Sarà che l’oud ha un po’ la forma del globo, almeno di un suo emisfero, ma quando una grande conoscenza della musica della propria terra, in questo caso la Siria, si unisce allo studio delle altre culture musicali del presente e del passato, le mani di un ottimo musicista creano rari gioielli come quello presentato in questo cd. In un viaggio dalla Siria a Bruxelles, Elias Bachoura aggiunge l’altro ideale emisfero ai suoi preziosi strumenti – tutti di alta liuteria –, volando e facendoci volare dall'una all’altra parte del mondo in pochi secondi. Sono otto le composizioni presentate in uno stile assolutamente originale ma che tiene conto di varie esperienze musicali orientali e occidentali, esprimendole con una sensibilità del tutto moderna e confermandosi come punto di riferimento mondiale.
Il lavoro si intitola ‘Biharayto’, che in aramaico significa ‘alla fine’ o ‘finalmente’, prendendo spunto dal titolo della traccia finale. Oltre alla tradizione siriana di Damasco, il musicista omaggia la musica dei suoi illustri maestri come Askar Alikbirof (Azerbaigian) e Munir Bashir (Iraq) oltre che la formazione classica occidentale ricevuta dal maestro Daniel Capelletti (Belgio). La prima traccia, “L’Étranger”, racconta del rapporto e del rimorso per non aver passato più tempo con il fratello del musicista che ormai vede appunto come uno straniero. Segue “Sur les murs d’Assur”, introdotto da un preludio classico ma che presto diventa un marcato tre quarti con brevi divagazioni metriche e melodiche di sapore popolare; poi sfocia in un tempo binario per poi ritornare all’arpeggio iniziale. “Les petit Julie” descrive una monumentale fontana in onore a un bambino che si trova al centro di Bruxelles, uno dei monumenti più famosi della città e di tutto il Belgio, simbolo della sua resilienza. Secondo la leggenda, il Mannequin Pis rappresenta un bambino di nome Julien che, mentre giocava in una piazza con i suoi amici, vide la miccia di una bomba in procinto di esplodere. Il brano non manca di una fresca e ingenua varietà infantile, significata dal fragoroso rasgueado iniziale, seguito da capricciosi ghiribizzi realizzati con il picado nel registro acuto e addirittura dalla citazione di uno dei canti più famosi del repertorio infantile come “Madama Dorè”. Con una sventagliata di note comincia “La Révolution”, in memoria delle vittime e dei martiri delle rivoluzioni, evocando, sia i momenti dolorosi di queste ma anche gli aspetti positivi, per ricordare che chi l’ha combattuta ha gettato le basi dell’attuale convivenza civile e pacifica. Tutto ciò è significato alternando note ribattute a parti armonicamente e melodicamente orecchiabili. La traccia successiva “Mélodies orientales” è invece dedicata a tutte le donne che lo hanno cresciuto, educato e incoraggiato a seguire il percorso della musica e dell’arte è quest’opera, basata sulla forma Samai, esplora più liberamente il disegno melodico del ritmo tradizionale alternando il tempo 10/8 e 3/4, creando così tensione ad ogni ritornello, un brano intriso di emozione e nostalgia. Diversi maqam si susseguono: curdo, Shahnaz, Sigabaladi, Bayyat, Saba e Nahawand. Il brano si conclude su un accordo maggiore. Elias ha composto quest’opera nel 1998, durante il suo ultimo anno al Conservatorio di Damasco. “Fantaisie Hiyaz” è stato composto in una piovosa notte d’inverno del 1999 e il maqam Hijaz utilizzato è una modalità che esprime angoscia, ansia e persino separazione. Qui, i brevi dialoghi tra i registri bassi e alti dell’oud ammorbidiscono abilmente la natura tormentata del maqam Hijaz, infondendogli un tono più gioioso. Dedicato al suo insegnante di oud, Askar Alikabirov, è “Caprice en Fa mineur”, nato dalla sua assimilazione della musica classica occidentale e della sua padronanza di una nuova tecnica per oud, ispirata alle opere di Mozart, Bach, Chopin, César Franck, Čajkovskij e altri. Il brano è stato composto nel 1998, durante il suo ultimo anno al Conservatorio di Damasco. È il risultato della sua padronanza di una nuova tecnica per oud, ispirata alle opere di Mozart, Bach, Chopin, César Franck, Čajkovskij e altri. Si tratta di un brano virtuosistico quasi da studio tecnico di matrice occidentale. Da notare l’inserimento delle frequenti cadenze frigie andaluse e una parte quasi contrappuntistica che omaggia il suo titolo titolo (essendo la fantasia una forma storicamente polifonica). Dedicato invece al Maestro Daniel Capelletti, suo insegnante di composizione è “Biharayto”, Elias ha iniziato quest’opera nel 2005, mentre studiava composizione al Conservatorio di Bruxelles. Immerso nella musica contemporanea, è stato profondamente influenzato dalla scoperta del compositore francese Pierre Boulez e da una sua affermazione: “una singola opera musicale non dovrebbe combinare più di uno stile di scrittura”. In questo brano, Elias mette in pratica quest'idea conciliando tre stili fondamentali – modale, tonale e atonale – nonché diverse scuole estetiche come il minimalismo, la musica spettrale, il serialismo, l'improvvisazione libera e la microtonalità. La sua intenzione è quella di sperimentare questi diversi approcci, combinandoli senza limitarsi a un singolo stile o disorientare l'ascoltatore durante le transizioni da uno stile all'altro. Il titolo utilizza le lettere della parole per creare un tema seriale che espone prima in modo lineare per poi variarlo continuamente. In questo brano, Elias concilia tre stili fondamentali – modale, tonale e atonale – così come diverse scuole estetiche come il minimalismo, la musica spettrale, il serialismo, l’improvvisazione libera e la microtonalità. La sua intenzione è quella di sperimentare questi diversi approcci, combinandoli senza limitarsi a un singolo stile o disorientare l'ascoltatore durante le transizioni da uno stile all'altro. Una composizione che fa l’occhiolino alla sperimentazione musicale americana che ha un punto fondamentale in John Cage.
Un disco che eleva l’intelligenza e lo spirito umano, e che suscita grande emozioni senza dispensare verità assolute e finali che non siano che quelle della bellezza pura e dell’arte.
Francesco Stumpo
Tags:
Medio Oriente
