NIEMI – Spiraalit/Spirals (Bafe's Factory, 2020)

In finlandese “niemi” significa penisola ed è diventato un cognome abbastanza comune. È anche quello della cantante e compositrice Inka Niemi, con una predilezione per i toni soffici e i volumi contenuti. Per il suo album di debutto ha scelto come produttrice Venla Ilona Blom, attiva da una decina di anni, con una forte capacità di dialogo con altri musicisti cui offre le sue doti di beatboxer e arrangiatrice, ben in evidenza nei due album del quartetto vocale femminile Tuuletar. Quale poteva essere il punto di incontro fra il folk-hop di Blom, centrato sugli elementi naturali, e le eteree ballate di Niemi? Le ninne nanne. A loro è dedicato l’intero progetto. All’album, ipnotico e essenziale, contribuiscono altri otto musicisti finlandesi: la stessa produttrice Venla Ilona Blom ai cori, Eero Nurmela alla chitarra, Suvi Eevi Karhu e Outi Pajukallio alla cetra kantele, Tero Holopainen ai plettri, Olli Puolakka al contrabbasso, Lassi Ylönen alla batteria al Mari Talala al flicorno e Janne Storm che, oltre a piano, chitarra e setara, si prende cura dell’Ableton, della parte elettronica, dei suoni d’ambiente. Il disco apre proprio con lo scricchiolio della legna sul fuoco prima di cedere il passo alla voce di Inka Niemi che in “Intro” offre subito il suo invito a riposare: “nuku nuku”, dormi dormi. È un ritornello tradizionale, il primo di cinque brani tradizionali distribuiti lungo tutto l’album ad alternarsi con le composizioni originali. L’elettronica introduce “Silta” (ponte), una sognante poesia che ruota attorno ad un arpeggio suonato al kantele da Suvi Eevi Karhu: celebra un momento felice, quello in cui si lascia una condizione di costrizione e si può finalmente camminare attraverso un giardino, guardare il cielo e l’infinito, dalla veglia al sogno, un ponte verso altri mondi. Ad arrangiare il brano hanno contribuito Janne Storm e Mari Talala che hanno potuto contare sull’aggiunta di un quartetto vocale che comprende Annika Syrjälä, Elina Kyyrö, Inka Lappi, Veera-Selina Lajoma. “Mistas tunsit meian portin”, il terzo brano, è un brevissimo accenno ad un’altra aria tradizionale, che viene interpretato in versione vocale, senza ricorrere alle parole, sorta di introduzione ad “AA”, brano dalla scarna cornice elettronica e vocale funzionale a mettere in primo piano la voce solista che nel testo esplora l’acqua e le sue correnti più o meno profonde. Come i successivi due brani, viene dalla penna di Inka Niemi. “Joella” fa letteralmente ascoltare il flusso dell’acqua che scorre e, per la prima volta, ancora la canzone ad una tastiera, ma è come se l’ascoltassimo in lontananza: brevi arpeggi, accordi essenziali a ricordarci di stare vicino alla voce solista che narra la nostra condizione di figli dei fiumi e sembra condurci in un percorso meditativo che prosegue con “Alla” e vede voci ed elettronica sostituirsi all’acqua nel segnare il flusso sonoro su cui scorrono i sussurri (nuovamente liberi dalla parola) della voce solista. Il settimo brano, “Soua sorsa” (L’anatra che rema), torna alle fonti tradizionali e alla semplicità di due voci femminili che cantano sull’acqua, flusso che sfocia nel mare aperto (“Ulappa”), in un dialogo più luminoso fra strumenti e voce solista ad interpretare una nuova composizione di Niemi sul «passare dall’altra parte / ad ascoltare un coro sognante / che suona un accordo fermo / un suono che disegna una superfice / trasportando l’inno dell’acqua». E siamo a “Spiraalit”, sintesi dell’estetica dell’album: melodia di origine tradizionale e testo originale di Inka Niemi, che canta venti e danze circolari su arpeggi nitidi e consonanti. E siamo agli auguri di “Rauhaa voimaa valoa”: per chi l’ascolta, Inka Niemi auspica pace, forza e luce, la stessa che ispirano la sua voce e il flicorno di Mari Talala, di nuovo con accompagnamento da tastiere che risuonano da lontano offrendo al momento giusto modulazioni struggenti. Va da sé che a chiudere il disco sia “Tuutu” (letteralmente: ninna nanna), le sillabe magiche, questa volta affidate alla sola voce solista, che aiutano a varcare la soglia del sonno e del sogno. 



Alessio Surian

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