Marcello Colasurdo (1955-2023)

“Adesso alzate le vostre tammorre nell’alto dei cieli e suonate per me! Io da lì continuerò a suonare per voi nei cerchi della Terra e dei Campi Elisi. Grazie a tutti per l’amore che mi avete dato”
è il messaggio condiviso dai social il 5 luglio. Il giorno seguente, giovedì 6 luglio, a Pomigliano d’Arco, nella chiesa di San Felice, si è svolta, la cerimonia funebre che ha ricordato Marcello Colasurdo, nato a Campobasso il 16 aprile 1955, ma che qui si era trasferito a dieci anni.  “La canzone di Marcello”, il film prodotto nel 2006 dalla Falco e realizzato da Salvatore Piscicelli (con cui aveva recitato in «Immacolata e Concetta») offre un’introduzione al suo percorso umano e musicale, mentre Mimmo Grasso ha raccolto qui la sua testimonianza.


Di Pomigliano, dei suoi lavoratori, Marcello Colasurdo era diventato la “voce” insieme al Gruppo Operaio di Pomigliano d’Arco ‘E Zezi, fin dall’esordio nel 1974 e con il disco “Tammurriata dell’Alfasud” (1975). Nel 1996 Antonietta De Lillo ne ha ricostruito i primi vent’anni con il film “E Zezi: Viento 'e Terra”.


Marcello Colasurdo, voce, tammorra, pugno chiuso, dava corpo alla storia operaia incidendo brani come “’A Flobert”, così come nelle lotte e nelle manifestazioni. Il primo maggio 1993 partecipò al corteo sindacale a Sesto Fiorentino e nel pomeriggio al un concerto del Gruppo operario di Pomigliano d'Arco E' Zezi al Circolo Arci La Costituzione che inaugurò le attività dell'Istituto Ernesto de Martino dalla nuova sede a Sesto Fiorentino e la mostra sul percorso del Nuovo Canzoniere Italiano. Cantava nei cortei non meno che nei concerti, come testimoniato dal film del “Il sogno dei Zezi”. “Sogno” era tema caro a Marcello Colasurdo: “per noi oranti il tempo è sempre stato quello del sogno, anche quando stavamo in fabbrica, quando abbiamo perso del tutto la cognizione del nostro tempo”, ricordava a Mimmo Grasso in un’intervista del 2019.


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