Mare e Miniere XIX Edizione. Seminari di Canto, Musica e Danza Popolare, Vecchia Tonnara Su Pranu, Portoscuso (Sud Sardegna), 23 - 28 giugno 2026

Nella cornice incantata della tonnara Su Pranu di Portoscuso si è svolta, dal 23 al 28 giugno, la diciannovesima edizione di “Mare e Miniere”, il festival dedicato alle musiche popolari e che, con il coinvolgimento di numerosi artisti e maestri della scena italiana, è dedicato, in modo sempre più organico, alla didattica, nella prospettiva di tramandare e sviluppare il patrimonio espressivo legato alle musiche di tradizione orale. Come ci conferma il format più che rodato della manifestazione, i poli principali entro cui si sviluppa il programma sono, infatti, due. La didattica, appunto, delle musiche popolari, che determina il movimento più dinamico, perché impegna maestri e allievi – quest’anno straordinariamente numerosi - in seminari su strumenti, modalità di canto e repertori popolari, che si svolgono ogni giorno, attraverso sessioni mattutine e pomeridiane, negli spazi interni della tonnara. E il cartellone dei concerti, che impegna invece le serate del festival nello spazio aperto affacciato sul mare. Inutile dire che lo scenario degli spettacoli è unico, perché pone chi si esibisce e chi ascolta tra le mura interne della tonnara – un monumento a pieno titolo, tutelato della Soprintendenza, e percepito come un bene comune, non solo architettonico ma soprattutto storico-culturale – e la discesa al mare, da cui le squadre dei pescatori calavano i barconi per la mattanza dei tonni. Come sappiamo, le attività didattiche confluiscono nel tradizionale concerto che coinvolge docenti e discenti nella serata conclusiva del festival, con un’esibizione che ha il valore fondamentale di una condivisione di intenti, di una trasmissione di saperi e
pratiche che apre le musiche popolari ai giovani e, per loro tramite, alla conoscenza più ampia e extra-specialistica di repertori che hanno sicuramente bisogno di essere condivisi, interpretati, studiati e compresi. “Blogfoolk”, come ormai da molti anni, ha seguito, in qualità di media partner, la rassegna e ha potuto verificare l’efficacia della formula, così come la qualità della proposta artistica. Se da un lato, infatti, il cartellone assicura esibizioni eterogenee, che si articolano attraverso varie forme di rappresentazione – la musica, ovviamente, ma quest’anno anche il racconto teatrale e radiofonico – dal’altro lato la presenza dei tanti giovani e giovanissimi corsisti ha determinato un’atmosfera di grande partecipazione, aprendo il contesto del festival a un entusiasmo che fa bene sperare. Non si tratta di celebrare (semplicemente) l’importanza delle tradizioni popolari e – come dicevamo – della loro condivisione attraverso diverse generazioni. Si tratta di elaborare un metodo di condivisione di significati complessi e compresi in dinamiche anche extra-musicali, definire un intervento di trasmissione di conoscenze, lavorare dentro il contesto sociale - locale e non - per rafforzare l’efficacia delle relazioni (culturali, artistiche, politiche: insomma, quelle che tratteggiano il profilo della musica, sia di ieri che di oggi). 

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