Il Progressive Rock in Sardegna. Dai fratelli Salis al festival “In Progress…One”

I Salis, 1971 (foto da italianprog.com)
Il festival In Progress…One 2, arrivato al suo undicesimo anno di vita con l’edizione del 2018, nasce in Sardegna con l’ostinato intento di preservare il Progressive Rock 3, la particolare corrente musicale nata in Gran Bretagna nella seconda metà dei fantastici anni Sessanta. Ogni anno, la manifestazione ha luogo presso la Casa Ofelia 4 di Sestu, un comune alle porte della città di Cagliari, e tra i nomi italiani e internazionali che si sono esibiti, a partire dalla prima edizione del 2006, si annoverano band come il Banco del Mutuo Soccorso, Mel Collins e David Cross dei King Crimson, i Van Der Graaf Generator, gli Osanna e Aldo Tagliapietra de Le Orme. La rassegna, non concede spazio solo ai nomi noti del prog rock, ma anche a realtà locali, band emergenti e tribute band legate sempre al panorama progressive. L’organizzatore e direttore artistico di questa manifestazione è Pierpaolo Meloni 5, leader degli Akroasis 6, un esempio di band sarda jazz/prog rock, anche se tra le più recenti realtà. In Sardegna, infatti, il prog rock è arrivato in concomitanza con l’emergere delle band prog rock che iniziavano a farsi strada nel resto d’Italia. Prendendo spunto da un’intervista rilasciata nel 2014 da Nicola Sulas 7, redattore della webzine Arlequins 8, si è in grado di tracciare le tappe chiave che hanno segnato lo sviluppo del progressive rock in Sardegna. Secondo Sulas, le prime tenui tracce di progressive rock, si possono riscontrare nei lavori della band I Salis 9, fondata a Santa Giusta, in provincia di Oristano, dai fratelli Antonio, bassista e cantante, e Francesco Salis, chitarra solista. Ex componenti della band Barritas 10, capeggiata dal comico oristanese Benito Urgu, i fratelli Salis abbandonano il genere popular beat, per esplorare la nuova corrente musicale britannica che stava prendendo piede anche in Italia, con band come la Premiata Forneria Marconi e i Banco del Mutuo Soccorso. Per completare la formazione, che nel 1968 si chiamava Salis’n Salis, ai fratelli si uniscono Mario Paliano alla batteria e Mariano Tunerani all’organo Hammond. Dopo aver inciso il loro primo 45 giri, contenente le tracce Maribel e Nell’oscurità, i Salis’n Salis decidono di farsi produrre dal loro paroliere e cugino più anziano Lucio 11, cabarettista che conta presenze anche nei programmi televisivi nazionali, titolare dell’etichetta sarda La Strega. 
Salis, Seduto sull'alba a guardare (foto da italianprog.com)
Trasferitisi nella zona di Cremona, anche per poter superare le limitate possibilità di promozione ed espansione imposte dall’insularità, i Salis hanno modo di conoscere altri musicisti, confrontarsi e, soprattutto collaborare. In questa nuova realtà, i fratelli arruolano l’organista bresciano Pier Paderni e il batterista Paolo Gerardini, provenienti dalla band JB Club 12, per sostituire Mariano Tunerani e i due abdicanti batteristi Mario Paliano e Nino Scalas, decisi a rientrare in Sardegna. Nel 1971, i Salis’n Salis pubblicano il loro primo album (l’unico ad essere firmato Salis’n Salis, prima di cambiare il nome della band con un più semplice Salis), intitolato Sa vida ita est (“La vita che cosa è”, dal dialetto sardo/campidanese). Il risultato è un primo esperimento ricco di sonorità pop psichedeliche, con arrangiamenti e strumentazione tendenzialmente prog rock. La band mostra di distinguersi dal resto del panorama musicale locale, arrivando a definire loro stessi il proprio sound come Santa Giusta Sound, in riferimento al loro paese natio. Avendo avuto a disposizione, da parte dell’etichetta Produttori Associati, un budget molto limitato, il mixaggio dell’album fu veloce e poco curato 13. Questo fatto è stato uno dei motivi per i quali i nuovi componenti della band decisero di abbandonare i Salis, costringendo i fratelli a provvedere con ulteriori sostituzioni in vista della registrazione del successivo album. Siamo nel 1974, e questa volta la pubblicazione passa in mano alla CiPiTi 14, sussidiaria della più nota EMI. Il nuovo album, intitolato Seduto sull’alba a guardare, presenta composizioni anche più vicine alla musica leggera di quanto non lo fossero quelle del primo album. Si uniscono alla band il chitarrista Gianni Serra, il tastierista Dario Baldan Bembo 15 e i batteristi Andy Surdy e Furio Bozzetti. L’ultimo album, prima dello scioglimento definitivo della band, è datato 1979 e si intitola Dopo il buio la luce. È proprio in quest’ultimo album che le caratteristiche prog rock sono decisamente più presenti.

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1 Questo lavoro nasce da una ricerca nell'ambito del corso di "Culture musicali e nuovi media", laurea magistrale in Scienze della Produzione multimediale, Università di Cagliari
4 Comune di Sestu. Casa Ofelia 
6 Sulas N. Arlequins. Akroasis, I racconti del mare 
Arlequins è dal 1995 la prima webzine interamente dedicata al Progressive Rock. È stata fondata nel 1990 come fanzine (su carta) per poi diventare elettronica con la costruzione del proprio sito internet.
9 Italianprog. Salis 
12 Andromeda Library. J. B. Club. Nella band militò anche Mauro Pagani, prima di entrare a far parte della Premiata Forneria Marconi. 
13 Ghiglieri G. Rock e poi mi crock. Retrospettiva: I Salis & Salis. Settembre 2009
14 Discogs. Cipiti Record 
15 D’Amato G. G. Fare Music. Intervista a Dario Baldan Bembo. Settembre 2015. Dario Baldan Bembo è anche un noto compositore. Sua la musica del successo di mercato Amico è del 1982, che lo stesso autore canta in duetto con Caterina Caselli. Nonostante abbia musicato anche molti successi di Mia Martini, Mina, Renato Zero, per tante persone il suo nome è associato solo alla canzone Amico è.  

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