Più dolce del miele: Ebo Taylor (1936 – 2026)

Il figlio di Ebo, Kweku Taylor, ha dato il triste annuncio domenica 8 febbraio: “Il mondo ha perso un gigante. Un colosso della musica africana. Ebo Taylor è scomparso ieri, il giorno dopo l'inizio del festival musicale ‘Ebo Taylor’ e esattamente un mese dopo il suo novantesimo compleanno, lasciando un'eredità artistica senza pari. Papà, la tua luce non si spegnerà mai”. Gli ha fatto eco un portavoce del presidente ghanese John Mahama che al programma Newsday della BBC ha dichiarato: “Ebo Taylor sarà ricordato come uno dei nostri più grandi musicisti di sempre (...) un uomo che si è battuto per portare la musica ghanese sulla scena mondiale in un momento in cui altri generi musicali erano predominanti”. Ad Accra, il 28 novembre 2019, Ebo Taylor (insieme al musicista ghanese Bibie Brew) aveva ricevuto il Music In Africa Honorary Award all'apertura della Music In Africa Conference for Collaborations, Exchange and Showcases (ACCES). Il premio, assegnato dalla Music In Africa Foundation, riconosce i musicisti il cui lavoro ha dato un contributo significativo alla musica africana. In molti ricorderanno i numerosi tour, fra 2011 e  2016, di Ebo Taylor con l'Afrobeat Academy: il seguente video viene dal concerto tenuto a Parigi a fine 2014 (l’anno in cui furono il gruppo di punta del Sauti za Busara festival diretto da Yusuf Mahmoud) e vede protagonisti  Ebo Taylor (voce, chitarra), Henry Taylor (voce, organo, synth Vermona), Franck Biyong (chitarra), Emmanuel Ofori (basso), Ekow Alabi Savage (voce, batteria), Eric “Sunday” Owusu (voce, percussioni), Ben Abarbanel-Wolff (sax tenore), Philip Sindy (tromba)


Ebo era nato a Cape Coast col nome Deroy Taylor nel 1936 ed è diventato, nell’arco di sei decenni, uno dei musicisti e compositori chiave dell'highlife ghanese e della sua evoluzione, protagonista di gruppi quali Stargazers e Broadway Dance Band dalla fine degli anni '50. Nel 1962 decise di trasferirsi a Londra dove fondò nel 1964 la Black Star Highlife Band: nella capitale inglese ebbe modo di collaborare con vari musicisti africani, compreso Fela Kuti. Nel 2014 Taylor ha dichiarato alla BBC che “con l'avvento di James Brown e della musica funk c’è stata l'opportunità di sviluppare la musica highlife. Fela ha lavorato molto per introdurre il funk nella musica yoruba, mentre io ho fatto più o meno la stessa cosa in Ghana”. Taylor ha riconosciuto a Kuti il merito di averlo incoraggiato a scrivere musica tipicamente africana. Nell’intervista del 2025 con Rob Shepherd, Taylor ha ricordato come i suoi studi musicali comprendessero compositori come Dvorak, ma anche come abbia scelto di restare attento a scrivere brani accessibili e ha così riassunto i caratteri dell’ highlife e dell’afrobeat: “L'highlife ghanese è quasi interamente suonato in tonalità maggiori. Sono pochi i brani in tonalità minore. L'afrobeat, invece, è prevalentemente suonato in tonalità minore. L'highlife e l'afrobeat sono generi musicali panafricani con espressioni diverse”. Taylor tornò in Ghana nel 1965 e dette vita a diversi gruppi, tra cui la New Broadway Dance Band e i Blue Monks, con cui collaborò anche il cantante ghanese Pat Thomas. All'inizio degli anni '70, Taylor cominciò a lavorare come chitarrista, arrangiatore e produttore per l'etichetta Essiebons, gestita di Dick Essilfie-Bondzie, dove lavorò a dischi di artisti come Thomas e Gyedu-Blay Ambolley. Il suo debutto discografico solista risale al 1976 con l’album “My Love and Music”  innervato da corposi riff  di fiati e chitarre per la Gapophone Records di eorge Appea Prah.


L’anno successivo comincia a pubblicare con la Essiebons, etichetta recentemente oggetto della raccolta Analog Africa “Essiebons Special 1973- 1984 – Ghana Music Power House”. Il primo dei cinque album si intitola semplicemente “Ebo Taylor” cui farà sguito “Me Kra Tsie” (1979) , inciso da Ebo Taylor & Saltpond Barkers Choir. Da quel periodo d’oro, la Wagram ha recentemente rilanciato il brano dedicato a Cape Coast, “Amponsah”.


Allo stesso periodo, a cavallo fra anni ’70 e ’80, risalgono due ricchi album per la Philips-West African-Records, “Twer Nyame” (1978) e l’LP condiviso con Pat Thomas “Sweeter than honey, Calypso ‘Mahuno’ And High Lifes Celebration” (1980). Negli anni Ottanta, Taylor ha smesso di guidare le sue band per lavorare ai dischi di altri artisti.  Con Pat Thomas ha inciso per la Essiebons anche “Uhuru Yenzu - Hitsville Re-Visited” (1982). Poi il lungo digiuno discografico e, soprattutto negli anni 2000 gli incariche come insegnante di musica all'Università del Ghana. Il silenzio discografico si è interrotto nel 2009 con il campionamento della sua  “Heaven” per la canzone “She Don't Know”del cantante statunitense Usher e con l’ultimo album per la Essiebons, “Abenkwan Puchaa”.


I campionamenti sono proseguiti con brani di Taylor come “Odofo Nyi Akyiri Biara” e “Love & Death”, rielaborati da artisti come i Black Eyed Peas, Kelly Rowland, Jidenna, Vic Mensa e Rapsody. Contemporaneamente etichette come la Strut Records hanno ripreso a veicolare la sua musica con album come “Love And Death” (2010) e “Appia Kwa Bridge” (2012” e con la raccolta “Life Stories: Best of Ebo Taylor 1973–80” (2012).


Hanno fatto seguito le uscite curate dalle etichette Mr. Bongo “ Yen Ara” (2018), Tabansi/BBE Music con “Palaver” (2019, con registrazioni del 1980) e Jazz is Dead col Taylor JID022 a lui dedicato nel 2025.


Alessio Surian

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