventano una delle band più riconoscibili della scena rock russofona. Nel corso degli anni, mettono in fila venti album, girato ottantuno videoclip, oltre a calcare i palcoscenici di Europa, Asia e America. La vicenda personale e artistica di Maxim Pokrovsky e insieme a quella del gruppo è stata, però, bruscamente stravolta dopo la presa di posizione contro il regime di Putin e l’invasione da parte della Russia dell’Ucraina. Questa coraggiosa presa di posizione ha comportato la cancellazione dei loro concerti, il blocco e la rimozione della loro musica dalle piattaforme digitali in madrepatria e, inevitabilmente, l'esilio forzato. Tuttavia, lungi dal lasciarsi silenziare, il gruppo ha trovato rifugio a New York, ricostruendo lì una line-up internazionale, in grado non solo di raccogliere centomila dollari per sostenere i profughi, ma anche di recarsi eroicamente a Kiev, divenendo la prima band russa invitata nel paese dall'inizio dell'invasione nel 2022, per girare le crude sequenze di un videoclip contro la guerra. È da questo profondo e lacerante contesto di sradicamento e resistenza che ha preso vita "Unstable Equilibrium ", nuovo album nel quale i Nogu Svelo! hanno raccolto tredici brani che, nel loro insieme, compongono un’opera in cui le ispirazioni musicali si nutrono dell'urgenza del presente, fondendo l'immediatezza del rock con le sonorità di confine, in un equilibrio perennemente sul precipizio. Il suono e gli arrangiamenti del disco colpiscono per la loro organica essenzialità, una scarnificazione voluta in cui dialogano l'elettronica e gli strumenti acustici, riflettendo le tensioni di un'epoca plumbea ed incerta. L’architettura sonora è retta da Maxim Pokrovskiy, che si fa carico non solo delle voci principali vibranti, teatrali e mai meramente didascaliche, ma anche del basso elettrico e della complessa programmazione elettronica, firmando composizione, arrangiamento, produzione e mastering. Attorno a questo nucleo ritmico pulsano le intuizioni della chitarra di Christian De Marco, capace di graffiare e tessere trame atmosferiche, e i caldi e vibranti contrappunti dei fiati, magistralmente affidati al trombone di Matthew Breuer e alla tromba di Josiah Lamb. A completare questo mosaico timbrico dai contorni quasi jazzati e sperimentali intervengono le puntuali incursioni della batteria di Graham Doby e la profondità terrosa del sassofono baritono di Volha Zakharava, elementi che si incastrano con precisione in una produzione che vede anche il tocco esperto di Stephen Hague e la preziosa collaborazione ai testi di Carsten Strauss. L’ascolto si apre con “ZombieLand”, titolo già programmatico per una canzone che trasforma l’idea di una comunità anestetizzata in una specie di filastrocca elettrica. Il testo insiste ossessivamente su “global world”, normalità, immunità, cancellazione della personalità. Pokrovsky costruisce una vocalità volutamente insistente, quasi straniante, sopra un impianto rock asciutto nel quale programmazione e chitarra si incastrano senza appesantire la struttura. “Trajectory” cambia prospettiva e introduce una dimensione più sospesa, quasi cinematografica, mentre “Scared of Being Afraid” porta il disco verso una tensione più scopertamente nervosa. Sono canzoni che non cercano la complessità attraverso arrangiamenti sovraccarichi: l’efficacia nasce piuttosto dall’accumulo, dalla ripetizione, dalla capacità di far diventare il ritmo una forma di inquietudine. In “Diamonds and Gold” il sarcasmo prende il sopravvento, mentre “Our Young Funny Voices” possiede una malinconia più sottile: dietro l’apparente semplicità della scrittura emerge una riflessione sul tempo, sulla memoria e sulla perdita di un futuro possibile. È uno dei brani nei quali la voce di Pokrovsky riesce maggiormente a tenere insieme ironia e vulnerabilità. La stessa ambivalenza percorre “The Final Day in Paradise”, dove l’idea del paradiso si sgretola progressivamente fino a diventare una scena surreale e apocalittica. Il cuore politico dell’album arriva con “Guns and Knives”, costruita su un contrasto particolarmente efficace tra la ripetizione quasi infantile del titolo e la brutalità delle immagini evocate dal testo. “Vote for Me!” porta invece il sarcasmo direttamente dentro la grammatica della propaganda elettorale, trasformando la voce del candidato in una maschera grottesca e inquietante. “Infinite Highway” allenta per un momento la pressione e apre una dimensione più ampia, quasi on the road, mentre “New Burpers” e “Crazy Life” riportano in primo piano quella vena dissacrante che appartiene da sempre al linguaggio dei Nogu Svelo!. Il brano conclusivo, “Unstable Equilibrium”, diventa infine una dichiarazione di poetica: l’equilibrio è fragile, continuamente minacciato dal caos, ma proprio questa precarietà diventa una condizione da attraversare senza rinunciare alla propria identità. La deluxe edition si arricchisce di un secondo disco che raccoglie il meglio della produzione dei Nogu Svelo!, a partire dalla deflagrante e dolorosa "Ukraine", il grido di fratellanza per cui il gruppo ha pagato il prezzo dell'esilio, un pezzo che unisce il folk all'urgenza rock. Si incontrano poi le radici eclettiche e inclassificabili del gruppo attraverso pietre miliari come l'ipnotica e straniante "Haru Mamburu", le atmosfere balcaniche ed est-europee di "Go East!", la disincantata "Moscow Romance", le vibrazioni mistiche di "Four Friends" e "The Doll", oltre alle ballate ruvide come "Siberian Love", "From Alma-Ata" e la sferzante ironia di "Lilliputian Love". Al termine di questa esperienza immersiva, "Unstable Equilibrium" si rivela ben più di un come-back album, ma piuttosto è il documento della nuova vita del gruppo, un'opera di un'autorevolezza potente che dimostra come l'arte, costretta a nascere tra le macerie dell'intolleranza e ad attraversare oceani per fiorire, possieda sempre la forza inarrestabile di farsi documento storico, trasformando il proprio equilibrio precario nell'unica e indistruttibile radice a cui aggrapparsi per non perdere la propria umanità. 


Salvatore Esposito

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