18th World Congress of Music Therapy (WCMT), Palazzo dei Congressi, Bologna 7 - 12 luglio 2026

1.400 partecipanti da 70 Paesi si sono riuniti per una settimana a Bologna per il Congresso Mondiale di Musicoterapia, un incontro con cadenza triennale: nel 2023 si è tenuto a Vancouver e nel 2029 verrà ospitato in Thailandia. Hanno curato l’organizzazione di questa edizione italiana l’AIM (Associazione Italiana Professionisti della Musicoterapia), la FIM (Federazione Italiana Musicoterapisti) e Punto di Svolta (Associazione Professionale di Musicoterapia), in collaborazione con la World Federation of Music Therapy (WFMT), il cui rapporto annuale può essere consultato online. La presidente uscente, Vivian Chan, ha sottolineato l'importanza di questo incontro globale a Bologna come momento in cui la comunità internazionale può riunirsi, riconoscere la diversità delle proprie pratiche e contribuire collettivamente al continuo sviluppo della musicoterapia in tutto il mondo. Agli organizzatori erano state inviate 1.265 proposte di comunicazioni e laboratori. Fra l’8 e il 12 luglio, utilizzando tredici sale parallele, le attività sono state suddivise in cinque tipologie: 382 presentazioni orali; 119 brevi presentazioni di poster (disponibili anche online); 66 tavole rotonde; 71 workshop e 30 World Café. Il 6 e 7 luglio, inoltre, oltre 200 partecipanti hanno preso parte a ulteriori laboratori e sessioni tematiche pre-congresso. Durante la cerimonia di apertura del WCMT, il 7 luglio, la Federazione Mondiale di Musicoterapia ha voluto celebrare alcuni contributi eccezionali nel settore attraverso dieci WFMT Award, riconoscimenti consegnati a professionisti, ricercatori, sostenitori, studenti e collaboratori
che continuano a promuovere la musicoterapia in tutto il mondo: Premio alla carriera: Dr. Gene Ann Behrens;  Premio per la ricerca e i progetti speciali: Dr. Jaakko Erkkilä;  Premio promotore della musicoterapia: King Man Chung (Kingman); Premio al servizio: Dr. Cheryl Dileo; Premio per la risposta alle emergenze: Dr. Emma O’Brien OAM; Premio per la migliore pubblicazione: Dr. Katrina McFerran & Prof. Denise Grocke; Premio miglior studente: Anuk Enkhnasan; Premio giovane professionista: Dr. James Burns; Premio per la collaborazione: Prof. Giorgos Tsiris Grazie al supporto della WFMT e del Comitato Organizzatore del WCMT 2026, sono stati selezionati 20 beneficiari di borse di studio. Queste agevolazioni hanno offerto preziose opportunità a studenti e professionisti di tutto il mondo per partecipare al congresso, condividere conoscenze ed entrare in contatto con la comunità internazionale di musicoterapia. Pur registrando una maggioranza di partecipanti provenienti da Europa e Nord America, al congresso hanno preso parte anche rappresentanze qualificate dall’Africa, dall’America Latina, dall’Asia, dal Mediterraneo e dall’Oceania. Lina Riachy Haddad (Libano), Buran Saada (Palestina) e Rihab Jebali (Tunisia) hanno dato voce alle attività di sostegno e cura nei territori piagati dalla violenza delle forze
armate israeliane. Tutto questo in un contesto globale in cui l’attenzione principale per le “crisi” guarda soprattutto all’Ucraina, con progetti che comprendono iniziative come “Ukuleles for Ukraine” – che prevede l’invio di strumenti da parte dell’Ukulele Kids Club in contesti che assistono chi affronta i traumi degli sfollati – e “Crisis Training”, incentrato sull'organizzazione di webinar rivolti ai terapisti che lavorano con le comunità ucraine. Fra i numerosi strumenti di monitoraggio e valutazione presentati, appare molto promettente il lavoro plurilingue coordinato in Canada da Amy Clements-Cortes e Samuel Gracida, intitolato “MT-VOICE”. Un riferimento in quest’ambito sono i progetti e i percorsi formativi sviluppati da Gustavo Gattino, professore associato all’Università di Aalborg e motore di percorsi di ricerca sulle interazioni sociali e lo sviluppo delle relazioni; un lavoro sviluppato principalmente in chiave di strumenti di monitoraggio per la musicoterapia, attraverso approcci misti alla raccolta e analisi dei dati che prendono in considerazione variabili psicologiche, fisiologiche e testuali. Il ventaglio delle proposte presentate è davvero ampio e spazia dall’Intelligenza Artificiale al folk. Sul primo versante si distingue il lavoro di squadra impostato in Australia da Felicity Baker, in particolare con il progetto MATCH. Attraverso un approccio transdisciplinare, la sua équipe sta mettendo a punto playlist per assistere persone con demenza o Alzheimer, abbinando la proposta a un rigoroso percorso di raccolta e analisi dei dati (realizzato in collaborazione con Universal). Sul versante delle musiche
tradizionali spicca, invece, il lavoro sistematico di musicoterapiste e ricercatrici russe e siberiane come Elizaveta Tiugaeva: sociologa, psicologa ed etnografa, ideatrice della “Folklore Therapy” centrata sul canto e sulle sue forme dialogiche e collettive legate alle varie fasi della vita. Al termine del congresso è stato anche presentato il nuovo consiglio direttivo della WFMT (2026-2029), che comprende la Presidente Mitsi Akoyunoglou, la Past President Vivian Chan, il Segretario Juan Carlos Camarena e la Tesoriera Amanda Montera. Completano il quadro gli incarichi conferiti per le pubbliche relazioni (Martina Scognamiglio), per la formazione (Baishali Mukherjee), per le pratiche cliniche (Camila Gonçalves), per le crisi globali (Luca Scavone), per le pubblicazioni (Gustavo Gattino), per la ricerca e l’etica (Eugenia Hernandez Ruiz) e per l’inclusione e la diversità (Marie Laure Rodríguez Quiroga). Le attività sono state accompagnate da un jingle che riprende il titolo del congresso, “Crossing Borders”, composto e interpretato da Paolo Alberto Caneva, Marzia Maddaloni, Selena Bricco e Martina Scognamiglio.




Alessio Surian

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