Il collettivo Spell Songs è nato come progetto che ha riunito sette musicisti folk e world: Karine Polwart, rinomata cantautrice e musicista di Stirlingshire in Scozia; Julie Fowlis, cresciuta nelle Ebridi, ora di stanza nelle Highlands, cantante folk in gaelico, prima 'Tosgaire na Gàidhlig' (Ambasciatrice Nazionale del Gaelico) della Scozia; Kris Drever, musicista folk contemporaneo e cantautore originario delle Orcadi, divenuto noto nel 2006 con l’uscita del suo primo album solista, Black Water, che oggi si esibisce da solo e come cantante e chitarrista nel trio folk Lau. Seckou Keita arriva dal sud del Senegal da una famiglia di griot, si è trasferito nel Regno Unito alla fine degli anni '90 e attualmente vive a Nottingham; è uno dei più grandi esponenti della kora, arpa-liuto diffusa in Africa Occidentale. Rachel Newton, arpista e cantante di Edimburgo, suona sia l'arpa acustica che elettrica mentre Beth Porter è una violoncellista e cantante molto nota nella scena folk e acustica del Regno Unito che ha lavorato con Newton Faulkner, Eliza Carthy e The Unthanks. Infine Jim Molyneux è un polistrumentista, cantante, compositore e produttore originario del Lancashire, che ora vive a East London. Tutti loro sono stati insigniti in vario modo e in anni diversi dai premi BBC Radio 2 Folk Awards. Il festival Folk by the Oak che si tiene a Hatfield Park nell’immediata periferia londinese aveva riunito per la prima volta nel 2018 questo eccezionale gruppo per un progetto nato per un singolo album, poi evoluto in un’affiatata band che ha pubblicato i due lavori “The Lost Words Spell Songs” nel 2019 e “Spell Songs II: Let The Light In” nel 2021. Come i precedenti, anche “In Thin Air” è ispirato alla collaborazione tra l'artista Jackie Morris e lo scrittore e naturalista Robert MacFarlane e al loro recente libro “The Book of Birds: A Field Guide to Wonder and Loss” (pubblicato da Hamish Hamilton/Penguin Books). Concepito come una guida al birdwatching, il libro identifica gli uccelli e cerca di creare un
legame profondo con essi. “Amo gli uccelli da quando, bambina, ne ho colto per la prima volta le forme alate. Li ho disegnati e dipinti dall'infanzia a oggi. Dipingere uccelli richiede attenzione: intrecciare pigmenti per creare piume, proprio come i musicisti intrecciano note per creare musica. Il mio desiderio è usare il colore per far cantare ogni uccello nell'occhio della mente, per catturare e trasmettere all'osservatore l'anima dell'animale e per evocare nel lettore — attraverso pigmento, forma, colore e consistenza, con ogni pennellata sulla carta — la meraviglia straordinaria di questi esseri con cui condividiamo il mondo” spiega l’illustratrice Morris nel presentare il suo lavoro grafico la cui realizzazione ha richiesto sette anni. “In thin air” è segnato per molteplici aspetti dal numero sette, numero magico: sette sono i musicisti del collettivo Spell Songs, sette i capitoli del libro che celebrano le specie aviarie in declino, come l’Avocetta, lo Zigolo giallo, la Sula, l’Usignolo, esaltando i modi meravigliosi in cui gli uccelli abitano nel nostro pianeta, sia nei diversi ecosistemi che nel folklore e nella nostra memoria; sette le meraviglie del mondo ornitologico richiamate dal libro e dall’album, cioè Nido, Uovo, Becco, Canto, Piuma, Volo e Migrazione, dichiarazione d'amore e appello sentito per fermare la scomparsa degli uccelli, risposta creativa al progressivo svuotarsi dei cieli. I musicisti si sono ispirati liberamente, ciascuno a suo modo ai diversi aspetti del libro, alcuni leggendo i testi, altri direttamente osservando i disegni degli uccelli. Da qui è nato
“In thin air” che si sviluppa in una trama complessa e delicata in arrangiamenti essenziali e ricchi di sonorità talvolta inusuali tra voci e cori, chitarre acustiche ed elettrica, kora, ukulele, arpa elettrificata, violoncello, piano, tastiere e synth, fischietti, percussioni e tamburi. L’album si apre con la title-track ed il fruscìo del volo degli storni che migrano e subito crea un’alchimia con la successiva, delicata “Make your heart a cradle”. In “Njan” (Nido) e nella successiva strumentale “Nest builder” le sonorità dei legni ricreano il suono della costruzione del nido. La formazione dell’Uovo viene raccontata nella toccante “A life begun”: “Nell'uccello si forma un fragile scrigno, dipinto con calligrafia astratta e selvaggia;/trattiene il respiro finché non nasci, /e nella sua fragilità risiede una forza. /Attraverso il guscio odi il grido di tua madre, /tra i mormorii ovattati dei tuoi simili; /devi ancora imparare il tuo cammino nel cielo, /scoprire il come del volo e il perché della migrazione” è il testo del brano composto da Rachel Newton. Nella delicata “An calman” (La colomba) cantata in gaelico si ripete il verso “Sei del mio sangue” e si ascoltano, in un’atmosfera sospesa, in assoluto rapimento, piccoli, emozionanti suoni. In “Bells fall still” sui versi di Robert MacFarlane si ascolta una ballata in quartine come quelle che caratterizzano parte del folk britannico, dedicata al musicista ed educatore musicale Ahmed Muin Abu Amsha, il cui progetto "Gaza Birds Singing" porta canti e strumenti della tradizione palestinese ai bambini nei campi profughi. Karine Polwart a proposito del suo approccio con il testo afferma: “Quando, da scrittore, ci si confronta con temi quali la fragilità e la fuga, il canto e la migrazione, è un attimo accostare
la condizione umana a quella degli uccelli. Il degrado ecologico di distese fangose e brughiere, mari e cieli, va di pari passo con una spaventosa accelerazione dell'oppressione politica e dei conflitti; alla base di entrambi vi è una mentalità fondata sullo sfruttamento e sul dominio”. Deliziose sonorità e armonie sono portate da “Tàladh nan Eun” (Ninnananna degli uccelli), uno dei vertici dell’album, in cui si coniuga splendidamente una ninnananna gaelica con un proverbio della tradizione mandinka, da ascoltare commossi e in raccoglimento: alla voce una Julie Fowlis ispirata e malinconica, poi il suono scintillante dell’arpa e un’apertura e un crescendo finali con la voce di Seckou Keita, la “voce” della kora e il violino. Il breve e strumentale “Feathers” (Piume) prelude a “Fallen Feathers” dall’atmosfera sognante in cui si omaggia il cigno, creatura simbolica della tradizione gaelica talvolta vista come guida o messaggero tra i mondi, un essere ultraterreno spesso associato alla tristezza, anche simbolo di bellezza e pace. Dopo l’orecchiabile “Ride the world’s winds” composta e cantata da Jim Molineux, “Flight” si apre con un’intro strumentale importante e delicata che sfocia in canto intrecciando gioiosamente linee vocali e strumentali. “Migration”, nata da una jam session, vuole evocare lo slancio della migrazione degli uccelli sia dal punto di vista strumentale con l’incalzare del ritmo sia nei versi ripetuti: "There you go, you’re finding your way" (Ecco, stai trovando la tua strada) che spingono il canto. Nella solare “Senegal” si inneggia allo spirito dello stercorario maggiore, uccello capace di percorrere enormi distanze dal Nord Europa al Brasile: per stare lassù occorre una certa fiducia nel proprio scopo, una consapevolezza
autentica di sé e della direzione del proprio cammino. “We only save the one we love”, sofferta, dalle sonorità intriganti tra voce, chitarra e kora, conclude il lavoro in modo corale e molto interrogativo. Questi quindici meravigliosi brani compongono un affresco sulla bellezza e l’importanza del mondo aviario e costituiscono un profondo omaggio alla biodiversità che ancora abita il nostro Pianeta, per quanto tempo ancora non sappiamo.
“Si potrebbe dire che questa musica ‘raccoglie’. Proprio come lo scricciolo costruisce il suo nido usando materiali diversi (dalla tela di ragno al muschio, dai licheni alla lana di pecora, dai petali alle foglie), così questo nido di canzoni nasce dall'intreccio di lingue, voci, visioni e strumenti differenti” sono le parole di Robert MacFarlane che costituiscono un bell’impulso per quest’album. E ancora: “Se i libri sono la foresta, i musicisti ne sono gli uccelli tra i rami”.
Accompagnato da uno splendido lavoro grafico l'album fisico è un oggetto d'arte. Il CD è racchiuso in un libro con copertina rigida con splendide illustrazioni di uccelli, uova e nidi realizzate da Jackie Morris e suggestive fotografie di Elly Lucas, note sui brani e testi curati dai singoli musicisti, oltre a testi di approfondimento, tutto presentato in un cofanetto dal design raffinato.
“In thin air” del collettivo musicale Spell Songs, è un piccolo grande capolavoro. E’ piccolo nei suoni così minuti, teneri e delicati, per la sua attenzione e la sua sensibilità, da ascoltare commuovendosi e ripensando ai suoni degli uccelli, ai loro particolari versi -che a tratti le sonorità di quest’album sembrano riprodurre in musica- e soprattutto alla capacità che li rende unici: quella di volare. È grande per la sua visione di apertura e integrazione e per lo scopo: vuole restituire alla Terra, ed agli Uccelli quali abitanti di questo nostro angariato pianeta, la giusta collocazione attraverso un sentito, ispirato omaggio e un canto di speranza. spellsongs.bandcamp.com/album/in-thin-air
Carla Visca
Foto di Elly Lucas
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