Cara de Espelho – B (Locomotiva Azul, 2026)

Quando si parla di musica portoghese si ha a che fare con un terreno estremamente fertile. Accanto alla tradizione più conosciuta del fado, resa celebre a livello internazionale da figure come Amália Rodrigues e reinterpretata in chiave contemporanea da artisti come Mariza, si è sviluppata una scena musicale molto variegata che mescola radici popolari, rock, folk e sperimentazione. Il Portogallo contemporaneo può essere considerato come un laboratorio musicale in cui convivono diverse generazioni di musicisti, esattamente come lo è per noi italiani l’Emilia-Romagna (Lucio Dalla, Gianni Morandi, Vasco Rossi, gli Stadio, Zucchero etc.). In questo contesto si colloca il gruppo musicale di nostro interesse, i Cara de Espelho. La loro formazione è di sei elementi: Carlos Guerreiro (polistrumentista), Luís J Martins (chitarrista), Maria Antónia Mendes (voce), Nuno Prata (bassista), Pedro da Silva Martins (chitarrista e paroliere), Sérgio Nascimento (batterista). Nel 2024 si sono affermati come una delle band più innovative e promettenti del panorama musicale portoghese. Fin dall’uscita del loro album di debutto a gennaio, il gruppo ha riscosso un notevole successo di critica e di pubblico, lasciando il segno nella scena musicale contemporanea. L’album omonimo, “Cara de Espelho”, pubblicato il 26 gennaio 2024,  si è distinto per un sound unico basato sulla tradizione musicale portoghese e arricchito con interessanti sperimentazioni sonore contemporanee anche lontane dal Portogallo. L’autenticità e l’innovazione dell'album hanno garantito alla band un posto di rilievo nelle principali classifiche nazionali dei migliori album dell'anno. Nel 2026 il gruppo è tornato in studio e ha realizzato il secondo album, intitolato “B”. Come si può vedere, il titolo è essenziale e potrebbe suggerire l’idea di un secondo capitolo, una continuità con il primo disco. Se il disco precedente poteva essere letto come una dichiarazione d’intenti, “B” appare come un lavoro più maturo e consapevole. Nello specifico, una caratteristica ricorrente del progetto è data dal modo in cui la band lavora sui testi. Le canzoni dei Cara de Espelho sono spesso attraversate da un’ironia pungente che ricorda la tradizione satirica della canzone portoghese. In “B” questo approccio emerge con ancora maggiore chiarezza: i brani osservano la realtà contemporanea con uno sguardo critico ma giocoso, trasformando la politica, i meccanismi del potere e le contraddizioni della vita quotidiana in piccoli racconti musicali. In brani come i singoli “D de Denúncia”, “Bem-Vindo” e “Cara Podre”, la band riafferma la sua identità unica: una fusione di tradizione portoghese, sonorità contemporanee e testi incisivi che riflettono e interrogano il mondo che ci circonda. Dal punto di vista musicale, “B” si presenta come un insieme di influenze. Gli strumenti tradizionali convivono con chitarre elettriche e una sezione ritmica che alterna rock e folk. Ecco che si spiega il loro suono riconoscibile, in cui la memoria della musica popolare portoghese si intreccia con un approccio contemporaneo e aperto alle contaminazioni. Inoltre, la voce principale si muove con naturalezza tra registri diversi, passando da momenti intimi e quasi narrativi a interpretazioni più teatrali. Questo carattere performativo porta l’ascoltatore ad avere la sensazione che ogni brano sia una piccola scena musicale. Naturalmente, non è un disco fatto per un ascolto distratto, però, nonostante questa complessità, l’album rimane sorprendentemente accessibile. Le melodie sono immediate, i ritornelli restano facilmente in testa e l’energia complessiva del progetto arriva a tutti. È proprio questa capacità di unire intelligenza compositiva e spirito giocoso a rendere i Cara de Espelho una delle realtà più interessanti della scena portoghese contemporanea. In un momento storico in cui molta musica pop internazionale tende all’omologazione, “B” dimostra quanto possa essere fertile il dialogo con le proprie radici culturali. I Cara de Espelho non si limitano a citare la tradizione: la reinterpretano, la deformano e la trasformano in qualcosa di nuovo. Alla fine dell’ascolto resta la sensazione di un disco vivo, curioso e profondamente collettivo. Se il primo lavoro aveva presentato i Cara de Espelho come una promessa intrigante, “B” li conferma come una band ormai pienamente consapevole della propria identità artistica. Un album che diverte, sorprende e invita ad ascoltare la musica portoghese con orecchie nuove. caradeespelho.pt


Francesco Tommasino

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