Il trio Fru Skagerrak è nato una quindicina di anni fa, come incontro tra violiniste: la danese Maja Kjær Jacobsen, la norvegese Elise Wessel Hildrum e la svedese Anna Lindblad, e si propone come un progetto culturale che fonde tre tradizioni in un linguaggio originale, in cui però rimangono ben riconoscibili le originarie matrici. Ciò è possibile grazie alla solida cultura musicale del trio e alla sua capacità di armonizzare le singole qualità e peculiarità, ed è favorito dalle differenti tipologie di violino da esse utilizzate: Hildrum suona un violino classico; Jacobsen, oltre a quello classico, il violino baritono (octave fiddle), che essendo accordato un’ottava più bassa ha un suono più grave, simile a quello della viola; Lindblad usa invece un violino a 5 corde, a cui il DO basso aggiunto conferisce sonorità più calde e profonde. Il risultato è una musica che spazia dagli accenti intimi e quasi solenni di un’aria alla vivacità di una danza tipica scandinava, e che si fa apprezzare sia che ci si concentri nel seguire i singoli passaggi, le variazioni e le sfumature di cui ogni brano è ricco, sia che più semplicemente ci si abbandoni al ritmo e alle emozioni. Analizzando le nove tracce che compongono “Decennium”, in apertura troviamo “Bostaden”, una lunga digressione su una sorta di basso continuo, in cui le note si susseguono a tratti rapide, in altri momenti si allungano e rallentano, sempre mantenendo in una positiva tensione questa composizione originale di Anna Lindbland. “Dagnys” è un piacevole valzer appartenente al repertorio della norvegese Dagny Veum Quisling, emigrata nel 1891 negli USA, dove è stato ritrovato, all’interno della “Wisconsin Folk Song Collection”. La marcia nuziale proveniente dal sud-ovest della Svezia, intitolata “Marsch från Sätila”, ha invece un inizio lento e quasi solenne, ma nel suo dipanarsi assume un tono più leggero e vivace, che ci sembra sottolinei efficacemente la gioia, ma anche le aspettative (e le incognite) che accompagnano una coppia di novelli sposi. “Kyst til kyst”, che significa “da costa a costa” è un altro brano di composizione, questa volta di Maja Kjær Jacobsen, che celebra l’amicizia che vive e perdura anche se di mezzo c’è un oceano. Si tratta di un ballabile vivace, allegro, eseguito dalle tre musiciste in serrato dialogo tra loro. Un ballo da sala dal ritmo incalzante e impegnativo è il successivo “10-årshallingen“, scritto in questo caso da Elise Wessel Hildrum. Con il set “E du gær'n gut” si torna in ambito tradizionale, per la precisione nel repertorio delle danze degli allevatori di renne norvegesi. Si tratta di due pezzi appresi da Knut N. Juveli, suonatore di sjøfløyte, cioè il cosiddetto flauto di mare, un flauto dolce che deve il suo nome al fatto che è arrivato in Norvegia con i marinai dei mercantili a vela. Qui il sjøfløyte è suonato da Hildrum, e conferisce al brano una grande delicatezza e leggerezza. “Bröllopsvals till Lovisa och Jonas” è un altro pezzo di composizione, un bel valzer a media velocità, scritto per il matrimonio di due amici da Anna Lindblad. “Oksekow” è una danza danese i cui rapidi moduli, ripetuti con variazioni e fortemente accentati, le conferiscono un carattere che si conforma al motivo che ha ispirato il suo autore, Hans Werner, che scrisse questa danza subito dopo la conclusione dell’assedio della città ucraina di Oksekow (1788), uno degli eventi bellici più importanti della guerra russo-turca del 1787-1792, in cui Danimarca e Norvegia erano alleate della Russia. In chiusura d’album “Matrosens klagesang” suggella il sodalizio tra le tre musiciste e il loro progetto di incontro tra le tradizioni e gli stili dei rispettivi paesi d’origine. Si tratta infatti di una sailor song danese, che incontra uno shanty norvegese e una melodia popolare degli allevatori di renne, diffusa in tutta la Scandinavia. Il disco è reperibile sia in formato fisico sia in formato digitale.
Marco G. La Viola
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