Un festival che è molto più della somma delle singole parti potrebbe essere un laconico riassunto dell’esperienza del “Masters of Tradition”, rassegna di musica irlandese, e non solo, che da oltre due decenni si svolge a Bantry, sulla costa occidentale dell’Irlanda.
La sua forma, così diversa da quella di molti altri festival di musica tradizionale, non è casuale. Martin Hayes, violinista e direttore artistico della rassegna, racconta di essere stato inizialmente persino riluttante all’idea di organizzare un festival. A convincerlo fu la possibilità di fare qualcosa che non assomigliasse a quanto già esisteva: “Why would I add one more festival that resembled another one?”. Da qui l’idea di proporre una versione della musica tradizionale senza compromessi, pensata per un pubblico disposto ad ascoltarla davvero, e di offrirle le stesse condizioni di ascolto e la stessa dignità performativa della musica da camera. Per Hayes, infatti, la musica tradizionale non coincide soltanto con la danza, le session nei pub o la sua dimensione sociale. Esiste anche come musica adatta a un ascolto profondo, capace di richiedere al pubblico una forma di attenzione più intensa. “Masters of Tradition” nasce precisamente per creare quello spazio: un ambiente
nel quale gli ascoltatori possano concentrarsi sulla musica e i musicisti siano liberi di suonare.
Dal 19 al 23 agosto Bantry, cittadina affacciata sull’omonima baia, ospita quindi una serie di eventi curati dal team di West Cork Music e dallo stesso Hayes, in veste di direttore artistico. Concerti segreti, conversazioni con i musicisti, appuntamenti pomeridiani e concerti serali si susseguono con un ritmo piacevolmente serrato, permettendo ai partecipanti di immergersi nella musica senza quella sensazione di eccesso che spesso accompagna le grandi rassegne. Tira un’aria quasi familiare. È semplice fare due chiacchiere con il resto del pubblico e soprattutto con gli artisti, i quali, probabilmente anche grazie alle dimensioni ridotte del festival, possono permettersi di respirare e sono generalmente molto disponibili.
Saranno quindi delusi i “session chaser” e gli amanti delle rassegne affollate e pirotecniche: niente frotte di musicisti a inondare le stradine e i pub di Bantry, niente session affollate fino all’alba, niente band impegnate in performance hollywoodiane.
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