Radical Raptors – Radical Raptors (Felmay, 2021)

Il progetto Radical Raptors nasce due anni fa dall’incontro tra Roberto Zanisi (bouzouki), virtuoso degli strumenti a corde (unico italiano a suonare come solista la steel-pan di Trinidad e Tobago) e William Nicastro (basso), musicista poliedrico dall’articolato background artistico, i quali dopo aver collaborato fianco a fianco con la cantante libanese Christiane Karam e la polistrumentista Amy Denio, hanno deciso di unire le forze per dare vita ad un originale percorso di ricerca sonoro. La base di partenza sono state alcune composizioni di Zanisi su cui Nicastro ha innestato elementi di avant-rock, jazz-prog e soul, così pian piano ha cominciato a prendere vita la struttura del disco omonimo che ha visto la luce quest’anno, grazie alla lungimiranza della Felmay. Composto da dieci brani, il disco compone un suggestivo itinerario sonoro che si muove tra Mediterraneo ed Oriente, un viaggio in cui i tempi dispari incontrano le sonorità di fado, rebetiko e walzer in una brillante cornice jazz-rock. L’ascolto si dipana tra le suggestioni sonore dell’iniziale “Requiem” al fascino di “Abebe Bikila” il cui dinamismo rimanda alle gesta del grande maratoneta etiope, per giungere alle sonorità arabe di “Salamaleikum”. Se “ Voice fo The Eagle” e la successiva “Raptor Stomp” sono intrise di jazz-rock, la seguente “House For Sale” è un gustoso dialogo tra danze mediterranee. Quel gioiello che è “Turkish Waltz” ci accompagna verso il finale con gli echi di jazz-prog di “Saturday The 13th”, la gustosa “Plettenberg Bay” e la sorprendente “China Vegas” che chiude un disco tutto da ascoltare per coglierne nota per nota ogni sua sfumatura. 


Salvatore Esposito

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