Gianfranco Grilli – 1998 - 2018 Introspective Music (Mons Avium, 2018)

A quasi due anni di distanza dal precedente “Winter” pubblicato il 10 Luglio del 2016, arriva sempre per la personale “Mons Avium” un’antologia retrospettiva che racchiude in otto brani il percorso ormai ventennale del compositore marchigiano. “In realtà per ragioni tecniche ho escluso proprio i miei primi due lavori (Il tempio di Karnak e Le Colline Dei Druidi) per cui, nel presente Cd, sono raccolti brani tratti da cinque album a partire dal 2006”, come racconta personalmente Grilli nel comunicato. “1998 – 2018 Introspective Music”, nasce come compendio del proprio passato artistico in un momento di riflessione e pausa dalla composizione. Il titolo dell’album delinea chiaramente quello che è il mood generale delle tracce, cariche di un suggestivo potenziale evocativo in grado di trasportare l’ascoltatore in quegli spazi della memoria e in quei luoghi che da sempre ispirano la musica di Grilli. Ricordi personali, sensazioni dell’infanzia, posti ed esperienze, hanno quindi un ruolo di primaria importanza per la “mobilitazione creativa” dell’autore, anche i titoli dei brani lo dimostrano chiaramente : “Deep Winter” o “Big Trees” per esempio, oppure, The “Silence Of My Nights” che, integrando Patterns, rumori ambientali e strutture improvvisate, ri-crea l’atmosfera tipica delle notti di luna piena che tanto affascinavano (e ancora affascinano) Gianfranco Grilli. All’ascolto, risulta chiaro quanto alcune delle scelte sonore attuate in questo specifico brano siano meditate, assumendo significati particolarmente profondi e carichi di una vera e propria valenza emotiva legata al vissuto del suo autore, come raccontato personalmente. La sua è una musica elettronica modale che si evolve secondo un metodo d’improvvisazione guidata; partendo da un particolare timbro, da un’idea accennata, si sviluppa gradualmente per continue sovrapposizioni sino a ottenere un risultato equilibrato e completo. “Alla fine del processo è stato realizzato un qualcosa di "magico" e credo che questo sia l'impulso creativo della composizione, praticamente, senza una coscienza chiara di quello che intendevo realizzare, sono arrivato a un prodotto finito, secondo me di grande valore”, racconta Grilli. In tutto ciò, le nebbie, i silenzi e le pozzanghere che riflettono le luci dei lampioni, nel suo piccolo paese d’origine nelle Marche, diventano elementi chiave della sua espressione sonora. Nelle otto tracce, affidandosi a tastiere e sintetizzatori che comprendono: Yamaha ex 7, Prophet 6, Roland Fantom xr, Ensoniq mr, Emu Morpheus, processori di effetto Lexicon e Tc Electronic, Gianfranco Grilli da vita a suggestive ambientazioni sonore, talvolta punteggiate da inaspettate soluzioni ritmiche, vedi per esempio l’iniziale “The Time Patterns” o “The Lands Without Frontiers”. Influenzato tanto dalla Kosmische Musik tedesca, quanto dall’Ambient di Brian Eno e dalla New Age, Gianfranco Grilli riesce a metabolizzare queste intuizioni restituendoci un suo poetico e personale punto di vista. 


Marco Calloni
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