Carmen Consoli, “Accordi disarmanti”, Jesi (An), Cortile del Palazzo ex Appannaggio, 25 luglio 2026

Giunto alla edizione numero ventisei, il festival Pergolesi-Spontini si conferma come uno dei più interessanti con le sue variegate proposte musicali, sempre di alto livello, mettendo la città di Jesi al centro della cultura, con il suo teatro che è stato recentemente nominato patrimonio dell’UNESCO. Nella suggestiva cornice del cortile dell’ex Appannaggio è approdata Carmen Consoli per un particolare concerto intitolato “Accordi disarmanti”, riconducibile al tema del festival che riflette sulla visione di un’arte che unisce e invita alla pace e al dialogo. La serata è stata aperta dall’attrice marchigiana Isabella Carloni che ha proposto un’interessante riflessione sui nostri tempi, con una lettura partecipata, partendo dall'analisi del quadro “Il martirio di San Matteo” del Caravaggio. Poi è arrivata lei, la cantantessa, con la consueta energia, accompagnata da Massimo Roccaforte (chitarra, bouzouki e
mandolino), Emilia Belfiore (violino) e Claudia Della Gatta (violoncello). Un concerto che si snoda tra i brani più famosi e altri meno conosciuti, abbracciando la sua trentennale carriera. L’inizio è con alcune canzoni di forte contenuto come “Eco di sirene” (“Saremo pronti a celebrare la vittoria e brinderemo lietamente sulle nostre rovine, saranno in pochi a riscattarsi dalla povertà, a rallegrarsi della gloria per quanto infinita”), “AAA Cercasi” (“Cercasi badanteun ottantenne miliardario affascinante offre a cagne di strada un'opportunità di vita più agiata”), “Piccolo Cesare” e una versione rallentata di “Fiori d’arancio”. Carmen interagisce con il pubblico, racconta qualche episodio della sua gioventù, commenta il mondo di oggi attraverso canzoni attualissime come “La notte più lunga” (“A cosa servirà l’ennesima visita di cortesia e formale solidarietà, su venghino signori ad ammirare il circo degli orrori, chi governerà questa furia mediatica, parole d’autore intrise di dolore, carnevale ha in serbo un
nuovo carrozzone di promesse vane”) o “Lo zio”. “Bonsai #3” è l’unico estratto dal bellissimo “Amuri luci”, fresco di vittoria della Targa Tenco come disco in dialetto. La Consoli è un'ottima chitarrista, percuote la sua inseparabile Maton con maestria, dialogando con Roccaforte che colora i brani e con i due archi che sono al tempo stesso percussioni e virtuosismi. Ma si ritaglia anche un suo spazio solista con “La bellezza delle cose”, “Blunotte”, “Confusa e felice”. Poi una carrellata finale di classici, da “L'ultimo bacio” a “Venere” passando per “Parole di burro”. Ma come da copione non possono mancare i bis : “Sud est” (insieme al violoncello), “In bianco e nero” e “Amore di plastica”. Un concerto sold out, tutto in crescendo, dove il pubblico ha potuto ammirare la contagiosa solarità della cantautrice che ci porta a pensare in maniera delicata e intelligente. Per una sera ci siamo sentiti così, pieni di bellezza, distanti dalla mediocrità, confusi e felici. Grazie Carmen! 


Marco Sonaglia

Foto di Stefano Binci

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