Tania Saleh – Fragile (Tantune, 2025)

Nei dieci brani che compongono l’album “Fragile” di Tania Saleh si avverte tutta l’incertezza dei nostri tempi: dal collasso ecologico che potrebbe colpire definitivamente il mondo che conosciamo – mondo che soffre della supremazia della ricchezza –, dal riscaldamento globale e la lenta estinzione degli organismi viventi, alle guerre causate dalla brutalità dell’uomo, al futuro non prevedibile dell’umanità ed alla sua dipendenza dalle macchine. L’artista libanese Tania Saleh è una cantautrice e creatrice visuale dall’attività trentennale, considerata una pioniera nel contesto della scena araba alternativa. Ha debuttato nel 1997 con il single “Ozone” e, nella sua carriera, ha esplorato diverse forme artistiche componendo il proprio repertorio e, allo stesso tempo, reinterpretando il patrimonio tradizionale libanese e arabo fondendo impegno sociale e poesia. Le sue uscite discografiche comprendono nove album registrati in studio e due dal vivo per alcuni dei quali ha ricevuto il German Record Critics’ Award nella categoria World Music: “Intersection” del 2018 e “10 A.D.” del 2021 co-prodotti con l’etichetta norvegese KKV. Ha sviluppato intense collaborazioni con altri artisti del mondo della musica e del cinema: in ambito cinematografico non sono mancati i suoi contributi, ad esempio scrivendo testi per il film Caramel della regista libanese Nadine Labaki e componendo canzoni per voci femminili internazionali come Natacha Atlas. Non manca l’attività didattica con la partecipazione a residenze artistiche e workshop educativi in tutto il globo, “L’idea per questo album mi è venuta dopo aver lasciato il Libano, il mio paese natale, a causa di una serie di sfortunati eventi che mi hanno costretto a ricominciare la mia vita in esilio” spiega l’artista. Dalle riflessioni su questo esilio è nata una grande forza creativa che si è concretizzata in “Fragile”, lavoro multiculturale e introspettivo che segue il flusso dei pensieri e delle emozioni. "A volte le mie valigie hanno un adesivo con la scritta “fragile” e questo mi ha fatto capire che si trattava di qualcosa di più dei miei effetti personali" ha dichiarato la Saleh in un’intervista a The National. L’album si apre con “Ghasseel Dmegh”, un lavaggio del cervello cercato per azzerare la sospensione del pensiero, per fermarsi ad assaporare i colori e trovare una nuova strada. In “Matrah” la cantautrice racconta di aver conversato con un gabbiano, un albero e un pesce, nessuno di loro tradirà la sua natura e il suo posto mentre l’uomo va alla deriva in questo mondo. Nel brano “In Tama Shi”, scandito da un battito suggestivo e potente, i versi evocano una nuova vita mentre la realtà sottolinea continuamente che l’uomo è niente; ma tra le braccia delle persone amate, sai che se glielo chiedi, diranno che sei tutto. La melodica “Qul” parla di sentimenti e la sofferente “Leh” si chiede perché cerchiamo la luce ma al tempo stesso odiamo l’attesa della luce. La lieve “Bas” propone un paesaggio sonoro ovattato così come le emozioni che racconta. “Hashara” parla di un insetto che abita nella mente, con tante storie da raccontare e a cui Tania è affezionata. “Marajeeh” nell’ultima parte contiene un omaggio ai versi del poeta egiziano Bayram Al Tunsi musicati da Zakaria Ahmad nell’interpretazione della cantante Oum Kulthum, star della musica mediorientale del secolo scorso. Conclusione illuminante con “Ghayr el Sama”: quando ci si sente insicuri, quando l’amore sbiadisce, quando non rimane nulla se non il cielo, allora saprai chi sei veramente. “Fragile” è interamente composto da Tania Saleh (che ha realizzato anche le particolari illustrazioni ispirate ai viaggi e il design dell’album), accompagnata a piano e tastiere da Oyvind Kristiansen (anche co-produttore), al clarinetto da Mohammed Najem, alle percussioni da Elias Ghourabi, all’oud da Islem Jemai, al kanoun da Nidhal Jaoui. È un lavoro dal tono intimo fortemente contemporaneo nei temi affrontati e nel sound, sviluppato insieme al pianista norvegese e compositore Oyvind Kristiansen, creando un mondo sonoro leggero ed inquietante. Melodie e ritmi orientali, elettronica e suoni contemporanei occidentali si combinano sapientemente originando morbidezze coinvolgenti, raffinate, originali ed eleganti. Proprio un bel disco. 


Carla Visca

Posta un commento

Nuova Vecchia