Il Progressive Rock in Sardegna. Dai fratelli Salis al festival “In Progress…One”

Gruppo 2001
Le tracce sono quasi completamente strumentali, con marcate influenze jazz-rock, udibili soprattutto nella lunga Rapsodia per emigrazione e in Dopo il buio…la luce. Nel maggio del 2007 16, Francesco fu stroncato da un arresto cardiaco, ma sino ad allora i fratelli Salis continuarono a fare musica insieme, anche dopo lo scioglimento della band. In Sardegna, per un’incredibile coincidenza, il cognome Salis sembrerebbe essere sinonimo di prog rock. È proprio un altro Salis, questa volta non parente dei precedenti, a fondare un’altra band che ha in qualche modo esplorato le caratteristiche di questa corrente musicale. Piero Salis, oggi noto soprattutto al pubblico sardo per la sua successiva carriera da solista con il nome d’arte Piero Marras 17, fonda nel 1971 la band Gruppo 2001 18, con i chitarristi Pietro Carrus e Ciccio Solinas, il bassista Paolo Carrus e il batterista Tore Corazza. Dopo solo un anno, visto il successo riscosso con l’esibizione in occasione di un Disco per l’Estate 19, durante il quale è stato presentato il singolo Messaggio, la band pubblica il suo primo album intitolato L’alba di domani. Le tracce presenti sono accomunate da uno stile melodico che diventerà tipico della band, arricchito da arrangiamenti ambiziosi indubbiamente ispirati alle tipiche sonorità progressive. Le parti suonate dallo stesso Salis alle tastiere, molto prog rock soprattutto nella prima traccia Maggio, accompagnano il suo caratteristico timbro di voce che lo renderà celebre anche dopo il 1974, anno in cui decide di abbandonare la band per concentrarsi sulla carriera solista. L’alba di domani resterà l’unico album della band, seguito solo da alcuni singoli pubblicati, anche dopo l’abbandono di Piero Salis, sino al 1979, anno dello scioglimento definitivo della band.
I Cadmo, Boomerang (foto da hemelinprog)
Incredibilmente è un altro Salis a fondare ad Alghero (Sassari), la band prog rock I Cadmo 20. Antonello Salis 21, fisarmonicista e pianista di Villamar, un piccolo comune nel sud della Sardegna, fece parte sino al 1971 dei Barritas di Benito Urgu e dei fratelli Salis, dei quali non è parente. L’anno dopo fu ingaggiato per un breve periodo anche dai Salis’n Salis, sino a quando, nel 1973, decise di trasferirsi ad Alghero. Lo stesso anno, con il bassista Riccardo Lai e il batterista Mario Paliano, fonda un trio essenzialmente jazz, che ben presto si fonde con sonorità della musica tradizionale sarda e del prog rock. Dopo un’esperienza romana durata un paio d’anni, durante i quali i Cadmo entrano in contatto con nomi importanti del jazz italiano come il giornalista e scrittore Franco Fayenz 22, nel 1977 pubblicano il loro primo album intitolato Boomerang. Il jazz è la caratteristica dominante dell’album, mentre si possono cogliere accenni di prog rock, specialmente nella traccia Terra di mezzo. Nel 1978 pubblicano il loro secondo album intitolato Flying over Ortobene Mount in July Seventy seven, caratterizzato anch’esso da una forte predominanza jazzista. Da trio, i Cadmo diventeranno in seguito un quintetto con l’inserimento di Sandro Satta al sax e Danilo Terenzi al trombone. Conclusa l’esperienza Cadmo, i vari componenti della band hanno seguito la propria strada con collaborazioni prettamente jazz, come la creazione del trio P.A.F. 23 costituito da Salis, Paolo Fresu e Furio Di Castri. Nel 1980, l’etichetta La Strega pubblica l’interessantissimo album intitolato Diapason, registrato un anno prima dal cantautore e polistrumentista cagliaritano Pierpaolo Bibbò 24, assistito dal tastierista Adriano De Murtas e dal batterista Franco Medas. L’album, che ha una durata di oltre 41 minuti, contiene otto tracce ricche di synth e parti strumentali profondamente prog rock. Nel 1994 la Mellow Records 25, etichetta specializzata nel prog rock, acquista i diritti dell’album Diapason e lo ristampa su CD, per poi distribuirlo sul mercato internazionale. 
Pierpaolo Bibbò, Diapason (foto da www.pierpaolobibbo.it)
Nel 2012, a distanza di trentadue anni dall’uscita di Diapason, Bibbò registra nella sua sala di incisione, chiamata Diapason Studio, un concept album sempre di stampo prog rock, intitolato Genemesi. L’argomento che collega tutte le tracce presenti è la ricerca di Dio da parte degli uomini, con un approccio svincolato dai dogmi imposti dalle religioni. Genemesi precede l’ultimo album di Bibbò, pubblicato nel 2018 e intitolato Via Lattea 26, il quale contiene tracce rock sinfoniche che sembrano ispirarsi alle tipiche atmosfere delle composizioni di Franco Battiato. Durante tutti gli anni Ottanta, e gran parte dei Novanta, il prog rock è stato accantonato e sostituito dal punk rock e dall’elettropop. Solo a partire dalla fine degli anni Novanta, il prog rock ritorna in voga, seppur restando un genere di nicchia, ribattezzandosi Neoprogressive o New Progressive Rock. La nuova formula prevede delle più accentuate contaminazioni jazz, ma anche il tentativo di non allontanarsi troppo dalla popular music mainstream, per evitare di essere da subito tagliata fuori. Anche in Sardegna il fenomeno non passa inosservato. Nel 1998, nascono a Cagliari gli Yleclipse 27, band costituita da tre elementi: Alessio Guerriero (voce, chitarra e basso), Roberto Diomedi (batteria) e Andrea Picciau (tastiere e organo elettronico). Nel 2002 si unisce alla band il bassista Andrea Iddas e nel 2005 il batterista Federico Bacco, per sostituire l’uscente Diomedi. Nel 2002 pubblicano il loro primo album autoprodotto, intitolato Eclisse -Mercury and Sulfurus (Eclisse era il nome iniziale della band), contenente dodici brani che cercano di fondere l’eclettismo del prog rock all’eleganza della canzone pop, ispirate soprattutto alla musica dei Marillion e dei Genesis del periodo sinfonico. La Mellow Records decide di metterli sotto contratto, cambiando il nome da Eclisse a Yleclipse. Con la nuova etichetta pubblicano nel 2003 l’album Prime Substance, nel 2006 Opus, con il quale si chiude la trilogia alchemica, nel 2008 Trails of ambergris e nel 2012 Songs from the cracking Atanor. Tra le poche esibizioni dal vivo che li ha visti coinvolti, si annovera la loro presenza al festival In Progress…One nell’edizione del 2009.   
Yleclipse dal vivo a Sestu (foto da www.yleclipse.org
Tra le più interessanti realtà contemporanee, un ruolo rilevante è occupato sicuramente dal pianista, tastierista, compositore, arrangiatore e ingegnere del suono Mauro Mulas 28. La sua figura è tra le più attive nel panorama del prog rock e del jazz sardo. Cofondatore con il chitarrista Gigi Longu della band Entity 29, nel 1999 registrano un promo-cd intitolato Il naufragio della speranza, con tracce ricche di influenze prog rock anni ’70, fuse con elementi di prog metal e sonorità latino-americane. La band si allarga, si disfa e si ricompone più volte, arrivando all’attuale formazione composta dai fondatori Mulas e Longu (che ora ricopre il ruolo di bassista), più il batterista Marco Panzino, il cantante Sergio Calafiura e il chitarrista Marcello Mulas, cugino di Mauro. Nel 2008 vincono il concorso bandito dal festival In Progress…One di Sestu, ottenendo così un grande incoraggiamento per la registrazione del futuro album Il falso centro, che verrà presentato in anteprima durante l’edizione 2010 dello stesso festival prog rock sardo. Il falso centro è un concept album che Mulas spiega, in un’intervista rilasciata ad Athos Enrile 30, come il racconto di un uomo che dopo aver preso coscienza di sé, con grande e sofferto lavoro di autocritica, decide di riprendere in mano la propria vita.  Allo stato attuale, come dimostra anche il successo del festival In Progress…one, il prog rock in Sardegna sembrerebbe aver raggiunto solo ora più forza e purezza, rispetto a quanto non sia avvenuto nei suoi primi anni di vita, quando forse era sì idolatrato, ma allo stesso tempo temuto per il suo carattere tendenzialmente esclusivista e il suo cattivo rapporto con la popular music, genere universale dal quale ha sempre cercato di distaccarsi per elevarsi ad un livello più alto. Spesso fortemente contaminato dal genere jazz e fusion, per poter sopravvivere al mutarsi delle mode musicali, si è trovato inaspettatamente riscoperto e rivalorizzato da giovani, talentuosi, e molto spesso accademici, musicisti, che hanno sfidato e che sfidano tuttora le dure leggi del mercato musicale, pur di conservare e rispettare i suoi tratti distintivi, che a suo tempo lo hanno reso così appetibile, ma anche così lontano dall’essere compreso nel grande calderone della popular music.     

Giuseppe Lai



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16 La Nuova Sardegna. Morto il chitarrista dei Salis’n Salis. Maggio 2007
17 Congia A. Sardegna live. Piero Marras, compleanno speciale: “Un concerto in piazza per i suoi 40 anni di carriera”
18 Italianprog. Gruppo 2001
19 45 Mania. Le Manifestazioni Storiche. Un Disco per l’Estate 1972
20 Ruggiero D. Hamelinprog. Cadmo. Settembre 2012
21 Terzo A. Jazzitalia. Antonello Salis: l’infedele del jazz. Febbraio 2005
22 Discogs. Franco Fayenz
23 Merlini P. La Nuova Sardegna. Paf trio, jazz d’avanguardia e ironia. Luglio 2015
24 Pierpaolo Bibbò. Biografia
25 Discogs. Mellow Records
26 Freschi A. Distorsioni. Pierpaolo Bibbò. Via Lattea. Gennaio 2018
27 Yleclipse. Biografia.
28 Satta V. Sardegna Creativa. Mauro Mulas: Musicista e compositore per passione. Settembre 2018.
29 Ruggiero D. Hamelinprog. Entity. Gennaio 2015
30 Ruggiero D. Hamelinprog. Entity - Il falso centro. Gennaio 2015

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