Il Palazzo dei Congressi di Bologna, durante il recente World Congress of Music Therapy (WCMT) ha ospitato un intervento della musicista e terapeuta tunisina Rihab Jebali, fra le fondatrici, nel 2014 dell’Associazione Nazionale Tunisina per la Musicoterapia. Al WCMT ha presentato le attività dell’ Arab Board for Arts and Health, iniziativa nata due anni fa per la promozione delle arti nell’ambito della salute e delle attività di cura. Riportiamo qui di seguito il suo intervento.
Dai maqam di Al-Farabi e dalle riflessioni di Ibn Sina sull'effetto della musica, all'eredità di Ziryab, ai dipinti di Jawad Saleem, alle poesie di Mahmoud Darwish, ai testi di Gibran Khalil Gibran e alle voci di Fairuz e Umm Kulthum, l'arte araba ha forgiato una memoria condivisa in cui ognuno custodisce la propria identità e ricchi patrimoni culturali, incontrandosi, al tempo stesso, nell’ambito di un comune terreno di bellezza. Così, le arti nella nostra cultura sono diventate uno spazio che preserva l'identità, dona forza e dignità e funge da delicato ponte verso la guarigione psicologica e sociale, ripristinando l'equilibrio e la capacità di continuare a vivere con maggiore speranza. L’Arab Board for Arts and Health (ABAH) è un'istituzione giovane, ma con propositi di lungo respiro.
È stata fondata da un gruppo di specialisti arabi nel campo delle arti e della salute, insieme a esperti per gli aspetti di garanzia della qualità e dell’accreditamento, sotto l'egida di Global Vision for Quality and Sustainability Consulting, con sede ad Abu Dhabi. Il nostro obiettivo è costruire una piattaforma in cui creatività e terapia si incontrino, dove gli standard della nostra professione siano sufficientemente rigorosi da ottenere un riconoscimento internazionale e dove tale riconoscimento sia basato sull'esperienza araba piuttosto che importato dall'estero.
Miriamo a diventare l’istituzione di riferimento per le arti e la salute nella nostra regione: uno spazio in cui professionisti, ricercatori e responsabili politici possano incontrarsi per promuovere sia l'innovazione, sia la qualità dell'assistenza.
Ciò che desidero presentare non è teorico. Riguarda ciò che accade quando la musicoterapia viene applicata a Gaza, nel Libano meridionale, nei centri di accoglienza per rifugiati di Beirut e nelle capitali del Golfo che ospitano professionisti sfollati da tutta la regione. Riguarda ciò che abbiamo imparato e ciò che resta da costruire.
Tre iniziative per rispondere alle crisi
Il primo progetto consiste in una serie di laboratori online di musicoterapia ed espressione affettiva, rivolti direttamente alle popolazioni colpite in Libano, Palestina e nei Paesi del Golfo. Come per molti programmi, siamo partiti da un modello generale di espressione affettiva. Tuttavia, un approccio generico risulta insufficiente quando le popolazioni interessate vivono in prima persona un conflitto. Ci stiamo quindi orientando verso protocolli basati sulla consapevolezza del trauma e radicati nella cultura locale: moduli tematici che permettono ai partecipanti di esprimere i traumi attraverso strutture melodiche che già riconoscono come parte del proprio patrimonio musicale; e, al termine di ogni sessione, un'improvvisazione collettiva su una base ritmica condivisa.
La seconda iniziativa è dedicata alla formazione di formatori: musicoterapeuti, musicologi e psicologi che lavorano a Gaza e in altre zone di conflitto. Si tratta di professionisti che operano senza poter accedere in modo affidabile a Internet, senza una fornitura di energia elettrica stabile, spesso senza strumenti e dovendo fare i conti con il peso della propria stanchezza. Abbiamo quindi progettato un percorso formativo a più livelli, realizzato in collaborazione con Harmony Global Academy, un'accademia di formazione a distanza che opera attraverso una piattaforma di apprendimento online pensata appositamente per contesti di conflitto. Il primo livello offre una formazione in Primo Soccorso Psicologico attraverso la musica: per chi ha ruoli di terapeuta a Gaza è un’opportunità per condividere casi studio e imparare ad adattare le tecniche utilizzando esclusivamente voce e percussione corporea.
Un terzo livello, strutturato come un percorso di formazione per formatori, individua i partecipanti più capaci di Gaza e del Libano e li prepara a diventare leader regionali a pieno titolo.
A supporto di questa struttura, vengono fornite guide audio e manuali scaricabili, progettati per l'uso offline.
Monitorare le attività
Parallelamente, stiamo sviluppando un quadro di monitoraggio e valutazione: la scala relativa agli stati d’ansia GAD-7 adattata all'arabo, somministrata prima e dopo un ciclo di otto laboratori; un termometro emotivo a item singolo, con punteggio da uno a dieci, compilato a ogni sessione; valutazioni pre e post-formazione per i professionisti che certifichiamo; e testimonianze registrate, raccolte con il consenso informato in tutti i casi.
Da questo lavoro sono emersi diversi risultati concreti: un manuale di cinquanta pagine, “Tunes of Resilience,”, che non richiede il ricorso a strumenti musicali; una libreria di venti tracce audio adatte ad un uso offline; una rete per la supervisione che supporta i nostri terapeuti a Gaza tra una sessione e l’altra; e una relazione d'impatto semestrale destinata a essere presentata alle agenzie delle Nazioni Unite, all’Organizzazione Mondiale della Sanità e ai ministeri regionali.
Vorrei concludere con il punto che per me personalmente è più importante. Ciò che distingue questo lavoro è che non si tratta di un modello importato. Non richiede alle nostre comunità di tradurre la propria sofferenza in un vocabolario terapeutico occidentale, ed è realizzato da professionisti locali, tra cui la Dott.ssa Lina Riachy Haddad e Buran Saada, solo per citarne alcune. Si fonda sul maqam, sul dabke, sul tarab e sulle tradizioni orali a cui le nostre comunità si sono sempre rivolte nei momenti difficili. Costruendo interventi in questo modo, non ci limitiamo a curare il trauma. Affermiamo che l'identità araba è, di per sé, una fonte di guarigione.
Questo è ciò che l'Arab Board for Arts and Health vuol condividere e chi si augura di poter costruire in partenariato, in tutte le nostre regioni, negli anni a venire.
Rihab Jebali
Tags:
Accademia


