Giorgio Calcara (a cura di), Battiato svelato. Dalla sperimentazione degli esordi all’universo multiforme, Rai Libri, 2026, pp. 249, euro 20.00

È stato scritto un nuovo capitolo su Franco Battiato. Si tratta di un volume che racchiude innanzitutto parecchie domande – a partire dalla più importante, che Giorgio Calcara, il curatore, si pone nelle note introduttive: cosa si può ancora scrivere su Battiato e come, per evitare di finire nel catalogo, ormai saturo, di biografie e saggi sul grande cantautore siciliano. Il volume racchiude, poi, parecchie risposte implicite: sulla sua vita, sulla sua opera e, in generale, sulla sua prospettiva. Risposte (i più avveduti possono immaginarlo fin da qui) che non sono affatto compiute. Non tanto perché alcuni passaggi biografici e artistici di Battiato non siano conosciuti – su alcuni potremmo avere anche delle certezze. Quanto perché l’intento principale del libro è svelare tutt’al più qualche sfumatura, tirando fuori dall’ombra della complessità dell’opera e della biografia piccoli frammenti, piccole verità: quasi tutte personali (degli autori) e tutte quante interessanti. Proviamo a darne qualche esempio, seguendo semplicemente la struttura del volume. Innanzitutto gli autori sono tanti e tutti – seppur in modo e con vicinanze differenti – hanno avuto la fortuna di condividere qualcosa con Franco: ce lo dice lo stesso Calcara – filosofo, critico d’arte e curatore della bellissima retrospettiva che il MAXXI ha dedicato a Battiato quest’anno – presentando gli interventi che compongono il volume in riferimento a una dimensione nuova: “in molti passaggi dei pensieri qui raccolti si ha la netta sensazione che l’amicizia con Franco e anche il solo avere intrapreso con lui una singola esperienza, sia paragonabile a una specie di ‘iniziazione’, un’occasione, cioè, di trasmutazione della propria persona”. Si comprende che lo spazio in cui si inserisce il volume è quello dell’esperienza – e non “semplicemente” dell’analisi o dell’interpretazione. Si comprende, altresì, che solo in quello spazio estesissimo seppur privatissimo, può generarsi un dialogo nuovo – e, con questo, una nuova letteratura su Franco Battiato. L’uomo è l’artista e l’arte equivale alla vita, perché si dipana attraverso prospettive che non sono esclusive. Ci dice ancora Calcara, “Battiato non era solo mistica riservatezza”, ma anche “un uomo dall’alto senso civico”, imbarazzato “di fronte al decadimento culturale”. Molto di questa complessità emerge dalla sua opera. Molto altro, però, può essere ricondotto al suo sguardo, ai suoi interessi, alla sua ricerca di conoscenza. Gli autori, che ci includono in questo spazio nuovo con testimonianze diversissime, trattano molti degli elementi che compongono il profilo multiforme dell’artista. Si percorrono, ad esempio, gli anni della formazione (musicale, teatrale, filosofica), della sperimentazione e dell’individuazione di un linguaggio personale attraverso interventi come “Da Baby Sitter alla ‘Fine del Mondo’” (di Mariella Fumagalli e Maurizio Piazza) e “L’incontro, la musica e le rivoluzioni interiori” (di Vincenzo Zitello). Si riflette sulla vocazione poetica e sulle capacità di sintesi e interpretazione dei linguaggi contemporanei, in riferimento al primo tratto della carriera discografica di Battiato con “Esoterismo pop” (di Giorgio Calcara). Si determina lo spazio del suono nella sua produzione con “La quadratura del cerchio: il suono” (attraverso un colloquio del curatore con Pino Pischetola), ma anche la ricerca di un nuovo linguaggio dopo i primi tre album di straordinario successo, con “L’arca di Noè: profezie per un mondo moribondo” (di Salvatore Esposito). Si connette, poi, lo sguardo di Battiato con il mondo delle arti – che ha sperimentato e ricondotto alle diverse fasi della sua vita: “Battiato illustratore di favole” (di Luigi Mantovani), “Il cinema di Franco Battiato” (di Elisabetta Sgarbi), “Franco Battiato. La convinzione dell’assoluto” (di Vittorio Sgarbi). www.railibri.rai.it/catalogo/battiato-svelato/ 

Daniele Cestellini

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