Festival Bellezze Interiori, Como, 23 - 24 maggio 2026

La canzone è stata dedicata al popolo di Gaza. Atmosfera più distesa con la famosa “Amarcord”. Meraviglioso tributo ai grandi classici della canzone napoletana è “Tutto passa”, ultima traccia del nuovo disco, interpretata con grande trasporto e sincera emozione. Nell’accontentare la richiesta di un fan, Colella ha in ultimo donato ai presenti una bellissima e personale versione di “Quanno chiove” di Pino Daniele. Nel pomeriggio, il secondo appuntamento musicale “Vibrazioni dal lago – Andrea Mele live” si è svolto nell’intima chiesetta sita nel cortile dell’Associazione Eskenosen, che da vent’anni si occupa di accoglienza e integrazione per famiglie migranti, madri sole e minori. Chitarrista e compositore raffinato, Andrea Mele ha negli anni sviluppato un percorso di ricerca che integrando tecniche classiche e moderne, attraverso l’utilizzo alternato dell’accordatura standard e delle accordature aperte (open tunings), ha definito uno stile espressivo originale e fortemente caratterizzato. Dalla delicata “Rose”, che ha aperto con dolcezza il concerto, alla vorticosa “Jentu”, fino ai luminosi armonici di “Al mare con te”, il live si è snodato come un vero e proprio viaggio sonoro. Il pubblico è salito sugli immaginari vagoni di “Treno per la Luna”, tra i brani più complessi della produzione del musicista, per poi lasciarsi trasportare da “Evangeline Lilly, la Sirène”, ritratto in musica della fascinosa attrice americana, e da “Hasta el fin del día”, dedicato ai musicisti che, suonando, perdono la cognizione del tempo. Nel corso dell’esibizione non sono mancati brani inediti del suo prossimo lavoro discografico, che hanno offerto un’anticipazione dei nuovi orizzonti della sua indagine musicale. Per Blogfoolk, l’artista ha ripercorso i propri esordi, ricordando come, ancora sedicenne, la musica avesse per lui un valore profondamente catartico e liberatorio. Ha poi descritto le sue principali fonti d’ispirazione, che spaziano dalla musica classica alla New Age degli anni Settanta e Ottanta, con particolare attenzione agli artisti della Windham Hill Records, tra cui il pianista Philip Aaberg e il chitarrista Michael Hedges, citando in particolare l’album “Aerial Boundaries” come uno dei lavori più
influenti sulla sua formazione musicale, fino ad abbracciare anche jazz, blues e metal. In chiusura, rispondendo a una domanda sull’attuale scena musicale, Mele ha citato il duo canadese Angine de Poitrine e le loro chitarre microtonali, definendolo un progetto interessante ma eccessivamente sbilanciato sul piano estetico, sottolineando come oggi l’immagine rischi talvolta di prevalere sul contenuto. In serata, la musica si è trasferita nell’ampio e soleggiato cortile dell’ENAIP di Como, dove si è esibita l’energica formazione funk dei Lalaband che oltre ai classici del gruppo amati dai fan, come “Ventitré”, “Se tornerà” e “Tutto uguale”, hanno regalato un assaggio in anteprima del nuovo album “Istruzioni”, in uscita quest’estate. Ai microfoni della nostra testata, i musicisti hanno ricordato il fortuito incontro che, nel 2019, li ha fatti conoscere durante una serata organizzata all’ultimo minuto dal chitarrista. Da allora le loro strade creative si sono intrecciate in modo indissolubile, fino a sfociare nella pubblicazione del loro primo album, “Sti cazzi se piove”, nel 2023. Sul piano internazionale, la band si ispira ad artisti come i Vulfpeck e Tom Misch, mentre della scena italiana indica Davide Shorty e Willie Peyote come importanti punti di riferimento. Da queste eterogenee influenze, il gruppo ha saputo elaborare con fresca genuinità un’identità musicale originale, nella quale groove funk, sonorità soul e sensibilità cantautorale si fondono dando vita ad un sound leggero e immediatamente riconoscibile. La seconda giornata del Festival ha eguagliato la prima in termini di entusiasmo e partecipazione, confermandone il successo. A inaugurarne il programma musicale, nel verde Cortile in via Cadorna, il live di Anna Sara Saponati e Michelangelo Surdo, duo jazz-pop di Massa Carrara che tra i vari brani hanno proposto una raffinata cover di “Don't Know Why” di Norah Jones. Voce, chitarra, armonica e gran cassa, in perfetto stile dylaniano, Lorenzo Bonfire, giovane cantautore
indie-folk, ha conquistato il pubblico con una performance essenziale quanto autentica e introspettiva. Alle 17:00, nel bellissimo androne dello storico Collegio Gallio, si è tenuto il concerto del cantautore Rock Tommaso Imperiali, accompagnato dall’ensemble dei Five Quarter. Promettendo di “fare casino”, in una breve intervista pre-esibizione, Imperiali ha descritto con grande entusiasmo le energie alla base del suo progetto, sottolineando l’importanza dell’esperienza della musica dal vivo come stimolo per ricercare, nel confronto con il pubblico, una connessione più profonda con le proprie emozioni. Un percorso artistico che trova una prima sintesi nel suo album “Meccanismi di difesa” e che si proietta già verso il prossimo lavoro, “Inni generazionali”, dedicato alle più grandi canzoni del cantautorato internazionale e italiano. Prospettando per la musica cantautorale un futuro positivo, l’artista ripone speranze nelle nuove generazioni e menziona due protagonisti dell’odierno panorama musicale britannico, Sam Fender e Olivia Dean, indicandoli come motore trainante di una nuova scuola espressiva. A conclusione della kermesse, il graffiante timbro di James Maddock ha incontrato la sensibilità chitarristica di Alex Valle, storico collaboratore di Francesco De Gregori, dando vita a un set articolato e coinvolgente, che ha saputo coniugare energia e raffinatezza in un dialogo profondamente evocativo, accolto con grande commozione dal pubblico. 

 

Maria Claudia Leone

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