George Ivanovitch Gurdjeff – Remembrance of a Forgotten Path by Kudsî Erguner (Seyir Müzik Records, 2026)

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Quello che stiamo per ascoltare è un lavoro pubblicato nel giugno 2026 da Seyir Müzik, un’etichetta discografica con sede a Bruxelles che organizza anche eventi, concerti, seminari e laboratori musicali. Se inizialmente la missione di Seyir Müzik è stata quella di far conoscere la musica d’arte ottomana, ecco che nel corso degli anni l’etichetta e il centro si sono aperti ad incontri e collaborazioni musicali dando vita ad un catalogo tutto da scoprire visitando il sito seyirmuzik.com. Il lavoro è diretto dal maestro Kudsî Erguner (1952), che non ha forse bisogno di presentazioni: solista dalla carriera quasi sessantennale, compositore, didatta, autore letterario, dottore di ricerca, Goodwill Ambassador dell’UNESCO, ha collaborato a progetti teatrali e cinematografici ed ha una produzione discografica che supera i centotrenta titoli. Qui Erguner suona il flauto ney della tipologia ottomana nella taglia kız, a lui si devono la direzione artistica e musicale, così come la selezione e gli arrangiamenti dei singoli brani. Tristan Driessens (1982), al liuto ‘ûd, si occupa di musica ottomana e antica e, nonostante la giovane età, ha già una carriera considerevole: ha studiato la musica modale ottomana (makam) e il liuto ‘ûd a Istanbul sotto la guida del maestro Necati Çelik conseguendo poi due master: in musicologia e in ‘ûd turco. Nel 2011 ha fondato l’ensemble Lâmekân, che ha già ricevuto numerosi premi e riconoscimenti. Collabora con i grandi maestri viventi della musica ottomano-turca e con artisti di area mediorientale ed europea. Yorgos Bereris (1993) è un pianista e compositore greco che vive a Rotterdam. Nato e cresciuto ad Atene, Yiorgos si è diplomato in pianoforte alla Ionian University con George Kontrafouris, per poi ottenere nel 2022 un master presso l’Università delle Arti Codarts di Rotterdam. La sua musica fonde il jazz con le tradizioni folcloristiche della Grecia e dei Balcani, ispirata e arricchita dalle collaborazioni con vari musicisti del Mediterraneo orientale. Le registrazioni e il mastering sono stati effettuati degli ottimi Rudy Coclet e Vincent De Bast. Presentati i brillanti protagonisti ed interpreti, per poter affrontare la recensione di un lavoro come questo è necessario ricostruire il suo contesto: come solo da qualche decennio si sa, Gurdjeff è stato un uomo dalle molte dimensioni: maestro spirituale, filosofo, scrittore, guaritore, mercante d’arte, musicista, “maestro di danze” e molte altre che non conosciamo. Era nato a Gyumri, nell’attuale Armenia (allora la russa Alexandropol) nel gennaio di un anno che potrebbe essere il 1866, oppure il 1872, o, ancora, il 1877, a seconda dei calendari adottati, per lasciare poi questo mondo a Neuilly sur Seine, Parigi, il 29 ottobre 1949. Come scrive lo stesso Erguner: “Fin da giovane, insoddisfatto dell’istruzione tradizionale così come dagli studi religiosi o medici, partì con un gruppo di compagni – i “Cercatori di Verità” – per spedizioni in Egitto, Tibet, India, Afghanistan e altre regioni dell’Asia centrale”.

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