Nell’ultimo lavoro della cantautrice Erica Boschiero, “Un posto sulla terra”, si intrecciano l’intima, elevata considerazione per il mondo della natura e l’anelito ad una pacificazione interiore e di benessere in armonia con il mondo. Originaria dell’area delle Dolomiti venete, al suo quinto album dopo “Dietro ogni crepa di muro”, “Caravanbolero”, “E tornerem a baita”, “Respira”, la Boschiero propone testi impegnati che, ispirandosi al desiderio di un ambiente incontaminato, descrivono le cose della natura come forze ed entità e si avvicinano al modo di essere del mondo naturale per ricercare uno stato di equilibrio e serenità.
Erica ha ottenuto numerosi riconoscimenti per la sua attività, dal Premio Bianca D’Aponte al Premio come miglior testo a Musicultura e al Premio Parodi. Si è esibita in tutta Europa ed oltre, suonando anche per Emergency e Amnesty International; ha collaborato con importanti artisti tra cui Elena Ledda, Marco Rovelli, Riccardo Tesi, Canio Loguercio, Alessandro d’Alessandro, Maria Pia De Vito, Andrea Satta, Nando Citarella, Gualtiero Bertelli, Fausto Mesolella e con le sue canzoni ha incontrato diverse personalità di cui condivide i princìpi come Licia Colò, Franco Berrino, Don Luigi Ciotti.
La voce pulita, cristallina e sorridente della cantautrice trevigiana si snoda tra i nove brani dell’album, accompagnata in arrangiamenti coinvolgenti e delicati, e ci propone uno sguardo preoccupato ma fiducioso in un futuro sostenibile, rispettoso dell’ambiente, in cui l’ecologia nei rapporti umani si incarna anche in una gentilezza espressiva, assumendo il rispetto, l’ascolto e l’apertura, la cura e la responsabilità come valori fondanti.
“Un posto sulla terra” per Erica è dove ci si può sentire a casa, ma anche un luogo da preservare e, allo stesso tempo, un posto dove ognuno, compiute le proprie scelte personali ed esistenziali, può sentirsi al sicuro. “Di ambra le ferite” – uno dei brani preferiti da chi scrive – abbina un testo ispirato a un’antica fiaba dolomitica ad un accompagnamento scarno al basso profondo che si fa dialogo con la voce in una raffinata melodia dall’atmosfera sospesa, descrivendo un cammino interiore: “Quanto può essere il peso/Di un incontro sbagliato/Sulle spalle di un uomo/Lì, con la neve negli occhi,/Solo sopra una roccia/Ad aspettare il vento/Come una foglia che volteggia/E se ne va/Gli chiede di fidarsi un’altra volta”. La ritmata “Il futuro” è dedicata ai giovani, impegnati in importanti battaglie ambientali, sociali e politiche e a disegnare il loro futuro tracciando nuove strade. La trepidante “Gli alberi hanno grandi orecchie”, di cui è co-autore Paolo Capodacqua, racconta il mondo degli alberi, la lentezza, il cambiamento e l’ascolto. “Una cosa sola” è stata scritta con parole dirette pensando a una persona alla fine della vita che anche dopo continua a vivere nella relazione con le altre persone. “Fragile non è debole” suona un po’ come una canzone-manifesto: nella fragilità umana c’è forza così come per le persone che vivono nella precarietà c’è la grandezza: “Fragile non è debole/Fragile è umano/Fragile non è debole/Perché fragile è quello che siamo/La quercia appena nata fra le rovine e gli spari/La pace costruita su tutti i nostri ideali/La cara democrazia, buttata via e bastonata/La nostra imperfezione, questo bisogno di vita”. “Le stelle sono inquiete” dà voce a uno sguardo preoccupato sull’evoluzione dell’uomo che può condurre all’autodistruzione. L’energetico “Non siamo isole” costituisce uno stimolo a ripartire dai rapporti umani trascurati, per l’esaurirsi del tempo che è un dono prezioso ma non infinito. “E torneranno i prati” chiude l’album in un’atmosfera malinconica pensando alle guerre e al vortice di odio in cui sta precipitando l’umanità. “Facciamo che è passato/Che si gioca da capo/Facciamo che stavolta si è imparato” sono le sue accorate parole.
Il messaggio fiducioso di Erica Boschiero a tratti può sembrare disarmante e ingenuo, ma la cantautrice è solidamente radicata nella realtà in cui vuole cercare e consolidare spazi dove autenticità e rispetto siano considerati valori. In questa direzione ha anche sviluppato rapporti con alcune realtà produttive del modello sostenibile che condividendo il suo messaggio, sostengono il suo progetto discografico: NaturaSì, azienda pioniera dell’agricoltura biologica e biodinamica, e Almo Nature che, con la Fondazione Capellino ha sviluppato un modello socio-economico in cui i profitti sono destinati a progetti per la salvaguardia della biodiversità.
In “Un posto sulla terra” Erica Boschiero è alla voce, ai cori, chitarra acustica, percussioni, vocal e body percussion, Tony Pujia è alla chitarra classica ed elettrica, ukulele, tastiere, percussioni, Stefano Cenci al piano, tastiere, chitarra classica preparata, cori, Luca Trolli alla batteria, Marco Siniscalco al basso e Arnaldo Vacca alle percussioni e vocal percussion.
L’album è un lavoro intimo e autentico, dai testi personali, suggestivi e profondi che sollecitano un ascolto attento e un invito a ritrovare il proprio posto, a prendere in mano il proprio destino tra incertezze, autodistruzione e guerre ma anche attraverso nuove aperture e possibilità.
Carla Visca
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