Paolo Fresu – Tempo di Chet/Paolo Fresu - OjdM - Paolo Silvestri – Norma (Tûk Music, 2019)

A breve distanza dalla pubblicazione del superbo “Altissima Luce. Laudario di Cortona”, inciso con Daniele Di Bonaventura, Paolo Fresu ha chiuso il 2019 con altri due lavori eccellenti: “Tempo di Chet” e “Norma”, due dischi diversi dal punto di vista concettuale e stilistico, ma certamente rappresentativi della vivacità artistica e dell'eclettismo del trombettista sardo, da sempre animato da una febbrile ricerca attraverso le diverse declinazioni del jazz. “Tempo di Chet” raccoglie i quattordici brani, in larga parte originali, che compongono la colonna sonora dello spettacolo teatrale omonimo, prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano per la stagione 2018/2019 e scritto da Laura Perini e Leo Muscato per la regia di quest’ultimo. Dolente e nel contempo esaltante, la pièce racconta la straordinaria e tormentata parabola artistica ed esistenziale di Chet Baker, attraverso le parole di figure che gli furono accanto nel corso degli anni (genitori, manager, musicisti…) impersonati da otto attori che si alternano in scena, mentre la cornice musicale è affidata al trio guidato da Paolo Fesu (tromba e flicorno) e composto da Marco Bardoscia (contrabbasso) e Dino Rubino (pianoforte). Il disco, inizialmente venduto esclusivamente durante il tour teatrale, ha riscosso uno straordinario successo sulle piattaforme streaming con oltre sei milioni di ascolto ed ora, ad un anno di distanza dalla prima, è stato ristampato in mille copie in una splendida edizione limitata e numerata su doppio vinile 180 grammi di alta qualità e di colore blu con le quattro etichette numerate con le lettere C H E e T in luogo di Side A, B, C e D. Registrato e mixato ad ottobre 2018 e masterizzato per la stampa in vinile ad ottobre 2019 presso lo studio ArteSuono di Cavalicco (Ud), l’album nella versione in formato Lp si svela ancor più intenso e coinvolgente all’ascolto, facendo emergere tutta l’intensità e le sfumature stilistiche che permeano i vari brani. Le composizioni originali firmate da Fresu come “Catalina”, “Hermosa Beach”, “The Beatniks” e “Hotel Universo” colpiscono per la cura e l’eleganza delle melodie in cui la lezione di Chet Baker è la base di partenza per una scrittura ricercata e mai priva di suggestioni liriche. Pregevoli sono anche “Fresing” di Marco Bardoscia e “Chat With Chet” di Dino Rubino, ispirata nella struttura armonica allo standard “There Will Never Be Another You”, ma il vertice del disco lo si tocca con “Palfium” e “Jetrium” in cui fa capolino la batteria di Stefano Bagnoli e che evocano nel titolo i due analgesici oppioidi utilizzati abitualmente da Chet. A completare il disco le belle versioni di standard come l’iniziale “But Not For Me”, “Everything Happenes To Me”, la dolcissima “When I Fall in Love” e l’immancabile “My Funny Valentine” in una delle più belle riletture di sempre. 
Dal teatro di “Tempo di Chet” per il quale è previsto un nuovo tour nel 2020, passiamo all’opera lirica con “Norma”, inciso da Paolo Fresu con l’Orchestra Jazz del Mediterraneo, diretta da Paolo Silvestri. Il progetto, commissionato nel 2017 da I Art – Sicilia Jazz Festival, in un primo momento avrebbe dovuto essere dedicato alla rivisitazione delle arie più famose scritte da Vincenzo Bellini, ma durante il lavoro di arrangiamento da parte di Silvestri si è evoluto in una moderna rilettura in chiave jazz della sola “Norma”. Prendendo come modello “Porgy and Bess” di George Gershwin nella interpretazione di Miles Davis con gli arrangiamenti di Gil Evans, il lavoro si è indirizzato verso la conservazione delle melodie originarie per preservarne il loro fascino senza tempo e la rielaborazione delle armonie e delle orchestrazioni con l’aggiunta di Paolo Fresu come solista che si alterna tra tromba e flicorno intervenendo con assoli improvvisati ad evocare la voce di Maria Callas e quella delle grandi soprano che hanno reso celebre questa opera. Il risultato è un lavoro di straordinaria bellezza in cui le partiture classiche di Bellini risplendono di colori cangianti negli arrangiamenti swinganti di Silvestri, impeccabile nel destreggiarsi tra libero adattamento e interpretazione, e perfetto nel guidare l’Orchestra Jazz del Mediterraneo in cui giganteggia Seby Burgio al piano e con Fresu ad impreziosire il tutto con i suoi interventi. Brillano, così, la poetica invocazione alla luna di “Casta Diva” o la struggente e drammatica “Oh Rimembranza” ma il vertice del disco arriva sul finale con “Guerra! Guerra!/Qual cor tradisti/Deh! Non Volerli vittime” in cui viene esaltato tutto il lirismo compositivo di Bellini. Insomma, due dischi bellissimi da ascoltare con grande attenzione. 


Salvatore Esposito

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