Tuuletar – Rajatila/Borderline (Bafe’s Factory, 2019)

Tuuletar, nella mitologia finlandese è la dea del vento. Dal 2012 è anche il nome del quartetto vocale femminile formato da Venla Ilona Blom (responsabile anche dei beatbox del gruppo), Sini Koskelainen, Johanna Kyykoski e Piia Säilynoja. Hanno cominciato a cantare insieme ad Århus, in Danimarca nel 2011, dove si trovavano a studiare. «Lontano da casa abbiamo cominciato a guardare alla nostra cultura e alla nostra tradizione da una prospettiva differente. Ci siamo domandate come proporre la nostra tradizione a persone che non hanno alcuna familiarità con la Finlandia». Ben radicate nelle tradizioni della propria terra, sanno attingere agli influssi musicali più diversi, dal Sud Est Asiatico all’hip hop, proponendo un ampio spettro di sonorità già etichettate come “Folk Hop”. Hanno pubblicato il loro primo album “Tules Maas Vedes Taivaal” (Sul fuoco e la terra, nell’acqua e nel cielo) a giugno 2016, registrandolo negli Stati Uniti con Liquid 5th Productions, distribuizione da Bafe’s Factory. Venla Ilona Blom descrive il loro secondo album come la ricerca di un suono più concreto e diretto, con vocalità a tratti graffianti, a tratti fragili e una produzione che lascia spazio all’esplorazione e alla sperimentazione: «Il nostro debutto ha avuto una produzione in stile pop americano. Ma questa volta l’intera squadra è finlandese». In altre parole: il produttore artistico Pekko Käppi ha organizzato le sedute nella casa dell’ingegnere del suono, Samuli Volanto, per poi affidare post-produzione e mix alle mani ed orecchie esperte di Oona Kapari. 
«Volevamo prendere le distanze dai suoni puliti del primo album. Ma se prima non avessimo fatto esperienza con quei suoni, non credo avremmo avuto il coraggio di percorrere le strade più accidentate in questo nuovo disco. Pekko, Samuli e Oona erano proprio le persone giuste per catturare queste nostre sonorità». Sono qualità importanti per un lavoro che anche nei testi esplora il corpo nei diversi aspetti della vita, del dolore, della morte, spingendo la voce umana in zone di confine. Temi e contesto rimandano ai miti e alla fiabe nordiche, ma senza rubare spazio a testi e composizioni originali che fanno i conti con i ritmi e le ansie contemporanee. L’apertura, “Tulen Surma” (La morte del fuoco) parte da un ansimare che si fa ritmo (come di cicale) per poi cadenzare versi tradizionali e lasciar spazio alla lira di Pekko Käppi, autentica quinta voce nel secondo brano, “Hälytystila” (Nel panico), che fa apprezzare l’enorme spettro sonoro che è nelle corde del gruppo, così come la capacità di cambiare passo negli arrangiamenti. Il secondo ospite è Antti Paalanen che con il suo organetto (e la sua voce) dialoga con il beatboxing di Venla Ilona Blom e con le filastrocche del quartetto in “Aika Tappaa” (Il tempo uccide), brano dalle molte facce, forse il più compiuto del disco, capace di esplorare più territori dando ad ognuno sorprendente profondità. 
Il quinto brano “A Mintäh” (Perché?), propone un momento di sosta, dolce e ipnotico, prima di un bel tour de force. “Viimeinen Askel Ennen Menoa” (Un ultimo passo prima di partire) spezza l’album in due con un parlato teatrale arricchito da interventi percussivi: traccia candidata al tasto skip. “Lintuperkele” raccoglie la tensione creata dal brano precedente e la fa montare per poi scioglierla ricorrendo prima all’elettronica e poi ad un ben concertato crescendo corale. C’è vento ed acqua in apertura di “Akanilma”, suoni che evocano paesaggi naturali in forte contrasto con l’impalcatura centrata su un beatbox quadrato e meccanico che apre a groove ballabili e prelude all’ossessivo “Valtaaja”. Gli ultimi due brani chiudono con dolcezza e rimettono al centro la versatilità, la precisione e l’abilità nel cesello melodico degli impasti vocali. «Siamo un gruppo che usa le voci umane come principali strumenti. Penso la cultura dei lavori temporanei si sia introdotta anche nel mondo della musica. Le persone considerano la versatilità come una virtù e così l’abilità del riuscire a portare avanti vari progetti contemporaneamente. Focalizzarsi su una sola cosa è ormai una rarità!». Non fa eccezione neppure Blom, recentemente in tour con il chitarrista J-P Piirainen e con un album in preparazione che combina beatboxing e chitarra fingerstyle guitar. 


Alessio Surian

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