Che Rovigno sia sempre stata una città “musicalissima” è ormai noto da molti anni: infatti quando si parla della tradizione canora in Istria, la città di Rovinj-Rovigno è quella che da sempre, con il suo vasto numero di generi canori, ha catturato maggiormente l’attenzione degli studiosi locali e non solo. Già nel 1846, infatti, il cronista Vincenzo Cazamia Carer scriveva: "[…] Non so se in Istria vi abbia luogo ove più sia sentito il bisogno della musica che a Rovigno, e vi si odono voci più belle, espressive cantilene. Fanciulli ancora balbettanti cantano per le vie con tale un’intonazione e sì animata da restarne meravigliati. […]" A memoria d’uomo, la musica ha permeato ogni livello della quotidianità della popolazione rovignese, e ancora oggi trova nuovi modi di mantenersi. Tra i cantori più impegnati nella salvaguardia e nella trasmissione della tradizione canora della città di Rovigno d’Istria vi sono le Nuove Quattro Colonne: Teodor Tiani, Alessio Giuricin, Antonio Curto e Luka Nreka che con il loro quartetto vocale si dedicano alla valorizzazione della cultura italiana autoctona in Istria, in particolare alla tradizione canora rovignese. Testimoni viventi di una tradizione musicale plurisecolare, i quattro cantori rappresentano i testimoni più autorevoli di alcuni tra i numerosi repertori canori che la città di Rovigno ha tramandato fino ad oggi. Li abbiamo conosciuti, ascoltati ed intervistati lo scorso marzo a Cremona, ospiti del quarto appuntamento della rassegna “Dal locale al globale”, il ciclo di lezioni-concerto ideato e organizzato dalla professoressa Fulvia Caruso, docente di Etnomusicologia presso il Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell’Università di Pavia. Giunta quest’anno alla sua dodicesima edizione, l’iniziativa si presenta come un’occasione unica di incontro e di confronto con diverse realtà e tradizioni musicali orali, europee ed extraeuropee, attraverso la testimonianza diretta dei musicisti che le presentano.
L’ispirazione su cui si fonda il quartetto le Nuove Quattro Colonne, nato alla fine del 2018 su iniziativa di Alessio Giuricin, affonda le proprie radici nell’idea di rendere omaggio allo storico quartetto rovignese le Quattro Colonne nato negli anni Sessanta del secolo scorso, formato dai cantori Vlado Benussi, Riccardo Sugar, Germano Ettorre e Gianfranco Veggian. Oggi, forti del sostegno e del grande apprezzamento espresso dagli ex membri, le Nuove Quattro Colonne portano avanti quell’antico repertorio aggrappandosi alle loro radici, ma allo stesso tempo sperimentandosi nei canti spiritual e gospel fino alle canzoni d’autore. Spinti da una passione condivisa i quattro musicisti custodiscono attivamente, in quanto interpreti, l’importante bagaglio storico – culturale della loro città.
La tradizione orale rovignese conta numerosi generi canori, dalle famosissime bitinàde – quelle che tutti ricordano e che associano per somiglianza al Trallallero ligure o al Bei toscano – alle butunàde – che, insieme agli altri discanti istriani, sono iscritti nel registro Unesco dal 2009.
Ma il genere delle àrie da nuòto è uno dei più affascinanti e, seppur meno conosciuto degli altri, ha destato negli anni la curiosità di diversi studiosi.
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